Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘terminali’

Congresso nazionale degli oncologi

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 maggio 2010

Valderice (TP). Il 56% degli oncologi italiani si è sentito chiedere almeno una volta dai propri pazienti terminali di accorciare le loro sofferenze. Accanimento terapeutico, testamento biologico, direttive anticipate sono problemi concreti, quotidiani, nei reparti in cui si curano i tumori ma solo 4 medici su 10 si sentono adeguatamente informati su come gestire le questioni del “fine vita”. Un bisogno reale che va affrontato sia sul piano della conoscenza che con specifiche normative: ne è convinto il 75% dei soci dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) secondo quanto emerge da un’indagine promossa dalla Società scientifica. “Il 50% di noi segue personalmente oltre 10 malati terminali ogni mese – spiega il prof. Carmelo Iacono, presidente dell’AIOM – e con loro siamo spesso chiamati a prendere decisioni che riguardano il vivere e il morire. Circa 4 oncologi su 10 sono convinti che ci si debba attenere alle direttive del paziente, per il 50% invece queste vanno condivise e discusse. Dobbiamo essere pronti a gestire questo aspetto, così come sappiamo impostare un piano terapeutico. Oggi è infatti indispensabile svolgere la nostra professione con un approccio orientato alla persona e non solo al tumore: la qualità di vita è un obiettivo irrinunciabile della cura e la Società scientifica ha il dovere di approfondire anche gli aspetti etici”. L’Etica della ricerca presenta risvolti quali l’indipendenza degli studi ma anche la garanzia di accesso alla cura rispetto al costo dei farmaci innovativi. “Se è giusto che ogni decisione tenga conto della sostenibilità oltre che dell’equità del sistema – spiega il prof. Marco Venturini, presidente eletto dell’AIOM – è altrettanto necessario che al paziente possa essere offerta l’opportunità di godere delle nuove risorse terapeutiche, che possono fare la differenza. Non è pensabile che il problema della compatibilità economica, che richiede una valutazione complessiva basata su aspetti tecnici, scientifici, gestionali, economici ma anche etici, venga ribaltato sui singoli medici e sui loro pazienti”.

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Specializzazione in Farmacia ospedaliera

Posted by fidest press agency su domenica, 21 marzo 2010

E’ stato pubblicato il bando di concorso (anno accademico 2009/10) per l’ammissione alla Scuola di Specializzazione in Farmacia Ospedaliera dell’Università degli Studi di Milano diretta dalla professoressa Luisa Montanari. Il diploma costituisce uno dei titoli preferenziali per l’accesso al secondo livello dirigenziale per il personale di ruolo sanitario dei farmacisti del SSN. La Scuola prevede al IV anno di corso due ambiti: Farmacia Ospedaliera e Farmacia Territoriale. L’accesso alla Scuola è riservato ai laureati specialisti in Farmacia e Farmacia Industriale (Classe 14/S) e ai laureati degli ordinamenti previgenti in Farmacia e Chimica e Tecnologia Farmaceutiche. L’iscrizione deve essere effettuata entro il 30.4.2010 via web, all’indirizzo http://www.unimi.it o presso i terminali self-service ubicati presso le sedi dell’Ateneo. Per ulteriori informazioni: http://users.unimi.it/farmosp/ (fonte: farmacista33)

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Terminali Tntsat

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 febbraio 2010

Lussemburgo SES ASTRA, una società di SES (Euronext di Parigi e Luxembourg Stock Exchange: SESG), annuncia che l’offerta per il DTT francese su satellite TNTSAT, trasmesso attraverso ASTRA, ha registrato una forte crescita con 1,85 milioni di ricevitori venduti nel 2009. Lanciato nel Marzo 2007, TNTSAT aveva già ha registrato un’importante crescita nel 2008 con la vendita di 750.000 ricevitori. Questo trend ha subito un’accelerazione nel 2009 arrivando a quota 850.000 terminali venduti. Tale crescita dimostra che le famiglie francesi che non ricevono i segnali televisivi terrestri hanno adottato TNTSAT come soluzione in grado di garantire loro un facile ed efficace passaggio alla televisione digitale. E questo positivo risultato è destinato a crescere tra il 2010 e il 2011. Con TNTSAT, gli utenti sono in grado di ricevere tutti i programmi dell’offerta digitale terrestre francese: 18 programmi free-to-air, France O, i 24 canali regionali di France 3 ed anche quattro canali free-to-air in Alta Definizione. Per ricevere questi programmi, gli utenti hanno bisogno solo di una parabola puntata verso un satellite ASTRA nella posizione orbitale a 19.2° Est e un ricevitore TNTSAT. La ricezione è ottimale su tutto il territorio francese e non necessita di costi di abbonamento o di affitto del decoder per ricevere il servizio.
SES ASTRA è il sistema satellitare Direct-to-Home (DTH) leader in Europa. La flotta di satelliti attualmente comprende 13 satelliti ASTRA e due satelliti SIRIUS. Il sistema di satelliti nella sua globalità offre servizi a più di 122 milioni di case via DTH e via cavo, e trasmette più di 2.500 canali televisivi e radiofonici analogici e digitali. Inoltre, SES ASTRA offre servizi multimedia via satellite, connessione Internet e servizi di telecomunicazione a grandi aziende ed enti governativi. Con più di 100 canali in alta definizione (HD) oggi disponibili via satellite, ASTRA  e SIRIUS rappresentano la più importante piattaforma di broadcasting HDTV in Europa. Le posizioni orbitali di ASTRA e SIRIUS sono 19.2° Est, 28.2° Est, 23.5° Est, 5° Est e 31.5° Est. http://www.ses-astra.com
SES ASTRA è un’azienda di SES (Euronext di Parigi e Luxembourg Stock Exchange: SESG). SES è proprietaria al 100% di SES ASTRA e SES WORLD SKIES, al 90% di SES SIRIUS in Europa, ed ha anche partecipazioni in Ciel in Canada e QuetzSat in Messico. SES offre soluzioni innovative per la comunicazione satellitare attraverso una flotta di 41 satelliti in 26 posizioni orbitali in tutto il globo. Ulteriori informazioni sono disponibili al sito: http://www.ses.com

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VIII edizione de “I Dialoghi di Trani”

Posted by fidest press agency su domenica, 27 settembre 2009

Castello Svevo di Trani fino al 27 settembre 2009 manifestazione che riunisce noti scrittori e personalità del mondo dell’editoria, del giornalismo, della politica e della cultura, della scienza, su temi molto legati al ruolo del cittadino e dell’individuo, al suo protagonismo, alle sue responsabilità. Il tema di quest’anno è “CoScienza e Democrazia”. Beppino Englaro, accompagnato da Paolo Flores d’Arcais, è intervenuto questa mattina alla manifestazione pronunciando un accorato discorso che riassumiamo: “Dobbiamo convivere tra cittadini che, in fatto di fine vita, accanimento terapeutico, sofferenze terminali, sostengono etiche diverse”. Scrive così Paolo Flores D’Arcais nel suo libro “A chi appartiene la tua vita?”( Ponte della Grazie),  un documento appassionante che affronta gli aspetti filosofici, religiosi e politici delle scelte sul fine vita e sul quale siamo chiamati a ragionare nell’ambito degli appuntamenti della  nuova edizione de “I dialoghi di Trani”.  Dinanzi alle scelte più intime che interrogano l’essere umano (“ cosa voglio fare di me della mia vita e del mio corpo? “) D’Arcais propone sostanzialmente una visione liberale basata sull’autonomia dell’individuo. “ Altrimenti  – scrive D’Arcais –  se ci si accorda che le scelte sul fine vita spettano alla società e allo Stato prima che all’individuo si giunge a una soluzione aberrante e si entra nel girone infernale dove a qualsiasi maggioranza tutto è possibile: per esempio anche costringere una donna a portare a termine una gravidanza non voluta, esattamente come costringerla a interrompere una gravidanza desiderata, perché la maggioranza ritiene che si sia una grave minaccia di esplosione demografica e nessuna donna possa fare più di due figli”. Insomma, saremmo al totalitarismo. Io non posso non condividere le parole di Flores D’Arcais e non da filosofo ma  da semplice cittadino mi chiedo per quale motivo  parlare di libertà e di scelte individuali sia stato però ritenuto un  affronto in questo paese. In quei principi e in quelle regole, in particolare nell’art.. 32 della Costituzione, i giudici  hanno trovato il riferimento più completo per scrivere le sentenze che hanno infine consentito di dare attuazione alla volontà liberamente espressa a suo tempo da mia figlia Eluana  “Nessuno – si legge in quell’articolo – può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana  Dopo tutto quello che è accaduto in questo paese mi chiedo come sia possibile pensare ancora oggi che esista un diritto “della maggioranza “ a decidere sulla vita di una persona  stravolgendone le opinioni, i convincimenti più profondi, il suo stile di vita, unico e per questo degno di ascolto. Mi domando come si possa cercare  continuamente di dissacrare e seppellire le conquiste  sancite dai nostri padri costituenti, dalle donne e dagli uomini che ebbero il compito di ricostruire il tessuto sociale e civile di una nazione lacerata dalla guerra e che aveva bisogno di ritrovare valori condivisi, fuori dalle ideologie.  Il disegno di legge sul testamento biologico, approvato dal Senato e sul quale sta discutendo ora l’altro ramo del Parlamento, dimentica davvero quanto scritto nella nostra Costituzione e, cosa peggiore, giunge persino a manipolarla, con risultati che, – rileva lo stesso D’Arcais – finiscono per suonare persino ironici. Ma quale  rispetto dell’autoderminazione può esserci in un disegno di legge che impedisce di inserire l’idratazione e l’alimentazione nelle dichiarazioni anticipate di volontà?  Dove è la mia libertà se non posso decidere per me stesso quali terapie posso accettare o rifiutare? Che legge è quella che mi impone le convinzioni di un altro, che in nome del suo credo e delle sue certezze,  si autoproclama più saggio e dunque degno di decidere anche per me?  La presa di posizione di alcuni  parlamentari del pdl che nei giorni scorsi  hanno chiesto di potersi esprimere secondo coscienza, fuori dalla disciplina di partito,  nel voto che li attende alla Camera sulle norme relative al testamento biologico, non può che essere bene accolta. Mi auguro che  non si perda questa volta l’occasione per sgombrare il campo dagli equivoci che hanno accompagnato la discussione sul fine vita  per giungere ad una legge davvero rispettosa delle libertà civili”.

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Il genocidio

Posted by fidest press agency su sabato, 29 agosto 2009

(Edizioni fidest: racconti brevi di Riccardo Alfonso) L’essere umano vale se produce ricchezza attraverso il lavoro, mentre diventa un “paria” se per sua disavventura è disoccupato, è poveron handicappato, è un anziano.  Si tende, in questo modo, a praticare dei distinguo che fanno saltare il meccanismo della solidarietà e dell’unità stessa della famiglia. Esempi deteriori si riscon-trano un po’ ovunque e denotano un cinismo che spaventa e, quel che fa specie, si manifesta in un cre-scendo impressionante. Si uccidono i malati terminali, non si dà assistenza sanitaria gratuita ai poveri, si nega la vita per il fastidio che la presenza di una prole può arrecare ai genitori. L’anziano diventa un peso se non serve a qualcosa: ad esempio per i lavori di casa e per le piccole commissioni domestiche. Finisce, se si ammala, in un ospizio e viene un po’ alla volta dimenticato. Per costui non vi è più amore ma sopportazione prima e fastidio poi. Per la società diventa un fardello e un costo insostenibile e solo una forma di perbenismo, velato d’ipocrisia, impedisce la pratica dell’eutanasia, come regola di…. vita! Forse l’unico freno inibitorio che ci porta a delimitare il danno dell’esclusione civile degli emarginati, o per meglio dire di coloro che noi vogliamo siano tali, è quello di non conoscere il domani che ci porta oltre la vita. Tutte le volte, infatti, domina l’ignoto. In tutti noi convive Alcesti che presa dalla paura della morte, nell’ora dell’agonia, con le pupille sbarrate, esclama: “Vedo la cimba, vedo; con la mano sul remo Caronte….. già mi chiama…..” Osservava il filosofo Fichte: “Siamo in questo mondo tra due silenzi, quello delle tombe e il silenzio delle stelle e questa solennità la popoliamo con la nostra discorde ed effimera loquacità. I più non ricordano neppure, anzi non s’accorgono, dei grandi fatti che attra-versano le nostre esistenze e le contaminiamo nelle ambigue vicende giornaliere, sottomettendosi a ciò che trovano sulla terra. Pochi sono gli eletti che conservano, anche nei più comuni e labili avvenimenti, l’esatta coscienza del valore metafisico della vita”. (parte seconda)

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