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Posts Tagged ‘testimoni’

17 maggio, giornata internazionale contro la violenza dell’omo-transfobia

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 aprile 2015

parrocchia di valeggio internoParrocchie cattoliche e chiese evangeliche, gruppi di cristiani omosessuali e credenti di buona volontà, italiani e di tutta Europa, a vegliare insieme in preghiera per le vittime della violenza dell’omo-transfobia con le parole del salmo 139 che ci ricorda che Dio ci ha creati “tutti come un prodigio” perché nessuno può arrogarsi il diritto di escludere o uccidere nel suo nome “insegnando dottrine che sono precetti di uomini” (Marco 7,1-13).I volontari del progetto Gionata, in attesa del 17 maggio, hanno chiesto ad alcuni testimoni del nostro tempo di aiutarci a riflettere sul perchè oggi è importante “vegliare contro la violenza dell’omfobia”.
Ha raccolto il nostro invito Donata Testa, scrittrice e madre torinese, che scrive “Girando le città per le presentazioni del mio piccolo libro “Sventola l’aquilone”(Edizioni SUI, 2013), che racconta il coming out di mio figlio e le mie inaspettate difficoltà nell’accettarlo, ho avuto la fortuna terribile di vedere e abbracciare il dolore di uomini e donne di ogni età, di chi si è dichiarato, di chi non lo fa, di chi non è accettato perché si sta trasformando. Ho conosciuto tante persone con la sofferenza messa sul palmo della mano, pronta per essere consegnata, prendila, ascoltami, sembrava mi dicessero. “Ai miei non lo posso dire, non voglio dar loro questo dolore.”;“Regalerò il libro a mia madre ma mio padre non capirà, non vuole capire” …; o al contrario “chi se ne frega della famiglia, abito lontano e mi faccio i fatti miei, e mi diverto” detto e buttato lì, con una certa spavalderia ma dentro la voce, mi ricordo bene, vibrava un suono metallico e duro, un muro d’acciaio tirato su per necessità; … E poi madri che nella notte mi hanno scritto di fretta, d’urgenza “ho letto d’un fiato e sono lì, ero lì con te, abbiamo attraversato lo stesso mare.”E ho visto scivolare lacrime, essere lì, affacciate sul bordo delle ciglia, tante e da molti. Tutte quelle persone con le loro lacerazioni le ho percorse e mi hanno attraversata come una lunga cicatrice. Certe volte penso a quanto sarebbe più facile capirsi se fossero visibili le ferite interne di ciascuno, proveremmo pena, sono sicura, guardando lo spessore di tutte quegli innumerevoli segni, e forse si fermerebbe l’agire cieco, le male parole gettate a vanvera. Invece, nessuno intuisce, nessuno vuol davvero vedere ed essere ciechi ci assolve, ci rende indifferenti. Il dolore che l’altro ha attraversato non si vede, non c’è, inesistente, nullo; vanificato dall’assenza di traccia.
Invece no, e posso dirlo ad alta voce, urlarlo se necessario che c’è fatica e dolore, c’è malanno grave nel rifiuto familiare e sociale al riconoscimento delle differenti identità sessuali. C’è male profondo e profondamente ingiusto, ed è nostro compito, di noi persone tra le persone, riconoscere che è imprescindibile, improrogabile accogliere la preziosa diversità di ognuno e grazie a quella crescere tutti, tutti migliorare un po’…. Ammettere di sbagliare, di non essere capaci, di non sapere, di non conoscere e tacere sono passi importanti. Prediligere la vista e l’udito del cuore, è fondamentale”.
Per il 9° anno consecutivo Veglie e culti domenicali faranno memoria delle vittime dell’omo-transfobia in parrocchie cattoliche e chiese evangeliche, da Palermo a Milano, da Siviglia ad Amsterdam, unendo così città e cammini di fede diversi. L’invito è a unirsi a queste comunità, per essere con loro luce di speranza nella nostra società, nelle nostre chiese, in Italia e nel mondo.
Un invito già rilanciato dal Progetto Gionata, dall’European Forum lgbt Christians Groups e dalla Commissione fede e omosessualità delle chiese Battiste, metodiste e Valdesi e da tante comunità cattoliche e evangeliche che lo hanno fatto loro. E tu cosa farai? Ti unirai a loro. (foto: parrocchia di Valeggio interno)

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Giustizia: caos ricorsi

Posted by fidest press agency su domenica, 10 novembre 2013

Chiunque ci abbia provato sa che fare ricorso al giudice di pace contro una multa costa denaro e soprattutto tempo. Spesso, per un’udienza di pochi minuti si perde un’intera mattinata sgomitando in piedi tra ricorrenti, avvocati e testimoni. Quando non si ha fortuna, dopo aver atteso delle ore, ti viene comunicato il rinvio dell’udienza all’anno successivo.E se qualcuno non può permettersi di aspettare ore perché deve rientrare a lavoro o deve andare a prendere il figlio all’uscita di scuola, rischia di vedersi respinto il ricorso per il solo fatto di non essere presente quando viene chiamato … nonostante la legge preveda che il giudice debba esprimersi comunque nel merito.
Una banale modifica legislativa permetterebbe di risolvere buona parte di questo desolante spettacolo: abolire l’obbligo dell’udienza per i ricorsi al giudice di pace. Come già avviene per i ricorsi al Prefetto o alla Commissione tributaria, l’udienza si tiene solo se espressamente richiesta dalle parti. Il ricorrente, cioè, può decidere se richiedere o meno l’udienza. Molto spesso, infatti, le motivazioni sono chiaramente esposte nel ricorso scritto, e l’udienza diviene del tutto superflua. E’ proprio l’obbligatorietà di presenziare all’udienza che scoraggia molti cittadini a chiedere giustizia, magari perché non possono permettersi di perdere un giorno di ferie dal lavoro o di viaggiare centinaia di chilometri per ripetere le stesse cose già scritte nel ricorso.
Una semplice modifica alla procedura di cui beneficerebbe anche il funzionamento degli uffici del giudici di pace, riacquistando preziose energie da dedicare ad una giustizia più rapida.(Pietro Yates Moretti, vicepresidente Aduc)

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Giovanni Paolo I

Posted by fidest press agency su sabato, 21 aprile 2012

A cent’anni dalla nascita, esce la biografia completa e documentata su Albino Luciani, diventato “il papa dei trentatré giorni” con il nome di Giovanni Paolo I. Dalla nascita nel 1912 alla vigilia della Grande Guerra, sino all’addio avvolto nel mistero la notte del 28 settembre 1978, viene ripercorsa l’intera vita del terzo patriarca di Venezia del Novecento salito sulla cattedra di Pietro. L’autore ha valorizzato fonti scritte note e inedite, fino ai ricordi più attendibili degli ultimi testimoni. di Marco Roncalli Edizioni San Paolo
736 pagine € 34,00

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Perché mi perseguiti?

Posted by fidest press agency su domenica, 10 luglio 2011

Al 70% della popolazione mondiale è negata la libertà religiosa, di coscienza e di pensiero. Tale diritto è oggi negato in molte parti del mondo a fedeli di ogni credo: cristiani, ebrei, indù, musulmani, buddisti o diversamente credenti. La premessa – dal significativo titolo «Perseguitati perché testimoni – Libertà di credere: chi non la vuole?» – fornisce una panoramica mondiale delle negazioni della libertà religiosa, esponendo in box riassuntivi i risultati di alcune ricerche; secondo i dati forniti da “Amnesty International”, da almeno due decenni il cristianesimo sembra essere la religione più perseguitata del mondo. I cristiani messi a morte ammontano a ben 12.692. Di questi, 5.343 sono sacerdoti e seminaristi, 4.872 religiosi e religiose, 126 vescovi e 2.351 laici. Tratte dall’Edizione 2010 del Rapporto ACS sulla libertà religiosa nel mondo, chiude questo sussidio una selezione di 21 Schede di Paesi in cui le persecuzioni sono più diffuse, acute e violente. Perchè mi perseguiti? Libertà religiosa negata. Luoghi e oppressori, testimoni e vittime Aiuto alla Chiesa che Soffre – Lindau – 2011 – pp. 176 – € 10,00

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Diana de Feo (Pdl) a Radio 24

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 marzo 2011

“Questa è un’inchiesta da paese comunista, usano gli stessi metodi. Si è sentita solo l’accusa, mentre la difesa non ha potuto nemmeno parlare”. Lo ha detto la senatrice del Pdl e moglie di Emilio Fede, Diana de Feo, in diretta alla Zanzara a Radio 24. “Quello che pensano i giudici (che suo marito sia un selezionatore delle ragazze per le feste ad Arcore, ndr) non mi interessa e non ci credo” – prosegue la moglie del direttore del Tg4. – “I giudici rappresentano l’accusa, la difesa non ha potuto ne’ parlare ne’ portare testimoni. Mio marito non guida l’auto e gira sempre con la scorta. Ogni volta che si muove e ogni suo passo è controllato sempre dai carabinieri della scorta. Ormai è come vivere nel film ‘La vita degli altri’ dove in casa per poter parlare liberamente dobbiamo aprire l’acqua”. Di Bersani, la senatrice del Pdl si esprime così: “Bersani è un poveretto senza fascino e non è un leader. L’unico della sinistra che mi piace è Matteo Renzi”. Alla domanda se ci sarà un cambio alla guida del Tg4, la moglie del direttore conclude: “Mio marito alla guida del TG4 è insostituibile”.  (Maria Luisa Chioda)

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Affittopoli: ai giornalisti del Messaggero

Posted by fidest press agency su domenica, 6 marzo 2011

In questi giorni si leggono molti articoli vostri su case di enti pubblici svendute o con affitti ridicoli.  E’ vero, anzi, verissimo, ma voi dovete essere testimoni e raccontare obiettivamente e minuziosamente l’universo (spesso drammatico!) che c’è intorno agli enti pubblici. Parliamo pure degli enti previdenziali privatizzati che  hanno fatto investimenti tossici (Lehman ecc) e per “coprire i buchi” stanno aumentando gli affitti del 70, dell’80, del 90, del 100%… Di questo dovete parlare se siete bravi giornalisti. se non altro perchè questo fatto riguarda 30.000 famiglie romane, non decine di privilegiati come quelli che appaiono nei vostri articoli.Per applicare questi aumenti hollywoodiani è stato necessario ottenere il sostegno delle grandi sigle sindacali.  Ad esempio, per l’ultimo rinnovo dei contratti di locazione della Fondazione ’Enpaia, che impone un 70% di aumento agli inquilini, hanno firmato il Sunia, l’Uniat, Il Sicet, La Federcasa, L’unione Inquilini. Ci domandiamo come possono i sindacati accettare aumenti iperbolici e vergognosi nei confronti di una classe media che non può pagare tra 1000 e 2000 Euro al mese? Gli inquilini delle case degli Enti privatizzati sono davanti a gravissima, fatale, colpevole superficialità:• da parte di Enti privatizzati gestiti pessimamente ma impuniti (i dirigenti, nonostante le perdite causati dagli investimenti tossici, stanno li, inchiodati alle poltrone)
• da parte di normative che non tutelano gli inquilini
• da parte di alcuni Sindacati senza scrupoli
• da parte dei Ministeri e Comuni che non vigilano e lasciano mani libere agli amministratori degli Enti privatizzati
• da parte dei politici che promettono soluzioni-miraggio come il housing sociale, che altro non è che la versione per il pubblico della prossima escalation alla cementificazione delle periferie. (Beti Piotto)

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Libia: Save the Children

Posted by fidest press agency su sabato, 26 febbraio 2011

Save the Children è fortemente preoccupata per la sorte dei bambini in Libia che potrebbero   essere tra le vittime delle violente repressioni in atto da parte delle forze di sicurezza contro le proteste anti-governative. Decine di migliaia potrebbero inoltre essere sfollati se gli scontri  dovessero moltiplicarsi nell’escalation in corso. Testimoni oculari interpellati dai media hanno dichiarato che bambini sono stati uccisi nelle violenze in atto nella città orientale di Bengasi.Save the Children sta mobilitando un team di emergenza  per portare  i primi soccorsi ai rifugiati che raggiungono i paesi confinanti con la Libia. L’Organizzazione sottolinea che se le violenze in atto non dovessero cessare sarebbero migliaia le famiglie costrette a lasciare le loro case con un grave pericolo per i bambini coinvolti. In questi casi i bambini corrono enormi rischi di ritrovarsi separati dalle propri cari, divenire vittime di violenza o sfruttamento, e interrompere per un lungo periodo o anche definitivamente il percorso scolastico. A questo si aggiungono le conseguenze psicologiche legate al trauma e alla perdita della casa, dei famigliari e dei coetanei In Italia, Save the Children sta predisponendo il potenziamento dello staff impegnato da settimane nelle attività di supporto e protezione dei minori arrivati dalla Tunisia con gli sbarchi a Lampedusa e poi trasferiti nelle strutture di accoglienza in Sicilia e Puglia. Qualora flussi migratori massicci dovessero riprendere è fondamentale intervenire tempestivamente per garantire che nessun minore rimanga senza protezione o diventi “invisibile”. Infatti, secondo Save the Children, già molti dei 160 minori tunisini non accompagnati collocati nelle comunità di accoglienza in Sicilia nei giorni scorsi sono fuggiti. Da una prima rilevazione dell’organizzazione, sono 34 i minori che si sono allontanati e tutti avevano dichiarato agli operatori delle comunità di voler raggiungere in qualche modo i parenti in Francia. Per quanto riguarda la Puglia, su 20 minori non accompagnati collocati sono 6 quelli che si sono allontanati. Ancora nessuna traccia dei 6 minori scomparsi il 13 febbraio dal Centro per Migranti di Bari ancor prima di essere collocati.

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Mostra “Testimoni del nostro tempo”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 agosto 2010

Capalbio 14 agosto 2010, nelle sale delle esposizioni de  “Il Frantoio” in piazza della provvidenza, si inaugura la mostra “Testimoni del nostro tempo”, che  riunisce per la prima volta nel paese, le immagini dei fotografi italiani riconosciute meritevoli di segnalazione dalla World Press Photo Foundation.  In oltre mezzo secolo di storia della fondazione, dal 1955 al 2010, sono 47 i fotografi italiani che si sono distinti nella competizione, con un totale di 74 differenti premi, tra cui il World Press Photo of the year, riconoscimento vinto da Francesco Zizola nel 1996 e da Pietro Masturzo nel 2009.  L’esposizione, ideata dal 10b photography, è affidata alla cura di Daniele Protti, direttore del mensile L’Europeo. Il 5 marzo 2010 è uscito un numero speciale de L’Europeo interamente dedicato alla mostra, con un’introduzione di Ferdinando Scianna. Scrive Protti: “Curare questa mostra e realizzare un numero analogo per L’Europeo non è un’iniziativa insolita, rientra nella identità storica ed editoriale della testata. «Gli articoli si guardano, le fotografie si leggono», così insegnava Arrigo Benedetti. Un paradosso solo apparente. In realtà  l’affermazione di un primato che né tv né web riescono a scalfire: l’immagine fotografica di alta qualità non è un ‘arredo’, ma parte integrante della comunicazione. Sono felice, dunque, di collaborare alla realizzazione della mostra e di dedicare il 62° volume della nuova serie editoriale de L’Europeo a molti dei grandi fotografi italiani”. Testimoni del nostro tempo è un progetto ideato e realizzato dal 10b photography in collaborazione con il mensile L’Europeo. Fino al 25 agosto con orario  19.00 – 23.30

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Premio Fiorentini: amore per Roma

Posted by fidest press agency su martedì, 23 marzo 2010

Roma 25 marzo 2010 – ore 11.30 Biblioteca Museo Teatrale del Burcardo (SIAE) Via del Sudario 44. A sette anni dalla scomparsa Roma ricorda Fiorenzo Fiorentini, uno dei suoi più validi autori, compositori ed interpreti con un Premio intitolato a suo nome. Con l’affetto, la simpatia e la grande professionalità che lo ha contraddistinto in ogni arte, Fiorentini verrà ricordato attraverso una serata-omaggio ricca di aneddoti, filmati e testimonianze dal vivo di colleghi ed allievi, oltre ad una competizione che lancerà nuovi e giovani talenti della cultura romana. A presentare il premio saranno la figlia, Marina Fiorentini, presidente dell’Associazione Fiorenzo Fiorentini che organizza il Premio “Amore per Roma”, insieme a molti colleghi ed ex allievi del Maestro, testimoni di un grande momento storico della cultura romanesca e romana. La finale del Premio avrà luogo al Teatro Parioli di Roma lunedì 12 aprile, alle ore 20,30, alla presenza di numerosi esponenti dello spettacolo e della cultura; una manifestazione realizzata con il sostegno dell’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma e il contributo e patrocinio della Società Italiana Autori ed Editori.

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Testimoni del nostro tempo

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 marzo 2010

Roma fino al 31/5/2010 Via San Lorenzo da Brindisi 10/b Photography Gallery, I fotografi italiani premiati dal World Press Photo a cura di Daniele Protti  La mostra -Testimoni del nostro tempo- riunisce, per la prima volta nel nostro paese, le immagini dei fotografi italiani, riconosciute meritevoli di segnalazione dalla World Press Photo Foundation. In oltre mezzo secolo di storia, dal 1955 al 2010, sono 48 i fotografi italiani che si sono distinti nella competizione, con un totale di 74 differenti premi, tra cui la World Press Photo of the year, riconoscimento vinto da Francesco Zizola nel 1996 e da Pietro Masturzo nel 2009.  L’esposizione, ideata dalla 10b photography e’ affidata alla cura di Daniele Protti, direttore del mensile L’Europeo. Il 5 marzo 2010, uscirà un numero speciale de L’Europeo interamente dedicato alla mostra con un’introduzione di Ferdinando Scianna.  Testimoni del nostro tempo e’ un progetto ideato e realizzato da 10b photography in collaborazione con il mensile L’Europeo, Media Sponsor e con la coproduzione di Arte’Foto Festival. (testimoni)

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Processo breve

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 novembre 2009

“Per salvare Berlusconi anche il processo per la strage di Nassirya rischia di essere cancellato?” se lo domanda il deputato radicale Maurizio Turco cofondatore del partito per la tutela dei Diritti dei Militari e delle Forze di Polizia (PDM) – “Il processo contro il colonnello George Di Pauli è iniziato lo scorso dicembre 2008 e l’elevato numero di testimoni e di parti civili costituite in giudizio ci fa ritenere che non sarà certamente un processo lampo o che comunque potrà concludersi entro i ristretti termini previsti dal ddl 1880 in discussione al Senato- Questa – sottolinea Turco – è l’ennesima contraddizione di una maggioranza che prima celebra il giorno della memoria per ricordare i militari caduti e poi gli nega giustizia per salvare  il premier.”

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