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Posts Tagged ‘testamento biologico’

Storie ferragostane: Il testamento biologico è eutanasia camuffata?

Posted by fidest press agency su sabato, 11 agosto 2018

La propensione nel ridurre la morte dal suo ambito pubblico e collettivo a un accadimento privato, condanna l’essere umano a consumarsi nell’emarginazione e nella solitudine. La morte, inoltre, è ridotta a malattia, per cui il morente è assegnato, nella divisione del lavoro, all’esperto, al “tanatologo”, che tratta il trapasso scientificamente, al di fuori delle emozioni, degli affetti del parentado, e senza le mediazioni rituali e sociali che servivano a “elaborare” il lutto, e a “portare i vivi a ricostruire simbolicamente la perdita nel loro animo.” Diventa, in tal guisa, una difesa collettiva nei confronti della morte. In un certo senso sono proprio i progressi della medicina ad accentuare il fenomeno della relegazione della morte fuori della vita familiare.
Negli U.S.A. l’83% dei decessi avviene in strutture ospedaliere, quando non in istituti specializzati, riservati solo a chi sta per lasciare il mondo: malati terminali. In questo modo la morte è ghettizzata, se ne fa un fenomeno a parte, sottratto alla vita quotidiana.
Così, coerentemente, l’invecchiamento non dà più l’idea di un progresso verso la saggezza e la serenità, ma quella di una degradazione funzionale. Se il cadavere, il morente, il vecchio sono oramai inseriti nella categoria dello “scarto”, è perché sono considerati nient’altro che delle “macchine” fuori servizio. E’ questa visione disumanizzante del corpo che ha dato luogo a una strategia generale dello “sgombero”.
Il tutto diventa una mera operazione di mascheramento. Urbain in proposito scriveva sull’Enciclopedia Einaudi nel 1980: “Trascinato nel labirinto ospedaliero, più rassicurante per i suoi che per lui, al morente è continuamente negato la sua specificità e occultata metodicamente la differenza tra il morire e l’essere infermo”.
L’importante è nascondere sotto l’accanimento terapeutico, il sopraggiungere del nulla, far tacere la comparsa del morire con un mucchio di diagnosi incerte, mascherare insomma l’imminenza della fine mediante una tecnica di rianimazione cieca che trasforma a volte il morituro in un cadavere vivente. Ed è qui che vi soccorre il testamento biologico. Intende stabilire un rapporto non risolto, che l’evoluzione scientifica non solo rende più traumatico, ma non risolve in assoluto. Parodiando il detto latino: “Si vis pacem para bellum” dovremmo dire “Si vis vitam, para mortem”, se vuoi vivere veramente preparati a morire. (Riccardo Alfonso) (I precedenti sono reperibili sulla pagina “confronti” ottava parte)

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Il futuro dell’umanità

Posted by fidest press agency su sabato, 21 ottobre 2017

marco cappatoMilano Lun 23 ottobre ore 18:30 La Feltrinelli, Piazza Piemonte. Il caso dj Fabo è l’inizio di una nuova lotta su cui si giocail futuro dell’umanità. E che va oltre il testamento biologico. Dall’antiproibizionismo ai diritti dei disabili, dalla libertà scientifica a quella sessuale: una difesa appassionata del nostro diritto alla libertà. Non cambi il mondo, e non difendi la democrazia, facendo sempre quello che ti dicono di fare. Occorre assumersi la responsabilità di contravvenire a leggi ingiuste senza aspettare che qualcuno gentilmente lo conceda. L’obiettivo non è violare le regole, ma cambiarle, la cosa giusta da fare quando la legge si scontra con il vissuto delle persone, trascurando diseguaglianze rese ancora più profonde dalle proibizioni. È questo che ha fatto Marco Cappato accompagnando in Svizzera dj Fabo, aiutandolo a porre fine alla sua sofferenza a costo di essere perseguito penalmente nel nostro Paese. Ed è questo – ha dichiarato – che farà ancora, per difendere il diritto di tutti di essere “liberi di sorridere, fino alla fine”.
Eutanasia e fine vita, dunque, ma anche droghe, sesso, internet, genetica, scienza e diritti umani: contro le molte norme che in diversi campi minacciano la libertà e criminalizzano comportamenti diffusi e realtà sociali ineliminabili, Cappato si batte da anni con gli strumenti della disobbedienza civile e della nonviolenza – che indica non una semplice assenza di violenza, ma la costante opera attiva per convertire la violenza nel suo opposto – seguendo le orme di illustri personalità come Gandhi e di compagni di viaggio come Pannella.
Intrecciando pratica e teoria, la sua storia radicale e le sue azioni – dall’arresto a Manchester per la campagna antiproibizionista alla difesa della ricerca sul genoma e le staminali, alla battaglia contro l’informazione manipolata e la limitazione della libertà digitale –, spiega oggi in questo libro perché disobbedire (civilmente) è lo strumento indispensabile per chi vuole migliorare il sistema e difendere la libertà di tutti, cominciando dai settori, la scienza in primis, dove la presenza dello Stato spesso non è soltanto inutile, ma controproducente. E perché occorre farlo in prima persona: “assumendoci la responsabilità delle nostre azioni, sperimentando alternative, creando conoscenza”. (Sabrina Antonini)

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Legge sul testamento biologico

Posted by fidest press agency su sabato, 11 febbraio 2017

montecitorio

“Penso che una legge debba muoversi affermando principi e delineando situazioni, piuttosto che definendo comportamenti. Una eccessiva interpretazione dei comportamenti dettati potrebbe causare cortocircuiti”. È questa la riflessione di Giuseppe Lavra, presidente dell’Ordine provinciale di Roma dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri (OMCeO), in merito alla legge sul testamento biologico, che sara’ discussa alla Camera il 20 febbraio.
“Dobbiamo ragionare in termini di principi e mettere i paletti tra questi principi. Un paletto e’ senz’altro il valore del principio della vita- spiega il medico- l’atro e’ quello della dignita’ umana, che non deve essere mai sottoposta ad atteggiamenti curativi che scadano in accanimento o nelle sproporzioni palesi di trattamenti futili. Una volta sanciti i principi, anche per legge se si vuole, poi tutto deve essere calato nelle specifiche realta’. Attenzione- avverte Lavra- tutti i casi sono a se’ ed eviterei di fare riferimenti netti rispetto alle situazioni che hanno un po’ diviso il Paese”.
Il presidente dell’Omceo Roma consiglia, nella legge, di “evitare vincoli che non possano ovviamente calarsi nelle specifiche realta’. Se da un lato rassicurerebbero chi ha una fiducia cieca nelle potenzialita’ di una legislazione, dall’altro io non la ho tale fiducia cieca. In materia di bioetica – sottolinea Lavra- tutto deve essere contemplato con estremo rigore, estrema prudenza ed estremo rispetto delle situazioni. So che in ambito clinico tutti i casi sono singoli, singolari e non omologabili. La legge non puo’ fare altro che esprimere situazioni che non possono adattarsi a tutte le fattispecie dei singoli casi. È un’ambizione che porta con se’ un elemento di superbia e noi non abbiamo queste potenzialita’”.
Per il presidente dell’Ordine provinciale di Roma dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri (OMCeO) “lo sforzo di carattere normativo” nell’ambito del testamento biologico “si deve limitare ad affermare principi sui quali trovare condivisioni ampie. Uno sforzo che abbiamo gia’ fatto nel nostro codice deontologico, che e’ una norma ed ha un suo valore”.
L’Omceo Roma invita a “disgiungere le situazioni collegate alle condizioni relative agli stati di coscienza (stati vegetativi) – che spesso sono attendistiche, indeterminate e indeterminabili – dalle situazioni in cui si conoscono i quadri clinici nella loro progressione terribilmente peggiorativa- precisa Lavra- e che determinano una compromissione dei parametri vitali di primo ordine, come il respiro e il circolo. In quest’ultimo caso, oltre ad una valutazione di ordine prognostico, possono esserci anche situazioni in cui sia compromessa la dignita’ naturale della persona, in ragione dei provvedimenti che si pongono in essere per mantenere delle condizioni di sopravvivenza piu’ che di vivenza. Dobbiamo soppesare le situazioni”.
Quando c’e’ la consapevolezza che “la compromissione sia cosi’ importante, tale da poter essere percepita da chi vive suddetta condizione in maniera quasi aggressiva per la propria dignita’ umana- prosegue il medico- allora bisognera’ confrontare questo anche con le volonta’. Dobbiamo interrogarci e chiederci quanto possiamo condannare o imporre a un individuo, magari ancora cosciente, di dover subire condizionamenti che possano essere aggressivi rispetto al sentimento di dignita’ personale”. Lavra propone come riferimento per una norma sul Biotestamento il codice deontologico dei medici: “E’ stato approvato poco piu’ di 2 anni e mezzo fa, e ritengo che la legge potrebbe attingere ai principi in esso sanciti, magari riscrivendoli in modo formalistico, nel linguaggio normativo”.
Ad esempio “il mondo anglosassone, anche in materia di procreazione e altro, ha spesso preso come riferimento i codici deontologici degli ordini professionali. È li’ che queste cose vengono affrontate”. Il presidente dell’Omceo Roma opera poi un chiarimento, rifacendosi al codice: “Nel caso delle persone capaci di intendere e volere, che possono manifestare la propria volonta’ in maniera cosciente, non abbiamo dubbi: non possiamo costringerli. Nel codice deontologico e’ scritto in maniera inequivocabile. I problemi si pongono, invece, nel caso in cui c’e’ l’incapacita’ di manifestare la propria volonta’ perche’ si versa in una determinata condizione. Allora o ci vengono in soccorso le dichiarazioni anticipate di trattamento (i cosiddetti testamenti biologici), o la possibilita’ di avere un fiduciario gia’ nominato antecedentemente, che possa essere il referente che esprime le volonta’ dell’interessato. Situazioni gia’ adottare in altri paesi”. Insomma i suggerimenti principali di Lavra sono: “Valutare caso per caso, tenendo conto delle volonta’, e non fare tabelle di comportamenti”. Il presidente conclude con un paragone: “Pensiamo, infine, alle linee guida che sono importantissime, ma se vengono applicate in ambito clinico in maniera assoluta e categorica possono produrre disastri. Sono suggerimenti preziosi da tenere in grande considerazione pero’ bisogna sempre muoversi caso per caso. Le rigidita’ vanno evitate”.

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Il testamento biologico e le scelte del fine vita

Posted by fidest press agency su martedì, 7 febbraio 2017

comoComo Venerdì 17 febbraio, ore 21 Biblioteca comunale di Como P.zza V. Lucati 1. l’Associazione Accanto Onlus–Amici dell’Hospice San Martino di Como organizza, con il patrocinio del Comune di Como, l’incontro aperto al pubblico “La scelta finale – Riflessioni attorno al testamento biologico”. Poter scegliere di morire senza soffrire e con dignità. Un tema eticamente sensibile e sempre più d’attualità quello che riguarda le decisioni sul fine vita, tanto che il dibattito è al centro dell’attenzione anche in Italia, dove è in discussione al Parlamento il provvedimento sul testamento biologico. Per questo – per far conoscere l’idea del testamento biologico, dei suoi possibili contenuti, delle sue motivazioni soggettive. Interverranno il professor Giuseppe Remuzzi, direttore dell’U.O. di Nefrologia e Dialisi dell’Ospedale di Bergamo e coordinatore all’Istituto Mario Negri di Bergamo e la professoressa Silvia Salardi, ricercatrice di Filosofia del diritto e docente di Bioetica all’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Moderatore sarà Giangiacomo Schiavi, giornalista, scrittore ed editorialista del Corriere della Sera, molto impegnato sui temi sociali e particolarmente sensibile all’argomento del testamento biologico.
Introdurrà l’incontro Gisella Introzzi, presidente di Accanto onlus. Associazione che, da oltre 10 anni, si occupa di contribuire alla diffusione della cultura e della pratica delle Cure Palliative, il cui scopo è quello di offrire le migliori condizioni possibili in ogni momento della vita, fino alla fine. (foto: schiavi, Remuzzi)

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Testamento biologico: una battaglia di libertà

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 aprile 2011

Bologna 20 aprile alle ore 18 via Santo Stefano 119 (Baraccano) presso la Sala Conferenze del Quartiere Santo Stefano, la Scuola del Pensiero Liberale 2011 di Bologna ospiterà la conferenza della Prof.ssa Luisella Battaglia sul tema Il testamento biologico: una battaglia di libertà.
Luisella Battaglia, studiosa di filosofia morale, è fra i massimi esperti italiani nel campo della bioetica,cioè “cioè quella disciplina, di recente nascita, che si occupa dei problemi morali che nascono dallo sviluppo delle cosiddette “scienze della vita”, ossia medicina e biologia e il loro impatto sulla salute, sulla vita dell’uomo e sull’ambiente e gli altri animali.” E’ membro del Comitato nazionale per la Bioetica, l’organo governativo istituito nel 1990 con funzioni di informazione e consulenza sui problemi etici della ricerca scientifica. Su questi temi, ha pubblicato diversi volumi, fra i quali Bioetica senza dogmi (Rubbettino, 2010).

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Testamento biologico

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 gennaio 2011

Il Tribunale di Firenze si è espresso positivamente in merito al testamento biologico. Nel caso concreto, i giudici hanno accolto la richiesta di un settantenne in buona salute di nominare un “amministratore di sostegno”, una sorta di tutore legale, a cui viene affidato un compito preciso in caso di perdita di coscienza: impedire ai medici di procedere con la rianimazione o anche con alimentazione e idratazione artificiale. Quindi, se il cittadino perdesse la facoltà di comunicare o la coscienza, l’amministratore può presentarsi dai sanitari con l’ordinanza del giudice e chiedere di sospendere tutti i trattamenti che la persona stessa, quando era in buona salute, aveva esplicitamente escluso. La responsabile per la Toscana dell’Italia Dei Diritti, Emanuela Ferrari si trova in pieno accordo con la decisione presa dal Tribunale fiorentino e aggiunge:“La libertà di scegliere a quali trattamenti sanitari essere sottoposti è garantita da numerose norme costituzionali e eventuali leggi che non rispettassero tali norme sarebbero prima incostituzionali, oltre che non democratiche”. L’esponente del movimento extraparlamentare guidato da Antonello De Pierro conclude affermando che “lo strumento per garantire la liberta di scelta è  fornito dalla legge sull’amministrazione di sostegno. La sentenza della Magistratura ripropone la visione laica ed egualitaria  del  rispetto dei diritti e delle libertà individuali che connotano la nostra amata Costituzione Italiana”.

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Testamento biologico, legittimo impedimento, ecc.

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 gennaio 2011

Editoriale Fidest I politici coinvolti nei casi giudiziari e quelli che stanno alla finestra, certamente in modo più  defilato, concordano nel fatto che la magistratura stia svolgendo un ruolo di supplenza del legislatore. D’altra parte la stessa opinione pubblica ne è convinta e non è solo una pura percezione. Ma chi è di questo avviso e vive nelle prestigiose sale del “palazzo” non ci dice tutta la verità. Questo “sostituto” del legislatore è lo stesso legislatore che lo ha spinto a fare ciò che oggi per altri versi si rimprovera. Pensiamo a “mani pulite”: ci voleva proprio una equipe di magistrati della procura di Milano per perseguire quegli amministratori pubblici corrotti e corruttori? E dire che un 20 anni prima di Mani pulite a parlarne e a denunciare il malcostume imperante dei politici e i loro intrallazzi con la malavita organizzata ci furono uomini politici d’eccellenza a partire da Amintore Fanfani ad Aldo Moro e Berlinguer. Rimasero inascoltati. Lo stesso caso Berlusconi, e non mi riferisco solo al legittimo impedimento ma anche ai processi che sono stati avviati a suo carico oramai da 17 anni a questa parte e il suo conflitto d’interessi potevano essere risolti da anni. La verità è che conveniva a molti tenere sulla brace il Presidente del Consiglio per varie convenienze di natura strettamente politica. E allora perché ce la prendiamo con la magistratura se è il sistema che non funziona poiché, a dir poco, è assurdo che si debba processare a vita una persona senza che si arrivi ad un atto conclusivo. Perché non abbiamo una autorità che ad un certo punto sentenziasse che prima di diventare presidente del consiglio occorresse che Berlusconi e anche altri come lui chiudessero in via definitiva il loro contenzioso con la giustizia? Lo stesso discorso vale per il testamento biologico, l’eutanasia et similia. Noi formalmente ci scandalizziamo che si possa legiferare contro la “morte a richiesta” dei congiunti o dello stesso malato terminale, ma in pratica tutti i giorni si arriva alla stessa conclusione allorché facciamo mancare l’assistenza ai malati gravi, per lo più anziani, perché si dice, dal sommo della saggezza di questi signori, che se l’assistenza non ha risorse le poche che esistono dobbiamo riservarle ai giovani. Ma non ci dicono che la scarsezza delle risorse dipende anche dagli sprechi, dagli abusi, dagli scarsi controlli esistenti. E allora invece di provocare conflitti generazionali perché non facciamo tutti insieme una seria riflessione sulle tante cose che potremmo evitare se si pensa che a fronte di pochi che vivono nell’agiatezza il restante 90% della popolazione mondiale ne resta emarginato. Ciò che ci manca è una seria ridistribuzione delle risorse e un deciso taglio agli sprechi che si chiamano guerre, armamenti, logiche consumistiche e quanto altro. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Testamento biologico. Aduc e Procura impugnano in Corte d’Appello

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 aprile 2009

L’Aduc e la Procura della Repubblica di Firenze hanno impugnato il provvedimento con il quale il giudice tutelare di Firenze ha rigettato la richiesta di amministrazione di sostegno di un cittadino sano e nel pieno delle proprie facoltà in previsione della propria incapacita’ di determinare i trattamenti sanitari a cui essere sottoposto. La vicenda. Lo scorso gennaio, Pietro Yates Moretti (vicepresidente Aduc) ha richiesto la nomina della sorella per far rispettare le sue volontà nel momento eventuale in cui egli non fosse stato piu’ in grado di esprimerle. Contrariamente a quanto già deciso dal giudice tutelare di Modena e piu’ recentemente da quello di Prato, il giudice di Firenze, nonostante il parere favorevole della Procura della Repubblica presente in udienza, ha rigettato la richiesta, sostenendo che essa puo’ essere fatta solo quando si e’ gia’ affetti da infermità o menomazione fisica o psichica. Il reclamo. I legali dell’Aduc Claudia Moretti e Emmanuela Bertucci, insieme alla prof.ssa avv. Maria Grazia Scacchetti, che per prima in Italia e’ riuscita ad ottenere per un suo assistito ancora in perfetta salute la nomina di un amministratore di sostegno dal giudice tutelare di Modena, hanno depositato reclamo in Corte d’Appello (2). Anche la Procura di Firenze, facendo propria l’interpretazione della norma proposta dal ricorrente, ha impugnato il provvedimento di rigetto. Nella pratica, infatti, potrebbe accadere che l’incapacita’ della persona sopraggiunga non in seguito ad una malattia, ma all’improvviso (ad es. a seguito di un ictus, di un infarto, di un sinistro etc…) e, non potendo nominare in tempo reale l’amministratore di sostegno, sia sottoposto a quelle cure per le quali aveva preventivamente negato il consenso.  Attendere quindi il sopraggiungere dell’incapacità per la nomina dell’amministratore di sostegno, violerebbe il proprio diritto all’autodeterminazione delle scelte sanitarie.

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Testamento biologico

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 marzo 2009

“Riteniamo la legge sul testamento biologico un grave attacco alla professione medica, in quanto mina profondamente le basi della deontologia professionale, ponendo in essere la possibilità di non rispettare le volontà del paziente e attaccando l’autonomia professionale”, così Rita Chiavoni della RdB-CUB Medici, sul provvedimento in discussione al Senato.  “Il principio base della professione, l’agire in scienza e coscienza – precisa Chiavoni –  viene reso subalterno a possibili variabili burocratiche che potrebbero condurre il medico ad azioni contrarie a tale principio. Di fatto la legge introduce una forte ambiguità nel rapporto medico paziente, non più regolato dalla fiducia reciproca nel rispetto delle convinzioni etiche e religiose della persona malata e della libertà di autodeterminazione, e rappresenta un incitamento grave al non rispetto delle norme costituzionali”.  “Questo è solamente l’ultimo dei gravi attacchi realizzati dal governo nei confronti degli operatori sanitari, che si tenta di condurre verso l’asservimento ad una visione più di controllo che di cura come nel caso dell’ignobile denuncia degli immigrati irregolari. La RdB-CUB Medici invita pertanto tutti medici e i cittadini ad attivare forme di contrasto contro questi attacchi e contro lo smantellamento della Servizio Sanitario nazionale, e sollecita alla partecipazione alla manifestazione nazionale indetta dal Patto di Base per il prossimo 28 marzo a Roma”, conclude la rappresentante RdB-CUB.

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Testamento biologico. La parola alla piazza

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 marzo 2009

26 marzo dalle ore 15 Piazza Navona (lato Corsia Agonale), davanti al Senato della Repubblica in concomitanza con il voto finale sul ddl Calabrò sul Testamento biologico, i radicali manifesteranno e esporranno  le migliaia di firme raccolte sulla petizione al Parlamento per l’eutanasia e il testamento biologico. L’evento sarà ripreso  in diretta da Radio Radicale. Hanno assicurato la loro presenza , parlamentari, personalità e rappresentanti di associazioni. Le firme raccolte nelle tre giornate di mobilitazione in memoria di Luca Coscioni, Piergiorgio Welby e Eluana Englaro hanno superato in queste giorni le ventimila. Questo anche a conferma dei sondaggi che indicano che più della metà degli italiani è a favore della legalizzazione dell’eutanasia, e che oltre il 75% è per il testamento biologico. Ma il Parlamento italiano sta per approvare una legge CONTRO il testamento biologico, mentre l’eutanasia rimane un tabù per il Regime dei partiti e del Vaticano, che assieme preferiscono l’eutanasia clandestina e l’imposizione forzata ai malati di condizioni insopportabili e trattamenti sanitari indesiderati. È per questo che in contemporanea con i lavori del Senato sul ddl Calabrò sul testamento biologico, l’Associazione Luca Coscioni e Radicali Italiani convocano una manifestazione di fronte Palazzo Madama, per la legalizzazione dell’eutanasia, che i cittadini italiani vorrebbero a stragrande maggioranza, e per una legge liberale sul testamento biologico che non imponga, a chi non li vuole, cure e trattamenti medici.

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