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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 229

Posts Tagged ‘tempio’

Livia Capponi: Il mistero del tempio La rivolta ebraica sotto Traiano

Posted by fidest press agency su domenica, 8 luglio 2018

Nel 70 d.C. Tito distrugge il Tempio di Gerusalemme radicalizzando gli animi delle comunità ebraiche di Antiochia, Cipro, Egitto e Cirenaica. Durante l’esilio gli scampati alla catastrofe coltivano la speranza, politica e messianica, di rientrare in terra d’Israele e ricostruire il santuario, in una sorta di nuovo Esodo.In questo contesto, Traiano, dopo aver conquistato la Dacia, si prepara ad invadere l’Oriente ma ha bisogno del supporto delle comunità giudaiche fiorenti nell’impero partico. Per questa ragione concede loro un aiuto finanziario, autorizzando l’allestimento di una via presidiata per il ritorno in Giudea e di banche per finanziare la ricostruzione del Tempio. L’imperatore conquista cosí Armenia e Mesopotamia.Tuttavia, l’operazione diplomatica scatena aspre ostilità fra gli ebrei e le popolazioni greche cittadine. Le comunità ebraiche dei territori appena conquistati insorgono e l’interludio di tolleranza cede presto il passo a una guerra sanguinosa e distruttiva le cui ricadute dureranno millenni.
Livia Capponi insegna Storia romana all’Università di Pavia. Si occupa principalmente di papiri greci documentari, Egitto ellenistico e romano, e storia romana di età imperiale. Tra le sue pubblicazioni, Il tempio di Leontopoli in Egitto. Identità politica e religiosa dei Giudei di Onia (Pisa 2007), Il ritorno della fenice. Intellettuali e potere nell’Egitto romano (Pisa 2017). Casa editrice: Salerno Editrice Pagine: 144 euro 14,50 In libreria dal 05/07/2018 ISBN: 978-88-6973-292-8.

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Tempio di San Biagio Montepulciano

Posted by fidest press agency su sabato, 20 maggio 2017

tempio san biagioMontepulciano. Le Opere Ecclesiastiche Riunite di Montepulciano a partire dalle festività pasquali, hanno deciso di iniziare un servizio teso a migliorare l’accoglienza ai visitatori del Tempio di San Biagio, capolavoro dell’architettura italiana del Rinascimento maturo, nonché a rendere più sicuro e vigilato l’interno della chiesa monumentale. Con la progressiva crescita de visitatori a Montepulciano, a ragione definita la “perla del Cinquecento”, ma anche a seguito di produzioni cinematografiche in cui la chiesa e la città sono diventati magnifici set, è sorta la necessità di una maggiore tutela del luogo con la presenza assidua di una custodia e di un’offerta più ampia dei servizi aggiuntivi. In questa prospettiva, all’ingresso del Tempio, vi sarà una nuova struttura che si confà all’elegante architettura dell’interno che riflette le armoniche proporzioni esterne. Con il biglietto d’ingresso sarà consegnata un’audiovideoguida in cui il visitatore, attraverso uno strumento digitale, potrà seguire testo/immagine, la spiegazione del monumento in relazione alle fotografie di riferimento. La novità di questo racconto sarà l’intervento dello stesso architetto, Antonio da Sangallo, detto il Vecchio, che presenta il suo capolavoro, il Tempio di San Biagio, a coloro che ascoltano l’audiovideoguida. D’altra parte l’architetto fiorentino è colui che più ha delineato l’aspetto di Montepulciano, in cui eleganti palazzi si susseguono nelle vie cittadine offrendo prospettive sorprendenti. Per questo la visita prosegue nel centro storico della città con l’ausilio di una app. Dopo la visita del Tempio di San Biagio, il visitatore può continuare il suo percorso scaricando per il tramite del proprio smartphone l’app-guida di Montepulciano, con testi brevi, ma efficaci, corredati da immagini.
Le Opere Ecclesiastiche Riunite di Montepulciano si sono avvalse di un gestore, Opera-Civita, per il nuovo riordinamento dei servizi e auspicano una fruizione più consapevole del Tempio da parte dei turisti. L’accesso ai residenti, continuerà ad essere libero. Qui paesaggio e architettura, patrimonio di una terra ricca di storia e di cultura, si confondono in forme armoniche e danno vita a uno scenario unico. La chiesa si colloca infatti al centro di un prato pianeggiante là dove la Val d’Orcia s’innesta nella Val di Chiana e la sua posizione, fuori della città, in mezzo a uno scenario naturale ne evidenzia la grandiosità. (foto: tempio san biagio)

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Montepulciano: Tempio San Biagio

Posted by fidest press agency su domenica, 16 aprile 2017

tempio san biagioMontepulciano. Le Opere Ecclesiastiche Riunite di Montepulciano a partire dalle festività pasquali, hanno deciso di iniziare un servizio teso a migliorare l’accoglienza ai visitatori del Tempio di San Biagio, capolavoro dell’architettura italiana del Rinascimento maturo, nonché a rendere più sicuro e vigilato l’interno della chiesa monumentale.Con la progressiva crescita de visitatori a Montepulciano, a ragione definita la “perla del Cinquecento”, ma anche a seguito di produzioni cinematografiche in cui la chiesa e la città sono diventati magnifici set, è sorta la necessità di una maggiore tutela del luogo con la presenza assidua di una custodia e di un’offerta più ampia dei servizi aggiuntivi. In questa prospettiva, all’ingresso del Tempio, vi sarà una nuova struttura che si confà all’elegante architettura dell’interno che riflette le armoniche proporzioni esterne.Con il biglietto d’ingresso sarà consegnata un’audiovideoguida in cui il visitatore, attraverso uno strumento digitale, potrà seguire testo/immagine, la spiegazione del monumento in relazione alle fotografie di riferimento. La novità di questo racconto sarà l’intervento dello stesso architetto, Antonio da Sangallo, detto il Vecchio, che presenta il suo capolavoro, il Tempio di San Biagio, a coloro che ascoltano l’audiovideoguida. D’altra parte l’architetto fiorentino è colui che più ha delineato l’aspetto di Montepulciano, in cui eleganti palazzi si susseguono nelle vie cittadine offrendo prospettive sorprendenti. Per questo la visita prosegue nel centro storico della città con l’ausilio di una app. Dopo la visita del Tempio di San Biagio, il visitatore può continuare il suo percorso scaricando per il tramite del proprio smartphone l’app-guida di Montepulciano, con testi brevi, ma efficaci, corredati da immagini.
Le Opere Ecclesiastiche Riunite di Montepulciano si sono avvalse di un gestore, Opera-Civita, per il nuovo riordinamento dei servizi e auspicano una fruizione più consapevole del Tempio da parte dei turisti. L’accesso ai residenti, continuerà ad essere libero. Qui paesaggio e architettura, patrimonio di una terra ricca di storia e di cultura, si confondono in forme armoniche e danno vita a uno scenario unico. La chiesa si colloca infatti al centro di un prato pianeggiante là dove la Val d’Orcia s’innesta nella Val di Chiana e la sua posizione, fuori della città, in mezzo a uno scenario naturale ne evidenzia la grandiosità. Tempio di San Biagio Orari SS. Messe Domenica e festivi ore 11.00 Il tempio riaprirà al pubblico alle ore 12.30
Orari di apertura/ Opening hours 1 Marzo – 31 Maggio: 10.00-18.00 (tutti i giorni)
1 Giugno – 30 Settembre: 09.30 – 18,30 (tutti i giorni)
1-31 Ottobre: 10.00-18.00 (tutti i giorni)
1 Novembre – 25 Dicembre: 10.00-12.00 / 15.00-17.00 (solo sabato e domenica)
26 Dicembre – 6 Gennaio: 10.00 -18.00 (tutti i giorni)
7 Gennaio – 28 Febbraio: 10.00-12.00 / 15.00-17.00 (solo sabato e domenica)
Ultimo ingresso trenta minuti prima della chiusura Biglietto d’ingresso Intero: € 3,50 (audioguida gratuita) Ingresso gratuito: bambini al di sotto dei 6 anni, residenti nel comune di Montepulciano, portatori di handicap, ecclesiastici, giornalisti, guide turistiche autorizzate. (foto: tempio san biagio)

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Negata la verità storica sul Monte del Tempio di Gerusalemme

Posted by fidest press agency su sabato, 22 ottobre 2016

gerusalemmeLa Comunità di Sant’Egidio disapprova la recente risoluzione della Commissione dell’Unesco “Programme and External Relations” sulla “tutela del patrimonio culturale della Palestina e il carattere distintivo di Gerusalemme Est”. La scelta di usare esclusivamente la denominazione “Nobile santuario”, che in arabo indica la moschea di Al-Aqsa, e ignorare il termine ebraico “Monte del Tempio”, contraddice la vocazione dell’organismo internazionale deputato a tutelare il patrimonio culturale del mondo, denotando finalità politiche. Il testo, adottato dalla Commissione dell’Unesco, nonostante la perplessità della stessa Direttrice generale, Irina Bokova, nega il legame millenario del popolo di Israele con i luoghi dove sorgeva il Tempio. In questo modo, oltre ad offendere la sensibilità religiosa di milioni di ebrei, vengono ignorati elementi storici e archeologici inconfutabili, che non mettono in discussione la santità della stessa area per i credenti delle altre religioni. Gerusalemme, il cui nome significa “città della pace”, non sia più strumentalizzata a fini politici, ma diventi luogo di incontro e coabitazione in una rinnovata ricerca della pace che passi attraverso il necessario dialogo tra cristiani, ebrei e musulmani.

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Festa della Presentazione di Maria al Tempio a Oropa

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 novembre 2015

madonna oropaOropa (Biella) Sabato 21 novembre si celebrerà ad Oropa la tradizionale Festa della Presentazione di Maria al Tempio. Alle ore 10.00 avrà inizio la processione alla quale seguirà alle ore 10.30 la santa Messa in Basilica Antica, presieduta da Mons. Gabriele Mana, Vescovo di Biella, in occasione della Festa di Presentazione di Maria al Tempio.La memoria liturgica della Presentazione di Maria al Tempio trova la sua radice nell’usanza ebraica e nel fatto che, secondo la tradizione, Gioacchino e Anna, genitori della Vergine, avrebbero portato al Tempio Maria Bambina, per offrirla al Signore, come era consuetudine per il primogenito maschio.
Tradizionalmente, dalla fine dell’Ottocento, durante la funzione avveniva la vestizione delle Figlie di Maria: la comunità ha supportato il collegio dei sacerdoti del Santuario nello svolgimento delle funzioni liturgiche e nell’accoglienza dei pellegrini sin dal XVII secolo. L’istituto, sorto accanto alla Basilica Antica, è stato fondato grazie alle Principesse Maria (1594-1656) e Caterina (1595-1640) di Savoia, figlie del duca Carlo Emanuele I. La comunità religiosa, inizialmente preposta alla cura della biancheria, ha visto nel corso dei secoli aumentare le proprie mansioni, divenute sempre più qualificate e importanti nella vita del santuario. La loro divisa, oggi non più in uso, si richiamava al costume che le donne nubili della Valle d’Oropa portavano nel XVII secolo: cuffia e sciarpa bianca, veste e grembiule di stoffa blu scuro. Le Figlie di Maria attendono oggi alla cura dei paramenti religiosi, alla biancheria degli alloggi, all’ufficio offerte e al negozio di oggetti religiosi. (foto madonna oropa)

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Gesù cacciò i mercanti dal Tempio

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 febbraio 2014

mercantiRoma, parroco filma, blocca e fa arrestare ladro di elemosine (Il Messaggero del 2 feb. 2014) e Rosario Amico Roxas commenta: Molto tempo addietro, quando frequentavo la Chiesa Madre e servivo la Messa, ero solito soffermarmi con l’arciprete e insieme si andava a rendere visita ad un mio parente mons. Vassallo, arcivescovo e già nunzio apostolico a Berlino.Era una delle solite domeniche, ma l’arciprete volle soffermarsi in Chiesa, e capii dopo il motivo. Mimetizzati dietro una colonna vedemmo un uomo prostrato nell’inginocchiatoio, sembrava che pregasse. Fu allora che il sacerdote gli si avvicinò e con molta dolcezza gli chiese: “Perchè prendi le elemosine ? Ti appartengono, non hai bisogno di prenderle di nascosto; sono un dono dei fedeli, destinate a chi ne ha più bisogno, e tu ne hai certamente bisogno”.
Ricordo benissimo che non usò il termine “rubare”, ma solo “prendere di nascosto”. Così aprì con la chiave lo sportello sovrastante l’inginocchiatoio, prese tutti i soldi (molti erano biglietti da due lire) e li porse all’uomo, aggiungendo anche del suo. Questi piangeva, certamente per la vergogna. Rivolto a me chiese se avevo soldi, e ne avevo; era la paghetta settimanale di 10 lire (eravamo alla fine degli anni ‘40 !) Li prese e li aggiunse a quanto aveva già dato all’uomo.
Questi era in lacrime e chiedeva perdono, ma il bisogno era tanto e non aveva di che comprare il pane. L’arciprete lo benedisse aggiungendo: “Non ho nulla da perdonarti, Gesù cacciò i mercanti dal Tempio e tu non sei un mercante da cacciare ma un figlio prediletto di Dio; va in pace e torna quando hai bisogno”. (Rosario Amico Roxas)

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Progetto Ercole: asse Africa – Europa

Posted by fidest press agency su martedì, 10 maggio 2011

Con l’uscita dell’ultimo numero, in edicola dal 9 Maggio, Domus lancia il Progetto Ercole con lo scopo di cercare idee per un’opera infrastrutturale immaginaria che colleghi l’Africa all’Europa. Le opere potranno proporre qualsiasi forma progettuale, dal ponte al tunnel, dal parco alla metropolitana, dal monumeto al tempio: unico requisito di partecipazione è che i progetti vengano presentati e inviati alla redazione di Domus in formato cartolina postale. Quella che viene proposta dal Progetto Ercole è una riflessione attorno al possibile significato, in questo particolare momento storico, di un’opera architettonica che colleghi l’Europa all’Africa. E’ questo il tema comune di tutto il numero di Domus di maggio, a partire dalla copertina, raffigurante l’opera in progress di Francis Alÿs Don’t cross the bridge before you get to the river: nell’immagine dell’artista, una fila di bambini lascia l’Africa in direzione dell’Europa, mentre una seconda si stacca dalla Spagna e va verso il Marocco. Le due linee si incontrano all’orizzonte. “L’idea di unire fisicamente il continente europeo e quello africano attraverso lo Stretto di Gibilterra non è nuova e, per quasi un secolo, l’impegno nel progetto ha ondeggiato come un cencio esposto al vento burrascoso della politica europea” – scrive nel suo editoriale il direttore di Domus Joseph Grima – “Tuttavia, in seguito ai tumultuosi eventi degli ultimi mesi, i problemi del continente africano si sono riversati, anche fisicamente, nella coscienza europea. Se la situazione è così critica che nemmeno il mare rappresenta un ostacolo, – prosegue Grima- non è forse questo il momento di abbandonare del tutto il concetto di euro-fortificazione per costruire un ponte?”. Tutte le opere inviate a Domus entro e non oltre l’8 giugno, rigorosamente in formato cartolina (non imbustata), verranno selezionate e valutate dalla redazione insieme ai filosofi Lieven De Cauter e Dieter Lesage, autori del carteggio pubblicato nel 2002 “The Myth of the Bridge” – inedito in Italia – e riproposto in parte da Domus in questo numero. I progetti migliori saranno pubblicati nel numero di Luglio – Agosto, sul sito http://www.domusweb.ited esposti in una speciale mostra alla galleria Gopher Hole di Londra nel Luglio 2011.

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Il tempio di Voltumna

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 maggio 2010

Il tempio di Voltumna Feo G. pag. 147 E 15,00 La civiltà etrusca ebbe quale centro geografico e religioso un sacrario nazionale, dove annualmente si riunivano i Lucumoni, i re-sacerdoti, per celebrare le origini e officiare il culto delle divinità venerate dai dodici popoli confeferati. Fanum Voltumnae, tempio di Voltumna, è il nome di quel luogo, sulla sua ubicazione sono state avanzate le più diverse ipotesi. L’autore, attraverso miti, dati archeologici e antropologici, dimostra chi fosse realmente la dea Voltumna e come il suo sacrario fosse un territorio speciale consacrato dagli Etruschi secondo le norme di una scienza del cielo e della terra.

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I mercanti del tempio

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 gennaio 2010

Il racconto sulla cacciata dalla scalinata che portava al tempio dei mercanti da parte di Gesù e quel dare a Dio quel che è di Dio e a Cesare quel che è di Cesare dovrebbero pure insegnarci qualcosa. E se rapportiamo queste riflessioni ai fatti dei giorni nostri dovremmo chiederci con molta franchezza se il Natale simboleggia solo il cenone oppure ha un significato più profondo e vada colto con più umiltà e più devozione. Siamo al cospetto di una natività che simboleggia molte cose tra le quali, tuttavia, prevale il significato della povertà, di una famigliola costretta a risolvere il suo problema di alloggio, di ristoro, di maternità in modo umile e ricorrendo alla “solidarietà” degli estranei e al calore di animali che albergavano in una stalla. A questo punto pensiamo che debba essere chiara una cosa: ognuno è libero di trasformare una festività in qualcosa di diverso ma se lo fa deve prendere atto che risponde ad una chiamata che è di Cesare e non di Dio. In questo caso diventa profana, laica o qualcosa d’altro ma non certo ha motivo di credere di avere assolto ad una funzione tipicamente religiosa, ad una rievocazione e ad un significato che convenzionalmente ogni anno vi attribuiamo per la Fede che essa intende esprimere in quanto cattolico o più in generale cristiano. Cristo nasce da una povera famiglia e resta povero ed umile nel corso di tutta la sua vita. E’ una natività, quindi, sofferta che deve farci riflettere e non certo, se siamo buoni cristiani, lasciarci trascinare dai bagordi. Sta a noi, quindi, come cattolici e cristiani restituire a questa data il suo originale significato e mostrare agli altri ciò che significa essere fedeli per una fede ed infedeli per qualcosa d’altro.

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Rose Purezza e Passione nell’Arte dal 400 ad oggi

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 giugno 2009

beatriceCaraglio (CN) fino al 25/10/2009 via Matteotti, 44 Il Filatoio. A cura di Andreina d’Agliano e Alberto Cottino  Dal 28 giugno e sino alle brume autunnali il culto della rosa avrà un suo tempio: il Filatoio Rosso di Caraglio, luogo di singolarissima malia, la -casa delle seta- che sembra uscita dalla fantasia di un cartonista hollywoodiano e che invece da tre secoli domina l’ingresso della Val Grana, una delle meravigliose valli che portano l’estremo cuneese a lambire il Parc Natural de Mercantour, nella contigua Francia.  Di mostre dedicate alla rosa nel mondo se ne propongono oltre 20 mila ogni anno ma nessuna potrà mai essere come quella di Caraglio. Qui infatti la rosa trionferà non come piccolo arbusto da inserire nel proprio giardino ma come oggetto-soggetto della grande arte e delle arti cosiddette applicate, in un sontuoso, fantastico excursus che partirà dal tardo Medio Evo per confluire all’oggi. Avremo rose dipinte, scolpite, trasformate in gioielli o in vetrate, persino in poltrone, rose protagoniste di pale d’altare, di quadri intimamente devozionali, di allegorie e baccanali, soggetto di pannelli decorativi per privatissimi boudoir, ma anche di piatti, servizi da te’, argenterie preziose, stoffe-  Dalla rosa mistica alla rosa profana. Ed ecco il fiore accompagnare il ritratto di dame, simbolo della vanità e della bellezza, a richiamare Venere e Amore, talvolta fiore singolo tenuto in mano, piu’ spesso profluvio di fiori, tanto da dare alla rosa e non alla dama il vero ruolo di protagonista. http://www.marcovaldo.it (beatrice)

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