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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 229

Posts Tagged ‘terremoto’

Emergenza neve e terremoto: attenzione alle false raccolte fondi

Posted by fidest press agency su martedì, 24 gennaio 2017

internetLe continue scosse di terremoto e l’emergenza neve hanno messo in ginocchio l’intero Centro Italia, causando immani tragedie e situazioni di estremo disagio, anche per gli animali coinvolti.
Gli aiuti giungono da ogni angolo della penisola ma c’è chi, senza nessuna remora o scrupolo, approfitta anche di momenti come questo per ricavarne tornaconti personali.
E’ il caso di chi ha architettato una truffa proprio sfruttando questa emergenza e il buon cuore degli italiani.
L’inganno parte dal web: i truffatori, sui social, fingono di raccogliere fondi necessari per sistemare canili o altre situazioni a rischio, ma in realtà intascano tutte le donazioni. Il rischio di cadere vittima della truffa è alto: mentre le strutture a cui ci si riferisce versano realmente in una situazione di difficoltà, in seguito alle calamità che si sono abbattute su di esse, i conti correnti bancari indicati non corrispondono nè ai responsabili delle strutture, nè alle associazioni che le gestiscono. I malviventi, in questo modo, sono riusciti ad intascare cifre altissime e, poichè la truffa si diffode sui social, c’è il timore che le cifre aumentino a dismisura. L’Associazione Codici mette in allerta tutti i consumatori e suggerisce di non inviare alcun tipo di donazione se prima non si è sicuri della destinazione finale di quel denaro. L’unico modo per difendersi da questo genere di truffa è accertarsi che le strutture menzionate abbiamo realmente intrapreso una raccolta fondi per ricevere sostentamento e, solo in quel caso, procedere con la donazione.

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Sul terremoto: facciamo chiarezza

Posted by fidest press agency su domenica, 22 gennaio 2017

APTOPIX Italy Quakedi Laura Castelli I soldi del terremoto non sono spariti, sono parcheggiati, ostaggio della burocrazia. Il MoVimento 5 Stelle ha sempre detto la verità, e mai ha affermato che il Governo abbia fatto sparire i soldi. Lo chiarisco perché qualcuno in queste ore ha provato a manipolare l’informazione. Quattro giorni fa abbiamo chiesto al Governo perché i soldi donati dagli italiani, alle popolazioni colpite dal terremoto, siano fermi in un conto del Tesoro. Soldi fermi per colpa di un “protocollo” che li destina alla ricostruzione e che di fatto verranno usate non prima di un anno. Si, perché questi 28 milioni raccolti tramite sms e bonifici, per protocollo, non si possono usare per le emergenze. Ma se ci pensate bene, che assurdità. I politici che stipulano “protocolli” di questo genere sono lontani dalla vita reale. Nessuna persona “normale” stipulerebbe un contratto del genere permettendo a 28 milioni di arrivare dopo così tanto tempo.
Questi soldi non sono spariti, ma sono FERMI. Così come sono fermi i soldi del decreto terremoto destinati a scuole, lavoratori e vigili del fuoco. Io Stato fermo quando fuori dai palazzi ci sono persone isolate dalla corrente elettrica per settimane, senza acqua calda, costretti a vivere in situazioni ingenti, vedendo i loro animali morire di freddo perché senza cibo e coperture.
L’emergenza è adesso e si deve provvedere adesso. La solidarietà degli italiani è grande e non deve essere frenata dalla burocrazia.
Con questo ribadiamo che non vogliamo fare polemica ma essere costruttivi, pratici e veloci. Queste devono essere le parole d’ordine di uno Stato in emergenza. (fonte blog di Grillo)

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Terremoto, maltempo e polemiche

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 gennaio 2017

Fabio_Rampelli_daticamera“Il vasto territorio colpito dal lungo sciame sismico non si trova all’equatore, ma in montagna, alcune frazioni sono, e non da ora, in alta montagna. Che quelle zone siano freddissime e difficilmente raggiungibili si sa da sempre, e neppure la Salaria, ammodernata e potenziata con cantieri ancora aperti da decenni, riesce a risolvere questo problema aggravato dai ritardi dei vertici del governo, della protezione civile, del commissario al terremoto. Oggi chiedono di evitare polemiche! Sarebbe forse stato meglio che loro evitassero di fare conferenze stampa lanciando facili promesse e impegni sistematicamente inevasi per una catena di comando lenta perché farraginosa.
Invece di fingere indignazione avrebbero dovuto dotare i territori di spazzaneve, turbine, pale, e sale! Quello che di certo dopo il caos non possono fare è chiedere il silenzio. Gli italiani sono indignati e hanno il diritto di sapere cosa non ha funzionato, dopo la grande gara di solidarietà cui hanno partecipato. Perché è impossibile prevedere un terremoto, non il maltempo”. E’ quanto ha dichiarato ol capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli.

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Il maltempo, il terremoto e l’inerzia del governo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 gennaio 2017

meloni«La neve, il maltempo e le scosse di terremoto che continuano a tormentare il Centro Italia stanno portando tantissimi italiani all’esasperazione. La gravità degli eventi non giustifica in nessun modo l’inerzia, i ritardi burocratici e tutti gli errori ai quali stiamo assistendo. Basta con le promesse e con le passerelle nei territori colpiti: il Governo intervenga subito con fatti concreti e stanzi i soldi necessari per riportare la situazione in una condizione di normalità. Dopo mesi e mesi, la vicinanza fine a se stessa è una presa in giro e gli italiani sono stufi delle prese in giro». Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Terremoto Roma: Baldassarre, disposta tempestiva verifica in asili nido e scuole

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 gennaio 2017

A seguito delle scosse sismiche di questa mattina, l’assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale Laura Baldassarre ha disposto la tempestiva verifica delle condizioni dei nidi di Roma Capitale, delle sezioni ponte di Roma Capitale, delle scuole dell’Infanzia di Roma Capitale, degli edifici scolastici di proprietà capitolina ospitanti scuole statali (sezioni primavera, scuola materna, scuola primaria e secondaria di primo grado), con l’avvertenza di riservare particolare attenzione agli istituti lesionati dal terremoto dell’ottobre scorso. “La Sala Operativa dei Vigili del Fuoco non ha segnalato gravi criticità dopo la prima scossa, avvertita alle ore 10.25, e sia la Protezione Civile capitolina che quella nazionale hanno riferito di non aver ricevuto alcuna segnalazione da parte degli istituti scolastici” dichiara Baldassarre. “Dopo le scosse delle ore 11.14 e delle 11.26, invece, molte scuole, su disposizione dei presidi, hanno disposto autonomamente l’evacuazione dalle strutture secondo quanto previsto dal Protocollo in caso di terremoto. Tra l’altro i Municipi invieranno alle scuole le schede per l’indicazione di eventuali criticità createsi dopo il sisma. La Commissione Stabili pericolanti è comunque già allertata per eseguire immediatamente sopralluoghi” aggiunge.

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Terremoto: dobbiamo abituarci a convivere

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 gennaio 2017

“Per la prevenzione dei terremoti servirebbe la carta d’identità del proprio fabbricato”: a dirlo è il geologo Mario Tozzi, che oggi è intervenuto a Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1 per commentare le ultime scosse di terremoto nel centro Italia. “Per carta d’identità intendo il fascicolo del fabbricato, che consenta di sapere quando è stato costruito, in che materiale e soprattutto su che terreno poggia. Questo lo devi sapere”. E come si dovrebbe fare ad avere questo fascicolo? “Attualmente bisogna chiamare un ingegnere e fare questa verifica per conto proprio. Invece se fosse obbligatorio, costerebbe meno e, come si conosce la certificazione energetica, si potrebbero conoscere anche gli eventuali rischi sismici della casa”. Come valuta il terremoto di oggi? “Il terremoto di oggi è stato ridicolo dal punto di vista della magnitudo, dobbiamo abituarci al fatto che l’Italia è un paese sismico. E che il non aver avuto terremoti per quattro anni è solo un caso, noi dobbiamo abituarci a vivere coi terremoti, come facevano i nostri avi”, ha aggiunto Tozzi a Rai Radio1. A Roma hanno chiuso anche tante scuole e, per un periodo limitato di tempo, anche la metropolitana. E’ stato giusto farlo? “Per quanto riguarda le scuole, se tu conosci lo stato del tuo edificio scolastico, e sai che è in buono stato, direi di no. A Roma non ci sono terremoti ‘suoi’, la città risente dei terremoti dell’Appenino”.

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Terremoto in Indonesia

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 dicembre 2016

terremoto-sumatraUna violenta scossa di terremoto di magnitudine 6.4 ha colpito la costa nord dell’isola di Sumatra, in Indonesia, nello stretto di Malacca, seminando di nuovo morte e distruzione. Frederikus ‘Suko’ Sundoko del team di Emergenza di Karina (Caritas Indonesia) ha confermato che gli operatori della Caritas Medan sono allertati e sono già in viaggio per recarsi sul luogo. Si tratta di un’area in cui la necessità di interventi di emergenza si ripete purtroppo frequentemente per fenomeni di origine vulcanica ed anche per le inondazioni che spesso seguono le piogge; per questa ragione la Caritas diocesana di Medan dispone di un team di rapida attivazione che è stato immediatamente allertato. “Si è trattato di un terremoto abbastanza circoscritto – aggiunge Suko – ma la gente ha avuto paura dello tsunami è si è rifugiata sulle colline. L’allarme tsunami per fortuna non è stato confermato, ma si tratta ora di fornire una risposta alle vittime, concentrate nel distretto di Pidie Jaya, della provincia di Nangroe Aceh Darussalam.”
Già il 28 marzo 2005 un terremoto con magnitudine 8.7 della scala Ritcher aveva messo in ginocchio le isole di Nias e Simelue, rinnovando le ferite dello tsunami del 26 dicembre 2004. Caritas Italiana ha espresso subito vicinanza nella preghiera ed è pronta a sostenere, se necessario, la Caritas locale per i primi aiuti alla popolazione colpita. Oltre a contribuire alla realizzazione degli interventi d’urgenza, in questi anni Caritas Italiana si è impegnata specificamente in Indonesia con circa 5,5 milioni di euro ed è stata riferimento per la rete internazionale delle attività di riabilitazione nell’isola di Nias, Diocesi di Sibolga, con programmi di ricostruzione e sviluppo sociale ed economico. (terremoto sumatra, foto Wikipedia)

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Ricostruzione post terremoto: Parlamento europeo chiede di svincolare la spesa dal calcolo del deficit

Posted by fidest press agency su sabato, 3 dicembre 2016

terremotoEscludere gli investimenti per la ricostruzione post terremoto in Italia dal calcolo del deficit nazionale previsto dal Patto di Stabilità “alla luce del carattere gravissimo ed eccezionale della situazione” e utilizzare tutti i Fondi UE a disposizione per aiutare le zone colpite dai sismi: queste alcune delle richieste approvate dal Parlamento europeo giovedì.Nella risoluzione sulla situazione post terremoto in Italia, approvata per alzata di mano, il Parlamento chiede alla Commissione di adottare misure urgenti per facilitare una rapida ricostruzione dei Paesi distrutti durante i terremoti che hanno colpito l’Italia il 24 agosto, il 26 e il 30 ottobre scorsi.
Il Parlamento ha anche approvato un’altra risoluzione, redatta dall’italiano Salvatore Cicu (PPE), sulla riforma del Fondo di solidarietà UE con 589 voti a favore, 13 contrari e 42 astensioni.Durante il suo intervento al dibattito di mercoledì sera, il relatore ha dichiarato che “in casi come questi, le Istituzioni europee devono essere sensibili, devono capire che la loro credibilità, la loro autorevolezza, dipendono anche dalla capacità di essere presenti in questi momenti e di trasferire un messaggio, appunto, di capacità di gestione”. Ha poi chiesto alla Commissione di migliorare l’utilizzo del Fondo di solidarietà UE, riducendo i tempi di mobilitazione e aumentando la soglia dei pagamenti anticipati.Il Parlamento chiede pertanto di escludere le spese relative agli interventi di ricostruzione, compresi quelli che prevedono la partecipazione dei fondi strutturali e di investimento europei (ESI) – dal calcolo del deficit nazionale, “alla luce del carattere gravissimo ed eccezionale della situazione”. I deputati, inoltre, esprimono profonda solidarietà a tutte le persone colpite a vario titolo dagli eventi sismici: vittime, familiari, sfollati e tutte le autorità coinvolte nelle operazioni di soccorso.
I deputati, in considerazione dell’elevata sismicità di alcune aree geografiche come quella mediterranea e del sud-est dell’Europa, invitano tutti gli Stati membri ad accelerare la ricerca in questo campo, attraverso le azioni previste dal Programma Orizzonte 2020 e ad applicare tutti gli strumenti utili alla prevenzione di vittime e danni, così da ridurre al minimo la portata potenzialmente devastante di tali eventi naturali.Il Parlamento sollecita tutte le autorità, nazionali, regionali e locali, a prestare la massima attenzione al rispetto delle norme antisismiche in fase di rilascio dei permessi di costruzione.Nel documento, si sottolinea, inoltre, l’importanza di utilizzare tutti gli strumenti disponibili e di garantire che le risorse siano utilizzate nel modo più efficace possibile, in collaborazione con le autorità nazionali e regionali. Per questo, si ricorda anche la possibilità di utilizzare il Fondo europeo per lo sviluppo rurale (FEASR) per sostenere le aree rurali e le attività agricole colpite dal sisma.La Commissione europea ha annunciato mercoledì sera una prima erogazione di aiuti del valore di 30 milioni di euro dal Fondo di solidarietà. La mobilitazione del finanziamento totale richiede un voto del Parlamento per essere effettiva.

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Terremoto: necessaria una struttura permanente con grande operatività

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 novembre 2016

Palazzo chigi1«Un piccolo ministero che sia parte integrante non solo dell’attuale ma anche dei futuri Esecutivi. Questo deve diventare il progetto Casa Italia in considerazione della pericolosità sismica del territorio italiano, delle molteplici criticità idrogeologiche presenti e della necessità di adeguare infrastrutture ed edifici pubblici e privati. Le parole del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, fanno sperare che si abbandoni una volta per tutte l’approccio legato alla contingenza e all’emotività post evento, in modo da privilegiare una visione di lungo periodo che contempli, oltre ovviamente agli aspetti umanitari e assistenziali in favore delle popolazioni colpite dal terremoto, l’istituzione di un organo permanente che si occupi a tempo pieno di prevenzione e sicurezza urbanistico-ambientale. Una cosa simile in Italia è già accaduta per la Protezione Civile: dopo le tragedie del Friuli e, soprattutto, dell’Irpinia fu protagonista di un notevole salto di qualità dal punto di vista strutturale ed organizzativo e oggi è senza dubbio un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale».Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA.«Le competenze tecnico-scientifiche per dare vita a una macchina efficiente non ci mancano di certo – prosegue Simoncini –, ma ovviamente c’è anche bisogno di risorse finanziarie adeguate e di un valido supporto legislativo: una struttura di questo tipo deve poter incidere davvero e fungere da efficace raccordo sia a livello interministeriale sia nei rapporti con gli enti locali. Anche in Giappone fu fatta un’operazione del genere in seguito al sisma e allo tsunami del 2011: seppur varata con qualche ritardo, l’Agenzia per la Ricostruzione ha operato positivamente, risultando un punto di riferimento decisivo anche per la ripresa industriale ed economica delle regioni colpite. Da noi, purtroppo, si deve partire da più lontano, perché certi standard di sicurezza sul patrimonio urbanistico sono ancora un miraggio. L’unica cosa da non fare, però, è di mancare per l’ennesima volta l’occasione. Siamo pieni di studi e dossier sulla fragilità del nostro territorio e sulla pericolosità dei nostri edifici: sappiamo dove e come bisogna intervenire».

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Terremoto: Renzi non ha coinvolto nessuno

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 novembre 2016

terremoto“Sono molto preoccupato. Il terremoto di Amatrice è stato il 24 agosto, Renzi il 29 agosto ha annunciato il coinvolgimento di tutto il Parlamento per dare una risposta seria e immediata all’emergenza. Ebbene, il decreto governativo per il sisma di Amatrice è arrivato quasi due mesi dopo quella tragedia. Non si sa cosa abbia fatto il governo in questo arco temporale. Le opposizioni erano disponibilissime a dare una mano, ma dal governo il nulla”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a Radio Capital.“Nel frattempo Renzi ha nominato Errani come Commissario senza sentire nessuno e lo ha fatto per ragioni interne al suo Pd, per accontentare la corrente Bersani. Il premier non ha parlato con nessuno, non ha coinvolto nessuno. Adesso ci dice che farà un secondo decreto, visto la nuova emergenza sismica, e anche qui non ha chiesto il parere di nessuno. Da agosto ad oggi nessuno ha dato un rendiconto di quanto è stato fatto, non c’è un programma. Renzi ha parlato di Casa Italia, ma è solo un racconto, non esiste un documento. E adesso il presidente del Consiglio annuncia i container, non mi sembra una cosa seria”.

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Terremoto: Campidoglio, controlli su infrastrutture e scuole

Posted by fidest press agency su martedì, 1 novembre 2016

campidoglioL’Amministrazione capitolina ha avviato immediatamente una serie di controlli su infrastrutture ed edifici pubblici, in particolare scuole e uffici capitolini, a seguito della forte scossa di terremoto avvertita ieri anche nella Capitale. Lo rende noto il Campidoglio.
Da ieri mattina i tecnici specializzati del Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana (SIMU), divisi in squadre, sono all’opera per effettuare sopralluoghi con massima priorità agli edifici scolastici. All’opera anche i tecnici dei Municipi per le operazioni di loro competenza.
Fino alle 18.30 di ieri sono state effettuate le seguenti verifiche: Ponte Mazzini – dopo il sopralluogo è stata creata una corsia a senso unico al centro del ponte che va da lungotevere Gianicolense a Largo Perosi per il passaggio di mezzi pubblici e vetture private mentre è stato interdetto il passaggio pedonale. Il ponte rimarrà chiuso questa notte per consentire i lavori ad Acea; Tangenziale tratto Verano/Viale Castrense – non sono state evidenziate criticità e la corsia in direzione Viale Castrense riaprirà domani mattina, mentre rimarrà chiusa la rampa di accesso da via Prenestina che richiede un piccolo intervento di riparazione della pavimentazione; Galleria P.A.S.A. (Principe Amedeo Savoia Aosta) – parziale chiusura della corsia preferenziale a causa del potenziale distacco del rivestimento in travertino; Campidoglio – verifica statica di un edificio al Tempio di Giove dove è stata constatata la caduta di parti di cornicione oltre alla formazione di alcune nuove fessure aggiuntive a quelle già preesistenti; Foro Italico n. 340 per viadotto Olimpica in corrispondenza del Circolo sportivo Corte dei Conti; Anagrafe in via Petroselli 50 per verifica statica; Dipartimento Turismo in Via di San Basilio; Archivio Capitolino; Museo Napoleonico per verifica statica; Museo in Trastevere e Museo Canonica per verifica statica; Sovrintendenza Piazza Locatelli per verifiche del fabbricato.
Per quanto riguarda gli edifici scolastici sono arrivate dai tecnici dei 15 Municipi circa 50 segnalazioni in totale. Dalle verifiche effettuate finora non sono emersi danni riconducibili al terremoto ma poche criticità legate a deficit di manutenzione. I sopralluoghi dei tecnici comunali continueranno anche nella giornata di oggi.

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Sisma: Campidoglio proroga missione a sostegno popolazioni colpite

Posted by fidest press agency su sabato, 29 ottobre 2016

campidoglioRoma continuerà a dare il proprio sostegno alle popolazioni vittime del sisma che ieri e lo scorso 24 agosto ha colpito il Centro Italia. Oggi si è svolta in Campidoglio una riunione d’emergenza con la Protezione Civile e la Polizia locale presieduta dalla sindaca di Roma Virginia Raggi durante la quale è stato deciso che la missione di Roma Capitale sui luoghi del sisma proseguirà oltre il 31 ottobre 2016, data inizialmente prevista per il termine delle operazione di aiuto. Lo riferisce il Campidoglio in una nota. Sul posto sono già presenti uomini e mezzi della Protezione Civile e della Polizia di Roma Capitale attualmente impegnati nella missione “Roma adotta l’Umbria”. La decisione arriva anche a seguito delle richieste dei sindaci della zona e dell’Anci.

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Cnr-Igag su scossa terremoto

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 ottobre 2016

“La forte scossa di terremoto percepita nell’Italia centrale poco fa rientra, purtroppo, in una dinamica possibile quando si verificano fenomeni come quello che ha avuto il suo momento di più tragico impatto lo scorso 24 agosto. Siamo ancora a pochi minuti dai fatti e quindi restano da definire con notizie più precise l’epicentro e la profondità dell’ipocentro. Un’ipotesi, se verranno confermate le prime informazioni, è che si tratti dell’attivazione di una nuova faglia, probabilmente legata verso Nord a quella che ha generato la scossa dello scorso agosto”, dichiara Paolo Messina, direttore dell’Igag-Cnr (Istituto di geologia ambientale e geoingegneria del Consiglio nazionale delle ricerche).

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Ricerca scientifica e terremoto sono solo delle priorità a parole

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 ottobre 2016

luca-coscioniDichiarazione di Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni e Presidente di Radicali italiani: “Nella retorica politica e mediatica gli investimenti in ricerca scientifica e nel riassetto idrogeologico del Paese sarebbero da molti anni la priorità assoluta.
Quando però si arriva a discutere di conti veri, come si fa in queste ore, scopriamo che le priorità non sono più tali e che nessuno più ne parla. Come risultato, le scarse risorse sono disperse a pioggia sulle varie categorie sociali, senza una reale possibilità di incidere sul benessere economico di medio periodo. Invece di prepararsi a commentare -con la consueta indignazione- i prossimi dati umilianti sulla cosiddetta fuga dei cervelli o sulla mancata messa in sicurezza del territorio a fronte della prossima catastrofe naturale, Governo e Parlamento dovrebbero concentrare le risorse in investimenti per la ricerca scientifica di base e per la prevenzione del rischio idrogeologico”. (foto: luca coscioni)

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Per una ecologia umana integrale

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 settembre 2016

Il pianeta terra è la casa comune di tutta l’umanità. E – come ci ricorda Papa Francesco con l’enciclica Laudato si’ – c’è un legame forte e imprescindibile tra uomo e natura. I tragici eventi che hanno colpito il nostro Paese, accanto alla preghiera e alla mobilitazione solidale ripropongono con forza il tema della prevenzione e della responsabilità.
Don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana ieri si è di nuovo recato nei luoghi colpiti dal sisma per testimoniare ancora una volta vicinanza e accompagnamento, ma anche l’impegno della Caritas di restare accanto alle persone per ripartire proprio dalle relazioni e dal tessuto sociale. «Come ha sottolineato il vescovo di Rieti, Mons. Domenico Pompili nell’omelia di ieri ad Amatrice – ribadisce don Soddu – dobbiamo sempre ricordarci che “il terremoto non uccide, ma uccidono le opere dell’uomo”. È necessario dunque uno sforzo collettivo di ricognizione e di revisione e un impegno individuale. Ciascuno nel proprio ambito, ma avendo presente la portata globale del compito. Nella certezza che – come ha messo in rilievo il vescovo di Ascoli Piceno, Mons. Giovanni D’Ercole – “il terremoto, come la malattia il dolore e la morte, possono strapparci tutto eccetto l’umile coraggio della fede”».
Anche il Messaggio dei Vescovi per la 11ª Giornata Nazionale per la Custodia del Creato, “La misericordia del Signore, per ogni essere vivente”, vuole essere un invito, in questo anno giubilare, a vivere tanto nell’esperienza di fede che nei comportamenti quotidiani, la dimensione della misericordia divina.
È necessario dunque l’impegno di tutti per rendere concreta una vera alleanza tra il pianeta e l’umanità: occorre un cambiamento degli stili di vita personali, ma anche un’incisiva azione collettiva, e una vigilanza costante.
“In vista della colletta nazionale del 18 settembre, – aggiunge don Soddu – alla luce anche del concomitante Congresso Eucaristico Nazionale, l’auspicio è che si moltiplichino le attività di animazione e sensibilizzazione delle comunità locali, affinché, sia vissuto pienamente come momento di condivisione, frutto di carità, e di koinonia”.
Anche in questa prospettiva, Caritas Italiana pubblica un Dossier con dati e testimonianze dal titolo “Per un’ecologia umana integrale. Salvare il pianeta, salvare i poveri, salvare l’umanità”.
Dal 2008 al 2014 – si legge nel Rapporto – oltre 157 milioni di persone sono state costrette a spostarsi per eventi meteorologici estremi. Tra le cause che costringono famiglie e comunità ad abbandonare le proprie abitazioni, soprattutto tempeste e alluvioni. Queste hanno rappresentato l’85% delle cause, seguite proprio dai terremoti. L’Asia è la regione al mondo più a rischio catastrofi: in quest’area si concentra il 70% di vite umane perse a causa dei disastri. Ma anche l’Italia ha urgenza di mettere in atto strategie di adattamento rispetto alle conseguenze dei cambiamenti del clima che sono già in corso. Occorre, inoltre, attivare una mobilitazione a tutti i livelli, dai cittadini alle municipalità, dalle regioni al governo nazionale, per mettere in campo azioni in risposta a queste sfide.
Il Dossier riporta poi esempi di interventi realizzati proprio in Asia e un appello ai leader del G7 che si riuniranno in Italia nel maggio del 2017: accelerare il percorso di ratifica e realizzazione degli impegni assunti con la conferenza sul clima di Parigi, del dicembre 2015 e partire dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) devono essere il punto di partenza per un percorso di reale cambiamento negli attuali sistemi di vita e di produzione.

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Terremoto: specialisti in partenza per le zone terremotate

Posted by fidest press agency su martedì, 30 agosto 2016

università roma treRoma. Gli esperti dell’Università degli Studi Roma Tre stanno per partire per portare il proprio contributo nelle zone colpite dal terremoto dello scorso 24 agosto.I docenti specialisti di strutture, restauro e geologia dell’ateneo romano presteranno la propria opera nell’ambito di un coordinamento guidato dal professor Camillo Nuti, ordinario di Tecnica delle costruzioni, che dal 2001 insegna Progettazione strutturale a Roma Tre nei corsi di laurea di Architettura e Ingegneria civile. Fanno parte del team le Università di Lazio (Roma Tre, La Sapienza, Tor Vergata, Cassino ed Unicusano), Abruzzo (L’Aquila e G. D’Annunzio), Marche (Politecnica di Ancona e Camerino) e Umbria (Perugia), con otre 100 docenti e ricercatori coinvolti.Il coordinamento si occuperà di attività legate all’agibilità degli edifici, delle strutture e delle infrastrutture. Di concerto con la Protezione civile, le squadre si occuperanno degli edifici pubblici e in particolare sulle scuole, valutandone la sicurezza e la conservazione.I docenti, ricercatori assegnisti, e dottorandi dei Dipartimenti di Architettura, Ingegneria e Geologia di Roma Tre coinvolti nelle operazioni sono oltre 40.«Intendiamo dare il nostro contributo tecnico scientifico ed umano, come abbiamo fatto in tutti gli ultimi eventi sismici, e per quanto mi riguarda a partire dal sisma della Campania del 1980; tutti noi abbiamo esperienza vissuta sul campo», spiega il professor Camillo Nuti. «Per poter meglio contribuire nelle operazioni post-sisma, d’accordo con i colleghi degli atenei del Centro Italia abbiamo da subito utilizzato il nostro coordinamento. Su richiesta della Rete dei laboratori universitari di Ingegneria sismica (Reluis), che coordina i rapporti tra Protezione Civile ed Università, da oggi una squadra di docenti delle Marche, cui fanno parte Andrea Dall’’Asta di Camerino e Graziano Leoni di Ancona, effettuerà sopralluoghi per l’agibilità nelle scuole della zona marchigiana, un nostro gruppo costituito da Franco Di Fabio dell’Aquila e Fabrizio Paolacci ed io di Roma Tre ci recheremo a Norcia per sopralluoghi d’agibilità delle scuole. Siamo pronti a un impegno anche maggiore».

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Terremoto: chirurghi in prima fila

Posted by fidest press agency su martedì, 30 agosto 2016

“Come chirurghi italiani vogliamo innanzitutto esprimere tutta la nostra solidarieta’ alle popolazioni colpite dal sisma. Siamo stati impegnati in prima linea nella gestione di questa drammatica situazione. La rete delle emergenze-urgenze del servizio sanitario nazionale, in particolare nel Lazio e nelle Marche, ha saputo rispondere con grande professionalità. Un ringraziamento ai tanti colleghi che hanno lavorato con dedizione per garantire la migliore assistenza possibile. E’ la migliore dimostrazione dell’indispensabilità di un buon servizio sanitario nazionale pubblico”. Lo afferma il vicepresidente Acoi (Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani) Piero Marini.

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Terremoto: effetti sull’agricoltura

Posted by fidest press agency su martedì, 30 agosto 2016

agricolturaLa tragedia del terremoto che ha colpito il centro Italia causando almeno 290 morti – dichiara il presidente nazionale Confeuro, Rocco Tiso – ha sconvolto tutto il Paese e portato ancora una volta alla luce le incompetenze della politica. Purtroppo infatti le istituzioni locali e nazionali hanno dimostrato di non aver imparato assolutamente nulla dalla precedente tragedia aquilana.
Nonostante i tanti annunci sulla volontà di ricostruire le zone colpite dal terremoto – continua Tiso – le paure che tutto questo venga dimenticato con il venir meno del clamore mediatico sono ampiamente giustificate; ed è proprio per queste ragioni che riteniamo doveroso chiedere al governo di agire subito predisponendo un piano sul medio-lungo periodo che abbia al centro il settore agricolo.
Il terremoto – prosegue Tiso – ha danneggiato il 90% delle stalle di Amatrice provocando ingenti danni alle strutture che ospitano 2800 pecore e 3000 mucche. Ora più che mai – conclude Tiso – serve una strategia di rilancio per la comunità di Amatrice e quelle di tutte le altre aree compite. E nessuna strategia – conclude Tiso –, se non quella agricola, è in grado di garantire uno sviluppo duraturo e simbicotico con le peculiarità dell’ambiente circostante.

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Sul dopo terremoto Renzi si gioca tutto

Posted by fidest press agency su sabato, 27 agosto 2016

matteo renziNon c’è niente di peggio, di fronte ad una catastrofe che provoca centinaia di morti e feriti, dello spargimento a piene mani della retorica buonista, dell’uso commerciale delle belle parole – che di solito partono dalle lacrime di commozione e dal plauso per i gesti altruistici dei soccorritori, professionisti o ancor meglio volontari che siano, per poi sfociare inesorabilmente nell’esecrazione, nello sdegno e nella denuncia senza risparmio di responsabilità – e dell’ipocrisia di cui grondano gli impegni solenni. Persino il repentino gesto di riporre le armi della polemica politica stride alle nostre orecchie (pur inclini alle larghe intese), perché un conto è che il “teniamoci stretti, stiamo uniti” venga pronunciato da chi, come il Capo dello Stato, è custode (sempre) dell’unità del Paese, e un altro è che ne faccia uso chi sulla delegittimazione senza scrupoli degli avversari ci ha sempre campato.Anche in questa drammatica occasione, purtroppo, non ci siamo fatti mancare nulla di tutto questo. Sì, è vero, Renzi non ha esagerato (a parte la logorrea della conferenza stampa post Consiglio dei ministri), per come è fatto. Ma non basta. Sono troppi e troppo brucianti i precedenti di impegni presi e non mantenuti – quelli specifici di fronte a terremoti e alluvioni, e quelli generali, per il miglioramento del Paese – per non nutrire un sano e comprensibile scetticismo verso quel “non lasceremo solo nessuno” che fa così tanto pendant con quel “l’Italia è ripartita” che qualcuno comincia a pensare che porti pure rogna (altro che i gufi), oltre che gridare vendetta al cospetto della “crescita zero”. Ora contano i fatti: la capacità di coordinare i soccorsi e dare una risposta concreta alle attese e ai bisogni più immediati, e le decisioni da prendere per il futuro delle zone terremotate e più in generale per prevenire i disastri evitabili (frane e alluvioni lo sono largamente) e per impedire le conseguenze più pesanti di situazioni naturali contro cui l’uomo non può nulla, come i terremoti. Il precedente dell’Aquila è lì che grida ancora vendetta: dopo sette lunghi anni, i soldi spesi, a parte i 4 miliardi usati inizialmente per i soccorsi, non arrivano ad un terzo di quelli stanziati (6,9 miliardi su oltre 21). È brutto far di conto in circostanze come questa, ma è necessario: a spanne, considerato il bacino di paesi toccati dalle varie scosse telluriche, siamo vicini ad un costo di 3 miliardi. Più tutto quello che verrà dopo (se, al contrario di quanto è successo in Abruzzo, un dopo verrà).Dunque, le cose da fare subito sono almeno sei, di cui quattro finalizzate alla fase emergenziale. La prima: stanziare le risorse immediate e future, e porre in sede Ue la loro deducibilità dal conteggio del deficit (questa è flessibilità buona, non quella che pretende di far ripartire l’economia distribuendo euro sperando si trasformino in consumi). Quanto scritto al riguardo da Antonio Polito sul Corriere della Sera è totalmente condivisibile. La seconda: concentrare le risorse in un unico soggetto spenditore. La terza: decidere senza tentennamenti quale piano di ricostruzione attuare (far rinascere i paesi dov’erano, che a nostro avviso sarebbe la cosa migliore, o crearli ex novo altrove?). La quarta: rimuovere tutti i vincoli burocratici alla spesa, in modo da evitare le attuali asimmetrie tra stanziato, erogato e speso.Oltre a questo vanno fatte altre due cose più “strutturali”. Una è adottare subito le norme, da inserire nella legge di Stabilità – molte proposte giacciono in parlamento da tempo immemorabile, e Brunetta ne ha appena riproposta una – per introdurre l’assicurazione obbligatoria sugli edifici, privati e pubblici, dando alla Consap il compito e i fondi per la cosiddetta “catastrofale”. L’Italia è un territorio ad alto rischio, in cui oltre il 45% dei Comuni è posizionato in zone soggette a disastri naturali, e in cui i danni provocati da calamità sono ammontati a centinaia di miliardi. Eppure siamo uno dei pochi paesi dove a “coprire” – male, peraltro – è solo lo Stato: che si tratti di interruzione di strade, di crolli del patrimonio artistico o di danneggiamenti a case private ed edifici pubblici, a pagare i costi è sempre e solo il Tesoro (che deve far fronte sia alla ricostruzione materiale sia al risarcimento dei singoli) e quindi alla fin fine i contribuenti, sotto forma di tasse o carico del debito pubblico. Altrove, invece, vige un sistema misto di collaborazione tra pubblico e privato, con un’assicurazione contro le calamità obbligatoria o semi-obbligatoria e i danni privati che vengono coperti dalle compagnie di assicurazione, mentre lo Stato interviene solo nel caso di un evento catastrofale di dimensioni davvero eccezionali. Alla Consap potrà essere dato il compito di offrire alle assicurazioni – direttamente o affidandosi a grandi gruppi del “re-insurance” specializzati in questo tipo di polizze, selezionate da broker – la possibilità di riassicurarsi a un tasso fisso. A queste stesse compagnie, peraltro, lo Stato potrà a sua volta trasferire una parte dei suoi rischi (quelli che coprono la ricostruzione di strade ed opere pubbliche) assicurandosi a loro volta.L’effetto di una “responsabilità civile disastri” sarà di indurre i proprietari a pretendere dai costruttori edifici a norma, che altrimenti non potranno essere assicurati. E qui veniamo all’altra cosa da fare: stilare un piano straordinario per la messa in sicurezza sismica degli edifici nelle zone a più alto rischio, secondo la tecnica “retrofit” messa a punto dall’ingegneria sismica e già sperimentata altrove (Giappone ma non solo), per la bonifica idrogeologica del territorio e la messa in sicurezza e migliore utilizzo pubblico dei beni artistici e monumentali. Qualcuno ha calcolato che dovremmo spendere almeno 5 miliardi all’anno per vent’anni. Forse non basteranno, e comunque sarebbe meglio spenderne 10 per 10 anni. E anche questo, ancor più degli interventi diretti alle zone terremotate, dovrà essere oggetto di accordi in sede europea. Anche perché la prevenzione dei disastri ambientali è tema che riguarda tutti i paesi Ue, nessuno escluso, e merita un “piano Junker” ad hoc. Ma non c’è dubbio che questa questione sia la vera sfida con cui chiunque voglia modernizzare il Paese dovrà misurarsi.Dunque, niente manfrine. Renzi, che credeva erroneamente di dover misurare se stesso e il suo governo sulle riforme costituzionali – su questo gli suggeriamo di riflettere sul consiglio, cancellare il referendum, che gli ha dato il premio Nobel Stiglitz, ma avremo modo di parlarne prossimamente – e ha da poco capito, con grave ritardo, che invece gli italiani lo giudicano dai risultati ottenuti in economia, ora è di fronte ad un nuovo metro di misura, che rappresenta nello stesso tempo una grande opportunità e un grave pericolo. Se riuscirà a fare in centro Italia quello che nel 1976 fu fatto in Friuli, trovando l’equivalente di quello che allora fu il commissario Giuseppe Zamberletti, avrà colto l’opportunità capace persino di far dimenticare la crescita zero e le palle raccontate sulla grande ripresa. Se invece ripeterà il copione dei film già visti in tante altre circostanze, non gli sarà perdonato nulla. Ma proprio nulla. (Enrico Cisnetto direttore http://www.terzarepubblica.it

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Terremoto e messa in sicurezza di tutti i beni culturali

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 agosto 2016

Ministero dei beni e delle attività culturaliItalia Nostra esprime anzitutto solidarietà a tutte le vittime. Quando il sisma ora in corso avrà esaurito la sua potenza distruttrice, al cordoglio per le vittime e ai soccorsi per salvare vite seguirà il dolore per la distruzione delle memorie più care, dei luoghi della propria storia familiare e comunitaria: monumenti, chiese, il paesaggio urbano amato con le sue antiche case. Proprio per questo la messa in sicurezza di tutti i beni culturali va potenziata da subito, con l’intervento di esperti competenti. È questo un appello per tutto il nostro Paese e per il mondo.
Il buon livello della catalogazione e del sistema informativo della Carta del Rischio (http://www.cartadelrischio.it) nell’area colpita potrà guidare gli interventi, che saranno difficili e rischiosi. Occorre però da subito tracciare la delocalizzazione dei beni culturali mobili.Italia Nostra e i suoi soci assicurano supporto alle popolazioni dei territori colpiti e al lavoro delle Istituzioni, in particolare alle Soprintendenze, ai Comuni, alla Protezione Civile.
Passata la fase dell’emergenza occorrerà capire perché in un territorio così esposto da sempre ai sismi la prevenzione sull’edilizia non abbia evitato distruzioni tanto gravi.Ci impegneremo ad evitare che vengano previste delocalizzazioni permanenti della popolazione e che si creino new towns come quelle aquilane, ulteriore distruzione del paesaggio colpito dal sisma. (Pietro Petraroia Italia Nostra, Vice Presidente nazionale)

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