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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 221

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Il tempo passa per tutti: Vincitori e vinti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 giugno 2022

Prima o poi, di riffa o di raffa, finirà anche questa guerra maledetta che soffoca la pace in Europa. Bisogna pur dire che dall’ultimo conflitto mondiale ad oggi sono oltre 500 gli scontri fatali che hanno opposto nazioni e fazioni alla ricerca di una inutile supremazia, dimenticando che in presenza di un potenziale atomico tremendo non comanda più nessuno e che viviamo in un perenne equilibrio del terrore. Spingere sulla accelerazione della guerra in Ucraina, come fa una parte dell’Occidente, non solo non aiuta la pace, ma la preclude creando l’illusione di una effimera vittoria che non verrà mai per nessuno dei contendenti e che sta costando molto caro in termini di vite umane, di esodi biblici e di economie distrutte. Non parliamo poi dei riflessi pesanti sul circondario europeo, già afflitto dal perdurare di una crisi economica asfissiante, e sul continente Africano con tutte le conseguenze sul piano delle risorse energetiche ed alimentari. La pace non è un miraggio più o meno miracoloso per la quale basta pregare: essa è un esito necessario e permanente per consentire la normale convivenza civile e per superare le pretese dei nazionalismi duri a morire e sempre all’erta sul fronte dell’oppressione. La pace non è a portata di mano e non esiste una pace “prête à porter” come quella ricercata dalla Francia, dalla Germania e persino dall’ultima ritardataria che è l’Italia: sono solo tentativi generosi, ma anche infantili, perché non tengono conto delle cause profonde alla radice di questo ennesimo bagno di sangue. Una realtà è stata davvero messa in luce da questa condizione di lotta tra due popoli fratelli: l’Europa non c’è, non batte colpo, è ininfluente: come dire, inutile. Altro che Unione Europea: basta un veto e ogni decisione viene bloccata. Le sanzioni sono l’ennesimo esempio d’incapacità a dialogare tenendo conto di ogni singolo angolo del tavolo di pace. La pace è come la democrazia: è il male minore, non è la soluzione permanente, ma può servire a trovare un sentiero comune di civile sopportazione attenta alla geografia, ma anche alla verità storica. Se si vuole ribaltare ogni equilibrio mondiale prendendo a pretesto i confini del Paese invaso si spinge oltre ogni misura il senso del limite ignorando che v’è anche un dopo guerra con il quale tutti, dicasi tutti, dovremo fare i conti. Il riarmo dell’Europa è già cominciato, costa carissimo, mentre la costruzione di una pace duratura è qualcosa che galleggia tra la speranza e la chiacchiera da bar. Gli stessi grandi protagonisti che baciano l’anello papale, poi ignorano gli appelli “Urbi et Orbi” della Chiesa. Presto ci domanderemo se valeva davvero la pena inviare armi su armi ed alimentare questa carneficina che disonora l’umanità oppure se era preferibile contenere i danni e parlare veramente di pace, rendere conveniente proprio la pace e non la supremazia. Certo, non si possono ignorare le ragioni di chi è aggredito, ma la lente della Storia prima o poi calerà sulla verità di vecchie aggressioni e di contromisure esagerate fino a quelle annessioni tollerate proprio dallo stesso Occidente che oggi fa finta di non ricordare che il tempo passa per tutti, sia per i vinti che per i vincitori. By Gianfranco Fisanotti fonte: Turismo News n. 712

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Mostra “Tempo di Archè”

Posted by fidest press agency su martedì, 7 giugno 2022

Napoli Vernissage 10 giugno 2022, ore 19:30 FrameArsArtes di Paola Pozzi – Corso Vittorio Emanuele, 525. È il filo rosso della mostra Tempo di Archè la personale di Raffalele Boemio, a cura di Domenico Natale. Un percorso espositivo di quadri, sculture e filmati – parte del più vasto ciclo denominato Afona – che ha caratterizzato il percorso di Boemio negli anni duemila. Di questo ciclo le opere più recenti mantengono il nucleo poetico della meditazione sul rapporto che intercorre tra il libero immaginario dell’artista e la realtà della vita quotidiana, e che costituiscono da sempre uno dei due aspetti emblematici del suo operare. «Questa fase della mia produzione, scaturisce dall’esigenza di interrompere il vortice della fretta in cui viviamo immersi e che non sembra esaurirsi mai; rappresenta un momento di riflessione muto, che si esprime attraverso i sensi. Una presa di posizione contro la ridondanza del mondo, senza mai rifuggire dal rapporto sociale dell’opera d’arte e dalla sua lettura segnica» spiega l’artista. Un linguaggio muto, afono per l’appunto, ma non inespressivo, né inascoltato “silenzio custodito e fama che grida”. «Mi sono reso conto del vuoto che abbiamo dentro e della necessità di tornare a dei valori naturali. Per questo c’è un forte richiamo alla Natura, ma senza naturalismo» prosegue Boemio. «La sua ricerca esprime il disagio morale e civile di fronte alla sofferenza umana e alla schiavitù dei migranti nei campi della nostra terra, nella quale lui vive e opera» sottolinea il curatore. La mostra propone un percorso di ricerca del senso del segno, di ritorno al tratto primitivo, rituale, evocativo, sinestetico e continuamente rinnovato, attraversato dalla trasformazione, pur conservandosi nell’essenza. Saldo nelle sue radici, come quelle che l’artista racconta di aver trovato in spiaggia nel 2015 – probabilmente dei rizomi (rigonfiamenti del fusto con funzione di riserva) – forme sconosciute che nessuno sapeva interpretare ma che hanno sedimentato, scavando nel profondo, fino a toccare l’altra essenza, quella speculare alla Natura: l’essenza umana e la sua dimensione insieme materiale e spirituale, in equilibrio costantemente precario, impantanata nella lotta tra l’Essere e il Dover Essere, raffigurata in forme scarnificate, in solitudine, in difficoltà, a tratti isolata. Mai però disperata, né mai dimessa, o sottomessa. Un richiamo forte alla vita, alla lotta, al reciproco riconoscersi come simili. Parti della stessa Natura. La mostra si inserisce perfettamente nella filosofia culturale della galleria FrameArsAtes, che vuol essere, come racconta la proprietaria: «uno spazio di libertà ed un luogo di divulgazione dell’arte contemporanea, aperto alla città e ai giovani artisti». Raffaele Boemio è nato ad Afragola (NA) nel 1952 e si è diplomato presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. È stato docente di Discipline Pittoriche presso il Liceo Artistico di Cardito (NA). Nel 1978 ha fondato con Haebel e Domenico Natale il “Gruppo X/Arte” aderendo al Movimento degli operatori estetici nel sociale. 10 – 24 giugno 2022 Orari: da martedì a sabato, dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 19.00.

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InspiringPR: «È tempo di essere gentili»

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 Maggio 2022

Venezia sabato 11 giugno a Venezia, alla Scuola Grande San Giovanni Evangelista per l’VIII edizione di InspiringPR il Festival delle Relazioni Pubbliche promosso da FERPI (Federazione Relazioni Pubbliche Italiana) e organizzato dalla sua delegazione del Triveneto, in collaborazione con Uniferpi Padova e Uniferpi Gorizia. La gentilezza dà buoni frutti, ovunque la si coltivi e metta in pratica. Con sé stessi, nelle organizzazioni, nelle relazioni con gli altri.Tra gli speaker: Giovanni Albano, direttore del Dipartimento Anestesia e Terapia intensiva degli ospedali Humanitas Gavazzeni e Castelli di Bergamo, Annamaria Anelli, business writer, formatrice e consulente, Giampietro Vecchiato, docente universitario ed esperto di comunicazione per le organizzazioni, Emma Ursich, Group Head of corporate identity di Generali e segretario generale Fondazione Generali The Human Safety Net, l’artista Giorgia Madonno. Daniel Lumera, biologo naturalista, autore bestseller e riferimento internazionale nell’area delle scienze del benessere, della qualità della vita e nella pratica della meditazione, e altri ancora.Evento unico nel suo genere nel panorama italiano, InspiringPR si propone come un incontro di ispirazione e networking dedicato non solo agli addetti ai lavori della comunicazione, ma a chiunque voglia trovare un luogo diverso dal solito in cui accrescere il proprio bagaglio culturale.Assieme alla scaletta di speaker, nella giornata di sabato torna l’InspiringPR Award, il Premio Ferpi per la campagna/azione di Relazioni Pubbliche che si è distinta (nel periodo tra il 1° settembre 2021 e il 30 aprile 2022) per la sua particolare capacità di “ispirazione”. Novità di quest’anno la scelta, da parte della Giuria, di premiare le campagne/azioni classificatesi al primo, secondo e terzo posto. Nelle scorse edizioni il premio è stato conferito a Lavazza, Parole O_Stili, Osservatorio Malattie Rare e al Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico.Con il rinnovato supporto della famiglia, InspiringPR riconferma anche il premio studio “È il digitale, bellezza!”, in memoria di Adriana Ripandelli (scomparsa a Roma nel 2021), una delle prime persone in Italia ad aver profondamente creduto nella rivoluzione digitale, investendo forza e professionalità in progetti innovativi che hanno illuminato d’ispirazione i propri settori.Il premio è rivolto agli studenti delle Università italiane ed è dedicato a un’innovativa tesi di laurea con focus sulla comunicazione digitale, discussa dal 1° aprile 2021 al 30 aprile 2022. Tantissime le tesi ricevute da tutta Italia, tra le quali è stata già selezionata una ristretta rosa di tre lavori da cui verrà scelto il progetto vincitore. La Giuria è formata dalla Presidente di FERPI Rossella Sobrero, dal Delegato FERPI Triveneto Filippo Nani, dal Consigliere nazionale FERPI Federica Zar, dal Coordinatore Giovani e UniFERPI Mattia Necchio, dal Presidente del Comitato Scientifico di InspiringPR Bruno Mastroianni, dalla giornalista Mariolina Sattanino e dal Chairman and CEO di Mindshare Roberto Binaghi.Main sponsor di InspiringPR è Banca Ifis. Sponsor: Alfasigma, BAT, Coca Cola Italia, Generali, MY PR. Media Partner: Corriere del Veneto, Venezia da Vivere, Wired. Social media partner: CommtoAction, Digital Coach. Partner tecnici: Amarelli, Aperol, Caseificio Sociale Ponte di Barbarano, Congusto, Consorzio Tutela Soave, Domini Veneti, Genuina Hub, Lavazza, Riso Melotti, Villa Piva.Per iscrizioni e maggiori informazioni sull’ottava edizione del Festival è possibile consultare il sito web http://www.inspiringpr.it e i canali ufficiali dell’evento su LinkedIn, Facebook, Twitter, Instagram, Youtube.

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Le forme del tempo

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 Maggio 2022

Roma 22 giugno – 31 luglio 2022. Inaugurazione: martedì 21 giugno, ore 18-21 Museo Nazionale Romano – Terme di Diocleziano Viale Enrico de Nicola 78. La mostra, a cura di Alessandro Dandini de Sylva, è un viaggio nel tempo geologico, archeologico e presente. Dopo i primi due capitoli espositivi al Centro Arti Visive Pescheria e nell’antica Sinagoga di Pesaro, Le forme del tempo cerca ora un nuovo legame con le Grandi Aule delle terme romane. La mostra è un’evoluzione del dialogo tra i due artisti, questa volta dedicato al rapporto tra archeologia del paesaggio e archeologia del linguaggio: i due artisti e il curatore hanno immaginato il percorso espositivo come una conversazione tra immagini e spazio archeologico, per un ritorno arcaico alla riflessione e per una profonda ricerca sulla fotografia e sull’atto stesso del guardare.Insieme ai lavori fotografici, Le forme del tempo presenta una selezione di reperti archeologici, scelti con il direttore del Museo Nazionale Romano Stéphane Verger, con l’intento di creare accostamenti visivi e semantici inaspettati tra le fotografie, le Grandi Aule e i frammenti di tempo riportati alla luce dai magazzini del museo.Come nei precedenti capitoli espositivi le opere dei due artisti sono presentate in un allestimento disegnato per favorire il dialogo con lo spazio archeologico, assorbirne tutte le preziose vibrazioni e offrire ai visitatori un’esperienza culturale originale.La mostra sarà anche una stanza di riflessione dove, durante il periodo espositivo, si terrà un incontro con scrittori e studiosi di archeologia e un laboratorio per bambini in collaborazione con l’associazione Cartastraccia.Le forme del tempo è accompagnata da una pubblicazione edita da Fondazione Malaspina che raccoglie un testo del direttore del Museo Nazionale Romano Stéphane Verger e una conversazione tra il curatore Alessandro Dandini de Sylva e i fotografi Fabio Barile e Domingo Milella. http://www.museonazionaleromano.beniultural.it

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Mostra: L’inizio del tempo

Posted by fidest press agency su domenica, 13 febbraio 2022

Milano dal 6 marzo al 18 dicembre 2022 Studio Arnaldo Pomodoro – Via Vigevano 3 Con la mostra L’inizio del tempo. Le ricerche spazialiste di Arnaldo Pomodoro, il 6 marzo 2022 la Fondazione Arnaldo Pomodoro dà avvio a un nuovo ciclo di Open Studio, allestimenti temporanei negli ambienti dello Studio di Arnaldo Pomodoro che, con cadenza annuale, raccontano e approfondiscono temi e periodi poco conosciuti della ricerca dell’artista, esponendo opere, documenti e materiali d’archivio originali. Accanto a L’inizio del tempo, si vedranno in mostra un gruppo di sculture, disegni e studi progettuali – alcuni in prestito dallo CSAC di Parma – e numerosi materiali d’archivio (fotografie, cataloghi, riviste, ritagli stampa, carteggi…), in un allestimento che dà conto della genesi dell’opera e del periodo di attività tra il 1957 e il 1964, fino ad arrivare alla realizzazione del Grande omaggio alla civiltà tecnologica (1960-1964 – 24 × 8 m) per la facciata dell’Università Popolare di Colonia, sintesi poetica tra le indagini su segno-scrittura e segno-materia, del quale vengono esposti gli inediti collage progettuali. Nel Grande omaggio – prima prova dell’interesse e dell’impegno sul piano architettonico e urbano dell’artista – Pomodoro porta nella scultura, sulla vasta superficie di cemento e bronzo, una trafittura di tocchi, incavi, nodi, orme e impronte: un linguaggio illeggibile, ricco di storia, quasi simbolico e al contempo premonitore dei circuiti dei primi “cervelli elettronici”. Visita libera: un giovedì al mese, ore 17:00 (biglietto unico 5€ / ingresso gratuito per gli Under 26).

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Una commedia tutta al femminile: “Tempo al Tempo”

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 gennaio 2022

Roma dal 4 al 23 gennaio 2022 Teatro Manzoni Via Monte Zebio 14c Orari serali: martedì, mercoledì, giovedì e venerdì ore 21:00 Pomeridiane: Tutti i sabati pomeriggio ore 17:00 giovedì 6 gennaio ore 17:30 martedì 18 gennaio ore 19:00 giovedì 20 gennaio ore 17:00. uno spettacolo tutto al femminile “Tempo al Tempo” con Alessandra Costanzo, Beatrice Fazi, Antonella Laganà, Marta Zoffoli, per la regia di Paola Tiziana Cruciani. La commedia si apre con l’incontro di due amiche in partenza per il week end. Lungo il tragitto in auto si perdono e trovano ospitalità in uno strano casale abitato da due donne così vintage che sembrano provenire dal passato. In realtà è proprio così! Incredibilmente, forse a causa di un ponte nello spazio temporale, nel rifugio le amiche si ritrovano nel pieno dei rivoluzionari anni settanta. Epoca di grandi battaglie sociali, tra idee di libertà, creatività, innovazioni. Un salto indietro nel passato con l’inevitabile e divertentissimo incontro-scontro tra le quattro protagoniste e le due epoche.

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Un posto Un viaggio nel tempo per ritrovarsi

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 dicembre 2021

Novara. Lunedì 24 gennaio ore 18 il Circolo dei lettori, via F.lli Rosselli 20 presentazione del libro di e con Enza Sguazzini Rosso edito da Edizioni Canova con Eleonora Groppetti nell’ambito di Novara si racconta L’autrice cerca di riannodare il filo della memoria per ritrovare il posto dove tutto è iniziato e tutto è accaduto. La forza dei ricordi illumina i luoghi del passato, i volti dimenticati tornano a risplendere nella loro giovinezza.

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Ermanna Montanari: L’abbaglio del tempo

Posted by fidest press agency su martedì, 2 novembre 2021

Collana La nave di Teseo O, pp. 224, 18 euro prefazione di Marco Belpoliti postfazione di Igort. “Mi rattristava la bellezza antica di questa o quella casa di legno e carta di riso, che scorgevo di tanto in tanto nel mio quartiere. Evocava un passato perduto.” Realizzato come un “libro dei segreti”, sul modello di un antico messale, L’abbaglio del tempo è stato scritto dall’attrice e regista Ermanna Montanari per rievocare il mondo della sua infanzia e della sua giovinezza. Piccoli racconti che sono perle di vita condensata, su cui si specchia una terra, un luogo dell’anima, che è quella della sua gioventù, la campagna ravennate, ma che con la sua forza parla a tutti. Ermanna distilla le sue storie, senza mai cercare di levigarle. Racconti da leggere ovunque con tanti gradi di attenzione. Perdendosi e tornando a ritroso a leggere ancora.

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Mostra: Tempo Barocco

Posted by fidest press agency su domenica, 9 Maggio 2021

Roma Venerdì 14 maggio 2021, anteprima stampa della mostra Tempo Barocco, a cura di Francesca Cappelletti e Flaminia Gennari Santori, con ingressi scaglionati a Palazzo Barberini dalle 9.00 alle 14.00. In mostra 40 opere dei grandi protagonisti della cultura barocca, da Pietro da Cortona a Gian Lorenzo Bernini, da Valentin de Boulogne a Nicolas Poussin, da Anton Van Dyck a Domenichino, da Andrea Sacchi a Guido Reni, sul filo conduttore del Tempo, concetto indagato in tutte le sue forme e declinazioni attraverso capolavori di artisti italiani e stranieri, per la maggior parte vissuti a Roma nel corso del Seicento, provenienti da musei italiani e internazionali e scandito dai sontuosi e raffinati orologi prodotti all’epoca. La mostra inaugura lo spazio al piano terra del museo composto da 8 sale, per un totale di 750 mq completamente restaurati e rinnovati.

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Fabio Furnari: escono in libreria “Il tempo delle Locuste” e “Carlo”

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 marzo 2021

Un saggio e un racconto uniti dal tema della ricerca spirituale di Fabio Furnari. Il racconto: Carlo decide di abbandonare il mondo in cui vive per intraprendere un percorso di vita che lo porterà a comprendere il suo passato e a vivere il presente con una nuova consapevolezza. Il personaggio viene colpito da amnesia dissociativa. Troverà nuovi compagni di viaggio che lo guideranno a trovare il proprio centro. Il percorso spirituale e una nuova iniziazione rassereneranno la sua anima. Il saggio: Il Tempo delle Locuste è un saggio che offre una chiave di lettura dell’attualità, del periodo che tutto il mondo sta vivendo. Una finestra sui sistemi di potere e di condizionamento delle masse, un richiamo alla Coscienza, intellettuale e spirituale al tempo stesso. Un invito a riflettere su come gli obiettivi politici, sociali ed economici del Potere possano essere letti con la lente della visione spirituale.Per l’autore: “Il periodo che stiamo vivendo è un grande paradosso, ci impone di valutare le cose anche con una visione diversa. Un virus ha capovolto la nostra realtà, immettendola in uno stato di totale confusione, di caos. La scienza è diventata il centro della nostra esistenza. Dobbiamo avere “fede” nella scienza in ciò che essa ci dice. Però la scienza in questo caso è caduta anch’essa nel caos o meglio i suoi esponenti sono in contrasto, in contraddizione. In questo momento stiamo vivendo, come nelle migliori chiese, una vera scissione nella “chiesa della scienza”. Una parte di essa si arroga il diritto di essere “ufficiale”. Si tratti di un virus creato in laboratorio o sfuggito al controllo poco importa. Il pianeta sta esplodendo perché non lo abbiamo saputo salvaguardare, perché non siamo stati in grado di limitarci e di arginare la nostra prepotenza. La crescita esponenziale della popolazione preoccupa tutti. Questo crea un enorme dislivello tra chi raccoglie la ricchezza e chi invece dovrebbe usufruirne. Il sistema ha fallito su tutti i fronti. Quindi, chi detiene la ricchezza mondiale, quelle poche persone, quelle poche famiglie, corre ai ripari, innescando strategie di ogni genere per contenere i danni e dominare i sudditi inconsapevoli. Questi uomini spregiudicati irrompono quotidianamente nelle case di tutti per influenzare e seminare le proprie idee di panico, di terrore e dirigere la coscienza globale verso l’annichilimento”. Fabio Furnari ha fondato nel 1998 l’Associazione Terre Sommerse casa editrice e discografica di cui è Presidente (www.terresommerse.it ) con la quale organizza concerti e promuove l’attività di nuovi artisti nel campo della musica, della poesia, della pittura, del teatro, e dell’arte in genere. L’associazione no-profit Terre Sommerse è anche casa discografica e casa editrice e svolge, inoltre, la sua attività per devolvere in beneficenza parte delle entrate a favore dell’infanzia nelle zone di guerra. Inoltre, Terre Sommerse edita la rivista trimestrale Corus Cafè di cui Fabio Furnari, è fondatore nonché direttore editoriale.

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Joyce Carol Oates: Pericoli di un viaggio nel tempo

Posted by fidest press agency su martedì, 26 gennaio 2021

Collana Oceani, trad. Alberto Pezzotta, pp. 352, 20 euro In libreria dal 28 gennaio. Il nuovo libro della più grande scrittrice americana vivente. Un romanzo distopico, un ritratto lucidissimo della società che verrà e la resistenza di una giovane donna contro i vincoli di una società oppressiva. In contemporanea un’edizione speciale per i 20 anni di Blonde, il romanzo di culto su Marylin Monroe. Il sollievo è la felicità di coloro che non hanno altra felicità.
Adriane S. Strohl vive negli SNAR (Stati del Nord America Rifondati) una confederazione nata dopo i Grandi Attacchi Terroristici e la conseguente Guerra Contro il Terrore. Uno stato retto da un governo onnipresente e opprimente che non consente nessun tipo di dissenso. Adriane è solo una ragazzina di diciassette anni, idealista e curiosa, quando viene arrestata dalla Sicurezza Interna per aver osato fare delle domande a scuola. La sua condanna è quella di essere rimandata indietro nel tempo di ottant’anni e di scontare la pena a Wainscotia Fall, nel Wisconsin, per studiare nella locale università.
Lasciata alla deriva nel tempo in questa idilliaca cittadina del Midwest, viene avviata a un percorso di “riabilitazione” per poter poi tornare a casa, ma non può resistere all’innamoramento per un altro esiliato, che la porterà a riflettere sul mondo Wainscotia e sulla realtà che è costretta a vivere, con risultati al contempo devastanti e liberatori.
Pericoli di un viaggio nel tempo è un romanzo distopico, visionario e sorprendente, che racconta la resistenza di una giovane donna contro i vincoli di una società oppressiva, ma è anche una potente storia d’amore, splendidamente raccontata dalla più grande scrittrice americana contemporanea.
JOYCE CAROL OATES ha ricevuto numerosi importanti riconoscimenti, tra i quali vale la pena ricordare: la National Medal of Humanities, il National Book Critics Circle Ivan Sandrof Lifetime Achievement Award, il National Book Award e il PEN/Malamud Award for Excellence in Short Fiction. Autrice enormemente prolifica, ha scritto alcune delle opere più significative del nostro tempo.

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Il tempo necessario per la messa a punto di un vaccino

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 gennaio 2021

Di solito la messa a punto di un vaccino richiede dai cinque ai dieci anni di tempo; per il SARS-CoV-2 invece in meno di un anno si è passati dalla scoperta di un patogeno prima sconosciuto all’inizio delle vaccinazioni in molti paesi del mondo, tra cui l’Europa e l’Italia. Questo risultato è stato possibile grazie all’enorme impegno che si è riversato sulla ricerca sul virus e sulla pandemia da parte degli scienziati di tutto il mondo, che hanno spesso trasferito nella ricerca sul vaccino tecnologie e metodi messi a punto per altri campi. La tecnologia del RNA messaggero, per esempio, sino ad oggi era finalizzata prevalentemente alla messa a punto di farmaci oncologici. Anche i progressi della tecnologia hanno giocato un ruolo importante: i sistemi bioinformatici che consentono il sequenziamento del virus oggi sono quasi una routine di laboratorio, e le tecniche di ingegneria genetica hanno aperto orizzonti impensabili solo pochi anni fa. Per velocizzare i processi di approvazione i produttori dei candidati vaccini hanno spesso svolto in contemporanea alcune fasi della sperimentazione, che prima si svolgevano in sequenza, e alcune agenzie regolatorie, tra cui l’EMA, hanno adottato il metodo della “rolling review”, in base al quale i dati che emergono dalle sperimentazioni vengono analizzati man mano che vengono prodotti e non tutti insieme alla fine della sperimentazione, come prevede la procedura standard. Ma il fattore decisivo è stato di natura squisitamente economica: i governi di molte nazioni, come Cina, USA, Russia, Unione Europea, hanno investito sul vaccino ingenti risorse, finanziando a fondo perduto le società biotecnologiche che avevano i candidati più promettenti, e impegnandosi ad acquistare miliardi di dosi di vaccino prima ancora di sapere se le sperimentazioni sarebbero andate a buon fine e se quei vaccini sarebbero mai esistiti. La sola Unione Europea ha firmato contratti di opzione per 1,965 miliardi di dosi di vaccino91, mentre il governo americano con la sua “Operation Warp Speed” a fine ottobre aveva già erogato 10,75 miliardi di dollari a sei società farmaceutiche, ed ulteriori 1,6 miliardi a fornitori di fiale, siringhe ed altri prodotti e servizi strategici per la produzione dei vaccini. Questo impegno senza precedenti della comunità scientifica interna-zionale non deve però far dimenticare che ci troviamo di fronte ad un patogeno nuovo ed ancora poco conosciuto. In un recente articolo la responsabile della task force governativa britannica, Kate Bingham, ha scritto: “Nessun vaccino nella storia della medicina è stato tanto atteso quanto quello per la protezione contro il SARS-CoV-2.La vaccinazione è ampiamente considerata come l’unica vera strategia di uscita dalla pandemia […]. Tuttavia, non sappiamo se avremo mai un vaccino. È importante guardarsi dall’autocompiacimento e dall’eccessivo ottimismo. La prima generazione di vaccini sarà probabilmente imperfetta, potrebbe non prevenire l’infezione ma piuttosto ridurre i sintomi e, anche in questo caso, potrebbe non funzionare per tutti o per molto tempo.” I candidati vaccini in fase di sviluppo utilizzano diverse tecnologie per indurre la risposta immunitaria, tra cui le principali sono: • Vaccini nei quali si utilizza direttamente il virus dopo averlo attenuato o inattivato; è una tecnologia con la quale si realizzano molti vaccini, tra cui quelli per morbillo e poliomielite; • Vaccini basati su proteine, nei quali si utilizzano le proteine che si trovano sulla superficie del virus, o loro frammenti, oppure “Virus-Like Particles” (VLP) o particelle virus-simili, di fatto l’involucro esterno del virus svuotato del suo contenuto genetico. Molti vaccini attualmente utilizzati utilizzano queste tecnologie: i vaccini contro la pertosse o le epatiti A e B utilizzano proteine virali e adiuvanti per amplificare la risposta immunitaria, mentre il vaccino contro il papilloma virus HPV utilizza la tecnologia VLC. Oltre a queste tecnologie più tradizionali, ve ne sono altre che sono emerse negli ultimi anni grazie agli enormi progressi compiuti dalle tecnologie bioingegneristiche in campo medico. (Salvatore Curiale Science Communicator Istituto Nazionale Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” – I.R.C.C.S.)

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Non è più tempo di discussioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 gennaio 2021

Ci risiamo con un Matteo Renzi che passa dallo “stai tranquillo” allo sfascio della politica. Dopo aver digerito non sempre bene i risultati elettorali ora il passatempo dei nostri “esperti” dalla politica alla filosofia, dalla sociologia al pettegolezzo sembrano concentrati sui passi che i nuovi leader compiranno e come intendono risolvere gli aspetti più urgenti del nostro vivere quotidiano. Da più disparate parti i talk-show, infatti, impazzano con discussioni di ogni genere ora sul revovery fund, ora sulla delega ai servizi segreti, ora sulla riforma della giustizia, ora sulla legge elettorale ora sulla riforma del lavoro e via di questo passo. Non bastano per questi amatori delle tavole rotonde i tanti bla bla dei talk show che per decenni abbiamo dovuto sorbire sulle riforme preannunciate, quasi realizzate salvo un nulla di fatto all’ultima ora. E’ tempo di concretizzare e non di parlare al vento. Il sistema Italia ha in nuce tutte le potenzialità possibili e immaginabili per darsi una nuova figura di sé. Ciò che manca è la volontà politica. Ciò che manca è l’impegno parlamentare a realizzare e non ad anticipare il bene e a razzolare male tra le pieghe delle commissioni, dei rinvii, degli approfondimenti ecc. Basterebbe stabilire per regolamento parlamentare che tutte le proposte di legge dei suoi membri venissero esaminate dalle apposite commissioni entro sessanta giorni e votate o rinviate in aula per l’esame generale e il relativo voto. Diamoci una mossa se vogliamo realisticamente imprimere una svolta al paese e non lasciamo che la nuova speranza per un cambiamento radicale sul modo come interagire tra i cittadini e le istituzioni non si trasformi come in passato in un mero esercizio tautologico (Riccardo Alfonso)

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Il tempo è una dimensione immaginaria?

Posted by fidest press agency su domenica, 27 dicembre 2020

Potremmo considerarlo tale, secondo la teoria della relatività? La risposta non è di quelle facili da digerire. Dovremmo in primis chiederci come può la teoria della relatività affermare che lo spazio e il tempo appartengono l’uno al mondo fisico e l’altro al mondo immaginario. L’uno al mondo esterno e l’altro al mondo interno dell’osservatore. C’è chi potrebbe considerare tale aspetto un puro formalismo matematico o limitarsi alle parole di Sant’Agostino quando affermava che lui sapeva ma non riusciva a spiegarlo agli altri come se improvvisamente la memoria avesse subito un blackout. Forse perché le parole sono tratte, quasi sempre, dall’esperienza quotidiana e usate per poter riconoscere, ricordare e trasferire ad altri le cose percepibili ma non certo delle identità immaginarie. Forse potrebbe farlo la memoria dove si agitano i ricordi e dove potremmo essere pronti a cogliere i messaggi provenienti da quel misterioso regno dell’immateriale. Forse anche a nostra insaputa e restare nel subconscio. Se solo percorressimo questa via della conoscenza dovremmo, semmai, appropriarci di certe tecniche di meditazione orientali quali lo Yoga e Zen ma anche di raccoglimento cristiano per far emergere informazioni poste in condizioni di schermatura sensoriale. Parlo, ovviamente, di fenomeni di telepatia, di precognizione, bilocazione e psicocinesi. E lo sanno bene fisici di grande valore come Putham, Targ, Jahn e Feynman dell’università di Princeton e altri. Ma mi si obietta: ma il tempo non si misura con gli orologi così come lo spazio si misura con i regoli? E allora dov’è il mondo immaginario formulato dalla teoria della relatività? Bisogna, allora, considerare l’invariante metrico della relatività speciale per ragionare in questo modo: Se noi ignoriamo l’esistenza del tempo nel dominio dello spazio calcolando la distanza spaziale invariante, a partire dalle due distanze misurate dall’osservatore, ovvero quella euclidea e l’altra immaginaria, ne deriva che in questo invariante metrico sono considerati tre tipi di spazio: uno reale esterno all’osservatore, uno immaginario, interno all’osservatore con i suoi pensieri e ultimo uno spazio complesso, in combinazione dei due, in cui albergano gli invarianti e la realtà assoluta. Lo stesso accade con il tempo con uno interno all’osservatore, uno esterno, che altro non è che il tempo che ci mette la luce a percorrerlo, ed infine un tempo complesso, in combinazione dei due, dove albergano gli invarianti e la realtà assoluta. A questo punto il dilemma non sta nel chiedersi perché il tempo sia immaginario e lo spazio reale, ma perché tempo e spazio possiedono una parte immaginaria ed una parte reale. (Riccardo Alfonso)

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Joyce Carol Oates: Rischi di un viaggio nel tempo

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 dicembre 2020

Collana Oceani, trad. Alberto Pezzotta, pp. 336, 20 euro Editrice: La Nave di Teseo. Il nuovo libro della più grande scrittrice americana vivente. Un romanzo distopico, un ritratto lucidissimo della società che verrà e la resistenza di una giovane donna contro i vincoli di una società oppressiva. In contemporanea un’edizione speciale per i 20 anni di Blonde, il romanzo di culto su Marylin Monroe. I “viaggi nel tempo” – e i loro pericoli – sono raccontati con dovizia di particolari in questo sorprendente nuovo romanzo la cui protagonista è una ragazza del futuro sconsideratamente idealista, punita per aver osato forzare le rigide regole del suo mondo. Viene per questo rimandata indietro nel tempo di ottant’anni, in una regione del Nord America (“Wainscotia, Wisconsin”). Lanciata alla deriva nel tempo in questa idilliaca cittadina del Midwest, viene avviata a un percorso di “riabilitazione”, ma non può resistere all’innamoramento per un altro esiliato, che la porterà a riflettere su questo mondo, con risultati al contempo devastanti e liberatori. Sbalorditivo e visionario, Rischi di un viaggio nel tempo è sia un romanzo di fantascienza originalissimo sia una commovente storia d’amore. Probabilmente il libro più sorprendente di Joyce Carol Oates.

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Manolo Valdés: Le forme del tempo

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2020

Roma, 17 ottobre 2020 – 10 gennaio 2021 Museo di Palazzo Cipolla, Via del Corso, 320 La mostra “Manolo Valdés. Le forme del Tempo” è stata fortemente voluta dal Prof. Avv. Emmanuele Francesco Maria Emanuele, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale che la promuove, ed è realizzata da POEMA in collaborazione con la Galleria Contini di Venezia, con il supporto organizzativo di Comediarting e Arthemisia. La rassegna è curata da Gabriele Simongini. Una settantina di opere (provenienti dallo studio dell’artista e da importanti collezioni private) fra quadri e sculture (in legno, marmo, bronzo, alabastro, ottone, acciaio, ferro, ecc.), alcune delle quali di grandi dimensioni, daranno conto del percorso creativo di Valdés dai primi anni ottanta (poco dopo la conclusione dell’esperienza di Equipo Crónica) ad oggi.Nella ricerca figurativa e ludicamente visionaria di Valdés gli artisti del passato più o meno lontano (da Velázquez a Rubens e Zurbarán, da El Greco a Ribera fino a Léger, Matisse, Lichtenstein, ecc.) diventano interlocutori con cui intrattenere un contatto giornaliero, a cui rendere omaggio e che ampliano lo spazio polifonico del suo lavoro. È come se l’immagine prelevata da Valdés nel passato più o meno recente si fosse trasformata recependo i mutamenti dell’arte successiva (soprattutto attraverso l’informale e la Pop Art) fino ad approdare in una nuova veste davanti a noi, con i buchi e le lacerazioni della materia impressi da questo lungo viaggio nel tempo. Il catalogo della mostra, pubblicato da Manfredi Edizioni, conterrà i testi del Prof. Emanuele, di Gabriele Simongini, di Kosme de Barañano, oltre a tutte le opere esposte e ad un’ampia bio-bibliografia. Intero € 6,00 Ridotto € 3,00 – valido per giovani fino a 26 anni, adulti oltre i 65 anni, forze dell’ordine e militari con tessera, studenti universitari con libretto, giornalisti con tessera, titolari di apposite convenzioni: (Fai, La Feltrinelli, Biblioteche di Roma, Touring Club Italiano, LUISS). Biglietto gratuito – valido per bambini sotto i 6 anni, visitatori diversamente abili incluso 1 accompagnatore.

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Mostra Strati di tempo nella Chiesa di Sant’Agnese

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 ottobre 2020

Giudecca, Venezia Casa dei Tre Oci, sale De Maria. l nuovo progetto fotografico di Marco Maria Zanin presso la Casa dei Tre Oci a Venezia resterà aperta al pubblico fino a domenica 1 novembre 2020.Marco Maria Zanin (Padova, 1983) artista e ricercatore che usa la fotografia come principale, ma non unico, mezzo espressivo, racconta ciò che il tempo ha trasformato, nella ricerca di un equilibrio tra la tensione al futuro e le tracce del tempo passato. Nelle sue fotografie passato e presente si sovrappongono, segni lievi e altamente poetici ci accompagnano in un percorso fatto di spazi vuoti e silenzi, nel tentativo di stringere legami armonici tra l’uomo e l’ambiente che vive.Per questo la Fondazione Alberto Peruzzo ha affidato a Zanin un progetto fotografico dedicato agli spazi vuoti della Chiesa di Sant’Agnese, da anni oggetto di complessi restauri e presto pronti ad accogliere la sede della Fondazione stessa e i suoi progetti di arte e cultura. La Chiesa di Sant’Agnese a Padova (XIII secolo) oggi sconsacrata, è una sorta di spazio scenico che, in più fasi della propria vita, ha vestito identità diverse: luogo di culto nel Medioevo, nel Settecento la struttura viene modificata; bombardata durante la Seconda Guerra Mondiale – la canonica parzialmente distrutta non è stata più restaurata – e sconsacrata nel 1947, venne poi venduta a privati che dalla fine degli anni Quaranta la trasformarono in autofficina. Così rimase fino alla fine degli anni Ottanta per poi essere definitivamente abbandonata.La mostra alla Casa dei Tre Oci, accompagnata da un testo critico di Enrico Gusella, espone 13 scatti di grande e medio formato, realizzati da Zanin all’interno dell’edificio nel corso del restauro, cercando di immortalare segni e frammenti da cui scaturiscono le storie e le vicende di Sant’Agnese.

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ANCoDiS: è il tempo del vero organico dell’autonomia didattica, organizzativa e progettuale

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 agosto 2020

Al comma 5 dell’art. 1 della legge 107/2015 leggiamo “Al fine di dare piena attuazione al processo di realizzazione dell’autonomia e di riorganizzazione dell’intero sistema di istruzione, è istituito …… l’organico dell’autonomia, funzionale alle esigenze didattiche, organizzative e progettuali delle istituzioni scolastiche come emergenti dal piano triennale dell’offerta formativa predisposto ai sensi del comma 14. I docenti dell’organico dell’autonomia concorrono alla realizzazione del piano triennale dell’offerta formativa con attività di insegnamento, di potenziamento, di sostegno, di organizzazione, di progettazione e di coordinamento.”A tutti è noto però che l’organico dell’autonomia spesso si è rivelato insufficiente o non adeguato alle “esigenze didattiche, organizzative e progettuali delle istituzioni scolastiche” e, dunque, non idoneo a portare avanti il progetto educativo di ciascuna scuola. E’ il caso di ricordare quelle scuole – e non poche purtroppo – nelle quali le unità di potenziamento sono state utilizzate per sostituire docenti in distacco totale o parziale dall’insegnamento (sindacale, politico, assegnazione presso enti di prevenzione del disagio psicosociale, presso associazioni professionali, USR e ATP, per progetti nazionali, a supporto del sistema della formazione, prevenzione e contrasto della dispersione scolastica, potenziamento dell’inclusione scolastica anche con particolare riferimento all’inclusione di alunni stranieri e di quelli con disabilità).
In queste scuole, purtroppo, le risorse impiegate a garantire il servizio didattico non sono state integrate creando inevitabili punti di debolezza nell’azione didattica e, soprattutto, organizzativa e progettuale.Noi Collaboratori dei DS impegnati quotidianamente nei nostri plessi ad organizzare il servizio scolastico oppure a trovare soluzioni a tutte le emergenze dovute all’assenza programmata o improvvisa del personale abbiamo la consapevolezza delle criticità che ci aspetteranno ancor di più nel prossimo anno scolastico e, pertanto, chiediamo i seguenti urgenti interventi:
Assegnare alle scuole le unità aggiuntive di docenti in sostituzione di quelli di potenziamento impegnati nella sostituzione annuale del docente a qualunque titolo distaccato dall’insegnamento;Abrogare nella Legge 190/2014 il comma 332 lett. c che vieta ai DS la nomina di un supplente del collaboratore scolastico per i primi sette giorni di assenza e il comma 333 che vieta di nominare un supplente per il primo giorno di assenza del docente, al fine di garantire l’attività didattica, la vigilanza e la sicurezza degli alunni in tutti gli spazi scolastici; Abrogare l’art. 329 della Legge 190/2014 che non consente l’esonero o il semiesonero a uno dei Collaboratori del DS individuato tra i soggetti di cui al comma 5, art. 25 del D. Lgs 165/2001. A tal proposito è il caso di richiamare la nota Miur del 21 settembre del 2015 che ha indicato agli USR di assegnare alle scuole posti di potenziamento corrispondenti alla disciplina insegnata dal docente Collaboratore da esonerare ma che è stata in molte istituzioni scolastiche disattesa. Sappiamo bene che la possibilità dell’esonero è prevista nel CCNL se però il DS ha nell’organico dell’autonomia un docente della stessa disciplina del suo Collaboratore; sappiamo altrettanto bene che in molte scuole secondarie di primo e secondo grado queste circostanza è nella realtà pari ad un terno al lotto. Allora si deve ripensare alla razionalizzazione del fabbisogno dei posti per il potenziamento corrispondente alla classe di concorso/tipologia di posto del Collaboratore Principale.
Non si dica, per favore, che si tratta di spesa o costo per il bilancio dello Stato.
Vogliamo che si riconosca che anche da questi interventi normativi e conseguenti investimenti sul personale deriva la qualità del funzionamento organizzativo e dell’offerta formativa se davvero vogliamo bene alla nostra scuola! By Prof. Rosolino Cicero

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Immobiliare.it lancia la nuova ricerca per tempo di tragitto

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 luglio 2020

L’aspetto più importante per chi vuole comprare o affittare una casa è spesso il luogo in cui si trova l’immobile. Ogni utente però ha un modo diverso di cercare il proprio immobile, ad esempio alcune persone preferiscono digitare il nome della zona mentre altre preferiscono visualizzare i quartieri sulla mappa. Per questo motivo Immobiliare.it lancia oggi una serie di novità che si adattano alle diverse esigenze degli utenti.Tra queste, la nuova ricerca per tempo di tragitto che permette di cercare casa a 10, 20, 30 o 45 minuti in auto, in bici o a piedi da un punto selezionato, in genere l’area in cui si desidera abitare o il luogo di lavoro. Una volta scelto il mezzo di trasporto e il tempo di percorrenza, l’utente potrà vedere direttamente sulla mappa l’area che include tutti i punti raggiungibili in base ai parametri impostati. Non solo, gli utenti possono ora cercare immobili situati nei pressi di una o più fermate metro (quasi 300 nelle principali città d’Italia) oppure su tutte le fermate di una determinata linea metropolitana, la più comoda per i loro spostamenti. Le grandi città italiane sono state suddivise in più di 4.000 quartieri e zone per poter garantire agli utenti di trovare con precisione solo gli annunci nell’area di loro interesse.La nuova modalità di ricerca è stata sviluppata interamente dal team tecnologico di Immobiliare.it durante il lockdown, incluso l’algoritmo che definisce l’area coperta da una persona a piedi, in bici o in auto, tenendo in considerazione sia la presenza su base statistica di traffico sia i dislivelli presenti sul percorso.

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Otto anni per arrivare a sentenza civile

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 giugno 2020

E’ il risultato di una ricerca della Commissione europea per l’efficienza della Giustizia del Consiglio d’Europa. In Germania i processi civili durano 2 anni e quattro mesi e in Spagna 2 anni e otto mesi.Immaginate una impresa o un cittadino che si rivolge alla giustizia italiana per ottenere una sentenza dopo 8 anni. Follia è attendere questa infinità di tempo per avere una risposta ed è uno dei motivi principali per i quali le imprese straniere evitano di investire nel nostro Paese.
Cosa ha fatto questo governo?
Praticamente nulla, perchè si è limitato a proporre (proporre, si intende) piccole modifiche al Codice di Procedura Civile attinenti al rito processuale.Per la parte penale, il Governo, con l’abolizione della prescrizione, si è mosso in direzione opposta dilatando all’infinito i tempi processuali.Il documento Colao, base della discussione nella riunione definita “Stati Generali”, dedica poco spazio alla giustizia, come se la questione non riguardasse le riforme strutturali che l’Ue ci chiede per accedere ai fondi comunitari. Non si capisce perché la performance dei tribunali mostri un così alto grado di differenziazione. Le esperienze di alcuni tribunali dimostrano che, adottando nuovi principi organizzativi, è possibile migliorare anche a parità di altre condizioni di contorno.Alcuni miti sono da sfatare, quali quelli relativi all’alto grado di litigiosità, alla minore spesa, alla mancanza di risorse umane, alla questione meridionale e alla maggiore efficienza dei piccoli tribunali.Nel 2015 fu elaborato un progetto per migliorare la performance dei tribunali, relativamente all’arretrato, ma la situazione è rimasta sostanzialmente immutata.
Quando la giustizia impiega anni per emettere sentenze si trasforma in denegata giustizia. Non sembra abbia importanza per l’attuale governo e per il suo ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede (M5S). by Primo Mastrantoni, segretario Aduc.
(N.R. Ci siamo fatti un punto d’onore scrivere una lettera, da dieci anni a questa parte, ai vari presidenti del consiglio che da allora ad oggi si sono succeduti, per segnalare l’urgenza e la inderogabilità di una riforma della giustizia spiegando, anche se siamo consapevoli che queste cose le conoscono molto bene, le ragioni che ci hanno spinto a farlo, ma nessuno ha pensato di far scrivere all’usciere di turno una qualche risposta.)

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