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Iroquois Steeplechase Announces New Race-Day Experiences, Ticket Availability for 2018

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 gennaio 2018

VanderbiltMemorialHallThe Iroquois Steeplechase, Nashville’s iconic sporting event benefiting Monroe Carell Jr. Children’s Hospital at Vanderbilt, has unveiled its enhanced race-day experiences and ticket availability for 2018. The 77th Iroquois Steeplechase sponsored by Bank of America will take place on Saturday, May 12, 2018, and these expanded offerings will give spectators more options for participating in and enjoying the event. In addition to its standard ticket options, new packages for this year’s Iroquois Steeplechase include individual seats in the Skybox Suites with access to gourmet food and premium parking, an all-inclusive tailgating equipment rental package, which consists of a 10’ x 10’ tent, table and chairs, as well as add-on catering options. The Fox Den, an entertainment tent in the infield has been expanded due to high demand. To encourage family participation, children twelve and under are now admitted free in the tailgating and general admission areas. Complementing the race-day experience for all spectators will be live music in the Hunt Club and Fox Den areas, expanded parking, food trucks and two locations for shopping located in the Hillside and Fox Den areas.While the event raises money for several charitable causes, Monroe Carell Jr. Children’s Hospital at Vanderbilt is its primary beneficiary and has received more than $10 million from the proceeds of the event. This philanthropic support plays a pivotal role in extending the hospital’s reach and enabling even more young people to find expert care. The goal for these new race-day experiences and ticket options is to create both more engagement and philanthropic opportunities for spectators to be involved.“Each year, we stand in awe of the many ways in which the residents of Middle Tennessee embrace this event—its tradition, its history and its causes,” Hall said. “In planning this year’s event, we want to honor the passion of our community by delivering a fresh experience for everyone, from those who attend without fail each year to those who’ll be attending their first Steeplechase.”To create these expanded packages and events, Steeplechase organizers have partnered with two local businesses: Brand825 and Evolution Event Solutions (EES). These new partnerships are a collaboration to enhance the Steeplechase experience and drive increased awareness for its philanthropic nature. Brand825 is leading the marketing and promotional aspects of the 77th Iroquois Steeplechase, while EES is leading the event-planning and operations management.For those wishing to attend the 77th Iroquois Steeplechase, the full lineup of ticket options and package add-ons are available now available at http://www.iroquoissteeplechase.org.

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Intramoenia e ticket: una sentenza Consiglio di Stato

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 gennaio 2017

consiglio di statoNelle prestazioni che il paziente paga in regime intramoenia non si deve mettere pure il ticket. Il perché lo ha chiarito il Consiglio di Stato III sezione con sentenza 4924/2016: il ticket vale solo come compartecipazione per le prestazioni offerte dal Servizio sanitario nazionale in quanto incluse nei Livelli essenziali di assistenza; per le prestazioni extra-Lea, il paziente paga la tariffa libero professionale, che è una somma di componenti della prestazione (personale etc) i cui costi sono noti all’azienda sanitaria ma che viene già pienamente corrisposta. Ergo, non ha senso imporci un ticket, come aveva invece fatto la regione Umbria con propria delibera, ora annullata dai giudici di Palazzo Spada. La Dgr 3 del 9 gennaio 2012, che aveva imposto un 29% extra all’utente su ciascuna prestazione in intramoenia, nasce peraltro dalla ricerca di balzelli alternativi al ticket “nazionale” di 10 euro a ricetta specialistica, introdotto dalla legge 111/2011 e ritenuto più ingiusto. La norma umbra è stata impugnata da Adiconsum ma ancor prima l’avevano combattuta i sindacati Anaao, Cimo, Aaroi e Fesmed. Il presidente Fesmed Carmine Gigli è ora molto soddisfatto. «Utilizzeremo il dispositivo della sentenza tutte le volte, e sono tante, in cui i direttori generali introducono vincoli all’accesso degli utenti alla libera professione intramuraria. I giudici amministrativi hanno sottolineato che l’intramoenia consente alle Aziende pubbliche di diminuire le attese oltre che di ricavare un’entrata extra volta a coprire costi dell’attività e parte delle spese. Siamo di fronte a un servizio utile, dunque, ma che i manager osteggiano, terrorizzati dal fatto che si rischia di dover rispondere per un errore del medico o una mancata fatturazione. Agli occhi dell’opinione pubblica del resto l’intramoenia è stata spesso spiegata come una forma di arricchimento del sanitario, un istituto che si alimenta con l’allungarsi delle liste d’attesa, alle quali invece oggi più che mai è una risposta». Gigli sottolinea un aspetto particolare tipico di questi giorni invernali e “influenzali”: il sovraccarico di lavoro degli ospedali, i quali sono vincolati nelle assunzioni e nelle spese e non possono aumentare la propria offerta. «A monte delle lunghe attese nei Pronti soccorso c’è soprattutto il mancato spostamento di prestazioni ambulatoriali di elezione – prime visite, controlli – sulle strutture territoriali. Presidi di distretto, consultori familiari, specialisti esterni e interni – dove più, dove meno – non arginano la domanda di prestazioni, che si riversa nei Ps e negli ambulatori dell’ospedale. Sempre più depauperato e costretto a concentrare le poche risorse sulle emergenze, quest’ultimo vede gonfiarsi le file di pazienti. In tali condizioni, un maggior ricorso regolamentato alla libera professione intramuraria nelle strutture Ssn andrebbe incoraggiato, e non osteggiato. Purtroppo siamo di fronte a manager che, pur di evitare le conseguenze teoriche di minimi errori formali in una fatturazione di prestazione intramuraria, preferiscono segnalarla come prestazione Ssn rinunciando alle tariffe dovute. In un caso di questi ci costituiremo. Purtroppo, l’alternativa a un’incentivazione intelligente delle prestazioni extra-Lea è il proliferare -oggi- di polizze sanitarie a copertura della malattia, che dirottano sul privato il grosso delle prestazioni ambulatoriali rivolte a pazienti cronici; gli stessi che invece dovrebbero giovarsi di un potenziamento delle strutture territoriali del Ssn». (by Mauro Miserendino fonte Doctor33)

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Zingaretti riduce i ticket sanitari a spese dei lavoratori degli appalti della sanità

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 gennaio 2017

regione-lazioRoma Attraverso una massiccia campagna di comunicazione, i cittadini del Lazio hanno appreso che il Commissario ad acta, Nicola Zingaretti, dal 1 gennaio ha alleggerito l’importo del ticket sanitario per quanto attiene la parte regionale. Un risparmio complessivo che, sempre secondo Zingaretti, ammonterebbe a circa 20.000.000 di Euro annui, mentre rimane invariata la quota nazionale del ticket.Quello che i cittadini non sanno è che gran parte di tale presunto risparmio viene pagato dai lavoratori degli appalti della sanità e, indirettamente, dagli stessi utenti in termini di qualità del servizio. Ecco alcuni esempi:
• Rinnovo appalto al San Giovanni: i lavoratori OSS passano da 130 a 105 e i redditi di chi rimane si riducono del 40%;
• Ospedale Sandro Pertini: dopo la riorganizzazione gli ausiliari passano da 86 a 42, con conseguenti sovraccarichi di lavoro per i pochi rimasti; intanto i lavoratori della sanificazione sono ormai da mesi al 70% del misero stipendio, erogato direttamente dalla ASL in surroga di un appaltatore inadempiente;
• Roma 3 (Grassi, S. Eugenio e CTO) : il budget di spesa mensile per l’appalto di sanificazione passa da 240.000 euro a 131.000; ancora non sono quantificabili i tagli al personale e ai redditi di chi rimarrà al lavoro;
• Policlinico Tor Vergata: da 2 anni i lavoratori OSS e Ausiliari aspettano il pagamento del premio che sostituisce la vecchia 14ma mensilità.
Bisogna inoltre ricordare che, nonostante il crescente bisogno di servizi ospedalieri e sanitari, il Presidente Zingaretti ha messo in vendita la mega struttura dell’Ospedale Forlanini, patrimonio di noi tutti.

“Non siamo ancora alle cure terra-terra, con gli assistiti sdraiati sul pavimento, ma nel Lazio la qualità del Servizio Sanitario sta pericolosamente scadendo giorno dopo giorno”, osserva Pio Congi, dell’USB di Roma e Lazio.

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Lea, Senior Italia FederAnziani: perplessità su ticket

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 dicembre 2016

senato-della-repubblica[1]Senior Italia FederAnziani è intervenuta in audizione in commissione Sanità al Senato della Repubblica in merito ai nuovi Livelli Essenziali di Assistenza. “Nei nuovi Lea – ha dichiarato il Presidente Roberto Messina – sono previsti 60,4 milioni di euro di ticket, di cui 42,3 milioni sono legati all’inserimento di nuove prestazioni nel nomenclatore della specialistica ambulatoriale, che prima erano coperte attraverso altri DRG o erano totalmente a carico del cittadino. Difficile, quindi, analizzare le molteplici prestazioni LEA inserite. Relativamente ai restanti 18,1 milioni di euro questi sono, invece, maggiori ticket legati al proseguimento/trasferimento di prestazioni precedentemente erogate in regime di ricovero (così come riportati nella tabella a pag. 23 dell’atto n. 358 Senato della Repubblica). Se questi nuovi ticket vengono guardati dal punto di vista del conto complessivo, emerge una forte compensazione dell’aumento degli stessi grazie al beneficio che ne hanno i cittadini per la prima parte, ovvero i 42,3 milioni di euro legati a nuove prestazioni inserite. Resta invece complesso da “digerire” per i cittadini, che prima in regime di ricovero non pagavano nulla, il fatto di dover oggi pagare in regime ambulatoriale, benché questo costituisca sicuramente fonte di risparmio in termini di costi di ospedalizzazione. Facciamo l’esempio della cataratta: per un intervento, precedentemente in regime di ricovero ospedaliero, il cittadino non doveva sostenere alcuna spesa; con i nuovi LEA, essendo spostato l’intervento in regime ambulatoriale, d’ora in poi il cittadino dovrà pagare il ticket di tasca sua. Il beneficio per lo Stato è sicuramente il risparmio di giornate di degenza, mentre l’aggravio per il cittadino, pur beneficiando di una minore ospedalizzazione, è quello di pagare il ticket”.

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Toscana: Dal primo ottobre cambia l’attuale modalità di autocertificazione della fascia economica per il pagamento del ticket

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 settembre 2014

regione toscanaCosa cambia. Non si potrà più autocertificare la propria fascia di reddito sulla singola ricetta, né in farmacia né negli ambulatori delle aziende sanitarie. Infatti, con il passaggio alla ricetta elettronica (che sta avvenendo in questi mesi e si concluderà con la fine del 2014), il codice della fascia economica sarà già presente sulla ricetta, ricavato direttamente dalla banca dati dell’Agenzia delle Entrate e dell’Inps. Sarà il medico prescrittore a riportare sulla ricetta, attraverso il software di prescrizione elettronica che interroga le banche dati del Mef e dell’Inps, la posizione economica dell’utente.
Cosa fare. E’ opportuno quindi verificare fin da subito, e poi annualmente, che il codice della propria fascia sia presente e sia corretto. E’ giusto che non sia presente solo se la propria fascia economica è superiore a 100.000 euro (secondo il reddito complessivo del nucleo familiare fiscale o ISEE). Se il codice che risulta è corretto, non si dovrà fare niente. Se invece il codice non c’è, o non è corretto, sarà necessario fare l’autocertificazione. Dal 1° ottobre 2014, se nessun codice è presente sulla ricetta, il cittadino dovrà pagare il ticket corrispondente all’importo massimo. E’ bene precisare che la scadenza del 1° ottobre si riferisce alla impossibilità di autocertificare sulla singola ricetta, ma ogni cittadino può regolarizzare la propria situazione in qualsiasi momento, dopo la scadenza, però prima di recarsi dal medico.Verifica e autocertificazione. E’ possibile verificare ed eventualmente autocertificare la propria fascia economica con la Carta Sanitaria Elettronica precedentemente attivata (alla Asl o in farmacia):
– direttamente on line sul sito della Regione: http://www.regione.toscana.it/servizi-online, essendo in possesso di un lettore di smart card.
– oppure in uno degli oltre 100 Totem “Punto Si” presenti in tutte le aziende sanitarie, inserendo la propria tessera sanitaria attivata nel Totem e seguendo la procedura indicata sullo schermo.
L’autocertificazione va fatta per ogni componente del nucleo familiare. Le aziende sanitarie sono tenute a effettuare controlli sulla veridicità del contenuto delle autocertificazioni. L’eventuale evasione dal ticket su dichiarazione non vera comporta il recupero degli importi non pagati e l’applicazione della sanzione amministrativa. I cittadini potranno avere assistenza agli sportelli della propria Asl. Per evitare che i cittadini paghino un ticket errato, nel caso di fascia non corrispondente, o per coloro per i quali la fascia non è resa disponibile dal Sistema tessera sanitaria, le aziende sanitarie hanno messo a punto iniziative specifiche volte a facilitare l’adempimento richiesto ai cittadini, con l’avvio della prescrizione elettronica voluta a livello nazionale e in via di implementazione. Attingendo alle informazioni della banca dati del Sistema tessera sanitaria dell’Agenzia delle Entrate e della banca dati degli assistiti, ogni azienda sanitaria ha rilevato i nominativi che risultano privi di codice di fascia assegnato. Questi cittadini riceveranno, se già non l’hanno ricevuta, una lettera da parte della propria azienda sanitaria, con allegato il modulo per l’autocertificazione, così da facilitarne la restituzione all’azienda sanitaria. L’assistito potrà inviare il modulo compilato e la copia di un documento di identità, utilizzando una delle diverse possibilità indicate nella lettera stessa. Se il cittadino ha fatto l’autocertificazione o utilizza un Isee in corso di validità, non è tenuto a fare niente e non dovrà tener conto della lettera. In tutte le Asl, nelle farmacie, negli studi dei medici di famiglia, sono affisse locandine per informare in maniera corretta e uniforme la popolazione.
Questi i codici relativi alla diverse fasce di reddito:
– ERA: soggetti con reddito complessivo del nucleo familiare fiscale inferiore a 36.151,98 euro;
– ERB: soggetti con reddito complessivo del nucleo familiare fiscale da 36.151,98 a 70.000 euro;
– ERC: soggetti con reddito complessivo del nucleo familiare fiscale da 70.000 a 100.000 euro.
Guarda tutte le istruzioni per la verifica della fascia economica.
Guarda le risposte alle domande frequenti sulle fasce economiche per i ticket sanitari.

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Proposta Agenas, passare da ticket a sistema di franchigia

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 aprile 2012

Passare dal sistema ticket-esenzioni a un sistema di franchigia modulata sul reddito. È una delle ipotesi formulate da Cesare Cislaghi e Francesca Giuliani dell’Agenas per cambiare il meccanismo del copayment da parte dei cittadini su visite specialistiche, diagnostica e Pronto Soccorso, di cui si discuterà a un convegno organizzato dall’agenzia il prossimo 17 maggio. L’idea avanzata dai due ricercatori è quella di far pagare a ogni cittadino fino a una certa soglia in base al reddito, superata la quale le prestazioni sarebbero tutte a carico del Servizio sanitario nazionale. «Si potrebbe pensare che il contributo massimo (cioè la franchigia)» scrivono in un intervento preparatorio ai lavori del convegno «non debba essere superiore al 3 per mille del reddito lordo il che significa 30 euro in un pensionato con 10.000 euro di reddito, di 120 euro in un lavoratore con 40.000 euro di reddito, di 300 euro in per un professionista con 100.000 euro di reddito». In questo modo il nuovo sistema di copayment potrebbe «frenare maggiormente i primi accessi al sistema mentre non determinerebbe alcun limite agli accessi più costosi o più frequenti», visto che «l’ipotesi da cui si è partiti è che l’inappropriatezza stia più tra i primi che tra i secondi e che comunque un contributo uguale e proporzionalmente minimo può essere versato da tutti, anche dai malati se questi hanno un certo reddito».
La proposta, sottolinea però all’Ansa il direttore dell’Agenzia, Fulvio Moirano, «è una ipotesi di studio» non una «proposta ufficiale dell’Agenas», che certo «va presa in considerazione perché sul piano teorico consentirebbe un’equità maggiore, anche se vediamo le problematicità tecniche della sua applicazione». Un’ipotesi da scartare, invece, per Luca Coletto, coordinatore degli assessori regionali alla Sanità «perché colpirebbe tutti indistintamente» «La franchigia » spiega «non è altro che la riedizione della “tassa sulla salute” dei primi anni Novanta che poi fu sospesa». E questo, conclude, «non è il momento di aggiungere ulteriori tasse ai ticket».(fonte: doctornews33)

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Max Rosa è l’uomo bolla del PPT Malta 2012

Posted by fidest press agency su domenica, 22 aprile 2012

Si consola con il ticket per la prossima tappa e soprattutto con il balletto delle sensualissime pokerine a lui dedicato. Tra i 40 giocatori arrivati a premio ce ne sono 12 dei Team partner di Pokeroom. Una performance in crescendo considerando che a inizio giornata ce n’erano 35 su 154. A mettere la bandierina sono Sandro Spinozzi (MagicBet), Valentina Iasevoli (Betapoker), Francesco Nguyen (Aggressivo), Nicola Chiarinelli (3jolly), Gerardo Romano (3jolly), Davide Tiano (3jolly), Antonio Madonna (Sportbet), Roberto Sabato (Fullgame), Diego Schiariti (Xbros), Gian Claudio Micieli (Billybet), Carmelo Argento (Betweek). Francesco Nguyen partirà chipleader al Day 3, forte delle sue 723k chip mentre il vincitore del Pokeroom Challenge Sandro Spinozzi è terzo con 476k. Splendida sorpresa Valentina Iasevoli di Betapoker al suo primo PPT e 13° in stack con 291k. Player Pokeroom protagonisti anche nel side da 550€ con Paola Vella (Betweek) al momento 9° con 64k mentre Max Zollo (BluBet) è 13° con 52k e Maurizio Ghislandi (Yuwin) è 21° con 44k. Vincitore del concorso TREmeNDY è Donato Germinario (Casinowin) capace di raccogliere ben 262 “mi piace” sulla pagina Facebook di People’s grazie ai suoi occhiali alcolici a forma di birra: il 23enne pugliese di Modugno vince così il ticket per la prossima tappa del People’s Poker Tour. (Lorenzo Pulcioni)

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Al via ticket tra disservizi e proteste

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 luglio 2011

Sia pure a rilento, è partito il pagamento del ticket (10 euro per la specialistica e 25 per i codici bianchi di pronto soccorso) nella maggior parte delle sei regioni (Lazio, Liguria, Lombardia, Calabria, Sicilia e Basilicata) che ne avevano annunciato l’applicazione. La prima a partire è stata la Basilicata, unica regione a non avere il ticket per il pronto soccorso, dove la riscossione è cominciata regolarmente, con qualche lamentela dei cittadini. Ticket al via anche in Liguria, dove i cittadini rischiano di pagare fino a 50 euro per un esame del sangue, stante il ticket esistente che può arrivare a 36,12 euro. Il ticket sui codici bianchi era invece già in vigore. Nel Lazio il mancato aggiornamento dei sistemi informatici ha fatto ritardare l’entrata in vigore dei ticket. «Ma sappiamo che durerà poco, ci hanno detto che prima o poi si adegueranno», hanno detto alcuni pazienti all’uscita del Cup di Santo Spirito. La questione principale sarà quella di aggiornare i sistemi informatici con la maggiorazione e stabilire le specifiche modalità di riscossione dei ticket. Quanto al ticket sui codici bianchi, è già in vigore dal 2006. In Sicilia, la Regione, ha detto l’assessore regionale alla Salute, Massimo Russo, si sta «verificando la possibilità di rimodulare diversamente o addirittura non applicare del tutto il ticket sanitario da 10 euro». Invece il pagamento sui ticket per i codici bianchi e’ già in vigore dal 2002. In Lombardia, infine, il ticket contenuto nella manovra è aggiornato in automatico ai nuovi importi, in tutti gli ospedali. Anche se la Regione sta lavorando per trovare un sistema per compensare questo aggravio, e non lasciarlo a carico dei cittadini. Ieri sono state intanto convocate riunioni in alcune regioni (Marche, Umbria, Piemonte e Campania) per decidere quanto e come adeguarsi alle nuove norme o studiare delle alternative. (fonte farmacia33)

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Manovra: le esenzioni dal ticket

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 luglio 2011

Bambini sotto i 6 anni, anziani over 65, titolari di pensioni sociali e invalidi di guerra. Sono alcune delle categorie che, alla luce della manovra approvata in via definitiva venerdì, hanno diritto all’esenzione dalla partecipazione al costo (ticket) sulle prestazioni di diagnostica strumentale, di laboratorio e sulle altre prestazioni specialistiche ambulatoriali e che dunque non si dovranno preoccupare del ritorno del ticket previsto e anticipato dalla manovra economica. Diverso è invece il discorso per il ticket sui medicinali: in questo caso la competenza è delle Regioni, che hanno la possibilità di introdurre un ticket sui farmaci di fascia A (in genere una quota fissa per confezione o per ricetta). Ecco nel dettaglio le categorie esenti da ticket: cittadini di età inferiore a sei anni e superiore a sessantacinque anni, appartenenti a un nucleo familiare con reddito complessivo non superiore a 36.151,98 euro; disoccupati e loro familiari a carico appartenenti a un nucleo familiare con un reddito complessivo inferiore a 8.263,31 euro, incrementato fino a 11.362,05 euro in presenza del coniuge e in ragione di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico; titolari di pensioni sociali e loro familiari a carico; titolari di pensioni al minimo di età superiore a sessant’anni e loro familiari a carico, appartenenti a un nucleo familiare con un reddito complessivo inferiore a 8.263,31 euro, incrementato fino a 11.362,05 euro in presenza del coniuge e in ragione di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico. Godono dell’esenzione totale per invalidità gli invalidi di guerra e per servizio appartenenti alle categorie dalla I alla V, gli invalidi civili e invalidi per lavoro con una riduzione della capacità lavorativa superiore ai 2/3, gli invalidi civili con indennità di accompagnamento, i ciechi e sordomuti, gli ex deportati nei campi di sterminio nazista KZ (categoria equiparata dalla legge agli invalidi e mutilati di guerra) e le vittime di atti di terrorismo o di criminalità organizzata. Sono poi esenti dal pagamento del ticket sanitario per le prestazioni connesse alla loro condizione temporale le seguenti categorie di cittadini: donne in gravidanza; donatori di sangue; donatori di organi e tessuti; soggetti sospetti di essere affetti da Hiv; soggetti che si avviano alla prevenzione di tumori; soggetti danneggiati da vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni o somministrazione di emoderivati; giovani con meno di 18 anni che cominciano un’attività sportiva agonistica in una società dilettantistica; soggetti con malattie croniche o rare che vanno inseriti nelle liste d’attesa per il trapianto. (fonte farmacista33)

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Una manovra da macelleria sociale

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 luglio 2011

Primi! Campioni del mondo! Alè. Alè un corno. Siamo campioni del mondo per la tassazione. L’Italia, da domani, sarà il paese in cui si pagano più tasse nel mondo. E non è un punto d’onore. La manovra che oggi verrà approvata è un disastro. Pura macelleria sociale e costerà ad ogni famiglia circa mille euro in più all’anno. Berlusconi aveva promesso di diminuire le tasse. Mai bugia fu più grande. Hanno fatto l’esatto contrario. Il taglio del 20% di tutte le detrazioni significa semplicemente più tasse. Per non parlare dei ticket, dei blocchi del contratto del pubblico impiego, dei tagli su sanità e pensioni. Non voglio dilungarmi in una sorta di cahier de doleances, ma riflettere con voi. Hanno preso il machete ed hanno dato un colpo netto e lineare, di fatto senza scegliere. Non hanno colpito le sacche di spreco, di privilegio e non hanno dato un indirizzo politico e sociale. Il risultato è una pessima manovra, iniqua, che colpisce tutti, soprattutto il ceto medio-basso e non risolve i problemi italiani. E’ la sintesi perfetta di tutti gli errori commessi negli ultimi venti anni di politiche economiche dissennate, in cui non è mai stata tagliata la spesa pubblica. Tagliare la spesa, con un progetto organico e razionale, non significa diminuire i servizi ai cittadini, anzi, significa rimettere in equilibrio i conti e dare maggiori garanzie. Noi pensiamo che una ricetta ci sia e vada applicata: riunire i piccoli comuni, come ha fatto la Germania, eliminare le province, dimezzare i parlamentari, intervenire per razionalizzare la spesa sanitaria. Forse non tutti sanno che ogni comune in Italia ha 7 società partecipate. Significa che accorpando i comuni di poche migliaia di abitanti, ridurremmo la spesa pubblica di alcuni miliardi di euro. E’ anche inammissibile che molti comuni piccolissimi abbiano ospedali, spesso fatiscenti, quando sarebbe molto più utile costruire poli ospedalieri comprensoriali. Ma questo è solo uno degli esempi. Questo governo ha fatto macelleria sociale senza pensare alle conseguenze. L’opposizione ha scelto un atteggiamento responsabile, ha garantito l’approvazione in tempi certi, per mettere l’Italia al riparo degli assalti speculativi. Questo non significa in alcun modo che condividiamo l’impostazione della manovra tremontiana, com’è chiaro da quanto fin qui scritto. In ogni caso da lunedì inizia una nuova fase politica, che sarà comunque molto difficile perché questa manovra non mette definitivamente l’Italia al riparo della speculazione internazionale. Per questo dovremo lavorare per ridare credibilità al Paese, fattore essenziale sulla scena internazionale. Anche nel 1992 affrontammo un periodo simile. E ne uscimmo a testa alta. Solo che allora al governo c’era Ciampi, oggi c’è Berlusconi. E non possiamo più permettercelo. (Massimo Donadi)

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Province: un no pilatesco

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 luglio 2011

“Anche oggi, come accaduto nell’ultimo anno e mezzo, il parlamento sta tentando di accantonare sbrigativamente una proposta che crea imbarazzo. Stiamo discutendo una manovra che chiede sacrifici straordinari agli italiani, bloccando stipendi e rivalutazioni delle pensioni, introducendo ticket, una patrimoniale surrettizia e vigliacca, che colpisce risparmi dai 50.000 euro ed il parlamento vuole mettere da parte l’abolizione delle province che porterebbe ad un risparmio di 13 miliardi di euro l’anno” lo ha detto in Aula, Massimo Donadi, presidente dei deputati dipietristi, durante l’esame del testo sull’abolizione delle province presentato dall’Idv . “Vogliamo che gli italiani sappiano che questa manovra che mette le mani in tasca agli italiani non e’ l’unica che si poteva fare. Si potevano tagliare i privilegi della Casta, come a parole anche Tremonti e Brunetta volevano fare. Si poteva snellire lo Stato e l’elefantiaco apparato burocratico. Tutti in campagna elettorale hanno promesso di abolire le province, ma nessuno, oggi, vuole farlo sul serio. Chi dice no alla loro abolizione oggi, se ne deve assumere la responsabilità” conclude Donadi.

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Manovra economica e spesa sanitaria

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 giugno 2011

Nella lista dei risparmi messa a punto dal Tesoro e discussa dal vertice di martedì la Sanità è una delle voci più interessate. Il testo non è ancora definitivo, ma il Consiglio dei Ministri di oggi darà il via libera alla manovra di Tremonti. Il primo capitolo a essere toccato dalla manovra è quello del ritorno dei ticket. Dal 2012, infatti, torna il ticket da 10 euro sulle prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale per i non esenti e di 25 euro per le prestazioni di pronto soccorso in codice bianco. Ma dal 2014 scatterà una vera propria raffica di ticket aggiuntivi imposti dallo Stato: sui farmaci e su tutte le prestazioni sanitarie, magari anche sui ricoveri in ospedale. E non sarà poca cosa: i ticket potrebbero dover garantire il 47% dei risparmi. Tra tagli alla spesa e ticket, la sanità è chiamata a dare un contributo sostanzioso alla manovra di contenimento dei conti pubblici. L’ultima bozza del decreto legge parla chiaro: forse anche per effetto dei costi standard, si prevede un aumento ridotto dei fondi per la salute che nel 2013 aumenteranno dello 0,5% e nel 2014 dell’1,4% sul 2012, al netto dei tagli al personale (stop di un altro anno del contratto e blocco del turn over) sia dipendente che convenzionato. Dal 2012, in attesa dei costi standard per servizi e forniture, ci sarà una prima applicazione dei prezzi di riferimento sugli acquisti di beni e servizi anche per dare sprint alle centrali regionali d’acquisto: dai dispositivi medici ai farmaci, fino alle prestazioni e ai servizi sanitari e non sanitari. Mentre dal 2013 l’Aifa sposterà in farmacia altri farmaci ospedalieri, che oggi valgono 2,2-2,4 miliardi di rosso per le Regioni, cambiando insieme il tetto di spesa farmaceutica sul territorio. E ancora dal 2013 nascerà un «tetto» di spesa (sia nazionale che regionale) per l’acquisto dei dispositivi medici. Gli importi delle manovre dovranno essere concordati in un’intesa tra Governo e Regioni entro fine 2012, altrimenti il decreto già predispone il menu percentuale dei tagli: i ticket da soli dovranno garantire il 47% dei risparmi nel 2014. Anche perché dal prossimo anno lo Stato non rifinanzierà il superticket da 10 euro su specialistica e diagnostica (non quello da 25 euro sui pronto soccorso, già oggi in vigore dappertutto): lo farà per quest’anno, concedendo i 486,5 miliardi che mancano all’appello da giugno a dicembre, poi dovranno pensarci le Regioni. O più probabilmente i cittadini. (fonte farmacista33)

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Cambiano le regole per l’esenzioni dal ticket

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 maggio 2011

Un decreto del ministero dell’Economia del 2009 ha stabilito che dal 1° maggio di quest’anno le autocertificazioni sul reddito utili ai fini dell’esenzione dal pagamento del ticket previsto per le prestazioni specialistiche, non saranno più valide se non saranno verificate dai medici di famiglia. Il nuovo sistema nasce con l’intento di combattere l’evasione dei ticket sanitari, poiché si stima che ogni anno circa 1 miliardo di euro sarebbe sottratto dalle casse del Servizio Sanitario Nazionale, proprio grazie ad una percentuale altissima, ben il 40% di pazienti che usufruiscono dell’esenzione senza possederne i requisiti. Chiaramente i medici di base si sono ribellati a questa nuova regola ritenendo che le verifiche dovrebbero essere effettuati dalle Asl di competenza.
Innanzitutto è molto importante verificare alcune e ben determinate condizioni personali (età minore dei 6 anni o maggiore dei 65) o sociali (stato di disoccupazione, titolarità di una pensione la minimo o sociale) che attribuiscono il diritto in relazione al livello minimo di reddito del nucleo familiare stabilito dalla normativa in vigore. Per ovvietà il reddito del nucleo familiare è costituito dalla sommatoria dei redditi complessivi prodotti da ogni singolo componente la famiglia. Per reddito “complessivo” si intende il reddito riportato nella dichiarazione dei redditi, al lordo degli oneri deducibili:
•reddito certificato mediante il modello CUD: Parte B, punto 1 del Cud
•reddito dichiarato nel modello 730: rigo 6 del modello 730
•reddito dichiarato nel modello Unico persone fisiche: rigo RN1
Il nucleo familiare è costituito dall’ interessato, dal coniuge non legalmente separato e dagli altri familiari fiscalmente a carico. Non rileva a tal uopo la condizione o meno di convivenza tra i vari componenti.
Il limite del reddito è stabilito, come detto dalla legge e può essere aggiornato solo attraverso una modifica legislativa.
Per quanto concerne il riconoscimento del diritto all’esenzione, si considera a tali fini “disoccupato” il cittadino che abbia cessato per qualunque motivo (licenziamento, dimissioni, cessazione di un rapporto a tempo determinato) un’attività di lavoro dipendente e sia iscritto all’Ufficio dell’impiego in attesa di nuova occupazione. Non può considerarsi disoccupato il soggetto che non ha mai svolto attività lavorativa, né il soggetto che abbia cessato una attività di lavoro autonoma. Sono considerati “pensionati al minimo” quei soggetti titolari di una pensione minima. La pensione minima viene riconosciuta dall’INPS al pensionato il cui trattamento pensionistico, sulla base del calcolo dei contributi versati, risulti inferiore ad un livello fissato dalla legge, considerato il “minimo vitale” (l’importo mensile, che per il 2009 è di 458,20 euro, varia ogni anno). L’ISEE è un indicatore che tiene conto di reddito, patrimonio (mobiliare e immobiliare) e delle caratteristiche di un nucleo familiare (per numerosità e tipologia). Esso, tranne che in alcune realtà regionali, non viene preso in considerazione ai fini del riconoscimento del diritto all’esenzione. Come evidenziato, nel corso del 2011 stanno entrando in vigore nelle varie Regioni le nuove modalità di verifica delle esenzioni per reddito.
Tra i vari Enti Territoriali nei quali le nuove regole sono applicate, all’atto della prescrizione di prestazioni di specialistica ambulatoriale, il medico prescrittore, su richiesta dell’assistito, verifica il suo diritto all’esenzione per reddito (codici E01, E03, E04) attraverso i dati resi disponibili dal Sistema Tessera Sanitaria e lo comunica all’interessato riportando il codice sulla ricetta o provvedendo in alternativa ad annullare con un segno la casella contrassegnata dalla lettera «N» (non esente) presente sulla ricetta. L’assistito non deve più apporre nessuna firma sulla ricetta. Vi è l’obbligo per l’interessato, relativamente all’esenzione conseguente allo stato di disoccupazione, contraddistinta con codice E02, dell’autocertificazione annuale presso la ASL di appartenenza che rilascia a tal uopo un apposito attestato. Tutti quei soggetti le cui generalità non sono state inserite negli elenchi degli esenti per reddito ma che ritengano di aver diritto all’esenzione, hanno facoltà di richiedere all’Asl di appartenenza un certificato provvisorio di esenzione per reddito, valido per l’anno solare in corso, che l’assistito presenta al medico prescrittore. Ai fini del rilascio del certificato nominativo sono necessari i seguenti documenti:
•autocertificazione del diritto all’esenzione per reddito con riferimento al reddito complessivo ed al nucleo familiare riferito all’anno precedente a quello di erogazione delle prestazioni;
•autocertificazione della condizione di percettore di pensione integrata al minimo ovvero di pensione sociale o di assegno sociale ovvero di disoccupato con l’indicazione del Centro per l’ impiego presso il quale risulta registrato, e il contestuale impegno dell’assistito a comunicare tempestivamente la data di cessazione dello stato di disoccupazione, che comportera’ la perdita dell’esenzione prevista;
•dichiarazione della consapevolezza delle conseguenze di carattere penale per il rilascio di false dichiarazioni, nonche’ della consapevolezza che l’Azienda sanitaria locale attivera’ il successivo controllo della veridicita’ della dichiarazione resa;
•copia di un documento di identita’ in corso di validita’
L’assistito può richiedere il certificato nominativo di esenzione per ognuno dei componenti il nucleo familiare di appartenenza avente diritto all’esenzione per reddito. Si ha diritto all’esenzione a tutte le prestazioni di diagnostica strumentale, di laboratorio ed altre prestazioni specialistiche garantite dal Servizio sanitario nazionale.

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Esenzione per reddito dal pagamento del ticket

Posted by fidest press agency su domenica, 6 febbraio 2011

Bologna. Cambiano la modalità per certificare il diritto alla esenzione per reddito dal pagamento del ticket, così come previsto da un decreto del Ministero dell’economia e delle finanze dell’11 dicembre 2009. Secondo la nuova modalità, chi ha diritto alla esenzione per reddito deve essere in possesso del certificato rilasciato dall’Azienda Usl di residenza o di appartenenza. Sulla base di questo certificato, il medico che prescrive visite o esami specialistici indica il diritto alla esenzione sulla ricetta di prescrizione. Il certificato di esenzione è indispensabile solo quando si ha necessità di prenotare visite o esami specialistici e può essere richiesto in qualunque momento dell’anno. Sino al 30 aprile chi è esente per reddito dal pagamento del ticket, se non ancora in possesso del certificato di esenzione, potrà continuare ad autocertificare la propria condizione al momento della prenotazione di visite ed esami. Dal 1° maggio non sarà più possibile autocertificare il diritto alla esenzione al momento della prenotazione di una visita o di un esame, come avviene ora. Chi è esente per reddito può richiedere il certificato di esenzione all’Azienda Usl di Bologna, recandosi personalmente agli sportelli. E’ possibile, inoltre, delegare per iscritto una persona di fiducia, ma solo per la consegna della autocertificazione già firmata dal diretto interessato e/o per il ritiro del certificato di esenzione. Per ottenere il certificato è necessario compilare un modulo di autocertificazione, in distribuzione a Bologna presso gli sportelli CUP e nei comuni dell’area metropolitana presso gli sportelli unici distrettuali della Azienda USL di Bologna, o disponibile sul suo sito internet  (www.ausl.bologna.it).

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Ticket per persone disabili nel Lazio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 novembre 2010

Dal primo luglio richieste di pagamento per il 30% della tariffa prevista stanno pervenendo direttamente nelle case di persone affette da gravi disabilità che hanno ricevuto cure e sono state ricoverate nelle strutture ospedaliere del Lazio. Il famigerato ticket, più volte smentito dalla presidente Renata Polverini, è invece a tutti gli effetti entrato in vigore, a quanto sembra proprio per volere governativo, nonostante dalla Pisana precisano che tali misure siano state varate dalla giunta precedente. “Non l’ho deciso io”, spiega la Polverini. Ma le opposizioni sottolineano che si tratta dell’ennesimo provvedimento a scapito dei cittadini contribuenti. “La prima a sorprendersi negativamente per questo stato di cose dovrebbe essere proprio la Polverini, la cui responsabilità maggiore è quella di occultare il problema,  mentre i consiglieri di maggioranza dovrebbero essere i primi a esplodere di fronte a un’imposta che mortifica violentemente le esigenze dei portatori di handicap”, sostiene Oscar Tortosa, segretario regionale vicario dell’IdV Lazio, intervenuto per commentare la notizia. Il dirigente dipietrista parla anche del ruolo che nella vicenda stanno avendo o dovrebbero avere gli esponenti dei partiti di minoranza presenti nella giunta regionale: “Ringraziamo la nostra consigliera Giulia Rodano per la ferma posizione assunta in merito a questa situazione. Mi auguro – aggiunge – che anche gli altri rappresentanti delle opposizioni trovino il coraggio di contestare questa tassa iniqua, il cui senso si fatica molto a comprendere”. In conclusione, Tortosa auspica che “vengano apportate soluzioni idonee” e indica la via proponendo di “tornare a forme assistenziali capaci di offrire cure gratuite a chi già soffre per gravi problemi personali”.

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Campania: aumento ticket sanitario

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 settembre 2010

“Come se non bastasse l’aumento dell’Irap e dell’Irpef, un nuovo provvedimento si riversa sulle spalle dei cittadini della nostra regione,  sotto forma di un ingiusto adeguamento del costo del ticket – questo è il commento amareggiato di Licia Palmentieri, viceresponsabile per la Campania dell’Italia dei Diritti – Nonostante i richiami all’allarme per il calo del potere d’acquisto degli stipendi e per la crescita della disoccupazione, si decide di aggravare ulteriormente le spese a carico dei più deboli.” Il decreto, emesso dal presidente della Regione Stefano Caldoro, commissario della sanità, prevede un aumento di 2 euro a ricetta prodotta in regime di codice bianco, che va a sommarsi all’ulteriore ritocco effettuato nel 2004. Il rincaro complessivo, in alcune famiglie gravate dalla presenza di uno o più malati cronici, può raggiungere i 500 euro annuali. “Non viene minimamente prevista la presenza di una diversa rete che si faccia carico di rispondere ai quesiti sanitari dei cittadini, dirottando i codici bianchi in maniera da non rallentare il lavoro agli operatori che si occupano dei casi più gravi. Si preferisce usare il deterrente per lodare un presunto recupero dell’evasione che può rivelarsi, al contrario, un nuovo invito all’evasione stessa – suggerisce l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – ancora una volta ad una politica di effettiva ristrutturazione del sistema sanitario, nella prospettiva di migliorarne la funzionalità e di recuperarne i costi inutili, ci si arrende e si cerca la via più facile, ovvero “mettere nuovamente le mani in tasca” ai cittadini, proprio ciò che da sempre il PdL ha proclamato di voler evitare e che non si sforza realmente di fare.” Vedere seguito: clicca qui

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Utilizzare i risparmi generati dal ticket

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 settembre 2010

“Dei 64milioni di Euro di risparmio generati dall’introduzione del ticket sanitario per le prestazioni di specialistica ambulatoriale – dice l’on. Vincenzo D’Anna, membro della XII Commissione Affari sociali e Sanità – la quota di risparmio relativa all’anno in corso può essere utilizzata per garantire le prestazioni ambulatoriali, fino a dicembre, ai pazienti portatori di patologia.  Le strutture ambulatoriali e di laboratorio stanno, infatti, esaurendo il tetto di spesa loro assegnato, con la conseguenza di un possibile blocco delle prestazioni stesse. Per scongiurare una situazione, che può diventare ancora più onerosa per i cittadini, in particolare i più deboli – prosegue D’Anna – occorre fare in modo che le strutture ambulatoriali accreditate possano continuare a fornire i servizi sanitari in regime di convenzione per il resto del 2010. Si tratterebbe di restituire ai cittadini, con gravi patologie – conclude D’Anna – una parte delle risorse ricavate dalla contribuzione richiesta a tutti gli altri cittadini campani. Un esempio, questo, di solidarietà ed equità sociale”.

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In arrivo il ticket in Campania

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 settembre 2010

Di Marco Malagutti Dovrebbe scattare oggi, in attesa della firma definitiva  del decreto che introduce l’aumento del ticket sui farmaci in Campania. L’aumento del ticket, come noto, si è reso necessario per far fronte al debito della sanità, accertato in 5,5 miliardi di euro. Gli interventi potrebbero arrivare fino a 2 euro per ricetta. Si tratta, però sulle fasce di reddito esentate dal rincaro. Un intervento che sortirà gli effetti sperati? Non ne sono convinti gli operatori sanitari, a cominciare dai farmacisti. Lo sottolinea Michele Di Iorio che si chiede «applicare nuovi ticket su un segmento di spesa, come quello della farmaceutica, abbondantemente sotto controllo a cosa serve? Inoltre come si pensa di operare sui farmaci ospedalieri, tipo quelli oncologici, che se vengono ritirati in ospedale non sono pagati dal paziente, mentre se è costretto a ritirarli in farmacia dovrà pagarli? Non solo – continua Di Iorio – le farmacie ritireranno, per questi farmaci, il ticket per conto delle Asl: ma si sa che in Campania soltanto 5 delle 7 asl esistenti prevedono la distribuzione “per conto”, con ben quattro sistemi economici diversi». (fonte farmacista33)

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Esenzioni ticket per patologia

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 settembre 2010

Novità in arrivo. Da ieri, primo settembre 2010, ha preso il via una nuova organizzazione delle attività territoriali in termini di rilascio delle esenzioni dal ticket per patologia.
Ciò permetterà  ai cittadini/utenti di rivolgersi direttamente agli sportelli distrettuali presenti sul territorio servito dall’Asl 11 con un orario di apertura molto più ampio rispetto al passato. Precedentemente, il servizio era limitato ad alcune ore durante la settimana e ad alcuni distretti, oggi l’orario di apertura coincide con l’orario dello sportello di ogni distretto e di ogni sede ospedaliera.
Pertanto, i cittadini potranno recarsi ad un qualsiasi sportello distrettuale o ospedaliero per richiedere l’esenzione dal ticket per patologia. Presso lo stesso sportello sarà acquisita la documentazione sanitaria ed inviata per via telematica al medico di comunità per il rilascio dell’eventuale esenzione. Entro 7 giorni – se il cittadino ne ha diritto – il tesserino di esenzione sarà spedito a casa. Il tutto nell’ottica di semplificare le procedure, facilitando i cittadini che prima, invece, potevano accedere al servizio soltanto in una fascia oraria più ristretta.
A chi è già stato rilasciato il codice di esenzione, dal medico specialista, può rivolgersi direttamente ad uno degli sportelli sopra menzionati. In questo caso l’addetto rilascerà immediatamente il tesserino di esenzione.
Per le richieste urgenti è previsto una procedura specifica che garantisce l’ottenimento dell’esenzione entro 48 ore. A questo proposito sono previsti tre punti ambulatoriali (uno per area: Empolese, Valdelsa e Valdarno) che garantiranno il rilascio dell’esenzione nei termini previsti. Tuttavia, anche in questo caso i cittadini non dovranno fare altro che rivolgersi allo sportello. Sarà l’addetto che si preoccuperà di coinvolgere immediatamente il medico di comunità per l’ottenimento dell’esenzione.
Inoltre, in queste tre sedi potranno essere eseguite le vaccinazioni antitetaniche per gli adulti e per ogni necessità in questo ambito è possibile rivolgersi all’ufficio vaccinazioni del distretto per prendere un appuntamento.

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Il ticket peggiora la salute

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 agosto 2010

Uno studio pubblicato sulla rivista dell’American Medical Association conferma che, se l’accesso al farmaco è reso più costoso per il paziente, diminuisce la compliance. E alla fine la spesa aumenta Per ridurre la spesa farmaceutica si può ricorrere a diversi sistemi. C’è la compartecipazione alla spesa, il ticket, c’è il ricorso al prezzo di riferimento, entrambe vie praticate in tempi diversi in Italia, e altri sistemi, come le limitazioni al rimborso, più praticate in sistemi in cui la copertura sanitaria di tipo privatistico. Negli Stati Uniti tutti questi sistemi sono utilizzati allo stesso tempo, dal momento che non tutti i fornitori di copertura sanitaria adottano gli stessi criteri. La rivista statunitense JAMA ha pubblicato questa settimana un articolo i cui autori hanno valutato tutti gli studi condotti sugli effetti che l’aumento del ticket o la riduzione della copertura farmaceutica hanno sull’adesione alla terapia del paziente (Goldman DP et al.Prescription Drug Cost Sharing. Associations With Medication and Medical Utilization and Spending and Health. JAMA. 2007;298:61-69). Gli studi considerati non riguardavano soltanto gli Stati Uniti, ma anche paesi europei e altri, come il Canada, che hanno comunque un servizio sanitario nazionale. La prima considerazione è che effettivamente la compartecipazione alla spesa fa diminuire i consumi.  Secondo alcuni studi soprattutto dei farmaci con indicazioni meno importanti, come gli antistaminici,  ma non con trattamenti più impegnativi (antipertensivi, per esempio). Tuttavia la revisione di tutti gli studi mostra un andamento differente. Anche nel trattamento di patologie croniche come l’iperlipidemia, l’ipertensione e anche il diabete Tipo 2, si ha una netta diminuzione dell’adesione alla terapia. Molti non la cominciano neppure, altri assumono irregolarmente i farmaci e altri ancora la interrompono. Secondo gli autori dell’articolo questi comportamenti si concentrano nelle fasce più anziane della popolazione e in quelle a reddito più basso. In definitiva, è stato anche possibile stabilire un rapporto tra l’entità della partecipazione alla spesa e l’acquisto dei farmaci: per ogni aumento del 10% del ticket si ha un calo dell’acquisto, valutato attraverso la spesa, che va dal 2 al 6% a seconda della classe terapeutica e della condizione del paziente. Se questo abbia conseguenze dirette sullo stato di salute dei pazienti, secondo l’articolo, non si hanno dati certi. O meglio, per alcune condizioni croniche, come l’insufficienza cardiaca, la schizophrenia, l’iperlipidemia si paga lo scotto di un maggior ricorso all’opedalizzazione o al pronto soccorso. A queste malattie si può anche aggiungere l’asma, nel quale la minore adesione alla prescrizione si traduce spesso in un sensibile peggioramento delle condizioni del paziente.  In sostanza, la tesi degli autori della revisione è che, per ora, le misure di riduzione della spesa farmaceutica, quando coinvolgono direttamente il paziente, tendono a tradursi in un maggiore esborso per altre prestazioni, di norma più costose.

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