Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘tempo pieno’

Scuola: Tempo pieno per tutti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 dicembre 2020

“Vi sarà una riforma per garantire il tempo pieno su tutto il territorio nazionale. Una riforma che possa dare effettiva possibilità alle famiglie – e soprattutto alle donne – di inserirsi nel mercato del lavoro”. E’ questa la dichiarazione che il premier Giuseppe Conte ha rilasciato nel corso della presentazione del Rapporto Svimez 2020 “L’economia e la società del Mezzogiorno”, illustrando i punti del Recovery plan italiano. Un’idea ambiziosa quanto impegnativa sotto vari punti di vista che costerebbe 2,8 miliardi di euro l’anno e richiederebbe 50 mila nuovi posti di lavoro. Oltre a un miliardo di euro di investimento iniziale per approntare i locali di mensa e laboratori.Se il Governo intendesse davvero investire somme così elevate, ci troveremmo di fronte a una riforma di portata storica, che aprirebbe la strada ad una maggiore personalizzazione degli apprendimenti e favorirebbe l’aspetto relazionale, la socialità e quindi l’inclusione. Sarà realmente così? Alcune perplessità derivano anche dalla possibilità di realizzare un’operazione così imponente in un tempo ravvicinato. Finora quella del tempo pieno è stata una marcia continua, lunga ma anche lenta. Nel 2001 le classi a tempo erano il 21,3% del totale funzionante, dieci anni fa il 26,9%, nel 2019-20 sono state il 36,2%. Praticamente l’incremento è stato mediamente di un punto percentuale all’anno. La strada per arrivare alla generalizzazione del servizio appare davvero lunga. Attualmente, in base ai dati 2019/20 del Ministero dell’Istruzione, frequentano il tempo pieno nella scuola primaria 923.196 alunni, il 37,8% dei 2.443.889 iscritti. Conseguentemente non frequenta il tempo pieno il 62,2% di alunni, cioè 1.520.693 di ragazzi. Attualmente i posti comuni di docente nella scuola primaria sono 193.265 di cui il 45,5% impiegato in classi a tempo pieno (87.731).Per assicurare il tempo pieno in tutte le attuali 128.148 classi occorre che, oltre alle 46.403 (36,2%) già funzionanti a t.p., anche le restanti 81.745 vengano riorganizzate “full time”.Per questa riorganizzazione occorre incrementare l’organico docenti – attualmente di 193.265 posti di cui 87.731 (45,4%) su classi a tempo pieno – aggiungendo 49.015 nuovi posti ai 105.534 attualmente impegnati su classi funzionanti a tempo normale (27-30 ore settimanali).Quei 49mila posti necessari per generalizzare il tempo pieno dovrebbero essere assicurati al 50% dalle graduatorie di merito dei concorsi e per l’altra metà dalle GAE.Poiché in base all’attuale CCNL del comparto scuola il costo per docente all’inizio di carriera è di 31.227 euro lordi annuali comprensivi degli oneri riflessi a carico dello Stato, il costo per anno sarebbe quasi di un miliardo e 531 milioni.Normalmente la gestione della classe organizzata a tempo pieno è affidata prevalentemente ad una coppia di insegnanti che si spartiscono i principali interventi disciplinari. Inoltre c’è una diversa attenzione ai momenti integrativi e all’utilizzo del maggior spazio di tempo disponibile (40 ore settimanali a fronte delle 27-30 ore del tempo normale).Insegnare in una scuola a tempo pieno comporta (o dovrebbe comportare) un diverso modo e un diverso atteggiamento culturale di esercizio della professione docente.Tra i parametri previsti per la determinazione dell’organico ATA la presenza di una quota consistente di alunni che frequentano il tempo pieno determina anche un incremento del numero di collaboratori scolastici.Considerato lo stipendio lordo annuo di 24.252 euro, comprensivo degli oneri riflessi a carico dello Stato, il costo annuale per l’incremento dell’organico dei collaboratori scolastici sarà di quasi 29 milioni di euro. Alle Amministrazioni comunali spetta forse il compito più difficile per sostenere efficacemente il progetto ambizioso della generalizzazione del tempo pieno.Sono sostanzialmente due le tipologie di intervento previste: uno immediato (l’approntamento di strutture e locali) e un altro continuativo (il servizio di mensa).È difficile quantificare il numero degli interventi e la relativa spesa per l’approntamento dei nuovi locali (laboratori e mense) necessari per rendere funzionale e credibile la nuova organizzazione del tempo scuola nella primaria.Attualmente soltanto il 31,5% delle scuole primarie è dotato di apposito locale di mensa, ma in diversi casi per la refezione si utilizzano anche spazi impropri (controllo ASL permettendo). Non mancano scuole nelle quali i bambini pranzano sui banchi dove seguono le lezioni. Per la predisposizione di tutti i locali necessari, stimando mediamente un impegno di spesa di circa 120-130mila euro per le 8.202 scuole in cui attualmente non c’è il tempo pieno, a carico dei Comuni vi sarebbe una spesa complessiva superiore a un miliardo e 25 milioni di euro.Una volta avviato il tempo pieno, i Comuni dovrebbero assicurare il servizio continuativo di refezione, mettendo in atto gare di appalto, convenzioni, gestione delle rette, ecc, per un costo stimabile in 1,2 miliardi l’anno.È legittimo dubitare che gli Enti Locali siano pronti ad affrontare questo carico organizzativo e gestionale e i conseguenti non indifferenti oneri di spesa, se non all’interno di un grande piano condiviso. Di più su tuttoscuola.com

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Scuola: Tempo pieno, le famiglie rinunciano e il M5S ne prende atto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 ottobre 2019

Ma l’Anief rilancia chiedendo allo Stato di trovare i finanziamenti per Regioni ed Enti locali per assicurare il tempo mensa oltre all’urgente messa in sicurezza degli edifici, perché il gap tra il Nord e il Sud del Paese sull’apertura delle scuole in orario pomeridiano rimane agghiacciante Sull’uscita da scuola pomeridiana, promessa dal leader politico del M5S Luigi Di Maio appena un anno fa, sembra arrivare una brusca quanto inaspettata marcia indietro proprio dal primo partito di Governo. Lo annuncia la senatrice pentastellata Bianca Laura Granato: “Non ci sono state le richieste che ci si aspettava anche per le gravi carenze edilizie. Mancano edifici e locali adeguati, i ragazzi sarebbero costretti a trascorrere il loro tempo in scuole poco funzionali se non addirittura poco sicure. E così le famiglie preferiscono che i propri figli escano da scuola prima dell’orario del pranzo”. Eppure solo pochi giorni fa, nel rilancio del Sud, previsto dalla Nota di aggiornamento del Def 2019, si leggeva della necessità del tempo pieno – al Sud coperto solo per il 15% degli alunni circa, contro oltre il 48% al Nord – da intendersi come obiettivo primario. Sul tempo pieno i problemi sono più grandi di quanto si pensasse. Si sta vivendo “una situazione grave, insomma, dalla quale sembra difficile uscire”, ha detto ancora la senatrice Granato. E visto che le cose stanno così, ha continuato, la priorità è ora di “investire proprio nell’edilizia scolastica: ci sono 11 miliardi da spendere, fermi nei meandri degli uffici. I Comuni – soprattutto quelli del Sud – devono attivarsi per spenderli, ne va della sicurezza dei nostri alunni e del futuro della scuola italiana”.Questo significa, scrive la rivista Orizzonte Scuola, che nella prossima “legge di bilancio non ci saranno le risorse necessarie per le scuole del sud”, in modo da “eliminare il divario con le scuole del nord”. C’è delusione, dunque, tra “i docenti di ruolo della primaria che speravano di ritornare nelle province del Sud”: l’anno scorso “le 2.000 cattedre disponibili per aumentare il tempo pieno sono state distribuite tra diverse regioni d’Italia, con prima la Campania con 276 posti, seguita al secondo posto dalla Lombardia con 262 posti e dalla Sicilia con 261. Al quarto posto la Puglia con 187 posti mentre al Veneto sono andati 167 posti. Ultimo il Molise con 14 posti”. Non si comprende, però, il motivo del cambio di programma. Perché solo due settimane fa era stato approvato dal Consiglio dei Ministri, con la Nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza 2019, un piano di rilancio del Sud che ha come obiettivo primario proprio il recupero dell’Istruzione pubblica nazionale e dove si prospetta la realizzazione di un “piano strutturale che rilanci gli investimenti e gli interventi in grado di attivare il potenziale di crescita inespresso, rafforzando il capitale fisico, umano, sociale e naturale. L’obiettivo è rendere più attrattivi il Sud e le Aree interne, offrendo nuove opportunità occupazionali in particolare a giovani e donne”. Entrando nel dettaglio, per gli istituti del Meridione, ha scritto ancora Orizzonte Scuola, sarebbero in arrivo “15 miliardi di euro, un piano mirato per fermare l’emigrazione dei giovani dal Mezzogiorno al Nord o all’estero. Scuole aperte tutto il giorno e investimenti per gli asili nido, così che si pensi non solo ai bambini ma anche ai genitori dando spazio al potenziale delle donne”. Le indicazioni del Def, del resto, poggiano su basi certe: il tempo pieno nelle scuole al Sud interessa appena il 15% degli alunni circa, contro oltre il 48% al Nord. Quindi al Settentrione la percentuale media è più di tre volte quella del Sud e delle isole maggiori. Ma ora tutto sembra rinviato a data da destinarsi.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scuola: Il tempo pieno al Sud non s’ha da fare

Posted by fidest press agency su sabato, 1 giugno 2019

L’obiettivo impossibile dal realizzarsi, almeno alle condizioni attuali. Soprattutto nella regione siciliana, dove fare più ore di lezione servirebbe non poco, visto che ben 85 alunni della primaria su 100 escono oggi da scuola all’ora di pranzo e continuano ad esserci alcune province – come Caltanissetta – dove oltre il 40% lascia i banchi di scuola prima dei 16 anni: un tasso altissimo di abbandono precoce degli studi, quasi sempre per andare ad aggiungersi ai Neet, che in altre aree si sta vincendo proprio aumentando la permanenza a scuola degli alunni, a partire da quelli più esposti e deboli, sempre attratti dalle scorciatoie della strada. Marcello Pacifico (Anief): Non basta assegnare del personale docente per introdurre il tempo pieno: certamente, gli organici vanno allargati, sganciandoli dal numero di iscritti ma legandoli soprattutto alle difficoltà del territorio dove sono collocate le scuole. Ma poi servono anche servizi di base, strutture e fondi adeguati.
Chi si illudeva che per introdurre più ore di tempo scuola nel primo ciclo bastasse assegnare più docenti è servito: delle già poche 246 cattedre di tempo pieno nelle scuole primarie della Sicilia, assegnate dal Governo con la Legge di Bilancio 2019 proprio per favorire il tempo pieno, ben 96 (il 39%) “verranno restituite al Miur, perché – spiega La Repubblica – le richieste pervenute alle scuole siciliane durante le iscrizioni che si sono chiuse lo scorso mese di gennaio non consentono di istituire altre classi a tempo pieno”. La regione italiana con meno tempo pieno alla primaria è costretta a restituire al mittente quasi metà delle cattedre assegnate dal ministero per potenziare le lezioni pomeridiane. In Sicilia mancano gli spazi e le mense che permettono al tempo pieno di decollare. E pare che neppure le famiglie abbiano troppa voglia di lasciare a scuola i propri figli fino alle quattro del pomeriggio. “I posti non assegnati in Sicilia, a questo punto, prenderanno la strada delle regioni centrali e settentrionali che potranno utilizzarli. Dalle nostre parti, mancano i locali da adibire a mensa che consentono di prolungare la permanenza a scuola dei bambini delle elementari. E sembra che anche da parte dei genitori il servizio non sia richiestissimo. Nelle altre realtà italiane si viaggia su tassi completamente diversi: in Lombardia, il tempo pieno copre il 50% delle classi funzionanti, in Piemonte il 48% e nel Lazio si sfiora il 53%”, conclude il quotidiano. È chiaro, commenta Anief, che stando così le cose il gap sul tempo pieno tra le regioni del Centro-Nord e quelle del Sud non potrà che acuirsi: “Per avviare la permanenza delle classi in una scuola – spiega il suo presidente nazionale, Marcello Pacifico – occorrono delle strutture e cucine a norma, dei finanziamenti importanti per adeguare le strutture che non lo sono, delle somme rilevanti da assegnare con stabilità agli enti locali e altro ancora. Purtroppo, tutto questo nelle regioni del Sud non è riscontrabile. Noi lo abbiamo sempre detto e adesso si realizzano le conseguenze di un progetto ispirato da obiettivi nobili ma organizzato, in determinate aree del Paese, su una base fragile”. È significativo che in tutta la Sicilia, ma vale anche per la Sardegna, oltre il 35% dei giovani non arrivi al diploma di maturità. “Il nostro no categorico alla regionalizzazione, anche questa espressa in tempi non sospetti, deriva anche dal fondato timore – continua il sindacalista – di vedere rafforzata la differenza tra le regioni più ricche e quelle meno fortunate. Dovendosela cavare in proprio, le regioni con meno strutture, risorse e finanziamenti non potranno che ridurre la portata dei servizi di loro pertinenza. Servizi che, con l’eventuale autonomia differenziata approvata in Parlamento, riguarderanno anche l’istruzione e la sanità pubblica. Con il rischio fondato di assistere all’esodo di tanti giovani e di molti cittadini che, per formarsi e curarsi meglio, si sentiranno costretti a spostarsi nelle realtà che offrono maggiori garanzie in merito”.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scuola– Tempo pieno: ancora troppo poche le cattedre al Sud

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 marzo 2019

Dopo l’estate passerà dal 34,8% al 36,3%. A fare il calcolo è stato il quotidiano La Repubblica, che definisce il provvedimento “un flop”, come illustrato dal Miur ai sindacati nella “tabella con la ripartizione dei duemila posti previsti dalla legge di Bilancio” che ignora le esigenze e criticità del Sud Italia. Anief pronta a impugnare la tabella di ripartizione degli organici, specialmente su posti di sostegno. Intanto per il terzo anno consecutivo salteranno pure gli agognati trasferimenti di migliaia di docenti ricattati dagli estensori della Buona Scuola, immessi in ruolo in scuole dall’altra parte d’Italia. Marcello Pacifico, presidente Anief: Il rilancio della scuola al Sud passa per l’attivazione di organici differenziati per innalzare l’offerta formativa, gettare le basi per la riduzione di abbandoni scolastici e tasso di disoccupazione, anteprime del crescente fenomeno dei Neet. Così, “i 2 mila posti in più previsti con la legge di dicembre incrementeranno il tempo pieno alle elementari dell’1,5%: a settembre, si passerà dal 34,8% al 36,3%”. Inoltre, il piano di incremento dei posti non sarà riservato al Sud, come invece era stato detto: in base “all’algoritmo utilizzato da viale Trastevere per ripartire i duemila posti di scuola primaria in più per l’anno scolastico 2019/2020, si vede che il Nord beneficia di un numero di posti paragonabile a quelli assegnati alle regioni meridionali”. “Con 262 cattedre, la Lombardia passerà da una copertura del 50,6% ad una copertura del 51,8%. Regioni come Campania e Sicilia, dove il Tempo pieno è quasi una chimera, si dovranno accontentare di una quota di posti simile che sposterà le cose di poco. In Campania, che attualmente copre il 15% delle classi col servizio a Tempo pieno, arriveranno 276 cattedre che faranno salire il tempo scuola prolungato dal 15,0% al 16,8%”.
Alla fine, quindi, l’aumento di posti sarà risibile. In conclusione, quella che doveva essere “una misura per estendere il tempo pieno alla scuola primaria, soprattutto nelle regioni meridionali”, ora si sta traducendo in una operazione di ritocco: “l’incremento delle lezioni pomeridiane alla scuola elementare sarà ridottissimo e il Sud resterà distante dal Nord esattamente come prima”.
Il risultato di questo processo era stato ampiamente previsto dall’Anief, che non a caso aveva detto come occorrevano finanziamenti dieci volte maggiori e che il completamento del tempo pieno, a questi ritmi, si sarebbe concretizzato non prima del 2060: delle 132 mila classi di scuola primaria autorizzate nel 2017/2028 soltanto 46 mila (25 mila concentrate al Nord) funzionavano infatti a tempo pieno, con orario che si protrae fino alle ore 16. Per non parlare della difficoltà oggettiva, alle attuali condizioni, di avviare il tempo piano in scuole dove le mense scolastiche scarseggiano e comunque si avrebbero enormi difficoltà ad introdurle rispettando le normative su igieni, sicurezza e altro.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scuola: Tempo pieno primaria

Posted by fidest press agency su martedì, 4 dicembre 2018

C’è anche la richiesta del tempo scuola maggiorato nelle classi primarie tra i punti che la commissione Bilancio di Montecitorio è chiamata in queste ore a valutare per l’inserimento nel testo della manovra economica. Solo che il numero di docenti da assumere si è nel frattempo dimezzato: la quota di maestri aggiuntivi, per allungare l’orario scolastico, doveva essere di 2 mila unità. In verità, ne occorrerebbero 43 mila. Così per arrivare al traguardo prefissato serviranno 42 anni. Altro che “subito”. Il caso è diventato oggetto dell’ultimo monologo del comico Maurizio Crozza, che ha detto: “il tempo pieno è una ‘figata’, una conquista sacrosanta, ma lo avranno tutti quando i bambini di adesso saranno già laureati e lavoreranno da Foodora per 2 euro l’ora. Non fa una grinza. Senza contare che poi servirebbero pure mense, laboratori, spazi didattici, locali, attrezzature: tutte cose che Di Maio non cita perché le ignora totalmente”. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): siamo alla propaganda pura.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scuola: Legge di Stabilità, il tempo pieno al Sud naufraga ancora prima di vedere la luce

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 novembre 2018

Come si fa a realizzare più tempo scuola senza assumere gli insegnanti a cui affidarlo? Lo denuncia il sindacato Anief, a seguito del mancato inserimento nel testo della manovra economica dei provvedimenti promessi a più riprese dai più alti esponenti del governo per ridurre il divario Nord-Sud sul fronte dell’istruzione. È indicativo, invece, che tra i finanziamenti accordati sinora siano assenti quelli per procedere all’assunzione di 27.400 docenti e Ata chiesti dal Miur, di recente ricordati dal Ministro dell’Istruzione nel corso di un question time alla Camera, come primo assaggio verso l’incremento del tempo scuola nelle regioni più deprivate a livello di agenti culturali. Secondo Marcello Pacifico (Anief-Cisal), il rischio concreto è che il progetto si perda strada facendo, per via dei vincoli imposti dal Mef. Come per altri annunci e disegni legge virtuosi, quali l’introduzione dei docenti di educazione motoria alla primaria, di musica di inglese.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scuola: Tempo pieno al Sud, bene l’accordo di programma del Ministro per la Sicilia

Posted by fidest press agency su martedì, 2 ottobre 2018

Le buone intenzioni di alcuni esponenti della maggioranza parlamentare sul tempo pieno e il potenziamento dell’offerta formativa al Sud vengono raccolte anche dal Ministro dell’Istruzione, giunto in Sicilia per siglare un’intesa tra il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e la Regione: “Grazie a questa intesa – ha detto Marco Bussetti – potremo concretamente dare il via alla maggiore diffusione del tempo pieno, al potenziamento dell’offerta formativa e ad una più forte collaborazione tra scuola e famiglia. La Sicilia diventerà laboratorio del Sud Italia, protagonista di un progetto di cui sono orgoglioso. Gli studenti siciliani avranno la possibilità di vivere la scuola come una seconda casa, sviluppando un senso di appartenenza e di fiducia verso questa istituzione”.L’accordo di programma coinvolgerà una scuola pilota per provincia, selezionata per l’alto tasso di dispersione scolastica e per un’elevata presenza di alunni in condizioni di svantaggio personale e familiare. “La firma di questo protocollo permetterà la diffusione del tempo pieno e prolungato, il potenziamento dell’offerta formativa relativa alle discipline curriculari di base, tecnico professionali e di lingue straniere, anche attraverso l’apertura pomeridiana delle scuole del primo e secondo ciclo e la creazione di sportelli di ascolto e orientamento scolastico e professionale”.Anief ritiene condivisibile la linea presa dal Governo e dell’amministrazione scolastica centrale: è bene, però, che i buoni intenti siano accompagnati da subito con azioni legislative efficaci. È necessario che l’introduzione dell’orario maggiorato di tempo scuola, sino al pomeriggio, venga allargato a tutto il Meridione e a quelle zone d’Italia dove è disapplicato, anche per mancanza di supporto degli enti locali. Pertanto, chiediamo che nella Legge di Stabilità all’esame del Governo sia introdotto il tempo pieno in tutte quelle zone del Sud Italia dove vi è un divario rispetto alle regioni del Nord. Tra i parametri da considerare, sempre ai fini della deroga sul tetto di organici, vi sono quelli relativi all’alto flusso migratorio, alla scarsità di offerta culturale circostante, all’economica locale depressa, all’alto tasso di disoccupazione e criminalità”. Sono queste le motivazioni che non portano al diploma uno studente su quattro che si iscrive alle superiori. “Quando si parla di rapporto inferiore alunni, come hanno fatto di recente alcuni parlamentari della maggioranza, anche attraverso delle proposte di legge già presentate, è ovvio che in queste circostanze si debba attuare un proporzionale potenziamento del numero di docenti e Ata in servizio: per questo motivo, come Anief insistiamo che venga approvata finalmente una norma che dia il la agli organici differenziati-maggiorati da attuare in tutte le parti d’Italia dove manchi il tempo pieno: la sua mancata adozione infatti, quasi sempre corrisponde a un più alto numero di alunni che lasciano la scuola prematuramente e a un basso livello di standard riguardanti l’acquisizione delle conoscenze e competenze apprese”, conclude Pacifico.A sposare entrambe le necessità – tempo pieno e organici maggiorati – potrebbe essere l’azione legislativa presentata dal Movimento 5 Stelle, avviata nei giorni scorsi attraverso il DDL n. 877 presentato alla Camera a prima firma dell’on. Lucia Azzolina, per mezzo del quale si intende ridurre il rapporto alunni docenti di un punto percentuale che prefigurerebbe il ripristino di quasi 87 mila posti cancellati con le riforme taglia ore e istituti imposte nell’ultimo decennio, a partire dalla legge Berlusconi-Gelmini 133/2008 (comma 1 articolo 64) e dal ddl 81/2009. Particolare apprezzamento va dato alle parole dell’onorevole Luigi Gallo che ha parlato, di recente, della necessità di organizzare delle iniziative culturali nei territori più degradati. Anche il senatore Mario Pittoni (Lega) si è impegnato pubblicamente nel fare approvare già con la prossima legge di bilancio delle norme che favoriscano il tempo pieno al Sud.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scuola: Il tempo pieno al Sud non esiste

Posted by fidest press agency su domenica, 23 settembre 2018

L’apice della discrepanza si raggiunge quando vengono messe a confronto gli orari di 40 ore settimanali svolte in Sicilia con quelle della Lombardia. Ma è tutto il Meridione a rimanere indietro su questo fronte. E non è un problema di strutture, perché al Centro-Nord non tutti gli istituti sono a norma. Secondo Marcello Pacifico (Anief-Cisal) la diseguaglianza di trattamento scolastico penalizza gli alunni del Sud sin da bambini. Non è un caso se poi i tassi maggiori di dispersione scolastica e di Neet si registrano proprio in quelle zone dove si sta meno tempo a scuola. I presidenti delle Commissioni Cultura di Camera e Senato, l’onorevole Luigi Gallo (M5S) e il senatore Mario Pittoni (Lega), si sono impegnati pubblicamente nel fare approvare a fine anno delle norme che lascino indietro nessun ragazzo. È bene che si agisca anche su posticipo a 18 anni dell’obbligo formativo, anticipo di un anno della primaria, organici maggiorati nelle zone a rischio, un sostegno senza più posti in deroga e maestri specializzati anche nei nidi e nelle scuole d’infanzia.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »