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Tempi di attesa: la trasparenza di Regioni e aziende sanitarie è ancora lontana

Posted by fidest press agency su martedì, 14 maggio 2019

Il Piano Nazionale di Governo delle Liste d’attesa (PNGLA) 2010-2012 aveva previsto, a garanzia della trasparenza e dell’accesso alle informazioni su liste e tempi di attesa, un monitoraggio annuale sistematico della loro presenza sui siti web di Regioni e Province Autonome e di Aziende sanitarie. Tali informazioni, secondo quanto previsto dal successivo “decreto trasparenza”, dovrebbero essere rese pubblicamente disponibili a tutti i cittadini con l’obiettivo di favorire il controllo diffuso sull’operato delle Istituzioni e sull’utilizzo delle risorse pubbliche.«L’Osservatorio GIMBE – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – ha rilevato che il Ministero della Salute non ha mai pubblicato i risultati del monitoraggio previsto dal PNGLA 2010-2012. In particolare, non è disponibile alcun report sui recepimenti regionali del PNGLA e sulla redazione dei piani attuativi aziendali, né tantomeno sulla rendicontazione pubblica dei tempi di attesa, oggetto solo di studi a campione effettuati da varie organizzazioni. Al fine di colmare tale vuoto istituzionale abbiamo finanziato una ricerca indipendente con la borsa di studio “Gioacchino Cartabellotta”».L’obiettivo generale dello studio era di valutare il livello di trasparenza e il dettaglio delle informazioni fornite sulle liste di attesa dai siti web di Regioni e Aziende sanitarie, verificando la disponibilità delle delibere di recepimento del PNGLA 2010-2012 da parte di Regioni e Province autonome e dei piani attuativi regionali; la disponibilità dei piani attuativi aziendali; la disponibilità e lo stato di aggiornamento su siti web regionali e aziendali dei tempi di attesa relativi alle 43 prestazioni ambulatoriali oggetto di monitoraggio del PNGLA 2010-2012. I dati relativi ai siti di Regioni e Province autonome sono aggiornati al 6 maggio 2019, mentre quelli relativi ai siti delle Aziende sanitarie si riferiscono a dicembre 2018. Si riportano di seguito i risultati principali dello studio.
• Piani Regionali: tutte le Regioni e Province autonome rendono disponibili sia le delibere di recepimento del PNGLA 2010-2012 sia i Piani Regionali per il governo delle liste di attesa che nel periodo 2010-2018 sono stati aggiornati e/o integrati in misura molto variabile.
• Trasparenza tempi di attesa: la rendicontazione pubblica relativa alle 43 prestazioni ambulatoriali previste dal PNGLA 2010-2012 è ancora lontana da standard ottimali ed estremamente variabile tra le diverse Regioni, nonostante il netto miglioramento rispetto ai risultati preliminari dello studio pubblicati a luglio 2018; in particolare:
o 9 Regioni (Provincia autonoma di Bolzano, Basilicata, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Piemonte, Toscana, Valle d’Aosta) dispongono di portali interattivi;
o 8 Regioni (Provincia autonoma di Trento, Abruzzo, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Veneto) rendono disponibili solo l’archivio storico con dati, range temporali e frequenza di aggiornamento estremamente variabili;
o 3 Regioni (Campania, Sicilia, Umbria) rimandano ai siti web delle aziende sanitarie senza effettuare alcuna aggregazione dei dati, rendendo impossibile valutare il range temporale e la frequenza di aggiornamento degli archivi storici;
o 1 Regione (Calabria) non fornisce alcuna informazione sui tempi di attesa.
Dall’analisi dei 9 portali interattivi, i più avanzati strumenti di trasparenza, emerge la notevole eterogeneità di struttura e funzioni da cui deriva la differente utilità per la programmazione sanitaria e per l’informazione al cittadino.
Aziende sanitarie. Solo 49/269 (18%) aziende sanitarie rendono disponibile il piano attuativo aziendale, mentre l’83% effettua una rendicontazione pubblica sui tempi di attesa sul proprio sito o rimandando a quello della Regione; tuttavia, le informazioni disponibili sono frammentate ed notevolmente eterogenee rispetto alla potenziale utilità per gli utenti. Durante la conduzione dello studio il tema delle liste di attesa è finalmente tornato al centro dell’agenda politica: per il triennio 2019-2021 il Governo ha stanziato complessivi € 400 milioni per “l’implementazione e l’ammodernamento delle infrastrutture tecnologiche legate ai sistemi di prenotazione elettronica per l’accesso alle strutture sanitarie” e lo scorso 21 febbraio 2019 la Conferenza Stato-Regioni ha approvato il PNGLA 2019-2021 che apporta diverse novità rispetto al piano precedente. Il report integrale “Tempi di attesa: trasparenza di Regioni e Aziende sanitarie” è disponibile a: http://www.gimbe.org/liste-attesa – Fondazione GIMBE

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Illusione della libertà e morbo del fuori tempo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 febbraio 2019

Un libro di ragionamento e riflessione sulla politica nell’ultimo trentennio, un ”viaggio culturale” tra disincanto e disillusione, con poche concessioni alla quotidianità della politica. Una sollecitazione a ripensare ad una democrazia sostanziale, al concetto di cittadinanza, al rapporto tra rappresentanza e pubblica opinione, alla funzione dei partiti, ai processi di formazione delle élite, in sintesi ai fondamentali della democrazia rappresentativa, temi su cui sarebbe opportuno riflettere, se crediamo che sia necessario immaginare il futuro della democrazia liberale.
L’attenzione dell’Occidente, in particolare di quello europeo, è, invece, totalmente assorbita dalle difficoltà finanziarie e dallo sviluppo economico, così come già negli anni Cinquanta il sociologo Daniel Bell aveva previsto che: “la crescita economica sarebbe diventata sempre più la religione secolare delle società industriali”.
Una società non può permettersi di non guardare, pensare e costruire il futuro, pena l’avvio della sua decadenza, e noi stiamo trascurando notevolmente di interrogarci sul futuro cullandoci nell’illusione di vivere in una perenne e sostanziale libertà. Responsabile anche un’influenza, spesso una manipolazione di massa, favorita in larga parte dai mezzi di comunicazione, i moderni Istituti Luce, appropriato acronimo di Unione Cinematografica Educativa. I moderni canali di comunicazione fungono, poi, da sfogatoi e, nello stesso tempo, da utili ammortizzatori sociali. Rincorriamo, sempre e comunque, la quotidianità della cronaca, incoraggiati dalla dialettica partitica ad occuparci di risvolti, del tutto secondari e marginali, sicuramente non sostanziali, degli avvenimenti; o, peggio, subiamo la strumentalizzazione che la politica riesce a fare di qualsiasi criticità, di qualsiasi avvenimento, di qualsiasi errore di cui essa stessa è responsabile.
Il volume, fondamentalmente, evidenzia il deficit di cultura politica di cui soffrono il Paese e complessivamente l’Europa, una mancanza acuita dalla marginalità di una cultura e ancor meno di una pratica del liberalismo. La politica internazionale, i Diritti umani, il crimine organizzato, grandi temi affrontati in un’ottica fuori dal coro e quanto mai distante da visioni preconcette o di parte. La difficile, e per tanti versi illusoria, pratica della libertà, ostacolata anche dalla “Tirannia della maggioranza” mirabilmente esplicitata da Tocqueville, si accompagna ad inevitabili stati di solitudine. Gaetano Mosca da centoventi anni ci segnala che la politica equivale all’arte di prevedere e prevenire, ma questo non è il caso dell’attuale dirigenza europea, come individuato nel volume dall’autore che, però, per sua stessa ammissione è afflitto dal morbo del Fuori Tempo. (fonte: http://www.societalibera.org

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Paolo Mezzadri: Il Gioco è il Tempo

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 dicembre 2018

Cortona (Ar) Inaugurazione sabato 8 dicembre 2018 ore 12.00 (8 dicembre 2018 – 10 gennaio 2019) Auditorium Sant’Agostino via guelfa 40. Giocare, forma assoluta e silenziosa di infinita creatività. Riscoprire il gioco “da adulti”, condividendo gesti fanciulli senza paura e senza timore. Abbandonarsi al gioco per ritrovare spirito ed attimi. Costruire senza nessun bisogno, senza schemi e regole. Per ricostruire parti di noi e condividere parti di altri. Il Gioco, il Tempo, le lettere e il viaggio. Si articola attraverso questi quattro temi la personale dell’artista Paolo Mezzadri. Quattro punti, quattro linee, quattro spazi, quattro dimensioni aperte e partecipative. Un viaggio tutto da definire poiché il viaggio sono i viaggiatori, coloro che si muoveranno, disegneranno e condivideranno con l’opera dell’artista la propria esperienza emozionale in un percorso ludico e attivo dove lo spazio diverrà territorio di un tempo intimo e personale.Ho iniziato ad usare il ferro per lavoro e non per passione. La passione è arrivata dopo, è arrivata quando per me il ferro era ancora un pezzo, un numero, semplicemente un grande contenitore con un codice, una targhetta e talvolta un ciclo di verniciatura. Spesso mi sono perso guardando pezzi tutti uguali…direi perfetti, anzi conformi, come spesso mi veniva detto. Tanto uguali e tanto perfetti da non avere un’anima. Disegnati per essere usati e non per essere guardati, per essere puliti e non per essere annusati. Il ferro per me profuma di nostalgia e quello arrugginito di storia. Inizio così il mio percorso nato con pezzi di scarto… immaginando e provando… sbagliando tantissimo, forse troppo, ma mai con metodo. (Paolo Mezzadri)

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Le mutazioni del nostro tempo stanno nel modo come lo abbiamo velocizzato

Posted by fidest press agency su martedì, 28 agosto 2018

La spiegazione va ricercata in una sola maniera. Essa è legata al modo come abbiamo inteso velocizzare il fattore tempo. Una circostanza che costituisce l’elemento più “esplosivo” dell’intera trama umana tessuta sin dalle sue origini. Abbiamo incominciato a “correre” e con un’accelerazione impressionante. Ancora oggi non riusciamo a fermarci o a dare al nostro incedere un moto meno frenetico. Sembra un’osservazione come tante altre, ma non è esatto. E’ diventata, a tutti gli effetti, la storia della nostra contemporaneità. Noi stiamo marciando a un ritmo inusuale.
Il giornale ci porta le notizie del giorno prima, ma la televisione lo fa con una differenza di solo qualche ora. Gli stessi rapporti privati e pubblici assumono una dimensione diversa. Se si spedisce una lettera essa, di norma, per coprire una distanza, diciamo di 700/1000 Km., ci impiega tre o quattro giorni tra il momento in cui la impostiamo e quello della consegna tramite il portalettere. Eppure possiamo fare di meglio. Basta inviare una E-mail o un fax. Il messaggio arriva praticamente in tempo reale, ovvero al momento della trasmissione.
E’ questa la differenza che intendiamo rilevare quando diciamo che il mondo si velocizza e che proprio questa circostanza rappresenta la vera rivoluzione dei nostri tempi. Comprenderla, per viverci, fa la diversità, e ancor più il saperne essere conseguenti in ogni evenienza.
Sono i grandi mutamenti che vivono intorno a noi e vi penetrano. E’ importante capire, a questo punto, il perché il nostro sistema non riesce a conformarsi in tempi altrettanto brevi.
D’altra parte, come abbiamo avuto modo di rilevare, i segni sono evidenti. Li registriamo un po’ ovunque, nel lavoro e nei rapporti con i familiari, con gli amici o i conoscenti.
Il tutto diventa una continua rincorsa. Una volta che crediamo di aver raggiunto una meta ci accorgiamo che i paletti, posti per segnare il punto d’arrivo, sono stati spostati più avanti.
A questo punto come possiamo spiegare i tempi lungi imposti dalle leggi, dall’istruzione scolastica, dalla giustizia, dalle procedure amministrative?
E’ possibile capire, a questo punto, le regole che ancora c’impongono taluni sistemi paese? Pensiamo al pensionato. L’età che è posta, come limite estremo, per considerarlo attivo nel lavoro o non più idoneo sembra ignorare che nel giro degli ultimi 80/90 anni la vita media è raddoppiata. Ha senso tutto questo? Non solo. Sappiamo anche che esiste un’età biologica che non tiene conto di quell’anagrafica poiché si può diventare vecchi, a 50 anni, e restare “giovani” a 70. Tutte queste cose servono per farci capire che nulla è definitivo, che tutto è in movimento, che la società deve cambiare ritmo perché il procedere è mutato. In questo senso si presentano le due storie parallele del terzo tomo: Vulnus e la terra dei padri. Nell’una tocchiamo e superiamo il terzo millennio e nel secondo ci portiamo alle spalle il lento e cadenzato procedere delle stagioni.Vulnus ci fa voltare pagina, ci conduce per mano verso la nuova frontiera. Nella “Terra dei padri” resta il ricordo, vago e indistinto, forse un po’ nostalgico, del lento procedere dell’uomo, dalla sua creazione al suo divenire. E’ ora giunto al capolinea. Per raggiungere la nuova meta l’umanità deve cambiare mezzo. Il farlo non è più una questione di gusti, ma una necessità imposta dagli eventi. (Riccardo Alfonso)

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Essere giovani nel tempo

Posted by fidest press agency su martedì, 17 luglio 2018

Da “ragazzetto diciassettenne” marinavo la scuola per andare ad ascoltare presso la locale Corte d’Appello l’arringa del principe del foro che giungeva appositamente dalla “lontana Napoli”, mentre i miei occasionali compagni d’avventura si limitavano a brevi commenti, io, al contrario, sentivo l’impulso di dover “arricchire” tale esperienza lasciando un messaggio scritto in proposito e corredandolo con le mie note di commento. Ero diventato, e lo sono tuttora, un grafomane. Qualsiasi argomento mi affascina e in ciascuno di essi debbo dire la mia. Diventavo persino un baciapile per ascoltare le prediche che nella settimana santa famosi uomini di Chiesa degnavano, i miseri peccatori, della loro saggezza con frasi infarcite di citazioni latine. Nonostante ciò essi avevano il merito, non certo di convincermi, ma di far esplodere tutto il mio anti-clericalismo. Mi facevo un motivo d’onore nel ribattere punto su punto quelle pur “dotte” prediche ed apparentemente inoppugnabili. Un altro “diletto” era quello di partecipare ai comizi, in specie se l’atmosfera si riscaldava ed arrivavano da “fuori” i pezzi da novanta della politica nazionale, e la piazza fremeva per gli applausi e gli entusiasmi partigiani e gli zittii imposti agli oppositori che si facevano notare per i loro mugugni e fischi. I miei beniamini erano Almirante, Nenni e un parlamentare liberale locale, un certo Avv. Colitto. Ciascuno di essi militava in un partito politico diverso, ma avevano in comune una oratoria brillante e convincente che seduceva. Eppure non mi sentivo né missino, né liberale, né socialista. E da questo mio vagabondare, impegni scolastici permettendo, tra le aule di giustizia, i sagrati e le navate delle Chiese e le piazze “mondane” delle mia città, trassi la prima lezione di vita appresa fuori dalle mura domestiche e il chiuso delle “segrete” scolastiche.
Imparai che non sempre la verità è in ciò che si dice o nel modo come viene sostenuta. Nei Tribunali dell’uomo un innocente o un colpevole viene assolto o condannato se il suo difensore risulta convincente o meno, abile nell’insinuare un dubbio o maldestro nel tralasciare un elemento che potrebbe scagionarlo. Lo stesso fa il predicatore in Chiesa nell’esaltare il sacrificio di Cristo per l’uomo per poi perdersi dietro regole che lo umiliano e finiscono con il riverberare una luce ambigua sullo stesso Redentore. Ed il politico non è da meno. Egli fa prevalere gli interessi di parte alla ragione di tutti e in opposizione ai valori di più alto contenuto che pur dichiara di voler professare. A tutto ciò vi aggiunsi, per un breve periodo di tempo, le ritrovate letture, dimenticate per anni in cantina, delle prediche di un mio lontano parente sacerdote, trascritte manualmente con una grafia nitida e ordinata su fogli raccolti a libro ma di ardua lettura in quanto il testo era in più parti rosicchiato dai topi ed ingiallito dal tempo e mostrava tutto il suo cattivo stato di conservazione dato il luogo dove l’avevo ritrovato.
Ascoltare e leggere, meditare e commentare stavano diventando il mio pane quotidiano. Questo modo di recepire i messaggi che provenivano dall’esterno e di manipolarli, riproponendoli in forma scritta, mi indussero a fare scelte di vita e professionali più congeniali alle mie inclinazioni. Tant’è che preferivo scrivere al parlare in pubblico. Tuttavia non lesinavo la conversazione ma doveva riguardare un argomento che mi era gradito e servirmi poi da stimolo per riprenderlo nei miei scritti. (Riccardo Alfonso)

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Tempo d’estate, tempo di letture

Posted by fidest press agency su martedì, 17 luglio 2018

Una mia amica mi diceva, qualche giorno fa, non aspetto l’ora di andare in vacanza, prendere un buon libro e mettermi sotto l’ombrellone. Finalmente – soggiungeva – posso dedicarmi alla lettura lasciando a casa il mio cellulare, almeno per un paio d’ore e se mi va proprio bene per tutta una mattinata. Io la guardo e penso d’invidiarla avendo da qualche anno ridotto di molto le mie letture. Eppure se dovessi chiedermi quanti libri ho letto, sino ad oggi, mentre sono seduto sullo scranno dei miei anni dall’età scolare e ancor prima per merito di chi me li ha letti dalle favole a quelli un po’ più impegnativi, ma in edizione per bambini e con tante immagini come pinocchio, cenerentola, ecc., la risposta non riuscirei a darla.Ora una loro parte è lì a fare bella mostra sugli scaffali delle mie librerie da quella del salotto all’altra nella camera di mio figlio e persino nella mensola in cucina o in una piccola étagère nella mia stanza da letto o nei riposti angoli degli armadi.
Non li ho contati, con certosina precisione, ma mi sono fatta l’idea che non fossero meno di tremila. Li ho letti tutti? Non credo anche perché alcuni sono gli acquisti fatti da mio figlio e gli argomenti non sempre mi attiravano. Di certo non saprei disfarmene a cuor leggero anche se per talune pubblicazioni ne avrei la voglia avendo, nel frattempo, cambiato gusti e interessi.
Avrei voluto dar loro un certo ordine raccogliendoli per tematiche per consentirmi una più facile lettura o consultazione, ma alla fine è prevalso un altro modo di tenerli raccolti conservando con maggior cura le edizioni più vecchie a prescindere dagli argomenti trattati. Con mio figlio, poi, ho dovuto convivere con libri scritti in Inglese, spagnolo e francese. Egli, man mano che approfondiva lo studio in queste lingue, preferiva entrare in possesso dei classici che prima aveva letto tradotti in italiano. Vi sono quindi dei libri “doppiati” e per quanto avessi poca dimestichezza nella lingua, che non fosse la mia, ogni tanto cercavo di leggerli anche avvalendomi del fatto che l’avevo già fatto in italiano. Mio figlio, poi, a volte s’intrometteva spiegandomi che alcuni traduttori avevano fatto un uso non preciso di talune parole e di talune espressioni idiomatiche e mi aveva convinto della necessità che per leggere correttamente un autore straniero era molto importante sapere chi lo aveva tradotto.
Così con quest’andante adagio finivo con ritrovarmi con una pila di libri sul mio comodino pronti per essere letti e che a volte mi limitavo a scorrere le prime pagine prima di passare a un altro autore.
Ho sempre letto di tutto: narrativa, saggistica, letteratura, filosofia, ecc. In particolare dopo che mio figlio si era iscritto alla facoltà di psicologia il mio interesse per questa materia, si era accresciuto. Arrivò ad avere tra testi universitari e letture di riferimento non meno di centotrenta volumi.Dopo che abbandonò, all’ultimo momento la facoltà di psicologia, gli mancava solo un esame e la tesi di laurea che aveva per altro già preparata e attendeva il parere del relatore, decise di vendere alcuni testi. Erano quelli più specialistici.
Così ora, con qualche aggiustamento, continua il rapporto con questa raccolta frutto del pensiero, dell’impegno e della passione di tanti autori e del loro vissuto. Da qui la mia voglia di ritrovarmi con questi libri freschi di stampa o ingialliti dal tempo toccandoli, sfogliandoli e riprendendo il percorso di mio figlio che aveva avuto cura di segnare la pagina con striscioline di carta e di servirsene con qualche piccolo commento.
Io, invece, ero criticabile perché le pagine che m’interessavano, e potevo poi trarne lo spunto per un mio articolo, si distinguevano dalle altre perché rilevavo a matita i periodi che intendevo riprendere per una citazione e a margine vi aggiungevo, a volte, anche qualche mia breve riflessione.
Era un modo di fare che mio figlio disapprovava e che alla fine ne riconoscevo la ragione e facendo violenza alle mie malsane abitudini ho poi cercato di ovviarvi dotandomi di alcuni foglietti dove annotavo gli argomenti che m’interessavano e riuscivo anche ad aggiungervi qualche laconico commento. Tutto questo lo sto dicendo ora che credo di essere vicino al capolinea della mia esistenza se non altro per ragioni anagrafiche.Se invece mi chiedo da dove è venuta questa voglia di leggere, ma anche di scrivere non saprei con franchezza fissare una data precisa.
Posso solo pensare che vi sono state circostanze fortuite che alla fine hanno fatto scattare la scintilla dell’interesse e prima ancora della curiosità.Di certo una delle concause può essere stata la voglia di leggere i libri che per imitazione suscitavano nei compagni di giochi e di confidenze un qualche interesse. Penso al primo libro che mi spinse a fuggire di casa perché mia madre non volle assolutamente comprare. Fu una reazione decisamente esagerata se si pensa che si trattava delle “Mie prigioni” di Silvio Pellico e per giunta in edizione economica. Mia madre si era convinta che non era fatto per la mia età. Mio padre, in quel periodo, era di stanza con il suo reggimento in un’altra città.Un altro indizio, qualche anno più tardi, lo potrei individuare nella mia scoperta di una vecchia libreria messa da qualche tempo in cantina che conteneva molti libri e persino scritti di un prozio di mio padre che era abate in convento di frati francescani e che aveva lasciato in eredità alla famiglia.
Così scoprii le opere integrali di alcuni autori dell’antica Grecia e romani con il testo in greco e in latino e di lato la traduzione in italiano. Fu anche il tempo in cui mi dedicai a trascrivere con la mia calligrafia le prediche del mio bisavolo e a prendere confidenza di una prosa molto infiorata di parole che non conoscevo e di citazioni in latino.Si aggiungeva, altresì, la circostanza che alcuni miei amici avevano dei genitori appassionati di letture per cui le loro biblioteche erano una fonte inesauribile di curiosità e d’interessi.Così mi trovai al cospetto di una palese contraddizione, dove disdegnavo il libro scolastico ma mi abbeveravo ad altre fonti in un certo senso più specialistiche e meno commentate dove diventava più facile che incorressi in errori di valutazione e di non avere un quadro d’insieme della storia letteraria e filosofica dalle sue origini a oggi. Così sono maturati i miei pensieri e la mia grande sete di sapere e ora di averli in libera uscita. (Riccardo Alfonso)

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Festival Capsula del tempo

Posted by fidest press agency su sabato, 16 giugno 2018

Roma Tra il 20-22 giugno p.v. presso l’Accademia d’Ungheria in Roma (Via Giulia, 1) si terrà il Festival CAPSULA DEL TEMPO, una tre giorni per celebrare il passato ed il presente dell’Accademia d’Ungheria in Roma tra concerti, performance e mostre.Il Festival prenderà inizio mercoledì 20 giugno p.v. alle ore 20.30 con il concerto ”Mi copro soltanto con le stelle” che vedrà la partecipazione di Luca KÉZDY (violino) e Evelin TÓTH (canto), vincitrici del concorso ”Bőröm alatt viszlek haza”, indetto in occasione del 90o anniversario della fondazione dell’Accademia d’Ugngeria in Roma, in collaborazione con Anselmo de Filippis, Maria Laura Caselli.
Giovedì 21 giugno p.v. ore 20.30 si proseguirà con il concerto di world music del Gruppo BAJDÁZÓ, con la partecipazione di Ákos GYŐRFFY (tappeto acustico, effetti, looper, ritmo), Zoltán GUGYELLA (basso, looper), Zsigmond MILE (canto, chitarra), András HALMOS (percussioni). Il Gruppo Bajdázó fondato dal poeta e musicista ungherese Ákos Győrffy vanta un repertorio basato sulla contaminazione di testi letterari di alta qualità, tradizione folcloristica ungherese, musica classica e jazz, ed è in grado di portare l’ascoltatore nell’atmosfera delle montagne di Börzsöny (Ungheria Settentrionale) dove persino l’anima più irrequieta riesce a trovare pace. L’evento si inserisce nella ricca serie di concerti previsti per l’edizione 2018 della Festa Europea della Musica.
Venerdì 22 giugno p.v. alle ore 20.30 è in programma l’inaugurazione della mostra dei borsisti dell’Accademia d’Ungheria in Roma, intitolata Frammenti di parole
(Culla – Strati – Catacombe – Temporeggiare). Nell’ambito della mostra curata da Pàl Németh e aperta al pubblico fino al 31 agosto p.v. verranno esposte le opere di Csaba FÜRJESI, Márton MAGYARI, Beatrix MAKKAI – KOVÁCS, Éva MAYER.
Il Festival terminerà venerdì 22 giugno p.v. alle ore 21.00 con la performance sonora e visiva, “Capsula” di Angela Eke e Petra Páder. Le due artiste, tramite la performance rievocheranno le opere di alcuni poeti, scrittori ed artisti che nel 1947/48 avevano soggiornato presso l’Accademia d’Ungheria in Roma. L’installazione utilizzata nel corso della performance è composta da due sfere di nylon dalle dimensioni di un uomo con dentro le due artisti. Le sfere possono essere interpretate in vari modi, come qualcosa di inafferrabile o come la chiusura del nostro mondo interiore, dei nostri ricordi ed emozioni legati al passato. Le sfere, ispirandosi a Simon Hantai, vengono ricoperte con una decorazione realizzata con la tecnica del pliage. Nel corso della performance alcune opere, lettere o frammenti di diari dei poeti/ scrittori Amy Károlyi, Ferenc Karinthy, Sándor Weöres, János Pilinszky, Ágnes Nemes Nagy verranno rievocati tramite un collage sonoro insieme ad una serie di interviste effettuate con alcuni tuttora vivi, tra cui Judit Riegl, Márton Karinthy.

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Non è più tempo di discussioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 marzo 2018

Ci risiamo. Dopo aver digerito non sempre bene i risultati elettorali ora il passatempo dei nostri “esperti” dalla politica alla filosofia, dalla sociologia al pettegolezzo sembrano concentrati sui passi che i nuovi leader compiranno e come intendono risolvere gli aspetti più urgenti del nostro vivere quotidiano. Da più disparate parti i talk-show, infatti, impazzano con discussioni di ogni genere ora sul conflitto d’interessi ora sulla riforma della giustizia, ora sulla legge elettorale ora sulla riforma del lavoro e via di questo passo. Non bastano per questi amatori delle tavole rotonde i tanti bla bla che per decenni abbiamo dovuto sorbire sulle riforme preannunciate, quasi realizzate salvo un nulla di fatto all’ultima ora. E’ tempo di concretizzare e non di parlare al vento. Il sistema Italia ha in nuce tutte le potenzialità possibili e immaginabili per darsi una nuova figura di sé. Ciò che manca è la volontà politica. Ciò che manca è l’impegno parlamentare a realizzare e non ad anticipare il bene e a razzolare male tra le pieghe delle commissioni, dei rinvii, degli approfondimenti ecc. Basterebbe stabilire per regolamento parlamentare che tutte le proposte di legge dei suoi membri venissero esaminate dalle apposite commissioni entro sessanta giorni e votate o rinviate in aula per l’esame generale e il relativo voto. Diamoci una mossa se vogliamo realisticamente imprimere una svolta al paese e non lasciamo che la nuova speranza per un cambiamento radicale sul modo come interagire tra i cittadini e le istituzione non si trasformi come in passato in un mero esercizio tautologico (Riccardo Alfonso)

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Una “Call for Speech” per la medicina del futuro e “Il tempo della cura”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 marzo 2018

Bologna Dal 3 al 6 maggio 2018 la 4° edizione del Festival della Scienza Medica, l’appuntamento che vede protagonisti scienziati di fama internazionale, Premi Nobel, massimi esperti in diversi campi della ricerca e dell’innovazione, con l’ambizioso obiettivo di avvicinare e rendere accessibile al grande pubblico la cultura medico-scientifica e le sue sfide. La quarta edizione del Festival della Scienza Medica, in programma a Bologna sarà dedicata a “Il Tempo della Cura”. I progressi della scienza medica hanno portato l’aspettativa di vita in molti Paesi occidentali a ottanta anni e oltre. Questo risultato è al tempo stesso conseguenza e causa di un’attenzione crescente per la salute e la cura.
E lo fa anche lanciando una call for speech rivolta agli studenti di Scuole e Corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia, Farmacia, biotecnologie e Scienze Motorie degli Atenei italiani, invitandoli a presentare le loro idee. Uno speaking corner di prestigio dal quale i medici di domani potranno presentare le loro visioni innovative su temi di attualità biomedica. Tra tutti i progetti inviati, i Membri del Comitato Scientifico del Festival ne selezioneranno sei, i cui autori saranno invitati a prendere parte all’iniziativa come relatori durante le giornate del Festival. L’iniziativa, resa possibile grazie al patrocinio e alla collaborazione della CRUI – Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, chiama gli studenti a elaborare un breve abstract (massimo 400 battute) sui seguenti argomenti:
Il ruolo del medico in una prospettiva futura di medicina personalizzata
La medicina e il fine vita
La corretta comunicazione su tematiche culturalmente controverse, quali le vaccinazioni
Il ruolo dello psichiatra e dei farmaci nella cura delle depressioni.
Il Presidente del Comitato Scientifico del Festival, Professor Fabio Roversi-Monaco, sottolinea come la Call for Speech sia “un’iniziativa di grande valore e significato culturale, in quanto essa ci consente di coinvolgere in modo attivo e significativo la componente giovanile, dagli studenti di Medicina ai giovani ricercatori”. Ciascun candidato, che dovrà avere come requisito l’essere in pari con gli esami del Corso di Laurea, potrà presentare domanda per una sola tematica: il termine per la consegna degli abstract è il 10 aprile 2018.

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Tempo di libri, tempo di scelte

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 marzo 2018

Un libro si sceglie innanzitutto per l’interesse per l’argomento: risponde così il 65% dei campione di 14-75enni intervistati, rappresentativi della popolazione nazionale. Un altro 35% indica nell’interesse (e nella fedeltà) al nome dell’autore le ragioni della scelta, quasi come un brand di garanzia della qualità di ciò che si compra. È quanto emerge dall’indagine dell’Osservatorio dell’Associazione Italiana Editori (AIE) sui consumi culturali realizzato in collaborazione con Pepe Research, presentato a Tempo di Libri, la Fiera internazionale dell’Editoria. Seguono – per la verità a distanza – il consiglio di amici/parenti (26% dei casi), i social (10%), e solo dopo il consiglio del libraio (6%), di bibliotecari/insegnanti (6% delle risposte) e della community (6%). In sintesi: il 43% delle risposte rimandano al passaparola come strumento usato dal lettore per scegliere il libro da leggere.A sorpresa, i consigli e le indicazioni che provengono da momenti relazionali (personali o via Internet) valgono, nell’insieme, più delle tradizionali leve di marketing, che raggiungono complessivamente quota 40%. La segnalazione o l’intervista dell’autore viene indicata dal 13% degli intervistati come motivo che li ha portati a scegliere di comprare e leggere proprio quel libro; l’esposizione in libreria dal 13%, lo sconto dal 12%, l’ascoltare l’autore in un evento o in libreria dal 5%, la classifica dei libri più venduti influisce nella scelta del libro solo per il 9%, il passaggio televisivo o radiofonico ancora per il 9%.Dove comperano, poi il libro? Otto italiani su dieci continuano a scegliere – nonostante lo sviluppo dell’eCommerce – la libreria: sono il 76% di chi ha letto almeno un libro («di qualsiasi genere – anche parzialmente -, come ad esempio un romanzo, un giallo, un fantasy, un saggio, un manuale, una guida di viaggio o di cucina, ecc. su carta o in formato digitale o audiolibro) nei 12 mesi precedenti. La libreria, sia essa indipendente o di catena, si conferma il canale più utilizzato da tutti i target di lettori: giovani, adulti e anziani.Per le librerie la scelta si orienta verso le librerie di catena nelle grandi città (55%) o quelle situate nelle gallerie dei centri commerciali (23%). Staccate, ma sostanzialmente con valori simili le altre librerie.L’e-commerce riveste una quota importante (il 29% delle risposte) ed è più spesso utilizzato per l’acquisto di libri cartacei da chi compera ebook. Ma è superato da un insieme molto eterogeneo di pratiche che vanno sotto l’etichetta di «regalo e prestito» (43%) o dal fatto di avere già in casa il libro. Il banco libri della grande distribuzione organizzata (che comprende in questo caso anche cartolibreria ed edicola) – canali e punti vendita con grandi potenzialità di intercettare un pubblico di deboli e occasionali lettori – segue con il 25% delle indicazioni.
C’è poi un 4% di lettori dichiara di aver comprato libri in occasione di Saloni del libro e Festival letterari.«Quello che si delinea dalla ricerca – ha detto il responsabile dell’Ufficio studi AIE, Giovanni Peresson – è un lettore che sta rapidamente cambiando nei suoi comportamenti relativi al modo di informarsi e poi comprare. Questo è evidente nel binomio «passaparola» reale e ricorso a informazioni e consigli che passano attraverso social, e community. Non si escludono a vicenda, ma sembrano convivere uno accanto all’altro. In ogni caso è il ricorso a una pluralità di fonti e di canali di informazione che dobbiamo cercare di tutelare e sviluppare. La trasformazione degli inserti domenicali sulla lettura, l’inserimento di indicazioni di libri da leggere in articoli e notizie nei supplementi o in trasmissioni televisive sono una chiara indicazione della necessità che abbiamo di favorire in tutti i modi la possibilità di informare meglio e di più il nostro pubblico e chi ancora non lo è ma che lo può diventare vedendo che il libro non è marginale rispetto al sistema informativo più generale. Un pubblico che esprime, anche nella scelta del canale d’acquisto, questa sua richiesta di libertà e autonomia. Che per noi significa tutelare le varie espressioni dei canali e delle formule di vendita. Favorire la possibilità di scegliere dove comprare, offrendo le maggiori opportunità di scelta è la condizione necessaria allo sviluppo e all’allagamento stesso del bacino della lettura nel nostro Paese e al suo consolidamento in chi lettore lo è già».

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Tempo di libri: chi legge e chi no

Posted by fidest press agency su martedì, 13 marzo 2018

Il 30% dei non lettori italiani non legge per mancanza di tempo libero da investire nei libri. In particolare la mancanza di tempo è indicata dal 31,8% degli uomini e dal 27,7% delle donne.
Questi sono i primi dati dell’indagine sulle ragioni che spingono a non prendere in mano i libri e che Istat ha presentato oggi a Tempo di Libri, Fiera internazionale dell’Editoria in programma fino al 12 marzo a fieramilanocity a Milano.
Il 23,7% di chi non legge preferisce altri svaghi rispetto ai libri, il 15,9% ha motivi di salute che allontanano dalla lettura (“non ci vedo bene, età anziana”) e il 9,1% è troppo stanco dopo aver svolto altre attività. Il motivo economico (“i libri costano troppo”) è scelto dall’8,5% dei non lettori. Televisione, radio, pc, cinema hanno la prevalenza sui libri per il 6,5% dei non lettori.
Oltre alle motivazioni, la ricerca delinea anche l’identikit delle persone che non leggono.
Chi sono i non lettori? Oltre 22 milioni di italiani non ha letto libri nel 2015. Si tratta per la precisione del 39,3% di persone con più di 6 anni che non hanno letto (per motivi non strettamente scolastici o professionali). Una percentuale in aumento rispetto al 37% registrato nel 2006 e al 36,7% del 2010.
Il calo è più forte tra gli uomini. Nel 2015 i non lettori maschi sono il 45,2%, con percentuali di distacco dalla lettura in aumento rispetto al 41,6% del 2006 e il 41,5% del 2000. Le non lettrici donne sono il 33,7% nel 2015 (erano il 32,7% nel 2006 e il 32,2% nel 2000).
La non lettura aumenta con l’età. Tra gli 11-14enni i non lettori sono il 25,7% degli ragazzi e il 17,7% delle ragazze, percentuali che salgono tra i 45-54 anni al 44,2% degli uomini e il 29,4% delle donne, tra i 60-64 anni toccano il 45,7% per i maschi e il 31,4% per le donne.
La scarsa propensione alla lettura è legata anche al livello di istruzione: indici di non lettura più alti si trovano tra le persone che hanno la licenza elementare (il 78,4% degli uomini e il 63,5% delle donne) rispetto ai laureati (il 12,3% degli uomini e il 9,7% delle donne).
“La mancanza di tempo – ha detto il presidente dell’Associazione Italiana Editori, Ricardo Franco Levi – è sempre stata la motivazione principe che i non lettori portano per giustificare il loro rapporto con il libro e la lettura. È certamente vero, soprattutto all’interno degli odierni ritmi di lavoro, spostamento, occupazione del tempo. In realtà credo che dietro questa affermazione si nascondano delle dinamiche più complesse. Tanto che è curioso che la giustificazione della non lettura per il poco tempo a disposizione sia più alta tra gli uomini rispetto alle donne, che hanno anche il cosiddetto tempo di cura a loro sfavore. Dietro questo dato penso ci sia piuttosto un disinteresse verso la lettura più in generale che non si vuole dichiarare, un posizionamento del libro e dell’attività del leggere vissuto come qualcosa di non completamente positivo. Se questo è vero diventa centrale il ruolo che i soggetti delegati alla socializzazione della lettura, e in primo luogo scuole e biblioteche, dovranno svolgere nei prossimi anni. Tra iniziative di promozione del libro e della lettura sviluppate in questi anni e promosse dall’Associazione Italiana Editori ricordo #ioleggoperché che ha permesso alle scuole di dotarsi o rafforzare le proprie biblioteche scolastiche. Cade anche l’affermazione che una delle ragioni della non lettura sia l’elevato prezzo dei libri, dato che solo l’8% risponde in questo modo, o che lo sia la concorrenza di televisione, radio, nuove tecnologie che vengono indicate solo dal 6% dei non lettori come ragione del loro disinteresse verso i libri. Sono convinto che un impegno più continuativo di quanto non si sia fatto negli ultimi anni, risorse maggiori investite in infrastrutture per la lettura o in campagne capaci di far comprendere l’importanza che questa attività ha per l’individuo e per il sistema Paese possano migliorare in modo significativo questi dati”.

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3BMETEO.COM: “eccezionale ondata di gelo siberiano in arrivo, colpita anche l’Italia”

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 febbraio 2018

Edoardo Ferrara di 3bmeteo.com: “arrivano i gelidi venti di Buran sull’Europa, quasi tutta al gelo a partire dal weekend con tracollo termico e nevicate in pianura. Colpita anche l’Italia, specie centro-settentrionale”
“Confermata l’ondata di gelo di notevole intensità che colpirà l’Europa dalla Siberia a partire dal prossimo weekend, sotto i gelidi venti di Buran” – lo conferma il meteorologo di 3bmeteo.com Edoardo Ferrara che spiega – “Si tratta di un evento davvero eccezionale per durata, estensione ed intensità, come non si vedeva da anni e che farà sicuramente parlare di sé. Si partirà da Scandinavia, Russia e Stati orientali, ma il gelo siberiano dilagherà poi anche su Germania, Danimarca, Olanda, Belgio, poi Francia e persino Gran Bretagna ed Irlanda Temperature in tracollo con gelo intenso almeno fino ai primi di marzo, valori anche sotto i -10°C in pianura e temperature sotto la media fino a 10/15°C. Previste giornate di ghiaccio da Mosca a Varsavia, Budapest, Berlino, Copenaghen, poi anche Amesterdam, Parigi, Londra e persino Dublino. Addirittura sul Baltico sono previste isoterme di -25°C a 1400m lunedì, valori da Polo Nord! I gelidi venti siberiani accompagneranno sull’Europa niente meno che un lobo del vortice polare, che andrà piazzandosi nel cuore del Vecchio Continente. Nel frattempo in sede polare lo Stratwarming avrà creato uno sconquasso con vortice polare spaccato e sostituito da un anomalo quanto mite anticiclone, con temperature sopra la media anche di 25°C!”
“Saranno possibili rovesci di neve in pianura localizzati e a tratti sottoforma di blizzard su quasi tutta l’Europa,” – prosegue l’esperto di 3bmeteo.com – “dalla Russia alla Francia, ma anche Inghilterra, Balcani, Scandinavia; solo la Penisola Iberica dovrebbe rimanere tagliata fuori. Rischio forti disagi per diversi giorni nel settore dei trasporti e attività all’aria aperta. Per chi ha in programma di mettersi in viaggio nei prossimi giorni, consulti attentamente le previsioni e tenga in considerazione che saremo davanti ad un evento di portata storica.”
“Tra domenica e lunedì il gelo siberiano farà il suo ingresso anche sull’Italia specie centro-settentrionale che verrà addirittura raggiunta dal lobo del vortice polare; più ai margini ma comunque interessato anche il Sud. Il grande freddo irromperà dapprima dalla porta della bora sull’alto Adriatico nel corso di domenica, per poi dilagare anche sul resto della Penisola; attesi venti forti e molto freddi da Nordest, con bora a oltre 100km/h su Trieste e qui clima gelido. Possibile neve inizialmente sulle adriatiche fino alla costa, in collina al Sud o a tratti in pianura, ma subito a seguire in pianura anche al Centronord ( questo aspetto resta tuttavia in fase di analisi e da confermare). Seguiranno importanti aggiornamenti” – aggiunge Ferrara di 3bmeteo.com
“Prima di questo evento di notevole portata faremo i conti con una perturbazione che fino a sabato porterà piogge e temporali al Centrosud, nevicate a quote collinari al Nord se non a tratti in pianura, specie su Emilia, basso Piemonte, mista a pioggia in Lombardia, parte del Veneto, in collina su entroterra ligure. Attenzione infine a domenica, quando sulla Valpadana irromperanno i gelidi venti di bora che potranno portare anche a qualche locale nevicata e tracollo termico” – concludono da 3bmeteo.com

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Meteo: “Perturbazione per l’Immacolata, pioggia, freddo e neve a bassa quota”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 dicembre 2017

meteo-italiaPiogge e rovesci interesseranno soprattutto Liguria di Levante, Nord Est e Centro Italia fino a coinvolgere anche la Campania. In attesa invece il Sud mentre sarà saltato gran parte del Nord Ovest. La perturbazione sarà accompagnata da aria nuovamente più fredda e da un conseguente calo delle temperature. La neve per questo motivo cadrà sulle Alpi specie orientali dai 500-1000m, oltre i 1000-1500m invece sull’Appennino. Sabato 9 dicembre la perturbazione, sotto la spinta dei venti più freddi di Maestrale e Tramontana, si porterà verso il Meridione. Sarà coinvolto anche il medio versante Adriatico con neve fino a quote di bassa collina tra Romagna ed Alte Marche a fine giornata. Sole prevalente altrove con clima freddo. Domenica 10 dicembre ultimi fenomeni al Sud con neve sui monti; altrove tregua con sole prevalente ma in attesa di un nuovo peggioramento.Il periodo turbolento dovrebbe caratterizzare anche la settimana successiva. “L’alta pressione che rimarrà defilata in Atlantico consentirà il passaggio di altre perturbazioni. La terza perturbazione del mese di Dicembre è infatti attesa in avvio della prossima settimana con nuove precipitazioni anche nevose a bassa quota” – concludono da 3bmeteo.com (foto: meteo)

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“Maltempo in arrivo con piogge, temporali e neve a bassa quota al Nord”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 novembre 2017

meteo italia“Prossimi giorni turbolenti sull’Italia con aria artica che dilagherà sull’Europa raggiungendo anche il Mediterraneo, dove alimenterà due perturbazioni” – lo conferma il meteorologo di 3bmeteo.com Edoardo Ferrara che spiega – “tra mercoledì e giovedì il primo fronte porterà piogge e temporali soprattutto al Centrosud, con fenomeni anche intensi. Piogge particolarmente abbondanti sono attese tra basso Lazio, Campania, Molise interno, poi anche Calabria e Sicilia, specie versanti tirrenici, con picchi anche di 80-100mm e possibili locali criticità. Tra venerdì e il weekend attesa la seconda passata di precipitazioni ancora una volta con target principale il Centrosud, ma con seppur marginale coinvolgimento anche del Nord”
“Le regioni settentrionali saranno più ai margini dell’azione ciclonica, ma comunque interessate da nubi e qualche debole precipitazione, nevosa anche a quote collinari, in particolare sul Nordest” – prosegue Ferrara di 3bmeteo.com – “giovedì breve tregua con maggiore soleggiamento sul Nordovest, ma tra venerdì e sabato nuovo peggioramento con precipitazioni sparse ancora una volta nevose in collina, se non a tratti fino in pianura tra basso Piemonte, bassa Lombardia, Emilia occidentale ed entroterra ligure. Fiocchi a quote collinari anche sulla dorsale toscana settentrionale; poco o nulla su Alpi ed estremo Nordest”
VENTI FORTI E TEMPERATURE IN CALO – “I venti saranno in deciso rinforzo su tutti i settori, in genere di Maestrale sulla Sardegna, tra Ponente e Libeccio altrove con raffiche anche di oltre 70-80km/h e mari molto mossi o agitati. Dopo il temporaneo richiamo di aria più calda mercoledì sulle regioni centro-meridionali, le temperature saranno in calo ovunque, portandosi su valori pienamente invernali al Nord. Farà molto freddo sulle Alpi con gelate fino al fondovalle, mentre sulle pianure del Nord le massime spesso saranno inferiori agli 8-10°C, entro il weekend anche al Centro” – concludono da 3bmeteo.com (foto: meteo)

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Cala il sipario su «Il Tempo delle Donne» 2017

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 settembre 2017

MariaGrazia Cucinotta con fascia per la ricerca _ Barbara Del Neri _ Maria Teresa FerrariLa kermesse di RCS di cuiVictoria è stato Main partner – il primo progetto di comunicazione nato in Italia per le donne over 50 a cura di Procter & Gamble -, con la consegna del Premio Victoria a due donne, meravigliose cinquantenni: Maria Teresa Ferrari, donna scelta tra sei finaliste perché simbolo del «reinventarsi» a 50 anni e l’attrice Maria Grazia Cucinotta nominata anche “Ambasciatrice Victoria”.
Maria Grazia Cucinotta, modella, attrice, produttrice tra Italia, Stati Uniti e Cina, una donna capace di reinventarsi professionalmente senza togliere attenzione alla sua famiglia e all’impegno per tante cause sociali, è stata premiata e scelta dal programma di P&G come sua Ambasciatrice perché ne incarna al meglio i valori, diventando modello per le tante donne che ogni giorno scelgono Victoria: un sito – http://www.victoria50.it – e una rivista, ricchi di argomenti di interesse per le over 50. «Per me è un onore rappresentare la filosofia positiva di Victoria rispetto alle over 50. Aver accettato questo ruolo è un modo per stare vicina a tutte quelle donne che hanno difficoltà a vedere il bello dell’età che avanza. Vorrei contribuire a dare loro la forza per affrontare con positività ogni fase della vita. – ha dichiarato Maria Grazia Cucinotta, confidando – Fin da quando ero piccola, sono sempre stata affascinata dalle donne forti e coraggiose e grazie a questo Premio mi sento ancora di più una di loro. Per questo, a tutte le donne dico: non arrendetevi e non sottovalutatevi mai. L’immagine che gli altri recepiscono di noi è il frutto dei nostri pensieri, quindi circondatevi di complimenti, di allegria e di tanto rispetto e vedrete che l’età non conterà più».
La seconda donna premiata a “Il Tempo delle Donne” è Maria Teresa Ferrari, 52 anni, di Verona, una donna che dopo un cancro al seno ha deciso di lanciare una startup per creare cappellini per chi, come lei, deve affrontare la chemioterapia e che oggi vende per supportare la ricerca. Scelta dalla Giuria RCS tra una rosa di 6 finaliste selezionate dalla redazione del Corriere della Sera tra le candidature ricevute e presentate sul blog La 27esima Ora per consentire anche alle lettrici di esprimere la loro preferenza, ha dichiarato: «A 50 anni la mia vita è cambiata perché ho scoperto di avere una neoplasia mammaria avanzata e, nonostante la paura, mi sono fatta una promessa: non avrei permesso al cancro di rubarmi il sorriso. Ho sbizzarrito, quindi, la creatività e realizzato una collezione di cappellini che ha strappato un sorriso a tante donne. I cappellini sono diventati simbolo di rinascita, come quando ho indossato un basco di paillette e una donna in ospedale mi ha detto: “Sei il mio primo momento di luce in un cammino di tenebre”. Da allora, quello che era un semplice atto di leggerezza, è cresciuto fino a diventare un’Associazione che sta aggregando tantissime persone. Non avrei mai immaginato di ricevere questo Premio ma spero, nel mio piccolo, di aver mostrato a tante PremioVictoriapersone quanto sia importante prendersi cura di sé, fin da giovani, pensando alla testa e al cuore con sincerità e con il sorriso, nonostante i percorsi da affrontare siano difficili e dolorosi».
Barbara Del Neri, Direttrice Marketing Procter & Gamble Sud Europa e Direttore del programma Victoria, consegnando i riconoscimenti, ha commentato: «Sono molto orgogliosa di poter consegnare questi premi. Avere Maria Grazia Cucinotta come nostra Ambasciatrice è per noi un onore: è una donna che dimostra ogni giorno come i 50 anni siano un’età piena di consapevolezza e di progettualità, in cui non si perde, ma si guadagna qualcosa. Dunque, rappresenta tutto ciò in cui Victoria crede da sempre. E lo stesso vale per Maria Teresa: la sua è una storia bellissima che mi ha colpita particolarmente. Ha saputo trasformare un evento negativo, come una malattia, in un progetto positivo e l’ha fatto con una meravigliosa leggerezza. Il legame che è riuscita a creare, simbolicamente e materialmente, tra i cappellini, la testa e il cuore è unico ed è perfettamente in linea con i valori e la visione di Victoria”.
I Premi sono stati consegnati nel corso dell’evento “Ageless e Felicità, riprogettarsi dopo i 50”, sullo spunto della ricerca condotta tra i suoi lettori dal Corriere della Sera per Victoria. L’indagine condotta da RCS su un panel di 8.000 donne, infatti, ha dimostrato che le over 50 – in Italia già 6 milioni e raddoppieranno nei prossimi 30 anni – sono soddisfatte della loro vita e per essere ancora più felici affronterebbero anche nuove sfide: il 42% inizierebbe una nuova attività, il 35% cambierebbe lavoro, il 32% si trasferirebbe in un altro Paese, il 23% aprirebbe il proprio cuore a un nuovo amore e in campo lavorativo, il 53% lavorerebbe tutta la notte pur di prepararsi al meglio per un nuovo incarico e il 21% valuterebbe un trasferimento all’estero per ragioni professionali come un’ottima notizia. (foto: maria grazia cucinotta, premio victoria)

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Tempo Scuola: nuovi tagli

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 agosto 2017

ministero-pubblica-istruzioneLicei brevi: si parte dal 2018/2019. Ma dal primo al 30 settembre prossimi gli istituti che vorranno testare il percorso di scuola superiore corto potranno presentare i progetti; la ministra ha firmato il Piano nazionale di sperimentazione. Dopo la partenza nel 2014, il progetto era stato accantonato dall’ex ministra Stefania Giannini, che lo aveva ripreso solo nella scorsa estate. Adesso si dà il via libera, ma non si può fare a meno di discutere circa l’effettiva efficacia di questo cambiamento che molte scuole italiane si apprestano a vivere.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Il Ministro, piuttosto che ripristinare l’obbligo scolastico a 18 anni come aveva previsto Berlinguer, intende ridurre di un anno il percorso facoltativo per licenziare gli studenti alla maggiore età. Ma bastava anticipare di un anno l’ingresso, oggi a 6 anni, per ottenere lo stesso risultato, senza sottrare nuove ore di studio e di apprendimento già falcidiate con la riduzione dell’orario; salterebbero altre 35mila cattedre nelle secondaria di secondo grado. Non si dà seguito alle nostre proposte: il Governo farebbe bene a riflettere come contrastare la lotta alla dispersione e all’abbandono scolastico che non si combatte con l’abbattere il tempo scuola.

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Seconda edizione della sfilata “Eleganza senza tempo”

Posted by fidest press agency su sabato, 6 maggio 2017

presentazioneFrosinone domenica 14 maggio alle 20.30 in piazzale Vittorio Veneto seconda edizione della sfilata “Eleganza senza tempo”. L’evento, organizzato da RS Model Management di Romano Storace, in collaborazione con il Comune di Frosinone – Assessorato Centro Storico, cui ha delega l’assessore Rossella Testa, vedrà alternarsi sulla passerella l’alta moda e gli accessori di alcuni fra i più esclusivi negozi della città, con la partecipazione straordinaria dell’atelier Giada Curti – Haute Couture e dell’Accademia delle Belle Arti di Frosinone.
Gaetano D’Onofrio e Mary Segneri presenteranno, nuovamente, la sfilata che vedrà sulla scena, sapientemente allestita dalla scenografa Chiara Giordani, modelle pettinate e truccate dall’”eccellenza” Pino Rotili, mentre i modelli saranno pettinati dalla barberia Tiziano Crecco.
La regia di Rossella Di Mario ed i testi musicali di Andrea Serafini creeranno l’atmosfera adatta per un evento che resterà immortalato negli scatti del fotografo di scena Mauro Gizzi, della fotografa di moda Lucia Bortolotti e nelle immagini delle telecamere di Teleuniverso. Tra i marchi presenti alla conferenza, Leone Shoes, Carla, Acustica Ottica Mauro, Monsignor, Mariani, Anna Meglio, Diego Cataldi e Portami.
“Con grande orgoglio ci prepariamo alla seconda edizione di Eleganza senza tempo, alla presenza dei numerosi commercianti che porteranno in passerella capi e accessori esclusivi – ha detto l’assessore Rossella Testa – Questo nuovo appuntamento con la moda e la bellezza, dopo il successo ottenuto lo scorso settembre, frutto di un positivo lavoro di squadra, testimonia la volontà dell’amministrazione Ottaviani di realizzare eventi e portarli avanti con passione e costanza. L’appuntamento con la collezione primavera – estate 2017 si terrà, anche in questo caso, nell’anfiteatro naturale di piazzale Vittorio Veneto, che solo alcuni anni fa era un parcheggio. Oggi il piazzale ospita eventi, mostre, festival, come quello del fumetto e dei conservatori, e una sfilata d’alta moda che, l’anno scorso, ha emozionato e conquistato tutti gli spettatori, diventando un veicolo eccezionale di promozione delle eccellenze e del tessuto imprenditoriale della nostra città. Ringrazio il prefetto Zarrilli che ci ha concesso l’uso delle sale del piazzale e il sindaco Ottaviani per aver creduto in questo progetto”. Ha preso poi la parola la stilista Giada Curti, frusinate di nascita ma ormai abituata a calcare, con le sue creazioni, le passerelle più importanti del fashion internazionale: “Frosinone ha grandi potenzialità – ha detto – Credo che, anche grazie a queste iniziative, le eccellenze del territorio guadagnino visibilità nel migliore dei modi, dando un’immagine importante del capoluogo. In occasione della sfilata del 14, presenterò un abito che, soltanto diversi giorni dopo, il 19 maggio, aprirà Sposaitalia a Milano”. Pino Rotili, che ha consacrato la sua vita e la sua arte alla bellezza femminile, ha evidenziato “l’importanza del legame con la propria terra natale”, che rimane forte nonostante i grandi successi riportati in ambito nazionale e internazionale. Presenti, in conferenza stampa, diverse modelle della RS Management: Micol, Diana, Francesca, Alessia, e i baby model Edoardo e Ludovica, con i genitori. (foto: presentazione)

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Tempo di Libri chiude la prima edizione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 aprile 2017

maroniMilano. Chiude con 60.796 presenze in Fiera, cui se ne aggiungono 12.133 nelle 100 sedi del Fuori Fiera, la prima edizione di Tempo di Libri, la Fiera dell’Editoria Italiana organizzata da La Fabbrica del Libro e che ha animato i padiglioni 1, 2 e 4 di Fiera Milano Rho dal 19 al 23 aprile. Diversi appuntamenti della Fiera sono stati inoltre seguiti con oltre un milione di visualizzazioni in streaming fra Tempo di Libri, Corriere.it e Repubblica.it. Inaugurata dal Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini, insieme al Presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni, al sindaco di Milano Giuseppe Sala, con Roberto Rettani, Presidente Fiera Milano, Federico Motta, Presidente Associazione Italiana Editori e Renata Gorgani, Presidente La Fabbrica del Libro, Tempo di Libri ha conquistato gli editori con i suoi spazi innovativi e accoglienti, una logistica funzionale e un design originale che ha conferito personalità a tutti gli stand, dimostrando una volta di più il livello di avanguardia delle strutture di Fiera Milano e della sua efficienza organizzativa.
Il mondo delle storie attraversate dall’alfabeto si è dipanato su 35mila mq e ha visto la partecipazione di 552 editori, grazie ai quali personaggi, racconti, testimonianze e voci si sono distribuiti in 720 eventi con 2.000 ospiti in Fiera e oltre 100 appuntamenti Fuori Tempo di Libri, tra Milano, Rho, Sesto San Giovanni e Monza.
Soddisfazione da parte degli organizzatori: “Dopo oltre 60 anni è avvenuto un altro ‘Miracolo a Milano’: gli editori e i lettori si sono trovati a Tempo di Libri, che è già una realtà nella vita culturale della città. Di qui la volontà di impegnarsi ancora di più e fin da subito per la seconda edizione, che si svolgerà nella primavera 2018, sempre nei padiglioni di Fiera Milano Rho. Le date saranno comunicate entro fine maggio, coerentemente con i colloqui avuti con il Ministro Dario Franceschini e con la Sindaca di Torino Chiara Appendino”.
Nelle 16 sale adibite agli incontri (più lo Spazio Education e l’auditorium) chiamate con i nomi di alcuni font che hanno scandito la storia della tipografia – Arial, Bodoni, Calibri, Cambria, Courirer, Futura, Garamond, Georgia, Gotham, Gothic, Helvetica, Optima, Tahoma, Verdana, i laboratori Papyrus ed Elephant – si sono alternati alcuni grandi nomi della letteratura contemporanea internazionale e i più rappresentativi del panorama nazionale, sia nella narrativa che nella saggistica, come Adonis, Simonetta Agnello Hornby, David Almond, Brit Bennett, Gianrico Carofiglio, Sveva Casati Modignani, Aidan Chambers, Javier Cercas, Mauro Covacich, Guy Delisle, Tom Drury, Ildefonso Falcones, Marcello Fois, David Grossman, Mohsin Hamid, François Jullien, Sophie Kinsella, M.G. Leonard, Carlo Lucarelli, Maurizio Maggiani, Valerio Magrelli, Marco Malvaldi, Melania Mazzucco, Michela Murgia, Edoardo Nesi, Edna O’Brien, R.J. Palacio, Patrizia Paterlini-Bréchot, Francesco Piccolo, Roberto Piumini, Massimo Recalcati, Clara Sánchez, Roberto Saviano, Luis Sepúlveda, Walter Siti, Licia Troisi, Andrea Vitali, Irvine Welsh, Abraham Yehoshua. Non sono inoltre mancate le presenze istituzionali come il Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani, il Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli.
L’Alfabeto è stato declinato in tutte le sue 26 lettere (più la @ del digitale) attraversando come una mappa il programma generale, curato da Chiara Valerio, quello a cura di Pierdomenico Baccalario dedicato a bambini, ragazzi e scuole (per le quali è stato siglato anche un patto di alternanza scuola-lavoro con il mondo del libro – AIE, AIB e ALI – alla presenza del Sottosegretario del MIUR Gabriele Toccafondi), il palinsesto professionale elaborato da Giovanni Peresson e il programma sulla Cittadinanza Digitale a cura di Nina Klein. Tempo di Libri ha offerto anche una finestra sulle attività e i contenuti di alcuni festival che si sono raccontati in Fiera: il Festival Isola delle Storie di Gavoi, il Festival della Mente di Sarzana, pordenonelegge, le Lezioni di Storia, Letterature Festival Internazionale di Roma, scrittorincittà, Leggermente, Liberodiscrivere e #FLA Pescara Festival. Un ricco filone di appuntamenti ha coinvolto anche giornali, riviste letterarie e siti web come la Lettura Corriere della Sera, Robinson la Repubblica, TuttoLibri La Stampa, Rivista Studio, Pagina99, Nuovi Argomenti, Il Post, Lercio.it, Donna Moderna, Panorama, Icon, Icon Design, Focus, TheFLR. Sono stati inoltre presenti con propri spazi e numerosi appuntamenti le testate RAI, Corriere della Sera, Robinson di la Repubblica, ilLibraio.it, Radio Popolare e Radio Radicale. Nell’ambito del programma ragazzi, fondamentali sono state le partnership tra la Fiera e Lucca Comics & Games e i laboratori in collaborazione con Focus Junior, Sale&Pepe e con la redazione di Topolino.
È stata un grande successo la prima edizione del MIRC – Milan International Rights Center (dal 19 al 21 aprile nel padiglione 1): oltre 500 partecipanti, da 34 Paesi, e più di 6.500 appuntamenti. I 170 operatori stranieri e gli oltre 330 italiani hanno avuto agende fitte e numerose occasioni di consolidare rapporti già avviati ed esplorare nuove opportunità di business. I 700 mq di Tempo di Libri A Tavola, dedicati al mondo dell’enogastronomia, con showcooking e laboratori per tutti, editoria di settore, incontri con gli chef e degustazioni sono stati molto frequentati.
Fra i tanti appuntamenti che hanno scandito Fuori Tempo di Libri, molto seguito il ciclo di eventi Milano ad alta voce, dal 19 al 22 aprile, in collaborazione con, e presso, il Teatro Elfo Puccini e la trasmissione Ad alta voce di Radio3, dedicati a quattro romanzi “milanesi” d.o.c.: I milanesi uccidono al sabato di Giorgio Scerbanenco, Il Ponte della Ghisolfa di Giovanni Testori, Adalgisa. Disegni milanesi di Carlo Emilio Gadda e Totò il buono di Cesare Zavattini (da cui Vittorio De Sica ha tratto il film Miracolo a Milano). Da venerdì 21 a ieri, Tempo di Libri e RadioCity si sono incrociati e si arricchiti a vicenda, con appuntamenti in Fiera e nell’UniCredit Pavilion (in piazza Gae Aulenti, con strutture realizzate grazie al contributo di Fiera Milano), tra cui due grandi eventi in esclusiva per la prima edizione della Fiera che si sono svolti sabato 22, Diego Bianchi “Zoro” con il suo Zoro Live con tutta la banda di Gazebo di Rai3 e Webnotte condotto da Ernesto Assante e Gino Castaldo, con ospiti scrittori e cantanti, e la festa finale di ieri sera, in occasione della Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, 23. Resistenze. Come la radio e i libri aiutano a resistere, una grande maratona di letture con scrittori e dj musicate in diretta da Saturnino, dedicata a tutte le forme di resistenza, come quella delle popolazioni del centro Italia colpite dal terremoto, che sono state rappresentate dal Sindaco di Amatrice.

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Tempo di Libri: l’editoria italiana è sempre più internazionale

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 aprile 2017

Più libri più liberi 2010_Foto di Jacopo Pergameno_Courtesy AIE_Associazione Italiana Editori_PANORAMICA_L’editoria italiana è sempre più internazionale, soprattutto nel settore Bambini e Ragazzi e nella Narrativa che assieme sono i più esportati con il 71,3% delle vendite. E questo mentre nel 2016 si è ridotto il numero di titoli per cui sono stati acquistati i diritti da case editrici straniere.È quanto emerge dalla presentazione del Rapporto sull’import/export di diritti 2017, realizzata dall’Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE) in collaborazione con ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e presentata oggi, sabato 22 aprile, nell’incontro La geografia dei diritti 2016. Da dove compriamo, a quali paesi vendiamo a Tempo di Libri, la Fiera dell’Editoria italiana in programma fino al 23 aprile a Fiera Milano Rho. La fotografia su come le case editrici italiane si muovono in ambito internazionale evidenzia che nel 2016 hanno venduto all’estero i diritti di 6.565 titoli (+11% sul 2015) mentre ne hanno acquistati 9.552 (-10,6% sul 2015).
Per dimostrare l’influenza dell’export basti pensare che i titoli venduti nel 2016 rappresentano il 10% delle novità pubblicate, mentre nel 2011 erano appena il 3,2%.
Quali sono i generi più venduti? L’export dei diritti italiani si basa soprattutto sui libri per Bambini (46,9%, +44% sul 2015) e sulla Narrativa (24,4%). Assieme fanno il 71,3% di tutto l’export di diritti della nostra editoria.
E quelli più acquistati? L’attenzione degli editori italiani si concentra sulla Narrativa che occupa il 35,9% (-1,3% sul 2015) degli acquisti dei diritti. La crescita maggiore è degli Illustrati che rappresentano il 5,7%, +76% rispetto al 2015.
Dove? L’Europa si conferma il mercato tradizionale delle vendite con il 63,2% (+35,7% sul 2015), a crescere maggiormente sono il Nord America (8,4%, +45,8% sul 2015) e il Medio Oriente (3,8%, +14,2% sul 2015), area verso cui sono state sviluppate negli ultimi anni missioni e partecipazioni dell’editoria italiana come Paese ospite d’onore in collaborazione con ICE-Agenzia.
E da dove? L’Europa continua a essere il principale paese da cui si acquistano i diritti: rappresenta il 62,2% dei titoli acquistati ed è in leggero calo rispetto all’anno precedente (-6% sul 2015).
libriIl secondo è il Nord America con il 33% di quota e una crescita del 3,4% sul 2015. Si nota anche un interesse verso il Pacifico: rappresentano appena il 4% ma con un +352,9% sul 2015.In generale l’indagine realizzata da AIE e ICE Agenzia conferma la capacità degli editori italiani di offrire autori, generi diversi ai loro colleghi stranieri e di esplorare letterature e mercati nuovi rispetto a quelli europei, più tradizionali.
E i piccoli? Comprano più diritti all’estero di quelli che vendono, anche per la naturale necessità in fase di avvio di crearsi un catalogo importante. E forse anche per rispondere alle curiosità di un lettore che vuole conoscere autori, letterature e culture di Paesi diversi. Cresce però (e più della media) la loro capacità di vendere all’estero (anche come probabile effetto traino che negli anni scorso hanno fatto alcuni marchi editoriali; anche se i numeri in termini assoluti rimangono piccoli). L’export dei diritti raggiunge il 12,5% (+31,9% sul 2015) mentre l’acquisto dei diritti è il 46,2% (+4,5% sul 2015).
Le coedizioni sono un altro tassello importante dei processi di internazionalizzazione dell’editoria italiana. Nel 2016 sono state 1.102 le coedizioni realizzate con gli editori stranieri. Due i generi che si impongono: quello dei Bambini e Ragazzi (57,7%) e quello degli gli Illustrati (18,5%). Due settori i cui costi di produzione possono essere abbattuti quando uno stesso titolo (o una collana) viene realizzato da più partner internazionali in modo da contenere i prezzi di copertina di prodotti in cui il «colore» e la qualità della carta incide in maniera significativa sui costi di produzione.
“I risultati – ha commentato Giovanni Peresson, responsabile dell’Ufficio studi AIE e curatore del programma professionale di Tempo di Libri – confermano le tendenze dell’editoria italiana: sempre più internazionale nell’affermate autori e titoli, capace di proporsi a paesi e mercati diversi, non solo quelli tradizionali. Per questo ICE-Agenzia ha sviluppatole iniziative all’estero che sostengono il ruolo protagonista dell’Italia”.“L’indagine sulla vendita dei diritti all’estero – ha commentato Marinella Loddo, Direttore dell’ufficio ICE Agenzia di Milano – è ormai diventato uno strumento non solo utile ma indispensabile, che aiuta l’ICE Agenzia e l’AIE ad elaborare le strategie vincenti per le case editrici italiane sui mercati internazionali”

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Tempo di Libri: i non lettori sono il 57,6% degli italiani

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 aprile 2017

libriIn Italia oggi ci sono oltre 4 milioni di non lettori di libri in più rispetto al 2010 (4 milioni e 300 mila per la precisione). Nel 2016 sono circa 33 milioni le persone con più di 6 anni che non hanno letto nemmeno un libro di carta in un anno, cioè il 57,6% della popolazione ovvero la stessa quota che era stata toccata nel 2000 e in aumento del + 6,8% rispetto al 2010.
Questi sono i primi dati della sintesi che Istat ha presentato nell’incontro Chi ci ha abbandonato? Identikit degli italiani che hanno smesso di leggere presentato oggi, 20 aprile, a Tempo di Libri, alla Fiera dell’Editoria Italiana in programma fino al 23 aprile a Fiera Milano Rho.
L’elemento di maggior interesse e di riflessione riguarda la necessità di approfondire chi è un non lettore.
Chi sono? Soprattutto i maschi (sono il 64,5% rispetto al 51,1% delle femmine). I non lettori si attestano sul 62-66% tra gli uomini tra 25-74 anni e fino al 72,9% che si raggiunge nella fascia 75 anni e più. Al contrario le donne non lettrici superano il 50% solo nella fascia oltre i 65 anni. Tra 11-24 anni le non lettrici sono il 38-42% e dai 25 anni la quota inizia a crescere, ma si mantiene sotto il 50% fino ai 64 anni.
L’aumento dei non lettori di libri è stato più forte tra i bambini di 6-10 anni (+9,3%), tra gli 11-14 anni (+13,9%.) e tra i 15-17 anni (11,7%).
Da sempre tra gli anziani ci sono più non lettori e fino ai 59 anni l’aumento è trasversale in tutte le età mentre la quota rimane stabile dai 60 anni e più.
I non lettori aumentano con l’età: sono il 46,8% nella fascia 11-14 anni, diventano il 61% tra 65-74 anni e il 73,5% tra 75 anni e più. Anche perché il titolo di studio risulta essere più basso.
La cultura come limite. Un basso livello di istruzione è spesso legato alla non lettura. In particolare sono non lettori il 77,1% tra coloro che possiedono al massimo la licenza media, mentre tra i laureati la percentuale scende al 25%.
La distribuzione geografica dei non lettori. Nel Sud ci sono il 69,2% dei non lettori con una punta del 73% in Calabria, il +13% rispetto al Centro (55,8%) e il +19% rispetto al Nord (49,7%). L’eccezione è rappresentata dalla Sardegna dove i non lettori sono il 51,8%, cioè a livelli inferiori alla media nazionale. Le percentuali più basse di non lettori sono a Trento (43,7%), in Friuli (44,6%) e Bolzano (46%).
La lettura e gli altri consumi culturali. L’elemento interessante che emerge da questa indagine è che i non lettori non sono aumentati solo tra le categorie culturalmente più “disagiate”. I non lettori sono aumentati, invece, tra le persone con i consumi culturali affluenti: tra coloro che vanno al cinema o a teatro, frequentano i musei, le mostre, i concerti, leggono i quotidiani, usano Internet e le nuove tecnologie. Ad esempio tra chi ha seguito tre o più tipi di spettacoli fuori casa (tra cinema, teatro, musei, mostre e monumenti) i non lettori sono il 28,2% nel 2016 (nel 2010 era il 21,7%).
Tra chi usa Internet tutti i giorni i non lettori sono 45,6%, mentre erano il 30,9% nel 2010 e tra chi svolge attività di comunicazione e socializzazione su Internet i non lettori sono il 47,7%, (erano il 33,2% nel 2010).

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