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Posts Tagged ‘tetto’

Pompei: Turista sul tetto delle terme centrali

Posted by fidest press agency su martedì, 25 agosto 2020

Pompei. In seguito all’irresponsabile gesto della giovane turista salita sul tetto delle Terme Centrali di Pompei per scattare alcune foto personali, immortalata da un visitatore e riportata da alcuni giornali e social-web, la Direzione del Parco Archeologico di Pompei, nello stigmatizzare l’atto incivile e pericoloso per la stessa persona e per la tutela del monumento, sottolinea che l’accesso alla coperture delle Terme è interdetto al pubblico con adeguata segnalazione, come avviene in tutti gli spazi archeologici chiusi al pubblico e secondo il Regolamento degli Scavi presente agli ingressi del Parco. Questo atto deplorevole invita ancor di più a rispettare le norme generali di visita al sito e il giusto distanziamento anti-Covid, anche in virtù delle ultime indicazioni governative.Anche in questo caso, la Direzione del Parco avvia un’indagine, in collaborazione con le Autorità competenti, affinché si possa individuare la protagonista dell’atto, attraverso ogni mezzo a disposizione e per assicurare, il più possibile, il pieno rispetto del patrimonio archeologico di Pompei da abusi di questo genere.

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Rai: tetto compensi manager

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 novembre 2016

Rai: sede di romaDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:“Evviva evviva, il tempo, come sempre è galantuomo e ci ha dato ragione. Molto lavoro è stato svolto prima di poter dare per vinta la battaglia relativa al tetto ai compensi dei dipendenti e collaboratori Rai. Una lunga battaglia intrapresa da tempo che è ora una vittoria politica di Forza Italia. Presentammo numerose interrogazioni in Commissione di vigilanza Rai e chiedemmo conto ai vertici Rai circa la mancata applicazione, per molto tempo, delle disposizioni di legge che già prevedevano il limite, appunto, mai rispettato. Nell’ambito dell’esame parlamentare del disegno di legge di riforma della governance Rai, in tema di tetto dei compensi, il governo accolse un ordine del giorno a firma Brunetta, che impegnò l’esecutivo a valutare l’opportunità di adottare interventi anche normativi che avrebbero dovuto chiarire le deroghe previste per le società pubbliche che emettono titoli obbligazionari sui mercati regolamentati. Per molti mesi, infatti la Rai utilizzò questo furbo escamotage, dato dall’emissione dei bond per motivare il mancato rispetto del tetto degli stipendi di 240 mila euro. La Rai si è avvalsa contra legem di questa deroga, visto che la tv pubblica è concessionaria del servizio pubblico radio televisivo e non si occupa di mercati finanziari.Inoltre, la legge recentemente approvata dal parlamento e pubblicata ieri in Gazzetta Ufficiale in materia di editoria ha previsto espressamente che il trattamento economico di dipendenti, collaboratori e consulenti Rai non può superare € 240.000 annui. A tal proposito, la legge, ha inoltre stabilito e precisato che non si applicano le esclusioni riferite alle società che emettono strumenti finanziari quotati nei mercati regolamentati e loro controllate, eliminando così ogni tipo di deroga, a cui la tv pubblica si era appigliata. Il tetto di 240mila euro vale per tutti nell’ambito della Rai. Il servizio pubblico di cui la Rai è titolare deve essere gestito tutelandone sempre il valore. La Rai non ha più scuse e deve adeguarsi al più presto al dettato della legge. Apprezziamo a tal riguardo le dichiarazioni dei vertici Rai e ci aspettiamo una tempestiva, finalmente, applicazione del tetto dei compensi”.

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“Book in progress”

Posted by fidest press agency su domenica, 16 Maggio 2010

La spesa dei libri di testo è stata oggetto nei vari anni dalla fissazione, da parte del Ministero, di un  tetto di spesa sia per le scuole secondarie di I e di II grado. Nel 2010 Adiconsum ha sollecitato più volte il Ministro a confermare i tetti precedenti, ma nessuna decisione in merito è stata presa fino ad oggi. I tetti precedenti prevedevano una spesa per i libri di testo di 287 euro per la I media, di 111 per la II, e di 127 per la III. Inoltre per le secondarie di II grado, i tetti oscillavano da 240 a 320 euro per il 1° anno a seconda dell’indirizzo prescelto. Tetti che tuttavia erano ampiamente elusi dalle scuole.Una ricerca Adiconsum svolta lo scorso anno evidenziava che il 50% delle scuole secondarie di I grado aveva superato il tetto di spesa con uno sforamento dal 10 al 30%.Il costo dei libri di testo incide sui bilanci delle famiglie per le secondarie di II grado dai 300 euro per il 1° anno ai quasi 200 euro per il 5° anno. Oltre ai libri di testo inseriti nei tetti di spesa vanno aggiunti anche i costi per i libri c.d. “consigliati”, che  in realtà sono invece indispensabili  come ad es. gli eserciziari. Alla spesa dei libri di testo le famiglie devono aggiungere non solo la tassa d’iscrizione obbligatoria di 15, 13 euro per le classi IV e V secondaria di II grado, ma anche il c.d. contributo volontario, volontario per le norme di legge, ma di fatto “obbligatorio” nella richiesta da parte delle scuole. Un “salasso” che si rinnova anche quest’anno in un momento di gravi difficoltà per le famiglie. Un salasso che rischia di essere più pesante anche per le nuove materie introdotte dal Ministro.
L’esperienza dell’Istituto Majorana di Brindisi rappresenta una best practice che Adiconsum ritiene debba essere valorizzata. Una best practice che abbatte in modo rilevante i costi del diritto allo studio senza pregiudicarne la qualità, ma al contrario migliorandola.Il Book in progress permette: di valorizzare la professionalità degli insegnanti che diventano autori dei libri di testo di ridurre la spesa per i libri di testo fino a 5 volte, poiché i testi sono scaricabili dalla Rete “Book in progress” e vengono stampati dalle scuole solo gli argomenti oggetto del programma di studio.

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Tetto di spesa per i libri

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 Maggio 2010

I libri di testo rappresentano una voce importante nel bilancio delle famiglie italiane relativo all’educazione dei figli. Proprio in questi giorni, tra l’altro, i consigli di classe delle scuole stanno definendo la scelta dei libri di testo per il prossimo anno. Ma c’è un problema: al momento il Ministero della Pubblica Istruzione, che negli anni passati entro aprile pubblicava i tetti di spesa, non ha provveduto alla loro determinazione. La non definizione da parte del Ministero può rivelarsi, ad avviso di Adiconsum,  un ulteriore carico di spesa per le famiglie. La definizione dei tetti, infatti, ha un triplice effetto: vincolare la scuola a scegliere i libri di testo con responsabilità, verificandone  in primis la qualità e il rapporto qualità-prezzo; permettere un controllo del Ministero sull’operato delle scuole, che comunque operano le proprie scelte in piena autonomia; dare un’indicazione alle famiglie dei costi da affrontare, permettendo loro di pianificare al meglio le spese a medio e lungo termine. Tutto questo in virtù di un migliore rapporto Ministero-scuola-famiglie. Contributi che le scuole sono state legittimate a chiedere anche quest’anno e che ormai si aggirano tra i 150 e i 300 euro a figlio. Per altro, tali richieste spesso vengono consegnate alle famiglie allegate al modulo di iscrizione e se non provvedono al versamento vengono prontamente sollecitate a farlo, pena il non accoglimento della domanda di iscrizione. Non solo. Quest’anno i contributi possono essere raccolti in fondi non vincolati allo svolgimento di attività scolastiche (es. per progetti, laboratori ecc.) con il rischio quindi, che i soldi versati dalle famiglie possano essere utilizzati per pagare stipendi, straordinari o eventuali prestazioni extrascolastiche. Come ovviare a questo problema? Adiconsum consiglia di effettuare il versamento tramite bollettino postale o sul conto corrente bancario della scuola specificando chiaramente nella causale che si tratta di “erogazione liberale finalizzato all’ampliamento dell’offerta formativa o edilizia scolastica o innovazione tecnologica”. È, inoltre, possibile esigere copia dei bilanci preventivi e consuntivi dell’istituto scolastico al fine di saper come sono spesi i soldi versati dalle famiglie.

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Il “tetto” del 30% agli alunni stranieri nelle classi?

Posted by fidest press agency su domenica, 10 gennaio 2010

La nota del Ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini relativa al tetto del 30% di alunni stranieri nelle classi pone l’accento su una complessa realtà che la scuola non può eludere, ma è, nel contempo, da considerare in un’ampia e globale visione: la realtà degli studenti stranieri, infatti, coinvolge anche le politiche familiari e quelle sociali, le scelte delle amministrazioni locali e tutto il privato sociale che, con competenza e dedizione, si occupa da molti anni di un fenomeno inarrestabile che ha origini ben oltre le nostre frontiere.  La forte presenza di stranieri nella scuola italiana è un insieme di opportunità e di problematicità e, e non è certo utile, né risolutivo, un atteggiamento di chiusura: “vogliamo leggere nelle scelte del Ministro l’invito ad una qualificazione della didattica e degli interventi di accoglienza degli stranieri nelle scuole” – dichiara il Presidente nazionale dell’A.Ge. – Associazione Italiana Genitori – “nella consapevolezza che l’istruzione, la formazione e l’educazione sono, per tutti, una leva di sviluppo, di riscatto, di crescita.”  Le competenze degli organi collegiali d’istituto e quelle dell’autonomia delle scuole già affidano alle scuole il compito di determinare i criteri per la formazione delle classi, nonché di individuare attività integrative ed extrascolastiche ai fini del sostegno e del recupero di  svantaggi: pertanto – precisa Guarneri – “il tetto stabilito (che può e dovrà inevitabilmente essere sottoposto a numerose deroghe locali) non potrà essere concretamente attuato senza precise scelte delle scuole che, mirando a non realizzare classi ghetto, stabiliscano anche le diverse fasi necessarie per una vera integrazione, quali le pratiche di accoglienza, la valorizzazione del plurilinguismo come opportunità per tutti gli alunni, oltre che per gli stranieri, la relazione con le famiglie, il coinvolgimento degli enti locali e dell’associazionismo, la formazione dei docenti anche nella conoscenza delle lingue”.  L’A.Ge. ritiene che queste decisioni debbano essere parte di un’azione complessiva del Ministero e delle scuole, che, conclude il Presidente Guarneri, “dovrà anche prevedere lo stanziamento di risorse economiche per la qualificazione dei docenti e la riduzione del numero di alunni per classe. Il tetto del 30%, infatti, fissato in altri provvedimenti contemporaneamente all’aumento del numero di alunni, non modifica il carico delle eventuali difficoltà didattiche. Come genitori, soprattutto pensando ai minori, non potremmo accettare che i provvedimenti sugli alunni stranieri siano frutto di una mentalità difensiva o, peggio, oppositiva: l’accoglienza di ogni diversità, nella scuola, consente alla scuola intera di qualificarsi per potere accogliere meglio tutti.” La conoscenza reciproca e l’integrazione fra culture si poggia anche sul sostegno alle famiglie e sulla promozione di incontri e associazioni di genitori tra e con genitori stranieri. L’AGe, da parte sua, sta già accogliendo in molte realtà locali genitori stranieri ed ha dato vita, inoltre, nella città di Fano, ad una associazione di genitori extracomunitari, che si riconosce nello statuto dell’associazione nazionale”

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Scuola: il tetto del 30%

Posted by fidest press agency su martedì, 29 settembre 2009

“Se vogliamo veramente procedere con l’integrazione delle nuove generazioni di immigrati, la scelta del Ministro Gelmini del tetto 30% di bambini stranieri è necessaria e importante. Oggi esistono nelle periferie classi costituite dalla quasi totalità di bambini stranieri con la ovvia conseguenza che i bambini italiani procedono più lentamente nei programmi e gli stranieri non si confrontano con la nostra cultura.” Dichiara Giovanni Donzelli, portavoce nazionale della Giovane Italia e dirigente nazionale del PDL.  “L’integrazione delle nuove generazioni passa dalle amicizie, dai giochi, dalle  -chiacchiere  nascoste- con il compagno di banco. Se lasciamo classi di bambini formate quasi integralmente da albanesi, cinesi o eritrei, non cresceranno mai dei futuri italiani perfettamente integrati. Se vogliamo che un bambino figlio di genitori non italiani possa veramente essere a tutti gli effetti un futuro italiano è importante che si confronti fin da piccolo con i bambini italiani. Dove questo avviene, i bambini crescono conoscendo bene la lingua, gli usi, i costumi, in molti casi addirittura i dialetti della nostra terra. Dove questo non avviene si verificano dei ghetti che ostacolano l’integrazione e il confronto culturale. Ottima quindi l’iniziativa del Ministro Gelmini a tutela non solo della nostracultura e della nostra identità, ma anche dell’integrazione degli italiani di domani ” Conclude Giovanni Donzelli

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Inaugurarazione nuova installazione all’aperto

Posted by fidest press agency su martedì, 8 settembre 2009

Torino 11 settembre 2009 alle ore 12 (corso Umbria 90,), alla presenza del  direttore del Museo Carlo Degiacomi; del Presidente del Museo A come Ambiente  Fiorenzo Alfieri, e degli assessori all’ambiente della Provincia di Torino Roberto Ronco, della Città di Torino  Roberto Tricarico e della Regione Piemonte Nicola De Ruggiero. inaugurarazione nuova installazione all’aperto il quinto anno di attivita’ L’installazione, frutto della collaborazione tra il Museo A come Ambiente, Public Art Association,  Interaction Design Lab e Lindab, realizzata con il contributo della Provincia di Torino, è costituita da un sistema di tubi azzurri che, una volta sfiorati, “sussurrano” messaggi ecologici, e che possono essere utilizzati interattivamente dai passanti come telefono senza fili per mandare messaggi vocali, periscopio per scoprire immagini e guardare oltre il tetto, altoparlante per attivare voci e suoni e rumori e anche per veicolare messaggi “forti” anche se sussurrati. L’inaugurazione dell’installazione è anche l’occasione per presentare il programma da settembre a dicembre del 2009 che per il Museo A come Ambiente coincide con il quinto compleanno: 5 anni di attività, con circa 200.000 presenze complessive (52.000 annue nel 2008)

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