Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘tessera’

No alla tessera del tifoso

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 gennaio 2011

Media Res Comunicazione srl ha reso noto: “Il Garante per la privacy denuncia possibili violazioni dei dati personali. E  stato sottoposto all’attenzione del Garante per la protezione dei dati personali il programma  tessera del tifoso, varato dall’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive   Dipartimento per la pubblica sicurezza del Ministero dell’interno. Il Garante ha riscontrato in tale iniziativa una possibile violazione delle norme a tutela dei dati sensibili previste dal decreto legislativo n. 196 del 30 giugno 2003. Sottoscrivendo la tessera del tifoso, necessaria per ottenere l’abbonamento o per l’acquisto di biglietti nel settore ospiti, viene realizzata un anagrafica del soggetto interessato. Tali dati possono poi essere oggetto di eventuali ulteriori trattamenti, anche da parte di altre società e delle relative concessionarie di servizio, per finalità promozionali o commerciali. Avevamo invocato l intervento del Garante e riteniamo che le prescrizioni dettate confermino le correttezza delle nostre perplessità ed il rischio di abusi  ha dichiarato l avv. Antonino Galletti, presidente e fondatore dell associazione Azione Legale, che ha curato il ricorso per conto dell ADCS (Associazione Difesa Consumatori Sportivi);  inoltre, non sono state esplicitamente formulate le doverose informative per consentire ai tifosi di comprendere appieno la complessiva portata delle operazioni di trattamento correlate all utilizzo anche solo potenziale della tessera e, in particolare, che i dati formeranno oggetto di comunicazione alle questure e le caratteristiche del trattamento con la tecnologia c.d. rifid; in ogni caso, sarebbe stato meglio coinvolgere nel processo decisionale i tifosi che poi sono i destinatari ultimi dell iniziativa e delle connesse attività di profilazione e marketing”.

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Piano di rilancio dell’Italia dei valori nel mondo

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 settembre 2010

Le dimissioni dell’on. Aldo Di Biagio (PDL) da responsabile degli italiani nel mondo per il Popolo della Libertà, hanno dato lo spunto alle considerazioni dell’on Antonio Razzi. Il comunicato diramato dal deputato del PDL non senza risentimenti, restituisce al mittente una nomina che a suo dire era solo “a la carte” cioè senza i crismi né della ufficialità né quelli della piena operatività, praticamente fasulla. «Ora che lo sapranno tutti i famosi responsabili territoriali nominati dall’on. Di Biagio all’estero resteranno con un palmo di naso- commenta Razzi – ma facciano buon pro e restituiscano anche loro la tessera del PDL al mittente che non ha mai fatto sul serio con gli italiani all’estero e questa ne è la prova del nove». L’amarezza del Finiano Di Biagio sarebbe giustificata, secondo Razzi, dal fatto che egli si è dovuto dimettere da una carica che non ha mai ricevuto seriamente «il suo partito ha preso in giro non solo lui, e questo di per sé stesso è un comportamento assai deprecabile, ma ha buggerato con una pernacchia tutti quegli italiani all’estero che hanno creduto nel PDL votandolo, a questa gente dico: Mai piu’ Berlusconi o chi per esso, Italia dei Valori proibisce tali comportamenti – ha concluso il deputato eletto in svizzera-». (On. Antonio Razzi)

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«Tessera del tifoso e problema violenza»

Posted by fidest press agency su sabato, 4 settembre 2010

«Non saranno la tessera del tifoso e la linea repressiva ad eliminare la violenza negli stadi italiani e fare pulizia di certi tifosi. A questo sciatto modello sportivo del calcio italiano sta a cuore solo che il tifoso resti tifoso, che continui a essere un consumatore acritico del mito eroico dello sport. È facile capire come in tutto ciò la dimensione educativa sia assente». Dopo un turno calcistico di “rodaggio” del nuovo provvedimento voluto dal Ministero dell’Interno per mettere un freno alla violenza dei tifosi-teppisti in trasferta, Edio Costantini, presidente della Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport, allarga la prospettiva sul fenomeno “violenza negli stadi” e denuncia la marginalizzazione del vero destinatario dello spettacolo sportivo: la famiglia. La sola repressione non può garantire il raggiungimento di questo obiettivo. «Chi invoca il pugno di ferro nei confronti dei giovani tifosi violenti – continua Costantini – tenta legittimamente di riportare la sicurezza negli
stadi. Ma non ci si può fermare soltanto a questo. Buttare fuori i giovani maleducati dalle curve non impedirà che quei maleducati continuino ad essere tali nella vita quotidiana. Dobbiamo dunque decidere cos’è che vogliamo davvero: allontanare dai nostri occhi e dalle telecamere lo spettacolo triste del deficit educativo che caratterizza una certa parte della nostra gioventù, o cercare di creare le condizioni affinché quel deficit scemi nel tempo?». Di fronte a questo ragionamento i gestori dello sport-spettacolo solleveranno la solita obiezione: “Educare è compito d’altri, non nostro”. Così commettono un grande errore: educare, oggi, è un affare globale, una responsabilità dell’intera collettività. Ben vengano le misure di sicurezza, ma nella piena consapevolezza che saranno insufficienti se non sapremo regalare ai giovani un diverso approccio all’esperienza sportiva».

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La tessera del tifoso non convince

Posted by fidest press agency su domenica, 29 agosto 2010

C’era da aspettarselo che la famigerata “Tessera del Tifoso” facesse le sue prime “vittime” proprio nel precampionato: i dati, infatti, forniti da alcune società di calcio di serie “A” segnalano un crollo vertiginoso degli abbonamenti. Si parla già di una diminuzione di oltre 100.000 abbonati con un calo del 18 % a livello nazionale mentre quasi tutte le campagne abbonamenti sono state chiuse. Un vero e proprio flop se si pensa che le card sottoscritte sono solo 200mila a fronte delle 500 mila previste dal Ministero degli Interni.  Ieri, per fare un esempio, il presidente dell’U.S. Lecce, Pierandrea Semeraro, parlava di 2.800 abbonati a fronte dei 10.000 auspicati. La circostanza, evidenzia che la stragrande maggioranza dei tifosi si dimostra ostile, non a torto, alla sola idea della schedatura alla quale andrebbero incontro in caso di sottoscrizione della “Tessera”.  Il provvedimento, o meglio la direttiva “Maroni” del 14 agosto 2009 che l’ha introdotta con il dichiarato intento di portare maggiore sicurezza all’interno degli stadi, era già stato bollato da molti come un’iniziativa da “ventennio” ed oggi che è in fase di piena attuazione dimostra la palese volontà di portare alla schedatura di centinaia di migliaia di cittadini per il tentativo di controllo di pochi facinorosi, mentre va a colpire il diritto alla privacy e riservatezza dei tanti cittadini e tifosi onesti che vanno semplicemente a seguire la propria squadra del cuore. Ciò  che stupisce ulteriormente, inoltre, è la grande operazione di marketing bancario – mascherata però da provvedimento per la “sicurezza” – avviata dal Governo, forse la più importante della storia economica italiana dopo la famigerata “social card”: la “tessera del tifoso” infatti, si presenta come una semplice “carta di credito” appartenente ai circuiti internazionali bancari più noti e potrà essere utilizzata, quindi, anche per fini strettamente commerciali e finanziari che vanno ben oltre la dichiarata volontà di controllare e perseguire i criminali. Alla luce dei dati che porterebbero ad uno svuotamento degli stadi in favore dei grandi gruppi che gestiscono i diritti televisivi e degli inquietanti risvolti economico – finanziari della “carta di credito” del tifoso, Giovanni D’AGATA, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori chiede da una parte l’immediato ritiro del provvedimento, ritenendo che il biglietto o ticket nominativo fornisca già le più ampie garanzie di controllo dei facinorosi e dall’altra un aumento necessario dei fondi per la sicurezza alle Forze dell’Ordine, mortificati dai provvedimenti economici del Governo “Berlusconi”.

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Ass. Dossetti: no alla tessera del tifoso

Posted by fidest press agency su domenica, 29 agosto 2010

L’associazione Dossetti scende in campo per tutelare i diritti del “Tifoso vero”, di quello che ha sempre creduto nello sport e che oggi non vuole essere identificato con il violento che va allo stadio per delinquere.  Obbligare un tifoso alla tessera significa andare contro la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali così come scritto nel Protocollo 11 di Strasburgo dell’11 maggio 1994 (e siglato a Roma dall’attuale Presidente del Consiglio il 29 ottobre 2004) e nel quale sono evidenziati i concetti di uguaglianza, libertà e dignità della persona in uno stato di democrazia e di diritto. E non solo, l’obbligo alla tessera è contrario all’articolo 13 della Costituzione italiana ‘cioè il diritto alla libertà’.   L’associazione Giuseppe Dossetti rivolge un “appello” al Ministro Maroni e chiede un incontro urgente sulla ” tessera del Tifoso”, che ad oggi appare nella sua regolamentazione “anticostituzionale” e ” in contrapposizione con i diritti sulla “privacy”. Il segretario Claudio Giustozzi ha dichiarato: << la tessera del tifoso mina la libertà della persona perché nega il diritto ad andare allo stadio con la stessa libertà con cui si va al cinema o in discoteca. In un momento nel quale i cittadini sono sbigottiti per la mancanza di etica politica, per la mancanza di possibilità economiche, per una strisciante ma visibile mancanza delle libertà fondamentali ci si arroga il diritto di imporre un ulteriore balzello economico per l’acquisto di una tessera del tifoso che non servirà ad altro che a portare benefici economici a questa o a quella banca, negando il diritto del cittadino onesto di poter scegliere come passare il suo tempo libero; oggi rimane ancora possibile andare al cinema o in discoteca ma è impossibile, per chi non è un ‘tifoso’ ma è un ‘amante dello sport’, poter assistere liberamente alle competizione agonistiche. Sarebbe bastato applicare in modo esemplare, e non come già successo con il povero Gugliotta, le normative e le leggi vigenti. Sarebbe bastato, invece che far spendere soldi ai cittadini dare più fondi alle forze di polizia che sono deputate a isolare i pochissimi tifosi violenti. Di fatto si stanno creando i presupposti per una violenza di massa, non sono d’accordo con l’entusiasmo del ministro per i 500.000 che hanno acquistato la tessera del tifoso, voglio ricordargli che solo i cittadini della ‘padania’ sono milioni e sono tutti tifosi di questa o quell’altra squadra,quindi è evidente che si tratta di un flop pericolosissimo per le proteste, sicuramente civili, ma che vedranno come sempre protagonisti negativi i soliti pochi violenti>> L’Associazione “Giuseppe Dossetti: i Valori – Sviluppo e Tutela dei Diritti” ha dato mandato ai propri legali di valutare eventuali azioni da intraprendere presso la Corte di Strasburgo.

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Tessera del tifoso

Posted by fidest press agency su domenica, 1 agosto 2010

Dichiarazione di Mario Staderini, Segretario di Radicali italiani e del Senatore Radicale Marco Perduca: “Non sappiamo a chi si rivolgesse il Ministro Maroni quando ha lamentato che sulla tessera del tifoso son state dette parole di troppo, e’ certo che nessun al Viminale s’e’ degnato di rispondere alle interrogazioni parlamentari a riguardo che abbiamo presentato dal settembre scorso. Ne’ tanto meno si capisce quali siano le stupidaggini che hanno circondato la fantomatica tessera, perché se c’e’ una cosa certa, e molto seria, e’ la totale assenza di quadro normativo circa questa presunta ‘fidelizzazione’. Se l’intenzione di questa iniziativa e’ quella di estirpare la violenza dagli stadi privilegiando il tifo ‘buono’, non si capisce come possano contribuire Fs e Autogrill ne’ tantomeno si capisce come un qualcosa di totalmente incerto e affidato a ordinanze prefettizie possa esser considerata una risposta strutturale ai problemi del tifo violento che
nessuno nega esistere. La tessera del tifoso non è obbligatoria ne’ esiste per legge: è solo una
iniziativa commerciale della Lega Calcio imposta dal Ministro sotto la minaccia di far giocare a porte chiuse le partite. Gli effetti che questa ‘fidelizzazione’ sortirà saranno la diserzione del programma di decine di migliaia di persone, che però vorranno andar comunque allo stadio, rendendo ancor più difficile la gestione dell’ordine pubblico e la devoluzione di compiti pubblici al privato. Tv a pagamento e i violenti ringraziano”.

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