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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

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“Il ritorno dei titoli value, ma solo se sostenibili”

Posted by fidest press agency su sabato, 20 marzo 2021

A cura di Marco Ghilotti, Senior Business Development Manager, e Gabriele Susinno, Senior Client Portfolio Manager di Pictet Asset Management. Gli istituzionali stanno progressivamente ruotando i portafogli verso titoli ciclici e value. Si tratterà di un trend che nel corso del 2021 si rafforzerà, con una forte attenzione verso la sostenibilità. Nelle ultime settimane sui mercati è tornata la volatilità mentre monta il timore di fiammate inflazionistiche e persiste l’incertezza sull’evoluzione della pandemia.La storia insegna che in questi frangenti, l’approccio da privilegiare è diversificazione e selezione attiva, ovvero scegliere con attenzione settori e società che sono esposti positivamente alla rotazione cyclical e Value garantendo al contempo gli aspetti ESG. Gli investitori istituzionali si stanno seriamente attrezzando in questa direzione, spinti non solo dai regolatori ma anche dall’impegno dei consigli di amministrazione che stanno trovando nell’engagement una delle soluzioni. Da parte nostra, si consolida sempre più la convinzione che non ci siano E e S senza G.Il 2020 ha esacerbato fattori sociali quali la capacità di sopravvivenza, la disillusione dei giovani e l’erosione della coesione sociale. La sostenibilità sta diventando l’opportunità di crescita del secolo. Diversi governi dell’OCSE stanno attivamente includendo misure a sostegno della transizione verso un’economia verde. I cambiamenti nei modelli di business e la fiducia dei consumatori accompagneranno l’ottimismo reflazionistico post-pandemico indotto dal policy mix in questa fase del ciclo. Le aspettative di maggiore crescita nominale, l’irripidimento della curva dei rendimenti, la maggiore leva operativa di alcuni favoriranno una rotazione della leadership rispetto alla precedente fase di mercato. Tutti alisei che sospingono favorevolmente i titoli ciclici, come industriali e materiali, esposti alla crescita attesa del Pil, e value, favoriti rispetto ai growth dalle aspettative di un aumento del rendimento reale. Caratteristiche che appaiono sempre più verificate nell’evoluzione che i mercati hanno mostrato da inizio anno. La ripresa degli utili rimane la chiave di lettura, in un contesto di valutazioni elevate e in presenza di un sentiment degli investitori saldamente rialzista.Durante il mese di febbraio, un portafoglio ponderato investito nei titoli più sottovalutati (ovvero nel quartile inferiore in termini di price to book ratio), ha battuto l’indice MSCI World del 6%. Dagli anni Novanta del secolo scorso, basandosi sulla stessa metrica, solo 5 mesi hanno assistito ad una sovra performance maggiore, il primo dei quali è novembre 2020. Per gli altri bisogna risalire al 2009 all’esplosione della bolla internet negli anni 2000-2001. Allora come oggi i settori value privilegiati sono l’Energy e i Financials. Il contesto resta favorevole per un’attenzione particolare alle valutazioni. Le ragioni sono diverse, la prima è la paura della recente forte corsa verso i risky assets, paura che segnala un potenziale cambiamento di paradigma nei modi di implementare l’ottimismo che le aspettative post-COVID ingenerano. Persistono comunque rischi in termini di potenziale ritorno di un’inflazione superiore alle attese o di un aumento della disoccupazione e di ulteriori difficoltà aziendali se la pandemia dovesse protrarsi più a lungo.Le ultime settimane hanno anche visto ritornare la volatilità sui mercati azionari con il movimento dei rendimenti obbligazionari. Ciò induce gli investitori a riconsiderare la composizione del proprio portafoglio. Ad esempio, il rendimento dei buoni del tesoro statunitensi a 10 anni è salito dallo 0,9% all’inizio dell’anno all’1,6% l’8 marzo, a causa delle preoccupazioni che un atteggiamento politico troppo espansivo e una forte ripresa economica possano scatenare pressioni inflazionistiche.Resta da capire come conciliare il ritorno del value con l’approccio ESG, dal momento che la maggior parte delle strategie di investimento ESG tende ad essere orientata verso settori in crescita come la tecnologia. L’intrinseca componente growth ha contribuito alla buona performance delle strategie ESG negli ultimi anni, poiché i titoli tecnologici growth e long duration hanno beneficiato dei bassi tassi di interesse e, più recentemente, delle perturbazioni causate dalla pandemia. La disparità di valutazione tra i settori è riportata nel grafico seguente.

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“L’importanza della selezione dei titoli nel mercato Europeo delle small cap”

Posted by fidest press agency su martedì, 19 gennaio 2021

A cura di Mine Tezgul, Gestore di portafoglio di Columbia Threadneedle Investments. La gestione del capitale nel bel mezzo di una crisi può rivelarsi impegnativa, ma il nostro approccio d’investimento di lungo termine e la nostra disciplina di valutazione ci hanno aiutati a sfruttare l’instabilità dei mercati. Le società europee di minori dimensioni hanno mostrato una buona tenuta durante la crisi pandemica. Nell’arco dei dodici mesi sino a fine settembre 2020, l’indice EMIX Europe ex UK Small Cap ha generato un rendimento totale del 5,7% in euro, mentre il rendimento in sterline è stato dell’8,4%, a fronte del -7,3% (in euro) dell’MSCI Europe, un indicatore attendibile delle performance delle large cap.Probabilmente, questi risultati non erano del tutto scontati all’inizio. Le imprese più piccole sono soggette a rischi maggiori e possono essere colpite più duramente in una fase di rallentamento economico perché sono meno diversificate e possono avere risorse minori su cui contare. Come ci approcciamo dunque a questo contesto d’investimento, specie durante una crisi? Innanzitutto, una crisi testa la capacità di tenuta del modello di business e dell’adeguatezza patrimoniale di un’azienda. La nostra filosofia d’investimento, che si concentra sulle imprese di alta qualità con fossati economici solidi, rendimenti appetibili e bilanci sani, ci ha aiutato a differenziarci durante questo periodo di maggiore incertezza. Le società con fondamentali deboli vedono il proprio valore patrimoniale dileguarsi durante le recessioni se vi entrano con una leva finanziaria eccessiva. Per contro, le aziende con modelli di business robusti che generano free cash flow e dimostrano di saper crescere senza indebitarsi oltremisura sono in grado di attraversare una turbolenza economica in maniera più efficace e di uscirne addirittura rafforzate. La selezione dei titoli è dunque di fondamentale importanza.La pandemia globale ha accelerato molti trend già individuati come fattori di crescita strutturali per le tipologie di aziende che noi prediligiamo. Ad esempio, la digitalizzazione e l’aumento del consumo di dati hanno continuato ad avallare la legge di Moore e ad alimentare la spesa per investimenti in semiconduttori, che favoriscono le imprese leader nei mercati di nicchia delle tecnologie per semiconduttori. Al contempo, le principali società di pagamenti europee, che hanno potenziato il proprio potere di fissazione dei prezzi attraverso il consolidamento, hanno registrato una crescita vigorosa grazie al continuo passaggio dai contanti ai pagamenti elettronici, sospinto dalle scelte dei consumatori e dalle normative. Le aziende che producono test diagnostici e tecnologie medicali hanno ampliato notevolmente le proprie basi, grazie agli investimenti nell’automazione e nell’innovazione nel settore sanitario, che sosterranno per molti anni la crescita dei loro ricavi ricorrenti. Le piattaforme tecnologiche che godono di un forte effetto di rete hanno rafforzato la propria posizione conquistando nuove categorie di clienti “vischiose” a fronte dell’accelerazione del passaggio alle transazioni online in settori come commercio elettronico, online banking, consegne alimentari e giochi online. Riteniamo che questi trend rimarranno intatti e che, abbinati ai vantaggi competitivi, decreteranno i vincitori nel lungo termine.D’altro canto, le aziende che abbiamo deciso di evitare in ragione delle criticità strutturali create dalle tecnologie dirompenti e dai rischi di sostenibilità hanno sofferto ulteriormente quest’anno a causa delle restrizioni legate alla pandemia e della maggiore attenzione ai fattori ESG. Il settore degli immobili commerciali, ad esempio, risente del deterioramento del potere di fissazione dei prezzi dovuto all’evoluzione della domanda, esacerbata dal telelavoro e dagli acquisti online. L’innovazione tecnologica nel campo della distribuzione dei contenuti video, al contempo, continua a rappresentare una sfida per i cinema. I rischi di sostenibilità e le passività ad essi associate rimangono elevati nei settori più inquinanti, come il petrolio e il gas. Valutare la sostenibilità è uno dei pilastri del nostro processo d’investimento e confermiamo il sottopeso sulle aziende esposte a tali rischi significativi.
Infine, il nostro approccio d’investimento di lungo termine e la nostra disciplina di valutazione ci hanno aiutati a sfruttare l’instabilità dei mercati innescata dai timori di breve termine legati alla crisi sanitaria. Durante l’ondata di vendite indiscriminata nella prima metà dell’anno abbiamo aperto e incrementato posizioni nelle società di elevata qualità a prezzi convenienti, che offrivano notevoli margini di rialzo rispetto al valore intrinseco.Destreggiarsi nelle fasi di volatilità dei mercati non è facile, ma per gli investitori pazienti esistono delle opportunità. L’universo small cap è particolarmente fertile in tal senso, perché le aziende che lo compongono sono più trascurate e meno comprese dagli analisti. Ciò conferisce a un gestore attivo un maggiore spazio di manovra per generare alfa investendo nelle idee d’investimento high-conviction oggetto di accurate ricerche. La nostra filosofia d’investimento orientata alla qualità e alla crescita, il nostro processo bottom-up di stampo fondamentale e l’approccio di lungo termine ci hanno consentito di ottenere buoni risultati sia nelle fasi rialziste sia in quelle ribassiste. Restando fedeli al nostro processo d’investimento siamo riusciti ad attraversare con successo i variegati contesti di mercato presentatisi nel 2020, e ci prefiggiamo di fare altrettanto in futuro.

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Fixed Income – Il momento giusto per i titoli high yield?

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2020

A cura di Prashant Agarwal e Audrey Laurencet di Pictet Asset Management. Il miglioramento delle prospettive economiche e per gli utili societari da un lato e bassi costi di servizio del debito dall’altro riducono il rischio di default. Ciò significa che le obbligazioni high yield dovrebbero continuare a essere una delle poche aree dell’universo del reddito fisso in cui gli investitori possono ancora trovare un rendimento positivo.Le prospettive per le società non investment grade paiono migliori anche alla luce delle politiche fiscali e monetarie. Il mercato del credito europeo ha beneficiato degli stimoli senza precedenti delle banche centrali e dei governi, che sono intervenuti tempestivamente per proteggere le aziende strategiche e limitare il numero di default societari. La portata e la velocità di tali interventi, compresi programmi come la cassa integrazione e i prestiti garantiti dal governo, sono state sorprendenti.Dal canto loro, le società hanno rafforzato le posizioni in liquidità e i bilanci, attingendo alle loro linee di credito, emettendo nuovo debito, tagliando costi e riducendo la spesa in conto capitale. Il rapporto cash/debito tra le società non investment grade in Europa è di conseguenza salito dal 10% dell’anno scorso al 19% di giugno 2020.Ovviamente, non tutte le società usciranno indenni da questa crisi, ma l’impatto sarà probabilmente inferiore a quello originariamente previsto. A marzo 2020, lo scenario centrale di Moody’s prevedeva tassi di default del 7-8% per gli emittenti high-yield. Da allora, tuttavia, le condizioni sono migliorate, inducendo Moody’s ad agosto a rivedere al ribasso le previsioni dei tassi di insolvenza al 4,9%. Esiste una concreta possibilità che le insolvenze abbiano già raggiunto il picco. La salute del credito societario europeo è in miglioramento. Le obbligazioni emesse dalle aziende francesi e tedesche, ad esempio. Tra i principali Paesi sviluppati, Francia e Germania sono in testa in termini di sostegno alle aziende con pacchetti rispettivamente da 16,2 e 14.3 miliardi di euro: più del doppio del Paese in terza posizione, l’Italia. Lo shock di quest’anno dovuto alla pandemia è stato diverso da quello della crisi finanziaria del 2008 in termini di impatto sui singoli settori. Nel 2008-2009, i titoli finanziari sono stati quelli più duramente colpiti; anche i titoli industriali sono stati penalizzati, come spesso succede durante i periodi di recessione. Questa volta, tuttavia, molte aziende sono state in grado di continuare a operare, in parte grazie alla sempre maggiore automazione. Le aziende chimiche e dei trasporti, per esempio, hanno affrontato la crisi molto meglio del periodo 2008-2009. Per contro, l’impatto economico è stato maggiormente avvertito nel terziario. A nostro avviso, i prezzi di mercato ancora non riflettono questa resilienza.Con l’impegno sia delle banche centrali che dei governi a fornire supporto finanziario destinato a durare mesi e non decenni, il credito a più breve scadenza è particolarmente interessante. La curva dei titoli high yield è praticamente piatta. Ad esempio, l’obbligazione con scadenza 2027 di Teva Pharmaceutical Industries è attualmente scambiata a soli 42 pb di rendimento in più rispetto all’omologa del 2023 (si veda la Fig. 2). Investendo in scadenze più brevi, gli investitori ottengono in questo modo rendimenti simili, assumendosi un rischio di duration inferiore.4Nel complesso, quindi, lo spread offerto dalle obbligazioni high yield a breve termine offre una ricompensa più che adeguata rispetto al rischio di default. Prevediamo che il credito europeo high yield a breve termine genererà rendimenti positivi del 3-5% nei prossimi 12 mesi. Rispetto ad altre alternative all’interno dell’universo del reddito fisso, questa è un’opportunità da non lasciarsi sfuggire. (abstract)

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Scuola: Graduatorie provinciali per le supplenze, migliaia di precari non si arrendono all’improvviso cambio dei titoli

Posted by fidest press agency su domenica, 6 settembre 2020

Boom di richieste di maggiore riconoscimento dei titoli conseguiti all’interno delle nuove domande per l’inserimento nelle nuove Gps. “A proposito delle Graduatorie provinciali per le supplenze – ha dichiarato Marcello Pacifico in una video-intervista rilasciata alla testata Teleborsa – migliaia di docenti precari hanno chiesto di ricorre per un motivo semplice: hanno riscontrato che i loro titoli di studio che erano stati sempre valutati nelle graduatorie d’istituto nella seconda e terza fascia, permettendo loro in questi anni di svolgere diverse supplenze e maturare quindi maggiore esperienza. Tutto ad un tratto, questi titoli non valgono più nella prima e seconda fascia Gps perché la nuova tabella di valutazione titoli e in base all’Ordinanza ministeriale” non sono più considerati allo stesso modo”.Anief ricorda che fino al 31 agosto è ancora possibile impugnare l’Ordinanza n. 60 del 10 luglio 2020 attraverso i ricorsi predisposti dal giovane sindacato per la a tutela dei docenti non di ruolo.Le penalizzazioni rivolte al personale docente precario sono un’ingiustizia. E tanti di loro lo hanno compreso aderendo ai ricorsi patrocinati dal giovane sindacato Anief. Il problema, ha spiegato il suo presidente nazionale Marcello Pacifico, è che con le regole imposte dall’amministrazione “si incrociano due principi, quello di affidamento e di ragionevolezza, che sono stati violati: è il caso di master e perfezionamenti, ma anche degli Insegnanti Tecnico Pratici e il mancato loro inserimento senza i 24 Cfu. E tanti altri”.

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Le famiglie italiane preferiscono la liquidità e i piccoli investimenti in progetti eco-sostenibili

Posted by fidest press agency su martedì, 21 luglio 2020

«Cala invece l’interesse per i titoli considerati più tradizionali, perché è aumentata la diffidenza verso le istituzioni che dovrebbero tutelare i risparmi». È questo il giudizio di GreenVestingForum, il forum della finanza alternativa green promosso da Ener2Crowd.com, la startup italiana che sta rivoluzionando gli investimenti nella sostenibilità ambientale ed energetica.
Certo è che l’86% degli italiani riesce a mettere qualcosa da parte ogni mese, rispetto ad una media europea pari al 75%. A sottolinearlo è proprio un’indagine Ener2Crowd.com. Ma i nostri connazionali non vogliono più investire in maniera tradizionale: a ricorrere ai Bpt Futura —ad esempio— non sono stati i piccoli risparmiatori come si è voluto far credere.Da un’analisi dei dati delle aste realizzata da Ener2Crowd.com si evince che la taglia media di ordine è stata pari ad oltre 36 mila euro. «In un Paese dove lo stipendio medio netto mensile dei 18 milioni di lavoratori dipendenti è pari a 1.600 euro, ci vorrebbero quasi 10 anni per poter disporre di una tale cifra» osservano gli analisti di Ener2Crowd.Su un campione di mille uomini e mille donne di età compresa tra i 18 ed i 64 anni distribuiti lungo tutto lo Stivale ed intervistati da Ener2Crowd, la propensione al risparmio è risultata essere pari al 12% del reddito.Ma il 64% degli intervistati si mostra insoddisfatto dai classici investimenti proposti dalle banche o dagli intermediari finanziari, sfiduciati dai crac del passato e scontenti dai tassi di interesse ormai irrisori.Il GreenVestingForum evidenzia —ad esempio— come il tasso di rendimento medio nei 10 anni del Btp Futura sia pari a circa l’1,29%. Ma nell’ultimo decennio l’inflazione è stata pari all’1,5% ed in quello precedente al 2%. I Btp Futura in concreto non proteggono gli investitori nemmeno dall’inflazione «obiettivo» e rischiano di vincolare capitali per alimentare l’economia in altri modi per 10 anni. Una “fregatura” che aumenterà il divario fra ricchi e poveri.«La stessa cifra di 5,7 miliardi di euro del totale obiettivo —reinvestita nei 10 anni tramite gli strumenti di finanza alternativa come quelli di Ener2Crowd direttamente su progetti green ad alto impatto sociale ed ambientale— sarebbe invece in grado di produrre 2,3 miliardi di euro di rendimenti per gli investitori ed un gettito di 600 milioni di euro per le casse dello Stato» commenta Niccolò Sovico, ceo, ideatore e co-fondatore di Ener2Crowd.com scelto da Forbes (bit.ly/3912W8I) come uno dei 30 talenti globali under-30 di quest’anno. (AJ-Com.Net). AJ/LL 16 LUG 2020 14:40 NNNN

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Il Mi ha indetto concorsi per titoli aggiornamento/inserimento graduatoria provinciale 24 mesi per tutti i profili

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 Maggio 2020

Possibile dal 5 maggio al 3 giugno 2020- Con la Nota n. 6969 del 24 Marzo 2020, il Ministero dell’Istruzione aveva sospeso le procedure concorsuali per soli titoli, entro la quale gli USR potevano indire bandi con le relative modalità di presentazione entro il 10 aprile 2020, al fine di predisporre procedura on line per la presentazione delle domande. Il MI con Nota 588 del 29/04/2020 ha informato gli USR che è stata ultimata la predisposizione della procedura informatica per la presentazione in via telematica delle domande e che le funzioni Polis (Istanze On line) saranno disponibili da 5 maggio p.v. fino al 3 giugno 2020.I bandi di indizione dei concorsi per soli titoli saranno pubblicati sui siti degli Ambiti Territoriali di pertinenza entro e non oltre la data del 4 maggio p.v.
La modalità delle domande di ammissione avverranno solo attraverso il servizio “Istanze On Line”, direttamente dalla home page del sito del Ministero nella sezione “Servizi” oppure tramite “Argomenti e Servizi” di seguito “Servizi online” sempre a seguire “lettera I” e infine “Istanze on line “. Le funzioni saranno aperte a decorrere dal 5 maggio 2020 dalle ore 8.00 al 3 giugno 2020 alle ore 23.59.Per accedere al servizio di “Istanze on line” i candidati devono essere in possesso delle credenziali oppure devono essere in possesso di una utenza valida per accesso all’area riservata del Ministero dell’Istruzione.Le informazioni necessarie ai fini della registrazione su “Istanze On Line” sono reperibili al seguente indirizzo.Resta da verificare se il Ministero dell’Istruzione ha preso in considerazione la revisione della tabella valutazione titoli dei collaboratori scolastici richiesta da ANIEF per quanto concerne il riconoscimento del punteggio per le certificazioni informatiche, peraltro riconosciute nella tabella valutazione titoli nella graduatoria terza fascia mentre non riconosciuta nella graduatoria provinciale 24 mesi per l’accesso ai ruoli. Anief ha predisposto su tutta la Penisola Italiana una task force di supporto Ata per la predisposizione e compilazione delle domande collegandosi al sito http://www.anief.org

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Istruzione: Concorsi per titoli, nuove graduatorie e assunzioni sostegno

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 Maggio 2020

Sono scaduti i termini per presentare gli emendamenti e tra questi sembra che la maggioranza dei parlamentari sia d’accordo a soluzioni diverse dagli attuali concorsi per reclutare nuovi insegnanti, mentre il M5S chiede la riapertura delle graduatorie di istituto provinciali. Intanto la petizione lanciata da Anief per estendere l’attuale doppio canale di reclutamento supera le 10 mila firme. Non bastano, pertanto, le 62 mila immissioni in ruolo autorizzate dal Governo e i quattro bandi di concorso, pieni, peraltro, di diversi profili di illegittimità rilevati dall’ufficio legale del giovane sindacato. Non bastano perché coprono soltanto un terzo dei posti vacanti e poi escludono migliaia di insegnanti con la sola procedura straordinaria così pensata: docenti di sostegno senza specializzazione, di religione cattolica, delle scuole paritarie e dei percorsi regionali di formazione, delle scuole dell’infanzia e primaria. L’idea poi che in 80 minuti con qualche crocetta si possa misurare un merito non convince nessuno, né quella di svolgere il test in piena estate mentre è appena iniziata la fase 2 della pandemia. A pensarla così è ormai la stragrande maggioranza dell’asse parlamentare. E nei prossimi giorni in VII commissione Cultura, se tutti saranno coerenti, si potrebbe creare su alcune proposte una strana nuova maggioranza. Marcello Pacifico (Anief): “Sarebbe il giusto epilogo, visto che si tratterebbe anche di dare il giusto merito a dei precari che da tempo hanno dimostrato tutto il loro merito sul campo e che non meritano di essere obbligatoriamente sottoposti all’ennesima batteria di prove concorsuali”.Pur di non procedere all’assunzione attraverso la valutazione dei titoli dei precari, di non trasformare le liste d’istituto in provinciali, poi da utilizzare per le immissioni in ruolo, e di tenere bloccate le immissioni in ruolo sul sostegno, il Governo si sta sempre più isolando. A chiedere questo genere di selezione è l’opposizione, a partire dal primo partito quale è la Lega. Il suo leader, Matteo Salvini, ha detto: “Invece di fare nuovi concorsi e smuovere migliaia di persone, suggeriamo alla ministra Azzolina di stabilizzare i precari che sono migliaia e mettere in cattedra chi insegna già da anni: mi sembra una scelta di buon senso”.Ma nell’ultimo giorno utile per la presentazione di emendamenti al Decreto Legge n. 22, sono stati anche i raggruppamenti politici della maggioranza a pensarla in questo modo: il Partito democratico, LeU e Autonomie del Senato, che hanno depositato degli emendamenti specifici per modificare la procedura di reclutamento dei docenti precari stabilito dalla ministra Azzolina.Secondo i parlamentari, “alla luce dell’emergenza sanitaria in atto, bisogna prevedere necessariamente un percorso per titoli e prova finale che assicuri la stabilizzazione dei precari e la partenza a pieno organico del prossimo anno scolastico il 1 settembre”. Pd, Leu e Autonomie chiedono al ministro Azzolina, con un emendamento al Dl scuola, di portare la platea delle assunzioni dalle 24mila previste fino a 40mila. Altri importanti emendamenti, affermano, sono previsti sulla stabilizzazione insegnanti di sostegno e sulla riapertura delle graduatorie.

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Emissione e collocamento di titoli obbligazionari

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2020

CRIF S.p.A. – azienda globale con headquarters a Bologna e specializzata in sistemi di informazioni creditizie e di business information, servizi di outsourcing e processing e soluzioni per il credito – ha completato l’emissione e il collocamento di titoli obbligazionari attraverso Pricoa Private Capital – facente parte del gruppo Prudential Financial, Inc. of the United States (NYSE:PRU), uno dei principali operatori nel mercato internazionale del private placement – per un valore di 30 milioni di euro all’interno di uno Shelf Facility che prevede la possibilità di collocare nuove emissioni fino ad un valore complessivo di 125 milioni di dollari USD (o equivalente in euro).
Questo nuovo private placement segue quello di 50 milioni di Euro realizzato nel luglio 2016 e si traduce nell’estensione per altri tre anni dell’attuale Shelf Facility. I titoli da 30 milioni di Euro sono stati emessi in un’unica tranche con un piano di ammortamento di 12 anni e un tasso di interesse fisso. Lo Shelf Facility offre a CRIF S.p.A. la possibilità di richiedere a Pricoa Private Capital di sottoscrivere nuove emissioni nei prossimi tre anni fino a un valore complessivo di 125 milioni USD (o equivalente in EUR). “Attraverso questo US private placement, CRIF continua a diversificare le proprie fonti di finanziamento ed estenderà il proprio profilo di indebitamento – commenta Carlo Gherardi, CEO di CRIF -. Le risorse derivanti da questa operazione saranno utilizzate per finanziare la strategia di espansione internazionale che viene confermata anche in questa fase di incertezza derivante dall’emergenza Covid-19, come testimoniato dalla recente acquisizione di Strands INC., società FinTech specializzata in soluzioni avanzate di digital banking e uffici negli USA, Spagna, Asia e Sud America. Lo Shelf Facility che CRIF ha sottoscritto con Pricoa Private Capital conferma la nostra elevata solidità, che ci consente di emettere un bond sui mercati internazionali, addirittura in quello Usa, anche in una fase così delicata”.Con un fatturato consolidato di quasi 560 milioni di Euro nel 2019, CRIF è attualmente il primo fornitore nel continente europeo di informazioni bancarie e creditizie e uno dei principali player mondiali nei sistemi integrati di informazioni commerciali e di business e alla gestione del credito e marketing. Greenberg Traurig Santa Maria ha affiancato CRIF come consulente legale mentre Akin Gump Strauss Hauer & Feld come consulente legale dell’investitore.

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La ministra Dadone apre ai concorsi per accedere nella PA con soli titoli e servizi

Posted by fidest press agency su sabato, 11 aprile 2020

La titolare dei comparti pubblici specifica che, nel periodo di emergenza da Covid-19, la valutazione dei candidati da assumere “può essere effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica”. Solo che per l’Istruzione il Governo non vuole seguire questa strada. Nella bozza del decreto Scuola, che entro oggi arriverà in CdM, è previsto che il ministro potrebbe infatti ricevere l’autorizzazione alla pubblicazione dei bandi ordinari e straordinari, anche non sottoponendo gli atti che riguardano la pubblicazione delle procedure selettive al parere del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. Tanto che, per il presidente dello stesso Cspi, si sta operando una sostanziale cancellazione delle “prerogative di organismi istituzionali investiti di una rilevante funzione di rappresentanza”.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “è evidente che il problema non è nella modalità della procedura selettiva, ma nella mancata volontà, in chi amministra la scuola, di procedere solo con concorsi per titoli e servizi. Nella scuola queste liste sono pronte, perché già abbiamo le graduatorie di istituto, composte proprio da titoli e servizi, così come le graduatorie Ata 24 mesi. Anziché puntare sui concorsi-lumaca e discriminanti, perché non ci si muove per assumere in ruolo e valorizzare il merito del personale precario, insegnanti e Ata, che da tanti anni sopperisce alla mancanza di decine e decine di migliaia di lavoratori di ruolo? Come Anief, su questo punto, abbiamo presentato un emendamento, assieme ad altri 14, alla V commissione del Senato: si modifichi il DL n. 18 del 17 marzo 2020 e si riveda un decreto scuola che esclude migliaia e migliaia di precari ad alto rischio impugnazione”.

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Coronavirus: 18.600 titoli in meno e circa 40milioni di copie stampate in meno nel 2020

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2020

18.600 titoli pubblicati in meno in un anno, 39,3 milioni di copie che non saranno stampate, 2.500 titoli che non saranno tradotti. Sono solo le prime evidenze dell’Osservatorio dell’Associazione Italiana Editori (AIE) sull’impatto che l’emergenza Covid-19 avrà in prospettiva 2020 sull’intera editoria italiana.“Una ricaduta -spiega il presidente di AIE Ricardo Franco Levi – che rende il settore del libro una delle prime vittime economiche dell’emergenza Coronavirus, al pari del mondo dello spettacolo, del cinema e dell’audiovisivo. Siamo allo stremo. Per questo chiediamo al governo di intervenire per sostenere l’intera filiera con strumenti di emergenza analoghi a quelli previsti per questi settori, perché non possiamo permetterci un Paese senza teatri e senza sale cinematografiche, ma neppure senza librerie, editori, promotori, distributori di libri, traduttori”.“Oggi – prosegue Levi – la filiera del libro rischia di essere stravolta e fortemente ridimensionata: la chiusura delle librerie fisiche ha privato gli editori del canale principale di vendita; le difficoltà di approvvigionamento delle librerie online stanno ulteriormente aggravando questa situazione. Non possiamo permettercelo: se si andasse verso la crisi più nera per il libro, il danno culturale all’intero Paese sarebbe gravissimo. Di qui la necessità di misure immediate d’emergenza e di interventi più specifici, come il credito d’imposta sulla carta, più sul medio – lungo periodo”.Dall’inizio della crisi sanitaria, AIE, consapevole degli effetti devastanti delle misure di contenimento del virus sul mondo del libro, ha avviato una newsletter quotidiana per informare gli editori su ogni decisione pubblica che potesse impattare sul loro lavoro e ha avviato un Osservatorio, che si ripete con cadenza settimanale, che ne monitorasse le difficoltà: in base a quanto emerge al 20 marzo, il 61% degli editori ha già fatto ricorso alla cassa integrazione o la sta programmando. L’Osservatorio rileva inoltre che già al 20 marzo gli editori hanno pesantemente rivisto i piani editoriali per il 2020, riducendo del 25% le novità in uscita. E l’88% degli editori esprime grande preoccupazione per la sorte delle sue attività.

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5 motivi per puntare sui titoli delle aziende innovative della Cina

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 dicembre 2018

Commento di Wenchang Ma, Assistant Portfolio Manager dell’All China Equity Fund di Investec AM. Quando si parla di investimenti in Cina, i commentatori fanno di solito riferimento alle prospettive macro sul tema e ai dati del PIL ma, ironicamente, la maggior parte di loro non riesce a cogliere il quadro d’insieme.Infatti, se da un lato si possono individuare alcuni fattori potenzialmente in grado di sostenere il processo di innovazione delle aziende del Paese, dall’altro c’è un ulteriore, ben preciso, driver a cui non si è ancora dedicata abbastanza attenzione, e cioè la guerra commerciale con gli Stati Uniti che, a nostro avviso, potrebbe presentare un’opportunità importante per la Cina e i suoi investitori.In generale, i principali driver della performance azionaria a lungo termine sono gli stessi che in qualsiasi altra parte del mondo: il tipo di opportunità di crescita che un’azienda può generare, la qualità del suo business, il suo momentum operativo e la valutazione. Tuttavia, anche se non si devono trascurare del tutto i fattori macro, c’è un forte rumore di fondo che fa passare in secondo piano le opportunità di investimento offerte dalle aziende innovative della Cina. Uno degli elementi chiave per la Cina è l’innovazione ad essa si aggiunge la stabilità dei livelli del debito corporate, la stessa guerra commerciale con gli Stati Uniti in quanto potrebbe offrire l’opportunità per la Cina e i suoi investitori. Con una tale minaccia per la crescita economica, il Paese potrebbe accelerare alcune delle sue riforme per sostenere gli sforzi di innovazione. Le aziende cinesi che vedono la potenziale minaccia di boicottaggio sono più che mai incoraggiate ad internalizzare le tecnologie chiave e a salire nella catena del valore. Va ad aggiungersi il fatto che la Cina nel complesso sembra molto a buon mercato. Dal punto di vista della valutazione, la Cina è al di sotto della sua media storica decennale e, se utilizziamo un sistema di misurazione del rapporto prezzo/utile di lungo periodo, è più economica rispetto all’Europa e agli Stati Uniti, nonostante il suo profilo di crescita più attraente. Al quarto punto è l’interesse mostrato dagli investitori globali che guardano con interesse alle azioni cinesi A-shares anche per la loro inclusione nei principali indici dei mercati emergenti, e questo trend non farà che aumentare. Per ultimo l’innovazione, le riforme e un mercato che si apre gradualmente verso l’esterno sono aspetti molto promettenti per gli investitori – ma aspettare troppo a lungo potrebbe significare doversi mettere in coda. Il colore rosso è il simbolo della felicità e della buona sorte in Cina. In questo momento, l’innovazione nel Paese è rosso fuoco – e sembra poco costosa per gli investitori.

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Autunno delicato per i titoli di stato

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 luglio 2015

moneteA cura del team di Asset Allocation di MoneyFarm SIM. Ad inizio 2015, così come ad inizio 2014 e 2013, l’idea di molti investitori era che i rendimenti offerti dai titoli di stato nell’area Euro fossero così bassi da non presentare particolare interesse. Come negli anni passati, anche quest’anno questa idea è stata messa a dura prova, con nuovi minimi di rendimento visti in primavera sulla scia del quantitative easing iniziato dalla Banca Centrale Europea. Attualmente i rendimenti dei titoli tedeschi decennali sono più alti di quelli di inizio anno, dando ragione a chi era sottoinvestito, ma fino ad aprile il rally dei titoli di stato ha messo alla luce quanto forte è tuttora il ruolo della BCE come compratore e quanto tempo può volerci per fermare questo ciclo trentennale di calo dei tassi. Al di fuori dell’area Euro la situazione non è molto diversa in Giappone (anche qui il quantitative easing è in pieno corso), mentre negli Stati Uniti e in Regno Unito i rendimenti sono più alti e prezzano già una nuova fase di rialzo tassi. Il rialzo dei tassi da parte della Fed, atteso per settembre, rappresenta un momento epocale, anche se ampiamente annunciato. È infatti la fine di un’epoca pluri-decennale di tassi in calo e di politiche monetarie via via più “sperimentali” volte ad affrontare una crisi del sistema finanziario tra le maggiori degli ultimi cento anni. Il rialzo dei tassi statunitensi è prezzato dai mercati, con tassi che nei prossimi anni torneranno su livelli visti dieci anni fa. In realtà si capirà solo con il tempo la velocità e la dimensione dell’azione della Fed: dopo anni di tassi zero, i primi rialzi potranno causare conseguenze inattese nell’economia o sui mercati. La capacità dell’economia americana di sopportare condizioni monetarie più restrittive è una delle domande che più assillano policy makers e investitori. La lunga gestazione di questo primo rialzo è sintomo di quest’incertezza e di quanto queste politiche di tassi bassi alimentino una dipendenza da cui è difficile liberarsi.
Tassi più alti sono però anche una forma di tutela per la Fed in vista di periodi futuri di rallentamento economico: riuscire a portare i Fed Funds su livelli più alti permetterebbe di avere munizioni a disposizione in caso di una nuova recessione. Se si guarda infatti all’andamento dei tassi negli ultimi trent’anni, è come se ad ogni nuova crisi si fosse creato un nuovo range per il livello dei tassi via via più basso, al punto che oggi c’è chi teorizza che la nuova normalità siano tassi intorno allo zero e che la situazione sia sostenibile. I tassi zero sono stati il punto di arrivo di politiche monetarie pro-attive nel sistema economico negli ultimi decenni, causando però anche una fragilità di fondo del sistema. L’inizio di un ciclo monetario restrittivo rappresenterà per molti un test della capacità del sistema economico e finanziario di camminare con le proprie gambe.

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Macro Outlook – Ken Leech, CIO di Western Asset (Gruppo Legg Mason)

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2015

Borsa Merci Telematica ItalianaCrediamo che il miglioramento delle prospettive sulla crescita e sull’inflazione globale dipenda ancora strettamente dal sostegno concesso dalle principali banche centrali attraverso interventi monetari di natura espansiva. In virtù di ciò, non è difficile comprendere la riluttanza da parte della Federal Reserve ad esporsi in maniera decisa sul timing e sulle modalità con cui verrà effettuato il primo atteso rialzo dei tassi di interesse, specialmente dopo che le stime sulla ripresa dell’economia domestica e sull’inflazione sono state riviste al ribasso, a fronte dei dati economici poco brillanti registrati in questa prima parte dell’anno; la banca centrale americana nell’ultima riunione del FOMC di giugno, ha confermato la propria sensibilità ai dati economici registrati in questi mesi, ma a nostro avviso non è da escludere che un primo lieve rialzo possa comunque avvenire in Settembre, pur senza che questo comporti un cambio radicale nell’approccio della Fed, che dovrebbe restare accomodante ancora a lungo. La curva dei Treasury americana – la cui volatilità vissuta in queste settimane è in parte il riflesso di quanto accaduto in Europa – è diventata più ripida, rispecchiando l’opinione prevalente di mercato sul fatto che la Fed posticipi il primo rialzo; questa view, da noi condivisa nel primo trimestre dell’anno, offre invece a nostro avviso in questo momento un’opportunità interessante sul segmento a più lunga scadenza della curva, che riteniamo meno vulnerabile ad un eventuale rialzo dei tassi di interesse e che attualmente pensiamo offra del valore, se si osservano i livelli raggiunti dallo spread tra il decennale e il trentennale americano. Nonostante lo steepening della curva dei Treasury americana comporti storicamente una compressione degli spread tra le diverse scadenze sul fronte del credito, in questo momento anche il differenziale tra le scadenze a 10 e 30 anni del credito investment grade si è ampliato e questa anomalia offre a nostro avviso agli investitori l’opportunità di acquistare titoli a più lunga scadenza a prezzi interessanti. Più in generale, la forte compressione degli spread tra i rendimenti dei titoli governativi e del credito rende quest’ultima asset class molto appetibile, considerando i livelli di liquidità ed i bassi tassi medi di insolvenza.
Come sosteniamo già dalla fine dello scorso anno, la ripresa a livello globale continua, ma ad un passo molto lento; prescindendo dal fattore Grecia, in Europa l’inizio del programma di QE ha mostrato segnali positivi, ma l’esperienza di Usa e Giappone insegna che il ritorno alla crescita è un percorso che necessita di molta costanza e altrettanto tempo. Allo stesso modo, anche i paesi BRIC hanno mostrato una crescita debole – con l’unica eccezione rappresentata dall’India – e la crescita globale ancora incerta, insieme al crollo dei prezzi delle materie prime verificatosi lo scorso anno, ha messo a dura prova molti mercati emergenti, ma siamo fiduciosi sulle prospettive di crescita di India, Brasile e Messico nel lungo termine, grazie alle riforme strutturali in atto in questi paesi. Per quanto riguarda l’energy, vediamo favorevolmente il segmento high-yield, dove, a nostro avviso, alcune società offrono attualmente valutazioni molto appetibili. (Ken Leech, CIO di Western Asset)

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Dopo i ribassi del mercato, Romeo aggiunge al portafoglio titoli dei gestori finanziari e industriali

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 dicembre 2011

Londra Lauren Romeo, capo gestore del fondo Legg Mason Royce Smaller Companies Fund, domiciliato a Dublino, con 573,85 milioni di dollari in gestione*, ha rafforzato l’esposizione del portafoglio a titoli azionari di società dei comparti gestione finanziaria e industriale, al fine di trarre vantaggio dalle basse quotazioni conseguenti a un turbolento terzo trimestre dei mercati.Romeo, gestore del portafoglio di Royce Associates, la sussidiaria Legg Mason specializzata in small-cap, ha aggiunto al portafoglio nelle ultime settimane otto nuovi titoli azionari, tra cui due del settore industriale e due gestori di asset, Lazard e Affiliated Managers Group.Romeo ha aggiunto al portafoglio anche due nomi del settore industriale: AZZ Corporation, che offre servizi di galvanizzazione dell’acciaio negli Stati Uniti ed è fornitore globale di macchinari elettrici usati per la generazione, la trasmissione e la distribuzione dell’energia; e Flowserve, un leader globale del settore pompe, valvole e sigilli, in particolare quelli utilizzati in specifici processi industriali di settori quali il petrolio, il gas e i petrolchimici.Romeo ha posizionato il portafoglio anche nell’azionario dei settori sanitario, minerario, tecnologico e del consumo discrezionale.“Nel settore sanitario abbiamo aggiunto il titolo Bio-Rad Laboratories, un fornitore di strumenti innovativi per i mercati dei diagnostici clinici e per la ricerca sulla vita. Un 60% circa dei suoi utili proviene dai reagenti e da altri prodotti rivolti al consumo che tendono ad avere una domanda costante”, aggiunge Romeo. “Un altro titolo è Pretium Resources, la società mineraria con sede in Canada, la cui attività si concentra sull’esplorazione e lo sviluppo di un territorio detenuto al 100% nella British Columbia, che è per grandezza la quinta regione al mondo più ricca per oro non ancora sfruttato. I risultati delle perforazioni hanno finora indicato la presenza di oro di alta qualità e di ampie falde in profondità. L’Ad subentrato recentemente conosceva già il progetto Pretium e ha già dimostrato le sue capacità ricoprendo l’incarico di Ceo di Silver Standard, un titolo detenuto da tempo da Royce (e dal fondo Legg Mason US Smaller Companies Fund).
Tra le altre nuove posizioni, si annoverano Zebra Technologies, una società leader nel mondo nella produzione di stampanti di codici a barre, che detiene una quota di mercato del 30% circa. Posizionata invece nel settore del consumo discrezionale, un’altra nuova acquisizione è Steiner Leisure, il più importante fornitore di servizi per i centri benessere sulle navi da crociera. “Steiner ha contratti a lungo termine con le principali linee marittime di crociera che generano per questa società una sorta di utile annuo fisso”, dice il gestore.
In generale, Romeo è dell’avviso che le opportunità offerte dalle società a bassa capitalizzazione degli Stati Uniti, in particolare quando si tratta di attività di qualità sottovalutate nonostante le buone prospettive di crescita, continuino a superare quelle offerte dal settore a grande capitalizzazione.
Legg Mason è una società di gestione di investimenti globale che gestisce asset per un totale di 629 miliardi di dollari Usa al 31 ottobre 2011. La società offre una gestione attiva degli asset in molti dei principali centri di investimento del mondo. Legg Mason ha la sua sede centrale a Baltimora, Stati Uniti, ed è quotata presso il New York Stock Exchange (codice: LM).

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Lungo le due Alte Vie della Valle d’Aosta

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2011

Courmayeur, 2a edizione dal 11 al 18 settembre 2011. Il Tor des Géants® è il percorso di endurance ultra-trail più lungo del mondo (in termini di dislivello e di chilometri) nel cuore delle Alpi italiane e percorre, in un’unica tappa, tutta la Valle d’Aosta. È anche il primo ultra-trail a combinare la lunga distanza alla semi-autosufficienza del corridore.  Limitata a 500 partecipanti, la lista d’attesa per gli aspiranti concorrenti di questa 2a edizione si allunga ogni giorno un po’ di più!   Fra gli iscritti saranno presenti, a difendere i loro rispettivi titoli, i due vincitori della categoria maschile e femminile del 2010. Sono i fratelli Gross, con Ulrich e Anne Marie che combatteranno per la vittoria!
Tra le donne, Julia Boettger specialista della lunga distanza e dell’endurance. Nel 2010 ha compiuto il giro attorno alle Alpi (Germania/Francia) in 21 giorni, con 800 km e 41000 m di dislivello. Lo stesso anno si è guadagnata il 1° posto all’Ultratrail Serra de Tramuntana (2010) e il 2° posto al Tor des Géants!
Tra gli uomini, Salvador Calvo Redondo, 2° nel 2010, ritorna per salire sul gradino più alto del podio. E Dénis Brunod, valdostano e vincitore dei Campionati Mondiali di sci alpinismo nel 2006, 2008 e 2010.
E poi la guida e alpinista valdostano, Abele Blanc, già in gara nel 2010 dove si è guadagnato un bel 6° posto. Il 26 aprile scorso ha completato per il suo quattordicesimo 8000!  56 anni, è il 23o ad esserci riuscito e il 4°italiano.
Sempre più italiani scelgono la crociera
La crociera è sempre più scelta dagli italiani per le vacanze estive 2011. Come per i voli e gli hotel, sempre più persone utilizzano il web per prenotare online la propria crociera. Crocierissime.it, sito del gruppo Bravofly, è leader per tutto quello che riguarda le crociere ed è un punto di riferimento per chi cerca le migliori tariffe e soluzioni su internet. Grazie alla collaborazione con le più grandi compagnie come Costa Crociere, MSC Crociere, Norwegian Cruise Line, Royal Caribbean, Louis Cruises e molte altre, fornisce informazioni dettagliate su navi, cabine e itinerari. Sulla base delle prenotazioni effettuate per l’estate 2011 e confrontandole con quelle dello stesso periodo per l’anno precedente, si nota che gli italiani sono sempre più convinti di passare le proprie vacanze in crociera. Cresce il numero di cabine prenotate su Crocierissime.it (+112%) e sale anche lo scontrino medio per cabina (+7%).
Il mercato delle vacanze in crociera è in forte crescita e questa tendenza è confermata dai numeri di crescita di Crocierissime.it . Si calcola infatti che, prendendo in considerazione lo stesso periodo del 2010, le prenotazioni effettuate tramite Crocierissime.it siano cresciute del 112%. Tale risultato conferma il successo di Crocierissime.it , che già a fine 2010 è stato insignito di importanti premi da parte di MSC e Costa Crociere come migliore agenzia online.
Nel 2011, così come nel 2010, gli italiani scelgono per le proprie crociere le compagnie più grandi e famose come MSC e Costa Crociere che complessivamente raggiungono e vanno ben oltre la metà delle prenotazioni. Si calcola che il 71% delle cabine prenotate tramite Crocierissime.it sia su una nave di queste due compagnie. Nella classifica delle compagnie più scelte troviamo al terzo posto la compagnia Royal Caribbean che per il 2011 registra un interessante incremento delle prenotazioni.
Per l’estate vincono le crociere nel Mediterraneo. La maggior parte dei viaggiatori che ha prenotato su Crocierissime.it la propria crociera ha infatti deciso di prendere il largo a bordo di una nave diretta nel Mediterraneo Orientale. Le rotte più prenotate dell’estate 2011 passano tutte per la Grecia (39%), spingendosi alcune fino ai porti della Turchia o sulle coste delMar Nero. I problemi in Nord Africa hanno costretto al cambiamento di alcune rotte (saltando i porti di Alessandria d’Egitto e di Tunisi).  Il 7% delle prenotazioni estive interessa invece il Nord Europa. Prenotare una crociera e risparmiare è possibile. Crocierissime.it presenta le tariffe promozionali di Costa Crociere e di MSC che permettono di viaggiare a prezzi vantaggiose e con forti sconti. Ben l’84% delle prenotazioni effettuate tramite Crocierissime.it è per un viaggio che dura almeno una settimana. Sono pochi coloro che scelgono una crociera breve di 5 giorni o meno (7%). Ma ben il 17% delle prenotazioni è per una crociera di più di 7 giorni.

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FMI e Lagarde: Quando non si è all’altezza

Posted by fidest press agency su sabato, 21 Maggio 2011

Christine Lagarde - World Economic Forum Annua...

Image by World Economic Forum via Flickr

La Grecia è a rischi di default, ha dichiarato Cristine Lagarde, Ministro dell’Economia francese e candidata alla guida dell’FMI. Insieme alla valutazione negativa di Fitch, la dichiarazione della Lagarde ha avuto effetto un effetto devastante: giu’ le borse, titoli di stato greci al 25%, fuga verso i piu’ stabili bund. Se la Lagarde e’ la candidata alla guida dell’FMI non possiamo che preoccuparci. E’ irresponsabile che un ministro dell’Economia faccia questi apprezzamenti a mercati aperti e comunque che li faccia. Ci sono gli organismi preposti a cio’ e, comunque, sarebbe stato opportuno una consultazione, anche rapida, dei ministri dell’Economia europei prima di rilasciare dichiarazioni. Ci pare che la Lagarde non sia proprio la persona adatta a ricoprire il delicato ruolo di direttore generale del Fondo Monetario Internazionale. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Banche piene di titoli tossici: Vanno ripulite

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 dicembre 2010

La Bce, anche senza nominarle, conferma le tensioni che ci sono su Spagna e Italia. C’è una seria preoccupazione sul futuro dell’euro e del debito pubblico dei paesi dell’Ue. Non vorremmo che in questa fase convulsa si dimenticassero le vere cause che hanno determinato la crisi finanziaria globale.  Ciò potrebbe da un lato portare a una paralisi da panico e dall’altra parte a commettere ulteriori errori.  Prima di tutto si deve ricordare che la crisi è partita dalle banche e dagli Stati Uniti. Le banche americane ed internazionali, comprese quelle europee, avevano creato in modo incontrollato titoli senza una base economica reale. Tali titoli sono quindi diventati tossici e hanno inquinato l’intero sistema del credito. Gli stati nei due anni passati si sono ulteriormente indebitati per migliaia di miliardi di dollari per tentare di salvare il sistema.  Non si è fatta alcuna distinzione tra la parte sana dello stesso e quella puramente speculativa. Invece sarebbe stato necessario, come anche noi avevamo sottolineato su ItaliaOggi, imporre una forma di amministrazione straordinaria prima di elargire alle banche denaro pubblico. Si ricordi che l’intero settore bancario mondiale aveva una bolla in derivati Otc per circa 600 mila miliardi di dollari. Le banche hanno battuto cassa, hanno richiesto fondi per coprire tutti i buchi dei loro bilanci, compresi quelli prodotti dai citati titoli tossici. Hanno ottenuto aiuti sostanziosi continuando a operare come prima. Intanto nelle varie sedi internazionali si è perso tempo in defatiganti discussioni e annunci di riforme. La recente decisione delle Federal Reserve di immettere altri 600 miliardi di dollari per comprare i Treasury Bond è la dimostrazione di una totale mancanza di coordinamento a livello internazionale per uscire dalla emergenza. La Fed ha giocato d’azzardo la carta più pericolosa: stampare nuova moneta sapendo che sarà il mondo intero a pagare. Parlare di mercati che stanno attaccando i paesi dell’Euro è quasi una mistificazione. Non esiste il Mr. Mercato. Esistono invece le banche e le finanziarie, con nome e cognome, che operano sui mercati. Per essere più precisi: sono le stesse banche salvate con i soldi pubblici degli stati a operare contro i loro salvatori. È stato come regalare della droga a un tossico. Infatti esse usano spesso i loro titoli tossici come base di garanzia per ottenere dalla Fed o dalla Bce crediti a basso costo per continuare a operare sui mercati delle obbligazioni o in operazioni di derivati Cds «nudi».  I governi dell’Ue non possono più continuare su questa strada. Devono decidere se stare dalla parte di queste banche o dalla parte dell’economia sana tutelando gli interessi dei cittadini. Avranno la determinazione di abbattere le passività e i titoli tossici delle banche o continueranno a tagliare i propri bilanci e accentuare lo scontro sociale?  Riteniamo che una seria «pulizia finanziaria» del mondo bancario non sia più procrastinabile. Certamente non sarà indolore per le banche, ma l’alternativa sarebbe il default degli stati e il collasso dell’architettura dell’Unione Europea. Giocare con l’idea di uno sfaldamento dell’Ue e di abbandoni dell’euro è da irresponsabile. Tornare indietro non è possibile e comunque farlo nel mezzo della crisi più grave della storia vorrebbe dire riportare la situazione economica e politica agli anni Trenta. Il rischio contagio è  reale. Secondo le stime della Bri, all’inizio del 2010 il debito dei paesi europei detenuto da altri paesi era di 236 miliardi di dollari per la Grecia, 867 miliardi per l’Irlanda, 286 miliardi per il Portogallo, 1.100 miliardi per la Spagna e 1.400 miliardi per l’Italia. Ma sono le banche tedesche, con 720 miliardi di dollari, quelle francesi con 910 miliardi e quelle inglesi con 420 miliardi, le più esposte nei confronti dei cosiddetti paesi Pigs. La svalutazione di tali titoli avrebbe un impatto negativo sull’intero sistema bancario europeo.  Per quanto riguarda l’Italia i titoli in scadenza nel 2011 saranno 340 miliardi di euro. Se soltanto si mantenesse l’aumento di circa l’1% registrato la scorsa settimana per i tassi di interesse sui nostri titoli di stato il nostro paese pagherebbe interessi aggiuntivi per 3, 4 miliardi.  Il debito pubblico è  un problema, ma è gestibile con oculate politiche di bilancio e di crescita economica. La crisi è stata prodotta dal comportamento spregiudicato delle banche sui mercati non regolamentati. Le recenti proposte relative all’istituzione di una Agenzia Europea del debito per emettere eurobonds e gestire in modo unitario il debito pubblico dei paesi europei potrebbe avere un effetto di stabilità e di coesione e neutralizzare la speculazione, ma soltanto se, con urgenza, si procede alla pulizia del sistema bancario congelando i vari titoli tossici a partire dagli Otc che sono i più velenosi.   (Mario Lettieri Sottosegretario all’Economia nel governo Prodi  e Paolo Raimondi Economista)

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Più Libri più liberi

Posted by fidest press agency su martedì, 7 dicembre 2010

Roma Eur palazzo congressi fino all’otto dicembre. Esposizione della piccola e media editoria. Sono più che triplicati nel 2010 i titoli di e-book disponibili sul mercato italiano: è quanto emerge dai dati presentati dall’Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE) nell’ambito dell’incontro E-book: primi segnali dal mercato, che si è svolto oggi al Palazzo dei congressi dell’EUR a Roma nell’ambito della Fiera della piccola e media editoria Più libri più liberi. L’offerta di titoli ebook arriva a coprire l’1,5% dei titoli – Secondo le elaborazioni su dati IE-Informazioni Editoriali, sono oggi 5.900 i titoli e-book in italiano disponibili (esclusi articoli di riviste scientifico-accademiche), e arrivano a coprire l’1,5% dei titoli “commercialmente vivi”. Per un confronto, a gennaio 2010 erano 1.619, pari allo 0,4%. I generi: in base alle elaborazioni dell’Ufficio studi AIE su 5.135 campionamenti, il 70% dei titoli riguarda la narrativa adulti italiana, seguiti a distanza dai classici (11,5% dei titoli) e dai gialli (8,4% dei titoli), dalla fantascienza e fantasy (4,1%) e dalla narrativa rosa (3,7% dei titoli). Il mercato: si confermano le stime: 0,1% del mercato del libro – Si conferma il dato di stima presentato a metà anno: oggi l’ebook vale in Italia lo 0,1% del mercato trade (3.440.000 euro). Per un confronto, secondo l’Association of American Publishers, negli Stati Uniti le vendite degli e-book si prevede supereranno a fine anno il 9% delle vendite complessive di libri. Acquirenti di ebook: sono 665mila nell’ultimo anno – L’1,3% degli italiani (pari a 665mila persone) negli ultimi 12 mesi ha acquistato un ebook, come emerge dalle elaborazioni dall’Osservatorio permanente contenuti digitali. È nel cluster degli Eclettici – gli italiani che abbinano spesso contenuti culturali e tecnologia – che troviamo però la maggior concentrazione di persone che dichiarano di “aver acquistato” file di e-book da piattaforme straniere e/o italiane: 238.000 individui, il 36% di chi li compra. Esistono forti correlazione con genere (1,7% uomini rispetto allo 0,9% donne) e titolo di studio (2,3% tra i laureati rispetto allo 0,7% licenza media). Lettura su ebook: interessa già oltre 1 milione di italiani – Secondo le elaborazioni dell’Ufficio studi AIE sull’Osservatorio permanente contenuti digitali, la lettura (e l’abitudine a leggere) su schermi digitali continua a crescere: più o meno è triplicata rispetto al 2006. Riguarda oggi oltre 2 milioni di italiani (con più di 14 anni), che si percepiscono lettori anche se il supporto non è più la pagina ma internet,  il computer, etc etc. Di questi, il 2,1% (e parliamo di oltre un milione di italiani – 1.091.000 persone per la precisione) afferma di aver letto un ebook. E i piccoli? Pubblicano già il 6% dei loro titoli in formato eBook – Sono 131, in base alle elaborazioni dell’Ufficio studi AIE, le case editrici italiane che hanno in catalogo “almeno un titolo” in formato e-book in lingua italiana. Di queste, 94 sono piccole case editrici, con un catalogo medio di e-book di 16 titoli. Complessivamente il “catalogo” che sviluppano è di 1.472 ebook corrispondente al 6% di titoli che la piccola editoria ha proposto (tra novità e ristampe).

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Precari personale Ata

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 novembre 2010

E’ forte il grido del personale”ATA” della provincia di Cosenza,  che chiede tutela e sta manifestando pacificamente contro i tagli nella scuola da circa due mesi davanti al Palazzo del Prefetto. Una rappresentanza si rivolge ad IdV e al suo segretario Regionale, Maurizio Feraudo, affinché venga fatta luce su questioni ad oggi non chiare e che riguardano l’utilizzo di quanti, in sostituzione del personale docente, educativo ed Ata, non hanno i titoli per farlo e non hanno partecipato, a sentir loro, a “concorsi” per titoli e/o esami come si fa nel pubblico impiego. Quando si fa riferimento all’utilizzo improprio di altro personale, rispetto a chi rimane a casa, si parla dei cassa integrati di aziende private che non hanno  partecipato a nessuna procedura di reclutamento. Immediata la  risposta  del Segretario IdV che garantisce l’impegno a trasferire la questione al livello nazionale del Partito, coinvolgendo i parlamentari dall’Italia dei lavori e il Responsabile nazionale del  Dipartimento Lavoro e Welfare, Maurizio Zipponi. “Ritengo – dice Feraudo- che , al centro di questa riforma fatta di soli tagli,  si giochi il futuro del Paese con migliaia di precari che il governo vuole mandare a casa senza preoccuparsi delle disastrose conseguenze per le loro famiglie.  In Calabria, poi, una terra già  vessata da tante problematicità, questi tagli pesano ancor di più, sia alle  famiglie che non hanno altre possibilità di lavoro, sia alle scuole  che non possono garantire i servizi minimi essenziali. Stiamo  assistendo allo sfascio del mondo scolastico e Italia dei valori ha assunto una posizione netta e chiara sul punto che non è demagogica, ma, al contrario, tende a individuare la formazione scolastica come punto nevralgico per lo sviluppo del Paese. E’ strano  – continua Feraudo – che non vengano colpite le rendite finanziarie, gli sprechi di regime, mentre viene ritenuto normale tagliare i fondi destinati alla scuola. Noi dell’IdV siamo vicini alle giuste rivendicazioni e  alle lotte che si stanno portando avanti, pronti ad offrire ai precari calabresi la nostra disponibilità sul fronte istituzionale per la difesa dei diritti: Istruzione (art. 4 Cost.) e lavoro (art. 3 Cost.) per avere una Calabria migliore”.

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Miss Italia: ecco le 10 finaliste

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 settembre 2010

Giulia Di Quinzo (N°59) è stata eletta dal pubblico e dalla giuria in studio Miss Eleganza 2010, nel corso della seconda puntata trasmessa su Raiuno dal PalaLiabel di Salsomaggiore Terme.  Giulia aveva già vinto sabato la fascia di Miss Wella Professionals, titolo che è passato in automatico alla seconda classificata, Chiara Generali (N°14) Miss Eleganza Campania.  Le miss che hanno vinto i tre titoli nazionali legati agli sponsor assegnati ieri sera sono: Cecilia Montorro (N°07) Miss Valleverde Ragazza in Gambissime; Viola Gualandri (n°44) Miss Deborah Milano e Denise Laura Barbuto (N°26) Miss Liabel.
Le dieci finaliste che concorreranno al titolo di Miss Italia questa sera sono: Silvia Mazzieri (N°28) Miss Sasch Modella Domani (titolare della fascia di Miss Cinema 2010) e Giulia Di Quinzio (N°59) Miss Miluna Cielo Venezia 1270 Abruzzo (titolare della fascia di Miss Eleganza 2010); Anna Rita Granatiero (N°06) Miss Wella Professionals Puglia; Chiara Generali (N°14) Miss Wella Professionals Campania (titolare della fascia Miss Wella Professionals 2010); Elisa Spina (N°16) Miss Deborah Milano Marche; Francesca Testasecca (N°23) Miss Umbria; Maria Elena Scaramozzino (N°39) Miss Valleverde Ragazza in Gambissime Calabria; Giulia Nicole Magro (N°43) Miss Veneto (titolare della fascia di Miss Moda Mare Bear 2010); Viola Gualandri (N°44) Miss Emilia (eletta ieri sera Miss Deborah 2010) e Nunziata Bambaci (N°54) Miss Sicilia.
La finalissima di stasera vedrà correre per il titolo di Miss Italia le cinque ragazze provenienti dalla serata dedicata al Cinema e le cinque da quella dell’Eleganza, accanto alle quali verranno ripescate in diretta due ragazze.
Grande attesa per l’arrivo di Sofia Loren, che stasera incoronerà Miss Italia e per i due ospiti musicali: Cesare Cremonini e Biagio Antonacci. Presidente di giuria, accanto a Guglielmo Mariotto e Rita Rusic, sarà Flavio Insinna.
Stasera verranno elette inoltre: Miss Tv Sorrisi e Canzoni, Miss Peugeot, Miss Tecnologia Sony, Miss Miluna Cielo Venezia 1270 e Miss Sasch Modella Domani.

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