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Posts Tagged ‘terremoto’

Sblocca Cantieri: Accelerare ricostruzione aeree terremotate

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 maggio 2019

Roma Il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, sulla cronica carenza dei Segretari Comunali dichiara: “Per noi i Segretari Comunali sono un elemento cardine degli Enti Locali, una figura indispensabile per garantire la direzione apicale e la tutela della legalità dell’azione amministrativa. Una figura che è stata ingiustamente mortificata dai Governi di centro-sinistra negli ultimi anni.I troppi posti vacanti stanno rallentando il lavoro degli Enti Locali in molte Regioni italiane ed in particolare nelle aree terremotate, con il rischio di compromettere il corretto funzionamento degli organi istituzionali.È un problema che va risolto, nell’immediato, con misure concrete che possano rendere il reclutamento più veloce e rapido, senza perdere nulla in termini di requisiti professionali dirigenziali richiesti.
Voglio rassicurare i Sindaci e cittadini, stiamo affrontando con determinazione la questione, anche per accelerare la ricostruzione nelle aree terremotate e gli investimenti locali. Abbiamo individuato una soluzione è l’abbiamo tradotta in un emendamento che è stato presentato in sede di conversione del Decreto Sblocca Cantieri”.

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Terremoto in provincia di Catania del 6 ottobre 2018

Posted by fidest press agency su domenica, 7 ottobre 2018

terremoto cataniaL’evento avvenuto alle ore 02:34 italiane del 6 ottobre 2018 (ore 00:34 UTC) di magnitudo ML 4.8 (Mw 4.6) si colloca nell’area etnea, a circa 15 km a SSW della parte sommitale del vulcano, a circa 1 km da Biancavilla (CT), 5 km da Adrano (CT), 6 km da Paternò (CT), e 10 km da Belpasso (CT), 23 km a NW di Catania. Il terremoto è stato rilocalizzato nelle ore successive: l’epicentro è pressoché invariato rispetto a quello calcolato nei minuti immediatamente successivi all’evento, mentre è cambiata la profondità, che è pari a circa 6 km. Fino a questo momento (ore 16.00), dopo il terremoto di questa notte, sono stati localizzati 8 eventi sismici e solo 2 hanno superato magnitudo 2.0: quello di magnitudo 2.5 delle ore 2:29 italiane e quello di magnitudo 2.3 delle ore 12:21 italiane. (fonte: sito web: http://www.ingv.it e copyright foto)

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Aggiornamento sequenza sismica in provincia di Campobasso

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 agosto 2018

terremoto campobasso1Dopo il terremoto di magnitudo Ml 5.2 (Mw 5.1), localizzato ieri sera alle ore 20:19, numerose altre scosse sono state registrate dalla Rete Sismica Nazionale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) in provincia di Campobasso. Alle ore 23:00 di ieri sera sono 27 i terremoti localizzati. Di questi, 8 gli eventi di magnitudo uguale/superiore a 2.5. Alle ore 22:22 è stato registrato l’evento più forte tra questi di magnitudo Ml 4.5 (Mw 4.4), localizzato 4 km a Sud Est di Montecilfone ad una profondità di 9 km.
L’INGV Terremoti sta continuando ad analizzare i dati per capire le caratteristiche delle faglie che si sono attivate in questi giorni. La zona è poco conosciuta dal punto di vista sismico per una limitata documentazione della sismicità storica. Si precisa, comunque, che la faglia che sta provocando i terremoti di queste ore si trova a10-15 km più a nord di quella che ha determinato i terremoti del 2002 di San Giuliano di Puglia, pur avendo caratteristiche simili (parliamo di faglie trascorrenti in entrambi i casi). (fonte: Ufficio Comunicazione e Stampa http://www.ingv.it e copyright foto)

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Evento sismico Ml 4.7 (Mw 4.6) in provincia di Campobasso

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 agosto 2018

terremoto campobassodistanze terremotoIeri sera, alle ore 23:48 italiane del 14 agosto 2018, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) ha localizzato un terremoto di magnitudo ML 4.7 (Mw 4.6), in provincia di Campobasso, 6 km a Sud di Montecilfone, ad una profondità di 19 km.
L’evento è stato localizzato in un’area a pericolosità medio-alta così come mostrato nella mappa di pericolosità sismica del territorio nazionale con accelerazione attese comprese tra 0.150 e 0.175 di g. Il Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani (versione 2015) mostra subito a sud dell’area epicentrale di questo terremoto i 2 eventi del 31 ottobre e 1 novembre della sequenza sismica del 2002 che colpì duramente il comune di San Giuliano di Puglia.Il 25 aprile 2018 in quest’area si era verificato un altro evento sismico di magnitudo Mw 4.3 nei pressi di Montecilfone ad una profondità di 29 Km. Il terremoto è stato risentito in un’ampia area dalla costa adriatica fino a quella tirrenica, in particolare nella provincia di Campobasso, nelle province limitrofe di Abruzzo e Puglia e in una vasta area della Campania, così come evidenziato dalla Mappa preliminare dei risentimenti del terremoto elaborata dai circa 436 questionari inviati al sito http://www.haisentitoilterremoto.it aggiornata alle ore 00:21 del 15 agosto. (foto: terremoto copyright ingv-it.20150623.gappssmtp.com – http://cnt.rm.ingv.it/event/20362671)

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Terremoto: dare segno concreto al territorio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 luglio 2018

“Fratelli d’Italia ritiene fondamentale riaprire il decreto sul terremoto che finora è stato blindato da M5S e Lega, affinché si possa dare un segnale concreto in favore della rinascita dei territori colpiti dal sisma”. Così Paolo Trancassini, deputato e sindaco di Leonessa, intervenendo in aula alla discussione sulle misure urgenti in favore delle popolazioni delle regioni colpite dal sisma.“Il nostro appello – prosegue Trancassini – è rivolto a tutti gli amministratori, ai deputati e ai senatori che provengono dai territori colpiti: occorre fare squadra dal punto di visto parlamentare per riaprire questo decreto e per non perdere ulteriore tempo. Occorre, inoltre, cambiare radicalmente strategia, applicando quegli strumenti e quelle procedure più snelle e più veloci per una ricostruzione onesta ed efficace. Chi vive i territori colpiti dal sisma, sa perfettamente che la ricostruzione è clamorosamente ferma da due anni. Sa, che c’è un clamoroso sperpero di denaro pubblico, con persone che a distanza di ben due anni vivono ancora negli alberghi e che solo velocizzando la ricostruzione privata si potrà ricucire il sentimento di comunità che lega i cittadini al proprio territorio”.
“Riteniamo intellettualmente disonesto infine – conclude il deputato di FDI – chi promette e non mantiene, chi come Conte fa passerelle politiche ma poi non fa nulla, chi come il sottosegretario Castelli fa audizioni in commissione ma non ascolta le proposte dei partiti. Ed è disonesto chi dice che non c’è copertura sugli emendamenti ben sapendo invece che molti di questi fanno risparmiare lo Stato. E riteniamo che sia una brutta caduta di stile vedere lo stesso sottosegretario 5 Stelle sbuffare mentre in commissione parlo dei problemi del territorio, ma non perché manca di rispetto a me ma perché manca di rispetto alle popolazioni colpite. Siamo delusi e anche arrabbiati quindi, ma non siamo stanchi di lottare, perché noi proveniamo da queste terre martoriate. Mi auguro pertanto, che prevalga in tutti noi il senso di appartenenza, il coraggio e il buon senso, perché altrimenti aveva ragione Longanesi quando sosteneva che “ci si conserva onesti il tempo necessario che basta per poter accusare gli avversari per prendergli il posto”.

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Visita nelle zone colpite dagli eventi sismici del 2016

Posted by fidest press agency su domenica, 3 giugno 2018

Gli studenti del Master in Ingegneria Sismica e Gestione dei Disastri (Earthquake Engineering with Disaster Management MSc) della University College of London (UCL) saranno in visita nelle zone colpite dagli eventi sismici del 2016. Nelle giornate di lunedì 4 giugno e martedì 5 giugno sono previste una serie di attività didattiche e di ricerca in collaborazione con il gruppo di ingegneria sismica dell’Università di Camerino, con il quale esiste un consolidato rapporto di collaborazione. Il programma, coordinato dal prof. Freddi della University College of London, e dal prof. Dall’Asta dell’Università di Camerino, si concluderà con un incontro scientifico sulle nuove prospettive di valutazione del rischio sismico. Il convegno finale è aperto a tutti e si svolgerà presso la Scuola di Giurisprudenza dell’Università di Camerino, a partire dalle ore 15.
Gli studenti, circa 15 e provenienti da tutte le parti del mondo avranno modo di discutere delle conseguenze del sisma con gli esperti delle due sedi universitarie. La visita si concentrerà su quattro temi principali: la risposta sismica delle strutture (edifici, ponti, etc) di recente costruzione; la risposta sismica di beni culturali (edifici storici, chiese, etc), in buona parte oggetto di intervento dopo il sisma del 1997; la raccolta sistematica dei dati di danno, finalizzata allo sviluppo di modelli di valutazione della vulnerabilità sismica; la gestione dell’emergenza e della ricostruzione.
L’esperienza ed i risultati della visita saranno condivisi con il pubblico attraverso un blog, una serie di filmati e report fotografici.
L’UCL, fondata nel 1826, è stata la prima università britannica ad ammettere studenti di ogni sesso, etnia, fede religiosa o ideologia politica. Dalla sua fondazione ad oggi, presso di essa hanno studiato o insegnato molti personaggi illustri, fra cui Mahatma Gandhi e 21 premi Nobel.
L’università è una delle più grandi del Regno Unito, organizzata in 8 facoltà, con 72 dipartimenti e oltre 40.000 fra studenti, ricercatori e docenti ed è considerata una delle cinque migliori università britanniche e diverse agenzie internazionali classificano UCL fra le 10 migliori università al mondo.

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Terremoto Molise, i geologi: nessuna correlazione con eventi sismici Italia centrale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 aprile 2018

“La scossa di terremoto di magnitudo 4.2 con epicentro a un chilometro da Acquaviva di Collecroce, in provincia di Campobasso, non ha alcuna correlazione con gli eventi sismici avvenuti nell’Italia Centrale”. Ad affermarlo è Domenico Angelone del Consiglio Nazionale dei Geologi: “Il sisma è stato avvertito in un’area che, in passato, non ha registrato rilasci di elevata energia come per le zone più interne del Molise e dell’Appennino, tant’è che la normativa più datata poneva tali aree ad un potenziale di sismicità relativamente basso”.
“Tra le opere maggiormente sensibili allo scuotimento – prosegue Angelone – c’è la diga del Liscione sul Fiume Biferno, il cui bacino idrico ospita il lungo viadotto e i cui piloni sono per gran parte sommersi. Un’arteria stradale di notevole importanza, meritevole di particolare attenzione sia per le sue condizioni statiche sia per gli effetti indotti dal sisma, sebbene realizzata in maniera conforme alle normative dell’epoca, rivelatesi negli ultimi decenni inadeguate alle reali condizioni del territorio. Inoltre – conclude Angelone – si ripropone ancora una volta il problema del dissesto idrogeologico poiché sono presenti, nell’area epicentrale, numerosi versanti sofferenti di fenomeni di dissesto quiescenti, facilmente riattivabili in caso di sisma”. La sequenza era già iniziata stanotte con scosse di magnitudo inferiore a 3, e l’area, le strutture e le infrastrutture strategiche vanno correttamente attenzionate, come è doveroso in questi casi.

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Evento sismico in provincia di Macerata, Ml 4.7, 10 aprile 2018

Posted by fidest press agency su martedì, 10 aprile 2018

terremotoQuesta mattina, alle ore 05:11 italiane del 10 aprile 2018, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha localizzato un terremoto di magnitudo ML 4.7 (Mw 4.6) in provincia di Macerata, 2 km da Muccia (MC), a 9 km di profondità. I comuni più vicini all’epicentro sono: Muccia, Pieve Torina, Pievebovigliana. Questo terremoto, come gli eventi avvenuti  negli ultimi giorni in questa zona, ricadono nell’area della sequenza sismica iniziata il 24 agosto 2016 con l’evento di magnitudo Mw 6.0 avvenuto nei pressi di Amatrice e Accumoli (RI) e culminato con l’evento sismico del 30 ottobre 2016 di magnitudo Mw 6.5 . Tale sequenza si è gradualmente sviluppata interessando un’ampia fascia dell’Appennino centrale, un’area di circa 1200 km2, estesa per circa 80 km in direzione NNW-SSE e larga circa 15-20 km, dalla provincia di Macerata, nelle Marche, alla provincia dell’Aquila, in Abruzzo.
terremoto1.pngLa zona interessata dai terremoti di questi ultimi giorni si era attivata a fine ottobre 2016, tra il 26 e il 30 ottobre, quando sono avvenuti alcuni dei più forti eventi sismici della sequenza: quelli del 26 ottobre di magnitudo Mw 5.4 e magnitudo Mw 5.9 e quello di magnitudo Mw 6.5 del 30 ottobre 2016.
Se si considera l’evoluzione temporale della sequenza sismica complessiva e l’energia rilasciata da tutti gli eventi sismici, si nota che negli ultimi mesi del 2017 sono stati localizzati una media di 30-40 eventi al giorno. I primi di marzo 2018 la sismicità è aumentata superando in un caso i 100 eventi al giorno e anche in questi primi giorni di aprile ha superato i 140 eventi al giorno. Questo aumento di sismicità è prevalentemente concentrato proprio nel settore più settentrionale del sistema di faglie attivato nel 2016, vicino ai comuni di Muccia, Pieve Torina, Pievebovigliana (MC). L’evento odierno rappresenta, quindi, un incremento di energia rilasciata rispetto agli ultimi due mesi di sequenza. Secondo i dati accelerometrici, l’evento presenta accelerazioni di picco che corrispondono ad un’intensità strumentale su terreno roccioso pari al VI grado della scala MCS (http://shakemap.rm.ingv.it).

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INGV: terremoto al largo dell’Isola di Kodiak

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 gennaio 2018

terremoto alascaIeri alle 10.31, ora italiana, un terremoto di magnitudo 7.6 (stimata dalla sala operativa di Roma dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia INGV nei primi minuti dall’evento) si è verificato al largo dell’isola di Kodiak, 300 km a sud–est dalle coste dell’Alaska. A seguito della forte scossa è stata diramata un’allerta tsunami per l’area del Pacifico Settentrionale, successivamente rientrata dopo aver verificato i dati dei mareografi che escludevano fenomeni significativi. Nelle isole Aleutine e in Alaska non sono rari i terremoti in grado di generare grandi tsunami che possono propagarsi in tutto l’Oceano Pacifico.Il 27 marzo del 1964, un terremoto di magnitudo 9.2 nei pressi di Anchorage (porto navale che si affaccia sulla Baia di Cook), generò un enorme tsunami che penetrò nell’entroterra fino a un’altezza di 30 metri s.l.m. e un picco di oltre 60 metri nel porto di Valdez, provocando almeno 131 vittime e danni dall’Alaska fino alla California. Il Centro Allerta Tsunami (CAT) dell’INGV opera 24 ore su 24, valutando in tempo reale la possibilità che un determinato terremoto, con epicentro in mare o nelle immediate vicinanze, possa generare uno tsunami, stimando i tempi di arrivo e il livello di allerta attesi lungo le coste esposte. I messaggi emessi dal CAT per il Mediterraneo vengono poi trasmessi al DPC che ha il compito di diffonderli alle strutture e componenti del Servizio Nazionale di Protezione Civile e raggiungere, nel minor tempo possibile, la popolazione potenzialmente interessata.I terremoti rappresentano la causa principale degli tsunami (circa l’80%), anche se non sono l’unica. I maremoti sismo-indotti sono comunque i soli per i quali è possibile, con le reti di monitoraggio attuali, definire un sistema di allertamento a scala regionale. Altre cause che generano tsunami, sulle quali l’Istituto ha iniziato a lavorare, riguardano le frane generate dai sistemi vulcanici. Il CAT-INGV si avvale anche, come indicato nella Direttiva SiAM, dei dati della Rete Mareografica Nazionale dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e delle altre reti mareografiche mediterranee per la verifica di un eventuale tsunami.Nel periodo tra ottobre 2014 e giugno 2017 il CAT ha analizzato centinaia di eventi sismici di magnitudo superiore a 5.5 in tutte le aree costiere del mondo. Cinque di questi terremoti hanno avuto origine nel Mediterraneo, in particolare nelle isole greche, nella zona di Gibilterra al largo delle coste del Marocco, e a Cipro. Per questi eventi il CAT-INGV ha inviato i messaggi di allerta tra i 9 e 12 minuti dal tempo origine di ciascun terremoto. Al momento sono nove i Paesi che ricevono i messaggi del CAT-INGV: Egitto, Francia, Germania, Grecia, Israele, Italia, Libano, Portogallo, Turchia, e tre organismi internazionali: IOC (Intergovernmental Oceanographic Commission dell’UNESCO), ERCC (Emergency Response Coordination Centre della Commissione Europea), JRC (Joint Research Center della Commissione Europea).

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A 50 anni dal terremoto del Belice

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 gennaio 2018

beliceRicorre oggi il cinquantenario del terremoto più forte che colpì la Valle del Belìce nella notte del 15 gennaio del 1968. Un evento di magnitudo 6.4 interessò una vasta area della Sicilia occidentale, compresa tra le province di Trapani, Agrigento e Palermo.L’evento principale fu anticipato da una forte scossa il giorno precedente e seguito da altre repliche sino al successivo 25 gennaio; complessivamente gli eventi di magnitudo compresa tra 5.0 e 5.5 furono cinque.352 morti, 576 feriti, quasi 100mila senzatetto, sono i numeri di questa tragedia sismica. Dei quindici paesi interessati, dieci poggiorealefurono maggiormente colpiti e, fra questi, quattro distrutti: Gibellina, Montevago, Salaparuta e Poggioreale. L’allora Istituto Nazionale di Geofisica, oggi confluito nell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), seguì con continuità l’evolversi della sequenza sismica, elaborando i dati registrati dalle stazioni della rete di monitoraggio, che a quel tempo non copriva l’intero territorio italiano. Quello del Belìce è il primo terremoto visto dagli italiani attraverso la televisione. L’evento mise a nudo lo stato di arretratezza di un’area remota del meridione d’Italia, ma anche l’allora impreparazione e inadeguatezza della “macchina dei soccorsi”. La drammatica realtà delle baraccopoli e il lungo processo di ricostruzione che seguì, ha profondamente modificato il volto della Valle del Belìce, ma soprattutto l’animo dei suoi abitanti. (foto: belice, poggioreale)

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Quanto durerà il terremoto?

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 dicembre 2017

Roma. È una delle domande a cui i ricercatori spesso si trovano a dover far fronte all’inizio di ogni sequenza sismica. Una nuova analisi di repliche (aftershock) dei terremoti ha permesso di dimostrare che gli ambienti estensionali hanno periodi più lunghi e numero di repliche maggiori rispetto agli ambienti compressivi. Lo studio, Longer aftershocks duration in extensional tectonic settings, condotto da un team di ricercatori dell’Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell’ambiente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irea), dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e Sapienza Università di Roma, è stato pubblicato su Scientific Reports.
“La ricerca”, spiega Carlo Doglioni, presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e professore della Sapienza, “dimostra che nelle zone dove la terra si dilata le sequenze sismiche, nonostante abbiano magnitudo mediamente più basse rispetto agli ambienti compressivi, durano più a lungo, poiché il volume crostale si muove a favore della forza di gravità. Le sequenze quindi terminano solamente quando il volume collassato trova un suo nuovo equilibrio gravitazionale”. Viceversa, negli ambienti compressivi, il volume si deve muovere contro la forza di gravità e quindi l’energia in grado di continuare a sollevare il tetto delle faglie si esaurisce più rapidamente.
“Da un’analisi comparativa di dieci sequenze sismiche”, afferma Pietro Tizzani, ricercatore Cnr-Irea, “di cui cinque inserite in un contesto tettonico estensionale e cinque in uno compressivo, è stato possibile dimostrare che, a prescindere dalla magnitudo dell’evento sismico considerato, i terremoti estensionali durano di più rispetto a quelli che si sviluppano in un ambiente compressivo”.
Lo studio spiega perché i terremoti dell’Appennino, che sono in buona parte di tipo estensionale, sono seguiti da un corteo di repliche così imponente e persistente nel tempo. Ad esempio, sono passati 15 mesi dall’inizio della sequenza sismica di Amatrice-Norcia e vi sono state circa 80.000 repliche. Questa chiave di lettura della sismicità può avere significative applicazioni nella gestione dell’emergenza post-evento, poiché in funzione del tipo di ambiente tettonico si può avere già una stima approssimativa della durata degli aftershock. Inoltre, conferma che l’energia accumulata nei secoli che precedono la rottura cosismica è diversa a seconda dell’ambiente tettonico, cioè principalmente gravitazionale per quelli estensionali ed elastica per quelli compressivi.“La comprensione dei diversi meccanismi e relative fenomenologie associate ai vari ambienti geodinamici”, conclude Doglioni, “può portare a una più approfondita e utile classificazione dei terremoti, passo indispensabile per arrivare a comprenderne natura ed evoluzione temporale”. (foto: terremoto)

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Terremoto: approvati 1,2 miliardi di euro in aiuti UE all’Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 16 settembre 2017

european parliamentI deputati europei hanno approvato mercoledì in via definitiva lo stanziamento di 1,2 miliardi di euro circa in aiuti comunitari per riparare i danni causati dai terremoti nel centro Italia nel 2016 e nel 2017.
Il Parlamento ha dato il via libera allo stanziamento di 1.196.797.579 euro dal Fondo di solidarietà dell’UE (FSUE) con 658 voti favorevoli, 6 contrari e 26 astensioni.I fondi del FSUE potranno essere utilizzati per le operazioni di ricostruzione, di emergenza e di bonifica e per la protezione dei monumenti. L’Italia è già il principale beneficiario del Fondo di solidarietà, avendo ricevuto sin dalla sua creazione 15 anni fa finanziamenti UE pari a 1,3 miliardi di euro.
L’Italia ha chiesto un anticipo di 30 milioni di euro (importo massimo possibile) che è stato concesso dalla Commissione europea il 29 novembre 2016 e versato integralmente.Tra la fine di agosto 2016 e la metà di gennaio 2017, una serie di terremoti di magnitudo compresa tra i 5,9 e i 6,5 gradi della scala Richter, seguita da numerose scosse di assestamento, ha colpito vaste aree della catena appenninica dell’Italia centrale, in particolare le regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. I terremoti hanno causato 333 morti e oltre 30 mila tra sfollati e bisognosi di assistenza. Le infrastrutture sono state gravemente danneggiate e le imprese, comprese le aziende agricole e turistiche, sono state colpite in modo significativo.Il relatore Giovanni La Via (PPE, IT) ha detto: “L’UE ha promesso di aiutare l’Italia ad affrontare questa tragedia; sono orgoglioso di affermare che stiamo compiendo progressi in questo senso. 1,2 miliardi di euro è il maggiore utilizzo mai compiuto del Fondo di solidarietà dell’UE, che saranno utilizzati per aiutare le popolazioni di Umbria, Lazio, Marche e Abruzzo, drammaticamente colpite dai terremoti, a pianificare un nuovo futuro. Contribuiranno alla ricostruzione intrapresa dal nostro governo e dalle autorità locali”.

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INGV: Terremoto M8.0 al largo del Messico

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 settembre 2017

terremoto2017terremoto2017bUn terremoto di magnitudo 8.0 è avvenuto questa mattina, 8 settembre alle 6:49 italiane, al largo delle coste pacifiche del Messico.I dati ricevuti in tempo reale nella sala di monitoraggio sismico dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) hanno permesso di localizzare l’evento: epicentro in mare, vicino alla costa di Chiapas, Mexico, con coordinate geografiche (lat, lon) 15.13, -93.69 a una profondità di 72 km.
Sismogramma del terremoto di magnitudo 8.0 avvenuto questa mattina, 8 settembre 2017 alle ore 6:49 italiane, al largo delle coste pacifiche del Messico. Stazione BRMO (Bormio, SO) della Rete Sismica Nazionale.Il terremoto si è verificato in una regione sismicamente molto attiva, dove i terremoti sono frequenti a causa dello scorrimento della placca oceanica di Cocos, sotto le placche del Nord America e dei Caraibi.Sismicità della regione centroamericana. I terremoti come quello odierno avvengono per il movimento della placca di Cocos che si inflette e scivola al di sotto della placca nordamericana e di quella caraibica. Gli epicentri in rosso rappresentano i terremoti più superficiali, mentre quelli in verde, che avvengono all’interno del Messico e del Guatemala, sono più terremoto2017aprofondi. A causa della elevata magnitudo e delle caratteristiche del terremoto, pochi minuti dopo l’evento è stato lanciata l’allerta tsunami per il Messico e per gli stati confinanti. In effetti sono state poi rilevate delle onde di tsunami alle stazioni mareografiche messicane. La figura sotto mostra le oscillazioni del livello del mare misurato dal mareografo di Salina Cruz, dove si sono rilevate variazioni di circa 1 metro rispetto al livello medio del mare.Oscillazioni del livello del mare misurate alla stazione mareografica di Salina Cruz, Mexico. L’onda lunga è dovuta alla marea. Si può notare l’arrivo dell’onda di tsunami intorno alle ore 05:15 con un periodo dell’onda di circa 35 minuti. L’oscillazione di lungo periodo ben visibile prima dell’arrivo dello tsunami è dovuta alla marea.Il Centro Allerta Tsunami (CAT) dell’INGV, responsabile per il monitoraggio degli tsunami sismo-indotti nel Mediterraneo, analizza i dati sismici e del livello del mare in tutto il mondo. Pur non inviando le relative allerte agli organismi internazionali per eventi fuori dalla regione mediterranea, effettua ugualmente le analisi a scala globale a scopo di esercitazione. (foto: terremoto2017) (fonte: Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia)

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Commissione europea: Solidarietà all’Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 26 agosto 2017

european commissionLa Commissione segue da vicino il terremoto che ha colpito l’isola d’Ischia, al largo di Napoli, e ha annunciato di essere a disposizione delle autorità italiane per fornire qualsiasi tipo di assistenza immediata necessaria. Il sisma è avvenuto appena prima del 24 agosto, data in cui l’anno scorso il centro Italia è stato colpito da un terremoto costato la vita a circa 300 persone in Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria e seguito da altre scosse nell’ottobre 2016 e nel gennaio 2017.
La data del 24 agosto 2016 è ancora una ferita aperta per molte delle persone duramente colpite. Gli italiani non hanno dimenticato, e l’Europa non ha dimenticato gli italiani: è ormai un anno che fornisce assistenza alle popolazioni terremotate. Appena dopo la catastrofe la Commissione europea ha sostenuto le autorità della protezione civile italiane fornendo carte del sistema satellitare europeo Copernicus tramite il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze. Il Presidente Juncker aveva espresso allora la propria ammirazione per la forza e la tenacia del popolo italiano e aveva dichiarato che la basilica di San Benedetto di Norcia, distrutta dal terremoto, sarebbe stata restaurata con l’aiuto dei fondi europei, in segno di solidarietà e amicizia inviolabile con l’Italia. A dicembre la Commissione ha versato un primo contributo finanziario di 30 milioni di euro a titolo del Fondo di solidarietà dell’UE e nel giugno 2017 ha proposto di mobilitare il Fondo per un importo di 1,2 miliardi di euro, il maggiore sostegno mai concesso a titolo di tale fondo. Ha inoltre proposto un nuovo meccanismo di sostegno in seguito a catastrofi naturali, al fine di finanziare le opere di ricostruzione al 95% con i fondi europei. Tale meccanismo, ormai in vigore da luglio 2017, è disponibile per tutti gli Stati membri colpiti da calamità.

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“Un grazie alla Merkel: Non abbandonate Ischia”

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 agosto 2017

merkel angela“Accogliamo con grande piacere le dichiarazioni della cancelliera Angela Merkel di grande solidarietà e sappiamo quanto amore abbia per l’Italia e l’Isola d’Ischia. Siamo in attesa che la comunità scientifica dei geologi si pronunci ma il nostro invito è rivolto in modo forte, anche in un prossimo futuro, a tutti i cittadini, i turisti, a tutti gli operatori a non abbandonare questo posto splendido che è Ischia”. E’ l’appello forte che arriva dal mondo dell’escursionismo, del turismo ambientale, dal Vice Presidente Nazionale delle Guide Ambientali Escursionistiche Italiane AIGAE, Filippo Camerlenghi. “Dobbiamo dire con chiarezza che l’emergenza è limitata principalmente alla zona di Casamicciola – ha dichiarato Alessandro Mattera, Guida Ambientale Escursionistica che è sul posto – e non bisogna dimenticare la ricchezza geologica dell’intera Isola d’Ischia, grazie alla quale ogni anno arrivano centinaia di migliaia di turisti da tutto il mondo. Dobbiamo essere consapevoli che quasi tutta l’Italia è sismica come sono sismici anche altri Paesi. Bisogna convivere con questa sismicità. Proprio questi georischi hanno regalato risorse straordinarie come le terme, le rocce laviche”. Alessandro ora è sul posto. “Gli studi dei terremoti storici a partire da quello del 1228, fino a quello del 1883, ci indicano che la sismicità storica dell’area interessata è legata alla dinamica di un bacino magmatico che è in lento raffreddamento, la cui sommità si trova a 2000 metri di profondità. Dunque si tratterebbe di una sismicità differente da quella dell’Appennino Centrale che invece è legata ad un’attività di natura tettonica”. Lo ha dichiarato la professoressa Micla Pennetta, docente di Geologia Ambientale e Rischi Naturali presso l’Università Federico II di Napoli e referente campana dell’Associazione Nazionale dei Geomorfologi Italiani. “Sempre gli studi ci dicono che la sismicità si svilupperebbe nel settore settentrionale dell’isola di Ischia – ha proseguito la Pennetta – dunque nei pressi di Casamicciola e la presenza di tufi non coesi, soffici ,la morfologia del territorio hanno prodotto un’amplificazione locale delle onde sismiche, rispetto alle altre aree dell’Isola che invece sono interessate dalla presenza di rocce laviche. Lo stesso evento sismico può produrre infatti intensità molto diverse anche in aree molto vicine fra di loro e questo per effetto di amplificazioni localo di onde sismiche dovute alla natura ed alla morfologia del terreno, oltre che alla diversa risposta degli edifici. Purtroppo in Italia non abbiamo ancora sviluppato la cultura della prevenzione come invece hanno fatto in Giappone dove esiste addirittura un museo della faglia”. In Italia 21 milioni di residenti in aree potenzialmente a rischio sismico. “Non bisogna dimenticare che in Campania ben tutti i 551 comuni sono a rischio sismico di cui 429 sono classificati a rischio sismico medio ed elevato e solo 62 comuni sono considerati a bassa sismicità. Mi chiedo a questo punto quanti comuni in Italia hanno il Piano di Protezione Civile – ha affermato Gilberto Pambianchi , docente dell’Università di Camerino, Presidente Nazionale dei Geomorfologi Italiani – quanti hanno fatto gli studi di Microzonazione Sismica e quanti una mappatura della geomorfologia del suolo.

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Terremoto Ischia e speculazioni edilizie

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 agosto 2017

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Search and rescue forces search through a destroyed building with the help of rescue dogs.

«In Italia si muore per un terremoto che in altre parti del mondo non desterebbe la minima preoccupazione. È l’impietosa considerazione da fare dopo quanto accaduto a Ischia, dove un sisma con una magnitudo decisamente contenuta ha prodotto vittime, feriti, crolli, panico. Al netto delle peculiarità geologiche di quel territorio, che rendono il sottosuolo particolarmente fragile, non si può non rimarcare come l’isola nel corso dei decenni sia stata sottoposta a una sistematica speculazione edilizia: si è costruito anche là dove leggi e buon senso non lo avrebbero permesso e, in molti casi, lo si è fatto di fretta, utilizzando materiali e tecniche di scarsa qualità e senza prevedere alcun accorgimento antisismico nonostante i numerosi precedenti, almeno uno dei quali entrato nell’immaginario collettivo». Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA.«La vocazione turistica dell’isola ha amplificato i classici fenomeni di abusivismo che caratterizzano da sempre il nostro Paese: allo spontaneismo edilizio fatto di prime e seconde case, si è aggiunto quello altamente impattante della ricettività alberghiera, enogastronomica e ricreativa, che ha comportato una cementificazione abnorme del suolo. Solo per il Comune di Ischia sono state presentate 7.235 domande di condono in 30 anni, 4.408 delle quali risultavano ancora da evadere ad aprile dello scorso anno: molte di queste si riferiscono ad abusi che non possono essere sanati e che quindi, qualora le istanze fossero esaminate, sfocerebbero in ordinanze di demolizione. Senza dimenticare – prosegue Simoncini – che ciò significa anche che migliaia di edifici sono sprovvisti dell’agibilità e delle altre certificazioni.Ma che non si voglia combattere seriamente certi fenomeni lo testimoniano anche la recente legge varata proprio dalla regione Campania, il disegno di legge Falanga o la clamorosa defenestrazione del sindaco di Licata da parte del Consiglio comunale. Va necessariamente rovesciata la logica perversa che subordina l’agire politico e amministrativo alla ricerca di consenso e, allo stesso tempo, c’è bisogno di un salto di qualità culturale da parte dei cittadini: la legalità e il rispetto delle regole vanno visti come valori da cui non si può prescindere. Altrimenti la conta dei morti, anche per eventi di portata sulla carta trascurabile, non avrà mai fine».

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Terremoto ad Ischia

Posted by fidest press agency su martedì, 22 agosto 2017

terremoto ischiaischiaIschia. Ad Ischia alle 20,57 di ieri sera la terra ha tremato. Un terremoto di magnitudo 4,0 ha sconvolto la comunità isolana e i numerosi turisti presenti. E’ stata una notte di paura. Una donna è morta colpita dai calcinacci caduti da una chiesa. Un’altra è stata trovata sotto le macerie della propria abitazione. Altri sono stati estratti fortunatamente vivi, sebbene feriti, sotto cumoli di calcinacci. I soccorritori hanno proseguito le ricerche per tutta la notte per individuare e salvare altre vite. L’unico pronto soccorso dell’isola è stato fatto sgomberare perché inagibile ed è stata improvvisato una zona d’emergenza nei pressi prima che giungessero i soccorsi da Napoli e da altre zone limitrofe per farli evacuare. Alcuni turisti sono riusciti subito a lasciare Ischia con un primo traghetto straordinario giunto in zona mentre altri sono in attesa sulla banchina per prendere i traghetti, che nel frattempo, sono stati previsti per fare la spola tra l’isola e il porto di Napoli. Nel frattempo molti isolani hanno trovato rifugio nel campo di calcio. Secondo gli esperti la scossa è stata più forte di quella del 1980. Ci auguriamo, mentre scriviamo, che oltre alle due vittime già individuate non ve ne siano altre e che il numero dei feriti, si parla per ora di una trentina, non aumenti.

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Terremoto: da Renzi solo slogan e magliette gialle

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 giugno 2017

terremoto“I nervosetti dem Esposito e Carbone, non sapendo a cosa appigliarsi per giustificare il nulla cosmico dei governi Renzi-Gentiloni in merito alla gestione del post sisma in centro Italia, attaccano a testa bassa e disinformata, in modo confuso e sparando nel mucchio per tentare di celare un fallimento a trecentosessanta gradi della sinistra, uno dei più clamorosi della storia repubblicana”. Lo scrive di Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.
“Tutti ricordiamo gli annunci di Renzi all’indomani del terremoto di Amatrice dello scorso 24 agosto. Faremo, faremo, faremo, prima entro Natale, poi entro Pasqua. Parole, parole, parole. Slogan usati in modo irresponsabile. Una presa in giro nei confronti degli italiani La cruda realtà è sotto gli occhi di tutti ed è testimoniata quotidianamente dal grido di dolore degli amministratori locali e da una cittadinanza esausta e abbandonata a se stessa. Basta sfogliare anche oggi le pagine del ‘Corriere della Sera’ o di ‘Repubblica’ – quotidiani certamente non riconducibili alla parte politica di chi scrive, anzi – che con lunghi e approfonditi reportage raccontano lo stato dell’arte: inerzia, lassismo, oppressione burocratica.Che fine ha fatto il Commissario Errani? Che dice Renzi? Dove sono le magliette gialle?Il confronto fra tutto quello che ha fatto il governo di centrodestra in Abruzzo – come ha giustamente ricordato il presidente Silvio Berlusconi – e quello che stanno facendo i governi del Pd con i terremotati dell’Italia centrale è davvero impietoso.Quello che avvenne nel 2009 – quando Carbone si occupava ancora delle logistica per i comizi di Renzi – non fu solo un successo del governo Berlusconi, ma fu un successo dell’Italia intera. Noi lavorammo con tutte le nostre forze per dare, in pochi mesi, un tetto stabile e confortevole a chi aveva perso la casa, per portare il G8 a L’Aquila e per avviare la ricostruzione.Quella ricostruzione che poi successivi governi e amministrazioni locali della sinistra hanno lasciato impantanare. La differenza con quanto accade oggi in Italia centrale è dolorosamente evidente. Dalle parti del Partito democratico farebbero bene a tacere e ad arrossire per la vergogna”, conclude Brunetta.

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Terremoto Centro Italia: prima volta mappatura tridimensionale dei danni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 giugno 2017

Norcia BasilNorcia. Una tecnologia innovativa a livello mondiale, basata su rilievi aerofotografici, e’ stata applicata in Italia su un territorio colpito da calamità naturale, per rilevare lo stato degli edifici e i volumi delle macerie. L’attività è stata realizzata dalla società austriaca Terra Messflug, con il sostegno di ENGIE, player mondiale dell’energia, e ha consentito il monitoraggio di un’area di 100 ettari nel territorio del Comune di Norcia, incluse la Basilica di San Benedetto, la Chiesa di Santa Maria Argentea, sino ai piani di Castelluccio.La tecnologia applicata a Norcia è un esempio del progetto di collaborazione tra ENGIE Italia, Terra Messflug e Unisky (spin-off dell’Università di Venezia IUAV) che mira a fornire ai territori un monitoraggio globale del loro perimetro per sviluppare piani di efficienza energetica su larga scala.La zona colpita dal sisma e’ stata sorvolata ripetutamente, ad una quota tra 4.000 e 7.400 piedi, da un Cessna appositamente attrezzato per acquisire immagine ottiche orto panoramiche ad altissima risoluzione, in verticale e in stereoscopia, senza il supporto di personale presente sul campo. Successivamente è stato possibile effettuare una modellazione in 3D secondo coordinate planimetriche reali, grazie alla possibilità di vedere ogni punto sul terreno in almeno due immagini diverse. Il risultato ottenuto è stato, quindi, non solo una ricostruzione in 3D virtuale ma la disponibilità di immagini misurabili attraverso dati Norcia Basil1geometrici reali. Ciò permette di ricavare informazioni, oltre che dei terreni e tetti, anche delle facciate degli edifici, con una visione complessiva e dettagliata terra-aria; si possono inoltre misurare distanze e altezze con precisioni centimetriche e stimare i danni in modo accurato, per confrontare la situazione anteriore con quella post-evento, disponendo di informazioni uniche per la messa in sicurezza e una migliore pianificazione degli interventi.Secondo il Sindaco di Norcia, Nicola Alemanno: “il rilievo aereo con tecnologia obliqua rappresenta un avanzamento enorme rispetto alle modalità standard di rilevazione dei danni, attualmente basate su sopralluoghi da parte di tecnici che redigono note descrittive, allegando tradizionali foto bidimensionali. Il dramma che ha colpito Norcia, con tutta l’Italia Centrale, ha visto il prodigarsi instancabile e lo slancio generoso di migliaia di volontari, Istituzioni e Aziende, a fianco delle stesse popolazioni colpite. Le nuove opportunità che la tecnologia ci offre ora potranno esaltare e valorizzare questo sforzo corale di così tanti soggetti, riportando le condizioni di queste terre sfortunate a uno stato di ritrovata normalità, velocizzando le procedure e consentendo economie sugli ingenti costi di ricostruzione che dovremo affrontare”. (foto: Norcia Basil, chiesa)

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Terremoto negli aeroporti calabresi

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 aprile 2017

lamezia aeroportoIn queste ore un terremoto sta investendo la Sacal, con l’arresto dei suoi massimi esponenti, Presidente, Direttore generale e Dirigente dell’Ufficio Legale, con le accuse di peculato, corruzione, abuso di ufficio e altro, oltre alla sospensione dai pubblici uffici di altre 12 persone. Attendiamo che il lavoro della magistratura faccia il suo corso, ma se le accuse fossero confermate si avvalorerebbero le posizioni che USB ha da sempre denunciato, non ultimo quando due anni fa, nell’agosto 2015 avevamo richiamato l’attenzione su quanto stava accadendo in SACAL con una dirigenza che, benché indagata e, a nostro avviso assolutamente delegittimata, oltre che incapace, ha continuato imperterrita ad operare scelte con gravi ripercussioni sulla società stessa e sulla pelle dei lavoratori.
La Procura della Repubblica di Lamezia Terme con una nota spiega di aver proceduto all’arresto dei vertici Sacal in seguito alle indagini che hanno consentito di accertare la perpetrazione dei gravi atti fra cui il peculato concretizzatesi attraverso viaggi e pranzi e soggiorni a scopi personali, con indebita imputazione dei costi, spesso assai elevati al bilancio della Società a partecipazione Pubblica. Sono emersi anche episodi illeciti su consulenze ” Fantasma” per decine di migliaia di euro e artefatte selezioni di personale per incarichi interni vari- tutti lautamente retribuiti con soldi pubblici- affidati a soggetti che in generale, sono risultati in possesso di requisiti inferiori rispetto agli altri concorrenti illegittimamente esclusi, ricorrendo ad atti falsi. Secondo quanto dichiarato dalla Procura in tutta questa vicenda si evince “una gestione clientelare del mercato del lavoro in Calabria, con il consenso e la connivenza di esponenti della politica locale”.Una responsabilità politica precisa ce l’hanno le istituzioni regionali e locali che, a dispetto delle nostre denunce delle nostre azioni di lotta e dei nostri ripetuti scontri con i vertici dell’azienda, hanno sostenuto questa dirigenza permettendole di perpetrare lo scempio dello smembramento di Sacal (con la creazione di Sacal e Sacal GH), con pesanti conseguenze per i lavoratori.Analoga responsabilità politica, a nostro avviso, è di quelle organizzazioni sindacali complici che, anziché vigilare e tutelare i lavoratori, hanno di fatto consentito queste operazioni, fungendo da “pompieri”, coprendole attraverso dichiarazioni che ostentavano sicurezza, positività e approvazione al progetto, e permettendo anche la privatizzazione di diversi settori e la gestione totale dei 3 aeroporti calabresi. In particolare appaiono vergognose le dichiarazioni della Filt Cgil che oggi condanna quanto accaduto, ma che in tutta questa vicenda si è schierata a favore dell’azienda permettendo anche atti unilaterali contro chi ha provato a fermare quanto stava accadendo.
USB chiede alla Regione Calabria l’apertura immediata di un tavolo di crisi e alle istituzioni la massima celerità nel mettere in atto tutte le operazioni necessarie per tutelare i lavoratori e per garantire il prosieguo delle attività della SACAL negli aeroporti calabresi.

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