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Posts Tagged ‘territori’

“L’Italia festeggia sui territori il Tuber magnatum con una serie di avvenimenti……” e nel Molise?

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 ottobre 2019

Di Pasquale Di Lena. E’ la terra per eccellenza (40% della raccolta media annuale) del tartufo bianco. Una perdita di immagine enorme, visto l’interesse e la curiosità che il consumatore del mondo riserva a questo pregiato tubero. La dimostrazione che nel Molise ogni raccoglitore pensa a come fare affari e che le istituzioni non sanno cosa riserva il proprio territorio e, quando lo sanno, non fanno niente per comunicare. Un’occasione persa per uno dei possibili turismi molisani animato dal tartufo. Un’occasione persa per le imprese che vivono sull’ospitalità e penso, soprattutto, alla sempre più quotata ristorazione molisana che ha forte bisogno della promozione del territorio Molise. Si pagano gli annunci alto sonanti e si paga ancor di più la mancanza di programmazione e di una strategia di marketing, che può risultare efficace e vincente solo se ha strumenti e struttura all’altezza del compito – per niente facile vista la forte concorrenza che anima il mercato – e solo se programmata nel tempo. L’idea “Piacere Molise”, nata nella prima metà degli anni ’90, e, in pratica, mai realizzata, è ancora vincente se viene presa in considerazione. La farfalla colorata c’è, si tratta solo di farla volare nelle direzioni giuste perché il territorio abbia, con tutti i suoi protagonisti, le risposte che merita.

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Scuola: gli alunni vanno male per colpa della didattica sbagliata e non dei territori sfavorevoli

Posted by fidest press agency su martedì, 16 luglio 2019

Pur di fare la volata allo scellerato disegno di legge sull’autonomia differenziata, il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti è disposto a dimostrare l’impossibile: è arrivato a dire che “gli esiti negativi dell’Invalsi non dipendono da differenze territoriali ma dalla didattica”. Secondo Bussetti, i numeri preoccupanti delle prove Invalsi, secondo i quali in regioni come Campania, Calabria e Sicilia oltre la metà degli studenti arriva alla maturità con l’insufficienza sia in italiano che in matematica, “confermano che il vero gap si origina già dalla scuola primaria e in alcuni casi si amplifica: non è una questione Nord-Sud ma di didattica”. Replica Marcello Pacifico (Anief): “Non si possono travisare le cose in questo modo, perché oggi un bambino che nasce nell’entroterra di una provincia minore del Sud ha molte meno possibilità di diventare un alunno brillante rispetto a un coetaneo che nasce a Trento, in Val d’Aosta o a Cuneo. Pensare che sia solo un problema di didattica, significa non volere ammettere la realtà. Ovvero che la povertà territoriale incide in modo sensibile sulla formazione delle nuove generazioni”.
Pur di non ammettere la realtà, ovvero che nelle aree del Paese più disagiate e con pochi servizi a disposizione del territorio, gli alunni raggiungono in media risultati scolastici meno soddisfacenti, sono più inclini a lasciare gli studi prima del tempo e hanno anche alte possibilità di diventare Neet, Bussetti arriva a mettere in dubbio le capacità d’insegnamento dei docenti. E tiene a far sapere all’opinione pubblica che l’amministrazione centrale sta lavorando in questa direzione.Il ministro prosegue poi affermando che si sta lavorando per migliorare le competenze didattiche dei docenti e che i risultati si vedranno con il tempo: “Abbiamo impostato un lavoro per migliorare la didattica dei nostri docenti – ha aggiunto – i risultati si vedranno col tempo. Gli insegnanti, oggi, sono chiamati a lavorare in campi diversi da quello alunno-docente, gli insegnanti sono impegnati sotto tanti profili; ci sono tante agenzie educative intorno ai nostri ragazzi”. “Nelle parole del ministro dell’Istruzione – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – si coglie anche la volontà di andare a trovare nei docenti la causa del mancato raggiungimento degli obiettivi minimi da parte di tanti alunni. Vorremmo ricordare a Bussetti che anche nel Nord-Ovest dell’Italia, dove le prove Invalsi ci dicono che gli alunni raggiungono competenze su livelli allineati con gli altri Paesi avanzati, insegnano docenti del Sud, come nel Meridione”.“Nella scuola pubblica italiana – continua il sindacalista autonomo – la percentuale di insegnanti delle regioni del Sud è particolarmente elevata. In tutto il territorio nazionale, tanto è vero che la Lega tenta da anni di istituire i concorsi su base regionale e ora sta facendo di tutto per fare approvare il domicilio professionale come elemento imprescindibile per partecipare al nuovo reclutamento. Quindi, considerando che i docenti hanno la medesima estrazione culturale e metodologica, poiché gli artefici della didattica solo proprio gli insegnanti, come si fa a sostenere che il territorio non incide sui livelli di formazione acquisita?”.“Noi, come Anief, continuiamo a pensare che il contesto, il territorio, la situazione socio-economica locale e familiare, siano alla base del successo formativo della stragrande maggioranza degli studenti”.

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30°Seminario Europa Ciofs-Fp

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 settembre 2018

Roma, 19 – 20 settembre 2018 Hotel Villa Eur Parco dei Pini, P. le Marcellino Champagnat, 2 e sempre a Roma il 21 settembre 2018 Palazzo Valentini, Aula Consiliare “Giorgio Fregosi”, Via IV Novembre 119/a, XXX° Seminario Europa ideato ed organizzato dal Ciofs-Fp (Centro italiano Opere Femminili Salesiane-Formazione Professionale) e da Forma (Associazione Nazionale enti di formazione professionale) è la più importante e longeva iniziativa di informazione e confronto sulla formazione professionale e occupazione giovanile in Italia.La preparazione ai mestieri necessita di concretezza e vicinanza ai territori, alle esigenze della produttività che nascono e si evolvono velocemente; per questo il tema scelto per l’edizione 2018 vuole metter a fuoco quali sono le miglior scelte possibili per rendere fluido e veloce il tandem centri di formazione e imprese.
Aprirà i lavori il mercoledì 19 settembre il presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti, seguiranno i contributi degli esperti per illustrare l’attuale organizzazione del sistema di reti tra formatori e aziende. Il Seminario Europa nella sua storia ha sempre ampliato gli orizzonti collaborando e ospitando delegati di altri paesi: il 20 settembre Mara Brugia, Direttore CEDEFOP, l’organo comunitario che promuove la formazione ai mestieri e le occupazionali giovanile, farà un intervento centrato sull’imprescindibilità di considerare il mondo produttivo lo stakeholder ei formatori e porterà ad esempio i modelli di governance efficaci adotti da altri paesi della CEE.
Spunti, suggerimenti, osservazioni case history che accenderanno il dibattito conclusivo in una tavola rotonda a Palazzo Valentini, con la presentazione di questo nuovo progetto di filiera pensato con il mondo produttivo e illustrato al Sottosegretario di Stato del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Claudio Durigon. Saranno presenti l’ANPAL (Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro) con il presidente Maurizio Del Conte, l’INAPP (Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche) con il direttore Generale Paola Nicastro, numerose rappresentanze di Regioni italiane, CISL Scuola, insieme a Andrea Melchiorri per CONFINDUSTRIA, Confartigianato e Coldiretti.

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Il PE invita la Russia a porre fine all’occupazione dei territori georgiani

Posted by fidest press agency su sabato, 16 giugno 2018

I deputati chiedono alla Russia di cessare l’occupazione dei territori georgiani dell’Abkhazia e dell’Ossezia del Sud e rispettare pienamente l’integrità territoriale della Georgia.
In una risoluzione non vincolante votata giovedì, i deputati sottolineano che a dieci anni dall’ aggressione militare contro la Georgia, la Russia continua la sua occupazione illegale dei territori georgiani dell’Abkhazia e dell’Ossezia meridionale. È stato il primo grande attacco della Russia all’ordine europeo, seguito da altri atti di aggressione, come l’annessione della Crimea e la guerra in Ucraina orientale, dichiarano i deputati.I deputati osservano, inoltre, che la Russia si rifiuta di attuare l’accordo di cessate il fuoco del 12 agosto 2008, mediato dall’UE, e rafforza costantemente la sua presenza militare illegale in tali regioni.Il Parlamento sostiene la sovranità e l’integrità territoriale della Georgia e chiede alla Russia di revocare la sua decisione di riconoscere la cosiddetta indipendenza delle regioni georgiane dell’Abkhazia e dell’Ossezia meridionale.I deputati chiedono alla Russia di ritirare tutte le sue forze militari da tali regioni, di garantire alla missione di vigilanza dell’Unione europea (EUMM) il pieno accesso ai territori occupati e di fermare l’erezione di recinzioni in filo spinato, che ostacolano i contatti interpersonali e isolano la popolazione.La risoluzione sui territori georgiani occupati, a dieci anni dall’invasione russa, è stata approvata per alzata di mano.

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Trivelle in mare: Nuovo intervento del governo contro le regioni e i territori

Posted by fidest press agency su martedì, 29 agosto 2017

trivelleCon decreto del 9 agosto il Governo ha approvato un nuovo Disciplinare-tipo per il rilascio e l’esercizio dei titoli minerari per la ricerca e l’estrazione di gas e petrolio senza coinvolgere le Regioni. Eppure nella sua sentenza 198/2017, la Corte Costituzionale aveva affermato che spetta allo Stato e, per esso al Ministro dello sviluppo economico, adottare le norme che concernono il rilascio dei titoli per ricerca ed estrazione di gas e petrolio, ma che questo deve avvenire sulla base di un adeguato coinvolgimento delle Regioni.
Il solo caso in cui il Governo ha inteso tener conto della giurisprudenza della Corte è quello delle modalità di conferimento del titolo concessorio unico verso cui le stesse compagnie petrolifere non nutrono alcun interesse.
“Pur sapendo di non poterlo fare, il Mise ha agito senza tener conto dell’esistenza delle Regioni -dichiara Enrico Gagliano, cofondatore del Coordinamento Nazionale No Triv-. Si tratta di un atto gravissimo: il Governo evidentemente non ha metabolizzato il risultato del Referendum costituzionale e continua a non volersi sedere al tavolo con le Regioni quando si tratta di decidere di energia. Dalle Regioni ci aspettiamo ovviamente una risposta ferma e risoluta”.
“In materia ormai il Governo fa quello che vuole” – afferma il Prof. Enzo Di Salvatore, costituzionalista e redattore dei sei quesiti referendari No Triv-. “Questo modo di fare, del tutto incurante dell’esito del referendum del 4 dicembre 2016, delle norme inserite nella Legge di Stabilità 2016 a seguito della campagna referendaria No Triv, e delle decisioni della Corte, si traduce in uno schiaffo al principio di legalità costituzionale e alla leale collaborazione che dovrebbe informare i rapporti tra enti territoriali. Nei prossimi giorni analizzeremo punto per punto il nuovo decreto; resta il fatto che agire in questo modo è da irresponsabili, giacché apre ad un nuovo braccio di ferro tra lo Stato e le Regioni”.
Per il Coordinamento Nazionale No Triv la strada è già tracciata: quello che si chiede è che le Regioni ricorrano al Tar Lazio entro 60 giorni dalla pubblicazione del decreto e promuovano un conflitto di attribuzione dinanzi alla Corte costituzionale.

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A Roma Tre il XXXII Congresso geografico italiano

Posted by fidest press agency su martedì, 6 giugno 2017

Mercoledì 7 Giugno 2017, ore 10:30 / 10 Giugno 2017 Scuola Lettere Filosofia Lingue Via Ostiense 234-236. La Scuola di Lettere Filosofia Lingue dell’Università Roma Tre ospiterà, dal 7 al 10 giugno 2017, il XXXII Congresso geografico italiano, promosso dall’Associazione dei geografi italiani (Agei) e organizzato dai geografi di Roma Tre e degli altri atenei pubblici romani. La sede è stata scelta dall’Agei e dal Comitato scientifico nel più giovane degli atenei pubblici della capitale, intensamente impegnato, in molte sue articolazioni disciplinari, nelle attività di studio e ricerca sul territorio e in uno scambio vivace e fattivo con la città e la regione. Nell’anno in cui ricorrono il centenario della Rivoluzione d’Ottobre e il cinquecentenario della Riforma luterana, il tema del Congresso saranno appunto le rivoluzioni e le riforme. Si tratta di un tema con il quale la geografia si è confrontata più volte. In questi ultimi anni si sono poi modificati profondamente sia i contenuti sia le pratiche della ricerca. Interventi legislativi e tagli hanno comportato una progressiva precarizzazione e una sostanziale diaspora dei geografi italiani. Se, da una parte, sono scomparsi insegnamenti, corsi di laurea e di dottorato, linee di indagine, dall’altra la ricerca, così come la formazione geografica, si confronta oggi più che mai con un contesto transdisciplinare e transnazionale. Il riferimento a paradigmi scientifici unificanti e a tradizioni consolidate si è indebolito. I linguaggi, gli interessi e i metodi si sono frammentati anche per via di fenomeni più generali quali la globalizzazione della ricerca, l’inevitabile ricambio generazionale, le difficoltà che il mondo contemporaneo pone in termini di comprensione, rappresentazione, progettualità. Il Congresso vuole valorizzare questo mosaico di diversità, ma al tempo stesso ricostruire il senso di un’appartenenza attraverso un confronto aperto sia all’interno sia e soprattutto verso l’esterno. Si adottano per questo modalità organizzative inedite rispetto alle edizioni precedenti: qualsiasi studioso o studiosa potrà proporre e gestire specifiche sessioni tematiche in autonomia, e la gran parte del programma congressuale sarà strutturato in sessioni parallele. L’idea è che il Congresso non debba essere un palcoscenico per pochi, ma un luogo che si nutre di varietà, confronti e relazioni orizzontali, aperto al contributo di tutti. L’ambizione è mostrare come la geografia, una delle forme più antiche di conoscenza del mondo, sia più che mai viva e vitale: una chiave di lettura cruciale per comprendere l’attualità e per progettare alternative, tra nuove riforme e rivoluzioni.

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Le opportunità dell’Europa per lo sviluppo economico dei territori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 marzo 2017

torinoTorino martedì 28 marzo, dalle 9.30 alle 13, nel Centro congressi di Torino Incontra. Si tratta del primo appuntamento del progetto Step (Strengthen Together the Entrepreneurial Potential) Ahead in Eu, volto ad aumentare la consapevolezza e la conoscenza degli strumenti e delle opportunità offerte dall’Unione europea per lo sviluppo economico dei territori. Sono in programma interventi di: Commissione Europea, Bei – Banca Europea degli Investimenti, Cassa Depositi e Prestiti e Abi Piemonte.Il seminario, rivolto in particolar modo agli operatori dei servizi alle attività produttive, è organizzato da Europe Direct – Città metropolitana di Torino in collaborazione con Een Alps, Camera di Commercio di Torino, Unioncamere Piemonte, Unito, Istituto Boella e Unione Industriale Torino. I saluti istituzionale saranno portati dalla consigliera con delega ai progetti europei e internazionali Anna Merlin.Il Piano di Investimenti per l’Europa (Piano Junker) è al centro della strategia generale della Commissione europea per l’occupazione, la crescita e gli investimenti. È stato pensato per mobilitare risorse finanziarie, migliorare il modo in cui la finanza raggiunge l’economia reale e rimuovere le barriere agli investimenti, migliorando la qualità della regolamentazione finanziaria e non -finanziaria a livello sia della legislazione europea sia di quella nazionale.La novità più importante del Piano è la creazione del Feis, il Fondo europeo per gli investimenti strategici, che dispone diuna dotazione iniziale di 21 miliardi di euro con l’obiettivo di mobilitare investimenti per un valore di 315 miliardi di euro nel periodo 2015 -2017, concentrandosi sull’innovazione, sulle infrastrutture e sulle piccole imprese.

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Seminario “L’Etichetta Trasparente per la tutela dell’ambiente e dei diritti dei consumatori”

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 marzo 2017

campidoglioRoma. Ieri, nella sala della Protomoteca del Campidoglio, si è tenuto il seminario “L’Etichetta Trasparente per la tutela dell’ambiente e dei diritti dei consumatori” organizzato in collaborazione con l’Associazione Internazionale Un Punto Macrobiotico (UPM).L’Associazione Internazionale UPM Un Punto Macrobiotico, fondata nel 1980 dal professore Mario Pianesi conta oltre 80 mila soci. E’ un Ente con finalità assistenziali e culturali riconosciuto dal Ministero dell’Interno che collabora con Istituzioni, italiane e internazionali, per la diffusione di stili di vita ed alimentari più sani, equilibrati e sostenibili.Nel 1980 Pianesi ha ideato un modello di etichettatura che, in aggiunta alle informazioni previste dalla normativa vigente, riporta indicazioni su origine, caratteristiche e impatto ambientale come la quantità di energia, di acqua utilizzata e di CO2 prodotta per ogni prodotto.
In Italia, ad oggi, sono oltre un centinaio le aziende del settore agroalimentare che hanno deciso di applicare l’Etichetta Trasparente Pianesiana, premiata nel 2015 dall’Assoutenti come migliore etichetta alimentare. Sono intervenuti al convegno: Daniele Frongia, Assessore allo Sport, alle Politiche Giovanili e ai Grandi Eventi di Roma Capitale; Laura Baldassarre, Assessora alla Persona, alla Scuola e alla Comunità solidale Roma Capitale; Antonio Ricciardi, Vice Comandante Generale dell’Arma di Carabinieri e Comandante dell’Unità forestale, Ambientale ed Agroalimentare dei Carabinieri; Nicola Sebastiani, Vice Ispettore Generale – Ispettorato Generale della Sanità Militare – Ministero della Difesa; Mario Pianesi, Ideatore, Fondatore e Presidente dell’Associazione Internazionale UPM; Francesco Fallucca, Presidente del Centro Internazionale Studi Diabete – Co-presidente Centro Internazionale Studi AAASE; Paolo Pozzilli, Direttore Area di Endocrinologia e Diabetologia Univ.tà Campus Bio-Medico – Coordinatore Regione Lazio Società Italiana di Endocrinologia e Paolo Borghi, Ordinario di Diritto dell’UE e di Diritto Alimentare-Università di Ferrara.

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“Sui nostri territori decidiamo NOi!”

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 ottobre 2016

Fondazione Basso - Sezione InternazionaleRoma oggi 28 Ottobre alle 11.30 presso la Fondazione Lelio Basso in via della Dogana Vecchia n.5, Roma, verrà presentato alla stampa l’appello “Sui nostri territori #decidiamoNOi”, attraverso il quale oltre 150 realtà territoriali hanno scelto di esprimere la propria posizione sulla riforma costituzionale.
Interverranno: – Paolo Maddalena / vicepresidente emerito Corte Costituzionale
– Tomaso Montanari / Storico dell’arte, Università Federico II di Napoli
– Enzo Di Salvatore / Costituzionalista, Università di Teramo – Coord. Nazionale No Triv
– Marica Di Pierri / Associazione A Sud
– Martina Carpani / Rete della Conoscenza
– Luigi Iasci / Movimento No Ombrina
Saranno, inoltre, presenti i rappresentanti delle realtà promotrici dell’appello.
L’appello dei “Territori per il NO” spiega le ragioni della contrarietà delle realtà firmatarie alla riforma Renzi-Boschi: netta opposizione al disegno centralista alla base della revisione del Titolo V e all’introduzione della clausola di supremazia statale. Un NO che è al contempo rivendicazione di un allargamento della base democratica e di un ripensamento della democrazia che parta dalla redistribuzione di poteri decisionali a territori e enti democratici di prossimità.
L’iniziativa si situa in forte continuità con la straordinaria mobilitazione popolare costruita sui territori attorno al referendum abrogativo dello scorso 17 aprile. Oltre 150 le adesioni raccolte in pochi giorni da ogni angolo del Paese.
Tra i firmatari, i principali comitati e movimenti territoriali d’Italia: dal Coordinamento Nazionale NO Triv ai comitati NO Tav e NO MUOS alla Coalizione campana Stop Biocidio, dalle associazioni nazionali ISDE – Medici per l’Ambiente, Rete della Conoscenza e A Sud alle reti territoriali di Abruzzo, Sardegna, Veneto, Basilicata, Puglia, Lombardia, e di numerose altre regioni italiane.

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Europa,Territori e opportunità

Posted by fidest press agency su martedì, 12 luglio 2016

Cagliari_panoramaCagliari sabato 16 luglio a partire dalle ore 10.00, nella Fondazione di Sardegna in Via San Salvatore da Horta,2 se ne discuterà in un incontro pubblico organizzato dall’associazione TDM 2000 che includerà, tra le altre cose, approfondimenti sui vantaggi garantiti dall’Europa nei settori della sicurezza, della partecipazione democratica, dell’impresa e del turismo. All’incontro interverranno i Parlamentari Europei Salvatore Cicu (Italia, PPE), Daniele Viotti(Italia, PSE) Roberta Metsola (Malta, PPE), Graziano Milia (Fondazione di Sardegna), Andrea Ferrara (Agenzia Nazionale Giovani) e rappresentanti di Istituzioni e organizzazioni locali.
La distanza percepita da molti cittadini tra Unione Europea e territori rappresenta una delle principali minacce al processo di integrazione europea, come dimostrano la “Brexit” e i numerosi movimenti e partiti che chiedono l’uscita del proprio Paese dall’Unione.

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Non-EU skilled workers: common rules to ease intra-corporate transfers

Posted by fidest press agency su sabato, 15 marzo 2014

commissione europeaNon-EU skilled employees working for multinational companies should be easier transferred from a branch outside the EU to a division or subsidiary within the EU, under a draft law backed by the Civil Liberties Committee on Monday. The new rules would make it easier to move transferred workers between EU Member States and entitle their relatives to work in the host country, too. The new EU directive would introduce a common set of rules to make it easier for companies outside Europe to send key staff to their branches within the EU (so-called “intra-corporate” transfers). It would be addressed to non-EU managers, specialists and trainee employees who live outside the EU and possess knowledge specific to the company. “With this text, Parliament is giving a clear answer to the need to boost legal migration linked to the European labour market needs. This constitutes an opportunity for growth through high-skilled workers’ competences and talents. The intra-European mobility scheme is an innovative tool, not linked to Schengen, laying down clear rules and faster procedures for near 15,000 non-EU nationals that are transferred to the EU every year. Managers, specialists and trainee employees, as well as their family members, will be finally protected under a balanced legislative framework”, said rapporteur Salvatore Iacolino (EPP, IT) after the committee vote.
“Despite this, the European Parliament’s Employment Committee did not support a compromise text which I trust it could be adopted in plenary in April”, he added.EU countries would have to accept or reject a transfer application as soon as possible and, at the latest, within 90 days after the complete application was lodged and they would retain the right to decide on the number of third-country nationals admitted to their territory.Successful applicants would obtain a combined residence and work permit in a Member State. They would also benefit from rights comparable to those of nationals of the host EU country regarding remuneration, freedom of affiliation to a trade union, recognition of diplomas, some branches of social security (unless the laws of the country of origin apply as established by a bilateral agreement with the host Member State) and access to public goods and services, except housing. National governments may decide not to grant family benefits to those employees staying less than 9 months in the EU.Working conditions would be comparable to those of posted workers, the agreed text says.
Under the text resulting from the negotiations, the permit would be valid for a maximum of 3 years in the case of managers and specialists and 1 year for trainee employees.

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Territori e cittadini

Posted by fidest press agency su martedì, 24 gennaio 2012

“Consorzi di bonifica ed Amministrazioni Comunali devono stringere ovunque Patti per il Territorio, finalizzati ai migliorare lo scambio di informazioni e l’efficienza operativa nell’interesse dei cittadini.”
Lo afferma Massimo Gargano, Presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni, presente a Mogliano Veneto, nel trevigiano, per la firma del Protocollo d’Intesa fra A.N.C.I. (Associazione Nazionale Comuni Italiani) Veneto ed Unione Veneta Bonifiche. “Si tratta di dare sistematicità alle centinaia di accordi, che già esistono localmente; lo evidenzieremo anche in occasione della presentazione del nuovo Piano Nazionale per la Mitigazione del Rischio Idrogeologico, prevista a Roma il prossimo 15 febbraio. D’altronde, la sicurezza del territorio è elemento cardine per lo sviluppo ed oggi è minata non solo dagli evidenti cambiamenti climatici, ma anche da una spesso dissennata programmazione urbanistica. Basti pensare che, in anni recenti, nel nostro Paese è stata cementificata una superficie pari all’intera Italia Settentrionale; assumerne consapevolezza per evitare il ripetersi degli errori è quanto chiedono i consorzi di bonifica ai Comuni.”

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L’Italia riconosca lo stato palestinese

Posted by fidest press agency su sabato, 17 settembre 2011

Di Agostino Spatar. Mentre ri-esplodono gli scandali delle frequentazioni notturne e diurne di Silvio Berlusconi, permettetemi di ricordare che il suo governo si è assunto la grave responsabilità di votare contro la richiesta, avanzata all’Onu da Abu Mazen, per il riconoscimento pieno dello Stato del popolo martire di Palestina entro i territori del 1967 assegnati dall’Onu del 1947 e confermati dalla risoluzione n. 242/1967 del CdS dell’Onu che chiedeva l’immediato ritiro dai territori palestinesi delle forze d’occupazione israeliane. Credo che il “no” detto da Berlusconi ai palestinesi sia molto più grave di quello che egli avrebbe ricevuto da Emanuela Arcuri.
Il governo non può rifiutare, in nome del popolo italiano, una richiesta legittima e dolorosamente motivata da 63 anni (sì, sessantatre anni, avete letto bene!) di spoliazioni di beni, espulsioni, diaspore, massacri, occupazioni militari, distruzioni di abitazioni, repressione, incarceramenti, sfruttamento della forza lavoro,miseria, privazioni di ogni sorta e persino tentativi di distruzione della identità culturale ed etnica. Esagerazioni? Faziosità? Per una verifica di tali affermazioni, rimando agli scritti di diversi pacifisti israeliani che le documentano. Per tutti cito “Sacred Landscape” opera di Meron Benvenisti, esponente israeliano della prima ora, a lungo amministratore di Gerusalemme, ampiamente richiamato da Riccardo Cristiano nel suo “La speranza svanita” (Editori Riuniti, 2002). In questo testo, scritto non da un arabo facinoroso, fazioso, ma da uno “dei più grandi figli d’Israele”, troverete quello che mai nessun giornalista e commentatore occidentale ha detto sui metodi adottati dagli israeliani per cacciare dai loro villaggi, dalle loro terre gli arabi palestinesi e privarli di ogni diritto. Dopo è venuto il “terrorismo” palestinese, che personalmente condanno, ossia la risposta disperata di alcuni gruppi al permanere dell’occupazione israeliana.
Per altro, non bisognerebbe dimenticare che il terrorismo in Palestina l’ hanno introdotto e, sanguinosamente sperimentato, le bande armate di Begin (che diventerà primo ministro d’Israele) ai danni degli arabi e delle forze di garanzia inglesi che esercitavano il mandato internazionale.
Da notare che tale iniquo trattamento è stato applicato soltanto ai danni dei palestinesi. Mentre, cioè, l’intero terzo mondo si liberava dal giogo coloniale, nascevano nuovi Stati (l’ultimo, il Sud Sudan, è nato un mese fa) e confederazioni di stati, soltanto il popolo palestinese è rimasto senza Stato. Perché? Che cosa ha fatto di male? In realtà, i palestinesi il male lo hanno subito, nell’indifferenza generale del mondo, hanno perfino rischiato di essere cancellati dalla faccia della terra, di perdere la loro dignità di popolo che solo grazie all’opera di Yasser Arafat e dell’Olp è stata salvaguardata e rilanciata come una “questione” primaria della politica internazionale.
Di fronte a questo diritto, non reggono gli speciosi argomenti per aggirarlo e tanto meno le minacce di taluni esponenti israeliani che dimenticano che Israele è uno Stato creato dall’Onu per un risarcimento da altri dovuto, che ovviamente ha diritto di esistere e di vivere in pace con i suoi vicini, ma non di occuparli. Quanto è difficile fare capire le ragioni dei deboli! Soprattutto, a certi esponenti politici ed analisti, che, spesso, sbagliano l’analisi come l’ultima sulla “primavera araba” che per cacciare il tiranno ha, forse, aperto la porta del dragone.
Perciò, spiace che gli Stati Uniti di Obama, invece di dare corso alle speranze che egli stesso aveva acceso anche riguardo alla questione palestinese, continuano a minacciare incomprensibili veti.
Se oggi una piccola, ibrida minoranza di deputati chiede al governo di votare “no”, ricordo che nel 1982 presentammo al governo una richiesta unitaria, sottoscritta dalla stragrande maggioranza dei deputati (450, fra i quali i tre segretari di Dc, Pci, Psi: Zaccagnini, Berlinguer e Craxi ossia i rappresentanti di circa il 90% dell’elettorato italiano), con la quale si chiedeva il riconoscimento dei diritti nazionali del popolo palestinese. La mozione sarà approvata dalla Camera, ma il governo, allora presieduto dal troppo filo atlantico Spadolini, non volle dare seguito alla decisione parlamentare. Non so se si possa fare un confronto fra la maggioranza parlamentare di allora e la minoranza attuale. So di sicuro che il no annunciato dal governo Berlusconi è il vero errore che bisognerebbe evitare. (Agostino Spataro – in sintesi)

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Chiusura Ice

Posted by fidest press agency su domenica, 17 luglio 2011

“La riorganizzazione di servizi e funzioni dell’ICE non depotenzierà i processi di internazionalizzazione delle imprese nella vasta fascia dell’Africa subsahariana. In quell’area l’apporto dell’Ice è stato sempre minimo, quasi impercettibile. A creare le vere condizioni di investimento alle imprese sono sempre stati enti come la Camera di Commercio ItalAfrica Centrale che, con molto coraggio e mezzi propri hanno esplorato quei territori, si sono radicati, hanno lavorato sodo e solo quando le condizioni lo hanno permesso hanno presentato alle aziende le potenzialità di mercati che continuavano a restare sconosciuti all’Ice”. Le misure che in Finanziaria stravolgono presente e futuro dell’Istituto per il Commercio Estero trovano d’accordo l’ing. Alfredo Cestari, Presidente della Camera di Commercio ItalAfrica Centrale: “Le istituzioni riconosciute dal tessuto imprenditoriale sono quelle che producono risultati proporzionati all’investimento necessario per il loro mantenimento. L’Ice era sostanzialmente fuori da questo parametro, il Governo bene ha fatto a rivederne organizzazione e finalità per evitare di perseverare negli errori del passato. Con numeri diversi sarebbe stato molto difficile depotenziare un istituto invece funzionante, produttivo e fermo punto di riferimento per centinaia di imprese”. E proprio alle imprese il presidente di ItalAfrica si rivolge: “Le missioni imprenditoriali all’estero sono utili quando producono contratti ed economia. Esse sono il punto d’arrivo di un lavoro fatto di relazioni ed interlocuzioni durato anni e svolto nella continua ricerca dei giusti accreditamenti di natura diplomatica, istituzionale e imprenditoriale con il tessuto locale i cui attori riconoscano l’’ente proponente’ quale interlocutore valido ed affidabile. In Africa subsahariana ciò accade di sicuro con ItalAfrica. Per questo, per le nostre imprese, in Africa non cambierà nulla”.
La Camera di Commercio ItalAfrica Centrale-Unioncamere è Ente senza scopi di lucro. Fondata del 2004, iscritta registro delle Camere di Commercio italo-estere del Min. degli Affari Esteri. La Camera di Commercio ItalAfrica Centrale associa oltre 300 tra grandi e PMI nazionali interessate alla internazionalizzazione delle attività nei Paesi della fascia sub sahariana.

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Roma costruire l’alternativa

Posted by fidest press agency su martedì, 24 Mag 2011

Roma. “Sì alla proposta lanciata ieri dalle colonne del Corriere della Sera dall’On. Gasbarra. Pertanto fine del correntismo, primarie subito e costruzione di un’alternativa in grado di rimediare al malgoverno delle destre e al degrado morale e politico in cui versa la capitale e la regione Lazio. Urge un autentico cambio di passo e un confronto serio con chi ha rinunciato a partecipare perché deluso da questo modo di intendere la gestione del potere. Il duo Alemanno-Polverini ha saccheggiato il grande patrimonio culturale della nostra terra, riducendo il confronto politico ad una disputa nord-centro o, peggio, ad uno scontro interno tra le diverse anime del Pdl e dintorni. La nostra risposta, di fronte al deserto, è quella di imporre una linea vincente che dia nuova linfa ai nostri territori e che consenta una ripresa di tutte quelle risorse che oggi appaiono soffocate. Ma questo sarà possibile solo se riusciremo come PD a mostrare compattezza e ad essere capaci di parlare lo stesso linguaggio ad un tempo solo”. Lo dichiara in un comunicato il responsabile del Pd di Roma.

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Fare impresa in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 marzo 2011

Non è mai stato facile. Anche se la voglia di mettersi in proprio non manca, tanti bei progetti dei giovani si bloccano davanti alle barriere che scoraggiano gli aspiranti imprenditori. Ma non è così dappertutto: ci sono territori in cui proprio i giovani trovano condizioni più favorevoli per lavorare e per aprire un’azienda. La classifica delle regioni ‘amiche’ dei ragazzi che vogliono mettersi in proprio è stata stilata dall’Ufficio studi di Confartigianato e presentata all’Assemblea Nazionale dei Giovani Imprenditori di Confartigianato. Il divario Nord – Sud risulta evidente dalla poca capacità del Mezzogiorno di creare un contesto idoneo a  favorire il lavoro e l’imprenditorialità giovanile. Dalla rilevazione emerge infatti che la Provincia Autonoma di Trento, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Umbria offrono l’ambiente migliore per realizzare i sogni dei giovani. Maglia nera per la Sicilia, regione dove è più complesso e più difficile esercitare l’attivita imprenditoriale anche per i giovani. Seguono a breve distanza la Campania e la Calabria. Complessivamente è il Nord Ovest l’area del Paese più favorevole al lavoro e alle attività produttive dei giovani. Seguono il Nord Est, il Centro, il Sud e le Isole. Per l’ambito dell’imprenditorialità le regioni ‘virtuose’ sono Liguria, Valle d’Aosta e Toscana mentre le ultime tre sono Molise, Prov. Aut. Bolzano e Sicilia.In relazione alle condizioni del mercato del lavoro giovanile ai primi posti troviamo il Veneto, la Provincia Autonoma di Bolzano e le Marche, mentre agli ultimi si collocano Calabria, Basilicata e Sardegna. Risulta migliore il contesto socio-economico nelle Province Autonome di Bolzano e Trento e in Lombardia mentre agli ultimi posti, troviamo Liguria, Molise e Sardegna. Alta attenzione all’istruzione e capitale umano si rileva in Friuli Venezia Giulia, Emilia – Romagna e Lombardia, mentre le regioni più ‘distratte’ sul fronte della formazione dei giovani sono Sicilia, Calabria e Campania. Un contesto, è evidente, in cui dobbiamo lavorare in modo più  incisivo per creare le condizioni giuste per eliminare questo gap che fa morire almeno il 50% delle nostre giovani aziende nei primi tre anni di attività. Oggi gli incentivi riservati alle aziende devono essere più a misura del tessuto economico che effettivamente lavora e vuole crescere,  purtroppo ancora non è cosi, malgrado gli annunci di questi ultimi mesi.  Forse un credito di imposta sugli investimenti e sull’occupazione, cioè  misure automatiche e non  vincolate anche alle spedizioni postali, potrebbero far risalire la china ed eliminare questo altro gap negativo. (Salvatore Lucà)

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Nomadi ed emergenza Roma

Posted by fidest press agency su sabato, 12 marzo 2011

“Siamo convinti che l’azione dell’amministrazione capitolina, alla luce dell’assemblea straordinaria  sull’emergenza nomadi, proseguirà senza ostacoli per dare risposte definitive ai territori ove l’esasperazione dei residenti è alta – lo dichiara in una nota Fabrizio Santori, Presidente della Commissione sicurezza di Roma Capitale che, insieme al gruppo del Pdl, ha presentato all’assemblea capitolina un ordine del giorno contenente un elenco di punti fermi sulla questione nomadi. “L’ approvazione di tale documento da parte dell’organo sovrano della città testimonia una presa di posizione decisa che rispolvera gli impegni assunti dalla maggioranza sin dall’inizio del suo mandato, che dovranno essere rispettati per rilanciare il Piano Nomadi”. “Tutela delle aree verdi e dei terreni incolti, sia di proprietà pubblica che privata, interventi di sgombero degli insediamenti abusivi più veloci, immediata recinzione dei terreni oggetto di sgombero, puntuale controllo dei terreni sgomberati  grazie al potenziamento del nucleo preposto, sospensione delle licenze per i rottamatori che sostengono il mercato abusivo dei materiali ferrosi da parte dei nomadi e rispetto dell’obbligo di scolarizzazione. Queste sono alcune delle richieste contenute nell’ordine del giorno approvato che impegna il  Sindaco di Roma a stabilire un numero chiuso di nomadi e rom nella città di Roma in base alla reale capacità di assorbimento del territorio – continuaSantori, che esprime apprezzamento nei riguardi del primo cittadino, il quale ha richiesto con forza al Governo  una legge di allontanamento coatto anche per i cittadini comunitari.   “Non si può continuare ad accogliere in maniera indiscriminata. Alla base dei requisiti deve esserci l’autosufficienza, ossia la capacità di mantenersi. Solo in questo modo chi ha diritto a permanere potrà godere dei beni e servizi pubblici e di una adeguata integrazione sociale. E’ necessario, altresì,  dirimere lo strumento dell’assistenza alloggiativa temporanea, attualmente utilizzato in favore di coloro i quali vengono allontanati dalle aree abusivamente occupate, affinchè si possano destinare i costi sostenuti per tale assistenza in azioni utili per effettuare gli allontanamenti coatti dei comunitari che delinquono o non possiedono adeguati mezzi di sostentamento per permanere sul territorio capitolino” – conclude Santori.

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Italian Experience

Posted by fidest press agency su sabato, 5 marzo 2011

il giorno 4 maggio a Torgiano e il 5 maggio a Roma verrà presentato al network delle 12 scuole straniere e alla stampa mondiale. Italian Experience è il nome del progetto che vedrà impegnate ALMA e Cantine Lungarotti insieme in un’offerta totalmente nuova rivolta alle Scuole Internazionali legate ad ALMA. Il programma prevede moduli settimanali di cucina, pasticceria, sommellerie, dove le lezioni in aula si combinano con visite nei territori alla scoperta dei prodotti tipici ma anche degli straordinari paesaggi rurali e del patrimonio artistico. Tradizione del cibo, insegnato e degustato con veri professionisti, immersione nella cultura che caratterizza lo stile italiano. La location del programma non è casuale: l’Umbria è il “cuore verde” d’Italia e rappresenta uno scrigno eccezionale di specialità enogastronomiche; le Cantine Lungarotti vantano una storia di famiglia tipicamente italiana che rappresenta una sintesi straordinaria di qualità del prodotto, avanguardia nell’ospitalità e cultura del vino. La Cantina, l’Hotel “Tre Vaselle” e i Musei del Vino e dell’Olio sono testimonianze evidenti di questa simbiosi. All’interno del complesso di Torgiano sono in allestimento le nuove aule didattiche disegnate da ALMA. (italian experience)

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Imprese femminili in provincia di Firenze

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 febbraio 2011

A metà 2010 le imprese femminili registrate in provincia di Firenze mostrano di aver tenuto le proprie posizioni, nonostante le turbolenze economiche, attestandosi a quota 23.643 (21,8% sul totale delle sedi registrate fiorentine, rispetto al 21,4% del 2007). Il loro contributo si conferma, però, ancora una volta minore rispetto a quanto si osserva in altri territori come Toscana (23,6%), Centro-Italia (23,8%) e Italia (23,3%). Le ditte individuali sono nettamente prevalenti (12.292, 52,3%); seguono società di persone (29,2%) e di capitale (16,9%). Rispetto al totale delle imprese fiorentine è ancora molto ampia la forbice tra le due forme societarie, forse per una certa difficoltà da parte delle imprese femminili a spostarsi verso forme più articolate e strutturate di fare impresa. A livello nazionale le imprese femminili attive rappresentano il 24,1% delle imprese attive e la loro diffusione appare molto più marcata nelle province medio-piccole del Centro Sud (36,1%), mentre solo il 17,9% trova sede nelle regioni del Nord-Est. La provincia fiorentina è al 79° posto in generale e al 7° tra quelle più grandi (ovvero con oltre 80.000 sedi di imprese attive sul territorio) per tasso di presenza delle imprese femminili.   In ambito regionale la provincia di Firenze detiene la quota maggiore di imprese (24%), seguita (10,5 e 10%) da Lucca e Pisa. In Toscana trovano casa il 6,9% delle imprese femminili, ma le regioni più densamente popolate in termini numerici sono Lombardia (13,5%, oltre 191.000 unità) e Campania (10,5%, 148.000).   Il tasso di imprenditorialità femminile (rapporto tra imprese attive in generale e popolazione femminile di età compresa tra i 15 e i 64 anni) si attesta al 6,6% (3,9% se riferito alle imprese individuali), mentre il tasso di presenza nelle compagini direzionali arriva al 18,6%, dato questo ben al di sopra tanto della media italiana (15,3%), quanto del corrispondente valore stimato per il complesso delle cariche provinciali (15,7%).   Le imprese femminili attive si caratterizzano per una spiccata terziarizzazione, che si traduce quindi in una concentrazione nei servizi (commercio: 29,9%, servizi alle imprese: 22,1%, servizi alle persone: 10,1% e alloggio e ristorazione: 7,6%), a scapito soprattutto dell’agricoltura (2.022 unità, pari al 9,6%), dell’edilizia (3,8%, valore quest’ultimo che riflette anche la modesta presenza di imprenditoria femminile tra le nazionalità tradizionalmente più presenti in questo ramo, come quella rumena o albanese1) e del comparto manifatturiero (15,9%).   Per una quota rilevante delle imprese femminili italiane e toscane il dato sul capitale sociale è assente. In provincia di Firenze, il dato è assente per il 46,9% delle imprese (ovvero 9.874). Per le restanti è possibile notare come in generale esse siano sostanzialmente poco capitalizzate; essendo difatti il 71,9% dotate di un capitale sociale inferiore a 20.000 €. Poche, poi, sono le imprese che hanno sottoscritto un capitale sociale superiore a € 100.000; tra queste, esigua la consistenza di quelle ad esclusiva o forte partecipazione femminile. Queste ultime, infatti, sembrano connotate da una maggior debolezza strutturale: il 73,1% di queste hanno un capitale sociale compreso tra 10 e 20 mila €, contro una quota del 66% per quelle a presenza forte e del 51,5% a presenza maggioritaria. In queste ultime si trovano quelle più capitalizzate (11,8% tra 25 e 50 mila € e 10,6% tra 100 e 150 mila €). Sul versante del fatturato questa situazione si riproduce in maniera abbastanza palese; in particolare, da una prima lettura della distribuzioni di frequenza, al netto delle società di capitale per le quali il valore della produzione è assente, emergerebbe una dicotomia tra imprese ad esclusiva-forte presenza da una parte e a presenza maggioritaria dall’altra. Nel primo gruppo il 51,6% delle imprese rientra nella fascia fino a 250 mila €, mentre solo il 17% si posiziona oltre il milione di €; nel secondo, invece a fronte di un 46% che fattura fino a 250 mila €, il 25,5% si colloca invece oltre il milione (14,7 tra 1 e 2 ½ milioni di €).

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Valorizzazione dei territori montani e rurali

Posted by fidest press agency su domenica, 30 gennaio 2011

Un patto per permettere ai comuni rurali e montani di non abbandonare le attività di promozione e sviluppo del territorio. E’ sicuramente un periodo difficile per i piccoli comuni montani e rurali della Toscana, i tagli fatti dal Governo nella finanziaria 2010, rischiano di far diventare gli enti locali veri e propri terminali passivi orientati a gestire per la normale amministrazione i pochi soldi a disposizione. In una situazione di questo genere comuni ed enti locali rischiano di tralasciare completamente tutte quelle attività legate alla promozione ed allo sviluppo del territorio.
Per evitare che questo accada, UNCEM Toscana e Res Tipica e Città del Bio hanno firmato questo’oggi un protocollo d’Intesa che ha come scopo quello di trovare una strada per valorizzare le risorse dei diversi territori. UNCEM, Res Tipica e Città del Bio sostengono la necessità di ridefinire ruolo, competenze e funzioni dei comuni nella prospettiva di una valorizzazione delle risorse dei diversi territori. Una particolare attenzione viene data, in questo senso, all’agricoltura, alle produzioni agroalimentari, alla biodiversità come fattore primario di sviluppo per i territori rurali e montani e una straordinaria opportunità di promozione delle filiere locali e del turismo enogastronomico. Il protocollo d’intesa Propone un percorso democratico, che coinvolga insieme all’Uncem e a Res Tipica, la Regione, le Associazioni di Categoria, i Comuni e le Associazioni dei Comuni per individuare, risorse,priorità e progetti, nella promozione regionale dei territori rurali e montani. In particolare, Res tipica e Uncem dopo lo scioglimento dell’APT possono contribuire, insieme alle associazioni di categoria, alla costruzione del nuovo sistema di promozione del turismo toscano, in cui trovi spazio adeguato lo sviluppo rurale.

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