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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 259

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Scuola: Pubblici i testi sulla regionalizzazione

Posted by fidest press agency su martedì, 19 febbraio 2019

Sono peggiori delle aspettative le ipotesi di localizzazione delle competenze dello Stato che il Consiglio dei Ministri si accinge a discutere, probabilmente già questa sera, con i rappresentanti delle regioni. Se il testo verrà approvato così com’è, Veneto e Lombardia si ritroveranno a gestire, in base alle esigenze del territorio, finalità e programmazione dell’offerta formativa, la valutazione, l’alternanza scuola-lavoro, oltre che i trattamenti stipendiali, le modalità di reclutamento e di mobilità di docenti, Ata e presidi. Anief si oppone a queste prospettive. Perché si determinerebbero discrepanze ulteriori tra le regioni. E si differenzierebbe il trattamento di figure professionali che svolgono lo stesso lavoro, con l’aggravante di andare paradossalmente a penalizzare, pagandole meno, proprio quelle che operano in condizioni oggettivamente più difficili. Infine, c’è da dire che già oggi le regioni detengono ampie competenze ed attività in ambito scolastico, l’esempio della Sicilia vale per tutti, e non si comprende il motivo di allargarle. Marcello Pacifico (Anief): L’autonomia differenziata ci porterà dritti verso l’abolizione del valore legale del titolo di studio.
Le bozze riguardanti la nuove organizzazioni di scuola, ricerca e università di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, sono state pubblicate dal sito internet Roars.it e hanno come base i testi sottoscritti il 28 febbraio di un anno fa dall’allora sottosegretario Gianclaudio Bressa (Pd) del Governo Gentiloni, per poi essere modificate nelle scorse settimane sulla base delle osservazioni degli attuali ministeri (eccetto il Mef) e delle intese sottoscritte tra il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte con i governatori del Veneto, Luca Zaia, della Lombardia, Attilio Fontana, e dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini.
Ma quali sono le novità che comporterebbero le ipotesi di regionalizzazione dell’istruzione pubblica? “Per Lombardia e Veneto – scrive la rivista on line – i cambiamenti, soprattutto per la scuola, sono rilevanti sia per il futuro degli insegnanti, ma ancor più per il futuro del sistema scolastico nazionale, se ancora potrà dirsi tale. Pur potendo conservare ruoli statali (probabilmente meno soldi, per cui tanti cambieranno ruolo) gli insegnanti già assunti dovranno rispettare la disciplina regionale. I nuovi assunti avranno ruoli regionali, come pure i dirigenti scolastici e il personale ausiliario e amministrativo. Tutto sarà competenza regionale: finalità e programmazione dell’offerta formativa, anche in funzione del territorio, la valutazione (si parla di nuovi indicatori regionali), l’alternanza scuola-lavoro, i rapporti con le scuole paritarie”.
In pratica, sintetizza Orizzonte Scuola, alle regioni “viene attribuita la ‘potestà legislativa’ in materia di istruzione per quanto riguarda le seguenti materie: la disciplina delle modalità di valutazione del sistema educativo regionale di istruzione e formazione; la disciplina della programmazione dei percorsi di alternanza scuola-lavoro; la formazione dei docenti; l’apprendistato; la disciplina, mediante contratti integrativi, dell’organizzazione e del rapporto di lavoro del personale dirigente, docente, amministrativo, tecnico e ausiliario; la disciplina della programmazione dell’offerta formativa integrata con la formazione professionale; la disciplina sulle reti scolastiche; la disciplina degli organi collegiali; l’istruzione per gli adulti”.
Anief si opporrà in tutti i modi a queste prospettive. Prima di tutto perché si determinerebbero delle discrepanze ancora maggiori tra le regioni che detengono già oggi ottime strutture scolastiche ed istituzioni a supporto rispetto a quelle dove le scuole sono fatiscenti e scarseggiano i servizi attorno. In secondo luogo, perché si differenzierebbe il trattamento di figure professionali che svolgono il medesimo lavoro, con l’aggravante di andare paradossalmente a penalizzare, pagandole meno, proprio quelle che operano in condizioni oggettivamente più difficili.
Infine, c’è da dire che già oggi le regioni detengono ampie competenze ed attività in ambito scolastico. La regione Sicilia, ad esempio, si occupa già, come riassume il sito ufficiale della regione, di svariate attività: come quelle connesse al funzionamento amministrativo e contabile delle scuole; dell’assegnazione ai centri provinciali per l’istruzione degli adulti; della nomina dei collegi dei revisori dei conti; dei contributi; della manutenzione ordinaria delle scuole; dei percorsi sperimentali di istruzione e formazione professionale; del piano regionale di dimensionamento; dell’educazione permanente; degli interventi a supporto dell’autonomia scolastica; delle risorse di funzionamento; della formazione, aggiornamento e perfezionamento del personale della scuola di ogni ordine e grado.

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Scuola: Pubblici i testi sulla regionalizzazione

Posted by fidest press agency su domenica, 17 febbraio 2019

Sono peggiori delle aspettative le ipotesi di localizzazione delle competenze dello Stato che il Consiglio dei Ministri ha discusso e per fortuna rinviando la decisione, con i rappresentanti delle regioni. Se il testo verrà approvato così com’è, Veneto e Lombardia si ritroveranno a gestire, in base alle esigenze del territorio, finalità e programmazione dell’offerta formativa, la valutazione, l’alternanza scuola-lavoro, oltre che i trattamenti stipendiali, le modalità di reclutamento e di mobilità di docenti, Ata e presidi. Anief si oppone a queste prospettive. Perché si determinerebbero discrepanze ulteriori tra le regioni. E si differenzierebbe il trattamento di figure professionali che svolgono lo stesso lavoro, con l’aggravante di andare paradossalmente a penalizzare, pagandole meno, proprio quelle che operano in condizioni oggettivamente più difficili. Infine, c’è da dire che già oggi le regioni detengono ampie competenze ed attività in ambito scolastico, l’esempio della Sicilia vale per tutti, e non si comprende il motivo di allargarle. Marcello Pacifico (Anief): L’autonomia differenziata ci porterà dritti verso l’abolizione del valore legale del titolo di studio.

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Festa della Lettura

Posted by fidest press agency su martedì, 25 aprile 2017

amazon-libriRoma Giovedì 27 Aprile 2017, ore 17:00 Sala Capizucchi Piazza di Campitelli 3 Nell’ambito della Festa della Lettura organizzata dalla Società Universitaria per gli Studi di Lingua e Letteratura Francese (SUSLLF), il socio d’onore prof. Giorgetto Giorgi (Università di Pavia) introduce e coordina un pomeriggio di letture di testi francesi su: Le thème du voyage dans la littérature et la civilisation françaises. Leggeranno studenti dei corsi di laurea triennale e magistrale.
L’evento, organizzato da Letizia Norci Cagiano, Valeria Pompejano, Anne-Claire Chapel e Claire Mille, si inserisce nell’ambito dei corsi di Lingua e Letteratura francese del Dipartimento.http://host.uniroma3.it/centri/itafra

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Xuarez-Pietro Aretino: Coloquio de las damas

Posted by fidest press agency su martedì, 3 aprile 2012

Image of engraving of Pietro Aretino by Marcan...

Image of engraving of Pietro Aretino by Marcantonio Raimondi (Photo credit: Wikipedia)

Prima che l’opera omnia di Pietro Aretino venisse messa all’Indice, nella seconda metà del Cinquecento, la fama dello scrittore, ertosi a censore del mondo e difensore della verità, si diffuse in tutta Europa, come testimonia la fortuna indiscussa tanto della sua produzione ordinaria, quanto di quella erotico-pornografica e di quella religiosa. Uno dei suoi testi piú letti e tradotti fu la terza giornata del Ragionamento, in cui Nanna e Antonia narrano senza veli la vita delle prostitute. In Italia essa apparve, clandestinamente, in un’edizione autonoma, sotto il titolo di Opera Nova, per la prima volta nel 1534, poi ancora nel 1535 (con due ristampe in due città diverse) e nel 1547. Fu invece ribattezzata Dialogo in altre due cinquecentine, una delle quali, sprovvista di coordinate tipografiche, non era mai stata recensita né descritta sinora. Nel presente volume se ne propone la coeva versione castigliana, intitolata Coloquio de las damas (Siviglia 1547), opera del canonico Fernán Xuárez. A fronte, l’originale italiano, integrato da una traduzione di servizio sia del paratesto che Xuárez aggiunse per dimostrare il valore esemplare del dialogo aretiniano, opportunamente depurato, sia dei passi interpolati piú consistenti. Il Coloquio, ristampato nel 1548 e nel 1549, conobbe un immediato successo editoriale, che neanche la scure del Sant’Uffizio riuscí a stroncare del tutto. È vero che, nonostante la dichiarazione di intenti di Xuárez, la ragionata difesa della letteratura d’evasione e il sostanziale rimaneggiamento del ben piú scabroso originale, la sua versione non si salvò dalla condanna inquisitoriale, ma ciò non impedí che nel 1607 venisse pubblicata di nuovo, pur senza il placet delle autorità competenti. L’edizione bilingue della terza giornata del Ragionamento, corredata da un’esaustiva nota ai testi, è preceduta da un ampio studio introduttivo in cui si illustrano le strategie di censura attuate da Xuárez, se ne analizzano interpolazioni e manipolazioni, e si fa luce sulle questioni di etica della lettura dibattute nelle pagine liminari del Coloquio, ricostruendo infine la fortuna dell’opera nell’Europa del XVI

 

 

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Oltre la mostra: lezioni d’arte

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 maggio 2011

Roma 10 maggio 2011 alle ore 18.30 Auditorium del Museo dell’Ara Pacis, Via di Ripetta 160, Lezioni d’arte Testi, immagini e filmati raccontano artisti e opere d’arte Ingresso libero (tutti i giorni dalle 9.00 alle 21.00) In occasione delle grandi mostre romane in corso, con l’obiettivo di stimolare l’esperienza personale dello studio e della fruizione piacevole, torna l’appuntamento dedicato a studiosi e appassionati di storia dell’arte. “Oltre la mostra. Lezioni d’arte a Roma. Testi, immagini e filmati raccontano artisti e opere d’arte”, ultimo di quattroincontri ad ingresso gratuito, si svolgerà il 10 Maggio presso l’Auditorium del Museo dell’Ara Pacis in via di Ripetta 160. Il progetto è ideato e curato da Fabiana Mendia per ArteInDiretta, promosso da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Sovraintendenza ai Beni Culturali con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura.
La lezione, tenuta dalla giornalista e storica dell’arte Fabiana Mendia, della durata di due ore circa, si basa sull’esame di testi e immagini ed è inframmezzata da brani letti e interpretati da Antonio Merone (per questa lezione testi tratti da: Vasari, Aretino, Lotto, Trismosin, Berenson, Zampetti, Bolzoni ). Nella seconda parte sarà proiettato un montaggio di un film-documentario ( Aspetti del carattere indagatore di Lorenzo Lotto: un colloquio ancora aperto tra l’artista e noi stessi).
Lorenzo Lotto nasce a Venezia verso il 1480. Al contrario dei suoi contemporanei Giorgione, Palma il Vecchio o Tiziano che esercitano la loro arte nella città dei dogi, Lotto la lascia subito. La sua formazione resta ancorai un mistero. Passa il primo decennio della sua carriera a Treviso (1503-1506), nelle Marche (1506-1508), a Roma (1508-1510) poi Bergamo a partire dal 1513. Rientra a Venezia nel 1525, a 45 anni, e vi fonda una bottega dalla quale si assenta spesso. Nel 1549, parte per Ancona, cinque anni più tardi, entra come oblato nella comunità francescana di Loreto. Muore nel 1557. Alla sua morte, Lotto cade nell’oblio. E’ alla fine dell’800, grazie alla monografia che lo consacra di Bernard Berenson del 1895, che il pittore è riscoperto. Nel 1953, il grande pubblico scopre la sua opera nell’ambito di una serie di esposizioni consacrate, a Venezia, alla pittura veneziana. Seguono le mostre del 1998 di Bergamo, Parigi e Washington (lotto)

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Quis ut deus

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 gennaio 2011

Roma 28 gennaio – ore 18,30 Libreria Rinascitav. Savoia, 30 (Piazza Fiume)  Quis ut deus è il motto dell’Arcangelo Michele. Significa: Chi, come Dio? Ma anche: Chi, se non Dio? Oppure: Chi, al posto di Dio? Molte ipotesi, perché molteplice è la realtà. Da queste domande è scaturito il nuovo romanzo noir di Paolo Logli, sceneggiatore di successo con all’attivo oltre un centinaio di testi tra teatro, musica, cinema e televisione. L’opera, intitolata appunto Quis ut Deus ed edita dalla casa editrice campana Ad est dell’Equatore, verrà presentata il prossimo 28 gennaio presso la Libreria Rinascita di Roma (via Savoia). Alla presentazione parteciperanno l’autore insieme al giornalista e scrittore Renato Marengo. Un’opera dalle tinte decisamente noir che si snoda tra atmosfere iperrealistiche,  dialoghi serrati, azioni repentine degne dei migliori film western e lucidi pensieri offuscati da irrequieti sogni angelici, rivolta ad un pubblico di ogni età e pregna di una scorrevolezza cinematografica che inchioderà il lettore alla sedia dall’inizio alla fine, a metà tra un ironico distacco ed un forte ed immedesimativo desiderio autobiografico di rivalsa dalla negatività del proprio passato. (quis ut deus)

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Modifica art. 50 testo unico bancario

Posted by fidest press agency su martedì, 21 dicembre 2010

Dichiara l’on.le Domenico Scilipoti: “L’attuale art. 50 del Testo Unico Bancario consente alle Banche il facile ottenimento dei Decreti Ingiuntivi sulla base di una mera attestazione eseguita dai propri Funzionari. Dalle risultanze dei procedimenti giudiziari instaurati per il recupero dei presunti crediti è emerso il dato inequivocabile secondo cui la quasi totalità delle dichiarazioni di verità e certezza rilasciate dai Funzionari delle Banche, tantissime volte, non rispondono né a veridicità e né a certezza contabile. Di contro, però, le predette dichiarazioni, per molti giudicanti, sono considerate esaustive anche agli effetti della concessione della provvisoria esecutorietà dei decreti. Detti comportamenti distruggono la vita di milioni di famiglie e di aziende le quali, nelle more dei lunghi tempi della giustizia, si vedono espropriato ogni proprio avere per somme dovute non vere. Per ovviare a tale situazione,  ho depositato una proposta di legge di modifica dell’art. 50 del D.L. n. 385/93 (TUB), con l’introduzione di gravi penalizzazioni per le Banche e per i loro Funzionari, quando, all’esito dei giudizi di opposizione, venga accertato un credito inferiore a quello dichiarato e quando, per ottenere la provvisoria esecutività del decreto, vengano utilizzate affermazioni e documenti non rispondenti al vero. Chiedo al governo la discussione urgente in commissione per arrivare al più presto all’approvazione della proposta di legge.”

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Roberto Andreoli: Acquerelli

Posted by fidest press agency su domenica, 21 novembre 2010

Savigliano (CN) fino al 19/12/2010 Via Garibaldi, 47 Galleria San Chi si vuole avvicinare alla conoscenza di Roberto Andreoli, definire la sua opera e la sua attività, dovrà farlo, non come di consueto da dati biografici o analizzando il suo curriculum con gli innumerevoli testi a lui dedicati, ma cercando di penetrare nella sua natura piu’ intrinseca, descrivendo le caratteristiche piu’ significative del suo essere uomo e artista e del suo personale modo di “sentire”.  La sua pittura ha sempre seguito una direzione legata al figurativo, al naturalismo, allo studio del paesaggio. Andreoli ha studiato i grandi Maestri del passato e, come ha piu’ volte ricordato, osservando le loro opere ha capito che essenziale in un’opera e’ la competenza, la semplicità, l’equilibrio e che l’arte e’ attività creatrice fondata sulla ragione, che pero’ si deve alimentare di sentimento per far si’ che l’opera sia davvero l’espressione piu’ profonda e totale dell’artista.
C’e’ in Andreoli, nelle sue opere, un sentimento e una gestualità che nulla ha piu’ da spartire con il mero genere paesaggistico e tanto meno con il figurativo in senso tradizionale e che sfiorano invece i territori dell’espressionismo per l’immediata ed energica suggestione. Si dice che un artista e’ vero quando l’opera rappresenta se stesso: penso che egli, attraverso il suo lavoro, abbia dimostrato una grande onestà intellettuale rendendo la sua sia arte ricca di autenticità, di poesia , di passione e di vera espressione del suo essere.  Cinzia Tesio  (Immagine: Roberto Andreoli, Studi michelangioleschi)

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Teatro: Grisù, Giuseppe e Maria

Posted by fidest press agency su martedì, 27 aprile 2010

Roma Dal 4 al 16 maggio 2010 Via delle Fornaci 37  Teatro Ghione  Nicola Pistoia – Paolo Triestino – Crescenza Guarnieri In   Grisu’, Giuseppe e Maria di Gianni Clementi regia Nicola Pistoia con  Diego Gueci e Franca Abategiovani  scene Francesco Montanaro costumi Isabella Rizza disegno luci Marco Laudando  Una sagrestia di Pozzuoli, nell’Italia povera e appassionata degli anni cinquanta. Un sacerdote ed il suo strampalato sagrestano, due sorelle nei guai insieme al fascinoso farmacista del paese ci prendono per mano e ci fanno ridere, sorridere, emozionare e ci riportano ad un’Italia dove i sogni erano spesso affidati a chilometri e valige di cartone, ad una canzone, ad una miniera lontana, ad un pallone.Gianni Clemente, autore di eleganti testi contemporanei tra i quali ricordiamo“La vecchia Singer” e “Cappello di carta”, ci presenta stavolta uno straordinario ed appassionante affresco dell’Italia degli anni Cinquanta. Una commedia che fa sorridere e ci riporta indietro nel tempo, in quegli anni dove le difficoltà della vita erano tante ma c’era la voglia cambiare. Nicola Pistoia e Paolo Triestino (gli affiatatissimi interpreti di Muratori), Crescenza Guarnieri (la toccante interprete di Niente più niente al mondo) sono i protagonisti di questo straordinario affresco di Clementi che ci racconta, divertendoci, di un’Italia che non c’è più.

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“Facile”: il libro-spartito con le canzoni di Mina

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 marzo 2010

Il nuovo disco di inediti di Mina ora anche in versione spartito, per suonare e cantare i bellissimi brani di “Facile”,  disco in cui la voce di Mina torna a splendere in tutta la sua bellezza. Un lavoro in cui la cantante pop tra le più apprezzate del panorama internazionale, mette il suo ‘dono’ al servizio di dodici inediti scritti per lei da autori noti e meno noti:  Questa vida loca – Con o senza te – Volpi nei pollai – Carne viva – Il frutto che vuoi – Ma tu mi ami ancora? – Non si butta via niente – Più del tartufo sulle uova – Eccitanti conflitti confusi – Ma c’è tempo – Adesso è facile – Non ti voglio più –  Il libro-spartito contiene, oltre alla Linea Melodica ed i Testi con accordi, per la prima volta il CD con le basi musicali originali del disco.

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L’ultimo sì

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 febbraio 2010

Un Dio che muore solo come un cane. Una profonda riflessione sui testi della passione e morte di Gesù che conduce il lettore di fronte allo scandalo della fede. Con la consueta verve e il suo stile diretto e attuale Paolo Curtaz affronta il mistero della Morte di Cristo, prendendo le mosse dal Vangelo, dalle pagine che più hanno turbato, straziato, scosso l’anima del mondo. Tutto è compiuto, il «sì» è stato detto, Dio ha dato tutto. di Paolo Curtaz Edizioni San Paolo 376 pagine – € 16,00

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Successo di Capossela in Gran Bretagna

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 febbraio 2010

Londra. Con un articolo di David Franchi scritto su l’Italoeuropeo di Londra si riporta la presentazione del nuovo album e del libro di Capossela presso l’Italian Bookshop. Si è  trattato di una conversazione con Paolo Nelli, scrittore italiano che vive e lavora a Londra, e che in pratica ha intervistato Vinicio Capossela. Durante la serata è stato presentato soprattutto il nuovo disco di Capossela. Si tratta di una raccolta di brani dal titolo The Story – Faced Man uscito in Gran Bretagna il 25 Gennaio per l’etichetta inglese Nonesuch Records. Gli artisti italiani che cercano di esportare la loro musica sono veramente pochi. Rimane davvero un fatto importante che si possa pubblicare per un’etichetta inglese la propria musica, soprattutto in originale senza cambiare i testi. I testi del cantautore sono fra l’altro molto complessi e spesso ispirati alla letteratura. Capossela ha avuto in proposito recensioni positive su The Sunday Times, su Mojo e sul New York Times che lo hanno definito come un fenomeno musicale. La visita di Capossela è proseguita con due concerti alla Union Chapel di Islington, Londra, il 29 e 30 gennaio, per il tour “Solo Show” che sarà anche in USA e Canada. La Union Chapel è una chiesa di fede cristiana Congregazionale. L’edificio è un gotico vittoriano, disegnato dall’architetto James Cubitt, fu finito di costruire nel 1877. Di recente rinnovato, viene utilizzato per concerti e attività sociali. Capossela nei primi dischi ha uno stile molto vicino a quello italo-americano degli anni ’50. Poi si evolve negli album successivi per prendere a riferimento Tom Waits. I testi di Capossela sono molto originali e ispirati alla letteratura con riferimenti a Fante, Chaucer, Cèline, Oscar Wilde, Taylor, Coleridge, Jarry e persino la Bibbia.
Vinicio Capossela ha una storia personale e artistica piena di sfaccettature. Nasce ad Hannover (Germania) il 14 dicembre 1965 da genitori di origine irpina e torna poco dopo in Italia con la famiglia. Cresce artisticamente nei circuiti underground dell’Emilia-Romagna, fino ad essere notato e lanciato da Francesco Guccini. Vive dal 1987 a Milano. Ha avuto la cittadinanza onoraria dal Comune di Calitri, in Irpinia, terra d’origine dei genitori. (in sintesi) (foto capossela)

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Dalla Città Dolente

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 novembre 2009

Fondazione1Roma, 20 Novembre 2009, ore 15,00 Teatro del Carcere di Rebibbia, Via Majetti, 70   Colpa, Pena e Liberazione attraverso le visioni dell’Inferno di Dante  Premio “Anima” 2009 – Sezione Teatro  testi e Regia di  Fabio Cavalli  interpreti Cosimo Rega Humberto T. Salazar    Alfredo Ramirez Alberto Tofani  Giovanni Arcuri Leonardo Ligorio  Gennaro Aprea  Antonio  Giannone    Giancarlo Porcacchia  Giancarlo Polifroni Salvatore Pelle Antonio Di Summa   Antonio Frasca Antonio Bumbaca Fiilippo Gibilras  Vincenzo Gallo  Giorgio Sale  Vincenzo Paolo Gallo  Raffaele Petrazzuolo  Francesco Carusone Nunzio De Falco Raffaele Rescigno    Igor Pendiuc Petrov Papusci  Musiche di Scena  Franco Moretti Assistente alla Regia     Paola Ermenegildo Direzione Artistica.  Laura Andreini Salerno  Dopo Natale in casa Cupiello e Napoli milionaria di Eduardo, dopo La Tempesta e l’Amleto di Shakespeare in versione partenopea, dopo la sfida col Candelaio di Giordano Bruno, i detenuti-attori della Compagnia dei Liberi Artisti Associati affrontano l’Inferno di Dante. Dalla Città Dolente, già applaudito da migliaia di spettatori, torna al Teatro di Rebibbia. L’Inferno assomiglia alla descrizione di un antico carcere. I suoi Canti sono carichi di orrore e condanna per le crudeltà umane, ma anche di pietà per gli sconfitti, di sdegno per le vergogne dei potenti e dei loro servi.  La società contemporanea è ancora permeata dalla visione antica del carcere come luogo di espiazione. La Costituzione e il nuovo Diritto Penale rovesciano quest’idea: se il carcere deve esistere, almeno sia il luogo dove si offre una nuova opportunità a chi ha sbagliato.  Scuola e Formazione, Lavoro e Letteratura, Arti e Teatro sono i termini e i contenuti della grande riforma possibile della Pena.  Dalla disperazione dell’Inferno, Dante esce infine “a riveder le stelle”. Dalle nostre “città dolenti”, attraverso la voce degli interpreti detenuti, capaci di appropriarsi della Commedia anche grazie a libere declinazioni dialettali del testo “fiorentino”, emerge una visione diversa del carcere: un percorso nuovo e difficile, poetico ed etico, a tratti comico, attraverso la caduta, la pena, il riscatto. Lo spettacolo ha meritato il Premio “Anima” 2009 – Sezione Teatro, consegnato in Campidoglio lo scorso 13 luglio. (fondazione)

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Premio Letterario “Il viaggio infinito”

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 settembre 2009

I testi con l”indicazione del nome, del cognome, dell”indirizzo e del numero telefonico dell”autore e la quota associativa devono essere spediti in busta chiusa con raccomandata con ricevuta di ritorno al seguente indirizzo:  Premio il viaggio infinito c/o simploche’- associazione culturale guido morselli, via Gioacchino Murat, 49 -70123, Bari  entro e non oltre il 31 marzo 2010. Per informazioni contattare tel. 085.42129109 – Fax 085.4219380

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La cultura, la teologia e la storia del cristianesimo

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 agosto 2009

Rappresentano un punto di riferimento essenziale per chiunque sia consapevole del patrimonio culturale del nostro paese, per chi ne vuole coltivare l’aggiornamento, per chi ha a cuore la formazione e la promozione culturale. Mediante una serie di incontri che ripropongono gli elementi fondamentali della cultura cristiana si vuole proseguire nell’attuazione del “progetto culturale” della nostra diocesi, e dar seguito all’invito della Conferenza Episcopale Italiana a far emergere il contenuto culturale del cristianesimo anche come apporto specifico dei cattolici alla vita del paese.La trattazione della storia del cristianesimo nei testi scolastici è spesso inadeguata e richiede una ripresa di consapevolezza della sua dignità da parte degli insegnanti, degli autori dei testi, degli studenti e di tutti coloro che sono interessati all’istruzione scolastica. L’insegnamento della religione cattolica rischia di soccombere all’evoluzione del sistema scolastico senza uno sforzo che renda esplicito il suo fondamento epistemologico. La richiesta di insegnamento religioso da parte di altre religioni esige chiarezza di identità, capacità di dialogo e di comprensione della diversità religiosa. Gli incontri, aperti a tutti, intendono fornire ai partecipanti punti di riferimento essenziali di una componente fondamentale della storia del nostro paese, nonché strumenti di lavoro utilizzabili nell’attività culturale e didattica, evidenziando il nesso imprescindibile della storia del cristianesimo con l’arte, la letteratura, la filosofia, la vita sociale, ecc. Gli incontri, della durata di 1.30 ora ciascuno, sono realizzati in modo da fornire una formazione di base che sottolinea il nocciolo delle questioni e sono tenuti da studiosi competenti con una esposizione accessibile a tutti. Ad ogni incontro sarà disponibile una mostra di libri sugli argomenti trattati. Sono previsti gli interventi di rappresentanti dei centri culturali. Comitato scientifico: Giovanni Balconi, Fernando Cattaneo, Andrea Gianni, Giovanni Giavini, Elio Guerriero, Luigi Negri, Silvana Presbitero, Luciano Vaccaio. (jacopo.guerriero)

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Poesia medievale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 giugno 2009

Roma 9 giugno 2009 dalle 9 alle 16 Via Ludovisi 48 ISR  Sala Conferenze Giornata di studi a cura del Prof. Luciano Rossi, Università di Zurigo Il mito dell’anonimato dei poeti medievali si è perpetuato negli studi filologici fino ai nostri giorni. In realtà, però, esso è ben lungi dal costituire una regola. Tanto in latino che in volgare, numerosi autori dei secoli XI-XIV non mancano di “firmare” le loro opere, anche se, per far questo, ricorrono a una vasta gamma di artifici: dagli acrostici, agli anagrammi, ai criptogrammi. Il problema più arduo, per gli interpreti moderni, è costituito dai giochi “eteronimici”, per effetto dei quali un singolo poeta si presenta sotto nomi o pseudonimi diversi, cui corrisponde spesso una varietà di stili. La critica non ha ancora approntato strumenti adeguati per una soddisfacente analisi dei testi: il presente convegno intende porre le basi per una riflessione il più possibile articolata sulle varie facce del problema. Interverranno: Luciano Rossi (Universität Zürich) Stefano Asperti (Università di Roma 1 “La Sapienza”) Maria Luisa Meneghetti (Università di Milano) Jacqueline Cerquiglini (Université de Paris-IV Sorbonne) Jean-Yves Tilliette (Université de Genève) Michel Zink (Collège de France) Giuseppe Tavani et Arianna Punzi (Università di Roma 1), Fabrizio Beggiato et Agostino Ziino (Università di Roma 2). Un’iniziativa dell’ISR in collaborazione con le Università di Zurigo e di Roma “La Sapienza”, l’École française de Rome e il Collège de France.

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