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Quotidiano di informazione – Anno 30 n°178

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Non è più tempo di discussioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 marzo 2018

Ci risiamo. Dopo aver digerito non sempre bene i risultati elettorali ora il passatempo dei nostri “esperti” dalla politica alla filosofia, dalla sociologia al pettegolezzo sembrano concentrati sui passi che i nuovi leader compiranno e come intendono risolvere gli aspetti più urgenti del nostro vivere quotidiano. Da più disparate parti i talk-show, infatti, impazzano con discussioni di ogni genere ora sul conflitto d’interessi ora sulla riforma della giustizia, ora sulla legge elettorale ora sulla riforma del lavoro e via di questo passo. Non bastano per questi amatori delle tavole rotonde i tanti bla bla che per decenni abbiamo dovuto sorbire sulle riforme preannunciate, quasi realizzate salvo un nulla di fatto all’ultima ora. E’ tempo di concretizzare e non di parlare al vento. Il sistema Italia ha in nuce tutte le potenzialità possibili e immaginabili per darsi una nuova figura di sé. Ciò che manca è la volontà politica. Ciò che manca è l’impegno parlamentare a realizzare e non ad anticipare il bene e a razzolare male tra le pieghe delle commissioni, dei rinvii, degli approfondimenti ecc. Basterebbe stabilire per regolamento parlamentare che tutte le proposte di legge dei suoi membri venissero esaminate dalle apposite commissioni entro sessanta giorni e votate o rinviate in aula per l’esame generale e il relativo voto. Diamoci una mossa se vogliamo realisticamente imprimere una svolta al paese e non lasciamo che la nuova speranza per un cambiamento radicale sul modo come interagire tra i cittadini e le istituzione non si trasformi come in passato in un mero esercizio tautologico (Riccardo Alfonso)

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Una “Call for Speech” per la medicina del futuro e “Il tempo della cura”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 marzo 2018

Bologna Dal 3 al 6 maggio 2018 la 4° edizione del Festival della Scienza Medica, l’appuntamento che vede protagonisti scienziati di fama internazionale, Premi Nobel, massimi esperti in diversi campi della ricerca e dell’innovazione, con l’ambizioso obiettivo di avvicinare e rendere accessibile al grande pubblico la cultura medico-scientifica e le sue sfide. La quarta edizione del Festival della Scienza Medica, in programma a Bologna sarà dedicata a “Il Tempo della Cura”. I progressi della scienza medica hanno portato l’aspettativa di vita in molti Paesi occidentali a ottanta anni e oltre. Questo risultato è al tempo stesso conseguenza e causa di un’attenzione crescente per la salute e la cura.
E lo fa anche lanciando una call for speech rivolta agli studenti di Scuole e Corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia, Farmacia, biotecnologie e Scienze Motorie degli Atenei italiani, invitandoli a presentare le loro idee. Uno speaking corner di prestigio dal quale i medici di domani potranno presentare le loro visioni innovative su temi di attualità biomedica. Tra tutti i progetti inviati, i Membri del Comitato Scientifico del Festival ne selezioneranno sei, i cui autori saranno invitati a prendere parte all’iniziativa come relatori durante le giornate del Festival. L’iniziativa, resa possibile grazie al patrocinio e alla collaborazione della CRUI – Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, chiama gli studenti a elaborare un breve abstract (massimo 400 battute) sui seguenti argomenti:
Il ruolo del medico in una prospettiva futura di medicina personalizzata
La medicina e il fine vita
La corretta comunicazione su tematiche culturalmente controverse, quali le vaccinazioni
Il ruolo dello psichiatra e dei farmaci nella cura delle depressioni.
Il Presidente del Comitato Scientifico del Festival, Professor Fabio Roversi-Monaco, sottolinea come la Call for Speech sia “un’iniziativa di grande valore e significato culturale, in quanto essa ci consente di coinvolgere in modo attivo e significativo la componente giovanile, dagli studenti di Medicina ai giovani ricercatori”. Ciascun candidato, che dovrà avere come requisito l’essere in pari con gli esami del Corso di Laurea, potrà presentare domanda per una sola tematica: il termine per la consegna degli abstract è il 10 aprile 2018.

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Tempo di libri, tempo di scelte

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 marzo 2018

Un libro si sceglie innanzitutto per l’interesse per l’argomento: risponde così il 65% dei campione di 14-75enni intervistati, rappresentativi della popolazione nazionale. Un altro 35% indica nell’interesse (e nella fedeltà) al nome dell’autore le ragioni della scelta, quasi come un brand di garanzia della qualità di ciò che si compra. È quanto emerge dall’indagine dell’Osservatorio dell’Associazione Italiana Editori (AIE) sui consumi culturali realizzato in collaborazione con Pepe Research, presentato a Tempo di Libri, la Fiera internazionale dell’Editoria. Seguono – per la verità a distanza – il consiglio di amici/parenti (26% dei casi), i social (10%), e solo dopo il consiglio del libraio (6%), di bibliotecari/insegnanti (6% delle risposte) e della community (6%). In sintesi: il 43% delle risposte rimandano al passaparola come strumento usato dal lettore per scegliere il libro da leggere.A sorpresa, i consigli e le indicazioni che provengono da momenti relazionali (personali o via Internet) valgono, nell’insieme, più delle tradizionali leve di marketing, che raggiungono complessivamente quota 40%. La segnalazione o l’intervista dell’autore viene indicata dal 13% degli intervistati come motivo che li ha portati a scegliere di comprare e leggere proprio quel libro; l’esposizione in libreria dal 13%, lo sconto dal 12%, l’ascoltare l’autore in un evento o in libreria dal 5%, la classifica dei libri più venduti influisce nella scelta del libro solo per il 9%, il passaggio televisivo o radiofonico ancora per il 9%.Dove comperano, poi il libro? Otto italiani su dieci continuano a scegliere – nonostante lo sviluppo dell’eCommerce – la libreria: sono il 76% di chi ha letto almeno un libro («di qualsiasi genere – anche parzialmente -, come ad esempio un romanzo, un giallo, un fantasy, un saggio, un manuale, una guida di viaggio o di cucina, ecc. su carta o in formato digitale o audiolibro) nei 12 mesi precedenti. La libreria, sia essa indipendente o di catena, si conferma il canale più utilizzato da tutti i target di lettori: giovani, adulti e anziani.Per le librerie la scelta si orienta verso le librerie di catena nelle grandi città (55%) o quelle situate nelle gallerie dei centri commerciali (23%). Staccate, ma sostanzialmente con valori simili le altre librerie.L’e-commerce riveste una quota importante (il 29% delle risposte) ed è più spesso utilizzato per l’acquisto di libri cartacei da chi compera ebook. Ma è superato da un insieme molto eterogeneo di pratiche che vanno sotto l’etichetta di «regalo e prestito» (43%) o dal fatto di avere già in casa il libro. Il banco libri della grande distribuzione organizzata (che comprende in questo caso anche cartolibreria ed edicola) – canali e punti vendita con grandi potenzialità di intercettare un pubblico di deboli e occasionali lettori – segue con il 25% delle indicazioni.
C’è poi un 4% di lettori dichiara di aver comprato libri in occasione di Saloni del libro e Festival letterari.«Quello che si delinea dalla ricerca – ha detto il responsabile dell’Ufficio studi AIE, Giovanni Peresson – è un lettore che sta rapidamente cambiando nei suoi comportamenti relativi al modo di informarsi e poi comprare. Questo è evidente nel binomio «passaparola» reale e ricorso a informazioni e consigli che passano attraverso social, e community. Non si escludono a vicenda, ma sembrano convivere uno accanto all’altro. In ogni caso è il ricorso a una pluralità di fonti e di canali di informazione che dobbiamo cercare di tutelare e sviluppare. La trasformazione degli inserti domenicali sulla lettura, l’inserimento di indicazioni di libri da leggere in articoli e notizie nei supplementi o in trasmissioni televisive sono una chiara indicazione della necessità che abbiamo di favorire in tutti i modi la possibilità di informare meglio e di più il nostro pubblico e chi ancora non lo è ma che lo può diventare vedendo che il libro non è marginale rispetto al sistema informativo più generale. Un pubblico che esprime, anche nella scelta del canale d’acquisto, questa sua richiesta di libertà e autonomia. Che per noi significa tutelare le varie espressioni dei canali e delle formule di vendita. Favorire la possibilità di scegliere dove comprare, offrendo le maggiori opportunità di scelta è la condizione necessaria allo sviluppo e all’allagamento stesso del bacino della lettura nel nostro Paese e al suo consolidamento in chi lettore lo è già».

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Tempo di libri: chi legge e chi no

Posted by fidest press agency su martedì, 13 marzo 2018

Il 30% dei non lettori italiani non legge per mancanza di tempo libero da investire nei libri. In particolare la mancanza di tempo è indicata dal 31,8% degli uomini e dal 27,7% delle donne.
Questi sono i primi dati dell’indagine sulle ragioni che spingono a non prendere in mano i libri e che Istat ha presentato oggi a Tempo di Libri, Fiera internazionale dell’Editoria in programma fino al 12 marzo a fieramilanocity a Milano.
Il 23,7% di chi non legge preferisce altri svaghi rispetto ai libri, il 15,9% ha motivi di salute che allontanano dalla lettura (“non ci vedo bene, età anziana”) e il 9,1% è troppo stanco dopo aver svolto altre attività. Il motivo economico (“i libri costano troppo”) è scelto dall’8,5% dei non lettori. Televisione, radio, pc, cinema hanno la prevalenza sui libri per il 6,5% dei non lettori.
Oltre alle motivazioni, la ricerca delinea anche l’identikit delle persone che non leggono.
Chi sono i non lettori? Oltre 22 milioni di italiani non ha letto libri nel 2015. Si tratta per la precisione del 39,3% di persone con più di 6 anni che non hanno letto (per motivi non strettamente scolastici o professionali). Una percentuale in aumento rispetto al 37% registrato nel 2006 e al 36,7% del 2010.
Il calo è più forte tra gli uomini. Nel 2015 i non lettori maschi sono il 45,2%, con percentuali di distacco dalla lettura in aumento rispetto al 41,6% del 2006 e il 41,5% del 2000. Le non lettrici donne sono il 33,7% nel 2015 (erano il 32,7% nel 2006 e il 32,2% nel 2000).
La non lettura aumenta con l’età. Tra gli 11-14enni i non lettori sono il 25,7% degli ragazzi e il 17,7% delle ragazze, percentuali che salgono tra i 45-54 anni al 44,2% degli uomini e il 29,4% delle donne, tra i 60-64 anni toccano il 45,7% per i maschi e il 31,4% per le donne.
La scarsa propensione alla lettura è legata anche al livello di istruzione: indici di non lettura più alti si trovano tra le persone che hanno la licenza elementare (il 78,4% degli uomini e il 63,5% delle donne) rispetto ai laureati (il 12,3% degli uomini e il 9,7% delle donne).
“La mancanza di tempo – ha detto il presidente dell’Associazione Italiana Editori, Ricardo Franco Levi – è sempre stata la motivazione principe che i non lettori portano per giustificare il loro rapporto con il libro e la lettura. È certamente vero, soprattutto all’interno degli odierni ritmi di lavoro, spostamento, occupazione del tempo. In realtà credo che dietro questa affermazione si nascondano delle dinamiche più complesse. Tanto che è curioso che la giustificazione della non lettura per il poco tempo a disposizione sia più alta tra gli uomini rispetto alle donne, che hanno anche il cosiddetto tempo di cura a loro sfavore. Dietro questo dato penso ci sia piuttosto un disinteresse verso la lettura più in generale che non si vuole dichiarare, un posizionamento del libro e dell’attività del leggere vissuto come qualcosa di non completamente positivo. Se questo è vero diventa centrale il ruolo che i soggetti delegati alla socializzazione della lettura, e in primo luogo scuole e biblioteche, dovranno svolgere nei prossimi anni. Tra iniziative di promozione del libro e della lettura sviluppate in questi anni e promosse dall’Associazione Italiana Editori ricordo #ioleggoperché che ha permesso alle scuole di dotarsi o rafforzare le proprie biblioteche scolastiche. Cade anche l’affermazione che una delle ragioni della non lettura sia l’elevato prezzo dei libri, dato che solo l’8% risponde in questo modo, o che lo sia la concorrenza di televisione, radio, nuove tecnologie che vengono indicate solo dal 6% dei non lettori come ragione del loro disinteresse verso i libri. Sono convinto che un impegno più continuativo di quanto non si sia fatto negli ultimi anni, risorse maggiori investite in infrastrutture per la lettura o in campagne capaci di far comprendere l’importanza che questa attività ha per l’individuo e per il sistema Paese possano migliorare in modo significativo questi dati”.

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3BMETEO.COM: “eccezionale ondata di gelo siberiano in arrivo, colpita anche l’Italia”

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 febbraio 2018

Edoardo Ferrara di 3bmeteo.com: “arrivano i gelidi venti di Buran sull’Europa, quasi tutta al gelo a partire dal weekend con tracollo termico e nevicate in pianura. Colpita anche l’Italia, specie centro-settentrionale”
“Confermata l’ondata di gelo di notevole intensità che colpirà l’Europa dalla Siberia a partire dal prossimo weekend, sotto i gelidi venti di Buran” – lo conferma il meteorologo di 3bmeteo.com Edoardo Ferrara che spiega – “Si tratta di un evento davvero eccezionale per durata, estensione ed intensità, come non si vedeva da anni e che farà sicuramente parlare di sé. Si partirà da Scandinavia, Russia e Stati orientali, ma il gelo siberiano dilagherà poi anche su Germania, Danimarca, Olanda, Belgio, poi Francia e persino Gran Bretagna ed Irlanda Temperature in tracollo con gelo intenso almeno fino ai primi di marzo, valori anche sotto i -10°C in pianura e temperature sotto la media fino a 10/15°C. Previste giornate di ghiaccio da Mosca a Varsavia, Budapest, Berlino, Copenaghen, poi anche Amesterdam, Parigi, Londra e persino Dublino. Addirittura sul Baltico sono previste isoterme di -25°C a 1400m lunedì, valori da Polo Nord! I gelidi venti siberiani accompagneranno sull’Europa niente meno che un lobo del vortice polare, che andrà piazzandosi nel cuore del Vecchio Continente. Nel frattempo in sede polare lo Stratwarming avrà creato uno sconquasso con vortice polare spaccato e sostituito da un anomalo quanto mite anticiclone, con temperature sopra la media anche di 25°C!”
“Saranno possibili rovesci di neve in pianura localizzati e a tratti sottoforma di blizzard su quasi tutta l’Europa,” – prosegue l’esperto di 3bmeteo.com – “dalla Russia alla Francia, ma anche Inghilterra, Balcani, Scandinavia; solo la Penisola Iberica dovrebbe rimanere tagliata fuori. Rischio forti disagi per diversi giorni nel settore dei trasporti e attività all’aria aperta. Per chi ha in programma di mettersi in viaggio nei prossimi giorni, consulti attentamente le previsioni e tenga in considerazione che saremo davanti ad un evento di portata storica.”
“Tra domenica e lunedì il gelo siberiano farà il suo ingresso anche sull’Italia specie centro-settentrionale che verrà addirittura raggiunta dal lobo del vortice polare; più ai margini ma comunque interessato anche il Sud. Il grande freddo irromperà dapprima dalla porta della bora sull’alto Adriatico nel corso di domenica, per poi dilagare anche sul resto della Penisola; attesi venti forti e molto freddi da Nordest, con bora a oltre 100km/h su Trieste e qui clima gelido. Possibile neve inizialmente sulle adriatiche fino alla costa, in collina al Sud o a tratti in pianura, ma subito a seguire in pianura anche al Centronord ( questo aspetto resta tuttavia in fase di analisi e da confermare). Seguiranno importanti aggiornamenti” – aggiunge Ferrara di 3bmeteo.com
“Prima di questo evento di notevole portata faremo i conti con una perturbazione che fino a sabato porterà piogge e temporali al Centrosud, nevicate a quote collinari al Nord se non a tratti in pianura, specie su Emilia, basso Piemonte, mista a pioggia in Lombardia, parte del Veneto, in collina su entroterra ligure. Attenzione infine a domenica, quando sulla Valpadana irromperanno i gelidi venti di bora che potranno portare anche a qualche locale nevicata e tracollo termico” – concludono da 3bmeteo.com

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Meteo: “Perturbazione per l’Immacolata, pioggia, freddo e neve a bassa quota”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 dicembre 2017

meteo-italiaPiogge e rovesci interesseranno soprattutto Liguria di Levante, Nord Est e Centro Italia fino a coinvolgere anche la Campania. In attesa invece il Sud mentre sarà saltato gran parte del Nord Ovest. La perturbazione sarà accompagnata da aria nuovamente più fredda e da un conseguente calo delle temperature. La neve per questo motivo cadrà sulle Alpi specie orientali dai 500-1000m, oltre i 1000-1500m invece sull’Appennino. Sabato 9 dicembre la perturbazione, sotto la spinta dei venti più freddi di Maestrale e Tramontana, si porterà verso il Meridione. Sarà coinvolto anche il medio versante Adriatico con neve fino a quote di bassa collina tra Romagna ed Alte Marche a fine giornata. Sole prevalente altrove con clima freddo. Domenica 10 dicembre ultimi fenomeni al Sud con neve sui monti; altrove tregua con sole prevalente ma in attesa di un nuovo peggioramento.Il periodo turbolento dovrebbe caratterizzare anche la settimana successiva. “L’alta pressione che rimarrà defilata in Atlantico consentirà il passaggio di altre perturbazioni. La terza perturbazione del mese di Dicembre è infatti attesa in avvio della prossima settimana con nuove precipitazioni anche nevose a bassa quota” – concludono da 3bmeteo.com (foto: meteo)

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“Maltempo in arrivo con piogge, temporali e neve a bassa quota al Nord”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 novembre 2017

meteo italia“Prossimi giorni turbolenti sull’Italia con aria artica che dilagherà sull’Europa raggiungendo anche il Mediterraneo, dove alimenterà due perturbazioni” – lo conferma il meteorologo di 3bmeteo.com Edoardo Ferrara che spiega – “tra mercoledì e giovedì il primo fronte porterà piogge e temporali soprattutto al Centrosud, con fenomeni anche intensi. Piogge particolarmente abbondanti sono attese tra basso Lazio, Campania, Molise interno, poi anche Calabria e Sicilia, specie versanti tirrenici, con picchi anche di 80-100mm e possibili locali criticità. Tra venerdì e il weekend attesa la seconda passata di precipitazioni ancora una volta con target principale il Centrosud, ma con seppur marginale coinvolgimento anche del Nord”
“Le regioni settentrionali saranno più ai margini dell’azione ciclonica, ma comunque interessate da nubi e qualche debole precipitazione, nevosa anche a quote collinari, in particolare sul Nordest” – prosegue Ferrara di 3bmeteo.com – “giovedì breve tregua con maggiore soleggiamento sul Nordovest, ma tra venerdì e sabato nuovo peggioramento con precipitazioni sparse ancora una volta nevose in collina, se non a tratti fino in pianura tra basso Piemonte, bassa Lombardia, Emilia occidentale ed entroterra ligure. Fiocchi a quote collinari anche sulla dorsale toscana settentrionale; poco o nulla su Alpi ed estremo Nordest”
VENTI FORTI E TEMPERATURE IN CALO – “I venti saranno in deciso rinforzo su tutti i settori, in genere di Maestrale sulla Sardegna, tra Ponente e Libeccio altrove con raffiche anche di oltre 70-80km/h e mari molto mossi o agitati. Dopo il temporaneo richiamo di aria più calda mercoledì sulle regioni centro-meridionali, le temperature saranno in calo ovunque, portandosi su valori pienamente invernali al Nord. Farà molto freddo sulle Alpi con gelate fino al fondovalle, mentre sulle pianure del Nord le massime spesso saranno inferiori agli 8-10°C, entro il weekend anche al Centro” – concludono da 3bmeteo.com (foto: meteo)

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Cala il sipario su «Il Tempo delle Donne» 2017

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 settembre 2017

MariaGrazia Cucinotta con fascia per la ricerca _ Barbara Del Neri _ Maria Teresa FerrariLa kermesse di RCS di cuiVictoria è stato Main partner – il primo progetto di comunicazione nato in Italia per le donne over 50 a cura di Procter & Gamble -, con la consegna del Premio Victoria a due donne, meravigliose cinquantenni: Maria Teresa Ferrari, donna scelta tra sei finaliste perché simbolo del «reinventarsi» a 50 anni e l’attrice Maria Grazia Cucinotta nominata anche “Ambasciatrice Victoria”.
Maria Grazia Cucinotta, modella, attrice, produttrice tra Italia, Stati Uniti e Cina, una donna capace di reinventarsi professionalmente senza togliere attenzione alla sua famiglia e all’impegno per tante cause sociali, è stata premiata e scelta dal programma di P&G come sua Ambasciatrice perché ne incarna al meglio i valori, diventando modello per le tante donne che ogni giorno scelgono Victoria: un sito – http://www.victoria50.it – e una rivista, ricchi di argomenti di interesse per le over 50. «Per me è un onore rappresentare la filosofia positiva di Victoria rispetto alle over 50. Aver accettato questo ruolo è un modo per stare vicina a tutte quelle donne che hanno difficoltà a vedere il bello dell’età che avanza. Vorrei contribuire a dare loro la forza per affrontare con positività ogni fase della vita. – ha dichiarato Maria Grazia Cucinotta, confidando – Fin da quando ero piccola, sono sempre stata affascinata dalle donne forti e coraggiose e grazie a questo Premio mi sento ancora di più una di loro. Per questo, a tutte le donne dico: non arrendetevi e non sottovalutatevi mai. L’immagine che gli altri recepiscono di noi è il frutto dei nostri pensieri, quindi circondatevi di complimenti, di allegria e di tanto rispetto e vedrete che l’età non conterà più».
La seconda donna premiata a “Il Tempo delle Donne” è Maria Teresa Ferrari, 52 anni, di Verona, una donna che dopo un cancro al seno ha deciso di lanciare una startup per creare cappellini per chi, come lei, deve affrontare la chemioterapia e che oggi vende per supportare la ricerca. Scelta dalla Giuria RCS tra una rosa di 6 finaliste selezionate dalla redazione del Corriere della Sera tra le candidature ricevute e presentate sul blog La 27esima Ora per consentire anche alle lettrici di esprimere la loro preferenza, ha dichiarato: «A 50 anni la mia vita è cambiata perché ho scoperto di avere una neoplasia mammaria avanzata e, nonostante la paura, mi sono fatta una promessa: non avrei permesso al cancro di rubarmi il sorriso. Ho sbizzarrito, quindi, la creatività e realizzato una collezione di cappellini che ha strappato un sorriso a tante donne. I cappellini sono diventati simbolo di rinascita, come quando ho indossato un basco di paillette e una donna in ospedale mi ha detto: “Sei il mio primo momento di luce in un cammino di tenebre”. Da allora, quello che era un semplice atto di leggerezza, è cresciuto fino a diventare un’Associazione che sta aggregando tantissime persone. Non avrei mai immaginato di ricevere questo Premio ma spero, nel mio piccolo, di aver mostrato a tante PremioVictoriapersone quanto sia importante prendersi cura di sé, fin da giovani, pensando alla testa e al cuore con sincerità e con il sorriso, nonostante i percorsi da affrontare siano difficili e dolorosi».
Barbara Del Neri, Direttrice Marketing Procter & Gamble Sud Europa e Direttore del programma Victoria, consegnando i riconoscimenti, ha commentato: «Sono molto orgogliosa di poter consegnare questi premi. Avere Maria Grazia Cucinotta come nostra Ambasciatrice è per noi un onore: è una donna che dimostra ogni giorno come i 50 anni siano un’età piena di consapevolezza e di progettualità, in cui non si perde, ma si guadagna qualcosa. Dunque, rappresenta tutto ciò in cui Victoria crede da sempre. E lo stesso vale per Maria Teresa: la sua è una storia bellissima che mi ha colpita particolarmente. Ha saputo trasformare un evento negativo, come una malattia, in un progetto positivo e l’ha fatto con una meravigliosa leggerezza. Il legame che è riuscita a creare, simbolicamente e materialmente, tra i cappellini, la testa e il cuore è unico ed è perfettamente in linea con i valori e la visione di Victoria”.
I Premi sono stati consegnati nel corso dell’evento “Ageless e Felicità, riprogettarsi dopo i 50”, sullo spunto della ricerca condotta tra i suoi lettori dal Corriere della Sera per Victoria. L’indagine condotta da RCS su un panel di 8.000 donne, infatti, ha dimostrato che le over 50 – in Italia già 6 milioni e raddoppieranno nei prossimi 30 anni – sono soddisfatte della loro vita e per essere ancora più felici affronterebbero anche nuove sfide: il 42% inizierebbe una nuova attività, il 35% cambierebbe lavoro, il 32% si trasferirebbe in un altro Paese, il 23% aprirebbe il proprio cuore a un nuovo amore e in campo lavorativo, il 53% lavorerebbe tutta la notte pur di prepararsi al meglio per un nuovo incarico e il 21% valuterebbe un trasferimento all’estero per ragioni professionali come un’ottima notizia. (foto: maria grazia cucinotta, premio victoria)

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Tempo Scuola: nuovi tagli

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 agosto 2017

ministero-pubblica-istruzioneLicei brevi: si parte dal 2018/2019. Ma dal primo al 30 settembre prossimi gli istituti che vorranno testare il percorso di scuola superiore corto potranno presentare i progetti; la ministra ha firmato il Piano nazionale di sperimentazione. Dopo la partenza nel 2014, il progetto era stato accantonato dall’ex ministra Stefania Giannini, che lo aveva ripreso solo nella scorsa estate. Adesso si dà il via libera, ma non si può fare a meno di discutere circa l’effettiva efficacia di questo cambiamento che molte scuole italiane si apprestano a vivere.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Il Ministro, piuttosto che ripristinare l’obbligo scolastico a 18 anni come aveva previsto Berlinguer, intende ridurre di un anno il percorso facoltativo per licenziare gli studenti alla maggiore età. Ma bastava anticipare di un anno l’ingresso, oggi a 6 anni, per ottenere lo stesso risultato, senza sottrare nuove ore di studio e di apprendimento già falcidiate con la riduzione dell’orario; salterebbero altre 35mila cattedre nelle secondaria di secondo grado. Non si dà seguito alle nostre proposte: il Governo farebbe bene a riflettere come contrastare la lotta alla dispersione e all’abbandono scolastico che non si combatte con l’abbattere il tempo scuola.

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Seconda edizione della sfilata “Eleganza senza tempo”

Posted by fidest press agency su sabato, 6 maggio 2017

presentazioneFrosinone domenica 14 maggio alle 20.30 in piazzale Vittorio Veneto seconda edizione della sfilata “Eleganza senza tempo”. L’evento, organizzato da RS Model Management di Romano Storace, in collaborazione con il Comune di Frosinone – Assessorato Centro Storico, cui ha delega l’assessore Rossella Testa, vedrà alternarsi sulla passerella l’alta moda e gli accessori di alcuni fra i più esclusivi negozi della città, con la partecipazione straordinaria dell’atelier Giada Curti – Haute Couture e dell’Accademia delle Belle Arti di Frosinone.
Gaetano D’Onofrio e Mary Segneri presenteranno, nuovamente, la sfilata che vedrà sulla scena, sapientemente allestita dalla scenografa Chiara Giordani, modelle pettinate e truccate dall’”eccellenza” Pino Rotili, mentre i modelli saranno pettinati dalla barberia Tiziano Crecco.
La regia di Rossella Di Mario ed i testi musicali di Andrea Serafini creeranno l’atmosfera adatta per un evento che resterà immortalato negli scatti del fotografo di scena Mauro Gizzi, della fotografa di moda Lucia Bortolotti e nelle immagini delle telecamere di Teleuniverso. Tra i marchi presenti alla conferenza, Leone Shoes, Carla, Acustica Ottica Mauro, Monsignor, Mariani, Anna Meglio, Diego Cataldi e Portami.
“Con grande orgoglio ci prepariamo alla seconda edizione di Eleganza senza tempo, alla presenza dei numerosi commercianti che porteranno in passerella capi e accessori esclusivi – ha detto l’assessore Rossella Testa – Questo nuovo appuntamento con la moda e la bellezza, dopo il successo ottenuto lo scorso settembre, frutto di un positivo lavoro di squadra, testimonia la volontà dell’amministrazione Ottaviani di realizzare eventi e portarli avanti con passione e costanza. L’appuntamento con la collezione primavera – estate 2017 si terrà, anche in questo caso, nell’anfiteatro naturale di piazzale Vittorio Veneto, che solo alcuni anni fa era un parcheggio. Oggi il piazzale ospita eventi, mostre, festival, come quello del fumetto e dei conservatori, e una sfilata d’alta moda che, l’anno scorso, ha emozionato e conquistato tutti gli spettatori, diventando un veicolo eccezionale di promozione delle eccellenze e del tessuto imprenditoriale della nostra città. Ringrazio il prefetto Zarrilli che ci ha concesso l’uso delle sale del piazzale e il sindaco Ottaviani per aver creduto in questo progetto”. Ha preso poi la parola la stilista Giada Curti, frusinate di nascita ma ormai abituata a calcare, con le sue creazioni, le passerelle più importanti del fashion internazionale: “Frosinone ha grandi potenzialità – ha detto – Credo che, anche grazie a queste iniziative, le eccellenze del territorio guadagnino visibilità nel migliore dei modi, dando un’immagine importante del capoluogo. In occasione della sfilata del 14, presenterò un abito che, soltanto diversi giorni dopo, il 19 maggio, aprirà Sposaitalia a Milano”. Pino Rotili, che ha consacrato la sua vita e la sua arte alla bellezza femminile, ha evidenziato “l’importanza del legame con la propria terra natale”, che rimane forte nonostante i grandi successi riportati in ambito nazionale e internazionale. Presenti, in conferenza stampa, diverse modelle della RS Management: Micol, Diana, Francesca, Alessia, e i baby model Edoardo e Ludovica, con i genitori. (foto: presentazione)

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Tempo di Libri chiude la prima edizione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 aprile 2017

maroniMilano. Chiude con 60.796 presenze in Fiera, cui se ne aggiungono 12.133 nelle 100 sedi del Fuori Fiera, la prima edizione di Tempo di Libri, la Fiera dell’Editoria Italiana organizzata da La Fabbrica del Libro e che ha animato i padiglioni 1, 2 e 4 di Fiera Milano Rho dal 19 al 23 aprile. Diversi appuntamenti della Fiera sono stati inoltre seguiti con oltre un milione di visualizzazioni in streaming fra Tempo di Libri, Corriere.it e Repubblica.it. Inaugurata dal Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini, insieme al Presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni, al sindaco di Milano Giuseppe Sala, con Roberto Rettani, Presidente Fiera Milano, Federico Motta, Presidente Associazione Italiana Editori e Renata Gorgani, Presidente La Fabbrica del Libro, Tempo di Libri ha conquistato gli editori con i suoi spazi innovativi e accoglienti, una logistica funzionale e un design originale che ha conferito personalità a tutti gli stand, dimostrando una volta di più il livello di avanguardia delle strutture di Fiera Milano e della sua efficienza organizzativa.
Il mondo delle storie attraversate dall’alfabeto si è dipanato su 35mila mq e ha visto la partecipazione di 552 editori, grazie ai quali personaggi, racconti, testimonianze e voci si sono distribuiti in 720 eventi con 2.000 ospiti in Fiera e oltre 100 appuntamenti Fuori Tempo di Libri, tra Milano, Rho, Sesto San Giovanni e Monza.
Soddisfazione da parte degli organizzatori: “Dopo oltre 60 anni è avvenuto un altro ‘Miracolo a Milano’: gli editori e i lettori si sono trovati a Tempo di Libri, che è già una realtà nella vita culturale della città. Di qui la volontà di impegnarsi ancora di più e fin da subito per la seconda edizione, che si svolgerà nella primavera 2018, sempre nei padiglioni di Fiera Milano Rho. Le date saranno comunicate entro fine maggio, coerentemente con i colloqui avuti con il Ministro Dario Franceschini e con la Sindaca di Torino Chiara Appendino”.
Nelle 16 sale adibite agli incontri (più lo Spazio Education e l’auditorium) chiamate con i nomi di alcuni font che hanno scandito la storia della tipografia – Arial, Bodoni, Calibri, Cambria, Courirer, Futura, Garamond, Georgia, Gotham, Gothic, Helvetica, Optima, Tahoma, Verdana, i laboratori Papyrus ed Elephant – si sono alternati alcuni grandi nomi della letteratura contemporanea internazionale e i più rappresentativi del panorama nazionale, sia nella narrativa che nella saggistica, come Adonis, Simonetta Agnello Hornby, David Almond, Brit Bennett, Gianrico Carofiglio, Sveva Casati Modignani, Aidan Chambers, Javier Cercas, Mauro Covacich, Guy Delisle, Tom Drury, Ildefonso Falcones, Marcello Fois, David Grossman, Mohsin Hamid, François Jullien, Sophie Kinsella, M.G. Leonard, Carlo Lucarelli, Maurizio Maggiani, Valerio Magrelli, Marco Malvaldi, Melania Mazzucco, Michela Murgia, Edoardo Nesi, Edna O’Brien, R.J. Palacio, Patrizia Paterlini-Bréchot, Francesco Piccolo, Roberto Piumini, Massimo Recalcati, Clara Sánchez, Roberto Saviano, Luis Sepúlveda, Walter Siti, Licia Troisi, Andrea Vitali, Irvine Welsh, Abraham Yehoshua. Non sono inoltre mancate le presenze istituzionali come il Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani, il Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli.
L’Alfabeto è stato declinato in tutte le sue 26 lettere (più la @ del digitale) attraversando come una mappa il programma generale, curato da Chiara Valerio, quello a cura di Pierdomenico Baccalario dedicato a bambini, ragazzi e scuole (per le quali è stato siglato anche un patto di alternanza scuola-lavoro con il mondo del libro – AIE, AIB e ALI – alla presenza del Sottosegretario del MIUR Gabriele Toccafondi), il palinsesto professionale elaborato da Giovanni Peresson e il programma sulla Cittadinanza Digitale a cura di Nina Klein. Tempo di Libri ha offerto anche una finestra sulle attività e i contenuti di alcuni festival che si sono raccontati in Fiera: il Festival Isola delle Storie di Gavoi, il Festival della Mente di Sarzana, pordenonelegge, le Lezioni di Storia, Letterature Festival Internazionale di Roma, scrittorincittà, Leggermente, Liberodiscrivere e #FLA Pescara Festival. Un ricco filone di appuntamenti ha coinvolto anche giornali, riviste letterarie e siti web come la Lettura Corriere della Sera, Robinson la Repubblica, TuttoLibri La Stampa, Rivista Studio, Pagina99, Nuovi Argomenti, Il Post, Lercio.it, Donna Moderna, Panorama, Icon, Icon Design, Focus, TheFLR. Sono stati inoltre presenti con propri spazi e numerosi appuntamenti le testate RAI, Corriere della Sera, Robinson di la Repubblica, ilLibraio.it, Radio Popolare e Radio Radicale. Nell’ambito del programma ragazzi, fondamentali sono state le partnership tra la Fiera e Lucca Comics & Games e i laboratori in collaborazione con Focus Junior, Sale&Pepe e con la redazione di Topolino.
È stata un grande successo la prima edizione del MIRC – Milan International Rights Center (dal 19 al 21 aprile nel padiglione 1): oltre 500 partecipanti, da 34 Paesi, e più di 6.500 appuntamenti. I 170 operatori stranieri e gli oltre 330 italiani hanno avuto agende fitte e numerose occasioni di consolidare rapporti già avviati ed esplorare nuove opportunità di business. I 700 mq di Tempo di Libri A Tavola, dedicati al mondo dell’enogastronomia, con showcooking e laboratori per tutti, editoria di settore, incontri con gli chef e degustazioni sono stati molto frequentati.
Fra i tanti appuntamenti che hanno scandito Fuori Tempo di Libri, molto seguito il ciclo di eventi Milano ad alta voce, dal 19 al 22 aprile, in collaborazione con, e presso, il Teatro Elfo Puccini e la trasmissione Ad alta voce di Radio3, dedicati a quattro romanzi “milanesi” d.o.c.: I milanesi uccidono al sabato di Giorgio Scerbanenco, Il Ponte della Ghisolfa di Giovanni Testori, Adalgisa. Disegni milanesi di Carlo Emilio Gadda e Totò il buono di Cesare Zavattini (da cui Vittorio De Sica ha tratto il film Miracolo a Milano). Da venerdì 21 a ieri, Tempo di Libri e RadioCity si sono incrociati e si arricchiti a vicenda, con appuntamenti in Fiera e nell’UniCredit Pavilion (in piazza Gae Aulenti, con strutture realizzate grazie al contributo di Fiera Milano), tra cui due grandi eventi in esclusiva per la prima edizione della Fiera che si sono svolti sabato 22, Diego Bianchi “Zoro” con il suo Zoro Live con tutta la banda di Gazebo di Rai3 e Webnotte condotto da Ernesto Assante e Gino Castaldo, con ospiti scrittori e cantanti, e la festa finale di ieri sera, in occasione della Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, 23. Resistenze. Come la radio e i libri aiutano a resistere, una grande maratona di letture con scrittori e dj musicate in diretta da Saturnino, dedicata a tutte le forme di resistenza, come quella delle popolazioni del centro Italia colpite dal terremoto, che sono state rappresentate dal Sindaco di Amatrice.

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Tempo di Libri: l’editoria italiana è sempre più internazionale

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 aprile 2017

Più libri più liberi 2010_Foto di Jacopo Pergameno_Courtesy AIE_Associazione Italiana Editori_PANORAMICA_L’editoria italiana è sempre più internazionale, soprattutto nel settore Bambini e Ragazzi e nella Narrativa che assieme sono i più esportati con il 71,3% delle vendite. E questo mentre nel 2016 si è ridotto il numero di titoli per cui sono stati acquistati i diritti da case editrici straniere.È quanto emerge dalla presentazione del Rapporto sull’import/export di diritti 2017, realizzata dall’Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE) in collaborazione con ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e presentata oggi, sabato 22 aprile, nell’incontro La geografia dei diritti 2016. Da dove compriamo, a quali paesi vendiamo a Tempo di Libri, la Fiera dell’Editoria italiana in programma fino al 23 aprile a Fiera Milano Rho. La fotografia su come le case editrici italiane si muovono in ambito internazionale evidenzia che nel 2016 hanno venduto all’estero i diritti di 6.565 titoli (+11% sul 2015) mentre ne hanno acquistati 9.552 (-10,6% sul 2015).
Per dimostrare l’influenza dell’export basti pensare che i titoli venduti nel 2016 rappresentano il 10% delle novità pubblicate, mentre nel 2011 erano appena il 3,2%.
Quali sono i generi più venduti? L’export dei diritti italiani si basa soprattutto sui libri per Bambini (46,9%, +44% sul 2015) e sulla Narrativa (24,4%). Assieme fanno il 71,3% di tutto l’export di diritti della nostra editoria.
E quelli più acquistati? L’attenzione degli editori italiani si concentra sulla Narrativa che occupa il 35,9% (-1,3% sul 2015) degli acquisti dei diritti. La crescita maggiore è degli Illustrati che rappresentano il 5,7%, +76% rispetto al 2015.
Dove? L’Europa si conferma il mercato tradizionale delle vendite con il 63,2% (+35,7% sul 2015), a crescere maggiormente sono il Nord America (8,4%, +45,8% sul 2015) e il Medio Oriente (3,8%, +14,2% sul 2015), area verso cui sono state sviluppate negli ultimi anni missioni e partecipazioni dell’editoria italiana come Paese ospite d’onore in collaborazione con ICE-Agenzia.
E da dove? L’Europa continua a essere il principale paese da cui si acquistano i diritti: rappresenta il 62,2% dei titoli acquistati ed è in leggero calo rispetto all’anno precedente (-6% sul 2015).
libriIl secondo è il Nord America con il 33% di quota e una crescita del 3,4% sul 2015. Si nota anche un interesse verso il Pacifico: rappresentano appena il 4% ma con un +352,9% sul 2015.In generale l’indagine realizzata da AIE e ICE Agenzia conferma la capacità degli editori italiani di offrire autori, generi diversi ai loro colleghi stranieri e di esplorare letterature e mercati nuovi rispetto a quelli europei, più tradizionali.
E i piccoli? Comprano più diritti all’estero di quelli che vendono, anche per la naturale necessità in fase di avvio di crearsi un catalogo importante. E forse anche per rispondere alle curiosità di un lettore che vuole conoscere autori, letterature e culture di Paesi diversi. Cresce però (e più della media) la loro capacità di vendere all’estero (anche come probabile effetto traino che negli anni scorso hanno fatto alcuni marchi editoriali; anche se i numeri in termini assoluti rimangono piccoli). L’export dei diritti raggiunge il 12,5% (+31,9% sul 2015) mentre l’acquisto dei diritti è il 46,2% (+4,5% sul 2015).
Le coedizioni sono un altro tassello importante dei processi di internazionalizzazione dell’editoria italiana. Nel 2016 sono state 1.102 le coedizioni realizzate con gli editori stranieri. Due i generi che si impongono: quello dei Bambini e Ragazzi (57,7%) e quello degli gli Illustrati (18,5%). Due settori i cui costi di produzione possono essere abbattuti quando uno stesso titolo (o una collana) viene realizzato da più partner internazionali in modo da contenere i prezzi di copertina di prodotti in cui il «colore» e la qualità della carta incide in maniera significativa sui costi di produzione.
“I risultati – ha commentato Giovanni Peresson, responsabile dell’Ufficio studi AIE e curatore del programma professionale di Tempo di Libri – confermano le tendenze dell’editoria italiana: sempre più internazionale nell’affermate autori e titoli, capace di proporsi a paesi e mercati diversi, non solo quelli tradizionali. Per questo ICE-Agenzia ha sviluppatole iniziative all’estero che sostengono il ruolo protagonista dell’Italia”.“L’indagine sulla vendita dei diritti all’estero – ha commentato Marinella Loddo, Direttore dell’ufficio ICE Agenzia di Milano – è ormai diventato uno strumento non solo utile ma indispensabile, che aiuta l’ICE Agenzia e l’AIE ad elaborare le strategie vincenti per le case editrici italiane sui mercati internazionali”

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Tempo di Libri: i non lettori sono il 57,6% degli italiani

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 aprile 2017

libriIn Italia oggi ci sono oltre 4 milioni di non lettori di libri in più rispetto al 2010 (4 milioni e 300 mila per la precisione). Nel 2016 sono circa 33 milioni le persone con più di 6 anni che non hanno letto nemmeno un libro di carta in un anno, cioè il 57,6% della popolazione ovvero la stessa quota che era stata toccata nel 2000 e in aumento del + 6,8% rispetto al 2010.
Questi sono i primi dati della sintesi che Istat ha presentato nell’incontro Chi ci ha abbandonato? Identikit degli italiani che hanno smesso di leggere presentato oggi, 20 aprile, a Tempo di Libri, alla Fiera dell’Editoria Italiana in programma fino al 23 aprile a Fiera Milano Rho.
L’elemento di maggior interesse e di riflessione riguarda la necessità di approfondire chi è un non lettore.
Chi sono? Soprattutto i maschi (sono il 64,5% rispetto al 51,1% delle femmine). I non lettori si attestano sul 62-66% tra gli uomini tra 25-74 anni e fino al 72,9% che si raggiunge nella fascia 75 anni e più. Al contrario le donne non lettrici superano il 50% solo nella fascia oltre i 65 anni. Tra 11-24 anni le non lettrici sono il 38-42% e dai 25 anni la quota inizia a crescere, ma si mantiene sotto il 50% fino ai 64 anni.
L’aumento dei non lettori di libri è stato più forte tra i bambini di 6-10 anni (+9,3%), tra gli 11-14 anni (+13,9%.) e tra i 15-17 anni (11,7%).
Da sempre tra gli anziani ci sono più non lettori e fino ai 59 anni l’aumento è trasversale in tutte le età mentre la quota rimane stabile dai 60 anni e più.
I non lettori aumentano con l’età: sono il 46,8% nella fascia 11-14 anni, diventano il 61% tra 65-74 anni e il 73,5% tra 75 anni e più. Anche perché il titolo di studio risulta essere più basso.
La cultura come limite. Un basso livello di istruzione è spesso legato alla non lettura. In particolare sono non lettori il 77,1% tra coloro che possiedono al massimo la licenza media, mentre tra i laureati la percentuale scende al 25%.
La distribuzione geografica dei non lettori. Nel Sud ci sono il 69,2% dei non lettori con una punta del 73% in Calabria, il +13% rispetto al Centro (55,8%) e il +19% rispetto al Nord (49,7%). L’eccezione è rappresentata dalla Sardegna dove i non lettori sono il 51,8%, cioè a livelli inferiori alla media nazionale. Le percentuali più basse di non lettori sono a Trento (43,7%), in Friuli (44,6%) e Bolzano (46%).
La lettura e gli altri consumi culturali. L’elemento interessante che emerge da questa indagine è che i non lettori non sono aumentati solo tra le categorie culturalmente più “disagiate”. I non lettori sono aumentati, invece, tra le persone con i consumi culturali affluenti: tra coloro che vanno al cinema o a teatro, frequentano i musei, le mostre, i concerti, leggono i quotidiani, usano Internet e le nuove tecnologie. Ad esempio tra chi ha seguito tre o più tipi di spettacoli fuori casa (tra cinema, teatro, musei, mostre e monumenti) i non lettori sono il 28,2% nel 2016 (nel 2010 era il 21,7%).
Tra chi usa Internet tutti i giorni i non lettori sono 45,6%, mentre erano il 30,9% nel 2010 e tra chi svolge attività di comunicazione e socializzazione su Internet i non lettori sono il 47,7%, (erano il 33,2% nel 2010).

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Il Natale si avvicina ed è tempo di bilanci

Posted by fidest press agency su domenica, 18 dicembre 2016

de chiricoE tra i buoni propositi per l’anno nuovo bellezza e cura del corpo non possono mancare. Ma quali sono i trattamenti non invasivi più efficaci che donne e uomini potrebbero chiedere a Babbo Natale? Ci affidiamo ai consigli del prof. Maurizio Valeriani, direttore U.O.C. di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva presso A.S.L Roma 1 (Ospedale S. Filippo Neri di Roma e Ospedale Santo Spirito di Roma) e del dott. Roberto Valeriani, entrambi referenti scientifici di Syneron Candela.“Contrastare i segni del tempo sul viso, ridurre gli inestetismi della cellulite per migliorare il tono anche dei punti più difficili e l’epilazione progressivamente definitiva – afferma Maurizio Valeriani – sono tra i sogni che tante donne e sempre più uomini ci chiedono di realizzare. I trattamenti mini invasivi sono molto richiesti perché più confortevoli e presentano tempi minori di recupero rispetto alla chirurgia, grazie soprattutto all’utilizzo di innovativi apparecchi medicali oggi sempre più performanti. Rimane tuttavia sottinteso, e questo va spiegato bene al paziente per evitare eccessive aspettative, che tutti questi ottimi trattamenti allontanano il bisturi, ma non possono sostituirlo, ma spesso integrarlo”.
I 3 trattamenti viso-corpo da regalare (o regalarsi) a Natale
Secondo un recente sondaggio messo a punto dal Centro Ricerche Syneron Candela, 4 donne su 5 di età compresa tra 35 e 65 anni hanno dichiarato che il doppio mento e l’invecchiamento di viso, guance e collo sono i segni meno tollerati con il passare degli anni.
Per ottenere un viso più giovane in poco tempo oggi un rimedio c’è: il raggio laser , l’innovativa tecnologia in grado di attenuare rughe e imperfezioni agendo con sicurezza ed efficacia sulle strutture superficiali della pelle del viso e del collo, migliorandone consistenza e texture.Attraverso una tecnica definita frazionata, i fasci di luce laser agiscono su punti specifici, risparmiando i tessuti circostanti che non si vogliono trattare. Tra le novità, il laser Co2 eccitato a radiofrequenza e il sistema combinato a luce infrarossa e radiofrequenza bipolare.Per risultati duraturi in un’unica seduta, da oggi c’è il trattamento Profound , primo e unico dispositivo che utilizza radiofrequenza a temperatura controllata in grado di rigenerare i tre elementi fondamentali della pelle: elastina, collagene e acido ialuronico. I risultati durano nel tempo e non è necessaria più di una seduta l’anno.
Oggi combattere la cellulite e rimodellare il corpo senza interventi chirurgici si può grazie all’innovativo trattamento con VelashapeIII che, attraverso l’azione combinata di quattro tecnologie, Laser a Infrarossi, Radiofrequenza bipolare, Vacuum e Manipolazione meccanica, ha dimostrato risultati eccellenti: a 10 settimane dall’ultimo trattamento si osserva una riduzione media di 2,6 cm della circonferenza dell’addome e di 1,5 cm di quella delle cosce (fonte: Centro Ricerche Syneron Candela ).
“Dal mio punto di vista personale – sottolinea Maurizio Valeriani – posso dire che effettivamente l’utilizzo di questo apparecchio ha un notevole effetto con risultati visibili già dalla prima seduta, con un soddisfacimento di circa l’85% delle pazienti al termine delle 5 sedute distanziate di circa 15 giorni come da protocollo. Specifico per le smagliature è il dispositivo sublative che con una frequenza radio bipolare è capace di stimolare una coagulazione dermica che attiva un graduale processo di ringiovanimento della pelle.
Novità assoluta , infine, è Ultrashape Power , uno strumento che utilizza una tecnologia chiamata lipotrissia ultrasonica ad alta potenza in grado di distruggere le cellule di grasso in modo mirato e selettivo, senza intaccare i tessuti circostanti.

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Gli olivi secolari: testimoni del tempo oltre che del territorio

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 settembre 2016

olivo al tramontoE’ il tempo il valore aggiunto dell’olio degli olivi secolari. Quel tempo che la modernità prova a cancellare, uniformare e banalizzare, come a voler togliere l’identità che rende ogni essere vivente – la natura nel suo insieme – testimone del suo territorio. L’identità quale diversità che porta ognuno a raccontare il proprio passato e vivere il presente sognando e progettando il domani.
La spremuta di olive di ulivi secolari rappresenta il tempo che scorre dentro le possenti e fragili radici; il tronco disegnato da nodi; i rami verdeggianti e ombrosi, ed è così che diventa memoria, sfida, paesaggio, ambiente, tradizione.
Un olio che, grazie al tempo dei suoi ulivi, esprime un valore che va ad aggiungersi alla qualità espressa dal territorio (origine) e caratterizzata dalla varietà e dalle cure e intelligenza dell’olivicoltore. Un olio, quello del tempo, ancor più eccellente, prezioso, e, come tale, riservato a un consumatore che ama e vuole la qualità per appagare il gusto e dare una risposta di salute al suo stile di vita, ma non basta, vuole anche, da un prodotto che è storia, cultura, tradizioni, ascoltare il suo racconto per capire l’identità e sentire lo scorrere del tempo, secoli e, perfino, millenni .
In pratica la salvaguardia e tutela degli ulivi e , ancor più, degli uliveti secolari sta soprattutto nella capacità di produrre e valorizzare l’olio delle loro olive e ciò è possibile con l’elaborazione di strategie e l’attuazione delle stesse.
Strategie mirate al recupero degli oliveti e olivi secolari abbandonati; ad accorpare queste realtà per renderli parchi agricoli, come quello di Venafro e, anche, a collegare patriarchi, ormai rimasti soli, disegnando percorsi. Sentieri o strade che scendono e salgono colline: quando in compagnia di viti (anch’esse secolari, soprattutto in Campania), querce maestose , salici e pioppi lungo corsi d’acqua o campi di grano che, non avendo l’obbligo e la necessità di attraversare gli oceani, danno pasta salutare e pane nutriente.
Il paesaggio degli uliveti secolari e quello impresso da singoli olivi – fanno pensare a quelli disegnati da Silvana Bissoli – a dare valore al territorio, ai territori di quest’Italia, in particolare quelli che scivolano lungo l’Appennino fino alle piccole e grandi isole.
Non è lontano il tempo dei traffici di questi patriarchi che, spiantati in Puglia e in altre regioni del Sud, raggiungevano il centro e il nord Italia per arricchire ville, vecchi e nuovi alberghi, ristoranti. Per i frequentatori delle autostrade era normale sorpassare o incrociare camion e perfino tir carichi di questi straordinari monumenti. Traffici illegali, visto che la legge anche allora vietava l’espianto degli ulivi, che nessuno ha mai bloccato. Poi, le leggi regionali di salvaguardia e tutela di questi patrimoni della natura, prima la legge della Puglia e, poi, quella della Calabria, che, però, hanno solo attutito il fenomeno, fino a quando non è venuto fuori la Xilella, che, invece di spiantare questi ulivi e mandarli altrove, ha dato la stura di segarli direttamente sul posto per liberare campi di ulivi secolari e pensare a farci altro.
Personalmente ho affrontato in tempi non sospetti questo tema della Xilella e, alla fine sono stati i fatti accaduti in questi due anni, gli ultimi in particolare, a convincermi che la Xilella è solo una buona occasione per liberasi di questi monumenti e fare altro dei campi rimasti nudi.
Tornando alla salvaguardia e tutela di questi monumenti si è visto che non è sempre facile il rispetto di leggi, anche rigorose, proprio perché esso diventa blocco e, come tale, fastidio da eliminare. Tanto più in una realtà che, invece, ha tutto per essere motore di iniziative – importanti per la stessa salvaguardia e tutela del territorio – se, approfittando dell’immagine dell’olio prodotto da questi monumenti, viene promossa e valorizzata.
Si tratta di pensare a una mirata strategia di marketing capace, mediante una cabina di regia a carattere pubblico, di mettere insieme uliveti e territori, olivicoltori e trasformatori , in modo da organizzare l’offerta di quest’olio speciale, garantire l’origine, programmare e progettare sul mercato globale, campagne di promozione, valorizzazione e commercializzazione di un prodotto che non ha eguali.
Un olio extravergine di oliva diverso da altri e, come tale, ricco d’identità che, una volta affermato, diventa l’elemento vero della salvaguardia e tutela degli olivi secolari che lo producono .
Soprattutto in questa fase in cui l’olio extravergine di oliva ha tutto per affermarsi e vivere la mediterraneità sulle tavole e sui banchi di lavoro di cuochi tra i più rinomati. Non solo perché filo conduttore di piatti ispirati dal territorio; dall’agricoltura contadina e, in particolare, dall’orto o dal mare, ma di quello stile di vita che la mediterraneità esprime, soprattutto per merito del suo olio di oliva che, al pari del vino, è cultura.
Cultura che il tempo degli olivi secolari raccoglie, con dovizia di particolari, nell’olio delle olive da essi prodotte, che, più di altri, è mito e rito e, così, testimone eletto di territori che, con l’origine della qualità, sanno esprimere i valori degli usi e dei costumi, delle tradizioni.
Testimoni del tempo, d’identità e biodiversità, storia, cultura e, come tali messaggeri capaci di comunicare, promuovere e valorizzare l’olio extravergine di oliva e l’insieme dei prodotti che ad esso sono collegati.
E’ così che l’olio di questi olivi, da secoli, è filo conduttore di quel patrimonio culturale, bene dell’umanità, qual è la Dieta mediterranea. (Pasquale Di Lena)

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Novecento Storie del nostro tempo

Posted by fidest press agency su domenica, 21 agosto 2016

Novecento storia del nostro tempodi Riccardo Alfonso. La prima domanda che mi pongo, nel trattare la storia del XX secolo, è perché mi giunge naturale volgere lo sguardo al secolo che lo ha preceduto. La risposta, a ben considerare, mi pare ovvia. Prima di tutto perché nessuna storia di un secolo parte dal suo inizio.Lo è per il XX secolo ma anche per il ventunesimo, se si fa decollare la svolta storica con la caduta del muro di Berlino del 1988. Abbiamo voltato pagina, in maniera rilevante, con la fine della guerra fredda e l’inizio di una nuova storia sugli equilibri mondiali e i conflitti regionali e l’esplosione del terrorismo internazionale che seguì. Il Novecento, quindi, è in sintonia con lo stesso ragionamento.Fidest press agency; Saggi edizione Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l. (foto: Novecento storia del nostro tempo)

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“Anticiclone africano porterà l’Estate al Centrosud con temperature sopra media anche di 12°C, qualche temporale al Nord”

Posted by fidest press agency su sabato, 16 aprile 2016

Philippine climate“Dal weekend caldo in nuova intensificazione sull’Italia con l’anticiclone africano” – lo conferma il meteorologo di 3bmeteo.com Edoardo Ferrara che spiega – “Soprattutto al Centrosud il tempo si manterrà stabile ed in prevalenza soleggiato, pur con qualche nube sparsa di passaggio, mentre il Nord sarà lambito da venti più umidi atlantici, con rischio piogge e temporali in perfetto stile estivo su Alpi e Prealpi specie domenica. Già nel fine settimana si respirerà di fatto aria d’Estate sulle regioni centro-meridionali, ma sarà da lunedì che raggiungeremo l’apice del caldo anomalo”.
“Le temperature soprattutto al Sud si porteranno infatti su valori tipici del mese di Giugno” – proseguono gli esperti di 3bmeteo.com – “Con punte che potranno superare i 30°C su molte zone di Sardegna, Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia; non sono da escludere picchi fino a 33/34°C in Sicilia. Ma il caldo atipico si avvertirà anche al Centro, con punte fino a 28/30°C sulle zone interne specie delle Tirreniche, in particolare martedì prossimo quando sarà raggiunto il picco del caldo anomalo; tra le città con i valori termici più elevati ci attendiamo Firenze, Perugia, Terni, Sulmona, Roma, Frosinone, Benevento, Cosenza, Matera, Foggia, Palermo, Catania. Farà meno caldo sulle Adriatiche, specie lungo la costa, e sulla Valpadana sebbene sempre in un contesto mite per il periodo”.
“Stiamo parlando di temperature davvero notevoli e superiori alle medie anche di 10-12°C” – sottolineano da 3bmeteo – “Ad esempio Roma a fronte di una media di 18°C potrebbe raggiungere i 30°C la prossima settimana, eguagliando se non battendo il record di Aprile del 2013. Aprile 2016 non solo dunque prosegue il trend termico sopra media ma rischia di passare alla storia come un mese di caldo record.” “Secondo le ultime elaborazioni l’anticiclone dovrebbe battere in ritirata attorno al 22-25 Aprile, favorendo un ritorno ad un tempo più instabile ma soprattutto fresco per arrivo di aria più fredda dal Nord Europa. Un netto cambiamento delle condizioni meteo-climatiche che rispecchierebbe la tipica variabilità della Primavera.” – concludono da 3bmeteo.

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Simonit&Sirch Preparatori d’Uva chiamati a Château Latour e Moët&Chandon

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 ottobre 2015

Marco SimonitMarco Simonit1Simonit&Sirch Preparatori d’Uva a Château Latour e da Moët&Chandon. Dopo Château d’Yquem (il bianco più prezioso al mondo, leggendario Sauternes, unico vino in assoluto ad avere la qualifica di Premier Cru Supérieur), Marco Simonit e il suo gruppo di specialisti sono stati chiamati per salvaguardare la salute dei vigneti di altre due mitiche Maisons francesi: Château Latour, Premier Gran Cru Classé, uno dei più prestigiosi e preziosi vini al mondo (una bottiglia da 6 litri del 1961 è stata battuta all’asta da Christie’s per 135.000 £) e Moët&Chandon, la casa di Champagne più glamour e conosciuta al mondo.
Château Latour è per i Bordeaux quello che Chateau d’Yquem è per i Sauternes: la perfezione, il modello verso cui tendere. Si trova in una delle più gloriose denominazioni della zona del Médoc, ovvero il Pauillac AOC: la sua storia ha origine verso il 1670 circa, anche se la coltivazione della vite attorno alla torre di vedetta da cui prende il nome, costruita dagli inglesi nel XIV secolo, risale probabilmente ancor più indietro nel tempo. La fama dello Chateau Latour crebbe esponenzialmente nel 1700 con le esportazioni in Inghilterra e il successo presso la corte reale. Attualmente è di proprietà del finanziere Francois Pinault. Moët & Chandon, da parte sua, ha una lunga tradizione fatta di conquiste, primati e innovazioni pionieristiche e leggendarie, che l’hanno resa sinonimo del più amato Champagne al mondo. Fondata nel 1743, la maison di Epernay possiede oggi oltre circa 1200 ettari di vigneti e produce annualmente oltre 32 milioni di bottiglie di Champagne. Fa parte del Gruppo LVMH, leader mondiale nel Lusso.Queste cantine da mito – come pure gli altri Châteaux e i colossi francesi del vino di qualità quali Roederer di cui sono consulenti da tempo i Preparatori d’Uva – hanno l’esigenza di salvaguardare il loro patrimonio più prezioso, ovvero i vigneti minacciati da deperimento e mortalità precoce dovuti alle malattie del legno.“Nella zona di Bordeaux – racconta Marco Simonit- il deperimento dei vigneti è un problema endemico, gravissimo, che falcidia oltre il 10% delle piante di Cabernet Sauvignon all’anno. Non avendo cure efficaci contro le malattie del legno (mal d’esca ed altre), Château Latour ha deciso di puntare deciso sulla prevenzione e ci ha chiamati come consulenti, dal momento che il Metodo Simonit&Sirch (che abbiamo messo a punto in anni di lavoro e sperimentazione) è volto rendere le viti meno vulnerabili, con una struttura legnosa più integra ed efficiente, grazie a una potatura mirata che riduce l’impatto devastante che hanno i tagli sul sistema linfatico delle piante. Abbiamo studiato il loro tradizionale modo di allevamento del Cabernet Sauvignon (Guyot del Médoc), abbiamo cercato di capirne i punti deboli e quindi abbiamo individuato tecniche di potatura meno invasive che lo stanno evolvendo, pur nel rispetto della tradizione. Il tutto, ovviamente, viene condiviso con la direzione e i tecnici dell’azienda. Lavoriamo soprattutto sui vigneti giovani e su quelli adulti non compromessi e formiamo le squadre dei potatori. La prospettiva è che in 5 anni si codifichi un sistema di potatura innovativo, che stiamo studiando specificatamente per Château Latour. Valuteremo via via con loro le eventuali modifiche da effettuare, sempre nel rispetto della tradizione.”La medesima filosofia viene applicata dai Preparatori d’Uva anche nei vigneti di Moët&Chandon, dove stanno studiando delle tecniche di potatura che evolvano quelle tradizionali dello Champagne (il Sistema Chablis per il Chardonnay e il Cordone speronato dello Champagne per il Pinot Nero) con l’obiettivo di allungare la vita dei vigneti, che – con il 4/5 per cento di mortalità- sono meno vulnerabili di quelli di Bordeaux. “Avere delle piante più longeve possibile è infatti un’esigenza prioritaria per le grandi Maisons, dato che garantisce la continuità qualitativa e la riconoscibilità dei loro vini- spiega Marco Simonit – Abbiamo iniziato a lavorare da Moët & Chandon nel 2013 in tre aree: Valle della Marna, Montagna di Reims, Côte de Blanc.” (foto: Marco Simonit)

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Alberto Cerqui determinato a dare una svolta alla stagione al Paul Ricard

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 giugno 2015

cerquiIl round francese potrebbe rappresentare per Alberto Cerqui la possibilità di esprimere finalmente il suo reale potenziale dopo un avvio di campionato in parte travagliato, che lo ha visto andare a punti sia a Monza che a Silverstone, senza però riuscire a salire sul podio. Nelle ultime settimane il pilota bresciano e gli uomini del team Imperiale racing hanno lavorato a fondo sulla Lamborghini Huracan numero 6, preparandola al meglio per i lunghi rettifili e i tratti veloci di Le Castellet. Alberto Cerqui: “La scorsa settimana sono stato impegnato in due giorni di test a Vallelunga che si sono rivelati decisamente produttivi. Nel primo ho lavorato per la prima volta sulla Huracan GT3 nell’ambito del Lamborghini GT3 junior program: è una macchina incredibile, con una cerqui1percorrenza di curva impressionante che consente di staccare veramente avanti. Nel secondo giorno mi sono invece concentrato sulla Super Trofeo insieme al mio compagno di equipaggio Giacomo Barri: Sono fiducioso di aver trovato un buon setup per il Paul Ricard, una pista che piace ad entrambi e dove possiamo provare a dare una svolta alla stagione. Avevamo programmato anche di andare alla ricerca del tempo con gomma nuova nel tardo pomeriggio, ma un curioso problema al motore ha modificato i nostri piani. Nulla di grave, meglio sia emerso in un test piuttosto che in gara.” Il programma dell’evento prevede due turni di prove libere venerdì, seguiti sabato mattina dalle prove ufficiali (09.15). Gara uno seguirà nel pomeriggio alle 14.30, mentre la seconda corsa prenderà il via domenica alle 10.50. In Italia le due gare saranno trasmesse in diretta da Nuvolari. (foto cerqui)

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