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Posts Tagged ‘tesori’

De Rosa (M5S Lombardia): Fontana? Uomo dai tesori straordinari

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 agosto 2020

Massimo De Rosa (M5S Lombardia): “Ogni giorno un nuovo tassello va a comporre un quadro che assume tinte sempre più sconfortanti per chi ritiene che un buon amministratore debba essere esempio inattaccabile soprattutto sotto il profilo della trasparenza.Dopo il conto svizzero, la multa di Anac, il trust alle Bahamas, spunta pure la Fondazione in Liechtenstein, il nostro Governatore è davvero un uomo da tesori straordinari. Noi dell’opposizione potremmo anche fermarci e stare a braccia conserte, perché a destabilizzare la Lombardia ci pensa il suo Governatore. Fontana quello che non riesce a concordare due dichiarazioni coerenti perfino con se stesso: “Sono totalmente all’oscuro”, “Ho convinto mio cognato a fare una donazione”, “Volevo donare anche io” , dovrebbe spiegare ai lombardi, che in questi giorni stanno pagando le tasse, il motivo per cui nel 2015 aveva trasferito 4,4 milioni scudati con la voluntary disclosure dei 5,3 nascosti su due trust alle Bahamas in una banca svizzera, il motivo per il quale ha deciso di non riportare questi soldi in Italia? Se per caso non si fida degli istituti Lombardi? E soprattutto quante tasse ha o non ha pagato su quel capitale?”.

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Tesori d’arte nella terra di Oderisi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 maggio 2018

Gubbio 7 luglio – 4 novembre 2018 Palazzo dei Consoli, Museo Diocesano, Palazzo Ducale A cura di Giordana Benazzi, Elvio Lunghi, Enrica Neri Lusanna Orari dal lunedì alla domenica dalle ore 10.00 alle 19.00 (le biglietterie chiudono alle ore 18.00) Aperta il 15 agosto e il 1 novembre 2018 Biglietto Intero 12,00 € Ridotto 10,00 € per gruppi (min. 15 persone), residenti, titolari di apposite convenzioni Ridotto speciale 6,00 € scuole e ragazzi da 7 a 25 anni
La città di Gubbio conserva intatto il suo splendido aspetto medievale, con le chiese e i palazzi in pietra che spiccano contro il verde dell’Appennino. È ancora la città del tempo di Dante e di Oderisi da Gubbio, il miniatore che il sommo poeta incontra tra i superbi in Purgatorio e al quale dedica versi importanti, che sanciscono l’inizio di un’età moderna che si manifesta proprio con la poesia di Dante e l’arte di Giotto.
La mostra “Gubbio al tempo di Giotto. Tesori d’arte nella terra di Oderisi”, vuol restituire l’immagine di una città di media grandezza ma di rilievo politico e culturale nel panorama italiano a cavallo tra la fine del Duecento e i primi decenni del Trecento, esponendone il patrimonio figurativo sia civile che religioso. Per l’occasione ha restaurato dipinti nascosti dalla polvere dei secoli, riconsegnando a Gubbio opere disperse nel corso della storia, riunendo quadri degli stessi pittori eugubini destinati ad altre città dell’Umbria, chiamando importanti prestiti dall’estero.Dipinti su tavola, sculture, oreficerie e manoscritti miniati delineano, anche con nuove attribuzioni, le fisionomie di grandi artisti come Guido di Oderisi, alias Maestro delle Croci francescane, Il Maestro della Croce di Gubbio, il Maestro Espressionista di Santa Chiara ovvero Palmerino di Guido, “Guiduccio Palmerucci”, Mello da Gubbio e il Maestro di Figline.
Il padre di Oderisi, Guido di Pietro da Gubbio, viene oggi identificato in uno dei protagonisti della cosiddetta “Maniera Greca”, da Giunta Pisano a Cimabue. Palmerino fu compagno di Giotto nel 1309 ad Assisi, e con lui dipinse le pareti di due cappelle di San Francesco, per poi tornare a Gubbio e affrescare la chiesa dei frati Minori e altri edifici della città. A “Guiduccio Palmerucci”, oggi nome di convenzione, si attribuiscono ancora rapinosi polittici. Mello da Gubbio scrisse il proprio nome ai piedi di una Madonna dal volto pieno e giulivo come le Madonne di Ambrogio Lorenzetti nella città di Siena. Il Maestro di Figline, che dipinse le vetrate per il San Francesco ad Assisi, poi il grande Crocifisso nella chiesa di Santa Croce a Firenze, è probabile che avesse lasciato a Gubbio uno straordinario polittico nella chiesa di San Francesco, che possiamo di nuovo ammirare in questa mostra grazie agli odierni proprietari che ne hanno concesso per la prima volta il prestito. Dai documenti d’archivio e dall’aspetto delle Madonne e dei Crocifissi appesi alle pareti dei musei, risulta come fossero originari di Gubbio i pittori che si affiancarono a Giunta Pisano, poi lavorarono accanto a Giotto e infine a Pietro Lorenzetti, per rivestire d’immagini variopinte il capolavoro che aprì le porte dell’arte moderna nella chiesa eretta sopra la tomba del santo di Assisi.
Tornati in patria, quei pittori, che erano stati coinvolti nella nuova lingua di Giotto e di Pietro Lorenzetti per un pubblico di papi e cardinali, si cimentarono con un piglio raffinato nello stile e popolare nell’aspetto illustrativo, per farsi intendere anche da un pubblico di fabbri e di maestri di pietra. Si parlò allora a Gubbio la lingua della lauda assieme alla lingua della Commedia.

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I tesori del museo diocesano di Feltre e Belluno

Posted by fidest press agency su sabato, 21 aprile 2018

A Feltre, a partire dal 12 maggio, il nuovo Museo Diocesano di Feltre e Belluno svela tutti i suoi tesori. Il completo recupero dell’antichissimo Palazzo dei Vescovi, posto sulla sommità di Via del Paradiso, al vertice del quadrante occidentale della storica “Città Verticale”, ha consentito alla Diocesi di Feltre e Belluno di dispiegare nelle 27 sale i suoi tesori d’arte e di fede.
Amalgamandoli sapientemente ad un contenitore che testimonia con i suoi affreschi (notevole il grande intervento mantegnesco nell’androne di ingresso) e le sue architetture, lo stratificarsi di una storia millenaria.Il suggestivo allestimento è riuscito a creare una perfetta simbiosi tra le antiche pietre, i preziosi affreschi murali sopravvissuti alle ingiurie dei secoli e degli uomini, ed i tesori che qui sono stati concentrati, provenienti dai moltissimi conventi, monasteri, certose e chiese delle vallate feltrine e bellunesi.
Tesori che spesso sono esempi della raffinatissima arte della lavorazione delle pietre, dei metalli e soprattutto del legno che nei secoli passati ha contraddistinto questi territori.
Notevolissima, ad esempio, la collezione di sculture lignee del nuovo Diocesano, che annovera, tra le tante, l’emozionante “parata” dei 12 Apostoli o un intenso compianto o ancora un fanciullesco San Giorgio e il drago. Il nuovo Diocesano esprime attenzione anche nei confronti delle grandi personalità artistiche di questo magnifico territorio. Espone, ad esempio, quella che è la maggiore collezione di sculture di Andrea Brustolon, “il Michelangelo del legno”, come ebbe a definirlo Honorè de Balzac. Oppure l’importantissimo gruppo di dipinti a tema sacro di Sebastiano Ricci, anch’egli bellunese di origine. O uno straordinario Tintoretto, firmato.Sculture e dipinti ma anche oreficerie. Che in questo Museo si mostrano con reperti di importanza mondiale. A partire dal mitico calice paleocristiano del Diacono Orso, il più antico calice eucaristico dell’Occidente. Un oggetto che per alcuni studiosi, soprattutto del mondo inglese, riporta al Santo Graal. Non meno notevole è il raffinato Reliquiario a busto di San Silvestro Papa, proveniente dalla Certosa di Firenze, capolavoro di Antonio di Salvi, allievo del Pollaiolo. Sorpresa dopo sorpresa, il percorso conduce sino al contemporaneo, con un giusto omaggio ai grandi mastri del territorio feltrino e bellunese e con l’accoglienza di due opere che Mimmo Paladino e Arnaldo Pomodoro hanno creato proprio per questo Museo.
Tutto in un Palazzo-castello che nei millenni si è stratificato su un insediamento già preromano, poi trasformato in sistema fortificato in epoca medievale e ancora in un sontuoso palazzo veneziano e infine adattato, in epoca barocca e poi neoclassica, al mutare dei tempi e dei gusti. Nel “Paradiso” che domina Feltre, la bellissima “città verticale” dove coesistono Medioevo e Rinascimento. Tutto intorno le Prealpi Feltrine che introducono al Parco delle Dolomiti. E’ in questo ambiente bellissimo, Patrimonio dell’Umanità, che il visitatore del nuovo Diocesano è invitato a percorrere anche l’Itinerario Sacro che, trovando epicentro proprio nel Museo, conduce da un lato al Convento Santuario dei Santi Vittore e Corona (affreschi giotteschi, in una costruzione di suggestione unica) e dall’altro alla Certosa di Vedana, meraviglia rinascimentale immersa nei boschi in terra di Sospirolo. Per poi percorrere, se si vuole, La via degli Ospizi, l’antichissimo itinerario che parte dalla Certosa per giungere in valle Imperina, lungo la direttrice della Val Cordevole, da sempre uno dei collegamenti nord-sud più importanti di questa porzione dell’arco alpino.
Il nuovo Museo Diocesano, diretto da mons. Giacomo Mazzorana, è il frutto della collaborazione tra la Diocesi di Belluno-Feltre, la Regione del Veneto, l’Unione Montana Feltrina, le Soprintendenze per i Beni Artistici e Storici, per i Beni Architettonici e Ambientali e per i Beni Archeologici del Veneto, con il fondamentale contributo di Fondazione Cariverona.

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Con il Touring alla scoperta dei tesori di San Vito al Tagliamento

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 aprile 2018

San Vito al Tagliamento (Pn) sabato 7 aprile, una giornata alla scoperta dei tesori di San Vito al Tagliamento dal 2017 insignita per la sua bellezze e la qualità di vita della Bandiera Arancione del Touring: la visita è organizzata dai Consoli TCI del Friuli Venezia Giulia in collaborazione con l’Ufficio IAT del Comune di San Vito al Tagliamento ed è aperta non solo ai soci, ma anche ad amici e simpatizzanti del TCI. Ad accompagnarli sarà il Console regionale TCI del FVG Marina Tagliaferri e la visita sarà condotta da un’esperta guida locale.
L’appuntamento è per le 10.30. Dopo il benvenuto da parte del Sindaco dott. Antonio De Bisceglie, si inizierà la visita della città, vero gioiello di storia ed arte. Terra antichissima, area di insediamenti preromani e romani, vanta nobili tradizioni storiche, culturali ed artistiche. Molte le tracce architettoniche di questa sua lunga storia: dai tratti di cinta muraria al fossato circostante, dalle tre torri (Raimonda, Scaramuccia e Grimana) al Castello. Si visiterà il centro storico e saranno aperti per i soci del Touring luoghi solitamente inaccessibili. La visita prenderà il via da Piazza del Popolo, cuore della cittadina, delimitata da porticati e palazzi dalle facciate dipinte, tra cui palazzo Altan-Rota (oggi sede comunale con un bellissimo giardino all’italiana antistante e maestoso parco sul retro) e l’antica Loggia Pubblica, prima sede della municipalità sanvitese, dove dal ‘700 è stato inserito un piccolo e splendido Teatro all’italiana. Si visiteranno poi il Duomo, la chiesa di S. Maria dei Battuti annessa all’antico ospitale, gioiello del Rinascimento friulano con uno splendido ciclo di affreschi dell’Amalteo, il Castello con affascinanti affreschi sia esterni sia interni e un inconsueto percorso espositivo, il Museo civico Federico De Rocco con la sua ricca collezione di reperti e opere di varie epoche, il Museo della Vita contadina, fra le raccolte etnografiche più interessanti del Friuli. E’ prevista una pausa per il pranzo. La visita si concluderà alle 17.00.

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I tesori del Jean Paul Getty Museum di Los Angeles tornano a splendere

Posted by fidest press agency su domenica, 23 luglio 2017

Donazione GettyLo si deve ad un innovativo trattamento laser con tecnologia Made in Italy donato al museo californiano che permetterà di riportarle al loro antico splendore preziose sculture e arti decorative. Utilizzando le stesse tecnologie Q-Switched impiegate per la medicina, sarà possibile operare garantendo una elevatissima precisione, selettività e rispetto delle superfici originarie senza danneggiare il reperto. Un intervento rivoluzionario reso possibile dal laser Thunder Compact donato dall’azienda italiana Quanta System facente parte del gruppo El.En., leader a livello mondiale nella fabbricazione di laser specifici per operazioni di restauro di opere d’arte, all’ Antiquities Conservation Department del Getty Museum. La consegna del laser è avvenuta a Malibu alla presenza di Paolo Salvadeo, Direttore Generale del Gruppo El.En., Girolamo Lionetti, Direttore Generale di Quanta System, Alessandro Zanini, Direttore Scientifico per la Restaurazione di El.En., le autorità del Getty e il Vice Console d’Italia a Los Angeles, Valentina Gambelunghe.
Il laser sarà anche utilizzato anche in speciali partnership con altri musei di tutto il mondo e per la formazione di futuri professionisti della conservazione delle opere d’arte. Il Direttore del Dipartimento per la conservazione delle antichità del Getty Museum, la Dott.ssa Susanne Gänsicke, ha infatti sottolineato come la donazione del laser sia estremamente toccante e, oltre ad essere di grande aiuto al museo, potrebbe essere messa a disposizione degli altri musei di Los Angeles affinché lo utilizzino per le loro opere.
Quanta e El.En sono già stati protagonisti nella donazione di laser per il restauro di opere d’arte ad importanti musei di tutto il mondo. In passato le donazioni sono state fatte al Metropolitan Museum of Art di New York e ai Musei Vaticani della Città del Vaticano. I laser di Quanta e El.En hanno fatto tornare al loro splendore pezzi inestimabili realizzati da alcuni dei più grandi Maestri, da Michelangelo a Leonardo, Verrocchio, Canova, Bernini, Giotto e Brunelleschi. Inoltre, hanno anche restaurato antichi affreschi a Pompei e Ercolano e sono stati coinvolti per progetti di restauro tra cui la Torre pendente di Pisa, il Duomo e il Battistero di Firenze e, più recentemente, le catacombe di Domitilla a Roma.
Una delle sedi del Getty Museum è la Villa Getty, che si trova all’estremità orientale della costa di Malibu. La Villa, ospitata in un edificio strutturato come un’antica villa romana, è un centro didattico oltre che un museo dedicato allo studio delle arti e delle culture dell’antica Grecia, di Roma e dell’Etruria e vanta più di 44.000 opere di arte antica, principalmente di arte romana, greca ed etrusca, che coprono un periodo che parte dal 6500 a.C. fino al 440 d.C. Opere di inestimabile valore molte delle quali, a causa del passare del tempo, si sono deteriorate anche per via di precedenti interventi troppo aggressivi che hanno ulteriormente danneggiato i rivestimenti in marmo. Adesso, grazie al nuovo laser Thunder Compact, molte statue, bassorilievi, medaglie e pezzi architettonici di uno dei più importanti musei del mondo torneranno a splendere e rivivere per essere ammirate anche dalle generazioni che verranno. (foto. donazione getty)

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Tesori salvati, tesori da salvare

Posted by fidest press agency su martedì, 28 febbraio 2017

firenzeFirenze 28 marzo – 30 luglio 2017 Uffizi, Aula Magliabechiana a cura di Gabriele Barucca. La mostra, i cui proventi verranno utilizzati per la ricostruzione dei monumenti colpiti dal sisma, presenta una selezione di capolavori provenienti dai paesi e dalle cittadine delle Marche, in particolare dalle province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata colpite dal terribile terremoto che ha semidistrutto o reso inagibili le chiese, i palazzi e i musei dove erano custoditi, spesso fin dalla loro origine. Occasione eccezionale per far conoscere i tesori di questi territori dell’entroterra marchigiano meridionale, l’iniziativa intende costituire un omaggio alle Marche da parte delle Gallerie degli Uffizi, che, grazie all’eredità di Vittoria della Rovere, mantengono un forte legame storico con le collezioni artistiche marchigiane e in particolare urbinati. La scelta delle opere esposte si prefigge anche l’intento di ripercorrere sinteticamente un ideale percorso nella storia dell’arte di questi territori a partire dal Medioevo e fino al XVIII secolo. Sono promotori della mostra, insieme alle Gallerie degli Uffizi, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche e il Segretariato Regionale Mibact per le Marche.

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Tesori che Pompei restituisce alla fruizione

Posted by fidest press agency su sabato, 10 dicembre 2016

lucrezio-frontonelucrezioPompei Il piccolo Lupanare, la casa di Obellio Firmo, la casa di Marco Lucrezio Frontone ma anche lo scavo inedito di un ambiente totalmente occultato dal terreno. Sono gli altri tesori che Pompei restituisce alla fruizione, al termine del grande lavoro di completamento degli interventi di messa in sicurezza delle Regiones V e IX realizzati nell’ambito del Grande Progetto Pompei dalla Soprintendenza e dalla Direzione Generale del GPP con le risorse POIn 2007-2013 e PON 2014-2020. Un’area di 50mila metri quadrati, che si estendeva tra il centro e il confine settentrionale della città antica, ora interamente percorribile.
I lavori della messa in sicurezza hanno interessato le murature (integrazione di lacune e mancanze, stilatura dei giunti, revisione delle creste murarie, manutenzione o sostituzione di piattabande), gli apparati decorativi (pulizia, consolidamento, piccole integrazioni, sostituzione di materiali non idonei di vecchi restauri), oltre a prevedere interventi su strade e marciapiedi, cancelli e coperture, consentendo piccolo-lupanareanche di conoscere e documentare dettagli finora ignoti delle aree interessate.
In particolare tra le novità di questo grande cantiere, vi è la messa in luce di due edifici vicini, ma distinti: una domus e un impianto commerciale adibito in epoche diverse all’attività prima di panificio (pistrinum) e in una seconda fase di lavanderia (Fullonica).
Gli interventi strutturali sulle murature più compromesse hanno, invece, consentito la rimozione di puntellature che impedivano l’accesso a strade e case finora irraggiungibili, e finalmente resi accessibili gli edifici del piccolo lupanare (Regio IX, insula 5, 16), custode di un’altra serie di affreschi erotici in uno degli ambienti, la maestosa Casa di Obellio Firmo ( Regio IX insula 14 civico 4) aperta sul decumano di Via di Nola e la casa di Marco Lucrezio Frontone (Regio V) completata con il restauro dell’ambiente triclinare, con lo splendido affresco che raffigura l’uccisione di Neottolemo da parte di Oreste. (foto: lucrezio frontone, lucrezio, obellio, Piccolo Lupanare, Regio)

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Per un sindaco a misura di Roma capitale

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 ottobre 2015

maratona di roma2“Non ci sono alibi ora per i Romani: dobbiamo scegliere un sindaco a misura di Roma Capitale, della sua storia e della sua tradizione. Ma anche con la consapevolezza la legge almeno a Roma dovrebbe essere uguale per tutti e che sul Diritto romano si sono formati i codici di tutti i popoli occidentali. Arte classica ed arte cristiana; bellezze naturali e prospettive urbanistiche straordinarie, ottenute sfruttando i famosi sette colli. Tutto a Roma è bello, grande, elegante, originale e capace di sfidare il tempo, ma tutta la grande bellezza di Roma si è andata corrompendo nell’incuria, nella sporcizia, nella mancanza di manutenzione delle strade, degli edifici. Una città meravigliosa amministrata malissimo da chi non ne ha saputo coglierne l’anima e tanto meno è riuscito a valorizzarne i tesori. Ora ci è dato un tempo, una nuova opportunità, per ripensare da che vogliamo che Roma sia governata, da quale sindaco, da quale giunta, con quali obiettivi concreti da raggiungere a breve o nel medio termine.” LO afferma l’On. Paola Binetti, di Area popolare e romana. “Eleggere un sindaco è cosa troppo importante per lasciarla solo ai partiti, alle logiche di potere di questo o quel gruppo. Alle speculazioni di questa o quella categoria professionale o addirittura sociale. Serve competenza vera , documentata, serve un progetto strategico di ampio respiro in cui arte e cultura, bisogni sociali e prospettive imprenditoriali trovino il loro punto di sintesi. Il Giubileo che si aprirà tra poco ci chiede di essere misericordiosi e tali vogliamo essere con il governo uscente di questa Città. Ma non per questo vogliamo rassegnarci a subire altre scelte di dubbio profilo. Per questo fin da ora ci impegniamo a incontrare tutti i romani che desiderano dare un taglio forte a quel modo di affrontare i problemi della città che si è limitato ad accantonarli, in attesa di tempi migliori. Questo può essere un tempo migliore se sapremo farcene carico da oggi e non tra 20 giorni quando Marino formalizzerà le sue dimissioni.”

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Vecchi tv e computer? Sono tesori da recuperare

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2015

Online Banking ComputerTelefonini, tv, computer, elettrodomestici, neon possono essere restituiti gratuitamente ai negozi autorizzati quando si sostituiscono con prodotti nuovi. E’ il cosiddetto ritiro «uno contro uno» obbligatorio in Italia, ma ancora poco conosciuto dai negozianti e ancora meno praticato dai consumatori. Per mostrarne i vantaggi parte oggi la campagna “Tesori da recuperare” con seminari e iniziative in tutta la Toscana.«Qualunque apparecchio elettrico ed elettronico che sia guasto o inutilizzato può servire per attivare la catena virtuosa del riciclo, ma tutti noi consumatori dobbiamo abituarci a non abbandonarlo in garage o in fondo a un cassetto e come imprenditori a smaltirlo nel modo giusto – ha sottolineato il presidente della Camera di Commercio di Firenze, Leonardo Bassilichi -. Non dovrebbero essere tanto le sanzioni, che sono pesanti, a farci comportare così, quanto piuttosto la consapevolezza che questi rottami in realtà sono materiali preziosi da reimmettere nel ciclo economico e possono generare ricchezza».In base ai dati del Centro di coordinamento RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche o Elettroniche), ogni italiano produce annualmente 15 chili di rifiuti elettronici, di questi solo 4 chili sono correttamente raccolti e avviati al recupero. Eppure, si tratta di rifiuti potenzialmente pericolosi per l’ambiente che, se raccolti e trattati adeguatamente, potrebbero essere recuperati fino al 96 per cento.In Toscana sono 10mila i commercianti potenzialmente interessati allo smaltimento di questi apparecchi, ma solo 1.148 imprese, poco più del 10 per cento, sono iscritte all’apposito registro della Sezione toscana Albo gestori ambientali, che ha sede alla Camera di Commercio di Firenze. Eppure, l’Unione Europea, con la direttiva 19/2012, ha imposto una soglia di recupero crescente, che mira a triplicare l’attuale riciclo fino a raggiungere i 12 chili pro-capite entro il 2019. E la legge italiana prevede severe sanzioni per chi non si mette in regola.Per formare cittadini e imprese sui metodi corretti di smaltimento, la sezione toscana dell’Albo gestori ambientali, in collaborazione con le Camere di Commercio di Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca e Prato, ha attivato il progetto di legalità “Tesori da recuperare”, che ha come primo obiettivo quello di informare le imprese, le associazioni di categoria e dei consumatori, i consulenti, gli organi di controllo sugli obblighi normativi e sulla corretta gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche.Il primo step del progetto prevede una serie di seminari informativi gratuiti rivolti direttamente alle imprese. Ecco le tappe: 27 aprile 2015 a Confindustria Firenze, 11 maggio alla Camera di Commercio di Livorno, 25 maggio alla Camera di Commercio di Prato, 8 giugno alla Camera di Commercio di Grosseto, 26 giugno alla Camera di Commercio di Lucca.

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Il Borgo San Marco apre le sue porte alle Giornate FAI di Primavera

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 marzo 2015

IMGSabato 21 e domenica 22 marzo a Fasano nel brindisino tra olivi millenari, vicino la Valle d’Itria a due km dal mare Tra la campagna più rigogliosa e l’azzurro del mare, in una piana disseminata di olivi millenari e secolari e macchia mediterranea, sorge Borgo San Marco, un incantevole borgo ristrutturato grazie alle amorevoli cure della famiglia Amati. Da sempre questa fortezza, che si trova a Fasano nel brindisino, – nel XII secolo insediamento di monaci bizantini (cui la masseria conserva ancora il prezioso passaggio nei suoi insediamenti rupestri in grotta, con meravigliosi affreschi restaurati recentemente), nel ‘400 presidio dei Cavalieri di Malta, dal ‘700 masseria – si è opposta alla brezza del maestrale.
Il Borgo è stato inserito, per le sue testimonianze storiche ancora visibili, tra i luoghi FAI – Fondo Ambiente IMG1Italiano e quindi per le giornate di sabato 21 e domenica 22 marzo ( 10.00 – 13.00 / 16.00 – 18.00) sarà possibile visitarlo. Per l’occasione sarà organizzato una degustazione atzione di prodotti tipici e l’esibizione di un concerto bandistico. Le Giornate FAI di Primavera sono l’evento più importante organizzato dal FAI che spalanca le porte di tantissimi luoghi in tutta Italia per far conoscere e amare i tesori d’arte e natura del nostro Paese. Le visite al Borgo San Marco guidate sono a cura di Visite guidate a cura degli Apprendisti Ciceroni® di Fasano: Istituto Istruzione Secondaria “Leonardo Da Vinci” e Istituto Istruzione Secondaria “G. Salvemini”. Oggi la masseria Borgo San Marco è un luogo perfetto per rilassarsi e abbandonarsi al riposo, tra il profumo degli agrumi e di altre essenze mediterranee: dispone infatti di 18 suite tutte molto ampie e confortevoli, curate in ogni dettaglio, con aria condizionata, frigo bar e Tv. Ogni suite è diversa dall’altra per arredi, ubicazione, dimensione, ma tutte hanno un fascino particolare e sono fresche, luminose e ben curate. Le cromie accese dei muri, a contrasto con il bianco calce esterno, richiamano la terra, il sole, il fuoco e l’acqua. I nomi delle stanze sono perfetti per un come questa: Fornaio, Falco, Volpe, Cocchiere, Pastore, Don Ferdinando con la piccola vasca scavata nel pavimento, proprio ai bordi del letto. Altre suite, al piano nobile, sono arredate con mobili di famiglia; la maggior parte hanno nicchie, archi, alti soffitti, arredi ridotti al minimo e si affacciano su Borgo San Marco - Fasano - Br“giardini segreti”. Un incantevole centro relax, fitness room, ristorante che propone ricette della migliore tradizione culinaria pugliese, bar/smoking room ed una graziosa sala convegni/cinema (intitolata al grandemaestro Robert Farber che, nel 2013, scelse come cornice ideale proprio questo luogo incantevole) sono, inoltre, altri servizi che il Borgo mette a disposizione dei suoi ospiti. Molti personaggi famosi hanno scelto questo posto per trascorrere le loro vaccene pugliesi e immergersi nelle acque cristalline intorno al Salento. Scrittori e registi si sono abbandonati ai loro pensieri e hanno girato scene dei loro film. In tanti ne sono rimasti ammaliati, come testimonia il grande libro dei ricordi. Tra questi la famiglia Amati, che ha fatto della masseria Borgo San Marco una vera e propria scelta di vita. Inoltre, in occasione del Bif&st cinematografico che si svolgerà a Bari nei prossimi giorni, il Borgo offrirà un aperitivo-degustazione a registri, attori e operatori del settore cinematografico.

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Bernard von Breydenbach Peregrinationes in Terram Sanctam

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 giugno 2011

Venezia 15 giugno 2011, alle ore 17.00, nell’Antisala della Libreria Sansoviniana (ingresso: Piazzetta San Marco 13/a, Venezia) per “Un capolavoro al mese” la Biblioteca Nazionale Marciana presenta l’incunabolo: Bernard von Breydenbach Peregrinationes in Terram Sanctam (1486) Continua il ciclo di incontri “Un capolavoro al mese”, teso a far conoscere alla città i tesori della Biblioteca Nazionale Marciana. Il secondo incontro, fissato per vedrà come protagonista l’incunabolo illustrato: Bernhard von Breydenbach, Peregrinationes in Terram Sanctam, Mainz, E. Reuwich, 1486 (segn. marc.: Inc. 382), recentemente restaurato e digitalizzato. L’incontro sarà introdotto da Maurizio Messina (vicedirettore della Biblioteca Nazionale Marciana). Interverranno: Claudia Benvestito (Biblioteca Nazionale Marciana) e Marino Zorzi (Ateneo Veneto). L’opera di Bernard von Breydenbach, canonico di Magonza, descrive il suo pellegrinaggio in Terrasanta e al monastero di Santa Caterina del Sinai, svoltosi nel 1483. Essa si inserisce nell’ampia letteratura relativa a quel sacro viaggio, tanto desiderato e spesso effettuato dai cristiani sino dai primi secoli, ma possiede in più una caratteristica particolare: è a stampa ed è illustrata. È anzi il primo, in ordine cronologico, tra i libri di viaggio a stampa che sia corredato di illustrazioni. Di queste è autore Erhard Reuwich, un pittore che il Breydenbach aveva invitato a partecipare al viaggio al preciso scopo di documentare visivamente i luoghi visitati.
All’opera, ben concepita e ben scritta, spettò uno straordinario successo: ebbe tredici edizioni nel ‘400, in latino, tedesco, olandese, francese, spagnolo, polacco, sei nel Cinquecento, quattro nel Seicento, una ancora nel Settecento; le più antiche sono ornate dalle incisioni su legno del Reuwich. A queste si riconosce il merito di essere tratte dal vero, non come spesso accadeva nei primi libri a stampa, di fantasia. Quella qui presentata, a seguito del restauro effettuato dalla dott. ssa Claudia Benvestito, è la prima edizione, uscita a Magonza, in latino, nel 1486.
Si mostreranno alcune delle incisioni del Reuwich, tra cui quella dedicata a Venezia, in quattro fogli riuniti, mm. 264 x 1645. La lunga tavola era spezzata in tre parti in corrispondenza delle linee di piegatura, pur avendo già subito un restauro negli anni ’70, per una situazione di grande fragilità dovuta principalmente all’uso di colore verde fortemente ossidante. L’intervento, volto a restituire la fruibilità all’opera – per molto tempo non disponibile a causa di questo problema – risulta innovativo in quanto ha mantenuto la frammentarietà della tavola pur consentendo, grazie al sistema di montaggio e di conservazione, una ricomposizione visiva dell’insieme. (1486_breydenbach-porec)

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Mostra Splendori Sacri

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 gennaio 2011

Mileto (VV) Museo statale.Tesori della Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, avrà prosecuzione fino al 13 marzo prossimo. Il prolungamento dell’evento espositivo, realizzato nel Museo Statale di Mileto sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, si è reso necessario in virtù del considerevole afflusso di pubblico, soprattutto giovanile e studentesco,  e delle numerose richieste pervenute. Inaugurata lo scorso 25 settembre, la mostra ha registrato, altresì, un ottimo riscontro da parte degli organi di stampa nazionali e internazionali e ha portato alla ribalta di un pubblico anche extraregionale un territorio naturalmente vocato alla cultura. La proroga è stata resa possibile grazie alla disponibilità fornita dal vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, mons. Luigi Renzo, e da tutti i prestatori delle opere esposte.
La mostra organizzata dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria, a cura di Fabio De Chirico e  di Rosanna Caputo, permette di riscoprire tesori nascosti di indubbia bellezza e di portare alla luce opere  che evidenziano un patrimonio storico e artistico assai rilevante.
Splendori Sacri è altresì occasione per ammirare in prima assoluta il restauro del ciborio fanzaghiano di Serra San Bruno.  Il soprintendente per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria Fabio De Chirico così sottolinea: <<il pubblico sta premiando il grande lavoro fatto e la qualità della proposta. Il prolungamento dell’evento è un atto dovuto anche perchè la mostra serve da “catalizzatore positivo” all’immagine  complessiva del territorio vibonese>>.

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L’Isola dei Tesori

Posted by fidest press agency su sabato, 13 novembre 2010

Roma 18 novembre p.v. presso la Banca d’Italia, Via Nazionale 91, alle ore 10.30 Save the Children presenta per la prima volta “L’Isola dei Tesori. Atlante dei Minori (a rischio) in Italia”.
I minori rappresentano il vero e proprio tesoro del Paese che l’Atlante vuole descrivere attraverso le condizioni e le opportunità che ne determinano presente e futuro come la distribuzione sul territorio e nelle città, l’età, i loro nomi italiani o stranieri, l’educazione, la famiglia o la solitudine, l’ambiente, i rischi di sfruttamento, i servizi o il dramma dell’invisibilità. L’Atlante con le sue mappe verrà illustrato e commentato a più voci da rappresentanti delle Istituzioni nazionali e locali e del mondo della cultura e dell’informazione. Sono stati invitati a intervenire: Gianni Letta – Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Mara Carfagna – Ministro per le Pari Opportunità, Alessandra Mussolini – Presidente della Commissione Parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza, Sergio Chiamparino – Presidente ANCI, Marco Lodoli – Scrittore e Giornalista, Sveva Sagramola – conduttrice televisiva. Save the Children, la più grande organizzazione internazionale indipendente che lavora per migliorare concretamente la vita dei bambini nel mondo, opera in Italia con programmi per la protezione dei bambini, in particolare i minori migranti presenti sul nostro territorio; per l’educazione dei ragazzi ad un uso sicuro delle nuove tecnologie e per contrastare la pedo-pornografia online; per prevenire la dispersione scolastica; per promuovere i diritti dell’infanzia e la piena partecipazione dei ragazzi in contesti scolastici ed extra-scolastici.

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Magica India. Tesori tribali

Posted by fidest press agency su sabato, 30 ottobre 2010

Milano 30 ottobre 2010 – 30 gennaio 2011 via Mosè Bianchi 94 Museo Popoli e Culture  Il Museo Popoli e Culture ospiterà la ricca collezione di arte tribale indiana raccolta da Roberta Ceolin e Claudio Tirelli, in più di trent’anni di viaggi, studi e ricerche.  La loro passione li ha indotti ad occuparsi di quella fetta abbastanza consistente (circa l’8%) di popolazioni di ceppo tribale sparse per tutto il continente indiano, ciascuna con le proprie caratteristiche fisiche, culturali e di organizzazione sociale, considerate tra l’altro le originarie abitanti di questa terra. Il Museo Popoli e Culture intende dunque con questa esposizione dare voce e volto (attraverso manufatti e fotografie) a uno dei capitoli meno noti della storia di questo Paese, quello delle popolazioni tribali. Un quadro inedito e originale di una civiltà straordinaria. La memoria degli eventi e delle concezioni esistenziali di tanti gruppi tribali, è affidato alla tradizione orale e l’incalzare della modernizzazione rischia di cancellare radici importanti per la coscienza indiana. I manufatti acquistano dunque un’importanza fondamentale, in quanto non sono solo oggetti di uso e utilità comune, ma anche e soprattutto testimoni del sentire profondo del gruppo che li ha prodotti. “L’arte è ricca e creativa – sostengono Ceolin e Tirelli – la materia plasmata e modificata con abilità e fantasia, parla sotto forma di manufatto. Nei villaggi si trovano messaggi disseminati ovunque, parole fatte di legno, bambù, argilla, fibre naturali, piume, pietre e metalli lavorati. Attraverso gli oggetti le popolazioni tribali raccontano il proprio mondo”. Sculture in bronzo, ottone e legno; dipinti; strumenti musicali; ornamenti, monili, ceste e copricapi tradizionali, saranno dunque i protagonisti di Magica India, e attraverso la loro bellezza e la loro storia avranno il potere di affascinare il visitatore. Completerà la mostra una sezione fotografica composta da circa trenta gigantografie che illustrano la sorprendente diversità di queste etnie. Nell’ambito della mostra verranno inoltre proposte visite guidate e serate di approfondimento a cura dei collezionisti.

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Viaggio tra i tesori del Quirinale

Posted by fidest press agency su sabato, 24 aprile 2010

Roma, 29 aprile – 30 giugno 2010 Piazza del Quirinale Palazzo del Quirinale Galleria di Alessandro VII “Giuseppe negli arazzi di Pontormo e Bronzino. Viaggio tra i tesori del Quirinale”. il Palazzo del Quirinale ospita una grande mostra che vuole condividere con i cittadini il risultato di un lavoro di restauro durato quasi trenta anni che ha interessato il nucleo più antico e importante dell’intera collezione del Quirinale, una delle più prestigiose al mondo: vengono eccezionalmente presentati dieci dei venti arazzi con le Storie di Giuseppe che tra il 1545 e il 1553 Cosimo I de’ Medici commissionò agli artisti più importanti del tempo, Pontormo e Bronzino, come sontuosa decorazione tessile delle pareti della Sala dei Duecento in Palazzo Vecchio a Firenze, dove è attualmente collocata l’altra metà della serie. Promossa dal Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica Italiana, in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Regione Lazio e la Provincia di Roma, la mostra è a cura di Louis Godart con la collaborazione di Loretta Dolcini.

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Tesori della musica veneta del Cinquecento

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 aprile 2010

Venezia, dal 17 aprile al 2 giugno 2010 Sale monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana a cura di Antonio Lovato e Iain Fenlon. La Biblioteca Nazionale Marciana, in collaborazione con La Fondazione Ugo e Olga Levi onlus e la Regione del Veneto, nell’ambito delle manifestazioni per il IV centenario della morte dei musicisti Giovanni Matteo Asola (Verona 1524- Venezia1609) e Giovanni Croce (Chioggia 1557-Venezia 1609), organizza dal 17 aprile al 2 giugno 2010, nelle sue Sale monumentali (con ingresso dal Museo Correr, come di consueto), una nuova mostra – intitolata “Tesori della musica veneta del Cinquecento. La policoralità, Giovanni Matteo Asola e Giovanni Croce” – dedicata all’esposizione di opere musicali manoscritte e a stampa nel contesto della tradizione policorale in area veneta nel sec. XVI. L’inaugurazione è prevista per venerdì 16 aprile, alle ore 17.00, con ingresso dallo Scalone monumentale della Libreria Sansoviniana (Venezia, Piazzetta San Marco n. 13/a). La mostra sarà aperta al pubblico da sabato 17 aprile.
Orari e biglietti del Percorso integrato dei Musei di Piazza San Marco. La mostra, che si inserisce nell’ambito delle manifestazioni per il quarto centenario della  morte dei musicisti Giovanni Matteo Asola e Giovanni Croce, propone un percorso che illustra le tappe fondamentali della musica policorale (a due e più cori) in area veneta nel Cinquecento, attraverso l’esposizione di testimonianze manoscritte e a stampa particolarmente significative. Il percorso è strutturato in due sezioni. La prima prende in considerazione i precursori della policoralità, con riguardo ai musicisti Ruffino Bartolucci d’Assisi, Gasparo de Albertis, Francesco Santacroce “Patavino”, fino ad arrivare ad Adrian Willaert, che ha reso esemplare questa forma di musica polifonica. Segue una rassegna dei principali compositori di musica policorale della seconda metà del sec. XVI, in particolare i musicisti Andrea e Giovanni Gabrieli, Giovanni da Bassano, Giovanni Matteo Asola e Giovanni Croce. Il percorso è integrato da testimonianze di natura teorica (Gioseffo Zarlino) e organologica, con l’esposizione di alcuni strumenti musicali del Cinquecento che venivano utilizzati durante le esecuzioni policorali. Il catalogo della mostra Tesori della musica veneta del Cinquecento. La policoralità, Giovanni Matteo Asola e Giovanni Croce, pubblicato dalla Fondazione Levi, è a cura di Iain Fenlon e Antonio Lovato.

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I tesori di Palazzo Chigi Saracini

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 aprile 2010

Siena da venerdì 2 aprile e fino al 30 ottobre sarà possibile visitare Palazzo Chigi Saracini, storica sede dell’Accademia Musicale Chigiana un edificio gotico costruito nel Duecento dalla famiglia Marescotti. Il Palazzo sarà aperto ogni venerdì e sabato ed eccezionalmente, in  occasione delle festività pasquali, anche lunedì 5 aprile. Sarà inoltre aperto sabato 1 maggio. Le visite, della durata di circa un’ora, si terranno alle 11, alle 12, alle 15 e alle 16. Continua così il progetto di valorizzazione dello storico palazzo di via di Città e del patrimonio in esso ospitato, avviato nel 2007 e promosso  dalla Fondazione Accademia Musicale Chigiana avvalendosi dei servizi della società Opera Siena Spa, specializzata nella gestione e realizzazione di eventi culturali e che cura anche il Chigiana Music Shop.  Sarà una guida dell’Associazione Guide Turistiche di Siena e Provincia ad accompagnare gli appassionati alla scoperta di uno dei più bei palazzi di Siena, dove Galgano Saracini aveva raccolto ed esposto, secondo gli indirizzi del collezionismo settecentesco, tele, statuette, bassorilievi, fondi oro, porcellane, preziose manifatture in avorio, legno e pietre dure, cineserie, oltre ad una collezione di ceramiche delle più importanti scuole italiane dal Cinquecento al Settecento. Un collezionismo eclettico, in cui spiccano i dipinti di artisti appartenenti a tutte le grandi epoche della pittura italiana e in particolar modo senese, dai “primitivi” del XIII secolo ai “puristi” del XIX secolo. Fra i capolavori che si possono ammirare ci sono opere che vanno dal Rinascimento fino all’Ottocento. I biglietti per visitare Palazzo Chigi Saracini possono essere prenotati telefonicamente tramite un apposito call center dedicato (tel. 0577 286300) attivo tutti i giorni, dal lunedì al venerdì in orario 9 – 17, sabato e domenica dalle ore 10 alle ore 17, oppure direttamente presso il Chigiana Music Shop, nei locali al pianterreno di Palazzo Chigi Saracini, aperto tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 17. http://www.chigiana.it  (salotto brescianino)

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Galeoni e tesori sommersi

Posted by fidest press agency su domenica, 28 febbraio 2010

Di Claudio Bonifacio Tra il XVI e il XIX secolo, migliaia di galeoni, vascelli e fregate naufragarono nelle acque di Spagna, Portogallo, Messico, Cuba, Colombia e Filippine, trascinando con sé i loro carichi dal valore oggi inestimabile. In questo libro il lettore troverà oltre a una minuziosa descrizione di quei naufragi, avvenuti lungo la Via delle Indie, anche una vera e propria mappa del tesoro completa delle coordinate nautiche dei luoghi dove giacciono alcuni di questi relitti.  Un libro che è insieme saggio, manuale di navigazione e diario di viaggio, e che descrive un mondo spesso sconosciuto: la vita quotidiana degli equipaggi, le peripezie dei naufraghi, le malattie, le battaglie navali anglo-spagnole, il contrabbando. Una storia lunga secoli, fatta di tesori e miserie, sfruttamento e ricchezza, guerre e commerci, che ci riporta all’epoca delle conquiste degli oceani e delle terre nuove, dedicata a chi ama le avventure reali. (Pagine 424 Euro 22,00 Codice 18282F ISBN 978-88-425-4340-4)

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Palazzo Chigi Saracini svela i suoi tesori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2009

Siena. Tornano a spalancarsi le porte di Palazzo Chigi Saracini, storica sede dell’Accademia Musicale Chigiana, che da venerdì 3 aprile apre nuovamente le sue sale per svelare i preziosi tesori che custodisce. Fino al 31 ottobre sarà possibile visitare l’edificio gotico costruito nel Duecento dalla famiglia Marescotti e ammirare una parte dei dodicimila pezzi della sua importante collezione d’arte, qui riunita da Galgano Saracini fra il Settecento e l’Ottocento. Continua così il progetto di valorizzazione dello storico palazzo di via di Città e del patrimonio in esso ospitato, avviato nel 2007 e promosso  dalla Fondazione Accademia Musicale Chigiana avvalendosi dei servizi della società Opera Siena Spa, specializzata nella gestione e realizzazione di eventi culturali e che cura anche il Chigiana Music Shop. Il Palazzo sarà aperto tutti i venerdì e sabato ed eccezionalmente, in  occasione delle festività pasquali, anche lunedì 13 aprile. Le visite, della durata di circa un’ora, si terranno alle 11, alle 12, alle 15 e alle 16: una guida dell’Associazione Guide Turistiche di Siena e Provincia accompagnerà gli appassionati alla scoperta di uno dei più bei palazzi di Siena, dove Galgano Saracini aveva raccolto ed esposto, secondo gli indirizzi del collezionismo settecentesco, tele, statuette, bassorilievi, fondi oro, porcellane, preziose manifatture in avorio, legno e pietre dure, cineserie, oltre ad una collezione di ceramiche delle più importanti scuole italiane dal Cinquecento al Settecento. Un collezionismo eclettico, in cui spiccano i dipinti di artisti appartenenti a tutte le grandi epoche della pittura italiana e in particolar modo senese, dai “primitivi” del XIII secolo ai “puristi” del XIX secolo. Fra i capolavori che si possono ammirare ci sono opere di Sassetta, Sano di Pietro, Botticelli, Sodoma, Beccafumi, Manetti, Vanni, Rosa, Cassioli, Maccari e molti altri grandi maestri. (foto palazzo chigi)

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