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Tempo di Libri chiude la prima edizione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 aprile 2017

maroniMilano. Chiude con 60.796 presenze in Fiera, cui se ne aggiungono 12.133 nelle 100 sedi del Fuori Fiera, la prima edizione di Tempo di Libri, la Fiera dell’Editoria Italiana organizzata da La Fabbrica del Libro e che ha animato i padiglioni 1, 2 e 4 di Fiera Milano Rho dal 19 al 23 aprile. Diversi appuntamenti della Fiera sono stati inoltre seguiti con oltre un milione di visualizzazioni in streaming fra Tempo di Libri, Corriere.it e Repubblica.it. Inaugurata dal Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini, insieme al Presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni, al sindaco di Milano Giuseppe Sala, con Roberto Rettani, Presidente Fiera Milano, Federico Motta, Presidente Associazione Italiana Editori e Renata Gorgani, Presidente La Fabbrica del Libro, Tempo di Libri ha conquistato gli editori con i suoi spazi innovativi e accoglienti, una logistica funzionale e un design originale che ha conferito personalità a tutti gli stand, dimostrando una volta di più il livello di avanguardia delle strutture di Fiera Milano e della sua efficienza organizzativa.
Il mondo delle storie attraversate dall’alfabeto si è dipanato su 35mila mq e ha visto la partecipazione di 552 editori, grazie ai quali personaggi, racconti, testimonianze e voci si sono distribuiti in 720 eventi con 2.000 ospiti in Fiera e oltre 100 appuntamenti Fuori Tempo di Libri, tra Milano, Rho, Sesto San Giovanni e Monza.
Soddisfazione da parte degli organizzatori: “Dopo oltre 60 anni è avvenuto un altro ‘Miracolo a Milano’: gli editori e i lettori si sono trovati a Tempo di Libri, che è già una realtà nella vita culturale della città. Di qui la volontà di impegnarsi ancora di più e fin da subito per la seconda edizione, che si svolgerà nella primavera 2018, sempre nei padiglioni di Fiera Milano Rho. Le date saranno comunicate entro fine maggio, coerentemente con i colloqui avuti con il Ministro Dario Franceschini e con la Sindaca di Torino Chiara Appendino”.
Nelle 16 sale adibite agli incontri (più lo Spazio Education e l’auditorium) chiamate con i nomi di alcuni font che hanno scandito la storia della tipografia – Arial, Bodoni, Calibri, Cambria, Courirer, Futura, Garamond, Georgia, Gotham, Gothic, Helvetica, Optima, Tahoma, Verdana, i laboratori Papyrus ed Elephant – si sono alternati alcuni grandi nomi della letteratura contemporanea internazionale e i più rappresentativi del panorama nazionale, sia nella narrativa che nella saggistica, come Adonis, Simonetta Agnello Hornby, David Almond, Brit Bennett, Gianrico Carofiglio, Sveva Casati Modignani, Aidan Chambers, Javier Cercas, Mauro Covacich, Guy Delisle, Tom Drury, Ildefonso Falcones, Marcello Fois, David Grossman, Mohsin Hamid, François Jullien, Sophie Kinsella, M.G. Leonard, Carlo Lucarelli, Maurizio Maggiani, Valerio Magrelli, Marco Malvaldi, Melania Mazzucco, Michela Murgia, Edoardo Nesi, Edna O’Brien, R.J. Palacio, Patrizia Paterlini-Bréchot, Francesco Piccolo, Roberto Piumini, Massimo Recalcati, Clara Sánchez, Roberto Saviano, Luis Sepúlveda, Walter Siti, Licia Troisi, Andrea Vitali, Irvine Welsh, Abraham Yehoshua. Non sono inoltre mancate le presenze istituzionali come il Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani, il Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli.
L’Alfabeto è stato declinato in tutte le sue 26 lettere (più la @ del digitale) attraversando come una mappa il programma generale, curato da Chiara Valerio, quello a cura di Pierdomenico Baccalario dedicato a bambini, ragazzi e scuole (per le quali è stato siglato anche un patto di alternanza scuola-lavoro con il mondo del libro – AIE, AIB e ALI – alla presenza del Sottosegretario del MIUR Gabriele Toccafondi), il palinsesto professionale elaborato da Giovanni Peresson e il programma sulla Cittadinanza Digitale a cura di Nina Klein. Tempo di Libri ha offerto anche una finestra sulle attività e i contenuti di alcuni festival che si sono raccontati in Fiera: il Festival Isola delle Storie di Gavoi, il Festival della Mente di Sarzana, pordenonelegge, le Lezioni di Storia, Letterature Festival Internazionale di Roma, scrittorincittà, Leggermente, Liberodiscrivere e #FLA Pescara Festival. Un ricco filone di appuntamenti ha coinvolto anche giornali, riviste letterarie e siti web come la Lettura Corriere della Sera, Robinson la Repubblica, TuttoLibri La Stampa, Rivista Studio, Pagina99, Nuovi Argomenti, Il Post, Lercio.it, Donna Moderna, Panorama, Icon, Icon Design, Focus, TheFLR. Sono stati inoltre presenti con propri spazi e numerosi appuntamenti le testate RAI, Corriere della Sera, Robinson di la Repubblica, ilLibraio.it, Radio Popolare e Radio Radicale. Nell’ambito del programma ragazzi, fondamentali sono state le partnership tra la Fiera e Lucca Comics & Games e i laboratori in collaborazione con Focus Junior, Sale&Pepe e con la redazione di Topolino.
È stata un grande successo la prima edizione del MIRC – Milan International Rights Center (dal 19 al 21 aprile nel padiglione 1): oltre 500 partecipanti, da 34 Paesi, e più di 6.500 appuntamenti. I 170 operatori stranieri e gli oltre 330 italiani hanno avuto agende fitte e numerose occasioni di consolidare rapporti già avviati ed esplorare nuove opportunità di business. I 700 mq di Tempo di Libri A Tavola, dedicati al mondo dell’enogastronomia, con showcooking e laboratori per tutti, editoria di settore, incontri con gli chef e degustazioni sono stati molto frequentati.
Fra i tanti appuntamenti che hanno scandito Fuori Tempo di Libri, molto seguito il ciclo di eventi Milano ad alta voce, dal 19 al 22 aprile, in collaborazione con, e presso, il Teatro Elfo Puccini e la trasmissione Ad alta voce di Radio3, dedicati a quattro romanzi “milanesi” d.o.c.: I milanesi uccidono al sabato di Giorgio Scerbanenco, Il Ponte della Ghisolfa di Giovanni Testori, Adalgisa. Disegni milanesi di Carlo Emilio Gadda e Totò il buono di Cesare Zavattini (da cui Vittorio De Sica ha tratto il film Miracolo a Milano). Da venerdì 21 a ieri, Tempo di Libri e RadioCity si sono incrociati e si arricchiti a vicenda, con appuntamenti in Fiera e nell’UniCredit Pavilion (in piazza Gae Aulenti, con strutture realizzate grazie al contributo di Fiera Milano), tra cui due grandi eventi in esclusiva per la prima edizione della Fiera che si sono svolti sabato 22, Diego Bianchi “Zoro” con il suo Zoro Live con tutta la banda di Gazebo di Rai3 e Webnotte condotto da Ernesto Assante e Gino Castaldo, con ospiti scrittori e cantanti, e la festa finale di ieri sera, in occasione della Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, 23. Resistenze. Come la radio e i libri aiutano a resistere, una grande maratona di letture con scrittori e dj musicate in diretta da Saturnino, dedicata a tutte le forme di resistenza, come quella delle popolazioni del centro Italia colpite dal terremoto, che sono state rappresentate dal Sindaco di Amatrice.

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Tempo di Libri: l’editoria italiana è sempre più internazionale

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 aprile 2017

Più libri più liberi 2010_Foto di Jacopo Pergameno_Courtesy AIE_Associazione Italiana Editori_PANORAMICA_L’editoria italiana è sempre più internazionale, soprattutto nel settore Bambini e Ragazzi e nella Narrativa che assieme sono i più esportati con il 71,3% delle vendite. E questo mentre nel 2016 si è ridotto il numero di titoli per cui sono stati acquistati i diritti da case editrici straniere.È quanto emerge dalla presentazione del Rapporto sull’import/export di diritti 2017, realizzata dall’Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE) in collaborazione con ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e presentata oggi, sabato 22 aprile, nell’incontro La geografia dei diritti 2016. Da dove compriamo, a quali paesi vendiamo a Tempo di Libri, la Fiera dell’Editoria italiana in programma fino al 23 aprile a Fiera Milano Rho. La fotografia su come le case editrici italiane si muovono in ambito internazionale evidenzia che nel 2016 hanno venduto all’estero i diritti di 6.565 titoli (+11% sul 2015) mentre ne hanno acquistati 9.552 (-10,6% sul 2015).
Per dimostrare l’influenza dell’export basti pensare che i titoli venduti nel 2016 rappresentano il 10% delle novità pubblicate, mentre nel 2011 erano appena il 3,2%.
Quali sono i generi più venduti? L’export dei diritti italiani si basa soprattutto sui libri per Bambini (46,9%, +44% sul 2015) e sulla Narrativa (24,4%). Assieme fanno il 71,3% di tutto l’export di diritti della nostra editoria.
E quelli più acquistati? L’attenzione degli editori italiani si concentra sulla Narrativa che occupa il 35,9% (-1,3% sul 2015) degli acquisti dei diritti. La crescita maggiore è degli Illustrati che rappresentano il 5,7%, +76% rispetto al 2015.
Dove? L’Europa si conferma il mercato tradizionale delle vendite con il 63,2% (+35,7% sul 2015), a crescere maggiormente sono il Nord America (8,4%, +45,8% sul 2015) e il Medio Oriente (3,8%, +14,2% sul 2015), area verso cui sono state sviluppate negli ultimi anni missioni e partecipazioni dell’editoria italiana come Paese ospite d’onore in collaborazione con ICE-Agenzia.
E da dove? L’Europa continua a essere il principale paese da cui si acquistano i diritti: rappresenta il 62,2% dei titoli acquistati ed è in leggero calo rispetto all’anno precedente (-6% sul 2015).
libriIl secondo è il Nord America con il 33% di quota e una crescita del 3,4% sul 2015. Si nota anche un interesse verso il Pacifico: rappresentano appena il 4% ma con un +352,9% sul 2015.In generale l’indagine realizzata da AIE e ICE Agenzia conferma la capacità degli editori italiani di offrire autori, generi diversi ai loro colleghi stranieri e di esplorare letterature e mercati nuovi rispetto a quelli europei, più tradizionali.
E i piccoli? Comprano più diritti all’estero di quelli che vendono, anche per la naturale necessità in fase di avvio di crearsi un catalogo importante. E forse anche per rispondere alle curiosità di un lettore che vuole conoscere autori, letterature e culture di Paesi diversi. Cresce però (e più della media) la loro capacità di vendere all’estero (anche come probabile effetto traino che negli anni scorso hanno fatto alcuni marchi editoriali; anche se i numeri in termini assoluti rimangono piccoli). L’export dei diritti raggiunge il 12,5% (+31,9% sul 2015) mentre l’acquisto dei diritti è il 46,2% (+4,5% sul 2015).
Le coedizioni sono un altro tassello importante dei processi di internazionalizzazione dell’editoria italiana. Nel 2016 sono state 1.102 le coedizioni realizzate con gli editori stranieri. Due i generi che si impongono: quello dei Bambini e Ragazzi (57,7%) e quello degli gli Illustrati (18,5%). Due settori i cui costi di produzione possono essere abbattuti quando uno stesso titolo (o una collana) viene realizzato da più partner internazionali in modo da contenere i prezzi di copertina di prodotti in cui il «colore» e la qualità della carta incide in maniera significativa sui costi di produzione.
“I risultati – ha commentato Giovanni Peresson, responsabile dell’Ufficio studi AIE e curatore del programma professionale di Tempo di Libri – confermano le tendenze dell’editoria italiana: sempre più internazionale nell’affermate autori e titoli, capace di proporsi a paesi e mercati diversi, non solo quelli tradizionali. Per questo ICE-Agenzia ha sviluppatole iniziative all’estero che sostengono il ruolo protagonista dell’Italia”.“L’indagine sulla vendita dei diritti all’estero – ha commentato Marinella Loddo, Direttore dell’ufficio ICE Agenzia di Milano – è ormai diventato uno strumento non solo utile ma indispensabile, che aiuta l’ICE Agenzia e l’AIE ad elaborare le strategie vincenti per le case editrici italiane sui mercati internazionali”

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Tempo di Libri: i non lettori sono il 57,6% degli italiani

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 aprile 2017

libriIn Italia oggi ci sono oltre 4 milioni di non lettori di libri in più rispetto al 2010 (4 milioni e 300 mila per la precisione). Nel 2016 sono circa 33 milioni le persone con più di 6 anni che non hanno letto nemmeno un libro di carta in un anno, cioè il 57,6% della popolazione ovvero la stessa quota che era stata toccata nel 2000 e in aumento del + 6,8% rispetto al 2010.
Questi sono i primi dati della sintesi che Istat ha presentato nell’incontro Chi ci ha abbandonato? Identikit degli italiani che hanno smesso di leggere presentato oggi, 20 aprile, a Tempo di Libri, alla Fiera dell’Editoria Italiana in programma fino al 23 aprile a Fiera Milano Rho.
L’elemento di maggior interesse e di riflessione riguarda la necessità di approfondire chi è un non lettore.
Chi sono? Soprattutto i maschi (sono il 64,5% rispetto al 51,1% delle femmine). I non lettori si attestano sul 62-66% tra gli uomini tra 25-74 anni e fino al 72,9% che si raggiunge nella fascia 75 anni e più. Al contrario le donne non lettrici superano il 50% solo nella fascia oltre i 65 anni. Tra 11-24 anni le non lettrici sono il 38-42% e dai 25 anni la quota inizia a crescere, ma si mantiene sotto il 50% fino ai 64 anni.
L’aumento dei non lettori di libri è stato più forte tra i bambini di 6-10 anni (+9,3%), tra gli 11-14 anni (+13,9%.) e tra i 15-17 anni (11,7%).
Da sempre tra gli anziani ci sono più non lettori e fino ai 59 anni l’aumento è trasversale in tutte le età mentre la quota rimane stabile dai 60 anni e più.
I non lettori aumentano con l’età: sono il 46,8% nella fascia 11-14 anni, diventano il 61% tra 65-74 anni e il 73,5% tra 75 anni e più. Anche perché il titolo di studio risulta essere più basso.
La cultura come limite. Un basso livello di istruzione è spesso legato alla non lettura. In particolare sono non lettori il 77,1% tra coloro che possiedono al massimo la licenza media, mentre tra i laureati la percentuale scende al 25%.
La distribuzione geografica dei non lettori. Nel Sud ci sono il 69,2% dei non lettori con una punta del 73% in Calabria, il +13% rispetto al Centro (55,8%) e il +19% rispetto al Nord (49,7%). L’eccezione è rappresentata dalla Sardegna dove i non lettori sono il 51,8%, cioè a livelli inferiori alla media nazionale. Le percentuali più basse di non lettori sono a Trento (43,7%), in Friuli (44,6%) e Bolzano (46%).
La lettura e gli altri consumi culturali. L’elemento interessante che emerge da questa indagine è che i non lettori non sono aumentati solo tra le categorie culturalmente più “disagiate”. I non lettori sono aumentati, invece, tra le persone con i consumi culturali affluenti: tra coloro che vanno al cinema o a teatro, frequentano i musei, le mostre, i concerti, leggono i quotidiani, usano Internet e le nuove tecnologie. Ad esempio tra chi ha seguito tre o più tipi di spettacoli fuori casa (tra cinema, teatro, musei, mostre e monumenti) i non lettori sono il 28,2% nel 2016 (nel 2010 era il 21,7%).
Tra chi usa Internet tutti i giorni i non lettori sono 45,6%, mentre erano il 30,9% nel 2010 e tra chi svolge attività di comunicazione e socializzazione su Internet i non lettori sono il 47,7%, (erano il 33,2% nel 2010).

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Il Natale si avvicina ed è tempo di bilanci

Posted by fidest press agency su domenica, 18 dicembre 2016

de chiricoE tra i buoni propositi per l’anno nuovo bellezza e cura del corpo non possono mancare. Ma quali sono i trattamenti non invasivi più efficaci che donne e uomini potrebbero chiedere a Babbo Natale? Ci affidiamo ai consigli del prof. Maurizio Valeriani, direttore U.O.C. di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva presso A.S.L Roma 1 (Ospedale S. Filippo Neri di Roma e Ospedale Santo Spirito di Roma) e del dott. Roberto Valeriani, entrambi referenti scientifici di Syneron Candela.“Contrastare i segni del tempo sul viso, ridurre gli inestetismi della cellulite per migliorare il tono anche dei punti più difficili e l’epilazione progressivamente definitiva – afferma Maurizio Valeriani – sono tra i sogni che tante donne e sempre più uomini ci chiedono di realizzare. I trattamenti mini invasivi sono molto richiesti perché più confortevoli e presentano tempi minori di recupero rispetto alla chirurgia, grazie soprattutto all’utilizzo di innovativi apparecchi medicali oggi sempre più performanti. Rimane tuttavia sottinteso, e questo va spiegato bene al paziente per evitare eccessive aspettative, che tutti questi ottimi trattamenti allontanano il bisturi, ma non possono sostituirlo, ma spesso integrarlo”.
I 3 trattamenti viso-corpo da regalare (o regalarsi) a Natale
Secondo un recente sondaggio messo a punto dal Centro Ricerche Syneron Candela, 4 donne su 5 di età compresa tra 35 e 65 anni hanno dichiarato che il doppio mento e l’invecchiamento di viso, guance e collo sono i segni meno tollerati con il passare degli anni.
Per ottenere un viso più giovane in poco tempo oggi un rimedio c’è: il raggio laser , l’innovativa tecnologia in grado di attenuare rughe e imperfezioni agendo con sicurezza ed efficacia sulle strutture superficiali della pelle del viso e del collo, migliorandone consistenza e texture.Attraverso una tecnica definita frazionata, i fasci di luce laser agiscono su punti specifici, risparmiando i tessuti circostanti che non si vogliono trattare. Tra le novità, il laser Co2 eccitato a radiofrequenza e il sistema combinato a luce infrarossa e radiofrequenza bipolare.Per risultati duraturi in un’unica seduta, da oggi c’è il trattamento Profound , primo e unico dispositivo che utilizza radiofrequenza a temperatura controllata in grado di rigenerare i tre elementi fondamentali della pelle: elastina, collagene e acido ialuronico. I risultati durano nel tempo e non è necessaria più di una seduta l’anno.
Oggi combattere la cellulite e rimodellare il corpo senza interventi chirurgici si può grazie all’innovativo trattamento con VelashapeIII che, attraverso l’azione combinata di quattro tecnologie, Laser a Infrarossi, Radiofrequenza bipolare, Vacuum e Manipolazione meccanica, ha dimostrato risultati eccellenti: a 10 settimane dall’ultimo trattamento si osserva una riduzione media di 2,6 cm della circonferenza dell’addome e di 1,5 cm di quella delle cosce (fonte: Centro Ricerche Syneron Candela ).
“Dal mio punto di vista personale – sottolinea Maurizio Valeriani – posso dire che effettivamente l’utilizzo di questo apparecchio ha un notevole effetto con risultati visibili già dalla prima seduta, con un soddisfacimento di circa l’85% delle pazienti al termine delle 5 sedute distanziate di circa 15 giorni come da protocollo. Specifico per le smagliature è il dispositivo sublative che con una frequenza radio bipolare è capace di stimolare una coagulazione dermica che attiva un graduale processo di ringiovanimento della pelle.
Novità assoluta , infine, è Ultrashape Power , uno strumento che utilizza una tecnologia chiamata lipotrissia ultrasonica ad alta potenza in grado di distruggere le cellule di grasso in modo mirato e selettivo, senza intaccare i tessuti circostanti.

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Gli olivi secolari: testimoni del tempo oltre che del territorio

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 settembre 2016

olivo al tramontoE’ il tempo il valore aggiunto dell’olio degli olivi secolari. Quel tempo che la modernità prova a cancellare, uniformare e banalizzare, come a voler togliere l’identità che rende ogni essere vivente – la natura nel suo insieme – testimone del suo territorio. L’identità quale diversità che porta ognuno a raccontare il proprio passato e vivere il presente sognando e progettando il domani.
La spremuta di olive di ulivi secolari rappresenta il tempo che scorre dentro le possenti e fragili radici; il tronco disegnato da nodi; i rami verdeggianti e ombrosi, ed è così che diventa memoria, sfida, paesaggio, ambiente, tradizione.
Un olio che, grazie al tempo dei suoi ulivi, esprime un valore che va ad aggiungersi alla qualità espressa dal territorio (origine) e caratterizzata dalla varietà e dalle cure e intelligenza dell’olivicoltore. Un olio, quello del tempo, ancor più eccellente, prezioso, e, come tale, riservato a un consumatore che ama e vuole la qualità per appagare il gusto e dare una risposta di salute al suo stile di vita, ma non basta, vuole anche, da un prodotto che è storia, cultura, tradizioni, ascoltare il suo racconto per capire l’identità e sentire lo scorrere del tempo, secoli e, perfino, millenni .
In pratica la salvaguardia e tutela degli ulivi e , ancor più, degli uliveti secolari sta soprattutto nella capacità di produrre e valorizzare l’olio delle loro olive e ciò è possibile con l’elaborazione di strategie e l’attuazione delle stesse.
Strategie mirate al recupero degli oliveti e olivi secolari abbandonati; ad accorpare queste realtà per renderli parchi agricoli, come quello di Venafro e, anche, a collegare patriarchi, ormai rimasti soli, disegnando percorsi. Sentieri o strade che scendono e salgono colline: quando in compagnia di viti (anch’esse secolari, soprattutto in Campania), querce maestose , salici e pioppi lungo corsi d’acqua o campi di grano che, non avendo l’obbligo e la necessità di attraversare gli oceani, danno pasta salutare e pane nutriente.
Il paesaggio degli uliveti secolari e quello impresso da singoli olivi – fanno pensare a quelli disegnati da Silvana Bissoli – a dare valore al territorio, ai territori di quest’Italia, in particolare quelli che scivolano lungo l’Appennino fino alle piccole e grandi isole.
Non è lontano il tempo dei traffici di questi patriarchi che, spiantati in Puglia e in altre regioni del Sud, raggiungevano il centro e il nord Italia per arricchire ville, vecchi e nuovi alberghi, ristoranti. Per i frequentatori delle autostrade era normale sorpassare o incrociare camion e perfino tir carichi di questi straordinari monumenti. Traffici illegali, visto che la legge anche allora vietava l’espianto degli ulivi, che nessuno ha mai bloccato. Poi, le leggi regionali di salvaguardia e tutela di questi patrimoni della natura, prima la legge della Puglia e, poi, quella della Calabria, che, però, hanno solo attutito il fenomeno, fino a quando non è venuto fuori la Xilella, che, invece di spiantare questi ulivi e mandarli altrove, ha dato la stura di segarli direttamente sul posto per liberare campi di ulivi secolari e pensare a farci altro.
Personalmente ho affrontato in tempi non sospetti questo tema della Xilella e, alla fine sono stati i fatti accaduti in questi due anni, gli ultimi in particolare, a convincermi che la Xilella è solo una buona occasione per liberasi di questi monumenti e fare altro dei campi rimasti nudi.
Tornando alla salvaguardia e tutela di questi monumenti si è visto che non è sempre facile il rispetto di leggi, anche rigorose, proprio perché esso diventa blocco e, come tale, fastidio da eliminare. Tanto più in una realtà che, invece, ha tutto per essere motore di iniziative – importanti per la stessa salvaguardia e tutela del territorio – se, approfittando dell’immagine dell’olio prodotto da questi monumenti, viene promossa e valorizzata.
Si tratta di pensare a una mirata strategia di marketing capace, mediante una cabina di regia a carattere pubblico, di mettere insieme uliveti e territori, olivicoltori e trasformatori , in modo da organizzare l’offerta di quest’olio speciale, garantire l’origine, programmare e progettare sul mercato globale, campagne di promozione, valorizzazione e commercializzazione di un prodotto che non ha eguali.
Un olio extravergine di oliva diverso da altri e, come tale, ricco d’identità che, una volta affermato, diventa l’elemento vero della salvaguardia e tutela degli olivi secolari che lo producono .
Soprattutto in questa fase in cui l’olio extravergine di oliva ha tutto per affermarsi e vivere la mediterraneità sulle tavole e sui banchi di lavoro di cuochi tra i più rinomati. Non solo perché filo conduttore di piatti ispirati dal territorio; dall’agricoltura contadina e, in particolare, dall’orto o dal mare, ma di quello stile di vita che la mediterraneità esprime, soprattutto per merito del suo olio di oliva che, al pari del vino, è cultura.
Cultura che il tempo degli olivi secolari raccoglie, con dovizia di particolari, nell’olio delle olive da essi prodotte, che, più di altri, è mito e rito e, così, testimone eletto di territori che, con l’origine della qualità, sanno esprimere i valori degli usi e dei costumi, delle tradizioni.
Testimoni del tempo, d’identità e biodiversità, storia, cultura e, come tali messaggeri capaci di comunicare, promuovere e valorizzare l’olio extravergine di oliva e l’insieme dei prodotti che ad esso sono collegati.
E’ così che l’olio di questi olivi, da secoli, è filo conduttore di quel patrimonio culturale, bene dell’umanità, qual è la Dieta mediterranea. (Pasquale Di Lena)

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Novecento Storie del nostro tempo

Posted by fidest press agency su domenica, 21 agosto 2016

Novecento storia del nostro tempodi Riccardo Alfonso. La prima domanda che mi pongo, nel trattare la storia del XX secolo, è perché mi giunge naturale volgere lo sguardo al secolo che lo ha preceduto. La risposta, a ben considerare, mi pare ovvia. Prima di tutto perché nessuna storia di un secolo parte dal suo inizio.Lo è per il XX secolo ma anche per il ventunesimo, se si fa decollare la svolta storica con la caduta del muro di Berlino del 1988. Abbiamo voltato pagina, in maniera rilevante, con la fine della guerra fredda e l’inizio di una nuova storia sugli equilibri mondiali e i conflitti regionali e l’esplosione del terrorismo internazionale che seguì. Il Novecento, quindi, è in sintonia con lo stesso ragionamento.Fidest press agency; Saggi edizione Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l. (foto: Novecento storia del nostro tempo)

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“Anticiclone africano porterà l’Estate al Centrosud con temperature sopra media anche di 12°C, qualche temporale al Nord”

Posted by fidest press agency su sabato, 16 aprile 2016

Philippine climate“Dal weekend caldo in nuova intensificazione sull’Italia con l’anticiclone africano” – lo conferma il meteorologo di 3bmeteo.com Edoardo Ferrara che spiega – “Soprattutto al Centrosud il tempo si manterrà stabile ed in prevalenza soleggiato, pur con qualche nube sparsa di passaggio, mentre il Nord sarà lambito da venti più umidi atlantici, con rischio piogge e temporali in perfetto stile estivo su Alpi e Prealpi specie domenica. Già nel fine settimana si respirerà di fatto aria d’Estate sulle regioni centro-meridionali, ma sarà da lunedì che raggiungeremo l’apice del caldo anomalo”.
“Le temperature soprattutto al Sud si porteranno infatti su valori tipici del mese di Giugno” – proseguono gli esperti di 3bmeteo.com – “Con punte che potranno superare i 30°C su molte zone di Sardegna, Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia; non sono da escludere picchi fino a 33/34°C in Sicilia. Ma il caldo atipico si avvertirà anche al Centro, con punte fino a 28/30°C sulle zone interne specie delle Tirreniche, in particolare martedì prossimo quando sarà raggiunto il picco del caldo anomalo; tra le città con i valori termici più elevati ci attendiamo Firenze, Perugia, Terni, Sulmona, Roma, Frosinone, Benevento, Cosenza, Matera, Foggia, Palermo, Catania. Farà meno caldo sulle Adriatiche, specie lungo la costa, e sulla Valpadana sebbene sempre in un contesto mite per il periodo”.
“Stiamo parlando di temperature davvero notevoli e superiori alle medie anche di 10-12°C” – sottolineano da 3bmeteo – “Ad esempio Roma a fronte di una media di 18°C potrebbe raggiungere i 30°C la prossima settimana, eguagliando se non battendo il record di Aprile del 2013. Aprile 2016 non solo dunque prosegue il trend termico sopra media ma rischia di passare alla storia come un mese di caldo record.” “Secondo le ultime elaborazioni l’anticiclone dovrebbe battere in ritirata attorno al 22-25 Aprile, favorendo un ritorno ad un tempo più instabile ma soprattutto fresco per arrivo di aria più fredda dal Nord Europa. Un netto cambiamento delle condizioni meteo-climatiche che rispecchierebbe la tipica variabilità della Primavera.” – concludono da 3bmeteo.

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Simonit&Sirch Preparatori d’Uva chiamati a Château Latour e Moët&Chandon

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 ottobre 2015

Marco SimonitMarco Simonit1Simonit&Sirch Preparatori d’Uva a Château Latour e da Moët&Chandon. Dopo Château d’Yquem (il bianco più prezioso al mondo, leggendario Sauternes, unico vino in assoluto ad avere la qualifica di Premier Cru Supérieur), Marco Simonit e il suo gruppo di specialisti sono stati chiamati per salvaguardare la salute dei vigneti di altre due mitiche Maisons francesi: Château Latour, Premier Gran Cru Classé, uno dei più prestigiosi e preziosi vini al mondo (una bottiglia da 6 litri del 1961 è stata battuta all’asta da Christie’s per 135.000 £) e Moët&Chandon, la casa di Champagne più glamour e conosciuta al mondo.
Château Latour è per i Bordeaux quello che Chateau d’Yquem è per i Sauternes: la perfezione, il modello verso cui tendere. Si trova in una delle più gloriose denominazioni della zona del Médoc, ovvero il Pauillac AOC: la sua storia ha origine verso il 1670 circa, anche se la coltivazione della vite attorno alla torre di vedetta da cui prende il nome, costruita dagli inglesi nel XIV secolo, risale probabilmente ancor più indietro nel tempo. La fama dello Chateau Latour crebbe esponenzialmente nel 1700 con le esportazioni in Inghilterra e il successo presso la corte reale. Attualmente è di proprietà del finanziere Francois Pinault. Moët & Chandon, da parte sua, ha una lunga tradizione fatta di conquiste, primati e innovazioni pionieristiche e leggendarie, che l’hanno resa sinonimo del più amato Champagne al mondo. Fondata nel 1743, la maison di Epernay possiede oggi oltre circa 1200 ettari di vigneti e produce annualmente oltre 32 milioni di bottiglie di Champagne. Fa parte del Gruppo LVMH, leader mondiale nel Lusso.Queste cantine da mito – come pure gli altri Châteaux e i colossi francesi del vino di qualità quali Roederer di cui sono consulenti da tempo i Preparatori d’Uva – hanno l’esigenza di salvaguardare il loro patrimonio più prezioso, ovvero i vigneti minacciati da deperimento e mortalità precoce dovuti alle malattie del legno.“Nella zona di Bordeaux – racconta Marco Simonit- il deperimento dei vigneti è un problema endemico, gravissimo, che falcidia oltre il 10% delle piante di Cabernet Sauvignon all’anno. Non avendo cure efficaci contro le malattie del legno (mal d’esca ed altre), Château Latour ha deciso di puntare deciso sulla prevenzione e ci ha chiamati come consulenti, dal momento che il Metodo Simonit&Sirch (che abbiamo messo a punto in anni di lavoro e sperimentazione) è volto rendere le viti meno vulnerabili, con una struttura legnosa più integra ed efficiente, grazie a una potatura mirata che riduce l’impatto devastante che hanno i tagli sul sistema linfatico delle piante. Abbiamo studiato il loro tradizionale modo di allevamento del Cabernet Sauvignon (Guyot del Médoc), abbiamo cercato di capirne i punti deboli e quindi abbiamo individuato tecniche di potatura meno invasive che lo stanno evolvendo, pur nel rispetto della tradizione. Il tutto, ovviamente, viene condiviso con la direzione e i tecnici dell’azienda. Lavoriamo soprattutto sui vigneti giovani e su quelli adulti non compromessi e formiamo le squadre dei potatori. La prospettiva è che in 5 anni si codifichi un sistema di potatura innovativo, che stiamo studiando specificatamente per Château Latour. Valuteremo via via con loro le eventuali modifiche da effettuare, sempre nel rispetto della tradizione.”La medesima filosofia viene applicata dai Preparatori d’Uva anche nei vigneti di Moët&Chandon, dove stanno studiando delle tecniche di potatura che evolvano quelle tradizionali dello Champagne (il Sistema Chablis per il Chardonnay e il Cordone speronato dello Champagne per il Pinot Nero) con l’obiettivo di allungare la vita dei vigneti, che – con il 4/5 per cento di mortalità- sono meno vulnerabili di quelli di Bordeaux. “Avere delle piante più longeve possibile è infatti un’esigenza prioritaria per le grandi Maisons, dato che garantisce la continuità qualitativa e la riconoscibilità dei loro vini- spiega Marco Simonit – Abbiamo iniziato a lavorare da Moët & Chandon nel 2013 in tre aree: Valle della Marna, Montagna di Reims, Côte de Blanc.” (foto: Marco Simonit)

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Alberto Cerqui determinato a dare una svolta alla stagione al Paul Ricard

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 giugno 2015

cerquiIl round francese potrebbe rappresentare per Alberto Cerqui la possibilità di esprimere finalmente il suo reale potenziale dopo un avvio di campionato in parte travagliato, che lo ha visto andare a punti sia a Monza che a Silverstone, senza però riuscire a salire sul podio. Nelle ultime settimane il pilota bresciano e gli uomini del team Imperiale racing hanno lavorato a fondo sulla Lamborghini Huracan numero 6, preparandola al meglio per i lunghi rettifili e i tratti veloci di Le Castellet. Alberto Cerqui: “La scorsa settimana sono stato impegnato in due giorni di test a Vallelunga che si sono rivelati decisamente produttivi. Nel primo ho lavorato per la prima volta sulla Huracan GT3 nell’ambito del Lamborghini GT3 junior program: è una macchina incredibile, con una cerqui1percorrenza di curva impressionante che consente di staccare veramente avanti. Nel secondo giorno mi sono invece concentrato sulla Super Trofeo insieme al mio compagno di equipaggio Giacomo Barri: Sono fiducioso di aver trovato un buon setup per il Paul Ricard, una pista che piace ad entrambi e dove possiamo provare a dare una svolta alla stagione. Avevamo programmato anche di andare alla ricerca del tempo con gomma nuova nel tardo pomeriggio, ma un curioso problema al motore ha modificato i nostri piani. Nulla di grave, meglio sia emerso in un test piuttosto che in gara.” Il programma dell’evento prevede due turni di prove libere venerdì, seguiti sabato mattina dalle prove ufficiali (09.15). Gara uno seguirà nel pomeriggio alle 14.30, mentre la seconda corsa prenderà il via domenica alle 10.50. In Italia le due gare saranno trasmesse in diretta da Nuvolari. (foto cerqui)

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Crisi. Unimpresa, in cinque anni quasi 60 miliardi di tasse in più

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 settembre 2013

Quasi 60 miliardi di euro di tasse in più in cinque anni. Le entrate tributarie nel nostro Paese correranno molto più del pil e aumenteranno, complessivamente, tra il 2013 e il 2017, di 58,6 miliardi. Il gettito raggiungerà quota 472,3 miliardi alla fine di quest’anno e crescerà costantemente negli anni successivi fino a raggiungere i 530,8 miliardi del 2017. Questi i dati principali di un’analisi del Centro studi Unimpresa. Il rapporto dell’associazione, che ha preso in esame la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza approvata il 20 settembre dal consiglio dei ministri, rivela che il peso del fisco è destinato a salire molto più velocemente rispetto all’andamento del prodotto interno lordo.
Rispetto al 2012, alla fine di quest’anno lo Stato incasserà 149 milioni in più da imprese e famiglie che assicureranno un gettito di 472,3 miliardi di euro. In termini percentuali si tratta di un incremento lieve, lo 0,03% in più, ma che va nella direzione opposta rispetto all’andamento dell’economia, prevista in calo dell’1,7% secondo il Def approvato dal Governo. Una doppia velocità che si registra costantemente anche nelle previsioni degli anni successivi. Il gettito tributario nel 2014 arriverà a 487,4 miliardi in aumento di 15,2 miliardi rispetto a quest’anno: tasse in crescita del 3,3%, mentre il pil dovrebbe salire solo dell’1%. Nel 2015 lo Stato incasserà 501,8 miliardi di euro con un incremento di 14,4 miliardi sull’anno precedente: in termini percentuali la crescita delle imposte è pari al 2,96% che va raffrontata con l’1,7% della crescita economica. Nel 2016 la situazione &egra ve; sostanzialmente identica: grazie a un incremento di 13,7 miliardi sul 2015, il gettito tributario arriverà a 515,6 miliardi in aumento del 2,75% e col pil in crescita dell’1,8%. Chiude il conto il 2017, quando le tasse versate da aziende e cittadini nelle casse dello Stato saranno pari a 530,8 miliardi in aumento di 15,1 miliardi sull’anno precedente: vale a dire +2,94% e pil più lento all’1,9%. Nel quinquennio 2013-2017 le tasse pagate dai contribuenti in Italia arriverebbe a toccare 2.508,1 miliardi di euro.”I dati dimostrano che il dibattito sulle tasse è solo propaganda. Nelle scorse settimane, abbiamo ascoltato esponenti della maggioranza e del Governo avanzare ipotesi di abbattimento del cuneo fiscale, ma il peso delle tasse è destinato a salire e le misure varate in questi ultimi mesi non hanno fatto altro che incrementare il carico sulle famiglie e imprese. Ci sentiamo presi in giro, come imprenditori e come cittadini” afferma il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi.

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Comunicare l’Europa ai tempi della crisi: tavola rotonda a Bruxelles

Posted by fidest press agency su domenica, 29 aprile 2012

The Brussels Parliament building

The Brussels Parliament building (Photo credit: Wikipedia)

Bruxelles 8 maggio 2012. La Tavola rotonda si terrà dalle 18.15 alle 20.30 presso il Parlamento “Comunicare l’Europa ai tempi della crisi. Il ruolo dell’informazione tra istituzioni e cittadini” è la Tavola rotonda che l’Ansa organizza a Bruxelles, in collaborazione con l’Ufficio d’Informazione in Italia e la Direzione Generale per la Comunicazione del Parlamento europeo. Il Presidente dell’Ansa Giulio Anselmi e il Direttore Luigi Contu apriranno la tavola rotonda, che vede la partecipazione del Ministro per gli Affari Europei Enzo Moavero Milanesi, dei vicepresidenti del Parlamento europeo Gianni Pittella e Roberta Angelilli, del vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani, dell’ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci, del portavoce e direttore per i media Jaume Duch Guillot e dei rappresentanti delle delegazioni politiche del Parlamento europeo. europeo. (fonte: http://www.aiccre.it)

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D.L. semplifica è legge

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 aprile 2012

Dichiarazione Filippo Patroni Griffi ministro per la Pubblica amministrazione.”Esprimo soddisfazione per l’approvazione in via definitiva del decreto legge Semplifica Italia. La partita per quel che ci riguarda non è terminata. Anzi, adesso si aprono due ulteriori sfide. La prima è l’attuazione. E’ in dirittura d’arrivo l’accordo con le Regioni e gli Enti locali per dare seguito alla legge appena approvata. L’altra sfida è il disegno di legge che presenteremo al più presto”. A dichiararlo, oggi, il Ministro per la Pubblica Amministrazione, Filippo Patroni Griffi. Continua il Ministro: “Il nuovo testo recepirà le istanze che sono state avanzate nel corso del dibattito parlamentare e che, per mancanza di tempo, non è stato possibile esaminare approfonditamente. In conclusione, le Semplificazioni sono un processo in moto: si tratta di tanti piccoli cambiamenti per cittadini e imprese che miglioreranno la vita degli italiani”.

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Esercito: Si opera incessantemente ad Herat

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 aprile 2012

Soldiers of the Sassari Brigade. Downloaded fr...

Soldiers of the Sassari Brigade. Downloaded from the official homepage of the Italian Army. (Photo credit: Wikipedia)

Herat. Afghanistan Camp Arena, quasi 5mila chilometri dall’Italia, base del contingente italiano, 4.200 militari impegnati nella missione in questo Paese dilaniato da anni di combattimenti contro gli insurgents, e sottoposto ad operazioni coraggiose e delicate. La Brigata Garibaldi, guidata dal generale Luigi Chiapperini, appena subentrato al parigrado, generale Luciano Portolano, della Brigata Sassari, è impegnata in quest’area di RC West. Ad Herat inizia a far caldo.
Mentre si opera incessantemente, per portare avanti un lavoro, per questa terra fondamentale. Da una parte l’addestramento della polizia afghana, dall’altra le operazioni contro i terroristi, come quella compiuta nella notte tra l’1 e il 2 aprile, dalle Forze speciali: la Task Force 45 è entrata in azione.
Ha sequestrato esplosivo, numerose armi e munizioni e arrestato alcuni insurgents, rinchiusi poi nel carcere di Herat. Fondamentale il lavoro di questi uomini, specializzati in tali azioni. A Camp Arena sono le 19 mentre scriviamo. Vi sono centinaia di soldati in attesa della cena, che si svolge all’interno della mensa della base militare. Il lavoro quotidiano, portato avanti con pazienza, sacrificio ed entusiasmo per oggi è finito, almeno per la maggior parte di loro. C’è chi si connette a internet, per parlare con le famiglie, chi legge, chi si intrattiene in uno dei bar della base. Il tempo si passa anche così, perché in questa piccola cittadina militare si cerca di passarli questi lunghi mesi lontani da casa. Mentre le famiglie da lontano attendono il ritorno dei propri cari. Dall’Italia si pensa che la missione debba volgere al termine, che i militari debbano tornare a casa, ma per chi non è mai stato qui è difficile capire quanto, invece, sia importante la presenza del nostro contingente……. continua http://www.cybernaua.it

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L’Università italiana al tempo di Facebook

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 febbraio 2012

Dalla ricerca condotta da Universita.it sulla presenza degli atenei italiani sul famoso social network emerge che a dominare sul web sono le Università del Nord Nell’era di internet, facebook, il social network più diffuso al giorno d’oggi, diventa il termometro di gradimento delle Università Italiane. Per questo Universita.it, il quotidiano online d’informazione universitaria, da sempre molto attento alle trasformazioni della società, ha messo a confronto gli atenei d’Italia, per verificarne la capacità di interagire con i propri studenti attraverso l’uso dei nuovi strumenti di condivisione del web. L’analisi svolta dai ricercatori del quotidiano on line, che prende spunto da un precedente studio svolto nel 2010, da Fabio Giglietto del Dipartimento di Studi della Comunicazione dell’Università di Urbino, sul rapporto tra atenei e social network, emerge che al 31 gennaio 2012 il 66 % delle università italiane hanno una pagina facebook. Ordinando gli atenei per il solo numero di fan a registrare la più alta quantità di “like” sono prevalentemente le Università delle regioni del Nord Italia, infatti tra le top 15, ovvero quelli con maggior numero di iscritti, 8 provengono dalla Toscana in su. Assenti gli istituti superiori della Capitale e del Centro Italia, ad esclusione di quello di Pisa che si trova al sesto posto. A dominare la classifica è l’Università degli studi di Torino con ben 19.066 fan. Segue l’Università degli studi di Padova con 17.714 fan e l’Università di Milano che ne registra 14.225. Inoltre Il 64% dei top 25, registra una presenza anche sulla piattaforma Twitter. Fra questi spiccano l’Università di Padova, il Politecnico di Milano, Politecnico di Torino con un numero di followers superiore a 2.500.
Grandi università come Napoli, Roma, Bologna hanno invece partecipazioni e adesioni molto basse sui propri profili facebook pur essendo atenei che da anni registrano un’elevata popolazione studentesca.
Non hanno una fanpage le università di Cagliari, Messina, (presenti sul social con un “profilo persona”) Genova, Bari e Ferrara, mentre l’Università degli studi di Firenze è presente sul social con una pagina non ufficiale creata e aggiornata spontaneamente da un gruppo di studenti. Curiosi i dati che emergono dall’analisi che vede gli atenei classificati in base al rapporto tra numero di studenti iscritti e i link ricevuti sulla propria fanpage. Secondo questa classificazione a emergere sono gli istituti di dimensioni minori come l’Università per stranieri di Perugia, la IUV di Venezia e la Kore di Enna. L’analisi, oltre a evidenziare chi fra gli atenei italiani è presente nel web con una propria pagina facebook, mostra anche chi negli ultimi due anni ha scelto di investire nella famosa rete sociale. L’Università di Trieste ne è un esempio, che da solo 9 utenti del 2010 oggi ne conta circa 2608 o quella della Basilicata che da 196 è passata ad averne 2452. Un dato significativo che mostra l’importanza di comunicare con gli studenti attraverso uno strumento che ormai appartiene alla loro quotidianità.

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Mediazione civile: buon avvio

Posted by fidest press agency su martedì, 3 gennaio 2012

Giovanni Pecoraro, presidente dell’associazione nazionale per l’arbitrato e la conciliazione (ANPAR), in merito all’intervista rilasciata dal ministro di giustizia, Paola Severino sul Corriere della Sera di fine anno, nel confermare fiducia e appoggio per l’allargamento ad altre materie dell’obbligatorietà del tentativo di conciliazione e del suo suo impegno a favore dell’arbitrato obbligatorio, che evitano l’intasamento dei tribunali con causa dai tempi lunghi, dagli effetti disastrosi e dagli alti costi, manifesta perplessità per le sconsiderate affermazioni apparse su qualche organo di informazione in merito alla mediazione, che hanno tutta l’intenzione di tirare per la giacca il ministro Severino, affinchè non rafforzi oltre i metodi di A.D.R. (Alternative Dispute Resolution). C’è qualcuno che, ancora non sa quello che dice, affermando che le cifre della mediazione sono aride e che i numeri ingannano perchè buon parte della mediazione obbligatoria è un fallimento. Un fallimento c’è ed è per quegli avvocati che hanno dato ascolto alle chiacchiere piuttosto che ai fatti. I fatti dicono una sola cosa confermata dal Ministro, ci sono stati 36.000 avvii di procedura di mediazione in meno di nove mesi, come avvio non è male, considerato che molti mediazioni non sono giunte sul tavolo degli organismi perchè le controparti sono stete consigliate a “non aderire” per iniziare una causa. Aspettiamo le determinazione dei magistrati chiamati a giudicare su queste “mancate adesioni” “consigliate da consulenti senza scrupoli e senza etica professionale. Si può anche essere non d’accordo su una legge ma se c’&egra! ve; deve essere fatta rispettare. A noi, tanto per essere chiari, dice Pecoraro, risultano numeri diversi da quelli divulgati dall’O.U.A. (organismo “politico” dell’avvocatura) E’ chiesto al ministro Paola Severino, che bene conosce la categoria di appartenenza, di impegnarsi contro la corruzione. Ma chi sono i corrotti? Chi sono gli evasori fiscali? Da quanto mi risulta la mediazione civile e i sistemi A.D.R. in generale sono una sana medicina per combattere il cancro dell’evasione e della corruzione.
Pecoraro chiede al Ministro di verificare da dove provengono questi ” pseudo fallimenti”? Secondo me il grosso delle mancate adesioni provengono da alcuni ordini provinciale dell’avvocatura e dalla mancata partecipazione di moltissime istituzioni pubbliche chiamate a conciliare, dove forte è la presenza di uffici legali, che vorrebbero continuare a mantenere quei margini di “accordi” interpersonali, spesso corruttivi, piuttosto che risolvere la controversia con un mediatore altamente professionalizzato ed imparziale. Questi sì che sono comportamenti che il Ministro, in questi tempi di sacrifici, ha da tener presente. Da tempo afferma Pecoraro, ho chiesto al Ministero di Giustizia, l’istituzione di una commissione mista – senza oneri aggiuntivi per lo Stato – che verifichi e controlli l’operato degli organismi di mediazione pubblici e privati e di rendere pubblici i “flussi statistici” che mensilmente vengono inviati al ministero distinti per organismi e zone di provenienze. Scopriremmo belle sorprese in proposito. Non è forse vero che il 90% delle mediazioni “fallite” provengono da alcuni degli organismi “iscritti a semplice domanda” nel registro? Questa sì che è una norma anticostituzionale. Per quale motivo gli ordini professionali degli avvocati possono costituirsi in organismi senza essere sottoposti al vaglio ed al controllo del Ministero? Belle parole quelle sulla Costituzione: “salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali”, ma di chi? Dei cittadini? NO! Sono solo diritti e libertà di chi vuol mantenere le proprie specifiche posizioni di privilegio, acquisite nel corso degli anni a sfavore di quei cittadini che al 99 per cento sono pienamente soddisfatti del nuovo ist! ituto giuridico della mediazione, lo dimostra il fatto che nei tanti incontri avvenuti le sale sono sempre stracolme di persone e fra queste sono sempre di più quelle che si rivolgono direttamente agli organismi piuttosto che affidarsi a consulenti pre-mediazione. Dai faccia a faccia a distanza l’O.U. A. ne esce sempre sconfitta. C’è un solo soggetto che si è data la patente di “medio-conciliatore”, che dopo anni di ordinaria follia cerca di mantenere a tutti i costi privilegi personali, che forse, hanno contribuito “unitamente a i suoi “amici di merenda” all’attuale crisi economica perchè hanno ignorato da sempre le esigenze dei cittadini,lavoratori, famiglia ed imprese. E’ forse Etica con la E maiuscola quella di invitare il Governo a privilegiare gli interessi di pochi, dove a capo, c’è chi intende fare tutto di testa sua allontanando dalle istituzioni e dai cittadini la democrazia e l’equità? Questo Governo presieduto dal prof. Monti e quelli che l’hanno preceduto l’Etica con la E maiuscola sanno bene qual’è e sanno bene anche che non è possibile chiedere sacrifici ai cittadini, privilegiando pochi a sfavore di tanti.
La verità è che chi si è servito da tempo di professionalità per creare una lobby è oggi in grossissime difficoltà e questo – purtroppo per qualcuno – l’hanno capito tutti.

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L’Italia è finita in lacrime: ora è tempo di agire

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 dicembre 2011

Nelle lacrime in presa diretta del ministro Elsa Fornero in queste lacrime si manifesta tutto il fallimento italiano.
Cosa dire invece, delle decine e decine di anni di politica all’italiana e di politici italiani che hanno goduto di privilegi inauditi ma consentendo comunque alla corruzione ed alle mafie di massacrare un paese, che era una vera potenza economica mondiale, per ridurlo al difficile ruolo di capro espiatorio di tutti i mali globali e delle follie violente anti-globalizzaizone? Ma la verità è che il debito pubblico italiano è colpa della politica italiana, è frutto della idiozia dei politici italiani, e non è invece colpa dell’Europa e nemmeno della globalizzazione. La casta politica che avrebbe dovuto servire e difendere il paese da ogni prevedibile attacco, sia interno che esterno, non lo ha fatto e non lo ha fatto di proposito. Da questo momento in poi, si può con assoluta serenità affermare che l’italia non è più una nazione, ma rappresenta solo un inutile fardello, un pesante fardello intriso di corruzione e di mafiosità, un fardello che altri difendono solo per difendere se stessi, un fardello che pesa troppo sul capo di quegli innocenti che non amano la corruzione ed odiano le mafie.
Con buona pace di chi non lo ha ancora capito e non lo vuole capire. Con buona pace di chi urla di voler difendere in tribunale stili di vita indifendibili e causa certa del fallimento della credibilità e del buon nome di un intero paese. Ma l’italia è finita, anche senza il loro inutile assenso. Occorre però andare oltre questo fallimento, oltre questa sconfitta, bisogna spogliarsi della zavorra e volare alto. Occorre distaccare quei territori che non sono ancora intrisi di corruzione e di mafiosità in modo irrecuperabile e bisogna immediatamente portarli in luogo sicuro, in territorio amico, nel fraterno abbraccio di una riconciliazione dei popoli del nord, dei popoli ticinesi e insubri. Ma bisogna fare in fretta, poiché la corruzione e l’usura mafiosa è stata aizzata contro quei territori ad arte, in modo da diffondere e propagandare l’impressione che l’talia sia tutta mafiosa e tutta corrotta e quindi tutta irrecuperabile.
Bisogna farlo ora e bisogna farlo bene. Occorre avviare una battaglia senza frontiere per difendere la libertà di quei popoli e di quei territori che dicono NO alla corruzione e dicono NO alla mafia. Un battaglia di libertà, una battaglia di civiltà, una battaglia di diritto giuridica e naturale, ma una battaglia. Basta cospargersi il capo di incenso e cercare insensatamente un capro espiatorio che si accolli tutto il male di tutti i mali che affondano i loro artigli nelle carni non italiane, ma incatenate e rese schiave italiane. Ora o mai più. (Gustavo Gesualdo alias Il Cittadino)

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Attraverso il tempo

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2011

Roma dal 30 giugno al 2 luglio presso lo spazio espositivo della Creative Room (Via Tommaso Campanella 36) vernissage giovedì 30 giugno, ore 18.30 – 20.00 ed esposizione dell’istallazione “partecipata” Attraverso il tempo – quattro passi nella Storia del Quartiere (Prati – Borgo – Delle Vittorie – Trionfale). Un modo per valorizzare, promuovere e ove necessario, far scoprire le emergenze storico architettonico culturali di uno storico quartiere romano. Attraverso il tempo è il progetto promosso dall’Associazione Culturale Bell’Italia 88, in collaborazione con il XVII Municipio, con il patrocinio di Roma Capitale. “Attraverso il tempo” ha proposto nei mesi di maggio e giugno 2011 un ciclo di visite guidate, nel corso delle quali sono state raccolte foto, testimonianze e video della storia del municipio diciassettesimo. Parallelamente al ciclo di visite guidate, è nata l’istallazione, curata dall’architetto Emanuela Bonella, come frutto di un’esperienza condivisa: un reciproco scambio tra lo storico dell’arte che illustra l’itinerario architettonico-urbanistico, il pubblico-abitante che diventa a sua volta narratore raccontando la propria personale esperienza e visione all’autore dell’opera. L’istallazione può infatti definirsi “partecipata” poiché in essa confluiscono contributi e materiali prodotti dagli stessi abitanti nel corso delle visite guidate sul territorio: sguardi, ricordi, testimonianze di chi vive le trasformazioni caratteristiche di quei luoghi familiari eppure mai del tutto conosciuti. L’istallazione diventa così un punto di arrivo ma anche di ri-partenza con una nuova consapevolezza che nasce da una pluralità di sguardi e di voci che evocano il passato e offrono spunti futuri. I materiali autoprodotti dagli abitanti sono stati raccolti durante le visite guidate e attraverso i nuovi strumenti del comunicare contemporaneo: un profilo facebook attraverso cui creare una finestra sugli eventi in corso e un’agorà per la discussione e la condivisione di foto, video e audio. Contemporaneamente, una personale ricerca dell’autore dell’istallazione, Emanuela Bonella, intesse altre visioni, suoni e voci catturate nella propria “esplorazione” del territorio.

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“La terra sospesa nel tempo”

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 maggio 2011

Roma 27 maggio ore 18:30 (e fino al 6 giugno) Via dell’Arco di San Calisto, 40 (Trastevere) Atelier degli Artisti Foto di: Daniele Bellucci, Francesco Fadda, Leonardo Guetti reportage dal Nord del Laos. Distanti dalle comuni rotte turistiche, se si eccettua la breve parentesi di Luang Prabang, l’antica capitale, centro della spiritualità buddista più autentica, sono entrati in contatto con alcune delle minoranze etniche più caratteristiche e lontane dalla cosiddetta “civiltà”, realizzando un reportage sulla vita nei villaggi e sulle quotidiane attività della popolazione quali il lavoro e la scuola fissando sulla memoria (digitale) una vitalità e una joie de vivre. E’ l’avventura di 3 amici fotografi, con almeno due passioni in comune: il viaggio, inteso come esplorazione fisica dei luoghi e ricerca umana interiore e la fotografia come sintesi delle esperienze visive ed emozionali vissute. Caratterialmente molto diversi uno dall’altro hanno profuso le loro energie in un viaggio di appena due settimane percorrendo in macchina, in barca e a piedi il nord del Laos alla scoperta di uno degli ultimi luoghi (in)contaminati dell’Asia.

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Il tempo dell’infinito

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 maggio 2011

Pisa Centro Arte Moderna Lungarno Mediceo n.26, Vernissage: Sabato 7 maggio ore 18 Mostra Personale di Pittura di Fabio Mordeglia dal 7 al 18 maggio 2011 Orari di apertura: martedì-sabato ore 10,00-12,30 / 16,30-19,30; chiuso lunedì e festivi; sabato e domenica su appuntamento Ingresso libero La ricercata pittura materica di Fabio Mordeglia approda in Toscana a partire dal 7 maggio, giorno in cui sarà inaugurata la personale dell’artista albisolese nella suggestione monumentale del centro storico di Pisa. Ventidue opere di Mordeglia saranno esposte al Centro Arte Moderna in un affascinante percorso di allestimento, che metterà in luce i tratti salienti e le peculiarità dell’autore ligure evidenziandone la sfera percettiva: la materia e il colore sanno i protagonisti indiscussi di questa mostra. Le contrapposizioni tonali, su cui sono impostate le opere di Mordeglia, conferiscono, infatti, particolare risalto agli aspetti cromatici della pittura, valori visivi sorretti da un tessuto d’inconsce astrazioni ed enigmatiche sintesi intellettuali. Ma non lasciatevi ingannare dalla semplicità con cui Fabio Mordeglia dipinge. L’essenzialità non è altro che il vessillo di uno spirito ben più complesso di ciò che immaginiamo, uno spirito che abbraccia una personalità poliedrica libera da schemi e condizionamenti culturali e sociali. La mostra è visitabile fino al 18 maggio.

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