Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘terroristi’

Terroristi in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 dicembre 2018

Se tre indizi fanno una prova, due fanno almeno un legittimo sospetto. Dopo l’arresto e la condanna di Abdel Salem Napulsi, un altro palestinese è stata arrestato in Italia.
Ma andiamo con ordine. Nei giorni scorsi Abdel Salem Napulsi è stato condannato a quattro anni per terrorismo e alla futura espulsione, una volta scontata la pena. Secondo gli inquirenti il 38enne palestinese, legato a Anis Amri, il responsabile della strage a un mercatino di Natale a Berlino, voleva compiere un attentato a Roma.Una storia che sembra fare da apripista a quella di Alaji Amin, presunto terrorista arrestato e portato nel carcere di Badd’e Carros a Nuoro, che secondo le accuse stava preparando un attentato in Italia utilizzando armi chimiche.Alaji Amin è palestinese (e coetaneo) proprio come Abdel Salem Napulsi. Il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Federico Cafiero De Raho, ha comunicato che l’uomo aveva aderito all’Isis. Il 38enne palestinese voleva colpire una caserma dell’Esercito italiano, motivo per cui il suo raggio d’azione era attorno a Macomer, comune sardo dove è di stanza il 5° Reggimento Genio Guastatori della Brigata “Sassari”. Secondo le prime ricostruzioni Alaji Amin voleva costruire un ordigno chimico-biologico a base di ricina o antrace, da utilizzare per avvelenare falde acquifere, serbatoi o acquedotti. Cafiero De Raho ha dichiarato che il palestinese era intento a colpire “durante una prossima festività”, anche se al momento non si conoscono le tempistiche.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Immigrazione e infiltrazioni di terroristi

Posted by fidest press agency su martedì, 15 agosto 2017

immigrazione-via-mare“Non mi risulta che in ambito NATO siano mai stati sollevati allarmi specifici su una presunta correlazione tra immigrazione in Italia e rischi per la sicurezza a livello terroristico. In 4 anni di frequentazione dell’assemblea parlamentare che oggi presiedo, non ho mai sentito paventare in rapporti, relazioni, discorsi, alcun nesso diretto tra immigrazione e terrorismo. Siamo ben consapevole che i terroristi del Bataclan non hanno bisogno dei barconi. Viaggiano in business, hanno passaporti europei e spesso sono cittadini europei”. Così Paolo Alli, Presidente dell’Assemblea Parlamentare della Nato, in una intervista a La Verità in merito alle frasi che Matteo Renzi, nel libro e in un comizio, ha attribuito al segretario generale della Nato. “Nei miei frequenti contatti diretti con il Segretario Generale – continua – non si è mai parlato di una cosa simile. Si è sempre, ovviamente, esaminato con attenzione il tema delle migrazioni. Anche se l’ottica Nato è più legata alla sicurezza nei paesi d’origine che alle destinazioni. Siamo interessati alla stabilità dei Paesi di partenza, che molto spesso, quando viene meno, è la causa dei flussi. Il segretario Stoltenberg sarà ospite al Meeting di Rimini con il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, tra pochi giorni, giovedì 24 agosto. Una visita importante, nella quale si toccheranno i temi della sicurezza del mediterraneo e la Libia. Magari avrà occasione di chiarire il suo vero pensiero”.

Posted in Spazio aperto/open space, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Terroristi tra gli immigrati

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 novembre 2016

terroristi“Il pericolo che con gli sbarchi dei clandestini arrivino in Italia anche terroristi è serio e concreto, come sosteniamo da tempo, specie perché i due fenomeni sono strettamente connessi, e non solo i rapporti dell’intelligence, ma anche i risultati investigativi emersi con numerose inchieste giudiziarie lo confermano. Oggi l’ennesima, e dopo tutte le scemenze su inesistenti abusi attuati con inesistenti mezzi di tortura contro gli immigrati da parte della Polizia, aspettiamo di vedere quale attenzione sarà riservata alla notizia che un siriano, già arrestato come scafista dopo uno sbarco, è finito di nuovo dentro, dopo ben due anni, per terrorismo! Ecco chi ci mettiamo in casa, ecco da dove nasce l’esigenza dei fondamentali riconoscimenti a cui la maggior parte dei clandestini si oppone, ecco con quale subdolo ed atroce percolo ci misuriamo ogni giorno. Altro che chiacchiere. Chi non capisce nulla di questo lavoro rimanga zitto invece che sollevare scandali fasulli a detrimento della sicurezza nazionale, e si cominci invece ad attuare serie soluzioni per impedire gli ingressi indiscriminati di chiunque in Italia”. Questo il commento di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, alla notizia che in Calabria, su disposizione del Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, la Guardia di Finanza ha eseguito un provvedimento di fermo nei confronti di un siriano accusato di terrorismo. L’uomo era già stato arrestato, nel 2014, come presunto scafista dopo uno sbarco di clandestini e, secondo quanto reso noto dagli investigatori, questa nuova operazione rappresenta una delle “indagini in cui è stato verificato il collegamento diretto tra soggetti che pianificano il traffico di migranti ed organizzazioni terroristiche islamiche”. “E’ già intollerabile che un soggetto del genere fosse ancora sul nostro territorio nazionale – incalza Maccari -. Con il rischio anzi la certezza, evidentemente, di poter continuare a fare i propri comodi anche in favore, magari, delle organizzazioni terroristiche che minacciano il mondo intero e l’Europa soprattutto. Questa materia non è più una questione di mera solidarietà o di inutili chiacchiere sull’inclusione o sullo spirito di umanità. Garantire la sicurezza richiede precise regole e presupposti che, di questo passo e di fronte ad un’invasione senza filtri e senza freni, saranno totalmente disattesi. Se ne ricorderanno certi politicanti travestiti da difensori dei diritti umani quando salterà in aria una scuola, un centro sportivo o una chiesa?”.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Terroristi: Persone normali

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2015

BruxellesGiuseppe Di Bari, titolare della pizzeria ‘Di Bari’, a Rue Delaunoy 65, nel quartiere Molenbeek di Bruxelles, ieri al programma di Rai Radio2 Un Giorno da Pecora ha rivelato di conoscere bene da tempo i fratelli Ibrahim e Salah Abdeslam, due dei terroristi del massacro di Parigi. Intervenuto telefonicamente a Radio2, Di Bari ha spiegato di servire pizza da una vita ai due, e ha raccontato come vivevano e che tipo di quartiere è Molenbeek, area di cui in questi giorni tutti parlano per il suo legame col mondo dei terroristi. Partiamo da Molenbeek: che tipo di quartiere è? “Tranquillissimo, non ho mai avuto problemi pur avendo una pizzeria qui da trent’anni. Conoscevo anche i due fratelli Abdeslam, Salah e Ibrahim”. Quando li ha visti l’ultima volta? “La settimana scorsa, sono venuti a prendere due pizze a portare via, a mezzogiorno. Due pizze buonissime, ai frutti di mare e ai quattro formaggi”. Che impressione aveva dei due terroristi? “Li conoscevo benissimo, perché abitavano qui, li conosco da tempo”, ha detto il pizzaiolo a Radio2. Ha mai avuto modo di scambiarci qualche opinione? “No, prendevano sempre le pizze a portare via, e poi parlavano poco”. Ha mai avuto l’impressione che i due Salah covassero tanta follia omicida? “No, sembravano normali, come tutti i giovani”. Oltre a Ibrahim e Salah, c’è anche un terzo fratello tra gli Abdeslam, Mohammed. Lo conosceva? “No, ma lui non c’entra niente con gli altri due”. E’ vero che il quartiere di Molenbeek è quasi completamente arabo? “Si, in parte è vero”. Oggi che aria si respira nella sua pizzeria? “C’è poca gente, si respira nervosismo”, ha detto Di Bari a Giorgio Lauro e Geppi Cucciari. E’ mai stato nel bar, sempre a Molenbeek, che era stato di proprietà dei fratelli Abdeslam e che è stato chiuso per droga? “Si, era un bar normale, andavo a prenderci il caffé”. Oggi lei come si sente ad aver venduto la sua pizza a dei terroristi? “Che posso dire? Ho perso due clienti. Non so che dire, non me lo aspettavo, io li ho conosciuti, li ho visti crescere, gli davo anche i gelati quando erano piccoli”. Dunque, i due erano insospettabili. “Si, non li ho visti cambiare negli anni, erano sempre gli stessi, andavano a scuola, erano come tutti”, ha spiegato Di Bari a Radio2 Un Giorno da Pecora.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: | Leave a Comment »

La guerra contro l’Isis non si vince sparando nel mucchio

Posted by fidest press agency su martedì, 17 novembre 2015

terroristi“I terroristi si muovono con agilità da uno stato all’altro, preparano la strage in Belgio e la eseguono a Parigi. La prima cosa di cui abbiamo bisogno é un un Ufficio Investigativo Federale Europeo capace di seguirli, controllarli, sorvegliarli e colpirli in tutti i loro spostamenti. Si può fare sulla base dei Trattati esistenti o, al massimo, con la procedura di revisione semplificata prevista dai Trattati stessi”. A dirlo è Rocco Buttiglione, Vice Presidente Vicario del Gruppo Area Popolare (Ncd-Udc) alla Camera.“Dobbiamo mettere insieme i nostri servizi segreti – continua – per gestire in modo efficace tutta la informazione di cui disponiamo. Così potremo prevenire futuri attentati, infiltrare le organizzazioni terroriste, arrestare e mandare in galera chi finanzia il terrorismo, chi corrompe la mente dei giovani plagiandoli fino ad indurli a farsi saltare in aria pur di uccidere gli infedeli, tutti gli assassini ed i loro complici”.E conclude: “questa guerra non si vince sparando nel mucchio come vuole Salvini. Sparando nel mucchio si uccidono gli innocenti e si spingono migliaia di giovani nel campo del fanatismo e della guerra santa. Bisogna sparare prendendo bene la mira e colpendo i bersagli giusti. La costituzione immediata o almeno in tempi rapidissimi di un servizio segreto unificato europeo sarebbe una prima risposta efficace. Seminerebbe la paura nel cuore dei terroristi e restituirebbe sicurezza e fiducia ai nostri cittadini”.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

I terroristi fra noi. Quanti?

Posted by fidest press agency su martedì, 17 novembre 2015

integralistiDecine di cittadini europei, svedesi, sono partiti per arruolarsi nell’ISIS dalla seconda maggior città svedese, Göteborg. E molti di loro sono ritornati, e non hanno avuto nessun problema da parte delle autorità; anzi ricevono aiuti di vario genere dal governo e l’assistenza sanitaria. La denuncia viene da Ulf Boström, il capo del servizio di integrazione della Polizia svedese. I servizi di sicurezza svedesi, Säpo, hanno rivelato che oltre trecento cittadini di nazionalità svedese hanno lasciato il Paese per combattere in Siria e in Iraq sotto le bandiere dell’ISIS, considerato da loro il gruppo jihadista più organizzato fra le varie cellule di fondamentalismo islamico che esistono in Svezia. “Circa 120 giovani sono partiti da Göteborg, il che ne fa, in proporzione, la città con il maggior numero di estremisti violenti” ha detto Boström, aggiungendo che molti di loro sono discendenti dalle bande criminali che popolavano i suburbi della città, e sono giovani che credono di non avere un futuro. Il responsabile della polizia di integrazione sostiene che la grande maggioranza dei musulmani presenti nella città è contro il terrorismo, e teme che questo tipo di terrorismo crei un’Europa più xenofoba. “Mi dicono: come proteggere i musulmani buoni?”. Nel maggio scorso circa cento jihadisti svedesi sono tornati in patria, e nessuno di loro è stato perseguito in base alle leggi che trattano di azioni terroristiche, secondo Boström. “Sebbene il governo abbia i nomi, e i numeri delle tessere di social security dei jihadisti di ritorno dalla Siria e dall’Iraq, continua a fornire loro copertura sanitaria e altre forme di aiuto”. (fonte: La stampa opinioni) (foto: integralisti)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: | Leave a Comment »

Affrontare la crescente minaccia dei “combattenti stranieri dell’UE” BruxelIes Parlamento europeo

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2015

parlamento europeoBruxelIes Parlamento europeo. I deputati chiedono un approccio articolato in vari livelli per affrontare la radicalizzazione, invitando gli Stati membri a:Investire in programmi sociali ed educativi che affrontino alla radice le cause della radicalizzazioneControbilanciare l’incitamento in rete a compiere atti terroristici. Prevenire il reclutamento e gli espatri mirati all’adesione a organizzazioni terroristiche. Smantellare il sostegno finanziario alle organizzazioni terroristiche e il traffico di armi da fuoco. Impostare programmi di “disimpegno e de-radicalizzazione” I deputati invitano gli Stati membri a prevenire la circolazione di sospetti terroristi rafforzando i controlli alle frontiere esterne. Escludono la possibilità di prendere in considerazione proposte volte a sospendere il sistema Schengen, ma incoraggiano gli Stati membri a rendere più severe le regole vigenti e a fare un miglior uso del sistema di informazione di Schengen (SIS) e del sistema di informazione anticipata sui passeggeri (APIS). Ribadiscono, inoltre, che è già possibile effettuare alcuni controlli mirati sulle persone che attraversano le frontiere esterne. Gli Stati membri dovrebbero migliorare lo scambio di informazioni tra le autorità preposte all’applicazione della legge e le agenzie dell’UE. In particolare, essi dovrebbero garantire che le proprie unità nazionali forniscano a Europol le informazioni pertinenti, hanno aggiunto i deputati. Essi osservano che solo il 50% delle informazioni riguardanti il terrorismo e la criminalità organizzata sono fornite dagli Stati membri a Europol e Eurojust. Sostengono infine la creazione di una piattaforma europea antiterrorismo all’interno di Europol, così da ottimizzare le sue capacità operative, tecniche e di scambio di intelligence.

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Governare è far credere

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 gennaio 2015

TerroristaCon tempestività e grande visibilità, poche ore dopo gli attentati di Parigi, venne diffusa la notizia che i responsabili erano stati identificati, ma non per la fervente attività delle forze dell’ordine, dei servizi segreti, dei confronti internazionali … NO ! L’identificazione era avvenuta grazie alla carta di identità che i fratelli attentatori avevano graziosamente lasciato o smarrito nell’auto usata per la fuga.
Veramente non proprio di fuga si è trattato, perché ci hanno mostrato uno spezzone di film dove i due, per niente eccitati, anzi chiaramente sotto effetto di droghe calmanti, predicavano pubblicamente le ragioni del loro gesto, quindi saltati in macchina sono partiti… ma, c’è sempre un “ma” che complica le cose, perché la macchina dei fuggitivi, appena compiuti pochi metri, si ritrovò bloccata da una macchina della polizia; i due fratelli elegantemente cominciano a sparare, mentre l’auto della polizia, poco elegantemente, ingranò la retromarcia, preferendo evitare un dibattito, diciamo, piuttosto acceso.
Ma non desidero soffermarmi sui singoli fatti che vanno emergendo, piuttosto su ciò che, particolarmente, non mi convince.
Nel “Manuale dei giovani terroristi” a pag. 1, cap. 1, primo rigo sta scritto che i terroristi in azione non debbono portare alcunché possa tornare utile alla loro identificazione; se l’attentato va a buon fine, (secondo il loro punto di vista), allora la carta di identità, vera o fasulla, la ritroverebbero nel covo prestabilito, altrimenti sia in caso di cattura che di morte, non debbono risultare identificabili, anche per non fornire informazioni che potrebbero portare ai complici. I due fratelli, non solo ebbero cura di portarsi appresso la carta d’identità, ma addirittura, pur senza essere stati catturati, di lasciarla nella macchina che avrebbero abbandonato.
La cosa che mi intriga parecchio è il silenzio assordante su tale carta d’identità ritrovata; nessuno ne parla più, come se un tardivo pudore cercasse di nascondere altre possibili versioni che non siano quelle predisposte e fornite agli organi di informazione del mondo intero.
Si tratta di una forma di depistaggio già in uso, ma con risultati deludenti. Come quando si volle far credere al mondo, atterrito, preoccupato e attirato nell’attenzione da versioni ufficiali, che un aereo, vero gigante dell’aria, con una apertura alare di 20 mt. schiantandosi su un importante fabbricato super sorvegliato, a 300 km/h. abbia lasciato un forellino di soli sei metri, senza danneggiare il restante; non solo, ma i due motori di sette tonnellate cadauno, sparirono come per magia; neanche a Napoli sarebbero stati capaci di sottrarre due motori di tal genere in così breve tempo; o ancora, un altro aereo, dirottato, in mano a terroristi decisi a schiantarsi sul più importante edificio delle Istituzioni, passò di mano e cade sotto il controllo dei passeggeri, il pilota non cambiava rotta, allora i passeggeri, non più atterriti, decisero di far cadere l’aereo, sacrificando se stessi, ma non senza, prima dell’impatto fatale, che un passeggero telefonasse alla moglie per avvertirla che… non sarebbe rientrato per cena. “Ma cosa accade ?” chiede la moglie e l’uomo-passeggero a spiegare di trovarsi su un aereo dirottato e di avere deciso di far cadere l’aereo, la moglie conclude la telefonata: “Stai attento, sii prudente !”.
Tutto ciò fa parte delle brillanti deduzioni di una commissione parlamentare, che ha messo un deciso punto alle critiche, diffidando di ogni altra più credibile interpretazione.
E’ intervenuto Cossiga, da Presidente della Repubblica che al tempo dei fatti era ministro degli interni, a suggerire una svolta, che nessuno ha voluto verificare. Così si è espresso Cossiga in una intervista al Corriere della sera, della quale accludo il link per facilitare una lettura integrale.
Da ambienti vicini a Palazzo Chigi, centro nevralgico di direzione dell’intelligence italiana, si fa notare che la non autenticità del video è testimoniata dal fatto che Osama Bin Laden in esso ‘confessa’ che Al Qaeda sarebbe stato l’autore dell’attentato dell’11 settembre alle due torri in New York, mentre tutti gli ambienti democratici d’America e d’Europa, con in prima linea quelli del centrosinistra italiano, sanno ormai bene che il disastroso attentato è stato pianificato e realizzato dalla Cia americana e dal Mossad con l’aiuto del mondo sionista per mettere sotto accusa i Paesi arabi e per indurre le potenze occidentali ad intervenire sia in Iraq sia in Afghanistan. Per questo – conclude Cossiga – nessuna parola di solidarietà è giunta a Silvio Berlusconi, che sarebbe l’ideatore della geniale falsificazione, né dal Quirinale, né da Palazzo Chigi né da esponenti del centrosinistra!».V. http://www.corriere.it/politica/07_novembre_30/osama_berlusconi_cossiga_27f4ccee-9f55-11dc-8807-0003ba99c53b.shtml
Governare è far credere, e per imporre la linea progettata, ogni anno ce lo ricordano con commemorazioni varie.
Abbiamo così una ulteriore commemorazione annuale, durante la quale tutti diremo “Je suis Charlie”, con tutto il rispetto per le vittime, incolpevoli di essere diventate un mezzo per disegni sovversivi.

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Attacco ai giudici

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 aprile 2011

Dichiara Il Presidente Paolo Bolognesi unione vittime per stragi: “Apprendiamo dagli organi di stampa che il Presidente del Consiglio On. Silvio Berlusconi avrebbe definito il comportamento dei Pubblici Ministeri ” Brigatismo Giudiziario”  Crediamo sia opportuno sottolineare che richiamare, per un potere dello Stato che compie il proprio dovere, l’operato dei terroristi delle brigate rosse sia indegno di un’alta carica dello stato. Ricordiamo al Presidente del Consiglio che sono oltre 10 i magistrati uccisi in servizio dai terroristi brigatisti – nelle varie sigle – e dai terroristi di destra dei NAR. A questi vanno aggiunti i magistrati uccisi da mafia e criminalità comune.  Ricordiamo al Presidente del Consiglio la sua appartenenza alla loggia massonica P2 – tessera n. 1816. Ricordiamo che questa loggia e suoi accoliti si sono distinti per i depistaggi sulle stragi, per sovvenzioni alle bande armate neofasciste e nella corruzione del nostro Paese.Ricordiamo anche che il gran maestro di questa loggia Licio Gelli è stato condannato a 10 anni per depistaggio con sentenza passata in giudicato nel processo per la strage di Bologna. Ove per mano di terroristi fascisti 85 innocenti vennero uccisi e 200 furono feriti.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Il Coisp ricorda Emanuele Petri

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 marzo 2010

“Il 2 marzo di sette anni fa il nostro collega ed amico Emanuele Petri, Sovrintendente Capo in servizio alla Polizia Ferroviaria di Terontola (AR), perse la vita, per mano di terroristi, in un conflitto a fuoco sul treno 2304 Roma-Firenze, poco prima della Stazione Ferroviaria di Castiglion Fiorentino (AR). Da allora il suo ricordo è costante in tutti noi e soprattutto in quelle persone che avevano avuto la fortuna di conoscerlo, perché “Lele” era davvero una persona eccezionale. Nella mattinata del 2 marzo 2010, alle ore 09:00, presso la Questura di Arezzo, si terrà una Santa Messa tenuta dal Vescovo di Arezzo Mons. Riccardo Fontana. Nel pomeriggio, presso il Comune di Tuoro sul Trasimeno si svolgerà una cerimonia di intitolazione di una strada comunale ad Emanuele Petri. A seguire una Santa Messa celebrata dal Vescovo di Perugia Mons. Gualtiero Bassetti, ed in serata, presso il Teatro comunale dell’accademia di Tuoro, un concerto della banda musicale della Polizia di Stato. Il giorno 3 marzo 2010, presso il Comune di Castiglion Fiorentino, per volontà dell’Amministrazione Comunale, di quella di Tuoro sul Trasimeno e della Sig.ra Alma Petri, si svolgerà una ulteriore cerimonia. Verrà promossa tra i ragazzi una riflessione sulla legalità, chiedendo di scrivere i loro pensieri al riguardo. Pensieri che poi, sulle note dell’Inno d’Italia, suonato dall’Orchestra di Flauti dell’Istituto Comprensivo “D. Alighieri” diretta dal Maestro Mirco Sonetti, verranno simbolicamente liberati in aria, con dei palloncini colorati, per essere divulgati e condivisi con il resto della comunità. Il COISP parteciperà  ai vari “momenti” in ricordo di Emanuele con rappresentanti della Segreteria di Arezzo e della Segreteria Nazionale.  (La Segreteria Nazionale del COISP)

Posted in Cronaca/News, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La morte di un soldato italiano in Afghanistan

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 luglio 2009

“Il 2 luglio, con una interrogazione da parte dell’on.e Turco è stato chiesto al ministro La Russa di provvedere a rafforzare i mezzi di protezione a sicurezza degli uomini che operano sui ‘Lince’ impiegati nelle zone di guerra”, dichiara Turco in una nota. “La risposta offerta da Ignazio La Russa, a margine della commemorazione dei paracadutisti dell’Esercito Italiano caduti durante le missioni di guerra, svoltasi il 3 luglio scorso a Milano, è stata: ‘Sto studiando un sistema di protezione per i nostri militari che si trovano in ralla (piattaforma dalla quale i militari fanno fuoco) perché non muoiano più per un’esplosione. E’ una posizione pericolosa che necessita di una copertura ancora maggiore'”. L’interrogante si chiede se “lo studio” si protrarrà ancora a lungo anche perché gli altri, “i terroristi” non aspettano e lo hanno dimostrato. Turco ha dato vita al ‘partito per la tutela dei diritti dei militari’ insieme all’ex maresciallo dell’Aeronautica militare Luca Marco Comellini e all’avvocato Giorgio Carta. (f.m.) (fonte Grnet.it) “A nome di tutti i membri del neonato partito per la tutela dei diritti dei militari (PDM), esprimo il più profondo cordoglio per la perdita del Primo Caporalmaggiore Alessandro Di Lisio e auguro una pronta guarigione agli altri militari rimasti feriti nel vile attentato. “E’ quando dichiarato da Luca Marco Comellini  esponente del PDM . “Questo lutto ci rattrista fortemente a poche ore dalla conferenza stampa convocata per la nascita del partito.”

Posted in Cronaca/News, Diritti/Human rights | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »