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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

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ANN WEISGARBER, Terra crudele

Posted by fidest press agency su martedì, 9 luglio 2019

Nelle inospitali terre dello Utah, durante l’inverno del 1888, la trentasettenne Deborah Tyler aspetta che suo marito Samuel, che si guadagna da vivere come carradore, torni a casa da un viaggio di lavoro. È pieno inverno, Samuel ha un ritardo di settimane, e Deborah si sta preoccupando.Deborah vive a Junction, una piccola città di sette famiglie mormone, tutte lontane dalle rigide regole della chiesa, disseminate lungo il fondo di un canyon, e riesce a mettere da parte qualcosa curando frutteti e creando guanti da lavoro. Isolati dalle scogliere di roccia rossa che circondano la città, lei e i suoi vicini vivono separati dal mondo esterno, guardati con sospetto dai fedeli mormoni che mettono in discussione la profondità della loro fede.Quando una notte, uno sconosciuto, inseguito da un maresciallo federale si presenta disperato sulla soglia di casa in cerca di rifugio, Deborah non può fare a meno di accoglierlo, mettendo in moto una catena di eventi che stravolgeranno la sua vita. L’uomo, un devoto mormone, è in fuga dal governo degli Stati Uniti, che ha stabilito che la pratica della poligamia è un reato. Deborah e suo marito, pur non praticando la poligamia, fanno parte di una rete che aiuta coloro che sono perseguitati dalla legge. Gli uomini si presentano nella loro fattoria e, utilizzando un apposito linguaggio in codice, ricevono cibo, riposo notturno e una guida sino al prossimo avamposto. La donna accoglie perciò il fuggiasco, garantendogli rifugio.
Eppure, non tutto è ciò che sembra, e quando il maresciallo viene ferito gravemente, Deborah e il migliore amico di suo marito, Nels Anderson, dovranno affrontare scelte difficili che metteranno in discussione la loro fede e il futuro di entrambi.Traduzione dall’inglese di Maddalena Togliani Euro 18,00 304 pagine
Ann Weisgarber è nata e cresciuta a Kettering, nell’Ohio. Ha vissuto a Boston, nel Massachusetts, e a Des Moines, nello Iowa. È autrice di The Promise e The Personal History di Rachel Dupree, selezionato per l’Orange Prize e finalista al Orange Prize for New Writers. Attualmente vive in Texas. (Neri Pozza editore)

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Giornata mondiale Terra, geologi: ancora troppi ritardi nel settore ambientale

Posted by fidest press agency su martedì, 23 aprile 2019

“Il consumo di suolo in Italia è aumentato del 180% dagli anni ’50 ad oggi, ma il nostro Paese attende da tanti anni una legge per il suo contenimento. E la situazione non è rosea neanche a livello mondiale dove più del 75% del suolo del pianeta è estremamente degradato ed entro il 2050 potrebbe coinvolgere addirittura il 95% della superficie”. Questo il commento di Domenico Angelone, Tesoriere del Consiglio Nazionale dei Geologi, in occasione della 49esima edizione della Giornata Mondiale della Terra alla quale il CNG aderisce ogni anno. “Non soltanto suolo degradato, ma dobbiamo fare i conti anche con l’allarme deforestazione: ogni anno perdiamo 13 milioni di ettari di foresta e se non cominciamo a fare qualcosa nel concreto, entro il 2050 scompariranno oltre 230 milioni di ettari di foresta” denuncia Angelone.Quest’anno la manifestazione, che ha preso il via nel 1969 dopo il disastro ambientale causato dalla fuoriuscita di petrolio dal pozzo della Union Oi al largo di Santa Barbara, in California, è dedicata alla protezione delle specie animali minacciate di estinzione. Per il Tesoriere del CNG: “Stiamo vivendo una situazione particolarmente delicata dal punto di vista ambientale, a cominciare dal fatto che siamo ancora troppo legati ai combustibili fossili e ancora troppo poco alle fonti di energia rinnovabile. Dovremmo ridurre drasticamente – continua – le emissioni di CO2 per salvaguardare il nostro ecosistema e sfruttare le energie alternative, come per esempio la geotermia quale fonte energetica rinnovabile ed ecosostenibile e grazie ad essa si potrebbe soddisfare il 50% dei nostri consumi energetici”.Un gap italiano nel salvaguardare l’ambiente che è evidente anche a livello europeo. “Che il nostro Paese sia in ritardo dal punto di vista ambientale – spiega il geologo molisano – lo dimostrano anche le 17 procedure di infrazione dell’Unione europea a carico dell’Italia per sospetta violazione delle norme ambientali, la maggior parte delle quali legate alle discariche abusive, alla gestione dei rifiuti e al mancato trattamento delle acque reflue urbane”.

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Concerto per la Terra 2019

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

Roma, 22 aprile 2019 – Terrazza del Pincio, Villa Borghese ospiterà l’ormai tradizionale Concerto per la Terra di Earth Day Italia che celebra la Giornata Mondiale della Terra (Earth Day) istituita dalle Nazioni Unite nel 1970. Per la terza edizione consecutiva il concerto, gratuito per cittadini e turisti, avrà luogo su uno dei belvedere più suggestivi della Capitale: la Terrazza del Pincio di Villa Borghese.
Carmen Consoli, Marina Rei, Paolo Benvegnù, Mirkoeilcane, Eva Pevarello sono gli artisti che quest’anno, avvicendandosi sul palco a partire dalle 19, testimonieranno col loro talento l’impegno del mondo della musica per la salvaguardia del Pianeta.Carmen Consoli tornerà al Concerto per la Terra a distanza di otto anni dalla prima partecipazione del 2011. L’artista catanese si esibirà in un repertorio rock avvalendosi dell’accompagnamento di Massimo Roccaforte (chitarra), Luciana Luccini (basso) e Antonio Marra (batteria). Marina Rei e Paolo Benvegnù suoneranno insieme rivisitando i propri repertori, interpretando classici della canzone italiana e proponendo brani inediti del loro progetto “Canzoni contro la disattenzione”.Mirkoeilcane, premiato nel 2018 al Festival di Sanremo e al Premio Tenco per “Stiamo tutti bene”, farà tappa a Roma come intermezzo al lungo tour di concerti che celebra il suo secondo album: “Secondo me”.La voce graffiante di Eva Pevarello, apprezzata di recente grazie al brano “Al Confine tra me e me” cantato in duo con Ghemon, arricchirà ulteriormente la proposta musicale della serata.Sempre il 22 aprile sulla Terrazza del Pincio, con il progetto Street Earth 2030, gli street artist più importanti, tra cui Moby Dick e Maupal, si esibiranno in un live painting che rappresenterà i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.Il Concerto per la Terra precederà di pochi giorni l’inaugurazione del Villaggio per la Terra (www.villaggioperlaterra.it), l’annuale kermesse di sport, arte, cultura e impegno sui temi della sostenibilità ambientale e sociale che Earth Day Italia organizzerà a Villa Borghese dal 25 al 29 aprile 2019.

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Extraterrestri: “È l’ora di aprire un’ambasciata sulla Terra”

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 aprile 2019

Ginevra. È giunta l’ora di organizzare una conferenza internazionale che stabilisca accordi diplomatici per l’apertura di una vera e propria ambasciata, per accogliere civiltà extraterrestri sul pianeta Terra.A Chiederlo all’ONU il movimento dei Raeliani, nella prima settimana di aprile perché Rael, fondatore e leader spirituale del Movimento Raeliano Internazionale e promotore del Progetto Ambasciata, ha proclamato il primo sabato del mese di aprile l’ET Embassy Day (www.EtEmbassyDay.org), allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica su quello che è il principale obiettivo del Movimento Raeliano: la costruzione di un’ambasciata destinata ad accogliere sulla Terra una civiltà extraterrestre, conosciuta con il nome di Elohim. “Lo scorso anno, i raeliani hanno avviato trattative con il primo paese pronto a considerare l’idea di ospitare un’ambasciata per accogliere degli extraterrestri”, ha dichiarato Daniel Turcotte, Guida raeliana e assistente di Rael per il Progetto Ambasciata, e ha aggiunto “Adesso è giunto il momento di coinvolgere anche le Nazioni Unite”.Turcotte ha anche dichiarato “Mentre ci prepariamo per il nostro ET Embassy Day, intendiamo anche sollecitare le Nazioni Unite ad organizzare una conferenza internazionale perché si discuta un nuovo protocollo nell’ambito della Convenzione di Vienna sulle Relazioni Diplomatiche: il “Protocollo opzionale riguardante le ambasciate per gli Extraterrestri “.Ha spiegato inoltre che varie nazioni hanno risposto alla richiesta di ospitare tale ambasciata e molte di esse hanno mostrato un sincero interesse per questo promettente e importante progetto.”Il numero dei paesi che dimostrano interesse continua a crescere, perché diventa sempre più evidente il fatto che una civiltà extraterrestre sta preparando la nostra umanità ad un contatto ufficiale, attraverso avvistamenti ufo e apparizioni di cerchi nel grano molto complessi in tutto il mondo”, ha continuato.
I raeliani stanno anche preparando una campagna sui social media che include la realizzazione di una pagina web, all’interno della quale i cittadini di tutti i paesi del mondo potranno esprimere il proprio sostegno alla richiesta che verrà inoltrata alle Nazioni Unite, raggiungibile allindirizzo internet http://elohimembassy.org/et-embassy-day.
“Mentre alcuni paesi immaginano, in modo del tutto ingiustificato, una possibile invasione da parte di una civiltà extraterrestre dagli intenti bellicosi e si preparano allo scontro armato, riteniamo sia necessario contrapporre a una posizione così retrograda e violenta un movimento mondiale di pace che aiuti le persone a comprendere che dallo spazio può provenire solo amore. Se l’ONU decidesse di non assumersi tale impegno, lo faranno i paesi con i quali siamo discutendo del progetto “, ha concluso Turcotte.I raeliani credono che una civiltà extraterrestre, chiamata “Elohim” nella Bibbia ebraica originale, abbia creato ogni forma di vita sulla Terra, compresi gli esseri umani. Essi credono anche che questa civiltà extraterrestre sia pacifica e molto più progredita della nostra, sia dal punto di vista scientifico che filosofico, e che un contatto ufficiale con i nostri creatori condurrà la nostra umanità ad entrare in un’era d’oro di pace e prosperità. http://www.EtEmbassyDay.org.

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Personale Giovanni Romano: Dalla terra alla “Luna”

Posted by fidest press agency su domenica, 31 marzo 2019

Galleria 8,75 Artecontemporanea, Reggio Emilia 6-27 aprile 2019 Inaugurazione: sabato 6 aprile, ore 17.30 mostra personale di Giovanni Romano inserita Circuito Off di “Fotografia Europea”.In linea con il tema generale della manifestazione – “LEGAMI. Intimità, relazioni, nuovi mondi” – il fotografo siciliano propone un progetto fotografico dedicato alla sua terra, alle coste incontaminate di Portopalo di Capo Passero e Marzamemi (SR), poste nel punto più a sud d’Italia, dove si incontrano e si scontrano il Mar Mediterraneo e il Mar Ionio.Giovanni Romano fotografa la propria quotidianità, il paesaggio che lo circonda, le meraviglie di una natura silenziosa che diviene luogo dell’anima, frequentato in compagnia della cagnolina Luna. Legame con la propria terra e con il proprio vissuto, ma anche relazione profonda con l’animale, protagonista della scena e narratore inconsapevole di una bellezza da preservare e tutelare.Il percorso espositivo comprende una ventina di fotografie di medie e grandi dimensioni, caratterizzate dal punto di vista ribassato e dalla ripresa del soggetto – Luna – prevalentemente in controluce.

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Presentazione libro “Terra”: ultimo della collana dedicata all’artigianato

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 dicembre 2018

Pordenone-Udine 15 dicembre ore ore 12:30 Sala Valduga della Camera di Commercio (ingresso Piazza Venerio 8) presentazione libro “Terra”: ultimo della collana dedicata all’artigianato. “…Terra è dunque la meta, ma è anche una tappa di un viaggio che ogni giorno, come persone, facciamo e faremo all’interno della produttività della nostra regione. Con la bellezza mozzafiato della natura e la bellezza delle capacità dell’uomo di utilizzarla con passione, cura e soprattutto rispetto, chiudiamo il sipario su questa collana, che ci ha permesso di guardare il nostro mondo, la quotidianità del lavoro e l’eccellenza della nostra realtà economica con lo sguardo ammirato e fiducioso che merita…” La pubblicazione è promossa dalla Camera di Commercio di Pordenone-Udine e coedita assieme a Vinibuoni Biblioteca.

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Limitare con urgenza il riscaldamento globale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 ottobre 2018

È quanto propone lo “Special Report on 1.5 degrees Celsius” presentato in Korea nelle scorse ore dal Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (Intergovernmental Panel on Climate Change – IPCC).Il report mostra come le emissioni globali debbano essere dimezzate entro il 2030, per poi essere totalmente azzerate al massimo entro il 2050. Se infatti si dovesse continuare ad emettere CO2 ai ritmi odierni, ci si attende che la temperatura del Pianeta superi il grado e mezzo di aumento già tra il 2030 e il 2052.
Per riuscire a contenere l’innalzamento delle temperature entro 1,5 gradi Celsius, il consumo globale di carbone dovrebbe essere ridotto di almeno due terzi entro il 2030 e arrivare quasi a quota zero, nella produzione elettrica, entro il 2050. Le rinnovabili dovrebbero invece salire a quota 70-85% della produzione elettrica entro il 2050, con scenari che mostrano che queste percentuali potrebbero essere addirittura più alte. Il rapporto dell’IPCC mostra inoltre come la maturazione tecnologica delle tecnologie solari, eoliche e di stoccaggio potrebbe essere un segnale di come un cambiamento sistemico, nel settore dell’energia, sia già in corso.Anche il ricorso a petrolio e gas dovrebbe diminuire rapidamente. Una roadmap non basata su tecnologie di rimozione della CO2 richiede un calo di circa il 37 per cento dell’uso di petrolio entro il 2030, rispetto ai livelli del 2010.Soluzioni naturali di contrasto ai cambiamenti climatici, come la protezione delle foreste e la riforestazione, potrebbero fornire oltre un terzo della riduzione a costi competitivi delle emissioni di CO2 fino al 2030, per mantenere l’aumento globale delle temperature entro i 2 gradi, con un potenziale elevato anche per un obiettivo a 1,5 gradi.«Questo dell’IPCC è il rapporto più importante che abbiamo mai avuto in fatto di scienza climatica. I governi e le grandi aziende ora non possono più nascondersi, devono dimostrare di comprendere la scienza, agendo con l’urgenza che questa richiede», continua Morgan. «Ma abbiamo tutti un ruolo, ogni persona deve fare tutto ciò che è in suo potere per cambiare rotta e seguire il piano dell’IPCC», conclude.Il lancio del rapporto dell’IPCC ha coinciso con una azione degli attivisti di Greenpeace, che sull’edificio dove si è tenuta la conferenza stampa hanno aperto uno striscione con il messaggio “Abbiamo ancora speranza, azione per il clima ora!”Il rapporto dell’IPCC contribuirà direttamente alla Conferenza del Clima dell’ONU il prossimo dicembre (COP24) e sarà il riferimento per I governi nel rilanciare i propri piani di azione sul clima.

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Tesori d’arte nella terra di Oderisi

Posted by fidest press agency su martedì, 3 luglio 2018

Gubbio, 7 luglio – 4 novembre 2018 Palazzo dei Consoli, Museo Diocesano, Palazzo Ducale Anteprima stampa Venerdì 6 luglio ore 11.00. La città di Gubbio conserva intatto il suo splendido aspetto medievale, con le chiese e i palazzi in pietra che spiccano contro il verde dell’Appennino. È ancora la città del tempo di Dante e di Oderisi da Gubbio, il miniatore che il sommo poeta incontra tra i superbi in Purgatorio e al quale dedica versi importanti, che sanciscono l’inizio di un’età moderna che si manifesta proprio con la poesia di Dante e l’arte di Giotto.
La mostra “Gubbio al tempo di Giotto. Tesori d’arte nella terra di Oderisi”, vuol restituire l’immagine di una città di media grandezza ma di rilievo politico e culturale nel panorama italiano a cavallo tra la fine del Duecento e i primi decenni del Trecento, esponendone il patrimonio figurativo sia civile che religioso.Per l’occasione ha restaurato dipinti nascosti dalla polvere dei secoli, riconsegnando a Gubbio opere disperse nel corso della storia, riunendo quadri degli stessi pittori eugubini destinati ad altre città dell’Umbria, chiamando importanti prestiti dall’estero.Dipinti su tavola, sculture, oreficerie e manoscritti miniati delineano, anche con nuove attribuzioni, le fisionomie di grandi artisti come Guido di Oderisi, alias Maestro delle Croci francescane, Il Maestro della Croce di Gubbio, il Maestro Espressionista di Santa Chiara ovvero Palmerino di Guido, “Guiduccio Palmerucci”, Mello da Gubbio e il Maestro di Figline.Il padre di Oderisi, Guido di Pietro da Gubbio, viene oggi identificato in uno dei protagonisti della cosiddetta “Maniera Greca”, da Giunta Pisano a Cimabue. Palmerino fu compagno di Giotto nel 1309 ad Assisi, e con lui dipinse le pareti di due cappelle di San Francesco, per poi tornare a Gubbio e affrescare la chiesa dei frati Minori e altri edifici della città.
A “Guiduccio Palmerucci”, oggi nome di convenzione, si attribuiscono ancora rapinosi polittici. Mello da Gubbio scrisse il proprio nome ai piedi di una Madonna dal volto pieno e giulivo come le Madonne di Ambrogio Lorenzetti nella città di Siena. Il Maestro di Figline, che dipinse le vetrate per il San Francesco ad Assisi, poi il grande Crocifisso nella chiesa di Santa Croce a Firenze, è probabile che avesse lasciato a Gubbio uno straordinario polittico nella chiesa di San Francesco, che possiamo di nuovo ammirare in questa mostra grazie agli odierni proprietari che ne hanno concesso per la prima volta il prestito.Dai documenti d’archivio e dall’aspetto delle Madonne e dei Crocifissi appesi alle pareti dei musei, risulta come fossero originari di Gubbio i pittori che si affiancarono a Giunta Pisano, poi lavorarono accanto a Giotto e infine a Pietro Lorenzetti, per rivestire d’immagini variopinte il capolavoro che aprì le porte dell’arte moderna nella chiesa eretta sopra la tomba del santo di Assisi.Tornati in patria, quei pittori, che erano stati coinvolti nella nuova lingua di Giotto e di Pietro Lorenzetti per un pubblico di papi e cardinali, si cimentarono con un piglio raffinato nello stile e popolare nell’aspetto illustrativo, per farsi intendere anche da un pubblico di fabbri e di maestri di pietra. Si parlò allora a Gubbio la lingua della lauda assieme alla lingua della Commedia.
La mostra “Gubbio al tempo di Giotto. Tesori d’arte nella terra di Oderisi” è allestita in tre sedi diverse, perché ci sono opere inamovibili, ma anche perché ci sono luoghi ricchi di significato e intrisi di bellezza: il Palazzo dei Consoli che sorge sopra una favolosa terrazza che lo fa somigliare a quelle città che i santi portano in cielo nei polittici degli altari; il Museo Diocesano che sorge accanto alla chiesa cattedrale e infine il Palazzo Ducale, che nacque come sede del Comune e finì per essere la residenza di Federico da Montefeltro, signore di Urbino.Lungo questo percorso si potranno calcare le impronte degli uomini e delle donne di quel tempo antico, per vedere dalla stessa prospettiva e intendere con lo stesso gusto un’arte civica e religiosa insieme.Curata da Giordana Benazzi, Elvio Lunghi ed Enrica Neri Lusanna, la mostra è promossa dal Comune di Gubbio, dal Polo Museale dell’Umbria, dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, dalla Chiesa Eugubina e dalla Regione Umbria.L’organizzazione è affidata a Civita Mostre in collaborazione con Gubbio Cultura e Multiservizi e Associazione Culturale La Medusa. Partner dell’iniziativa è il Festival del Medioevo, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e con l’importante contributo della BCC Umbria.Nella sede di palazzo Ducale è disponibile a noleggio una audioguida della mostra. Il catalogo è pubblicato da Fabrizio Fabbri Editore-Perugia.

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Andrea Bianchi Con la terra sotto i piedi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 giugno 2018

Torino 25 giugno 2018 ore 18 il Circolo dei lettori, via Bogino 9 presenta Andrea Bianchi Con la terra sotto i piedi (Mondadori) con Armando Buonaiuto, curatore di Torino Spiritualità Camminare scalzi nella natura fa bene all’anima, questa la convinzione che ha guidato Andrea Bianchi, fondatore della prima scuola italiana di Barefoot Hiking, nella sua indagine, raccontata nel libro Con la terra sotto i piedi (Mondadori), invito a togliersi le scarpe e riscoprire il contatto con la natura, percorrendo un sentiero o calpestando un prato umido. Bianchi guida gruppi di camminatori scalzi, che insieme a lui vogliono vivere nuove emozioni, temprarsi, concentrarsi, godersi poesia e silenzio. Racconta la sua esperienza e filosofia al Circolo dei lettori, lunedì 15 giugno, ore 18 con Armando Buonaiuto, curatore di Torino Spiritualità.Perché, e come, una camminata a piedi nudi negli spazi di un antico giardino, sulla neve e sulle rocce dolomitiche d’alta quota o lungo le alture riarse di un’isola della Grecia può farci tornare bambini, nuovamente in contatto con le energie primordiali di una Madre Terra a cui la nostra vita è intimamente connessa? Andrea Bianchi ci aiuta a rispondere a questa domanda attraverso un viaggio nella natura, ma anche verso le radici profonde della nostra anima: levandoci le scarpe per togliere ogni possibile filtro al contatto con gli elementi naturali, ci troveremo su un percorso la cui traccia invisibile emerge un passo dopo l’altro.
Un cammino lungo il quale si sviluppano l’attenzione mentale e l’equilibrio del corpo, il radicamento con la Terra e la capacità di volare lontano, “al di là dei confini del mondo”, come i trenta uccelli di cui narra la poesia mistica persiana. Incontreremo così i temi più attuali dell’ecologia – la biofilia, l’amore innato dell’uomo per la vita – e gli insegnamenti spirituali della Filosofia perenne, e assisteremo al colloquio in una notte senza tempo con il centenario Spiro Dalla Porta Xydias, lo scrittore e alpinista cantore del “sentimento della vetta”. Giungeremo infine, a piedi nudi, nelle Terre Alte, al limitare del punto di ascolto perfetto, da cui si possono udire le vibrazioni più sottili di quell’armonia universale che ci fa sentire vivi. Un viaggio e un racconto dopo il quale ripartirete subito alla ricerca del sentiero erboso più vicino per togliervi le scarpe, e camminare con la terra sotto i piedi. Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili.

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“L’acqua e la terra: Sostenibilità ambientale e sicurezza sociale”

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 giugno 2018

Roma Venerdì 8 giugno 2018 Orto Botanico di Roma, Aranciera Largo Cristina di Svezia, 24 Ore 10:00 – 16:00 Dialogo nell’agroalimentare: dal caos al patto sociale.
workshop con sessioni plenarie e tavoli tematici a cura dell’Osservatorio sul dialogo nell’agroalimentare, con la finalità di avviare una riflessione multidisciplinare sullo stato della comunicazione tra le componenti dei sistemi agroalimentari (detentori ufficiali di conoscenza, società civile e poteri politici ed economici) e avanzare proposte concrete per (ri)costruire un clima di fiducia reciproca, migliorare i flussi di comunicazione e facilitare percorsi di assunzione ed attuazione di decisioni condivise. L’incontro sarà strutturato nella forma di consultazione partecipata a cui sono stati invitati i vari portatori d’interesse del settore agroalimentare. Promosso dalla Rete di Cerealia Festival in collaborazione con Passi insieme, ConfProfessioni, FIDAF, Università La Sapienza, UNASA, Università di Tor Vergata, ARSIAL, Università del Molise. Light lunch a cura del Simposio del Gusto. Si ringrazia l’Università La Sapienza di Roma – Dipartimento di Biologia Ambientale, l’Orto Botanico di Roma e Marco Valente per il lavoro di facilitazione.
Ore 21:00 ArcheoItinera: c’era una volta la Dolce Vita Itinerario serale da Largo Fellini a Piazza Barberini toccando i luoghi e le vie legati alle atmosfere e info del Cinema, dalla targa di Fellini alla Fontana di Trevi. Visita a pagamento su prenotazione. A cura dell’Archeoclub d’Italia sede di Roma
ALBANO LAZIALE (RM)Fustock Birreria |via Graziosa, 71 Ore 20:00 Laboratorio Il pane liquido, il mastro birraio racconta degustazione e abbinamenti con presidi slow food. Musica Live. contributo € 20 e prenotazione consigliata. a cura di Slow Food Albano e Ariccia
VELLETRI L’Orto del Pellegrino Ore 18:00 La via della birra. Visita guidata e degustazione (adulti) e laboratorio didattico (bambini). La storia della Birra va di pari passo con quella dei cereali. Ma perché la birra viene definita “pane liquido”? Cosa c’entrano i topi e le tartarughe? E Asterix? E Suor Ildegarda? Una visita guidata animata entusiasmante, che simula un viaggio nel tempo lungo la VIA DELLA BIRRA alla scoperta di una storia millenaria che comincia (forse) in Mesopotamia ed arriva (con certezza) fino in Italia. Visita guidata e degustazione: visita guidata con degustazione di Birra Artigianale. LABORATORIO PER BAMBINI. Prenotazione obbligatoria http://www.lortodelpellegrino.it

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Tesori d’arte nella terra di Oderisi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 maggio 2018

Gubbio 7 luglio – 4 novembre 2018 Palazzo dei Consoli, Museo Diocesano, Palazzo Ducale A cura di Giordana Benazzi, Elvio Lunghi, Enrica Neri Lusanna Orari dal lunedì alla domenica dalle ore 10.00 alle 19.00 (le biglietterie chiudono alle ore 18.00) Aperta il 15 agosto e il 1 novembre 2018 Biglietto Intero 12,00 € Ridotto 10,00 € per gruppi (min. 15 persone), residenti, titolari di apposite convenzioni Ridotto speciale 6,00 € scuole e ragazzi da 7 a 25 anni
La città di Gubbio conserva intatto il suo splendido aspetto medievale, con le chiese e i palazzi in pietra che spiccano contro il verde dell’Appennino. È ancora la città del tempo di Dante e di Oderisi da Gubbio, il miniatore che il sommo poeta incontra tra i superbi in Purgatorio e al quale dedica versi importanti, che sanciscono l’inizio di un’età moderna che si manifesta proprio con la poesia di Dante e l’arte di Giotto.
La mostra “Gubbio al tempo di Giotto. Tesori d’arte nella terra di Oderisi”, vuol restituire l’immagine di una città di media grandezza ma di rilievo politico e culturale nel panorama italiano a cavallo tra la fine del Duecento e i primi decenni del Trecento, esponendone il patrimonio figurativo sia civile che religioso. Per l’occasione ha restaurato dipinti nascosti dalla polvere dei secoli, riconsegnando a Gubbio opere disperse nel corso della storia, riunendo quadri degli stessi pittori eugubini destinati ad altre città dell’Umbria, chiamando importanti prestiti dall’estero.Dipinti su tavola, sculture, oreficerie e manoscritti miniati delineano, anche con nuove attribuzioni, le fisionomie di grandi artisti come Guido di Oderisi, alias Maestro delle Croci francescane, Il Maestro della Croce di Gubbio, il Maestro Espressionista di Santa Chiara ovvero Palmerino di Guido, “Guiduccio Palmerucci”, Mello da Gubbio e il Maestro di Figline.
Il padre di Oderisi, Guido di Pietro da Gubbio, viene oggi identificato in uno dei protagonisti della cosiddetta “Maniera Greca”, da Giunta Pisano a Cimabue. Palmerino fu compagno di Giotto nel 1309 ad Assisi, e con lui dipinse le pareti di due cappelle di San Francesco, per poi tornare a Gubbio e affrescare la chiesa dei frati Minori e altri edifici della città. A “Guiduccio Palmerucci”, oggi nome di convenzione, si attribuiscono ancora rapinosi polittici. Mello da Gubbio scrisse il proprio nome ai piedi di una Madonna dal volto pieno e giulivo come le Madonne di Ambrogio Lorenzetti nella città di Siena. Il Maestro di Figline, che dipinse le vetrate per il San Francesco ad Assisi, poi il grande Crocifisso nella chiesa di Santa Croce a Firenze, è probabile che avesse lasciato a Gubbio uno straordinario polittico nella chiesa di San Francesco, che possiamo di nuovo ammirare in questa mostra grazie agli odierni proprietari che ne hanno concesso per la prima volta il prestito. Dai documenti d’archivio e dall’aspetto delle Madonne e dei Crocifissi appesi alle pareti dei musei, risulta come fossero originari di Gubbio i pittori che si affiancarono a Giunta Pisano, poi lavorarono accanto a Giotto e infine a Pietro Lorenzetti, per rivestire d’immagini variopinte il capolavoro che aprì le porte dell’arte moderna nella chiesa eretta sopra la tomba del santo di Assisi.
Tornati in patria, quei pittori, che erano stati coinvolti nella nuova lingua di Giotto e di Pietro Lorenzetti per un pubblico di papi e cardinali, si cimentarono con un piglio raffinato nello stile e popolare nell’aspetto illustrativo, per farsi intendere anche da un pubblico di fabbri e di maestri di pietra. Si parlò allora a Gubbio la lingua della lauda assieme alla lingua della Commedia.

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Giornata mondiale della Terra, i geologi: degrado del suolo provocato dall’attività antropica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 aprile 2018

L’allarme è già stato lanciato: il 75 per cento del suolo sul pianeta è fortemente degradato ed entro il 2050 la percentuale potrebbe raggiungere il 95 per cento costringendo 4 miliardi di persone a vivere in terre prive d’acqua. I dati emergono dal primo rapporto mondiale sul degrado del suolo condotto da Ipbes, la “piattaforma intergovernativa scientifico-politica sulla biodiversità e i servizi ecosistemici” avviata nel 2012 dall’Unep, il programma delle Nazioni Unite per l’ambiente. Un fenomeno preoccupante di cui dobbiamo tener conto anche (e non soltanto) nel giorno in cui si celebra la Giornata mondiale della Terra (Earth day) istituita il 22 aprile 1970 proprio per evidenziare l’importanza delle risorse naturali alla base della sopravvivenza sul pianeta.“Le cause sono ovviamente tutte da ricercare nell’attività antropica dove l’uomo crea e distrugge allo stesso tempo” dichiara Francesco Peduto, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi. “Ormai le criticità riguardano ampie fasce della superficie terrestre, caratterizzata da una gestione non sostenibile che, in alcuni casi, ha raggiunto dei punti di non ritorno. Non a caso, l’obiettivo 15 dell’Agenda 2030 dell’Onu è quello di proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre” conclude il Presidente CNG.Ad aumentare significativamente il ritmo di erosione del suolo è la deforestazione che è responsabile del rilascio di gran parte delle emissioni di gas a effetto serra nell’atmosfera. La distruzione delle foreste da parte dell’uomo avrebbe molteplici conseguenze negative: innanzitutto una drastica riduzione di assorbimento di anidride carbonica; repentini e continui cambiamenti climatici; una perdita della biodiversità ed estinzione di numerose specie vegetali e animali oltre che un considerevole aumento dei rischi idrogeologici.

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E’ difficile pensare alla bellezza della terra

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 gennaio 2018

Palermo-Panorama-bjs-2Se ci imbattiamo in una delle tante metropoli che la costellano le loro periferie spiccano per l’abbandono in cui sono lasciate tra cumuli di immondizie, strade dissestate, abitazioni fatiscenti. Si avvertono nell’aria miasmi che ci prendono alla gola e sembrano soffocarci. Lo stesso accade lungo alcune spiagge dove si trova di tutto: plastica, copertoni, cibi in decomposizione, pannolini sporchi, escrementi d’ogni genere. E il mare: sembra siano state individuate nuove isole formate da rifiuti. Eppure c’è ancora chi vi convive e con bambini e adulti che sguazzano tra le acque inquinate dalle fogne a cielo aperto e sembrano non far caso a tanto scempio e a volte vi concorrono lasciando altri rifiuti. E a tutto questo, come se non bastasse, si aggiungono i danni arrecati all’atmosfera con i gas di scarico delle auto e delle fornaci industriali e con l’estrazione di carbone e petrolio.
Ci stiamo avvitando su noi stessi. Molti disquisiscono sui possibili rimedi ma si rivelano altrettanti palliativi. Il perché è spiegabile con il fatto che non ci azzardiamo a riconoscere la circostanza che l’unico modo per un cambiamento radicale è mutare le logiche del capitalismo. Oggi si produce sempre di più e per trovare acquirenti si punta all’usa e getta. D’altra parte se non si produce aumenta la disoccupazione e si contrae il potere d’acquisto dei consumatori. E’ po’ come il serpente che si morde la coda. Se non riusciamo a spezzare questa spirale non sarà possibile ottenere risultati tangibili. Su un altro versante occorre provvedere ad un’equa ripartizione delle risorse, al calo delle nascite e a realizzare il diritto a vivere perché è inconcepibile che i nuovi venuti siano ancora vittime della povertà che impedisce loro l’accesso alle cure, ad un tetto sotto cui ripararsi, all’istruzione, a un lavoro e ad una vecchiaia serena. E per finire è possibile che non siamo tanto pragmatici nel riconosce che l’evoluzione tecnologica ci porta ad una riduzione del lavoro in specie quello non specialistico e di conseguenza ad un surplus della manodopera e la cui ricaduta diventa fatale se si continua a sostenere che solo il lavoro crea reddito? (Riccardo Alfonso)

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Dal Cosmo alla Terra alla Vita alla Cultura

Posted by fidest press agency su domenica, 12 novembre 2017

pianeta terraRoma Lunedì 13 Novembre 2017, ore 15:00 Aula Magna Rettorato Via Ostiense 159 Convegno di chiusura del Progetto Miur “Dal Cosmo alla Terra alla Vita alla Cultura. Una Strategia Resiliente per la diffusione delle Scienze Naturali, Fisiche e Matematiche: la proposta di un “Museo Diffuso” per la Città di Roma” a cura dei Dipartimenti di Scienze, Matematica e Fisica, Architettura. Il convegno, dedicato agli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado, si terrà nell’Aula Magna dell’Ateneo Roma Tre, via Ostiense 159 il giorno 13novembre dalle ore 15 con inizio delle registrazioni alle ore 14,40, fino alle ore 18:20. Sarà rilasciato un attestato di partecipazione alla fine del convegno.

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E’ difficile pensare alla bellezza della terra

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 agosto 2017

obiettivo-terra4Se ci imbattiamo in una delle tante metropoli che la costellano. Le loro periferie spiccano per l’abbandono in cui sono lasciate tra cumuli di immondizie, strade dissestate, abitazioni fatiscenti. Si avvertono nell’aria miasmi che ci prendono alla gola e sembrano soffocarci. Lo stesso accade lungo alcune spiagge dove si trova di tutto: plastica, copertoni, cibi in decomposizione, pannolini sporchi, escrementi d’ogni genere. E il mare: sembra siano state individuate nuove isole formate da rifiuti. Eppure c’è ancora chi vi convive e con bambini e adulti che sguazzano tra le acque inquinate dalle fogne a cielo aperto e sembrano non far caso a tanto scempio e a volte vi concorrono lasciando altri rifiuti. E a tutto questo, come se non bastasse, si aggiungono i danni arrecati all’atmosfera con i gas di scarico delle auto e delle fornaci industriali e con l’estrazione di carbone e petrolio.
Ci stiamo avvitando su noi stessi. Molti disquisiscono sui possibili rimedi ma si rivelano altrettanti palliativi. Il perché è spiegabile con il fatto che non ci azzardiamo a riconoscere la circostanza che l’unico modo per un cambiamento radicale è mutare le logiche del capitalismo. Oggi si produce sempre di più e per trovare acquirenti si punta all’usa e getta. D’altra parte se non si produce aumenta la disoccupazione e si contrae il potere d’acquisto dei consumatori. E’ po’ come il serpente che si morde la coda. Se non riusciamo a spezzare questa spirale non sarà possibile ottenere risultati tangibili. Su un altro versante occorre provvedere ad un’equa ripartizione delle risorse, al calo delle nascite e a realizzare il diritto a vivere perché è inconcepibile che i nuovi venuti siano ancora vittime della povertà che impedisce loro l’accesso alle cure, ad un tetto sotto cui ripararsi, all’istruzione, a un lavoro e ad una vecchiaia serena. E per finire è possibile che non siamo tanto pragmatici nel riconosce che l’evoluzione tecnologica ci porta ad una riduzione del lavoro in specie quello non specialistico e di conseguenza ad un surplus della manodopera e la cui ricaduta diventa fatale se si continua a sostenere che solo il lavoro crea reddito? (Riccardo Alfonso)

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La terra dei figli

Posted by fidest press agency su martedì, 22 agosto 2017

la terra dei figli(la storia della vita Vol. 2) (Italian Edition) Kindle Edition. Ho scritto un libro su mio figlio titolato: “Chi sei? Dove vai?” e i due interrogativi li ho posti intenzionalmente per rappresentare la meraviglia di una vita che nasce e un’altra che scompare. Vi ho aggiunto alcune mie riflessioni e ho dato ancor più spazio agli scritti di mio figlio così come li ho raccolti dalle sue e-mail. Ora, con questo mio nuovo lavoro, intendo ampliare il discorso e, al tempo stesso, renderlo più tematico nell’analizzare quella parte che si misura nel rapporto generazionale tra chi “nasce e vede” e chi è “nato e ha visto” e a un certo punto della loro storia esistenziale si accingono a un confronto critico. Il primo periodo l’ha portato dalla nascita all’adolescenza e in tale intervallo ha avuto modo di verificare una relazione familiare ovattata dall’affetto che avevano per il figlio i genitori e la relativa cerchia di parenti e amici.
Non ha subito gli effetti deleteri di chi avrebbe potuto trovarsi in una famiglia dagli accesi contrasti caratteriali o dall’assillo economico.
Ha avuto modo di confrontare i suoi rapporti con i genitori e quelli analoghi dei suoi amici e rendersi conto che le diversità esistenti non erano solo economiche ma anche culturali, sociali e relazionali. Ciò non di meno si è trovato con genitori molto impegnati nel lavoro. Ha significato un trend di vita condizionato dagli orari e dei vari spostamenti che lo rendevano dipendente da quello dei genitori che andavano a portarlo e a prelevarlo a scuola.
Credo, quindi, che il primo punto di osservazione fosse stato la famiglia e, di riflesso, il suo modo di esprimersi nella società e nel gestire la quotidianità con un figlio che doveva essere necessariamente affidato ad altri dall’insegnamento scolastico, al dopo scuola, agli incontri con gli amici e alle frequentazioni con i compagni di scuola e agli impegni sportivi.
Sono proprio, infatti, i primi legami affettivi che formano il carattere e la stessa visione della vita tant’è che gli stessi studiosi ne riconoscono l’importanza.

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La terra dei figli

Posted by fidest press agency su martedì, 25 luglio 2017

la terra dei figli(la storia della vita Vol. 2) (Italian Edition) Kindle Edition. Scrive l’autore: “Ho scritto un libro su mio figlio titolato: “Chi sei? Dove vai?” e i due interrogativi li ho posti intenzionalmente per rappresentare la meraviglia di una vita che nasce e un’altra che scompare. Vi ho aggiunto alcune mie riflessioni e ho dato ancor più spazio agli scritti di mio figlio così come li ho raccolti dalle sue e-mail. Ora, con questo mio nuovo lavoro, intendo ampliare il discorso e, al tempo stesso, renderlo più tematico nell’analizzare quella parte che si misura nel rapporto generazionale tra chi “nasce e vede” e chi è “nato e ha visto” e a un certo punto della loro storia esistenziale si accingono a un confronto critico.
Mio figlio prima di morire, a trent’anni, ha vissuto momenti che potrei indicare come passaggi di conoscenza e di verifica del suo modo d’essere e di vivere.
Il primo periodo l’ha portato dalla nascita all’adolescenza e in tale intervallo ha avuto modo di verificare una relazione familiare ovattata dall’affetto che avevano per lui i genitori e la relativa cerchia di parenti e amici.
Non ha subito gli effetti deleteri di chi avrebbe potuto trovarsi in una famiglia dagli accesi contrasti caratteriali o dall’assillo economico.
Ha avuto modo di confrontare i suoi rapporti con i genitori e quelli analoghi dei suoi amici e rendersi conto che le diversità esistenti non erano solo economiche ma anche culturali, sociali e relazionali. Ciò non di meno si è trovato con genitori molto impegnati nel lavoro. Ha significato un trend di vita condizionato dagli orari e dei vari spostamenti che lo rendevano dipendente da quello dei genitori che andavano a portarlo e a prelevarlo a scuola.
Credo, quindi, che il primo punto di osservazione fosse stato la famiglia e, di riflesso, il suo modo di esprimersi nella società e nel gestire la quotidianità con un figlio che doveva essere necessariamente affidato ad altri dall’insegnamento scola-stico, al dopo scuola, agli incontri con gli amici e alle frequentazioni con i compagni di scuola e agli impegni sportivi. Sono proprio, infatti, i primi legami affettivi che formano il carattere e la stessa visione della vita tant’è che gli stessi studiosi ne riconoscono l’importanza”. (foto: la terra dei figli)

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“Quando il limite diventa orizzonte”

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 giugno 2017

RossaRossa1Custonaci (Trapani) “E’ un documentario che vuole raccontare le radici culturali, le storie di uomini che hanno caratterizzato in positivo la terra di Sicilia ed in particolare il Golfo di Castellammare e la Valle dello Jato. Verrà proiettato al prossimo meeting per l’amicizia fra i popoli​ 2017 a Rimini. La narrazione utilizzerà diverse tecniche: dal video reportage ai video-fumetti, dal monologo teatrale all’arte dei Pupi siciliani. Il video racconterà le gesta di un prete (Don Giuseppe Rizzo) che ha costruito una banca per i contadini, di un medico (Beato Giacomo Cusmano) che ha inventato nel 1867 la prima colletta alimentare e di un educatore (Danilo Dolci) che ha costruito con contadini una diga per avere l’acqua e combattere mafia e povertà. Da queste eredità nasce il Progetto Rossa Sera, ovvero la realizzazione, in un terreno di cinque ettari, di una «Fattoria Sociale» che non vuole seguire alcuna logica assistenzialistica, ma vuole coniugare il profitto dell’azienda con il bene della collettività, in special modo per le fasce sociali svantaggiate. Ha partecipato, con un suo approfondimento storico, Fabrizio Fonte (Presidente Centro Studi Dino Grammatico) che, in particolare, ha affrontato l’impegno di Danilo Dolci nel contrasto con la mafia agraria degli anni ’50 in Sicilia. Il documentario verrà presentato, al Meeting per l’amicizia fra i popoli​ 2017 in un apposito spazio e verrà proiettato ogni ora per tutta la settimana riminese. A seguire circuiterà in oltre trenta città italiane sempre a sostegno del «Progetto Rossa Sera».
(foto: Rossa)

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Si avvicina l’appuntamento con il Villaggio per la Terra

Posted by fidest press agency su martedì, 18 aprile 2017

pincio_notteRoma dal 21 al 25 aprile al Galoppatoio di Villa Borghese e sulla Terrazza del Pincio, con una cinque giorni di iniziative dedicate alla tutela del pianeta, per creare e diffondere una maggiore sensibilizzazione verso l’ambiente attraverso la condivisione, il divertimento, la conoscenza, le esperienze. Tema di quest’anno il Dialogo interculturale.
GLI EVENTI. Dedicato sia ai grandi che ai più piccoli, agli sportivi, alle famiglie, agli studenti e agli esperti, nel villaggio sono in programma eventi di musica, scienza, sport, giochi, arte e cibo. Tra le attrattive ci saranno laboratori ludici, didattici, un villaggio dei bambini, laboratori di sismologia e vulcanologia, il planetario gonfiabile, corsi di giornalismo ambientale, dimostrazioni sportive a cura di campioni olimpici e paralimpici, biciclettate, tornei e competizioni sportive. Si svolgono poi diversi festival tematici, dedicati all’economia circolare, alla mobilità sostenibile, all’educazione ambientale, ai libri, alla festa dell’Erasmus e il forum ‘Cambiamenti climatici e migrazioni forzate’ dedicato al tema del drammatico aumento di eco-rifugiati nel mondo. Al Galoppatoio di Villa Borghese è stato allestito anche un villaggio sportivo in collaborazione con il CONI.
L’EARTH DAY ITALIA. Al Villaggio per la Terra si celebrerà anche l’Earth Day, giunto alla sua 47ma edizione, l’evento più importante al mondo per la sensibilizzazione alla tutela della Terra, celebrato da un miliardo di persone nei 193 Paesi membri delle Nazioni Unite. Sulla terrazza del Pincio si svolgerà il Concerto per la Terra di cui nei prossimi giorni sarà svelata la line up artistica.
DAL MESSAGGIO DEL PAPA ALLA RICERCA DEL DIALOGO. Dallo scorso anno Earth Day Italia (promotore storico dell’iniziativa) organizza il Villaggio per la Terra insieme al Movimento dei Focolari di Roma. L’evento è organizzato in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente. La scorsa edizione è stata segnata dall’arrivo a sorpresa di Papa Francesco con il suo forte messaggio ai partecipanti “Trasformate deserti in foreste” che ha spinto Movimento dei Focolari edEarth Day Italia a dedicare l’edizione di quest’anno al Dialogo Interculturale per la Pace, ponendo così l’accento sull’urgenza assoluta di costruire ponti e abbattere muri, nella convinta ricerca di quell’unità mondiale senza la quale è impossibile rimettere al centro l’uomo e la sua felicità.
EARTH DAY ITALIA: BASTA MURI E SFRUTTAMENTO RISORSE. “Se lo scorso anno abbiamo festeggiato lo storico accordo sul clima di Parigi che vedeva uniti i 193 Paesi dell’ONU nella volontà di contenere le emissioni di C02, quest’anno Earth Day Italia vuole lanciare un messaggio forte e di stimolo nei confronti di tutte quelle politiche che, cavalcando il generale clima di sfiducia e rabbia, alzano muri e continuano a sfruttare senza remore le risorse naturali – dichiara Pierluigi Sassi, presidente di Earth Day Italia. Con il Villaggio per la Terra vogliamo mettere in scena e in festa il sentimento di solidarietà universale che esiste ancora, potente, tra le persone e che è capace di generare il cambiamento. Per questo invito tutti i cittadini a unirsi e partecipare”.
MOVIMENTO DEI FOCOLARI: IL DIALOGO TRASFORMA I CONFLITTI IN OPPORTUNITÀ. “Oggi più che mai il Movimento dei Focolari sente di dover dare il suo contributo all’affermazione della Pace per la quale è necessario il dialogo che sa fare di conflitti e problemi un’opportunità, come ci ha detto Papa Francesco l’anno scorso a Villa Borghese – dichiarano Antonia Testa e Donato Falmi, responsabili del Movimento dei Focolari a Roma – Nel Villaggio per la Terra il Movimento dei Focolari a Roma trova il naturale contesto in cui realizzare una delle sue manifestazioni più significative, la Mariapoli, esperienza nata nel 1949 e ora diffusa in più di 180 paesi del mondo, quale microrealizzazione di una città in cui si vive la fraternità universale. Saranno giorni in cui potremo declinare in variati modi la norma universale che ci mette in comunione con tutte le grandi religioni che va sotto il nome di Regola d’oro: Fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te. Questa per noi è il cuore vivo dell’ecologia integrale”.

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Earth Day: Giornata Mondiale per la Terra

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 aprile 2017

terra madre1Roma sabato 22 aprile, all’Aranciera di San Sisto, Via di Valle delle Camene 11 in occasione dell’Earth Day, Giornata Mondiale per la Terra, si svolgerà la prima edizione del “Green Open Data Day 2017”, una competizione per sviluppare idee innovative e applicazioni per smartphone su temi ambientali. L’iniziativa è promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Sostenibilità Ambientale e Assessorato Roma Semplice – che renderà disponibili i dati sull’ambiente.
L’evento gratuito è rivolto a sviluppatori, start-upper, esperti di open data e appassionati di progetti ambientali. I gruppi di lavoro si cimenteranno nella prima fase nello sviluppo delle proposte progettuali e a fine giornata una giuria di esperti selezionerà il progetto più innovativo che accederà alla seconda fase dell’iniziativa. Entro i quattro mesi successivi, infatti, si procederà alla realizzazione dell’applicativo, anche grazie al premio economico che verrà assegnato al team vincitore.
“Oggi grazie a uno smartphone, semplicemente scaricando un’App, è possibile compiere molte attività quotidiane: dal fare la spesa al pagare la sosta della propria auto o più semplicemente ascoltare musica e così via. Ma vogliamo sia possibile tutelare l’ambiente anche con nuove App che favoriscano comportamenti virtuosi e buone pratiche”, dichiara l’assessora alla Sostenibilità Ambientale Pinuccia Montanari. “L’utilizzo delle tecnologie e dei dati aperti a difesa dell’ambiente non è solo un’idea, ma una sfida che lanciamo a tutti coloro che vogliono mettere a disposizione della città le proprie competenze per una migliore, più facile ed efficace gestione del territorio”, conclude l’assessora a Roma Semplice Flavia Marzano.

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