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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

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Il regime delle quote zucchero dell’UE giunge al termine

Posted by fidest press agency su sabato, 30 settembre 2017

zuccheroBruxelles. Dopo quasi 50 anni, l’ultimo sistema di contingenti agricoli ancora in vigore per gestire la produzione di zucchero nell’Unione europea giungerà al termine il 30 settembre 2017.
La decisione di porre fine in tale data al regime delle quote zucchero è stata presa di comune accordo dal Parlamento europeo e dagli Stati membri nell’ambito della riforma della politica agricola comune (PAC) del 2013, in seguito a un importante processo di riforma e ristrutturazione avviato nel 2006.
Tra il 2006 e il 2010 il settore dello zucchero è stato completamente ristrutturato con un finanziamento di 5,4 miliardi di EUR: esso ha potuto quindi prepararsi adeguatamente a questo momento e la produttività è notevolmente migliorata negli ultimi anni. La fine del sistema delle quote offre ai produttori la possibilità di adattare la propria produzione alle effettive opportunità commerciali, esplorando in particolare nuovi mercati di esportazione, e semplifica considerevolmente l’attuale gestione della politica e gli oneri amministrativi che gravano su operatori, produttori e commercianti.Per continuare ad aiutare il settore europeo dello zucchero a far fronte a problemi imprevisti sul mercato è possibile avvalersi di diverse misure previste dalla politica agricola comune. Tra queste figurano un sostanziale dazio all’importazione nell’UE (al di fuori degli accordi commerciali preferenziali) e la possibilità di fornire aiuti all’ammasso privato e applicare disposizioni anticrisi, che permetterebbero alla Commissione di prendere provvedimenti in caso di gravi crisi del mercato che comportino un forte aumento o una marcata riduzione dei prezzi di mercato. È inoltre previsto un sostegno al reddito degli agricoltori sotto forma di pagamenti diretti, compresa la possibilità offerta agli Stati membri dell’UE di fornire un “sostegno accoppiato facoltativo” ai settori in difficoltà, ivi compresa la bieticoltura.
La possibilità di negoziare collettivamente le condizioni di ripartizione del valore nei contratti conclusi tra i bieticoltori e l’industria di trasformazione dell’UE sarà mantenuta dopo lo smantellamento delle quote.La Commissione europea ha inoltre migliorato la trasparenza sul mercato dello zucchero in previsione dell’abolizione del sistema delle quote. Un nuovo Osservatorio del mercato dello zucchero fornisce analisi a breve termine e statistiche su tale mercato, nonché analisi e previsioni per aiutare gli agricoltori e l’industria di trasformazione a gestire con maggiore efficacia le proprie attività.
ContestoIl regime delle quote nel settore dello zucchero è stato instaurato con le prime norme della PAC sullo zucchero nel 1968, unitamente a un prezzo di sostegno a favore dei produttori fissato a un livello nettamente superiore al prezzo del mercato mondiale. La decisione di abolire il regime delle quote zucchero è stata presa dagli Stati membri nel 2006.La fine di tale regime segue l’importante riforma del settore attuata tra il 2006 e il 2010. Il prezzo medio dello zucchero dell’UE ha registrato una ripresa dalla fine del 2016 attestandosi a circa 500 EUR/t e si è mantenuto stabile nel corso degli ultimi mesi.
L’UE è il primo produttore al mondo di zucchero di barbabietola (all’incirca il 50% del totale). Quest’ultimo rappresenta tuttavia soltanto il 20% della produzione mondiale di zucchero: il restante 80% è ottenuto infatti dalla canna da zucchero. Nell’Unione europea, la barbabietola da zucchero viene coltivata prevalentemente nel nord Europa, dove il clima è più favorevole alla sua coltivazione. L’UE possiede altresì un’importante industria di raffinazione dello zucchero di canna greggio importato.

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Nuove regole di vendita e recesso

Posted by fidest press agency su domenica, 15 giugno 2014

consumatoriEntrano in vigore oggi le modifiche al Codice del consumo apportate dal D.lgs.21/2014 (1) che, recependo la Direttiva 2011/83/UE sui diritti dei consumatori, ha riscritto le regole inerenti i contratti tra consumatore e professionista.
Le novità sono diverse, prima tra tutte l’introduzione di nuove regole comuni valide per TUTTI i contratti, compresi quelli negoziati nei locali commerciali del venditore, per i quali la precedente versione del Codice del consumo rimandava alla normativa generale del settore del commercio (D.lgs.114/1998) che resta comunque vigente. Il recesso per ripensamento continua ad essere applicabile solo in caso di sottoscrizione di contratti a distanza (per telefono, Internet, fax, etc.) o fuori dai locali commerciali del venditore (a casa propria, per strada, presso una fiera, etc.) ma passa da 10 giorni lavorativi a 14 giorni solari, in linea con gli altri termini di recesso riguardanti contratti particolari (contratti bancari, assicurativi, finanziari, di multiproprietà, etc.). Il nuovo termine si applica ai contratti sottoscritti a partire da oggi. Queste, in breve, le novità in vigore da oggi:
– il termine per recedere da contratti stipulati a distanza o fuori dai locali commerciali dei venditori passa da 10 giorni lavorativi a 14 giorni solari.
– se i venditori non adempiono all’obbligo di dare informativa completa sul diritto di recesso il termine per esercitarlo diventa di un anno a partire dallo scadere dei 14 giorni, oppure, se la comunicazione avviene nel frattempo, scatta da quel momento (per 14 giorni).
– in caso di recesso il rimborso delle somme eventualmente pagate deve avvenire entro 14 giorni da quanto il professionista viene a conoscenza dello stesso.
– in caso di recesso l’eventuale bene acquistato deve essere restituito entro lo stesso termine e deve essere in “normale stato di conservazione”. Anche prima la norma si esprimeva in tal senso ma aggiungeva anche che il bene doveva essere “integro” e ciò ha creato in molti casi confusione. Adesso viene chiaramente detto che il bene può esser manipolato per verificarne la natura, le caratteristiche e il funzionamento, senza che ne risulti un danno o una diminuzione di valore.
– vengono fatti rientrare tra i contratti sottoscritti fuori dai locali commerciali del venditore anche quelli sottoscritti nei suddetti locali ma DOPO che il consumatore e’ stato avvicinato personalmente in altro luogo e poi li’ condotto.
– per i contratti sottoscritti telefonicamente il consumatore e’ vincolato solo DOPO aver firmato la proposta d’ordine o comunque il contratto, quindi in un momento successivo rispetto alla telefonata in se’.
– scatta l’obbligo di preventivo per i lavori fatti in casa (manutenzioni o riparazioni), che rientrano nei contratti stipulati fuori dai locali commerciali dei venditori.
– per tutti i contratti di acquisto di beni scatta il termine di consegna di 30 giorni se sul contratto non e’ specificato un termine diverso. In caso di mancato rispetto del termine di consegna, contrattuale o di legge, può scattare la risoluzione del contratto dopo aver intimato la consegna entro un termine “supplementare” (si amplia quindi il concetto generale della risoluzione per inadempimento sancita dal codice civile, art. 1453).
– sempre per i contratti di acquisto di beni per i quali del trasporto si occupa il venditore (per contro proprio o tramite terzi) viene messo nero su bianco il principio secondo cui sul consumatore NON deve gravare alcun rischio di perdita o danneggiamento dei beni, almeno fino al momento in cui non ne entra in possesso.
– viene ribadito il principio, gia’ presente in altre normative, secondo cui il consumatore non e’ tenuto a pagare forniture non richieste di qualsiasi genere (beni, servizi, gas, elettricità, acqua, etc.). Il silenzio del consumatore non costituisce assenso.
– non sono addebitabili costi aggiuntivi legati al mezzo di pagamento (carte) o per l’utilizzo del telefono (addebitabili solo le tariffe dei contratti in essere tra consumatore e proprio gestore).

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Multe scontate

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 settembre 2013

municipal police left

municipal police left (Photo credit: Wikipedia)

Il Decreto del Fare, com’è ormai noto ai più, ha introdotto dopo le modifiche apportate all’articolo 202 del Codice della Strada, convertito dalla legge 98/2013, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale 194/13, la facoltà della possibilità del pagamento in misura ridotta del 30 % delle sanzioni pecuniarie. Ovviamente il termine decorre dal giorno dopo la contestazione se immediata, o da quello della notificazione del verbale in caso di differimento della stessa.É però una circolare del Ministero degli Interni ad illustrare alcuni punti ancora non completamente chiariti. Insomma, una sorta di vademecum per agenti accertatori e enti, ma che per Giovanni D’Agata presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti” offre importanti spunti anche agli automobilisti ed utenti della strada ai fini di una maggiore conoscenza di come comportarsi in caso di verbale, oltreché per contestare le multe che non presentano i requisiti indicati.Come ripetuto, la modifica al codice consente al trasgressore e all’obbligato in solido il pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria in misura ridotta di circa un terzo se il versamento risulta effettuato entro cinque giorni dalla contestazione o dalla notificazione del verbale, invece che nei canonici sessanta giorni. L’agente accertatore ha l’obbligo di avvertire il trasgressore in sede di contestazione e comunque informare gli interessati, compreso l’obbligato in solido, tramite il verbale notificato in caso di impossibilità di contestazione immediata.Al momento della riscossione della somma nella misura del 30 %, sottolinea il Ministero, l’operatore dell’ufficio verbali deve controllare la presenza dei dati della contestazione nel sistema informatico della sezione della Polizia stradale, in base alla copia dell’atto esibito dal cittadino, e poi procedere alla verifica del rispetto del termine di cinque giorni dalla contestazione o, se più favorevole, dalla notificazione del verbale. Il termine, ricorda la circolare, decorre dal giorno successivo la contestazione su strada: per il verbale redatto il giorno 21 del mese, ad esempio, il termine utile di pagamento è il giorno 26. E se tale termine cade in un giorno festivo slitta a quello feriale successivo. In caso di pagamento su strada, inoltre, gli agenti non possono servirsi del Pos: solo contanti, quindi. Si ricorda, inoltre, che la riduzione non si applica alle violazioni per le quali è prevista per la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida o della confisca del veicolo e per le infrazioni ove non è ammesso il pagamento in misura ridotta, oltre che per quelle sì connesse alla circolazione stradale, ma la cui disciplina non è riferita al codice della strada, salvo che nelle relative norme non vi sia un rinvio ad hoc al Cds.

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Libro: Poesie da presepe

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 novembre 2011

Da Efraim il Siro a Guido Gozzano, passando per Alessandro Manzoni, Alfonso de’ Liguori, Novalis, Bertolt Brecht, Giovanni Pascoli e Ahmad Chawki e altri: duemila anni di poesia della Natività. I termini in cui la letteratura ha raccontato il Natale cambiano a seconda del rapporto che il poeta sente con Dio, e in questa antologia si propone un percorso cronologico che va dal IV secolo dopo Cristo, periodo di sistemazione della religione cristiana in termini di formulazione del Dogma, fino al periodo tra le due Guerre Mondiali, momento di massima crisi dell’uomo a cura di Chiara Scolastica Mosciatti Edizioni San Paolo 184 pagine € 9,00

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Auto blu: risultati indagine

Posted by fidest press agency su sabato, 6 novembre 2010

Il parco autovetture della pubblica amministrazione è stato oggetto di un monitoraggio, avviato il 15 maggio 2010 dal Ministero per la pubblica amministrazione ed affidata a FormezPA, con l’obiettivo di effettuare una stima sul numero delle cosiddette auto blu ed approfondire modalità e costi di utilizzo. Dai primi dati, presentati il 25 giugno dal Ministro Brunetta, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Vidoni, risulta che il parco auto delle pubbliche amministrazioni è di circa 90.000, di cui presumibilmente 52.470 di proprietà delle P.A. e 38.000 noleggiate a lungo termine, circa il 30% attraverso convenzione CONSIP. Si stima che di tali auto: circa 10.000 siano blu-blu, cioè auto di rappresentanza in uso esclusivo ad autorità, alte cariche dello Stato, vertici politici, di regione e amministrazioni locali; circa 20.00 siano ‘blu’, cioè in uso all’alta dirigenza di amministrazioni centrali, enti pubblici, amministrazioni regionali e locali; circa 60.000 siano grigie, cioè in uso di amministrazioni per lo svolgimento del lavoro d’ufficio e l’erogazione dei servizi (per es., sopralluoghi o ispezioni). La rilevazione riguarda tutte le amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato. Il costo medio annuale di utilizzo per ogni singola auto è stato stimato a circa 3.300 euro. da tale cifra sono esclusi i costi del personale e di noleggio, acquisto e manutenzione; mentre sono inclusi i costi di bollo e per il carburante.

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Servizio Civile: bandi nazionali e regionali 2010

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 settembre 2010

I giovani, di età compresa tra i 18 e 28 anni, di cittadinanza italiana, interessati al Servizio civile volontario, possono partecipare ai bandi di selezione presentando, entro la data di scadenza prevista dal bando, la domanda di partecipazione, indirizzata all’Ente che ha proposto il progetto. Sono complessivamente 19.627 volontari da impiegare in progetti di servizio civile in Italia e all’estero. Scade il 4 ottobre il termine per la presentazione delle domande relative ai Bandi 2010 dell’Ufficio Nazionale per il Servizo Civile e delle Regioni e Province autonome. È possibile presentare una sola domanda di partecipazione per un unico progetto di Servizio Civile, da scegliere tra quelli inseriti nel bando nazionale o nei bandi regionali e delle Provincie autonome, pena l’esclusione. Per promuovere il bando 2010 è stata realizzata una campagna di comunicazione che, riprendendo lo slogan delle precedenti campagne (“Servizio civile. Una scelta che cambia la vita. Tua e degli altri”), si rivolge a tutti i giovani che scelgono di intraprendere il “viaggio” del Servizio civile,con l’opportunità di realizzare anche progetti all’estero.

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Gabriele Bellelli: Mani in alto, questa è una banca!

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 agosto 2010

Le banche si presentano a noi come Moloch indistruttibili e con i quali è impossibile comunicare. Questo libro svela tutti i segreti degli istituti di credito: quali servizi e prodotti propongono, come contrattare i costi e le condizioni, come spendere meno e guadagnare di più. Una guida per tutti i clienti, per chi si è già fatto fregare una volta, per chi preferisce metter i soldi sotto il materasso e per chi vuole finalmente capire come funziona un “pronto contro termine”.
Ottenere costi minori e servizi migliori da una banca sembra una cosa difficilissima mentre nella realtà è semplicissimo, basta sapere che abbiamo di fronte, capire dove sta la fregatura, inquadrare le nostre necessità…e il gioco è fatto! Euro: 11,00 Pagine: 224 Ean: 9788841863459 In libreria il 9 settembre
Gabriele Bellelli è esperto di mercati finanziari, opera in borsa come trader privato. Gestisce il sito http://www.bellelli.biz dove ogni giorno fornisce gratuitamente segnali operativi e spunti di riflessione sui principali argomenti finanziari.

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Corrono le auto blu, +0,6%

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 maggio 2010

Aumentano ancora le auto blu in Italia: nel primo trimestre del 2010 sono cresciute dello 0,6% raggiungendo il tetto record di 629.120 unità. E’ quanto emerge dalle prime proiezioni effettuate da KRLS Network of Business Ethics per conto di Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani che, con lo Sportello del Contribuente, monitora costantemente il parco auto delle vetture di rappresentanza della pubblica amministrazione. KRLS Network of Business Ethics, nello stilare le prime proiezioni, ha analizzato il parco delle auto blu utilizzate in qualunque modo dalla P.A., conteggiando sia quelle proprie che quelle in leasing, in noleggio operativo e noleggio lungo termine, presso lo Stato, Regioni, Province, Comuni, Municipalità, Asl, Comunità montane, Enti pubblici, Enti pubblici non economici, Societa’ misto pubblico-private e Societa’ per azioni a totale p artecipazione pubblica.  Nel primo trimestre del 2010, in Italia, il parco delle auto blu in dotazione della pubblica amministrazione è cresciuto dello 0,6% passando da 626.760 a 629.120 unità. Dopo la legge del 1991 che limitava l’uso esclusivo delle auto blu ai soli Ministri, Sottosegretari e ad alcuni Direttori generali, si sono sempre proposte regolamentazioni e tagli, mai effettuati.
Nella classifica dei paesi che utilizzano le “auto blu” primeggia l’Italia con 629.120 seguita dagli USA con 72.000, Francia con 61.000, Regno Unito con 55.000, Germania con 54.000, Turchia con 51.000, Spagna con 42.000, Giappone, con 30.000, Grecia con 29.000 e Portogallo con 22.000.
“Tagliare la spesa pubblica si può senza alcun danno per gli italiani – afferma Vittorio Carlomagno, presidente Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – Basta solo applicare le leggi vigenti anche alla casta. Gli amministratori pubblici, in Italia, hanno superato ogni limite. Non basta pubblicare sul sito internet il nome delle amministrazioni buone o cattive; per ridurre drasticamente il parco auto della pubblica amministrazione bisogna pubblicare il nome e cognome degli utilizzatori e tassare le auto blu come fringe benefit”.

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Mostra: Kairos Factory

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 marzo 2010

Roma fino al 13/5/2010 via Savoia 15, Goethe-Institut Rom – Centro Culturale Tedesco  Kairos Factory Un potere responsabile o una responsabilità senza potere? Mostra fotografica e installazione multimediale nell’ambito del ciclo Kairós Partendo da alcune riflessioni della filosofia politica contemporanea, la mostra di Kairos Factory affronta il tema della responsabilità attraverso il suo rapporto con il potere, inteso nell’accezione piu’ vasta ed inclusiva del termine. Con un ciclo di manifestazioni che abbracciano vari argomenti, dalla politica all’economia, dall’istruzione alla cultura, si discuterà sul tema della responsabilità nel senso kantiano del termine per rielaborare, infine, un nuovo significato applicabile ai nostri giorni. (kairos)

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Condizione militare

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 febbraio 2010

La segreteria Pdm rende noto: “20 febbraio, su Radio Radicale alcuni dei delegati Cocer parleranno della condizione militare e commenteranno  l’audizione del Cocer sulla condizione militare, svoltasi giorni fa davanti alla Commissione Difesa del Senato. Un incontro considerato importante solo per i vertici. Il clima “da caserma” degli anni ’30, in cui si è svolta l’ha relegata al ruolo di un “atto dovuto”. Infatti, “parlare della condizione militare può risultare un argomento scomodo, e per questo è una “casella” da smarcare velocemente dagli impegni della Commissione”. “Contrariamente a quanto detto dal presidente (ope legis) del Cocer Interforze all’Ansa, noi riteniamo assolutamente insufficienti i termini del confronto svoltosi al Senato con i cittadini militari, e per questo motivo è doveroso proseguire il dibattito su questi importantissimi temi, la cui risoluzione è fondamentale per la sicurezza e la stabilità del Paese. Gli italiani devono assolutamente conoscere quale è la realtà della condizione militare.

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Salute: vaccini, business multimiliardario

Posted by fidest press agency su domenica, 7 febbraio 2010

“Alla luce dei dati forniti dall O.M.S. è chiaro che i casi di influenza suina non sono sufficenti a definire il contagio  come pandemia”. Così l’On. Domenico Scilipoti dell’Italia dei Valori sul virus A-H1N1. “ In forza di questi dati, chiedo al Ministro della Sanità – prosegue il deputato IDV –se non sarebbe meglio utilizzare dei rimedi più naturali, stimolando cosi in modo non invasivo le difese immunitarie delle persone invece di effettuare una campagna di vaccinazione tanto capillare, stiamo parlando infatti di milioni di persone che saranno vaccinate senza aver prima effettuato alcuno studio a lungo termine. A tal proposito vi ricordo che il vaccino utilizzato per la presunta influenza suina “epidemica” del 1976, ha causato al morte di 2000 persone ed in seguito è stato ritirato dal commercio, dopo aver ampiamente arricchito le case farmaceutiche. Chiedo quindi al Governo ed al Ministro se sia stato applicato o meno il principio precauzionale: primo non nuocere,  l’essere umano non è una cavia – conclude Scilipoti –  non si può agire sempre in nome del Dio denaro”.

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Brunetta Tremonti: scaramucce lessicali

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 novembre 2009

lettera al direttore. Gentile direttore, ho l’impressione che molti abbiano riferito la battuta del ministro Tremonti, ma pochi l’abbiano capita. Tgcom su internet, scrive: “Scaramucce lessicali tra il ministro dell’Economia Giulio Tremonti e il responsabile della Funzione pubblica Renato Brunetta. Il responsabile del Tesoro ribatte senza nominarlo a Brunetta, dicendo che lui non è un economista ma un leguleio, cioè un laureato in giurisprudenza”.  Brunetta si è sbagliato, giacché voleva dire a Tremonti che non era laureato in economia, ma in giurisprudenza, e gli ha detto che era un giurista. In realtà il giurista è un cultore di scienza del diritto. Tremonti glielo ha voluto far notare, e scherzando ha finto di sbagliare anche lui, esagerando al contrario, e ricorrendo ad un termine spregiativo, per l’appunto leguleio che vuol dire avvocato di mezza tacca, e non “laureato in giurisprudenza”, come riferisce Tgcom, anche se lo implica. (Veronica Tussi)

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Movimentosud dei diritti

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 novembre 2009

Editoriale fidest. E’ nella mente di molti, è nella penna di tanti la voglia di una idea nazione più coesa, solidale e rispettosa delle diversità che una società composita possa esprimere sia nei suoi ceti sociali sia nelle sue identità geografiche. In questo senso abbiamo recepito un messaggio che proviene dai tanti e dai diversi ambiti culturali della nostra società e che si richiamano a quelle tradizioni, tuttora così fortemente radicate nella cultura meridionale. E’ questo che alcuni promotori hanno deciso di sintetizzare con il termine “Movimentosud dei diritti”. Ci dicono: “partiamo dal sud ma andiamo ovunque. Siamo partiti là, dove si avverte con più forza e determinazione la voglia di un cambiamento.” E ancora: “Sono le energie vive, produttive e legali presenti nella nostra società che per troppo tempo e troppo spesso sono rimaste inascoltate o deluse da una Politica distratta o assente nei confronti delle vere necessità di quella parte sana e silenziosa della società meridionale che non ha mai chiesto, però ha sempre contribuito al bene comune. Questa maggioranza silenziosa, ha il diritto di vedersi finalmente rappresentata in un progetto nuovo, che nasce dal basso, tra la gente ed ascoltando la gente, i suoi veri bisogni e le sue legittime aspettative. Il movimentosud dei diritti, questo si prefigge, ascoltare con umiltà tutti quelli che sono rimasti per anni ascoltati prima delle elezioni e puntualmente dimenticati dopo. Ognuno che parteciperà potrà essere protagonista finalmente e non spettatore!” Siamo quindi per una società del cambiamento, perché i tempi sono maturi, le attese si fanno grandi, perché la storia lo impone. Un richiamo, in questo senso, è venuto dallo stesso Franco Nobili. Nell’ultimo suo intervento all’Istituto Sturzo che presiedeva, esprimeva la sua preoccupazione con parole gravi e pacate: auspicava “che in un domani nemmeno troppo lontano ci fossero meno poveri, ma anche meno ricchi. C’è bisogno – diceva in maniera ferma Franco – di un riequilibrio della ricchezza. Per delle soluzioni future, non solo economiche, ma anche politiche, bisogna sollevare i giovani dal loro disinteresse verso la politica. Ormai non esistono più le vecchie scuole di partito ed i ragazzi non si preoccupano più della politica”. Aveva scritto, insieme ad altri, un libro sul modo di essere nonno, rivelando una passione per la famiglia e per gli affetti quotidiani, che sovrastava ed influenzava una vita laboriosissima ed impegnatissima. Diceva: “Si è maggiormente disposti a comprendere, più aperti alle meraviglie di vedere crescere nella libertà una nuova generazione”. E ci invitava alla speranza di inventarsi un mondo migliore per i nostri nipoti. Così una grande persona ha investito tutta la vita per salvare il fuoco di una bella stagione, perché ,diceva,”il futuro ha un cuore di nonno”. E noi aggiungiamo:Non nascondiamoci la testa sotto la sabbia. E’ tempo d’alzarla e far sentire forte la nostra voce.(per ulteriori informazioni scrivere a: girolamofoti@yahoo.it ) (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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XII edizione Festival del Prosciutto di Parma

Posted by fidest press agency su martedì, 1 settembre 2009

Langhirano (PR) 4 settembre 2009 – ore 18:00 Piazza Ferrari, 5 –Cerimonia Inaugurale Interverranno: Stefano Bovis, presidente del comitato Organizzatore del Festival del Prosciutto di Parma Paolo Tanara, presidente del Consorzio del Prosciutto di Parma Cesare Azzali, direttore Unione Parmense degli Industriali Andrea Zanlari, presidente della Camera di Commercio di Parma e di Unioncamere Emilia-Romagna Vincenzo Bernazzoli, presidente della Provincia di Parma Tiberio Rabboni, assessore all’Agricoltura Regione Emilia-Romagna Vasco Errani, presidente della Regione Emilia-Romagna Al termine della cerimonia inaugurale – alle ore 20:00 – sarà offerto un buffet presso il Museo del Prosciutto (www.museidelcibo.it)

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Carceri

Posted by fidest press agency su sabato, 29 agosto 2009

Intervento dei senatori Donatella Poretti e Marco Perduca, Radicali – Pd Ben vengano le sollecitazioni e le richieste che la Regione Toscana sta portando avanti nei confronti del Dap (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria) e del Ministero della Giustizia sul fronte carceri, ma intanto potrebbe -e dovrebbe- “darsi una mossa” istituendo il garante regionale dei detenuti visto che sarebbe di propria competenza. Con l’associazione radicale fiorentina Andrea Tamburi ed il suo segretario Giancarlo Scheggi, abbiamo piu’ volte chiesto al presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, che prima del termine della legislatura venisse approvata la legge e istituita la figura del garante. Ma a parte un gioco di rimpallo da un assessore ad un altro, una sorta di fastidioso scaricabarile, non siamo riusciti ad ottenere nulla. Non siamo cosi’ ingenui da credere che un garante regionale possa risolvere l’illegalita’ del nostro sistema penitenziario, il sovraffollamento, la carenza d’organico e la fatiscenza delle strutture, ma certo sarebbe un atto dovuto di civilta’ da parte di quella terra -la Toscana- che per prima in Italia ha abolito la pena di morte. Questa figura, sia pure con denominazioni diverse, e’ ormai presente in quasi tutti gli Stati europei, in Italia non esiste un garante nazionale, ma esistono regionali, provinciali e comunali le cui  funzioni sono definite dai relativi atti istitutivi. Ricordiamo che esiste a Firenze nella persona di Franco Corleone il garante comunale che tuttavia, ad esempio, non puo’ spostarsi di pochi chilometri e seguire le situazioni ne’ del carcere di Prato, ne’ dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Montelupo in quanto fuori dal territorio di propria competenza. Su questo fronte la Regione Toscana avrebbe potuto da tempo seguire l’esempio di Sicilia, Lazio e Campania, o Lombardia e Marche con le competenze date al difensore civico regionale, mentre altre regioni come Puglia e Umbria, dopo la legge che ha istituito il Garante sono purtroppo ancora in attesa della nomina da oltre tre anni…. I garanti ricevono segnalazioni sul mancato rispetto della normativa penitenziaria, sui diritti dei detenuti eventualmente violati o parzialmente attuati e si rivolgono all’autorita’ competente per chiedere chiarimenti o spiegazioni, sollecitando gli adempimenti o le azioni necessarie. I garanti possono effettuare colloqui con i detenuti e possono visitare gli istituti penitenziari senza autorizzazione.

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L’uso delle operazioni pronti contro termine

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 agosto 2009

La vendita con patto di riacquisto è divenuto un meccanismo di finanziamento e di attenuazione del rischio ampiamente accettata nell’area dell’euro. Essa ha dato luogo ad un mercato caratterizzato da spessore e buona capacità di tenuta, sul quale opera, con finalità differenti, un gran numero di soggetti diversi (banche centrali, banche commerciali e di investimento, tesorerie aziendali, fondi comuni, ecc.) Il comparto dei pronti contro termine, che ha acquisito importanza crescente all’interno del mercato monetario, costituisce ormai una valida alternativa alle operazioni di prestito non garantire o alle emissioni di titoli a breve termine. La Bce e l’Eurosistema nel suo complesso hanno un interesse specifico in materia di pronti contro termine dato che questi sono lo strumento principale per la conduzione delle operazioni sia di politica monetaria che di credito infragiornaliero. Inoltre, data la loro natura ibrida (comprendente una gamba in contante e una in titoli), i pronti contro termine forniscono un collegamento fra diversi mercati (mobiliare, monetario non garantito, degli strumenti derivati e degli swap), di cui contribuiscono ad aumentare la liquidità.

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MYAIR la sospensione della licenza è tuttora in vigore

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2009

L’Enac, l’autorità di regolazione, ha precisato in una nota che per la compagnia aerea My Air è tuttora in vigore la sospensione della licenza. La precisazione si è resa necessaria in quanto la compagnia sta inviando ai propri passeggeri comunicazioni in cui si fa riferimento alla data del 31 luglio quale termine della fine della sospensione della licenza. Adiconsum segnala, proprio a seguito di tale precisazione, che l’acquisto di tali biglietti è fortemente a rischio.  Adiconsum – ricorda, Pietro Giordano, segretario nazionale Adiconsum – ha chiesto al Ministero del Turismo l’attivazione del Fondo di Garanzia, non solo per i turisti del tour operator “Todomondo”, ma anche per chi ha acquistato pacchetti viaggio con voli My Air e per quei passeggeri che si trovano all’estero con rientri My Air, ma al momento non ha ricevuto risposte in merito. Abbiamo, inoltre, chiesto un incontro – prosegue Giordano – con il Ministero del Turismo e degli Esteri, a tutela dei turisti e dei passeggeri di My Air.

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Caritas in veritate

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 luglio 2009

Sono diversi i punti da cui poter partire per immettersi nell’ultima enciclica di Benedetto XVI. Un testo che intende affrontare la questione sociale alla luce del termine “sviluppo” che aveva avuto un posto determinante nell’insegnamento della Populorum progressio di Paolo VI del 1967. Esso si pone come l’obiettivo per verificare la totalità della persona nel suo armonioso sviluppo della conoscenza di sé, delle relazioni interpersonali, sociali e del mondo che lo circonda e all’interno del quale è inserito; in una parola, “l’apertura alla vita è al centro del vero sviluppo” (n. 28). Ricorda il Papa quanto sia necessario per l’uomo sentirsi profondamente legato al libro della natura senza cadere in una sorta di schizofrenia facilmente verificabile in diverse situazioni del mondo contemporaneo.  La natura, insomma, non è al di sopra dell’uomo né questi avulso dalla sfera naturale; è determinante, pertanto, un equilibrio basilare che non esalti l’uno umiliando l’altro, cadendo in forme di neopaganesimo. Questa dimensione, a nostro avviso, conduce al cuore dell’argomentazione di Caritas in veritate: lo sviluppo genuino e coerente che la nostra società è chiamata a perseguire è quello di un umanesimo integrale (cfr n. 78). Questa prospettiva, per nulla teorica come potrebbe apparire a prima vista, tende a mostrare la via per uscire dal tunnel dell’emotività generalizzata e dall’arbitrarietà. Assumere la verità come principio universale, infatti, permette alla carità di diventare essa stessa principio universale oltre il sentimentalismo o il fideismo di turno: “Senza verità, la carità scivola nel sentimentalismo.  Per permettere questo, Benedetto XVI si fa propositivo. Quanti in questi anni ripetono pedissequamente il ritornello diventato ormai un luogo comune che “La Chiesa dice sempre dei no”, dovranno ben rileggere le pagine di questa enciclica per verificare la progettualità, anche coraggiosa in alcuni momenti, a cui essa rinvia. Relazionarsi al solo sistema economico, dimenticando che siamo ad un crocevia alquanto affollato di situazioni complesse che richiedono l’apporto incondizionato di quanti sono coinvolti nel processo, equivarrebbe a vivere in una miopia che non porta lontano. Riportare alla centralità della persona equivale a evidenziare che oltre alle inevitabili situazioni di rischio che il mercato, l’impresa e la finanza possiedono, esiste anche –per non dire soprattutto- una serie di qualità quali l’abilità, la fantasia, l’intelligenza, la conoscenza scientifica e tecnologica che permettono di produrre reale sviluppo in quanto impegnano costantemente alla curiosità intellettuale che sa produrre nuovi e positivi “stili di vita” con al proprio fondamento una scelta etica e morale che completa il semplice prodotto economico. Da questa prospettiva nessuno può sentirsi esonerato dall’assunzione di una responsabilità per il progresso della società. Un’espressione di Benedetto XVI lo indica in maniera evidente: “Lo sviluppo è impossibile senza uomini retti, senza operatori economici e uomini politici che vivano fortemente nelle loro coscienze l’appello del bene comune” (n. 71). Pregio dell’enciclica è certamente il richiamo all’istanza etica.      In una parola, Caritas in veritate ripropone gli elementi fondamentali della dottrina sociale della Chiesa dinanzi alle nuove provocazioni del mondo contemporaneo; si presenta come una proposta valida e perseguibile anche per noi oggi.   “Senza Dio l’uomo non sa dove andare e non riesce nemmeno a comprendere chi egli sia” (n. 78). Un’espressione come questa posta a conclusione di Caritas in veritate getta molta luce sull’insegnamento che Benedetto XVI ha voluto offrire con questa enciclica. Pagine da cui emerge con forza non solo la capacità argomentativa del credente, ma soprattutto la possibilità di comunicare le ragioni della propria fede anche a quanti ci guardano con attenzione e desiderano compiere con noi un percorso fatto almeno alla luce della ragione se non ancora della fede. (Rino Fisichella – intervento in sintesi)

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Appello di GPace

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 luglio 2009

giovani paceI Giovani per la Pace vogliono “agire” e si rivolgono agli adulti. «Vogliamo “fare”, vogliamo “agire”, vogliamo mettere in gioco il nostro entusiasmo, la nostra voglia di operare e tutte le nostre capacità nell’uso delle nuove tecnologie di comunicazione (web, mailing, social networks, etc), e vogliamo anche fare in fretta, per dare il nostro contributo affinché si possa mettere termine nel minor tempo possibile ad ogni forma di conflitto tra gli uomini e tra i popoli. Diteci voi, che siete adulti, esperti, e che avete capito come va il mondo, quali sono, nelle nostre possibilità, le azioni più immediate e più efficaci da realizzare immediatamente per ottenere un qualsiasi risultato.» Questo è l’appello, accorato e forte, che i 40 giovani di Repubblica Salentina, studenti creatori del movimento “GPace – Giovani per la Pace” (www.gpace.net), rivolgono agli intellettuali, ai pensatori, ai governanti, alle organizzazioni di pace e agli adulti in genere per avere una dritta sulle azioni concrete da intraprendere da oggi in poi. Hanno iniziato il loro cammino a marzo scorso e in questi pochi mesi hanno agito d’impulso, seguendo esclusivamente la strada dettata dall’istinto, creando un sito insieme ad una presenza sulle maggiori piazze virtuali offerte da Internet (Facebook, Msn, Myspace, etc.), ed inviando e-mail e newsletters con lo scopo di sensibilizzare quante più persone possibile. Ora vogliono continuare ad andare avanti come un treno, anzi come una carovana che raccoglie e trasporta coscienze insieme ai concetti di solidarietà, tolleranza, apertura e rispetto reciproco. Vogliono ampliare la loro azione, vogliono coinvolgere tutti i giovani, italiani e non, vogliono far sapere agli adulti come la pensano e vogliono che gli adulti li prendano in considerazione e, soprattutto, vogliono che gli adulti diano loro i consigli più opportuni. Cose concrete, tangibili e facilmente comprensibili (…come se parlassero a dei giovani), non suggerimenti aleatori come “bisogna fare sistema” o “bisogna impeganrsi a fondo”.www.gpace.net (giovani pace)

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Conti pubblici, coesione sociale e imprese nel nuovo Dpef

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 luglio 2009

Perseguire la stabilità dei conti pubblici, mantenere la coesione sociale e la liquidità al sistema delle imprese sono gli obiettivi confermati che il governo si prefigge di conseguire con il DPEF 2010 – 2013, varato dal Consiglio dei ministri nella riunione del 14 luglio scorso. Il governo con il DPEF 2010 – 2013 guarda al dopo-crisi e a ristabilire condizioni di crescita più robuste nel medio-lungo termine. La riforma dell’architettura istituzionale dello Stato (a partire dal federalismo fiscale) e l’investimento in capitale umano e in infrastrutture sono, in estrema sintesi, le aree di principale intervento per il rilancio della produttività e della crescita economica. Il Documento di programmazione economica e finanziaria per gli anni 2010-2013 definisce il quadro di finanza pubblica per il prossimo quadriennio. Il Documento indica i parametri economici essenziali, in particolare quelli relativi allo sviluppo del reddito e dell’occupazione, e le previsioni tendenziali, gli obiettivi di finanza pubblica. Il Documento si articola in due parti: – la prima analizza gli effetti della crisi e gli interventi introdotti per il suo superamento; – la seconda riassume gli interventi e politiche settoriali, su cui si svilupperà l’attività governativa nel prossimo quadriennio. Il Governo ha collegato al DPEF il Decreto Legge n.78/2009 adottato il 1° luglio scorso contenente provvedimenti anticrisi, nonché proroga di termini e della partecipazione italiana a missioni internazionali.

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