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“Il TEST” di Jordi Vallejo

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 settembre 2021

Pipa e La Bilancia Produzioni presentano IL TEST di Jordi Vallejo con Roberto Ciufoli, Benedicta Boccoli, Simone Colombari, Sarah Biacchi regia Roberto Ciufoli traduzione Piero Pasqua scenografia Andrea Ceriani disegno luci Francesco Bàrbera costumi Sandra Cardini foto Tommaso Le Pera Premio Fray Luis de Leòn 2014 “Le domande sono semplici; le risposte meno”. “Cosa preferisci: centomila euro subito o un milione fra dieci anni?”. Ecco “Il Test” che dà vita a questa esilarante e graffiante commedia che ha sbancato i botteghini spagnoli, da Barcellona a Madrid ed è arrivata in Italia con Roberto Ciufoli, Benedicta Boccoli, Simone Colombari, Sarah Biacchi, con la regia dello stesso Ciufoli. Tutto lo spettacolo ruota intorno alle quattro S: soldi, sentimenti, sesso, successo. Un crescendo comico e drammatico, che porta alla luce il non detto, le aspirazioni, le colpe e le speranze dei quattro protagonisti. Il pubblico spagnolo ha fatto la fila per quattro stagioni teatrali per goderselo, e da ottobre 2021 all’aprile 2022 anche il pubblico italiano avrà di chè divertirsi nei teatri tornati finalmente a popolarsi. Lo spettacolo – che aveva iniziato il suo percorso con una prima parte di tournée di grande successo nel 2019 – è prodotto da Pipa e La Bilancia Produzioni, ha le scenografia di Andrea Ceriani, il disegno luci di Francesco Bàrbera e i costumi di Sandra Cardini. Tante le città che vedranno in scena “Il Test”: Milano (Martinitt 1 – 17 ottobre), Modena (Michelangelo 19 – 22 ottobre), Ostia (Manfredi 26 ottobre – 7 novembre), Napoli (Totò 27 gennaio – 6 febbraio), Aosta (Splendor 8 e 9 febbraio), Bologna (Dehon 4-6 marzo), Soresina (Sociale 12 marzo), Gallarate (Condominio 13 marzo) Roma (Vittoria 29 marzo – 2 aprile), Monza (Villoresi 23 e 24 aprile). La trama: Hèctor e Paula, una coppia con qualche problema economico, devono affrontare la scelta che gli propone il vecchio amico Toni, in attesa che li raggiunga per cena Berta, la giovane fidanzata psicologa di successo. Una decisione apparentemente semplice: accontentarsi di una piccola ma immediata fortuna o aspettare lunghi anni per decuplicarla? Il dilemma che inizia come un semplice e teorico test di personalità, in un clima di divertita amicizia, diventa sempre più causticamente feroce, e mette progressivamente a nudo i caratteri, i pensieri reconditi e i delicati segreti dei quattro commensali. Fra battute di spirito al vetriolo e sferzanti dialoghi, i protagonisti vengono spinti a prendere decisioni che nell’arco di una cena cambieranno radicalmente le loro vite, forse per sempre. Il gioco drammaturgico si fa ancora più avvincente con il diretto coinvolgimento del pubblico che viene chiamato, a inizio spettacolo, a decidere quale ruolo, fra Hèctor e Toni, assegnare replica per replica ai due interpreti maschili, Ciufoli e Colombari.

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Con un test del sangue si potrà sapere l’intensità del dolore cronico

Posted by fidest press agency su sabato, 18 settembre 2021

L’indicatore disponibile per sapere il livello di dolore di un paziente è quello verbale. Nel caso del paziente, il risultato di questa valutazione è molto soggettivo perchè tiene conto della propria esperienza e del personale livello di sopportazione del dolore. Il clinico dovrà quindi affidarsi alla percezione del paziente per decidere se si tratta di dolore lieve, moderato o grave “Non esisteva un test diagnostico per il dolore cronico e tutti i clinici del dolore sanno l’impatto che potrà avere a livello diagnostico ma anche psicologico sul paziente attraverso il quale possiamo solo avere informazioni soggettive sul dolore cronico. Lo studio è stato effettuato –spiega Valentina MALAFOGLIA, Ricercatrice Fondazione ISAL (Istituto di Scienze Algologiche) – confrontando un gruppo di pazienti sani con un gruppo che soffre di dolore fibralgico proprio perché sappiamo che l’estensione del dolore in questi pazienti è molto variabile e diffuso in tutto il corpo. Avevamo la necessità di poterlo codificare e quantificare anche nel tempo”. La fibromialgia è una grave sindrome che causa dolore cronico severo. In Europa colpisce oltre 14 milioni di persone, nel 90% dei casi donne. Non è considerata una malattia rara e non è riconosciuta come malattia cronica all’interno dei Livelli essenziali di assistenza (Lea). Si manifesta con dolore diffuso, facile affaticabilità, sviluppo di senso di angoscia, panico e ansia, disturbi del sonno e problemi gastrointestinali. Ancora oggi non ci sono esami che riescano a diagnosticarla chiaramente, né terapie risolutive. Per molte, la beffa di sembrare malate agli occhi di parenti, colleghi e amici, per cui ne deriva anche un forte stress psicologico. “La conferma del Mu-Lympho-Marker come biomarcatore per il dolore cronico severo, potrà avere numerosi impatti positivi a partire dalla conferma della presenza di dolore, del grado di intensità, che ridurranno i ritardi ed errori diagnostici a beneficio di un miglioramento della qualità di vita dei pazienti e caregivers. Tra gli obiettivi – continua MALAFOGLIA – c’è quello di definire nuove strategie terapeutiche e lo sviluppo di nuovi farmaci, individuando in modo preciso e personalizzato il trattamento più adeguato con evidenti risparmi di tempo e di costi”. “La conferma del Mu-Lympho-Marker come biomarcatore per il dolore cronico severo, potrà avere numerosi impatti positivi a partire dalla conferma della presenza di dolore, del grado di intensità, che ridurranno i ritardi ed errori diagnostici a beneficio di un miglioramento della qualità di vita dei pazienti e caregivers. Tra gli obiettivi – continua MALAFOGLIA – c’è quello di definire nuove strategie terapeutiche e lo sviluppo di nuovi farmaci, individuando in modo preciso e personalizzato il trattamento più adeguato con evidenti risparmi di tempo e di costi”.

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Test antigenici rapidi al personale scolastico non statale

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 aprile 2021

“Nonostante sia stato previsto per tutto il personale scolastico, sia statale che paritario, ci giungono diverse segnalazioni da parte di dirigenti di scuole non statali che evidenziano come il proprio personale non riesca da giorni ad iscriversi al portale regionale per effettuare i test antigenici rapidi. Regione e ufficio scolastico regionale intervengano, è importante che questi percorsi di sicurezza funzionino per tutte le scuole” ha dichiarato Gabriele Toccafondi, deputato fiorentino di Italia Viva. “Il progetto ‘Scuole Sicure’, strumento utilissimo, prevede per tutto il personale scolastico un programma di screening gratuito e volontario. La Toscana offre, quindi, la possibilità a quei lavoratori che lo desiderano di prenotarsi attraverso il portale web regionale per poi effettuare il test antigenico rapido presso i drive through. Mentre per quanto riguarda lo screening degli studenti tutto è andato per il meglio e viene effettuato sia sui ragazzi delle scuole statali che su quelli delle paritarie, per gli insegnanti qualcosa sta andando storto. Sembra, infatti, che i codici meccanografici, necessari all’iscrizione e forniti dal nuovo portale regionale al personale non statale, non vengano riconosciuti dal sistema” ha continuato il deputato. “È importante che questi percorsi di screening siano fatti per tutti gli studenti e per tutti i docenti, indipendentemente dal fatto che frequentino o lavorino in scuole statali o paritarie” ha concluso Toccafondi.

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Covid-19, test da utilizzare per identificare le varianti

Posted by fidest press agency su martedì, 23 febbraio 2021

I test per la diagnosi di Covid che si usano attualmente sono in grado di rilevare le varianti di Sars-CoV-2? “In linea generale, i test diagnostici attualmente in uso funzionano correttamente”, scrive l’Istituto superiore di sanità in una nuova Faq dello speciale varianti aggiornato online. L’Iss rimanda comunque, alle indicazioni diffuse nei giorni scorsi dal ministero della Salute. “Il ministero della Salute – spiega – raccomanda l’uso di test molecolari non esclusivamente basati sul gene S. Si può ricorrere ai test antigenici, ma per le eventuali conferme sono necessari i test antigenici non rapidi (di laboratorio) o quelli rapidi con lettura in fluorescenza (cioè letti con apposite apparecchiature), che garantiscano alta specificità e sensibilità”.Invece, “per potere distinguere se un’infezione è determinata da una variante – precisa l’Iss – è necessario un test specifico altamente specialistico che è detto ‘sequenziamento’, tramite il quale si determina la composizione esatta del genoma del virus. Il sequenziamento non è un’analisi a disposizione del pubblico, ma è un tipo di test che viene effettuato solo in centri specializzati per motivi di sanità pubblica”. Nel frattempo, per stimare la diffusione in Italia delle tre varianti di coronavirus VOC 202012/01 (Regno Unito), P1 (brasiliana) e 501.V2 (sudafricana), “è stata disegnata un’indagine rapida coordinata dall’Istituto superiore di sanità in collaborazione con le Regioni e Province autonome ed in particolare con i laboratori da queste ultime identificati”, lo prevede una nuova circolare del ministero della Salute, firmata dal direttore generale Prevenzione Gianni Rezza. L’obiettivo di questa indagine, che prenderà in considerazione i campioni notificati il 18 febbraio, è quello “di identificare, tra i campioni con risultato positivo per Sars-CoV-2 in Rr-Pcr, possibili casi di infezione riconducibili a queste varianti”, riporta il documento.Il vaccino di Pfizer-Biontech potrebbe essere meno efficace contro le varianti sudafricana e brasiliana del coronavirus SarsCov2, secondo i dati preliminari, pubblicati sul New England Journal of Medicine dell’Università del Texas di Galveston e della stessa azienda, l’efficacia degli anticorpi neutralizzanti del vaccino calerebbe di circa due terzi. La verifica è stata fatta in laboratorio su 20 campioni di sangue ottenuti da 15 persone che avevano partecipato alla sperimentazione del vaccino. Si è così visto che l’azione degli anticorpi neutralizzanti del virus era più debole di circa i due terzi. Dati osservati “sul sangue di poche persone in vitro, e non sull’organismo intero della persona” fa notare Francesco Broccolo, virologo dell’università Bicocca di Milano. “Saranno solo i dati clinici, con esame sistematico della persona, a dirci se e quanto effettivamente cala la protezione offerta dal vaccino” aggiunge. Del resto al momento ancora non sono state stabilite le soglie e i livelli di anticorpi neutralizzanti sufficienti a garantire una protezione efficace. (fonte: doctornews33)

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Scuola: Studio Rockefeller Foundation: con test rapidi e distanziamento contagi abbattuti

Posted by fidest press agency su domenica, 7 febbraio 2021

Permettere agli studenti delle scuole superiori di sottoporsi ogni sette giorni al tampone di tipo rapido porta a una diminuzione dei nuovi casi Covid19 del 50%. Lo stesso test somministrato nelle scuole elementari-medie porta ad un calo di infezioni del 35%: una differenza dovuta, spiegano i ricercatori, al numero di interazioni e contatti tra amici negli studenti dai 14 anni in su. Dalla ricerca prodotta dalla Rockefeller Foundation e dal ministero della Sanità statunitense è emerso anche che eseguire i test a una volta al mese fa scendere i contagi solo del 5%. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “tutti gli studenti che frequentano le nostre scuole vanno messi con celerità nelle condizioni di essere monitorati, dando loro l’opportunità di effettuare i tamponi rinofaringei soprattutto negli istituti scolastici superiori. Esattamente come sostengono i ricercatori della Rockefeller Foundation e del ministero della Sanità degli Stati Uniti. Gli screening continuativi rimangono la migliore prevenzione rispetto alla diffusione del contagio da coronavirus. È bene anche che il nuovo Governo, come sembra, punti forte, con i fondi del Recovery Plan, sull’aumento del numero di scuole, di aule e delle loro dimensioni. Quindi di organici e su un rapporto numerico più umano docenti-studenti”.

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Pandemia: Test rapidi sono una valida alternativa?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 gennaio 2021

Per diagnosticare i casi Covid-19, il test molecolare con tampone resta il gold standard ma i test antigenici rapidi, se dotati di “sensibilità e specificità quasi sovrapponibile” come quelli di ultima generazione, si possono considerare “una valida alternativa”. È quanto indica il ministero della Salute in una nuova circolare di “Aggiornamento della definizione di caso Covid-19 e strategie di testing”. Nel documento si legge che “il test molecolare, eseguito su tampone oro-nasofaringeo con metodica di real-time Pcr (Reverse Transcription-Polymerase Chain Reaction – Rt-Pcr) rimane il gold standard”. Tuttavia, i test antigenici rapidi di ultima generazione hanno dimostrato di avere “sensibilità e specificità quasi sovrapponibile” e “sulla base dei dati al momento disponibili, risultano essere una valida alternativa alla Rt-Pcr”. L’indicazione, quindi è di prestare attenzione all’affidabilità del test antigenico. Il Ministero ricorda che con i test antigenici rapidi si rileva la presenza di proteine virali (antigeni): “Sono disponibili diversi tipi di test antigenico, dai saggi immunocromatografici lateral flow (prima generazione) ai test a lettura immunofluorescente, i quali hanno migliori prestazioni. I test di ultima generazione (immunofluorescenza con lettura in microfluidica) hanno una performance simile ai saggi di Rt-Pcr”. “Nei casi in cui saggi antigenici rapidi di ultima generazione o test molecolare in Rt-Pcr non siano disponibili o i tempi di risposta siano eccessivi”, il ministero riprende la raccomandazione della Commissione europea del 18 novembre scorso, cioè “il ricorso a test antigenici rapidi che abbiano sensibilità maggiore o pari all’80% e specificità maggiore o pari al 97%”. Il ministero riporta inoltre il suggerimento dell’Ecdc, il Centro europeo per il controllo delle malattie, di “utilizzare, per le situazioni di bassa prevalenza, test con sensibilità pari o maggiore del 90% e specificità del 97%, più vicine all’affidabilità” dei tamponi molecolari.Il Ministero sottolinea l’obbligo di tracciabilità di tutti i test nei sistemi informativi regionali, pertanto “gli esiti dei test antigenici rapidi o dei test Rt-Pcr, anche se effettuati da laboratori, strutture e professionisti privati accreditati dalle Regioni devono essere inseriti nel sistema informativo regionale di riferimento”. Per quanto riguarda le misure di isolamento, “alle persone che risultano positive al test antigenico rapido, anche in attesa di conferma con secondo test antigenico oppure con test Rt-Pcr, si applicano le medesime misure contumaciali previste nel caso di test Rt-Pcr positivo” con riferimento alle misure previste dalla Circolare del 12 ottobre per durate e termine di isolamento e quarantena. Infine, la raccomandazione per chi “non appartiene a categorie a rischio per esposizione lavorativa o per frequenza di comunità chiuse e non è contatto di caso sospetto” e “va a fare il test in farmacia o in laboratorio a pagamento”: “se il saggio antigenico risulta negativo non necessita di ulteriori approfondimenti, se positivo va confermato con test di terza generazione o test in biologia molecolare. Va sempre raccomandato che anche in presenza di un test negativo la presenza di sintomi sospetti deve indurre a contattare il medico curante per gli opportuni provvedimenti”. Il documento conclude sottolineando che “dal momento che alcuni test antigenici (soprattutto quelli che non usano l’immunofluorescenza a lettura microfluidica), ovvero quelli di prima e seconda generazione, possono avere una sensibilità sub-ottimale, si raccomanda, nel comunicare un risultato negativo, di fornire una adeguata informazione al soggetto, consigliando comportamenti prudenziali”. (fonte: Farmacista33)

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Covid-19, circolare del ministero fa chiarezza sui test rapidi. Ecco quali utilizzare

Posted by fidest press agency su domenica, 10 gennaio 2021

Per la diagnosi di Covid-19 “il test molecolare, eseguito su tampone oro-naso-faringeo con metodica di real-time Pcr (Reverse Transcription-Polymerase Chain Reaction) rimane il gold standard”. Solo i test antigenici rapidi di ultima generazione hanno dimostrato di avere “sensibilità e specificità quasi sovrapponibile” e “sulla base dei dati al momento disponibili, risultano essere una valida alternativa alla Rt-Pcr”. Lo sottolinea la nuova circolare del ministero della Salute “Aggiornamento della definizione di caso Covid-19 e strategie di testing”, che, partendo da questa premessa, dà parziale via libera all’utilizzo dei tamponi antigenici rapidi per la definizione di un caso di Covid-19, con l’indicazione di prestare particolare attenzione all’affidabilità.Gli esiti dei test “anche se effettuati da laboratori, farmacie, strutture e professionisti privati accreditati dalle Regioni, devono inoltre essere inseriti nel sistema informativo regionale di riferimento”, si raccomanda. “I test diagnostici antigenici rapidi (Tdar), che rilevano la presenza di proteine virali (antigeni), sono disponibili in diverse tipologie: es. saggi immunocromatografici lateral flow (prima generazione), test a lettura immunofluorescente (con prestazioni migliori). I test di ultima generazione (immunofluorescenza con lettura in microfluidica) hanno una performance simile ai saggi di Rt-Pcr”, si legge. “Nei casi in cui saggi antigenici rapidi di ultima generazione o test molecolare in Rt-Pcr non siano disponibili o i tempi di risposta siano eccessivi”, il ministero riprende la raccomandazione della Commissione europea del 18 novembre scorso, cioè “il ricorso a test antigenici rapidi che abbiano sensibilità maggiore o pari all’80% e specificità maggiore o pari al 97%”. Il ministero riporta inoltre il suggerimento dell’Ecdc, il Centro europeo per il controllo delle malattie, di “utilizzare, per le situazioni di bassa prevalenza, test con sensibilità pari o maggiore del 90% e specificità del 97%, più vicine all’affidabilità” dei tamponi molecolari. “Dal momento che alcuni test antigenici (soprattutto quelli che non usano l’immunofluorescenza a lettura microfluidica), ovvero quelli di prima e seconda generazione, possono avere una sensibilità sub-ottimale, si raccomanda, nel comunicare un risultato negativo, di fornire una adeguata informazione al soggetto, consigliando comportamenti prudenziali”, conclude la circolare a firma del direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza fonte Doctor33

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Covid-19. Test, tamponi, vaccini: ecco le novità per farmacisti e farmacie

Posted by fidest press agency su domenica, 10 gennaio 2021

Gli obiettivi relativi alla copertura del vaccino contro il Covid-19, in particolare nella seconda fase, più massiva, del Piano, impongono la necessità di ampliare i punti sul territorio e gli operatori sanitari che li eseguono. Con la legge di Bilancio 2021, pubblicata in Gazzetta Ufficiale a fine anno, sono state introdotte alcune modifiche che consentono un coinvolgimento delle farmacie nella campagna vaccinale, così come dei farmacisti nelle attività di screening e testing. Vale la pena ripercorrere i contenuti e le ricadute sul settore.In riferimento alla lotta contro il Covid-19, due sono le principali novità che ricadono sulle farmacie contenute nella legge Bilancio 2021: una prima, come ricapitolato da una circolare Fofi di inizio anno, riguarda i test sierologici e i tamponi antigenici presso le farmacie (art.1, commi 418- 420). Si tratta di misure introdotte a seguito dell’approvazione di un emendamento a firma di Andrea Mandelli, presidente Fofi, e, in particolare, con il comma 420 viene modificata la normativa sulla farmacia dei servizi (articolo 1, comma 2, del D. Lgs. n. 153 del 2009), «inserendo la lett. e-bis volta a prevedere, tra i compiti specifici, anche l’effettuazione presso le farmacie da parte di un farmacista di test diagnostici che prevedono il prelievo di sangue capillare. Sulla base di tale norma, nell’ambito delle prestazioni analitiche di prima istanza, il farmacista potrà quindi procedere direttamente a effettuare il prelievo capillare di sangue al paziente, circostanza che, in precedenza, non era espressamente contemplata dalla legge». Inoltre, come si legge nella norma, si prevede che «i test mirati a rilevare la presenza di anticorpi IgG e IgM e i tamponi antigenici rapidi per la rilevazione di antigene Sars-CoV-2 possono essere eseguiti anche presso le farmacie aperte al pubblico dotate di spazi idonei sotto il profilo igienico-sanitario e atti a garantire la tutela della riservatezza. Le modalità organizzative e le condizioni economiche relative all’esecuzione dei test e dei tamponi nelle farmacie aperte al pubblico sono disciplinate, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, dalle convenzioni conformi agli accordi collettivi nazionali e ai correlati accordi regionali, che tengano conto anche delle specificità e dell’importanza del ruolo svolto in tale ambito dalle farmacie rurali».Un altro aspetto riguarda l’esecuzione vaccinazioni presso le farmacie (art.1, comma 471): «tenuto conto delle recenti iniziative attuate nei Paesi appartenenti all’Unione europea finalizzate alla valorizzazione del ruolo dei farmacisti nelle azioni di contrasto e di prevenzione delle infezioni da Sars-CoV-2, è consentita, in via sperimentale, per l’anno 2021, la somministrazione di vaccini nelle farmacie aperte al pubblico sotto la supervisione di medici assistiti, se necessario, da infermieri o da personale sanitario opportunamente formato, subordinatamente alla stipulazione, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, di specifici accordi con le organizzazioni sindacali rappresentative delle farmacie, sentito il competente ordine professionale». Francesca Giani by Farmacista33

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Test diagnostici per Covid-19: procedure

Posted by fidest press agency su sabato, 26 dicembre 2020

Quali test per il Covid-19 ci sono oggi a disposizione, quali sono le procedure corrette per la registrazione del paziente e per l’esecuzione del test, come si indossano correttamente i dispositivi di sicurezza e quali si possono eseguire in farmacia in locali deputati: sono gli argomenti trattati nel webinar “Covid-19 e test diagnostici aspetti scientifici, regolatori e operativi” organizzato da Fofi e Fondazione Cannavò, in collaborazione con Federfarma, con il patrocinio dell’istituto Superiore di Sanità e il supporto di Edra, disponibile sul sito http://www.fondazionefc.it/articolo.php?id=276 e che diverrà un Ecm Fad all’inizio del 2021.A illustrare le differenze tra i vari tipi di test è la dottoressa Paola Stefanelli, direttrice Reparto Malattie Prevenibili da Vaccini, Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità: “Ciascun test disponibile va utilizzato in modo opportuno: esiste una finestra temporale precedente ai sintomi, in cui il virus si riproduce e determina la carica virale: in questo periodo la proteina è disponibile se ricercata come tale, ma non se si cercano gli anticorpi: IgM e IgG compaiono in contemporanea e gli IgG perdurano nel tempo. Sono anticorpi anti-spike che si mantengono anche per mesi”. I test per la diagnosi di Covid-19 (sierologici e tamponi rapidi) possono essere svolti in farmacia e in alcuni casi a domicilio secondo quanto stabilito dalle diverse Regioni soltanto da personale sanitario opportunamente formato. Possono essere eseguiti nei locali della farmacia, ma solo se dotati di entrata e uscita separate e con adeguata ventilazione, in locali adiacenti alla farmacia, in strutture esterne alla farmacia (come gazebo o tensostrutture) o in alternativa nei locali della farmacia durante l’orario di chiusura al pubblico. In genere è prevista la prenotazione tramite mail o telefonica. Alcune Regioni già hanno autorizzato l’esecuzione dei test sierologici su sangue capillare e quelli antigenici rapidi; la partecipazione, a oggi, delle farmacie, è su base volontaria. Per quanto riguarda gli aspetti regolatori l’approfondimento è tenuto da Marcella Marletta, Esperta di sanità pubblica, farmaci e dispositivi medici, Docente Università San Raffaele: “La normativa di riferimento che disciplina i dispositivi diagnostici per Covid-19 è la Direttiva 98/79/CE recepita dal DL n 332 dell’8 settembre 2000. Ai sensi di questa normativa, il fabbricante, cui spetta la responsabilità della marcatura CE del dispositivo, deve assicurare che i prodotti da immettere sul mercato comunitario rispettino i requisiti essenziali di sicurezza ed efficacia. Nei casi di dispositivi a uso professionale la normativa di riferimento è la MEDDEV 2.14/3 IVD Guidances”. Nel webinar sono contenuti anche due video tutorial: uno per la vestizione e svestizione dei DPPI realizzato dall’Istituto per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani e rivolto agli operatori e un video tutorial realizzato da Alfredo Procaccini, vice- presidente di Federfarma, sulle modalità operative per tamponi rapidi e test sierologici nelle farmacie della Regione Lazio.

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Covid-19, test diagnostici in farmacia

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 dicembre 2020

Può essere seguito in locale dedicato, oppure locali esterni alla farmacia o una struttura esterna alla farmacia, o in alcuni casi a domicilio: queste le possibilità attivate in alcune Regioni per l’esecuzione dei test diagnostici per il Covid-19 in farmacia. Numerose Regioni, infatti, accogliendo le sollecitazioni da parte delle Autorità sanitarie nazionali, hanno adottato appositi provvedimenti che coinvolgono le farmacie di comunità in alcune attività di accertamento diagnostico e ne hanno disciplinano le modalità operative. I test a disposizione, le intere procedure corrette per la registrazione del paziente, l’esecuzione del test, i dispositivi di sicurezza per personale e pazienti, sono state illustrate nel webinar “Covid-19 e test diagnostici aspetti scientifici, regolatori e operativi” organizzato da Fondazione Cannavò, Fofi, in collaborazione con Federfarma, con il patrocinio dell’istituto Superiore di Sanità e il supporto di Edra. Un seminario online che sarà disponibile, a breve, anche sui siti delle associazioni che lo hanno organizzato e che sarà trasformato all’inizio del 2021 in un corso Ecm Fad. «I test diagnostici per il Covid-19, seppure in teoria facciano parte della farmacia dei servizi, non rientrano nel DM 2010 tra quelli in autodiagnosi, quindi non è possibile attivare il servizio in modo autonomo, ma solo a seguito di un provvedimento regionale o nazionale» ha spiegato Antonio Mastroianni, già Direttore Generale Fofi. Alcune Regioni già hanno autorizzato l’esecuzione dei test sierologici su sangue capillare e quelli antigienici rapidi: la partecipazione da parte delle farmacie rimane su base volontaria. «Si auspica a breve un coordinamento nazionale». Il ruolo dei test eseguiti in farmacia rientra nella necessità di una diagnosi rapida dell’infezione da Sars-Cov-2 per evitarne l’ulteriore diffusione attraverso il contenimento dei soggetti positivi e una efficace attività di contact tracing. Ma quali sono e in che cosa si differenziano i diversi test diagnostici per Covid-19? «Sono stati messi a punto in un arco temporale molto breve e hanno alla base la ricercare della proteina caratteristica del virus, la cosiddetta ‘spike’, una proteina a uncino che permette al virus di entrare nel cellule umane» ha spiegato Paola Stefanelli, direttrice Reparto Malattie Prevenibili da Vaccini, Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità «ciascun test disponibile va utilizzato tenendo in considerazione le finestre di opportunità in termini di efficacia: esiste una finestra temporale precedente ai sintomi, in cui il virus si riproduce e determina la carica virale, in questo periodo la proteina è disponibile se ricercata come tale, ma non se si cercano gli anticorpi, che vengono prodotti sono circa una settimana» e, specifica Stefanelli, «gli anticorpi IgM e IgG compaiono in contemporanea e gli IgG perdurano nel tempo. Sono anticorpi anti-spike che si mantengono anche per mesi». Tutti i test diagnostici per il Covid-19 rientrano in tre grandi famiglie: il test molecolare, conosciuto come “tampone” molecolare che ricerca, attraverso un tampone naso-faringeo, dell’RNA virale con metodiche di biologia molecolare; i test antigenici rapidi, su tampone nasale o orofaringeo, che permettono di evidenziare rapidamente in 30-60 minuti, la presenza di componenti del virus (antigene); i test sierologici, che rilevano l’esposizione al virus, evidenziando la presenza di anticorpi contro il virus, ma non sono in grado di confermare un’infezione in atto. Il primo tra questi elencati, il test molecolare realtime PCR su tampone naso-faringeo, è a oggi il saggio di riferimento internazionale per sensibilità e specificità: ha alta sensibilità e specificità. Per quanto riguarda gli aspetti regolatori «la normativa di riferimento che disciplina i dispositivi diagnostici per Covid-19 è la Direttiva 98/79/CE recepita dal DL n 332 dell’8 settembre 2000» ha sottolineato Marcella Marletta, Esperta di sanità pubblica, farmaci e dispositivi medici, Docente Università San Raffaele. Ai sensi di questa normativa, il fabbricante, cui spetta la responsabilità della marcatura CE del dispositivo, deve assicurare che i prodotti da immettere sul mercato comunitario rispettino i requisiti essenziali di sicurezza ed efficacia. Nel casi di dispositivi a uso professionale la normativa di riferimento è la MEDDEV 2.14/3 IVD Guidances. Per quanto riguarda l’esecuzione dei test in farmacia, ad oggi deve essere seguito da personale sanitario opportunamente formato e addestrato, diverso dal farmacista. Per quanto riguarda i locali, possono essere eseguiti, nei locali della farmacia, ma solo se dotati di entrata e uscita separate e con adeguata ventilazione, in locali adiacenti alla farmacia con le stesse caratteristiche, in strutture esterne alla farmacia (come gazebo o tensostrutture) o in alternativa nei locali della farmacia durante l’orario di chiusura al pubblico. È necessario il rispetto della distanza e del divieto di assembramento, a tal proposito e raccomandata la prenotazione, via email o telefonica. Precise procedure di sicurezza per il personale e per il paziente sono contenute nelle linee guida regionali. By Chiara Romeo – Farmacista33

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Tamponi rapidi e test sierologici in farmacia

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 novembre 2020

Oltre al protocollo sicurezza e alle procedure per eseguire i test nelle farmacie, che tipo di informazioni dare a un paziente risultato positivo? E se il risultato è negativo? Quali consigli o indicazioni sono più adeguati nel caso di esito da tampone antigenico rapido e per quello di un test sierologico? In sintesi, che consulenza può offrire il farmacista ai cittadini che si rivolgono alla farmacia, ormai in diverse regioni in Italia, per sottoporsi a un testing per Sars-Cov-19? Con questo obiettivo la Fip, la Federazione internazionale dei farmacisti, ha diffuso una Guida elaborata dal Sars-CoV-2 Testing Working Group della Federation, che illustra i metodi e il funzionamento dei vari tipi di test diagnostici, l’interpretazione dei risultati e propone al farmacista una serie di raccomandazioni da fornire ai pazienti per ogni tipo di esito. I test antigenici rilevano una delle proteine del virus Sars-CoV-2 da un campione nasofaringeo o nasale e consentono, come i tamponi molecolari (metodo Rt-Pcr), una diagnosi di stadio iniziale di infezione da Sars-CoV-2. Va notato che l’efficacia della rilevazione degli antigeni virali sembra essere correlata alla carica virale stessa, diminuendo con il numero di giorni successivi all’insorgenza dei sintomi. Pertanto, proprio come è stato proposto per la Rt-Pcr su campioni di saliva, si propone di considerare i risultati dei test antigenici solo durante i sette giorni successivi all’insorgenza dei sintomi. Per quanto i test antigenici siano notevolmente più facili rispetto ai test molecolari, richiedono comunque che le procedure raccomandate dal produttore, e che gli operatori siano formati sulla raccolta dei campioni, uno dei fattori più critici che influenzano il risultato, sulla biosicurezza, sull’esecuzione del test, sull’interpretazione e sulla comunicazione dei risultati, nonché sulla gestione dei rifiuti. I test sierologici rilevano la presenza di anticorpi, e non dovrebbero mai essere utilizzati per diagnosticare un’infezione corrente di Sars-CoV-2, ma come indicatori per infezioni passate e, in questo momento, i ricercatori non sanno se la presenza di anticorpi significa essere immune da Covid-19 in futuro. La maggior parte dei test sierologici si basa sulla rilevazione di anticorpi contro le proteine Sars-CoV-2 altamente immunogene. I kit sierologici si suddividono in test diagnostici rapidi immunocromatografici unitari (detti anche Lifa [saggi immunologici a flusso laterale]) la cui risposta è qualitativa (positiva o negativa) e test immunometrici automatizzati (Elisa, Clia), i cui risultati sono espressi qualitativamente o semi-quantitativamente in funzione dell’indice di reattività del campione testato e rispetto ad un valore di soglia. Questi test automatizzati consentono di elaborare un gran numero di campioni.Che cosa dire al paziente risultato positivo al test antigenico. • Avere questo virus significa essere contagioso. • È necessario ricorrere all’isolamento, indossare una maschera, lavarsi le mani frequentemente e attenersi a tutte le raccomandazioni messe in atto dalle autorità sanitarie locali. • Bisogna rimanere a casa ed evitare contatti ravvicinati con gli altri, se possibile, finché per il medico le condizioni non saranno idonee per riprendere le normali attività quotidiane. • Se si condividi l’alloggio con altri, ecco alcune considerazioni da prendere per proteggere loro la diffusione del virus: rimanere il più possibile separato dagli altri, indossare una maschera quando si è nella stessa stanza di un’altra persona, usare un bagno separato, se disponibile, pulire il più possibile le superfici delle aree comuni della casa, non condividere una stanza con persone a rischio di malattie gravi (anziani, immunocompromessi, persone con malattie cardiache, polmonari o renali o persone con diabete). • Il risultato di un test positivo non dice quando o come si è infettato. • Va monitorata la salute: misurare la temperatura due volte al giorno, contattare il medico se si nota una difficoltà di respirazione o se si notano difficoltà crescenti con la focalizzazione cognitiva. • Aspettarsi di sentire stanchezza. • Il recupero richiederà tempo con giorni buoni e giorni cattivi, è importante riposare ogni volta che si può. Il virus viene rilevato uno o due giorni prima della comparsa dei segni clinici e può persistere fino a otto giorni nelle forme moderate di Covid-19 o anche da due a quattro settimane dopo la comparsa dei segni clinici nelle forme più gravi. • È possibile osservare una risposta positiva ai test virologici pochi giorni o anche diverse settimane dopo una risposta negativa, talvolta accompagnata dalla ricomparsa di segni clinici respiratori quando queste persone erano state considerate guarite. • Un test negativo non significa che non ha il virus ma che il test non è stato in grado di identificare il virus. • Dovrebbe comunque praticare l’allontanamento sociale, indossare una maschera, lavarti le mani frequentemente e rispettare tutte le raccomandazioni messe in atto dalle autorità sanitarie locali. • Può essere necessaria fino a una settimana prima che i risultati del test siano positivi. • I test virologici diventano negativi tre o quattro settimane dopo la comparsa dei sintomi. • Se si sviluppano segni di Covid-19, potrebbe essere necessario ripetere il test. Cosa dire a un paziente risultato positivo al test sierologico. • Un test anticorpale positivo indica che è stato precedentemente infettato dal virus (e potrebbero esserci interferenze da altri coronavirus). • La presenza di anticorpi di tipo IgM anti-Sars-CoV-2 è un marker di infezione recente. • Gli effetti a lungo termine di Covid possono influire sulla respirazione o sul cuore. È importante dire a tutti gli operatori sanitari che sei stato infettato e che sarai monitorato. • Non ci sono ancora prove che gli anticorpi forniscano una protezione completa contro questo virus. Pertanto bisogna continuare a mettere in pratica tutte le necessarie considerazioni sulla sicurezza (distanziamento, lavarsi le mani, indossare la mascherina, coprirsi la bocca e il naso quando si tossisce o si starnutisce) e attenersi a tutte le raccomandazioni messe in atto dalle autorità sanitarie locali. Cosa dire a un paziente risultato negativo al test sierologico. • Gli anticorpi non compaiono per almeno una settimana dopo la comparsa dei sintomi e due settimane dopo che il test del virus Sars-CoV-2 risulta positivo. È possibile che abbia il virus ma non hai ancora sviluppato anticorpi. • Ci sono state segnalazioni di pazienti che avevano anticorpi contemporaneamente, risultati negativi in un momento successivo. • Se un paziente con sintomi di Covid-19 è stato in contatto con una persona malata di Covid-19, l’assenza di anticorpi non consente di affermare che il paziente non è stato in contatto con il virus Sars-CoV-2 (a causa della mancanza di sensibilità del kit sierologico utilizzato). • Se il test rileva solo o anche gli anticorpi IgM, i risultati diventano naturalmente negativi da sei a sette settimane dopo l’inizio dei sintomi e da otto a nove settimane dopo un test molecolare positivo.Quando il farmacista parla con i pazienti deve ricordarsi: • prima di rilevare la temperatura, di chiedere informazioni sull’uso di antipiretici (paracetamolo/aspirina/Fans). Inoltre, va ricordato che la tosse non produttiva (“secca”) è un concetto difficile per alcuni pazienti, pertanto va spiegato cosa si intende: la tosse influenzale inizia produttiva mentre la tosse Covid-19 è raramente produttiva. I pazienti possono essere contagiosi fino a 72 ore prima di sviluppare qualsiasi sintomo.

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Nuovo test per la ricerca dell’Antigene SARS-CoV-2

Posted by fidest press agency su domenica, 22 novembre 2020

Si procede con un tampone nasofaringeo applicato al sistema automatizzato Chorus Trio che sarà disponibile entro il mese di novembre.DIESSE pur avendo disponibile l’applicazione su saliva ha scelto di non lanciarla sul mercato allineandosi alle recenti indicazioni dell’OMS, che individuano nel tampone nasofaringeo il campione di elezione per le ricerca dell’antigene SARS-CoV-2. Essendo la saliva un campione più complesso e di difficoltosa standardizzazione, DIESSE ha rifocalizzato le proprie attività di Ricerca e Sviluppo ed ha messo a punto il nuovo test antigenico, su tampone.La ricerca di Antigene determina l’effettivo contagio del paziente ed è sinora prevalentemente eseguita con strumenti e metodi di diagnostica molecolare così come test antigenici rapidi.DIESSE offre in questo scenario un test quantitativo, automatizzato ed in grado quindi di fornire risultati oggettivi. Il nuovo kit per la ricerca antigene affianca quelli per la diagnosi sierologica, per la determinazione delle IgG, IgA, IgM e delle immunoglobuline totali specifiche per SARS-CoV-2, immessi in precedenza sul mercato da DIESSE Diagnostica Senese S.p.A.Il gruppo di Ricerca e Sviluppo di DIESSE Diagnostica Senese, inoltre, sta in questo momento lavorando al rilascio di un nuovo test sierologico, studiato per evidenziare anticorpi diretti contro la frazione S1 della proteina Spike in maniera quantitativa, utile per definire la risposta immunitaria alla vaccinazione contro il virus SARS-CoV-2 o la permanenza di uno stato di risposta immunitaria in soggetti precedentemente infettati dal virus.“Prosegue senza sosta l’impegno di DIESSE nella lotta al nuovo Coronavirus – afferma Luigi Nava Commercial Operations Director di DIESSE Diagnostica Senese – confidiamo che i nuovi kit in sviluppo ed altri che stiamo ideando, saranno utili per il monitoraggio della terapia con anticorpi monoclonali umani e un valido supporto nella lotta alla pandemia”.

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I pediatri disponibili per i test rapidi antigenici

Posted by fidest press agency su domenica, 1 novembre 2020

“In piena seconda ondata di Covid-19 ognuno deve fare la sua parte con senso di responsabilità. Con questo spirito la Pediatria di Famiglia ha siglato l’Accordo Collettivo Nazionale, rendendosi disponibile all’esecuzione dei test rapidi antigenici. Parliamo di oltre 50.000 tamponi al giorno per tutto l’ambito delle Cure Primarie, circa un terzo di quanti ne vengono effettuati quotidianamente in questi tempi di massimo impegno su screening e diagnostica”. Questo il commento del Presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri, Paolo Biasci alla firma dell’accordo che impegna le Cure Primarie nell’attività di screening del virus Sars-Cov-2. “Nell’intesa – rivela Biasci – un passaggio è dedicato alla sicurezza. Possiamo confortare le famiglie e i colleghi: opereremo avendo a disposizione i necessari dispositivi di protezione individuale. Accogliamo inoltre con soddisfazione l’impegno sottoscritto sulla diagnostica di primo livello, voluto fortemente dal Ministro della Salute Roberto Speranza che ringraziamo, con il quale potremo alleggerire ulteriormente il lavoro dei Dipartimenti di Prevenzione”. “Siamo lieti – conclude Biasci – di contribuire a rafforzare le attività di prevenzione della trasmissione del Covid-19. Con il nostro impegno ridurremo gli accessi negli ospedali e le occasioni di esposizione al contagio. Nonostante le incredibili pressioni a cui la Medicina del Territorio è già sottoposta da mesi, abbiamo voluto dare una risposta chiara e forte alla chiamata del Governo nella gestione dell’emergenza. Pensiamo che solo insieme, con il contributo di ciascuno di noi, quale sia il ruolo di ognuno nella vita del nostro Paese, potremo uscire da questa fase così drammatica della pandemia”.

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Covid-19: “I test sierologici in arrivo fondamentali per screening e valutazione epidemiologica”

Posted by fidest press agency su sabato, 31 ottobre 2020

Con la ripresa dei contagi da Covid-19, oltre alle esperienze cliniche e terapeutiche acquisite sono indispensabili i test sia mediante tampone sia sierologici più precisi, specifici e sensibili e più rapidi nell’esecuzione e nella risposta. Il test molecolare con tampone naso-faringeo dovrebbe essere fatto al soggetto sospetto il più precocemente possibile alla comparsa dei primi sintomi mentre il test sierologico è utile per scoprire l’andamento anticorpale, identificare potenziali donatori di siero terapeutico, definire il tasso di letalità, diffusione geografica e nelle diverse fasce di età. I test molecolari e sierologici disponibili a breve sul mercato garantiranno risposte sempre più rapide per contenere la diffusione del virus nella speranza che al più presto venga reso disponibile un vaccino sicuro ed efficace capace di eradicarlo definitivamente. Per fare il punto della situazione, Mondosanità ha organizzato il webinar ‘I TEST SIEROLOGICI PER LA DIAGNOSI DI COVID-19 ESPERTI A CONFRONTO’, realizzato grazie al contributo incondizionato di Roche e Lifebrain.“I test sierologici rilevano la presenza nel sangue di anticorpi eventualmente sviluppati da chi è entrato a contatto con il virus. La cinetica degli RNA e degli anticorpi dopo aver contratto l’infezione da Sars-Cov2 non è la stessa: l’ RNA è dosabile da subito, presente anche in soggetti asintomatici, mentre le IgM, gli anticorpi indicativi di una infezione in corso, risultano dosabili verso il 7° giorno; dal 14°giorno in poi comincia la produzione delle IgG, le immunoglobuline deputate ad una risposta immunitaria più duratura e indicative di una infezione pregressa, le quali, poi, persisteranno nel tempo mentre le IgM scenderanno dal 21° giorno. I test sierologici possono essere di due tipi: uno basato sul prelievo di qualche ml di sangue e l’altro basato sull’utilizzo di una goccia di sangue, meglio noto come pungi dito. Attualmente nessuno dei due ha valore diagnostico, in caso di positività è sempre necessario effettuare un tampone molecolare. Ma è importante continuare la loro messa a punto, la loro sperimentazione, identificare un test sierologico altamente sensibile è una ulteriore arma per sconfiggere il virus, data la rapidità di risposta ed il facile utilizzo, ad esempio nelle scuole”, ha spiegato Antonio Giordano, Dipartimento di Biotecnologie mediche dell’Università di Siena e direttore dello Sbarro Institute for Cancer Research and Molecular Medicine della Temple University di Philadelphia “Fermo restando che il Gold Standard per la diagnosi di SARS-CoV-2 è il test molecolare o tampone, che ricerca direttamente l’RNA del virus con tecniche di biologia molecolare (Reverse Real-Time PCR), il test sierologico, che non ricerca il virus ma ci dice se un soggetto è entrato a contatto in tempi più o meno recenti con esso, rimane uno strumento molto utile per lo screening e la valutazione epidemiologica dell’immunità al Covid-19 per determinate fasce di popolazione o categorie professionali”, ha dichiarato Graziella Calugi, Chief Medical Officer Gruppo Lifebrain

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Coronavirus: arrivano i primi test rapidi

Posted by fidest press agency su sabato, 24 ottobre 2020

Milano. I test rapidi per il virus SARS-CoV-2 possono fare la differenza per limitare il contagio, e le aziende del settore stanno lavorando a ritmi serrati per fornire ai sistemi sanitari un numero sufficiente di test rapidi. Oggi che è evidente la veloce ripresa dei casi di positività al virus SARS-CoV-2 molto, vi è la necessità di un monitoraggio molto più rapido e capillare dei casi sospetti e dei vari contatti. Con l’apertura delle scuole e delle università e con il ritorno al lavoro di milioni di italiani, urge un piano di screening efficace e veloce che permetta di individuare ogni giorno molti più positivi.Inoltre, con il riaffacciarsi della stagione autunnale si va incontro anche ai virus influenzali, i cui sintomi possono essere facilmente confusi con il Covid-19.Per questo motivo aumentare le persone sottoposte a test per rilevare il virus è fondamentale, e da qui la necessità di utilizzare i test rapidi che permettono di ottenere risultati in pochi minuti.Una bella differenza dal tampone naso faringeo che richiede personale specializzato e laboratori per la produzione dei referti.I test rapidi non sostituiscono il tampone che, resta il metodo più efficace, ma sono importanti come supporto allo screening e all’intercettazione veloce di nuovi positivi.Uno dei primi test rapidi ad arrivare sul mercato è quello della Screen Italia, azienda Italiana che distribuisce test rapidi, proprietaria del Marchio Screen.La società ha reso disponibile lo Screen Test Covid-19+FLU A/B (https://www.screenitalia.it/test-rapido-covid-19-antigene), un tampone rapido rinofaringeo Antigene Covid-19 e Influenza A+B.Con questo test immunocromatografico rapido avviene l’individuazione qualitativa degli antigeni del virus virus Sars-CoV-2, Influenza A e Influenza B presenti nella rinofaringe umana.Un prodotto per uso diagnostico professionale in vitro particolarmente utile per poter individuare i tre antigeni, con risultati rilasciati separati per ogni antigene.Questo viene individuato generalmente nei campioni delle vie respiratorie superiori quando l’infezione è nella fase acuta. Risultati positivi al test indicano la presenza degli antigeni ma bisogna ricercare una correlazione clinica e altre informazioni diagnostiche per determinare lo stato infettivo.Lo Screen Test Covid-19+Influenza A/B fornisce il risultato in soli 15 minuti, il che velocizza di molto l’individuazione di nuovi positivi agli antigeni del SARS-CoV-2, per poterli sottoporre a tamponi di conferma sullo stato dell’infezione.Nelle ultime settimane il Governo ha dato il via libera all’utilizzo dei test rapidi anche nelle scuole e si appresta a consentirne l’utilizzo anche in altri settori.

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Test sierologici in farmacia: preoccupa sicurezza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 ottobre 2020

In merito al progetto in partenza in Emilia Romagna, che vede il coinvolgimento delle farmacie di comunità nell’erogazione dei test sierologici rapidi a studenti, familiari e universitari, vengono condivisi «gli obiettivi», anche perché è una «conferma del ruolo di presidio sanitario territoriale delle farmacie», ma, al contempo, preoccupano «i molti aspetti legati alla salute e sicurezza dei lavoratori che non sono stati opportunamente valutati». In «mancanza di idonee misure di sicurezza e organizzative, la scelta della farmacia come luogo per effettuare i test sierologici» rischia di esporre «a maggiori rischi di contagi». Per quanto le procedure siano studiate per assicurare la tutela del farmacista, è «indubbio che si dovrà fare i conti con flussi di ingresso maggiori e al momento non prevedibili». A mancare è «stata la volontà di definire e declinare gli strumenti normativi previsti per la tutela e il monitoraggio della sicurezza sul lavoro».Se, nello specifico «chiediamo risposte urgenti e ci aspettiamo che, prima della partenza di questo importante servizio, si possa procedere a chiarire tutti gli aspetti di prevenzione, nonché organizzativi, e costituire i comitati come primo passo per garantire salute e sicurezza», va detto che per i sindacati la criticità relativa alla sicurezza è questione più generale. «L’intero settore manca, sia a livello nazionale sia a livello regionale, di uno specifico protocollo di prevenzione e sicurezza» e per di più «non sono stati costituiti i comitati per la sicurezza che erano stati previsti dal protocollo nazionale del 24 aprile – interamente recepito nel Dpcm del 26 aprile» che contiene le misure per il contenimento del contagio. A oggi si opera sulla base di misure di riferimento, viene segnalato, che sono quelle generali del protocollo, tanto in ambito nazionale quanto regionale, ma non specifiche.Ma c’è di più: «se, da un lato, è indubbio il ruolo di primo presidio sanitario che le farmacie territoriali svolgono, dall’altro, purtroppo, i farmacisti dipendenti sono spesso dimenticati. Anch’essi eroi sanitari, importanti e silenziosi, durante il periodo del lockdown hanno assicurato un servizio essenziale basilare. Ma, nonostante ciò, i dipendenti delle farmacie private non solo aspettano un rinnovo contrattuale da oltre 7 anni, ma sono anche gli unici lavoratori del settore sanitario che non hanno avuto alcun riconoscimento economico per l’impegno profuso e le difficoltà affrontate durante il culmine dell’emergenza sanitaria. Oggi è necessario che a loro venga garantito il rafforzamento delle misure necessarie a tutela della salute e della sicurezza». Francesca Giani fonte Farmacista33

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M5S: “Chiesta tutela per le RSA, ingressi pomeridiani per gli istituti superiori e test rapidi a scuola e in farmacia”

Posted by fidest press agency su domenica, 18 ottobre 2020

“Abbiamo sottoposto al presidente Fontana le nostre proposte, nell’ottica di un dialogo che auspichiamo possa proseguire anche in futuro, in relazione ai possibili scenari legati all’andamento della curva pandemica” spiega il capogruppo del Movimento Cinque Stelle Massimo De Rosa, al termine della riunione fra i capigruppo e il governatore che si è tenuta oggi. “Come Movimento Cinque Stelle abbiamo chiesto innanzitutto un intervento immediato a tutela delle RSA. Occorre agire in tempo, di modo da bloccare gli accessi il prima possibile. Questo perché, durante la prima ondata, abbiamo visto che dove era stato possibile chiudere prima si è potuto contenere i tragici effetti della pandemia.Per quanto riguarda la scuola abbiamo chiesto una soluzione dialogante, fra ministero e Regione. Bisogna ragionare a mente fredda, per il bene comune. Il bene comune in questo momento è limitare il contagio ed evitare il sovraccarico del sistema del trasporto pubblico, allo stesso tempo garantire ai nostri ragazzi un’istruzione completa di tutti i suoi aspetti, anche quelli legati alla relazione. Per noi l’ingresso va scaglionato, utilizzando anche le fasce pomeridiane, naturalmente potenziando i servizi di trasporto pubblico in quelle fasce orarie.Sempre per la scuola abbiamo chiesto di accelerare per quanto riguarda l’utilizzo di test rapidi. Test rapidi che vogliamo siano messi nella disponibilità dei cittadini, a prezzi bassi, anche nelle farmacie. Certo, non saranno affidabili come i tamponi, ma quando si tratta di salute riteniamo sia sempre meglio avere uno strumento in più di controllo in più, piuttosto che uno in meno. Sempre in quest’ottica abbiamo chiesto di valorizzare l’utilizzo dell’App Immuni, anche e soprattutto da parte di chi dovrebbe gestire il servizio. Infine serve maggiore controllo sul territorio, un aspetto in cui in questi ultimi mesi si è un po’ lasciato andare. Controlli che non devono essere visti in un ottica sanzionatoria, piuttosto agire come stimolo all’adeguarsi all’utilizzo dei corretti comportamenti di prevenzione” conclude De Rosa.

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Covid-19, nuovo test rapido: tampone e sierologico in 12 minuti

Posted by fidest press agency su domenica, 4 ottobre 2020

In 12 minuti è in grado di rivelare se una persona è positiva al virus SarsCov2, quale sia la sua carica virale – così da identificare subito i pazienti maggiormente infettivi – e se abbia sviluppato gli anticorpi al nuovo coronavirus. In un solo colpo, quindi si potrà effettuare sia il tampone (che rivela la positività) sia il test sierologico (che indica la presenza degli anticorpi). Il nuovo test antigenico si differenzia da quelli di biologia molecolare perché, anche se il mezzo utilizzato è sempre il tampone nasofaringeo, non ricerca il materiale genetico del virus ma rileva la presenza dell’antigene, e quindi di un’eventuale infezione, attraverso la ricerca di proteine specifiche del virus. La strumentazione utilizzata è più veloce e meno costosa: si tratta di una piattaforma, che può essere utilizzata in contesti operativi decentralizzati rispetto al laboratorio analisi, quali pronto soccorso e aeroporti.In pratica, l’operatore sanitario preleva il campione dal paziente con un tampone nasofaringeo e lo inserisce all’interno della piattaforma che, in caso di infezione, rileverà la presenza dell’antigene tramite una reazione biochimica che mostrerà un segnale fluorescente. Questo segnale ha un grado di sensibilità elevato che permette non solo di rilevare l’eventuale presenza del virus, ma anche di fornire una indicazione della carica virale. La stessa strumentazione può essere utilizzata per l’indagine sierologica misurando la quantità di anticorpi presenti tramite digito puntura (prelievo capillare) o attraverso un prelievo venoso.Ma sono vari i test rapidi in arrivo, come ad esempio quello sulla saliva capace di rivelare in 3 minuti se si è positivi. Altri test rapidi danno invece i risultati in un tempo che oscilla tra 60 e 90 minuti. Da parte sua il ministero della Salute ha già nei giorni scorsi sottolineato che la ricerca su tutti i tipi di test rapidi va avanti e che quelli attualmente in sperimentazione negli aeroporti, già validati, agiscono sulla raccolta di secrezioni di naso e gola come i noti tamponi molecolari. Fonte: Doctor33.it

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Che cosa sono i test sierologici? a cosa servono?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 settembre 2020

Mentre i test molecolari RT-PCR individuano il virus nell’organismo del paziente, i test sierologici (o immunologici) permettono di misurare la presenza degli anticorpi che il sistema immunitario produce in risposta all’infezione del virus SARS-CoV-2, e che garantiscono una qualche forma di immunità da una possibile seconda infezione. Il test sierologico non dice se il paziente ha una infezione in atto: gli anticorpi compaiono infatti con un ritardo di qualche giorno rispetto all’esordio dei sintomi, e viceversa gli anticorpi rimangono nell’organismo del paziente anche dopo che l’infezione è stata superata.Questi test sono molto importanti per gli studi di sieroprevalenza, ovvero per capire lo stato di diffusione del virus in specifici gruppi a rischio (es. operatori sanitari, residenze assistite, comunità, carceri, etc.), oppure per valutare lo stato di immunizzazione della popo-
lazione in previsione della riapertura delle attività lavorative e sociali; e infine potrebbero essere utili per valutare l’efficacia dei vaccini.Ad oggi, sono disponibili due tipi principali di test sierologici, i test convenzionali e i test cosiddetti “rapidi”. I primi richiedono alcune ore per essere effettuati, devono essere eseguiti in laboratori dotati di attrezzature complesse, con personale esperto, e forniscono risultati di tipo sia qualitativo (presenza o meno degli anticorpi) che quantitativo (titolo anticorpale). Utilizzando tecniche di virologia classica, che prevedono l’utilizzo di colture virali come la “sieroneutraliz-
zazione”, questi test riescono inoltre a misurare il potere protettivo degli anticorpi.I test rapidi si basano invece su dispositivi di semplice utilizzo, che possono essere utilizzati anche al di fuori dei laboratori, ed hanno tempi medi di risposta di circa 15 minuti: sul dispositivo viene de- positata una goccia di sangue o di siero/plasma, e la presenza di anti- corpi viene visualizzata mediante la comparsa di una banda colorata o di un segnale fluorescente che viene letto con un piccolo apparec-
chio di rilevazione. Questi test rapidi, proprio per le loro caratteristiche tecniche, sono solamente qualitativi, cioè rilevano soltanto la presenza degli anticorpi, ma non in quale quantità e con quale capacità protettiva. Sul mercato sono presenti numerosi test sierologici sia classici che rapidi, anche dotati di marchio CE. Ad oggi mancano però studi di comparazione e validazione clinica, e i dati disponibili indicano una certa variabilità dei risultati tra i differenti sistemi. Questo fa si che, benché vi siano correlazioni fra i vari test, i risultati ottenuti con un metodo non sono sovrapponibili con i risultati ottenuti con altri metodi. L’OMS attualmente non raccomanda l’utilizzo di test diagnostici rapidi per la rilevazione di anticorpi nell’assistenza ai pazienti, ma raccomanda la prosecuzione delle ricerche in questo campo per la sorveglianza delle malattie e per la ricerca epidemiologica. (fonte Spallanzani)

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Nuovo test rapido in grado di individuare la positività all’infezione da Sars-CoV-2.

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 settembre 2020

Il “Daily Tampon”, o tampone giornaliero, è stato realizzato dall’azienda Allum di Merate (Lecco), in collaborazione con l’Università degli Studi del Sannio.Il commento di Floriano Panza – candidato alle prossime elezioni regionali, in programma il 20 e 21 settembre, con la lista Fare Democratico-Popolari – dopo l’incontro con il Magnifico Rettore sannita, Gerardo Canfora.”Congratulazioni al Magnifico Rettore, Gerardo Canfora, al professore di genetica Pasquale Vito, presidente spin-off universitario Genus Biotech, e a Stefania Magni dell’azienda Allum, che hanno sviluppato un nuovo test salivare per individuare la positività all’infezione Covid. Un risultato prestigioso che ci rende una volta di più orgogliosi del nostro Ateneo.
I talenti sanniti sono una preziosa risorsa da valorizzare e dobbiamo creare le condizioni per consentirgli di restare nel Sannio. Queste sono le sinergie che dobbiamo promuovere ed incentivare ad ogni livello, e che dimostrano quali obiettivi possiamo raggiungere quando università, territorio ed imprese riescono a fare rete”.

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