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Tempi di pagamento delle imprese non più in calo, crescono i protesti in tutta la Penisola

Posted by fidest press agency su sabato, 22 dicembre 2018

Torna a crescere il numero di società con almeno un assegno o una cambiale protestati e si arresta il trend virtuoso che vedeva in calo da ben 6 anni i tempi di pagamento delle imprese: secondo l’ultimo Osservatorio protesti e pagamenti di Cerved, primario operatore in Italia nell’analisi e nella gestione del rischio di credito, tra luglio e settembre sono state protestate 7656 imprese non individuali, il 7,5% in più rispetto al minimo storico dello stesso periodo del 2017 (-28,6% sul 2016).
L’aumento dei protesti ha riguardato tutta la Penisola, con la sola eccezione del Nord-Est, e in particolare i settori delle costruzioni (+12,9%) e dei servizi (+9%). L’industria nel suo complesso è invece in calo (-1,5%), se si eccettuano l’automotive (+28%), la meccanica (+8,1%) e la chimica (+14%).
Quanto ai pagamenti, i dati di Payline, il database di Cerved con informazioni su oltre 3 milioni di imprese italiane, indicano che per la prima volta dopo sei anni i tempi di pagamento, costantemente in calo, sono invece rimasti stabili nel terzo trimestre 2018. In media, infatti, le aziende italiane hanno pagato i fornitori in 71,7 giorni, cioè 13,1 in più rispetto alla scadenza, proprio come lo scorso anno.
I ritardi sono però cresciuti tra le PMI (da 10,9 a 11 giorni), tra le società che operano nei servizi (da 14,7 a 15 giorni) e nel Mezzogiorno (da 19,7 a 20,2 giorni). Di contro, è aumentato il numero delle società puntuali (dal 47,7% al 51%) ma anche quello dei casi di grave ritardo, cioè oltre i 60 giorni (dal 6% al 6,1%), che possono sfociare in mancati pagamenti o veri e propri default. A livello territoriale, si allargano i differenziali tra le aree più e meno virtuose: sempre in calo i tempi di pagamento nel Nord-Est, nel Nord-Ovest e nel Centro, mentre al Sud il miglioramento si è interrotto. I dati regionali confermano il quadro di una Penisola spaccata a metà, con una eccessiva presenza di aziende in ritardo grave in Sicilia (11,7%), Calabria (11,5%), Sardegna (9,1%), Campania (8,7%) e Puglia (8%). Viceversa, le regioni meno a rischio risultano Veneto (3,6%), Trentino Alto Adige (3,9%) e Lombardia (3,9%).
Calabria, Campania e Lazio (che con il suo +24,5% compromette la buona performance del resto del Centro) sono anche tra le regioni dove maggiormente aumentano i protesti, mentre calano in Sicilia, Sardegna e in tutto il Nord-Est con l’eccezione dell’Emilia Romagna. Non bene nemmeno il Nord Ovest (+11%), in particolare Liguria e Lombardia che crescono a due cifre.

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Il male “oscuro” del nostro tempo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 novembre 2018

Dal XVI secolo a questa parte si è manifestato, sia pure a passi malfermi e qualche clamoroso arretramento, un particolare periodo evolutivo espresso in una civiltà che ha cercato di far emergere una nuova identità culturale, economica e sociale. A trainare la spinta vi sono stati popoli socialmente più evoluti così come è accaduto in passato con gli egiziani, gli assiro-babilonesi, gli antichi romani e gli slavi. Ma è anche vero, come osserva Spengler che: «le civiltà nascono, prosperano brevemente, decadono e muoiono». Dobbiamo forse convenire che la nostra civiltà è nella fase del declino e che una nuova si sta affacciando all’orizzonte? Ma quali potrebbero essere i segni premonitori? Nel XX secolo abbiamo accettato e anche subito l’evoluzione delle logiche capitalistiche e il suo contraltare nel comunismo di stampo sovietico e cinese. Due facce della stessa medaglia che avrebbero inteso imprimere una svolta evolutiva ai loro rispettivi sistemi se non ci fosse stato il collasso del blocco sovietico che ha provocato un nuovo rimescolamento delle carte e dalle quali ne ha tratto vantaggio il capitalismo con le sue logiche consumistiche ed edonistiche che hanno identificato il bene morale con il piacere. Probabilmente il capitalismo è riuscito meglio del marxismo a restare a galla per la sua capacità trasformistica congiunta allo sfruttamento umano cogliendo le sue debolezze: possibilità di facili arricchimenti, uso e abuso delle nuove tecnologie e via di questo passo. Ora il limite s’intravede in tutte le sue diverse contraddizioni. L’industria per prosperare e trarre sempre maggiori profitti deve allargare la sua base di consumatori ma non può più farlo perché è cresciuta la fascia di povertà e con essa la popolazione mondiale si trova a dover fare i conti con la logica di un lavoro, e non per tutti, che produce in massima parte redditi medio bassi e tali da rendere inquiete le nuove generazioni che vorrebbero tutto e subito e non tollerano più un’aspettativa dai tempi lunghi con lavori mal pagati e precari. Significa, volendo cogliere l’essenza del problema, che la crescita esponenziale della natalità, i progressi della medicina che allungano l’aspettativa di vita anche se non garantiscono una vecchiaia in buon salute, hanno reso chiaro che il capitalismo così come oggi lo concepiamo e gli stessi danni che ha creato all’ecosistema, per lo più irreversibili, impone una revisione radicale dello spirito guida che ci ha portati sino ad oggi. Da qui la convinzione che la nostra civiltà ha esaurito il suo ciclo e che necessariamente si sta profilando uno nuovo. Resta da chiedersi quanto conflittuale e drammatico potrà essere il suo passaggio prima di poter raggiungere il traguardo di una nuova civiltà. (Riccardo Alfonso)

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Alitalia: il rinvio dei tempi da parte del governo impongono più chiarezza e più coinvolgimento

Posted by fidest press agency su sabato, 14 luglio 2018

Le dichiarazioni rilasciate ieri al Senato dal Ministro Di Maio confermano la volontà del Governo di affrontare la questione spinosa Alitalia solo dopo un’istruttoria sulle cause del disastro industriale, con tanto di persecuzione degli eventuali responsabili, rinviando, di fatto, ad ottobre la soluzione industriale. Nella dichiarazione, soprattutto, non emerge alcuna indicazione sul progetto futuro, anche se si è parlato di spending review e di vendita. Nessuna notizia si ha dal rispetto l’incontro tenuto ieri al Mit tra i Commissari e il sottosegretario Siri se non le dichiarazioni dei commissari che sperano di avere indicazioni dal Governo su come s’intenderà proseguire. Condividiamo la richiesta di avere il quadro chiaro della situazione aziendale per affrontare al meglio il futuro, ma rimaniamo perplessi sulla durata di quest’analisi e sul merito emersi nelle dichiarazioni di ieri. Alitalia è un’azienda ferma da troppo tempo: da 15 mesi si trova in amministrazione straordinaria, bloccata da un bando esclusivo di vendita imposto dal precedente Governo; lo stesso bando – almeno formalmente – prorogato a ottobre e stare fermi per altri mesi rischia di peggiorare la situazione, anche per la valutazione attesa in autunno sul prestito ponte da parte della Commissione Europea. In questi anni si è regalato l’intero settore strategico ai competitori, ma il fattore tempo ci preoccupa ancor di più: non sciogliere i nodi politici alla base della vertenza Alitalia, continuare a parlare di una possibile vendita alle attuali condizioni, equivale ad accettare la svendita e lo smembramento dell’azienda. Su questo noi chiediamo che si faccia chiarezza una volta per tutte. Non solo, USB ha detto a chiare lettere che la questione Alitalia si deve risolvere dentro la riforma del trasporto aereo, settore martoriato da una deregolamentazione selvaggia. Tutte le vertenze dei vettori, dell’handling aeroportuale, delle manutenzioni, dei tecnici del controllo del traffico aereo, dell’indotto stanno aspettando mentre incombono i soliti nefasti effetti su occupazione, salari e diritti. USB sollecita di nuovo l’avvio di una sede di confronto presso il Governo con le parti sociali per porre le basi delle linee programmatiche e politiche sulle quali costruire un nuovo modello di sviluppo di Alitalia e di tutto il comparto. Saremo sempre al fianco di chi vuole punire le responsabilità del passato, ma ora serve un’azione efficace e immediata.

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La salute della pelle e i suoi tempi

Posted by fidest press agency su sabato, 23 giugno 2018

Roma Al via da Luglio a nuove regole di accesso alle visite dermatologiche del San Gallicano per garantire certezza ed appropriatezza di cura ed organizzare al meglio i percorsi diagnostico-terapeutici per tutte le numerose malattie, spesso croniche e/o rare della pelle. Le disposizioni del piano regionale per il governo delle liste d’attesa sono molto chiare e stabiliscono codici di priorità secondo i criteri di Raggruppamenti di Attesa Omogenei (RAO). Approfittiamo del periodo estivo per rimodulare l’organizzazione in modo da gestire al meglio l’accoglienza e la presa in carico dei pazienti dermatologici.Tutte le prime visite vengono indicate dal medico sull’impegnativa con : il codice “B” (breve) quando la prestazione deve essere eseguita entro 10 giorni, codice “D” (differibile) per visite entro 30 giorni e codice “P”(programmata) per visite entro 180 giorni. Queste si effettuano, dal lunedì al venerdì e necessitano di prenotazione al ReCup, numero verde 803333 o presso gli sportelli degli Istituti. Le urgenze sono segnalate con il codice “U” dal medico sull’impegnativa e a queste viene dedicata da luglio una via preferenziale di accesso senza prenotazione: il lunedì e il mercoledì mattina l’accettazione delle richieste è dalle 8:00 alle 10:00.Le visite di controllo, riservate ai pazienti “presi in carico”, vengono invece gestite direttamente dal dermatologo al fine di garantire la continuità di cura. L’obiettivo è assicurare l’esecuzione di visite in tempi certi a pazienti che presentino malattie dermatologiche rilevanti e allo stesso tempo gestire al meglio l’assistenza di alta specialità durante l’intero percorso clinico, dal primo accesso fino alla risoluzione del problema.
Segnaliamo infine che gli Istituti Regina Elena e San Gallicano hanno di recente attivato il nuovo canale Telegram per la messaggistica istantanea, un ulteriore strumento per facilitare le comunicazioni di pubblica utilità.

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Donne e cucina in tempo di guerra

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 novembre 2017

palazzo cisternaTorino Giovedì 30 novembre alle ore 18 sala Consiglieri di Palazzo Cisterna, sede della Città metropolitana di Torino (Via Maria Vittoria 12), ospita la presentazione del nuovo libro della scrittrice Bruna Bertolo “Donne e Cucina in tempo di guerra” edito da Susalibri. La pubblicazione non è una semplice raccolta di ricette, ma un’immersione vera e propria nel quotidiano degli Italiani negli anni della seconda guerra mondiale. Nel volume, accanto alle ricette suggerite dalla fantasia delle donne del tempo, ritrovate nei giornali o raccolte attraverso preziose testimonianze orali, molte pagine di costume, storie personali di coraggio e di sacrificio in un’Italia devastata dai bombardamenti e trasformata radicalmente anche nelle sue abitudini alimentari.Alla presentazione, organizzata dal Centro Pannunzio di Torino, intervengono Nino Boeti, Vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte, Franco Cravarezza, dell’Istituto Studi Ricerche Informazioni Difesa, Monica Mercedes Costa, vincitrice del premio Alta Gastronomia “Mario Soldati” 2016 e Pier Franco Quaglieni, Vicepresidente del Centro Pannunzio Torino e componente dell’Accademia Italiana della Cucina. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

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La Sicilia sta a guardare

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2015

sicilia nazioneHamed Bin Al Hamed della famiglia reale di Abu Dhabi, detiene il 100% della Item Holding (con un fondo concreto di 50 miliardi di dollari, uno dei più ricchi del pianeta), ora punta ad altri 4 alberghi storici siciliani, e non solamente, in quanto ci sono programmi che interessano tutta la Sicilia. Secondo quanto mi consta, la società avrebbe infatti proposto l’acquisto dell’Excelsior di Catania, il San Domenico di Taormina, le Palme e Villa Igea di Palermo alla curatela del fallimento Acqua Marciadel gruppo Caltagirone.
Ma la burocrazia siciliana ha posto tali e tante limitazioni, da scoraggiare gli interessati (che non si lasciano, però, scoraggiare facilmente); ci sono sotto traccia interessi non confessati, contro i quali Renzi ha mostrato di essere restio e timoroso, come se una non velata minaccia pendesse sul suo capo.L’affare può essere sbloccato da Renzi, il solo che potrebbe neutralizzare gli ostacoli e stringere i tempi, prima che sia troppo tardi.L’Emiro Hamed Bin Al Hamed ha proposto al ministero di Grazia e Giustizia la successiva cessione dell’Excelsior di Catania, per trasformarlo in un palazzo pubblico (dependance del palazzo di Giustizia, mini-appartamenti, residence). Se l’affare andrà in porto, gli alberghi acquistati dall’Emiro saranno poi gestiti dal gruppo Hilton, così come nel caso de La Perla Jonica, ma stavolta con il marchio Waldorf Astoria.Basterebbe un intervento di Renzi, deciso e perentorio sulla curatela fallimentare di Acqua Marcia, per recuperare credibilità e consensi; ma lo stesso Renzi dovrebbe avere la dignità e il coraggio di mettersi contro quei poteri che vorrebbero ostacolare l’acquisizione, per agguantare il tutto con un piatto di lenticchie.Dovrebbe avere dignità e coraggio…. Ma come Manzoni fa dire a Don Abbondio: “Il coraggio se uno non ce l’ha, non se lo può dare !
Nelle more di una tale attesa, l’Emiro Hamed Bin Al Hamed all’inizio di quest’anno, quando la crisi greca era nel suo momento più grave, ha incaricato una equipe araba di esperti di selezionare le più appetibili isole greche (su 6.000 isole !), idonee a diventare polo internazionale turistico. Il piano di sviluppo, cui ha partecipato anche un ingegnere e architetto tunisino, è dettagliato e prevede un esordio di 5 miliardi di dollari di investimento in cinque anni. E’ allo studio la regolamentazione che dovrebbe gestire i rapporti tra investitori arabi e lo Stato Greco, specialmente per quanto riguarda la pianificazione circa la territorialità delle acque. Di seguito un primo elenco di 12 isole:
1) Lipsi (Dodecanneso)
2) Anafi (cicladi)
3) Antiparos (Cicladi)
4) Piccole Cicladi
5) Itaca (isole ioniche)
6) Ikaria
7) Fourni
8) Astiphalea
9) Isole Diapontie
10) Alonissos
11) Folegandros
12) Skopelos
Le ultime due non si trovano tra le mete turistiche greche più gettonate, probabilmente per via dell’assenza di un aeroporto. Possono comunque essere raggiunte a partire da Skiathos, oppure da Volos, città sulla costa greca, che potrebbero essere inserite nell’elenco, acquistando i diritti aeroportuali. Si tratta di un’isole ricche di verde e di spiagge dalla bellezza unica, considerate tra le migliori non solo della Grecia, ma anche del mondo. La Sicilia sta a guardare. (Rosario Amico Roxas)

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Divorzio breve

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 Mag 2014

camera deputatiLa legge sul divorzio breve è un primo grande passo verso il riconoscimento delle libertà civili: finalmente presto sarà consentito ai coniugi di non trascinare per anni il proprio contenzioso, permettendo loro di riorganizzare in tempi brevi e in modo stabile la propria vita. Una buona parte degli oltre cinque milioni e quattrocentomila procedimenti civili pendenti in Italia è rappresentata proprio dalle cause di separazione, consensuale o giudiziale, iscritte a ruolo: un sistema che ha riflessi rilevanti sull’efficacia e la stessa competitività dell’intero nostro sistema giudiziario, oltre che sulla vita di migliaia di persone. Modificare questo sistema semplificando le procedure e riducendo i tempi è una battaglia di civiltà giuridica e sociale, che ci mette finalmente in linea con gli altri paesi europei ed extraeuropei dove è possibile ottenere il divorzio in tempi rapidi, con procedure semplici e costi assai contenuti. Ora mi auguro che il Senato approvi con senso di responsabilità il testo, facendo in modo che l’Italia volti pagina, e che questo sia un seme cui ne seguiranno molti altri, a partire dall’estensione del matrimonio civile alle coppie gay e lesbiche, da una legge sulle unioni civili non matrimoniali, da una revisione della normativa sulle adozioni, fino al testamento biologico e alla fecondazione assistita: una riforma complessiva del diritto di famiglia, insomma, attesa da anni e che finalmente rappresenterebbe per l’Italia uno straordinario salto di civiltà.

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Roma: Tempi Attesa A.O. San Filippo Neri

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 marzo 2012

Ospedale San Filippo Neri - Roma - Statue cava...

Ospedale San Filippo Neri - Roma - Statue cavalli in bronzo (Photo credit: Wikipedia)

Roma. “Situazione critica per gli esami diagnostici strumentali” Per prenotare un esame diagnostico strumentale all’Azienda Ospedaliera San Filippo Neri un cittadino deve attendere circa un anno. E’ quanto denuncia in una nota il Segretario Nazionale dell’associazione per la tutela del cittadino Assotutela Pietro Bardoscia.
Inspiegabilmente molti reparti dedicati alle Risonanze Magnetiche non sono disponibili per il Re.cup Regionale, dalla Rmn del Cervello e del Tronco Encefalico alla Rmn colonna Cervicale, Dorsale o Lombosacrale; ci risulta che gli appuntamenti sono tuttavia gestiti direttamente dalla struttura. Stessa drammatica situazione per le Ecografie. Per una Ecografia Addome Completo, una Ecografia Polmonare,una Ecografia Collo per Linfonodi occorre attendere circa 280 giorni. Ancora peggiore la situazione degli Ecocolordoppler con tempi di attesa che raggiungono quasi un anno di attesa. Per effettuare un Ecocolordoppler Aorta Addominale, o per un Ecocolor. Arterie Renali,o Arti superiori o inferiori arterioso venoso, o dei Tronchi Sovraortici un cittadino deve attendere sino a Marzo 2013. La nostra Associazione – conclude Bardoscia – si ripromette di analizzare i tempi di attesa delle principali strutture ospedaliere di Roma e Lazio, fornendo una mappa dettagliata dei tempi di attesa ai cittadini con la speranza che la Regione Lazio adotti una volta per tutte le misure necessarie per ridurre i tempi di attesa attraverso le azioni che noi stiamo suggerendo da mesi.

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Divorzio: Riforma dei tempi

Posted by fidest press agency su domenica, 10 aprile 2011

“Camera e Senato approveranno, entro la fine di questa legislatura, la riforma del diritto di famiglia nelle procedure di separazione e divorzio”. Il Sen. avv. Filippo Berselli (Presidente Commissione Giustizia al Senato) ha annunciato il varo della “riforma inerente la riduzione dei tempi per il conseguimento della separazione e del divorzio” quest’oggi, nell’ambito del  Convegno nazionale AMI ‘Il Processo di separazione e divorzio: prassi a confronto’ in svolgimento presso il Convento San Domenico di Bologna. “Siamo arrivati alla fase di audizione nelle commissioni” ha continuato precisando che “stiamo individuando la sintesi dei tanti disegni di legge proposti che prevedono soluzioni diverse nella determinazione del tempo limite per l’ottenimento di unasentenza di divorzio”. Il presidente nazionale AMI avv. Gian Ettore Gassani si è spinto oltre auspicando che il Legislatore “preveda l’abolizione della fase di separazione (in Europa esisteoltre che in Italia solo in Polonia, Malta ed Irlanda del Nord) in virtù della quale, per l’ottenimento della sentenza di divorzio, si generano tempi sempre biblici in caso di mancato accordo tra i coniugi e di procedimenti conflittuali (compresi tra gli 8 anni di Milano ed i 12 di Messina)”. Riforma che “non può prescindere dalla uniformità delle prasi applicative perché da Trieste aTrapani ci sia una unica determinazione di tempi e modalità di decisioni in materia, ad esempio, diaffidamento condiviso, assegni di mantenimento, assegnazione della casa coniugale, ascolto dei minori. Come è possibile che, a parità di condizioni, un operaio di Milano debba versare 600 euro di mantenimento ed a Palermo 430? Senza linee condivise ed uniformemente adottate le 166 prassi oggi esistenti in Italia resteranno un grosso problema per gli avvocati ed un insormontabile ostacolo nell’applicazione del sacrosanto principio della certezza del diritto. In taleprogetto di riforma L’AMI chiede l’istituzione del Tribunale della Famiglia nelle aree metropolitane a cui abbiamo accesso magistratura ed avvocatura altamente specializzate e che stronchi la logica della polverizzazione dei Tribunali figlia delle esigenze campanilistiche di questa o quella piccola comunità”. L’esigenza di riforma del diritto di famiglia è quanto mai sentita anche dal Presidente del Tribunale di Bologna, Cons. Francesco Scutellari: “Bologna ha anticipato la riforma varando un protocollo d’intesa tra avvocatura e magistratura in materia di unificazione delle prasi applicative. La Carta di Bologna sarà presentata l’11 maggio all’interno del teatro Duse”. Per Lucio Strazziari (Pres. Consiglio Ordine Avvocati Bologna) “Il panorama legislativo presentato dal senatoreBerselli è il segno dei una decisa evoluzione nel solco dell’adeguamento normativo al costume sociale. Ritengo la riforma assolutamente necessaria poiché le conseguenze dell’applicazione del diritto di famiglia incidono sulla vita civile e sulla tenuta sociale del nucleo riconosciuto dalla Costituzione come fondamentale della nostra società: la famiglia”.

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Le “usanze dei rivoluzionari ai tempi del coma”

Posted by fidest press agency su domenica, 14 novembre 2010

Venezia, 16 novembre 2010, ore 21.00, presso il Teatro a l’Avogaria Dorsoduro 1617/A, la performance dell’autore veneziano Gianmarco Busetto All’Avogaria “Le Usanze dei rivoluzionari ai tempi del coma”. Pensata e messa in scena da GianMarco Busetto, l’intera performance, coniuga il reading di testi tratti dall’omonimo libro, alle improvvisazioni pianistiche ed  all’accompagnamento sonoro eseguito dal vivo dal musicista Max Giolo. Al centro della piece, frammenti di vita contemporanea, storie che compongono una sorta di “Museo del fallimento”, dove l’unico atto rivoluzionario possibile, in una società in costante decadenza, è soltanto una presa di coscienza individuale.  Una ricerca intima e poetica che, partendo dalla ritualità quotidiana e dall’esperienza, tenta di tracciare le coordinate necessarie alla mappatura di una contemporaneità sempre più refrattaria  alle ragioni dell’anima.
Gianmarco Busetto, veneziano doc, classe1975, è poeta, regista e attore.  È Il fondatore della compagnia teatrale e performativa Farmacia Zoo, per cui ha scritto, diretto ed interpretato vari spettacoli, tra i quali Pornografie, Oggi è solo salsa piccante e Carne. Ha inoltre pubblicato vari lavori, tra cui “Metti un giorno una bella signora”, per le edizioni Pangloss, ed  il poema in versi per il teatro Je t’aime moi non plus.  Diverse sue poesie sono inoltre apparse su riviste, siti e antologie letterarie.
L’Associazione Teatro a l’Avogaria, nasce nel 1969 dalla passione e dalla tenacia di Giovanni Poli, già fondatore del Teatro Universitario Cà Foscari di Venezia, e dagli esordi si pone come laboratorio di ricerca che coniuga un metodo d’improvvisazione teatrale tra la Commedia dell’Arte e le Teorie dell’Avanguardia. In quarant’anni di attività ha prodotto oltre sessanta spettacoli  tra cui la “Commedia degli Zanni” rappresentata con successo sui più importanti palcoscenici internazionali. Riconosciuta come uno dei centri di formazione professionale di riferimento nel Triveneto, ogni anno organizza corsi, dedicati ad appassionati e professionisti,  su discipline quali recitazione, Commedia dell’Arte, dizione, storia del teatro, canto, tecnica dell’interpretazione.

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A proposito di condoni

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 giugno 2010

Alcuni senatori della maggioranza hanno tentato di infilare l’ennesimo condono edilizio nella manovra finanziaria attualmente in discussione in Parlamento. Che i condoni rappresentino la negazione dello Stato di diritto e’ indubbio, e premiare i furbi a scapito degli onesti e’ una cosa che fa ribollire il sangue. L’indignazione che sale e’ piu’ che giusta ma deve fare i conti con una tradizione storica che dura da 700 anni, da quando cioe’ nel 1300 Bonifacio VIII indisse il primo Giubileo. Il nome  Giubileo sta, appunto, ad indicare condono, in questo caso condono dai peccati previo esborso di denaro. Questa ricorrenza si “festeggia” da secoli e i tempi intercorrenti, tra l’uno e l’altro Giubileo, sono stati sempre piu’ abbreviati: oggi si celebrano ogni 25 anni. Per la ricorrenza di quello del 2000, lo Stato italiano (cioe’ noi) ha dato un contributo di circa 6.000 miliardi di lire e si e’ accollato il 50% delle spese (40 miliardi) per la costruzione del parcheggio del Gianicolo, in territorio Vaticano. Molti ricorderanno che la compravendita delle indulgenze fu la miccia che accese la riforma luterana e, successivamente, la controriforma cattolica. E’ insita quindi nella nostra “cultura” l’idea che, prima o poi, a remissione delle nostre colpe (tributarie, previdenziali, assicurative, edilizie, ecc.) arrivi un provvedimento di clemenza, piu’ o meno oneroso. Giusto, quindi, che si levino grida di dolore per il diritto infranto (non possiamo che concordare), ricordando pero’ che solo negli ultimi trent’anni di condoni vari ne abbiamo contati 17 e che quello edilizio del 1985 era stato sostenuto da un’area politica esattamente opposta a quella che lo promosse nel 1994 e che lo propone oggi. Rassegnarsi? No di certo, ma cosa si fa nei confronti dei Sindaci che in questi anni hanno consentito gli abusi edilizi? Non sono loro, di qualunque estrazione politica, i responsabili primi del controllo del territorio? (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Autotrasporto: per un accordo in tempi brevi

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 Mag 2010

“Il Tavolo dell’Autotrasporto riveste una grande importanza per affrontare di concerto tra organizzazioni del settore e Governo le problematiche del settore. Il suo proseguimento è necessario al fine di presentare una proposta comune con la committenza per migliorare le attuali condizioni dell’autotrasporto.” Queste le considerazioni dell’Unci – Unione Nazionale Cooperative Italiane – a seguito dell’incontro del Tavolo di settore di ieri al Ministero dei Trasporti. “L’Unci si aspetta, dopo lunga trattativa, che il Governo formuli una proposta definitiva, senza ulteriori rinvii che rischierebbero di far saltare il lavoro di questi mesi e la stessa trattativa, e si dichiara disponibile a proseguire il confronto unicamente se finalizzato al raggiungimento di un effettivo accordo.”

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La formazione ai tempi della crisi

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 aprile 2010

Nuovo ruolo per il settore della formazione che, ai tempi della “grande crisi”, si trasforma assumendo una rinnovata importanza. Lo ha sottolineato anche il ministro del lavoro Sacconi: “Il 2010 è un anno più impegnativo rispetto al 2009 per le persone, per questo dobbiamo investire nelle competenze e nella formazione”.  «È vero che, in tempi di crisi, uno dei primi settori a farne le spese è la formazione, ma è anche vero che non aggiornarsi equivale a essere definitivamente tagliati fuori – afferma Franco Bontempi, presidente di Tecnosphera -. Per quanto ci riguarda, rispetto al 2005 riscontriamo un calo del 15% di richieste di corsi a pagamento e un aumento del 30% di quelli finanziati da Unione Europea, Regione e fondi interprofessionali”.
Le richieste delle aziende riguardano, per la stragrande maggioranza, l’informatica: il 70% dei corsi sono orientati in questo settore, poi ci sono quelli di lingue (25%) e a seguire tutti gli altri. «L’informatica rappresenta ormai uno strumento chiave per quasi tutte le attività economiche – spiega Bontempi -. Il ritmo incalzante degli sviluppi in campo informatico pone tuttavia problemi non indifferenti alla formazione e all’aggiornamento professionali. Da una parte bisogna adeguare i contenuti per le figure già esistenti, dall’altra prevedere lo sviluppo di nuove professioni. In questi anni abbiamo messo a punto un modello di formazione flessibile e personalizzato, in grado di coniugare le esigenze aziendali e quelle organizzative del mercato, con particolare riferimento al settore ICT. È sempre più evidente l’evoluzione del tecnico specialistico, dell’operatore IT, e dell’operatore di CRM. La customer care è oggi un valore aggiunto nei servizi offerti che spesso fa la differenza tra gli operatori».
Siseco. Nata nel 1987, Siseco (www.siseco.com) è azienda leader nel settore IT e sviluppa soluzioni rigorosamente “Made in Italy” grazie a un team interno di ingegneri e tecnici. I prodotti di punta sono GAT.crm, un sistema che vanta 10 anni di esperienza ed è utilizzato da oltre 25mila utenti, e b.com il CRM di nuova generazione realizzato in un’ottica web 2.0, potente, innovativo e altamente personalizzabile. Le proposte Siseco sono le uniche fornite già con i dati della Guida Monaci integrati e con l’innovativo sistema di Lead Generation Integrato al CRM, basato sulla formula “Pay per Lead”. Sono oltre 250 le realtà in tutta Italia che utilizzano le piattaforme Siseco, tra queste Editalia (Istituto Gruppo Poligrafico Zecca dello Stato), Fastweb, Tre, Michelin, Il Sole 24 Ore, Telecom Italia, Editoriale Secondamano, Bottega Verde, Del Taglia Piscine.
Tecnosphera. L’azienda, nata nel 2002, si occupa di consulenza informatica e di differenti azioni formative: l’inserimento lavorativo, che prevede l’istruzione dei lavoratori prima di prestare servizio sulla base delle esigenze del territorio e della domanda del mercato del lavoro, e la formazione continua e di aggiornamento a consulenti e al personale delle aziende clienti. I corsi customizzati vertono su tematiche innovative ed esclusive che tengono conto delle esigenze più frequenti del mercato di riferimento.

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Sanità Lazio: abbattere tempi attesa

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 aprile 2010

Fanno ben sperare le parole del Presidente della Giunta Regionale del Lazio On. Renata Polverini illustrando tra i suoi obiettivi primari quello di abbattere i tempi di Attesa, che il nostro sindacato ritiene essere una grave piaga nella sanità laziale. Lo dice in una nota il Dirigente Regionale Ugl Sanità Lazio Pietro Bardoscia che da mesi conduce indagini ed offre proposte per ridurre i tempi di attesa nel Lazio. Sicuramente l’intenzione di far collegare tutte quelle strutture che ad oggi sono fuori dal sistema di prenotazioni unico regionale e prevedere di prolungare l’orario di utilizzo dei macchinari per arrivare a tenere aperti tutto il giorno servizi di analisi e diagnosi sono elementi che,  insieme alla necessità di far aumentare l’offerta alle strutture sanitarie pubbliche dall’attuale 35% ad almeno il 70% delle proprie agende, possono contribuire a diminuire i tempi di attesa. Ma gli sforzi vanno compiuti da tutte le parti in causa, compresi gli utenti che usufruiscono di questi servizi prevedendo delle sanzioni, simili a quelle che si stanno applicando in alcune strutture sanitarie pubbliche del Lazio in cui si fa pagare per intero il costo della prestazione che il  cittadino ha effettuato senza aver provveduto poi al ritiro dei referti medici. Per questo secondo noi – prosegue Bardoscia – occorre prevedere delle sanzioni per quei cittadini che occupano dei posti, prenotando visite specialistiche o esami diagnostici strumentali, senza poi presentarsi all’appuntamento recando un danno grave a chi che invece avrebbero bisogno di effettuarla anche con una certa urgenza;  percentuale che, secondo i dati in nostro possesso, purtroppo è molto alta incidendo in maniera significativa sui tempi di attesa. Certamente si può prevedere un potenziamento del  Recall Regionale ( facente parte del sistema Re.cup ), che rappresenta un servizio di promemoria  delle prestazioni sanitarie prenotate tramite Re.cup (inclusi gli sportelli Cup delle varie aziende)  in base al quale il contact center ricorda ai pazienti i loro appuntamenti sanitari con una settimana di anticipo rispetto alla data dell’esame da effettuare; nei dati in nostro possesso, in un anno sono migliaia le richieste di revoca degli appuntamenti che hanno permesso anche di  re immettere nel circuito dei posti disponibili nel breve tempo permettendo un lieve snellimento delle liste di attesa. La Ugl Sanità – conclude Bardoscia – come dichiarato più volte anche in passato, offre la sua esperienza e conoscenza su questo tema per adottare nel prossimo Piano di Rientro dei Tempi di Attesa Regionale previsto per il 2010, tutte quelle misure che permettano una reale inversione che i cittadini laziali aspettano da 5 anni.

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Conciliazione tempi di vita e di lavoro

Posted by fidest press agency su domenica, 14 marzo 2010

Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali Sacconi ha insediato  il Tavolo con le parti sociali  per avviare il confronto sulla modulazione dell’orario di lavoro in funzione delle necessità di conciliazione tra tempo del lavoro e tempo della famiglia. La  Segreteria Tecnica del Ministero e  la Consigliera Nazionale di Parità, conformemente al Piano Italia 2020 in particolare sul punto che sviluppa le Relazioni industriali, sono a disposizione del Tavolo e delle parti sociali per sostenere ogni iniziativa atta al raggiungimento di un accordo sul tema della modulazione dell’orario di lavoro e della conciliazione del tempo di vita e di lavoro. Nel programma  2010, presso l’Ufficio della Consigliera Nazionale di Parità, è prevista  l’attivazione di un Osservatorio   sul mercato del lavoro in materia di contratti di lavoro a tempo parziale, a orario ridotto, modulato e flessibile con il compito di verificare quanto avviene nei singoli settori produttivi e nelle diverse aree del Paese nei contratti collettivi di secondo livello e nella prassi aziendale con l’obiettivo di raccogliere nuove e buone prassi. E’ prevista anche una Banca Dati sull’attività  antidiscriminatoria giudiziale e stragiudiziale. Queste sono tra le priorità per sostenere il lavoro delle Consigliere di parità territoriali e promuovere una cultura contrattuale della flessibilità, con orari  a misura di famiglia,  aiutando così le moltissime donne divise fra lavoro e responsabilità di cura, sostenendo l’occupabilità e le  aziende nella ricerca di una organizzazione del lavoro proficua. Il nodo della conciliazione è uno dei maggiori ostacoli all’occupazione femminile e  questo  problema può essere risolto sicuramente con un approccio plurale, che coinvolge tutte  le parti sociali. La contrattazione  di secondo livello,  prevista da accordi interconfederali, rappresenta un importante strumento di promozione delle politiche attive di pari opportunità perché si confronta concretamente con le specificità  settoriali, territoriali e aziendali a partire dall’organizzazione del lavoro, dai rapporti di lavoro, dall’orario flessibile ed in particolare sul tema della  conciliazione e bilanciamento di una diversa organizzazione dei tempi di vita e di lavoro. E’ attraverso la contrattazione decentrata che è possibile dare incisività e rigore alle prassi e ai finanziamenti al sostegno delle realtà produttive e aziendali che intraprendono correttamente-previo accordo tra le parti – concrete azioni di conciliazione tra lavoro e famiglia.

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Influenza A e schizofrenia italiana

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2009

Parlare di schizofrenia e’ il minimo nel verificare come si sta affrontando la questione dell’influenza A. Sicuramente la malattia piu’ mediaticamente sponsorizzata di questi ultimi anni con una sproporzione gigantesca tra pericolo reale, opinioni, sollecitazioni, indiscrezioni, azioni e inerzia. Tutto questo per un’influenza che di per se’ non e’ mortale, di cui si conosce gia’ il vaccino e che neanche lontanamente si ipotizza che potra’ essere mortale come per gli ottomila dell’anno scorso dei ceppi influenzali abituali. L’inerzia, pero’, ha un dominatore assoluto: lo Stato, nei panni del suo ministero che dovrebbe occuparsene, il Welfare (facente funzioni da ministero della Salute). Ad oggi non c’e’ un decreto che dia indicazioni su tempi e metodo di intervento. Decreto supplito da dichiarazioni piu’ o meno estemporanee del viceministro ad hoc, Ferruccio Fazio, e da altrettanta estemporaneita’ del ministro in carica, Maurizio Sacconi; nonche’ da idee di chiudere le scuole o prolungare le vacanze di Natale, nonche di non baciare le statue di santi e madonne… Questo mentre Paesi come Usa, Germania e Francia sono gia’ pronti. Alcune Regioni stanno gia’ facendo per conto loro e si dichiarano piu’ o meno pronte. Per capire l’aspetto pratico della nostra quotidianita’, valga un esempio: se preoccupati per il proprio bimbo, si va a chiedere al pediatra dell’Asl, non essendo il bimbo un soggetto a rischio (per il quale il vaccino dicono che dovrebbe essere disponibile a meta’ ottobre), ci viene detto che forse potra’ essere vaccinato a fine gennaio… quando cioe’ l’influenza avra’ raggiunto il suo picco e quindi la somministrazione sara’ praticamente inutile. Il Parlamento, per quanto abbia poteri quasi vicino a zero per intervenire, e’ ancora in vacanza. I politici, inclusi quelli dell’Esecutivo, sono tutti sguinzagliati a dettar proclami nelle varie feste di partito, mentre chi dovrebbe stimolare il Governo, l’opposizione, sembra piu’ concentrata sull’elezione del proprio segretario. E mentre e’ in atto la mega campagna per far ingrassare i profitti dei produttori di vaccini, un consiglio per chi non si sente sicuro e non ha la propria Regione pronta: vaccinatevi nella Regione accanto e, visto che c’e’ l’Ue, provate anche in un Paese comunitario. Sancendo cosi’, la morte del SSN, cioè del Servizio sanitario nazionale. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Tra il bere e il guidare

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 settembre 2009

Paolo Uggè, Presidente Nazionale della Fai – Federazione autotrasportatori italiani – commenta le uscite del ministro Zaia sulle misure inserite nelle modifiche apportate al Codice della Strada, che hanno determinato la dura presa di posizione della fondazione vittime della strada Guccione.  “Premesso che occorre osservare che nei Paesi dove è in vigore la tolleranza zero all’alcol per chi guida non si hanno notizie di gravi ripercussioni economiche per gli operatori del settore interessato, ritengo che anche il ministro Zaia non possa prescindere da quelle che sono le risultanze scientifiche che gli istituti preposti hanno elaborato dopo studi approfonditi. Questi attestano conseguenze sia sui tempi di reazione sia sulla percezione del pericolo per coloro che fanno uso, anche minimo, di sostanze alcoliche e poi decidono di mettersi alla guida.” “Credo, tuttavia,” – prosegue Uggè – “che in una società matura le tesi del ministro Zaia potrebbero anche essere prese in considerazione. Oggi però non mi pare che queste condizioni esistano.  Una strada tuttavia, a mio modo di vedere, si potrebbe percorrere: ho cercato più volte sia nella passata legislatura, da parlamentare, sia oggi in veste di presidente di una organizzazione di categoria di introdurre un principio diverso per sanzionare coloro che guidano in stato di ebbrezza. Cioè il danno che si determina a terzi. In caso di incidenti con danni alle cose, ma soprattutto quando questi si estendono alle persone; un riconoscimento di tale principio lo si può cogliere nel testo di ulteriori modifiche al Codice della Strada che la Camera dei Deputati ha approvato prima della pausa estiva. Credo però non sia ancora abbastanza; sono convinto che introducendo delle sanzioni amministrative severe per i danni alle cose e penali – con limitazioni decennali al permesso di condurre – nel caso coinvolgano le persone, si potrebbe far maturare un più rispondente e adeguato senso di responsabilità ed evitare di produrre danni economici agli operatori dell’enogastronomia. Sarebbe importante che i media o gli esperti si confrontassero su tali temi, approfondendoli e facendo crescere una diversa cultura del vivere comune.” Ma anche chi nel Governo si dovrebbe occupare di questi aspetti” – conclude Uggè – “dovrebbe compiere un’azione che favorisca un più adeguato senso di responsabilità. Invece assistiamo solo ad azioni che non producono la crescita, che dovrebbe sempre essere l’obiettivo di un Paese serio.”

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Il rilancio dell’economia italiana

Posted by fidest press agency su martedì, 1 settembre 2009

Abbiamo sentito molte campane in specie in questi ultimi giorni e tutti hanno suonato all’unisono affermando che occorre fare qualcosa e subito ma se invitati a scendere nei dettagli hanno accortamente glissato la domanda. La verità è che ci stiamo perdendo dietro alle “forme” istituzionali e non e non riusciamo ancora a capire che è il momento di passare ai fatti. Da parte nostra non pensiamo di avere la bacchetta magica nell’indicare la soluzione ottimale ma ci limitiamo a qualche riflessione. Pensiamo, ad esempio, a quanto sta facendo la medicina per allungare la vita ed ancora, per contro, disquisiamo sull’opportunità o meno di mandare in pensione i sessantenni. La risposta adeguata ai tempi sarebbe che i lavori dovrebbero adeguarsi all’età stabilendo che giunti a 50 anni sono aperte altre opportunità lavorative di natura più sedentaria e a 65 anni ancora altre e via di questo passo. Che ci possa essere un ottantenne che lavora in part time non dovrebbe scandalizzare più di tanto come non dovrebbe esserlo se a 14 anni si fanno degli stage. E la ricaduta economica in positivo la lasciamo immaginare dato che si può continuare a lavorare anche per gli over settantenni. Opzione volontaria, ovviamente. Ma non basta. Dobbiamo analizzare meglio le spese sanitarie. Se abolissimo, per esempio, le Asl ed affidassimo il compito ad una agenzia che a sua volta dovrebbe “automatizzare” tutto il possibile: cartella clinica elettronica, visite mediche specialistiche pianificate, ecc. Ci troveremmo con pazienti non più costretti all’atto del ricovero ospedaliero a ripetere le analisi in quanto sono riscontrabili in tempo reale dalla cartella clinica elettronica che ognuno di noi dovrebbe possedere e regolarmente far aggiornare dal medico di base che può, a sua volta, gestire meglio l’assistito seguendolo per i suoi “viaggi” sanitari tra uno specialista e un eventuale ricovero. Se aggrediamo in questo modo le due più pesanti voci del bilancio pubblico: previdenza e sanità cercando non di ridurre le prestazioni ma di controllare i costi gestionali noi non provocheremmo di certo malcontento ma la certezza di un servizio più efficiente. L’altro aspetto che è quello della giustizia in Italia che gli investitori stranieri guardano con sospetto potremmo dire che sarebbe opportuno, anche affrontando una spesa maggiore, avere un giudice distaccato presso ogni questura o grosso commissariato in maniera tale che i reati contestati ai fermi di polizia venissero in tempo reale giudicati mentre per il diritto civile occorrerebbe stabilire una serie di “presidi” minori per le vertenze che oggi sono di competenza dei giudici di pace ma che in pratica sono diventati troppo poco e tanto oberati dal lavoro e potrebbero, quindi, essere sorretti dai giovani studenti in legge che avessero sostenuto almeno l’80% degli esami universitari. Ed ancora molti altri suggerimenti potrebbero essere formulati coinvolgendo gli stessi universitari in cicli lavorativi in part time, pensiamo agli studenti in medicina e in biologia che potrebbero prendere il diploma di infermiere e lavorare negli ospedali. Forse in Italia manca il Ministero delle buone idee tra quelli che andrebbero, invece, aboliti.

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Il tema Europa nella didattica delle scuole italiane

Posted by fidest press agency su martedì, 18 agosto 2009

La mondializzazione della cultura e della storia, come sta avvenendo in economia e nella finanza, è una visione del mondo che impegna a fondo le generazioni future. L’Italia, in questo contesto, ha la pretesa, e a nostro avviso a ragione, di considerarsi in prima fila nella costruzione del “Nuovo Mondo” europeo: ha da offrire un immenso patrimonio di storia e di cultura. E’ tempo, quindi, che ognuno, per quanto di competenza, se ne faccia parte integrante per avviare un discorso che va maturato a fondo e sviluppato per un suo uso più appropriato nella ricerca di una identità comune che sappia fare da paio alla concezione universalistica del mondo. Un aspetto, questo, che ha diverse implicazioni ed anche nodi non ancora risolti ma che vanno dipanati in gran fretta: pensiamo alla fame nel mondo, alla povertà diffusa, al rischio di grosse epidemie, alla espansione delle tecnologie e dell’informatica e dell’istruzione in senso lato. Oggi le stesse fonti del “sapere” si sono dilatate grazie ai media e ad internet.  Se vogliamo, quindi, restituire alla scuola tradizionale il suo primato dobbiamo anche renderla competitiva e innovativa per un confronto più serrato e dialettico delle opposte opinione e che costituiscono il sale di una crescita culturale e civile più al passo con i tempi.

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La crisi attuale

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 luglio 2009

Quella che attanaglia America ed Europa, non è più soltanto intellettuale e morale, ma è diventata economica, sociale e persino bellica. Sembra che il ‘Nuovo Mondo’ – nato dalle macerie della ‘Vecchia Europa’ – fondato su il primato della democrazia moderna stia per dissolversi, dopo aver toccato il suo apice (11 settembre 2001). L’alternativa è o la distruzione totale o il ritorno ai principi che hanno fatto grande il mondo, i quali sono quelli nati nel Area Mediterranea e sviluppatisi nella Grecia classica e nella Roma antica, per essere perfezionati dalla Cristianità europea: patristica, scolastica e ‘canonistica’ civile/ecclesiastica. Saprà l’Europa ritornare alle sue fonti e far rivivere le sue radici? Solo Dio lo sa, noi non possiamo che aspettare il compimento dei tempi, secondo il piano prestabilito dalla Provvidenza. (Don Curzio Nitoglia)

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