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Posts Tagged ‘terremoto’

Messina: la faglia che provocò il terremoto del 1908

Posted by fidest press agency su martedì, 1 giugno 2021

Scoperta nei fondali marini tra la Sicilia e la Calabria la faglia che più di 100 anni fa provocò la più grave catastrofe sismica d’Europa, il terremoto di Messina-Reggio di Calabria del 28 dicembre 1908.Un nuovo studio condotto sui fondali marini dello Stretto di Messina e sulla sismo-tettonica dell’area – frutto di una collaborazione internazionale tra il Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche ed Ambientali dell’Università di Catania (Giovanni Barreca e Carmelo Monaco), il Center for Ocean and Society- Institute of Geosciences dell’Università di Kiel in Germania (Felix Gross e Sebastian Krastel) e l’Osservatorio Etneo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Luciano Scarfì e Marco Aloisi) – svela, per la prima volta, l’ubicazione e le caratteristiche geometriche della possibile faglia da cui si originò il devastante sisma. La ricerca dal titolo “The Messina Strait: Seismotectonic and the Source of the 1908 Earthquake” è stata appena pubblicata sulla prestigiosa rivista internazionale ‘Earth-Science Reviews’.Una risposta scientifica che arriva dopo quasi 113 anni da quella mattina del 28 dicembre 1908 quando, alle 5:20 locali, un devastante terremoto di intensità XI della scala Mercalli (magnitudo stimata 7.1) provocò distruzione e morte tra la Sicilia e la Calabria. Il movimento tellurico, che oggi è ricordato nei cataloghi sismici come il più potente mai registrato in Europa in epoca strumentale, fece vibrare la terra per più di 30 secondi e portò alla distruzione completa delle città di Messina e Reggio Calabria e di altri numerosi centri minori causando la morte di 100mila persone. Lo scuotimento fu avvertito distintamente in tutta l’Italia meridionale, in Montenegro, in Albania, ma anche in Grecia e a Malta e fu seguito, in meno di 10 minuti, da un’onda di maremoto (tsunami) che superò localmente i 10 metri di altezza.L’onda si abbatté impetuosa sulle coste dello Stretto aggiungendo devastazione e morte lungo le aree costiere già gravemente danneggiate e dove molti abitanti, impauriti, si erano rifugiati . Sebbene agli albori della sismologia strumentale, il terremoto fu registrato da numerose stazioni sismiche sparse in tutto il mondo che ne collocarono l’epicentro in mare lungo l’asse dello Stretto di Messina.Da quel disastroso evento, numerosi studi scientifici effettuati da ricercatori di tutto il mondo hanno cercato di individuare e caratterizzare la struttura tettonica responsabile del terremoto (c.d. faglia o sorgente sismogenetica). Tuttavia, i numerosi modelli geologici proposti, spesso contrastanti, hanno alimentato negli anni un acceso dibattito nella comunità scientifica senza tuttavia pervenire ad una soluzione scientificamente condivisibile.Lo studio si è basato principalmente sulla interpretazione di 35 profili sismici a riflessione di alta risoluzione (una sorta di ecografia del fondale marino) oltre che sull’analisi di dati sismologici e geomorfologici esaminati in maniera multidisciplinare.Secondo le relazioni lunghezza-magnitudo, la faglia è in grado di scatenare terremoti di magnitudo 6.9, una energia molto simile a quella liberata durante il terremoto del 1908. Questo dato, insieme all’analisi critica delle fonti storiche (ad esempio la distribuzione del danno e della fratturazione al suolo, la rottura di un cavo telefonico tra Gallico e Gazzi) e allo sviluppo di modelli matematici di dislocazione, suggerisce di fatto che la struttura tettonica individuata sia verosimilmente proprio quella che più di 100 anni fa causò la più grave sciagura sismica del ‘900».La ricerca affronta inoltre il tema controverso del meccanismo all’origine dell’allontanamento in atto tra la Sicilia e la Calabria (circa 3,5 mm all’anno), individuandone il motore nelle profondità crostali dove una ulteriore discontinuità è indiziata di favorire lo movimento verso est di un esteso blocco di crosta comprendente l’area dello Stretto e parte della Calabria meridionale. Questo movimento avverrebbe sotto l’effetto della gravità ed in maniera quasi asismica (cioè non generando terremoti di elevata energia) ma incoraggerebbe la rottura fragile di alcune faglie più superficiali, tra cui la rottura cosismica individuata nello studio, con liberazione di energia elastica.Lo studio ha portato dunque ad una revisione critica della letteratura esistente fornendo nuovi vincoli sulla sismo-tettonica dello Stretto di Messina, una delle zone a più alto rischio sismico d’Italia, e soprattutto aggiunge un tassello significativo nella identificazione della faglia responsabile del terremoto del 28 dicembre 1908. Il modello sismo-tettonico aggiornato e l’ubicazione della possibile faglia responsabile del grande terremoto potrebbero, infine, rappresentare un utile strumento di base per la progettazione in sicurezza di future infrastrutture nell’area.

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Fukushima: un reportage di Piergiorgio Pescali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 marzo 2021

Oggi, con un pezzo pubblicato su Avvenire e un fotoreportage sul numero di questo mese del mensile Missioni Piergiorgio Pescali inizia una serie di articoli dedicati all’incidente di Fukushima e alle sue conseguenze. L’11 marzo 2011 la costa orientale della nazione fu sconvolta da un terremoto a cui seguì uno tsunami con onde alte fino a 15 metri.Circa 20.000 persone morirono a causa principalmente della marea che penetrò nell’entroterra per decine di chilometri. I danni furono enormi, stimati l’equivalente di centinaia di miliardi di euro.Due centrali nucleari, quella di Fukushima Daini e Fukushima Daiichi (Fukushima 2 e Fukushima 1) furono inondate. A Fukushima Daini entrarono in funzione i generatori di emergenza, ma a Fukushima Daiichi l’acqua inondò le sale dove questi erano stati installati impedendo il ripristino dell’acqua di raffreddamento dei tre reattori allora in funzione che subirono una fusione.Una successiva serie di esplosioni di idrogeno formatosi per la reazione tra l’acqua e lo zirconio di cui erano rivestite le barre di combustibile, scoperchiò i contenitori secondari di alcune unità liberando radioisotopi che vennero sparsi dai venti sull’oceano sui villaggi limitrofi la centrale.
A breve uscirà il libro di Piergiorgio Pescali che cercherà di spiegare non solo cosa sia avvenuto quel terribile 11 marzo 2011, ma percorrerà la storia della fissione nucleare attraverso le scoperte di scienziati tentando di spiegare, oltre al modo in cui il nucleo atomico si fissiona, cosa è la radioattività.

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Terremoto Croazia

Posted by fidest press agency su martedì, 29 dicembre 2020

Un potente terremoto di magnitudo 6.2 ha colpito la Croazia nella giornata di oggi, 29 dicembre 2020, alle ore 12:19. L’epicentro è situato nella cittadina di Petrinja, a circa 50 km dalla capitale Zagabria. La violenza è stata tale che il terremoto si è sentito anche in Bosnia e Erzegovina, Serbia, Ungheria, Slovenia, Austria, oltre che in molte regioni italiane.La regione epicentro del terremoto odierno aveva già subito un altro grave terremoto lo scorso 22 marzo 2020, di magnitudo 5.5, e proprio ieri c’era stata nella stessa zona un’altra forte scossa di magnitudo 5.2.Si calcola che il terremoto odierno sia stato circa 30 volte più potente di quello del marzo scorso. La sequenza di terremoti negli ultimi mesi aveva già reso molto fragile le infrastrutture e le abitazioni della zona. il terremoto di oggi ha dunque provocato numerosi danni materiali.Le informazioni che arrivano dalla Croazia sono ancora frammentarie e confuse, anche perché nella zona sono saltati i collegamenti telefonici ed elettrici. Dalle prime informazioni risultno devastate ampie zone di Petrinje e della vicina città di Sisak, moltissimi danni sono segnalati a Zagabria, non solo nelle case ma anche in molte strutture pubbliche: ospedali, asili, case di riposo, ministeri. Anche vari edifici religiosi risultano gravemente danneggiati, in particolare nell’arcidiocesi di Zagabria e nella diocesi di Sisak. Cominciano inoltre ad arrivare notizie di danni materiali anche da altre cittadine croate e perfino da alcuni paesi della vicina Bosnia e Erzegovina.Si contano purtroppo i primi feriti e vittime, anche se una stima a questo riguardo non è al momento possibile. C’è molta preoccupazione per i danni che questo terremoto potrebbe avere avuto sulla popolazione, dal momento che si tratta di una zona densamente popolata (la città di Zagabria e le sue aree periferiche contano 1 milione di abitanti).La Croazia si trovava già in una problematica situazione a causa della pandemia, che aveva costretto il paese a un lockdown a partire da fine novembre, dal momento che il paese era arrivato a registrare oltre 4.000 nuovi contagi e 90 vittime al giorno su una popolazione di circa 4 milioni di abitanti.Caritas Italiana segue con apprensione l’evolversi della situazione ed ha preso contatto con Caritas Croazia. In queste prime ore Caritas Croazia sta cercando di organizzare il primo aiuto insieme alle Caritas diocesane locali – in particolare quelle di Zagabria e di Sisak – ma le condizioni rendono molto difficile il lavoro proprio per la mancanza di elettricità e collegamenti telefonici stabili. La direttrice della Caritas diocesana di Sisak, Kristina Radic, ha dichiarato: “La situazione è grave. Ho fatto un giro di persona per la città di Sisak e la situazione è molto grave.” Il Vescovo di Sisak, mons. Vlado Kosic, ha lanciato un appello: “Una grande tragedia ha colpito la nostra comunità. Molti edifici civili e religiosi sono stati danneggiati. Non siamo ancora a conoscenza se ci siano delle vittime ma riceviamo messaggi che ci informano di persone ancora sotto le macerie. Speriamo siano ancora vive, preghiamo per tutti coloro che sono stati colpiti. Cerchiamo di restare uniti anche in questa tragedia che ha colpito tutta la Croazia e in particolare la nostra diocesi di Sisak, così come siamo stati uniti in molte altre tragedie che hanno colpito la nostra comunità nel recente passato, come la guerra e la pandemia in corso”.

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Campi Flegrei: Evento Sismico

Posted by fidest press agency su domenica, 20 dicembre 2020

Napoli. Un terremoto di magnitudo Ml 2.7 (magnitudo preliminare) è stato registrato dalla Rete di Monitoraggio dell’Osservatorio Vesuviano dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) alle ore 22:54 italiane del 19 dicembre 2020. L’epicentro è avvenuto nella zona dei Campi Flegrei (Nord della città di Napoli) a una profondità di circa 2,23 km. Durante il mese di novembre 2020 nell’area dei Campi Flegrei sono stati registrati 225 terremoti di bassa energia con una Magnitudo massima=1.1±0.3. 204 eventi (91%) hanno avuto una magnitudo minore di 1.0, a dimostrazione di un livello di energia molto basso

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2024: ci sarà un terremoto di magnitudo 6 a Parkfield in California?

Posted by fidest press agency su domenica, 22 novembre 2020

La collaborazione scientifica tra l’Istituto per le applicazioni del calcolo “Mauro Picone” del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Iac) e l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), tramite rispettivamente i ricercatori Giovanni Sebastiani e Luca Malagnini, ha permesso di realizzare uno studio, pubblicato su Journal of Ecology & Natural Resources, che prevede nel 2024 un terremoto di magnitudo circa 6 presso la cittadina di Parkfield, situata lungo la faglia di San Andreas in California. In questo luogo, dal 1857 al 1966, sono avvenuti sei terremoti di magnitudo 6, ad intervalli di tempo quasi regolari, da 12 a 32 anni, con una media di circa 22 anni. Dal 1985 i geologi americani hanno installato nella zona una rete di strumenti molto avanzata, allo scopo di rilevare cosa accade prima di un evento sismico, al fine di prevedere futuri terremoti. La curva descritta mostra un andamento oscillante, con ampiezza dapprima crescente e poi decrescente, verso lo zero. “Ciclicamente, l’attività sismica sul segmento di faglia analizzato si disperde e si concentra, con un periodo di circa 3 anni, probabilmente legato al ciclo climatico siccità/piovosità”, chiarisce Malagnini dell’Ingv. “L’ampiezza spaziale entro la quale è possibile la dispersione della sismicità, inoltre, dapprima cresce in modo lineare, raggiunge un valore massimo e quindi decresce linearmente verso un valore minimo. Dal nostro studio si evince che il ciclo sismico è interamente contenuto entro il ciclo di crescita e decrescita appena descritto.Analizzando i dati come se fossero raccolti in tempo reale, e fermandosi a cento giorni prima dell’ultimo terremoto del 2004, la metodologia ha permesso una esatta previsione retrospettiva del giorno del terremoto: 28 settembre 2004. Inoltre, l’analisi ha permesso di capire come l’ultimo evento importante di Parkfield, previsto erroneamente dagli scienziati dell’università di Berkeley nel periodo 1985-1993, sia invece avvenuto nel 2004: la causa del ritardo è una perturbazione meccanica subita dalla faglia di San Andreas, dovuta a un altro terremoto di magnitudo superiore a 6 accaduto su una faglia vicina, a Coalinga, nel 1983”. La metodologia sviluppata da Sebastiani e Malagnini prevede che il prossimo terremoto di magnitudo 6 avverrà nel 2024 entro il segmento di Parkfield della faglia di San Andreas. I due ricercatori hanno mostrato che l’accuratezza predittiva del loro metodo diventa sempre maggiore mano a mano che ci si avvicina al momento in cui accadrà il terremoto di cui si sta tentando di prevedere il tempo di occorrenza. È quindi importante procedere a un periodico aggiornamento della previsione, con cadenza almeno annuale o semestrale, fino al prossimo evento. Gli sviluppi prossimi di questa ricerca comprendono l’applicazione ampia del metodo ad altri siti lungo faglie simili a quella di San Andreas, dove sono avvenuti terremoti ripetitivi di magnitudo significativa, prima di applicarlo con eventuali modifiche a situazioni più complesse come ad esempio le faglie dell’Appennino.

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Un violentissimo terremoto ha colpito un’area tra la Grecia e la Turchia

Posted by fidest press agency su sabato, 31 ottobre 2020

L’epicentro è in una zona del Mar Egeo compresa tra l’isola di Samos (Grecia) e la città di Smirne/Izmir (Turchia). Il terremoto ha causato anche uno tsunami, che ha inondato alcuni quartieri abitati a Samos e una zona residenziale della periferia di Smirne.A questa prima scossa ne solo seguite altre di assestamento nelle ore successive.È ancora presto per poter stimare vittime, feriti e danni, ma c’è molta preoccupazione. La gente cerca di lasciare la città per recarsi in campagna, mentre i volontari stanno scavando tra le macerie. La zona più gravemente danneggiata sembra essere la città di Smirne, con 4 milioni di abitanti. Il terremoto ha provocato feriti e danni anche nell’isola di Samos, in Grecia. La forte scossa ha fatto crollare una parete della chiesa della Panagia Theotokou a Karlovassi, una delle mete turistiche dell’isola. Si registrano danni anche alla rete stradale.Caritas Italiana è in contatto fin dai primi momenti successivi al terremoto sia con Caritas Grecia, sia con Caritas Turchia. Ha espresso vicinanza e solidarietà ed è pronta a sostenere gli interventi di risposta all’emergenza. Il vescovo di Smirne, S.E. Mons. Lorenzo Piretto conferma che il terremoto è stato molto violento. I direttori di Caritas Turchia e di Caritas Smirne testimoniano che la situazione è ancora molto caotica e le notizie che provengono dalle zone più colpite sono frammentarie.Caritas Grecia è già presente a Samos con progetti e iniziative a supporto dei migranti. Infatti Samos è, insieme a Lesbos e Kios, una delle principali isole di sbarco dei migranti che tentano l’attraversamento via mare dalla Turchia alla Grecia.In Turchia, nella città di Smirne è presente la Caritas diocesana di Smirne che opera da anni a supporto delle fasce più bisognose della popolazione turca e dei migranti presenti sul territorio.Le Caritas di Grecia e Turchia hanno allertato i loro operatori, volontari, partner, e sono in contatto con le autorità governative e con le varie realtà ecclesiali presenti nelle zone più colpite. Si sta monitorando la situazione, cercando intanto di organizzare i primi aiuti.È possibile sostenere gli interventi di aiuto tramite Caritas Italiana (Via Aurelia 796 – 00165 Roma), utilizzando il conto corrente postale n. 347013, o donazione on-line tramite il sito http://www.caritas.it,

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4° anniversario terremoto Centro Italia, i geologi denunciano: grandi ritardi nella ricostruzione pubblica e privata

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2020

“A quattro anni dal primo dei terremoti che tra agosto 2016 e gennaio 2017 hanno sconvolto il Centro Italia, sia la ricostruzione pubblica che quella privata sono in forte ritardo e tale lentezza è dimostrata dal Rapporto sulla ricostruzione post sisma 2016 presentato ieri dal Commissario alla ricostruzione, Giovanni Legnini”. È il commento di Domenico Angelone, Tesoriere del Consiglio Nazionale dei Geologi, in occasione del quarto anniversario dal violento sisma di magnitudo 6.0 che, il 24 agosto 2016, distrusse Amatrice e Accumoli, nel Lazio, e Arquata del Tronto, nelle Marche, provocando 299 vittime. “Questi dati dimostrano che il bilancio dei lavori è tutt’altro che positivo – aggiunge Angelone – a partire dalla ricostruzione privata: dei 5.325 progetti approvati in questi quattro anni, 2.544 quelli già realizzati e 2.758 i cantieri in corso. Quattro anni di burocrazia e lungaggini che hanno portato a un ritardo ancora più evidente nella ricostruzione pubblica: basti pensare che dei 2,1 miliardi di euro già stanziati, le risorse effettivamente erogate ammontano a circa 200 milioni di euro, appena il 10% del totale” denuncia il geologo.Il Lazio fu una delle regioni più colpite, a fare un resoconto a quattro anni dal sisma è Roberto Troncarelli, Presidente Ordine dei Geologi Lazio. “I numeri citati sono uno specchio fedele delle attività di ricostruzione: siamo in un ritardo grave e moralmente inaccettabile, accentuato dall’appesantimento amministrativo che colpisce, in generale, ogni iter autorizzativo in Italia” dichiara Troncarelli. “C’è una tendenza a creare complicazioni e lungaggini anche quando potrebbero essere assunte decisioni di snellimento, basate sul buon senso – prosegue -. E non appare condivisibile l’osservazione che, alla base di tutto il rallentamento, vi sia la necessità di garantire trasparenza nelle procedure di affidamento, nella rotazione degli incarichi professionali, nel rispetto delle norme vigenti”. Un terremoto talmente violento da modificare la connotazione geografica del nostro Paese. “A fronte di un evento sismico del genere, che ha avuto ripercussioni profonde sugli aspetti economici e sociali di un’intera Regione – spiega il geologo -, si sarebbe dovuta costruire da subito una corsia preferenziale per tornare ad una parvenza di normalità nel più breve tempo possibile, per gestire poi sul lungo periodo le attività di completamento in un quadro normativo ordinario. Invece i numeri, soprattutto quelli della ricostruzione privata, sono ancora imbarazzanti per un paese civile. Senza poi voler entrare nel merito delle ricadute sui professionisti e sulle imprese che, ad oggi, non riescono ad incassare i loro crediti, sempre per questioni legate alla ridondanza dei controlli, delle verifiche e degli accertamenti. È auspicabile che, tenuto conto dell’accuratezza e della meticolosità dei controlli, questo rappresenti almeno l’occasione per porre la prevenzione alla base di ogni scelta pianificatoria ed edificatoria ed evitare che in futuro si registrino altri eventi che segnino così profondamente popolazioni e territori” è il monito di Troncarelli.Il sisma del 2016 non fece tremare solo il Lazio, ma anche Abruzzo, Umbria e Marche. Arquata del Tronto, il piccolo comune in provincia di Ascoli Piceno, è stato tra i più colpiti dalla scossa del 24 agosto 2016. Daniele Mercuri, Presidente Ordine dei Geologi delle Marche: “Sono trascorsi quattro anni da quel 24 agosto e voglio, innanzitutto, ricordare e rendere omaggio alle persone che in quei tragici giorni hanno perso la vita, rivolgere un pensiero alle loro famiglie ed alle migliaia di persone la cui esistenza è stata sconvolta in maniera drammatica. Gli edifici privati danneggiati dal terremoto del 2016 sono stati oltre 80 mila, di cui più di 45 mila nelle Marche; fino al mese di giugno 2020 nella nostra regione sono state presentate circa 8.400 richieste di contributo, avviati quasi 3.600 cantieri e circa 1.690 edifici risultano riparati. Tali dati evidenziano una ricostruzione piuttosto lenta che la pandemia dovuta al Covid-19 ha ulteriormente complicato. Al fine di velocizzare e semplificare il processo di ricostruzione, è stata emanata l’Ordinanza 100 che introduce l’autocertificazione da parte dei progettisti e stabilisce un tempo massimo di concessione del contributo pari a 110 giorni. Nell’ambito della prevenzione e pianificazione sono stati avviati studi e approfondimenti volti a garantire una migliore conoscenza delle caratteristiche geologiche, sismiche e fisiografiche del territorio per consentire una ricostruzione più sicura. Solo attraverso un’adeguata azione preventiva e pianificatoria si può arrivare ad una efficace ricostruzione che possa valorizzare la rinascita dei nostri meravigliosi territori, borghi e città” continua il geologo marchigiano.

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“Storia culturale del terremoto” di Emanuela Guidoboni e Jean Paul Poirier

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 dicembre 2019

La teoria più antica sull’origine dei terremoti fu elaborata da Talete di Mileto (VII-VI sec. a. C.) secondo il quale la causa principale era – manco a dirlo – l’acqua. Il filosofo riteneva infatti che la terra galleggiasse come una grande nave. Ne era prova il fatto che in occasione di terremoti vi fosse lo sgorgare di nuove sorgenti. Per Aristotele invece i terremoti possono essere considerati alla stregua dei fremiti e delle pulsazioni che si producono nel corpo umano e che hanno per causa la potenza del soffio (pneuma) racchiuso in esso.
Per i Cristiani sarà un segno evidente della riprovazione di Dio per il male del mondo. Il famoso giubileo del 1300 venne istituito da Bonifacio VIII proprio due anni dopo il disastroso terremoto di Rieti che vide lo stesso papa fuggire dalla Chiesa nella quale officiava una liturgia.A rendere conto delle varie interpretazioni di uno dei fenomeni che da sempre più atterrisce e lascia sgomento l’uomo, interrompendo di colpo il patto di fiducia che si instaura con la terra sulla quale si abita, è un bellissimo e documentato libro di Emanuela Guidoboni e Jean Paul Poirier, che Rubbettino lancia questa settimana in libreria “Storia culturale del terremoto. Dal mondo antico a oggi”. Il libro che riprende, ampliandolo notevolmente, un testo già pubblicato dai due studiosi per Odile Jacob «Quand la Terre Tremblait», rappresenta una sorta di viaggio nel tempo scandito dal succedersi di grandi terremoti accaduti nel mondo e in Italia, seguendo il filo rosso delle risposte sociali, politiche e culturali che di volta in volta gli uomini hanno elaborato.
È la prima volta che viene delineata una storia universale culturale del terremoto in un percorso che conduce dalle antiche civiltà mediterranee alle rovine cui assistiamo ancora, impotenti, alle soglie del terzo millennio presentando teorie, testi, storie. Un volume monumentale per riflettere in chiave culturale, storica e sociale sul fenomeno che da sempre interroga e atterrisce l’umanità.
Emanuele Guidoboni, storica e sismologa. Ha diretto i lavori di ricerca e di redazione per il «Catalogo dei Forti Terremoti in Italia e nell’area mediterranea» dalla prima edizione al 2018. Membro dell’Academia Europæa, presidente della SGA, poi dirigente di ricerca all’INGV, cofondatrice del Centro EEDIS, ha pubblicato numerosi articoli e libri.
Jean-Paul Poirier, professore emerito di Geofisica, Institu de Physique du Globe de Paris. Membro dell’Accademia des Sciences di Parigi, dell’Academia Europæa, dell’American Academy of Arts and Sciences e Corrispondente dell’Academia Nacional de Historia dell’Ecuador. Ha pubblicato numerosi studi e ricerche nonché libri di divulgazione su terremoti del passato e delle aree sismiche.

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Scossa di terremoto nell’Aquilano, avvertita anche a Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 novembre 2019

Una scossa di terremoto di magnitudo locale tra 4.4 e 4.9 è stata registrata alle ore 18:35 a Balsorano, nell’Aquilano. La scossa è stata avvertita anche nel territorio di Roma. Sono subito scattate le operazioni di verifica sul posto per accertare danni a persone ed edifici. Nella notte di ieri nella stessa località erano state avvertite altre due scosse di magnitudo 2,5 e 2,8, rispettivamente alle ore 01:13 e 04:39.
Balsorano, borgo nella Valle Roveto, vicino al confine con il Lazio, era stata quasi completamente distrutta dal devastante terremoto della Marsica del 1915 per essere poi ricostruita più a valle. (fonte Agi)

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Terremoto e le passerelle di Conte

Posted by fidest press agency su sabato, 14 settembre 2019

“Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è alla terza passarella senza aver mai dato quella svolta importante che le popolazioni terremotate si aspettavano da lui all’indomani del suo primo insediamento. La ricostruzione è ferma su quel binario morto sul quale l’aveva messo il Pd con Errani e la De Micheli – oggi premiata con un ministero – e sul quale viene mantenuta ancora oggi sia dal commissario Farabollini che da Crimi. Dobbiamo eliminare la burocrazia dalla ricostruzione e da mesi chiediamo tempi stretti, procedure snelle, investimenti seri e tanto coraggio. Ma di tutto questo, da parte del governo non ce ne è traccia. L’esecutivo lo si ricorda solo per aver approvato un emendamento che aumenta lo stipendio a Farabollini. Ad Accumoli, Conte ha detto che la ricostruzione sarà lenta. Lui si è arreso, Fratelli d’Italia no”. Lo dichiara Paolo Trancassini, deputato di Fratelli d’Italia e capogruppo FDI in commissione Ambiente e Lavori pubblici.

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Terremoto di magnitudo Ml 4.1 (Mw 4.0) avvenuto questa notte

Posted by fidest press agency su domenica, 1 settembre 2019

terremoto 2019.pngIl 1 settembre 2019, alle ore 2:02 italiane vicino Norcia (PG), si è verificato nell’area della sequenza dell’Italia centrale iniziata il 24 agosto 2016 con l’evento di magnitudo Mw 6.0 avvenuto nei pressi di Amatrice e Accumoli (RI) e che si è gradualmente sviluppata interessando un’ampia fascia dell’appennino centrale lunga circa 60 km, estesa in direzione NNW-SSE, dalla provincia di Macerata, nelle Marche, alla provincia dell’Aquila, in Abruzzo.
In questi tre anni la sequenza sismica è stata caratterizzata da oltre 110800 eventi, 75 dei quali, incluso il terremoto odierno, hanno avuto una magnitudo maggiore o uguale a 4.0.
(fonte e copyright Osservatorio Nazionale Terremoti – INGV – dalla Foto: la stella bianca mostra localizzazione dell’evento Ml 4.1 (Mw 4.0) delle ore 02:02 del 1 settembre 2019. Sullo sfondo la sismicità dal 1985 al 2017 (M>=2.5) con il colore blu, in giallo la sismicità dal 1 gennaio 2018 ed in arancio le ultime 24 ore dall’evento)

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Sblocca Cantieri: Accelerare ricostruzione aeree terremotate

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 Maggio 2019

Roma Il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, sulla cronica carenza dei Segretari Comunali dichiara: “Per noi i Segretari Comunali sono un elemento cardine degli Enti Locali, una figura indispensabile per garantire la direzione apicale e la tutela della legalità dell’azione amministrativa. Una figura che è stata ingiustamente mortificata dai Governi di centro-sinistra negli ultimi anni.I troppi posti vacanti stanno rallentando il lavoro degli Enti Locali in molte Regioni italiane ed in particolare nelle aree terremotate, con il rischio di compromettere il corretto funzionamento degli organi istituzionali.È un problema che va risolto, nell’immediato, con misure concrete che possano rendere il reclutamento più veloce e rapido, senza perdere nulla in termini di requisiti professionali dirigenziali richiesti.
Voglio rassicurare i Sindaci e cittadini, stiamo affrontando con determinazione la questione, anche per accelerare la ricostruzione nelle aree terremotate e gli investimenti locali. Abbiamo individuato una soluzione è l’abbiamo tradotta in un emendamento che è stato presentato in sede di conversione del Decreto Sblocca Cantieri”.

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Terremoto in provincia di Catania del 6 ottobre 2018

Posted by fidest press agency su domenica, 7 ottobre 2018

terremoto cataniaL’evento avvenuto alle ore 02:34 italiane del 6 ottobre 2018 (ore 00:34 UTC) di magnitudo ML 4.8 (Mw 4.6) si colloca nell’area etnea, a circa 15 km a SSW della parte sommitale del vulcano, a circa 1 km da Biancavilla (CT), 5 km da Adrano (CT), 6 km da Paternò (CT), e 10 km da Belpasso (CT), 23 km a NW di Catania. Il terremoto è stato rilocalizzato nelle ore successive: l’epicentro è pressoché invariato rispetto a quello calcolato nei minuti immediatamente successivi all’evento, mentre è cambiata la profondità, che è pari a circa 6 km. Fino a questo momento (ore 16.00), dopo il terremoto di questa notte, sono stati localizzati 8 eventi sismici e solo 2 hanno superato magnitudo 2.0: quello di magnitudo 2.5 delle ore 2:29 italiane e quello di magnitudo 2.3 delle ore 12:21 italiane. (fonte: sito web: http://www.ingv.it e copyright foto)

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Aggiornamento sequenza sismica in provincia di Campobasso

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 agosto 2018

terremoto campobasso1Dopo il terremoto di magnitudo Ml 5.2 (Mw 5.1), localizzato ieri sera alle ore 20:19, numerose altre scosse sono state registrate dalla Rete Sismica Nazionale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) in provincia di Campobasso. Alle ore 23:00 di ieri sera sono 27 i terremoti localizzati. Di questi, 8 gli eventi di magnitudo uguale/superiore a 2.5. Alle ore 22:22 è stato registrato l’evento più forte tra questi di magnitudo Ml 4.5 (Mw 4.4), localizzato 4 km a Sud Est di Montecilfone ad una profondità di 9 km.
L’INGV Terremoti sta continuando ad analizzare i dati per capire le caratteristiche delle faglie che si sono attivate in questi giorni. La zona è poco conosciuta dal punto di vista sismico per una limitata documentazione della sismicità storica. Si precisa, comunque, che la faglia che sta provocando i terremoti di queste ore si trova a10-15 km più a nord di quella che ha determinato i terremoti del 2002 di San Giuliano di Puglia, pur avendo caratteristiche simili (parliamo di faglie trascorrenti in entrambi i casi). (fonte: Ufficio Comunicazione e Stampa http://www.ingv.it e copyright foto)

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Evento sismico Ml 4.7 (Mw 4.6) in provincia di Campobasso

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 agosto 2018

terremoto campobassodistanze terremotoIeri sera, alle ore 23:48 italiane del 14 agosto 2018, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) ha localizzato un terremoto di magnitudo ML 4.7 (Mw 4.6), in provincia di Campobasso, 6 km a Sud di Montecilfone, ad una profondità di 19 km.
L’evento è stato localizzato in un’area a pericolosità medio-alta così come mostrato nella mappa di pericolosità sismica del territorio nazionale con accelerazione attese comprese tra 0.150 e 0.175 di g. Il Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani (versione 2015) mostra subito a sud dell’area epicentrale di questo terremoto i 2 eventi del 31 ottobre e 1 novembre della sequenza sismica del 2002 che colpì duramente il comune di San Giuliano di Puglia.Il 25 aprile 2018 in quest’area si era verificato un altro evento sismico di magnitudo Mw 4.3 nei pressi di Montecilfone ad una profondità di 29 Km. Il terremoto è stato risentito in un’ampia area dalla costa adriatica fino a quella tirrenica, in particolare nella provincia di Campobasso, nelle province limitrofe di Abruzzo e Puglia e in una vasta area della Campania, così come evidenziato dalla Mappa preliminare dei risentimenti del terremoto elaborata dai circa 436 questionari inviati al sito http://www.haisentitoilterremoto.it aggiornata alle ore 00:21 del 15 agosto. (foto: terremoto copyright ingv-it.20150623.gappssmtp.com – http://cnt.rm.ingv.it/event/20362671)

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Terremoto: dare segno concreto al territorio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 luglio 2018

“Fratelli d’Italia ritiene fondamentale riaprire il decreto sul terremoto che finora è stato blindato da M5S e Lega, affinché si possa dare un segnale concreto in favore della rinascita dei territori colpiti dal sisma”. Così Paolo Trancassini, deputato e sindaco di Leonessa, intervenendo in aula alla discussione sulle misure urgenti in favore delle popolazioni delle regioni colpite dal sisma.“Il nostro appello – prosegue Trancassini – è rivolto a tutti gli amministratori, ai deputati e ai senatori che provengono dai territori colpiti: occorre fare squadra dal punto di visto parlamentare per riaprire questo decreto e per non perdere ulteriore tempo. Occorre, inoltre, cambiare radicalmente strategia, applicando quegli strumenti e quelle procedure più snelle e più veloci per una ricostruzione onesta ed efficace. Chi vive i territori colpiti dal sisma, sa perfettamente che la ricostruzione è clamorosamente ferma da due anni. Sa, che c’è un clamoroso sperpero di denaro pubblico, con persone che a distanza di ben due anni vivono ancora negli alberghi e che solo velocizzando la ricostruzione privata si potrà ricucire il sentimento di comunità che lega i cittadini al proprio territorio”.
“Riteniamo intellettualmente disonesto infine – conclude il deputato di FDI – chi promette e non mantiene, chi come Conte fa passerelle politiche ma poi non fa nulla, chi come il sottosegretario Castelli fa audizioni in commissione ma non ascolta le proposte dei partiti. Ed è disonesto chi dice che non c’è copertura sugli emendamenti ben sapendo invece che molti di questi fanno risparmiare lo Stato. E riteniamo che sia una brutta caduta di stile vedere lo stesso sottosegretario 5 Stelle sbuffare mentre in commissione parlo dei problemi del territorio, ma non perché manca di rispetto a me ma perché manca di rispetto alle popolazioni colpite. Siamo delusi e anche arrabbiati quindi, ma non siamo stanchi di lottare, perché noi proveniamo da queste terre martoriate. Mi auguro pertanto, che prevalga in tutti noi il senso di appartenenza, il coraggio e il buon senso, perché altrimenti aveva ragione Longanesi quando sosteneva che “ci si conserva onesti il tempo necessario che basta per poter accusare gli avversari per prendergli il posto”.

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Visita nelle zone colpite dagli eventi sismici del 2016

Posted by fidest press agency su domenica, 3 giugno 2018

Gli studenti del Master in Ingegneria Sismica e Gestione dei Disastri (Earthquake Engineering with Disaster Management MSc) della University College of London (UCL) saranno in visita nelle zone colpite dagli eventi sismici del 2016. Nelle giornate di lunedì 4 giugno e martedì 5 giugno sono previste una serie di attività didattiche e di ricerca in collaborazione con il gruppo di ingegneria sismica dell’Università di Camerino, con il quale esiste un consolidato rapporto di collaborazione. Il programma, coordinato dal prof. Freddi della University College of London, e dal prof. Dall’Asta dell’Università di Camerino, si concluderà con un incontro scientifico sulle nuove prospettive di valutazione del rischio sismico. Il convegno finale è aperto a tutti e si svolgerà presso la Scuola di Giurisprudenza dell’Università di Camerino, a partire dalle ore 15.
Gli studenti, circa 15 e provenienti da tutte le parti del mondo avranno modo di discutere delle conseguenze del sisma con gli esperti delle due sedi universitarie. La visita si concentrerà su quattro temi principali: la risposta sismica delle strutture (edifici, ponti, etc) di recente costruzione; la risposta sismica di beni culturali (edifici storici, chiese, etc), in buona parte oggetto di intervento dopo il sisma del 1997; la raccolta sistematica dei dati di danno, finalizzata allo sviluppo di modelli di valutazione della vulnerabilità sismica; la gestione dell’emergenza e della ricostruzione.
L’esperienza ed i risultati della visita saranno condivisi con il pubblico attraverso un blog, una serie di filmati e report fotografici.
L’UCL, fondata nel 1826, è stata la prima università britannica ad ammettere studenti di ogni sesso, etnia, fede religiosa o ideologia politica. Dalla sua fondazione ad oggi, presso di essa hanno studiato o insegnato molti personaggi illustri, fra cui Mahatma Gandhi e 21 premi Nobel.
L’università è una delle più grandi del Regno Unito, organizzata in 8 facoltà, con 72 dipartimenti e oltre 40.000 fra studenti, ricercatori e docenti ed è considerata una delle cinque migliori università britanniche e diverse agenzie internazionali classificano UCL fra le 10 migliori università al mondo.

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Terremoto Molise, i geologi: nessuna correlazione con eventi sismici Italia centrale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 aprile 2018

“La scossa di terremoto di magnitudo 4.2 con epicentro a un chilometro da Acquaviva di Collecroce, in provincia di Campobasso, non ha alcuna correlazione con gli eventi sismici avvenuti nell’Italia Centrale”. Ad affermarlo è Domenico Angelone del Consiglio Nazionale dei Geologi: “Il sisma è stato avvertito in un’area che, in passato, non ha registrato rilasci di elevata energia come per le zone più interne del Molise e dell’Appennino, tant’è che la normativa più datata poneva tali aree ad un potenziale di sismicità relativamente basso”.
“Tra le opere maggiormente sensibili allo scuotimento – prosegue Angelone – c’è la diga del Liscione sul Fiume Biferno, il cui bacino idrico ospita il lungo viadotto e i cui piloni sono per gran parte sommersi. Un’arteria stradale di notevole importanza, meritevole di particolare attenzione sia per le sue condizioni statiche sia per gli effetti indotti dal sisma, sebbene realizzata in maniera conforme alle normative dell’epoca, rivelatesi negli ultimi decenni inadeguate alle reali condizioni del territorio. Inoltre – conclude Angelone – si ripropone ancora una volta il problema del dissesto idrogeologico poiché sono presenti, nell’area epicentrale, numerosi versanti sofferenti di fenomeni di dissesto quiescenti, facilmente riattivabili in caso di sisma”. La sequenza era già iniziata stanotte con scosse di magnitudo inferiore a 3, e l’area, le strutture e le infrastrutture strategiche vanno correttamente attenzionate, come è doveroso in questi casi.

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Evento sismico in provincia di Macerata, Ml 4.7, 10 aprile 2018

Posted by fidest press agency su martedì, 10 aprile 2018

terremotoQuesta mattina, alle ore 05:11 italiane del 10 aprile 2018, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha localizzato un terremoto di magnitudo ML 4.7 (Mw 4.6) in provincia di Macerata, 2 km da Muccia (MC), a 9 km di profondità. I comuni più vicini all’epicentro sono: Muccia, Pieve Torina, Pievebovigliana. Questo terremoto, come gli eventi avvenuti  negli ultimi giorni in questa zona, ricadono nell’area della sequenza sismica iniziata il 24 agosto 2016 con l’evento di magnitudo Mw 6.0 avvenuto nei pressi di Amatrice e Accumoli (RI) e culminato con l’evento sismico del 30 ottobre 2016 di magnitudo Mw 6.5 . Tale sequenza si è gradualmente sviluppata interessando un’ampia fascia dell’Appennino centrale, un’area di circa 1200 km2, estesa per circa 80 km in direzione NNW-SSE e larga circa 15-20 km, dalla provincia di Macerata, nelle Marche, alla provincia dell’Aquila, in Abruzzo.
terremoto1.pngLa zona interessata dai terremoti di questi ultimi giorni si era attivata a fine ottobre 2016, tra il 26 e il 30 ottobre, quando sono avvenuti alcuni dei più forti eventi sismici della sequenza: quelli del 26 ottobre di magnitudo Mw 5.4 e magnitudo Mw 5.9 e quello di magnitudo Mw 6.5 del 30 ottobre 2016.
Se si considera l’evoluzione temporale della sequenza sismica complessiva e l’energia rilasciata da tutti gli eventi sismici, si nota che negli ultimi mesi del 2017 sono stati localizzati una media di 30-40 eventi al giorno. I primi di marzo 2018 la sismicità è aumentata superando in un caso i 100 eventi al giorno e anche in questi primi giorni di aprile ha superato i 140 eventi al giorno. Questo aumento di sismicità è prevalentemente concentrato proprio nel settore più settentrionale del sistema di faglie attivato nel 2016, vicino ai comuni di Muccia, Pieve Torina, Pievebovigliana (MC). L’evento odierno rappresenta, quindi, un incremento di energia rilasciata rispetto agli ultimi due mesi di sequenza. Secondo i dati accelerometrici, l’evento presenta accelerazioni di picco che corrispondono ad un’intensità strumentale su terreno roccioso pari al VI grado della scala MCS (http://shakemap.rm.ingv.it).

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INGV: terremoto al largo dell’Isola di Kodiak

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 gennaio 2018

terremoto alascaIeri alle 10.31, ora italiana, un terremoto di magnitudo 7.6 (stimata dalla sala operativa di Roma dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia INGV nei primi minuti dall’evento) si è verificato al largo dell’isola di Kodiak, 300 km a sud–est dalle coste dell’Alaska. A seguito della forte scossa è stata diramata un’allerta tsunami per l’area del Pacifico Settentrionale, successivamente rientrata dopo aver verificato i dati dei mareografi che escludevano fenomeni significativi. Nelle isole Aleutine e in Alaska non sono rari i terremoti in grado di generare grandi tsunami che possono propagarsi in tutto l’Oceano Pacifico.Il 27 marzo del 1964, un terremoto di magnitudo 9.2 nei pressi di Anchorage (porto navale che si affaccia sulla Baia di Cook), generò un enorme tsunami che penetrò nell’entroterra fino a un’altezza di 30 metri s.l.m. e un picco di oltre 60 metri nel porto di Valdez, provocando almeno 131 vittime e danni dall’Alaska fino alla California. Il Centro Allerta Tsunami (CAT) dell’INGV opera 24 ore su 24, valutando in tempo reale la possibilità che un determinato terremoto, con epicentro in mare o nelle immediate vicinanze, possa generare uno tsunami, stimando i tempi di arrivo e il livello di allerta attesi lungo le coste esposte. I messaggi emessi dal CAT per il Mediterraneo vengono poi trasmessi al DPC che ha il compito di diffonderli alle strutture e componenti del Servizio Nazionale di Protezione Civile e raggiungere, nel minor tempo possibile, la popolazione potenzialmente interessata.I terremoti rappresentano la causa principale degli tsunami (circa l’80%), anche se non sono l’unica. I maremoti sismo-indotti sono comunque i soli per i quali è possibile, con le reti di monitoraggio attuali, definire un sistema di allertamento a scala regionale. Altre cause che generano tsunami, sulle quali l’Istituto ha iniziato a lavorare, riguardano le frane generate dai sistemi vulcanici. Il CAT-INGV si avvale anche, come indicato nella Direttiva SiAM, dei dati della Rete Mareografica Nazionale dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e delle altre reti mareografiche mediterranee per la verifica di un eventuale tsunami.Nel periodo tra ottobre 2014 e giugno 2017 il CAT ha analizzato centinaia di eventi sismici di magnitudo superiore a 5.5 in tutte le aree costiere del mondo. Cinque di questi terremoti hanno avuto origine nel Mediterraneo, in particolare nelle isole greche, nella zona di Gibilterra al largo delle coste del Marocco, e a Cipro. Per questi eventi il CAT-INGV ha inviato i messaggi di allerta tra i 9 e 12 minuti dal tempo origine di ciascun terremoto. Al momento sono nove i Paesi che ricevono i messaggi del CAT-INGV: Egitto, Francia, Germania, Grecia, Israele, Italia, Libano, Portogallo, Turchia, e tre organismi internazionali: IOC (Intergovernmental Oceanographic Commission dell’UNESCO), ERCC (Emergency Response Coordination Centre della Commissione Europea), JRC (Joint Research Center della Commissione Europea).

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