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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Posts Tagged ‘territori’

Impiegare il denaro dei condoni per mettere in sicurezza i territori

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 dicembre 2022

La legge sul condono edilizio è stata varata da quasi trentotto anni a causa dell’impossibilità dei vari governi di arginare il fenomeno dell’abusivismo. «La legittimazione e l’evasione delle domande di condono, presentate da decenni e ancora ferme nei Comuni, non deve essere vista come una criticità, ma come uno strumento indispensabile per incassare le somme dovute, da utilizzarle per mettere in sicurezza l’intera isola di Ischia. Un territorio, è bene ricordarlo, che ha peculiarità geologiche e fisiche che lo rendono particolarmente fragile e che è stato sottoposto nel tempo a una sistematica speculazione urbanistica: si è costruito anche là dove leggi e buon senso non lo avrebbero permesso e, in molti casi, lo si è fatto di fretta, utilizzando materiali e tecniche di scarsa qualità e senza prevedere alcun accorgimento antisismico. La frana della scorsa notte non ha fatto altro che evidenziare impietosamente criticità note da sempre».Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Uninettuno e presidente di Sogeea SpA. «I numeri in Italia sono impietosi – prosegue Simoncini – dopo quasi 38 anni devono essere lavorate ancora oltre 4 milioni e mezzo di istanze di condono presentate dai cittadini. Forse, prima di pensare ad altro, bisognerebbe mettere in campo tutte le energie per smaltire il pregresso, possibilmente sfruttando sistemi innovativi che garantiscono rapidità, efficacia e tempistiche certe».In fine – conclude Simoncini – È indispensabile fare una mappa delle costruzioni e delle zone per individuare le criticità dei territori; all’appello mancano oltre 21 miliari di euro di proventi dai precedenti tre condoni edilizi; non si può attendere oltre, occorre prevedere una manovra che consenta di incassare le somme dovute (oblazione, oneri concessori, diritti e danno ambientale) per creare la liquidità necessaria al monitoraggio e alla messa in sicurezza della nostra Italia.

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Nuove sfide per lo sviluppo socioeconomico dei territori

Posted by fidest press agency su domenica, 27 novembre 2022

Da Ustica riparte la volontà di tutti i sindaci delle piccole isole della Sicilia di unirsi per affrontare in sinergia le nuove sfide per lo sviluppo socioeconomico dei territori. E’ questo, in sintesi, il messaggio lanciato dai primi cittadini delle piccole isole, nel corso di una riunione che si è svolta ieri nella sala del Consiglio comunale di Ustica, a cui hanno partecipato, oltre al primo cittadino dell’isola Salvatore Militello, i sindaci Vincenzo Campo (Pantelleria), Domenico Arabia (Santa Marina Salina), Riccardo Gullo (Lipari) e Vito Vaccaro (vice sindaco Isole Egadi); collegati da remoto Clara Rametta (sindaco di Malfa), Giacomo Montecristo (Leni) e Filippo Mannino (Lampedusa e Linosa).I sindaci hanno espresso la volontà di costituire in sinergia un’Associazione per superare i gap legati all’insularità: scuola, sistema socio sanitari, infrastrutture e trasporti; bypassare la prassi di uno sviluppo incentrato quasi esclusivamente sul turismo attraverso la valorizzazione delle tradizioni socio culturali e dei prodotti tipici di qualità ma soprattutto superare le azioni di sviluppo frazionate nelle 8 realtà comunali per ricuperare la forza di un agire comune e di un agire integrato. In prospettiva futura, i sindaci non intendono agire in un’ottica “individualista” ma in sinergia per cogliere nel migliore dei modi le opportunità e le risorse finanziarie offerte dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) 2021-2027. Nel contesto contemporaneo, le 14 piccole isole della Sicilia, comprese in arcipelaghi e gli 8 comuni, rappresentano un’eccellenza del territorio siciliano, ambite mete turistiche in virtù di un inestimabile patrimonio naturale, marino, culturale ed archeologico. Il prossimo incontro dei sindaci delle isole siciliane avrà luogo a Favignana.

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Nei territori ucraini al centro della crisi la libertà religiosa è sempre più minacciata

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 febbraio 2022

Le politiche discriminatorie delle autorità russe che occupano la Crimea e delle cosiddette Repubbliche di Lugansk e Donetsk, riconosciute da due giorni dalla Russia, hanno causato numerose violazioni della libertà religiosa.Tali violazioni commesse nella regione ucraina del Donbass, controllata da gruppi armati comandati dalla Federazione Russa, hanno incluso detenzioni e imprigionamenti, torture, confische di proprietà, incluse chiese e sale per incontri, aggressioni fisiche e minacce di violenza, atti di vandalismo, multe e restrizioni alle attività missionarie, alle funzioni religiose, alle cerimonie, ai raduni, e il divieto di formare gruppi religiosi pacifici. Tra le comunità religiose più colpite figurano la Chiesa ortodossa dell’Ucraina, precedentemente denominata Chiesa ortodossa ucraina – Patriarcato di Kiev, la Chiesa greco-cattolica ucraina, i cristiani protestanti e i Testimoni di Geova. La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, comunemente chiamata Chiesa mormone, e i cristiani pentecostali hanno subìto una serie di vessazioni da parte delle autorità della cosiddetta Repubblica Popolare di Donetsk. Per quanto riguarda invece la cosiddetta Repubblica Popolare di Lugansk, il principale strumento di repressione ai danni delle comunità religiose è rappresentato da un utilizzo improprio della procedura di registrazione. Le organizzazioni religiose che al 15 ottobre 2018 non risultavano registrate sono diventate infatti oggetto di ritorsioni. Nel 2019, ad esempio, sono state tagliate le forniture di gas agli edifici non registrati in cui si svolgevano funzioni religiose, con la minaccia di ulteriori tagli, per limitare l’accesso, anche alle forniture idrica ed elettrica. Successivamente 12 libri della Chiesa battista sono stati aggiunti a una lista statale di materiale estremista, che include persino il Vangelo di Giovanni.I leader religiosi che svolgono le proprie attività nonostante non si siano registrati subiscono molestie e persecuzioni. Prima dell’occupazione russa della Crimea, nella penisola operavano circa 50 organizzazioni religiose; nel 2019 il loro numero era sceso a 9. La fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre ha più volte pubblicamente evidenziato la necessità di nominare anche in Italia un Inviato speciale per la tutela della libertà religiosa, e nell’ottobre 2021 il sottosegretario Manlio Di Stefano, rispondendo a un’interrogazione in Commissione Affari esteri della Camera avente il medesimo oggetto, aveva replicato che la proposta di nomina era alla valutazione della Farnesina. ACS auspica che un Inviato speciale per la libertà religiosa divenga operativo quanto prima anche nel nostro Paese, per affiancare l’azione governativa anche nel delicato scenario ucraino.

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PNRR, il ruolo delle Città metropolitane per investire le risorse sui territori

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 novembre 2021

Semplificare le procedure, far ripartire le assunzioni mirate a profili tecnici, affrontare le sfide degli investimenti collegati al PNRR il piano di ripresa e resilienza come un’opportunità unica per far ripartire i territori. Questo in sintesi il risultato del lungo confronto online organizzato questa mattina dal presidente nazionale di ANCI Antonio Decaro, sindaco della Città metropolitana di Bari, con i rappresentanti delle 14 Città metropolitane d’Italia.Per la Città metropolitana di Torino è intervenuto – a nome del sindaco Stefano Lo Russo – il vicesindaco metropolitano Roberto Montà che ha ribadito il ruolo centrale delle Città metropolitane come soggetti aggregatori e rappresentativi dei sistemi territoriali:.”Per i progetti del PNRR – ha detto tra l’altro Montà – servirà una interlocuzione diretta con il presidente del Consiglio dei ministri Draghi al fine di rafforzare il nostro ruolo di aggregatori di progettualità di area vasta e di motore dello sviluppo economico e della rigenerazione urbana. Servirà anche un’iniezione rapida di personale alle nostre strutture tecniche per fare in modo che siano in grado di reggere la sfida, mettere in campo grandi investimenti e dialogare proficuamente con i territori. A Torino la Città metropolitana ha 312 comuni di dimensioni e realtà geografiche assai diverse, serve un apparato di partecipazione e governance ben coordinato per non dividere il territorio, ma piuttosto per garantirne lo sviluppo e il rafforzamento delle principali vocazioni”.Al confronto sono intervenuti tragli altri i sindaci metropolitani di Firenze Dario Nardella, di Bologna Matteo Lepore, di Milano Beppe Sala, di Genova Marco Bucci, di Venezia Luigi Brugnaro, di Palermo Leoluca Orlando, di Roma Roberto Gualtieri, di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà.Tutti hanno concordato che a livello locale ci sia responsabilita piena sui progetti del PNRR e che la leadership locale vada mantenuta, richiedendo a tal proposito al Presidente Draghi un incontro specifico in cui confrontarsi sul ruolo delle Città metropolitane e sulle criticità che rendono difficoltoso in questa fase assolvere al meglio alla funzione che la Costituzione riconosce loro.

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Il ruolo strategico dei territori per rinascere sostenibili

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 ottobre 2021

Mercoledì 13 ottobre 2021, ore 16 La Camera di Commercio di Como-Lecco torna al Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale, il più importante evento in Italia dedicato alla sostenibilità in programma a Milano presso Università Bocconi i prossimi 12 e 13 ottobre. Immagine che contiene montagna, esterni, acqua, natura. Descrizione generata automaticamenteIl Salone, giunto alla nona edizione, ha come tema conduttore “Rinascere sostenibili”, un percorso verso la rinascita e la ripresa che mette al centro organizzazioni responsabili, giovani e territori. Ed è proprio all’interno del canale tematico “territori” che la Camera di Commercio di Como-Lecco è stata chiamata a portare la sua testimonianza. I territori svolgono un ruolo essenziale nell’attuazione dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile dell’ONU. La dimensione locale è quella che rappresenta meglio i bisogni dei cittadini e le istituzioni che operano sul territorio sono chiamate a realizzare quella infrastruttura di collaborazione che favorisce processi decisionali condivisi.La partecipazione della Camera di Commercio di Como-Lecco alla manifestazione si inserisce nell’ambito delle attività di Progetto SMART, iniziativa che da oltre tre anni accompagna e supporta le imprese del territorio in percorsi di sostenibilità economica, sociale ed ambientale quali elementi strategici e distintivi di vantaggio competitivo il cui percorso sarà raccontato e condiviso durante l’incontro.Il Salone della CSR e dell’Innovazione sociale sarà anche l’occasione per presentare il volume, edito da EGEA, che raccoglie i contributi dei protagonisti della manifestazione, tra i quali quello relativo all’esperienza di Progetto SMART nel sostegno alle imprese di Como, Lecco e Canton Ticino. Per info e iscrizioni https://www.csreinnovazionesociale.it/come-partecipare/

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Rapporto – “I territori e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile”

Posted by fidest press agency su domenica, 13 dicembre 2020

Roma, 15 dicembre 2020 ore 11:00. Nasce il Rapporto ASviS sui territori, il primo strumento misura e analizza il posizionamento di regioni, province e città metropolitane, delle aree urbane e dei comuni, rispetto ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030. Il nuovo Rapporto “I territori e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile” è uno strumento unico e innovativo a disposizione dei decisori che, attraverso indicatori statistici, aiuta a comprendere se e in che misura le diverse aree del Paese si muovono su un sentiero orientato alla sostenibilità economica, sociale e ambientale, a soli 10 anni dalla scadenza fissata dal piano d’azione delle Nazioni Unite, firmato da 193 Paesi, Italia compresa.Il primo Rapporto ASviS sui territori arricchisce il lavoro di analisi che l’Alleanza svolge regolarmente e integra il Rapporto 2020 pubblicato l’8 ottobre. Offrendo una base informativa unica, il Rapporto intende stimolare quel processo di “territorializzazione dell’Agenda 2030” suggerito dall’ONU, dall’OCSE e dalla Commissione europea, proprio mentre il Governo sta elaborando il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) da finanziare con i fondi del Next Generation EU e si sta predisponendo l’accordo di partneriato per i fondi europei destinati ai diversi territori italiani.Il Rapporto contiene, oltre ai dati statistici, un’analisi delle disuguaglianze territoriali in Italia, con particolare attenzione al Sud e alle aree interne, e presenta le proposte elaborate dall’ASviS alla luce delle linee guida del PNRR per indirizzare il percorso di ripresa in una logica di sviluppo sostenibile. Inoltre, presenta casi concreti di buone pratiche messe in campo da attori istituzionali e non.L’evento di presentazione del Rapporto si svolgerà online sui canali dell’Alleanza e di Ansa.it, con la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni nazionali, regionali e locali. 11:00 – 11:20 Interventi di apertura: Roberto Fico, Presidente della Camera dei Deputati, Pierluigi Stefanini, Presidente dell’ASviS, 11:20 – 13:00 I territori e lo sviluppo sostenibile Introduce: Walter Vitali, Direttore di Urban@it, Coordinatore del Gruppo di Lavoro sul Goal 11 dell’ASviS Modera: Enrico Giovannini, Portavoce dell’ASviS Stefano Bonaccini, Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Anna Lisa Boni, Segretaria Generale di Eurocities, Ilaria Caprioglio, Sindaca di Savona, Michele de Pascale, Presidente dell’Unione Province d’Italia (UPI), Laura Lega, Segretario Generale dell’Associazione Nazionale dei Funzionari dell’Amministrazione Civile dell’Interno. Giuseppe Provenzano, Ministro per il Sud e la Coesione Territoriale.

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Castelli: Risorse anche ai territori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 ottobre 2020

Il lavoro dei territori è importantissimo e dobbiamo farli ripartire. Il loro entusiasmo è molto e il loro ruolo centrale in questa fase del movimento. Credo che pensare di destinare una parte delle risorse alla piattaforma (spina dorsale della nostra organizzazione) e una parte ai territori sia la giusta visione. La rete senza le persone non penso possa andare molto lontano”. Lo scrive, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Ballottaggi: Serracchiani, Pd si rafforza e aggrega sui territori

Posted by fidest press agency su martedì, 6 ottobre 2020

“I risultati dei ballottaggi confermano che il Pd è ben presente sui territori, dove anzi si rafforza, convince e aggrega nel campo del centrosinistra e delle civiche. Ogni elezione fa storia a sé ma nel complesso una buona affermazione nei Comuni è di grande importanza per costruire la rete delle città che ha sempre rappresentato un valore aggiunto per il centrosinistra a livello nazionale. Scelte chiare del Governo e credibilità di proposte e candidati sui territori sono un connubio da perseguire”. E’ il commento della vicepresidente del Pd Debora Serracchiani ai risultati dei ballottaggi per il candidato sindaco, da scegliere tra i due arrivati al ballottaggio nel precedente turno, che si è svolto domenica 20 e lunedì 21 settembre.

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Dirigenti scolastici: Connettività sui territori discriminante, dispositivi non sufficienti per la richiesta

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 aprile 2020

Come si evince dal comunicato emanato dal Miur, 85 milioni sono stati stanziati dal governo per aiutare la scuola. Precisamente, 70 milioni saranno distribuiti alle scuole per aiutare gli studenti meno abbienti: tutti questi saranno dotati di dispositivi digitali, in comodato d’uso, per fruire della didattica a distanza. 5 milioni serviranno a formare il personale scolastico e i restanti 10 milioni serviranno per favorire l’utilizzo di piattaforme e-learning e dotarsi di strumenti digitali utili per continuare la didattica a distanza.
La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha spiegato che è stato scelto un criterio che consentirà al Miur di raggiungere al meglio le zone e le famiglie con maggiore necessità. “Queste che distribuiamo sono risorse importanti per la scuola con cui oggi rispondiamo a un’emergenza, ma attraverso cui gettiamo anche le basi per il futuro. Tutto quello che stiamo facendo in questo momento rappresenta un patrimonio che ci resterà e consentirà alla comunità scolastica di crescere e migliorarsi ancora”.
I criteri per la distribuzione dei 70 milioni per la didattica a distanza sono due: il primo, è il numero totale degli alunni di un Istituto (per il 30% del totale dell’importo); il secondo, è l’indicatore Ocse Escs (indicatore dello status socio-economico-culturale dello studente) per il 70% del totale dell’importo.Tutti i dirigenti scolastici potranno usufruire dei fondi non appena arriveranno nelle casse dei loro istituti. Peccato che, questa soluzione non risolva il problema. In primis perché il paese non è connesso, molti piccoli paesi non possono utilizzare una connessione internet decente, ed è un problema generale italiano, visto che negli anni abbiamo lasciato che la diffusione della connessione venisse fatta solo da società di mercato che pertanto avevano interesse a servire solo quelle zone con molta utenza. Poi non dimentichiamoci che siamo un paese ancora analogico, nonostante le bugie che ci siamo raccontati fino ad ora. Il digitale è ancora lontano e, infatti, siamo piombati nel caos proprio adesso che sarebbe servito. Sia per il ritardo con cui queste misure sono state varate e saranno effettive sia perché non tutti gli alunni in difficoltà saranno davvero aiutati. Infatti, non è previsto alcun rimborso per famiglie che, nonostante comprovati disagi economico-sociali, hanno già comprato un computer o un tablet al figlio, o per famiglie poco abbienti che hanno dovuto ricorrere a ripetizioni on line, perché non sanno come seguire il figlio nelle nuove richieste della scuola digitale.Inoltre, facciamo due conti: ogni scuola ha a disposizione circa 10 mila euro, e dunque potrà comprare giusto una settantina di tablet, essenziali, che tempo due anni saranno già superati, ma di certo resteranno fuori molti che comunque potrebbero averne avuto bisogno. Inoltre le scuole hanno mediamente 800 alunni, quindi il dato è ridicolo. Senza contare che, dati in comodato d’uso agli alunni, verranno restituiti da riparare e da resettare a ogni prestito. Con il nuovo provvedimento, inoltre, saranno ripartiti fra le scuole del primo ciclo, mille assistenti tecnici informatici previsti dal decreto “Cura Italia”. Perché, altra verifica sul campo, sono i docenti della materna e dell’infanzia i più spiazzati dalla didattica on line.Infine, 43,5 milioni sono stati stanziati per fare pulizie straordinarie e acquistare gel e prodotti per l’igiene. Ci fa molto piacere tutta questa attenzione alla pulizia delle scuole. Va segnalato, altresì, che le regioni hanno finanziato l’acquisto di dispositivi per ordine di arrivo di richiesta e non per ordine di bisogni su territori deprivati; il fatto si commenta da solo.Non si è poi ben capito il finanziamento per connettività: possono le scuole acquistare sim per darle in comodato d’uso? Esiste un rischio se sono intestate alla scuola per uso improprio delle sim, per omessa vigilanza delle famiglie (altro carico per famiglie e scuola)?

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Lombardi domani possono andare al lavoro? Serve nota esplicativa

Posted by fidest press agency su domenica, 8 marzo 2020

Caos sul testo del Dpcm 8 marzo, specie sull’articolo 1, comma 1, lettera a), laddove si prescrive di evitare ogni spostamento non solo in entrata e in uscita dai territori, ma anche “all’interno dei medesimi territori”, ossia ad esempio all’interno della stessa Lombardia, “salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità”. “Serve al più presto una nota esplicativa, non solo per le merci o i frontalieri, ma anche per i lavoratori ed i consumatori. Nota da pubblicare al più presto sul sito del Governo e della Regione Lombardia” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
Molte le domande che si fanno facendo i consumatori e i lavoratori lombardi. Di seguito alcuni esempi: Domani posso andare al lavoro? Che vuol dire comprovate esigenze lavorative? Comprovate da chi? Dal datore di lavoro? Basta un’autocertificazione del lavoratore? Che vuol dire situazioni di necessità? Necessità vuol dire solo per acquisti fondamentali per la vita quotidiana, purché non ci siano negozi nel proprio comune, come sostiene una Prefettura, oppure, come ci hanno risposto altre Prefetture, per ora non si sa, oppure, come sostengono altri ancora, per i generi alimentari i lombardi possono circolare liberamente dove vogliono?

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“L’Italia festeggia sui territori il Tuber magnatum con una serie di avvenimenti……” e nel Molise?

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 ottobre 2019

Di Pasquale Di Lena. E’ la terra per eccellenza (40% della raccolta media annuale) del tartufo bianco. Una perdita di immagine enorme, visto l’interesse e la curiosità che il consumatore del mondo riserva a questo pregiato tubero. La dimostrazione che nel Molise ogni raccoglitore pensa a come fare affari e che le istituzioni non sanno cosa riserva il proprio territorio e, quando lo sanno, non fanno niente per comunicare. Un’occasione persa per uno dei possibili turismi molisani animato dal tartufo. Un’occasione persa per le imprese che vivono sull’ospitalità e penso, soprattutto, alla sempre più quotata ristorazione molisana che ha forte bisogno della promozione del territorio Molise. Si pagano gli annunci alto sonanti e si paga ancor di più la mancanza di programmazione e di una strategia di marketing, che può risultare efficace e vincente solo se ha strumenti e struttura all’altezza del compito – per niente facile vista la forte concorrenza che anima il mercato – e solo se programmata nel tempo. L’idea “Piacere Molise”, nata nella prima metà degli anni ’90, e, in pratica, mai realizzata, è ancora vincente se viene presa in considerazione. La farfalla colorata c’è, si tratta solo di farla volare nelle direzioni giuste perché il territorio abbia, con tutti i suoi protagonisti, le risposte che merita.

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Scuola: gli alunni vanno male per colpa della didattica sbagliata e non dei territori sfavorevoli

Posted by fidest press agency su martedì, 16 luglio 2019

Pur di fare la volata allo scellerato disegno di legge sull’autonomia differenziata, il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti è disposto a dimostrare l’impossibile: è arrivato a dire che “gli esiti negativi dell’Invalsi non dipendono da differenze territoriali ma dalla didattica”. Secondo Bussetti, i numeri preoccupanti delle prove Invalsi, secondo i quali in regioni come Campania, Calabria e Sicilia oltre la metà degli studenti arriva alla maturità con l’insufficienza sia in italiano che in matematica, “confermano che il vero gap si origina già dalla scuola primaria e in alcuni casi si amplifica: non è una questione Nord-Sud ma di didattica”. Replica Marcello Pacifico (Anief): “Non si possono travisare le cose in questo modo, perché oggi un bambino che nasce nell’entroterra di una provincia minore del Sud ha molte meno possibilità di diventare un alunno brillante rispetto a un coetaneo che nasce a Trento, in Val d’Aosta o a Cuneo. Pensare che sia solo un problema di didattica, significa non volere ammettere la realtà. Ovvero che la povertà territoriale incide in modo sensibile sulla formazione delle nuove generazioni”.
Pur di non ammettere la realtà, ovvero che nelle aree del Paese più disagiate e con pochi servizi a disposizione del territorio, gli alunni raggiungono in media risultati scolastici meno soddisfacenti, sono più inclini a lasciare gli studi prima del tempo e hanno anche alte possibilità di diventare Neet, Bussetti arriva a mettere in dubbio le capacità d’insegnamento dei docenti. E tiene a far sapere all’opinione pubblica che l’amministrazione centrale sta lavorando in questa direzione.Il ministro prosegue poi affermando che si sta lavorando per migliorare le competenze didattiche dei docenti e che i risultati si vedranno con il tempo: “Abbiamo impostato un lavoro per migliorare la didattica dei nostri docenti – ha aggiunto – i risultati si vedranno col tempo. Gli insegnanti, oggi, sono chiamati a lavorare in campi diversi da quello alunno-docente, gli insegnanti sono impegnati sotto tanti profili; ci sono tante agenzie educative intorno ai nostri ragazzi”. “Nelle parole del ministro dell’Istruzione – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – si coglie anche la volontà di andare a trovare nei docenti la causa del mancato raggiungimento degli obiettivi minimi da parte di tanti alunni. Vorremmo ricordare a Bussetti che anche nel Nord-Ovest dell’Italia, dove le prove Invalsi ci dicono che gli alunni raggiungono competenze su livelli allineati con gli altri Paesi avanzati, insegnano docenti del Sud, come nel Meridione”.“Nella scuola pubblica italiana – continua il sindacalista autonomo – la percentuale di insegnanti delle regioni del Sud è particolarmente elevata. In tutto il territorio nazionale, tanto è vero che la Lega tenta da anni di istituire i concorsi su base regionale e ora sta facendo di tutto per fare approvare il domicilio professionale come elemento imprescindibile per partecipare al nuovo reclutamento. Quindi, considerando che i docenti hanno la medesima estrazione culturale e metodologica, poiché gli artefici della didattica solo proprio gli insegnanti, come si fa a sostenere che il territorio non incide sui livelli di formazione acquisita?”.“Noi, come Anief, continuiamo a pensare che il contesto, il territorio, la situazione socio-economica locale e familiare, siano alla base del successo formativo della stragrande maggioranza degli studenti”.

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30°Seminario Europa Ciofs-Fp

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 settembre 2018

Roma, 19 – 20 settembre 2018 Hotel Villa Eur Parco dei Pini, P. le Marcellino Champagnat, 2 e sempre a Roma il 21 settembre 2018 Palazzo Valentini, Aula Consiliare “Giorgio Fregosi”, Via IV Novembre 119/a, XXX° Seminario Europa ideato ed organizzato dal Ciofs-Fp (Centro italiano Opere Femminili Salesiane-Formazione Professionale) e da Forma (Associazione Nazionale enti di formazione professionale) è la più importante e longeva iniziativa di informazione e confronto sulla formazione professionale e occupazione giovanile in Italia.La preparazione ai mestieri necessita di concretezza e vicinanza ai territori, alle esigenze della produttività che nascono e si evolvono velocemente; per questo il tema scelto per l’edizione 2018 vuole metter a fuoco quali sono le miglior scelte possibili per rendere fluido e veloce il tandem centri di formazione e imprese.
Aprirà i lavori il mercoledì 19 settembre il presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti, seguiranno i contributi degli esperti per illustrare l’attuale organizzazione del sistema di reti tra formatori e aziende. Il Seminario Europa nella sua storia ha sempre ampliato gli orizzonti collaborando e ospitando delegati di altri paesi: il 20 settembre Mara Brugia, Direttore CEDEFOP, l’organo comunitario che promuove la formazione ai mestieri e le occupazionali giovanile, farà un intervento centrato sull’imprescindibilità di considerare il mondo produttivo lo stakeholder ei formatori e porterà ad esempio i modelli di governance efficaci adotti da altri paesi della CEE.
Spunti, suggerimenti, osservazioni case history che accenderanno il dibattito conclusivo in una tavola rotonda a Palazzo Valentini, con la presentazione di questo nuovo progetto di filiera pensato con il mondo produttivo e illustrato al Sottosegretario di Stato del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Claudio Durigon. Saranno presenti l’ANPAL (Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro) con il presidente Maurizio Del Conte, l’INAPP (Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche) con il direttore Generale Paola Nicastro, numerose rappresentanze di Regioni italiane, CISL Scuola, insieme a Andrea Melchiorri per CONFINDUSTRIA, Confartigianato e Coldiretti.

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Il PE invita la Russia a porre fine all’occupazione dei territori georgiani

Posted by fidest press agency su sabato, 16 giugno 2018

I deputati chiedono alla Russia di cessare l’occupazione dei territori georgiani dell’Abkhazia e dell’Ossezia del Sud e rispettare pienamente l’integrità territoriale della Georgia.
In una risoluzione non vincolante votata giovedì, i deputati sottolineano che a dieci anni dall’ aggressione militare contro la Georgia, la Russia continua la sua occupazione illegale dei territori georgiani dell’Abkhazia e dell’Ossezia meridionale. È stato il primo grande attacco della Russia all’ordine europeo, seguito da altri atti di aggressione, come l’annessione della Crimea e la guerra in Ucraina orientale, dichiarano i deputati.I deputati osservano, inoltre, che la Russia si rifiuta di attuare l’accordo di cessate il fuoco del 12 agosto 2008, mediato dall’UE, e rafforza costantemente la sua presenza militare illegale in tali regioni.Il Parlamento sostiene la sovranità e l’integrità territoriale della Georgia e chiede alla Russia di revocare la sua decisione di riconoscere la cosiddetta indipendenza delle regioni georgiane dell’Abkhazia e dell’Ossezia meridionale.I deputati chiedono alla Russia di ritirare tutte le sue forze militari da tali regioni, di garantire alla missione di vigilanza dell’Unione europea (EUMM) il pieno accesso ai territori occupati e di fermare l’erezione di recinzioni in filo spinato, che ostacolano i contatti interpersonali e isolano la popolazione.La risoluzione sui territori georgiani occupati, a dieci anni dall’invasione russa, è stata approvata per alzata di mano.

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Trivelle in mare: Nuovo intervento del governo contro le regioni e i territori

Posted by fidest press agency su martedì, 29 agosto 2017

trivelleCon decreto del 9 agosto il Governo ha approvato un nuovo Disciplinare-tipo per il rilascio e l’esercizio dei titoli minerari per la ricerca e l’estrazione di gas e petrolio senza coinvolgere le Regioni. Eppure nella sua sentenza 198/2017, la Corte Costituzionale aveva affermato che spetta allo Stato e, per esso al Ministro dello sviluppo economico, adottare le norme che concernono il rilascio dei titoli per ricerca ed estrazione di gas e petrolio, ma che questo deve avvenire sulla base di un adeguato coinvolgimento delle Regioni.
Il solo caso in cui il Governo ha inteso tener conto della giurisprudenza della Corte è quello delle modalità di conferimento del titolo concessorio unico verso cui le stesse compagnie petrolifere non nutrono alcun interesse.
“Pur sapendo di non poterlo fare, il Mise ha agito senza tener conto dell’esistenza delle Regioni -dichiara Enrico Gagliano, cofondatore del Coordinamento Nazionale No Triv-. Si tratta di un atto gravissimo: il Governo evidentemente non ha metabolizzato il risultato del Referendum costituzionale e continua a non volersi sedere al tavolo con le Regioni quando si tratta di decidere di energia. Dalle Regioni ci aspettiamo ovviamente una risposta ferma e risoluta”.
“In materia ormai il Governo fa quello che vuole” – afferma il Prof. Enzo Di Salvatore, costituzionalista e redattore dei sei quesiti referendari No Triv-. “Questo modo di fare, del tutto incurante dell’esito del referendum del 4 dicembre 2016, delle norme inserite nella Legge di Stabilità 2016 a seguito della campagna referendaria No Triv, e delle decisioni della Corte, si traduce in uno schiaffo al principio di legalità costituzionale e alla leale collaborazione che dovrebbe informare i rapporti tra enti territoriali. Nei prossimi giorni analizzeremo punto per punto il nuovo decreto; resta il fatto che agire in questo modo è da irresponsabili, giacché apre ad un nuovo braccio di ferro tra lo Stato e le Regioni”.
Per il Coordinamento Nazionale No Triv la strada è già tracciata: quello che si chiede è che le Regioni ricorrano al Tar Lazio entro 60 giorni dalla pubblicazione del decreto e promuovano un conflitto di attribuzione dinanzi alla Corte costituzionale.

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A Roma Tre il XXXII Congresso geografico italiano

Posted by fidest press agency su martedì, 6 giugno 2017

Mercoledì 7 Giugno 2017, ore 10:30 / 10 Giugno 2017 Scuola Lettere Filosofia Lingue Via Ostiense 234-236. La Scuola di Lettere Filosofia Lingue dell’Università Roma Tre ospiterà, dal 7 al 10 giugno 2017, il XXXII Congresso geografico italiano, promosso dall’Associazione dei geografi italiani (Agei) e organizzato dai geografi di Roma Tre e degli altri atenei pubblici romani. La sede è stata scelta dall’Agei e dal Comitato scientifico nel più giovane degli atenei pubblici della capitale, intensamente impegnato, in molte sue articolazioni disciplinari, nelle attività di studio e ricerca sul territorio e in uno scambio vivace e fattivo con la città e la regione. Nell’anno in cui ricorrono il centenario della Rivoluzione d’Ottobre e il cinquecentenario della Riforma luterana, il tema del Congresso saranno appunto le rivoluzioni e le riforme. Si tratta di un tema con il quale la geografia si è confrontata più volte. In questi ultimi anni si sono poi modificati profondamente sia i contenuti sia le pratiche della ricerca. Interventi legislativi e tagli hanno comportato una progressiva precarizzazione e una sostanziale diaspora dei geografi italiani. Se, da una parte, sono scomparsi insegnamenti, corsi di laurea e di dottorato, linee di indagine, dall’altra la ricerca, così come la formazione geografica, si confronta oggi più che mai con un contesto transdisciplinare e transnazionale. Il riferimento a paradigmi scientifici unificanti e a tradizioni consolidate si è indebolito. I linguaggi, gli interessi e i metodi si sono frammentati anche per via di fenomeni più generali quali la globalizzazione della ricerca, l’inevitabile ricambio generazionale, le difficoltà che il mondo contemporaneo pone in termini di comprensione, rappresentazione, progettualità. Il Congresso vuole valorizzare questo mosaico di diversità, ma al tempo stesso ricostruire il senso di un’appartenenza attraverso un confronto aperto sia all’interno sia e soprattutto verso l’esterno. Si adottano per questo modalità organizzative inedite rispetto alle edizioni precedenti: qualsiasi studioso o studiosa potrà proporre e gestire specifiche sessioni tematiche in autonomia, e la gran parte del programma congressuale sarà strutturato in sessioni parallele. L’idea è che il Congresso non debba essere un palcoscenico per pochi, ma un luogo che si nutre di varietà, confronti e relazioni orizzontali, aperto al contributo di tutti. L’ambizione è mostrare come la geografia, una delle forme più antiche di conoscenza del mondo, sia più che mai viva e vitale: una chiave di lettura cruciale per comprendere l’attualità e per progettare alternative, tra nuove riforme e rivoluzioni.

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Le opportunità dell’Europa per lo sviluppo economico dei territori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 marzo 2017

torinoTorino martedì 28 marzo, dalle 9.30 alle 13, nel Centro congressi di Torino Incontra. Si tratta del primo appuntamento del progetto Step (Strengthen Together the Entrepreneurial Potential) Ahead in Eu, volto ad aumentare la consapevolezza e la conoscenza degli strumenti e delle opportunità offerte dall’Unione europea per lo sviluppo economico dei territori. Sono in programma interventi di: Commissione Europea, Bei – Banca Europea degli Investimenti, Cassa Depositi e Prestiti e Abi Piemonte.Il seminario, rivolto in particolar modo agli operatori dei servizi alle attività produttive, è organizzato da Europe Direct – Città metropolitana di Torino in collaborazione con Een Alps, Camera di Commercio di Torino, Unioncamere Piemonte, Unito, Istituto Boella e Unione Industriale Torino. I saluti istituzionale saranno portati dalla consigliera con delega ai progetti europei e internazionali Anna Merlin.Il Piano di Investimenti per l’Europa (Piano Junker) è al centro della strategia generale della Commissione europea per l’occupazione, la crescita e gli investimenti. È stato pensato per mobilitare risorse finanziarie, migliorare il modo in cui la finanza raggiunge l’economia reale e rimuovere le barriere agli investimenti, migliorando la qualità della regolamentazione finanziaria e non -finanziaria a livello sia della legislazione europea sia di quella nazionale.La novità più importante del Piano è la creazione del Feis, il Fondo europeo per gli investimenti strategici, che dispone diuna dotazione iniziale di 21 miliardi di euro con l’obiettivo di mobilitare investimenti per un valore di 315 miliardi di euro nel periodo 2015 -2017, concentrandosi sull’innovazione, sulle infrastrutture e sulle piccole imprese.

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Seminario “L’Etichetta Trasparente per la tutela dell’ambiente e dei diritti dei consumatori”

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 marzo 2017

campidoglioRoma. Ieri, nella sala della Protomoteca del Campidoglio, si è tenuto il seminario “L’Etichetta Trasparente per la tutela dell’ambiente e dei diritti dei consumatori” organizzato in collaborazione con l’Associazione Internazionale Un Punto Macrobiotico (UPM).L’Associazione Internazionale UPM Un Punto Macrobiotico, fondata nel 1980 dal professore Mario Pianesi conta oltre 80 mila soci. E’ un Ente con finalità assistenziali e culturali riconosciuto dal Ministero dell’Interno che collabora con Istituzioni, italiane e internazionali, per la diffusione di stili di vita ed alimentari più sani, equilibrati e sostenibili.Nel 1980 Pianesi ha ideato un modello di etichettatura che, in aggiunta alle informazioni previste dalla normativa vigente, riporta indicazioni su origine, caratteristiche e impatto ambientale come la quantità di energia, di acqua utilizzata e di CO2 prodotta per ogni prodotto.
In Italia, ad oggi, sono oltre un centinaio le aziende del settore agroalimentare che hanno deciso di applicare l’Etichetta Trasparente Pianesiana, premiata nel 2015 dall’Assoutenti come migliore etichetta alimentare. Sono intervenuti al convegno: Daniele Frongia, Assessore allo Sport, alle Politiche Giovanili e ai Grandi Eventi di Roma Capitale; Laura Baldassarre, Assessora alla Persona, alla Scuola e alla Comunità solidale Roma Capitale; Antonio Ricciardi, Vice Comandante Generale dell’Arma di Carabinieri e Comandante dell’Unità forestale, Ambientale ed Agroalimentare dei Carabinieri; Nicola Sebastiani, Vice Ispettore Generale – Ispettorato Generale della Sanità Militare – Ministero della Difesa; Mario Pianesi, Ideatore, Fondatore e Presidente dell’Associazione Internazionale UPM; Francesco Fallucca, Presidente del Centro Internazionale Studi Diabete – Co-presidente Centro Internazionale Studi AAASE; Paolo Pozzilli, Direttore Area di Endocrinologia e Diabetologia Univ.tà Campus Bio-Medico – Coordinatore Regione Lazio Società Italiana di Endocrinologia e Paolo Borghi, Ordinario di Diritto dell’UE e di Diritto Alimentare-Università di Ferrara.

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“Sui nostri territori decidiamo NOi!”

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 ottobre 2016

Fondazione Basso - Sezione InternazionaleRoma oggi 28 Ottobre alle 11.30 presso la Fondazione Lelio Basso in via della Dogana Vecchia n.5, Roma, verrà presentato alla stampa l’appello “Sui nostri territori #decidiamoNOi”, attraverso il quale oltre 150 realtà territoriali hanno scelto di esprimere la propria posizione sulla riforma costituzionale.
Interverranno: – Paolo Maddalena / vicepresidente emerito Corte Costituzionale
– Tomaso Montanari / Storico dell’arte, Università Federico II di Napoli
– Enzo Di Salvatore / Costituzionalista, Università di Teramo – Coord. Nazionale No Triv
– Marica Di Pierri / Associazione A Sud
– Martina Carpani / Rete della Conoscenza
– Luigi Iasci / Movimento No Ombrina
Saranno, inoltre, presenti i rappresentanti delle realtà promotrici dell’appello.
L’appello dei “Territori per il NO” spiega le ragioni della contrarietà delle realtà firmatarie alla riforma Renzi-Boschi: netta opposizione al disegno centralista alla base della revisione del Titolo V e all’introduzione della clausola di supremazia statale. Un NO che è al contempo rivendicazione di un allargamento della base democratica e di un ripensamento della democrazia che parta dalla redistribuzione di poteri decisionali a territori e enti democratici di prossimità.
L’iniziativa si situa in forte continuità con la straordinaria mobilitazione popolare costruita sui territori attorno al referendum abrogativo dello scorso 17 aprile. Oltre 150 le adesioni raccolte in pochi giorni da ogni angolo del Paese.
Tra i firmatari, i principali comitati e movimenti territoriali d’Italia: dal Coordinamento Nazionale NO Triv ai comitati NO Tav e NO MUOS alla Coalizione campana Stop Biocidio, dalle associazioni nazionali ISDE – Medici per l’Ambiente, Rete della Conoscenza e A Sud alle reti territoriali di Abruzzo, Sardegna, Veneto, Basilicata, Puglia, Lombardia, e di numerose altre regioni italiane.

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Europa,Territori e opportunità

Posted by fidest press agency su martedì, 12 luglio 2016

Cagliari_panoramaCagliari sabato 16 luglio a partire dalle ore 10.00, nella Fondazione di Sardegna in Via San Salvatore da Horta,2 se ne discuterà in un incontro pubblico organizzato dall’associazione TDM 2000 che includerà, tra le altre cose, approfondimenti sui vantaggi garantiti dall’Europa nei settori della sicurezza, della partecipazione democratica, dell’impresa e del turismo. All’incontro interverranno i Parlamentari Europei Salvatore Cicu (Italia, PPE), Daniele Viotti(Italia, PSE) Roberta Metsola (Malta, PPE), Graziano Milia (Fondazione di Sardegna), Andrea Ferrara (Agenzia Nazionale Giovani) e rappresentanti di Istituzioni e organizzazioni locali.
La distanza percepita da molti cittadini tra Unione Europea e territori rappresenta una delle principali minacce al processo di integrazione europea, come dimostrano la “Brexit” e i numerosi movimenti e partiti che chiedono l’uscita del proprio Paese dall’Unione.

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