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Industry 4.0 & Internet of Things

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 novembre 2017

Roma Giovedì 16 Novembre 2017, ore 9:00 Dipartimento di Ingegneria – Aula Conferenze Via Vito Volterra, 62 La Sezione Italia IEEE, in collaborazione con AEIT e con l’Università degli Studi Roma Tre, organizza il Workshop dal titolo Industry 4.0 & Internet of Things.

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A Milano il secondo forum mondiale sull’Internet of Things

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2015

università studi milanoMilano dal 14 al 16 dicembre presso l’Università Statale di Milano seconda edizione dell’IEEE World Forum of Internet of Things, un evento di scala mondiale che riunirà leader di pensiero, aziende al vertice del settore e rappresentanti della ricerca, dell’economia, dell’industria, delle amministrazioni pubbliche attorno al tema dell’Evoluzione di Internet e delle implicazioni tecnologiche, applicative e sociali dell’Internet delle Cose.La tre giorni di convegno ha l’obiettivo di analizzare e comprendere le importanti innovazioni tecnologiche che sono alla base dei cambiamenti che avranno impatto sulle tecnologie nel prossimo futuro. L’Internet delle cose immagina un futuro altamente connesso, dove tutti gli oggetti sono integrati per interagire tra loro, dove la comunicazione è tra oggetti e tra oggetti e esseri umani, un mondo che abilita il controllo di sistemi intelligenti e cambia la nostra vita quotidiana. Un sistema complesso adattativo fatto di reti di sensori e oggetti intelligenti il cui scopo è quello di interconnettere “tutte” le cose, tra cui le cose di tutti i giorni e gli oggetti industriali in modo tale da renderli intelligenti, programmabili, e più in grado di interagire con gli esseri umani.Keynote di Vinton G. Cerf, Vice President and Chief Internet Evangelist Google, Ian Craddock, Director of SPHERE e Mario Gerla, Professore presso il Computer Science Department, University of California, Los Angeles (UCLA), Gabriela Alejandra Styf Sjoman, Vice President, Engineering & Telecom Italia Group Labs, di Telecom Italia, e Geoff Mulligan, Founder and Chair di IPSO Alliance, daranno il via al convegno che sarà animato dagli interventi di personalità di rilievo tra cui Latif Ladid, Research Fellow, SnT, University of Luxembourg, Luxembourg, Roberto Minerva, Telecom Italia, Italy, Vincenzo Piuri, University of Milan, Italy, Nils Aschenbruck, University of Osnabrück, Germany, Kazunori Iwasa, Fujitsu, Japan, Antonio Skarmeta, University of Murcia, Spain, Hausi Müller, University of Victoria, Canada, Antonio Jara, HES-SO Switzerland, ognuno dei quali esplorerà alcuni degli aspetti che avranno maggiore impatto sullo sviluppo tecnologico del prossimo futuro.Il tema della sicurezza e la privacy nell’Internet of Things (IoT), dove l’integrazione dei mondi informatici e fisici presenta sfide senza precedenti sarà affrontato all’interno di un workshop dedicato a questo tema, affrontato da una varietà di angolazioni e settori, con l’intento di guidare la riflessione e chiarire le sfide e le priorità che saranno alla base dello sviluppo futuro dei dispositivi dell’internet degli oggetti, dei servizi abilitati e a definire le policy atte a preservare la sicurezza e la privacy.Ampio spazio sarà dato inoltre al tema dell’automotive, prendendo in esame la futura infrastruttura di rete per l’intero ambiente dell’automotive, dove l’Internet degli Oggetti riguarderà ogni “oggetto” in movimento, i veicoli, i passeggeri, i loro smartphone, i sensori, le infrastrutture e le piattaforma di gestione esterna) come parte di un sistema intelligente di trasporto.Varie attività di formazione specifica per studenti e professionisti sono raccolte nella Winter Academy on Internet of Things, una scuola di aggiornamento organizzata congiuntamente dall’IEEE e dall’Università degli Studi di Milano.

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La security nell’era dell’Internet of Things

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 gennaio 2015

intelligenceÈ ancora molto diffusa una notevole incertezza circa la natura, il valore e la modalità di utilizzo delle informazioni sulle minacce. L’intelligence globale delle minacce rimane un concetto molto generale, cui si affiancano l’intelligence delle minacce relativa a un settore verticale, o sulle minacce locali, all’interno di un’azienda specifica. Sfruttare una di tali fonti di intelligence comporta una grande sfida, figuriamoci tutte. Ma oggi sono indirizzabili con la combinazione di piattaforme di prevenzione delle minacce innovative e SIEM (Security Information and Event Management). La maggior parte delle aziende si sta attrezzando con strategie rivolte alla raccolta delle informazioni sulle minacce e all’analisi del loro impatto sugli endpoint tradizionali. Ma quando entreremo nel vivo dell’Internet of Things (IoT) bisognerà trovare il modo di non essere sommersi dai dati arginandoli e incanalandoli verso una corretta direzione.Secondo una recente ricerca di Forrester, un americano su dieci sta già utilizzando un fitness tracker o un contapassi connesso a internet, e secondo il 68% dei decisori aziendali i dispositivi indossabili sono una priorità per la loro azienda, con il 51% che li considera una priorità moderata, elevata o critica “(Fonte:. (Forrester, Five Urgent Truths About The Future Of Wearables That Every Leader Should Know, December 2014).Oltre a questo tipo di dispositivi per il monitoraggio della propria salute e dell’attività fisica, l’IoT include termostati, rilevatori di fumo, e monitor video posizionati all’0interno delle abitazioni, ma anche dispositivi aziendali, come i sistemi di riscaldamento e condizionamento, illuminazione, segnaletica interna ed esterna e sensori di trasporto, ma si stanno affacciando all’IoT anche terminali POS (point-of-sale) e controllori di produzione. Inoltre, sono sempre più numerose le società che stanno facendo a gara per la creazione delle applicazioni più innovative per i dispositivi come gli smartwatch e i sensori, sia come servizi da commercializzare, sia per aumentare la produttività, l’efficienza o la sicurezza del personale.Si tratta di dispositivi che trasmettono e memorizzano dati che possono essere non rilevanti ma anche molto personali, ma che soprattutto sono estremamente vulnerabili, non solo in quanto potenziali obiettivi di attacco, ma anche come potenziali vettori di accesso ai sistemi connessi. Con la crescita esponenziale della quantità di dispositivi connessi, prevediamo che gli attacchi mirati saranno sempre più indirizzati a tali dispositivi e allo sfruttamento delle loro vulnerabilità per riuscire a entrare nelle reti aziendali. Un numero di potenziali backdoor quasi incommensurabile. Abbiamo già visto reti compromesse a partire dai sistemi HVAC, dalle telecamere di sorveglianza, o dai contatori intelligenti. Perché non attraverso una pompa d’acqua, una lampadina, o una serratura?I vendor stanno lavorando attivamente per proteggere l’IoT, introducendo la sicurezza a livello di chip, firewall, gateway, funzioni di boot sicure, controlli di autenticazione e di accesso e vincoli all’esecuzione delle applicazioni. L’intelligence da questo fronte sarà fondamentale per ridurre i tempi di rilevamento e contenimento delle minacce.La sfida è dare un senso a questa intelligenza, date la varietà e la vastità della serie di dati. Pensando al numero di dispositivi su una rete elettrica, in un sito di produzione, o in un quartiere della città, ci sono molti più zeri in quel numero che in una tipica rete aziendale. Ogni dispositivo, firewall e gateway pubblicherà informazioni sul comportamento di ogni singolo dispositivo connesso. Bus di messaggistica Security possono portare rapidamente queste informazioni ai sistemi interessati, rendendole disponibili al team competente del SOC o dell’incident response. E poi?Questa nuova ondata di dati si aggiunge al problema già attuale dei big data della security, dal momento che gli analisti di sicurezza sono già sommersi da eventi e avvisi, cercando di sfruttare analytics ad elevate prestazioni, come Hadoop, per trovare un significato nella mole delle informazioni disponibili. Il SIEM log management- oriented sta già cedendo il passo a sistemi avanzati molto abili nel filtraggio, elaborazione e valutazione di questi dati, in grado di individuare gli eventi anomali o per i quali si rendono necessarie indagini più approfondite. L’IoT accelererà questa transizione caricando i team operativi di security di un onere ancora più pesante a seguito della corsa ai “must-have” indossabili e connessi ricevuti in regalo quest’anno.L’intelligence delle minacce verticale, come stiamo vedendo ad esempio con il FS-ISAC (Financial Services Information Sharing and Analysis Center) e altre iniziative a livello governativo, sarà normalizzata e correlata con dati sulle minacce locali, sulla propria azienda, e globali, per aiutare i sistemi e il personale a decidere quali contromisure intraprendere.I vendor forniranno l’intelligence sulle minacce a livello di dispositivo e di settore verticale, proprio come fanno oggi per gli endpoint esistenti. L’internet degli oggetti può essere protetto, ma la protezione sarà possibile pensando la sicurezza come parte integrante dell’infrastruttura, non come un’aggiunta a posteriori.Una volta rilevato un comportamento anomalo e identificato come potenziale indicatore di attacco o indicatore di compromesso, sarà essenziale condividere queste informazioni rapidamente all’interno della community. Con la velocità di esecuzione e la capacità di adattamento degli attacchi odierni, non sarà più accettabile mantenere per sé l’informazione su una minaccia, né attendere gli avvisi di sicurezza dai team centralizzati.Sarebbe necessario troppo tempo in attesa dei controlli umani per il rilevamento e la risposta agli avvisi urgenti. Invece, la condivisione di informazioni e di analisi automatizzate daranno le informazioni giuste, nei temi giusti, alle persone giuste. L’obiettivo rimane lo stesso: è indispensabile passare dalla raccolta di tutti i dati in modo reattivo, all’identificazione dei dati in modo proattivo, ovvero passare a un sistema di informazioni condivise e automatizzate sulle minacce, correlate con i dati su minacce globali, nazionali, locali, verticali, e mirate e inquadrate infine in una visione olistica su misura per ogni organizzazione.

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A me mi piace

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 giugno 2010

Milano fino al 17/7/2010 Via Friuli 34 Siniscalco Arte My favorite things, part I mostra A me mi piace (My favorite things, part I).  Saranno in mostra prestigiose opere di grafica internazionale appartenenti alla collezione della galleria, per un’ulteriore testimonianza della formidabile capacità espressiva dell’arte stampata.  La mostra sarà anche un’occasione per rilanciare tra la platea degli appassionati d’arte il progetto associativo MiaGalleria, che consente la creazione di una collezione d’arte in maniera intelligente, sostenibile e tutelata.  Saranno esposte, tra le altre, opere di: Goya, Baj, Picasso, Miro’, Music, Redon, Rouault, Villon, Survage, Blampied, Rops, Paladino, Kandinskij, Zadkine, Laurens, Wood.

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“People Places & Things”

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 maggio 2010

Padova 3 maggio 2010 ore 21.00 Cinema Teatro Torresino è di scena il quartetto “People Places & Things”, capitanato dal batterista e compositore Mike Reed, con Tim Haldeman e Greg Ward ai sassofoni e Jason Roebke al contrabbasso. Mike Reed è una recente scoperta della sempre brillante scena jazzistica di Chicago. Trentacinquenne nato in Germania ma americano dell’Illinois, cresciuto in una cittadina vicino Chicago, rappresenta con chiarezza l’attuale “new wave” della Windy City; una cerchia di musicisti ben radicati nella tradizione della musica nera, ma con una evidente attitudine alla sua rielaborazione critica, per dar forma a nuovi linguaggi. I due sassofonisti Haldeman e Ward sono tra le voci più fresche di questa nuova generazione di musicisti, il bassista Roebke partecipa a molte avventure dei gruppi più all’avanguardia a Chicago.  L’obiettivo principale di “People Places & Things” è quello di studiare e reinventare parte di un repertorio poco conosciuto dal pubblico del jazz, quello cioè della scena di Chicago della seconda metà degli anni ’50. Dopo l’album di esordio che esplicitava con brillantezza i riferimenti al passato, è uscito lo scorso anno “About Us” che contiene invece materiale originale, scritto dai componenti del gruppo. Un disco in cui, accanto al lavoro egregio dei componenti stabili, brillano le collaborazioni di Jeff Parker, Jeb Bishop, David Boykin. “People Places & Things” si candida a diventare una formazione cardine del jazz del futuro.  Biglietti:  Interi 12 euro; Ridotti 10 euro; Studenti dell’Università di Padova 8 euro. http://www.centrodarte.it (people place)

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