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Melanoma e la crema in spiaggia: linee di tendenza

Posted by fidest press agency su martedì, 28 Mag 2019

Solo il 10% degli adolescenti afferma che è “cool” spalmarsi la crema solare in spiaggia. I giovani ignorano le regole fondamentali per esporsi al sole in modo sicuro. I raggi ultravioletti sono il principale fattore di rischio per il melanoma, il tumore della pelle più aggressivo e in costante crescita soprattutto fra i giovani: il 20% dei nuovi casi è riscontrato in pazienti fra i 15 e i 39 anni. Ma quasi il 40% degli adolescenti (39%) non mette mai la crema protettiva in spiaggia, per oltre la metà (51%) utilizzarla è “da sfigati” perché impedirebbe di abbronzarsi. Solo il 18% sa cos’è il fototipo (per il 53% è un tipo di immagine, per il 16% una tecnica di selfie e per il 13% una tonalità di colore dei fiori). Non solo. Il 63% ritiene che le lampade solari aiutino ad abbronzarsi meglio (per il 28% proteggono la pelle dai raggi del sole, solo il 9% afferma che in realtà fanno malissimo) e il 48% non sa cosa sia il melanoma (per il 24% è un problema alimentare). È la fotografia scattata dal sondaggio che dà il via al progetto #soleconamore, campagna nazionale di sensibilizzazione sull’abbronzatura consapevole e sulla prevenzione del melanoma indirizzata ai giovanissimi, realizzata da Fondazione AIOM e presentata oggi al Ministero della Salute.
“Il melanoma è una delle neoplasie che ha fatto registrare i più alti tassi di crescita – spiega Fabrizio Nicolis, presidente Fondazione AIOM -. È il secondo tumore più frequente negli uomini under 50 e il terzo nelle donne nella stessa fascia d’età. In particolare, in un quindicennio in Italia, il numero delle nuove diagnosi è raddoppiato, passando da poco più di 7.000 nel 2003 a 13.700 nel 2018, con un incremento sia negli uomini (+3,4% per anno) che nelle donne (+2% per anno). La mancata conoscenza dei fattori di rischio gioca un ruolo decisivo e le diagnosi negli adulti di oggi sono la conseguenza dell’esposizione scorretta al sole da giovani in passato. Ecco perché la nostra campagna è rivolta agli adolescenti e sarà declinata in particolare sui social network, con il coinvolgimento di influencer di primo piano. Un semplice gesto come spalmarsi la crema può diventare ‘cool’”. Al questionario, diffuso a maggio sui social, hanno risposto circa 3.500 adolescenti.
“Il progetto si concentra su prevenzione e diagnosi precoce, le due armi principali per sconfiggere il melanoma – afferma Paola Queirolo, responsabile scientifico del progetto #soleconamore e Direttore Unità Operativa Tumori Cutanei dell’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino di Genova -. Il sole non è un nemico, ma vanno seguite alcune regole, a partire dall’uso di creme solari con un fattore di protezione alto. È importante spalmarle in modo abbondante, più volte durante tutta la giornata: la quantità giusta è non meno di 40 grammi ogni ora di esposizione. Le creme, però, non possono fare miracoli, cioè non esistono solari in grado di garantire una protezione totale, per questo il sole va sempre evitato nelle ore centrali, fra le 12 e le 15. Le scottature solari gravi, durante l’infanzia e l’adolescenza, triplicano il rischio di melanoma in età adulta, ma fra i teenager è ancora molto scarsa la consapevolezza di questi aspetti”.
La campagna, realizzata grazie al contributo non condizionante di Novartis e di Pierre Fabre, prevede l’impegno di una decina fra le influencer più seguite a livello nazionale sui social network, coordinate da Iaia De Rose. Da un lato, a partire da giugno, si svolgerà un vero e proprio tour nelle spiagge italiane più affollate di giovanissimi, con la distribuzione di un opuscolo informativo. Sul fronte digitale, la campagna proseguirà sui social, dove gli adolescenti saranno invitati dalle influencer a realizzare video accattivanti, per stimolare il dibattito e rendere virale il tema. Basandosi su quiz, le influencer intervisteranno i ragazzi in modo da testare la loro preparazione sul tema “sole sicuro”. L’obiettivo è raggiungere più di 100mila teenager. “Vogliamo trasmettere un messaggio educazionale attraverso l’intrattenimento – sottolinea Fabrizio Nicolis -. E lo facciamo usando il linguaggio dei social, che è immediato, condivisibile e divertente, ma sempre validato dal punto di vista scientifico. L’ignoranza degli adolescenti non è limitata ai fattori di rischio del melanoma. Un’altra falsa convinzione, molto diffusa soprattutto tra i ragazzi, è che le lampade solari siano utili per preparare la pelle all’abbronzatura estiva”. “Niente di più sbagliato – afferma Stefania Gori, presidente nazionale AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e Direttore dipartimento oncologico, IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria-Negrar -. I danni di queste apparecchiature sono sottovalutati. È dimostrato che il loro utilizzo, soprattutto in età inferiore ai 35 anni, aumenta in maniera significativa il rischio di melanoma. L’intensità degli ultravioletti artificiali è di 12-15 volte superiore all’esposizione solare naturale. Infatti, secondo l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) le lampade solari sono ‘cancerogene’ per l’uomo al pari del fumo di sigaretta e, dal 2011, il Ministero della Salute ne ha vietato l’utilizzo ai minorenni e alle donne in gravidanza”.
“Troppe persone ignorano i danni del sole e non adottano nessuna protezione – afferma Monica Forchetta, presidente APaIM (Associazione Pazienti Italia Melanoma) -. I ragazzi devono essere informati anche grazie ai nuovi strumenti digitali, perché contro questo tumore è possibile adottare regole efficaci di prevenzione. Inoltre, il melanoma lascia i suoi ‘segni’ sulla pelle. In seguito a ogni modifica di un neo, è indispensabile rivolgersi allo specialista per approfondimenti”.
“La diagnosi precoce salva la vita – spiega Paola Queirolo -. Per individuare un neo sospetto è necessario seguire la regola ‘A B C D E’: Asimmetria nella forma; Bordi frastagliati; cambiamento del Colore; Dimensioni superiori a 6 millimetri di diametro; Evoluzione anomala con modificazioni evidenti nell’arco di settimane o mesi con fenomeni, ad esempio, di sanguinamento. Va sempre seguita la regola del ‘brutto anatroccolo’: l’insorgenza di un neo diverso per forma e colore rispetto a quelli già presenti è un segnale da tenere in considerazione e da far controllare dal dermatologo. Avere la pelle chiara, i capelli biondi o rossi e gli occhi chiari (blu, grigi o verdi) è un altro fattore di rischio. Se scoperto precocemente ed eliminato con una corretta asportazione chirurgica durante la fase iniziale, il melanoma è del tutto guaribile perché la probabilità che abbia invaso altri organi è pressoché nulla. Se, invece, la diagnosi avviene in fase avanzata, oggi abbiamo a disposizione armi efficaci per tenere sotto controllo la malattia a lungo termine, garantendo ai pazienti una buona qualità di vita. E grazie ai test di biologia molecolare possiamo individuare i pazienti da trattare con terapie mirate”.
“Va posta particolare attenzione anche ai tatuaggi, molto diffusi fra i giovani e non solo – conclude Fabrizio Nicolis -. Non aumentano il rischio di melanoma, ma in alcuni casi ne rendono più difficile la diagnosi. I pigmenti infatti ostacolano il monitoraggio dei nei, i cui cambiamenti rappresentano il segnale della trasformazione in forma tumorale. Inoltre il 50% dei melanomi si sviluppa a partire da nei preesistenti, per cui i tatuaggi non dovrebbero mai essere eseguiti su lesioni pigmentate della cute”.

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5 motivi per cui la vendita a domicilio sarà di tendenza nel 2019

Posted by fidest press agency su sabato, 22 dicembre 2018

Comprare in salotto è l’esperienza d’acquisto che soddisfa le richieste dei consumatori contemporanei: consulenza personalizzata e possibilità di testare i prodotti, uniti alla comodità del servizio a domicilio. Il presidente di Univendita Ciro Sinatra: «Anche in tempi di crescita dell’e-commerce vince chi punta sul fattore umano»Fare acquisti personalizzati, seguiti da un consulente esperto, con la possibilità di provare a casa con calma i prodotti e, magari, condividere il momento con amici e familiari, trasformando l’appuntamento di vendita in un piccolo evento. È l’essenza della vendita a domicilio, che si basa sul fattore umano: ponendosi da questo punto di vista come l’opposto degli acquisti online (eppure, è notizia recente che proprio Amazon manderà dei consulenti a casa di chi acquista prodotti hi-tech), la vendita a domicilio si rivela un modello apprezzato perché unisce la comodità, requisito ormai imprescindibile per il consumatore contemporaneo, con la sartorialità dell’esperienza d’acquisto, aspetto su cui l’e-commerce è carente.
«La vendita a domicilio è un modello vincente quando prodotti di alta qualità vengono presentati da professionisti competenti, capaci innanzitutto di ascoltare, orientare e consigliare»: osserva Ciro Sinatra, presidente di Univendita, associazione di categoria che riunisce le più importanti aziende della vendita a domicilio. Aziende che propongono i prodotti più vari (cosmetici, alimentari, beni durevoli e di consumo per la casa, elettrodomestici e viaggi), fatturano 1,66 miliardi di euro (+1,8% nel 2017 rispetto al 2016) e danno lavoro a 158mila persone, per il 37% millennial sotto i 35 anni.
Forte quindi di una base di venditori giovani, oltre che motivati e preparati, e di una proposta di prodotti di qualità che non si trovano in commercio attraverso altri canali, la vendita a domicilio è capace di offrire una customer experience unica nel suo genere, in linea con le aspettative del mercato. Secondo Univendita, sono cinque i motivi per cui la vendita a domicilio sarà di tendenza nel 2019.
Acquisti senza muoversi da casa – Una comodità che i consumatori apprezzano e ricercano sempre di più e che nella vendita diretta si realizza attraverso due modelli, il porta a porta e il party plan (vendita per appuntamento). «In entrambi c’è un’alta componente di servizio, con il venditore che si reca a casa del cliente in orari flessibili, anche la sera o nel weekend» spiega Sinatra.
Prodotti da toccare con mano – Un ambito in cui la vendita a domicilio non teme confronti: nessun altro metodo di vendita prevede la dimostrazione nell’ambiente domestico. «Poter testare i prodotti in situazioni reali è un vantaggio apprezzato, perché permette di essere sicuri di ciò che si acquista» sottolinea il presidente di Univendita.
Consulenza personalizzata e competente – Chi fa acquisti a domicilio allaccia un rapporto diretto con un venditore che sa dare consigli giusti e personalizzati per ogni cliente. «Ed è un rapporto che nella maggior parte dei casi poi continua nel tempo – spiega Sinatra –. Non a caso molte imprese associate Univendita sono aziende storiche, caratterizzate da una grande fedeltà della clientela».
Consegna a domicilio – È un aspetto al quale i consumatori sono ormai sempre più abituati, «Un servizio che viene apprezzato in particolare per i prodotti ingombranti come gli elettrodomestici o per i surgelati, dove c’è la garanzia della non interruzione della catena del freddo» fa notare Sinatra.
Assistenza post vendita puntuale ed efficace – Il cliente si interfaccia con l’azienda innanzitutto attraverso il venditore, che ha un nome e un volto, e non attraverso lo schermo di un computer, un call center o un robot, come succede nell’e-commerce. «Anche dopo la vendita, l’incaricato è sempre disponibile per fornire un supporto al cliente» conclude Sinatra.

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Finanziamento del SSN: indispensabile invertire la tendenza

Posted by fidest press agency su sabato, 24 novembre 2018

“I dati dell’OCSE confermano quanto da tempo sostengono i professionisti della salute italiani: il nostro Servizio Sanitario, a quarant’anni dalla sua istituzione, sta subendo un grave sottofinanziamento” dice il presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, Andrea Mandelli. “Complessivamente il nostro paese nel 2017 ha fatto registrare una spesa sanitaria inferiore alla media europea: l’8,9% del PIL contro il 9,6%. E va considerato che crescono costantemente da una parte la rinuncia alle cure e, dall’altra, la spesa privata, che nel periodo 2013-2017 è aumentata di poco meno del 10% toccando 37,3 miliardi. E’ evidente che se non si inverte quella che ormai da anni è una tendenza, il perimetro dell’assistenza sanitaria andrà riducendosi al punto da compromettere i principi di universalità ed equità dell’SSN. Già oggi, peraltro, v ediamo come l’accesso alle cure e la loro qualità presentino significative variazioni tra Regione e Regione e all’interno delle singole Regioni”. Il confronto con l’investimento in salute degli altri paesi europei con cui normalmente ci si confronta è ancora più preoccupante: Francia e Germania, per esempio, destinano a questo capitolo di spesa l’11,5 e l’11,3% del PIL. “Il rapporto “Health at a glance” ci ricorda anche la necessità di razionalizzare l’uso delle risorse, visto che per l’Italia si stima una quota di spesa inefficiente pari al 19%” prosegue Mandelli. “C’è ancora molto da fare quindi su questo fronte, per esempio potenziando le cure sul territorio, dove i farmacisti e le farmacie di comunità possono dare un contributo importante. Ma contemporaneamente non si può pensare di affrontare la sempre maggiore incidenza delle malattie cronich e e i costi dell’innovazione farmacologica e tecnologica con un investimento pubblico costantemente inferiore alle necessità. Finora il sistema ha retto ma occorrono correttivi urgenti”.

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BAUBEACH® la spiaggia italiana che fa tendenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 agosto 2017

maccareseMaccarese (RM) 15 agosto 2017 Via Praia a Mare SNC. Baubeach® è la prima spiaggia italiana che fa tendenza attraverso un life-style totalmente etico, vegan friendly, ambientalista e con una particolare attenzione al benessere olistico di cani ed esseri umani, propone per il 15 agosto un viaggio emozionale che parte dalla osservazione delle meraviglie sbocciate nell’Orto Sinergico, novità di questa estate torrida e frutto di uno studio su tecniche di coltivazione antiche e totalmente esenti da fertilizzanti, pesticidi o altro che non sia la Natura allo stato primitivo e pulito. “In questa giornata di canonici e rumorosi festeggiamenti – afferma Patrizia Daffinà, ideatrice della prima spiaggia per cani del nostro Paese (unica certificata Iso 13009) – l’idea è quella di sbalzare le persone in una dimensione di eterea osservazione e attenzione, conducendole per mano a fare silenzio e ad accorgersi della magia che ci circonda per poter coltivare e rinfrescare la propria energia mentale verso percorsi creativi di immaginazione, sorriso, riflessione.” Dopo un’offerta gustosa e salutare di cibi preparati in parte con i frutti dell’Orto, sapientemente scelti tra le ormai celebri ricette del Ristoro Vegan (il primo sul mare del nostro Paese), faranno capolino sui tavoli delle immagini scattate da Carola Ghilardi nell’Orto e nel Giardino Mediterraneo: tra le “primizie” dell’orto vi sono erbe officinali, verdure di stagione e aromatiche, zucchine gialle, rosse e verdi in fiore e insalate variopinte, cresciute d’acqua e amore in uno spicchio di terra assolata che introduce alla spiaggia. Le persone che vorranno partecipare verranno condotte a guardare più da vicino le piccole meraviglie e verrà spiegato loro come creare un Orto in casa, scrigno prezioso dal quale attingere per tutto l’anno nutrimento per il corpo e per l’anima. Nella ricca giornata dedicata ad Armonia e Natura a condurre una speciale esperienza artistica sarà la pittrice Karen Thomas, gioiosa ambasciatrice di Pace con le sue Opere conosciute e apprezzate a livello internazionale, che guiderà i partecipanti alla scoperta del patrimonio di stimoli e colori e forme che talvolta possono passare inosservati, ma che sono sicuramente una fonte vitale di ispirazione. A tale proposito verrà allestita una piccola Officina d’Arte in cui ognuno avrà la sua tela, colori e pennelli, restituendo così al bianco della tela – con creazioni personali – il ricordo delle forme scoperte. L’immancabile, sgargiante rossa cocomerata rinfrescherà i palati mentre i colori delle creazioni creeranno un mosaico delle emozioni di questo giorno di mezz’estate al mare, come tradizione vuole, poiché – conclude Patrizia Daffinà – “Baubeach® vuole essere questo: un contenitore di emozioni, di consapevolezza, di attenzione verso il mondo naturale, verso un rispetto troppe volte offeso, verso l’energia creativa che illumina il giorno e rende le notti quiete, verso il racconto dell’incontro fantastico tra l’umana specie e la gioiosità animale, la sua trasparenza e la sua totale innocenza.” (foto: Baubeach)

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L’Italia fa tendenza grazie all’effetto Trump e nonostante la Brexit

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 novembre 2016

mercato-immobiliare“How to move to Italy”, come trasferirsi in Italia. Questa è una delle frasi più digitate dagli americani su Google, che ha rilevato un’impennata nel periodo a cavallo delle elezioni USA: immediato collegare questo picco di interesse all’effetto Trump.
“Le richieste di immobili italiani dagli Stati Uniti sono in continua crescita – spiega il direttore generale di Gate-away.com Simone Rossi, il portale immobiliare dedicato agli stranieri che vogliono comprare una seconda casa all’estero – e i risultati di Google Trends confermano questa tendenza, al di là dell’effetto Trump. Qualche settimana fa abbiamo fornito il report sugli Stati Uniti, che mostra una crescita del 50% nell’interesse per immobili italiani. Approfondendo l’analisi sulle attitudini di ricerca degli utenti, abbiamo riscontrato dei dati interessanti. Mentre la ricerca su ‘come’ trasferirsi in Italia ha avuto un andamento palesemente influenzato dalla reazione di pancia all’elezione di Trump e un successivo calo, è significativo che la stringa di ricerca ‘moving to Italy’ più diretta alla ricerca di informazioni procedurali abbia avuto un andamento meno vistoso ma costante nel tempo, con dei picchi decisi e ripetuti anche nel periodo seguente l’elezione. ‘Moving to Italy’ è una frase che suggerisce già una conoscenza pregressa delle informazioni di base – aggiunge Simone Rossi – da attribuire ad attività di ricerca più operativa e consapevole, meno dettata dall’emozione del momento e più motivata dalla volontà di valutare l’effettivo trasloco e di avere informazioni approfondite”.Lo scenario relativo alla richiesta di immobili italiani non sembra essere stato messo in crisi né dalle elezioni americani né tantomeno dalla Brexit: come Gate-away.com aveva previsto tempo fa, la passione di americani e inglesi per un posto al sole non sembra essere fiaccata dagli eventi di politica internazionale.“L’Italia rimane fra le migliori destinazioni come luogo per una seconda casa, nonostante gli italiani siano riconosciuti fra meno competenti nel parlare la lingua inglese come mostra il English Proficiency Index appena pubblicato – commenta scherzosamente Rossi – ma nonostante le difficoltà di comunicazione, noi vediamo che proprio americani e inglesi sono i più attivi nella caccia di una seconda casa in Italia. Un bella soddisfazione per il nostro Paese”. I dati post Brexit rilevati da Gate-away.com sono più che incoraggianti: le richieste sono aumentate di oltre il 22%, con Londra che si dimostra la città britannica più attiva nelle richieste di immobili italiani, e sale a 312mila euro il valore medio delle proprietà valutate nelle ricerche. Una menzione particolare va fatta alla Puglia: Carovigno e Ostuni sono fra le città preferite dai britannici nel quadrimestre successivo al referendum inglese e la regione si piazza prima nella classifica transitoria delle preferenze. “Nel report annuale che Gate-away.com diffonderà ad inizio del 2017 – conclude Simone Rossi – sarà interessante rilevare se queste tendenze si consolideranno, anche per capire come e quanto eventi di politica internazionale riescano ad influenzare l’appeal del nostro paese. Noi crediamo che la destinazione Italia abbia ampissimi margini di sviluppo in termini di domanda estera di immobili italiani. Lancio un appello, che è un incoraggiamento, ad agenti immobiliari e privati cittadini che desiderano vendere casa agli stranieri ma non parlano correntemente inglese: attirare l’interesse di acquirenti internazionali non è un’impresa impossibile”.

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Con Cogito Risk Watcher, Expert System vince in USA il Premio “Prodotto di Tendenza 2016”

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 settembre 2016

Un’altra importante conferma per il mondo dell’Intelligenza Artificiale e dell’innovazione “made in Italy”: Expert System, società leader nello sviluppo di software semantici per la gestione strategica delle informazioni e dei big data, quotata sul mercato AIM di Borsa Italiana, si aggiudica la vittoria ai “Trend-Setting Products of 2016”, il prestigioso riconoscimento statunitense, a cura degli esperti del magazine KM World, dedicato alle soluzioni più efficaci per la gestione della conoscenza.Ad aggiudicarsi la vittoria all’edizione 2016 del Premio è Cogito Risk Watcher, il software ideato da Expert System per supportare le organizzazioni nelle attività di qualificazione di profili di rischio di fornitori e terze parti. Cogito Risk Watcher sfrutta l’intelligenza di Cogito per monitorare, analizzare e selezionare informazioni provenienti da fonti diverse, interne o esterne all’azienda, utili a sviluppare, arricchire e mantenere aggiornati i profili di rischio alla base di attività di mitigazione di rischi operativi, di reputazione e di compliance.Sandra Haimila, redattrice di KMWorld, fra i giudici della commissione dei Trend-Setting Products del 2016, ha così commentato: “Ogni anno andiamo alla ricerca dei software più innovativi, in grado di rompere gli schemi per le caratteristiche d’innovazione e di efficienza con cui si differenziano nell’aiutare le aziende a raggiungere gli obiettivi strategici legati alla gestione della conoscenza. I “trend-setting” sono prodotti di tendenza, ideati e sviluppati per anticipare le esigenze delle aziende: offrono flessibilità e funzionalità sempre più avanzate, risolvono problemi ancor prima che diventino un’esigenza imprescindibile per gli utilizzatori, e hanno tutte le caratteristiche per non disattendere le aspettative del marcato.”
“Crediamo nelle potenzialità di Cogito Risk Watcher e siamo perciò contenti di aver ottenuto questo importante riconoscimento”, ha dichiarato Luca Scagliarini, CMO di Expert System. “Per un’azienda come Expert System, impegnata a supportare alcune delle più grandi organizzazioni del mondo in diversi settori, l’impegno nell’innovazione è l’asse portante di una strategia volta ad assicurare un vantaggio competitivo basato su una gestione davvero intelligente, più efficace, delle informazioni.”

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Tumori giovanili in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 10 luglio 2016

Roma, Biblioteca Primoli, Via Zanardelli 1, 12 luglio 2016, ore 11.30 conferenza di presentazione del documento sull’Oncofertilità, da proporre alle Istituzioni e ai pazienti con la partecipazione del prof. Paolo Scollo, Presidente SIGO, del prof. Carmine Pinto, Presidente nazionale AIOM, e del prof. Andrea Lenzi, Presidente SIE. Ogni giorno in Italia vengono diagnosticati 30 nuovi casi di tumore in pazienti che hanno meno di 40 anni. I giovani che sconfiggono la malattia, in aumento grazie ai progressi nella diagnosi e nelle terapie, oggi possono sperare di diventare genitori grazie alle tecniche di preservazione della fertilità, cioè di congelamento e conservazione dei gameti a bassissime temperature. L’attenzione a questi temi, per troppo tempo sottovalutati, va intesa come uno dei bisogni essenziali del paziente oncologico e tutti i metodi per tutelare la fertilità dovrebbero essere fruibili attraverso il Servizio Sanitario Nazionale. Non solo. La progettualità del “dopo il cancro” è motivo di vita e recupero di energie anche durante la malattia, ma sono ancora troppo poche le persone colpite da tumore che accedono a queste tecniche. Per garantire percorsi uniformi su tutto il territorio nazionale l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), la Società Italiana di Endocrinologia (SIE) e la Società Italiana di Ginecologia e Ostetrica (SIGO) hanno stilato le Raccomandazioni sull’Oncofertilità, da proporre alle Istituzioni e ai pazienti.

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Mercato del digitale

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 ottobre 2015

mercato digitaleSecondo l’ultimo report di Assinform, il mercato digitale italiano è cresciuto dell’1,5% nei primi sei mesi del 2015, contro il -3,1% dello stesso periodo del 2014, segnando finalmente un’inversione di tendenza e una crescita superiore rispetto alle stime precedenti: +1,1%.
Se i segnali sono dunque positivi, è anche vero che il settore ICT conta oltre 75mila aziende con 456mila addetti, ma il ritardo sul digitale ostruisce un potenziale ancor maggiore, come spiega il presidente di Confindustria Digitale, Elio Catania:“La trasformazione digitale che sta rivoluzionando l’economia mondiale sconta nel nostro Paese un grave ritardo di execution. Un gap che vale 25 miliardi in termini di mancato giro d’affari e 200mila occupati. È di tutta evidenza che per abilitare la trasformazione digitale abbiamo bisogno di professionisti skillati sulle nuove tecnologie e sull’impatto che queste hanno nei processi organizzativi e produttivi delle imprese e delle Pubbliche Amministrazioni.”E il mercato digitale può fare da traino non solo all’economia italiana in generale, ma anche a specifici settori collegati, come quello delle professioni in materia di privacy, come spiega lo stesso Elio Catania al 5° Privacy Day Forum organizzato da Federprivacy:
“In questo senso non è possibile pensare ad un futuro in cui le aziende e le PA non siano dotate anche di specialisti della protezione dei dati. Si tratta di un’opportunità per garantire efficienza e sviluppo di nuovi servizi per il mercato che vale migliaia di nuovi posti di lavoro. Un’occasione di sviluppo che come sistema Paese non possiamo perdere”. In questa prospettiva, Federprivacy ha condotto una ricerca su un campione di 1.000 aziende per conoscere la percezione del mercato sui profili delle figure professionali che saranno richieste con l’introduzione del nuovo Regolamento Europeo sulla protezione dei dati, che sarà vigente in tutti gli Stati membri della UE, di cui il presidente di Federprivacy, Nicola Bernardi, dà un’anteprima:”I risultati indicano che il 19,7% delle aziende avverte la necessità di avere nel proprio organico un responsabile privacy, e il 28,8% ritiene che la figura più richiesta nel settore sarà il privacy officer. Questo denota una crescente consapevolezza da parte del tessuto imprenditoriale italiano rispetto alle tematiche relative alla protezione dei dati”
Il rapporto della Ricerca, sarà illustrato ed analizzato durante il Privacy Day Forum il 21 ottobre da Stefano Bonetto, presidente della Commissione Servizi di UNI, l’ente di normazione nazionale, che visto l’interesse del mercato, ha recentemente iniziato i lavori per pubblicare una norma tecnica sui profili professionali del settore della protezione dei dati. Proprio al convegno annuale di Federprivacy si svolgerà la prima riunione ufficiale del Gruppo di Lavoro per le professioni in seno alla stessa associazione. Il rapporto completo dei risultati della ricerca condotta da Federprivacy è pubblicato sul sito dell’associazione, http://www.federprivacy.it.

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Emicrania: Un male da morire

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 ottobre 2015

emicraniaCi sono patologie che causano dolori talmente intensi da far desiderare chi ne è affetto di non voler più vivere: un “male da morire” così forte, da non essere un semplice modo di dire ma un’insostenibile condizione psico-fisica, tra l’altro scientificamente provata.
Chi soffre di emicrania è a rischio suicidio. È la sconcertante evidenza emersa recentemente dallo studio “Suicide risk in patients with migraine and comorbid fibromyalgia” (Liu HY, Fuh JL, Lin YY, Chen WT, Wang SJ. Neurology) pubblicato ad agosto sulla prestigiosa rivista “Neurology”, organo dell’American Academy of Neurology. Secondo gli studiosi di Taiwan infatti la tendenza al suicidio sarebbe molto più elevata nei soggetti emicranici: ben 1 soggetto su 9, equivalente all’11% degli emicranici cronici, ha infatti tentato almeno una volta il suicidio nella propria vita.Tale inclinazione appare ancora più preoccupante nei pazienti colpiti, oltre che da mal di testa, anche dalla cosiddetta “fibromialgia”, una condizione caratterizzata da dolori muscoloscheletrici diffusi, insonnia e depressione, la cui concomitanza con percentuale che balza al 17.6% (cioè 1 su 6). Terza malattia più diffusa del genere umano, l’emicrania è una malattia a tutti gli effetti invalidante al punto tale che come detto nei casi più disperati può causare istinti suicidi. «Le cause – dichiara il Prof. Piero Barbanti, Direttore Centro Cefalee IRCCS San Raffaele Pisana – vanno identificate nella presenza in questi soggetti di elevato stress, depressione, pessima qualità del sonno e disabilità sociale e lavorativa. Ma anche nel fatto che si tratta di malattie che “non si vedono” e spesso non sono capite o credute».Cosa consigliare allora ai pazienti cronici più esasperati? Il consiglio dell’esperto è di rivolgersi ad un medico con competenza specifica perché «le cure esistono – garantisce Barbanti – sono numerose ed in alcuni casi rivoluzionarie. Ad esempio l’uso nella prevenzione dell’emicrania di anticorpi monoclonali anti-CGRP, anticorpi intelligenti che bloccano una sostanza – CGRP – cruciale per la malattia. Una sorta di vaccino contro il dolore. I dati sembrano promettenti».
Il San Raffaele Pisana sarà uno dei primi centri al mondo a iniziare nel prossimo febbraio una sperimentazione clinica con tali anticorpi che sulla base dei dati preliminari appaiono efficaci, sicuri, tollerati e semplici da usare (una iniezione sottocutanea al mese per alcuni mesi). «Ma il secondo passo spetta alle istituzioni – conclude Barbanti – il dolore, così come stabilito dalle legge 38, deve essere riconosciuto, studiato e sempre curato. Questa bella speranza è ancora oggi spesso pesantemente disattesa».

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I deputati inaspriscono le norme per proteggere i dati personali

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 marzo 2014

VolturnoGolf01I deputati hanno approvato garanzie più efficaci sui trasferimenti di dati personali ai paesi non UE, in una riforma delle leggi UE sulla protezione dei dati personali approvata mercoledì. Le nuove regole mirano a dare alle persone il pieno controllo sui loro dati personali e, allo stesso tempo, a facilitare la circolazione di dati delle imprese all’interno dell’UE. I deputati vogliono anche aumentare le ammende inflitte alle imprese che infrangono le regole fino a 100 milioni di euro o il 5% del fatturato mondiale.Le nuove regole aggiornano la legislazione europea in vigore, adottata 19 anni fa, sulla protezione dei dati personali per far fronte alle sfide poste dalle nuove tecnologie e dalla crescente tendenza a utilizzare dati personali per la sicurezza.”Ho un messaggio chiaro al Consiglio: ogni ulteriore rinvio sarebbe irresponsabile. I cittadini europei si aspettano da noi di procedere all’adozione di una forte regolamentazione sulla protezione dei dati in tutta l’UE. Se ci sono alcuni Stati membri che non vogliono concludere dopo due anni di negoziati, la maggioranza dovrebbe andare avanti senza di loro”, ha spiegato il relatore per il regolamento generale della protezione dati Jan Philipp Albrecht (Verdi/ALE, DE).””Permettetemi di esprimere la mia insoddisfazione e frustrazione per il fatto che è il Consiglio, o almeno alcuni Stati membri, la ragione per cui non saremo in grado di raggiungere l’obiettivo che ci eravamo prefissati, vale a dire approvare la riforma del pacchetto protezione dati entro la fine del mandato di questo Parlamento”, ha affermato il relatore per la direttiva sulla protezione dei dati personali per la sicurezza, Dimitrios Droutsas (S&D, EL).”

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Famiglie e fiscalità

Posted by fidest press agency su martedì, 21 febbraio 2012

«Le misure di sostegno alla famiglia presenti all’interno dell’articolo 15 della bozza di decreto sulle semplificazioni fiscali sono un’occasione importante per dare ossigeno all’Istituzione che più di tutte, nel nostro Paese, è riuscita a fare da ‘ammortizzatore sociale’ in tempi di crisi. Un’opportunità da non sciupare». È quanto dichiara l’assessore alla Famiglia, all’Educazione e ai Giovani di Roma Capitale, Gianluigi De Palo, in merito alle misure previste nel testo dell’articolo della bozza del decreto-legge sulle semplificazioni fiscali, che sarà discussa venerdì 24 febbraio in Consiglio dei Ministri. «Riassegnare risorse significative – sottolinea l’Assessore capitolino – come le maggiori entrate derivanti dalle iniziative di contrasto all’evasione fiscale degli anni 2012 e 2013 per aumentare le detrazioni fiscali per i familiari a carico, oltre che un provvedimento importante dal punto di vista dell’equità sociale, a mio avviso rappresenta anche un indiscutibile segnale ‘educativo’: si toglie a chi cerca di sottrarsi ai doveri fiscali, a chi punta essenzialmente al proprio interesse personale, per dare a chi, la famiglia, da sempre ha svolto e tuttora ricopre un ruolo decisivo nell’ottica del bene comune del nostro Paese». «Per questo, auspico che il Governo nazionale nella seduta di venerdì prossimo possa dare concretamente seguito alle indicazioni contenute nella bozza. Sarebbe un importante segnale d’inversione di tendenza culturale da parte della politica nei riguardi della famiglia, un modo per dare concreta attuazione all’articolo 31 della nostra Carta Fondamentale», conclude De Palo.

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Batteri sempre più resistenti

Posted by fidest press agency su martedì, 20 settembre 2011

Escherichia coli - Scanning Electron Microscopy

Image via Wikipedia

Le resistenze multiple dei batteri agli antibiotici stanno assumendo una dimensione globale con una tendenza alla crescita, al punto che, secondo gli esperti, se non affrontate in modo adeguato rischiano di diventare la causa di pandemie. Su questo tema si stanno confrontando i ricercatori in occasione del 51mo congresso Icaac (Interscience conference on antimicrobial agents and chemotherapy) in corso a Chicago e tra i casi citati, quello dell’Escherichia coli, responsabile della morte di 51 persone in Europa quest’anno, soprattutto Germania, e che era evidentemente “super-resistente”, e del superbatterio IFN-1 (Nuovo Delhi metallo-lattasio), comparso in India l’anno scorso, definito “una minaccia persistente”. «Più del 70% dei batteri che causano infezioni sono resistenti ad almeno uno degli antibiotici usati per trattarli. Nella medicina di base è abbastanza comune che i medici incontrino infezioni da streptococco resistenti alla azitromicina» sostiene Tarayn A. Fairlie, epidemiologo dei Centers for disease control and prevention, autore di uno studio pubblicato nel numero di settembre del Morbidity and mortality weekly report che segnala, un’incoraggiante inversione di tendenza nella prescrizione di questi farmaci. I ricercatori hanno riscontrato un calo del 24% nel periodo 2007-08 rispetto al 1993-94, che ha permesso di passare da 300 cicli di antibiotici ogni mille visite a 229. Il calo, dicono gli autori, è il risultato degli sforzi delle organizzazioni che educano i medici e il pubblico all’uso appropriato.(S.Z.) Morbidity and mortality weekly report September 2, 2011 / 60(34);1153-1156 (fonte farmacista33)

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Il prezzo sociale di una crisi

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 agosto 2011

In questi giorni si sta maturando un’operazione di una gravità eccezionale eppure gli italiani sembrano volerla accettare con rassegnazione come se si trattasse di un male minore. Con la scusa, pur reale, di una crisi planetaria dell’economia e della finanza mondiale, si vuole smantellare nel nostro paese quanto rimane dello stato sociale e della stessa coesione nazionale. I rimedi possibili sono altri se non si intaccassero gli interessi lobbistici di talune categorie di privilegiati. Abbiamo parlato dei costi della politica e se anche questo aspetto è solo trascurabile, una sorta di fumus, si sta facendo ben poco. Perché ad esempio invece di blaterare sull’abolizione delle province, sull’accorpamento dei piccoli comuni, sulla riduzione dei parlamentari e degli amministratori locali il governo non presenta alle camere un disegno di legge urgente per la sua approvazione inducendo i parlamentari a far rientro a Roma per discuterne? Questi sarebbero fatti e non parole o surrettizi rinvii. Poi vi è l’ampia questione degli sprechi che la Corte dei conti ha già quantificato intorno ai 70 miliardi di euro. Cosa intende fare il governo, da subito, per invertire tale tendenza? Poi abbiamo il lavoro e le imprese in nero che sottraggono contributi e tributi allo Stato. Poi abbiamo l’ampia gamma delle evasioni fiscali dovute anche al fatto che evadere conviene data l’esosità delle imposte. Una riforma in questo senso è possibile e fattibile in breve se è vero che il ministro Tremonti, come più volte ha dichiarato di avere la riforma in tasca. Non vorremmo che anche in questo caso, come per i supposti pedinamenti e spionaggio dichiarati e subito dopo smentiti e passati come una “montatura giornalistica” allorchè la questione ha spinto la procura di Roma ad aprire un fascicolo, si tratti solo di una invenzione di altri.
Qui la situazione è grave non tanto e non solo per gli andamenti della borsa, per le difficoltà delle imprese ad andare avanti e a rendersi competitive sui mercati internazionali, sulla disoccupazione che incalza in specie quella giovanile, sulla irrisolta questione dei precari, sull’aumento della povertà, sui disagi dei pensionati e via di questo passo, ma per il semplice motivo che noi dobbiamo riportare il nostro debito primario al 75% e ciò significa che dobbiamo trovare in pochi anni ben 800 miliardi di euro. E’ tempo che la politica sia presa sul serio dagli elettori. Tanto per cominciare non va screditata e vanno fatte delle scelte sulla consapevolezza che non si possono spremere 45 milioni di italiani per continuare ad assicurare il benessere ai restanti 15 milioni. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Situazione sanità Calabria

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 luglio 2011

“La situazione della sanità in Calabria è a dir poco scandalosa. I costi sono altissimi, siamo di fronte a una realtà in cui è presente la connivenza mafiosa con una scarsa incidenza della Magistratura. Il sistema che ha dominato la gestione della sanità porterà la Calabria a pagare gravissime conseguenze con costi che graveranno sull’intero Paese, costi che ancora oggi non sono stati determinati. Abbiamo discusso e improntato una relazione che evidenzia tutto questo”. E’ quanto dichiarato dal Vicepresidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori in campo sanitario e i disavanzi sanitari regionali, l’on. Massimo Polledri, nel giorno dell’approvazione della relazione sulla Sanità nella Regione Calabria. “Una riforma in senso federale legata al federalismo fiscale”, ha aggiunto l’esponentedella Lega Nord, “potrebbe determinare un’inversione di tendenza, premiando i comportamenti virtuosi e penalizzando quegli amministratori che fanno debiti. Formuliamo i migliori auguri alla Giunta Scopelliti, ma il chirurgo a cui trema la mano può causare solo danni al malato.” (Livia Parisi)

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Il macabro sbattuto in prima pagina

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 luglio 2011

Non sono pochi i lettori sia della carta stampata sia dei “videodipendenti” a dover lamentare il modo spregiudicato di taluni servizi giornalistici nel rappresentare certe situazioni e ad illustrarle con immagini raccapriccianti. Sembra quasi che ci provano gusto e l’alto indice d’ascolto che i media rilevano in tali trasmissione li incoraggia a seguire questa tendenza. Mi viene da chiedere se siamo noi dei “bacchettoni” o sono loro dei sadici. Sta di fatto che la nostra società sta scivolando su un piano inclinato pericoloso. Noi abbiamo trasformato, soprattutto le cose brutte, in un prodotto commerciale mostrando le nostre debolezze e le nostre perversioni. Non dovremmo poi stupirci se si uccide per rubare pochi soldi o seviziare, per il semplice gusto di farlo, chi ci attraversa la strada casualmente. La società si sta intossicando con un veleno dagli effetti sconvolgenti. Il tutto sembra partire dall’idea che il vincente è solo chi riesce ad arricchirsi, a farsi strada e non importa se a pagarne le conseguenze siano i nostri simili o anche l’ecosistema. Si vuole tutto e subito. Mezzo secolo fa i giovani di allora costruivano il loro avvenire passo dopo passo, con costanza e con enormi sacrifici. Non pochi giovani di oggi non hanno pazienza ed hanno un modo cinico di vedere le cose. L’esempio da imitare è chi si fa beffa delle leggi, imbroglia e la fa franca, gabba gli ingenui e fa della menzogna il suo lascia passare per ottenere ciò che vuole. L’essere umano che lavora, si sacrifica per la famiglia, vive modestamente è diventato un modello antiquato. Se andiamo avanti di questo passo finiremo con l’imbarbarimento dell’umanità. Già oggi si fa morire chi non ha risorse per curarsi, ci sono milioni di bambini che non superano i 5 anni soprafatti dalla fame e dalle malattie o diventano orfani di genitori schiacciati dalla miseria e privati di cure salvavita. Già oggi si scatenano guerre spietate e sanguinarie per il possesso di un pozzo di petrolio o per assicurarsi una vena acquifera. Già oggi si uccidono giovani per avere materia prima per i trapianti di organi. Già oggi abbiamo un fiorente mercato per pederasti. Già oggi abbiamo uomini politici che traggono vanto dalle loro doti di violentatori e di violatori di leggi. Già oggi diventano, agli occhi deviati della gente, i campioni da imitare e da osannare. Già oggi la barbarie è tra noi. O tempora, o mores (Riccardo Alfonso http://www.fidest.net)

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“Decreto Sviluppo” e mutui rinegoziabili

Posted by fidest press agency su sabato, 14 Mag 2011

Il recente “Decreto Sviluppo” prevede la possibilità di rinegoziare il mutuo per l’acquisto di una casa per le famiglie in difficoltà, che abbiano un reddito Isee (Indicatore di situazione economica equivalente) inferiore a 30mila euro e un mutuo a tasso variabile entro 150mila euro. Si potra’ passare dal mutuo variabile a quello fisso, vista la tendenza del variabile ad aumentare. Buona possibilità, si direbbe, ma non sembra proprio cosi’. Vediamo. La prima considerazione e’ di carattere generale: non si possono stabilire con decreti le condizioni di rinegoziazione di un mutuo. Si altera la concorrenza tra le banche che potrebbero, loro stesse, rinegoziare i mutui a tassi piu’ convenienti e acquisire nuovi clienti. D’altra parte il tasso massimo stabilito per legge induce “naturalmente “le banche a convergere sul quel tasso, il che potrebbe interessare (speriamo) l’Antitrust. La seconda considerazione riguarda i tassi in base alle previsioni dei prossimi anni. Il fisso, con relativa certezza, e’ determinato in base alle aspettative del mercato. Se i tassi cresceranno di piu’ rispetto alle previsioni, l’utente ne trarra’ vantaggio se, invece, si verifichera’ il contrario, cioe’ i tassi scenderanno, chi se ne giovera’ saranno le banche. Ma l’utente puo’ prevedere cosa succedera’ nei prossimi dieci anni? Abbiamo dei dubbi. Da subito, pero’, le banche guadagneranno perche’ dal passaggio del variabile al fisso i tassi aumenteranno.
Insomma le rose che ci offre il “Decreto Sviluppo” sono piene di spine. Per gli utenti. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Incominciamo a capire

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 aprile 2011

Esiste un rapporto incompreso tra la sfera privata e quella pubblica che in Italia, rispetto agli altri paesi, pare accentuarsi con il passare del tempo. Eppure se ci soffermassimo di più sulle ricadute derivanti dalla nostra tendenza nel dire: “sono affari loro, penso per me”, invece di soffermarmi a considerare la circostanza che molto incide sul privato e mettendo le mani nel nostro portafoglio, con molto probabilità ci soffermeremmo di più su quel signore che si chiama Tremonti o su quegli altri che ci governano. Forse lo dobbiamo anche al fatto che se ci dicono che aumentano le tasse non vuol dire che il mese dopo sulla busta paga ne rileviamo le conseguenze. Esse, invece, si potranno registrare in tempi successivi e in misura più insidiosa come per l’irpef dei comuni le cui aliquote stanno salendo e i conguagli spesso giungono a dicembre e sembrano vogliono camuffarsi con la tredicesima, oppure con l’aumento della tassa sull’immondizia che si paga semestralmente. La massaia, a sua volta, è spesso distratta dal saliscendi dei prezzi degli alimentari con qualche sconto, qua e là, e con la logica delle offerte e delle occasioni che spesso si rivelano una bufala per la scarsa qualità del prodotto proposto. E tutto questo spesso si condisce con il pass par tout di chi dice: tanto fanno quello che vogliono, destra sinistra sono la stessa cosa, pur di arraffare i soldi della povera gente. Ma ci siamo mai chiesti chi sono costoro che fanno il bello e il cattivo tempo e “rubacchiano” nel nostro portafoglio da esperti borseggiatori? Sono coloro che abbiamo eletto. Sono coloro che potremmo punire non votandoli ma spesso ci dimentichiamo dal farlo per scarsa memoria o per uno “sprezzo” che si chiama non andare a votare. E loro si sentono autorizzati ad infierire tanto il danno è minimo, quasi irrilevante. E qui sta il punto. Se noi smettessimo di dire che la politica e i politicanti fanno schifo e riflettessimo di più sul fatto che il nostro metterci in una campana di vetro fa il loro gioco, di certo ci renderemmo conto che fa più male un voto espresso che uno non dato. Ma a chi? Una risposta ci sarebbe penalizzando quei partiti che hanno dimostrato di non saper gestire in maniera virtuosa i nostri contributi alla comunità. Votiamo i piccoli, diamo loro un’opportunità di esprimersi, di farsi valere con la logica dei numeri e vediamo se gli altri impareranno la lezione. Lasciamo da parte quelle sirene che ci dicono che è un voto sprecato. Sprecato di certo se espresso da una manciata di sostenitori ma non di sicuro da milioni di elettori. E’ che gli italiani devono imparare che il privato non significa solo l’ambito familiare ma è qualcosa di più: è la comunità come quartiere, paese, regione, nazione e mondo e più ci interessiamo attivamente su quanto accade fuori dalle mura di casa e più sarà possibile difendere la nostra sfera privata. Meditate, gente, meditate. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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I trentenni e la pancetta

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 aprile 2011

È la pancia il vero cruccio dei trentenni. Con la primavera, infatti, in molti ricorrono ad alcuni aiutini per presentarsi il più possibile in forma all’appuntamento con l’estate. «In vista della bella stagione, sono sempre più gli uomini, tra i 30 ed i 40 anni, che chiedono di poter eliminare la pancetta accumulata nei mesi invernali senza ricorrere al bisturi del chirurgo», osserva Sofia Zafiropoulou, direttore sanitario del Centro Medico Turati di Milano. La tendenza cresce di anno in anno: secondo l’American Society Plastic Surgery, tra le maggiori associazioni di medicina e chirurgia estetica d’oltreoceano, il mondo maschile nel 2010 ha rappresentato quasi il 10 per cento dell’intero mercato legato alla medicina estetica, con un aumento del 45 per cento negli ultimi dieci anni. Del resto, da tempo la vanità non è più esclusiva femminile anche in Italia: “Gli uomini hanno sempre maggiore cura del loro corpo e, se necessario, non disdegnano fare ricorso a qualche ritocchino per migliorare il proprio aspetto – prosegue Zafiropoulou -. In molti casi sono gli stessi interessati a chiedere di eliminare il grasso in eccesso sul girovita; non mancano però uomini che vengono spinti delle rispettive mogli o compagne a rimettersi in forma».  Eliminare quei centimetri in più lungo il girovita è da sempre uno dei crucci principali per gli uomini, soprattutto se giovani. «In questi casi la chirurgia può essere eccessiva e troppo invadente, in quanto si tratta di accumuli di grasso non eccessivi che possono essere trattati con un intervento mirato che unisce dieta regolata e trattamenti di medicina estetica. Abbinando due tecniche consolidate e senza rischi, la radiofrequenza e gli ultrasuoni, e controllando l’alimentazione, nell’arco di un mese si può eliminare la pancetta», prosegue la dottoressa Zafiropoulou. «Questo trattamento combinato, permette di combattere efficacemente rilassamenti e adiposità localizzate come quelle che si formano all’altezza della pancia». Innanzitutto, spiega la dottoressa, «il manipolo della radiofrequenza utilizza una tecnologia bipolare con aspirazione in grado di attivare un riscaldamento selettivo che determina una contrazione delle fibre di collagene e dunque un’attivazione della microcircolazione». Inoltre, la particolare ginnastica dovuta ai movimenti dell’operatore col manipolo attiva la normalizzazione del tono cutaneo ed il drenaggio dei liquidi in eccesso. Sofia Zafiropoulou Laureata in Medicina e Chirurgia all’Università di Milano. Dopo aver conseguito la specializzazione in Gastroenterologia Digestiva, Endoscopica ed Immunologia Clinica, dal 1996 ha iniziato ad interessarsi di medicina laser seguendo corsi di laser terapia sia in Italia sia all’estero (Londra e Lione). Nel 1996, ha raccolto la tecnologia e l’esperienza inglese, introducendo in Italia i primi laser (Ruby e Day Laser) per la depilazione. È direttore sanitario del Centro Medico Turati di Milano (via Turati, 3 – numero verde 800 015 411, dalle 9 alle 18, dal lunedì al venerdì)

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Galan nuovo Ministro per i Beni e le Attività Culturali

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 marzo 2011

L’Associazione Nazionale Archeologi accoglie favorevolmente la nomina, dopo una lunghissima fase vacante, del nuovo Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Giancarlo Galan. “Siamo certi che Galan saprà ristabilire al più presto la governance del Ministero, superando un periodo di incertezza che ha avuto serie ripercussioni sul patrimonio culturale italiano” afferma Tsao Cevoli, presidente dell’Associazione Nazionale Archeologi. L’ inversione di tendenza mostrata dal Governo, che ha annunciato a partire da quest’anno l’assegnazione in misura permanente di 80 milioni di euro alla tutela e al recupero del patrimonio storico, architettonico, artistico e archeologico è un segnale importante. “La notizia”, prosegue Cevoli, “dell’ approvazione del decreto conferma la validità delle iniziative messe in campo negli ultimi mesi dall’Associazione Nazionale Archeologi e da tutte le associazioni del settore che hanno aderito alla coalizione “Abbracciamo la cultura”. La novità più importante riguarda l’assunzione prevista di nuovi tecnici e dirigenti, attingendo alle graduatorie dei precedenti concorsi: un atto che consentirà maggiore efficienza delle Soprintendenze aumentandone le capacità di controllo. Positiva appare anche la previsione di un piano di norme straordinarie per il recupero di Pompei, con la creazione di una task force composta da archeologi, architetti e operai specializzati, attingendo alle graduatorie dell’ultimo concorso nazionale per archeologi del 2008.”Attendiamo”,  conclude Cevoli, “ di leggere il testo del decreto per comprendere nei dettagli le misure oggi approvate ma le dichiarazioni del Sottosegretario Letta e del Capo di Gabinetto Nastasi lasciano intuire che il Governo abbia finalmente rimesso la cultura tutta e la tutela dei beni culturali al centro delle politiche di questo Paese.”

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Aumentano le tariffe alberghiere

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 settembre 2010

A Settembre pernottare in una Metropoli Europea costa mediamente di più che nei mesi passati. Una camera standard doppia a notte costa 114€, l‘8% in più circa rispetto allo scorso mese quando una camera costava 106€. Con questo valore le tariffe riprendono quota in questa fine Estate, ma restano comunque il 5% al di sotto della media (120€) registrata dall’indice prezzi Hotel dello scorso anno. Fino a Maggio i prezzi degli alberghi avevano subito una progressiva inflessione, per poi cambiare tendenza proprio questo mese. In molti Paesi le vacanze estive volgono al termine, molte metropoli diventano quindi destinazioni brevi, per un weekend o solo per qualche giorno; altre mete riaprono i battenti per la nuova stagione congressuale e fieristica. Ben 42 su 50 destinazioni osservate dal tHPI hanno subito un incremento dei prezzi.
Evidenti le impennate prezzi in Italia: il mese delle Fiere rilancia Bologna, che per tutto l’anno si era tenuta su livelli di prezzo piu’ bassi rispetto alla media stagionale. Il Capoluogo emiliano subisce un rincaro del 41% dei prezzi Hotel, costando mediamente 107€ per doppia a notte e recupera lo stesso livello tariffario dello scorso anno, quando una camera costava 110€ (Settembre 2009). A Milano si apre la stagione della moda con +24% del listino; i turisti di Roma, invece, secondo l’analisi tHPI,  pagheranno quasi il 30% in piu’ nel pernottamento rispetto allo scorso mese per visitare la città Eterna. (fonte trivago.it)

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