Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘terra’

Il ritorno dei giovani alla terra

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 settembre 2022

E’ uno dei fenomeni più rilevanti dello scenario economico e sociale del nostro Paese, ma senza un intervento immediato contro il caro energia questa spinta positiva rischia di andare persa – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Gli ultimi dati in materia di nuove generazioni inducono all’ottimismo: i giovani imprenditori agricoli sono aumentati dell’8% negli ultimi cinque anni, con un incremento di 19mila unità rispetto al periodo pre-Covid.Il Governo uscente è chiamato a prendere i provvedimenti più urgenti prima del voto, considerando anche che i tempi per la formazione del nuovo esecutivo potrebbero non essere così brevi – continua Tiso. Di fronte a un segnale forte come quello che proviene dalle nuove generazioni non si può restare a guardare. Gli aiuti per il primo settore servono adesso. Ogni giorno che passa può significare la chiusura forzata per molte aziende agricole che non riescono più a sostenere il costo delle bollette.Al problema dell’energia si aggiunge quello del ritardo nella programmazione. A soli tre mesi dall’entrata in vigore della nuova Pac, l’Italia non ha ancora risposto alle osservazioni della Ue sul Piano strategico nazionale. Non si tratta di una questione meramente amministrativa, perché il Piano è la base indispensabile per programmare colture e investimenti, mentre ulteriori ritardi potrebbero far scattare le penalizzazioni di Bruxelles. Le inefficienze del Governo e l’assenza di regole chiare sarebbero così pagate dai coltivatori già in difficoltà per la crisi economica.

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Mostra:“La terra e le fantasticherie”

Posted by fidest press agency su domenica, 14 agosto 2022

Brescia sarà visitabile fino al 18 settembre presso Palazzo Martinengo Cesaresco, via Musei 30 la mostra di Armida Gandini curata da Gabriele Salvaterra. “Stranissimo, e sempre più stranissimo!”. Nelle sale del pianterreno di Palazzo Martinengo Cesaresco si sviluppa il percorso espositivo di Armida Gandini, organizzato per sale monografiche dedicate a singole serie espressive e guidato dal titolo La terra e le fantasticherie. Questo binomio mira a evidenziare due elementi apparentemente contrastanti tipici del lavoro di Armida Gandini: la ripresa di stimoli concreti, spesso ordinari, esistenti nella realtà quotidiana e il loro riutilizzo, decontestualizzato, per far nascere da essi nuovi significati e nuove “fantasticherie”. Vecchie foto di famiglia, opere della storia dell’arte, spezzoni di film del passato, tappeti usati diventano i materiali evocativi, gli “oggetti-cercati-e-trovati”, da cui far scaturire inedite riflessioni identitarie sulle esperienze anche traumatiche e di superamento che rendono le persone quelle che sono.www.lofficinadellacomunicazione.com

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Pompei: Trovati I resti di una tartaruga di terra

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 giugno 2022

Si tratta di una testuggine, con il suo fragile uovo custodito nel carapace, rinvenuti in una bottega di via dell’Abbondanza; testimonianza del vasto ecosistema di Pompei, composto di tracce naturali e non solo antropiche e prezioso indizio archeologico dell’ultima fase di vita della città, dopo un violento terremoto nel 62 d.C. e prima della fatidica eruzione del 79 d.C.L’inusuale ritrovamento ha avuto luogo, nell’ambito di una campagna di scavo e ricerca sulle terme Stabiane, condotta dalla Freie Universität Berlin e dall’Università di Napoli L’Orientale, con l’University of Oxford in collaborazione con il Parco archeologico di Pompei, volta a indagare lo sviluppo urbano del quartiere abitativo prima dell’impianto delle terme. In particolare, quest’anno nelle botteghe aperte sul lato sud-orientale delle terme lungo via dell’Abbondanza e vicolo del Lupanare sono emersi i resti di una sontuosa domus con raffinati mosaici e pitture parietali, risalente al I sec. a.C. e rasa al suolo dopo il terremoto che devastò Pompei e ampie parti della Campania nel 62 d.C. Successivamente, l’area venne destinata all’ampliamento del complesso termale sull’incrocio tra via dell’Abbondanza e via Stabiana.

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Martin Mosebach: Viaggio nella terra dei martiri copti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 febbraio 2022

Prefazione del Card. Robert Sarah. A cura di Leonardo Allodi. Quello dei 21 giovani cristiani copti decapitati dall’Isis il 15 febbraio del 2015 sulle spiagge libiche di Sirte è stato definito come “il più grande caso di martirio cristiano del nostro tempo” (Anba Macarius). La straordinaria compostezza mostrata dai 21 martiri, che affrontano la morte invocando il nome di Gesù Cristo, ha suggerito a Martin Mosebach, uno dei più brillanti scrittori tedeschi in vita, l’idea di un reportage narrativo, che si rivela anche la scoperta di una storia perduta, quella del cristianesimo copto. Gli incontri e i dialoghi con le famiglie dei giovani martiri e con alcuni rappresentanti del clero copto aprono ad un contatto vivo con una fede millenaria. La secolare persecuzione subita dai copti, vittime di discriminazione sociale e, spesso, di attentati, testimoniata e denunciata negli ultimi anni anche dall’attivista egiziano Patrick Zaki, sembra oggi rivelarsi una speciale grazia. Questa “Chiesa dei martiri” nasconde un destino, un tesoro, un compito: contribuire a trasmettere, in modo credibile, ad un tempo incerto e desolato come il nostro, la fede e la liturgia del primissimo cristianesimo. Quel cristianesimo apostolico nato dalla predicazione di San Marco e, ancor prima, dalla presenza della Sacra Famiglia di Nazareth in terra egiziana, di cui i copti custodiscono gelosamente segni e testimonianze sconosciute ai più. Un viaggio, dunque, nella “storia perduta del cristianesimo”, in quel millennio d’oro della Chiesa mediorientale a cui un’Europa smarrita e sazia dovrebbe ricominciare a guardare per riscoprire se stessa. Un nuovo, straordinario miracolo, che si aggiungere alle storie ammalianti raccolte da Martin Mosebach. Cantagalli 2022 | pp. 264 | euro 22,00

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Vedere al di sotto della calotta glaciale della Groenlandia attraverso il rumore della Terra

Posted by fidest press agency su sabato, 1 gennaio 2022

Avvalersi del ‘rumore’ generato dalle tempeste oceaniche per creare un modello dettagliato delle condizioni geologiche sottostanti la calotta glaciale della Groenlandia. È l’obiettivo che si è posto un team internazionale di ricercatori della Swansea University e University College London in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), nello studio “Uppermost crustal structure regulates the flow of the Greenland Ice Sheet“ pubblicato sulla rivista Nature Communications. Le condizioni geologiche del terreno sotto una calotta glaciale o un ghiacciaio giocano un ruolo chiave nel determinare i movimenti dei ghiacci e identificare quali aree sono le più suscettibili. Il problema, tuttavia, è come valutare ciò che sta accadendo in profondità nel sottosuolo, in quanto la roccia è ricoperta da uno strato di ghiaccio spesso circa 2,5 chilometri. “Misurando la forma e la velocità delle onde sismiche – chiamate ‘di Rayleigh’ – estratte dal rumore terrestre”, aggiunge il ricercatore, “siamo stati in grado di mappare ciò che sta accadendo fino a 5 chilometri al di sotto della calotta glaciale della Groenlandia. Queste onde, viaggiano lungo la superficie terrestre e sono sensibili alle variazioni delle proprietà della Terra”.I ricercatori, quindi, analizzando le onde sismiche sono riusciti ad elaborare immagini ad alta risoluzione che, nelle parole di Andrea Morelli, “hanno mostrato che le basse velocità nella crosta superiore tendono ad essere associate ai principali ghiacciai di sbocco lungo il margine della calotta glaciale e all’elevato flusso di calore geotermico prodotto, nel corso della storia geologica, dalla stessa struttura profonda ora responsabile del vulcanismo in Islanda. I ghiacciai meno spessi sono particolarmente suscettibili allo scorrimento sui sedimenti subglaciali deformabili, mentre il riscaldamento geotermico e il conseguente ammorbidimento del ghiaccio basale possono influenzare l’aumento di velocità del flusso di ghiaccio al ghiacciaio Petermann e nella corrente di ghiaccio della Groenlandia nordorientale”. “La ricerca”, conclude Andrea Morelli, “evidenzia l’importanza dell’interazione tra la terra solida e la dinamica della calotta glaciale. Queste interazioni ne controllano le dinamiche di scorrimento passate, presenti e future e devono essere adeguatamente esplorate e implementate nei modelli della calotta glaciale”. The flow of the Greenland Ice Sheet is controlled by subglacial processes and conditions that depend on the geological provenance and temperature of the crust beneath it, neither of which are adequately known. Here we present a seismic velocity model of the uppermost 5 km of the Greenlandic crust. We show that slow velocities in the upper crust tend to be associated with major outlet glaciers along the ice-sheet margin, and elevated geothermal heat flux along the Iceland hotspot track inland. Outlet glaciers particularly susceptible to basal slip over deformable subglacial sediments include Jakobshavn, Helheim and Kangerdlussuaq, while geothermal warming and softening of basal ice may affect the onset of faster ice flow at Petermann Glacier and the Northeast Greenland Ice Stream. Interactions with the solid earth therefore control the past, present and future dynamics of the Greenland Ice Sheet and must be adequately explored and implemented in ice sheet models. (fonte: Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – INGV)

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Ci restano 8 anni. 96 mesi. Circa 3mila giorni per ridurre di oltre la metà le emissioni di CO2 sulla terra

Posted by fidest press agency su domenica, 19 dicembre 2021

Questo è il tempo che rimane, secondo gli scienziati, per ridurre di oltre la metà le emissioni di CO2, fermare la crisi dell’estinzione delle specie, ed evitare il collasso ecologico del Pianeta.Dobbiamo trasformare radicalmente le nostre società, e c’è un modo per farlo…L’Università di Harvard ha trovato una “regola d’oro” per trasformare la società: se una campagna nonviolenta riesce a mobilitare anche solo il 3,5% della popolazione, il cambiamento è praticamente garantito.Noi avaaziani siamo già 70 milioni, quasi l’1% della popolazione globale, e insieme a migliaia di altre organizzazioni e movimenti possiamo avvicinarci alla magica soglia del 3,5% della popolazione impegnata in questa urgente trasformazione! Inondazioni e incendi devastanti sono un chiaro segno che ci stiamo avvicinando sempre di più al punto di non ritorno del pianeta, il momento in cui cambiamenti improvvisi e violenti destabilizzeranno profondamente l’equilibrio dei sistemi di sostegno alla vita della Terra. Ma ogni giorno migliaia di persone cercano soluzioni e si uniscono a questa grande battaglia. Dobbiamo: Amplificare le voci degli indigeni, dei difensori in prima linea, dei giovani attivisti e delle coalizioni di genitori ai vertici globali e nelle stanze del potere; Difendere la democrazia ovunque, continuando a denunciare gli impatti tossici della disinformazione e lanciare un’imponente campagna per far assumere alle Big Tech le proprie responsabilità; Assumere decine di persone in svariate parti del mondo, che mobilitino avaaziani i in nuove lingue per espandere rapidamente il nostro movimento, specialmente nel Sud del mondo; Collaborare con altri movimenti coraggiosi, scienziati ed esperti di salute pubblica per potenziare la nostra cooperazione e raggiungere il massimo impatto. (n.r. Ma questo sforzo non va chiesto solo ai singoli individui ma anche ai governi inducendoli a ridurre le spese per gli armamenti e i conflitti armati nelle aree regionali del mondo).

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Il Carbonio controlla la profondità di genesi dei magmi nel mantello superiore della Terra

Posted by fidest press agency su domenica, 8 agosto 2021

In un nuovo studio (https://www.nature.com/articles/s41561-021-00797-y), pubblicato sulla rivista Nature Geoscience un team di ricercatori italiani guidato da Alessandro Aiuppa (Università di Palermo) e che vede fra i co-autori Federico Casetta (Università di Ferrara), Massimo Coltorti (Università di Ferrara), Vincenzo Stagno (Sapienza Università di Roma) e Giancarlo Tamburello (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione di Bologna), ha sviluppato un nuovo approccio per ricostruire la quantità di Carbonio immagazzinato nel mantello superiore della terra, dalla cui fusione sono segregati i magmi. Il Carbonio, il quarto elemento più abbondante in termini di massa nell’universo, è un elemento chiave per la vita. Il suo ricircolo, da e verso l’interno della Terra, regola i livelli di CO2 nell’atmosfera, giocando quindi un ruolo fondamentale nel rendere il nostro pianeta abitabile. Il Carbonio è un elemento unico, perché può essere immagazzinato nelle profondità della Terra in varie forme: all’interno di fluidi, come componente di fasi minerali, oppure disciolto nei magmi. Si ritiene, inoltre, che il Carbonio giochi un ruolo chiave nella geodinamica terrestre, in quanto questo elemento è in grado di controllare i processi di fusione che avvengono mantello superiore. Vista la sua tendenza ad essere incorporato nei magmi prodotti per fusione delle rocce peridotitiche nel mantello superiore, il Carbonio è facilmente trasportato verso la superficie terrestre, ove viene poi rilasciato come CO2 nelle emissioni gassose di vulcani attivi o quiescenti. I magmi ed i gas derivati dal mantello sono, pertanto, i mezzi di trasporto più efficaci per portare il Carbonio verso l’idrosfera e l’atmosfera, dove gioca un ruolo primario nel controllo dei cambiamenti climatici su scala geologica. Ma quanto Carbonio è immagazzinato all’interno della Terra? Questa domanda ha ispirato ricerche in diversi ambiti delle geoscienze, che si sono avvalse di molteplici approcci empirici, quali lo studio dei gas emessi in aree vulcaniche, del contenuto in CO2 nelle lave eruttate lungo le dorsali medio-oceaniche e/o nelle inclusioni di magma all’interno dei cristalli, delle inclusioni fluide in xenoliti di mantello portati in superficie dai magmi, e le misure sperimentali sviluppate con lo scopo di comprendere la massima quantità di CO2 che può essere disciolta nei magmi a pressioni e temperature tipiche dell’interno della Terra. Sfortunatamente, questi approcci hanno portato spesso a conclusioni contrastanti, al punto che le stime sul contenuto di Carbonio del mantello (così come dell’intera Terra) divergono di più di un ordine di grandezza. Le “melt inclusions”, o inclusioni di magma, cioè piccole goccioline di fuso silicatico intrappolate nei cristalli al momento della loro formazione nei magmi, possono essere sorgenti di informazione uniche per quantificare il contenuto di Carbonio del mantello da cui i magmi stessi sono segregati. Tuttavia, il massivo rilascio di gas (degassamento), tra cui CO2, a cui i magmi sono soggetti durante la loro risalita verso la superficie (prima della loro messa in posto ed eruzione) ha rappresentato un fattore limitante nella comprensione delle variazioni di concentrazione di Carbonio nel mantello. Nel loro studio, Aiuppa e co-autori hanno revisionato e catalogato i dati relativi al contenuto in CO2 (e zolfo) nei gas vulcanici emessi da 12 vulcani di hot-spot e di rifting continentale, i cui magmi sono generati da sorgenti mantelliche più profonde rispetto a quelle del mantello impoverito da cui derivano i magmi delle dorsali medio-oceaniche. È possibile che la Terra, nelle sue porzioni interne, sia in grado di contenere ancora più Carbonio, come suggerito dai diamanti provenienti da profondità sub-litosferiche (fino a 700 km), i quali mostrano evidenze dell’esistenza di minerali e fusi che contengono significative quantità di C. L’esistenza di un mantello ricco in Carbonio, evidenziata da Aiuppa e co-autori, ha profonde implicazioni rispetto alle modalità di immagazzinamento del Carbonio primordiale nel mantello, e per il suo riciclo nel tempo e nello spazio. I risultati ottenuti con questo studio sono anche importanti per comprendere le possibili variazioni nel ciclo geologico del Carbonio causate da eventi vulcanici di grande magnitudo, quali la messa in posto delle “Large Igneous Provinces (LIP)”, o grandi province ignee. Se i magmi prodotti dai “plume”, o pennacchi, di mantello sono ricchi in Carbonio, come suggerito da questo studio, allora il rilascio di Carbonio dalle grandi province ignee nel Fanerozoico può aver contribuito a causare le estinzioni di massa, le cui tracce sono preservate nei record sedimentari in tutto il mondo. Sezione schematica dall’Oceano Atlantico all’Oceano Indiano (passando attraverso il cratone Africano), che mostra le variazioni nelle concentrazioni di Carbonio ricostruite nelle sorgenti di mantello da cui sono prodotti i magmi delle Isole Oceaniche e dei Rift Continentali. La ricerca è stata finanziata dal Deep Carbon Observatory (https://deepcarbon.net/) e dal Miur, Progetto PRIN2017 Connect4Carbon (https://prin2017.wixsite.com/connectforcarbon)

In un nuovo studio (https://www.nature.com/articles/s41561-021-00797-y), pubblicato sulla rivista Nature Geoscience un team di ricercatori italiani guidato da Alessandro Aiuppa (Università di Palermo) e che vede fra i co-autori Federico Casetta (Università di Ferrara), Massimo Coltorti (Università di Ferrara), Vincenzo Stagno (Sapienza Università di Roma) e Giancarlo Tamburello (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione di Bologna), ha sviluppato un nuovo approccio per ricostruire la quantità di Carbonio immagazzinato nel mantello superiore della terra, dalla cui fusione sono segregati i magmi. Il Carbonio, il quarto elemento più abbondante in termini di massa nell’universo, è un elemento chiave per la vita. Il suo ricircolo, da e verso l’interno della Terra, regola i livelli di CO2 nell’atmosfera, giocando quindi un ruolo fondamentale nel rendere il nostro pianeta abitabile. Il Carbonio è un elemento unico, perché può essere immagazzinato nelle profondità della Terra in varie forme: all’interno di fluidi, come componente di fasi minerali, oppure disciolto nei magmi. Si ritiene, inoltre, che il Carbonio giochi un ruolo chiave nella geodinamica terrestre, in quanto questo elemento è in grado di controllare i processi di fusione che avvengono mantello superiore. Vista la sua tendenza ad essere incorporato nei magmi prodotti per fusione delle rocce peridotitiche nel mantello superiore, il Carbonio è facilmente trasportato verso la superficie terrestre, ove viene poi rilasciato come CO2 nelle emissioni gassose di vulcani attivi o quiescenti. I magmi ed i gas derivati dal mantello sono, pertanto, i mezzi di trasporto più efficaci per portare il Carbonio verso l’idrosfera e l’atmosfera, dove gioca un ruolo primario nel controllo dei cambiamenti climatici su scala geologica. Ma quanto Carbonio è immagazzinato all’interno della Terra? Questa domanda ha ispirato ricerche in diversi ambiti delle geoscienze, che si sono avvalse di molteplici approcci empirici, quali lo studio dei gas emessi in aree vulcaniche, del contenuto in CO2 nelle lave eruttate lungo le dorsali medio-oceaniche e/o nelle inclusioni di magma all’interno dei cristalli, delle inclusioni fluide in xenoliti di mantello portati in superficie dai magmi, e le misure sperimentali sviluppate con lo scopo di comprendere la massima quantità di CO2 che può essere disciolta nei magmi a pressioni e temperature tipiche dell’interno della Terra. Sfortunatamente, questi approcci hanno portato spesso a conclusioni contrastanti, al punto che le stime sul contenuto di Carbonio del mantello (così come dell’intera Terra) divergono di più di un ordine di grandezza. Le “melt inclusions”, o inclusioni di magma, cioè piccole goccioline di fuso silicatico intrappolate nei cristalli al momento della loro formazione nei magmi, possono essere sorgenti di informazione uniche per quantificare il contenuto di Carbonio del mantello da cui i magmi stessi sono segregati. Tuttavia, il massivo rilascio di gas (degassamento), tra cui CO2, a cui i magmi sono soggetti durante la loro risalita verso la superficie (prima della loro messa in posto ed eruzione) ha rappresentato un fattore limitante nella comprensione delle variazioni di concentrazione di Carbonio nel mantello. Nel loro studio, Aiuppa e co-autori hanno revisionato e catalogato i dati relativi al contenuto in CO2 (e zolfo) nei gas vulcanici emessi da 12 vulcani di hot-spot e di rifting continentale, i cui magmi sono generati da sorgenti mantelliche più profonde rispetto a quelle del mantello impoverito da cui derivano i magmi delle dorsali medio-oceaniche. È possibile che la Terra, nelle sue porzioni interne, sia in grado di contenere ancora più Carbonio, come suggerito dai diamanti provenienti da profondità sub-litosferiche (fino a 700 km), i quali mostrano evidenze dell’esistenza di minerali e fusi che contengono significative quantità di C. L’esistenza di un mantello ricco in Carbonio, evidenziata da Aiuppa e co-autori, ha profonde implicazioni rispetto alle modalità di immagazzinamento del Carbonio primordiale nel mantello, e per il suo riciclo nel tempo e nello spazio. I risultati ottenuti con questo studio sono anche importanti per comprendere le possibili variazioni nel ciclo geologico del Carbonio causate da eventi vulcanici di grande magnitudo, quali la messa in posto delle “Large Igneous Provinces (LIP)”, o grandi province ignee. Se i magmi prodotti dai “plume”, o pennacchi, di mantello sono ricchi in Carbonio, come suggerito da questo studio, allora il rilascio di Carbonio dalle grandi province ignee nel Fanerozoico può aver contribuito a causare le estinzioni di massa, le cui tracce sono preservate nei record sedimentari in tutto il mondo. Sezione schematica dall’Oceano Atlantico all’Oceano Indiano (passando attraverso il cratone Africano), che mostra le variazioni nelle concentrazioni di Carbonio ricostruite nelle sorgenti di mantello da cui sono prodotti i magmi delle Isole Oceaniche e dei Rift Continentali. La ricerca è stata finanziata dal Deep Carbon Observatory (https://deepcarbon.net/) e dal Miur, Progetto PRIN2017 Connect4Carbon (https://prin2017.wixsite.com/connectforcarbon)

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La terra donna e la felicità coniugale di Giorgio Montefoschi

Posted by fidest press agency su martedì, 27 luglio 2021

Collana i Delfini, pp. 320, 13 euro – pp. 260, 13 euro in libreria dal 23 settembre. Ritornano in un nuova edizione due romanzi che hanno segnato un’epoca.Desiderio, il suo ultimo romanzo pubblicato lo scorso anno, è stato accolto con grande favore di pubblico e critica, ma Montefoschi è scrittore di lungo corso ed è in particolare in questi due romanzi, un racconto sull’ineluttabilità di certi amori e un ritratto implacabile di due famiglie della media borghesia romana dal dopoguerra agli anni Ottanta, che possiamo rintracciare la vena creativa e letteraria di una delle voci più coerenti e autorevoli dei nostri tempi. Editore La Nave di Teseo

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Seconda edizione: La terra è il mio tesoro

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 giugno 2021

Si è conclusa la seconda edizione della campagna educativa crossmediale “La terrà è il mio tesoro, la esploro e la proteggo” promossa da Alpitour e Giunti Scuola, svoltasi fra febbraio e maggio 2021, che ha coinvolto circa 50.000 bambini delle scuole primarie. I docenti delle 2.000 classi partecipanti hanno affrontato i temi di sostenibilità con i più piccoli, per sensibilizzare gli alunni e le loro famiglie alla salvaguardia ambientale. Alle classi sono stati distribuiti materiali e strumenti educativi, oltre a 50.000 copie del libro “Tacitus e l’impronta ecologica”, scritto per l’iniziativa e destinato a ogni bambino: un racconto, delicato e divertente, di una famiglia alle prese con la difficile sfida di ridurre la propria impronta ecologica. Punto di riferimento digitale dell’intera campagna è il sito di riferimento http://www.terramiotesoro.it, ricco di contenuti, giochi, percorsi multimediali e materiali editoriali per approfondire i temi proposti.Per partecipare al concorso “La nostra classe lascia il segno”, gli alunni hanno realizzato attività laboratoriali per individuare gli sprechi e le azioni sostenibili a contrastarli con creatività e ingegno. Attraverso il poster messo a loro disposizione, ogni classe ha realizzato la propria “impronta ecologica”, dando vita a splendidi elaborati che raccolgono le idee e le riflessioni dei bambini. Gli elaborati prodotti da oltre 7000 bambini e bambine sono 282. Sono stati pubblicati sul sito http://www.terramiotesoro.it dove hanno ricevuto circa 46.000 voti da famiglie e utenti da tutta Italia che hanno decretato i vincitori.In ognuna delle 7 province coinvolte dal concorso (Bologna, Verona, Torino, Roma, Napoli, Milano, Catania) sono state individuate tre classi vincitrici a cui sono stati destinati materiali e dispositivi didattici, tra cui video proiettori multimediali, lavagne magnetiche, una selezione di volumi educativi di Giunti (Giunti, Editoriale Scienza, Disney, Fatatrac) e tablet.Menzione d’onore alla IV C dell’I.C. “Antonelli Casalegno” di Torino, la cui impronta ecologica ha ottenuto le preferenze dei partecipanti al Codytrip, la gita virtuale inserita nella campagna “La terra è il mio tesoro” che, il 13 e 14 maggio scorso ha accompagnato virtualmente più di 44mila alunni in Puglia, a Taranto e in Valle d’Itria. Infine, tra i quasi 46.000 utenti che hanno votato le classi vincitrici sarà estratto, entro la fine di giugno, un vincitore a cui sarà assegnato un viaggio di una settimana per 4 persone presso l’Alpiclub Annabelle Beach Resort di Creta.Il grande successo riscontrato anche in questa seconda edizione conferma la convinzione dei promotori che i temi siano di grande interesse, anche in continuità con le linee guida sulla scuola proposte nell’Agenda per lo sviluppo sostenibile 2030, sottoscritta dai 193 Paesi membri dell’ONU e recepita dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) nel Piano per l’Educazione alla sostenibilità.Giunti Scuola, società del gruppo Giunti da sempre in prima fila sul fronte dell’innovazione nell’editoria scolastica e Alpitour, primo operatore turistico italiano da sempre attento a temi di carattere educativo e ambientale, hanno rinnovato la loro partnership con l’obiettivo di confermare un impegno congiunto verso la necessità di accompagnare i bambini in un percorso di confronto e comprensione sui rischi ambientali e sui comportamenti virtuosi per il futuro del nostro pianeta.

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Valore dei contadini custodi della terra

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 Maggio 2021

“Nella giornata che celebra la biodiversità di interesse agricolo e alimentare, Montecitorio dà nuovo valore all’agricoltore contadino, custode del proprio territorio e delle sue tradizioni, figura chiave del contrasto al cambiamento climatico e della tutela della biodiversità animale e vegetale, attraverso la gestione sostenibile del suolo, la diversificazione e gli avvicendamenti colturali”. Lo dichiara il deputato Dedalo Pignatone (M5S), relatore della proposta di legge ‘Disposizioni per la tutela e la valorizzazione dell’agricoltura contadina’ approvata oggi alla Camera. Si tratta di un risultato storico – prosegue -, frutto di un proficuo lavoro svolto in commissione e di cui andiamo molto fieri. Finalmente i nostri contadini e allevatori di ‘piccola scala’ avranno una legge che li tutela nelle loro peculiarità. Una categoria che spesso si trova a lavorare in territori difficili, più disagiati, con infrastrutture spesso inesistenti, strade distrutte, in territori di montagna. Per tali ragioni, abbiamo reputato necessario diversificare e semplificare gli obblighi e gli adempimenti di chi svolge questo tipo di agricoltura”. “Grazie a questa legge, che passa ora al vaglio del Senato, verrà istituita la Giornata nazionale dell’agricoltura contadina, un Registro dedicato al Mipaaf e la Rete italiana per catalogare documentazioni e testimonianze sulla cultura e le tradizioni contadine presso il Ministero della Cultura. Infine, anche attraverso la ricomposizione fondiaria e il recupero dei terreni agricoli abbandonati, contrastiamo e preveniamo lo spopolamento delle aree marginali del Paese” conclude.

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Venere Divina. Armonia sulla Terra

Posted by fidest press agency su domenica, 11 aprile 2021

Mantova venerdì 16 aprile 2021 dalle ore 9.30 alle 17.00, un convegno internazionale di studi, curato da Claudia Cieri Via, ragiona intorno a questa divinità archetipica, mettendone a fuoco diversi aspetti. Dalle origini classiche del mito alle sopravvivenze nella cultura dell’era moderna come nella pittura europea tra Cinque e Seicento o nella coeva letteratura mitografica e poetica, il convegno webinar streaming gratuito – previa iscrizione qui – affronta i diversi aspetti della divinità attraverso i secoli.Introdotti da Stefano Baia Curioni, direttore della Fondazione Palazzo Te, e Claudia Cieri Via, curatrice del convegno e del programma espositivo di Palazzo Te, studiosi provenienti da atenei di tutta Europa – come La Sapienza Università di Roma, Università di Macerata, Scuola Normale Superiore di Pisa, University of Erlangen-Nürnberg e Université Paris I Panthéon-Sorbonne – insieme a Francesca Cappelletti, direttrice della Galleria Borghese di Roma, e Stefano L’Occaso, direttore del Palazzo Ducale di Mantova, raccontano la Venere Pandemos, divinità legata alla fecondità naturale e generatrice di tutte le cose, la Venere Urania figlia di Ouranos espressione dell’amore divino, la Venere Cnidia di Prassitele, capolavoro assoluto dell’immaginario della bellezza femminile.Venere è inoltre protagonista di favole e presta le sue sembianze anche ad altre figure del mito antico, dando luogo a travestimenti e a interpretazioni complesse, che animano la letteratura e l’arte rinascimentale e barocca.Ma Venere, madre di Cupido nella mitologia antica, è anche soggetta alla variabilità delle occasioni declinando il suo potere in termini ora naturalistici ora erotici – come nel caso dell’arazzo tessuto a Mantova su disegno di Giulio Romano – ma anche in altri aspetti legati all’inganno, alla magia e alla stregoneria, che troveranno espressione nella letteratura e nelle immagini fino al Cinquecento e al Seicento.Infine Venere resta la dea della bellezza secondo il Giudizio di Paride e dunque è divenuta il modello ideale della bellezza femminile, come testimoniano le stanze delle famose Veneri, dove venivano collezionati i ritratti delle donne più belle delle corti italiane ed europee che si confrontavano con la divinità, a partire dall’esplosione del fenomeno del collezionismo alla fine del Cinquecento e nel Seicento, come testimonia, fra gli altri il “camerino delle belle” nel Palazzo Ducale a Mantova. Partecipano al convegno gli studiosi: Stefano Baia Curioni, direttore Fondazione Palazzo Te; Francesca Cappelletti, direttrice Galleria Borghese Roma; Giuseppe Capriotti, Università di Macerata; Claudia Cieri Via, Sapienza Università di Roma; Stefano L’Occaso, direttore Palazzo Ducale Mantova; Philippe Morel, Université Paris I Panthéon-Sorbonne; Roberto Nicolai, Sapienza Università di Roma; Emilio Russo, Sapienza Università di Roma; Massimiliano Simone, EPHE – Université Paris 8; Christina Strunck, University of Erlangen-Nürnberg; Andrea Torre, Scuola Normale Superiore di Pisa.Il convegno internazionale di studi “Venere. Natura, ombra e bellezza” è organizzato da Fondazione Palazzo Te e Museo Civico di Palazzo Te, promosso dal Comune di Mantova con il patrocinio del MiC, con il contributo di Fondazione Banca Agricola Mantovana e con il supporto di Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani e iGuzzini.

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Pianeta terra: A proposito di ecologia e dei guasti all’ecosistema

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 marzo 2021

Mi viene in mente un racconto tanto “per rinfrancare lo spirito” letto nel libro di Daniel Taub, edito dalla San Paolo, titolato “Luci della Torà”: “Il Signore parlò a Noè e disse: “Noè tra sei mesi manderò la pioggia, finché il mondo intero sarà coperto dall’acqua e tutte le cose malvagie saranno distrutte. Ma voglio salvare alcune persone buone e due esemplari di ogni essere vivente sul pianeta. Ti ordino di costruire un’arca.” Trascorsi sei mesi il cielo prese a rannuvolarsi e in-cominciò a cadere la pioggia. Il Signore guardò giù e vice Noè che piangeva seduto in giardino, ma niente arca. “Noè!” Gridò il Signore. “Dov’è la mia arca?” “Signore perdonami” Implorò Noè. “Ho fatto del mio meglio ma ci sono state grosse difficoltà: Prima di tutto ho dovuto procurarmi un permesso per la costruzione dell’arca, ma i tuoi progetti non erano a norma. Poi i vicini si sono lamentati, dicendo che violavo le ordinanze del quartiere, e dovevo farmi dare i permessi. Poi ho avuto enormi problemi a tagliare legna sufficiente per l’arca, per via del divieto di abbattere gli alberi. E adesso, quando finalmente ho cominciato a raccogliere gli animali, sono stato denunciato da un gruppo di animalisti che protestano perché mi porto solo due esemplari di ogni tipo. Davvero, non credo di riuscire a finire l’arca in meno di cinque anni.”
Di fronte a ciò il cielo si rischiarò, il sole cominciò a splendere e un arcobaleno tese il suo arco nel cielo. Noè guardò su e sorrise: “Vuoi dire che non distruggerai il mondo?”, chiese pieno di speranza. “No”, disse il Signore, “ci ha già pensato il governo.” A ben pensarci è esattamente quello che sta accadendo con la distruzione delle foreste equatoriali, con il crescendo delle violenze personali e di gruppo e i tanti scempi che si compiono per la devastazione dell’ecosistema. È tempo quindi non più, o per lo meno non solo di diluvi ma anche per dirci che siamo noi come sistema politico, economico e sociale a gettarci la zappa sui piedi e ad autodistruggerci.(Riccardo Alfonso)

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Biden ferma il gasdotto in terra indigena

Posted by fidest press agency su sabato, 23 gennaio 2021

Il giorno stesso del suo insediamento, il nuovo presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha ritirato il permesso per la costruzione del controverso gasdotto Keystone XL (KXL). Così facendo, soddisfa una richiesta fondamentale dei nativi americani che vivono lungo il percorso di costruzione e temono per la qualità dell’acqua nel bacino idrografico del gasdotto. Proprio all’inizio del suo mandato, Biden sta mantenendo una promessa chiave della campagna e sta dando l’esempio per la protezione del clima e dell’ambiente. Per l’Associazione per i popoli minacciati (APM) è incoraggiante vedere che sembra preoccuparsi di guarire le molte ferite che Donald Trump ha inflitto al rapporto con i Nativi americani. Le auto-organizzazioni indigene come il Lakota People’s Law Project hanno definito lo stop del KXL un promettente inizio di una nuova politica governativa che prende sul serio la protezione del clima e i diritti indigeni. Insistono sul fatto che anche il progetto Dakota access Pipeline (DAPL) deve essere urgentemente fermato. Obama aveva fermato questo progetto alla fine del suo secondo mandato, Trump lo aveva immediatamente rimesso in moto. L’allora presidente Obama ha anche definito il KXL controproducente per i suoi sforzi per combattere la crisi climatica e ne aveva fermato la costruzione. Come una delle sue prime decisioni, Trump aveva revocato la moratoria. Aveva dichiarato la costruzione dell’oleodotto una priorità assoluta della sua amministrazione, a condizione che i tubi dell’oleodotto fossero stati costruiti da società statunitensi e con acciaio americano. Così ora la storia si sta ripetendo e Biden, a sua volta, sta sollevando di nuovo l’ordine esecutivo di Trump. Speriamo che questo metta fine a questo progetto dannoso per il clima e pericoloso per gli indigeni sarà completamente smantellato. Il KXL è destinato al trasporto del petrolio dai giacimenti petroliferi di sabbie bituminose nel nord dell’Alberta, Canada, alle raffinerie in Texas, USA. Nel suo percorso attraversa i territori di diverse comunità indigene che lamentano di non essere state incluse nel processo di pianificazione.

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La terra è il mio tesoro: sostenibilità ambientale e riduzione dei consumi

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 dicembre 2020

Sostenibilità ambientale e riduzione dei consumi sono al centro della campagna educativa “La terrà è il mio tesoro, la esploro e la proteggo” promossa da Giunti Scuola e Alpitour che coinvolge circa 50.000 bambini delle classi III, IV, V delle scuole primarie di 7 province: Torino, Milano, Verona, Bologna, Roma, Napoli e Catania. I docenti delle 2.000 classi che hanno aderito quest’anno, guidati da materiali e libri per parlare di questi temi anche ai più piccoli, hanno il compito di coinvolgere i bambini e le famiglie nel delicato tema dell’ “impronta ecologica” di ciascuno e della consapevolezza di quanto ogni azione possa incidere sull’equilibrio ambientale. Tutte le classi che hanno aderito alla campagna possono inoltre partecipare al concorso a premi dal titolo “La nostra classe lascia il segno” realizzando entro il 31 marzo 2021 la propria impronta ecologica, un elaborato che raccoglie i disegni e pensieri di tutti i bambini della classe. Ciascuno individuerà il proprio maggior spreco e l’azione sostenibile che lo contrasta. Gli elaborati saranno pubblicati sul sito http://www.terramiotesoro.it dove chiunque potrà votarli entro il 7 maggio 2021.Tutte le attività sono pensate per essere svolte in sicurezza in classe, dal momento che le lezioni delle scuole primarie si svolgono ancora in presenza. Tuttavia, in considerazione dell’evolversi dell’attuale emergenza sanitaria, Alpitour e Giunti Scuola hanno già previsto anche una modalità online, che sarà attivata in caso di necessità. Il grande successo riscontrato anche in questa seconda edizione conferma la convinzione dei promotori che i temi siano di grande interesse, anche in continuità con le linee guida sulla scuola proposte nell’Agenda per lo sviluppo sostenibile 2030, sottoscritta dai 193 Paesi membri dell’ONU e recepita dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) nel Piano per l’Educazione alla sostenibilità.

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3° Rapporto I padroni della terra 2020

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 ottobre 2020

Roma Venerdì 16 ottobre 2020, ore 10.00 – 12.30 Sala Zuccari – Palazzo Giustiniani – Via della Dogana Vecchia, 29 su iniziativa della Senatrice Loredana De Petris e in collaborazione con FOCSIV sarà presentato il 3° Rapporto “I Padroni della Terra. Rapporto sull’accaparramento della terra 2020: conseguenze su diritti umani, ambiente e migrazioni”. Il Rapporto è realizzato nell’ambito del progetto Volti delle Migrazioni, cofinanziato dall’Unione Europea, e in collaborazione con GCAP Italia e CIDSE. Per il terzo anno consecutivo il Rapporto, ideato e realizzato da FOCSIV, analizza e focalizza il fenomeno dell’accaparramento delle terre – conosciuto come land grabbing, ossia il crescente impossessamento di grandi appezzamenti di terra fertili da parte di imprese multinazionali, finanza ed investitori immobiliari interazionali e Stati, a danno delle comunità di contadini locali e dei popoli indigeni- nel quadro della competizione globale per le risorse naturali, sempre più scarse. […]

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Terra Madre Salone del Gusto

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2020

Torino. Il Salone del gusto comincia l’8 ottobre 2020 e dura fino ad aprile 2021. Presenta un ricco palinsesto di eventi che attraversa il mondo toccando i principali nodi della galassia Slow Food.Il filo conduttore dell’intera edizione di Terra Madre Salone del Gusto è la geografia degli ecosistemi. Tra le occasioni previste dal programma ci sono diversi eventi con un numero di posti limitato e per i quali occorre prenotare sul sito http://www.terramadresalonedelgusto.com. Si tratta degli Appuntamenti a Tavola e dei Laboratori del Gusto, due dei grandi classici dell’educazione alimentare e al gusto che Slow Food ha ideato nella sua trentennale storia. Ecco i primi eventi prenotabili, previsti dal 7 al 12 ottobre, mentre il programma di Appuntamenti a Tavola e Laboratori del Gusto fino ad aprile 2021 verrà rilasciato settimana dopo settimana.
Gli Appuntamenti a Tavola sono uno degli eventi clou di Terra Madre Salone del Gusto. I primi in programma avranno luogo da Eataly Torino e in quattro serate, tra il 7 e il 12 ottobre, vedranno come protagonisti chef stellati, cuochi dell’Alleanza e delle osterie segnalate nella guida Slow Food. Gambe sotto al tavolo, chiacchierando con amici vecchi e nuovi e condividendo il piacere di una convivialità genuina. Sono momenti di degustazione e di incontro con grandi chef, grazie ai quali è possibile toccare con mano e assaporare il gusto di una cucina attenta e rispettosa dell’ambiente che consente di scoprire, o di riscoprire, eccellenze locali.
Come tradizione, i Laboratori del Gusto sono l’occasione per assaporare formaggi e salumi prodotti in maniera rispettosa dell’ambiente e del benessere animale, e sorseggiare vini e birre di assoluto pregio. Sono un modo per imparare gustando, per conoscere e approfondire temi e prodotti stimolando i sensi, per ascoltare le storie di chi quei prodotti li ha realizzati. I Laboratori del Gusto sono già prenotabili, sia per prendervi parte di persona a Torino che per assicurarsi i kit a disposizione. Attenzione, però: le scorte non sono infinite, meglio non farsi sfuggire l’occasione.

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Torna per il secondo anno in Umbria la manifestazione “La voce della terra”

Posted by fidest press agency su sabato, 25 luglio 2020

Nei borghi di Scheggino, Sant’Anatolia di Narco e la città di Spoleto. Si comincia il primo agosto alle ore 21:30, in piazza Carlo Urbani a Scheggino, con il concerto di Accordi Disaccordi, una formazione “hot Italian swing” che trae ispirazione dal celebre chitarrista Django Reinhardt riproponendo in chiave moderna i classici del jazz manouche degli anni Trenta; l’ingresso è gratuito.Il giorno successivo, 2 agosto, doppio appuntamento con la visita guidata al Museo della Canapa di Sant’Anatolia di Narco e il concerto dei Rebel Bit a Scheggino. Nel primo incontro, alle ore 17:00, si potrà conoscere meglio il progetto tessile, tra tecnica e tecnologia che ruota intorno alla canapa sul territorio, davvero unico nel suo genere; per esigenze legate alle misure anti Covid-19, è necessario presentarsi al botteghino del museo 15 minuti prima dell’inizio della visita (biglietto di ingresso 2 Euro). La stessa sera, in piazza Carlo Urbani a Scheggino alle ore 19:30 e ad ingresso gratuito, si esibirà invece il gruppo di musicisti “ribelli” il cui quadro sonoro combina vocalità tradizionale e sperimentazione elettronica e il cui stile è frutto di molteplici contaminazioni che spaziano dalla musica classica al pop.
Ci sarà da aspettare il 4 settembre, invece, per vedere esibirsi nel centro storico di Spoleto la Fantomatik Orchestra, una marching band nata sullo stile delle street band americane che mescola funky, soul e rhythm’n’blues, ad influenze etno, pop e dance.Gran finale il 2 ottobre al Teatro Nuovo “Gian Carlo Menotti” con i Neri per Caso nel nuovo progetto “We Love The Beatles” in cui le voci di Ciro, Gonzalo e Domenico Caravano, Mario Crescenzo, Massimo De Divitiis e Daniele Blaquier rendono omaggio in chiave “a cappella” al repertorio dei quattro ragazzi di Liverpool (biglietti numerati a 20 Euro presto disponibili sul circuito Vivaticket).

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50esima Giornata della Terra (Earth Day)

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

Si celebra in tutto il mondo il 22 aprile.C’è il rischio concreto che l’emergenza sanitaria, che ha provocato il blocco dell’attività economica in buona parte del mondo, porti a proporre il rilancio dell’economia in modo indifferenziato, con l’alleggerimento delle leggi in vigore in ambito ambientale.I momenti di stop forzato possono essere occasioni importanti anche per rivedere le priorità e l’azione di sostegno all’economia dovrebbe prevedere non una ripartenza dello status quo, ma un’azione forte a favore della sostenibilità e dell’economia circolare, nell’ottica della costruzione di un futuro migliore. È possibile e necessario tutelare le risorse naturali e contrastare la crisi climatica, che resta la sfida più importante nel medio periodo e richiede azioni decise ora.
A livello mondiale la media di ettari di foreste naturali persi è stata di 6,5 milioni di ettari l’anno*, per cause naturali o antropiche, tra le quali spiccano – in ordine decrescente di impatto – zootecnia, agricoltura intensiva, conversione di foreste in piantagioni, utilizzo del legname. Si tratta di una superficie maggiore di quella della Croazia.“L’Europa e l’Italia in particolare, grande importatore e con un importante settore di lavorazione del legno, hanno una responsabilità diretta in questo processo: il legno è la materia prima per antonomasia dello sviluppo sostenibile, ma deve provenire da una gestione sostenibile delle foreste, non dallo loro distruzione. Proprio per questo è importante la certificazione forestale” afferma Maria Cristina D’Orlando, presidente di PEFC Italia.La globalizzazione dei mercati (del legno, ma anche delle commodity agricole, della carne, delle risorse energetiche, ecc) ha consentito di avere un’offerta più ampia per la stessa tipologia di prodotti: questi provengono da zone e situazioni socio-economiche estremamente variabili, sono realizzati con tecniche e tecnologie diverse e di conseguenza hanno un livello qualitativo altrettanto diverso.“Se da un lato ciò ha determinato indubbi effetti positivi sulla dinamica dei prezzi, dall’altro lato ha comportato l’insorgenza di situazioni di sfruttamento insostenibile e/o illegale delle risorse naturali ed umane”, spiega Antonio Brunori, segretario generale PEFC Italia. Così al posto delle foreste tropicali si trovano estesi pascoli per la zootecnia da carne, campi coltivati a soia o canna da zucchero, piantagioni di palma da olio o di specie arboree a rapido accrescimento, ecc. In parte, circa il 5%, il taglio della foresta per l’industria del legno e della carta è responsabile della deforestazione a livello globale.Tali cambiamenti di uso del suolo e la distruzione di habitat naturali come le foreste tropicali possono inoltre avere avuto un ruolo importante nella diffusione della pandemia, in modo diretto o indiretto.

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Ocean Vuong: Brevemente risplendiamo sulla terra

Posted by fidest press agency su martedì, 11 febbraio 2020

Traduzione di Claudia Durastanti. Uscita prevista: 12 marzo. La guerra, l’amore per una madre e per la lingua d’adozione, l’emigrazione, la violenza, l’identità, la scoperta del corpo e della perdita, una vita intera a capire cosa significa diventare cittadini di un altro paese: il romanzo d’esordio del poeta Ocean Vuong (T.S. Eliot Prize 2017) è la rivelazione dell’ultima stagione editoriale negli Stati Uniti, considerato dalla critica l’emblema di cosa può essere il nuovo romanzo americano. Little Dog è la voce di questo romanzo di esordio, tradotto in tutto il mondo. In una lettera destinata alla madre, Little Dog ricostruisce la sua vita e la storia della sua famiglia, segnata dalla guerra del Vietnam e dalla emigrazione negli Stati Uniti. Arrivati negli Stati Uniti nel 1990, il protagonista si stabilisce con sua madre in Connecticut, dove lei si mantiene facendo manicure e pedicure. Ma Rose soffre di un disturbo da stress post-traumatico che si manifesta in violenti scoppi d’ira contro il figlio, alternati a gesti di tenerezza assoluta. Little Dog e sua madre vivono insieme alla nonna Lan, che ha vissuto il dramma della guerra: obbligata a sposare un uomo molto più anziano, decide di scappare. Senza soldi, è costretta a prostituirsi con i soldati americani. Little Dog, crescendo, si fa carico del ruolo di interprete e mediatore tra sua madre e sua nonna, che non parlano l’inglese e faticano a entrare nella cultura americana. Ma anche Little Dog deve scontare un difficile adattamento: il bullismo, l’esclusione, il difficile rapporto con i suoi coetanei, fino alla scoperta della omosessualità e dell’amore per Trevor, un ragazzino bianco incontrato durante un’estate di lavoro nei campi.
Brevemente risplendiamo sulla terra è uno straordinario romanzo di formazione, capace di restituirci con precisione chirurgica tutti gli stati d’animo del passaggio tra infanzia e adolescenza del protagonista, dietro il quale si cela l’autore. Ma, nello stesso tempo, è anche un formidabile ritratto degli Stati Uniti di oggi.

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Gli alberi sono liriche che la terra scrive al cielo

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 gennaio 2020

Sono le parole di Kahlil Gibran. Il 2020 è stato proclamato dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite come “Anno internazionale della salute delle piante” Un traguardo importante, considerando il fatto che fino a pochi decenni fa il termine “vegetale” fosse sinonimo di qualcosa di inerme, immobile, vivo ma non vitale, ascrivendo automaticamente il mondo delle piante in una categoria più bassa e meno importante rispetto a quella animale e umana.Basta poco per realizzare l’idiozia di questa affermazione: sappiamo benissimo che le piante ci forniscono l’ossigeno, ci danno da mangiare (l’80% del cibo consumato dall’uomo è di origine vegetale), ci forniscono materie prime, senza di loro la vita sulla Terra non sarebbe possibile.I dati inoltre parlano chiari: l’uomo è un elemento insignificante (purtroppo solo dal punto di vista numerico!) sulla Terra: l’82% degli esseri viventi è rappresentato dalle piante (solo di alberi si contano oltre 60.000 specie), seguite dai batteri (13%) e dagli animali con un 5%… e l’uomo? Rappresenta ben lo 0,01%… con una capacità distruttiva devastante, però! Noi delle Vie dei Canti siamo fortunati: stiamo scrivendo a un popolo di camminatori, che proprio già per il fatto di scegliere il passo lento dimostra una sensibilità e un’attenzione verso il mondo esterno superiore alla media.Chi cammina conosce sulla propria pelle i benefici che le piante apportano. Chi cammina sa cosa vuol dire abbandonarsi al bosco, ai sui profumi, ai suoi suoni. Chi cammina sa quanto l’uomo sia infinitamente piccolo e impotente rispetto all’immensa popolazione vegetale che attraversa nel suo peregrinare.
Il camminatore, passo dopo passo, “vede” le piante come singoli individui e non come una massa indistinta di foglie e fiori.Che sia dunque questo 2020 una nuova occasione per camminare e camminare ancora, coinvolgendo il più alto numero di persone possibili, per preservare le piante, per conoscerle, per capirle e soprattutto per amarle. (fonte: traterraecielo.it)

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