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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 175

Posts Tagged ‘territorio’

Partire dal territorio molisano per un piano di sviluppo regionale non più rinviabile

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 marzo 2017

cutugno nanniIl direttivo degli ex consiglieri regionali – allargato alla partecipazione di tanti associati e di alcuni consiglieri in carica – convocato dal suo presidente Gaspero Di Lisa, continua, dopo le tante iniziative (in particolare le due pubbliche promosse tempo addietro a Campobasso), nella sua azione di sprone nei confronti della Regione, affinché il Molise si doti di una pianificazione, coerente e sostenibile per tutti i settori produttivi, suscettivi di sviluppo e capaci di dare risposte alla crescente e insoddisfatta domanda di lavoro. Erano presenti, per il Consiglio, il suo Presidente Vincenzo Cotugno e per il Governo regionale, l’Assessore Pier Paolo Nagni.Un piano di sviluppo capace di stimolare idee, progetti; mettere in campo strategie e strumenti atti a indicare e costruire il Molise dei prossimi vent’anni.
Una necessità, soprattutto in questa fase di grave crisi, quando diventa più facile “buttare, con l’acqua sporca, anche il bambino”. La salvaguardia dell’Autonomia regionale, bene prezioso che deve alimentare sempre più l’orgoglio di ogni molisano, figlio di una terra generosa, e, trovare risposta politica nella qualità (non potendo per le sue dimensioni concorrere sul piano quantitativo) di beni e di valori unici, davvero preziosi e, soprattutto vincenti, sul mercato globale. Valori e risorse di un territorio unico, la sola miniera d’oro che il Molise ha.Si tratta di approfittare di questo tesoro, per renderlo base della costruzione del PIANO di SVILUPPO REGIONALE, indifferibile, a detta di chi ha avuto la possibilità – nel lontano e recente passato – di governare questa nostra Regione, per rendere il Molise esempio positivo di un Paese, che, oggi più che mai, ha forte bisogno del primato della politica, di unità e della più ampia partecipazione.Un piano di sviluppo per proiettare nel futuro il “Piccolo Grande Molise” e dare ai giovani la possibilità di restare e vivere da protagonisti il proprio territorio. (Pasquale Di Lena) (foto: cutugno-nagni)

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€ 10 milioni per le PMI del territorio

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 gennaio 2017

BariBari. A febbraio del 2015 Banca Popolare di Puglia e Basilicata (BPPB) e SACE (Gruppo Cassa depositi e prestiti) hanno finalizzato un accordo per sostenere l’internazionalizzazione delle Pmi del territorio, dove SACE opera attraverso il proprio ufficio di Bari.
“La BPPB vuole sentirsi parte proattiva nello sviluppo economico del proprio territorio – dichiara il Vice Direttore Generale Vicario di BPPB, Francesco Paolo Acito – offrendo importanti opportunità di crescita alle proprie imprese controparti che intendono approdare nei mercati esteri, anche, al fine di sviluppare ulteriormente la competitività del “made in Italy”, grazie alle garanzie di SACE e ai suoi servizi assicurativo-finanziari.”I finanziamenti, erogati da BPPB e garantiti da SACE, con un importo minimo di 100mila euro e una durata fino a 96 mesi, sono finalizzati a sostenere: gli investimenti (in Italia e all’estero), il circolante per l’approntamento del magazzino e l’esecuzione di commesse estere, e ogni altro costo connesso alle attività di export.Il ruolo di SACE non si esaurisce solo nella garanzia dei finanziamenti, ma va dall’assicurazione delle vendite dal rischio di mancato pagamento al sostegno e protezione degli investimenti esteri; dalle garanzie fideiussorie per gare e commesse all’anticipazione dei crediti vantati verso i clienti italiani ed esteri tramite il factoring e si arricchisce anche con la gamma di prodotti e servizi offerti da SIMEST, all’interno del “Polo unico per l’export e l’internazionalizzazione” del Gruppo Cdp.Sono molte le imprese pugliesi che con questo accordo hanno ottenuto finanziamenti per le loro attività internazionali. Solo negli ultimi quattro mesi del 2016 sono stati erogati finanziamenti per circa 10 milioni di euro a favore di aziende che operano in settori diversi: dalla produzione e commercializzazione di prodotti alimentari (caseari, agricoli, da forno), alla produzione di mobili e pellame destinato all’arredo, dalla progettazione e realizzazione di velivoli, alla produzione e installazione di impianti energetici. Con queste buone premesse la BPPB intende promuovere ulteriormente tali interventi, al fine di mettere a disposizione delle imprese strumenti adeguati per accrescere la loro competitività.

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Controllo del territorio ed esercito

Posted by fidest press agency su sabato, 10 dicembre 2016

volanti-polizia-di-stato“E’ assurdo che il sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi, rispondendo a Franco Gabrielli, dica che la Polizia non è in grado di svolgere in pieno il suo ruolo di controllo del territorio e di tutela dell’ordine pubblico, e che per questo è necessario una sorta di compito di ‘supplenza’ dei militari dell’Esercito”. E’ quanto afferma Franco Maccari, Segretario Generale del COISP – il Sindacato Indipendente di Polizia. “Il rappresentante del governo dimissionario – aggiunge Maccari – dovrebbe piuttosto spiegare perché la Polizia non è messa in condizioni di svolgere al meglio il proprio ruolo, nonostante abbia, a differenza dell’Esercito, personale formato in maniera specifica. Il sottosegretario Rossi dovrebbe spiegare perché vengono spesi milioni di euro per mandare a passeggio i militari nei centri storici delle nostre città, mentre vengono tagliati i fondi necessari alle Questure ed ai Commissariati, che spesso si trovano senza materiale di cancelleria, con i computer obsoleti, o peggio ancora senza il carburante per fare uscire le Volanti in servizio o per la manutenzione delle auto. Quella che il sottosegretario definisce una maggiore percezione di sicurezza da parte dei cittadini è in realtà un colossale imbroglio, oltre che uno spreco di denaro pubblico, perché difficilmente i soldati nelle strade delle nostre città possono garantire un servizio efficace di controllo. i gettano al vento risorse economiche che potrebbero essere preziosissime se destinate a fornire uomini e mezzi alle Forze di Polizia, per ottenere una percezione di sicurezza del tutto illusoria, perché un militare equipaggiato di tutto punto con armi da guerra, e peraltro addestrato per compiti del tutto diversi, difficilmente potrà intervenire efficacemente contro un rapinatore o un soggetto violento. Meglio sarebbe investire per potenziare la dotazione organica e di mezzi delle Forze di Polizia, ed in sostanza consentendo a ciascuno, militare o poliziotto, di svolgere il compito per cui è stato addestrato, in modo da garantire la sicurezza dei cittadini e dello stesso personale”. (n.r. Qui non si tratta di “chi” è presente ma di “come” vogliamo garantire la sicurezza del Paese e restituire ai cittadini la serenità dovuta. Se la polizia per definizione è preposta a compiti di ordine pubblico, oltre a tutti gli altri ruoli istituzionali e investigativi e l’esercito alla difesa della nazione dai nemici esterni perché si deve alterare tale funzione solo per l’incapacità governativa di prendere atto che c’è qualcosa che non funzione nella filiera giustizia se oggi si arresta chi delinque e il giorno dopo ce lo ritroviamo per strada a beffeggiare gli stessi poliziotti che l’hanno arrestato. La tutela del territorio e la lotta alla criminalità di strada si ottiene conferendo rispetto e fiducia agli uomini in divisa e non umiliandoli.)

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La sicurezza del territorio va affidata alla polizia e non ai soldati

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 dicembre 2016

franco gabrielli“Finalmente abbiamo un vero capo, uno che dice le come come stanno e non come possono compiacere chi governa”. E’ quanto afferma Franco Maccari, Segretario Generale del COISP -il Sindacato Indipendente di Polizia, commentando le dichiarazioni del capo della Polizia Franco Gabrielli, secondo il quale il controllo del territorio deve essere affidato alle Forze di Polizia e non ai militari. “Da sempre – spiega Maccari – sottolineiamo l’inutilità della militarizzazione del territorio: uno spreco di milioni di euro che serve a gettare fumo negli occhi ai cittadini, tentando di dare un’illusoria percezione di sicurezza, quando invece le risorse potrebbero essere impiegate per garantire i mezzi necessari a quel personale che è stato addestrato per garantire la sicurezza del territorio e l’ordine pubblico, e che risponde ad una organizzazione rivolta proprio a questi compiti. Non ha alcun senso mandare per le vie di Roma, di Milano, di Napoli, o per le calli di Venezia, dei soldati dotati di armi da guerra che non sono utilizzabili nelle più comuni situazioni di ordine pubblico, e che anzi sono pericolose per i cittadini e per lo stesso personale, quando sarebbe molto più utile potenziare la dotazione organica e di mezzi delle Questure e dei Commissariati, magari fornendo ai Poliziotti dei taser e altri strumenti non letali che consentirebbero di risolvere senza rischi molti interventi nei confronti di delinquenti o persone violente”. “Condividiamo la presa di posizione di Gabrielli – conclude Maccari – e auspichiamo che le sue riflessioni servano da guida a chi ha fino ad oggi messo in atto politiche di governo che sul tema della Sicurezza sono state finalizzate soltanto alla propaganda anziché alla reale soluzione dei problemi”.

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Torino: Conferenza Metropolitana dei 315 Sindaci del territorio

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 ottobre 2016

torinoTorino martedì 22 novembre alle ore 15 nell’Auditorium della sede di corso Inghilterra 7. All’ordine del giorno, l’espressione del parere dei sindaci sul Bilancio di previsione per il 2016 e sul Documento unico di programmazione per il 2017-2018.Quella del 22 novembre sarà la seconda seduta della Conferenza Metropolitana nel corso del 2016, la prima dall’insediamento della Sindaca Chiara Appendino.
Sono componenti della Conferenza Metropolitana i Sindaci dei 315 comuni della Città Metropolitana, i quali, in caso di assenza o impedimento, possono farsi sostituire esclusivamente dal loro Vice Sindaco.

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Bond per la messa in sicurezza del territorio

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 settembre 2016

terremotoLe devastazioni e la perdita di tante vite umane, a causa dei disastri che ripetutamente colpiscono il territorio del nostro Paese, naturalmente provocano emozioni forti, suscitano diffusa solidarietà e spingono gli stessi governanti ad assumere impegni. Ciò è quanto è accaduto anche a seguito del recente terremoto.
In verità la messa in sicurezza anti sismica è un problema antico che riguarda la gran parte del territorio italiano. La semplice ricostruzione delle aree colpite e la ristrutturazione anti sismica in tutto il territorio nazionale interesserebbero non meno di 12 milioni di unità abitative con investimenti prevedibili di circa 100 miliardi di euro.
Se si aggiungesse anche l’improcrastinabile intervento di stabilità idrogeologica dell’intero Paese, allo scopo di evitare le continue e devastanti alluvioni, frane e altri deterioramenti del territorio, bisognerebbe aggiungere almeno altri 40-50 miliardi di investimenti.
Indubbiamente si tratta di cifre molto importanti. Soprattutto se si considerano anche i costi delle perdite di vite umane e delle distruzioni di proprietà e di ricchezze provocate dai vari cataclismi.
Secondo l’ufficio studi della Camera dei Deputati in 48 anni sarebbero stati spesi circa 121 miliardi di euro per ricostruire ciò che i terremoti hanno distrutto!
Ovviamente il ruolo dello Stato, anche in questi casi, è insostituibile. Non c’è libero mercato che tenga. E’ compito dello Stato garantire la sicurezza ai propri cittadini. Perciò è sacrosanto, come fa il nostro presidente del Consiglio dei ministri, chiedere che gli investimenti per la ricostruzione e per la messa in sicurezza del territorio siano posti fuori dai ristretti parametri del Trattato di Maastricht.
La dimensione degli investimenti richiesti non potrebbe essere soddisfatta da una semplice flessibilità di bilancio!
Lo Stato, secondo noi, potrebbe emettere specifiche “obbligazioni per la ricostruzione” al fine di creare liquidità da destinare esclusivamente alla realizzazione del programma di investimenti. Potrebbe essere la Cassa Deposti e Prestiti a farsene carico, al fine di non farli rientrare nell’alveo del debito pubblico. Del resto la stessa Germania usa in tale senso la sua Kreditanstalt fuer Wiederaufbau, la gigantesca banca di sviluppo tedesca che, con attivi per oltre 500 miliardi di euro, è da sempre considerata fuori dal bilancio statale. La KFW è stata il motore della ricostruzione e dello sviluppo dell’economia tedesca.
Tale scelta non potrebbe che essere condivisa perché, come noto, il debito sarebbe strettamente legato a politiche di sviluppo che creano non solo unità abitative sicure ma anche produzione, occupazione, aumento della produttività e maggiori introiti fiscali. Così lo stesso debito iniziale verrebbe in parte ripagato e creerebbe allo stesso tempo nuova ricchezza.
Ai sottoscrittori delle obbligazioni si potrebbe estendere la garanzia dello Stato fino al valore di 100.00 euro, così come avviene per i conti correnti bancari. Sarebbe una forma di forte incentivazione.
Importante che detti titoli siano di lungo termine, almeno 10 anni, con capitale nominale garantito, ad un tasso di interesse basso ma comunque superiore al tasso zero di oggi.
Un secondo strumento per sostenere i menzionati investimenti potrebbe essere simile a certi contratti di assicurazione sulle vita. Il risparmiatore verserebbe un capitale, ad un tasso di interesse stabilito, mantenendolo bloccato per un certo numero di anni. Alla scadenza avrebbe diritto alla restituzione del capitale investito più gli interessi maturati, oppure ad una rendita commisurata. In questo caso non si avrebbe alcuna emissione di obbligazioni ma si tratterebbe di “assicurazioni sulla stabilità del territorio”. Anche questo strumento potrebbe essere gestito dalla stessa CDP.
Per incentivare tali “polizze assicurative”, lo Stato potrebbe anche qui offrire una garanzia fino a 100.000 euro e altri eventuali incentivi.
Purtroppo i governi preferiscono creare un debito anonimo, e non mirato a settori specifici di intervento, perché in questo modo possono gestirlo come meglio credono, anche per coprire altri buchi di bilancio. Ma il disegno che dovrebbe stare alla base delle messa in sicurezza dell’intero territorio rappresenta una grande sfida ma anche l’opportunità di indirizzare e programmare l’economia in un modo differente dal passato, compatibile con la difesa della natura e dell’ambiente.
Naturalmente i controlli di qualità, di trasparenza e di rispetto delle regole sono fondamentali per la riuscita del progetto. Così come è indispensabile il coinvolgimento delle popolazioni interessate. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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Gli olivi secolari: testimoni del tempo oltre che del territorio

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 settembre 2016

olivo al tramontoE’ il tempo il valore aggiunto dell’olio degli olivi secolari. Quel tempo che la modernità prova a cancellare, uniformare e banalizzare, come a voler togliere l’identità che rende ogni essere vivente – la natura nel suo insieme – testimone del suo territorio. L’identità quale diversità che porta ognuno a raccontare il proprio passato e vivere il presente sognando e progettando il domani.
La spremuta di olive di ulivi secolari rappresenta il tempo che scorre dentro le possenti e fragili radici; il tronco disegnato da nodi; i rami verdeggianti e ombrosi, ed è così che diventa memoria, sfida, paesaggio, ambiente, tradizione.
Un olio che, grazie al tempo dei suoi ulivi, esprime un valore che va ad aggiungersi alla qualità espressa dal territorio (origine) e caratterizzata dalla varietà e dalle cure e intelligenza dell’olivicoltore. Un olio, quello del tempo, ancor più eccellente, prezioso, e, come tale, riservato a un consumatore che ama e vuole la qualità per appagare il gusto e dare una risposta di salute al suo stile di vita, ma non basta, vuole anche, da un prodotto che è storia, cultura, tradizioni, ascoltare il suo racconto per capire l’identità e sentire lo scorrere del tempo, secoli e, perfino, millenni .
In pratica la salvaguardia e tutela degli ulivi e , ancor più, degli uliveti secolari sta soprattutto nella capacità di produrre e valorizzare l’olio delle loro olive e ciò è possibile con l’elaborazione di strategie e l’attuazione delle stesse.
Strategie mirate al recupero degli oliveti e olivi secolari abbandonati; ad accorpare queste realtà per renderli parchi agricoli, come quello di Venafro e, anche, a collegare patriarchi, ormai rimasti soli, disegnando percorsi. Sentieri o strade che scendono e salgono colline: quando in compagnia di viti (anch’esse secolari, soprattutto in Campania), querce maestose , salici e pioppi lungo corsi d’acqua o campi di grano che, non avendo l’obbligo e la necessità di attraversare gli oceani, danno pasta salutare e pane nutriente.
Il paesaggio degli uliveti secolari e quello impresso da singoli olivi – fanno pensare a quelli disegnati da Silvana Bissoli – a dare valore al territorio, ai territori di quest’Italia, in particolare quelli che scivolano lungo l’Appennino fino alle piccole e grandi isole.
Non è lontano il tempo dei traffici di questi patriarchi che, spiantati in Puglia e in altre regioni del Sud, raggiungevano il centro e il nord Italia per arricchire ville, vecchi e nuovi alberghi, ristoranti. Per i frequentatori delle autostrade era normale sorpassare o incrociare camion e perfino tir carichi di questi straordinari monumenti. Traffici illegali, visto che la legge anche allora vietava l’espianto degli ulivi, che nessuno ha mai bloccato. Poi, le leggi regionali di salvaguardia e tutela di questi patrimoni della natura, prima la legge della Puglia e, poi, quella della Calabria, che, però, hanno solo attutito il fenomeno, fino a quando non è venuto fuori la Xilella, che, invece di spiantare questi ulivi e mandarli altrove, ha dato la stura di segarli direttamente sul posto per liberare campi di ulivi secolari e pensare a farci altro.
Personalmente ho affrontato in tempi non sospetti questo tema della Xilella e, alla fine sono stati i fatti accaduti in questi due anni, gli ultimi in particolare, a convincermi che la Xilella è solo una buona occasione per liberasi di questi monumenti e fare altro dei campi rimasti nudi.
Tornando alla salvaguardia e tutela di questi monumenti si è visto che non è sempre facile il rispetto di leggi, anche rigorose, proprio perché esso diventa blocco e, come tale, fastidio da eliminare. Tanto più in una realtà che, invece, ha tutto per essere motore di iniziative – importanti per la stessa salvaguardia e tutela del territorio – se, approfittando dell’immagine dell’olio prodotto da questi monumenti, viene promossa e valorizzata.
Si tratta di pensare a una mirata strategia di marketing capace, mediante una cabina di regia a carattere pubblico, di mettere insieme uliveti e territori, olivicoltori e trasformatori , in modo da organizzare l’offerta di quest’olio speciale, garantire l’origine, programmare e progettare sul mercato globale, campagne di promozione, valorizzazione e commercializzazione di un prodotto che non ha eguali.
Un olio extravergine di oliva diverso da altri e, come tale, ricco d’identità che, una volta affermato, diventa l’elemento vero della salvaguardia e tutela degli olivi secolari che lo producono .
Soprattutto in questa fase in cui l’olio extravergine di oliva ha tutto per affermarsi e vivere la mediterraneità sulle tavole e sui banchi di lavoro di cuochi tra i più rinomati. Non solo perché filo conduttore di piatti ispirati dal territorio; dall’agricoltura contadina e, in particolare, dall’orto o dal mare, ma di quello stile di vita che la mediterraneità esprime, soprattutto per merito del suo olio di oliva che, al pari del vino, è cultura.
Cultura che il tempo degli olivi secolari raccoglie, con dovizia di particolari, nell’olio delle olive da essi prodotte, che, più di altri, è mito e rito e, così, testimone eletto di territori che, con l’origine della qualità, sanno esprimere i valori degli usi e dei costumi, delle tradizioni.
Testimoni del tempo, d’identità e biodiversità, storia, cultura e, come tali messaggeri capaci di comunicare, promuovere e valorizzare l’olio extravergine di oliva e l’insieme dei prodotti che ad esso sono collegati.
E’ così che l’olio di questi olivi, da secoli, è filo conduttore di quel patrimonio culturale, bene dell’umanità, qual è la Dieta mediterranea. (Pasquale Di Lena)

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Geologi: “In Italia almeno 24 milioni di persone in aree ad elevato rischio sismico”

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 agosto 2016

terremoto“In Italia almeno 24 milioni di persone vivono in zone ad elevato rischio sismico. La zona dell’Italia centrale colpita è riconosciuta come ad alto rischio sismico del resto come la quasi totalità della catena appenninica – ha proseguito Peduto – da nord a sud. Questa notte si è mossa una faglia appenninica di tipo distensivo. Ma l’Italia intera – come è noto – è ad alto rischio, proprio perché è un paese geologicamente giovane e di frontiera”.
“In generale il rischio è più spinto lungo l’Appennino e poi meno eclatante man mano che ci si allontana da esso. Ma non ci sono territori totalmente esenti.
Noi geologi da anni diciamo che in Italia siamo ben lontani da una cultura di prevenzione. Innanzitutto sarebbe necessaria una normativa più confacente alla situazione del territorio italiano. Noi – ha concluso Peduto – proponiamo un fascicolo del fabbricato con una classificazione sismica degli edifici. Fondamentale anche un piano del Governo per mettere in sicurezza tutti gli edifici pubblici.
“Perché cresca la coscienza civica dei cittadini nell’ambito della prevenzione sismica bisognerebbe cominciare a fare anche una seria opera di educazione scolastica – ha concluso il Presidente – che renda la popolazione piu’ cosciente dei rischi che pervadono il territorio che abitano . Non dimentichiamo che, secondo alcuni studi, una percentuale tra il 20 e il 50% dei decessi, in questi casi, è causata da comportamenti sbagliati dei cittadini durante l’evento sismico ”.

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Unicam e il territorio

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 agosto 2016

camerinoCamerino. Continua la fattiva collaborazione tra l’Università di Camerino e gli enti e le associazioni del territorio. Nell’ultima seduta del Consiglio di Amministrazione di Unicam è stata approvata una convenzione da sottoscrivere con l’associazione Accademia Italiana del Clarinetto che svolge la principale attività a Camerino presso il Palazzo della Musica. Unicam e l’Accademia si impegneranno a mantenere e sviluppare proficui rapporti di collaborazione per lo svolgimento di iniziative e attività di formazione, offrendo attività culturali e formative in settori di comune interesse.
Sono previste iniziative didattiche e formative su temi comuni anche in collaborazione con il Conservatorio “Bruno Maderna” di Cesena, agevolazioni per gli studenti universitari che vorranno prendere parte alle iniziative dell’accademia oltre alla collaborazione per la promozione reciproca di eventi, attività e corsi.Una collaborazione molto importante per Camerino in quanto l’Accademia promuove la diffusione della cultura musicale e organizza festival, concorsi nazionali e internazionali, seminari e conferenze molto seguiti e partecipati, durante i quali saranno promossi i corsi di laurea Unicam e le attività che l’Università organizza. L’ateneo, inoltre, collaborerà fornendo, quando necessari, i locali per attività musicali o per conferenze oltre alla consulenza tecnica per la connettività del Palazzo della Musica.

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Comuni, Minardo (Ap): “Bocciato emendamento contro dissesto, scarso interesse per territorio”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 luglio 2016

“L’appartenenza a un partito e a maggior ragione a una coalizione si determina quando la comunità politica, che esso rappresenta, interpreta i propri ideali, la propria idea di ‘Paese’ e soprattutto ti fa sentire parte di un progetto più grande che mira ad avere cura dei territori, soprattutto quelli più in difficoltà e delle comunità che ciascuno di noi rappresenta. Ecco perché la mancata approvazione in commissione Bilancio della Camera dell’emendamento che avrebbe consentito a tanti comuni italiani e soprattutto a Pozzallo, comune che si è distinto per le politiche di accoglienza del tragico fenomeno dell’immigrazione, di evitare il dissesto, va ben al di là come significato politico dell’effettiva valenza istituzionale del provvedimento”. E’ quanto dichiara il deputato di Area popolare Nino Minardo.
“Quanto accaduto è la chiara ed incontrovertibile dimostrazione che le esigenze del territorio, e nel caso specifico del territorio che rappresento, sono risultate di scarso interesse e mi è dispiaciuto che sia stato proprio il Pd, partito di maggioranza relativa della coalizione che sostiene il governo Renzi, a proporre il respingimento, attraverso il suo relatore e attraverso i suoi componenti, dell’emendamento. A poco serve poi – prosegue Minardo – che il governo abbia espresso parere favorevole ad un mio ordine del giorno dello stesso contenuto e che difficilmente si trasformerà in un provvedimento concreto da parte del governo. Tutto ciò mi conferma che è adesso il tempo di una riflessione profonda sul nostro futuro politico, che ognuno di noi dovrà affrontare nell’immediato insieme a quanti hanno condiviso questo percorso sul territorio ed agli amici che hanno seguito in questi anni le nostre scelte politiche, senza rinunciare a porre alla base del mio impegno, attuale e futuro, la gente della mia terra e le comunità che ho avuto modo di apprezzare in questi anni di esperienza parlamentare. A tal proposito – aggiunge il parlamentare di Ap -condivido in pieno quanto affermato ieri da Angelino Alfano sull’idea di dar presto vita ad un movimento politico moderato che non sia vassallo, ancillare o costola della sinistra e del Pd. Chi non rispetta il mio territorio non può essere oggetto del mio impegno e della mia coerente adesione; lo dico con coraggio e determinazione affinché sia chiara la mia posizione ed il mio lavorare costante per la mia terra”, conclude Minardo.

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“Il territorio in rete”, seminario di Windows in Europe su innovazione e fondi comunitari

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 luglio 2016

briefingSi è svolto a Vittoria, nella sede di “Windows in Europe”, il seminario “Il territorio in rete: opportunità di sviluppo”. Il convegno era organizzato da Windows in Europe (associazione per la formazione all’internazionalizzazione ed alla europrogettazione) insieme al
Consorzio Med Europe Export di Palermo (con sede presso Confindustria Palermo), attivo da più di 20 anni. Le imprese siciliane che hanno aderito al Consorzio hanno avviato, grazie alla sua consulenza, numerosi e proficui rapporti commerciali con Stati esteri. A
presentare il seminario è stato Salvo Lupo, presidente di Windows in Europe. “Questo seminario – spiega – si inserisce in un percorso che da tempo abbiamo avviato nel sostegno alle imprese per la internazionalizzazione”. Sono intervenuti: Grazia Clementi, presidente del Consorzio Med Europe Export, che ha presentato le esperienze ventennali del consorzio, Gustavo Corsetti e Annalisa Lorito, anch’essi di Med Europe Export, Dario Tornabene e Francesco Pinelli, dell’assessorato Attività produttive dellaRegione siciliana, Tiziana Lipari, del ministero dello Sviluppo Economico, che opera anche nell’ufficio “Sprint” della Regione siciliana. E’ intervenuto ed ha portato il saluto dell’amministrazione comunale il dirigente del settore Affari generali del comune di Vittoria, Alessandro Basile. Basile ha annunciato che il comune ha istituito la nuova Direzione “Programmazione comunitaria” che opererà nel settore dell’accesso ai fondi europei.
Grazia Clementi, Gustavo Corsetti e Annalisa Lorito hanno illustrato ai presenti le attività del Consorzio Med Europe Export e la situazione attuale per ciò che attiene i rapporti commerciali con vari paesi esteri comunitari ed extracomunitari, sottolineando i punti di forza, gli ostacoli e le opportunità offerte, in maniera diversa, da ciascun paese. Il consorzio promuove incontri d’affari in Italia con operatori stranieri, sostiene la partecipazione a fiere e manifestazioni internazionali e promuove le “missioni incoming” e gli incontri tra imprese siciliane e straniere. Gustavo Corsetti ha parlato delle “Reti d’Impresa”, strumento molto flessibile perché lascia autonomia all’iniziativa imprenditoriale singola, ma permette di trarre utilità dalla possibilità di integrare le diverse competenze. Dario Tornabene ha illustrato i “Distretti produttivi” e le novità del recente decreto
1937 del 28 giugno 2016. Sono state poi spiegate le modalità offerte dalla nuova programmazione comunitaria 2014/20. Al seminario hanno preso parte sette aziende agro-alimentari della Sicilia sud-orientale: Vivaistica Fratelli Gentile, Società agricola Fratelli Speranza, Itasmart srl, Azienda agricola Arancio Giambattista, tutte di Vittoria, Noria srl, di Modica, Azienda agricola Di Gaetano Raimondo, di Niscemi, Azienda Giunta Giovanni, di Rosolini. “L’obiettivo del seminario – spiega Giuseppe Ingallina, di Windows in Europe – è sostenere le aziende siciliane che vogliono investire nell’innovazione e nell’internazionalizzazione. Windows in Europe e Med Europe Export hanno avviato una collaborazione per dar vita a dei progetti comuni, interfacciandosi con la Regione Siciliana. Il nostro scopo è una “globalizzazione attiva e non passiva” che ci permetta di cogliere le opportunità offerte dai nuovi mercati mondiali”. (Francesca Cabibbo) (foto: briefing)

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Soppressione della comunità dell’assistenza medica territoriale 24 ore su 24?

Posted by fidest press agency su sabato, 23 luglio 2016

Lorenzin beatriceUn’interpellanza urgente presentata al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, per chiedere quali iniziative di competenza intenda adottare per scongiurare la soppressione della comunità dell’assistenza medica territoriale 24 ore su 24. Questo il tema dell’atto di sindacato ispettivo, a prima firma Brunetta, De Girolamo, Polverini, che ha come obiettivo quello di salvaguardare le cosiddette guardie mediche. I parlamentari chiedono di sapere “se sia stato valutato, anche per il tramite del rappresentante del governo nel comitato di settore regioni-sanità, in sede di approvazione dell’atto di indirizzo di cui in premessa, il rischio dello sviluppo di un nuovo mercato speculativo dell’assistenza medica notturna, in particolare nelle aree territoriali più isolate e svantaggiate con l’introduzione delle misure sopra richiamate e se sia stata valutata la correttezza della procedura, atteso che si giungerebbe ad una modifica epocale del sistema sanitario nazionale senza che di ciò sia stato investito il Parlamento”.
Chiedono infine “se, qualora la riforma venisse attuata, non si intendano assumere iniziative di competenza per apportare modifiche, integrazioni e correttivi per i centri e le isole minori e le comunità site in posti svantaggiati, interni e difficilmente collegati con i centri maggiori”.

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Il clima, il territorio, il cibo raccontano le azioni degli uomini

Posted by fidest press agency su martedì, 19 luglio 2016

ciboNella storia della Terra, come dicono gli studiosi, tutto ha avuto un’origine e una fine, un processo segnato da cinque epoche, ognuna delle quali caratterizzata da un’estinzione di massa, con l’ultima (65 milioni di anni fa), quella che ha visto la scomparsa dei dinosauri.
Sempre a detta degli scienziati, la terra sta accelerando i tempi per arrivare alla sesta estinzione e questa volta, a differenza delle precedenti, è l’uomo la causa scatenante, il principale responsabile della forte accelerazione in atto. L’uomo che continua, senza sosta, a rubare, trasformare e distruggere le risorse primarie del pianeta che i differenti territori esprimono, nonostante gli impegni solenni presi dai rappresentanti della quasi totalità dei 196 Stati sovrani alla Conferenza sul clima tenutasi, lo scorso mese di dicembre, a Parigi.Anche i più distratti cominciano a percepire questo processo di accelerazione in atto, ma sono ancora pochi quelli che riescono a rendersi conto delle conseguenze di questi cambiamenti e della loro accelerazione che riguardano e rivoluzionano la vita di ognuno. Ecco che il clima, come il territorio e il cibo, racconta le azioni degli uomini, sia di quelli (pochi) che hanno in mano e decidono le sorti del pianeta, sia di quelli (la stragrande maggioranza) che subiscono gli effetti della voracità dei primi.
Un comportamento scellerato, quello che porta l’uomo a continuare nella sua azione di distruzione delle foreste pluviali; cementificazione e asfalto del territorio; accumulo di plastica e veleni negli Oceani; inquinamento delle acque e dei terreni con quantitativi crescenti di fertilizzanti e pesticidi; la perdita di biodiversità.
La verità è che anche quest’anno 17 milioni e più di ettari di foreste scompariranno per fare posto alle coltivazioni e ai pascoli, cioè alla produzione prevalente di cibo destinato agli allevamenti super intensivi (industrializzati) che danno carne a spese delle falde acquifere e della poca acqua potabile; del benessere degli animali allevati e, per colpa delle forti emissioni di CO2, del clima. E’ il territorio nel suo complesso, non solo le foreste, che viene ridotto secondo dopo secondo (l’Italia consuma 8mq. ogni secondo) e ciò fa pensare subito al grande rischio di non essere più nelle possibilità di dare il cibo necessario alle generazioni future, a una popolazione di oltre nove miliardi di persone che, secondo le previsioni, nel 2050 animeranno il pianeta.
Già oggi i governi sono nel pallone nell’affrontare il fenomeno degli immigrati non avendo idee di quale integrazione e, soprattutto, della necessità dell’inclusione di questi uomini, donne, bambini, che – c’è da ripeterlo a chi non lo sa – sono persone.
ambienteAumenta ogni giorno il numero di persone che vengono cacciati dai loro territori e spinti a rischiare il mare e/o a camminare, quando sotto il sole cocente e quando con il freddo o sotto la pioggia, per raggiungere quel nord che, con il passare dei giorni, diventa sempre più sud.E, tutto per colpa dei cambiamenti climatici, la riduzione di spazi di territorio e di biodiversità, la carenza di cibo. Una carenza, cioè, dell’energia primaria per gli uomini e gli animali che l’industrializzazione dell’agricoltura, della zootecnia e della pesca, non ha risolto ma aggravato, visto che essa rappresenta la seconda causa, dopo le energie fossili, dei problemi – solo accennati all’inizio – che vive il clima. Un processo di industrializzazione che insiste a emarginare i contadini, i pastori e i pescatori, cioè quelli che, toccando con mano la terra e il mare e conoscendo l’equilibrio fragilissimo della natura, hanno dato, con il senso del rispetto, alla terra e al mare quella sacralità che meritano.
La crisi che il mondo vive mostra chiaramente che è la conseguenza di uno sviluppo sbagliato, pieno di luci accecanti che hanno stordito tutti e lasciato al buio il futuro. Uno sviluppo che ha mostrato il suo fallimento e che il sistema vuole riproporre a tutti i costi sprecando, così, quel poco tempo che resta per invertire la rotta.
È tempo di uscire dallo spazio dello spreco, illuminato da queste luci abbaglianti e cercare di adattarsi al buio per ritrovare, tutt’insieme, la luce sulla strada che porta a vedere, conoscere e vivere il territorio e trovare in esso non solo i valori della nostra identità ma le risorse possibili per ripartire, progettando e programmando il futuro che appartiene a tutti, alle nuove generazioni in particolare. Il solo modo per salvaguardare, proteggere, spendere e valorizzare il territorio è conoscerlo e capire i valori e le risorse che mette a disposizione dell’umanità, come una straordinaria miniera che, se ben utilizzata, ha la capacità di rinnovarsi.(Pasquale Di Lena: L’articolo è in uscita sulla bella rivista “Oinos -viveredivino”, numero di Luglio) (foto: cibo, ambiente)

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Prepararsi al futuro: Idee sostenibili e difesa del territorio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 maggio 2016

luiss business schoolRoma 12 Maggio dalle 9.30 alle 18 – Università LUISS Guido Carli, Viale Romania 32 Urgenza del cambiamento e necessità di maggior coesione sociale, per affrontare le sfide di un mercato sempre più competitivo: cosa ne pensano i giovani? Con quali strumenti si affacciano al mondo del lavoro e cosa chiedono alle istituzioni pubbliche e alle imprese?
Una giornata di approfondimento che vedrà il confronto tra studenti, docenti, imprenditori, manager e istituzioni in un dialogo a più voci, che si chiuderà con le premiazioni di Prepararsi al Futuro, il premio nazionale legato al ciclo di laboratori sull’auto imprenditorialità sostenibile promosso da NeXt in Lazio, Campania e Puglia.Dialogheranno con gli studenti di Roma, Taranto, Manduria, Napoli e Caserta: Nicola Zingaretti, Presidente Regione Lazio
Carlo Borgomeo, Presidente Fondazione Con il Sud
Enrico Giovannini, Portavoce Alleanza per lo Sviluppo Sostenibile
Andrea Valcalda, Responsabile Sostenibilità Enel
Fabrizio Torella, Responsabile attività sociali Ferrovie dello Stato Italiane
Isabella Falautano, Direttrice comunicazione, corporate responsability e public affairs AXA Italia
Leonardo Becchetti, Presidente comitato scientifico NeXt
Matteo Caroli, Direttore CERIIS Università LUISS Guido Carli
Gloria Fiorani, Docente di CSR e Rendicontazione Sociale Università di Roma “Tor Vergata”
Sabrina Florio, Presidente Anima per il sociale nei valori d’impresa

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Mercatini natalizi sul Woerthersee

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 novembre 2015

mercatinoDal 27 novembre ritorna il magico periodo dell’Avvento sul lago Wörthersee, con il territorio che si veste a festa sino al 20 dicembre per celebrare uno dei momenti più ricchi di fascino dell’anno.Il comprensorio austriaco si è confermato, anche durante l’Avvento 2014, una della mete più apprezzate dagli italiani: complice la posizione favorevole – si trova a una cinquantina di chilometri dal confine di Tarvisio – ha saputo conquistare ben 17.000 visitatori dal nostro Paese. Tutto ciò per merito di un ambiente da favola, arricchito da stand caratteristici che mettono in vetrina l’arte e i mestieri di questa zona della Carinzia, ma anche di tanti eventi tutti da vivere!
Pörtschach, Velden (la “città degli angeli”) e Klagenfurt sono mete ideali per assaporare una giornata speciale, romantica, e allegra, scoprendo tutto l’incanto del Wörthersee! (foto: mercatino)

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Isole siciliane: mare e tradizioni

Posted by fidest press agency su domenica, 25 ottobre 2015

siciliaSi è parlato di Isole di Sicilia e di pesca come strumento di sviluppo e di promozione del territorio, ieri pomeriggio, a Milano, nel padiglione Cluster Biomediterraneo di Expo 2015. Il mare e la pesca delle isole siciliane protagonisti fino al 26 ottobre: quattro giorni di eventi, attività e degustazioni per promuovere il mare come tradizioni, come gente, come cultura, come gastronomia, divertimento.
Una iniziativa promossa dal Gac – Gruppo di Azione Costiera Isole di Sicilia che punta a rafforzare la competitività del territorio come destinazione turistica, attraverso il mare come risorsa, una risorsa unica nelle sue diversità. Unicità nella qualità e nella percezione che non ha eguali al mondo. Tra i partecipanti, Giuseppe Pagoto, presidente Gac Isole di Sicilia e sindaco di Favignana, Davide Bruno di Tempo Reale, Enrico de Micheli di Agroqualità, Fabio Galluzzo, presidente di Mare Vivo Sicilia, Michele Travagli di Dinamica Media, Mariella Gattuso di Green Life, e lo chef trapanese Peppe Giuffrè. Ustica, Pantelleria, Lipari, Salina e Favignana, riunite assieme per promuovere il territorio e il mare delle isole siciliane attraverso colori, sapori e profumi, associati alla cultura, che puntano a sviluppare la cultura turistica e dell’accoglienza e ad attrarre il turismo in forme nuove con una diversificazione dell’offerta e il potenziamento della fruizione.
“Siamo molto felici di partecipare ad Expo 2015 per questo ringraziamo la Regione Siciliana e il Cluster Biomediterraneo – ha affermato Giuseppe Pagoto, sindaco delle Egadi e presidente del Gac – e le isole con i Gruppi di azione costiera saranno protagonisti degli ultimi giorni della manifestazione nel Cluster. Noi cerchiamo di portare avanti progetti di sviluppo e gestione di finanziamenti rivolti agli operatori della pesca con l’obiettivo di rafforzare la competitività delle zone di pesca, ristrutturare e orientare le attività economiche, promuovendo pesca-turismo ed itti-turismo senza determinare un aumento dello sforzo di pesca. I nostri sono territori d’eccellenza dove si riesce a fare ancora turismo di qualità grazie alle acque meravigliose delle nostre isole e ai nostri prodotti gastronomici legati alla pesca e al mare” La difesa del mare e delle coste, le varie forme di inquinamento che affliggono i nostri mari, le specie di pesci. Fabio Galluzzo, socio Gac Isole di Sicilia e presidente di Marevivo Sicilia e Mariella Gattuso di Green Life hanno spiegato come assieme ad esperti di tutela del mare sono stati portati avanti progetti di educazione ambientale e di pesca sostenibile nelle isole siciliane, promossi dal MareVivo Sicilia e Green Life. Oltre mille bambini delle isole di Sicilia sono stati coinvolti assieme ai pescatori in attività legate alla promozione del mare e del pescato, ma anche dell’attività dei pescatori. Ad Expo sono stati realizzati brevi laboratori con esperti di tutela del mare rivolti a tutti i bambini delle scuole italiane. Enrico De Micheli di Agroqualità ha presentato i risultati del progetto relativo ai processi di valorizzazione del pescato delle isole minori di Sicila realizzati con Ecopraxi. Un progetto per sostenere i provessi di certificazione del prodotto ittico locale del Gac Isole di Sicilia che ha definito la proposta di istituire un marchio collettivo geografico che riguardi in particolare dieci specie del pescato locale. Michele Travagli di Dinamica Media ha presentato il Catalogo delle immersioni e degli itinerari delle isole minori di Sicilia; infine, Davide Bruno di Tempo Reale ha parlato di “Pescebello Fish Tour” il progetto itinerante di promozione del territorio attraverso la valorizzazione del pescato locale realizzato la scorsa estate nelle cinque isole che fanno parte del Gac, Favignana, Ustica, Salina (con i comuni di Santa Marina Marina e Malfa), Lipari e Pantelleria. (foto: isole siciliane)

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La Grande Bellezza del Paesaggio Italiano

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2015

pompei3Expo 2015, al Padiglione Italia, ospiterà, martedì 15 settembre 2015 alle ore 10.00 l’incontro La Grande Bellezza del Paesaggio Italiano. All’evento, organizzato in forma di dibattito tra gli esperti invitati e il pubblico che interagisce di persona e tramite Twitter, interverrà il Soprintendente archeologo Massimo Osanna, della Soprintendenza Speciale per Pompei, Ercolano e Stabia con una descrizione di storia e realtà di Pompei, su come il paesaggio si è trasformato nel tempo e quali indicazioni si possono trarre dall’esperienza di Pompei per la gestione del paesaggio dei siti archeologici e storici italiani, accennando anche tramite un breve filmato, all’ausilio offerto dall’utilizzo delle moderne tecnologie per la conservazione del patrimonio culturale. Il dibattito è suddiviso in tre segmenti che propongono un percorso critico attraverso la storia del paesaggio italiano, per poi evidenziarne le complessità e le trasformazioni.L’intervento del soprintendente Osanna è inserito all’interno della sezione ‘Storia, archetipi e icone del paesaggio Italiano’ incentrato sul paesaggio come risultato delle trasformazioni portate dall’attività umana. “Il sito archeologico di Pompei è luogo simbolo dei cambiamenti che il territorio ha subito nel tempo. L’evento culmine del cambiamento va individuato nel doloroso crollo avvenuto negli scavi di Pompei il 6 novembre del 2010 quando tutto il mondo puntò i riflettori su un cumulo di macerie, quelle che un tempo erano stati i muri della Schola Armaturarum – dichiara il Soprintendente Osanna – evento che ci disse quanto eravamo inermi riguardo i danni che i cambiamenti climatici potessero portare al territorio. Da allora l’attenzione a Pompei è puntata sul dissesto idrogeologico con ricerche, studi e attività volte alla conservazione e alla tutela ma con il monitoraggio continuo e costante del territorio. Negli ultimi tempi ci si avvale tanto anche delle tecnologie moderne, di grande supporto nello studio, nella ricerca e nell’archiviazione”

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Italia-Francia: Confine conteso

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 settembre 2015

valle d'aostaIn data 04 settembre 2015 due guide alpine francesi su ordine del sindaco di Chamonix, Eric Fournier, hanno bloccato con una transenna, catene e lucchetti, l’accesso al ghiacciaio del Gigante dal rifugio Torino, che si trova 80 metri sotto all’arrivo a Punta Helbronner e che e’ situato in territorio italiano, nella regione della Val d’Aosta, come riportato dalla cartografica dell’Istituto geografico;
tale presa di posizione appare illegittima, in ragione della attuale delimitazione dei confine, pertanto, a riguardo, il maresciallo della Guardia di Finanza di Entreves, Delfino Viglione, ha già provveduto ad inviare una relazione alla Procura della Repubblica di Aosta;
l’episodio si innesta sulla annosa disputa sul confine tra Italia e Francia, che ciclicamente emerge in quel tratto di regione frontaliera: stando alla posizione francese, che afferisce a dati di catasto evidentemente differenti da quelli italiani, la delimitazione del confine passerebbe appena sotto il rifugio Torino, quindi sia il rifugio (gestito dal Club Alpino Italiano) sia l’arrivo della funivia italiana a Punta Helbronner sarebbero su territorio francese. Di contro l’Italia, si basa per l’individuazione del confine sui dati della cartografia riconosciuta a livello internazionale dalla Nato che afferisce alla delimitazione sancita nel 1860 con specifico trattato franco-italiano a seguito della cessione di Nizza e Savoia alla Francia, pertanto, stando a questi dati, la cima del Monte Bianco sarebbe la delimitazione della linea di confine;come denunciato anche dal presidente della regione Valle d’Aosta Augusto Rollandin in una nota indirizzata al Presidente del Consiglio, la ciclica disputa sulla individuazione della linea di confine tra i due Paesi avrebbe ricadute immediate e importanti in termini di giurisdizione applicabile nella quotidianità:”sia per le attivita’ anche commerciali che si svolgono in quelle aree, quali la funivia Skyway Monte Bianco e l’adiacente rifugio Torino, sia per l’individuazione delle autorita’ competenti e delle eventuali responsabilita’ per situazioni inerenti a tale ambito territoriali”; la gravità della suddetta disputa frontaliera rinnova l’attenzione sul tema, ed eleva la problematica a questione di competenza governativa non potendo essere demandata alle pronunce della magistratura o agli interventi esclusivi delle istituzioni territoriali direttamente coinvolte;nello specifico si ritiene non procrastinabile un’azione di carattere diplomatico da parte del Governo Italiano che sul punto dovrebbe interloquire con il Governo d’Oltralpe, al fine di individuare ipotesi percorribili che superano l’effetto mediatico e polemico della questione:si chiede di sapere- :
quale sia la posizione ufficiale del Governo Italiano sulla individuazione della linea di confine sul Monte Bianco,
se si intende intervenire sulla questione in premessa attraverso un supporto alle istituzioni territoriali direttamente coinvolte, anche in ragione dei riverberi di natura politica, commerciale e sociale che la suddetta presa di posizione francese sta determinando, al fine di individuare, tra le altre cose, le autorità competenti in materia e le eventuali responsabilità relative alle dinamiche descritte in premessa;
quali iniziative il Governo intenda adottare affinché la vicenda addivenga ad una soluzione ponendo fine definitivamente al contenzioso sulla individuazione della linea di confine tra Italia e Francia sul Monte Bianco. (senatore Aldo Di Biagio)

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Scopriamo la Magna Grecia e expo e territori

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 agosto 2015

museo reggio calabriaReggio Calabria Sabato 22 agosto 2015 – ore 17.30. La rassegna disposta dal Segretariato Regionale per la Calabria e dal Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, diretti da Salvatore Patamia, ha in calendario due imperdibili appuntamenti.i componenti del Museum Children Ebook terranno La presentazione della App e dell’ebook Scopriamo la Magna Grecia – Il Museo Archeologico di Reggio Calabria e un educativo Laboratorio didattico, dedicato ai ragazzi.
I partecipanti, accompagnati dai genitori, potranno visitare le nuove esposizioni del Museo, con particolare attenzione ai celeberrimi Bronzi di Riace. Non mancheranno, per i giovanissimi visitatori, alcuni momenti ludici. Subito dopo saranno proposte letture estratte dell’ebook dedicato al Museo reggino e giochi interattivi contenuti nella App.
Di assoluto valore il Laboratorio didattico che prevede da parte dei bambini la realizzazione di una vera e propria scultura e la simulazione di uno scavo archeologico. Al termine delle attività saranno consegnati dei simpaticissimi gadget.
Alle ore 21.00, nella Piazza interna al Museo, EXPO E TERRITORI: la serata sarà dedicata al jazz, ai sensi e all’onirico in onore al 150° anniversario dell’uscita della prima stesura di Alice nel Paese delle Meraviglie.
Le visioni fantastiche di Lewis Carroll pervaderanno gli spazi del Museo Archeologico di Reggio Calabria, pozioni e dolci stregati realizzate da sapienti alchimisti vi condurranno con la mente ed il corpo verso mondi lontani e sconosciuti. Entrate silenziosamente e sfruttate i vostri sensi per gustare, osservare, toccare, annusare ed ascoltare tutto quello che vi circonda. Fate di questo luogo un posto intimo per realizzare i vostri sogni, fatevi stupire e condurre verso il sentiero che porta alla conoscenza attraverso la voce straordinaria di Velia Ricciardi e i suoni di Massimo Garritano.
L’evento organizzato dell’Associazione Acav a cura di Marilena Morabito, si fregia della collaborazione dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte e dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Reggio Calabria. (foto museo)

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2014: proseguono crescita e consolidamento per AXA Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 giugno 2015

sede_AXA_milanoIl 2014 è stato caratterizzato dalla costituzione del nuovo unico Gruppo assicurativo AXA Italia, dalla conseguente riorganizzazione e dal nuovo piano industriale. Il nuovo Gruppo riunisce e valorizza le diverse anime del polo agenziale di AXA Assicurazioni e di quello bancassicurativo di AXA MPS, sotto la guida dell’Amministratore Delegato, Frédéric de Courtois, coadiuvato dai due Direttori Generali per lo sviluppo del business, Maurizio Cappiello in AXA Assicurazioni e Béatrice Dérouvroy in AXA MPS.ll 2014 si chiude con una raccolta premi in crescita del 27% a 8,0 miliardi di euro ed un utile consolidato di 355 milioni di euro, in crescita di circa il 9% rispetto al 2013, con una contribuzione di 157 milioni di euro da parte di AXA Assicurazioni e 198 milioni di euro da parte di AXA MPS.L’indice di solvibilità consolidato è 176%. Le riserve tecniche ammontano complessivamente a 31 miliardi di euro.La quota di mercato in Italia del Gruppo AXA si attesta intorno al 5,1% nel Vita e al 4,9% nel Danni, ed inoltre il paese mantiene un peso consistente nella raccolta assicurativa globale di AXA (Gross Revenues), con un’incidenza dell’8,7% sul Vita e del 5,2% sul Danni.
Nel ramo Danni, nonostante il permanere del ciclo negativo del mercato (-3%), AXA Italia ha mantenuto un livello pressoché inalterato di produzione, contabilizzando 1,6 miliardi di euro (-0,2% vs 2013). La raccolta di 1,4 miliardi di euro del canale agenziale di AXA Assicurazioni è stata contraddistinta da sostanziale stabilità (-1,5% vs 2013), determinata dal bilanciamento tra aumento del portafoglio e riduzione del premio medio causata dalla forte concorrenza sul mercato. Dal punto di vista bancassicurativo, è proseguita la crescita a due cifre del comparto, con una raccolta di 161 milioni di euro (+12% vs 2013).
Il combined ratio si conferma a 94,7%, a testimonianza di una solida profittabilità.
Nel ramo Vita la raccolta premi raggiunge i 6,4 miliardi di euro, in crescita del 35% rispetto al 2013, guidata per 5,7 miliardi di euro dal canale bancassicurativo di AXA MPS mentre il canale agenziale di AXA Assicurazioni si attesta a 668 milioni. In particolare si registra un remix di portafoglio, con le soluzioni unit linked che contribuiscono al 61% del business. Anche il comparto protezione continua a dare risultati con una raccolta di 125 milioni di euro, in crescita del 4% rispetto all’anno precedente. Il 2014 è stato contraddistinto dall’industrializzazione del programma “Costruire la rete”, che ha portato all’inserimento di 22 nuove Agenzie e di 98 nuove subagenzie, nonché dal rafforzamento della rete dedicata sia al collocamento di prodotti Vita (circa 400 consulenti), sia alla consulenza nel settore delle Piccole e Medie imprese (circa 120 consulenti). Le azioni intraprese si riflettono in un tasso elevato di soddisfazione della rete distributiva (il cosiddetto “Distributor Scope”), pari al 75%.
Un 2014 all’insegna del consolidamento per AXA MPS con volumi in crescita: nei rami danni si segnala la crescita del comparto RC Auto con una raccolta di 50 milioni di euro. Risultati positivi anche nell’ambito dell’offerta multigaranzia per gli individui (Persona e Patrimonio) e per le Imprese, con il lancio di “Tutta La Vita” una soluzione innovativa multigaranzia (a tutela di perdita di autosufficienza, malattia grave o prematura scomparsa) che, lanciata a fine ottobre, registra 2,6M€ di raccolta. La previdenza integrativa si attesta a 275 milioni di euro, in crescita del 38%, mentre tramite il direct marketing sono stati raccolti 19 milioni di euro (+87%).
Nel 2014 è stata finalizzata la nuova governance “AXA One Italy” per rafforzare la strategia di sviluppo e crescita sul mercato italiano, attraverso la creazione di sinergie e progettualità congiunte tra le diverse fabbriche prodotto e distributive di AXA in Italia. Nello specifico essa si esplicita attraverso:
Una holding – succursale italiana della AXA Mediterranean Holding – che detiene il controllo di AXA Assicurazioni e ha come rappresentante legale per l’Italia Frédéric de Courtois.
Un unico Gruppo Assicurativo – AXA Italia – che fa leva sulle caratteristiche peculiari delle compagnie AXA Assicurazioni (capogruppo) e AXA MPS (la joint venture con Banca Monte dei Paschi di Siena).
Una società consortile – AXA Italia Servizi – costituita dalle varie società del Gruppo, con l’obiettivo di creare sinergie tra i servizi e di rafforzare efficienza ed omogeneità dei processi.
Un nuovo veicolo – Quadra Assicurazioni – per estendere prodotti e servizi di protezione a terzi distributori, beneficiando dell’expertise locale e internazionale di AXA in ambito bancassicurativo e di partnership.
AXA Assicurazioni opera capillarmente sul territorio nazionale tramite una rete composta da circa 650 agenzie e circa 1200 collaboratori. Distribuisce attraverso il canale agenziale prodotti assicurativi dedicati alla persona, alla famiglia e all’impresa; fornisce le soluzioni più adeguate per ogni esigenza di protezione del patrimonio e dei beni accompagnando i clienti in ogni fase della loro vita. Attraverso il suo servizio di consulenza personalizzata volto alla protezione completa, propone forme innovative di previdenza, di risparmio e di investimento. Sito internet: http://www.axa.it
La Joint Venture AXA S.A. e Banca Monte dei Paschi di Siena, protagonista del mercato italiano della protezione in banca nel vita, danni e nel business previdenziale in Italia, nasce nell’ottobre 2007 dalla partnership strategica di lungo periodo tra i Gruppi AXA e Montepaschi ed offre, tramite la rete di sportelli bancari, soluzioni e servizi assicurativi adatti a qualsiasi esigenza della clientela. La Joint Venture opera tramite le compagnie AXA MPS Assicurazioni Vita, nata nel 1991 come Montepaschi Vita, primo esempio di bancassicurazione in Italia, AXA MPS Assicurazioni Danni, operativa dal 1974 e specializzata nei rami danni e AXA MPS Financial, compagnia specializzata nei prodotti del tipo Unit e Index Linked.

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