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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 220

Posts Tagged ‘tessuto sociale’

Vertice Nato

Posted by fidest press agency su martedì, 22 ottobre 2013

E’ iniziato a Bruxelles il vertice dei ministri della difesa delle nazioni appartenenti alla NATO e Competere.EU scrive una lettera aperta al Ministro della Difesa italiano Mario Mauro.Il think thank, attivo nell’elaborazione delle politiche e delle pratiche di sviluppo sostenibile, chiede a Mauro di far si che l’Italia sia uno dei Paesi leader nella richiesta dell’attuazione del modello di “Smart Defence” elaborato dal Patto Atlantico che potrà portare una razionalizzazione ed un efficientamento degli apparati di difesa dei Paesi membri.“In questi giorni di emergenza umanitaria nel Mediterraneo– scrivono il Presidente di Competere.EU Pietro Paganini ed il Segretario Generale Roberto Race– cresce nell’opinione pubblica la consapevolezza dell’importanza di una sicurezza data da sistemi di difesa al passo con i tempi. Tutto ciò andrebbe in accordo con gli altri Paesi in funzione nell’attuale scenario geostrategico e dei nuovi pericoli come quelli dati dalla cyber proliferazione.I tagli che il mondo della difesa e della sicurezza, tra gli altri, hanno subito, possono rivelarsi un grandissimo rischio o viceversa rappresentare una grande opportunità per il nostro Paese.”“Ad indicarci il modo per continuare ad avere un apparato di difesa efficiente– scrivono Paganini e Race– è stata proprio la Nato che con la Smart Defence invita i Paesi a fare più e meglio con meno costi, razionalizzando la spesa e mettendo a sistema le eccellenze di ogni Stato membro.”“Per questo– continuano Paganini e Race– Le chiediamo di far sì che l’Italia possa farsi promotore del rilancio di questa nuova fase nella quale le difese dei vari Paesi dovranno lavorare alla propria razionalizzazione ed al proprio efficientamento e alla realizzazione di una difesa comune.Tema che sarà all’ordine del giorno, tra l’altro, proprio del Consiglio dei ministri della difesa dell’Unione Europea che si terrà a dicembre.Non possiamo perdere altro tempo. Il rischio di un vuoto di Difesa o di una Difesa inadeguata esporrebbe tutto il nostro tessuto sociale a numerose minacce, non solo di natura militare, ma anche emergenziale – come abbiamo visto di fronte ad un Mediterraneo in crisi – che la società civile non potrebbe affrontare senza un dispositivo reattivo e specializzato come quello militare.
Un discorso, questo, di estrema attualità, nel momento in cui l’Europa, è matura ma non ancora strutturata per provvedere alla propria sicurezza, avendo dimostrato di non saper fornire una risposta univoca alle emergenze che colpiscono i paesi a lei vicini”.

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Decreto svuota carceri

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 febbraio 2012

Il Sindacato Polizia Nuova, alla luce dell’ultima e grave decisione del Governo tendente a svuotare le carceri, esprime la sua forte protesta e dichiara la sconfitta, senza se e senza ma, dello Stato. In primis è da considerare un elemento importantissimo e vitale: una volta che il detenuto esce dal suo regime carcerario, se non sarà aiutato e supportato dalle istituzioni per un giusto reinserimento nel tessuto sociale, trovandosi da solo, cosa sarà costretto a fare? Sicuramente quello per il quale è già stato arrestato e condannato!!! Questo significa solo mettere ancor più in crisi le Forze di Polizia che già vivono e soffrono dei gravi tagli che le hanno messe in ginocchio!!!Un fallimento decretato da oltre trent’anni che non trova soluzione se non nell’amnistia e nell’indulto, lasciando il cittadino a dovere subìre una delinquenza sempre più arrabbiata e violenta, che va a schiacciare, ogni giorni di pù, i diritti sociali, le libertà costituzionali e creare ulteriori pericoli per l’ordine e la sicurezza pubblica. Tutto a causa di una politica dimostratasi incapace di prendere decisioni e che non è mai stata in grado di gestire lo Stato in modo ordinario, riducendosi a farlo sempre in modo straordinario facendo esasperare i problemi e farli assurgere ad eterne emergenze, pagate dalla collettività inerme. Nessuno è nemmeno in grado di far calcolare i detenuti non italiani, nessuno è in grado di stringere accordi con i loro paesi di provenienza, tenendo conto che un semplice detenuto costa alla collettività oltre cinquecento euro al giorno. Nessuno è in grado di permettere a quel delinquente di scontare la pena nel proprio paese di origine, cosa che diventerebbe un mezzo per “impedire” che questi torni e ritorni a delinquere e consentirebbe un risparmio milionario per le casse dello stato. Ma il male viene da lontano, purtroppo l’Italia ha un sistema che è, notoriamente, fallimentare dimostratosi premiale verso chi agisce contro lo Stato tanto che sono 25 anni che vediamo sempre e solo gli stessi criminali che delinquono in maniera sempre più forte, pregnate ed efferata.
Il sistema Giustizia italiano non è nemmeno in grado di assicurare che chi commette un omicidio abbia una giusta condanna, basta guardare le percentuali, le scarcerazioni eccellenti e, ciò nonostante, nessun politico è in grado di eliminare la conflittualità esistente tra il codice penale, altamente punitivo, e il codice di procedura penale, altamente garantista. Una confusione totale dove chi ne paga le pene è sempre e solo il cittadino morigerato che rispetta tutte le regole e paga sempre e comunque vedendo le sue libertà sempre più compresse. Basta far pagare i fallimenti politici sulla sicurezza ai cittadini, basta all’approssimazione politica e basta all’annullamento dell’opera delle Forze di Polizia che rischiano la vita in ogni momento.

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Consumi: È ancora contrazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 agosto 2010

Il rapporto sui consumi di Confcommercio – dichiara Pietro Giordano Segretario Nazionale di Adiconsum – conferma purtroppo la realtà di un Paese profondamente diviso tra aree deboli che diventano negli anni sempre più deboli ed aree forti che diventano sempre più forti. Lo stesso impatto della crisi economica diventa paradossalmente la cartina di tornasole di questa situazione drammatica. Disoccupazione, lavoro nero, sfruttamento della manodopera, assenza di investimenti in infrastrutture ed in attività produttive al Sud producono una contrazione dei consumi, specchio di un tessuto sociale che ogni anno vede piombare migliaia di famiglie nelle fasce di povertà.
Lo stesso Nord “opulento” – continua Giordano – ha subito una contrazione dei consumi marcata nel periodo di crisi, contrazione che si protrarrà anche nel 2011 e che sarebbe stata molto più marcata se gli ammortizzatori sociali non fossero intervenuti massicciamente e grazie all’azione delle parti sociali. L’economia mostra segni incoraggianti di ripresa, ma ciò non significa – come dimostrano i dati di Confcommercio – che automaticamente partiranno anche i consumi. Secondo Adiconsum, senza investimenti nella produzione e nelle infrastrutture, non ripartirà l’occupazione, i redditi spendibili rimarranno bassi per la loro contrazione e il Paese vedrà aumentare i consumatori che non posso permettersi una vacanza.

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Il lavoro della Polizia Municipale

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 ottobre 2009

Nel nostro paese e la distanza sempre crescente delle politiche governative dai reali problemi che gravano sulle persone in termini di legalità e sicurezza urbana, stanno producendo danni enormi nello stesso tessuto sociale. Quanto raccontato dal quotidiano “la Repubblica” nella edizione di stamani sull’ utilizzo della Polizia Municipale milanese nella ricerca di clandestini sui bus di linea, segnala una regressione culturale ed un depotenziamento della Polizia Locale in compiti ben diversi da quelli istituzionalmente e professionalmente costruiti in cento anni di storia. Una Polizia Municipale non più al fianco dei più deboli a tutela della convivenza civile e del rispetto delle regole, con un patrimonio professionale nei campi della lotta all’abusivismo, ai reati ambientali, alle frodi in commercio, al rispetto del CdS, bensì relegata in compiti di caccia alle prostitute e ai clandestini. Certo, tutto figlio delle politiche governative ma di cui la giunta milanese è stata la precursore attraverso una politica della sicurezza fai da te (vedi i protocolli di sicurezza) e la trasformazione della Polizia Municipale in un figlio minore della Polizia di Stato, impiegata nei compiti residuali e poco gratificanti. Un degrado che non accetteremo mai e contro il quale siamo pronti a contrapporre la democratica mobilitazione delle coscienze e delle lavoratrici e lavoratori della Polizia Locale che rivendicano un ben altro ruolo e ben altra dignità operativa.( Rossana Dettori Segretaria Nazionale Fp Cgil)

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