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Anche a gennaio 2021 Scanzi rimane in testa, alla Top 15 dei giornalisti sui social

Posted by fidest press agency su martedì, 9 febbraio 2021

Anche in gennaio è il solito Andrea Scanzi a dominare la Top 15 dei giornalisti italiani sui social, stilata da Sensemakers per Primaonline sulla base dei dati di Shareablee. Come accade ormai da nove mesi, cioè dall’aprile 2020, la firma del Fatto Quotidiano è primo per numero di interazioni (like, commenti e condivisioni su Facebook, Instagram, Twitter e YouTube): ne ha totalizzate 9,2 milioni, 1,3 milioni in più di dicembre. Scanzi è primo anche per numero di visualizzazioni dei suoi video su Facebook e YouTube, 35,2 milioni, 4,2 milioni in più rispetto al mese precedente.La crisi di governo aperta da Matteo Renzi in piena pandemia, facendo dimettere i due ministri di Italia Viva, ha alimentato le discussioni sui social in gennaio e quasi tutti i giornalisti ne hanno beneficiato. Lorenzo Tosa, secondo in classifica, è passato da 2,7 a 3,3 milioni di interazioni; Enrico Mentana, terzo, da 2 a 2,3 milioni; Nicola Porro, quarto, da 1,8 a 1,9 milioni (le sue video view, invece, sono calate di mezzo milione). Saverio Tommasi, il giornalista e video reporter di Fanpage entrato in classifica per la prima volta in giugno, sale sei gradini e si piazza al quinto posto con 1,5 milioni di interazioni, più del doppio di dicembre. In salita, dal nono al sesto posto, anche Marco Travaglio, molto attivo nel sostegno al governo Conte e nella critica a Renzi e ai renziani, tanto da beccarsi una querela (l’ennesima) da Maria Elena Boschi, capogruppo alla Camera di Italia Viva.

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Stati Uniti d’Europa. La testa e la pancia

Posted by fidest press agency su domenica, 26 luglio 2020

“Le convinzioni, più delle bugie, sono nemiche pericolose della verità”. E’ una frase del filosofo tedesco Friedrich Nietzsche (1844-1900).Ci si convince di una idea e si va alla ricerca di quanto possa supportarla, incuranti dei fatti, per arrivare alla teoria del complotto cercando capri espiatori. Pregiudizi e credenze sono determinanti, soprattutto se ben indirizzati di chi vuol parlare alla pancia, immettere paura e incertezza di fronte a cambiamenti epocali. Scriviamo questo perché abbiamo sentito a Radio Radicale il dibattito parlamentare sugli accordi per il Recovery Fund (Next Generation).Sull’accordo, che abbiamo definito storico, abbiamo sentito il discorso del senatore Matteo Salvini: una serie di bufale.I soldi che ci dà l’Europa sono soldi nostri, dichiara Salvini, e vogliamo spenderli come vogliamo, poi si devono usare per tagliare le tasse, poi che arriveranno il prossimo anno e quindi troppo tardi, poi dobbiamo chiedere i soldi per la sanità.I fatti sono che i soldi non sono nostri perché saremo beneficiari netti, devono essere spesi per investimenti e non per le tasse, quelli per la sanità sono già pronti con il Mes (36 miliardi), che Salvini non vuole, e il programma del Recovery Fund è pluriennale (parte dal prossimo anno visto che siamo a oltre metà del 2020) e per l’immediato la BCE ha una disponibilità all’acquisto di titoli di Stato per 220 miliardi, senza i quali staremmo con le famose pezze.In questa fase di crisi economica cercare alibi, sollecitare paure e incertezze è un seme che trova terreno fertile. Ma è un seme che produce gramigna. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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A Napoli si dice: ‘O pesce fète d’ ‘a capa. (Il pesce puzza dalla testa)

Posted by fidest press agency su martedì, 27 marzo 2018

E come se non bastasse si instaura tra la gente la convinzione che i processi virtuosi altro non sono che un espediente del mondo del malaffare per tacitare le coscienze e che, invece, solo la loro strada potrà essere vincente. Come dire: predicare bene e razzolare male. E si va ancora oltre pensando che se gli altri rubano e imbrogliano perché non dovrei farlo anch’io?
Diventa così una tendenza che ci espone tutti ad una visione della vita votata esclusivamente alla ricerca di scappatoie che possono diventare delle regole e consentirci di vivere al meglio. Perché l’onestà non ripaga, perché ci complica la vita, perché ci conduce inesorabilmente verso una solinga mediocrità che fa di noi altrettanti perdenti. “Fatti furbo” è il suggerimento più ricorrente agli esitanti. L’onestà non ti ripaga. Tale meccanismo è così ben oliato che ci dice il giudice D’Avigo, “oggi si ruba e non ci si vergogna più, anzi se ne trae vanto”. E’ l’avvocato che abita in una casa comunale al centro storico della capitale dove si trovava prima la nonna, ora defunta, e che si è guardato bene di segnalare l’evento al comune per continuare ad utilizzare i locali pagando una miseria e quel che è peggio ne ha tratto lode parlandone in giro finché non ha trovato chi lo ha denunciato.
Ha mostrato di pentirsene, di risarcire il comune? Niente affatto. Per quanto ne so continua ad utilizzare i locali con la sola differenza che il canone è leggermente più alto. Da qui l’amara considerazione che la nostra società guarda sempre con più interesse a chi trae profitto dalle debolezze altrui e con cinismo ne approfitta cercando di fare altrettanto. Anzi meglio.
La mafia, quindi, si è insediata in questo contesto e sa trarne il massimo beneficio in quanto adotta lo stesso linguaggio dell’uomo d’affari ma con l’aggiunta che al cospetto di eventuali ostacoli non si fa scrupolo di spianare la strada con la coercizione e l’omicidio.
“La mafia – afferma Sales – è innanzitutto uno strumento di capitalizzazione della violenza, cioè un modo di procacciarsi risorse economiche con l’uso della prevaricazione. Più che industria del crimine, come la definì Leopoldo Franchetti nel 1876, la mafia è crimine che si fa industria e attività economica. Si tratta di un processo di capitalizzazione basato sulla violenza, e le modalità di questa forma di capitalizza-zione cambiano a seconda dei contesti, delle opportunità, delle relazioni, dei rapporti di forza, ma è presente fin dalla loro nascita e in qualche modo ne segna l’identità.” In altri termini “L’economia criminale è contro le leggi degli Stati ma non contro quelli dei mercati, avendo una sua barbara imprenditorialità, come ha scritto Franco Cassano.” Vi è poi da considerare il fatto che nelle moderne economie tutte le attività legate ai cosiddetti “vizi” non possono essere soddisfatte legalmente ma riescono a fare una fortuna delle associazioni criminali che questi veti non hanno. Da qui parte tutta una rete di complicità che finiscono con l’alimentare un mercato parallelo dove primeggia la spregiudicatezza del mafioso all’interno delle attività speculative “prima dentro la rendita fondiaria, poi nei circuiti d’intermediazione del commercio, dentro il condizionamento e lo sfruttamento di risorse altrui private o pubbliche”. In questo contesto la stessa violenza diventa un’attività altamente redditizia e la debolezza delle istituzioni fa il resto.
Dobbiamo quindi convenire che le stesse logiche capitalistiche tendono a favorire la propensione di quanti non si fanno scrupoli ad accumulare ricchezza con metodi criminali con la convinzione che il fine giustifica i mezzi.
E il quadro internazionale vi concorre inquietante dove la gestione del potere è affidata a comitati d’affari che a tutto pensano per ricavare lauti guadagni a spese del prossimo e s’ingegnano oltremodo per rendere sempre più poveri i poveri e a schiavizzarli tacitandoli sui diritti e le conquiste sociali un tempo ottenute. E’ questo il modello vincente del nostro tempo? Ma non stracciamoci le vesti più di tanto credendo di aver toccato, agli albori del XXI secolo, il punto di non ritorno. Il tutto affonda le sue radici nel passato remoto o più vicino a noi per farci intendere che la sopraffazione appartiene a tutte le epoche dell’umanità e la ricerca del profitto a spese del proprio simile è stata un’arte coltivata per millenni e a piangere sono stati sempre e comunque gli stessi che hanno nutrito il loro padrone di turno con il sudore della loro fronte e alla fine sono stati ripagati con la loro morte tra stenti e miserie di ogni genere. Finché non riusciremo a costruire un modello di società che rispetti l’essere umano a prescindere dai suoi natali e si emendi dalle sue perverse tendenze, noi continueremo ad essere asserviti alla logica della violenza e della perversione crogiolandosi dei suoi effetti scellerati in nome del dio denaro.
Ci troviamo, quindi, a dover riconoscere un certo carattere di legittimità mafiosa nell’ambito del capitalismo e quest’ultimo sembra avere solo una preoccupazione che è quella di favorire gli eccessi solo ad esclusivo beneficio.
Non sempre vi riesce, ovviamente, perché l’elemento catalizzatore costituito dalla politica non funziona a dovere. E’ che la concezione del mondo e della vita di “alcuni politici coincide con quella dei mafiosi: potere è sottrarre beni ad altri e alla collettività.”
Se vogliamo da tutto ciò trarne una sintesi diciamo che la mafia intesa come sodalizio criminale organizzato a livello mondiale è un problema vero, drammatico e serio che non si può estinguere se non eliminiamo anzitutto le logiche perverse del capitalismo arroccato sul profitto, costi quel che costi, e il suo figlio degenere che è la politica che lo asseconda come il peggiore dei servi sciocchi. Perciò condivido le parole di Sales quando afferma che “la storia delle mafie mette a nudo la qualità storica dell’agire politico” in specie in quei paesi in cui il fanatismo economico è diventato una legge di Stato. “Dunque le mafie vanno valutate all’interno della storia nazionale” ma vorrei aggiungere di tutte le nazioni del mondo che hanno fatto del capitalismo la loro guida suprema. Non si tratta, quindi di capire, perché la comprensione è nei fatti ed essi non hanno bisogno d’interpreti per conoscerne le ambiguità, il cinismo e l’avidità. (Riccardo Alfonso)

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Tumori testa-collo

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 settembre 2017

bruxelles-1Bruxelles. In Europa, i tumori testa-collo sono ancora una patologia molto sottovalutata: il 60% dei pazienti si presenta infatti alla diagnosi con una neoplasia ad uno stadio localmente avanzato1. Proprio per aumentare l’attenzione dell’opinione pubblica e migliorare la conoscenza su questi tumori, la European Head and Neck Society (EHNS) organizza dal 18 al 22 settembre 2017 la quinta edizione della Head and Neck Cancer Awareness Week, nell’ambito della “Make Sense Campaign” (www.makesensecampaign.eu).Tra gli obiettivi della campagna, l’educazione alla prevenzione e l’informazione sul riconoscimento di segni e sintomi della patologia, che rappresentano gli strumenti fondamentali al fine di migliorare gli esiti terapeutici. Rivolgersi tempestivamente ad un medico specialista permette infatti ai pazienti con un tumore diagnosticato ad uno stadio precoce di raggiungere un tasso di sopravvivenza dell’80-90%1. Questi numeri cambiano notevolmente se il tumore viene diagnosticato quando è già ad uno stadio avanzato: purtroppo il 60% di questi pazienti non supera i 5 anni.In Italia, l’Associazione Italiana di Oncologia Cervico-Cefalica (AIOCC) sostiene la campagna internazionale con il lancio, sui propri canali social e web, di un video animato per favorire la conoscenza sui tumori testa-collo, realizzato con il contributo non condizionato di Merck.Nel nostro Paese, questa neoplasia rappresenta il sesto tipo di tumore più diffuso. Ogni anno vengono diagnosticati circa 10.000 nuovi casi e il totale dei pazienti colpiti da un tumore della testa e del collo è 113.165. Sia l’incidenza, sia la prevalenza sono più alte al Nord rispetto al Centro-Sud2.
Il video animato vede impegnato il protagonista-paziente in un “viaggio” di approfondimento sulle caratteristiche dei tumori della testa e del collo. Nelle varie tappe conoscitive del viaggio, il paziente viene accompagnato dal suo medico e dai “personaggi testa-collo”, rappresentati dagli organi che vengono colpiti da queste neoplasie. Attraverso le spiegazioni del medico, il paziente verrà a conoscenza dei fattori di rischio, comprenderà quali sono i principali sintomi e capirà come la diagnosi precoce e la giusta prevenzione possano incidere notevolmente sui tassi di guarigione. Il video si conclude con un messaggio molto chiaro: è importante affrontare il tumore con l’aiuto di un team multidisciplinare di esperti. I canali AIOCC sui quali verrà diffuso il video sono il sito web dell’Associazione (www.aiocc.it) e la pagina Facebook AIOCC – IHNS Associazione Italiana di Oncologia Cervico Cefalica.
“Merck sostiene l’AIOCC nel suo impegno contro i tumori testa-collo, sin da quando l’Associazione è stata fondata nel 2010” – dichiara il Dott. Antonio Messina, a capo del business biofarmaceutico di Merck. “Siamo stati felici di supportare la realizzazione del video di animazione sui tumori testa-collo. Oggi l’utilizzo di nuovi linguaggi, del web e dei social, è sempre più importante per raggiungere il maggior numero di persone possibile, informandole adeguatamente e con semplicità sui temi della salute e della prevenzione”.
Si tratta di neoplasie che possono colpire le cellule epiteliali di tipo squamoso degli organi del distretto cervico-facciale (lingua, bocca, orofaringe, rinofaringe, ipofaringe, laringe e seni paranasali. Circa 3 tumori testa-collo su 4 sono causati dal tabacco e dall’alcool. Le persone che usano sia alcool sia tabacco rischiano maggiormente di sviluppare questi tumori. Anche le infezioni da papilloma virus umano (HPV), soprattutto HPV-16, aumentano il rischio di sviluppare alcuni tipi di tumore testa-collo, in particolare i tumori dell’orofaringe che coinvolgono le tonsille o la base della lingua.

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Tumori testa-collo

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 giugno 2016

tumore testaChicago. Il 36% dei pazienti colpiti da tumore della testa e del collo in fase avanzata è vivo a un anno grazie al trattamento con nivolumab, nuova molecola immuno-oncologica. Un miglioramento sostanziale rispetto al 16,6% ottenuto con la chemioterapia di confronto (metotressato, docetaxel o cetuximab). Il dato emerge dallo studio di fase III CheckMate -141 che ha coinvolto 361 pazienti colpiti da carcinoma a cellule squamose della testa e del collo in progressione dopo terapia a base di platino, presentato oggi al 52° Congresso dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) in corso a Chicago. “Nel 2015 in Italia sono stati stimati 9.200 nuovi casi e circa 113.500 persone vivono dopo la diagnosi – spiega la prof.ssa Lisa Licitra, responsabile del Reparto di Medicina Oncologica del Capo e del Collo all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano -. Riguardano in particolare la laringe, la bocca, la lingua e la faringe. Il 75% dei casi è riconducibile al fumo di sigaretta e all’abuso di alcol. Chi fuma ha infatti un rischio 15 volte più alto di sviluppare la neoplasia, probabilità che aumenta ulteriormente se al tabacco si associa il consumo di alcol. Quando la malattia è individuata in fase precoce, le possibilità di guarigione variano dal 75% al 100%. Troppo spesso però le diagnosi avvengono in stadio avanzato, soprattutto per una sottovalutazione dei sintomi, ad esempio bruciore o lesioni nel cavo orale, mal di gola, raucedine persistente, deglutizione dolorosa e fastidiosa o gonfiore al collo. In fase avanzata, la sopravvivenza a cinque anni si attesta intorno al 40%”. Nello studio CheckMate -141, i pazienti trattati con nivolumab hanno evidenziato una riduzione del rischio di morte del 30%, con una sopravvivenza globale mediana di 7,5 mesi rispetto a 5,1 mesi del braccio di confronto. “Il carcinoma a cellule squamose costituisce il 90% del totale dei casi. Nivolumab rappresenta la nuova arma efficace in questa istologia e la portata del suo carattere innovativo è dimostrata dal fatto di aver ricevuto la designazione di ‘Breakthrought Therapy’ da parte dell’FDA (Food and Drug Administration), l’agenzia regolatoria statunitense. Sono definite in questo modo solo quelle terapie che hanno evidenziato un potenziale beneficio clinico in patologie gravi, per poterne accelerare le fasi di approvazione e renderle disponibili per i pazienti in breve tempo”. Nivolumab ha ottenuto per 5 volte la ‘Breakthrought Therapy Designation’, oltre che nei tumori della testa e del collo, nel linfoma di Hodgkin, nel melanoma, nel tumore del polmone non a piccole cellule non squamoso e nel carcinoma a cellule renali. “Lo scorso gennaio lo studio CheckMate -141 – conclude la prof.ssa Licitra – è stato interrotto perché ha raggiunto in anticipo l’obiettivo ambizioso di un aumento della sopravvivenza. E per la quinta volta in poco più di un anno un trial su questa molecola è stato interrotto proprio perché ha ottenuto l’obiettivo: nel melanoma, nel tumore del polmone non a piccole cellule (nelle due istologie, squamoso e non squamoso), nel carcinoma a cellule renali e nei tumori della testa e del collo”.

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Tumori della testa e del collo

Posted by fidest press agency su martedì, 16 giugno 2015

tumore metastatico2Merck Serono S.p.A., affiliata italiana di Merck (Darmstadt, Germania), prosegue il proprio impegno a sostegno della ricerca scientifica in Oncologia. L’Azienda supporta infatti l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) con un contributo in occasione del Premio per il miglior progetto di management multidisciplinare dei tumori della testa e del collo. Al Premio possono partecipare i soci AIOM che, entro il 30 settembre 2015, invieranno il proprio progetto, in formato pdf, alla Segreteria Nazionale dell’Associazione (elena.moro@aiom.it), corredato da un breve curriculum vitae. Un’apposita Commissione ad hoc valuterà i lavori pervenuti ed il Premio sarà consegnato nel corso della Cerimonia Inaugurale del Congresso Nazionale AIOM (a Roma dal 23 al 25 ottobre 2015). Il Premio, del valore di 15.000 euro, sarà conferito al termine del Presidential Address. “L’iniziativa – ha affermato il Dottor Carmine Pinto, Presidente AIOM e Direttore dell’Oncologia Medica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma – intende riconoscere la rilevanza scientifica dell’approccio multidisciplinare ed i numerosi benefici che questa comporta per i pazienti colpiti da tumore del distretto cervico-facciale. I tumori della testa e del collo sono neoplasie complesse ed eterogenee che richiedono strategie di trattamento diversificate da affrontare con il contributo di numerosi specialisti”.In Italia i tumori della testa e del collo rappresentano il quinto tumore più diffuso e si stima che siano 106.727 le persone colpite da questa patologia con circa 10.432 nuovi casi ogni anno tra gli uomini e 1.980 tra le donne. Nelle donne l’incidenza è in crescita, legata soprattutto ad un aumento dei tumori della cavità orale e della faringe1.“Supportare la ricerca scientifica e promuovere l’approccio multidisciplinare nel trattamento dei tumori della testa e del collo – ha sottolineato Antonio Messina, Presidente e Amministratore Delegato di Merck Serono S.p.A. – è un impegno che Merck Serono persegue con costanza. Il nostro sostegno all’iniziativa dell’AIOM sottolinea ancora una volta l’importanza e la volontà di individuare nuove strategie di trattamento per i pazienti, in stretta collaborazione con la comunità scientifica.”

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Tumore della testa e del collo

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 aprile 2010

Darmstadt (Germania)  I nuovi risultati appena pubblicati dall’Annals of Oncology confermano il ruolo della terapia mirata Cetuximab come nuovo standard di cura nel trattamento di prima linea del tumore recidivante e/o metastatico (R/M, recurrent/metastatic) a cellule squamose della testa e del collo (SCCHN, Squamous Cell Carcinoma of the Head and Neck). Lo studio clinico di fase III Extreme, una pietra miliare in questo ambito, ha dimostrato come Cetuximab sia la prima terapia negli ultimi trent’anni a migliorare la sopravvivenza dei pazienti colpiti da SCCHN recidivante e/o metastatico quando associata alla chemioterapia a base di platino. Sulla base di questi risultati, nel 2008 Cetuximab è stato approvato nel trattamento dei pazienti colpiti da SCCHN recidivante e/o metastatico.  La nuova analisi ha valutato l’impatto di Cetuximab sulla qualità di vita (QoL, Quality of Life) e ha dimostrato che l’associazione dell’anticorpo anti-EGFR (Epidermal Growth Factor Receptor) alla chemioterapia standard a base di platino può migliorare i sintomi legati alla patologia, senza incidere negativamente sulla qualità di vita dei pazienti.1 Circa l’80% della popolazione ITT (Intention To Treat) ha completato almeno uno dei questionari di valutazione, mostrando che: •Non sono mai emerse differenze significative tra i due bracci di trattamento in nessuna delle scale o sotto-scale della QoL, (questionario QLQ-C30). Questo significa che i risultati relativi al gruppo trattato con Cetuximab sono stati generalmente favorevoli e non peggiori, in modo significativo, dei risultati del gruppo trattato con la sola chemioterapia • Nell’analisi pattern-mixture, una differenza significativa nel punteggio dello stato di salute globale/QoL è stata dimostrata tra i gruppi di trattamento, a vantaggio del gruppo trattato con Cetuximab (p=0,0415)• Le scale relative ai sintomi (dolore e problemi con la deglutizione, il parlare e il mangiare) sono state considerevolmente a favore del gruppo trattato con Cetuximab al ciclo 3 (questionario QLQ-H&N35)
Si stima che, solo in Europa, vi siano circa 143.000 nuovi casi ogni anno di tumori della testa e del collo e che più di 68.000 decessi siano dovuti a questa patologia3. Circa il 40% dei pazienti colpiti da un tumore della testa e del collo, ha una forma recidivante e/o metastatica4. Per tumori della testa e del collo si intende quelli che colpiscono la  lingua, la  bocca, le ghiandole salivari, la faringe, la laringe, i seni paranasali e altre zone situate nel settore cervico-facciale. Nel 90% circa dei casi, i tumori della testa e del collo sono a cellule squamose5 e quasi tutti esprimono l’EGFR, fattore cruciale per la crescita del tumore.

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La testa e la costola di Adamo

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 gennaio 2010

Lettera al direttore. Benedetto XVI all’Udienza Generale, citando il teologo Pietro Lombardo, ha detto che “Dio creò Eva da una costola di Adamo e non, ad esempio, dalla sua testa, perché fosse non una dominatrice e neppure una schiava dell’uomo ma una sua compagna”. Giornali e televisioni riportano la notizia, e non pochi fedeli immaginano che la creazione dell’uomo si sia svolta realmente in tal modo. In realtà cattolici e protestanti da tempo ormai sono d’accordo che i versetti delle Genesi relativi alla creazione non possono essere assolutamente presi alla lettera. E’ ovvio che l’autore biblico, ricorrendo a quelle immagini, ha voluto dirci qualcosa. L’interpretazione data però dal teologo Pietro Lombardo, del perché Dio avrebbe scelto proprio una costola e non un’altra parte del corpo di Adamo, come ad esempio la testa, a mio parere lascia il tempo che trova. Mi sembrerebbe più logico ritenere che sia stata scelta una costola per il semplice motivo che ne abbiamo ben 24.  E’ difficile immaginare Adamo senza testa. A ben riflettere però forse sarebbe stato giusto togliergli la zucca anziché la costola. (Miriam Della Croce)

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I tumori della testa e del collo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 agosto 2009

Rappresentano il 15% della totalità dei tumori maligni. In Italia si riscontrano dai 13mila ai 15mila nuovi casi all’anno, con Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige in cima alla lista delle regioni più colpite. A Nordest si calcola infatti un’incidenza di 180 nuovi casi per 100mila abitanti ogni anno, percentuale cinque volte superiore rispetto alle altre regioni e inferiore solo a quella dei tumori al polmone. Tra le principali cause di questa gravissima patologia, abitudini di vita scorrette quali l’assunzione di alcool e fumo di sigaretta (molto diffusi a Nordest), situazioni critiche conseguenti a traumatismi dentari e un elevato tasso di inquinamento ambientale. I dati assegnano dunque al Nordest la “maglia nera” per i casi di tumori della testa e del collo: anche per questo è nata nel territorio la SVO (Scuola Veneta Ospedaliera di Discipline Otorinolaringoiatriche), presieduta da Francesco Lunghi e Roberto Spinato, che nei prossimi giorni ha convocato a Mestre i più importanti specialisti italiani di otorinolaringoiatria e ospiti da Usa, Europa, Hong Kong per l’8th International SVO Conference on Head and Neck Cancer.  Dopo una prima parte formativa, nell’ambito della quale è previsto un interessante approfondimento sullo snoring (il comune russare) che può diventare una patologia del sonno e di conseguenza generare pericolo per la vita di chi ne soffre, giovedì 4 settembre si apriranno i lavori della conferenza internazionale. Le tematiche affrontate avranno uno spettro ampio. Dal’utilizzo chirurgico delle radiofrequenze ai trattamenti di salvataggio chirurgico post-chemioterapia, dai nuovi approcci alle neoplasie della lingua alle tecniche diagnostiche più avanzate (e meno invasive) per rilevare i tumori in uno stadio iniziale. “La prevenzione e la diagnosi precoce di queste forme tumorali è fondamentale – chiarisce Roberto Spinato, direttore della divisione chirurgica e di ORL a Mirano, oltre che vicepresidente della SVO -, perché nel caso in cui si intervenga all’inizio si riscontra il superamento della malattia con guarigione nell’80-90% dei casi, mentre se il tumore viene identificato in fase avanzata la sopravvivenza è del 30-40% a cinque anni, con peggioramento in caso di metastasi. Eppure i pazienti arrivano ancora troppo spesso tardi da noi: per una sottovalutazione dei sintomi, per disattenzione, per paura. Invece un controllo frequente consentirebbe di accertare e contrastare la malattia con ottime possibilità di successo”. Anche per questo la SVO promuove periodicamente la International Conference on Head and Neck Cancer, un’occasione per richiamare l’attenzione sulle forme neoplastiche, ma anche e soprattutto sugli stili di vita che ne generano l’insorgenza.

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