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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Posts Tagged ‘testate’

Sportcom si espande con l’acquisizione di 6 testate storiche del settore automotive

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 Maggio 2021

Valorizzare brand storici attraverso una visione editoriale moderna e innovativa: questo è il focus operativo di Sportcom (www.sport-com.it), giovane publisher nato a dicembre 2019, che acquisisce da Edisport Editoriale ben sei testate storiche del settore automotive: si tratta di “Automobilismo”, “Automobilismo d’Epoca”, “Motociclismo”, “Motociclismo d’epoca”, “Motociclismo Fuoristrada” e “Gli Speciali di Motociclismo”. L’obiettivo di SPORTcom, che aggiunge sei brand ai tre già presenti all’interno del gruppo editoriale, ovvero “Vela e Motore”, “Il Tennis Italiano” e “Cyclist”, consiste nel conferire sostegno e continuità, dal punto di vista cartaceo, alle testate stesse e, allo stesso tempo, svilupparle attraverso un sistema di comunicazione sinergico che comprende anche gli ambiti digital, new media ed eventi. A proposito di questi ultimi, organizzati appositamente per coinvolgere ulteriormente gli appassionati del settore automotive, in data 10 maggio si è concluso il Tester Day: si tratta di un appuntamento, della durata di quattro giorni al Castello di Paderna (PC), durante il quale gli appassionati hanno potuto guidare e confrontare, insieme ai giornalisti della testata “Motociclismo”, rivista nata nel 1914 e definita la “Bibbia” dai motociclisti, le grandi novità 2021 del mondo delle due ruote. “Per noi è un grande onore e una grande responsabilità acquisire queste sei testate storiche: grazie a loro diventiamo un punto di riferimento nel mondo dell’editoria automotive e confermiamo la nostra posizione in quanto media d’interesse dal punto di vista Sport, Wellness e Lifestyle – afferma Paolo Patruno, AD di Sportcom – La passione sarà il «leitmotiv» dei nostri redattori che offriranno agli appassionati contenuti autorevoli all’interno di contenitori all’avanguardia. Oltre a dare continuità e sostegno alle testate dal punto di vista cartaceo, ci preoccuperemo di rinnovarle e di svilupparle ulteriormente attraverso investimenti mirati dal punto digital e new media e, allo stesso tempo, anche grazie ad eventi, come il Tester Day, organizzati appositamente per coinvolgere gli appassionati del mondo automotive e regalare loro esperienze indimenticabili. E non è finita qui: a giugno, infatti, partiremo con altre due testate, ovvero EVO, che parlerà principalmente di auto altamente performanti, e Driving Electric, rivista incentrata sul mondo dell’automobile elettrica che sarà disponibile solo in versione digitale”, conclude Patruno.

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Testate digitali, da Google un fondo di emergenza ANSO

Posted by fidest press agency su domenica, 19 aprile 2020

Un sostegno all’informazione digitale. Gli associati ANSO – Associazione Nazionale Stampa Online – hanno la possibilità di accedere al fondo di emergenza per le piccole e medie testate digitali messo a disposizione da Google. Il gigante di Mountain View, attraverso il progetto Google News Initiative (GNI), ha predisposto uno strumento per sostenere quanti fanno informazione digitale per le loro piccole comunità. Le domande possono essere presentate a partire da mercoledì 15 aprile, e fino al prossimo 29 aprile, attraverso la piattaforma all’indirizzo: https://newsinitiative.withgoogle.com/journalism-emergency-relief-fund.
Se l’informazione digitale ai tempi del coronavirus ha aperto e sta aprendo nuovi scenari, confermando l’importanza non solamente delle piccole realtà editoriali che operano sul territorio, ma anche del digitale, l’emergenza sanitaria sta mettendo in difficoltà queste stesse piccole realtà che garantiscono questo tipo di informazione. «Le testate in questo periodo non hanno smesso di fornire i propri servizi con la consapevolezza di essere un settore strategico per il Paese», prosegue il presidente di ANSO. «Le nostre aziende editoriali sono un po’ come le Pmi della manifattura: piccole imprese composte da giornalisti, tecnici, grafici, personale amministrativo e addetti alla vendita di servizi. La fonte maggiore dei nostri ricavi proviene dalla pubblicità e con l’arrivo della pandemia tutto il mercato si è fermato. Malgrado questo abbiamo continuato e continuiamo a lavorare».Il fondo di emergenza istituito da Google è aperto a organizzazioni giornalistiche locali di piccole e medie dimensioni con una presenza digitale e una dimensione della redazione compresa tra 2 e 100 giornalisti. La finestra per la presentazione delle domande è di due settimane. Le redazioni possono infatti presentare domanda a partire da oggi 15 aprile e fino alle 23:59 (fuso orario del Pacifico) del prossimo 29 aprile. I moduli di domanda richiedono informazioni di base sulla pubblicazione / organizzazione e sull’uso previsto dei fondi. Per rendere i fondi disponibili il più rapidamente possibile, le domande verranno analizzate e le decisioni condivise su base continuativa.

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Testate giornalistiche ed agenzie di stampa insostituibili per una corretta informazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 febbraio 2020

“Esprimo apprezzamento per le parole del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’editoria e all’informazione, Andrea Martella, che in un momento difficile per il Paese ha invitato i cittadini ad informarsi sulle testate giornalistiche nazionali e locali e dalle agenzie di stampa per evitare messaggi fuorvianti e dannosi per la comunità”.Il Presidente della Fieg, Andrea Riffeser Monti, ha così commentato le dichiarazioni di Martella sull’informazione in materia di diffusione del coronavirus.“In questi momenti difficili, la stampa è impegnata a coadiuvare lo sforzo di coloro che operano nel contrasto al diffondersi del coronavirus con una informazione corretta, verificata, attendibile. Le nostre testate giornalistiche – ha concluso il Presidente della Fieg – confermano la disponibilità a pubblicare quanto le Istituzioni riterranno utile ed opportuno, assicurando ai cittadini una informazione equilibrata, non allarmistica, attenta e consapevole del ruolo e dell’importanza che svolge”.

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Le testate locali di ANSO crescono e stringono una partnership con Google

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 ottobre 2019

Servizi e progetti di giornalismo di qualità sono il cuore della partnership che ha permesso ad ANSO – Associazione nazionale stampa online – di entrare nel programma GNI di Google. Il locale, spesso iperlocale per la prima volta va a braccetto con il globale.
Uno dei progetti è “ALocal”, una vera e propria agenzia di stampa interna che permetterà a tutti gli associati di poter attingere alle oltre 5.000 news che quotidianamente vengono prodotte dalle testate iscritte ad ANSO. Inoltre Alocal non solo metterà a disposizione contenuti testuali, foto e video, ma permetterà, grazie agli accordi con i principali broadcaster nazionali e non, di monetizzare alcuni prodotti editoriali.L’altro progetto riguarda i “Piccoli borghi” sparsi nei diversi territori. L’Italia è caratterizzata dai centri che spesso sono un patrimonio sottovalutato o che hanno storie di interesse generale che meritano di esser conosciute oltre gli stretti ambiti territoriali. Gli associati saranno protagonisti di una narrazione che partirà dal basso e si svilupperà in un sito specifico attraverso una produzione long form con interviste, data journalism, video che poi porterà alla realizzazione di un docufilm finale.
La presentazione della partnership avverrà a Glocal. All’interno dell’ottava edizione del festival del giornalismo digitale in programma a Varese ci saranno due momenti dedicati alla partnership tra ANSO e Google. Il primo venerdì 8 novembre con una sequenza di protagonisti nazionali e internazionali che racconteranno gli sviluppi di Google News Initiative a livello globale. A seguire si entrerà nel dettaglio dei nuovi progetti editoriali di ANSO e il panel conclusivo sarà dedicato a un confronto con il mondo politico. Un pomeriggio a 360° per entrare in diverse dimensioni della realtà del giornalismo.
Il giorno dopo ci sarà uno dei momenti clou del festival con la presenza a Richard Gingras, Vice President News di Google, intervistato da Mario Calabresi. L’associazione nazionale della stampa online mette a segno un successo importante dopo anni di lavoro sul territorio. Il festival Glocal sarà l’occasione per raccontare gli sviluppi di ANSO, ma anche conoscere esperienze importanti a livello globale. Nei quattro giorni del Festival ci saranno incontri promossi in collaborazione con Google: dai seminari di formazione gratuita sugli strumenti per il giornalismo digitale con Clara Attene, Teaching Fellow del Google News Lab, ad alcuni approfondimenti sulla Google News Initiative (GNI), il progetto avviato da Google per supportare il giornalismo di qualità nella sua transizione al digitale. A presentarli, Riccardo Terzi, Head of News partnership di Google in Italia e CEE. Grazie alla collaborazione con Google, per la prima volta in Italia saranno presenti i protagonisti di alcune delle realtà del mondo dell’informazione sostenute dalla Google News Initiative.

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Testate online: opportunità dalla nuova legge sull’editoria

Posted by fidest press agency su sabato, 26 novembre 2016

Giornalisti«Per il giornalismo digitale locale si apre una fase nuova e di grande speranza. La nuova legge dell’editoria e un vero tavolo di confronto tra le parti sociali possono garantire finalmente un vero sviluppo delle imprese di questo settore. GlocalNews, il festival del giornalismo digitale della scorsa settimana a Varese, è arrivato in un momento speciale per le nostre testate». Così Marco Giovannelli, presidente di Anso (Associazione Nazionale della Stampa Online) commenta quanto emerso nell’assemblea dell’associazione che si è tenuta a conclusione del festival. «Da una settimana è in vigore la nuova legge dell’editoria che per la prima volta riconosce legalmente il quotidiano online –prosegue Giovannelli–. Al festival abbiamo incontrato, anche in momenti organizzati dalla nostra associazione, l’onorevole Roberto Rampi, relatore della legge, Giuseppe Giulietti e Alessandra Costante, presidente di Fnsi e responsabile del sindacato per la Liguria. Oltre a loro è stata importante la presenza anche di dirigenti di AgCom, vista la loro recente indagine sull’editoria locale. L’assemblea annuale dell’associazione ha visto un’ottima partecipazione di editori provenienti da ogni zona d’Italia, una partecipazione che è indizio di soddisfazione e ottimismo vero le prospettive aperte dalla riforma. È emersa una forte soddisfazione per le scelte del legislatore, anche se ora sarà importante conoscere al più presto i testi dei decreti attuativi della legge. Valutiamo positivamente quanto indicato dall’onorevole Rampi circa l’iter delle norme. Il fatto che siano coinvolte le parti sociali è di grande importanza. L’ascolto delle varie istanze non significa rallentare i processi, che anzi ci auguriamo siano rapidi. Anso è disponibile fin d’ora a partecipare a questa fase in modo attiva facendosi portatrice della voce degli editori di testate digitali locali».
Anso ha partecipato in modo attivo a GlocalNews organizzando diversi momenti e portando nella quattro giorni del festival la voce dei giornalisti e degli editori locali. Glocalnews 2016 è stata l’edizione dei record: 8mila le presenze stimate, oltre 46mila visitatori unici sul sito del festival da inizio novembre, oltre 72mila letture. Sono stati 7.336 i tweet dal 17 al 20 novembre, oltre 5mila i lettori del liveblog del festival, quasi ottocento gli accessi alla diretta video dal sito del festival, oltre 19mila le visualizzazioni del programma e oltre 500 i post su Instagram. Glocalnews 2016 ha ospitato, dal 17 al 20 novembre a Varese, più di 150 speaker negli oltre 50 appuntamenti in calendario.

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Il giornalista: apprendista stregone

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 Maggio 2012

Ho letto quanto ha scritto Saverio Tommasi “intrufolato per Fanpage.it al Festival del Giornalismo, a Perugia” sulle sue domande sul precariato dei giornalisti e altro.
Quello del giornalista è un mestiere che suscita molte perplessità se non altro perché sembra persino anacronistico pensare che per scrivere, almeno per quanto riguarda la possibilità di farlo sulle testate titolate, occorre avere un “patentino”, anzi di due specie, uno per chi si diletta nel giornalismo occasionalmente e chi lo fa per professione. Il primo è nell’albo dei pubblicisti e l’altro in quello dei professionisti, per l’appunto. E qui la prima contraddizione in quanto, spesso, i pubblicisti fanno lo stesso lavoro dei professionisti ma sono trattati diversamente dagli editori sia sotto il profilo economico sia giuridico.
Ma la situazione si presenta complessa, dal punto di vista della libertà di scrivere essendo il giornalista per lo più un dipendente e, d’altra parte, anche i free lance non sempre possono permettersi di veder pubblicati i loro lavori liberamente.
A questo punto la circostanza sembrerebbe “ingessata” in una logica referenziale che assegna al giornalista iscritto in uno dei due albi professionali l’esclusività di scrivere e a tutti gli altri solo di leggere se non ci fosse oggi il web che ha stravolto questa regola permettendo a chiunque di esprimere la propria opinione, di farla circolare e confrontarla con gli altri navigatori. Ciò significa che pure il giornalista si sente più libero d’esprimersi senza i lacci e laccioli di un editore swe sceglie la via del web.
Azzerata in questo modo la logica e il primato dell’appartenza resta da risolvere un altro problema che è quello del “messaggio” che andando in caduta libera all’attenzione di tutti può inflazionare le notizie, alterarle, mistificarle e renderle vaghe e fuorvianti ed anche provocare un imbarbarimento del linguaggio per l’abuso che si può fare delle parole, storpiandone il significato e quanto altro. In questa fase, di certo, non si può dire solo non importa se non sei giornalista. E’ importante invece che l’elaborato offra un minimo di documentazione a corredo delle opinioni che si esprimono e di farlo in una forma corretta grammaticalmente se non sintatticamente.
Poi vi è l’aspetto economico per chi sceglie di fare a tempo pieno la professione del “comunicatore”. Se si dipende da un editore è ovvio che a pensarci si delega costui ma sul web dove lo notizie sono catturate a titolo gratuito se non si trova un sistema per conciliare la professionalità con l’informazione e lasciarla libera d’esprimersi correremo il rischio che ad organizzare l’informazione e la costruzione delle notizie ci penseranno sempre di più coloro che dispongono di risorse economiche e alla fine sapranno imbrigliare l’intero sistema e la stessa libertà del web in un club esclusivo. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Tariffe postali e testate

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 giugno 2010

“Se il Governo continua ad essere sordo alla richiesta di agevolare l’editoria locale rivedendo la revisione delle attuali tariffe postali, si ha la concreta certezza della chiusura di decine di testata locali con pesanti riflessi sull’occupazione. E questo a cominciare dal Piemonte”: lo ha detto l’On. Giorgio MERLO (Deputato PD, Vice Presidente Commissione Vigilanza Rai) intervenendo alla Camera e rivolgendosi direttamente al Sottosegretario all’editoria Paolo Bonaiuti.  Aggiungono i Deputati del PD On. Giorgio MERLO e On. Mario LOVELLI: “Malgrado le risoluzioni approvate nelle Commissioni di merito, malgrado i molti Ordini del giorno approvati e malgrado l’impegno annunciato dal sottosegretario Letta di convocare un tavolo bilaterale, oggi prendiamo amaramente atto che nulla ha avuto un seguito e che, soprattutto, molte testate locali, settimanali e bisettimanali di area cattolica e laica, rischiano di chiudere definitivamente  per l’iniziativa del Governo di bloccare un qualunque intervento in tema di agevolazione sulle attuali tariffe postali”.  Conclude l’On. Giorgio MERLO: “Ora, senza un intervento immediato del Governo, qualcuno si assumerà la responsabilità di aver chiuso centinaia di testate locali, di aver messo sulla piazza decine e decine di giornalisti professionisti e pubblicisti ma, soprattutto, di aver dato un ulteriore colpo al già traballante  pluralismo editoriale nel nostro Paese”.

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Finanziamenti editoria

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 dicembre 2009

Grazie alla mediazione del presidente della Camera, Gianfranco Fini, il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha garantito alcune testate giornalistiche preoccupate dal taglio dei fondi pubblici previsto in Finanziaria, che non sara’ così e a fine mese, o al massimo a fine gennaio, i finanziamenti verranno ripristinati. Il ministro Tremonti ha sottolineato che si tratta di ripristinare solo i soldi per coloro che gia’ li prendono e un disboscamento dell’attuale selva. A fare pressione sul presidente Fini c’erano i quotidiani ‘Europa’, ‘l’Unita”, ‘Secolo’, ‘Liberazione’ e mancava per un imprevisto ‘La Padania’. Cosa il ministro intendesse per ‘disboscamento’ non è dato sapere, ma visto come il Parlamento si muove in merito, non è da escludere che si tratta di un provvedimento per salvare la corporazione dei gia’ garantiti, editori e giornalisti in questo caso: se le regole ci sono, che bisogno c’e’ di parlare di ‘disboscamento’ e non di applicazione delle stesse?
Sintomatico, come gia’ per altre questioni rimaste fuori dall’attuale Finanziaria, il fatto che i soldi vengono trovati in questa sorta di orgia di ‘finanziaria continuità: ‘milleproroghe’ a fine dicembre, ‘decreto sviluppo’ a fine gennaio, ‘chissa’ cosa’ a fine febbraio, etc., cioe’ l’uso della spesa pubblica alla bisogna rispetto alle istanze delle varie corporazioni, prendendo soldi come se si avesse a disposizione un pozzo senza fondo pieno di banconote, senza una programmazione e quindi tetti, limiti, priorita’, tagli. Nel nostro caso si tratta di giornali che i lettori acquistano poco e che non vengono gestiti in modo imprenditoriale positivo dai loro editori, tantè che senza i soldi di Stato chiuderebbero. E non sono solo quelli che erano oggi col cappello in mano a chiedere la mediazione del presidente Fini, perchè i soldi li prendono tutti, anche inventandosi di essere organi di partiti fantasma o sulla carta solo per prendere quei soldi. E questa sarebbe l’Italia della ripresa, dell’economia che marcia? No! E’ l’Italia che arranca e sopravvive. Così come verrà fatta rientrare dalla finestra la ‘Banca del Mezzogiorno spa’ (ci pare a fine gennaio) dopo che ne era stata bocciata l’istituzione, oggi si fa altrettanto per i giornali, domani per il resto.

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A tutte le testate che rischiano la chiusura

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 novembre 2009

Editoriale fidest. Informare è un dovere ma lo è anche di chi deve permetterlo perché sull’altro versante vi è il diritto di ogni cittadino d’essere informati. Ogni voce, per quanto possa essere sgradita a certi uditi, non può essere messa a tacere. Perderemmo una parte di noi, la nostra dignità, la capacità di fare dell’informazione la nostra bandiera per crescere ed esprimere la nostra solidarietà al mondo della conoscenza e del sapere. E’ quanto ho scritto agli amici di Radio radicale ma il discorso potrebbe valere per ognuno di noi che opera nel campo dell’informazione. Noi ci stiamo sempre più abituando all’idea che tutto ha un costo e che esso vada in ogni circostanza ripagato in qualche modo e ciò significa che alla fine del tunnel ci troveremo immancabilmente con l’esattore pronto ad incassare il tributo che gli dobbiamo per il diritto ad esistere. Questo pedaggio ha un volto e una esigenza: quello di rendere i valori che si richiamano a una informazione libera da legacci grandi e piccoli in una deriva di compromessi, di compiacenze e di sudditanze per il padrone di turno. Se ci lasciamo condizionare a questo punto, pur sollecitati dall’esigenza di sopravvivere, finiamo con il perdere la nostra vera natura e il rispetto di coloro che ci riconoscono per le battaglie che conduciamo a viso aperto. Già è difficile, con l’attuale sistema informativo, pensare che un giornalista possa trovare ospitalità per esprimere una sua personale opinione o anche raccontare fatti reali senza edulcorarli con gli interessi di parte poiché deve in ogni caso dipendere da un editore-imprenditore-politico di parte e “impuro” per vocazione. Ma se ora vi aggiungiamo la circostanza che le istituzioni sentono il bisogno di condizionare i fondi pubblici e gli orientamenti pubblicitari pubblici e privati in base alla disponibilità delle testate a servire il padrone di turno tutto questo finisce con il rendere sempre più precaria la tenuta stessa della democrazia e la convivenza civile di un Paese. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Giornalisti in stato di agitazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 ottobre 2009

La settimana scorsa l’Associazione Lombarda dei Giornalisti e la redazione del Giornale del Medico srl (gruppo Elsevier) hanno rotto le trattative sul piano di esuberi presentato dall’azienda il 1 settembre. La decisione è conseguenza dell’irricevibilità delle proposte avanzate dalla società, la quale rimane ancorata a una riorganizzazione che prevede per la fine dell’anno il licenziamento di cinque giornalisti su sette e il ricorso «parziale e limitato» all’outsourcing. Resta incomprensibile come una redazione ridotta ad appena due dipendenti potrà assicurare dal nuovo anno la lavorazione di una dozzina tra testate e supplementi, tra i quali due quotidiani (Doctornews e Farmacista33), quattro settimanali (Dica33, Doctor33, Omeopatia33 e Pharmamarketing) e tre quindicinali (Nutrizione33, Agopuntura33 e Pediatria33). La convinzione è che per far fronte a tali impegni il ricorso all’outsourcing da parte di Elsevier non sarà né «parziale» né «limitato». Ma soprattutto, c’è il forte timore che organici così esigui non saranno più in grado di vigilare su quella separazione tra informazione giornalistica e comunicazione pubblicitaria finora difesa dalla redazione nella consapevolezza di quanto sia delicata l’attività giornalistica in campo medico-scientifico. È per questi motivi che la redazione, con il sostegno del sindacato giornalisti, è in stato di agitazione a difesa della qualità del proprio lavoro e dei contenuti delle testate.

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