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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Posts Tagged ‘tito boeri’

Immigrati: Boeri sbaglia, gli immigrati sono più un costo che un beneficio

Posted by fidest press agency su sabato, 7 luglio 2018

“Il discorso che il Presidente dell’Inps Boeri ha fatto ieri, e che fa da sempre, è stato uno discorso squilibrato. Gli immigrati sono un beneficio solo se lavorano regolarmente, solo se entrano e risiedono in Italia regolarmente, e hanno un posto di lavoro nel quale pagano i contributi, producono reddito e producono ricchezza”. Così il deputato di Forza Italia Renato Brunetta, in un’intervista a Radio Anch’io. “Normalmente gli immigrati sono giovani, e quindi non hanno carichi familiari e quindi nella prima fase della vita attiva producono ricchezza, producono contributi, che servono per pagare le pensioni di chi è più anziano di loro, sia degli italiani, sia degli immigrati di generazioni precedenti”. “Si dà il caso – prosegue – che per colpa nostra, non degli immigrati, i flussi migratori da vent’anni a questa parte, siano stati flussi caotici, non domandati dal Paese di destinazione, vale a dire dall’Italia, ma di fatto frutto dell’offerta dei Paesi d’origine. Gran parte della migrazione, quindi, è una migrazione irregolare, che produce lavoro irregolare nero e sommerso, nella maggior parte dei casi, e solo in piccola parte lavoro regolare”“Se facciamo un conto a spanne – prosegue ancora – gli immigrati in Italia sino ad oggi sono all’incirca 5 milioni. Di questi 5 milioni, circa un milione sono irregolari, quanto permesso di soggiorno e, in quanto clandestini, questi non possono lavorare regolarmente. Poi una parte consistente sono familiari a carico, e quindi per ragioni di età, o perché troppo giovani, o perché troppo anziani, non lavorano, pesando sul nostro welfare. Un’altra parte di popolazione attiva, magari regolari, sono disoccupati. Solo una parte minoritaria sono regolari, quanto a permesso di soggiorno e regolari quanto a posto di lavoro”.“La percezione economica di tutto questo – conclude – è che gli immigrati in Italia, in questo momento storico, per come si sono accumulati nel tempo, sono più un costo che un beneficio”.

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Le fanfaluche di Boeri presidente dell’Inps

Posted by fidest press agency su martedì, 3 luglio 2018

Di tanto in tanto il prof. Tito Boeri, al secolo presidente dell’Inps, ci delizia con le sue esternazioni. E’ che i suoi richiami sono improntati ad una ragionevole osservazione dei fatti per mero calcolo contabile e presentano un aspetto della previdenza italiana solo contingente ma non analizzata a fondo in tutte le sue sfaccettature. Se, ad esempio, ci parla dell’importante ruolo degli immigrati per far tornare i conti nelle casse dell’Inps la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni ha facile gioco nel rispondergli: “Ma Boeri lo sa che l’Italia ha un tasso di occupazione del 61% a fronte di una media europea del 72%? Basterebbe avvicinare il tasso di occupazione italiano a quello europeo per non avere problemi a pagare le pensioni di tutti gli italiani, senza bisogno di invocare una immigrazione di massa”. E a nostra volta ci appare davvero incomprensibile pensare alla nostra fonte di ricchezza demografica se pensiamo che ci siamo accollati nel giro di pochi anni oltre seicentomila immigrati e che ci costano 5 miliardi di euro all’anno per tenerli ad elemosinare per le strade o ad affollare i centri di raccolta facendo prosperare solo chi li amministra esentasse e senza, ovviamente, versare contributi previdenziali? E ancora pensiamo alla perdita che subiamo con gli oltre duecentomila giovani italiani che sempre negli ultimi anni hanno lasciato il paese per andare a lavorare altrove. Tutto questo, chiediamo all’illustre professore, non incide direttamente o di riflesso sulle casse dell’Inps e per estensione su quelle dello Stato? E se andiamo a guardare oltre il proprio naso ci rendiamo conto che l’evoluzione tecnologica in atto riduce di fatto l’occupazione di personale generico a vantaggio di quello specialistico e non ci venga a dire che gli immigrati, non per loro demerito, beninteso, ma per le condizioni in cui sono stati lasciati nei loro paesi d’origine, hanno le caratteristiche giuste per affrontare un futuro di questo genere. E poi vi sono gli oltre tre milioni di disoccupati con una componente importante di giovani e ai quali sembra abbiamo negato un futuro lavorativo con un mondo imprenditoriale che non riesce a decollare. E potremmo continuare a lungo su questo argomento che non possiamo pensare avulso dalla conoscenza dell’emerito professore e che anche noi abbiamo trattato a lungo chiedendoci se proprio l’Inps non abbia fatto il suo tempo e che non richieda una riforma del sistema profondo e soprattutto radicale. Su questo aspetto il prof. Boeri potrebbe, senza vaghe e parziali esternazioni, offrirci un prezioso aiuto. Non ci deluda professore. Non umili la nostra intelligenza ma soprattutto il buon senso degli italiani. (Riccardo Alfonso)

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Inps: Cantone indaga sulle nomine di Boeri e lui alza il tiro su migranti e aspettativa vita

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 luglio 2017

raffaele cantoneIncredibile il tempismo del presidente Inps Tito Boeri: spara due bordate su migranti e aspettativa di vita costringendo i media a dare ampio risalto alla presentazione del rapporto annuale dell’INPS proprio mentre Raffaele Cantone sta valutando la congruità delle nomine dei dirigenti generali dell’ente di previdenza con il parere della Commissione esterna, voluta dal presidente, che ha vagliato i curricula e avanzato una rosa di proposte per ciascun incarico.“Sembrerebbe che in diversi casi la scelta sia ricaduta su un nome diverso da quelli proposti dalla Commissione per la specifica funzione – commenta Luigi Romagnoli di USB Pubblico Impiego INPS –Particolare attenzione sembra richiami la promozione di Luciano Busacca a capo della Segreteria tecnica unica, una specie di braccio destro di Boeri che rischia di mettere in ombra il Direttore generale. Il presidente dell’INPS alla presentazione del Rapporto annuale ha dichiarato che senza le entrate contributive dei migranti in vent’anni mancherebbero 38 miliardi alle casse previdenziali non spendendo una parola sui diritti di quei lavoratori, considerati evidentemente utili solo a far quadrare i conti dei fondi di previdenza”.“Boeri si è detto anche contrario a bloccare la crescita dell’età pensionabile che oggi è legata all’aumento dell’aspettativa di vita – insiste il sindacalista USB – Il presidente dell’INPS è preoccupato che non ci siano risorse per pagare le future pensioni ai giovani e così li vorrebbe far lavorare ben oltre i settant’anni, fino a crepare prima di aver raggiunto il diritto all’assegno. Un’ultima perla Boeri l’ha regalata quando ha sterilizzato l’IRPEF dalla spesa per il personale dell’ente, visto che sono soldi che tornano allo Stato. Perché non fa la stessa cosa con la spesa previdenziale? Scoprirebbe che ogni anno ci sono almeno 40 miliardi di prelievo fiscale, riferiti esclusivamente alle prestazioni derivanti dal pagamento dei contributi, che tornano nelle disponibilità dello Stato. Una bella cifra, no?”

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Referendum: Boeri schiera l’Inps per il SI

Posted by fidest press agency su sabato, 15 ottobre 2016

inpsIn un’intervista pubblicata sul quotidiano “La Stampa”, il presidente dell’Inps, Tito Boeri, afferma che la vittoria del Sì al referendum costituzionale del 4 dicembre prossimo avrebbe effetti benefici sui compiti affidati all’Istituto di previdenza, sia nelle politiche di contrasto alla povertà che nella gestione dell’invalidità civile, a seguito del maggiore ruolo che sarebbe così riconosciuto allo Stato centrale.La cosa non è sfuggita alla USB, che attraverso Luigi Romagnoli, dell’Esecutivo nazionale di Pubblico Impiego, richiama il presidente dell’Inps ad un ruolo imparziale rispetto alla campagna referendaria: “Boeri fa un assist a Renzi perché spera si chiuda un occhio sul modo in cui vuole riorganizzazione l’Inps, trasformandolo in una monarchia. Ma non può per questo trascinare l’Istituto che presiede nella contesa referendaria”.“L’art. 9 della Legge 28/2000 – sottolinea il dirigente USB – vieta a tutte le amministrazioni pubbliche di rilasciare dichiarazioni dalla data di convocazione dei comizi per non influenzare l’elettorato. Boeri la fa franca per pochi giorni, visto che l’indizione dei comizi è prevista per il 20 ottobre, ma la sua dichiarazione resta quantomeno inopportuna”.
“Il campione della trasparenza ne combina un’altra delle sue – conclude Romagnoli – e mentre i lavoratori pubblici vengono sanzionali se rilasciano dichiarazioni alla stampa inerenti la loro attività lavorativa, a Boeri Renzi sembra disposto a perdonare questo ed altro”.

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Ingresso gratis a Expo Milano 2015

Posted by fidest press agency su martedì, 14 luglio 2015

expo 2015In agosto, per pensionati e lavoratori con un reddito inferiore a 10mila euro lordi. Per loro, anche biglietti scontati del 50% se raggiungeranno in treno il sito espositivo su Frecce e Intercity di Ferrovie dello Stato. Questo è il cuore dell’iniziativa “Agosto all’Expo” e della convenzione, firmata oggi dal Commissario Unico delegato del Governo per Expo Milano 2015 Giuseppe Sala, dal Presidente Inps Tito Boeri e dall’Amministratore Delegato di Ferrovie dello Stato Italiane Michele Mario Elia.
“Insieme a INPS e Ferrovie dello Stato – ha affermato il Commissario Unico Sala – abbiamo pensato di avviare questa iniziativa, con l’obiettivo di dare anche a chi è in difficoltà la possibilità di vivere un’esperienza piacevole e positiva”.“I destinatari dell’offerta – ha spiegato il Presidente Boeri – sono sia contribuenti sia pensionati, con un reddito annuo inferiore ai 10mila euro lordi, in possesso del codice Pin dell’ente previdenziale”. Le richieste per poter visitare Expo Milano 2015 gratuitamente e con sconto del 50% sulle linee ferroviarie di Trenitalia possono essere inoltrate a partire da mercoledì 15 luglio. Il Presidente INPS ha precisato, inoltre, che coloro che non sono ancora in possesso del codice Pin possono farne richiesta, non solo per avere la possibilità di partecipare all’iniziativa legata all’Esposizione Universale, ma anche per ottenere una comunicazione più rapida con l’ente previdenziale.“Chi risponde ai requisiti di reddito e riceve le credenziali per ottenere l’ingresso gratuito in Expo – ha dichiarato l’AD Elia – può contattare il call center di Trenitalia per avere il biglietto di andata e ritorno per Milano e Rho Fiera con lo sconto del 50%. L’offerta è valida per i viaggi nel mese di agosto, utilizzando le Frecce o i treni Intercity”. (foto expo 2015)

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Il “ministro” dell’Inps

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 giugno 2015

tito-boeriTito Boeri, che dovrebbe essere manager e gestore dell’Inps (a suo tempo avevamo sollevato dei dubbi sulle sue competenze gestionali), interviene di nuovo a gamba tesa sul Parlamento”. A dirlo è Sergio Pizzolante, Vice Presidente dei deputati del Gruppo Area Popolare (Ncd-Udc). “È nota – continua Pizzolante – la sua loquacità nei talk show televisivi sulla riforma della previdenza, con l’obiettivo di rompere il patto che i pensionati hanno contratto con lo Stato, con riduzioni significative delle prestazioni anche per le pensioni non elevate. Oggi interviene smentendo il ministro Poletti che, nell’audizione in Commissione Lavoro alla Camera della settimana scorsa, si era molto speso sulla necessità di realizzare la staffetta generazionale nell’ambito dei provvedimenti sulla flessibilità in uscita. Come ho già sostenuto in quella occasione, il Governo, che ha evidentemente commesso un errore nella sua nomina, dovrebbe richiamare Boeri a fare il mestiere di presidente dell’Inps e non il ministro della previdenza”.

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Pensionati spremuti come limoni?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 giugno 2015

pensionatiOrmai è nota a tutti la recente sentenza della Corte Costituzionale in tema di pensioni, giornali e tv ne parlano da qualche settimana, il blocco dell’indicizzazione, voluto dall’allora governo Monti, per gli assegni che superano tre volte il minimo è incostituzionale, quindi illegittimo. In qualunque altro stato che voglia definirsi serio e democratico, crisi o non crisi, ripresa o non ripresa, una sentenza del massimo organo giudiziario del Paese va rispettata ed eseguita. Uno Stato, un governo, che cerca di aggirare, mediante un opinabile decreto legge, quanto emesso in sentenza non provoca solo sconcerto tra i pensionati ma genera insicurezza e dubbi in tutta la nazione: se i massimi organismi rappresentativi dello Stato assumono questo comportamento, in un certo senso istigano il comune cittadino a comportarsi allo stesso modo o ad agire di conseguenza, ovvero ad adeguarsi, una sorta di rottura delle regole prestabilite, una sorta di rigetto delle norme inerenti ai criteri di reciprocità. E questo concetto viene più recentemente reiterato dal neo presidente dell’INPS Tito Boeri – nominato dal governo Renzi – il quale, nell’ambito di note trasmissioni televisive dichiara che è già pronto un piano, da esporre al governo, che prevede l’omogeneizzazione delle pensioni anche pregresse al sistema contributivo. Tradotto dal burocratese questo vuol dire che i diritti acquisiti non esisteranno più se Renzi dovesse recepire questo suggerimento e che le pensioncine di un tempo verranno dimezzate in base a delle scelte recenti che non solo violano le leggi ed i contratti di allora ma vanno anche contro il buon senso. Come potrà mai esserci una seria ripresa economica se le pensioni degli italiani vengono periodicamente dilapidate da leggi e leggine, tasse ed oboli? Le pensioni degli italiani non rappresentano il pozzo di San Patrizio per premier incapaci di effettuare scelte coraggiose e controcorrente, prima o poi, a forza di spremere questo limone, il budget si esaurirà ed il Paese rischierà di cadere in ginocchio. Dulcis in fundo, in un panorama che sa di beffa per dipendenti e pensionati, il governo annuncia – per il tramite dell’Avvocatura dello Stato – che i 35 miliardi di euro, che avrebbero dovuto essere destinati ai contratti per il comparto del pubblico impiego, per il quinquennio 2010-2015, quindi per un periodo già scaduto, non sarebbero del tutto disponibili. Non ci sarebbero fondi per i pensionati, per i dipendenti pubblici, per gli esposti all’amianto, però il denaro per gli armamenti (F35 in testa) e per le presunte “missioni di pace” all’estero vengono sempre trovati ed i fondi rinnovati quasi automaticamente. Già, dimenticavo, questo è l’unico Paese al mondo con svariate centinaia di generali (tutti con auto blu di rappresentanza), cinque polizie più le forze armate. (Lorenzo Lorusso – presidente dei Finanzieri Democratici-Esposti all’amianto)

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