Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 55

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Gara di intelligenza del Brain organizzata dal Mensa Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 26 novembre 2019

Terracina (Latina), mercoledì 27 novembre alle ore 16,00 presso l’Old Wild West in Piazza Gregorio Antonelli 1, si terrà la prova del Brain e anche il test del Mensa. Il Brain è il torneo annuale costituito da quiz logico matematici, che si tiene nel corso dell’intero mese di novembre in tutte le sedi locali del Mensa Italia. Sono previsti dei premi: in particolare i primi dieci non soci e i primi tre soci riceveranno un attestato e un anno di quota Mensa. Inoltre i primi tre non soci si aggiudicheranno un buono Amazon.L’età minima per partecipare è di 16 anni compiuti. I minorenni devono essere accompagnati da un genitore. È necessario solo presentarsi con un documento d’identità ed è richiesto un contributo di euro 10 per le spese di amministrazione, valutazione e comunicazione del risultato.
Il Mensa è un’associazione internazionale senza scopo di lucro della quale possono essere membri le persone che abbiano raggiunto o superato il 98º percentile del QI (quoziente di intelligenza). Per diventare un “Mensano” (così si definisce un membro del Mensa), bisogna quindi rientrare nel 2% della popolazione mondiale con il più alto Quoziente Intellettivo. “Mensa” deriva dal vocabolo latino mensa (“tavola”) e si riferisce al concetto di tavola rotonda, per il quale tutti i membri sono uguali tra loro. Gli scopi del Mensa sono: scoprire e incoraggiare l’intelligenza umana a beneficio dell’umanità; incoraggiare la ricerca su la natura, le caratteristiche e gli usi dell’intelligenza; incoraggiare i contatti sociali fra i Soci per mezzo di conferenze, discussioni, pubblicazioni, gruppi di studio, convegni o altri mezzi utili a tali fini.

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Development of a New Blood Test That May Predict Responders to Checkpoint Inhibitor Therapies

Posted by fidest press agency su domenica, 27 ottobre 2019

Calviri, Inc., a start-up focused on ending deaths from cancer through unconventional approaches to diagnostics and vaccines, was recently awarded a $300,000 Phase I grant through the Small Business Innovation Research Program (SBIR) at the National Cancer Institute (NCI). This one-year grant will support the development of a new test for establishing whether a cancer patient’s tumor has high microsatellite instability (MSI-H). This is important because MSI-H status is associated with very favorable responses to checkpoint inhibitor immunotherapies.
Calviri’s research is centered on the discovery of a new source of neoantigens produced by tumor cells. Instead of point mutations in DNA, Calviri focuses on frameshift (FS) variants produced through errors in RNA processing, such as mis-splicing. Calviri has demonstrated that these frameshifted peptides are a rich source of highly immunogenic neoantigens. Since there are a limited number of possible FS peptides, they can be predicted and produced in-situ on arrays manufactured by the company’s proprietary process. Studies indicate that MSI-H patients produce many more immune responses specific to the FS peptides than microsatellite stable (MSS) patients. The product in development will identify and quantify those FS neopeptides that are made by a patient’s tumor and recognized by their blood-antibodies. Currently MSI status is determined by sequencing defined genes of tumor cells. This depends on obtaining sufficient tumor tissue for DNA sequencing protocols. Under this SBIR grant, Calviri will determine whether the FS peptide arrays can readout microsatellite instability status from a drop of blood. The study will be conducted with blood samples from colon and endometrial cancer patients to assess if the same FS array can determine MSI status for more than one cancer. Calviri expects to report study results in early 2020.

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Autonomous-driving Technologies Incorporated in New xAUTO Test Vehicle

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 ottobre 2019

Mitsubishi Electric Corporation (TOKYO: 6503) announced today that it would exhibit the latest version of the xAUTO, a vehicle capable of autonomous driving on surface roads without high-definition maps and autonomous parking both indoors and outdoors, during the 46th Tokyo Motor Show 2019 at the Tokyo Big Sight exhibition complex from October 24 to November 4. The xAUTO is a demonstration car that incorporates Mitsubishi Electric’s cutting-edge technologies for autonomous driving.Mitsubishi Electric’s autonomous driving system is realized with sensor-fusion technologies implemented with peripheral sensors, millimeter-wave radar and cameras, etc. as well as infrastructure-assisted technologies incorporating Centimeter Level Augmentation Service (CLAS) signals from the Quasi Zenith Satellite System and high-definition three-dimensional maps. The system, which is now capable of driving on surface roads without high-definition maps and autonomous parking both indoors and outdoors, has been tested on actual surface roads near Tokyo’s waterfront and in the city of Tsukuba, located north of Tokyo. Going forward, Mitsubishi Electric expects to realize fully autonomous driving in designated areas (Autonomous Driving Level 4) by implementing proprietary traffic-control technologies, which are currently deployed for both railways and aircrafts, and artificial-intelligence (AI) technology, namely Maisart®.

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Come funziona il test del DNA per lo sport

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 ottobre 2019

Siamo più adatti ad attività sportive di potenza o di resistenza? A quale tipo di piccoli infortuni siamo più predisposti? Qual è il nostro tempo di recupero ideale dopo l’esercizio fisico? Sono domande a cui oggi può rispondere in modo molto preciso la genetica, analizzando il DNA estratto da un semplice campione di saliva.Per la prima volta in Italia questo tipo di test sarà disponibile in un network di ambulatori, quelli appartenenti al gruppo Cerba HealthCare, che affiancheranno all’analisi anche una consulenza specialistica. «Nelle nostre strutture – spiega infatti il CEO di Cerba HC Italia Stefano Massaro – gli atleti, amatoriali o professionisti, sono sempre seguiti da specialisti in medicina dello sport, che interpretano i dati e danno indicazioni sui programmi di allenamento personalizzato, nell’ambito di una valutazione globale del soggetto. Perché, anche quando si tratta di wellness, le competenze di tipo sanitario fanno la differenza».Oggi sono infatti diffusi test genetici in vendita online che si basano sul fai da te: ricevono i campioni per corrispondenza, analizzano un numero limitato di geni e si limitano a comunicare i risultati al cliente, che spesso non ha gli strumenti per interpretarli correttamente. Cerba HealthCare propone invece MyFitnessGenes, un test preciso al 99% che analizza 43 varianti genetiche da 34 geni, specificamente associati alle performance atletiche.Come funziona – Il test fornisce indicazioni su otto aree chiave che determinano la risposta del fisico ai diversi tipi di allenamento. Molte caratteristiche di un atleta dipendono infatti in modo significativo da fattori genetici: per esempio determinano se si è più portati per gli sport di potenza, con sforzi brevi e intensi, per quelli di resistenza, con maggiore sopportazione della fatica, o per le attività miste.
Altre varianti genetiche sono poi associate all’assunzione massima di ossigeno (VO2), che dà indicazioni sulla capacità aerobica del soggetto; al recupero e alla rigenerazione muscolare dopo l’esercizio fisico; alla necessità di ricarica di energia, con conseguente fabbisogno nutrizionale; all’incremento della massa muscolare.Non solo, la genetica ha un ruolo nella predisposizione agli infortuni a tendini, cartilagini e legamenti. «Questa è un’area alla quale i nostri specialisti di medicina sportiva riservano da sempre una grande attenzione – spiega sempre Stefano Massaro –. Il test genetico ci consente di personalizzare le raccomandazioni sugli esercizi, adottando le corrette strategie di prevenzione e migliorando le capacità di recupero delle lesioni». Per chi è utile – Conoscere la valutazione genetica del proprio potenziale atletico è utile a qualsiasi età e a qualsiasi livello di pratica sportiva. Il test si fa una volta sola nella vita e i risultati sono sempre validi, spiega Paola Frangi, responsabile diagnostica specialistica di Cerba HC: «Può ricavarne indicazioni sia un atleta di alto livello, che vuole migliorare gli allenamenti specifici e proteggersi dagli infortuni, sia chi si dedica semplicemente al fitness e desidera indicazioni utili per scegliere lo sport o la dieta più efficaci per raggiungere i propri obiettivi». Inoltre, il test può essere utile anche per bambini e ragazzi: «Non certo per predire la nascita di un futuro campione – spiega Frangi – ma per evitare di spingere il bambino, demoralizzandolo, verso uno sport che non è nelle sue corde, e proponendogli invece attività da cui potrebbe trarre più soddisfazione». Il tutto sempre facendosi affiancare dagli specialisti per una valutazione completa di caratteristiche, esigenze e obiettivi di ciascuno.

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Test sui farmaci: «Attenti ai giudizi dettati da ignoranza o malafede»

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 ottobre 2019

«Il comparto italiano delle aziende produttrici di farmaci equivalenti guarda con grande attenzione e rispetto all’attività di controllo sui medicinali svolta dalle Agenzie Regolatorie Internazionali per garantire la massima sicurezza dei medicinali utilizzati dai cittadini. La richiesta dell’Agenzia Europea Ema di sottoporre a test precauzionali tutti i farmaci in commercio in Europa risponde esattamente a questa esigenza e dimostra che il sistema dei controlli è efficace».Enrique Hausermann, presidente Assogenerici, commenta così il dibattito scatenato in questi giorni dalla richiesta rivolta dall’Ema indistintamente a tutte le aziende produttrici di medicinali per uso umano commercializzati in Europa.
Come ben spiegato in questi giorni dall’Ema, dall’AIFA e da qualificati e indiscussi esponenti del mondo scientifico le nitrosamine sono sostanze naturalmente presenti in natura – anche nell’acqua e negli alimenti come carne e vegetali – e sono ritenute potenzialmente cancerogene se assunte in quantità elevatissime per un lungo periodo di tempo, cosa che non accade con l’assunzione delle terapie farmacologiche, anche per il trattamento continuativo nei pazienti cronici – ricorda Hausermann. – Su questa certezza – condivisa a livello internazionale – si è basata ad esempio la decisione dell’ente regolatorio statunitense, la FDA, di non invitare i pazienti a sospendere l’uso dei farmaci contenenti ranitidina.
«La scelta precauzionale dell’EMA di sospendere l’utilizzo di questo specifico principio attivo e di chiedere alle aziende di testare tutti i medicinali in commercio – prosegue il presidente Assogenerici – risponde al principio di massima precauzione e testimonia la qualità e il rigore del meccanismo dei controlli applicati a tutto il settore farmaceutico e condivisi a livello comunitario. Farmacovigilanza e attività di ispezione, verifica e analisi nel comparto farmaceutico sono in continua evoluzione: vengono ispezionati i siti produttivi, vengono seguiti test prima, durante e dopo la produzione. È proprio grazie al miglioramento continuo degli standard dei controlli che è stato possibile accendere i riflettori sul problema dei residui di nitrosamine, individuati durante una verifica di routine in stabilimenti in precedenza regolarmente autorizzati alla produzione dei principi attivi coinvolti».«Riteniamo che l’Agenzia europea dei medicinali (Ema) sia alleata delle aziende farmaceutiche nel garantire i massimi standard di qualità e sicurezza della produzione e metteremo in campo ogni sforzo attenendoci alle disposizioni dettate dall’Agenzia regolatoria», argomenta ancora Hauserman, che avverte: «Per questo ci auguriamo che l’argomento non venga sfruttato ad arte per gettare ombre sul settore o per scatenare falsi allarmi. Non possiamo accettare i commenti di chi allude ad un mercato italiano su cui si aggirano prodotti non sottoposti ad adeguati controlli o dotati di standard di qualità inferiori a quelli previsti dalla legge, tanto più che questi stessi farmaci subiscono tutti i controlli di legge per ottenere l’autorizzazione all’immissione in commercio».«Allusioni o velate insinuazioni sulla correttezza delle procedure utilizzate dai produttori – prosegue – gettano un’ombra offensiva anche sull’attività svolta dalle Agenzie regolatorie, a partire dall’Agenzia italiana del farmaco AIFA, che è invece perfettamente allineata all’EMA nell’attività di vigilanza controllo su efficacia, qualità e sicurezza dei prodotti in commercio che – vale la pena di ricordarlo – sono gli stessi in tutta Europa»
«Alla luce di quanto detto – conclude – le aziende degli equivalenti voglioni ribadire che le fake news circolate anche in questi giorni fanno più danni alla salute di qualsiasi potenziale impurezza, specie se portano alla sospensione delle terapie e invitano tutti i cittadini a documentarsi esclusivamente sui siti istituzionali competenti»

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The first test in Cepheid’s FleXible Cartridge programme

Posted by fidest press agency su domenica, 28 aprile 2019

Planned for launch early 2019, is ResistancePlus® MG, detecting the sexually transmitted infection (STI) Mycoplasma genitalium (Mgen) and markers associated with azithromycin resistance.“The availability of ResistancePlus MG in a FleXible cartridge that runs on the GeneXpert System is a compelling and exciting extension for us,” said Colin Denver, CEO of SpeeDx. “Patients are already benefiting from Resistance Guided Therapy with our central lab tests. Now clinicians can receive resistance information even faster, to support antimicrobial stewardship and more effective antibiotic treatment decisions.”“Our new FleXible Cartridge program allows Trusted Reagent Manufacturers to develop targeted molecular tests using Cepheid’s easy-to use-cartridge.” said David H. Persing, M.D., Ph.D., Cepheid’s Chief Medical and Technology Officer. “With a global installed base of nearly 22,000 GeneXpert Systems, this technology could potentially be applied in multiple settings in which actionable treatment information is needed quickly.” Management guidelines for Mgen infection include resistance testing1-3 in response to rising rates of macrolide resistance observed with Mgen detection-only or empiric Mgen treatment.4-6 ResistancePlus® MG supports Mgen management guidelines and allows for Resistance Guided Therapy, which is clinically proven to improve cure rates by providing clinicians with much needed information to guide antibiotic treatment.

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Scuola: Test d’accesso ai corsi di specializzazione di sostegno

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 aprile 2019

A Bari e Cosenza prove annullate Beffati migliaia di partecipanti candidati a specializzarsi nella didattica speciale, giunti alla prova preselettiva anche da fuori provincia e dopo mesi di preparazione. Marcello Pacifico (Anief): Con le somme di tutto rispetto chieste ai candidati solo per tentare l’accesso ai corsi, fino a 200 euro, si doveva e poteva predisporre una preselezione di primo livello, con supporti tecnologici d’avanguardia finalizzati a permettere ai partecipanti di mostrare le loro conoscenze e competenze. Partono con il piede sbagliato le preselezioni ai corsi di sostegno per selezionare 14.224 docenti, a fronte di decine di migliaia di candidati con abilitazione oppure con laurea e i 24 Cfu richiesti o con tre annualità di servizio svolte nel corso degli otto anni scolastici precedenti.
Nel capoluogo pugliese la prova preselettiva del Tfa sostegno della scuola primaria è saltata perché, riferiscono i partecipanti, non erano stati messi a disposizione dei partecipanti i manuali per la comprensione del testo. Stamattina, un’altra grave anomalia si è verificata a Cosenza, dove i responsabili della selezione sono stati costretti ad annullare la prova della scuola secondaria di primo grado per via della mancata stampa delle domande che non si vedevano, con oltre 1.700 partecipanti inferociti per il rinvio del test preselettivo a data da destinarsi. Secondo Marcello Pacifico, presidente del sindacato Anief, “ci troviamo ancora una volta a commentare un’organizzazione della selezione dei docenti deficitaria e approssimativa, peraltro in un contesto, quale è il sostegno agli alunni disabili, dove c’è estremo bisogno di docenti specializzati. Quello che è accaduto a Bari e a Cosenza per noi rappresenta una mancanza grave, anche di rispetto per i tanti candidati che hanno fatto sacrifici per presentarsi alla prova di accesso, che si aggiunge alla cervellotica decisione del Miur di introdurre una soglia d’accesso ‘mutevole’, ovvero basata sui singoli esiti delle prove svolte in ogni Università: si tratta di disposizione che hanno dell’incredibile, contro le quali il nostro sindacato ha risposto impugnando tutte le esclusioni di chi supererà il test preselettivo avendo conseguito comunque la sufficienza pari a 18/30”.

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Infarto, test della troponina può essere fuorviante. Ecco perché

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 marzo 2019

Il limite superiore di normalità per il test della troponina cardiaca ad alta sensibilità indicato dal produttore potrebbe essere troppo basso e quindi diventare fuorviante, secondo uno studio pubblicato sul British Medical Journal. «Su 20.000 pazienti consecutivi sottoposti a esami del sangue presso il nostro ospedale, uno su 20 aveva livelli di troponina maggiori del limite superiore raccomandato dal produttore. Ma la maggior parte di questi pazienti si trovavano in ospedale per altre patologie e non presentavano segni o sintomi clinici di infarto. Inoltre, i livelli di troponina differivano anche in base a fattori come età, sesso e il fatto di essere degenti o pazienti esterni» spiega Nick Curzen, della University Hospital Southampton NHS Foundation Trust, Southampton, Regno Unito, autore senior dello studio. Secondo i ricercatori, anche se questo esame viene usato con successo per escludere la presenza di infarto quando i valori che ne risultano sono bassi, c’è il rischio che qualcuno possa ricevere un trattamento inappropriato. Per valutare meglio la situazione, gli esperti hanno misurato i livelli di troponina in 20.000 pazienti ricoverati e ambulatoriali sottoposti a esami del sangue per qualsiasi motivo presso l’ospedale tra il 29 giugno e il 24 agosto 2017, con età media di 61 anni. Ebbene, i ricercatori hanno scoperto che il 99° centile di concentrazione per la troponina, ovvero il valore sul quale si calcola nella popolazione sana il limite superiore di normalità, per l’intera popolazione dello studio era pari a 296 ng/L, ed era quindi molto diverso dal livello indicato dal produttore di 40 ng/L. Uno su 20 (5,4%) di tutti i 20.000 pazienti aveva un livello di troponina superiore a 40 ng/L, ma nella maggior parte di questi pazienti non vi era alcun sospetto clinico di infarto. Complessivamente, il 39% di tutti i pazienti delle unità di terapia intensiva, il 14% di tutti i pazienti ricoverati e il 6% di tutti i pazienti del pronto soccorso avevano una concentrazione di troponina superiore al limite superiore di normalità raccomandato. «Questi dati evidenziano la necessità per il personale clinico di interpretare attentamente le concentrazioni di troponina, in particolare quando si applica il limite superiore di normalità raccomandato per diagnosticare l’infarto miocardico acuto, al fine di evitare diagnosi errate in assenza di una presentazione clinica appropriata» concludono gli autori. (fonte: doctor33 e BMJ. 2019. doi: 10.1136/bmj.l729 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30867154)

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“Wireless Test Kitchen”

Posted by fidest press agency su sabato, 23 febbraio 2019

Taking the next step towards a developer-led model for wireless infrastructure, Federated Wireless and Packet today announced a joint “Wireless Test Kitchen” in Boston, MA that allows developers and Enterprises to programmatically build mobile network solutions. The joint lab, which will be available starting in March, combines Federated Wireless’ shared spectrum technology and deep partner network ecosystem with Packet’s automated bare metal edge cloud and DevOps ecosystem to enable Private LTE in a fully cloud-based model.
The “Wireless Test Kitchen,” which is located in Packet’s new Foxborough, MA edge cloud site next to Gillette Stadium, provides a test bed for a range of enterprise wireless use cases including Industrial IoT (IIoT), smart cities, and entertainment. The site can control shared spectrum assets throughout Boston metro, enabling developers, enterprises, research institutions and solution providers to innovate with production ready wireless access in their backyard.The two companies bring a massive ecosystem that includes over 20 OEMs pre-integrated into Federated Wireless’ Spectrum Controller and over 15,000 developers and leading DevOps integrations, such as HashiCorp’s Terraform and Red Hat Ansible, through Packet’s cloud platform.To support the “Wireless Test Kitchen,” as well as to encourage commercial deployments, the two companies have integrated Federated Wireless’ Spectrum Controller into Packet’s bare-metal platform. Packet users can spin up high performance bare metal cloud nodes to support applications, directly connect to Federated Wireless’ Spectrum Controller and offer zero latency access to their private wireless network. Along with Federated Wireless’ OEM partners, the solution dramatically simplifies private mobile network deployment and operations.In addition to bare metal and connectivity resources, customers using the “Wireless Test Kitchen” will be provided expertise from both Federated Wireless and Packet to help design and execute production-grade projects. This Spring, the integration will expand to feature deeper API alignment, allowing developers to innovate on spectrum and connectivity just like with other cloud-based applications.

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Mitsubishi Electric to Build Net Zero Energy Building Test Facility

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 febbraio 2019

Mitsubishi Electric Corporation (TOKYO:6503) announced today that it plans to build a new test facility for its broad and integrated portfolio of technologies for net Zero Energy Buildings (ZEB) at its Information Technology R&D Center in Kamakura, Japan. The facility will accelerate the company’s development, evaluation and demonstration of ZEB technologies to meet the growing demand for buildings that combine comfort and superior energy savings. Mitsubishi Electric’s ZEB technologies are part of the company’s wide-ranging effort to help achieve the United Nation’s Sustainable Development Goals (SDGs). The new facility, which will cost approximately 3.6 billion yen, is scheduled to start operating in June 2020.
ZEBs maintain comfortable indoor conditions while considerably reducing annual energy consumption compared to conventional buildings by incorporating measures such as advanced heat insulation, solar shading, natural energy and high-efficiency equipment as well as on-site energy generation (photovoltaic power, etc.), as officially defined by the Ministry of Economy, Trade and Industry (METI). The new facility will examine all such systems, which generally enable ZEBs to generate all of their necessary primary energy to operate independently.Mitsubishi Electric is helping to popularize ZEBs by providing planning and providing business-support services. The company registered with METI as an official ZEB planner in 2017. Going forward, Mitsubishi Electric aims to accelerate it development and application of ZEB technologies to contribute to higher energy savings and more comfortable living spaces. In addition, the company will contribute to more convenient office environments via its original ZEB+ concept.

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Università: Test di ammissione nazionali

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 settembre 2018

Parma. Prendono il via martedì 4 settembre all’Università di Parma i test di ammissione ai corsi di laurea a numero programmato nazionale. Martedì 4 sono in calendario le prove di Medicina e Chirurgia e di Odontoiatria e protesi dentaria, mercoledì 5 quelle di Medicina Veterinaria e giovedì 6 quelle di Architettura Rigenerazione Sostenibilità. Mercoledì 12 settembre sarà invece la volta delle prove di ammissione per i corsi delle Professioni sanitarie (Fisioterapia, Infermieristica, Logopedia, Ortottica e assistenza oftalmologica, Ostetricia, Tecniche audioprotesiche, Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, Tecniche di laboratorio biomedico, Tecniche di radiologia medica, per immagini e radioterapia).
Per tutte le prove di ammissione i candidati dovranno presentarsi muniti di documento d’identità personale, ricevuta dell’avvenuto pagamento entro i termini previsti dalla tassa di ammissione e copia del modulo di avvenuta iscrizione. Tale documentazione non va trasmessa alla Segreteria Studenti.

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Focus su EUR-USD: prospettive con il test dei discorsi opposti

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 agosto 2018

A cura di Antonio Cesarano, Chief Global Strategist, Intermonte SIM. Il tanto discusso tema dei dazi che in questi giorni si sta riacuendo tra Cina ed USA, in vista della scadenza del 5 settembre, sta avendo impatti a volte contrapposti sul fronte cambi.
Proviamo a fare due opposti ragionamenti sul tema dei potenziali impatti sul cambio, emulando (per gli amanti del genere) il metodo dei cosiddetti “discorsi opposti” (“dissoi lògoi” si direbbe in greco antico) , tanto amato dai sofisti nell’antica Grecia. In particolare, all’epoca veniva insegnato come sostenere due tesi opposte sullo stesso argomento (in questo caso il dollaro), con uguale enfasi e convinzione, una sorta di allenamento all’ars oratoria.
Primo ragionamento: l’intensificazione dell’ipotesi dazi potrebbe impattare sulla crescita globale, riducendola sensibilmente, riducendo allo stesso tempo anche i possibili rialzi futuri della FED. Se così fosse, l’impatto finale sarebbe quello di favorire un deprezzamento del dollaro;
Secondo ragionamento: i dazi applicati con un’aliquota molto elevata (al momento l’ipotesi è al 25% su tutti i 250Mld$ di beni presi in considerazione dagli USA), in ultima istanza si risolverebbe in un marcato incremento dell’inflazione, aumentando pertanto le spinte affinché la Fed innalzi i tassi come finora dichiarato. In questo secondo caso sarebbe pertanto favorito un apprezzamento del dollaro. Come si può vedere, la differenza base tra i due ragionamenti non è tanto nell’imposizione di dazi su vasta scala (ipotesi 250Mld$ di beni), quanto piuttosto nell’aliquota applicata. Se l’aliquota diventa molto alta, allora il timore dell’impatto sulla crescita si trasferisce a quello sul possibile rialzo dell’’inflazione. Non a caso in questi giorni, l’avanzata dell’ipotesi aliquota al 25% si sta verificando in un contesto di tassi in rialzo soprattutto sul lungo termine (Treasury 10 anni nuovamente al 3%) e dollaro in apprezzamento.L’emblema dell’intensificazione dello scontro è diventato lo yuan, che continua a deprezzarsi, o meglio continua ad essere deprezzato, dal momento che il movimento appare molto stimolato e controllato dalla Cina in chiave di ritorsione contro i ventilati dazi. Come già segnalato in altra sede, per poter controbilanciare il danno di circa 60Mld$ derivante da dazi al 25% su 250Mld$ di beni, occorre uno yuan intorno a 7/7,10, per avere un ritorno di pari importo da parte della Cina sui circa 500Mld$ di export complessivo vs gli USA.In ultima istanza, pertanto, il deprezzamento dello yuan diventa un innesco anche dell’appezzamento del dollaro verso le principali valute tra cui l’euro, dal momento che diventa segnaletico del livello di tensione USA Cina e quindi della probabilità attribuita al rischio che davvero le minacce di Trump si traducano in fatti, alias inflazione globale.
Il tempo “concesso” da Trump per le trattative scade il 5 settembre. In questo gioco negoziale è possibile che i toni siano molto più forti nella fase iniziale, quando ciascuna delle controparti cerca di mettere sul tavolo il livello massimo di minaccia potenziale. Pertanto, se fosse corretta l’ipotesi di yuna in area 7 vs dollaro, questo significherebbe che il dollaro potrebbe apprezzarsi vs euro fino a quando non si raggiungerà quel livelo di yuan. Allo stesso tempo occorre però anche mettere in conto i possibili “twitt avversi” di Trump, ossia twitt che segnalano la contrarietà del presidente ad un dollaro troppo forte. In questo caso il movimento in apprezzamento del dollaro potrebbe essere frenato.Altro elemento importante è anche la dinamica salariale di cui avremo oggi l’aggiornamento di luglio (ore 14:30): se fosse in accelerazione, potrebbe accelerare anche l’apprezzamento del dollaro.
In sintesi, la fase negoziale sull’ipotesi dazi al 25% tende a far apprezzare il dollaro nelle fasi più acute. L’area 1,145/1,15 in questa fase (soprattutto fino a metà mese ossia circa a metà della tempistica concessa da Trump fino al 5 settembre) diventa un supporto importante. Da tenere sotto occhio il livello raggiunto giorno per giorno dallo yuan vs usd come indice del livello di tensioni Usa Cina.
Trump potrebbe di tanto in tanto far deprezzare il dollaro con twitt ad hoc, come già fatto in passato. L’avvicinarsi della scadenza del 5 settembre, nell’ipotesi che alla fine si arriverà ad una tregua/accordo (Trump ha necessità di “vendere” una vittoria ai suoi elettori in vista delle mid term elections del 6 novembre), i timori inflattivi svanirebbero ed il dollaro potrebbe registrare un rapido deprezzamento vs area 1,18/1,19 vs euro. Trump ha molto bisogno di recuperare in termini di consensi: ieri si è vantato del 50% di approvazione registrato da uno degli innumerevoli sondaggi, ma a ben vedere la media dei sondaggi delle ultime settimane è ferma intorno al 43%.

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Test pre-vaccinali? Villani: “Non servono a nulla”

Posted by fidest press agency su domenica, 17 settembre 2017

pediatri“Non esistono evidenze scientifiche che dimostrino l’utilità di accertamenti di laboratorio in grado di prevedere o prevenire eventuali reazioni avverse conseguenti alla somministrazione dei vaccini*”: è quanto afferma il Presidente della Società Italiana di Pediatria, Alberto Villani, in risposta a quanti nei giorni scorsi da più parti hanno sollecitato un loro utilizzo.
“Gli effetti collaterali gravi dovuti ai vaccini sono rarissimi – precisa il Presidente SIP – ed in ogni caso nessun esame, al momento attuale, riesce a stabilire se un bimbo presenta un aumentato rischio di reazioni. Esiste invece la possibilità, attraverso l’anamnesi, di identificare le situazioni che controindicano temporaneamente o permanentemente la somministrazione di vaccini”.
Pertanto, conclude Villani, “i genitori dovrebbero diffidare da chi propone questi test inutili e costosi per le famiglie e fidarsi della scienza”. (logo: pediatri)

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Tumore del seno

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 settembre 2017

tumore-al-senoMadrid. Nel 2015 circa 3 milioni e 162 mila italiane sono state invitate a eseguire la mammografia, fondamentale per individuare il tumore del seno in fase precoce, ma solo il 55% ha aderito (1 milione e 728mila). Preoccupa in particolare la differenza fra Nord (63%), Centro (56%) e Sud (36%). “Lo screening nelle donne dai 50 ai 69 anni ha contribuito in maniera determinante a ridurre la mortalità per cancro del seno nell’ultimo ventennio, con una diminuzione costante e statisticamente significativa (-1,9% anno) – spiega la dott.ssa Stefania Gori, presidente eletto AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) -. E il test, attualmente raccomandato con cadenza biennale alle donne fra i 50 e i 69 anni, dovrebbe essere esteso fino a 74 anni. Oggi solo alcune Regioni tra cui Emilia-Romagna e Piemonte hanno ampliato in maniera strutturata la fascia d’età da coinvolgere nei programmi di screening”. L’appello degli oncologi italiani viene dal Congresso della Società Europea di Oncologia Medica (ESMO, European Society for Medical Oncology) in corso a Madrid. Nel 2015 il numero di donne invitate a eseguire l’esame è aumentato di quali il 14% rispetto all’anno precedente. E i risultati evidenziano che grazie a questo test nel 2012-13 sono stati identificati più di 13.000 carcinomi. “Nel 2016 sono stati stimati in Italia circa 50.200 nuovi casi di tumore del seno e 692.955 donne vivono dopo la diagnosi – continua la dott.ssa Gori -. L’innovazione prodotta dalla ricerca ha permesso di raggiungere risultati importanti. Oggi l’87%per cento delle persone colpite da questa malattia nel nostro Paese guarisce, una percentuale superiore non solo alla media europea (81,8%) ma anche al Nord Europa (84,7%). Si tratta di un risultato eccezionale, da ricondurre alle campagne di prevenzione e a trattamenti innovativi sempre più efficaci”. E, se si interviene ai primissimi stadi, le guarigioni superano il 90%. “Le evidenze scientifiche – sottolinea la dott.ssa Gori – dimostrano che nelle donne ad alto rischio per importante storia familiare o perché portatrici della mutazione di un particolare gene, BRCA1 o BRCA-2, i controlli dovrebbero iniziare a 25 anni d’età seguendo protocolli diagnostici ben precisi. Fortunatamente questi sono casi particolari, perché la maggior parte delle diagnosi di tumore del seno sotto i 50 anni non è legata a fattori ereditari”. Si è registrato negli ultimi vent’anni un aumento costante e progressivo dell’incidenza, ma la mortalità, dopo il picco negli anni Ottanta, è diminuita. È migliorata anche la durata della sopravvivenza nelle pazienti con patologia in stadio avanzato. “Il futuro sarà sempre più rivolto alla personalizzazione delle terapie per colpire la singola neoplasia del singolo paziente – conclude la dott.ssa Gori -. È ormai improprio parlare di tumore del seno: si deve utilizzare il plurale, perché le differenze biologiche sono tali da configurare vere e proprie patologie diverse. Il carcinoma della mammella è fra quelli che più hanno beneficiato delle terapie a bersaglio molecolare. Si stanno aprendo prospettive importanti anche grazie all’immuno-oncologia che ha già dimostrato di essere efficace nel melanoma, nel tumore del polmone e del rene stimolando il sistema immunitario contro le cellule malate”.

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Test di ammissione ai corsi di laurea a numero programmato nazionale

Posted by fidest press agency su domenica, 3 settembre 2017

parma universitàParma. Prendono il via il 5 settembre all’Università di Parma i test di ammissione ai corsi di laurea a numero programmato nazionale. Martedì 5 sarà la volta delle prove per i candidati di Medicina e Chirurgia e di Odontoiatria e protesi dentaria, mercoledì 6 toccherà a quelli di Medicina Veterinaria e giovedì 7 a quelli di Scienze dell’Architettura. Mercoledì 13 settembre sarà infine la volta delle prove di ammissione per i corsi delle Professioni sanitarie (Fisioterapia, Infermieristica, Logopedia, Ortottica e assistenza oftalmologica, Ostetricia, Tecniche audioprotesiche, Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, Tecniche di laboratorio biomedico, Tecniche di radiologia medica, per immagini e radioterapia).Ecco i dettagli corso per corso:
Martedì 5 settembre: Medicina e Chirurgia e Odontoiatria e protesi dentaria
Sede Didattica di Ingegneria (Campus Scienze e Tecnologie, Parco Area delle Scienze 69/A), convocazione ore 8. Numero di posti disponibili per Medicina e Chirurgia: 209 (di cui 20 riservati a extracomunitari). Numero di posti disponibili per Odontoiatria e protesi dentaria: 26 (di cui 2 riservati a studenti extracomunitari). L’Aula di destinazione di ogni candidato verrà indicata sul sito http://mc.unipr.it/it/didattica/ammissioni almeno due giorni prima della data dell’esame.
Mercoledì 6 settembre: Medicina Veterinaria
Sede Didattica di Ingegneria (Campus Scienze e Tecnologie, Parco Area delle Scienze 69/A), convocazione ore 9. Numero di posti disponibili: 44 (di cui 3 riservati a studenti extracomunitari).
Giovedì 7 settembre: Scienze dell’Architettura
Sede Didattica di Ingegneria (Campus Scienze e Tecnologie, Parco Area delle Scienze 69/A), convocazione ore 9.30. Numero di posti disponibili: 115 (di cui 3 riservati a studenti extracomunitari).
Mercoledì 13 settembre: corsi delle Professioni sanitarie
Sede Didattica di Ingegneria (Campus Scienze e Tecnologie, Parco Area delle Scienze 69/A), convocazione ore 8. Numero di posti complessivi disponibili: 421 (di cui 24 riservati a studenti extracomunitari e 1 riservato a uno studente cinese). L’Aula di destinazione di ogni candidato verrà indicata sul sito http://mc.unipr.it/it/didattica/ammissioni almeno due giorni prima della data dell’esame.
Per tutte le prove di ammissione i candidati dovranno presentarsi muniti di documento d’identità personale, ricevuta dell’avvenuto pagamento entro i termini previsti dalla tassa di ammissione e copia del modulo di avvenuta iscrizione. Tale documentazione non va trasmessa alla Segreteria Studenti.

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Incontro sui test d’ingresso universitari

Posted by fidest press agency su martedì, 29 agosto 2017

speed_testCagliari Giovedì 31 agosto, alle ore 17.00 presso la sede dell’associazione studentesca Youth Caravella in via San Gregorio Magno n. 7, si terrà un incontro in cui si parlerà su come affrontare al meglio i test per le prove del 2017 con graduatoria nazionale (Medicina e Odontoiatria) e le prove del 2017 con graduatoria locale (Professioni Sanitarie su tutte).Sempre più ragazzi desiderano iscriversi ad un corso di laurea in medicina o nelle professioni sanitarie perché animati da una passione o perché spronati da genitori che vedono una laurea in tali settori come “spendibile” in questo momento di crisi economica. Il numero chiuso d’accesso ai suddetti corsi, tuttavia, limita gli entusiasmi di chi, magari, pur galvanizzato da una passione profonda, vede il passaggio del test come un limite invalicabile, chiuso da una competizione esasperata.
L’incontro nasce dall’idea di alcuni ragazzi che, superato il test di ammissione, si sono resi conto che le lezioni frontali e lo studio sui libri sono stati meno utili rispetto ad un approccio più pratico, incentrato sulle simulazioni d’esame. Durante l’incontro, alcuni giovani medici proveranno a dare degli spunti e delle chiavi di lettura utili per affrontare al meglio il test.
Confrontarsi col maggior numero di quiz possibile, piuttosto che studiare passivamente i singoli argomenti, consente di comprendere il percorso da seguire per arrivare alla risposta corretta in ogni singola materia. Aiuta inoltre ad approfondire lo studio in maniera attiva perché favorisce lo sviluppo di un ragionamento per la comprensione di ogni domanda. Questo è ciò che fondamentalmente manca agli studenti, poiché le scuole secondarie di secondo grado, pur fornendo una base teorica, non formano in tal senso.La maggior parte dei ragazzi escono dalle scuole superiori che hanno già seguito lezioni frontali riguardo le materie scientifiche, così come gli studenti universitari iscritti al primo anno in corsi di laurea di “riparo” (provvisoriamente “parcheggiati” in corsi di laurea per i quali non nutrono un reale interesse). L’adesione al corso è indicata per gli studenti che stanno per iniziare il V anno degli Istituti Superiori e per tutti i diplomati che dovranno sostenere a settembre le prove di Ammissione Ministeriali a Carattere Nazionale. Ingresso gratuito previa prenotazione tramite email. (foto: speed test)

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LitePoint Announces a Multi-Device User Experience Test Solution for LTE Cellular Products

Posted by fidest press agency su domenica, 20 agosto 2017

multi device cellularLitePoint, a leading provider of wireless test solutions, announced the LitePoint IQcell™ multi-device cellular signaling test solution which enables user experience testing of LTE cellular devices. The IQcell is designed for mobile device original equipment manufacturers (OEMs) to test performance of popular device uses such as mobile hotspot functionality, voice-over-LTE (VoLTE) calling, internet browsing and streaming videos. Testing for each of these applications is done via an over-the-air connection that mimics true user experience scenarios. User experience is critical for testing today’s incredibly complex devices and ensures that the device will work in customer hands as designed, under every day usage. IQcell provides a fast, efficient method to pinpoint the root cause of failures reported by a user so device repair service centers can use IQcell and IQservice software to perform RF parametric testing on phones returned by customers. This enables device makers and carriers to repair faulty phones and reduce the cost of replacing easily repaired phones with new ones.“User experience is key to a device’s success and the IQcell helps OEMs and service centers see what a user sees instead of trying to translate some parametric measurements into a user’s actual experience with the product,” said Adam Smith, Director of Product Marketing at LitePoint. “We are constantly seeking to improve the testing experience making it faster and less expensive so that more devices can be cost effectively tested. With IQcell, we’ve reduced the time and cost of test so that device makers don’t have to risk product quality because they can quickly and efficiently complete a variety of signaling tests on multiple devices simultaneously.” (photo: Multi-device cellular)

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Cancro prostatico, studio italiano mette a punto nuovo test su Psa

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 agosto 2017

Prostata urinary_bladderI valori di antigene prostatico specifico (Psa) espressi dagli esosomi, vescicole extracellulari di diametro tra 30 e 150 nanometri secrete dalla maggior parte delle cellule, permettono di distinguere il cancro della prostata da tutte le altre condizioni, compresa l’iperplasia prostatica benigna. Ecco quanto emerge da uno studio pubblicato su Cancer Letters e svolto in collaborazione tra l’Unità di Neuroimmunologia dell’Irccs Santa Lucia e il Dipartimento di scienze urologiche del Policlinico Umberto I di Roma, che descrive una nuova tecnica, brevettata dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss) e contraddistinta da meno falsi positivi e diagnosi più accurate. «L’alto numero di falsi positivi dato dall’attuale esame per il cancro prostatico, basato sul Psa sierico, comporta problemi sia nelle reazioni dei pazienti sia nei costi per le analisi che necessariamente seguono un’indagine con esito positivo» afferma Stefano Fais del Dipartimento di Oncologia e medicina molecolare dell’Iss, precisando che la determinazione dei livelli plasmatici di esosomi esprimenti Psa potrebbe consentire sia diagnosi più precise e tempestive, sia studi di screening a livello globale. I dati clinici su Cancer Letters riguardano 45 campioni di plasma, ma è in corso uno studio clinico di validazione della metodica su 250 campioni, approvato dai Comitati Etici di policlinico Umberto I e dall’Iss. (fonte Doctor33)

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Tumore del polmone: test per diagnosi più precise

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 novembre 2016

tumore polmoneCirca 30mila pazienti italiani colpiti ogni anno dal tumore del polmone non a piccole cellule metastatico potranno essere sottoposti alle tecniche migliori per individuare specifiche alterazioni molecolari (cioè la mutazione del gene EGFR e il riarrangiamento di ALK). E dal risultato del test dipenderà la scelta del trattamento più efficace. Queste analisi saranno eseguite secondo criteri uniformi e accurati negli 80 laboratori certificati per EGFR e nei 38 per ALK. I centri sono stati individuati nell’ambito di un progetto dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e della Società Italiana di Anatomia Patologica e Citopatologia Diagnostica (SIAPEC-IAP), presentato oggi in un convegno nazionale a Roma all’Istituto Superiore di Sanità. “La medicina di precisione deve partire da una diagnosi estremamente accurata – spiega il prof. Carmine Pinto, presidente nazionale AIOM – e questi controlli sono fondamentali per migliorare la qualità dei test diagnostici. Il nostro progetto prevede anche raccomandazioni costantemente aggiornate sulle modalità con cui eseguire le analisi molecolari e specifici programmi di formazione. Da un lato il paziente, grazie a una corretta diagnosi, potrà ricevere una terapia mirata evitando inutili tossicità, dall’altro ci saranno significativi vantaggi per il sistema sanitario in termini di risorse risparmiate. Abbiamo raggiunto un risultato molto importante”. Il lavoro delle due società scientifiche sul carcinoma polmonare non a piccole cellule si inserisce in un ampio programma condiviso sulla terapia molecolare dei tumori. “Da più di 10 anni – continua il prof. Gaetano De Rosa, presidente SIAPEC-IAP – abbiamo unito gli sforzi per redigere le raccomandazioni che permettono di definire con precisione le caratteristiche biologiche di cinque tipi di cancro: al seno, al colon-retto, al polmone, allo stomaco e il melanoma. La collaborazione tra oncologo e patologo è fondamentale per realizzare un approccio personalizzato alla cura del paziente. Ciò che l’anatomopatologo scrive nel referto diventa infatti uno dei pilastri fondamentali delle successive scelte terapeutiche”. La qualità dei test molecolari nel tempo è molto migliorata proprio grazie all’impegno delle due società scientifiche. “La mutazione EGFR è presente in circa il 10-15% dei tumori polmonari non a piccole cellule – sottolinea il prof. Nicola Normanno, Direttore del Dipartimento di Ricerca dell’Istituto Nazionale Tumori Fondazione ‘G. Pascale’ di Napoli -. Siamo passati dal 30% di laboratori che non hanno passato il controllo di qualità per EGFR nel 2011 e nel 2013 a solo il 13% che l’hanno fallito nel 2015. È stato quindi validato quasi il 90% delle strutture italiane di anatomia patologica e biologia molecolare che si sono sottoposte in maniera volontaria al programma delle due società scientifiche. I risultati sono incoraggianti e confermano l’elevato livello della patologia molecolare del nostro Paese”. In Italia nel 2016 sono stimate più di 41mila nuove diagnosi di tumore del polmone, la forma non a piccole cellule (NSCLC, non small cell lung cancer) è la più comune e riguarda circa l’85% di tutti i casi. “Il controllo di qualità di EGFR è consolidato ed è giunto alla terza edizione – afferma il prof. Antonio Marchetti, ordinario di anatomia patologica e Direttore del Centro di Medicina Molecolare e Predittiva dell’Università di Chieti -. Il controllo di ALK è stato eseguito per la prima volta nel 2015 con la metodica immunoistochimica, utilizzata per la rilevazione di determinati antigeni presenti nel tessuto o nelle cellule da esaminare. La mutazione di ALK è presente in percentuali che variano fra il 3 e l’8% dei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule. Sono stati validati 38 laboratori per ALK, cioè il 69% di quelli che hanno partecipato al progetto. È essenziale definire correttamente le caratteristiche biologiche del tumore. Già da qualche anno si è avviato un cambio di mentalità rispetto all’attività dell’anatomopatologo, che non si deve solo interessare alla diagnosi, ma anche ai fattori predittivi della corretta risposta terapeutica”. L’elenco complessivo dei centri che hanno superato i controlli di qualità di EGFR e ALK sarà pubblicato sui siti delle due società scientifiche (www.aiom.it; http://www.siapec.it), elemento di trasparenza per i cittadini, i clinici e le Istituzioni. “In un famoso editoriale pubblicato poche settimane fa sul New England Journal of Medicine si legge che di medicina di precisione abbiamo solo cominciato a parlarne e che siamo ben lontani dal raggiungimento dell’obiettivo – conclude la prof.ssa Silvia Novello, docente di Oncologia Medica all’Università di Torino e membro del Direttivo nazionale AIOM -. Eppure, a chi si occupa di oncologia polmonare sembra già di aver fatto passi da gigante nell’identificare bersagli molecolari che sono predittivi di risposta a farmaci specifici. Questo vale sicuramente per EGFR e per ALK, alterazioni molecolari che fanno ormai parte dell’iter diagnostico di molti dei nostri pazienti e per i quali esistono terapie standard efficaci già nella pratica clinica. Molti altri bersagli sono già stati identificati ed altrettante molecole sono in via di sviluppo nell’ambito di trials clinici dedicati. Quello che è certo è che all’identificazione di un fattore molecolare con ruolo predittivo deve far seguito una terapia mirata, perché questo è l’unico modo di migliorare l’aspettativa di vita per quei pazienti, altrimenti decade il significato dei test molecolari, se non all’interno di programmi di ricerca”.

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Un test sul DNA prevedequanto si può dimagrire con la chirurgia bariatrica

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 settembre 2016

DNAIl Bypass gastrico è un intervento di chirurgia bariatrica sempre più utilizzato nel trattamento dell’obesità grave. Sebbene questo intervento determini una netta riduzione del peso corporeo, alcuni pazienti perdono meno peso del previsto. Poiché questo non dipende da errori chirurgici sarebbe importante riuscire ad individuare chi non risponderà bene alla chirurgia già prima dell’intervento. “Il nostro studio – spiega Edoardo Vitolo, dipartimento di medicina clinica e sperimentale dell’Università di Pisa – ha avuto lo scopo di valutare l’influenza della presenza di alcune varianti genetiche sui risultati (in termini di perdita di peso) di un intervento di bypass gastrico”.Per lo studio sono stati arruolati 100 pazienti affetti da obesità grave, che sono stati seguiti per 1 anno dopo l’intervento di chirurgia bariatrica. Di tutti è stato effettuato lo studio dei polimorfismi di alcuni geni (grelina, adiponectina e CD40) e valutato il peso corporeo a distanza di 6, 26 e 52 settimane dopo l’intervento. “In questo modo – spiega Vitolo – siamo riusciti ad individuare un polimorfismo nel gene della grelina ed uno nel gene del CD40L che si associano rispettivamente ad una maggiore o minore perdita di peso dopo l’intervento. Se questo dato fosse confermato nel lungo periodo e su un più ampio numero di pazienti, questi polimorfismi, di determinazione relativamente semplice, potrebbero essere utilizzati come uno dei criteri per la selezione dei candidati ottimali alla chirurgia bariatrica”.Una piccola percentuale di pazienti tra quelli sottoposti ad un intervento di chirurgia dell’obesità, il by-pass gastrico, dimagriscono meno dell’atteso. A fronte di una perdita di peso attesa del 40% ad un anno dall’intervento, i pazienti portatori di un particolare polimorfismo della grelina dimagriscono un 10% in più dell’atteso, mentre quelli con una particolare variante del gene CD40 dimagriscono un 7-8% in meno del previsto. La grelina è un ormone prodotto dal tratto gastro-intestinale implicata nella regolazione dell’appetito, nella motilità gastrointestinale, nella produzione dei succhi gastrici e pancreatici. Il CD40 è una citochina della famiglia del TNFalfa, implicata nei meccanismi dell’infiammazione. I pazienti più ‘infiammati’ potrebbero rispondere meno all’intervento. In questo studio dunque per la prima volta si dimostra che essere portatori di un particolare polimorfismo della grelina predice un’ottima perdita di peso dopo l’intervento di chirurgica bariatrica, mentre essere portatori di un polimorfismo del gene CD40 (rs1126535) può essere predittore di una risposta meno favorevole in risposta alla chirurgia dell’obesità. “Questo studio – conclude Vitolo – rappresenta un primo passo per l’individuazione di marcatori che consentano di prevedere quali pazienti risponderanno meglio alla chirurgica bariatrica e potrebbe portare ad evitare l’intervento nei soggetti destinati a rispondere meno”.“Questi studi si inseriscono nel più ampio campo della farmacogenetica, ovvero di quel settore della genetica che si occupa del controllo genetico della risposta a trattamenti farmacologici – commenta il professor Giorgio Sesti, presidente della Società Italiana di Diabetologia (SID). Lo studio è rilevante in quanto apre la possibilità di applicare la medicina di precisione grazie alla selezione delle persone obese che maggiormente beneficeranno dell’intervento di chirurgia bariatrica. E’ molto significativo che studi avanzati di applicazione delle tecniche genetiche vedano protagonisti giovani ricercatori della SID”.

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