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Posts Tagged ‘tensione’

Artico: i deputati chiedono di ridurre la tensione nella regione

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 ottobre 2021

In una risoluzione adottata mercoledì sulle sfide geopolitiche e la sicurezza nell’Artico, i deputati ricordano che l’UE è impegnata nello sviluppo sostenibile e pacifico a lungo termine della regione e chiedono che gli stati artici e la comunità internazionale tutelino l’Artico come area di pace, di bassa tensione e di cooperazione positiva.Nel testo si sottolinea come l’attuale modello di governance artica, basato sul diritto internazionale, abbia giovato a tutti gli Stati artici e fornito stabilità alla zona.Il testo è stato approvato con 506 voti favorevoli, 36 contrari e 140 astensioni.I deputati invitano tutti i paesi interessati e l’UE a rispondere alle conseguenze estremamente allarmanti del cambiamento climatico nell’Artico, nel rispetto degli obiettivi dell’Accordo di Parigi.È inoltre necessario preservare la cultura dei popoli indigeni della regione e tutte le attività che hanno luogo nell’area, incluso l’utilizzo delle risorse naturali, dovrebbero rispettare i diritti dei popoli indigeni e degli altri abitanti e favorire tali popolazioni.Inoltre, dalla risoluzione emerge una seria preoccupazione per il progressivo rafforzamento militare russo nell’Artico, gesto che i deputati considerano ingiustificato, in quanto supera sensibilmente i legittimi scopi difensivi. Qualsiasi cooperazione con la Russia nella regione dovrebbe rispondere al principio di dialogo selettivo dell’UE con il paese. Allo stesso modo, la cooperazione non dovrebbe indebolire le sanzioni e le misure restrittive adottate a seguito delle azioni del governo russo in altre parti del mondo.I deputati si dicono anche molto preoccupati per gli imponenti progetti cinesi nell’Artico. L’UE dovrebbe monitorare con attenzione i tentativi della Cina di integrare la rotta del Mare del Nord nella sua iniziativa “Nuova via della seta” (Belt and Road Initiative), poiché ciò pone a rischio l’obiettivo di proteggere l’Artico dagli interessi geopolitici globali.

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Umbria: Serracchiani, controsenso mettere in Governo in tensione

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 ottobre 2019

“E’ comprensibile se lo fa Salvini, ma è un controsenso che siano dei partiti di maggioranza a mettere in tensione il Governo. Forse non è chiaro che questa partita si gioca su due livelli e uno fondamentale è quello nazionale: possiamo risalire la china del consenso solo facendo un buon lavoro tutti assieme. Tirare la corda o fare i furbi non è consigliabile”. Lo afferma Debora Serracchiani, vicepresidente dell’Assemblea nazionale Pd, a proposito delle prese di posizione di esponenti della maggioranza all’indomani delle elezioni in Umbria.Per l’esponente dem “nonostante la sconfitta tutti devono ritrovare il sangue freddo: non siamo disposti a stare in un Governo cannoneggiato dai suoi stessi membri”. “L’altro livello su cui, come partito, dobbiamo rimetterci a correre – aggiunge Serracchiani – è quello dei territori, delle città, delle periferie. Non basta fare una manovra ideale se poi non andiamo davanti alle fabbriche in crisi o non stiamo con le mamme che hanno paura di mandare i figli nei giardini”.

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La tensione tra Israele e Hamas è risalita nelle ultime ore

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 novembre 2018

Dopo l’intermediazione egiziana della settimana scorsa che sembrava aver sancito un’intesa tra le parti, la situazione è precipitata tra domenica e questa notte, tanto che il premier Benjamin Netanyahu è tornato prematuramente in patria dal suo viaggio ufficiale a Parigi.
Nello spazio di poche ore circa 400 missili sono stati lanciati da Hamas verso Israele, accusata dal gruppo terroristico di un’azione avvenuta domenica al confine, in cui sono rimaste uccise un israeliano e sette palestinesi, fra cui un importante comandante militare del gruppo radicale.I centinaia di missili sparati da Hamas hanno fatto suonare le sirene al sud di Israele, la cui popolazione ha avuto 15” per mettersi in salvo. L’episodio più grave è stato quando un missile ha colpito un autobus in territorio israeliano ferendo una persona: dal mezzo erano usciti da pochissimo tempo 50 israeliani. Secondo le stime dell’esercito israeliano, il lancio di razzi di Hamas è stato il più alto di sempre, almeno in uno spazio di tempo così limitato. Esercito che ha reagito colpendo alcuni edifici di Hamas a Gaza. Gli attacchi, però, non sono arrivati all’improvviso: un piccolo missile è stato esplodere sull’obiettivo prima di colpire veramente l’obiettivo per dare il tempo ai civili di allontanarsi e salvare la propria vita.

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Idomeni: tensione e caos al confine con la Macedonia

Posted by fidest press agency su domenica, 6 marzo 2016

idomeniNel campo di Idomeni, al confine con la Macedonia, sono bloccate più di 11.000 persone e solo a circa 100 persone al giorno è permesso di passare. MSF sta attualmente spendendo 50.000 euro al giorno per fornire ripari, sacchi a pelo, tende e assistenza di base.
Il 29 febbraio una protesta è degenerata rapidamente quando la polizia macedone ha iniziato a lanciare gas lacrimogeni sui rifugiati: i nostri team hanno trattato 22 casi, inclusi nove bambini, affetti da problemi respiratori. C’erano anche sette persone ferite dal filo spinato, inclusi tre bambini.Le persone sono ansiose e stressate perché hanno visto l’attuazione di restrizioni inaspettate contro gli afghani e vogliono attraversare il confine prima che sia troppo tardi per loro. Questa tensione al confine è il risultato di strategie irresponsabili messe in atto da pochi stati europei e balcanici per arginare il flusso di persone che cerca protezione in Europa, ad ogni costo, senza alcuna considerazione per le loro esigenze umanitarie e di protezione.Gli effetti prevedibili di queste restrizioni, di cui siamo testimoni adesso a Idomeni, sono un maggiore caos e ulteriore sofferenza per gli uomini, donne e bambini che hanno già vissuto la guerra e affrontato viaggi molto pericolosi in cerca di sicurezza.
Migliaia di uomini, donne e bambini sono bloccati tra Grecia e Balcani dopo l’improvvisa imposizione di nuove, arbitrarie restrizioni per i rifugiati afghani lungo la rotta balcanica. A queste persone, bloccate alle frontiere, non viene data alcuna informazione, l’assistenza umanitaria è quasi nulla e sono a rischio di violenza e abusi.“Abbiamo denunciato più volte le conseguenze umanitarie di questo effetto domino alle frontiere, ma i governi europei continuano a inventare criteri nuovi e arbitrari con l’unico scopo di ridurre il flusso di persone sulla rotta balcanica, a qualunque costo e senza alcuna considerazione dei loro bisogni umanitari” ha detto Stefano Argenziano, coordinatore dei progetti di MSF per la migrazione. “Il fallimento dei governi europei nel trovare risposte collettive e umane sta producendo caos, arbitrarietà e discriminazione.” Le prime restrizioni sono state attuate a novembre, quando la possibilità di muoversi lungo i Balcani è stata limitata alle sole persone di nazionalità siriana, irachena o afgana. Ma nel fine settimana, le autorità della Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia (FYROM), Serbia, Croazia, Slovenia e Austria hanno implementato una nuova serie di criteri per ridurre ulteriormente il flusso di rifugiati e migranti nei loro territori. Per esempio agli afgani, che rappresentano fino al 30% degli arrivi in Grecia, viene ora impedito di attraversare sia la frontiera tra Grecia e FYROM, sia la frontiera tra FYROM e Serbia. (foto: idomeni)

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Tensione e violenza al confine tra Grecia ed ex Repubblica Jugoslava di Macedonia

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 dicembre 2015

balcaniL’UNHCR esprime forte preoccupazione per la situazione di tensione e violenza al confine tra Grecia ed ex Repubblica Jugoslava di Macedonia. Chiede pertanto alle autorità di entrambi i Paesi di gestire i confini in maniera da garantire il rispetto dei diritti umani e dei principi di protezione dei rifugiati.A seguito delle restrizioni all’ingresso di rifugiati e migranti di Paesi diversi da Siria, Afghanistan e Iraq da parte delle autorità lungo la rotta balcanica occidentale, negli ultimi giorni le tensioni sono cresciute a Idomeni, sul lato greco del confine. In diverse occasioni, queste tensioni hanno portato a violenza e alla chiusura temporanea della frontiera.In questo contesto, l’UNHCR esprime cordoglio per la morte di un uomo marocchino al confine, in circostanze ancora da chiarire. Questo tragico evento sottolinea ulteriormente la necessità da parte delle autorità di agire in maniera appropriata. Chiediamo alle autorità greche di ripristinare la sicurezza come azione prioritaria, per assicurare la protezione di coloro che ne hanno bisogno e la tutela degli operatori umanitari e dei volontari.Mezzi di trasporto sono stati messi a disposizione dei rifugiati e dei migranti che non sono stati ammessi nell’ex Repubblica Jugoslava di Macedonia per tornare ad Atene, dove sono disponibili servizi di prima accoglienza e assistenza e lo staff UNHCR è presente per offrire pareri individuali e consulenze legali ad personam.L’UNHCR ribadisce le proprie preoccupazioni per le conseguenze delle chiusure delle frontiere messe in atto da diversi paesi dei Balcani. L’UNHCR raccomanda di tracciare il profilo delle persone basandosi sulle loro esigenze di protezione e non sulla loro nazionalità. L’UNCHR e altre organizzazioni si appellano agli stati coinvolti perché ristabiliscano la cooperazione e i meccanismi di risposta convenuti al summit dei Balcani Occidentali dell’8 Ottobre e all’incontro dei leader balcani del 25 novembre.

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La tensione del vivere

Posted by fidest press agency su domenica, 28 luglio 2013

“Giunti al traguardo dei 100 Comunicati stampa di Scienza & Vita non possiamo che riconfermare con passione i nostri tanti sì verso le grandi questioni legate alla vita e ai suoi valori, nel continuo, franco confronto con i dati della scienza e con le sue applicazioni biomediche” dichiarano Paola Ricci Sindoni e Domenico Coviello, presidente e copresidente nazionali dell’Associazione Scienza & Vita.
“L’impegno dei tanti ricercatori contro le malattie che interrompono drammaticamente la giusta tensione al vivere, le tecniche di procreazione con i loro complessi risvolti valoriali, le ricerche scientifiche e gli interrogativi posti dalle indagini genetiche, ed ancora le difficoltà delle persone disabili, il rischio della solitudine degli anziani, l’urto della fragilità di chi giunge al morire, queste e altre ancora le attenzioni che continuano a premere sul pensiero e l’azione di Scienza & Vita. Mossi dalle premure della fede e dalle istanze della ragione vogliamo proseguire un cammino difficile ed entusiasmante, convinti come siamo che il bene comune di una nazione passa anche attraverso la fatica del pensare, l’urgenza dell’interrogare, la necessità del dialogare in modo critico e costruttivo con la cultura pluralista che ci avvolge”.

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Contro la violenza politica

Posted by fidest press agency su sabato, 14 Maggio 2011

Roma alle 21.30 di stasera, i militanti dei movimenti giovanili di Pdl e Pd daranno vita all’iniziativa “Un brindisi contro gli agguati” per le strade e i locali notturni del Municipio XI, con partenza dal rione Garbatella. Lo fanno contro il clima di tensione venutosi a creare in alcuni quartieri della Capitale negli ultimi mesi, culminato nella violenta aggressione al giovane ricercatore universitario nel quartiere San Paolo. «Esiste una generazione, a destra e a sinistra, che rifiuta categoricamente la logica della violenza e vuole isolare chi al confronto politico preferisce lo scontro fisico. La nostra iniziativa vuole essere un messaggio positivo: per noi le differenze politiche sono motivo di crescita e rappresentano una ricchezza per la comunità cittadina. Vogliamo dimostrarlo attraverso questo esempio virtuoso di collaborazione e condivisione tra diverse forze politiche che ogni giorno si misurano sul terreno delle idee». Lo annunciano in una nota congiunta Marco Perissa, consigliere Pdl del Municipio XI e segretario del Consiglio nazionale della Giovane Italia, e Michele Nacamulli, consigliere Pd del Municipio XI e dirigente nazionale dei Giovani Democratici.

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Il peggio deve ancora arrivare

Posted by fidest press agency su sabato, 16 aprile 2011

Pur assistendo ad un momento di alta tensione, sembra proprio che si tratti solo dell’inizio o dei primi passi, e che il peggio deve ancora arrivare. Il processo breve appena approvato dalla Camera, non è la panacea per tutti i reati in cui Berlusconi è attore principale; se approvato dal Senato e firmato dal capo dello Stato, vanificherebbe il processo Milss, nel quale il cavaliere si proclama innocente, ma che cerca di sfuggire come dalla peste, con una fuga che diventa una implicita ammissione di colpa, cercando la difesa dal processo, consapevole di non potersi difendere nel processo. E se il capo dello Stato non dovesse firmare quella norma personalizzata su misura per il cavaliere? L’opinione pubblica capirebbe che l’insistenza del cavaliere proclama le sue colpe, dalle quali pretende l’assoluzione convinto di essere il solo intoccabile della nazione, un po’ come le vacche sacre dell’India. Ma poi c’è il processo Ruby, per il quale è in corso di discussione in Senato un’altra legge per prolungare i termini processuali, in attesa della consueta prescrizione; si discute, infatti, di una norma che permetterebbe alla difesa di interrogare tutti i testimoni che crede, ovviamente allo scopo di rimandare ad libitum l’analisi del merito e l’elenco telefonico è pieno di nomi e i testimoni disponibili sarebbero tantissimi, dipende dal prezzo! Ci è dato pensare che non sono solo i quattro processi in corso a terrorizzare ilo cavaliere e che ben altro esiste ben conservato in qualche cassetto di una qualche Procura; altri reati ben più gravi che disarcionerebbero questo cavaliere con ignominia e aggressione ad un patrimonio, nato con aspetti dubbi per i quali lo stesso cavaliere si è avvalso della facoltà di non rispondere, e dilatato con leggi di comodo da parte di interessati amici politici, e, quindi, con la personale esposizione in politica, dove ha promosso lo stravolgimento della politica economica, privilegiando l’economia della finanza a discapito dell’economia del lavoro, secondo la sola legge che conosce: la legge del più forte che impone la propria volontà. Ora diventa tangibile un pericolo gravissimo da non sottovalutare. Nell’ipotesi che possa diventare concreto il rischio di una condanna penale, allo scopo del cavaliere servirebbe una emergenza nazionale da dover neutralizzare, anche con la sospensione delle garanzie costituzionali; una rivolta di piazza da sedare anche con risvolti autoritari. Il pericolo è dietro l’angolo e non va sottovalutato! (Rosario Amico Roxas)

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Navi da guerra iraniane nel Mediterraneo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 febbraio 2011

“Il passaggio del Canale di Suez da parte di due navi militari iraniane rappresenta un fatto di estrema gravita’, che rischia di aumentare la tensione in tutto il Mediterraneo e incrementare la tensione e l’instabilità’ dell’intera area” Ha dichiarato l’on.Gianni Vernetti, deputato di Alleanza per l’Italia e gia’ Sottosegretario agli Affari Esteri. “Era dal 1979 che non veniva autorizzato il passaggio di navi da guerra iraniane dal Canale -ha proseguito l’on.Vernetti- e ritengo che il Governo provvisorio egiziano abbia commesso un grave errore ad autorizzarne il transito”. “Sono fondati i sospetti che le navi trasportino materiale bellico destinato alla Siria per essere successivamente consegnato alle milizie di Hezbollah -ha proseguito l’on.Vernetti- e se tale ipotesi venisse confermata, dsno elevatissimi i rischi di un nuovo conflitto con Israele” “In tale contesto chiedo al Governo di riferire alla Camera -ha concluso l’on.Vernetti- se tale episodio non sia in contrasto con quanto previsto dalla Risoluzione 1701 che ha istituito la missione di peacekeeping Unifil Plus, nella quale e’ impegnato un rilevante contingente militare italiano”

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Manifestazione: Per il futuro dei ragazzi

Posted by fidest press agency su martedì, 21 dicembre 2010

È da irresponsabili soffiare sul fuoco della protesta che da ogni angolo d’Italia si sta sollevando da parte di tanti coetanei, di tanti ventenni e trentenni di questo paese esausti di vivere in uno stato che non offre loro futuro e speranza. Il rischio è che in questo modo gli eccessi, che abbiamo visto a Roma e che condanniamo, si ripetano oscurando invece le sacrosante ragioni che i ragazzi hanno di manifestare. E forse è questo l’obiettivo del governo e dei suoi rappresentanti politici: alzare la tensione, alzare la polvere e il caos per nascondere il problema vero, cioè l’assenza di futuro. È per questo che non ce la facciamo più, è per questo che in queste ore bisogna essere al a fianco dei ragazzi che manifestano. Con senso di responsabilità e con un’attenzione ben precisa: fare ogni sforzo per evitare che la rabbia si trasformi in violenza e che la protesta pacifica e civile prevalga sulle strumentalizzazioni politiche. Compito di chi amministra la cosa pubblica o ricopre ruoli pubblici, non è soffiare sul fuoco ma offrire delle risposte alle istanze che vengono con forza poste dalla comunità, dalla gente comune, da vasti settori della società. Il clima di tensione che si tenta di seminare nel paese e nelle comunità locale, è quanto di più sbagliato si possa fare in questo momento. Quando si vivono momenti di difficoltà come quelli che stiamo attraversando nel nostro paese, il rischio è che prevalgano gli istinti alla chiusura, all’egoismo, al “ghe pensi mi”. Dobbiamo invece rimettere al centro le relazioni tra le persone, l’ascolto, la condivisione delle scelte, la proiezione verso il futuro. Per questo è importante, ad esempio, che il Consiglio comunale di Forlì abbia approvato all’unanimità un documento di condanna per i gesti intimidatori che si sono registati a Forlì nelle ultime settimane. L’impegno mio e di tutti coloro che nel Partito Democratico forlivese hanno ruoli di responsabilità nelle amministrazioni locali ad ogni livello, sarà finalizzato a difendere con forza quel principio di legalità irrinunciabile in qualsiasi democrazia evoluta e a delimitare nettamente il confine tra la protesta pacifica e civile e chi, invece, insinuandosi in modo subdolo nella rabbia di chi non ce la fa più, vuole trasformare la protesta in violenza. Con la stessa determinazione bisogna condannare a prendere le distanze da chi fa leva su questa minoranze per screditare la moltitudine di chi pone problemi enormi di cui nessuno si occupa, cioè quelli delle giovani generazioni. (Marco Di Maio Segretario territoriale Pd forlivese)

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Manifestazione: Le dichiarazioni di Gasparri

Posted by fidest press agency su martedì, 21 dicembre 2010

Quelle rese alla stampa in questi giorni sono irresponsabili e profondamente sbagliate» – dichiara l’on. Gianni Vernetti di Alleanza per l’Italia. «Oggi è interesse di tutto il Paese fare in modo che scenda la tensione e che vi sia un dialogo sempre aperto tra le istituzioni e i movimenti studenteschi e giovanili. L’obiettivo di Gasparri – continua Vernetti – sembra, invece, l’opposto: far crescere la tensione demonizzando centinaia di migliaia di studenti, la cui stragrande maggioranza è scesa in piazza, in questi giorni, in modo pacifico. Per questo anche ogni richiamo e analogia con gli anni Settanta è anacronistico e sbagliato. L’Italia ha bisogno di normalità – conclude l’on. Gianni Vernetti – e da un importante esponente della maggioranza di Governo ci si aspetterebbe un atteggiamento più equilibrato. Ricordo a Gasparri che siamo in Europa, viviamo una democrazia liberale e che lo stato di diritto e la difesa dei diritti umani sono gli elementi fondamentali sui quali poggia la nostra Costituzione. E gli “arresti preventivi”, non fanno certo parte della nostra cultura e tradizione giuridica».

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C’è chi cerca lo scontro

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 ottobre 2010

I fatti di queste ultime ore, dall’attacco alla sede nazionale della Cisl alle scritte apparse ad Ivrea, dovrebbero far riflettere tutti sul crescendo di tensione e di conflittualità nel nostro Paese. E’ necessario far prevalere il senso di responsabilità e difendere i valori del confronto e del rispetto.
La scelta di alcuni esponenti della Fiom di partecipare a un dibattito organizzato dal centro sociale Askatasuna non va purtroppo in questa direzione, perché finisce con dare spazio a chi ha organizzato l’aggressione a Raffaele Bonanni e al PD in occasione della Festa Democratica, nonché numerosi altri atti violenti e intolleranti a Torino e in Valle di Susa.  Chi cerca sistematicamente lo scontro e il conflitto non può essere riconosciuto come interlocutore.  (Gianfranco Morgando  Segretario Regionale PD Piemonte)

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La democrazia in Bosnia

Posted by fidest press agency su martedì, 28 settembre 2010

Roma 7 ottobre alle 18,15 Istituto della Enciclopedia Italiana – Palazzo Mattei di Paganica – Sala Igea Piazza della Enciclopedia Italiana, 4   Incontro pubblico con il card. Vinko P Uljic, arcivescovo di Sarajevo “In Bosnia occorre uno Stato dove ci sentiamo tutti a casa, non uno Stato con cittadini diseguali. Pensiamo che è possibile vivere insieme ai musulmani. Tanti del popolo semplice, quando vado in cattedrale a piedi, mi salutano. Sono musulmani.
Il clima di tensione viene dai media e dalla politica. Sono parole del Card. Puljic contenute nel libro Cristiani a Sarajevo (Paoline) una lunga intervista che l’Arcivescovo di Sarajevo, ha rilasciato a Roberto Morozzo della Rocca, docente di Storia dell’Europa Orientale.
In Bosnia-Erzegovina nel 1991, alla vigilia della guerra originata dal processo di dissoluzione della Jugoslavia, i cattolici erano 820.000, il 17% della popolazione. Oggi sono appena 460.000, il 9% degli abitanti. Al contempo i serbi sono passati dal 33% al 37% e i musulmani sono giunti nel 2005 a superare il 50% della popolazione, pervenendo quindi alla maggioranza assoluta. Che cosa è accaduto nella città un tempo luogo di pace, di dialogo, di integrazione e di convivenza pacifica? Partecipano all’incontro: Marco Impagliazzo , Presidente della Comunità di Sant’Egidio Antonio Zanardi Landi  Ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede Gianni V Alente, Giornalista di 30Giorni Alberto Bobbio, Giornalista di Famiglia cristiana. Saranno presenti: Il Card. Vinko P. Uljic, Arcivescovo di Sarajevo R Oberto Morozzo Della Rocca , Curatore del libro.

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Maltrattamenti in famiglia

Posted by fidest press agency su domenica, 4 luglio 2010

Una sentenza della Cassazione la n. 25138 di oggi della I sezione penale in materia di maltrattamenti in famiglia ha fatto il già il giro dei media e sicuramente farà discutere secondo Giovanni D’AGATA, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori. Per la Suprema Corte non risponde di maltrattamenti chi aggredisce il partner dal carattere forte e che non risulta intimorito psicologicamente dalle percosse, verbali o fisiche. E’ quanto ha stabilito la Suprema Corte che  ha accolto il ricorso di un uomo contro la sentenza che lo condannava per aver maltrattato la moglie per 3 anni. Secondo la Corte i giudici di primo e secondo grado “hanno scambiato per sopraffazione un semplice clima di tensione” familiare essendo la donna “per nulla intimorita” dal comportamento del coniuge e piuttosto “scossa, esasperata, molto carica emotivamente”. Se la moglie ha un carattere forte è possibile maltrattarla senza essere per questo perseguibili dalla legge.

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Cresce la tensione nelle carceri

Posted by fidest press agency su sabato, 19 giugno 2010

“Ogni giorno che passa continuiamo a contare nelle carceri italiane episodi di violenza contro i poliziotti penitenziari, tentativi di suicidio e suicidi veri e propri, atti di autolesionismo di detenuti e rumorose manifestazioni di protesta. Insomma, la tensione è continua e nelle ultime ore registriamo gravi fatti di violenza nelle carceri di Verona e S. Cataldo. Ma nonostante ciò, nulla di concreto si vede all’orizzonte per risolvere il grave problema del sovraffollamento (causa principale di queste criticità violente) e delle carenze di organico dei Baschi Azzurri della Penitenziaria, quantificabili in oltre 6mila unità. Quanto tempo ancora si pensa che le donne e gli uomini del Corpo possano sopportare queste condizioni di logoramento che perdurano da mesi e che continueranno a pesare sulle 39 mila persone in divisa per molti mesi ancora se non la si smette di nascondere la testa sotto la sabbia? E’ l’amaro commento di Donato CAPECE, Segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE – il primo e più rappresentativo della Categoria -, a commento dei gravi episodi accaduti nelle ultime ore a Verona e S.Cataldo.
“A Verona, carcere in cui il 31 maggio scorso erano presenti 963 detenuti (il 65% dei quali stranieri!) a fronte di una capienza regolamentare di 589 posti letto e in cui mancano in organico oltre 100 Agenti di Polizia Penitenziaria, il 13 giugno scorso è avvenuto un grave episodio di violenza nei confronti del personale di Polizia Penitenziaria.” “Ieri invece” prosegue Capece “nella Casa di reclusione di San Cataldo in Sicilia 30 detenuti hanno dato vita ad una violente rissa nel cortile passeggi.  “Tutta questa violenza in carcere” conclude il segretario generale del SAPPE “è gravissima e inaccettabile.”

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“Viaggio nei Musei”

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 febbraio 2010

Napoli 6 marzo 2010 ore 18,00 – 20,00Castel Nuovo (Maschio Angioino) – Sala Caro V Fin dalla fine degli anni Sessanta Vincenzo Starnone (Napoli, 1953) conduce una ricerca fotografica dal carattere profondamente socio-antropologico. La personale Viaggio nei musei, tenendosi ad otto anni di distanza da Viaggio nel lavoro (2002), alla quale, come si evince dal titolo, intende riallacciarsi, si iscrive, malgrado dalle strade e dalle piazze si passi prettamente al chiuso artificiale del museo, pienamente all’interno di tale tracciato, non retrocedendo minimamente la tensione verso l’elemento squisitamente umano che guida le scelte del fotografo. La successione di frammenti spazio-temporali particolarmente significanti rispetto all’interrelarsi tra uomo-spettatore ed oggetto-opera, si risolve in una briosa narrazione visiva, condotta attraverso una successione di circa quaranta fotografie a colori ed in bianco e nero, della vita quotidiana all’interno dei luoghi della fruizione dell’arte (musei soprattutto, ma talvolta, in conformità con lo specifico della situazione artistica napoletana, anche interni di chiese o spazi pubblici all’aperto). Ambienti tutt’altro che riducibili a meri contenitori o sfondi, bensì provvisti di un arredo in grado di innescare l’azione degli spettatori. La peculiarità dello sguardo di Starnone è individuabile proprio nel suo fondamentale interesse a cogliere quella proteiforme dialettica che si instaura tra l’opera ed il fruitore, nel ventaglio di possibilità conoscitive che tale incontro dispiega. Esso è in grado di evidenziare le implicazioni altrimenti meno immediatamente percettibili della prima, così come di parlarci del retroterra sociale e psicologico del secondo, inteso ovviamente non tanto in quanto singolo ma in quanto prototipo di un gruppo. Un sodalizio che appare, in ultima istanza, approdare spesso e volentieri alla fusione-integrazione.  La mostra è patrocinata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli. Il catalogo è edito da Effeerre Edizioni.

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Nuova tensione terroristica?

Posted by fidest press agency su martedì, 29 dicembre 2009

Il fallito attentato di qualche giorno fa sull’aereo diretto a Detroit ha messo in allarme tutti i servizi segreti e le polizie dell’occidente. Ad avvalorare, maggiormente, questo clima di massima attenzione vi è la rivendicazione firmata da al Qaeda. Lo ha fatto in un comunicato emesso sui forum islamici in internet congiuntamente presenti nello Yemen e in Arabia Saudita, dove sono molto attivi. Si precisa, tra l’altro, che “l’azione eroica del fratello” Umar Farouk Abdulmutallab sebbene non abbia sortito il risultato desiderato ha dimostrato, se non altro, che è possibile beffare la sicurezza americana. La risposta americana non si è fatta attendere con una dichiarazione rilasciata da Barack Obama che dalle Hawaii, dove si trova, ha precisato che gli Usa terranno alta la guardia sia in patria sia all’estero. Obama, inoltre, sottolinea che l’attacco sventato ha ricordato agli americani che i pericoli da fronteggiare sono reali e ciò impone un sensibile rafforzamento delle difese. Gli addetti ai lavori, a loro volta, fanno osservare che vi sono più possibilità di lettura nell’azione sventata sull’aereo che volava sui cieli americani. Si vuole, ad esempio, provocare una ricaduta nell’immaginario collettivo di insicurezza sulle difese per contrastare il terrorismo e che esso può colpire impunemente dove e come gli pare. Lo comprova la confessione rilasciata dal 23enne, ex studente di ingegneria a Londra, che ha tentato di far esplodere un aereo con 278 persone a bordo, secondo il quale vi sono decine di altri come lui, negli Usa, in Gran Bretagna e in Canada, pronti ad entrare in azione. Ciò significa, ad esempio, che i terroristi possono agire con armi improprie e difficilmente individuabili dai metal detector, ma sortire lo stesso effetto provocando un disastro aereo. A questo punto, si fa notare, il terrorismo pur non avendo, nello specifico, raggiunto lo scopo è riuscito a risvegliare nell’immaginario popolare paure e possibili ricadute nei confronti delle comunità islamiche dei paesi occidentali. Ciò può provocare una sorta di caccia alle streghe che finisce con l’esasperare gli animi e provocare un deprecabile effetto domino. Che vi siano tra di noi delle vere e proprie “mine vaganti” pronte ad esplodere e che siano ben camuffate da laboriosi lavoratori, ottimi padri di famiglia, studenti diligenti, ma che sono pronti a diventare dei kamikaze alla prima chiamata e a farlo senza esitare convinti di sposare una causa giusta e benedetta da Allah, mette scompiglio tra la gente e gli stessi inquirenti.

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Giustizia: Concorso Pm con pochi candidati

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 novembre 2009

Palermo. “E’ la strategia della tensione che attanaglia l’Italia, e fa sì che non ci sia più nessuno disponibile a fare un mestiere pericoloso come quello del pubblico ministero”. Questo è stato il commento di Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti, riguardo l’allarmante notizia che su 197 poltrone da Pm, 112 sono rimaste vuote. Questi sono i dati emersi dall’ultimo concorso bandito dal Csm, che doveva riempire i posti vacanti di 96 province, ma che si è rivelato un incredibile termometro della preferenza accordata ad un lavoro come il magistrato . Il record più negativo si registra in Sicilia con 13 poltrone vuote su 14 da occupare. “Il sostituto procuratore è un mestiere troppo scomodo che nessuno vuole più svolgere – ha continuato l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – è normale che i cittadini non si presentino, poiché vince la strategia della tensione e della paura. Incutere timore servirà solo a lasciare un’Italia senza Pm. Una situazione questa che non può migliorare se lo Stato non contribuisce ad accrescere la sicurezza, soprattutto in posti come la Sicilia, dove il pericolo non manca”.

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Le settimane teologiche della Fuci

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 luglio 2009

La Prima Settimana Teologica si svolgerà quest’anno dal 26 Luglio al 1° Agosto sul tema: “Atti degli apostoli, cittadini del mondo, cittadini del Regno”. Prosegue così il percorso intrapreso dalla FUCI in questo anno accademico sul tema della cittadinanza responsabile, con un approfondimento sulla vita delle prime comunità narrata dagli Atti, ovvero su come i cristiani vivevano il rapporto tra vita civile e tensione alla Vita Eterna. I giovani saranno guidati da padre Paolo Bizzeti SJ, biblista, e dal professor Franco Riva, docente presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.  La Seconda Settimana Teologica si svolgerà dal 2 al 8 Agosto e avrà per titolo: “Le sfide della bioetica e la questione antropologica”. Anche per questa settimana saranno due i relatori: Mons. Cataldo Zuccaro, Rettore della Pontificia Università Urbaniana e Assistente Nazionale del MEIC, e Mons. Nunzio Galantino, Responsabile del Servizio Nazionale della CEI per gli studi superiori di teologia e di scienze religiose e docente presso la sezione S. Luigi della Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale.  Come da tradizione, lo sviluppo dei temi prevederà una serie di lezioni frontali unite a momenti di dibattito e di confronto nei laboratori di gruppo. Le giornate saranno scandite, nella cornice del monastero e della foresta casentinese, dai ritmi della preghiera della comunità monastica con cui gli universitari condivideranno la Liturgia delle ore, la Veglia notturna all’eremo, la Liturgia penitenziale e momenti di meditazione. Non mancheranno poi, fedeli alla lunga tradizione fucina, serate di divertimento arricchite dalla fantasia e dall’entusiasmo dei giovani provenienti da tutta Italia.  Materiali ed informazioni aggiornate si trovano anche sul sito nazionale: http://www.fuci.net.

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Cristina Castagna sull’Himalaya

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 giugno 2009

Gli ultimi giorni prima della partenza di una spedizione alpinistica in Himalaya sono sempre ricchi di tensione ed emozione. Ed è così che Cristina Castagna sta vivendo la vigilia della sua partenza che mercoledì 10 giugno la vedrà volare in Pakistan per un’altra impresa alpinistica sopra gli 8000 metri. Ma questa volta Cristina raddoppia. Infatti la 32enne alpinista ha messo in cantiere la salita agli 8.047 metri del Broad Peak e il successivo attacco al Gasherbrum I (8.068 m). Per la forte atleta vicentina le due vette del massiccio del Karakorum rappresenterebbero la quinta e la sesta cima sopra gli ottomila nel suo palmares, e andrebbero ad aggiungersi allo Shisha Pangma conquistato nel 2004, al Gasherbrum II nel 2005, al Dhaulagiri nel 2007 e al Makalu espugnato lo scorso anno. Il Broad Peak, conosciuto anche come K3, è la dodicesima vetta più alta del pianeta ed è situato sul confine tra Cina e Pakistan, e il Gasherbrum, anch’esso nella catena del Karakorum, viene definito dai locali come “muro splendente”.  E se dal punto di vista fisico tutto sembra essere perfetto, anche sotto il profilo dell’equipaggiamento ogni dettaglio è stato valutato attentamente. Infatti, Cristina ha ricevuto da Salewa la nuova dotazione di capi d’abbigliamento, e tra questi spicca la tuta d’alta quota della nuova linea alpinextrem PRO.  Gli appassionati di montagna potranno seguire l’avanzata della spedizione di Cristina attraverso le pagine del diario che lei stessa scriverà e pubblicherà quotidianamente sul suo sito: http://www.elgrio.net.

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