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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 15

Posts Tagged ‘tempi attesa’

Sanità: presentazione studio su tempi attesa e costi

Posted by fidest press agency su sabato, 17 marzo 2018

Roma lunedì 19 marzo dalle ore 10 alle ore 13 nella sede della Cgil Nazionale in corso d’Italia 25 studio condotto sui Tempi di attesa e costi delle prestazioni sanitarie nei sistemi sanitari regionali. Il focus è stato condotto da Crea (Consorzio per la Ricerca Economica Applicata), commissionato dalla Funzione Pubblica Cgil e della Fondazione Luoghi Comuni. Diversi gli interventi previsti alla presentazione di questo primo rapporto: parteciperanno al dibattito Federico Spandonaro, professore dell’Università di Tor Vergata e presidente del Crea Sanità; Carla Collicelli, professoressa e ricercatrice senior associata Cnr-Itb; Rossana Dettori, segretaria nazionale della Cgil; Serena Sorrentino, segretaria generale della Funzione Pubblica Cgil.Lo studio si concentra prevalentemente sui tempi di attesa e sui costi per effettuare prestazioni sanitarie nel Sistema sanitario nazionale, con un approfondimento sul confronto con l’offerta della sanità privata. Intende inoltre analizzare l’andamento del fenomeno nel corso degli anni. Lunedì 19 marzo a Roma alle ore 10 nella sede nazionale della Cgil in corso d’Italia la presentazione dell’indagine Crea fornirà un quadro chiaro e ricco di approfondimenti dell’andamento della sanità pubblica degli ultimi anni.

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Tumore: farmaci innovativi e tempi attesa

Posted by fidest press agency su domenica, 21 maggio 2017

psicofarmaciI pazienti oncologici italiani attendono in media 806 giorni, cioè 2,2 anni, per accedere a un farmaco anti-cancro innovativo. È il tempo che trascorre fra il deposito del dossier di autorizzazione e valutazione presso l’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) e l’effettiva disponibilità di una nuova terapia nella prima Regione italiana. Un termine che può dilatarsi fino a tre anni (1.074 giorni) se si considera l’ultima Regione in cui il farmaco viene messo a disposizione. Non solo. Ai lunghi tempi di attesa talvolta si accompagna la cosiddetta “tossicità finanziaria”, cioè la crisi economica individuale conseguente al cancro e alle sue cure, problema noto da diversi anni negli Stati Uniti e che comincia a interessare anche i malati nel nostro Paese. Questa condizione tocca infatti il 22,5% dei pazienti italiani, che presentano anche un rischio di morte del 20% più alto rispetto alle persone colpite dal cancro ma senza problemi economici. La denuncia è contenuta nel IX Rapporto sulla condizione assistenziale dei pazienti oncologici, presentato oggi al Senato nel corso della XII Giornata del malato oncologico, organizzata da FAVO (Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia). “La spesa per i farmaci oncologici è passata da poco più di un miliardo di euro nel 2007 a oltre tre miliardi nel 2014 – spiega il prof. Francesco De Lorenzo, presidente FAVO -. Nel suo complesso, l’oncologia rappresenta una delle voci più rilevanti per il Servizio Sanitario Nazionale: per la prima volta, nel 2014, la spesa per i farmaci antineoplastici si è, infatti, collocata al primo posto. I dati rappresentano una realtà che mal si concilia con le attuali politiche sanitarie di vero e proprio ‘definanziamento’ del Sistema Sanitario Nazionale. Pur crescendo in valori assoluti, le risorse messe a disposizione, infatti, risultano progressivamente sempre più insufficienti per dare risposte concrete alla domanda di assistenza. Il desiderio legittimo dei malati di accedere all’innovazione si scontra, dunque, con la finitezza delle risorse”. “L’accesso ai farmaci – afferma il dott. Domenico Corsi, Segretario Consiglio AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) Regione Lazio -, soprattutto a quelli di ultima generazione, costituisce una problematica complessa, che abbraccia non soltanto profili economico-finanziari, ma anche etici e sociali: solo la contestuale considerazione di tutti gli aspetti coinvolti può garantire soluzioni sostenibili, finanziariamente e politicamente”. Le valutazioni in EMA richiedono, per i farmaci innovativi, mediamente 383 giorni per l’esame delle caratteristiche farmacologiche, cliniche e di sicurezza. A questi si aggiungono i tempi nazionali e regionali. Il successivo processo di rimborsabilità da parte di AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) che rende possibile a tutti i pazienti italiani l’accesso ai farmaci innovativi dura in media 260 giorni. L’attesa però non finisce qui. Vanno aggiunti ancora dai 31 ai 293 giorni, necessari alle Regioni per rendere queste terapie disponibili e gratuitamente presso ospedali e ASL. “Il rischio concreto – continua il Prof. De Lorenzo – è che il processo che va dall’approvazione europea alla reale disponibilità concreta del farmaco per i cittadini, particolarmente lento, possa tradursi in una forma di razionamento che penalizza fortemente i malati, specialmente nel caso di farmaci innovativi salvavita. Diventa pertanto di fondamentale importanza, non soltanto per la tenuta economica del sistema, ma anche per la salvaguardia della coesione del tessuto sociale, che si giunga al più presto ad individuare un metodo condiviso e integrato per la valutazione dell’innovazione, che tenga cioè conto di tutti gli aspetti coinvolti nella cura: non soltanto dell’efficacia clinica del farmaco, ma anche del suo costo-efficacia in termini di qualità della vita”. “In questo contesto, il ruolo del management sanitario deve risultare sempre più decisivo – afferma il dott. Massimo Annicchiarico Direttore Generale dell’AUSL di Modena e rappresentante FIASO (Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere) – nella responsabilità di accelerare i processi di riordino organizzativo in grado di liberare risorse, attraverso azioni di sistema ed economie di scala che coinvolgano più Aziende sul medesimo territorio, ed al tempo stesso garantiscano la realizzazione di percorsi efficienti, inclusivi, in grado di presidiare specificamente l’equità di accesso alle cure – specie quelle farmacologiche – e la continuità delle stesse, coinvolgendo nelle azioni di riprogettazione le Associazioni dei Pazienti, secondo principi di partecipazione ed engagement che sono ineludibili in un sistema sanitario moderno.”

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Ugl Sanità Lazio: Tempi di attesa Peggiorati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 marzo 2010

Abbiamo voluto valutare l’andamento dei tempi di attesa in tutto il Lazio degli ultimi due anni, precisamente mettendo a confronto Novembre 2008 – Novembre 2009 sui 4 esami diagnostici strumentali maggiormente richiesti dai cittadini: Mammografia Bilaterale, Eco(color)doppler dei Tronchi Sovraaortici, Ecografia Addome Completo e Risonanza della Colonna senza e con contrasto, riscontrando un peggioramento generale. Lo dichiara in una nota il Dirigente Regionale Ugl Sanità Lazio Pietro Bardoscia. Verificando l’esame della Mammografia notiamo che i tempi di attesa sono aumentati in maniera vertiginosa, da una media di 55 giorni nel Novembre 2008 nel II Distretto della Roma A ai 104 g. di attesa del Novembre 2009, alla Roma B nel I Distretto i tempi di attesa si quadruplicano con i 50 g. del Novembre 2008 ai 236 giorni del Novembre 2009, mentre nell’Ente Rm D i tempi  si quintuplicano nel IV Distretto dai 13g. ai 75g. Anche per l’Ecocolordoppler dei Tronchi Sovraaortici si riscontra un generale peggioramento dei tempi di attesa riscontrando persino una mancanza dei dati in alcuni Enti che sta a significare l’ impossibilità di prenotare questo esame per agende piene o per mancata erogabilità della prestazione stessa nei distretti; è il caso dell’Ente Rmh in cui nel Novembre 2009 non è stato possibile fornire nessun dato sui tempi di attesa per i motivi sovresposti. Passiamo all’Ecografia dell’Addome Completo, anche in questo caso registriamo un notevole peggioramento nel 2009; cade subito agli occhi il dato riscontrato sull’Ente di Latina in cui si è passati dai 182g. di attesa del Novembre 2008 ai 313g. del Novembre 2009. Ma come al solito i dati che segnano un peggioramento esponenziale su  tutta Roma e Lazio riguardano quelli della Risonanza Magnetica a cui, vogliamo ricordare ancora una volta, è stata introdotta una quota fissa di 15 euro ad impegnativa in aggiunta al ticket di 36,15 euro. Nel caso dell’esame di RM della Colonna senza e con Contrasto i tempi di Attesa nei pochi Enti che erogano questa prestazione sono tutti raddoppiati, raggiungendo i 218 g.di attesa nel Novembre 2009 nell’Ente di Frosinone. Alla luce di questa ulteriore indagine che segue quelle già condotte nei mesi scorsi, riscontriamo, nostro malgrado, una chiara difficoltà ad adottare tutte quelle misure necessarie a bloccare o almeno rallentare questi tempi di attesa in continuo peggioramento. Il nostro sindacato – conclude Bardoscia –  ha più volte indicato i criteri che secondo noi possono portare ad una inversione di tendenza; per questo offriamo al futuro Presidente della Giunta Regionale del  Lazio  le nostre conoscenze su questo argomento per lavorare seriamente ad una risoluzione di questo problema che riguarda milioni di cittadini laziali a cui si deve offrire un servizio sanitario più efficiente e celere.

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“Dati UGL sui tempi di attesa non sono drogati”

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 gennaio 2010

Rimaniamo sorpresi della reazione del responsabile dell’unità operativa di radiologia Asl Viterbo Enrico Pofi in cui ci accusa di aver comunicato dati non corretti o peggio “drogati” come è stato citato su alcuni quotidiani locali del Viterbese.  Lo dichiara in una nota il Dirigente Regionale Ugl Sanità Lazio Pietro Bardoscia. Purtroppo tutti i dati riportati nel comunicato, frutto della nostra indagine, corrispondono a verità; vorremmo chiarire al dott. Pofi che  i tempi di attesa si calcolano sulle sole prenotazioni pubbliche e non sui  ricoveri e sulle urgenze ( anche se vogliamo sottolineare l’importanza dei dati forniti dall’Asl Viterbese). Per cui il dato incontestabile è che ad oggi se un cittadino prova a prenotarsi un esame di risonanza magnetica dell’addome superiore a Bel Colle  avrà come risposta quella di attendere ben 8 mesi (22 Settembre 2010) prima di poterla eseguire. Vorremmo chiarire che il nostro comunicato non voleva essere un accusa contro le nostre strutture pubbliche laziali che hanno tutto il nostro rispetto e stima, in primis l’Ospedale Bel Colle di Viterbo, ma è una denuncia su una problematica che riguarda milioni di cittadini laziali e che potrebbe essere risolta nei modi che la UGL Sanità ha già indicato in passato, offrendo come sempre il nostro contributo quando si discuterà il prossimo Piano di Contenimento dei Tempi di Attesa previsto nel 2010. La Ugl Sanità, conclude Bardoscia, non sta facendo campagna elettorale per nessuno; stiamo solo portando avanti, da molti mesi, molte battaglie a difesa dei lavoratori e dei cittadini laziali.

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Sanità Lazio: “Tempi di attesa peggiorati”

Posted by fidest press agency su martedì, 19 gennaio 2010

A distanza di 2 mesi circa dalla nostra indagine sui lunghi tempi di attesa di alcuni esami diagnostici strumentali che riteniamo essere tra i più richiesti dai cittadini laziali, purtroppo nulla è mutato, anzi molti sono persino peggiorati.Lo dichiara in una nota il Dirigente Regionale Ugl Sanità Pietro Bardoscia. Questa volta abbiamo concentrato l’indagine soprattutto sulle risonanze magnetiche e su alcuni esami legati alla branca di Cardiologia e Chirurgia Vascolare, estendendola a tutte le strutture sanitarie della Regione Lazio. Per le Risonanze magnetiche, alle quali ricordiamo essere stata introdotta una quota fissa aggiuntiva di 15,00 euro che i cittadini devono pagare per ogni impegnativa sommata al ticket di euro 36.15, nell’indagine condotta nel mese di Ottobre per effettuare una risonanza magnetica nucleare (rm) della colonna, senza e con contrasto  occorreva aspettare anche sino a 226 giorni al Policlinico Tor Vergata; ad oggi i dati in nostro possesso sono persino peggiorati, si arriva anche ad attese che vanno dai 238 giorni del C.T.O. Andrea Alesini ai 242 giorni dell’Ospedale di Frosinone. Per la RMN ADDOME SUPERIORE TOTALE si passa dai 170 g.di attesa riscontrati ad Ottobre/Novembre 2009 del  San Camillo/Forlanini, ai 180 g. e i 240 g. di attesa che un cittadino deve attendere per eseguire questo esame nel Sant’Andrea e nell’Ospedale Belcolle di Viterbo. Tra gli esami legati alla Branca di Cardiologia e Chirurgia Vascolare interessati dalla nostra indagine  abbiamo riscontrato che per eseguire un esame di eco(color)dopplergrafia degli arti sup. o inf. o distr., arteriosa o venosa si va dai 120 giorni circa del Policlinico di Liegro per arrivare persino ad una attesa di 397 giorni di attesa nell’Ospedale di Tivoli San Giovanni Evangelista o per un (Laser) Dopplergrafia Degli Arti Superiori O Inferiori occorre attendere anche 150 g. all’Ospedale Santo Spirito sino ai 240 g. dell’Ospedale Sandro Pertini. Insomma dati scoraggianti – conclude Bardoscia – a cui bisogna porre assolutamente rimedio nel prossimo Piano Regionale di Contenimento delle Liste dei Tempi di Attesa che si dovrà rivedere in questo 2010 dopo l’approvazione di quello nazionale. (Pietro Bardoscia)

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Abbattere i tempi di attesa della sanità

Posted by fidest press agency su domenica, 13 dicembre 2009

Vincenzo Chieppa, Segretario Regionale e Consigliere Regionale dei Comunisti Italiani dichiara: Esiste una sola via, quella maestra, per abbattere i tempi di attesa dei pazienti per l’accesso alle prestazioni sanitarie: quella del potenziamento delle strutture pubbliche attraverso forti investimenti economici in personale e dotazioni tecnologiche. Non certo quella aprire ancora di più il settore al mercato degli operatori privati. Anni di blocco nell’assunzione del personale sanitario nelle strutture pubbliche e carenza di investimenti in dotazioni tecnologiche hanno inferto gravi danni alla funzionalità del servizio sanitario regionale pubblico. Occorre, inoltre, far operare i servizi sanitari sulle 12 ore giornaliere e non sulle 8, compiendo stringenti controlli sulla produttività delle singole strutture sanitarie pubbliche. Torna così di stringente attualità la nostra proposta di legge Regionale – che l’Assessorato alla Sanità non ha ritenuto di recepire – di istituire l’esclusività del rapporto di lavoro dei medici con il servizio sanitario pubblico, cancellando così le situazioni di conflitto di interessi che appaiono palesi a chiunque voglia vederle, così come l’attività privata svolta all’interno delle strutture pubbliche deve essere regolata rigidamente. E’ capitato direttamente al sottoscritto, per esempio, di recarsi qualche mese fa presso l’ospedale Regina Margherita per prenotare una visita specialistica a suo figlio e di sentirsi rispondere che avrebbe dovuto aspettare due mesi. Fatta presente la disponibilità a pagare direttamente la visita, l’impiegata ha telefonato al medico che seduta stante ha provveduto ad effettuarla. Una autentica vergogna che molti fanno finta di non vedere e che il sottoscritto ha subìto per la comprensibile angoscia che ogni padre vive quando i propri figli hanno problemi di salute.

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Sanità Lazio: tempi attesa sconfortanti

Posted by fidest press agency su domenica, 29 novembre 2009

Dopo le lamentele di molti cittadini sui tempi di attese esorbitanti di molti esami diagnostici strumentali, il Dirigente Regionale Ugl Sanità Lazio Pietro Bardoscia ha fatto condurre un’indagine su 10 esami che abbiamo ritenuto essere tra i più richiesti dai cittadini, per verificare i loro tempi di attesa nelle Aziende Sanitarie Locali, nelle Aziende Ospedaliere, negli IRCCS, nei Policlinici Universitari del territorio di Roma. Lo comunica in una nota il Segretario Provinciale Ugl Sanità Roma e Provincia Antonio Cuozzo. Premettendo che per gli esami diagnostici strumentali i tempi di attesa non dovrebbero superare i 60giorni, i dati ottenuti non sono molto incoraggianti. Sono soprattutto le risonanze magnetiche, in cui è stata aggiunta anche una quota  fissa di 15,00 euro ad impegnativa, ad avere i tempi di attesa più lunghi; per una RMN della Colonna senza e con contrasto,nell’ospedale Sandro Pertini nell’ASL RmB  si prevede un’attesa di 219 giorni, 226 g. al Policlinico Tor Vergata, ai 163 g. nell’Ospedale Sant’Andrea. Per una RMN dell’Addome Superiore Totale le prime disponibilità si trovano nell’Ospedale Grassi nell’Asl RmD dove si attendono 150 g. circa, 170 giorni al San Camillo Forlanini, ai 200 g. del C.T.O Andrea Alesini. Per un Angio Rm Distretto Vascolare i tempi non migliorano, si passa dai 130 giorni del San Camillo Forlanini ai 170 g e 200 g. del Policlinico Calisino e Sant’Andrea.  Passando nel versante dell’Ecografie i risultati non sembrano migliorare molto: per una Ecografia Addome Completo si passa dai 120 g. del Poliambulatorio Luzzati nell’Asl RmA ai 150g. del San Filippo Neri, mentre per una Ecografia Ostetrica si passa dai 43g. del Poliambulatoria Sant’Anna nell’Asl Rm A ai 102 g del Santo Spirito nell’Asl RmE. Molte sono le richieste dei cittadini per l’ EcoColordopplergrafia Cardiaca a riposo o dopo prova fisica o farmacologia, i tempi di attesa per questo esame diagnostico varia dai 130 giorni del Presidio Offanengo dell’Asl Rm E ai 170 g. del San Giovanni Addolorata. L’indagine sui tempi di attesa relativi agli altri esami che abbiamo voluto verificare sono simili a quelli sopraelencati.   Occorre migliorare questi tempi di attesa – conclude Cuozzo – e l’unico modo possibile è un aumento delle disponibilità delle agende di tutte le aziende sanitarie locali, delle A.O. degli Irccs e dei Policlinici Universitari al Centro Unico Prenotazioni della Regione Lazio, e prevedere la possibilità di includere, per lo meno sulle prestazioni critiche, anche le strutture private accreditate.

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