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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

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In crescita gli iscritti ai test di ammissione al Politecnico di Torino

Posted by fidest press agency su domenica, 4 settembre 2022

Ancora un aumento a due cifre per il numero di studenti che quest’anno hanno scelto il Politecnico di Torino per i corsi di Ingegneria, Architettura, Design e Pianificazione, confermando la crescita costante registrata negli ultimi anni per le pre-immatricolazioni: quest’anno sono 16.200 – quindi complessivamente il 10% in più rispetto alle aspiranti matricole del 2021/2022 – i ragazzi e le ragazze che hanno sostenuto a partire da marzo i test di ammissione, che si sono svolti in presenza per i candidati e le candidate comunitari/e e online per gli studenti e le studentesse non comunitari/e residenti all’estero richiedenti visto.Fra i corsi di laurea in crescita, Architettura e Ingegneria Informatica fanno registrare gli incrementi più significativi, rispettivamente +50% e +70%, a cui seguono Pianificazione Territoriale, Urbanistica E Paesaggistico-Ambientale (+35%), Ingegneria Aerospaziale (+30%) e Ingegneria dell’autoveicolo (+30%). Ottimo risultato anche per il nuovo corso di laurea in Civil and environmental engineering che è stato scelto da ben 172 studenti.La qualità degli studenti e delle studentesse che hanno sostenuto il test nelle sessioni anticipate resta sempre molto elevata, infatti quasi il 30% di loro hanno raggiunto un punteggio superiore alla soglia e che ha quindi permesso loro di immatricolarsi anticipatamente. Gli iscritti ai test si contenderanno i 4.762 posti disponibili per i corsi di Ingegneria, gli 85 per il corso in Pianificazione territoriale, urbanistica e paesaggistico-ambientale e i 250 per il corso di Design e comunicazione, mentre sono già stati assegnati con il test del 26 luglio scorso i 500 posti disponibili per il corso di laurea in Architettura. Questi numeri di pre-immatricolati consentiranno, quindi, di coprire tutti i posti a disposizione e garantiranno all’Ateneo di confermare il numero dei propri iscritti, considerato che tutti i corsi sono a numero programmato.Altro importante indicatore della fiducia nell’Ateneo a livello italiano, ma anche internazionale, è la provenienza geografica dei pre-immatricolati. Torna infatti ai livelli pre-Covid la percentuale degli aspiranti studenti provenienti da fuori Piemonte e dall’estero (complessivamente il 60% di tutti gli iscritti ai test).In particolare, crescono gli studenti stranieri, che ad oggi risultano 4.600 iscritti ai diversi test, contro i 2.700 dello scorso anno. I Paesi stranieri più rappresentati sono la Turchia, l’Iran, il Libano, l’India e la Cina. Per quanto riguarda invece le Regioni italiane più rappresentate, troviamo Sicilia, Puglia, Lombardia, Liguria e Lazio, con la conferma di un interesse anche da parte dei potenziali studenti lombardi che conferma una tendenza recente, evidenziata a partire dallo scorso anno.

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Test di ingresso per i Corsi di laurea magistrale

Posted by fidest press agency su martedì, 30 agosto 2022

Padova Martedì 6 settembre alle ore 13.00 si terrà alla Fiera di Padova, via Niccolò Tommaseo 59, il test di ingresso per i Corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e chirurgia e in Odontoiatria e protesi dentaria erogati in lingua italiana.La prova durerà 100 minuti, durante i quali i candidati affronteranno 60 domande a risposta multipla con un punteggio massimo previsto pari a 90 punti. Le opzioni di risposta saranno cinque e il candidato dovrà individuarne una soltanto, scartando le conclusioni errate, arbitrarie o meno probabili, sui seguenti argomenti: competenze di lettura e conoscenze acquisite negli studi (4 quesiti); ragionamento logico e problemi (5 quesiti); biologia (23 quesiti); chimica (15 quesiti); fisica e matematica (13 quesiti). Rimodulati quindi rispetto agli scorsi anni, la nuova ripartizione della prova di selezione prevede il 15% del test per quiz di ragionamento logico, ragionamento numerico e humanities. La restante percentuale del test è attribuita alle materie disciplinari: dalla biologia alla chimica, dalla fisica alla matematica. Il candidato otterrà 1,5 punti per ogni risposta esatta; meno 0,4 (-0,4) punti per ogni risposta errata e 0 punti per ogni risposta omessa.I candidati potranno accedere alla sede d’esame a scaglioni, per evitare assembramenti, con autocertificazione obbligatoria (candidati e personale di vigilanza), mascherina FFP2, mantenendo il distanziamento e riponendo i propri effetti personali in guardaroba confezionati singolarmente. Il personale predisposto dell’Ateneo per la sorveglianza alle prove ammonta a circa 270 persone.Quest’anno a Padova gli iscritti al test sono stati 3119 (2131 donne e 988 uomini) per i 428 posti a disposizione (340 a Padova e 88 a Treviso). Nella selezione del 2019 furono 3.056, nel 2020 3.382 e nel 2021 si iscrissero 2.968 (2048 donne e 920 uomini) candidati per 414 posti (334 a Padova e 80 a Treviso). Martedì 13 settembre alle ore 12.00 sempre in Fiera – ma anche nelle sedi estere di estere di Baku British Council, San Paolo Winner Idiomas, Toronto Centre of English Studies, British Council Beijing, Nicosia British Council Cyprus, The British School of Paris, Frankfurt Provadis, Münchner Volkshochschule, British Council of Athens, Hong Kong ITS Education Asia, New Dehli BC Education India Private Limited, British Council of Lahore, Warsaw Lang LTC, British Council of Jeddah, British Council of Johannesburg, British Council of Madrid, Zurich Flying Teachers, British Council of Ankara, Istanbul British Side, British Council of Dubai, London Mobile Testing Solutions, OHC of New York – avrà luogo il test di Medicine and surgery, cioè Medicina e Chirurgia in lingua inglese, a cui si sono iscritti 748 che concorreranno per 76 posti, nel 2019 furono 471, nel 2020 ammontarono a 625 e nel 2021 parteciparono 651 candidati.

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Vaccini e test diagnostici in farmacia

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 agosto 2022

È stato firmato da parte del Ministero, delle Regioni, delle rappresentanze delle farmacie il “Protocollo per la somministrazione da parte dei farmacisti dei vaccini anti-covid19, anti-influenzali e per la somministrazione dei test diagnostici che prevedono il prelevamento del campione biologico a livello nasale, salivare o orofaringeo”. «Si tratta di un passaggio di particolare importanza perché è un ulteriore riconoscimento del ruolo della farmacia nel Ssn e mette le basi per un’applicazione di tali servizi il più possibile omogenea sul territorio, consentendo alle farmacie di effettuare i servizi secondo un modello unico» ha spiegato Venanzio Gizzi, presidente di Assofarm. In sostanza, in merito alla somministrazione dei vaccini covid e anti flu, “questa è eseguita da farmacisti abilitati a seguito del superamento di corso di formazione e di successivi aggiornamenti annuali organizzati dall’Istituto Superiore di Sanità”. La somministrazione di vaccini anti-influenzali è eseguita solamente nei confronti di soggetti di età non inferiore a 18 anni. Le attività di vaccinazione, da eseguirsi preferibilmente dietro appuntamento, sono eseguibili in area interna alla farmacia, purché separata dagli spazi destinati all’accoglienza dell’utenza e allo svolgimento delle attività di dispensazione del farmaco, nonché in aree, locali o strutture esterne alle condizioni stabilite. EÌ comunque possibile somministrare il vaccino a farmacia chiusa”. La permanenza e il monitoraggio di 15 minuti vanno sempre “assicurati”. Quanto al compenso, nel documento anticipato dal Farmacistaonline, “per l’atto professionale per singolo inoculo eÌ stabilito in 6,16 euro. In caso di vaccinazione anti-influenzale a soggetti non eleggibili, sono a carico di quest’ultimi sia il compenso per l’inoculo che il prezzo al pubblico di acquisto del vaccino. È demandato ad accordi con le Regioni e le Province Autonome il riconoscimento a favore delle Farmacie di eventuali ulteriori oneri relativi al rimborso di dispositivi di protezione individuale e materiale di consumo e di eventuali incentivi per il raggiungimento dei target vaccinali”. Le attività di “prenotazione e di esecuzione dei vaccini verranno eseguite, da parte delle farmacie, secondo i programmi di individuazione della popolazione target, seguendo i criteri di priorità, sulla base della messa a disposizione delle dosi vaccinali e della stipula di accordi”. In merito poi ai test diagnostici, nel protocollo c’è una prima parte, più generica, che non riguarda esclusivamente i tamponi per rilevare il Covid-19. A titolo generale quindi “le attività di somministrazione dei test diagnostici sono eseguibili in area interna alla farmacia, purché separata dagli spazi destinati allo svolgimento delle attività di dispensazione del farmaco in modo tale da garantire la riservatezza degli utenti, nonché in aree, locali o strutture esterne secondo quanto definito dal protocollo. Tra le altre previsioni, “Ai fini dell’offerta di servizi sanitari da parte delle farmacie, i soggetti titolari di farmacia possono utilizzare aree, locali o strutture separate dai locali ove è ubicata la farmacia” che saranno sottoposte “a controllo da parte dell’amministrazione sanitaria territorialmente competente”, con requisiti già previsti. Due o più farmacie, di proprietà di soggetti differenti, possono esercitare in comune i servizi sanitari previa stipula del contratto di rete”. By Francesca Giani fonte: Farmacista33 (abstract)

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Un nuovo test di attivazione delle cellule T per la rilevazione dell’immunità cellulare specifica per il SARS-CoV-2

Posted by fidest press agency su martedì, 21 giugno 2022

Con oltre 460 milioni di casi a livello mondiale, di cui 6 milioni hanno avuto esito fatale, finora, la pandemia di COVID-19 da SARS-CoV-2 si è dimostrata essere una crisi sanitaria globale. In questo scenario preoccupante, ancora più notevole è lo sforzo senza precedenti compiuto dalla comunità scientifica internazionale, che ha portato – in tempi record – alla disponibilità di vaccini basati su mRNA e vettori virali. Con oltre 10 miliardi di dosi totali di vaccino somministrate in tutto il mondo, le campagne di vaccinazione hanno già iniziato ad attenuare questa crisi globale. Per massimizzare gli effetti del vaccino, sarà necessario valutare in modo sistematico e monitorare il più ampiamente possibile l’efficacia e la durata della protezione immunitaria.Un team di scienziati-medici di fama internazionale ha recentemente pubblicato su Nature Biotechnology un documento su questo tema, descrivendo l’efficacia e la sensibilità di un nuovo tipo di test per rilevare l’immunità cellulare al SARS-CoV-2.La ricerca, effettuata in sinergia con SYNLAB, uno dei principali fornitori mondiali di servizi diagnostici di laboratorio, ha sfruttato la tecnologia di Hyris, il rivoluzionario Hyris SystemT.Pertanto, secondo lo studio, la misurazione della risposta delle cellule T rappresenta un nuovo, rivoluzionario approccio alla lotta contro il SARS-CoV-2. Grazie ai linfociti T reattivi, un individuo negativo a un test anticorpale potrebbe ancora essere protetto.Questo nuovo studio dimostra quindi l’importanza di un approccio PCR quantitativo al test delle cellule T, grazie allo sforzo congiunto di SYNLAB, uno dei principali network internazionali di fornitori di diagnostica medica, e Hyris, azienda biotecnologica globale dedicata all’analisi genetica.La rapida disponibilità di vaccini contro il SARS-CoV-2 a un’ampia percentuale della popolazione suggerisce che dovrebbero essere valutati nuovi approcci alla misurazione della durata della risposta immunitaria e alla potenziale necessità di booster vaccinali. Questo studio potrebbe rivelarsi una soluzione chiave per supportare ulteriormente la comunità scientifica nello svolgere un ruolo strategico per affrontare questa nuova sfida globale.

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Nuovo test immunochimici fecali

Posted by fidest press agency su sabato, 18 giugno 2022

Al fine di soddisfare le crescenti necessità delle grandi organizzazioni di screening del cancro colorettale e dei laboratori clinici con elevato volume di campioni, Sentinel Diagnostics – azienda italiana focalizzata da oltre 35 anni sullo sviluppo e sulla produzione di kit diagnostici in vitro per chimica clinica, immunochimica e diagnostica molecolare – annuncia il lancio del sistema SENTiFIT® 800 Analyzer, un nuovo strumento completamente automatizzato e ad alta produttività per test immunochimici fecali (FIT). Il cancro colorettale (CRC) è uno dei tumori più pericolosi, rappresentando la seconda causa di morte per cancro nel mondo occidentale, con quasi 2 milioni di nuovi casi/anno e 0,9 milioni di decessi (www.iarc.fr). Se diagnosticato precocemente, il CRC è curabile nella maggior parte dei casi quindi la quasi totalità dei paesi organizza programmi di screening nazionali o regionali per identificare i tumori nella loro fase iniziale, rendendo la cura più efficace e quindi diminuendo notevolmente la mortalità. I programmi di screening testano milioni di persone all’anno e, pertanto, creano nuove necessità nell’organizzazione dei laboratori. Il nuovo analizzatore SENTiFIT® 800 è in grado di soddisfare le esigenze di produttività, automazione e precisione di qualsiasi laboratorio con qualsiasi volume di campioni. “Da quasi 20 anni, Sentinel Diagnostics sostiene la lotta al cancro del colon-retto con il test FOB Gold® e analizzatori di alta qualità. SENTiFIT® 800 è stato sviluppato appositamente per i centri di screening CRC e rappresenta un ulteriore passo avanti nel rafforzare il nostro impegno nella diagnosi delle malattie gastrointestinali” spiega Marco Buonaguidi, Responsabile Vendite e Marketing. L’analizzatore SENTiFIT® 800 è un sistema ad elevata capacità, dedicato all’analisi delle feci, in grado di produrre fino a 550 test ogni ora, 1 milione di test all’anno in totale automazione e completa tracciabilità. Il sistema permette una notevole riduzione dei tempi operatore, una migliore organizzazione delle risorse e una ridotta incidenza di errori manuali ed è alimentato da una specifica unità di caricamento campioni (Rack Handler RH-150) capace di fornire un flusso costante di 250 campioni pronti per essere analizzati. Il sistema SENTiFIT® 800 (marcato CE-IVD) è compatibile con la linea FOB Gold®, la soluzione completa per l’identificazione del sangue occulto nelle feci, e con i reagenti della linea CALiaGold® per la quantificazione della Calprotectina fecale, il test di prima scelta per la verifica dell’infiammazione intestinale.

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Test di Medicina e Odontoiatria

Posted by fidest press agency su domenica, 13 marzo 2022

Il MUR, Ministero dell’Università e della Ricerca, ha reso note le date dei test di ammissione ai corsi di laurea per l’anno accademico 2022/2023 ad accesso programmato nazionale per le facoltà di Medicina e Odontoiatria, Veterinaria, Professioni Sanitarie Triennali e specialistiche e IMAT, attraverso un decreto pubblicato lunedì 7 marzo.Il calendario dei test d’ingresso 2022 prenderà il via il prossimo 6 settembre con Medicina e Odontoiatria e terminerà il 23 settembre con il test di ammissione ai corsi di laurea magistrale di Professioni Sanitarie. Nei prossimi mesi il MUR pubblicherà il bando test Medicina e Odontoiatria 2022, contenente il numero di posti disponibili per le facoltà di Medicina e Chirurgia e di Odontoiatria.Lievi modifiche per la prova di quest’anno, come anticipato qualche settimana fa dalla Ministra dell’Università e Ricerca Maria Cristina Messa: annunciato un ridimensionamento della parte di domande di cultura generale che verrà però confermato dal prossimo bando del MUR, mentre restano quelle di ragionamento logico e il resto sarà disciplinare. Si tratta dell’ultimo anno del cosiddetto “concorsone”: come anticipato sempre dalla Ministra, dal 2023 la prova potrà essere sostenuta più volte all’anno – al momento si ipotizzano due tentativi ma non è ancora confermato – a partire dalla quarta superiore.

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Proposta per consentire alle Parafarmacie di poter effettuare i test antigienici rapidi

Posted by fidest press agency su domenica, 16 gennaio 2022

La deputata pentastellata, Stefania Mammì, alla luce della bocciatura della proposta presentata in Commissione Affari Costituzionali al Senato, presenterà in Commissione Affari Sociali alla Camera un emendamento al Decreto Milleproroghe che chiede di consentire alle Parafarmacie di poter effettuare i test antigienici rapidi, al fine di ampliare le attività di rilevamento dei contagi da SARS-CoV-2.”Quando la politica abbandona il buon senso e agisce per finalità diverse dal bene comune a pagare il conto più salato sono sempre i cittadini. Queste le parole di Giuseppe Conte che condivido e che mi portano a intervenire sulla possibilità di fare all’interno delle parafarmacie i test antigenici rapidi. Questa soluzione è necessaria per allentare la tensione che si è creata nelle farmacie italiane, da settimane i cittadini si cimentano in lunghissime file di attesa per un tampone. La Commissione al Senato, ovvero il centrodestra, e Italia dei Valori, ha bocciato un nostro emendamento che avrebbe esteso alle parafarmacie la possibilità di effettuare i test. Andrò avanti su questa battaglia perché la vita dei cittadini è già devastata da una pandemia che non allenta la sua morsa, il compito della politica è quello di aiutare a togliere il disagio alla collettività”, conclude la deputata Stefania Mammì.

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Scuola Test Invalsi ai docenti e ispettori in classe

Posted by fidest press agency su domenica, 31 ottobre 2021

Cosa c’è di vero nelle anticipazioni, apparse sulla stampa, di un piano del ministro Patrizio Bianchi per sottoporre gli insegnanti al giudizio dell’Invalsi? Se rimaniamo ai fatti, scrive Il Corriere della sera, “alcune generiche parole sul sistema di valutazione degli insegnanti sono contenute nel programma che Bianchi ha presentato al Parlamento dopo la sua nomina. «Occorre promuove e potenziare l’attività di valutazione delle scuole dei dirigenti e del personale scolastico e valorizzarne gli esiti»”. Per arrivare a questo, la proposta indicata è in realtà quella di “ripristinare gli ispettori che girino nelle scuole (non ce ne sono praticamente più) facendo un nuovo concorso e stanziando nuovi fondi ma anche di chiedere all’Invalsi e agli altri organismi del sistema nazionale di valutazione di fornire griglie, indicazioni e linee guida per aiutare le Commissioni interne alle scuole a dare i voti alla propria didattica”. Dei voti da dare ai docenti, in realtà, “se ne parla da molti anni, già dai tempi della riforma Berlinguer della fine degli anni novanta”. Ma è anche vero che risulta “difficile immaginare che da qui a poco sia in arrivo una rivoluzione nella valutazione dei docenti, visto che al momento non sono in arrivo neppure i fondi che insegnanti e presidi si aspettano per gli aumenti contrattuali”. Lo stesso ministero dell’Istruzione “ha subito smentito: non c’è niente, alcun piano, per ora si pensa alla legge di bilancio che deve garantire fondi per il rinnovo contrattuale e per il prolungamento dei contratti a termine stipulati per il cosiddetto organico Covid. Persino per ridurre i numeri delle classi pollaio al momento non sono indicati finanziamenti sufficienti nella bozza di bilancio”. Forse, il ministero dell’Istruzione si potrebbe accontentare di riprendere quella parte del “dossier della Buona scuola che istituisce in ogni scuola il comitato di valutazione dei docenti costituito dal preside da tre docenti e da un rappresentante dei genitori e da un membro esterno individuato dall’Ufficio scolastico”.Anief ritiene che i dubbi sulla praticabilità del pioano siano leciti. Sia quelli sulle priorità da affrontare, con l’attenzione e le risorse da concentrare su ben altri aspetti basilari, come il potenziamento delle risorse per migliorare le strutture scolastiche, le norme assurde che hanno prodotto tagli di ore settimanale di lezione, clasi pollaio, organici sempre più ridotti e il mancato rinnovo contrattuale. La verità – dice Marcello Pacifico, leader dell’Anief – è che chi decide le sorti della Scuola italiana non riesce a sottrarsi al tentativo di imporre il modello aziendalista in un contesto non adeguato, perché di crescita umana e culturale. Continuare a pensare che per migliorare la didattica basta controllare coloro che la progettano ed esercitano, senza mettere invece nelle condizioni i docenti di operare al meglio, rappresenta il modo peggiore – conclude il leader dell’Anief – per affrontare e risolvere il problema”.

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“Il TEST” di Jordi Vallejo

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 settembre 2021

Pipa e La Bilancia Produzioni presentano IL TEST di Jordi Vallejo con Roberto Ciufoli, Benedicta Boccoli, Simone Colombari, Sarah Biacchi regia Roberto Ciufoli traduzione Piero Pasqua scenografia Andrea Ceriani disegno luci Francesco Bàrbera costumi Sandra Cardini foto Tommaso Le Pera Premio Fray Luis de Leòn 2014 “Le domande sono semplici; le risposte meno”. “Cosa preferisci: centomila euro subito o un milione fra dieci anni?”. Ecco “Il Test” che dà vita a questa esilarante e graffiante commedia che ha sbancato i botteghini spagnoli, da Barcellona a Madrid ed è arrivata in Italia con Roberto Ciufoli, Benedicta Boccoli, Simone Colombari, Sarah Biacchi, con la regia dello stesso Ciufoli. Tutto lo spettacolo ruota intorno alle quattro S: soldi, sentimenti, sesso, successo. Un crescendo comico e drammatico, che porta alla luce il non detto, le aspirazioni, le colpe e le speranze dei quattro protagonisti. Il pubblico spagnolo ha fatto la fila per quattro stagioni teatrali per goderselo, e da ottobre 2021 all’aprile 2022 anche il pubblico italiano avrà di chè divertirsi nei teatri tornati finalmente a popolarsi. Lo spettacolo – che aveva iniziato il suo percorso con una prima parte di tournée di grande successo nel 2019 – è prodotto da Pipa e La Bilancia Produzioni, ha le scenografia di Andrea Ceriani, il disegno luci di Francesco Bàrbera e i costumi di Sandra Cardini. Tante le città che vedranno in scena “Il Test”: Milano (Martinitt 1 – 17 ottobre), Modena (Michelangelo 19 – 22 ottobre), Ostia (Manfredi 26 ottobre – 7 novembre), Napoli (Totò 27 gennaio – 6 febbraio), Aosta (Splendor 8 e 9 febbraio), Bologna (Dehon 4-6 marzo), Soresina (Sociale 12 marzo), Gallarate (Condominio 13 marzo) Roma (Vittoria 29 marzo – 2 aprile), Monza (Villoresi 23 e 24 aprile). La trama: Hèctor e Paula, una coppia con qualche problema economico, devono affrontare la scelta che gli propone il vecchio amico Toni, in attesa che li raggiunga per cena Berta, la giovane fidanzata psicologa di successo. Una decisione apparentemente semplice: accontentarsi di una piccola ma immediata fortuna o aspettare lunghi anni per decuplicarla? Il dilemma che inizia come un semplice e teorico test di personalità, in un clima di divertita amicizia, diventa sempre più causticamente feroce, e mette progressivamente a nudo i caratteri, i pensieri reconditi e i delicati segreti dei quattro commensali. Fra battute di spirito al vetriolo e sferzanti dialoghi, i protagonisti vengono spinti a prendere decisioni che nell’arco di una cena cambieranno radicalmente le loro vite, forse per sempre. Il gioco drammaturgico si fa ancora più avvincente con il diretto coinvolgimento del pubblico che viene chiamato, a inizio spettacolo, a decidere quale ruolo, fra Hèctor e Toni, assegnare replica per replica ai due interpreti maschili, Ciufoli e Colombari.

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Con un test del sangue si potrà sapere l’intensità del dolore cronico

Posted by fidest press agency su sabato, 18 settembre 2021

L’indicatore disponibile per sapere il livello di dolore di un paziente è quello verbale. Nel caso del paziente, il risultato di questa valutazione è molto soggettivo perchè tiene conto della propria esperienza e del personale livello di sopportazione del dolore. Il clinico dovrà quindi affidarsi alla percezione del paziente per decidere se si tratta di dolore lieve, moderato o grave “Non esisteva un test diagnostico per il dolore cronico e tutti i clinici del dolore sanno l’impatto che potrà avere a livello diagnostico ma anche psicologico sul paziente attraverso il quale possiamo solo avere informazioni soggettive sul dolore cronico. Lo studio è stato effettuato –spiega Valentina MALAFOGLIA, Ricercatrice Fondazione ISAL (Istituto di Scienze Algologiche) – confrontando un gruppo di pazienti sani con un gruppo che soffre di dolore fibralgico proprio perché sappiamo che l’estensione del dolore in questi pazienti è molto variabile e diffuso in tutto il corpo. Avevamo la necessità di poterlo codificare e quantificare anche nel tempo”. La fibromialgia è una grave sindrome che causa dolore cronico severo. In Europa colpisce oltre 14 milioni di persone, nel 90% dei casi donne. Non è considerata una malattia rara e non è riconosciuta come malattia cronica all’interno dei Livelli essenziali di assistenza (Lea). Si manifesta con dolore diffuso, facile affaticabilità, sviluppo di senso di angoscia, panico e ansia, disturbi del sonno e problemi gastrointestinali. Ancora oggi non ci sono esami che riescano a diagnosticarla chiaramente, né terapie risolutive. Per molte, la beffa di sembrare malate agli occhi di parenti, colleghi e amici, per cui ne deriva anche un forte stress psicologico. “La conferma del Mu-Lympho-Marker come biomarcatore per il dolore cronico severo, potrà avere numerosi impatti positivi a partire dalla conferma della presenza di dolore, del grado di intensità, che ridurranno i ritardi ed errori diagnostici a beneficio di un miglioramento della qualità di vita dei pazienti e caregivers. Tra gli obiettivi – continua MALAFOGLIA – c’è quello di definire nuove strategie terapeutiche e lo sviluppo di nuovi farmaci, individuando in modo preciso e personalizzato il trattamento più adeguato con evidenti risparmi di tempo e di costi”. “La conferma del Mu-Lympho-Marker come biomarcatore per il dolore cronico severo, potrà avere numerosi impatti positivi a partire dalla conferma della presenza di dolore, del grado di intensità, che ridurranno i ritardi ed errori diagnostici a beneficio di un miglioramento della qualità di vita dei pazienti e caregivers. Tra gli obiettivi – continua MALAFOGLIA – c’è quello di definire nuove strategie terapeutiche e lo sviluppo di nuovi farmaci, individuando in modo preciso e personalizzato il trattamento più adeguato con evidenti risparmi di tempo e di costi”.

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Test antigenici rapidi al personale scolastico non statale

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 aprile 2021

“Nonostante sia stato previsto per tutto il personale scolastico, sia statale che paritario, ci giungono diverse segnalazioni da parte di dirigenti di scuole non statali che evidenziano come il proprio personale non riesca da giorni ad iscriversi al portale regionale per effettuare i test antigenici rapidi. Regione e ufficio scolastico regionale intervengano, è importante che questi percorsi di sicurezza funzionino per tutte le scuole” ha dichiarato Gabriele Toccafondi, deputato fiorentino di Italia Viva. “Il progetto ‘Scuole Sicure’, strumento utilissimo, prevede per tutto il personale scolastico un programma di screening gratuito e volontario. La Toscana offre, quindi, la possibilità a quei lavoratori che lo desiderano di prenotarsi attraverso il portale web regionale per poi effettuare il test antigenico rapido presso i drive through. Mentre per quanto riguarda lo screening degli studenti tutto è andato per il meglio e viene effettuato sia sui ragazzi delle scuole statali che su quelli delle paritarie, per gli insegnanti qualcosa sta andando storto. Sembra, infatti, che i codici meccanografici, necessari all’iscrizione e forniti dal nuovo portale regionale al personale non statale, non vengano riconosciuti dal sistema” ha continuato il deputato. “È importante che questi percorsi di screening siano fatti per tutti gli studenti e per tutti i docenti, indipendentemente dal fatto che frequentino o lavorino in scuole statali o paritarie” ha concluso Toccafondi.

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Covid-19, test da utilizzare per identificare le varianti

Posted by fidest press agency su martedì, 23 febbraio 2021

I test per la diagnosi di Covid che si usano attualmente sono in grado di rilevare le varianti di Sars-CoV-2? “In linea generale, i test diagnostici attualmente in uso funzionano correttamente”, scrive l’Istituto superiore di sanità in una nuova Faq dello speciale varianti aggiornato online. L’Iss rimanda comunque, alle indicazioni diffuse nei giorni scorsi dal ministero della Salute. “Il ministero della Salute – spiega – raccomanda l’uso di test molecolari non esclusivamente basati sul gene S. Si può ricorrere ai test antigenici, ma per le eventuali conferme sono necessari i test antigenici non rapidi (di laboratorio) o quelli rapidi con lettura in fluorescenza (cioè letti con apposite apparecchiature), che garantiscano alta specificità e sensibilità”.Invece, “per potere distinguere se un’infezione è determinata da una variante – precisa l’Iss – è necessario un test specifico altamente specialistico che è detto ‘sequenziamento’, tramite il quale si determina la composizione esatta del genoma del virus. Il sequenziamento non è un’analisi a disposizione del pubblico, ma è un tipo di test che viene effettuato solo in centri specializzati per motivi di sanità pubblica”. Nel frattempo, per stimare la diffusione in Italia delle tre varianti di coronavirus VOC 202012/01 (Regno Unito), P1 (brasiliana) e 501.V2 (sudafricana), “è stata disegnata un’indagine rapida coordinata dall’Istituto superiore di sanità in collaborazione con le Regioni e Province autonome ed in particolare con i laboratori da queste ultime identificati”, lo prevede una nuova circolare del ministero della Salute, firmata dal direttore generale Prevenzione Gianni Rezza. L’obiettivo di questa indagine, che prenderà in considerazione i campioni notificati il 18 febbraio, è quello “di identificare, tra i campioni con risultato positivo per Sars-CoV-2 in Rr-Pcr, possibili casi di infezione riconducibili a queste varianti”, riporta il documento.Il vaccino di Pfizer-Biontech potrebbe essere meno efficace contro le varianti sudafricana e brasiliana del coronavirus SarsCov2, secondo i dati preliminari, pubblicati sul New England Journal of Medicine dell’Università del Texas di Galveston e della stessa azienda, l’efficacia degli anticorpi neutralizzanti del vaccino calerebbe di circa due terzi. La verifica è stata fatta in laboratorio su 20 campioni di sangue ottenuti da 15 persone che avevano partecipato alla sperimentazione del vaccino. Si è così visto che l’azione degli anticorpi neutralizzanti del virus era più debole di circa i due terzi. Dati osservati “sul sangue di poche persone in vitro, e non sull’organismo intero della persona” fa notare Francesco Broccolo, virologo dell’università Bicocca di Milano. “Saranno solo i dati clinici, con esame sistematico della persona, a dirci se e quanto effettivamente cala la protezione offerta dal vaccino” aggiunge. Del resto al momento ancora non sono state stabilite le soglie e i livelli di anticorpi neutralizzanti sufficienti a garantire una protezione efficace. (fonte: doctornews33)

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Scuola: Studio Rockefeller Foundation: con test rapidi e distanziamento contagi abbattuti

Posted by fidest press agency su domenica, 7 febbraio 2021

Permettere agli studenti delle scuole superiori di sottoporsi ogni sette giorni al tampone di tipo rapido porta a una diminuzione dei nuovi casi Covid19 del 50%. Lo stesso test somministrato nelle scuole elementari-medie porta ad un calo di infezioni del 35%: una differenza dovuta, spiegano i ricercatori, al numero di interazioni e contatti tra amici negli studenti dai 14 anni in su. Dalla ricerca prodotta dalla Rockefeller Foundation e dal ministero della Sanità statunitense è emerso anche che eseguire i test a una volta al mese fa scendere i contagi solo del 5%. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “tutti gli studenti che frequentano le nostre scuole vanno messi con celerità nelle condizioni di essere monitorati, dando loro l’opportunità di effettuare i tamponi rinofaringei soprattutto negli istituti scolastici superiori. Esattamente come sostengono i ricercatori della Rockefeller Foundation e del ministero della Sanità degli Stati Uniti. Gli screening continuativi rimangono la migliore prevenzione rispetto alla diffusione del contagio da coronavirus. È bene anche che il nuovo Governo, come sembra, punti forte, con i fondi del Recovery Plan, sull’aumento del numero di scuole, di aule e delle loro dimensioni. Quindi di organici e su un rapporto numerico più umano docenti-studenti”.

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Pandemia: Test rapidi sono una valida alternativa?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 gennaio 2021

Per diagnosticare i casi Covid-19, il test molecolare con tampone resta il gold standard ma i test antigenici rapidi, se dotati di “sensibilità e specificità quasi sovrapponibile” come quelli di ultima generazione, si possono considerare “una valida alternativa”. È quanto indica il ministero della Salute in una nuova circolare di “Aggiornamento della definizione di caso Covid-19 e strategie di testing”. Nel documento si legge che “il test molecolare, eseguito su tampone oro-nasofaringeo con metodica di real-time Pcr (Reverse Transcription-Polymerase Chain Reaction – Rt-Pcr) rimane il gold standard”. Tuttavia, i test antigenici rapidi di ultima generazione hanno dimostrato di avere “sensibilità e specificità quasi sovrapponibile” e “sulla base dei dati al momento disponibili, risultano essere una valida alternativa alla Rt-Pcr”. L’indicazione, quindi è di prestare attenzione all’affidabilità del test antigenico. Il Ministero ricorda che con i test antigenici rapidi si rileva la presenza di proteine virali (antigeni): “Sono disponibili diversi tipi di test antigenico, dai saggi immunocromatografici lateral flow (prima generazione) ai test a lettura immunofluorescente, i quali hanno migliori prestazioni. I test di ultima generazione (immunofluorescenza con lettura in microfluidica) hanno una performance simile ai saggi di Rt-Pcr”. “Nei casi in cui saggi antigenici rapidi di ultima generazione o test molecolare in Rt-Pcr non siano disponibili o i tempi di risposta siano eccessivi”, il ministero riprende la raccomandazione della Commissione europea del 18 novembre scorso, cioè “il ricorso a test antigenici rapidi che abbiano sensibilità maggiore o pari all’80% e specificità maggiore o pari al 97%”. Il ministero riporta inoltre il suggerimento dell’Ecdc, il Centro europeo per il controllo delle malattie, di “utilizzare, per le situazioni di bassa prevalenza, test con sensibilità pari o maggiore del 90% e specificità del 97%, più vicine all’affidabilità” dei tamponi molecolari.Il Ministero sottolinea l’obbligo di tracciabilità di tutti i test nei sistemi informativi regionali, pertanto “gli esiti dei test antigenici rapidi o dei test Rt-Pcr, anche se effettuati da laboratori, strutture e professionisti privati accreditati dalle Regioni devono essere inseriti nel sistema informativo regionale di riferimento”. Per quanto riguarda le misure di isolamento, “alle persone che risultano positive al test antigenico rapido, anche in attesa di conferma con secondo test antigenico oppure con test Rt-Pcr, si applicano le medesime misure contumaciali previste nel caso di test Rt-Pcr positivo” con riferimento alle misure previste dalla Circolare del 12 ottobre per durate e termine di isolamento e quarantena. Infine, la raccomandazione per chi “non appartiene a categorie a rischio per esposizione lavorativa o per frequenza di comunità chiuse e non è contatto di caso sospetto” e “va a fare il test in farmacia o in laboratorio a pagamento”: “se il saggio antigenico risulta negativo non necessita di ulteriori approfondimenti, se positivo va confermato con test di terza generazione o test in biologia molecolare. Va sempre raccomandato che anche in presenza di un test negativo la presenza di sintomi sospetti deve indurre a contattare il medico curante per gli opportuni provvedimenti”. Il documento conclude sottolineando che “dal momento che alcuni test antigenici (soprattutto quelli che non usano l’immunofluorescenza a lettura microfluidica), ovvero quelli di prima e seconda generazione, possono avere una sensibilità sub-ottimale, si raccomanda, nel comunicare un risultato negativo, di fornire una adeguata informazione al soggetto, consigliando comportamenti prudenziali”. (fonte: Farmacista33)

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Covid-19, circolare del ministero fa chiarezza sui test rapidi. Ecco quali utilizzare

Posted by fidest press agency su domenica, 10 gennaio 2021

Per la diagnosi di Covid-19 “il test molecolare, eseguito su tampone oro-naso-faringeo con metodica di real-time Pcr (Reverse Transcription-Polymerase Chain Reaction) rimane il gold standard”. Solo i test antigenici rapidi di ultima generazione hanno dimostrato di avere “sensibilità e specificità quasi sovrapponibile” e “sulla base dei dati al momento disponibili, risultano essere una valida alternativa alla Rt-Pcr”. Lo sottolinea la nuova circolare del ministero della Salute “Aggiornamento della definizione di caso Covid-19 e strategie di testing”, che, partendo da questa premessa, dà parziale via libera all’utilizzo dei tamponi antigenici rapidi per la definizione di un caso di Covid-19, con l’indicazione di prestare particolare attenzione all’affidabilità.Gli esiti dei test “anche se effettuati da laboratori, farmacie, strutture e professionisti privati accreditati dalle Regioni, devono inoltre essere inseriti nel sistema informativo regionale di riferimento”, si raccomanda. “I test diagnostici antigenici rapidi (Tdar), che rilevano la presenza di proteine virali (antigeni), sono disponibili in diverse tipologie: es. saggi immunocromatografici lateral flow (prima generazione), test a lettura immunofluorescente (con prestazioni migliori). I test di ultima generazione (immunofluorescenza con lettura in microfluidica) hanno una performance simile ai saggi di Rt-Pcr”, si legge. “Nei casi in cui saggi antigenici rapidi di ultima generazione o test molecolare in Rt-Pcr non siano disponibili o i tempi di risposta siano eccessivi”, il ministero riprende la raccomandazione della Commissione europea del 18 novembre scorso, cioè “il ricorso a test antigenici rapidi che abbiano sensibilità maggiore o pari all’80% e specificità maggiore o pari al 97%”. Il ministero riporta inoltre il suggerimento dell’Ecdc, il Centro europeo per il controllo delle malattie, di “utilizzare, per le situazioni di bassa prevalenza, test con sensibilità pari o maggiore del 90% e specificità del 97%, più vicine all’affidabilità” dei tamponi molecolari. “Dal momento che alcuni test antigenici (soprattutto quelli che non usano l’immunofluorescenza a lettura microfluidica), ovvero quelli di prima e seconda generazione, possono avere una sensibilità sub-ottimale, si raccomanda, nel comunicare un risultato negativo, di fornire una adeguata informazione al soggetto, consigliando comportamenti prudenziali”, conclude la circolare a firma del direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza fonte Doctor33

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Covid-19. Test, tamponi, vaccini: ecco le novità per farmacisti e farmacie

Posted by fidest press agency su domenica, 10 gennaio 2021

Gli obiettivi relativi alla copertura del vaccino contro il Covid-19, in particolare nella seconda fase, più massiva, del Piano, impongono la necessità di ampliare i punti sul territorio e gli operatori sanitari che li eseguono. Con la legge di Bilancio 2021, pubblicata in Gazzetta Ufficiale a fine anno, sono state introdotte alcune modifiche che consentono un coinvolgimento delle farmacie nella campagna vaccinale, così come dei farmacisti nelle attività di screening e testing. Vale la pena ripercorrere i contenuti e le ricadute sul settore.In riferimento alla lotta contro il Covid-19, due sono le principali novità che ricadono sulle farmacie contenute nella legge Bilancio 2021: una prima, come ricapitolato da una circolare Fofi di inizio anno, riguarda i test sierologici e i tamponi antigenici presso le farmacie (art.1, commi 418- 420). Si tratta di misure introdotte a seguito dell’approvazione di un emendamento a firma di Andrea Mandelli, presidente Fofi, e, in particolare, con il comma 420 viene modificata la normativa sulla farmacia dei servizi (articolo 1, comma 2, del D. Lgs. n. 153 del 2009), «inserendo la lett. e-bis volta a prevedere, tra i compiti specifici, anche l’effettuazione presso le farmacie da parte di un farmacista di test diagnostici che prevedono il prelievo di sangue capillare. Sulla base di tale norma, nell’ambito delle prestazioni analitiche di prima istanza, il farmacista potrà quindi procedere direttamente a effettuare il prelievo capillare di sangue al paziente, circostanza che, in precedenza, non era espressamente contemplata dalla legge». Inoltre, come si legge nella norma, si prevede che «i test mirati a rilevare la presenza di anticorpi IgG e IgM e i tamponi antigenici rapidi per la rilevazione di antigene Sars-CoV-2 possono essere eseguiti anche presso le farmacie aperte al pubblico dotate di spazi idonei sotto il profilo igienico-sanitario e atti a garantire la tutela della riservatezza. Le modalità organizzative e le condizioni economiche relative all’esecuzione dei test e dei tamponi nelle farmacie aperte al pubblico sono disciplinate, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, dalle convenzioni conformi agli accordi collettivi nazionali e ai correlati accordi regionali, che tengano conto anche delle specificità e dell’importanza del ruolo svolto in tale ambito dalle farmacie rurali».Un altro aspetto riguarda l’esecuzione vaccinazioni presso le farmacie (art.1, comma 471): «tenuto conto delle recenti iniziative attuate nei Paesi appartenenti all’Unione europea finalizzate alla valorizzazione del ruolo dei farmacisti nelle azioni di contrasto e di prevenzione delle infezioni da Sars-CoV-2, è consentita, in via sperimentale, per l’anno 2021, la somministrazione di vaccini nelle farmacie aperte al pubblico sotto la supervisione di medici assistiti, se necessario, da infermieri o da personale sanitario opportunamente formato, subordinatamente alla stipulazione, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, di specifici accordi con le organizzazioni sindacali rappresentative delle farmacie, sentito il competente ordine professionale». Francesca Giani by Farmacista33

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Test diagnostici per Covid-19: procedure

Posted by fidest press agency su sabato, 26 dicembre 2020

Quali test per il Covid-19 ci sono oggi a disposizione, quali sono le procedure corrette per la registrazione del paziente e per l’esecuzione del test, come si indossano correttamente i dispositivi di sicurezza e quali si possono eseguire in farmacia in locali deputati: sono gli argomenti trattati nel webinar “Covid-19 e test diagnostici aspetti scientifici, regolatori e operativi” organizzato da Fofi e Fondazione Cannavò, in collaborazione con Federfarma, con il patrocinio dell’istituto Superiore di Sanità e il supporto di Edra, disponibile sul sito http://www.fondazionefc.it/articolo.php?id=276 e che diverrà un Ecm Fad all’inizio del 2021.A illustrare le differenze tra i vari tipi di test è la dottoressa Paola Stefanelli, direttrice Reparto Malattie Prevenibili da Vaccini, Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità: “Ciascun test disponibile va utilizzato in modo opportuno: esiste una finestra temporale precedente ai sintomi, in cui il virus si riproduce e determina la carica virale: in questo periodo la proteina è disponibile se ricercata come tale, ma non se si cercano gli anticorpi: IgM e IgG compaiono in contemporanea e gli IgG perdurano nel tempo. Sono anticorpi anti-spike che si mantengono anche per mesi”. I test per la diagnosi di Covid-19 (sierologici e tamponi rapidi) possono essere svolti in farmacia e in alcuni casi a domicilio secondo quanto stabilito dalle diverse Regioni soltanto da personale sanitario opportunamente formato. Possono essere eseguiti nei locali della farmacia, ma solo se dotati di entrata e uscita separate e con adeguata ventilazione, in locali adiacenti alla farmacia, in strutture esterne alla farmacia (come gazebo o tensostrutture) o in alternativa nei locali della farmacia durante l’orario di chiusura al pubblico. In genere è prevista la prenotazione tramite mail o telefonica. Alcune Regioni già hanno autorizzato l’esecuzione dei test sierologici su sangue capillare e quelli antigenici rapidi; la partecipazione, a oggi, delle farmacie, è su base volontaria. Per quanto riguarda gli aspetti regolatori l’approfondimento è tenuto da Marcella Marletta, Esperta di sanità pubblica, farmaci e dispositivi medici, Docente Università San Raffaele: “La normativa di riferimento che disciplina i dispositivi diagnostici per Covid-19 è la Direttiva 98/79/CE recepita dal DL n 332 dell’8 settembre 2000. Ai sensi di questa normativa, il fabbricante, cui spetta la responsabilità della marcatura CE del dispositivo, deve assicurare che i prodotti da immettere sul mercato comunitario rispettino i requisiti essenziali di sicurezza ed efficacia. Nei casi di dispositivi a uso professionale la normativa di riferimento è la MEDDEV 2.14/3 IVD Guidances”. Nel webinar sono contenuti anche due video tutorial: uno per la vestizione e svestizione dei DPPI realizzato dall’Istituto per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani e rivolto agli operatori e un video tutorial realizzato da Alfredo Procaccini, vice- presidente di Federfarma, sulle modalità operative per tamponi rapidi e test sierologici nelle farmacie della Regione Lazio.

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Covid-19, test diagnostici in farmacia

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 dicembre 2020

Può essere seguito in locale dedicato, oppure locali esterni alla farmacia o una struttura esterna alla farmacia, o in alcuni casi a domicilio: queste le possibilità attivate in alcune Regioni per l’esecuzione dei test diagnostici per il Covid-19 in farmacia. Numerose Regioni, infatti, accogliendo le sollecitazioni da parte delle Autorità sanitarie nazionali, hanno adottato appositi provvedimenti che coinvolgono le farmacie di comunità in alcune attività di accertamento diagnostico e ne hanno disciplinano le modalità operative. I test a disposizione, le intere procedure corrette per la registrazione del paziente, l’esecuzione del test, i dispositivi di sicurezza per personale e pazienti, sono state illustrate nel webinar “Covid-19 e test diagnostici aspetti scientifici, regolatori e operativi” organizzato da Fondazione Cannavò, Fofi, in collaborazione con Federfarma, con il patrocinio dell’istituto Superiore di Sanità e il supporto di Edra. Un seminario online che sarà disponibile, a breve, anche sui siti delle associazioni che lo hanno organizzato e che sarà trasformato all’inizio del 2021 in un corso Ecm Fad. «I test diagnostici per il Covid-19, seppure in teoria facciano parte della farmacia dei servizi, non rientrano nel DM 2010 tra quelli in autodiagnosi, quindi non è possibile attivare il servizio in modo autonomo, ma solo a seguito di un provvedimento regionale o nazionale» ha spiegato Antonio Mastroianni, già Direttore Generale Fofi. Alcune Regioni già hanno autorizzato l’esecuzione dei test sierologici su sangue capillare e quelli antigienici rapidi: la partecipazione da parte delle farmacie rimane su base volontaria. «Si auspica a breve un coordinamento nazionale». Il ruolo dei test eseguiti in farmacia rientra nella necessità di una diagnosi rapida dell’infezione da Sars-Cov-2 per evitarne l’ulteriore diffusione attraverso il contenimento dei soggetti positivi e una efficace attività di contact tracing. Ma quali sono e in che cosa si differenziano i diversi test diagnostici per Covid-19? «Sono stati messi a punto in un arco temporale molto breve e hanno alla base la ricercare della proteina caratteristica del virus, la cosiddetta ‘spike’, una proteina a uncino che permette al virus di entrare nel cellule umane» ha spiegato Paola Stefanelli, direttrice Reparto Malattie Prevenibili da Vaccini, Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità «ciascun test disponibile va utilizzato tenendo in considerazione le finestre di opportunità in termini di efficacia: esiste una finestra temporale precedente ai sintomi, in cui il virus si riproduce e determina la carica virale, in questo periodo la proteina è disponibile se ricercata come tale, ma non se si cercano gli anticorpi, che vengono prodotti sono circa una settimana» e, specifica Stefanelli, «gli anticorpi IgM e IgG compaiono in contemporanea e gli IgG perdurano nel tempo. Sono anticorpi anti-spike che si mantengono anche per mesi». Tutti i test diagnostici per il Covid-19 rientrano in tre grandi famiglie: il test molecolare, conosciuto come “tampone” molecolare che ricerca, attraverso un tampone naso-faringeo, dell’RNA virale con metodiche di biologia molecolare; i test antigenici rapidi, su tampone nasale o orofaringeo, che permettono di evidenziare rapidamente in 30-60 minuti, la presenza di componenti del virus (antigene); i test sierologici, che rilevano l’esposizione al virus, evidenziando la presenza di anticorpi contro il virus, ma non sono in grado di confermare un’infezione in atto. Il primo tra questi elencati, il test molecolare realtime PCR su tampone naso-faringeo, è a oggi il saggio di riferimento internazionale per sensibilità e specificità: ha alta sensibilità e specificità. Per quanto riguarda gli aspetti regolatori «la normativa di riferimento che disciplina i dispositivi diagnostici per Covid-19 è la Direttiva 98/79/CE recepita dal DL n 332 dell’8 settembre 2000» ha sottolineato Marcella Marletta, Esperta di sanità pubblica, farmaci e dispositivi medici, Docente Università San Raffaele. Ai sensi di questa normativa, il fabbricante, cui spetta la responsabilità della marcatura CE del dispositivo, deve assicurare che i prodotti da immettere sul mercato comunitario rispettino i requisiti essenziali di sicurezza ed efficacia. Nel casi di dispositivi a uso professionale la normativa di riferimento è la MEDDEV 2.14/3 IVD Guidances. Per quanto riguarda l’esecuzione dei test in farmacia, ad oggi deve essere seguito da personale sanitario opportunamente formato e addestrato, diverso dal farmacista. Per quanto riguarda i locali, possono essere eseguiti, nei locali della farmacia, ma solo se dotati di entrata e uscita separate e con adeguata ventilazione, in locali adiacenti alla farmacia con le stesse caratteristiche, in strutture esterne alla farmacia (come gazebo o tensostrutture) o in alternativa nei locali della farmacia durante l’orario di chiusura al pubblico. È necessario il rispetto della distanza e del divieto di assembramento, a tal proposito e raccomandata la prenotazione, via email o telefonica. Precise procedure di sicurezza per il personale e per il paziente sono contenute nelle linee guida regionali. By Chiara Romeo – Farmacista33

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Tamponi rapidi e test sierologici in farmacia

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 novembre 2020

Oltre al protocollo sicurezza e alle procedure per eseguire i test nelle farmacie, che tipo di informazioni dare a un paziente risultato positivo? E se il risultato è negativo? Quali consigli o indicazioni sono più adeguati nel caso di esito da tampone antigenico rapido e per quello di un test sierologico? In sintesi, che consulenza può offrire il farmacista ai cittadini che si rivolgono alla farmacia, ormai in diverse regioni in Italia, per sottoporsi a un testing per Sars-Cov-19? Con questo obiettivo la Fip, la Federazione internazionale dei farmacisti, ha diffuso una Guida elaborata dal Sars-CoV-2 Testing Working Group della Federation, che illustra i metodi e il funzionamento dei vari tipi di test diagnostici, l’interpretazione dei risultati e propone al farmacista una serie di raccomandazioni da fornire ai pazienti per ogni tipo di esito. I test antigenici rilevano una delle proteine del virus Sars-CoV-2 da un campione nasofaringeo o nasale e consentono, come i tamponi molecolari (metodo Rt-Pcr), una diagnosi di stadio iniziale di infezione da Sars-CoV-2. Va notato che l’efficacia della rilevazione degli antigeni virali sembra essere correlata alla carica virale stessa, diminuendo con il numero di giorni successivi all’insorgenza dei sintomi. Pertanto, proprio come è stato proposto per la Rt-Pcr su campioni di saliva, si propone di considerare i risultati dei test antigenici solo durante i sette giorni successivi all’insorgenza dei sintomi. Per quanto i test antigenici siano notevolmente più facili rispetto ai test molecolari, richiedono comunque che le procedure raccomandate dal produttore, e che gli operatori siano formati sulla raccolta dei campioni, uno dei fattori più critici che influenzano il risultato, sulla biosicurezza, sull’esecuzione del test, sull’interpretazione e sulla comunicazione dei risultati, nonché sulla gestione dei rifiuti. I test sierologici rilevano la presenza di anticorpi, e non dovrebbero mai essere utilizzati per diagnosticare un’infezione corrente di Sars-CoV-2, ma come indicatori per infezioni passate e, in questo momento, i ricercatori non sanno se la presenza di anticorpi significa essere immune da Covid-19 in futuro. La maggior parte dei test sierologici si basa sulla rilevazione di anticorpi contro le proteine Sars-CoV-2 altamente immunogene. I kit sierologici si suddividono in test diagnostici rapidi immunocromatografici unitari (detti anche Lifa [saggi immunologici a flusso laterale]) la cui risposta è qualitativa (positiva o negativa) e test immunometrici automatizzati (Elisa, Clia), i cui risultati sono espressi qualitativamente o semi-quantitativamente in funzione dell’indice di reattività del campione testato e rispetto ad un valore di soglia. Questi test automatizzati consentono di elaborare un gran numero di campioni.Che cosa dire al paziente risultato positivo al test antigenico. • Avere questo virus significa essere contagioso. • È necessario ricorrere all’isolamento, indossare una maschera, lavarsi le mani frequentemente e attenersi a tutte le raccomandazioni messe in atto dalle autorità sanitarie locali. • Bisogna rimanere a casa ed evitare contatti ravvicinati con gli altri, se possibile, finché per il medico le condizioni non saranno idonee per riprendere le normali attività quotidiane. • Se si condividi l’alloggio con altri, ecco alcune considerazioni da prendere per proteggere loro la diffusione del virus: rimanere il più possibile separato dagli altri, indossare una maschera quando si è nella stessa stanza di un’altra persona, usare un bagno separato, se disponibile, pulire il più possibile le superfici delle aree comuni della casa, non condividere una stanza con persone a rischio di malattie gravi (anziani, immunocompromessi, persone con malattie cardiache, polmonari o renali o persone con diabete). • Il risultato di un test positivo non dice quando o come si è infettato. • Va monitorata la salute: misurare la temperatura due volte al giorno, contattare il medico se si nota una difficoltà di respirazione o se si notano difficoltà crescenti con la focalizzazione cognitiva. • Aspettarsi di sentire stanchezza. • Il recupero richiederà tempo con giorni buoni e giorni cattivi, è importante riposare ogni volta che si può. Il virus viene rilevato uno o due giorni prima della comparsa dei segni clinici e può persistere fino a otto giorni nelle forme moderate di Covid-19 o anche da due a quattro settimane dopo la comparsa dei segni clinici nelle forme più gravi. • È possibile osservare una risposta positiva ai test virologici pochi giorni o anche diverse settimane dopo una risposta negativa, talvolta accompagnata dalla ricomparsa di segni clinici respiratori quando queste persone erano state considerate guarite. • Un test negativo non significa che non ha il virus ma che il test non è stato in grado di identificare il virus. • Dovrebbe comunque praticare l’allontanamento sociale, indossare una maschera, lavarti le mani frequentemente e rispettare tutte le raccomandazioni messe in atto dalle autorità sanitarie locali. • Può essere necessaria fino a una settimana prima che i risultati del test siano positivi. • I test virologici diventano negativi tre o quattro settimane dopo la comparsa dei sintomi. • Se si sviluppano segni di Covid-19, potrebbe essere necessario ripetere il test. Cosa dire a un paziente risultato positivo al test sierologico. • Un test anticorpale positivo indica che è stato precedentemente infettato dal virus (e potrebbero esserci interferenze da altri coronavirus). • La presenza di anticorpi di tipo IgM anti-Sars-CoV-2 è un marker di infezione recente. • Gli effetti a lungo termine di Covid possono influire sulla respirazione o sul cuore. È importante dire a tutti gli operatori sanitari che sei stato infettato e che sarai monitorato. • Non ci sono ancora prove che gli anticorpi forniscano una protezione completa contro questo virus. Pertanto bisogna continuare a mettere in pratica tutte le necessarie considerazioni sulla sicurezza (distanziamento, lavarsi le mani, indossare la mascherina, coprirsi la bocca e il naso quando si tossisce o si starnutisce) e attenersi a tutte le raccomandazioni messe in atto dalle autorità sanitarie locali. Cosa dire a un paziente risultato negativo al test sierologico. • Gli anticorpi non compaiono per almeno una settimana dopo la comparsa dei sintomi e due settimane dopo che il test del virus Sars-CoV-2 risulta positivo. È possibile che abbia il virus ma non hai ancora sviluppato anticorpi. • Ci sono state segnalazioni di pazienti che avevano anticorpi contemporaneamente, risultati negativi in un momento successivo. • Se un paziente con sintomi di Covid-19 è stato in contatto con una persona malata di Covid-19, l’assenza di anticorpi non consente di affermare che il paziente non è stato in contatto con il virus Sars-CoV-2 (a causa della mancanza di sensibilità del kit sierologico utilizzato). • Se il test rileva solo o anche gli anticorpi IgM, i risultati diventano naturalmente negativi da sei a sette settimane dopo l’inizio dei sintomi e da otto a nove settimane dopo un test molecolare positivo.Quando il farmacista parla con i pazienti deve ricordarsi: • prima di rilevare la temperatura, di chiedere informazioni sull’uso di antipiretici (paracetamolo/aspirina/Fans). Inoltre, va ricordato che la tosse non produttiva (“secca”) è un concetto difficile per alcuni pazienti, pertanto va spiegato cosa si intende: la tosse influenzale inizia produttiva mentre la tosse Covid-19 è raramente produttiva. I pazienti possono essere contagiosi fino a 72 ore prima di sviluppare qualsiasi sintomo.

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Nuovo test per la ricerca dell’Antigene SARS-CoV-2

Posted by fidest press agency su domenica, 22 novembre 2020

Si procede con un tampone nasofaringeo applicato al sistema automatizzato Chorus Trio che sarà disponibile entro il mese di novembre.DIESSE pur avendo disponibile l’applicazione su saliva ha scelto di non lanciarla sul mercato allineandosi alle recenti indicazioni dell’OMS, che individuano nel tampone nasofaringeo il campione di elezione per le ricerca dell’antigene SARS-CoV-2. Essendo la saliva un campione più complesso e di difficoltosa standardizzazione, DIESSE ha rifocalizzato le proprie attività di Ricerca e Sviluppo ed ha messo a punto il nuovo test antigenico, su tampone.La ricerca di Antigene determina l’effettivo contagio del paziente ed è sinora prevalentemente eseguita con strumenti e metodi di diagnostica molecolare così come test antigenici rapidi.DIESSE offre in questo scenario un test quantitativo, automatizzato ed in grado quindi di fornire risultati oggettivi. Il nuovo kit per la ricerca antigene affianca quelli per la diagnosi sierologica, per la determinazione delle IgG, IgA, IgM e delle immunoglobuline totali specifiche per SARS-CoV-2, immessi in precedenza sul mercato da DIESSE Diagnostica Senese S.p.A.Il gruppo di Ricerca e Sviluppo di DIESSE Diagnostica Senese, inoltre, sta in questo momento lavorando al rilascio di un nuovo test sierologico, studiato per evidenziare anticorpi diretti contro la frazione S1 della proteina Spike in maniera quantitativa, utile per definire la risposta immunitaria alla vaccinazione contro il virus SARS-CoV-2 o la permanenza di uno stato di risposta immunitaria in soggetti precedentemente infettati dal virus.“Prosegue senza sosta l’impegno di DIESSE nella lotta al nuovo Coronavirus – afferma Luigi Nava Commercial Operations Director di DIESSE Diagnostica Senese – confidiamo che i nuovi kit in sviluppo ed altri che stiamo ideando, saranno utili per il monitoraggio della terapia con anticorpi monoclonali umani e un valido supporto nella lotta alla pandemia”.

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