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Posts Tagged ‘termovalorizzatore’

Roma Capitale. L’alternativa al termovalorizzatore è la discarica non la raccolta differenziata

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 luglio 2019

Roma. Bello sentirci raccontare favole: ci aiutano nel sonno e, alla fine, hanno anche una morale, un principio etico a cui attenersi.Questo nei bambini; negli adulti, invece, la favola, soprattutto se raccontata da chi ci governa, serve ad addormentare i cervelli.
Una di queste favole è che la raccolta differenziata dei rifiuti completa il ciclo del trattamento, sicchè possiamo produrre e riciclare in continuazione.In realtà nel trattamento dei rifiuti rimane una parte non riciclabile e il loro destino è la discarica o il termovalorizzatore. La discarica è una “buca” nella quale sono gettati i rifiuti, poi ricoperti di terra e lì rimangono.Il termovalorizzatore è un impianto che brucia i rifiuti, produce calore o energia elettrica. In questo modo si possono riscaldare le abitazioni o fornire energia elettrica. Parigi, Berlino, Londra, Vienna, Copenhagen hanno gli inceneritori.Roma, no.Più i rifiuti si riciclano e si portano al termovalorizzatore meno ci sono rifiuti in discarica, che è sempre più difficile individuare per la forte urbanizzazione del territorio.Occorre scegliere: riciclo e discarica o riciclo e termovalorizzazione.Chi dice altro racconta favole, tanto belle da addormentare i cervelli e, a Roma, la sindaca Virginia Raggi è una maestra affabulatrice. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Rifiuti a Roma, Legambiente: “No a nuovi Termovalorizzatori nel Lazio

Posted by fidest press agency su domenica, 7 agosto 2016

raggiMentre a Roma continua la situazione critica nella gestione dei rifiuti e prende intanto corpo il nuovo assetto dirigenziale di Ama, dal Ministero dell’Ambiente arrivano sollecitazioni per la realizzazione di Termovalorizzatori anche nel Lazio, possibilità prevista dallo Sblocca Italia, per affrontare questa fase. Il No di Legambiente è categorico.”No a nuovi Termovalorizzatori nel Lazio, il governatore Zingaretti e la sindaca Raggi hanno già esplicitato la loro contrarietà all’opzione, ora il Comune punti alla realizzazione di un ciclo virtuoso e la Regione a stendere un piano dei rifiuti che dia concretezza alla possibilità di trasformare i rifiuti in risorsa – dichiara Roberto Scacchi Presidente di Legambiente Lazio -. Bene infatti che Presidente della Regione e Sindaco abbiano già rifiutato tale opzione ma ora sia redatto e reso funzionante il Piano Regione sui Rifiuti dove prevedere l’impiantistica necessaria al riciclo e a Roma serve tutt’altro che un termovalorizzatore, si deve piuttosto puntare tutto sull’aumento della differenziata con l’estensione della raccolta porta a porta all’intera città, costruire gli impianti di trattamento e riciclo dell’organico con la tecnologia della digestione anaerobica per produrre compost e biometano (ne servono 15 da 30mila tonnellate all’anno), realizzare centri di raccolta e di riuso per ognuno dei 15 municipi, pianificare l’attivazione della tariffa puntuale”.

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Termovalorizzatore: respinto il ricorso

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 aprile 2010

“Il Consiglio di stato ha respinto oggi anche l’ultimo dei 13 ricorsi contro la realizzazione del termovalorizzatore al Gerbido”: è molto soddisfatto il presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta nel commentare la notizia arrivata da Roma. “Abbiamo dovuto fronteggiare ricorsi di ogni tipo, resistenze e difficoltà, ma finalmente – commenta Saitta – nessun ostacolo burocratico impedisce più la continuazione dei lavori dell’impianto; sono certo che sarà mantenuta la scadenza del 2012 per vedere pronto il termovalorizzatore ed evitare l’emergenza rifiuti sul nostro territorio”.  L’impianto del Gerbido accoglierà 421mila tonnellate di immondizia all’anno e produrrà energia elettrica per 150.000 famiglie e riscaldamento per 14.000 appartamenti; mirerà anche alla minimizzazione delle emissioni inquinanti e delle sorgenti di rumore e per raggiungere questi obiettivi, sarà dotato delle più moderne tecnologie per il trattamento dei fumi.

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Prezzo termovalorizzatore Acerra

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2010

Dichiarazione del senatore del Pd, Raffaele Ranucci. “Il governo si ostina a voler dare un prezzo, per legge, al termovalorizzatore di Acerra. Eppure al Senato grazie alla ferma opposizione del Pd questa deriva incostituzionale e fuori da ogni regola, che il centrodestra avrebbe voluto inserire nel già pessimo Dl sulla protezione civile, sembrava definitivamente scongiurata”. Lo dichiara il senatore del Pd Raffaele Ranucci che spiega: “Scopriamo invece adesso che, nel corso della discussione dello stesso decreto alla Camera, è stato  presentato un emendamento che fissa nuovamente il prezzo del termovalorizzatore di Acerra. Ugualmente, come era nel testo del Senato, a 355 milioni di euro. Ripeto, è inaccettabile fissare per legge il valore di una struttura industriale privata con funzioni di rilevanza pubblica, evitando così le perizie e sfuggendo a qualsiasi controllo imposto dalla legge vigente. Ma ora la questione si ripresenta con un aggravante: l’insistenza. L’aver riproposto la norma alla Camera dopo la sua bocciatura al Senato desta perplessità. E’ lecito quindi – continua il senatore del Pd – porre alcune domande al governo e alla sua maggioranza: cosa si nasconde dietro tanta ostinazione? Cosa dietro il prezzo fissato a 355 milioni di euro? Perché si vuol sottrarre il termovalorizzatore di Acerra alla legge e ai controlli contabili? Perché la maggioranza che pure era stata convinta a bocciare la norma in Senato ora si contraddice e torna sui suoi passi? I mille aspetti oscuri di questa vicenda – conclude Ranucci – possono essere chiariti in un unico modo: ritirando immediatamente l’emendamento”.

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Termovalorizzatore ad Albano? No, grazie!

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 aprile 2009

“Il Presidente della Giunta regionale del Lazio Piero Marrazzo ha deciso di mettercela tutta per una regione con tanti esclusi”, è quanto dichiara Mario Michelangeli, segretario del PdCI del Lazio che aggiunge “ed infatti oltre ad escludere alcuni partiti della sinistra dal governo regionale, lavoratori disabili e cooperative sociali nonostante la raccolta di oltre ottantamila firme in servizi essenziali per la nostra comunità, i cittadini che vivono in prossimità del Forlanini e via elencando, ora ha deciso, nonostante il parere del consiglio regionale, di chi governa il comune di Albano e di migliaia di cittadini, che il termovalorizzatore ad Albano si farà. Non si comprende, come dichiarò non molto tempo fa il nostro partito regionale e ai Castelli, perché si calpesta la voce dei cittadini di Albano e dei comuni vicini, imponendo una scelta che mette in pericolo la salute degli stessi e che, di certo, non è risolutiva riguardo il problema dell’emergenza rifiuti che, lo ribadisco, deve vederci impegnati in una grande campagna per la raccolta differenziata, fortemente reclamizzata ma che stenta a prendere avvio. Marrazzo deve e dovrebbe ascoltare le  migliaia di cittadini che lo votarono, e anche chi non lo sostenne, i dirigenti della ASL territoriale, l’amministrazione comunale e quanti hanno a cuore affrontare con efficacia il problema rifiuti evitando di favorire grandi speculatori e i famosi “re della mondezza”. Probabilmente le priorità per Marrazzo sono altre rispetto le esigenze ed i bisogni dei nostri cittadini e i loro giusti e sacrosanti diritti ma siamo fiduciosi e ci auguriamo che la loro voce non rimarrà inascoltata”.

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Licenziamenti a Colleferro, la denuncia di Fantauzzi

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 marzo 2009

“La malagestione dello smaltimento rifiuti da parte del Consorzio Gaia a Colleferro dimostra purtroppo, ancora una volta, che a pagare sono sempre i dipendenti”. Questa la denuncia di Brunetto Fantauzzi, responsabile provinciale dell’Italia dei Diritti, sulle ultime novità emerse nell’ambito della ormai nota inchiesta giudiziaria che ha portato al sequestro del termovalorizzatore del comune romano a causa di irregolarità nei processi di smaltimento dei rifiuti. Ora infatti, dopo i 13 arresti a danno di altrettanti indagati del Consorzio, a subire le conseguenze dell’inchiesta sono i dipendenti stessi di Gaia, su cui pende lo spettro del licenziamento. “All’inizio del 2000 – precisa Fantauzzi –  la Gaia venne presentata, da politici e amministratori pubblici locali, come la soluzione definitiva ai problemi legati allo smaltimento rifiuti. In realtà si è rivelata tutto fuorché qualcosa di serio. Era solo un serbatoio di favoritismi elettorali, a tutto appannaggio dei vari politici trombati”. “Ora – prosegue l’esponente del movimento – i nodi stanno venendo al pettine e questo si traduce in lavoratori licenziati e ulteriori spese per le casse dello Stato e degli stessi Enti che hanno contribuito alla sua realizzazione”. Una situazione aggravata dal fermo degli impianti, causati dal malfunzionamento del sistema di monitoraggio dei fumi, a cui Gaia ha risposto disponendo l’immediato godimento delle ferie per i pochi dipendenti ancora al lavoro. “A questo punto – conclude Fantauzzi – l’azienda ha ben poco da stare “gaia”.

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Energia in provincia di Torino

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 marzo 2009

Nell’area metropolitana della Provincia di Torino, il teleriscaldamento copre ad oggi circa il 40% del territorio (in termini di volumetrie servite), il che rende l’area la più teleriscaldata d’Italia. La rete attualmente copre una parte di Torino, i Comuni della zona Nord (Rivoli, Collegno, Grugliasco) e una parte di Settimo. Entro il 2012, con l’inserimento della centrale di teleriscaldamento a Torino Nord che sostituisce quella delle Vallette e consente l’ampliamento della rete, la copertura arriverà al 54%. Cifra che salirà al 78% nel 2015, quando entrerà in funzione il termovalorizzatore del Gerbido. L’obiettivo finale è arrivare alla copertura del 90% circa dell’area metropolitana, contribuendo alla riduzione dei consumi energetici e anche ad abbattere le emissioni di inquinanti.  E’ quanto emerge dal Piano di sviluppo del teleriscaldamento nell’area metropolitana, uno studio promosso dalla Provincia di Torino a partire dalla ricognizione della situazione attuale e illustrato questa mattina nel palazzo della Provincia di Torino di corso Inghilterra nel corso della presentazione del Sesto rapporto sull’energia, pubblicazione annuale con cui si traccia un bilancio delle risorse energetiche, del loro uso e consumo sul territorio.  Nel complesso, il quadro energetico emerso dal VI rapporto provinciale sull’energia è tutt’altro che sconsolante: i consumi energetici sul territorio sono stabili da alcuni anni (con una riduzione nel 2007 del 2,9% rispetto all’anno precedente, in parte.legata alla stagione particolarmente mite durante il periodo invernale). Rispetto al 2000 il calo degli usi finali è stato del 6,4%, mentre se paragonato al 1990 si registra un aumento del 6,9%. Gli usi civili con il 42,9% sono il settore di utilizzo prevalente (32,1% del domestico e 10,8% del terziario), seguiti dalle attività produttive al 29,2% (industria al 28,2% e agricoltura all’1%) e dai trasporti al 28%. L’incidenza degli usi civili passa dal 39% del 1990 al 43% del 2007, mentre l’industria passa dal 34% del 1990 al 28% del 2007. Il settore industriale perde pertanto peso nel bilancio provinciale proprio negli ultimi anni, mentre gli usi civili concentrano nella seconda metà degli anni novanta il loro aumento. Il settore dei trasporti, sebbene in aumento del 12% dal 1990, sta attraversando a partire dal 2002 un periodo di lento ma costante calo dei consumi.  Il settore industriale subisce un calo dei consumi energetici del 10% rispetto al 1990. La riduzione dei consumi è da ascrivere principalmente al calo della produzione di beni e servizi nel nostro territorio, piuttosto che a un reale processo di aumento della produttività energetica dell’industria. Sicuramente la crisi economica in atto si manifesterà ovviamente anche nei consumi energetici, accentuando il processo in atto di contrazione dei consumi nel biennio 2008-2009. Diminuiscono infine le emissioni di anidride carbonica derivante dall’uso di energia: i cittadini della provincia di Torino sono responsabili dell’emissione di 6,4 tonnellate/anno, decisamente meno della media nazionale, pari a circa 7 ton./abitante: una risposta positiva alla sfida di riduzione delle emissioni lanciata dal protocollo di Kyoto.

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