Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 126

Posts Tagged ‘tessuto produttivo’

Promuovere on-line l’eccellenza del tessuto produttivo capitolino

Posted by fidest press agency su martedì, 29 ottobre 2019

E stabilire parametri di qualità per un nuovo marchio identificativo del “Made in Roma”. Sono gli obiettivi della Memoria approvata in Giunta, che dà mandato all’Assessorato allo Sviluppo Economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale e all’Ufficio di Scopo Progettazione e Innovazione Economica Urbana di intensificare visibilità e competitività delle imprese locali sui mercati nazionali ed esteri.Il tutto, attraverso accordi di collaborazione con i principali attori del commercio e dell’internazionalizzazione: Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Roma e rappresentanze del comparto di settore cittadino da un lato, dall’altro le istituzioni preposte alla promozione del commercio estero del Made in Italy, quali ICE – Agenzia per la promozione all’estero delle imprese italiane, Ministero dello Sviluppo economico e Ministero degli Affari Esteri, ambasciate italiane all’estero e ambasciate estere in Italia, nonché ai loro partner strategici dell’e-commerce. Con questi soggetti, si avvieranno interlocuzioni e sinergie per lanciare vetrine virtuali dedicate alla qualità tipica del “saper fare bene” di artigiani e commercianti romani, senza oneri per l’Amministrazione e alle condizioni più vantaggiose per gli operatori.A tale scopo, saranno individuati specifici criteri che consentano una opportuna selezione di aziende d’eccellenza locale anche attraverso l’utilizzo di un nuovo marchio distintivo, che certifichi l’unicità e la qualità del know how capitolino.
“Partiamo da un dato: le piccole e medie imprese italiane che si sono votate all’innovazione aprendo un canale di vendita on-line hanno visto crescere il proprio fatturato del +6%. Si tratta, ad oggi, del solo 12%: noi vogliamo estendere questa peculiarità a tutte le rappresentanze della migliore imprenditoria di Roma, nell’ottica di una rivitalizzazione del tessuto produttivo che drena i flussi di capitali in città. Grande importanza avrà la personalizzazione del nostro ‘saper fare bene’, immediatamente riconoscibile grazie a un nuovo marchio ‘Made in Roma’ che diventa brand identitario della nostra maestria. C’è anche l’aspetto importante della tutela della qualità, per chi compra e per chi produce, che accresce l’appeal degli acquisti in termini di unicità degli articoli proposti e venduti. Internazionalizzazione, visibilità e competitività sui mercati nazionali ed esteri sono le chiavi del successo, soprattutto in riferimento alle realtà delle botteghe artigiane e della gastronomia romana. In questo, i nostri partner istituzionali e commerciali saranno di grande aiuto”, spiega Carlo Cafarotti, Assessore allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale.“Con questa proposta si gettano le basi per la tutela delle attività commerciali e artigianali di pregio della Capitale attraverso un marchio di rilancio del ‘Made in Roma’ che premierà coloro che sapranno distinguersi per eccellenza, creatività e tradizione. Vuole essere anche un elemento propulsivo di un contesto più ampio di rilancio del ‘Made in Italy’ da promuovere in tutto il mondo e che tarda ad arrivare ma che deve essere al più presto riconosciuto e normato. Da Roma nasce un processo virtuoso che vuole coinvolgere il Governo e tutti i soggetti che vorranno partecipare a questo ambizioso obiettivo”, conclude Andrea Coia, Presidente della Commissione Commercio di Roma Capitale.

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Roma città produttiva

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 febbraio 2011

«Dobbiamo guardare al futuro con animo positivo. Raccogliamo la preoccupazione espressa dal direttore della Cna di Roma Lorenzo Tagliavanti ma ricordiamo anche i dati di crescita presentati, proprio in questi giorni, da Unioncamere e Confindustria Lazio. A Roma registriamo un trend positivo relativamente alla nascita di nuove imprese e il Lazio ospita il 9,8% delle imprese registrate in Italia; il tessuto produttivo della nostra città ha dimostrato una grande capacità di innovare e per questo ha combattuto la crisi e si prepara a ripartire». Lo dichiara, in una nota, l’assessore alle Attività Produttive e Lavoro, Davide Bordoni. «L’attenzione dell’amministrazione capitolina nei confronti delle piccole e medie imprese – afferma Bordoni – è sempre stata altissima. I progetti che abbiamo presentato nel corso degli Stati Generali, che tracciano la linea del Piano Strategico di Sviluppo della Capitale, saranno l’occasione giusta per rendere le PMI protagoniste e decisive per lo sviluppo di Roma e creare così l’opportunità di nuovi posti di lavoro».

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Difesa pane campano

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 ottobre 2009

“La legge regionale 2/2005, imponendo l’obbligo di confezionamento in plastica del pane fresco rischia di andare ad alterare non soltanto la qualità del pane campano, lodato e apprezzato dal mercato nazionale, ma anche del tessuto produttivo e commerciale di una intera regione, per cui intendiamo chiedere ai Ministri competenti se sono a conoscenza di quanto si sta verificando in Campania e se, nell’ambito delle proprie competenze, ritengano eventualmente opportuno intervenire a tutela della categoria degli artigiani campani operanti nel settore della panificazione gravemente danneggiati dalla normativa regionale”. Con queste parole i deputati del PdL, Aldo Di Biagio, Italo Bocchino, Barbara Saltamartini, Marcello Taglialatela, Edmondo Cirielli, Mario Landolfi, Gianfranco Paglia, Giampiero Catone, Gioacchino Alfano, Vincenzo Garofalo e Vincenzo Fontana, hanno inteso sottoporre ai ministri Scajola, Zaia e Fitto una interrogazione in merito alla normativa campana in materia di panificazione.“Il provvedimento campano presenta dubbi di compatibilità con la normativa nazionale in materia che non riconosce un simile obbligo – si evidenzia nel testo – inoltre la tutela della concorrenza e del mercato, che rappresenta un ulteriore obiettivo della Legge regionale in oggetto, è materia riservata alla competenza esclusiva dello Stato. Lo stesso provvedimento deroga al profilo comunitario perché non tiene conto della delega conferita all’Unione Europea in materia di sicurezza alimentare, etichettatura ed igiene degli alimenti, e di garanzia della libera circolazione delle merci sul territorio Ue”. “Non dimentichiamo – sottolineano i parlamentari del PdL – le disposizioni comporterebbero un conseguente aumento del prezzo al consumo a causa del costo dei macchinari da introdurre, dei nuovi spazi necessari da acquisire e delle maggiori ore di lavorazione necessarie al preconfezionamento”. “Le disposizioni di questa deprecabile legge regionale – concludono – sono il frutto di sollecitazioni ed istanze da parte di lobby della panificazione industriale napoletana, che in nome di interessi personalistici e di ambizioni di conquista di nuove fette di mercato, intendono arrecare danno alla salute dei consumatori e costringere centinaia di artigiani a chiudere, infliggendo un duro colpo alla tradizione ed alla cultura del buon pane campano”.

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Puntare sul Far East per uscire dalla crisi

Posted by fidest press agency su domenica, 10 maggio 2009

«La ripresa economica mondiale partirà dai Paesi asiatici, trainati dallo sviluppo della Cina. È a questi mercati che si deve puntare, ora, per rilanciare la produttività». Lo ha affermato Alessandro Terzulli, economista di Sace (gruppo italiano che si occupa della gestione del credito), nel corso del seminario rivolto alle imprese e organizzato dall’Azienda Speciale Imprese e Territorio-I.Ter della Cciaa di Udine in occasione della prima settimana europea delle Pmi. Evento promosso dalla Direzione generale Imprese e Industria della Commissione europea per promuovere lo spirito imprenditoriale in tutta Europa, la “Sme Week” «si prefigge di fornire – ha specificato il vicepresidente della Cciaa di Udine, Marco Bruseschi – un’informazione puntuale alle piccole e medie imprese, stimolandone il potenziale. È importante che il piccolo tessuto produttivo, che caratterizza la nostra regione, sia efficacemente preparato ad affrontare i mercati internazionali». Un concetto, quello dell’internazionalizzazione, «su cui la Cciaa sta investendo parecchio – ha sottolineato il direttore dell’Azienda Speciale I.Ter, Maria Lucia Pilutti -. Le imprese provinciali possono anche contare sui contributi a fondo perduto (i cosiddetti voucher per l’internazionalizzazione), messi a disposizione dalla Camera di Commercio, per “abbattere” fino al 70% le spese sostenute per la partecipazione alle attività di apertura ai mercati esteri». L’approccio internazionale, però, deve seguire un’attenta pianificazione: secondo il consulente Nicola Minervini, direttore dell’International Marketing Consulting di Bergamo, «le Pmi devono innovare il prodotto e l’immagine aziendale, puntare a nuovi mercati con un approccio creativo e aggregarsi il più possibile nei rapporti con l’estero. Solo così si può uscire dalla crisi e migliorare la propria capacità operativa nelle esportazioni». «Sono 4 le leve fondamentali da seguire – ha concluso l’esperto – : promozione dell’immagine aziendale e qualificazione della rete di vendita; informazione preventiva sulle dinamiche del commercio estero; selezione creativa del mercato di riferimento; gestione personalizzata degli ordini». Pietro Petrucci, di Sace Mestre, ha concluso l’incontro illustrando le soluzioni offerte dal gruppo per reagire alla crisi.

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Bcc del FVG, anticipo cassa integrazione a tasso zero

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 aprile 2009

L’allungarsi e il dilatarsi della crisi economica che colpisce tangibilmente anche il tessuto produttivo e le famiglie della nostra regione, chiede azioni di contrasto a effetto immediato. È per questo che la Federazione delle Bcc del Friuli Venezia Giulia ha presentato una specifica proposta all’assessore regionale al lavoro, Alessia Rosolen, riguardante un intervento a favore dei lavoratori a cui si apre la porta della Cassa integrazione. Dopo un approfondito confronto, le categorie economiche e le sigle sindacali hanno condiviso la proposta di protocollo d’intesa messa a punto dalle Bcc, proprio per sostenere i lavoratori e le imprese nel difficile momento in cui scatta il ricorso alla cassa integrazione guadagni ordinaria (Cigo).  Qualora la tempistica di erogazione del trattamento ai lavoratori in Cigo creasse problemi ai bilanci familiari, spesso già poco equilibrati, le Bcc, vere e proprie banche del territorio, vogliono essere vicine alle persone in temporanea difficoltà. Perciò il credito cooperativo regionale si è reso disponibile a sostenere l’anticipo del trattamento di Cigo, entro un plafond complessivo iniziale di 10 milioni di euro, con un finanziamento individuale a tasso zero, senza necessità di garanzie, senza spese di gestione e senza commissioni a carico del richiedente.  L’assessore Rosolen, da parte sua, ha espresso apprezzamento per l’iniziativa e la disponibilità manifestata dalle Bcc, e si è impegnata a portare il protocollo all’attenzione della Giunta regionale, il 23 aprile prossimo. Le pratiche di apertura dei conti dei richiedenti saranno perfezionate in tempi brevi, e consentiranno al lavoratore in difficoltà di poter usufruire della liquidità mensile con le somme stabilite, fino alla corresponsione dell’indennità. Sarà sufficiente essere correntisti di una delle 16 Bcc regionali e avere i requisiti soggettivi per richiedere il finanziamento, che poi sarà estinto con il pagamento dell’indennità da parte dell’Inps.

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Impegno del governo su riforma ammortizzatori sociali

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2009

“Il Governo ha accolto il nostro ordine del giorno al DL incentivi che lo impegna a predisporre adeguati provvedimenti al fine di usufruire delle risorse previste dal fondo a sostegno della misura delle social card, orientandole verso interventi sociali più proficui e concreti. Un segnale di pragmatismo e di razionalità da parte dell’Esecutivo che tiene realmente conto dei bisogni di una società e di un tessuto produttivo le cui criticità sono evidenti”. Lo dichiarano Francesco Proietti Cosimi e Aldo Di Biagio, deputati del PdL e firmatari di un ordine del Giorno al Dl incentivi, accolto dal governo alla Camera.“Il decreto 112 – ricordano i due deputati – sanciva il riconoscimento di una carta postale prepagata denominata Social Card destinata a sostenere le categorie meno abbiente del tessuto sociale italiano, di queste ne sono state distribuite solo 560mila, meno della metà del previsto, di cui solo 420.000 attivate entro dicembre 2008”.“Stando ai riferimenti tracciati da Caf Acli, il 40% di coloro che avrebbero diritto alla Carta secondo il requisito del reddito, ne rimangono esclusi per via dell’età, – continuano – e anche per tale ragione le social card, come misura a sostegno delle fasce più deboli in Italia, ha mostrato le sue criticità,  sia sul versante puramente organizzativo sia  su quello dell’ intervento sociale”. “E’ bene precisare – rilanciano i due proponenti – che le risorse finanziarie da cui si attinge per finanziare le social card derivano da uno Fondo di 450 milioni di euro annui presso la Tesoreria dello Stato ed intestato all’Amministrazione responsabile, che al momento risulta essere utilizzato soltanto in parte con conseguenti gravi mancanze e indisponibilità nei confronti dei cittadini aventi diritto”. “Tale paradosso amministrativo necessita di essere superato e riassorbito da provvedimenti immediati e concreti – concludono i due deputati – ragion per cui abbiamo chiesto all’esecutivo di riorientare le risorse lasciate inutilizzate verso interventi che consentano di sostenere il progetto di riforma degli ammortizzatori sociali e di predisporre misure a sostegno del reddito dei lavoratori con carriere discontinue e in disoccupazione e adeguate misure per il reddito e l’occupazione. I nostri lavoratori, le loro famiglie e i nostri giovani hanno bisogno di sostegni e di tutele, e questo impegno del Governo rappresenta la premessa per una necessaria stagione di riforme”.

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