Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 335

Posts Tagged ‘territorio’

Il ruolo delle farmacie sul territorio

Posted by fidest press agency su domenica, 4 ottobre 2020

“La farmacia gioca un ruolo fondamentale sul territorio per la sua capillarità, la presenza costante e il consolidato rapporto di fiducia con il paziente. Queste caratteristiche le consentono di avere una grande potenzialità sia nel promuovere la prevenzione, sia nel monitorare e favorire l’aderenza alle cure, in particolare per le malattie croniche. In un simile contesto, il farmacista diventa partner strategico a fianco del medico di famiglia e dello specialista, all’interno di un’alleanza che deve rafforzarsi sempre di più. Il controllo della compliance sarà uno dei nuovi servizi che sperimenteremo con la Regione nelle farmacie territoriali”. Lo ha dichiarato Annarosa Racca, Presidente di Federfarma Lombardia, al IV Congresso Nazionale Onda, apertosi questa mattina in modalità virtuale e dedicato al tema “L’aderenza diagnostica e terapeutica nell’era Covid-19”. Riuscire a migliorare l’aderenza alle cure, ancor più nell’ambito della cronicità, è un obiettivo prioritario per le ricadute positive che avrebbe sulla salute della popolazione e sull’ottimizzazione delle risorse sanitarie. Di recente sono stati condotti diversi studi sul ruolo della farmacia per l’aderenza terapeutica nelle malattie croniche. Un’indagine svolta nelle farmacie in collaborazione con il Centro Cardiologico Monzino su oltre 3.000 cittadini lombardi ha evidenziato che solo 6 pazienti su 10 seguono correttamente le cure per lo scompenso cardiaco e la fibrillazione atriale. Anche nel campo del diabete è stato svolto, tramite le farmacie, un interessante studio nazionale dal quale è emerso che 1 paziente su 4 è poco aderente alla terapia e 2 su 3 la seguono ma non in modo ottimale.“La pandemia da Covid-19 ha messo a dura prova la sanità italiana – ha concluso la Presidente di Federfarma Lombardia – e sta richiedendo una sua profonda trasformazione, che va verso un potenziamento dell’assistenza territoriale. In quest’ottica, la farmacia ha dimostrato nei mesi più critici di poter essere un punto di forza, in quanto avamposto del sistema e presidio sanitario imprescindibile a livello locale. La professionalità dei farmacisti ha permesso di veicolare messaggi e informazioni essenziali alla popolazione. In futuro, continueremo con lo stesso impegno a svolgere il nostro lavoro a supporto dei cittadini e ci auguriamo di poter fare ancora di più, in accordo con la Regione”.

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Per sconfiggere la criminalità lo Stato deve presidiare il territorio

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 settembre 2020

Roma. Ha fatto scalpore, e non poteva essere diversamente, la richiesta avanzata dalla Procura di Roma per la condanna nei confronti dei membri del clan Gambacurta, attivo a Montespaccato, zona a nord della capitale. Un processo che vede impegnata, in qualità di parte civile, l’associazione Codici, che ha chiesto la condanna di tutti gli affiliati al sodalizio criminale.“Parliamo di accuse pesanti – sottolinea Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – dall’associazione a delinquere finalizzata all’usura allo spaccio e traffico di sostanze stupefacenti, il tutto aggravato dal metodo mafioso. Da più parti viene enfatizzata la richiesta di 544 anni di carcere per i membri del clan Gambacurta, ma a nostro avviso tutto questo clamore rischia di distogliere l’attenzione dal tema centrale”.“È fuori luogo dire che è stata fatta giustizia – aggiunge Carmine Laurenzano, avvocato di Codici – perché se è vero che le richieste di condanna sono importanti, come i 30 anni per il capo del sodalizio criminale, è altrettanto vero che l’allarme criminalità nella capitale è tuttora altissimo. Con gli arresti degli ultimi anni si è creato un vuoto che nuove bande stanno cercando di riempire e questo è il nodo centrale della questione: chi ha occupato il posto del clan Gambacurta? È necessario presidiare il territorio. Bisogna vigilare, mantenere la guardia altissima, altrimenti si lascerà campo alla malavita, con i cittadini abbandonati al loro destino”.“Pensare che la criminalità organizzata si sia volatilizzata sarebbe sbagliato oltre che superficiale – conclude Giacomelli – è adesso che inizia la vera sfida dello Stato, che deve riappropriarsi dei territori liberati dalla malavita. L’attività di controllo e contrasto è importante, ma non basta. Serve anche un’azione decisa e capillare di prevenzione e di aiuto nei confronti dei cittadini in difficoltà, che devono percepire lo Stato come un alleato vicino, non un’entità astratta e lontana. Se non si capisce questo, se non si interviene in questa direzione, fare processi con decine di imputati risulterà inutile, perché alla fine il potere dei clan sarà soltanto scalfito”.

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Piano digitale del governo del territorio

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2020

Milano. L’iniziativa, realizzata dalla Regione Lombardia in collaborazione con FormezPA, verrà presentata nel convegno online dal titolo “Valorizzazione della base cartografica di riferimento (DBT) per la redazione digitale del Piano di governo del territorio” che si terrà martedì 15 settembre 2020 a partire dalle ore 9,30. All’incontro, moderato dalla giornalista del Corriere della Sera Elena Papa, interverranno l’assessore lombardo al Territorio e alla Protezione civile, Pietro Foroni, il presidente Anci Lombardia, Mauro Guerra e il presidente di FormezPA, Alberto Bonisoli. Per partecipare è necessario iscriversi all’indirizzo: https://dbt-pgt.eventbrite.it.Si tratta di un corso che sarà erogato in modalità e-learning a frequenza libera e gratuita a partire dall’autunno 2020 fino alla primavera 2021. Gli iscritti acquisiranno capacità nell’utilizzo di un software GIS open source sperimentando l’impiego del DBT, utile nelle molteplici attività che i Comuni svolgono, prima tra tutte la realizzazione della cartografia del Piano di governo del territorio (PGT). Le lezioni hanno anche l’obiettivo di fornire un accompagnamento tecnico specialistico all’introduzione di innovazioni digitali nella pratica urbanistica lombarda fondate sull’utilizzo del DBT, in corso di completamento per tutto il territorio lombardo. Tale strumento costituisce infatti la base digitale di riferimento per tutti gli strumenti di pianificazione predisposti sia dagli enti locali che dalla Regione, come definito dall’articolo 3 della legge regionale n. 12/2005 per il governo del territorio.

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Coronavirus: Rafforzare medicina del territorio

Posted by fidest press agency su sabato, 5 settembre 2020

“In meno di quattro mesi il Coronavirus ha causato circa 35mila morti nel nostro Paese e oltre 800mila nel mondo. Il decesso di oltre 170 nostri colleghi medici, insufficientemente informati e protetti, è stato un dramma nel dramma che non deve più ripetersi”. Lo dichiara Giuseppe Di Mauro, presidente della Società italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS), che evidenzia i tre fondamentali interventi necessari da attuare contro una recrudescenza della pandemia, elaborati in seguito all’analisi del ‘Documento del Ministero della Salute – Istituto Superiore di Sanità’ dell’11 agosto sugli elementi di preparazione e risposta al Covid-19 nella stagione autunno-invernale e del ‘Rapporto ISS Covid-19’ del 21 agosto sulle indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS CoV 2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia.Per arrivare preparati a una possibile recrudescenza del virus nei mesi autunnali, Ernesto Burgio, membro del gruppo di specialisti sul COVID-19 della SIPPS, evidenzia tre punti fondamentali:
1) DISPOSITIVI DIAGNOSTICI- “Bisognerà preparare nei prossimi mesi un numero adeguato di tamponi (almeno 30 milioni) con la possibilità di ottenere il risultato in 24/48 ore massimo. Sarà importantissimo – consiglia l’esperto – anche validare i test rapidi perché, se si confermasse una buona accuratezza, sarebbe possibile abbattere i costi e i tempi dei controlli”.
2) CORRIDOI ALTERNATIVI- “Predisporre percorsi obbligatori con aree sanitarie (deputate al Triage) esterne al sistema sanitario stesso e gestite da operatori adeguatamente protetti, informati e formati. Solo in questo modo si eviterà che il virus torni a diffondersi nelle strutture sanitarie pubbliche, private e nelle residenze sanitarie per anziani e disabili. Per questo è necessario gestire il caso sospetto in teleassistenza e telefonicamente fino al risultato del tampone. In caso di necessità di visita immediata – aggiunge Burgio – questa dovrà essere demandata alle USCA (Unità Speciali di Continuità Assistenziali) o ad altro personale sanitario dedicato e formato. Per i casi moderato-gravi, avere la disponibilità di reparti e di ospedali COVID, anche se a oggi non utilizzati. Per le aree in cui non ci fossero reparti COVID, potrebbero essere facilmente adattati, con costi non esorbitanti, gli ospedali militari presenti in ogni provincia e regione e totalmente sottoutilizzati”.
3) DISPOSITIVI DI PROTEZIONE EFFICACI – “Dovranno essere distribuiti a tutti gli operatori sanitari. In particolare – fanno presente Di Mauro e Burgio – saranno necessari dispositivi sanitari di massima sicurezza per gli operatori di prima linea (solo inviando i primi possibili casi e i loro contatti nelle aree deputate al triage si eviterà la riattivazione delle catene di contagio e il diffondersi di casi con carica virale alta)”.
L’ultimo consiglio per una strategia efficace di contenimento dei contagi viene da Maria Carmen Verga, segretario nazionale SIPPS: “È urgente investire, quanto necessario, in prevenzione, protezione e messa in sicurezza dell’intero Sistema Sanitario, passaggio indispensabile per un ritorno della società, e in particolare della scuola, a condizioni di relativa normalità”.

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Bergamo: Arriva personale per rafforzare ospedale e territorio

Posted by fidest press agency su sabato, 29 agosto 2020

Bergamo. Grazie ai fondi assegnati ad ASST Bergamo Ovest da Regione Lombardia (attraverso la DGR 3377 del 14/07/20 “Determinazioni in ordine al reclutamento di personale per i servizi sanitari territoriali” e la DGR 3325 del 30/06/20 “Ricognizione dei costi del personale per l’attività di sorveglianza dell’epidemia covid – 19. determinazioni in merito alla DGR n. XI/3114 del 07/05/2020 “Determinazioni in merito alle attività di sorveglianza in funzione dell’epidemia Covid-19”), nella giornata di ieri sono state firmate le delibere per le procedere di assunzione di nuove figure professionali, energie fresche utili al rafforzamento sia dell’Ospedale sia del Territorio, nell’ottica di una completa presa in carico dei pazienti, non solo Covid, con un’attenzione particolare alle fragilità e cronicità. Il reclutamento prevede l’assunzione di 76 infermieri di comunità e di famiglia (link http://www.asst-bgovest.it/455.asp ), 2 tecnici sanitari di laboratorio biomedico che aumenteranno la capacità del nostro laboratorio de seguire test diagnostici (sierologici, tamponi), 13 infermieri e 2 amministrativi dedicati al contact tracing (http://www.asst-bgovest.it/456.asp).Tutte le assunzioni serviranno per implementare l’azione capillare di monitoraggio, sorveglianza e presa in carico dei pazienti sia Covid19 che fragili/cronici, quale risposta migliore in termini di prevenzione e personalizzazione della cura.Specificatamente per il Covid19 sarà potenziata l’azione di contact tracing (tracciamento dei contatti) in funzione dell’epidemia Covid19 al fine di ricostruire le catene di contatti di persone positive al virus. Un tracciamento che può avvenire non solo in via informatica, ma anche in maniera “tradizionale”, intervistando le persone positive e risalendo alle situazioni nelle quali hanno potuto mettere a rischio la salute di persone vicine e provvedendo ad avvisarle.

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Contrastare la microcriminalità Alto casertano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 agosto 2020

“Tutelare maggiormente i cittadini del comprensorio dell’Alto Casertano da atti delinquenziali e vandalici mi ha spinto a considerare con insistenza una presenza sul territorio di un presidio di Polizia di Stato. Pertanto, ho presentato un’interrogazione al ministro dell’Interno al fine di poter ritenere nell’ambito della riforma del comparto sicurezza la possibilità di istituire la Caserma della Polizia di Stato a Piedimonte Matese. Un presidio di legalità assolutamente necessario ed indispensabile, viste le diverse criticità del territorio che attanagliano il Matese e che hanno visto sviluppare un substrato criminale legato alle organizzazioni malavitose. La presenza del presidio di Polizia unitamente al grande impegno nel controllo del territorio da parte dei Carabinieri e della Guardia di Finanza sarebbe un forte segnale di contrasto alle organizzazioni criminali”. Lo dichiara la senatrice di Fratelli d’Italia, Giovanna Petrenga.

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Fiore: “Dopo il fuoco rischio frane e alluvioni che potrebbero devastare il territorio”

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 agosto 2020

“Nel nostro Paese negli ultimi anni stiamo assistendo a un cambiamento del regime degli incendi che richiede un cambio di strategie nel governo del fenomeno, un cambiamento che segue l’emergenza climatica in atto.Gli incendi che stanno devastando diverse aree boscate del nostro Paese, molte delle quali in aree protette come il Parco Nazionale del Gran Sasso, Parco Nazionale dell’Alta Murgia, la Riserva Orientata di Monte Cofano in Sicilia, solo per citarne alcuni, stanno distruggendo la biodiversità e mettendo a rischio le popolazioni locali, ma stanno anche predisponendo il territorio a dissesti geo-idrologici come frane e alluvioni. Fenomeni che saranno innescati dalle piogge estive intense e dalle piogge autunnali”. Lo ha affermato Antonello Fiore, GEOLOGO, Presidente Nazionale della Società Italiana di Geologia Ambientale (SIGEA), commentando quanto sta accadendo in queste ore in alcune zone dell’Italia.“Dall’ultimo rapporto nazionale disponibile sullo stato delle foreste e del settore forestale – RaF Italia 2017-2018 (Fonte MIPAAFT 2019) dal 1980 al 2017 le superfici interessate dal fuoco sono state 4.061.988 ettari, pari a 5.689.058 campi da calcio, con una media di 106.894 ettari/annua; Roma si estende per circa 128.700 ettari. Nell’area mediterranea peggio dell’Italia solo la Spagna con 6.179.279 ettari andati in fiamme e il Portogallo con 4.512.336 ettari. I dati disponibili ci dicono che nonostante l’ultimo decennio abbia visto una diminuzione della superficie forestale percorsa dalle fiamme – ha proseguito Fiore – eventi estremi che favoriscono l’innesco del fuoco si presentano con sempre maggiore frequenza e intensità come a esempio nelle annate del 1993, 2007 e 2017, anno in cui sono stati circa 8.000 incendi e sono bruciati oltre 160.000 ettari tra superficie boscata e non boscata. Dai dati raccolti dall’European forest fire information system (Effis) si evince che in Italia nel 2019 è stata interessata dal fuoco una superficie di 20.395 ettari.Possiamo permetterci tutto questo dal punto di vista della riduzione della biodiversità, dell’inaridimento del paesaggio, del dissesto del territorio e dell’esposizione al rischio della popolazione, della cancellazione del turismo nelle aree interne che a loro volta stanno fortemente subendo il processo di spopolamento a vantaggio del ripopolamento delle aree costiere e della costante richiesta di urbanizzazione e cementificazione? In molti casi la vegetazione colpita dal fuoco si riprenderà dopo molti anni, mentre i danni diretti alle vittime, sia esse umane che animali, sono irreparabili, come pure i danni indiretti sulla stabilità dei versanti con possibile innesco a breve e a lungo termini di frane e alluvioni. Con il cambiamento climatico in atto, che non deve essere un alibi per giustificare tutte le nostre nefandezze nei confronti dell’ambiente, la temperatura dei mari elevata produce aria molto umida che spinta dalle correnti d’aria verso la terra ferma genera sempre più frequentemente piogge brevi e intense, concentrate nello spazio, con effetti al suolo devastanti”.“Per contenere i danni indiretti causati dagli incendi che interferiscono con le dinamiche dei versanti è necessario cartografare, nell’ambito dei singoli bacini idrografici e secondo quanto previsto dalla Legge 353/2000 meglio nota come (Legge quadro in materia di incendi boschivi), le aree percorse dal fuoco e, a valle di queste aree non più protette dalla vegetazione, i potenziali elementi a rischio (strade, opere, aree urbanizzate). In caso di riscontro delle condizioni d’instabilità dei versanti è necessario integrare il Piano di Protezione Civile – ha concluso Fiore – e renderlo operativo per le aree potenzialmente interessate da colate di fango o detritiche (incanalate o diffuse). Le soglie di precipitazioni in grado di innescare fenomeni di dissesto geo-idrologico possono essere individuate con modellazioni matematiche, ma il sistema di allertamento deve basarsi su stazioni di monitoraggio pluviometrico ben distribuite e in grado di registrare e trasmettere i dati in tempo reale e in continuo a una stazione di controllo.Anche per il settore incendi boschivi, come per il dissesto idrogeologico, il rischio sismico, le crisi ambientali quali siccità e inquinamento, per citarne solo alcune, l’unica vera tutela dei beni e delle vite umane e animali che tali roghi causano è la prevenzione. Bisogna avere la consapevolezza che nelle stagioni particolarmente calde e siccitose gli incendi trovano una maggiore diffusione per una mancata pulizia dei boschi e a causa di una più diffusa materia infiammabile. Com’è noto il fuoco si propaga solo se la vegetazione lo permette, allora bisogna intervenire prima e in maniera pianificata per ridurre quelle situazioni di amplificazione e propagazione degli incendi. Investire da subito in prevenzione rispetto al solo investimento in uomini e mezzi antincendio porterà a una riduzione degli incendi con enormi vantaggi in termini di sostenibilità ambientale e riduzione dei rischi diretti e indiretti quali il dissesto geo-idrologico”.

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“Puntare sulla vacanza sostenibile per riscoprire in tutta la loro pienezza le attrattive di un territorio”

Posted by fidest press agency su domenica, 9 agosto 2020

E’ la filosofia di Delphina Hotels & Resorts, realtà simbolo del turismo a 4 e 5 stelle nel Nord della Sardegna. Delphina inizia la sua attività negli anni novanta con lo slogan “la natura come progetto”. Per decenni si è distinta per le azioni improntate al rispetto rigoroso dell’ambiente e dal 2017, con l’iniziativa “We are green”, si è resa protagonista di un ulteriore salto di qualità.
Delphina Hotels & Resorts è, infatti, la prima catena alberghiera italiana, ed una delle prime al mondo, ad utilizzare in tutti gli hotel, resort e nella sede centrale energia al 100% verde, proveniente da fonti rinnovabili, con un risparmio di 3.536 tonnellate di Co2 ogni anno. Nell’ultimo triennio più di 10600 tonnellate risparmiate: l’equivalente della Co2 assorbita da 75.000 alberi in un anno intero. Delphina nel 2019 ha fatturato più 72 milioni confermando il trend positivo di crescita degli ultimi anni e da lavoro a più di mille persone di cui più di cento negli uffici e un indotto per i servizi interni di più 300 persone.Grande attenzione è rivolta anche alla mobilità sostenibile. Nelle strutture Delphina per lo spostamento degli ospiti all’interno dei resort circolano veicoli elettrici ricaricati sul posto e sono presenti anche colonnine per le auto elettriche degli ospiti.
Dal 2019 è stato abolito l’utilizzo delle bottiglie di plastica da strutture e uffici, con un risparmio di più di 68 mila e 700 bottiglie, sostituite con vetro e alluminio. Una svolta che ha interessato le 1600 camere e appartamenti, i 32 ristoranti e i 22 bar del gruppo.”I risultati raggiunti – spiega il direttore marketing Libero Muntoni – sono il segnale di come si possa fare impresa nel comparto turistico rispettando e valorizzando i territori. Anche con l’emergenza Covid abbiamo mantenuto le nostre policies per la tutela dell’ambiente conciliandole con i protocolli sanitari”.La catena sarda si propone quindi sempre di più come un’eccellenza italiana dell’ospitalità sostenibile. I Delphina Hotels & Resorts sono stati realizzati e sono gestiti direttamente da due famiglie galluresi. Fin dagli anni ottanta, alberghi e appartamenti sono stati progettati come edifici diffusi e a basso impatto visivo, integrati nel paesaggio circostante, prendendo spunto dallo “stazzo”, tipica costruzione di campagna gallurese. Le piante autoctone come il ginepro e l’olivastro, protagoniste delle aree verdi Delphina, richiedono un minore fabbisogno idrico e rilasciano rilassanti e salubri essenze.Il lungo percorso di Delphina, responsabile e lungimirante, è oggi consacrato da importanti premi internazionali, tra cui l’incoronazione del Resort Valle dell’Erica come Europe’s Leading Green Resort, ovvero migliore green resort d’Europa 2019 ai World Travel Awards.
Quella del gruppo Delphina è un’attenzione a 360 gradi, che si caratterizza tra l’altro per l’utilizzo di prodotti eco-bio e senza parabeni nei centri Thalasso & SPA e per la linea cortesia delle camere, prodotti Ecolabel per la loro pulizia ordinaria, la sensibilizzazione dello staff e degli ospiti al rispetto ambientale evitando sprechi di energia e di acqua, la stampa di cataloghi con carta certificata ecologica e inchiostri a base vegetale. I gadget, così come le amenities all’interno delle camere, sono selezionati privilegiando materiali composti da un unico componente per facilitare il riciclo, oppure a base vegetale e biodegradabile.
L’azienda è anche Corporate Golden Donor del FAI, il Fondo per l’ambiente italiano che lavora per la protezione della bellezza, della cultura e del patrimonio naturale. E’ inoltre partner di Spazzatura Kilometrica, l’associazione che promuove gare di raccolta di rifiuti differenziati.

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L’Aquila, incendi: chiesto lo stato di emergenza per il territorio comunale

Posted by fidest press agency su domenica, 2 agosto 2020

Il Comune dell’Aquila ha chiesto alla presidenza del Consiglio dei ministri la dichiarazione dello stato di emergenza per il territorio comunale del capoluogo d’Abruzzo, a causa degli incendi che stanno interessando per il quarto giorno le zone dei quartieri di Pettino e Cansatessa e la frazione Arischia.
Lo ha deciso stamani la Giunta comunale. La deliberazione è stata inoltrata alla Regione Abruzzo, perché provveda a sostenere la richieste dell’ente al Governo ai fini dell’emanazione del provvedimento di stato di emergenza.
La delibera approvata oggi dall’esecutivo comunale del capoluogo parte della considerazione “dell’estensione dei fenomeni e dell’estrema gravità del danno; pertanto – è scritto nel provvedimento – si profilano come indifferibili ed urgenti diversificate misure di difesa del territorio e di protezione della popolazione, misure straordinarie ed emergenziali che sono di impossibile attuazione per l’amministrazione Locale e per i soggetti colpiti e che si ritengono anche superiori alle possibilità di intervento della Regione Abruzzo”.
“Gli incendi – ha spiegato il sindaco Pierluigi Biondi – hanno finora interessato circa 700 ettari delle zone boschive che si trovano sopra i quartieri di Cansatessa e Pettino, densamente abitate, con un numero di residenti superiori a 10.000, e dell’abitato di Arischia, dove vivono 1800 persone. Inoltre i danni rilevanti del patrimonio boschivo ricadono parzialmente all’interno del perimetro del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga”.
“La dichiarazione dello stato di emergenza – ha proseguito Biondi – è necessaria sia per l’applicazione delle procedure utili per incrementare l’azione finalizzata a un contenimento ancora più efficace degli incendi, sia per avere un’opportuna copertura delle spese elevatissime che Comune e Regione stanno sostenendo e dovranno sostenere ancora”
“E’ certamente vero – ha affermato ancora il sindaco dell’Aquila – che l’opera di contenimento degli incendi vede un impiego massiccio di mezzi e uomini per almeno 12 ore giornaliere: sette velivoli Canadair, 3 elicotteri, 80 Vigili del Fuoco, 40 militari del IX Reggimento Alpini, 70 volontari di protezione civile, 30 dipendenti comunali con quattro ruspe, 4 pattuglie della Polizia municipale. Ma è altrettanto vero che i costi che si debbono sostenere per rendere possibile queste operazioni sono elevatissimi e la nostra Protezione civile, insieme con quella della Regione, provvederà a stimarli. I costi, peraltro, non sono sono quelli da sostenere per l’emergenza in corso, ma anche quelli del post incendio, quando i vigili del fuoco dovranno effettuare una ricognizione puntuale sull’area interessata con i droni e si dovrà procedere con le necessarie operazioni di bonifica”. “Con la dichiarazione dello stato di emergenza – ha concluso il sindaco dell’Aquila – le istituzioni avranno la possibilità di gestire la fase critica in atto (che, oltre alla tutela dei boschi coinvolti, comporta ancor più la necessità di attuare operazioni di salvaguardia della popolazione, qualora la situazione dovesse peggiorare) e le procedure successive con risorse adeguate”.

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Sul territorio pochi farmaci per arginare il Covid-19

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 luglio 2020

I medici di famiglia denunciano: non abbiamo armi per curare a casa i pazienti Covid, ma in vista dell’autunno e della possibile ripresa dell’epidemia è indispensabile che possiamo prescrivere farmaci idonei. Le regioni ora vengono loro dietro. In particolare, sull’idrossiclorochina il coordinatore degli assessori alla salute Luigi Icardi ha chiesto al presidente dell’Agenzia del farmaco Domenico Mantoan di rivedere qualcosa, dopo la retromarcia degli ultimi mesi. I risultati ottenuti sui pazienti in Piemonte dimostrano una certa efficacia, la richiesta è di attivare la nota 648 per la prescrizione off label ed un registro di monitoraggio. Che l’esperienza dei medici di famiglia con il Plaquenil non sia del tutto da rivedere lo conferma Roberto Venesia responsabile area farmaco Fimmg, torinese, che chiede per i mmg più poteri prescrittivi e da “pubblico ufficiale” nel garantire un’efficace quarantena di pazienti positivi o sospetti.Partiamo dalle terapie, prima di impostarle è necessario individuare l’infezione da coronavirus. «Il sintomo “maggiore” indicativo è la febbre persistente sopra 37,5° accompagnata o meno da disgeusia; secondo il protocollo attivato in Piemonte, nel giovane senza fattori di rischio si usano tachipirina e medicinali periferici per il controllo della tosse. Ma nel paziente “borderline”, sopra i 50 anni, se i sintomi persistono dopo tre giorni occorre evitare un possibile peggioramento. Ad aprile, a Torino, abbiamo messo a punto con l’ospedale Amedeo di Savoia e con il gruppo dell’Università guidato dal professor Giovanni Di Perri un protocollo che prevede dopo 3 giorni di sintomi, uno maggiore (febbre) e due tre minori (dolori articolari, tosse) l’uso di eparine a basso peso molecolare, che come anti-trombotico noi medici di famiglia possiamo prescrivere in-label, e di idrossiclorochina, prescrivibile invece off-label, nonché eventuale utilizzo di antibiotici. Con l’idrossiclorochina, antimalarico -ammette Venesia- se somministrata per tempo avevamo osservato risultati positivi, ma dopo una serie di esiti dubbi su numeri ampi uno studio su Lancet lo ha ridimensionato e l’indicazione non è stata ripresa da Organizzazione mondiale della sanità e dall’Aifa. Va detto che lo studio, ritrattato da 3 autori, si riferiva per lo più a pazienti con malattia avanzata, in una fase in cui l’azione antivirale è meno efficace. Per capire meglio aspettiamo esiti di studi randomizzati. Un successivo gruppo di lavoro Fimmg nel disegnare un modello di gestione territoriale per tutta Italia ha “attenzionato” degli antivirali (lopinavir, darunavir) con letteratura promettente che però richiedono ricetta specialistica di infettivologo o pneumologo». In sintesi, al momento, il medico di famiglia al di là degli anticoagulanti non ha armi. «Nell’eventualità di una ripresa pandemica, come si è proceduto al distanziamento, all’acquisto di DPI, alla prova della febbre a distanza, per evitare un secondo lock-down si deve armare la medicina generale, remunerando ore in più di personale di studio per tenere gli studi aperti più a lungo, aiutandola ad investire in misure di sanificazione e sicurezza e soprattutto mettendola in condizione di prescrivere farmaci sulla base di protocolli validati a livello nazionale. In Fimmg – aggiunge Venesia – valutiamo di metterci a disposizione in vista della riapertura delle scuole per praticare i test sierologici al personale». Un lavoro che spetta a una medicina generale “ritrovata” più che alle Usca. «Le unità territoriali sono nate per gestire l’emergenza a casa del paziente sintomatico ma erroneamente qualche Asl sembra vederle come strumento per ridisegnare la continuità assistenziale (per inciso, i colleghi prendono 40 euro l’ora contro 25 del medico di guardia, il che può scoraggiare molti aspiranti mmg)».Oltre che per le scuole, ricorda il segretario Fimmg piemontese, i medici di famiglia sono disponibili a creare una rete di “sentinelle” del virus atte ad individuare e circoscrivere i focolai. «Questa rete c’è in Puglia e Piemonte, da noi c’è pure l’assistenza domiciliare codificata ai pazienti Covid nell’accordo integrativo firmato di recente. Ora sarebbe opportuno un passo ulteriore, “sovra-regionale”, una modifica di legge. Al medico di famiglia si dia il ruolo di pubblico ufficiale quando pone in isolamento i pazienti Covid ed i contatti stretti. Oggi per attestare che il contatto di un paziente Covid-19 non deve andare al lavoro pur se asintomatico c’è bisogno della comunicazione del Servizio di igiene e prevenzione dell’Asl che ha i suoi tempi; il mmg potrebbe accorciare i passaggi burocratici ma per legge non può dichiarare in malattia un assistito che malato non è; sarebbe bene poter disporre dei poteri del Sisp, e porre in isolamento l’assistito e che per le violazioni scattassero in tutta Italia le sanzioni penali». By Mauro Miserendino fonte: Doctor33)

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Clima: Uso criminale del territorio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 luglio 2020

“Il temporale che sin dalle prime ore dell’alba si sta abbattendo su Milano e Bergamo, provocando l’esondazione del Seveso e numerosi allagamenti, dimostra una volta di più che c’è un’emergenza trascurata e da affrontare al più presto: quella climatica. E mentre i giornali continuano a parlare di ‘maltempo’ come se gli eventi meteorologici estremi fossero la norma, l’ISPRA certifica che, nel 2019, il consumo di suolo, nella sola Milano, ha raggiunto il 58,19% del totale e la Lombardia, con +642 ettari di consumo suolo rispetto all’anno precedente, si conferma la seconda regione in questa drammatica classifica, certificando un uso criminale del territorio”.Così, in una nota, Elena Grandi e Matteo Badiali, co-portavoce dei Verdi e esponenti di Europa Verde, che proseguono: “Il consumo di suolo, in Italia, cresce a velocità elevate, una media che è ben lontana dal raggiungimento degli obiettivi europei e in Europa non sanno neanche tradurre la parola ‘abusivismo’ che in Italia viene incentivato con il reiterato tentativo di emanare dei Condoni edilizi. E mentre l’accoppiata dissesto idrogeologico unito ai fenomeni meteorologici estremi causa danni incalcolabili, qualcuno pensa che la crisi economica dovuta alla crisi sanitaria di Covid possa essere superata con nuovo cemento. Non possiamo, dunque, che ribadire la nostra contrarietà a questo uso sconsiderato delle risorse che arriveranno dall’Europa, – concludono Grandi e Badiali, – ed esortare il Governo ad attuare invece politiche rivolte alla conversione ecologica, al recupero delle volumetrie esistenti, all’innovazione, alle giovani generazioni”.

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Il territorio fa rete per sostenere le fragilità

Posted by fidest press agency su martedì, 28 luglio 2020

Legnano (MI) È un progetto nato dal territorio e destinato ai ragazzi con disabilità quello che ASST Ovest Milanese, attraverso la Fondazione degli Ospedali di Legnano, Magenta, Abbiategrasso e Cuggiono onlus, andrà a potenziare grazie ai fondi che la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate ha raccolto durante l’emergenza Covid. L’inserimento di una figura professionale specifica nel Collegio Alunno Disabile permetterà di creare un percorso educativo efficace per l’inserimento scolastico dei ragazzi con disabilità.A dare l’impulso è stata la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate che, fin dall’inizio dell’emergenza, ha attivato una raccolta fondi per sostenere gli ospedali del proprio territorio. «Per l’area dell’Altomilanese abbiamo deciso di destinare quanto raccolto al potenziamento di un servizio che risponde specifiche fragilità», osserva il presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, Roberto Scazzosi. «L’emergenza Covid ha costretto a dirottare risorse ed energie verso le dotazioni strumentali degli ospedali, per metterli nelle migliori condizioni di intervento. E così è stato, anche attraverso i macchinari e le attrezzature che abbiamo donato. Ora guardiamo al di fuori degli ospedali, sostenendo un servizio che dà risposte al mondo della disabilità. Con i fondi raccolti che arrivano dal territorio sarà potenziata l’attività del “Collegio Alunno Disabile” attraverso il reclutamento di un assistente sociale dedicato».

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Sicilia: territorio in prima linea nell’accoglienza e nell’integrazione dei rifugiati arrivati via mare

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 luglio 2020

Chiara Cardoletti, Rappresentante da poche settimane dell’Agenzia ONU per i rifugiati per l’Italia, la Santa Sede e San Marino, ha concluso ieri la sua prima visita sul campo. Cardoletti ha voluto subito visitare la Sicilia, territorio che da sempre è in prima linea nella gestione degli arrivi via mare di rifugiati e migranti nel nostro Paese e che ha dimostrato un impegno costante attraverso il coinvolgimento in progetti cruciali per l’integrazione dei rifugiati più vulnerabili.
Nel corso dei tre giorni di visita, la Rappresentante UNHCR ha incontrato a Catania le organizzazioni della società civile, e partner di UNHCR, che si occupano di donne migranti e rifugiate vittime di violenza (LILA e centro antiviolenza Thamaia), ha visitato un centro di accoglienza per minori stranieri non accompagnati e l’hotspot di Pozzallo, dove è stata ricevuta dalle istituzioni locali, il Sindaco Salvatore Ammatuna ed i rappresentanti della Prefettura e della Questura. Ha concluso la sua visita a Lampedusa, dove ha visitato l’hotspot e incontrato il rappresentanti della Prefettura, della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza ed il Sindaco Salvatore Martello. Chiara Cardoletti ha voluto portare alle istituzioni il ringraziamento dell’UNHCR per aver continuato a garantire un porto sicuro, l’assistenza immediata necessaria e l’accoglienza ai migranti e rifugiati soccorsi in mare anche nel mezzo di una crisi come quella della pandemia da COVID-19: “Agendo con umanità, responsabilita’ ed in osservanza delle disposizioni sanitarie nazionali, conferma di come il rispetto delle norme internazionali in materia di diritti umani e protezione dei rifugiati possa essere assicurato anche in questi tempi molto difficili e di restrizioni ai confini, tutelando la salute delle persone salvate e della popolazione locale”, ha dichiarato la Rappresentante di UNHCR. La missione di Cardoletti ha voluto anche essere una testimonianza del lavoro dell’UNHCR che, anche nei difficili mesi di lockdown e con i limiti dettati dalle misure sanitarie di prevenzione dal contagio da COVID-19, ha continuato ad essere presente in Sicilia e a garantire i servizi di assistenza ai rifugiati e richiedenti asilo approdati in Italia. Sull’isola, l’UNHCR lavora in stretta collaborazione con il Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione, le agenzie nazionali ed europee per fornire informazioni ai nuovi arrivati e assicurare il loro accesso al territorio e alle procedure di asilo in conformità con le leggi nazionali, regionali e internazionali. Sostiene inoltre le autorità per garantire adeguati standard di accoglienza.“La Sicilia fornisce un contributo chiave all’Italia non solo nel garantire soccorso ed assistenza alle persone in pericolo nel Mediterraneo, ma anche attraverso politiche volte a sostenere i rifugiati nel loro percorso verso il raggiungimento dell’autonomia, condizione necessaria per favorire l’integrazione nella società italiana”, ha concluso la Rappresentante UNHCR Chiara Cardoletti.Nel 2019 sono sbarcati sulle coste siciliane il 65% degli arrivi via mare in Italia. L’UNHCR continuerà la stretta collaborazione con le amministrazioni locali, con la Guardia Costiera e la Guardia di Finanza, per assicurare alla regione il supporto delle Nazioni Unite nel rispetto del mandato di protezione dei rifugiati che guida l’Agenzia a livello globale.

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Portare l’Europa sul territorio, più vicina alle persone

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 luglio 2020

La Commissione europea pubblica oggi un bando per selezionare la nuova generazione di centri EUROPE DIRECT per il periodo dal 1° maggio 2021 al 31 dicembre 2025. Scopo dei centri EUROPE DIRECT è rendere l’Europa accessibile a tutti a livello regionale e locale e coinvolgere il pubblico nel dibattito sull’UE, sulle sue politiche e priorità e sul suo futuro.
I centri EUROPE DIRECT forniscono informazioni sull’UE e organizzano attività destinate a coinvolgere le persone, come ad esempio i dialoghi con i cittadini, stabiliscono relazioni con i media e altri partner locali e aiutano le istituzioni dell’UE a comprendere meglio i temi sensibili, le preoccupazioni e le percezioni dell’opinione pubblica nelle aree geografiche di competenza.

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Il Made in Italy, con le sue eccellenze del territorio

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 giugno 2020

E’ sempre più presente nelle abitudini di spesa degli italiani, al punto che più di uno su tre (41%) ama acquistare generi agroalimentari direttamente dal produttore locale: frutta, verdura, vino, formaggi, scelti perché garanzia di qualità, cura dei prodotti e, molte volte, in virtù di un rapporto di fiducia con il produttore stesso.
Lo evidenzia l’Osservatorio Reale Mutua1 dedicato all’agricoltura e alle nuove abitudini di acquisto degli italiani. Un dato molto significativo, soprattutto perché l’affezione al Made in Italy è una certezza cui può guardare l’intero mondo dell’agroalimentare del Paese, che, dopo le difficoltà degli ultimi mesi, si trova ora di fronte alla fase della ripartenza.Non si tratta più, solo, di una spesa “alla vecchia maniera”: addirittura due italiani su tre (63%) si dicono propensi a utilizzare in misura crescente app e siti per l’acquisto online e la consegna a domicilio di questi prodotti. Un trend che probabilmente la pandemia ha contribuito ad accelerare e che potrà facilitare ancor di più l’accesso alle eccellenze del territorio.Dal campo alla tavola, Made in Italy e produzione locale vanno di pari passo con l’attenzione alla sostenibilità. Una parola che per un connazionale su tre (31%) evoca una filiera agricola a basso impatto ambientale, anche grazie all’uso della tecnologia, mentre uno su cinque (22%) la associa al concetto di agricoltura a chilometro zero. Ma sostenibilità vuole anche dire stagionalità (18%), etichettatura biologica (12%) e per un ulteriore 11% il termine abbraccia valori sociali e indica una filiera equosolidale.Non è un caso allora che gli italiani preferiscano i prodotti stagionali, perché più salutari (36%) e capaci di sostenere l’economia agricola dei territori (30%), con un minore impatto sull’ambiente (11%). E c’è anche chi li sceglie perché più buoni, dice, di quelli fuori periodo (12%). Semaforo verde infine, tra le abitudini d’acquisto, anche per i prodotti dell’agricoltura biologica, altra area importante del Made in Italy, che vengono apprezzati soprattutto perché rispettano criteri di sostenibilità (44%) e fanno bene alla salute (22%).“La nostra ricerca evidenzia come il Made in Italy e le produzioni agroalimentari del territorio siano sempre più apprezzati nei comportamenti di acquisto e divengano spesso oggetto di una specifica ricerca,” commenta Michele Quaglia, Direttore Commerciale e Brand di Gruppo.

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Aumentare la presenza degli specialisti sul territorio

Posted by fidest press agency su martedì, 23 giugno 2020

Occorre passare da 20 a 38 ore settimanali per rispondere ai bisogni dei pazienti cronici che in questi mesi hanno visto bloccate le visite a causa del Coronavirus, in modo da evitare l’esplosione delle liste d’attesa. Questo l’appello lanciato dalle società scientifiche e dalle organizzazioni sindacali di medici riunite nell’Advisory Board di Senior Italia FederAnziani che ha promosso la tavola rotonda virtuale “Il problema delle cronicità al tempo del COVID -19 nella Regione Molise” nella quale medici e pazienti hanno presentato le proprie criticità a Lolita Gallo, Direttore Generale Salute della Regione Molise.Anche in Molise come nelle altre regioni in questo periodo di lockdown si è accumulato un importante ritardo nelle visite di controllo delle persone affette da patologie croniche, negli screening e nelle nuove diagnosi, un ritardo che ora va colmato facendo subito ripartire la macchina della sanità. I ritardi nelle diagnosi fanno sì che le patologie saranno intercettate a uno stadio più avanzato con rischi di salute per i cittadini e ulteriori costi per il servizio sanitario nazionale. Rispetto all’anno precedente in oncologia ci sono a livello nazionale circa 90mila diagnosi non scovate. Far slittare ancora la presa in carico dei pazienti cronici significa mettere a rischio la loro vita e tardare ancora nelle diagnosi equivale a compromettere le possibilità di successo delle terapie.Tra le altre criticità riscontrate in Molise in questo periodo anche un calo importante dell’aderenza alla terapia, con molti pazienti che hanno autosospeso i farmaci ad esempio in ambito cardiologico, un aumento degli infarti per via del timore dei pazienti a recarsi in Pronto Soccorso anche in caso di sintomi preoccupanti; il blocco di interventi delicati come quelli per le patologie valvolari cardiache. Una maggiore presenza degli specialisti può consentire un monitoraggio appropriato della salute dei pazienti con conseguenti risparmi anche per il servizio sanitario della regione, considerata la riduzione delle complicanze, delle riacutizzazioni, delle ospedalizzazioni.«Una buona attività specialistica può aiutare senz’altro a ridurre le liste d’attesa e infatti si è ritenuto di poter incrementare le ore di tali attività per raggiungere questo scopo. Siamo una Regione in piano di rientro, dove si è rivista la rete ospedaliera e si è iniziato il percorso di implementazione delle attività territoriali. Stiamo provvedendo alla riapertura dei settori della specialistica, compresi gli screening, per tornare alla normalità rispetto a tutti i servizi di cui necessita l’utenza. Già durante il periodo Covid e ora con gli interventi legislativi di questo periodo si è inteso anche a livello centrale porre nuovamente l’attenzione sul potenziamento del territorio, che possa dare una risposta pronta ed efficace alle esigenze dei cittadini.» ha dichiarato Lolita Gallo, Direttore Generale della Salute della Regione Molise.Hanno partecipato: Lolita Gallo – Direttore Generale Salute Regione Molise, Alessandra Balestrazzi – Responsabile rapporti con gli enti A.I.M.O. – Associazione Italiana Medici Oculisti, Antimo Aiello – Vice Presidente AMD regionale, Pierluigi Bartoletti – Vice Segretario Generale Nazionale FIMMG, Giuseppe D’Ascenzo – Presidente Regionale A.R.C.A. Molise – Associazioni Regionali Cardiologi Ambulatoriali, Stefano Marinari – Centro Studi SIP, Domenico Uliano- SIMFER – Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa, Marco Gabini – Consigliere SIR – Società Italiana di Reumatologia, Antonio Magi – Segretario Generale SUMAI-Assoprof – Sindacato Unico Medicina Ambulatoriale Italiana e Professionalità dell’Area Sanitaria, Roberto Messina – Presidente Senior Italia FederAnziani.

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Heritage e Territorio: Turismo e coesione economica e sociale

Posted by fidest press agency su domenica, 21 giugno 2020

Roma Lunedì 22 giugno 2020, dalle 15.30 alle 19.00, si terrà il webinar “Heritage e Territorio: Turismo e coesione economica e sociale”, organizzato dall’Università Europea di Roma (UER) e Editoriale Scientifica, con il supporto dell’Ufficio Formazione Integrale dello stesso ateneo.“L’incontro affronterà il tema del turismo quale fattore di sviluppo dei territori e di coesione economica e sociale”, spiega la Prof.ssa Loredana Giani, Coordinatore del Corso di Laurea in Turismo e valorizzazione del Territorio all’UER. “In questa prospettiva si propone di offrire sia un quadro di carattere generale sulle politiche pubbliche di sviluppo dei territori (con un focus sulle aree interne), sia l’approfondimento di alcuni temi particolari, quali il rapporto tra turismo e cultura e quello tra turismo e innovazione. Si alterneranno interventi a carattere teorico-scientifico e interventi di professionisti di settore. Il seminario avrà un respiro internazionale, con la partecipazione del Prof. Yosef Garfinkel della Hebrew University di Gerusalemme”.Il webinar è organizzato nell’ambito delle attività della ricerca PRIN 2017 “Garanzie dei diritti e qualità dei servizi”.
Il webinar sarà aperto dai saluti del Rettore Padre Pedro Barrajon LC e della Prof.ssa Matilde Bini, Direttore del Dipartimento di Scienze umane UER.Seguirà un’introduzione della Prof.ssa Loredana Giani, Coordinatore del Corso di Laurea in Turismo e valorizzazione del Territorio all’UER, sul tema “Turismo e sostenibilità. Quali chiavi di lettura?”La prima sessione, moderata dalla Prof.ssa Loredana Giani, è su “Turismo e sostenibilità: quali chiavi di lettura?”
Ne discutono: Giampaolo D’Andrea, Consigliere del Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, Assessore alla Cultura e all’Innovazione del Comune di Matera, Ruggiero Dipace, Professore ordinario di Diritto Amministrativo Università del Molise.La seconda sessione è su “Turismo, patrimonio culturale e programmazione”. Introduce e modera Annarita Iacopino Professore associato di Diritto Amministrativo – UER.
Ne discutono: Giuliano Tallone Dirigente Studi, Innovazione e Statistica – Agenzia Regionale del Turismo, Regione Lazio, Romina Surace, Ricercatore Fondazione Symbola, Antonella Sau Ricercatore T.D. di Diritto Amministrativo – IULM, Luigi Russo, Professore associato di Storia medievale – UER, Margherita Pedrana, Ricercatore di Economia Applicata – UER, Alessandro Geri Responsabile nazionale Sentiero Italia CAI.La terza sessione è su “Turismo e innovazione”. Introduce e modera: Domenico D’Orsogna Professore ordinario di Diritto Amministrativo – Università di Sassari. Ne discutono: Gianluca Casagrande, Professore associato di Geografia – UER, Remo Tagliacozzo Amministratore Unico Zetema.La quarta sessione è su “Turismo e cultura”. Introduce e modera Renata Salvarani, Professore ordinario di Storia del Cristianesimo – UER. Ne discutono: Giovanna Mastrodonato, Ricercatore di Diritto amministrativo – Università di Bari “Aldo Moro”, Guido Traversa Professore associato di Filosofia Morale – UER, Yosef Garfinkel, Professor of Preistoric Archaeology and of Archaeology of the Biblical Period – Hebrew University of Jerusalem, Patrizia Arena Ricercatore T.D. di Storia romana – UER, Gianfranco Gazzetti, Presidente Gruppo Archeologico Romano.Conclude la Prof.ssa Loredana Giani.
Ai lavori si potrà assistere gratuitamente tramite la piattaforma Zoom. A tal fine, è necessaria la previa iscrizione via email a: webinar.turismo.sostenibilita.uer@unier.it

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Infermiere di famiglia occasione per far decollare l’assistenza sul territorio

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 giugno 2020

“Il potenziamento e l’innovazione dell’assistenza sul territorio soprattutto grazie all’investimento sui servizi infermieristici distrettuali, con i 9.600 infermieri che entreranno nel 2020, e l’introduzione strutturale dell’infermiere di famiglia e comunità, è davvero il valore aggiunto che i deputati hanno dato con i loro emendamenti segnalati al decreto Rilancio”. Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI), sottolinea l’importanza che già alla Camera, dove la Commissione Affari sociali deve oggi esprimere il suo parere rispetto alle misure sanitarie del decreto, si aprano le porte al nuovo modello di assistenza sul territorio, finora assolutamente carente, multidisciplinare e che disegni un ruolo di rilievo, autonomia, professionalità e collaborazione tra le professioni realmente accanto ai cittadini. Infermieri in testa. “Ora – sottolinea – i parlamentari sono alla prova: hanno davvero un’occasione da non perdere per dare il via a un nuovo modello di assistenza che corregga gli errori del passato e apra le porte a una prossimità con i cittadini richiesta da questi a gran voce e soprattutto necessaria, come ha anche dimostrato l’emergenza della pandemia, ma anche a prescindere da questa, per assistere davvero i più fragili senza che nessuno sia mai lasciato solo con i suoi bisogni di salute, in tutte le aree del Paese anche quelle ‘disagiate’ “Le richieste della FNOPI su questo specifico tema sono state praticamente tutte raccolte e portate avanti dai deputati di maggioranza e opposizione, a dimostrazione della fondatezza delle politiche professionali della nostra Federazione, – spiega Mangiacavalli – e di questo li ringraziamo. È evidente che la conversione in Legge del Decreto Rilancio sarà considerata dagli oltre 450mila infermieri del nostro Paese un vero e proprio banco di prova della politica. Una prova che dal nostro punto di vista sarà superata solo se saranno messi al centro i reali bisogni dei cittadini e il bisogno di innovazione e sostenibilità del Ssn”. Da qui parte, inoltre, un percorso che sicuramente può puntare a traguardi professionali più alti come quello delle specializzazioni e di un’area dedicata all’assistenza infermieristica. Ovviamente ci sono anche molte altre richieste che la FNOPI ha già avanzato a maggio nella sua lettera a Conte, Speranza e Bonaccini, come “una rivalutazione economica della retribuzione degli infermieri – aggiunge Mangiacavalli -, oggi tra le più basse d’Europa, e un’identificazione professionale che vada al di là di regole allargate a tutte le figure del comparto sanità, non solo sanitarie, di cui indubbiamente l’infermiere fa anche parte, ma che stanno ormai strette alla sua professionalità, alla sua formazione e alla sua reale attività. Cosa questa dimostrata negli ultimi mesi sul campo, ma che da sempre caratterizza la nostra professione”.
“Tutte questioni, quest’ultime, anche al centro delle iniziative organizzate in questi giorni da diverse sigle sindacali, che meritano risposte concrete da parte delle Istituzioni – sottolinea ancora la presidente FNOPI -. Ora è davvero il momento e l’opportunità di cambiare a favore dei cittadini e dei professionisti che tutelano la salute. È il momento, come ha sottolineato il ministro della Salute Speranza nella sua recente informativa alle Camere, di aprire davvero la stagione delle riforme”.

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Lombardia: potenziare medicina del territorio

Posted by fidest press agency su sabato, 13 giugno 2020

Mettere subito gli ambulatori specialistici territoriali della Lombardia in condizione di riaprire e riprendere la loro normale attività di presa in carico di pazienti cronici e di attività diagnostica, anche attraverso un aumento delle ore degli specialisti convenzionati interni del territorio. Questo l’appello lanciato dalle società scientifiche e dalle organizzazioni sindacali di medici riunite nell’Advisory Board di Senior Italia FederAnziani che ha promosso la tavola rotonda virtuale “Il problema delle cronicità al tempo del COVID -19 nella Regione Lombardia” nella quale medici e pazienti hanno presentato le proprie criticità all’Assessore regionale al Welfare Giulio Gallera.«Le norme che devono garantire il mantenimento delle norme di sicurezza complicheranno ulteriormente le liste d’attesa, quindi occorre aumentare l’offerta della specialistica dove possibile e incentivare nei controlli l’uso della medicina e del teleconsulto. Anche quella di aumentare le ore degli specialisti ove possibile rappresenta una soluzione possibile» dichiara Antonio Magi, Segretario Generale SUMAI Assoprof.Tra le maggiori criticità denunciate dal Board, quelle delle prime diagnosi ferme per tre mesi, che nel caso di molte patologie sono la finestra di opportunità per un’efficace presa in carico del paziente, come nel caso della reumatologia. Nell’ambito della BPCO e dell’asma si è riscontrato un significativo calo dell’aderenza alla terapia. Rallentata anche l’oftalmologia, che in Lombardia vede effettuare 250mila interventi di cataratta ogni anno.Tra le proposte chiave dei medici il rafforzamento del numero di specialisti convenzionati interni negli ambulatori e l’aumento delle ore di incarico per quelli già in servizio e la valorizzazione del lavoro multidisciplinare, e della telemedicina e del telemonitoraggio che può essere uno strumento importante. Il Board ha chiesto un rafforzamento del rapporto tra centri ospedalieri, poliambulatori specialistici territoriali e medicina generale, ovvero di puntare sull’integrazione e il ricongiungimento del dato tra medicina del territorio (medicina generale e specialistica ambulatoriale) e specialistica ospedaliera. Si chiede di investire risorse economiche nell’ampliare gli organici sia dei medici di medicina generale che degli ospedalieri, di ricondurre i diabetologi nei loro reparti, di emanare linee guida uniformi nel territorio lombardo sul teleconsulto che pure non deve sostituire il rapporto medico-paziente.In merito alle linee guida sulle RSA emanate dalla regione Lombardia i pazienti chiedono «un’accelerazione, affinché gli ospiti delle strutture possano tornare a rivedere al più presto i loro familiari. Le RSA devono riprendere in sicurezza la loro funzione essenziale di risposta ai bisogni di LTC, continuando a dare un sostegno concreto non solo alla popolazione anziana non autosufficiente della Lombardia ma anche alle famiglie» prosegue Messina.Oggi il tema di come gestire le liste d’attesa è in cima alle tante nostre priorità. Sarà necessario sburocratizzare la sanità, valorizzare la telemedicina e concentrare gli sforzi nel preservare e tutelare i più fragili. Saranno inoltre presto necessarie vaccinazioni massive per gli over 65 e a tal fine i centri anziani potrebbero essere un luogo di elezione per campagne di vaccinazioni ampie, oltre alle tradizionali sedi già coinvolte. Senior Italia potrebbe avere un ruolo in questa misura di sanità pubblica assieme al mondo medico-scientifico che lavora al suo fianco.»

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