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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

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Camaldoli: 2° settimana teologica Fuci

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 agosto 2010

E’ iniziata nella cornice del monastero benedettino di Camaldoli la Seconda Settimana teologica della Fuci, che ha per titolo: “C’è ancora spazio per un’etica nell’economia? In ascolto della sapienza biblica”. 80 giovani universitari provenienti da tutta Italia, partendo dall’ascolto dei testi biblici, cercheranno di riscoprire la nervatura che la Sacra Scrittura ispira circa il rapporto tra etica ed economia. Ci si addentrerà, poi, in un’analisi della vita socio-economica attuale. Guideranno le riflessioni Suor Benedetta Rossi, biblista, e Benedetta Giovanola, docente di Etica ed Economia all’Università di Macerata. «Nelle prime comunità cristiane “nessuno considerava come proprio qualcosa” – sottolineano i presidenti della Federazione Martini e Ratti. Vedere come strumento utile al bene comune ciò che possediamo è una lezione da fare nostra».  «Ripartiamo da noi – concludono i presidenti – e dalla sobrietà evangelica che non è pauperismo, ma intelligente possesso dei beni che servono all’umano e non lo devono condizionare».  La settimana sarà certamente occasione per approfondire le esigenti e illuminanti indicazioni che il Santo Padre Benedetto XVI ha proposto nella lettera enciclica “Caritas in Veritate”.  Lo sviluppo del tema di studio scelto prevede una serie di lezioni frontali unite a momenti di dibattito e di confronto nei laboratori di gruppo. Nel Monastero le giornate dei partecipanti saranno scandite dai ritmi della preghiera con i monaci, da momenti di svago a contatto con la natura e da serate di divertimento.

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XXI Congresso Nazionale Associazione Teologica Italiana

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 luglio 2009

Corato 7-11 settembre 2009 Castel del Monte (Barletta-Andria-Trani) A distanza di quasi cinquant’anni dal Concilio, è sempre di nuovo pertinente e attuale interrogarsi sul rilievo e la posizione accordati al testo biblico nella pratica della teologia alla luce della ricca evocazione suggerita da Dei Verbum 24, ove diverse immagini convergono nel segnalare l’intrinseco legame che intercorre fra rivelazione, Bibbia e teologia: a) la parola di Dio scritta costituisce il fondamento perenne per la teologia; b) quest’ultima riceve dalla prima vigore e ringiovanimento; c) lo studio della Scrittura ha da essere l’anima della teologia. Il titolo del XXI Congresso dell’Associazione intende proporre la prospettiva e la direzione del percorso (fare teologia a partire dalla Scrittura), nonché i due fuochi della ricerca: la testimonianza ecclesiale dell’evento rivelatore (attestazione) e l’esercizio di intelligenza del testo in ottica credente (interpretazioni). In chiave di teologia fondamentale, sorge anzitutto l’esigenza di mostrare in qual senso il momento biblico dell’esercizio teologico nelle sue molteplici forme possa e debba integralmente aderire alla struttura originaria della parola di Dio per il suo aprirsi nello spazio di fede della Chiesa. Alla teologia sistematica spetta il compito d’interrogarsi sul modo in cui occorre esprimere un’ermeneutica in grazia della quale l’accostamento alla Scrittura non costituisca soltanto il primo capitolo della storia dei dogmi, ma attivi un processo d’intelligenza della fede nel quale il principio sistematico si legittimi e si produca in conformità alla struttura veritativa della rivelazione attestata dalla Scrittura e trasmessa nello Spirito dalla comunità credente. L’ascolto della lezione della storia della teologia suggerisce di sostare su alcuni momenti della traditio, per discernere come l’approdo a nuovi paradigmi di lettura della Scrittura abbia comportato una riformulazione dei compiti del teologare e nuove forme di trasmissione della fede ecclesiale.  Sul piano della teologia biblica, si tratta di ovviare alla separazione fra “testo” e “testimonianza”, in quanto il senso della Scrittura è perfettamente raggiunto allorché la fede riconosce analiticamente di sapere la cosa stessa attestata dalle Scritture. Sul piano della metodologia teologica, infine, bisogna mostrare in qual senso la teologia sappia di non poter disporre del suo oggetto (la rivelazione) fuori della Scrittura, e insieme riconosca che è nella Chiesa, dunque nell’esperienza del vissuto credente declinato nelle sue molteplici e convergenti istanze di competenza, che la Scrittura ha da essere letta e interpretata.  Il Congresso, assieme alle relazioni fondamentali e a comunicazioni più settoriali, offrirà ai partecipanti l’occasione per lavori di gruppo su più di un “caso esemplare” del rapporto Scrittura-teologia.www.teologia.it

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