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Nuovo digitale terrestre e bonus rottamazione

Posted by fidest press agency su sabato, 10 luglio 2021

E’ stato firmato il decreto attuativo per il bonus che, rottamando il vecchio tv non in grado di ricevere il nuovo digitale terrestre (DVB-T2), prevede uno sconto del 20% (max 100 euro) per l’acquisto di un nuovo apparecchio (1). 250 milioni di euro che dovrebbero accontentare chi prima arriva entro il 31 dicembre 2022.Per ora la situazione è tranquilla perché ci vuole ancora tempo, ma non si può escludere che quando nelle singole regioni si sarà a ridosso della scadenza, avverrà la corsa a chi farà in tempo ad usufruire del bonus e, contemporaneamente, i prezzi dei tv saliranno… così funziona il mercato e dovrebbero saperlo anche al Governo.Come sempre più spesso avviene (e l’emergenza economica Covid ha fatto scuola) lo Stato, invece di ridurre le imposte per favorire gli amministrati, ha preferito elargire a pioggia soldi con – in questo come in altri casi – la frenesia dei singoli per cercare di non restare fuori del tetto di 250 milioni. Probabilmente è più semplice togliersi il pensiero dando soldi in questo modo che non modificare la macchina dell’imposizione fiscale… ma non viene il dubbio che la semplicità di una riduzione fiscale costerebbe molto meno a tutti (non solo in denaro) rispetto alla farraginosa macchina della gestione di un bonus? Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Nuovo digitale terrestre

Posted by fidest press agency su martedì, 31 marzo 2020

Il passaggio al nuovo standard di trasmissione televisivo DVB-T2, che inizierà da settembre 2021, costringerà molti italiani a mettere mano al portafogli per adeguare i propri televisori. È questo uno dei dati emersi dall’indagine* commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat secondo la quale il 20,9% dei rispondenti, pari a circa 4 milioni di famiglie, ha dichiarato di non avere in casa alcun televisore compatibile con il nuovo standard e pertanto dovrà necessariamente cambiare apparecchio o dotarsi di decoder. La platea di italiani costretta ad affrontare questa spesa, si legge nell’analisi, è però ancor più grande se si considera che il numero totale di famiglie che hanno almeno 1 apparecchio non compatibile con il nuovo standard è pari a circa 11 milioni (il 58,8% dei rispondenti). Questo valore potrebbe salire ulteriormente se si considera che il 25,2% degli intervistati ha dichiarato di avere in casa almeno 1 televisore per il quale non sa dire se sia o meno compatibile con il nuovo modo di trasmissione.
Oltre al danno economico, per molte famiglie italiane si profila anche la beffa; nonostante già dal 2017 sia proibita la vendita al dettaglio di apparecchi non compatibili con il nuovo standard, quasi 1 rispondente su 3 tra quelli che dovranno metter mano al portafogli (pari a 3.300.000 famiglie) ha dichiarato che l’apparecchio da cambiare è stato acquistato meno di 3 anni fa.
Per alleggerire il peso del cambiamento sulle economie familiari è stato varato il cosiddetto Bonus TV, un contributo da 50 euro per l’acquisto di un nuovo apparecchio televisivo o di un decoder destinato a chi ha un ISEE inferiore ai 20.000 euro, ma non tutti conoscono il provvedimento e, anche fra chi lo conosce, non tutti saranno in grado di usarlo. Sebbene, come messo in luce dell’indagine, il 60,3% dei rispondenti abbia dichiarato di aver sentito parlare dell’incentivo, quasi 1 rispondente su 2 ha ammesso di non sapere come questo funzioni; 1 su 4 (26,1%) di non rientrare nei parametri necessari per usufruirne. A livello territoriale, la percentuale di chi ha diritto al Bonus e intende servirsene varia tra il 20,9% rilevato al Nord Ovest e il 30,5% al Sud e nelle Isole.
Decoder, nuovo apparecchio o… addio TV? Cosa faranno quindi gli italiani che hanno in casa televisori non compatibili? La maggior parte delle famiglie intervistate (43%) ha dichiarato che comprerà un decoder, il 31% acquisterà un nuovo apparecchio, mentre il 21,7% non ha ancora deciso. Interessante notare come, probabilmente per ragioni economiche, il 4,3% dei rispondenti abbia detto che, semplicemente, rinuncerà al televisore, funzionante, ma non più compatibile.
Se si riduce il campione di analisi alle famiglie che hanno un solo televisore in casa e per di più non compatibile con il nuovo standard, il 32,5% opterà per l’acquisto di un decoder, il 30,4% ha dichiarato che comprerà una nuova televisione, mentre il 29,8% non ha ancora scelto cosa fare. Per chi ritiene la televisione una parte della propria quotidianità sarà sorprende, forse, sapere che il 7,3% dei rispondenti di questo sotto campione, pari a circa 80.000 famiglie, abbia dichiarato che, quando partirà il nuovo standard di trasmissione, farà a meno dell’apparecchio tv.

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Libia. Urso (FdI): serve missione europea navale e terrestre

Posted by fidest press agency su sabato, 18 gennaio 2020

“Sì, in politica estera bisogna essere assolutamente uniti ma anche avere con chiarezza una strategia condivisa che persegua con convinzione l’interesse nazionale, tanto più in aree vitali per il nostro Paese, come la Libia, il Mediterraneo Orientale, il Golfo Persico”: a dirlo il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, nel corso dell’informativa del ministro degli Esteri sulla situazione in Iran, Iraq e Libia.
Per il senatore di FdI il nostro Paese “ha manifestato purtroppo in questi ultimi anni un atteggiamento ambiguo, spesso contraddittorio, che talvolta è apparso inaffidabile ai nostri tradizionali alleati, ciò ha probabilmente determinato il disimpegno degli Stati Uniti, che ha fatto precipitare la situazione in Libia. Non è sufficiente realizzare una girandola di incontri per aver peso, se non si ha anche una precisa strategia su come tornare in campo. Ci colpisce l’ondeggiare di posizioni, gli stop and go, che anche oggi si sono riproposti per esempio sulla possibilità di un intervento condiviso e multilaterale in Libia”.”Noi lo diciamo con coerenza e senza infingimenti: è assolutamente necessario che l’Italia in modo chiaro e coeso chieda all’UE di realizzare una missione militare di interposizione terreste, navale ed aerea, per evitare le interferenze esterne e porre le promesse di pace e stabilità nell’area. Se questa diventa la posizione del governo espressa con chiarezza nelle sedi internazionali, noi ci siamo e ci saremo sempre, a tutela della Nazione, dei suoi interessi, del suo futuro” conclude il senatore Urso.

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Nuovo digitale terrestre, bonus TV fruibile dal 18 Dicembre 2019

Posted by fidest press agency su domenica, 24 novembre 2019

Un decreto ministeriale di recente pubblicazione ha dato il via al cosiddetto “bonus TV”, un contributo per l’acquisto di apparecchi televisivi di nuova generazione nell’ambito del passaggio al nuovo sistema di digitale terrestre, il DVB-T2, che partirà a Settembre 2021 e si concluderà a Giugno 2022.Il contributo è destinato ai residenti in Italia appartenenti a nuclei familiari con valore ISEE non superiore a 20.000 euro per un solo acquisto (a nucleo) effettuato nell’arco temporale 18 Dicembre 2019 – 31 Dicembre 2022. Deve trattarsi di apparecchi TV o decoder idonei alla ricezione dei programmi trasmessi con le nuove tecnologie DVB-T2, per i quali fa fede la dichiarazione del produttore.
A tal proposito i produttori dovranno stilare elenchi dei propri prodotti ammessi al contributo, correlato dei codici identificativi, da pubblicare poi sul sito del Ministero dello sviluppo economico.Il bonus, di 50 euro, viene erogato dal venditore come sconto sull’acquisto, applicato sul prezzo finale comprensivo di Iva, fino all’esaurimento dei fondi dedicati (25 milioni di euro per il 2019, 76 milioni di euro il 2020 e 25 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022).La procedura di fruizione prevede:
– consegna al venditore da parte dell’utente di un’autocertificazione contenente il valore del proprio ISEE e la dichiarazione di non aver già fruito del bonus;
– l’invio telematico, da parte del venditore, dei dati della transazione al Ministero (MISE);
– verifica del Ministero, anche relativamente alla disponibilità dei fondi, con eventuale rilascio al venditore di un’attestazione riguardante la disponibilità dello sconto.
Il venditore poi recupera lo sconto concesso come credito d’imposta in sede di dichiarazione dei redditi. Si fa presente che gli apparecchi in commercio dal 2017 dovrebbero già essere adatti e così molti di quelli commercializzati tra il 2013 e il 2017. Il Ministero dovrà in ogni caso informare gli utenti sia sul bonus sia sulle caratteristiche tecniche degli apparecchi adatti alla nuova ricezione, anche tramite un call center.
QUI la pagina del sito MISE dove dovrebbe presto apparire anche la lista dei prodotti ammessi: https://www.mise.gov.it/index.php/it/incentivi/comunicazioni/bonus-tv (Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo)

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Verso Parigi COP21: Dall’Europarlamento una roadmap ambiziosa contro il cambiamento climatico

Posted by fidest press agency su sabato, 19 settembre 2015

climateUn accordo cogente e giuridicamente vincolante che permetta di limitare l’innalzamento della temperatura della Terra al massimo a due gradi nei prossimi decenni. Questo l’ambizioso obiettivo per cui si batterà l’Europarlamento in vista della Conferenza di Parigi sul clima (COP21) del prossimo dicembre.A spiegarlo oggi, nel primo convegno interparlamentare fra Parlamento europeo e Parlamento italiano organizzato a Roma dall’ufficio del PE in Italia, il Presidente della Commissione Ambiente dell’Europarlamento Onorevole Giovanni La Via e l’eurodeputato francese Gilles Pargneaux, relatore del rapporto su COP21 che verrà votato a Strasburgo a fine ottobre 2015.
“L’Europa arriva alla conferenza di Parigi con una posizione chiara e unitaria”, ha dichiarato Pargneaux. “Vogliamo che i paesi che parteciperanno a COP21 prendano degli impegni concreti sia per quanto riguarda la riduzione dei livelli di CO2 che per quel che concerne gli aspetti finanziari. In particolare, con la risoluzione di cui sono relatore, chiederemo:
1) di dimezzare le emissioni di gas serra entro il 2050 e ridurle del 40% entro il 2030;
2) sempre entro il 2030, di fare in modo che almeno il 30% dell’energia che utilizziamo provenga da fonti rinnovabili;
3) infine di aumentare del 40%, entro il 2030, l’efficienza energetica a livello globale”.
“Poi – ha continuato Pargneaux – come Parlamento europeo spingeremo perché venga istituito un fondo verde mondiale contro il cambiamento climatico, a cui tutti i paesi del mondo contribuiscano, dal 2020, con una somma complessiva di almeno cento miliardi di dollari l’anno. Infine chiederemo che almeno il 20% delle risorse provenienti dalla tassa sulle transazioni finanziarie, attualmente in discussione in undici paesi UE fra cui l’Italia, venga destinato alla lotta al riscaldamento globale. Vogliamo fare in modo che le tecnologie meno inquinanti diventino più appetibili sul mercato e istituire un meccanismo di monitoraggio delle misure contenute nel futuro accordo che, ogni cinque anni, verifichi la loro effettiva attuazione”.”Siamo a qualche mese da una scadenza storica – ha concluso Pargneaux – e c’è la necessità che associazioni, cittadini e decisori politici mettano insieme i propri sforzi per far sì che la conferenza sul clima di Parigi COP21 non sia solo un momento in cui si prova a fare qualcosa ma diventi invece un incontro in cui si decide di fare qualcosa”.
L’Onorevole Giovanni La Via, presidente della Commissione Ambiente del Parlamento europeo, che sarà capo delegazione del PE a COP21 a Parigi, ha ricordato: “l’Europa, da Kyoto a Copenaghen, ha sempre ricoperto e continua a ricoprire un ruolo di leader nel contrasto al cambiamento climatico. Oggi, alla vigilia della conferenza di Parigi, continuiamo a individuare obiettivi ambiziosi da perseguire compatti, tutti i paesi europei insieme”.”L’Europa intende riaffermare e anzi aumentare questo sforzo, che in alcuni casi è andato addirittura a discapito della nostra competitività e del nostro sistema industriale – ha spiegato La Via – ma il nostro impegno ha senso solo se lo portiamo avanti insieme a tutti i grandi attori sulla scena mondiale e ai principali emettitori di gas serra. Gli Stati Uniti, con la nuova politica ambientale del presidente Obama, e la Cina, con il suo recente impegno a ridurre le emissioni di CO2, sono due esempi che vanno nella giusta direzione. Ma su 196 paesi partecipanti alla conferenza di Parigi, per ora solo sessanta hanno dichiarato i loro obiettivi in materia di lotta al cambiamento climatico”.”Se non si fa niente – ha aggiunto La Via – nei prossimi decenni la temperatura globale aumenterà di cinque o sei gradi e, nonostante le misure che abbiamo messo in atto fino a ora, l’incremento sarà comunque di tre o quattro gradi. Già oggi, l’ONU ci dice che i profughi costretti a fuggire dai propri paesi a causa del cambiamento climatico sono venticinque milioni in tutto il mondo. Se non affrontiamo il problema con un impegno globale, si rischia di arrivare, nel 2050, a cento milioni e ho paura che questa stima potrebbe essere addirittura conservativa”.Concludendo il suo intervento, l’Onorevole La Via ha identificato la sfida chiave a cui l’Europa si trova a far fronte: “Dobbiamo mantenere la competitività dei nostri sistemi industriali pur perseguendo obiettivi ambientali importanti”, ha dichiarato. “Questa è la vera sfida per il futuro. Dobbiamo puntare di più sull’economia circolare e sul riutilizzo dei rifiuti come risorse, perché se li gettiamo semplicemente via è come buttare via dei soldi. E dobbiamo fare in modo che i crediti di carbonio che si possono acquistare sul mercato, attraverso lo schema di compravendita delle emissioni ETS, abbiano un giusto prezzo che serva da deterrente a inquinare, quindi magari non sette Euro a tonnellata di CO2 com’è ora, ma qualcosa come venticinque Euro a tonnellata”.Gian Paolo Meneghini, direttore dell’ufficio del Parlamento Europeo in Italia, ha sottolineato: “Il convegno di oggi è un primo passo verso la costruzione di una fiducia e di un dialogo reciproci fra Parlamento europeo e Parlamento italiano. Raggiungere un accordo storico a Parigi sarebbe il più grande segno di una solidarietà non solo europea ma globale”.

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Digitale terrestre: canali impazziti

Posted by fidest press agency su domenica, 18 aprile 2010

L’Adiconsum in rappresentanza del CNCU e il Comitato Radio TV Locali (CRTL) hanno presentato oggi all’AGCOM e al Ministero S.E. Comunicazioni un’istanza per adozione di provvedimenti urgenti in merito alla questione dell’ordinamento automatico dei programmi (Logical Channel Number – LCN) nella piattaforma televisiva digitale terrestre. Adiconsum e il CRTL, dichiara Pietro Giordano Segretario Nazionale, avevano già presentato congiuntamente l’11 gennaio 2010 una proposta concreta di regolamentazione dell’LCN, proposta che anticipava le norme poi recentemente introdotte dal Decreto Romani. Visto il tempo trascorso e l’insostenibile situazione creatasi, oggi Adiconsum e CRTL chiedono formalmente all’Autorità ed al Ministero di intervenire, ricominciando a lavorare sulla base di un documento presentato in tempi non sospetti e che si è rivelato anticipatore di soluzione poi approvate dal legislatore, prevedendo la salvaguardia dell’utenza dal rompicapo del posizionamento manuale dei canali nella nuova televisione digitale terrestre e delle emittenti locali da un ingiusto confinamento in posizioni remote sul telecomando.

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