Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Posts Tagged ‘territori’

Castelli: Risorse anche ai territori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 ottobre 2020

Il lavoro dei territori è importantissimo e dobbiamo farli ripartire. Il loro entusiasmo è molto e il loro ruolo centrale in questa fase del movimento. Credo che pensare di destinare una parte delle risorse alla piattaforma (spina dorsale della nostra organizzazione) e una parte ai territori sia la giusta visione. La rete senza le persone non penso possa andare molto lontano”. Lo scrive, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Ballottaggi: Serracchiani, Pd si rafforza e aggrega sui territori

Posted by fidest press agency su martedì, 6 ottobre 2020

“I risultati dei ballottaggi confermano che il Pd è ben presente sui territori, dove anzi si rafforza, convince e aggrega nel campo del centrosinistra e delle civiche. Ogni elezione fa storia a sé ma nel complesso una buona affermazione nei Comuni è di grande importanza per costruire la rete delle città che ha sempre rappresentato un valore aggiunto per il centrosinistra a livello nazionale. Scelte chiare del Governo e credibilità di proposte e candidati sui territori sono un connubio da perseguire”. E’ il commento della vicepresidente del Pd Debora Serracchiani ai risultati dei ballottaggi per il candidato sindaco, da scegliere tra i due arrivati al ballottaggio nel precedente turno, che si è svolto domenica 20 e lunedì 21 settembre.

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Dirigenti scolastici: Connettività sui territori discriminante, dispositivi non sufficienti per la richiesta

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 aprile 2020

Come si evince dal comunicato emanato dal Miur, 85 milioni sono stati stanziati dal governo per aiutare la scuola. Precisamente, 70 milioni saranno distribuiti alle scuole per aiutare gli studenti meno abbienti: tutti questi saranno dotati di dispositivi digitali, in comodato d’uso, per fruire della didattica a distanza. 5 milioni serviranno a formare il personale scolastico e i restanti 10 milioni serviranno per favorire l’utilizzo di piattaforme e-learning e dotarsi di strumenti digitali utili per continuare la didattica a distanza.
La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha spiegato che è stato scelto un criterio che consentirà al Miur di raggiungere al meglio le zone e le famiglie con maggiore necessità. “Queste che distribuiamo sono risorse importanti per la scuola con cui oggi rispondiamo a un’emergenza, ma attraverso cui gettiamo anche le basi per il futuro. Tutto quello che stiamo facendo in questo momento rappresenta un patrimonio che ci resterà e consentirà alla comunità scolastica di crescere e migliorarsi ancora”.
I criteri per la distribuzione dei 70 milioni per la didattica a distanza sono due: il primo, è il numero totale degli alunni di un Istituto (per il 30% del totale dell’importo); il secondo, è l’indicatore Ocse Escs (indicatore dello status socio-economico-culturale dello studente) per il 70% del totale dell’importo.Tutti i dirigenti scolastici potranno usufruire dei fondi non appena arriveranno nelle casse dei loro istituti. Peccato che, questa soluzione non risolva il problema. In primis perché il paese non è connesso, molti piccoli paesi non possono utilizzare una connessione internet decente, ed è un problema generale italiano, visto che negli anni abbiamo lasciato che la diffusione della connessione venisse fatta solo da società di mercato che pertanto avevano interesse a servire solo quelle zone con molta utenza. Poi non dimentichiamoci che siamo un paese ancora analogico, nonostante le bugie che ci siamo raccontati fino ad ora. Il digitale è ancora lontano e, infatti, siamo piombati nel caos proprio adesso che sarebbe servito. Sia per il ritardo con cui queste misure sono state varate e saranno effettive sia perché non tutti gli alunni in difficoltà saranno davvero aiutati. Infatti, non è previsto alcun rimborso per famiglie che, nonostante comprovati disagi economico-sociali, hanno già comprato un computer o un tablet al figlio, o per famiglie poco abbienti che hanno dovuto ricorrere a ripetizioni on line, perché non sanno come seguire il figlio nelle nuove richieste della scuola digitale.Inoltre, facciamo due conti: ogni scuola ha a disposizione circa 10 mila euro, e dunque potrà comprare giusto una settantina di tablet, essenziali, che tempo due anni saranno già superati, ma di certo resteranno fuori molti che comunque potrebbero averne avuto bisogno. Inoltre le scuole hanno mediamente 800 alunni, quindi il dato è ridicolo. Senza contare che, dati in comodato d’uso agli alunni, verranno restituiti da riparare e da resettare a ogni prestito. Con il nuovo provvedimento, inoltre, saranno ripartiti fra le scuole del primo ciclo, mille assistenti tecnici informatici previsti dal decreto “Cura Italia”. Perché, altra verifica sul campo, sono i docenti della materna e dell’infanzia i più spiazzati dalla didattica on line.Infine, 43,5 milioni sono stati stanziati per fare pulizie straordinarie e acquistare gel e prodotti per l’igiene. Ci fa molto piacere tutta questa attenzione alla pulizia delle scuole. Va segnalato, altresì, che le regioni hanno finanziato l’acquisto di dispositivi per ordine di arrivo di richiesta e non per ordine di bisogni su territori deprivati; il fatto si commenta da solo.Non si è poi ben capito il finanziamento per connettività: possono le scuole acquistare sim per darle in comodato d’uso? Esiste un rischio se sono intestate alla scuola per uso improprio delle sim, per omessa vigilanza delle famiglie (altro carico per famiglie e scuola)?

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Lombardi domani possono andare al lavoro? Serve nota esplicativa

Posted by fidest press agency su domenica, 8 marzo 2020

Caos sul testo del Dpcm 8 marzo, specie sull’articolo 1, comma 1, lettera a), laddove si prescrive di evitare ogni spostamento non solo in entrata e in uscita dai territori, ma anche “all’interno dei medesimi territori”, ossia ad esempio all’interno della stessa Lombardia, “salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità”. “Serve al più presto una nota esplicativa, non solo per le merci o i frontalieri, ma anche per i lavoratori ed i consumatori. Nota da pubblicare al più presto sul sito del Governo e della Regione Lombardia” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
Molte le domande che si fanno facendo i consumatori e i lavoratori lombardi. Di seguito alcuni esempi: Domani posso andare al lavoro? Che vuol dire comprovate esigenze lavorative? Comprovate da chi? Dal datore di lavoro? Basta un’autocertificazione del lavoratore? Che vuol dire situazioni di necessità? Necessità vuol dire solo per acquisti fondamentali per la vita quotidiana, purché non ci siano negozi nel proprio comune, come sostiene una Prefettura, oppure, come ci hanno risposto altre Prefetture, per ora non si sa, oppure, come sostengono altri ancora, per i generi alimentari i lombardi possono circolare liberamente dove vogliono?

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“L’Italia festeggia sui territori il Tuber magnatum con una serie di avvenimenti……” e nel Molise?

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 ottobre 2019

Di Pasquale Di Lena. E’ la terra per eccellenza (40% della raccolta media annuale) del tartufo bianco. Una perdita di immagine enorme, visto l’interesse e la curiosità che il consumatore del mondo riserva a questo pregiato tubero. La dimostrazione che nel Molise ogni raccoglitore pensa a come fare affari e che le istituzioni non sanno cosa riserva il proprio territorio e, quando lo sanno, non fanno niente per comunicare. Un’occasione persa per uno dei possibili turismi molisani animato dal tartufo. Un’occasione persa per le imprese che vivono sull’ospitalità e penso, soprattutto, alla sempre più quotata ristorazione molisana che ha forte bisogno della promozione del territorio Molise. Si pagano gli annunci alto sonanti e si paga ancor di più la mancanza di programmazione e di una strategia di marketing, che può risultare efficace e vincente solo se ha strumenti e struttura all’altezza del compito – per niente facile vista la forte concorrenza che anima il mercato – e solo se programmata nel tempo. L’idea “Piacere Molise”, nata nella prima metà degli anni ’90, e, in pratica, mai realizzata, è ancora vincente se viene presa in considerazione. La farfalla colorata c’è, si tratta solo di farla volare nelle direzioni giuste perché il territorio abbia, con tutti i suoi protagonisti, le risposte che merita.

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Scuola: gli alunni vanno male per colpa della didattica sbagliata e non dei territori sfavorevoli

Posted by fidest press agency su martedì, 16 luglio 2019

Pur di fare la volata allo scellerato disegno di legge sull’autonomia differenziata, il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti è disposto a dimostrare l’impossibile: è arrivato a dire che “gli esiti negativi dell’Invalsi non dipendono da differenze territoriali ma dalla didattica”. Secondo Bussetti, i numeri preoccupanti delle prove Invalsi, secondo i quali in regioni come Campania, Calabria e Sicilia oltre la metà degli studenti arriva alla maturità con l’insufficienza sia in italiano che in matematica, “confermano che il vero gap si origina già dalla scuola primaria e in alcuni casi si amplifica: non è una questione Nord-Sud ma di didattica”. Replica Marcello Pacifico (Anief): “Non si possono travisare le cose in questo modo, perché oggi un bambino che nasce nell’entroterra di una provincia minore del Sud ha molte meno possibilità di diventare un alunno brillante rispetto a un coetaneo che nasce a Trento, in Val d’Aosta o a Cuneo. Pensare che sia solo un problema di didattica, significa non volere ammettere la realtà. Ovvero che la povertà territoriale incide in modo sensibile sulla formazione delle nuove generazioni”.
Pur di non ammettere la realtà, ovvero che nelle aree del Paese più disagiate e con pochi servizi a disposizione del territorio, gli alunni raggiungono in media risultati scolastici meno soddisfacenti, sono più inclini a lasciare gli studi prima del tempo e hanno anche alte possibilità di diventare Neet, Bussetti arriva a mettere in dubbio le capacità d’insegnamento dei docenti. E tiene a far sapere all’opinione pubblica che l’amministrazione centrale sta lavorando in questa direzione.Il ministro prosegue poi affermando che si sta lavorando per migliorare le competenze didattiche dei docenti e che i risultati si vedranno con il tempo: “Abbiamo impostato un lavoro per migliorare la didattica dei nostri docenti – ha aggiunto – i risultati si vedranno col tempo. Gli insegnanti, oggi, sono chiamati a lavorare in campi diversi da quello alunno-docente, gli insegnanti sono impegnati sotto tanti profili; ci sono tante agenzie educative intorno ai nostri ragazzi”. “Nelle parole del ministro dell’Istruzione – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – si coglie anche la volontà di andare a trovare nei docenti la causa del mancato raggiungimento degli obiettivi minimi da parte di tanti alunni. Vorremmo ricordare a Bussetti che anche nel Nord-Ovest dell’Italia, dove le prove Invalsi ci dicono che gli alunni raggiungono competenze su livelli allineati con gli altri Paesi avanzati, insegnano docenti del Sud, come nel Meridione”.“Nella scuola pubblica italiana – continua il sindacalista autonomo – la percentuale di insegnanti delle regioni del Sud è particolarmente elevata. In tutto il territorio nazionale, tanto è vero che la Lega tenta da anni di istituire i concorsi su base regionale e ora sta facendo di tutto per fare approvare il domicilio professionale come elemento imprescindibile per partecipare al nuovo reclutamento. Quindi, considerando che i docenti hanno la medesima estrazione culturale e metodologica, poiché gli artefici della didattica solo proprio gli insegnanti, come si fa a sostenere che il territorio non incide sui livelli di formazione acquisita?”.“Noi, come Anief, continuiamo a pensare che il contesto, il territorio, la situazione socio-economica locale e familiare, siano alla base del successo formativo della stragrande maggioranza degli studenti”.

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30°Seminario Europa Ciofs-Fp

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 settembre 2018

Roma, 19 – 20 settembre 2018 Hotel Villa Eur Parco dei Pini, P. le Marcellino Champagnat, 2 e sempre a Roma il 21 settembre 2018 Palazzo Valentini, Aula Consiliare “Giorgio Fregosi”, Via IV Novembre 119/a, XXX° Seminario Europa ideato ed organizzato dal Ciofs-Fp (Centro italiano Opere Femminili Salesiane-Formazione Professionale) e da Forma (Associazione Nazionale enti di formazione professionale) è la più importante e longeva iniziativa di informazione e confronto sulla formazione professionale e occupazione giovanile in Italia.La preparazione ai mestieri necessita di concretezza e vicinanza ai territori, alle esigenze della produttività che nascono e si evolvono velocemente; per questo il tema scelto per l’edizione 2018 vuole metter a fuoco quali sono le miglior scelte possibili per rendere fluido e veloce il tandem centri di formazione e imprese.
Aprirà i lavori il mercoledì 19 settembre il presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti, seguiranno i contributi degli esperti per illustrare l’attuale organizzazione del sistema di reti tra formatori e aziende. Il Seminario Europa nella sua storia ha sempre ampliato gli orizzonti collaborando e ospitando delegati di altri paesi: il 20 settembre Mara Brugia, Direttore CEDEFOP, l’organo comunitario che promuove la formazione ai mestieri e le occupazionali giovanile, farà un intervento centrato sull’imprescindibilità di considerare il mondo produttivo lo stakeholder ei formatori e porterà ad esempio i modelli di governance efficaci adotti da altri paesi della CEE.
Spunti, suggerimenti, osservazioni case history che accenderanno il dibattito conclusivo in una tavola rotonda a Palazzo Valentini, con la presentazione di questo nuovo progetto di filiera pensato con il mondo produttivo e illustrato al Sottosegretario di Stato del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Claudio Durigon. Saranno presenti l’ANPAL (Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro) con il presidente Maurizio Del Conte, l’INAPP (Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche) con il direttore Generale Paola Nicastro, numerose rappresentanze di Regioni italiane, CISL Scuola, insieme a Andrea Melchiorri per CONFINDUSTRIA, Confartigianato e Coldiretti.

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Il PE invita la Russia a porre fine all’occupazione dei territori georgiani

Posted by fidest press agency su sabato, 16 giugno 2018

I deputati chiedono alla Russia di cessare l’occupazione dei territori georgiani dell’Abkhazia e dell’Ossezia del Sud e rispettare pienamente l’integrità territoriale della Georgia.
In una risoluzione non vincolante votata giovedì, i deputati sottolineano che a dieci anni dall’ aggressione militare contro la Georgia, la Russia continua la sua occupazione illegale dei territori georgiani dell’Abkhazia e dell’Ossezia meridionale. È stato il primo grande attacco della Russia all’ordine europeo, seguito da altri atti di aggressione, come l’annessione della Crimea e la guerra in Ucraina orientale, dichiarano i deputati.I deputati osservano, inoltre, che la Russia si rifiuta di attuare l’accordo di cessate il fuoco del 12 agosto 2008, mediato dall’UE, e rafforza costantemente la sua presenza militare illegale in tali regioni.Il Parlamento sostiene la sovranità e l’integrità territoriale della Georgia e chiede alla Russia di revocare la sua decisione di riconoscere la cosiddetta indipendenza delle regioni georgiane dell’Abkhazia e dell’Ossezia meridionale.I deputati chiedono alla Russia di ritirare tutte le sue forze militari da tali regioni, di garantire alla missione di vigilanza dell’Unione europea (EUMM) il pieno accesso ai territori occupati e di fermare l’erezione di recinzioni in filo spinato, che ostacolano i contatti interpersonali e isolano la popolazione.La risoluzione sui territori georgiani occupati, a dieci anni dall’invasione russa, è stata approvata per alzata di mano.

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Trivelle in mare: Nuovo intervento del governo contro le regioni e i territori

Posted by fidest press agency su martedì, 29 agosto 2017

trivelleCon decreto del 9 agosto il Governo ha approvato un nuovo Disciplinare-tipo per il rilascio e l’esercizio dei titoli minerari per la ricerca e l’estrazione di gas e petrolio senza coinvolgere le Regioni. Eppure nella sua sentenza 198/2017, la Corte Costituzionale aveva affermato che spetta allo Stato e, per esso al Ministro dello sviluppo economico, adottare le norme che concernono il rilascio dei titoli per ricerca ed estrazione di gas e petrolio, ma che questo deve avvenire sulla base di un adeguato coinvolgimento delle Regioni.
Il solo caso in cui il Governo ha inteso tener conto della giurisprudenza della Corte è quello delle modalità di conferimento del titolo concessorio unico verso cui le stesse compagnie petrolifere non nutrono alcun interesse.
“Pur sapendo di non poterlo fare, il Mise ha agito senza tener conto dell’esistenza delle Regioni -dichiara Enrico Gagliano, cofondatore del Coordinamento Nazionale No Triv-. Si tratta di un atto gravissimo: il Governo evidentemente non ha metabolizzato il risultato del Referendum costituzionale e continua a non volersi sedere al tavolo con le Regioni quando si tratta di decidere di energia. Dalle Regioni ci aspettiamo ovviamente una risposta ferma e risoluta”.
“In materia ormai il Governo fa quello che vuole” – afferma il Prof. Enzo Di Salvatore, costituzionalista e redattore dei sei quesiti referendari No Triv-. “Questo modo di fare, del tutto incurante dell’esito del referendum del 4 dicembre 2016, delle norme inserite nella Legge di Stabilità 2016 a seguito della campagna referendaria No Triv, e delle decisioni della Corte, si traduce in uno schiaffo al principio di legalità costituzionale e alla leale collaborazione che dovrebbe informare i rapporti tra enti territoriali. Nei prossimi giorni analizzeremo punto per punto il nuovo decreto; resta il fatto che agire in questo modo è da irresponsabili, giacché apre ad un nuovo braccio di ferro tra lo Stato e le Regioni”.
Per il Coordinamento Nazionale No Triv la strada è già tracciata: quello che si chiede è che le Regioni ricorrano al Tar Lazio entro 60 giorni dalla pubblicazione del decreto e promuovano un conflitto di attribuzione dinanzi alla Corte costituzionale.

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A Roma Tre il XXXII Congresso geografico italiano

Posted by fidest press agency su martedì, 6 giugno 2017

Mercoledì 7 Giugno 2017, ore 10:30 / 10 Giugno 2017 Scuola Lettere Filosofia Lingue Via Ostiense 234-236. La Scuola di Lettere Filosofia Lingue dell’Università Roma Tre ospiterà, dal 7 al 10 giugno 2017, il XXXII Congresso geografico italiano, promosso dall’Associazione dei geografi italiani (Agei) e organizzato dai geografi di Roma Tre e degli altri atenei pubblici romani. La sede è stata scelta dall’Agei e dal Comitato scientifico nel più giovane degli atenei pubblici della capitale, intensamente impegnato, in molte sue articolazioni disciplinari, nelle attività di studio e ricerca sul territorio e in uno scambio vivace e fattivo con la città e la regione. Nell’anno in cui ricorrono il centenario della Rivoluzione d’Ottobre e il cinquecentenario della Riforma luterana, il tema del Congresso saranno appunto le rivoluzioni e le riforme. Si tratta di un tema con il quale la geografia si è confrontata più volte. In questi ultimi anni si sono poi modificati profondamente sia i contenuti sia le pratiche della ricerca. Interventi legislativi e tagli hanno comportato una progressiva precarizzazione e una sostanziale diaspora dei geografi italiani. Se, da una parte, sono scomparsi insegnamenti, corsi di laurea e di dottorato, linee di indagine, dall’altra la ricerca, così come la formazione geografica, si confronta oggi più che mai con un contesto transdisciplinare e transnazionale. Il riferimento a paradigmi scientifici unificanti e a tradizioni consolidate si è indebolito. I linguaggi, gli interessi e i metodi si sono frammentati anche per via di fenomeni più generali quali la globalizzazione della ricerca, l’inevitabile ricambio generazionale, le difficoltà che il mondo contemporaneo pone in termini di comprensione, rappresentazione, progettualità. Il Congresso vuole valorizzare questo mosaico di diversità, ma al tempo stesso ricostruire il senso di un’appartenenza attraverso un confronto aperto sia all’interno sia e soprattutto verso l’esterno. Si adottano per questo modalità organizzative inedite rispetto alle edizioni precedenti: qualsiasi studioso o studiosa potrà proporre e gestire specifiche sessioni tematiche in autonomia, e la gran parte del programma congressuale sarà strutturato in sessioni parallele. L’idea è che il Congresso non debba essere un palcoscenico per pochi, ma un luogo che si nutre di varietà, confronti e relazioni orizzontali, aperto al contributo di tutti. L’ambizione è mostrare come la geografia, una delle forme più antiche di conoscenza del mondo, sia più che mai viva e vitale: una chiave di lettura cruciale per comprendere l’attualità e per progettare alternative, tra nuove riforme e rivoluzioni.

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Le opportunità dell’Europa per lo sviluppo economico dei territori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 marzo 2017

torinoTorino martedì 28 marzo, dalle 9.30 alle 13, nel Centro congressi di Torino Incontra. Si tratta del primo appuntamento del progetto Step (Strengthen Together the Entrepreneurial Potential) Ahead in Eu, volto ad aumentare la consapevolezza e la conoscenza degli strumenti e delle opportunità offerte dall’Unione europea per lo sviluppo economico dei territori. Sono in programma interventi di: Commissione Europea, Bei – Banca Europea degli Investimenti, Cassa Depositi e Prestiti e Abi Piemonte.Il seminario, rivolto in particolar modo agli operatori dei servizi alle attività produttive, è organizzato da Europe Direct – Città metropolitana di Torino in collaborazione con Een Alps, Camera di Commercio di Torino, Unioncamere Piemonte, Unito, Istituto Boella e Unione Industriale Torino. I saluti istituzionale saranno portati dalla consigliera con delega ai progetti europei e internazionali Anna Merlin.Il Piano di Investimenti per l’Europa (Piano Junker) è al centro della strategia generale della Commissione europea per l’occupazione, la crescita e gli investimenti. È stato pensato per mobilitare risorse finanziarie, migliorare il modo in cui la finanza raggiunge l’economia reale e rimuovere le barriere agli investimenti, migliorando la qualità della regolamentazione finanziaria e non -finanziaria a livello sia della legislazione europea sia di quella nazionale.La novità più importante del Piano è la creazione del Feis, il Fondo europeo per gli investimenti strategici, che dispone diuna dotazione iniziale di 21 miliardi di euro con l’obiettivo di mobilitare investimenti per un valore di 315 miliardi di euro nel periodo 2015 -2017, concentrandosi sull’innovazione, sulle infrastrutture e sulle piccole imprese.

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Seminario “L’Etichetta Trasparente per la tutela dell’ambiente e dei diritti dei consumatori”

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 marzo 2017

campidoglioRoma. Ieri, nella sala della Protomoteca del Campidoglio, si è tenuto il seminario “L’Etichetta Trasparente per la tutela dell’ambiente e dei diritti dei consumatori” organizzato in collaborazione con l’Associazione Internazionale Un Punto Macrobiotico (UPM).L’Associazione Internazionale UPM Un Punto Macrobiotico, fondata nel 1980 dal professore Mario Pianesi conta oltre 80 mila soci. E’ un Ente con finalità assistenziali e culturali riconosciuto dal Ministero dell’Interno che collabora con Istituzioni, italiane e internazionali, per la diffusione di stili di vita ed alimentari più sani, equilibrati e sostenibili.Nel 1980 Pianesi ha ideato un modello di etichettatura che, in aggiunta alle informazioni previste dalla normativa vigente, riporta indicazioni su origine, caratteristiche e impatto ambientale come la quantità di energia, di acqua utilizzata e di CO2 prodotta per ogni prodotto.
In Italia, ad oggi, sono oltre un centinaio le aziende del settore agroalimentare che hanno deciso di applicare l’Etichetta Trasparente Pianesiana, premiata nel 2015 dall’Assoutenti come migliore etichetta alimentare. Sono intervenuti al convegno: Daniele Frongia, Assessore allo Sport, alle Politiche Giovanili e ai Grandi Eventi di Roma Capitale; Laura Baldassarre, Assessora alla Persona, alla Scuola e alla Comunità solidale Roma Capitale; Antonio Ricciardi, Vice Comandante Generale dell’Arma di Carabinieri e Comandante dell’Unità forestale, Ambientale ed Agroalimentare dei Carabinieri; Nicola Sebastiani, Vice Ispettore Generale – Ispettorato Generale della Sanità Militare – Ministero della Difesa; Mario Pianesi, Ideatore, Fondatore e Presidente dell’Associazione Internazionale UPM; Francesco Fallucca, Presidente del Centro Internazionale Studi Diabete – Co-presidente Centro Internazionale Studi AAASE; Paolo Pozzilli, Direttore Area di Endocrinologia e Diabetologia Univ.tà Campus Bio-Medico – Coordinatore Regione Lazio Società Italiana di Endocrinologia e Paolo Borghi, Ordinario di Diritto dell’UE e di Diritto Alimentare-Università di Ferrara.

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“Sui nostri territori decidiamo NOi!”

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 ottobre 2016

Fondazione Basso - Sezione InternazionaleRoma oggi 28 Ottobre alle 11.30 presso la Fondazione Lelio Basso in via della Dogana Vecchia n.5, Roma, verrà presentato alla stampa l’appello “Sui nostri territori #decidiamoNOi”, attraverso il quale oltre 150 realtà territoriali hanno scelto di esprimere la propria posizione sulla riforma costituzionale.
Interverranno: – Paolo Maddalena / vicepresidente emerito Corte Costituzionale
– Tomaso Montanari / Storico dell’arte, Università Federico II di Napoli
– Enzo Di Salvatore / Costituzionalista, Università di Teramo – Coord. Nazionale No Triv
– Marica Di Pierri / Associazione A Sud
– Martina Carpani / Rete della Conoscenza
– Luigi Iasci / Movimento No Ombrina
Saranno, inoltre, presenti i rappresentanti delle realtà promotrici dell’appello.
L’appello dei “Territori per il NO” spiega le ragioni della contrarietà delle realtà firmatarie alla riforma Renzi-Boschi: netta opposizione al disegno centralista alla base della revisione del Titolo V e all’introduzione della clausola di supremazia statale. Un NO che è al contempo rivendicazione di un allargamento della base democratica e di un ripensamento della democrazia che parta dalla redistribuzione di poteri decisionali a territori e enti democratici di prossimità.
L’iniziativa si situa in forte continuità con la straordinaria mobilitazione popolare costruita sui territori attorno al referendum abrogativo dello scorso 17 aprile. Oltre 150 le adesioni raccolte in pochi giorni da ogni angolo del Paese.
Tra i firmatari, i principali comitati e movimenti territoriali d’Italia: dal Coordinamento Nazionale NO Triv ai comitati NO Tav e NO MUOS alla Coalizione campana Stop Biocidio, dalle associazioni nazionali ISDE – Medici per l’Ambiente, Rete della Conoscenza e A Sud alle reti territoriali di Abruzzo, Sardegna, Veneto, Basilicata, Puglia, Lombardia, e di numerose altre regioni italiane.

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Europa,Territori e opportunità

Posted by fidest press agency su martedì, 12 luglio 2016

Cagliari_panoramaCagliari sabato 16 luglio a partire dalle ore 10.00, nella Fondazione di Sardegna in Via San Salvatore da Horta,2 se ne discuterà in un incontro pubblico organizzato dall’associazione TDM 2000 che includerà, tra le altre cose, approfondimenti sui vantaggi garantiti dall’Europa nei settori della sicurezza, della partecipazione democratica, dell’impresa e del turismo. All’incontro interverranno i Parlamentari Europei Salvatore Cicu (Italia, PPE), Daniele Viotti(Italia, PSE) Roberta Metsola (Malta, PPE), Graziano Milia (Fondazione di Sardegna), Andrea Ferrara (Agenzia Nazionale Giovani) e rappresentanti di Istituzioni e organizzazioni locali.
La distanza percepita da molti cittadini tra Unione Europea e territori rappresenta una delle principali minacce al processo di integrazione europea, come dimostrano la “Brexit” e i numerosi movimenti e partiti che chiedono l’uscita del proprio Paese dall’Unione.

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Non-EU skilled workers: common rules to ease intra-corporate transfers

Posted by fidest press agency su sabato, 15 marzo 2014

commissione europeaNon-EU skilled employees working for multinational companies should be easier transferred from a branch outside the EU to a division or subsidiary within the EU, under a draft law backed by the Civil Liberties Committee on Monday. The new rules would make it easier to move transferred workers between EU Member States and entitle their relatives to work in the host country, too. The new EU directive would introduce a common set of rules to make it easier for companies outside Europe to send key staff to their branches within the EU (so-called “intra-corporate” transfers). It would be addressed to non-EU managers, specialists and trainee employees who live outside the EU and possess knowledge specific to the company. “With this text, Parliament is giving a clear answer to the need to boost legal migration linked to the European labour market needs. This constitutes an opportunity for growth through high-skilled workers’ competences and talents. The intra-European mobility scheme is an innovative tool, not linked to Schengen, laying down clear rules and faster procedures for near 15,000 non-EU nationals that are transferred to the EU every year. Managers, specialists and trainee employees, as well as their family members, will be finally protected under a balanced legislative framework”, said rapporteur Salvatore Iacolino (EPP, IT) after the committee vote.
“Despite this, the European Parliament’s Employment Committee did not support a compromise text which I trust it could be adopted in plenary in April”, he added.EU countries would have to accept or reject a transfer application as soon as possible and, at the latest, within 90 days after the complete application was lodged and they would retain the right to decide on the number of third-country nationals admitted to their territory.Successful applicants would obtain a combined residence and work permit in a Member State. They would also benefit from rights comparable to those of nationals of the host EU country regarding remuneration, freedom of affiliation to a trade union, recognition of diplomas, some branches of social security (unless the laws of the country of origin apply as established by a bilateral agreement with the host Member State) and access to public goods and services, except housing. National governments may decide not to grant family benefits to those employees staying less than 9 months in the EU.Working conditions would be comparable to those of posted workers, the agreed text says.
Under the text resulting from the negotiations, the permit would be valid for a maximum of 3 years in the case of managers and specialists and 1 year for trainee employees.

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Territori e cittadini

Posted by fidest press agency su martedì, 24 gennaio 2012

“Consorzi di bonifica ed Amministrazioni Comunali devono stringere ovunque Patti per il Territorio, finalizzati ai migliorare lo scambio di informazioni e l’efficienza operativa nell’interesse dei cittadini.”
Lo afferma Massimo Gargano, Presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni, presente a Mogliano Veneto, nel trevigiano, per la firma del Protocollo d’Intesa fra A.N.C.I. (Associazione Nazionale Comuni Italiani) Veneto ed Unione Veneta Bonifiche. “Si tratta di dare sistematicità alle centinaia di accordi, che già esistono localmente; lo evidenzieremo anche in occasione della presentazione del nuovo Piano Nazionale per la Mitigazione del Rischio Idrogeologico, prevista a Roma il prossimo 15 febbraio. D’altronde, la sicurezza del territorio è elemento cardine per lo sviluppo ed oggi è minata non solo dagli evidenti cambiamenti climatici, ma anche da una spesso dissennata programmazione urbanistica. Basti pensare che, in anni recenti, nel nostro Paese è stata cementificata una superficie pari all’intera Italia Settentrionale; assumerne consapevolezza per evitare il ripetersi degli errori è quanto chiedono i consorzi di bonifica ai Comuni.”

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L’Italia riconosca lo stato palestinese

Posted by fidest press agency su sabato, 17 settembre 2011

Di Agostino Spatar. Mentre ri-esplodono gli scandali delle frequentazioni notturne e diurne di Silvio Berlusconi, permettetemi di ricordare che il suo governo si è assunto la grave responsabilità di votare contro la richiesta, avanzata all’Onu da Abu Mazen, per il riconoscimento pieno dello Stato del popolo martire di Palestina entro i territori del 1967 assegnati dall’Onu del 1947 e confermati dalla risoluzione n. 242/1967 del CdS dell’Onu che chiedeva l’immediato ritiro dai territori palestinesi delle forze d’occupazione israeliane. Credo che il “no” detto da Berlusconi ai palestinesi sia molto più grave di quello che egli avrebbe ricevuto da Emanuela Arcuri.
Il governo non può rifiutare, in nome del popolo italiano, una richiesta legittima e dolorosamente motivata da 63 anni (sì, sessantatre anni, avete letto bene!) di spoliazioni di beni, espulsioni, diaspore, massacri, occupazioni militari, distruzioni di abitazioni, repressione, incarceramenti, sfruttamento della forza lavoro,miseria, privazioni di ogni sorta e persino tentativi di distruzione della identità culturale ed etnica. Esagerazioni? Faziosità? Per una verifica di tali affermazioni, rimando agli scritti di diversi pacifisti israeliani che le documentano. Per tutti cito “Sacred Landscape” opera di Meron Benvenisti, esponente israeliano della prima ora, a lungo amministratore di Gerusalemme, ampiamente richiamato da Riccardo Cristiano nel suo “La speranza svanita” (Editori Riuniti, 2002). In questo testo, scritto non da un arabo facinoroso, fazioso, ma da uno “dei più grandi figli d’Israele”, troverete quello che mai nessun giornalista e commentatore occidentale ha detto sui metodi adottati dagli israeliani per cacciare dai loro villaggi, dalle loro terre gli arabi palestinesi e privarli di ogni diritto. Dopo è venuto il “terrorismo” palestinese, che personalmente condanno, ossia la risposta disperata di alcuni gruppi al permanere dell’occupazione israeliana.
Per altro, non bisognerebbe dimenticare che il terrorismo in Palestina l’ hanno introdotto e, sanguinosamente sperimentato, le bande armate di Begin (che diventerà primo ministro d’Israele) ai danni degli arabi e delle forze di garanzia inglesi che esercitavano il mandato internazionale.
Da notare che tale iniquo trattamento è stato applicato soltanto ai danni dei palestinesi. Mentre, cioè, l’intero terzo mondo si liberava dal giogo coloniale, nascevano nuovi Stati (l’ultimo, il Sud Sudan, è nato un mese fa) e confederazioni di stati, soltanto il popolo palestinese è rimasto senza Stato. Perché? Che cosa ha fatto di male? In realtà, i palestinesi il male lo hanno subito, nell’indifferenza generale del mondo, hanno perfino rischiato di essere cancellati dalla faccia della terra, di perdere la loro dignità di popolo che solo grazie all’opera di Yasser Arafat e dell’Olp è stata salvaguardata e rilanciata come una “questione” primaria della politica internazionale.
Di fronte a questo diritto, non reggono gli speciosi argomenti per aggirarlo e tanto meno le minacce di taluni esponenti israeliani che dimenticano che Israele è uno Stato creato dall’Onu per un risarcimento da altri dovuto, che ovviamente ha diritto di esistere e di vivere in pace con i suoi vicini, ma non di occuparli. Quanto è difficile fare capire le ragioni dei deboli! Soprattutto, a certi esponenti politici ed analisti, che, spesso, sbagliano l’analisi come l’ultima sulla “primavera araba” che per cacciare il tiranno ha, forse, aperto la porta del dragone.
Perciò, spiace che gli Stati Uniti di Obama, invece di dare corso alle speranze che egli stesso aveva acceso anche riguardo alla questione palestinese, continuano a minacciare incomprensibili veti.
Se oggi una piccola, ibrida minoranza di deputati chiede al governo di votare “no”, ricordo che nel 1982 presentammo al governo una richiesta unitaria, sottoscritta dalla stragrande maggioranza dei deputati (450, fra i quali i tre segretari di Dc, Pci, Psi: Zaccagnini, Berlinguer e Craxi ossia i rappresentanti di circa il 90% dell’elettorato italiano), con la quale si chiedeva il riconoscimento dei diritti nazionali del popolo palestinese. La mozione sarà approvata dalla Camera, ma il governo, allora presieduto dal troppo filo atlantico Spadolini, non volle dare seguito alla decisione parlamentare. Non so se si possa fare un confronto fra la maggioranza parlamentare di allora e la minoranza attuale. So di sicuro che il no annunciato dal governo Berlusconi è il vero errore che bisognerebbe evitare. (Agostino Spataro – in sintesi)

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Chiusura Ice

Posted by fidest press agency su domenica, 17 luglio 2011

“La riorganizzazione di servizi e funzioni dell’ICE non depotenzierà i processi di internazionalizzazione delle imprese nella vasta fascia dell’Africa subsahariana. In quell’area l’apporto dell’Ice è stato sempre minimo, quasi impercettibile. A creare le vere condizioni di investimento alle imprese sono sempre stati enti come la Camera di Commercio ItalAfrica Centrale che, con molto coraggio e mezzi propri hanno esplorato quei territori, si sono radicati, hanno lavorato sodo e solo quando le condizioni lo hanno permesso hanno presentato alle aziende le potenzialità di mercati che continuavano a restare sconosciuti all’Ice”. Le misure che in Finanziaria stravolgono presente e futuro dell’Istituto per il Commercio Estero trovano d’accordo l’ing. Alfredo Cestari, Presidente della Camera di Commercio ItalAfrica Centrale: “Le istituzioni riconosciute dal tessuto imprenditoriale sono quelle che producono risultati proporzionati all’investimento necessario per il loro mantenimento. L’Ice era sostanzialmente fuori da questo parametro, il Governo bene ha fatto a rivederne organizzazione e finalità per evitare di perseverare negli errori del passato. Con numeri diversi sarebbe stato molto difficile depotenziare un istituto invece funzionante, produttivo e fermo punto di riferimento per centinaia di imprese”. E proprio alle imprese il presidente di ItalAfrica si rivolge: “Le missioni imprenditoriali all’estero sono utili quando producono contratti ed economia. Esse sono il punto d’arrivo di un lavoro fatto di relazioni ed interlocuzioni durato anni e svolto nella continua ricerca dei giusti accreditamenti di natura diplomatica, istituzionale e imprenditoriale con il tessuto locale i cui attori riconoscano l’’ente proponente’ quale interlocutore valido ed affidabile. In Africa subsahariana ciò accade di sicuro con ItalAfrica. Per questo, per le nostre imprese, in Africa non cambierà nulla”.
La Camera di Commercio ItalAfrica Centrale-Unioncamere è Ente senza scopi di lucro. Fondata del 2004, iscritta registro delle Camere di Commercio italo-estere del Min. degli Affari Esteri. La Camera di Commercio ItalAfrica Centrale associa oltre 300 tra grandi e PMI nazionali interessate alla internazionalizzazione delle attività nei Paesi della fascia sub sahariana.

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Roma costruire l’alternativa

Posted by fidest press agency su martedì, 24 maggio 2011

Roma. “Sì alla proposta lanciata ieri dalle colonne del Corriere della Sera dall’On. Gasbarra. Pertanto fine del correntismo, primarie subito e costruzione di un’alternativa in grado di rimediare al malgoverno delle destre e al degrado morale e politico in cui versa la capitale e la regione Lazio. Urge un autentico cambio di passo e un confronto serio con chi ha rinunciato a partecipare perché deluso da questo modo di intendere la gestione del potere. Il duo Alemanno-Polverini ha saccheggiato il grande patrimonio culturale della nostra terra, riducendo il confronto politico ad una disputa nord-centro o, peggio, ad uno scontro interno tra le diverse anime del Pdl e dintorni. La nostra risposta, di fronte al deserto, è quella di imporre una linea vincente che dia nuova linfa ai nostri territori e che consenta una ripresa di tutte quelle risorse che oggi appaiono soffocate. Ma questo sarà possibile solo se riusciremo come PD a mostrare compattezza e ad essere capaci di parlare lo stesso linguaggio ad un tempo solo”. Lo dichiara in un comunicato il responsabile del Pd di Roma.

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Fare impresa in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 marzo 2011

Non è mai stato facile. Anche se la voglia di mettersi in proprio non manca, tanti bei progetti dei giovani si bloccano davanti alle barriere che scoraggiano gli aspiranti imprenditori. Ma non è così dappertutto: ci sono territori in cui proprio i giovani trovano condizioni più favorevoli per lavorare e per aprire un’azienda. La classifica delle regioni ‘amiche’ dei ragazzi che vogliono mettersi in proprio è stata stilata dall’Ufficio studi di Confartigianato e presentata all’Assemblea Nazionale dei Giovani Imprenditori di Confartigianato. Il divario Nord – Sud risulta evidente dalla poca capacità del Mezzogiorno di creare un contesto idoneo a  favorire il lavoro e l’imprenditorialità giovanile. Dalla rilevazione emerge infatti che la Provincia Autonoma di Trento, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Umbria offrono l’ambiente migliore per realizzare i sogni dei giovani. Maglia nera per la Sicilia, regione dove è più complesso e più difficile esercitare l’attivita imprenditoriale anche per i giovani. Seguono a breve distanza la Campania e la Calabria. Complessivamente è il Nord Ovest l’area del Paese più favorevole al lavoro e alle attività produttive dei giovani. Seguono il Nord Est, il Centro, il Sud e le Isole. Per l’ambito dell’imprenditorialità le regioni ‘virtuose’ sono Liguria, Valle d’Aosta e Toscana mentre le ultime tre sono Molise, Prov. Aut. Bolzano e Sicilia.In relazione alle condizioni del mercato del lavoro giovanile ai primi posti troviamo il Veneto, la Provincia Autonoma di Bolzano e le Marche, mentre agli ultimi si collocano Calabria, Basilicata e Sardegna. Risulta migliore il contesto socio-economico nelle Province Autonome di Bolzano e Trento e in Lombardia mentre agli ultimi posti, troviamo Liguria, Molise e Sardegna. Alta attenzione all’istruzione e capitale umano si rileva in Friuli Venezia Giulia, Emilia – Romagna e Lombardia, mentre le regioni più ‘distratte’ sul fronte della formazione dei giovani sono Sicilia, Calabria e Campania. Un contesto, è evidente, in cui dobbiamo lavorare in modo più  incisivo per creare le condizioni giuste per eliminare questo gap che fa morire almeno il 50% delle nostre giovani aziende nei primi tre anni di attività. Oggi gli incentivi riservati alle aziende devono essere più a misura del tessuto economico che effettivamente lavora e vuole crescere,  purtroppo ancora non è cosi, malgrado gli annunci di questi ultimi mesi.  Forse un credito di imposta sugli investimenti e sull’occupazione, cioè  misure automatiche e non  vincolate anche alle spedizioni postali, potrebbero far risalire la china ed eliminare questo altro gap negativo. (Salvatore Lucà)

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