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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Posts Tagged ‘think tank’

“Lodevole la costituzione del Think Tank della Logistica”

Posted by fidest press agency su sabato, 28 marzo 2020

“Se fino a qualche tempo il tema della strategicità e importanza del settore logistico poteva considerarsi tema per addetti ai lavori e tutt’al più tema caro al mondo politico (specialmente nei vari e frequenti passaggi elettorali), ora la questione è chiara davvero a tutti. Senza la logistica e i trasporti il mondo, non solo quello economico-produttivo, rischia il collasso”. Sono queste le parole di Andrea Gentile, al timone di Assologistica, Associazione in prima linea nell’attuale situazione emergenziale, come del resto tutte le altre sigle del settore, la maggior parte delle quali (tra cui anche Assologistica) ha aderito all’appello di Ebilog e Freight Leaders Council di dar vita a un Think Tank, ovvero un team di esperti e imprenditori per affrontare in modo costruttivo le sfide che attendono la logistica del dopo coronavirus.“Quella di Ebilog e Freight Leader Council è un’iniziativa lodevole e alla quale aderiamo, consapevoli che – pur essendo ora impegnati a fronteggiare un’emergenza davvero straordinaria – occorra iniziare a ragionare su come affrontare quella sorta di ‘ricostruzione’ che ci attende una volta chiusasi l’attuale difficilissima situazione. E’ importante muoversi da subito per ragionare sulle azioni che istituzioni, imprese e il sistema Paese nella sua interezza dovranno mettere in campo per non vanificare gli enormi sforzi e i sacrifici che il mondo della logistica e dei trasporti stanno affrontando in questi giorni. E dare un futuro, non solo economico, al nostro Paese”, conclude Gentile.

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Nasce il primo “think tank” italiano

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 febbraio 2017

borsa milanoDeus Technology, società milanese leader nelle tecnologie digitali per il robo-advisory, ha costituito formalmente oggi il primo “advisory board” di impresa che svilupperà attività di studi e ricerche sulla digitalizzazione del settore finanziario e bancario.
All’organismo prendono parte Roberto Nicastro, presidente “Good Banks” e già direttore generale di Unicredit, Andrea Sironi, Professore all’Università Bocconi di Milano, Presidente della Borsa Italiana e consigliere del London Stock Exchange, Roberto Ferrari, Direttore Generale di CheBanca! (Gruppo Mediobanca), Luigi Pugliese, Managing Partner di PwC Strategy&, Roberto Marsella, con esperienza trentennale nel settore finanziario e degli investimenti. L’amministratore delegato di Deus, Paolo Galli, ha assunto il ruolo di segretario generale.
L’advisory-board, che in base al suo regolamento potrà ampliarsi fino a sette membri, svilupperà un programma di approfondimento e ricerca sul fenomeno tecnologico più innovativo che sta attraversando l’industria della finanza e del credito per analizzarlo in tutte le sue articolazioni, anche quelle meno direttamente toccate dalle applicazioni del robo-advisoring.
Il Fintech sta infatti incidendo profondamente già oggi, e sempre più lo farà in futuro, sull’attività quotidiana di banche, società di gestione del risparmio, assicurazioni e broker, sia nelle funzioni interne di analisi e asset-allocation sia nelle fasi commerciali e di CRM (customer relationship management).I risultati di questo programma di studio verranno periodicamente resi pubblici con una newsletter la cui prima edizione verrà presentata entro la prossima primavera.Deus Technology è un fintech enabler indipendente, nato sei anni fa dall’iniziativa di un gruppo di specialisti in informatica, telco, statistica e matematica finanziaria. E’ oggi leader nella realizzazione di progetti per evolvere i modelli di servizio di erogazione della consulenza finanziaria mediante l’utilizzo intensivo della tecnologia (roboadvisory e robo for advisors). Deus si avvale di un team di circa 40 professionisti. Tra i suoi clienti annovera numerose tra le principali aziende creditizie e finanziarie del mercato: da Intesa Sanpaolo a Euromobiliare Sgr, da Banco BPM a Banca Generali.

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Il PD di Philadelphia e il Think-tank politico renziano

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 dicembre 2014

FiladelfiaMilano. 19 Dicembre, alle ore 18 italiane (alle ore 12 per la Costa Orientale degli Stati Uniti) presso la sede del Consiglio Regionale della Lombardia, in via Fabio Filzi 22, a Milano. Un collegamento Skype sarà effettuato per permettere la partecipazione di ospiti dagli Stati Uniti. Un convegno internazionale sull’Accordo Trans Atlantico di Partnership Commerciale ed Industriale -TTIP- e sulle elezioni del COMITES sarà organizzato dal PD di Philadelphia e dal Coordinamento Territoriale di Milano del Think-tank di elaborazione politica vicino al Premier italiano Matteo Renzi LITALIAINTESTA. Pasquale Nestico, Segretario del PD di Philadelphia, Anthony Colavita, Presidente del PD di Philadelphia, e Matteo Cazzulani, Coordinatore de LITALIAINTESTA di Milano, parteciperanno all’evento da Philadelphia. L’On. Patrizia Toia, europarlamentare PD, l’On. Paolo Cova, parlamentare del PD, e Carlo Borghetti, consigliere regionale del PD della Lombardia, parteciperanno all’evento da Milano. Daniele Marconcini, il Vicepresidente de LITALIAINTESTA, e Giuseppe Taverna, Vice Coordinatore de LITALIAINTESTA di Milano, modereranno l’evento.

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I movimenti di base del Pd

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 agosto 2010

«E’ quello che ci sentiamo di sottoscrivere alla fine di un’estate che ha certificato uno dei momenti più bassi della qualità civica ed istituzionale del nostro Paese. Un piccolo manifesto politico molto calibrato rispetto ai tempi in cui viviamo». Francesco Russo, segretario generale di TrecentoSessanta, l’Associazione che fa riferimento a Enrico Letta, definisce così la lettera di Pier Luigi Bersani, in un articolo pubblicato questo pomeriggio sul web magazine del think tank lettiano.  «Sappiamo bene che è più entusiasmante vivere le stagioni in cui è possibile invitare all’impegno civile attraverso le emozioni forti – continua Russo – piuttosto che quelle in cui è necessario far prevalere il richiamo alle (apparentemente) piccole cose ben fatte, al passo dopo passo, alla costruzione delle fondamenta dopo che i terremoti hanno lasciato soprattutto macerie. Ma sappiamo anche che è una colpa mortale non saper distinguere fra due situazioni così radicalmente opposte». «Gli italiani – conclude Russo – hanno bisogno di vedere che chi li rappresenta è capace di riconoscere l’eccezionalità delle difficoltà in cui vivono. Chi, nel passato, ha guidato il Paese fuori dalle secche delle sue crisi ricorrenti ha sempre scelto questo profilo. Attraverso l’arte del possibile, attraverso la fatica di mettere insieme tutte le donne e gli uomini di buona volontà. L’arte dei passi regolari che arrivano lontano. Quella che ci ha fatto scegliere la leadership di Pierluigi Bersani e di Enrico Letta e che in questo momento rappresenta il miglior regalo che il Pd può fare ad un Paese stanco di strappi e di eccessi».

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Think tank: Collettiva

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 aprile 2010

Milano fino al 25/4/2010 via Festa del Perdono 7, Università degli Studi di Milano Think tank nel mondo anglosassone significa “incubatore, una piattaforma – secondo il sociologo Francesco Morace – in cui si condividono dei temi: politica sociale, strategia, economia, scienza e tecnologia”. Un termine denso di contenuti, che la rivista Interni ha scelto come titolo al suo consueto appuntamento durante le giornate del Salone del mobile di Milano: una grande mostra, questa volta non diffusa nello spazio urbano ma concentrata in un luogo altrettanto denso di significati come i cortili dell’Università degli Studi del capoluogo lombardo.  La mostra vede l’apporto di un nutrito numero di progettisti di provenienza e formazione diverse – da Philippe Starck a Jaime Hayon, da Jean-Michel Wilmotte a Jacopo Foggini, da Daniel Libeskind a Matteo Thun, da Kengo Kuma a Paola Navone, solo per citarne alcuni – chiamati a dare vita a una serie di installazioni di stampo sperimentale e visionario che, grazie anche al supporto tecnico-esecutivo di aziende attive con successo nel settore del design o dell’architettura, possano offrire un ventaglio delle molteplici sfaccettature del tema suggerito. (think tank)

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Usa: La riforma della sanità e le prossime elezioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 marzo 2010

“Se lo possiamo fermare su questo tema, sarà il suo Waterloo”. Ecco cosa aveva detto il Senatore Jim DeMint, repubblicano della Carolina del Sud nel mese di luglio dell’anno scorso, parlando dell’importanza di ostacolare la riforma sanitaria di Barack Obama.  Obama ha vinto come si sa e la riforma sanitaria è una nuova legge degli Stati Uniti. Per quanto riguarda le ramificazioni politiche, invece, forse si tratta del Waterloo del Partito Repubblicano. Lo ha affermato persino David Frum, politologo dell’American Enterprise Institute, un think tank conservatore. Per Frum, i repubblicani hanno sprecato l’occasione di partecipare alla riforma sanitaria e potrebbero essere loro a pagare le conseguenze alle elezioni di mid-term nel mese di novembre. Frum è stato licenziato dal suo posto per avere sostenuto una tesi contraria alla retorica repubblicana. La linea del Gop sulla riforma sanitaria era che la nuova legge avrebbe condotto alla fine del mondo. Durante il dibattito alla Camera, il parlamentare David Nunes, repubblicano della California, aveva avvertito che la nuova legge creerebbe “l’utopia socialista” del Partito Democratico. Questo tipo di esagerazione è alla radice della loro completa e compatta opposizione. Inoltre hanno spesso minacciato i democratici dicendo che gli elettori li punirebbero nelle elezioni di midterm. Si trattava di una minaccia vuota di significato perché l’ultima cosa che volevano compiere è dare buoni consigli ai loro avversari. Ci sono sette mesi fino a novembre e molto potrà cambiare. In parte vi sarà una campagna di educazione per spiegare i vantaggi della nuova legge sulla sanità. Il primo è politico dato che se i democratici non fossero riusciti a fare approvare la legge avrebbero perso politicamente non solo con gli elettori americani ma specialmente con quelli di fede democratica. Una volta investito tanto tempo sul tema della riforma, sarebbe stato un suicidio venire a casa con le mani vuote. Gli elettori democratici li avrebbero etichettati di incompetenti data la loro maggioranza in ambedue le Camere ed il controllo della Casa Bianca. I sondaggi prima dello storico voto non erano favorevoli alla riforma sanitaria. Un sondaggio della Cnn aveva rilevato che il cinquantanove percento degli americani era contrario mentre il trentanove percento favoriva la riforma. Un sondaggio del quotidiano USA Today dopo del voto sostiene invece che il quarantanove percento è soddisfatto della riforma mentre il quaranta percento non lo è.  Questi dati più recenti dovrebbero certo fare piacere ai democratici.  Sarà infatti difficile per i repubblicani cercare di fare una campagna elettorale sostenendo che l’ampliamento degli accessi al programma Medicaid per coloro che guadagnano meno del 133% della soglia della povertà dovrebbe essere eliminato. Il divieto di rescindere la polizza ai pazienti malati invocando la presenza di malattie pre-esistenti sarà certamente impopolare. Eliminare i figli minori di ventisette anni dalle polizze dei genitori sarà altrettanto complesso da vendere agli elettori. Per non parlare poi dei crediti alle tasse per le piccole imprese che offrono assicurazione medica ai loro lavoratori. In effetti, sarà difficile per i repubblicani presentarsi come il partito che vuole abolire benefici ottenuti dagli americani.  Era più facile attaccare in linee generali la proposta di legge etichettandola di socialismo. Una volta implementata, la nuova legge diverrà intoccabile come lo sono già divenuti il Social Security ed il Medicare. Il Partito Repubblicano si è spostato talmente a destra che non riesce a vedere nulla di buono nei programmi governativi eccetto forse quelli già approvati e quindi importanti per gli americani. Insistendo sempre a dire “no” alla riforma sanitaria i repubblicani si sono isolati ed in un certo senso diverranno schiavi della loro ala destra come i sostenitori del “Tea Party”. Sembra plausibile che la riforma sanitaria, approvata solo con voti democratici, diventerà popolare perché aprirà le porte alla sanità a trentadue milioni di americani. Se un partito si troverà inguaiato dalla nuova legge non sarà quello Democratico. I guai per il Partito Democratico si manifesteranno se l’economia non si riprende, qualcosa che tacitamente i repubblicani sperano per ritornare al potere. (Domenico Maceri San Luis Obispo, CA, USA)

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