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GAM: Perché investire in titoli MBS garantiti da ipoteca?

Posted by fidest press agency su domenica, 27 novembre 2022

Commento a cura di Tom Mansley, Investment Director per le strategie MBS e ABS di GAM. I titoli garantiti da ipoteca (MBS) hanno subito una profonda trasformazione dopo la crisi finanziaria globale, oggi rappresentano quasi il 25% del mercato del reddito fisso negli Stati Uniti e sono una fonte di rendimento meno volatile. Le nuove norme e le condizioni di credito più rigorose introdotte a seguito della crisi finanziaria globale hanno migliorato la qualità di credito dei mutui ipotecari.Per gli investitori che vogliono costruire un portafoglio veramente diversificato nel reddito fisso globale, ci sono alcuni aspetti dei titoli MBS garantiti da ipoteca statunitensi che potrebbero renderli appetibili agli occhi degli investitori non americani. Può sembrare sorprendente che gli MBS siano in effetti il secondo segmento del mercato obbligazionario statunitense dopo i titoli del Tesoro. Infatti, rappresentano circa il 25% del mercato del reddito fisso negli Stati Uniti. A nostro giudizio, ci sono numerose ragioni per prendere in considerazione i titoli MBS USA. Considerato che i mutui ipotecari rappresentano una componente così ampia del mercato obbligazionario statunitense, è difficile avere una presenza rilevante in questo mercato se si escludono i mutui ipotecari. Gli MBS possono offrire rendimenti più alti dei titoli del Tesoro con scadenza analoga. E questo vale per i titoli agency di più alta qualità, ma anche per le emissioni non agency. Una delle ragioni del rendimento più alto è il rischio di estinzione anticipata e il rischio di reinvestimento correlato all’MBS. Nel caso di Ginnie Mae, Freddie Mac e Fannie Mae, tale rendimento maggiorato è correlato a un rischio di credito minimo o nullo. La qualità di credito elevata abbinata alle dimensioni ampie e alla gamma eterogenea di investitori fa sì che il mercato MBS statunitense sia generalmente molto liquido. Nonostante le preoccupazioni per l’inflazione e la prospettiva di una recessione, crediamo che i titoli MBS abbiano le potenzialità di superare la tempesta. Questo perché crediamo che i consumatori americani siano in grado di resistere bene grazie alla domanda robusta nel mercato del lavoro e al tasso di risparmio elevato durante la pandemia. Il tasso di disoccupazione ad agosto era del 3,5%, secondo noi, ciò dovrebbe consentire alla Federal Reserve di intervenire con decisione senza mettere in grande difficoltà il mercato del lavoro e il credito al consumo. Inoltre, il mercato MBS continua a essere favorito dalla domanda robusta di abitazioni e dai bassi indici di disponibilità che, a nostro giudizio, difficilmente diminuiranno mentre c’è carenza di abitazioni. (abstract by http://www.verinieassociati.com)

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“Robeco: Focalizzarsi sui titoli meno amati”

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 novembre 2022

A cura di Christopher Hart, Portfolio Manager della strategia Robeco BP Global Premium Equity. L’aumento dei tassi d’interesse, dovuto alle banche centrali, guidate dalla Federal Reserve statunitense, che stanno cercando di combattere la spirale inflazionistica, promuoverà il value investing, mentre lo stile rivale del growth investing rimarrà sottotono per ancora diversi anni.Il value investing consiste nella selezione di titoli il cui valore di mercato non riflette il potenziale sottostante della società. Questo stile tende ad avere risultati migliori in un contesto di tassi d’interesse normalizzati, in cui il costo del capitale è adeguatamente considerato nei multipli.L’investimento in titoli growth tende invece a sovraperformare in un contesto di bassi tassi d’interesse ed è stato lo stile dominante dei rendimenti di mercato durante gli anni del boom che si sono conclusi con la pandemia di Covid.Nei prossimi anni, non crediamo che l’investimento orientato alla crescita presenterà la stessa forza mostrata nel periodo 2018-2020, dovuta prevalentemente all’espansione dei multipli piuttosto che ad un’accelerazione significativa della crescita degli utili, rispetto alla storia. Ci saranno periodi di sovraperformance del growth che saranno guidati principalmente dal playbook della Fed, la cosiddetta ‘Fed put’, una volta che i tassi di interesse avranno raggiunto il picco e inizieranno a scendere di nuovo. Un esempio perfetto potrebbe essere quando la Fed smetterà di tagliare i tassi, e allora probabilmente avremo un’ondata di sovraperformance dei titoli ad alta capitalizzazione, poiché la politica dei tassi zero (ZIRP) diventerà il nuovo tema da tenere in considerazione.Questo è il modo in cui il mercato è stato condizionato. La politica dei tassi a zero che ha sostenuto la crescita per tanti anni, in particolare nel 2018 e nel 2019, non era sostenibile e non tornerà. Ci aspettiamo che i tassi della Fed salgano forse al 4,5-5%, per poi normalizzarsi al 2,5% circa. Questo impatterà fortementente l’investimento indiscriminato in titoli growth nel lungo termine.Il mercato rialzista che ha alimentato la sovraperformance dei titoli growth si è basato in gran parte sull’aumento dei multipli dei prezzi delle azioni piuttosto che sugli utili sottostanti. C’è stata una massiccia espansione dei multipli dei titoli ad alta capitalizzazione e una compressione dei multipli dei titoli a bassa capitalizzazione, non supportata da cambiamenti sostanziali nella crescita del reddito operativo relativo.Per il growth sarà difficile cercare di replicare questo tipo di performance che ha visto un’ampia deviazione del prezzo dei titoli ad alta capitalizzazione relativamente ai loro utili rispetto ai titoli a bassa capitalizzazione. I tassi d’interesse non arriveranno al punto di sostenere nuovamente questa situazione.I titoli value potrebbero anche fungere da isolante in una fase di volatilità innescata da una futura recessione. Se definiamo i titoli value come titoli dai multipli contenuti, con caratteristiche di qualità e momentum migliori della media, allora potrebbero essere dei rifugi sicuri.Si potrebbe dire che sono un porto sicuro perché sono supportati dai fondamentali e della qualità sottostante. E nel caso il momentum dei titoli a bassi multipli non fosse così negativo come viene spesso percepito dai mercati, allora, con il supporto dall’analisi bottom-up, si potrà contare anche sul supporto del multiplo sottostante.Le valutazioni sono estremamente favorevoli in Europa e nel Regno Unito, sia su base relativa che assoluta. Siamo in grado di trovare aziende molto convenienti, con caratteristiche qualitative e fondamentali simili a quelle delle società statunitensi, ma con valutazioni molto più basse.Nel contesto dei settori industriali e dei beni di consumo discrezionali, i multipli si sono compressi in Europa e nel Regno Unito a livelli molto interessanti. I fondamentali sono stabili o in miglioramento, ma è necessario che il momentum a breve termine inizi a diventare positivo, cosa che sospettiamo sia ancora lontana fino a tre trimestri.Per quanto riguarda i settori, i titoli del settore sanitario che hanno beneficiato ampiamente della pandemia continuano a brillare. Se si considerano le molteplici espansioni e contrazioni dei titoli del settore sanitario negli ultimi 20 anni, probabilmente si tratta di un settore più ciclico di quanto si possa pensare. Crediamo di trovarci al momento in una fase di rialzo.Nel frattempo, per stile di investimento value, facciamo riferimento alla scelta di quelle aziende non amate, le unloved gems, che gli altri ignorano. Il trucco sta nel trovare quel gruppo di nomi che sfidano quello che dice il mercato.In Europa c’è una significativa attività sul value in fase di sviluppo e sarà interessante vedere quanto rapidamente emergerà un’eventuale accelerazione al ribasso negli Stati Uniti dal punto di vista degli utili, perché l’abbiamo già visto in Europa.

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PGIM: Si avvicina il punto di svolta per i titoli growth

Posted by fidest press agency su domenica, 11 settembre 2022

A cura di Mark Baribeau, portfolio manager di PGIM Jennison Global Equity Opportunities fund. Il primo semestre è stato brutale. Il crollo dei mercati globali si è intensificato nel secondo trimestre, quando l’incertezza macroeconomica è salita a livelli straordinari. Diverse questioni hanno pesato sui prezzi delle obbligazioni e delle azioni, tra cui la posizione aggressiva della Federal Reserve, le pressioni inflazionistiche, la pandemia, i timori di recessione e il contesto geopolitico. L’impatto iniziale delle misure restrittive varate dalla Fed ha iniziato a manifestarsi a giugno, con dati che indicano un raffreddamento dei prezzi delle abitazioni e un rallentamento della crescita economica. La stagione degli utili sarà determinante per quanto riguarda l’impatto sulle società, con una riduzione della crescita degli utili societari come tendenza prevalente. Il lato positivo è che gli investitori sono tornati a orientarsi verso i titoli a crescita secolare, che a giugno hanno iniziato a macinare performance superiori ai titoli value. Sebbene sia troppo presto per dire se il fondo per il segmento growth non sia ancora stato raggiunto, a nostro avviso, ci stiamo avvicinando sempre più dopo la forte contrazione delle valutazioni. Riteniamo che il punto di svolta possa arrivare se le pressioni inflazionistiche si attenuano, soprattutto in relazione ai problemi della catena di approvvigionamento, all’occupazione e alla crescita economica.Continuiamo a trovare le migliori opportunità di crescita concentrate intorno agli stessi temi secolari, che abbiamo visto guidare la crescita degli utili e definire i leader del mercato negli ultimi anni. In un contesto macro in rapida evoluzione, abbiamo aumentato la nostra esposizione a questi temi attraverso società growth con caratteristiche qualitative più solide (ad esempio, una migliore generazione di flussi di cassa, multipli più bassi) per resistere meglio alle flessioni economiche e alla continua volatilità. Per esempio: – Veicoli elettrici. Si tratta del più grande cambiamento strutturale previsto per il prossimo decennio, con una domanda in rapida crescita di veicoli elettrici e di componenti come batterie elettriche, semiconduttori, ecc. – Innovazione nel settore sanitario. In molti segmenti dell’assistenza sanitaria si stanno avviando nuovi ed entusiasmanti cicli di produzione (ad esempio, nella gestione dell’obesità e nelle terapie oncologiche), oltre a settori specifici che dovrebbero trarre vantaggio dalla normalizzazione a livello globale rispetto alle restrizioni legate alla pandemia. – Beni di lusso. I marchi di consumo europei di alta qualità continuano a registrare una forte crescita, trainata dalle fasce demografiche più giovani. Questi brand godono di un forte potere di determinazione dei prezzi, caratterizzato da una domanda superiore all’offerta, e da liste d’attesa pluriennali. – Fintech. I mercati emergenti tendono ad avere sistemi finanziari meno sofisticati, creando grandi opportunità per le potenti piattaforme fintech di colmare il vuoto, soddisfacendo le esigenze bancarie e nell’ambito dei pagamenti di queste regioni. – Tecnologie aziendali. Le valutazioni sono compresse tra i principali fornitori di servizi basati sul cloud, anche se continuano a registrare una forte domanda che rende queste aziende attualmente più attraenti rispetto alle aziende di software-as-a-service (SaaS) a più alta capitalizzazione, che hanno prospettive di guadagno a breve termine meno promettenti. (abstract)

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Robeco: Anche i titoli di stato possono dare soddisfazioni

Posted by fidest press agency su domenica, 5 giugno 2022

A cura di Bob Stoutjesdijk, Strategist e Portfolio Manager Global Macro Fixed Income di Robeco. Al 10 maggio, il benchmark Global Aggregate fixed income registrava un rendimento annuo del -12,1%, con molti mercati sottostanti del reddito fisso che hanno subito perdite ancora più significative. Nemmeno le asset class con copertura della duration si sono rivelate, come molti sostenevano, la panacea all’inasprimento della politica della Federal Reserve, con rendimenti dell’investment grade in euro (rispetto ai titoli di stato) da inizio anno pari a -3,25% e dell’high yield in euro a -5,78%. Evidentemente cicli di inasprimento della politica monetaria rapidi, inattesi dal consenso e che per di più comportano una riduzione dei bilanci delle banche centrali, sono generalmente meno favorevoli per i prodotti a spread rispetto ai periodi di bassa volatilità dei tassi d’interesse e di quantitative easing. I titoli di Stato, nonostante la loro performance storicamente negativa, sono quindi i migliori tra i settori meno performanti nel panorama del reddito fisso. Tuttavia, tutto ciò è relativo.Oggi sul mercato ci sono opinioni divergenti ben articolate sulla questione secolare, e l’esito del dibattito è tutt’altro che scontato: i fattori demografici e i flussi di capitale internazionalizzati prevalenti negli ultimi decenni, a partire dagli anni ’80, continueranno a offrire un vento di coda benevolo? Oppure potremmo entrare in un regime di inflazione più impegnativo, simile a quello del periodo 1965-1981? Con i rendimenti obbligazionari vicini alla parte superiore del loro canale quarantennale di tendenza al ribasso – e vicini ai picchi di rendimento del 2018 dell’ultimo ciclo – la domanda è pertinente, ma potrebbe essere utile essere aperti a ogni possibile esito. Per quanto riguarda la seconda domanda, relativa alle prospettive cicliche, riteniamo che la risposta stia iniziando a diventare più chiara.Un numero sostanziale di rialzi è ora prezzato nelle estremità anteriori di molte curve dei titoli di Stato globali. In alcuni mercati sono stati prezzati quasi 250 punti base, se includiamo i rialzi appena comunicati (Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda e Ungheria, ad esempio), altri oltre 150-200 punti base (Corea del Sud, Norvegia, Svezia e persino l’Eurozona).Con queste premesse, la domanda sorge spontanea: fino a che punto l’aumento dei costi di prestito crea la massima sofferenza per l’economia? Se Summers e Domash avessero ragione, bisogna considerare il verificarsi di una recessione entro la fine del 2024. Per analizzare al meglio questa possibilità ci concentriamo su quattro fattori: la performance dei rendimenti della parte anteriore della curva quando le curve dei rendimenti si invertono e i tassi di policy raggiungono il picco, la relazione tra i picchi di inflazione su base annua e i picchi dei rendimenti obbligazionari, la struttura del debito delle economie, in particolare alla luce della crescente “intensità dei tassi d’interesse”, l’andamento dei mercati obbligazionari dopo il penultimo rialzo di ogni ciclo.Per quanto riguarda il primo aspetto, con la curva spot nominale USA 2/10 che si è temporaneamente invertita all’inizio di aprile, la nostra analisi mostra che i rendimenti a 2 anni hanno molte più probabilità di finire al di sotto dei loro forward a 12 mesi tra un anno. In altre parole, un’inversione della curva è un segnale a medio-lungo termine per acquistare la parte anteriore.In secondo luogo, mentre l’inflazione ha continuato a sorprendere il consenso raggiungendo un picco più tardi del previsto e a livelli più elevati, gli effetti base suggeriscono una certa moderazione nella seconda metà di quest’anno, almeno negli Stati Uniti. Se gli effetti base superano le evidenti pressioni al rialzo dei salari e gli effetti secondari, questa metrica suggerisce un potenziale picco dei rendimenti nel corso dell’estateIn terzo luogo, la maggior parte delle economie sviluppate si è indebitata ancora di più negli ultimi anni. Nel 1970 il debito delle famiglie e delle imprese statunitensi ammontava a circa il 45% del PIL. Oggi sono circa l’80% del PIL. Anche il debito pubblico era di poco inferiore al 40% del PIL nel 1970, mentre ora è triplicato fino a raggiungere il 120%. Questo è importante per il calcolo del momento in cui i cicli di rialzo della Federal Reserve si concluderanno, perché l’ammontare del debito fruttifero che deve essere ripagato diventa sostanzialmente più alto.Infine, i rendimenti obbligazionari statunitensi tendono a raggiungere il picco in prossimità del penultimo rialzo dei tassi di ogni ciclo. L’incertezza ex ante offusca la visione attuale, ma l’interazione tra le prospettive di crescita e i progressi sul fronte dell’inflazione sarà probabilmente fondamentale. (abstract by http://www.verinieassociati.com)

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“Comgest: il recente sell-off risveglia l’interesse per i titoli USA”

Posted by fidest press agency su domenica, 20 febbraio 2022

A cura di Christophe Nagy, Gestore del fondo Comgest Growth America di Comgest. All’inizio dell’anno abbiamo assistito a un’improvvisa inversione del sentiment sui mercati. In uno scenario di solidità dell’economia statunitense, cresciuta del 6,9% nel quarto trimestre del 2021, a seguito di livelli di occupazione record e di consumi privati e piani di investimento aziendali vigorosi, gli investitori hanno rivolto lo sguardo a una Federal Reserve sempre più aggressiva, che ora sta prendendo in considerazione almeno quattro aumenti dei tassi nel 2022. Mentre la prospettiva di un aumento dei tassi d’interesse potrebbe contenere con successo le pressioni inflazionistiche senza rallentare la ripresa economica, gli investitori hanno approfittato del nuovo orientamento di politica monetaria e hanno accelerato il riequilibrio delle loro allocazioni verso settori sensibili alla reflazione come l’energia e i titoli finanziari. Nel frattempo, nel corso del mese c’è stato un allontanamento dagli asset con duration lunga, specialmente dai comparti più costosi del mercato. I settori energetico e finanziario hanno guadagnato e perso rispettivamente il 19% e l’1%, rispetto alla contrazione del 5,2% dell’indice S&P 500 in USD. Per illustrare la gravità dei movimenti del mercato, il 55% delle aziende del Nasdaq è sceso più del 50% rispetto ai picchi dei 12 mesi precedenti. In questo scenario volatile, il nostro obiettivo rimane invariato: cerchiamo di detenere società di qualità, redditizie e con interessanti prospettive di crescita. Johnson & Johnson ha registrato una crescita organica del fatturato del 12% lo scorso trimestre, sostenuta dal suo vaccino contro il Covid-19 e dal successo del lancio di nuovi prodotti farmaceutici e dispositivi medici. Allo stesso modo, Microsoft ha incrementato i ricavi del 20%, grazie ai servizi di cloud Azure e alle offerte di Office, aumentando i margini operativi al 43%. L’innovazione dei prodotti ha contribuito all’aumento dell’11% delle vendite di Apple, sottolineando la resilienza dell’azienda nonostante le difficoltà nella catena di approvvigionamento mondiale. Infine, Activision Blizzard ha ricevuto un’offerta di acquisizione da parte di Microsoft, che ha fatto salire le sue azioni nel periodo.

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“Comgest: la variante Omicron premia i titoli difensivi e di crescita in Usa”

Posted by fidest press agency su martedì, 18 gennaio 2022

A cura di Christophe Nagy, Gestore del fondo Comgest Growth America di Comgest. L’indice S&P ha registrato un calo a fine novembre, quando la nuova variante Omicron del Covid-19 ha sollevato preoccupazioni. I titoli “ciclici” hanno ceduto parte dei loro guadagni del 2021 (con il settore dell’energia e i finanziari in calo di circa il 4%) mentre i titoli difensivi e di crescita hanno sovraperformato.L’inflazione è salita al 6,2%. ad ottobre, a causa soprattutto dell’energia in aumento del 30% su base annua, spingendo la Fed a porre fine, prima del previsto, all’allentamento monetario. La disoccupazione continua a diminuire, al 4,6%, ossia pari a sette milioni di disoccupati, avvicinandosi ai livelli pre-pandemici del 3,5%. I consumatori statunitensi continuano a conservare un eccesso di risparmio, corrispondente a circa il 10% del PIL nazionale.Il Presidente degli Stati Uniti ha rinnovato il mandato del Governatore della Fed, Powell, garantendo continuità alla politica della Banca centrale. Biden, inoltre, ha firmato il lungamente discusso disegno di legge sulle infrastrutture da 1.000 miliardi di dollari, liberando fondi per i trasporti, la banda larga e le utility, negli USA. È in fase di discussione l’approvazione di un ulteriore pacchetto di 1,75 mila miliardi di dollari per gli ammortizzatori sociali e la politica climatica.Il tira e molla sul mercato riguarda, al momento, i costi per il raggiungimento degli obiettivi di neutralità carbonica (i prezzi dei combustibili fossili, a breve termine, saliranno se si interromperanno gli investimenti a monte), ma anche la carenza di forniture nel settore manifatturiero “near shoring” (carenza di manodopera, carenza di chip e domanda volatile), e gli interrogativi sul corso che imboccherà l’economia, una volta usciti dalla recessione dovuta al Covid-19. Continuiamo a preferire le società che evidenziano una solidità dei margini e patrimoniale, un’intensità di lavoro e di capitale relativamente bassa e ricavi ricorrenti.Gli utili del terzo trimestre hanno mostrato la capacità di recupero delle società in portafoglio, tra le quali troviamo Roblox, Trex e Costco, che hanno messo in evidenza il passaggio storico ai giochi online, il miglioramento durevole del settore abitativo e di quello alimentare di qualità a prezzi bassi.

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Azioni europee: il segreto è una selezione dei titoli guidata da una ricerca meticolosa

Posted by fidest press agency su sabato, 1 gennaio 2022

A cura di Ann Steele, Gestore di portafoglio di Columbia Threadneedle Investments. Il virus però ha un effetto deflazionistico e la nuova variante ha spinto in secondo piano i timori di inflazione del 2021.Le banche centrali tentenneranno più a lungo prima di alzare i tassi, i rendimenti obbligazionari sono destinati ad arretrare e il Treasury USA decennale finirà per oscillare tra 130 e 170 pb. L’andamento dei mercati finanziari statunitensi è molto importante per quelli europei.Ci aspetta un inverno difficile, caratterizzato da un’economia a singhiozzo con qualche shock ai ricavi aziendali. Se gli Stati Uniti daranno prova di resilienza, si materializzeranno abbondanti opportunità. Per questi motivi, il segreto è una selezione dei titoli guidata da una ricerca meticolosa. La reazione dei consumatori sarà determinante. È troppo presto per essere ottimisti sulle società di viaggi e tempo libero, mentre alcuni titoli ipervenduti dei beni di prima necessità potrebbero offrire valore, poiché una crescita sicura è una proposizione vincente. In Europa, i titoli del lusso appaiono interessanti. Quelli in cima alla piramide del settore, come Hermes e LVMH, sanno destreggiarsi molto abilmente in questo clima di incertezza, ad esempio posticipando l’uscita dei prodotti e rendendoli più desiderabili, il che spinge i clienti a mettersi di buon grado in lista d’attesa. E non parliamo solo di borse; anche i loro articoli per la tavola sono molto richiesti. Nell’eventualità di un forte calo della domanda, basta attingere alle liste d’attesa. La leadership politica europea è interessata da importanti cambiamenti. L’addio di Angela Merkel dopo 16 anni al timone del governo tedesco potrebbe comportare un aumento della spesa per le infrastrutture, di cui il paese ha disperatamente bisogno. L’esito delle elezioni presidenziali francesi del 2022, cruciale per il Regno Unito ma anche per l’Europa continentale, appare in bilico. Il 2022 si prospetta come un anno a singhiozzo. Una ricerca dettagliata, che favorisca una migliore comprensione delle imprese e dei modelli di business, sarà premiante. Le aziende avvedute che hanno fatto i loro compiti avranno l’occasione di effettuare acquisizioni opportunistiche. Inoltre, non mancheranno le opportunità per una selezione dei titoli intelligente. http://www.columbiathreadneedle.it

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Titoli di Stato e obbligazionario

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 dicembre 2021

A cura di Adrian Hilton, Responsabile tassi e valute globali di Columbia Threadneedle Investments. Il 2021 passerà alla storia per l’impiego smodato dell’aggettivo “transitorio”. Parlando dei mercati, esso fa riferimento alla battaglia tra l’aumento delle aspettative di inflazione e l’idea che il livello attualmente smodato di incremento dei prezzi si riassesterà il prossimo anno, non appena ci saremo lasciati alle spalle una serie di fattori transitori, quali la riapertura dell’economia, le carenze dal lato dell’offerta (a livello di manodopera e di capitale) e i rincari dell’energia. Di conseguenza, è stato un anno difficile per i titoli di Stato dei paesi core. Per gran parte dell’anno si è osservato un aumento delle aspettative relative ai rendimenti e all’inflazione, a fronte di risultati di fatto negativi. Contestualmente, le banche centrali hanno mantenuto toni accomodanti, ma in diverse occasioni non sono riuscite a conquistare la fiducia o il supporto del mercato. Anche la nostra convinzione di un contesto caratterizzato da crescita, inflazione e rendimenti obbligazionari più bassi più a lungo è stata messa in discussione, facendo di quest’anno un periodo a tratti più difficile per i nostri fondi. Quali sono le prospettive? A nostro avviso questo tipo di pressioni inflazionistiche eccezionali non sarà ripetibile e non porterà ad aumenti sostenibili dei salari. Alla luce di ciò, siamo dell’idea che dopo il solido rimbalzo di quest’anno le economie saranno gravate da un’evoluzione negativa dei salari reali, da difficoltà sul fronte fiscale (specialmente nel Regno Unito) e da un certo inasprimento monetario. I mercati dei titoli di Stato dovrebbero trarre vantaggio da questo contesto, ragion per cui la nostra previsione centrale è quella di rendimenti superiori nel 2022 rispetto al 2021. Il nostro punto di vista è che i driver strutturali a lungo termine di bassa inflazione e bassi rendimenti obbligazionari rimarranno in atto e che i tassi d’interesse neutrali non si dimostreranno più alti rispetto ai periodi precedenti. Pertanto, riteniamo che il mancato irripidimento delle curve dei rendimenti da parte del mercato, anche quando l’inflazione aumenta, sia ragionevole. Inoltre, privilegiamo sempre più il segmento delle curve a 3-5 anni, dove il pricing dei tassi sembra pieno e il carry attraente. Anche se la BCE sta ridimensionando il suo continuo sostegno ai mercati obbligazionari dell’Eurozona, pensiamo che rimarrà sensibile al rischio di frammentazione tra gli emittenti sovrani e si opporrà a un indebito allargamento degli spread periferici. Questo ci rende tranquilli nel possedere obbligazioni italiane e spagnole.Fonte: http://www.columbiathreadneedle.it

A cura di Adrian Hilton, Responsabile tassi e valute globali di Columbia Threadneedle Investments. Il 2021 passerà alla storia per l’impiego smodato dell’aggettivo “transitorio”. Parlando dei mercati, esso fa riferimento alla battaglia tra l’aumento delle aspettative di inflazione e l’idea che il livello attualmente smodato di incremento dei prezzi si riassesterà il prossimo anno, non appena ci saremo lasciati alle spalle una serie di fattori transitori, quali la riapertura dell’economia, le carenze dal lato dell’offerta (a livello di manodopera e di capitale) e i rincari dell’energia. Di conseguenza, è stato un anno difficile per i titoli di Stato dei paesi core. Per gran parte dell’anno si è osservato un aumento delle aspettative relative ai rendimenti e all’inflazione, a fronte di risultati di fatto negativi. Contestualmente, le banche centrali hanno mantenuto toni accomodanti, ma in diverse occasioni non sono riuscite a conquistare la fiducia o il supporto del mercato. Anche la nostra convinzione di un contesto caratterizzato da crescita, inflazione e rendimenti obbligazionari più bassi più a lungo è stata messa in discussione, facendo di quest’anno un periodo a tratti più difficile per i nostri fondi. Quali sono le prospettive? A nostro avviso questo tipo di pressioni inflazionistiche eccezionali non sarà ripetibile e non porterà ad aumenti sostenibili dei salari. Alla luce di ciò, siamo dell’idea che dopo il solido rimbalzo di quest’anno le economie saranno gravate da un’evoluzione negativa dei salari reali, da difficoltà sul fronte fiscale (specialmente nel Regno Unito) e da un certo inasprimento monetario. I mercati dei titoli di Stato dovrebbero trarre vantaggio da questo contesto, ragion per cui la nostra previsione centrale è quella di rendimenti superiori nel 2022 rispetto al 2021. Il nostro punto di vista è che i driver strutturali a lungo termine di bassa inflazione e bassi rendimenti obbligazionari rimarranno in atto e che i tassi d’interesse neutrali non si dimostreranno più alti rispetto ai periodi precedenti. Pertanto, riteniamo che il mancato irripidimento delle curve dei rendimenti da parte del mercato, anche quando l’inflazione aumenta, sia ragionevole. Inoltre, privilegiamo sempre più il segmento delle curve a 3-5 anni, dove il pricing dei tassi sembra pieno e il carry attraente. Anche se la BCE sta ridimensionando il suo continuo sostegno ai mercati obbligazionari dell’Eurozona, pensiamo che rimarrà sensibile al rischio di frammentazione tra gli emittenti sovrani e si opporrà a un indebito allargamento degli spread periferici. Questo ci rende tranquilli nel possedere obbligazioni italiane e spagnole.Fonte: http://www.columbiathreadneedle.it

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Capital Group: La rivoluzione verde dà nuova energia ai titoli del settore utility

Posted by fidest press agency su sabato, 23 ottobre 2021

A cura di Bobby Chada, Investment Analyst di Capital Group. Dopo tre anni, continuativi di performance stellare, nel 2021 i titoli del settore dell’energia rinnovabile sono tornati con i piedi per terra. Ma il futuro dell’energia verde è ancora promettente, perché la transizione mondiale verso un’economia a basso tenore di carbonio sta acquisendo sempre più slancio. Nel breve periodo, i timori degli investitori in merito all’aumento dei rendimenti obbligazionari e dell’inflazione hanno spinto al ribasso il settore dei servizi di pubblica utilità. E il flusso enorme di liquidità negli investimenti ecologici degli ultimi anni ha alimentato il timore di una bolla verde. Tuttavia, a nostro avviso, le grandi aziende europee attive nel settore dell’energia pulita vantano fondamentali solidi.Il motivo principale per cui ci aspettiamo che le aziende attive nell’energia pulita realizzino buoni risultati è il fatto che la tecnologia rinnovabile diviene sempre più economica. L’energia rinnovabile è già di per sé competitiva, e il costo per costruire un megawatt di generazione di energia pulita, che si tratti di eolico onshore, eolico offshore o fotovoltaico solare, sta calando e dovrebbe continuare a farlo. Ogni anno il costo medio di produzione probabilmente scende di una percentuale compresa tra il 10% e il 15%, e lo stesso discorso vale per i costi della capacità di accumulo in batterie o dell’idrogeno verde. Un settore molto importante da tenere d’occhio è quello dell’idrogeno verde, considerato da molti esperti la chiave per la decarbonizzazione di settori come l’acciaio e le spedizioni. L’idrogeno è ancora costoso da produrre senza l’impiego di combustibili fossili, ma sembra che questa sarà la prossima innovazione tecnologica della transizione energetica.Esiste il rischio che le big oil possano accedere al settore dell’energia pulita e minacciare la dominanza degli attuali colossi delle rinnovabili, tra cui EDP, Enel, Engie, Iberdrola e Orsted. Ritengo tuttavia che il mercato stia crescendo a un ritmo sufficiente da lasciare spazio per tutti. E se da un lato aziende petrolifere come BP e Shell hanno iniziato a fare capolino nelle rinnovabili nell’ambito dei loro piani per lo zero netto, sarà difficile eguagliare le competenze, la portata e le pipeline esistenti dei colossi delle rinnovabili. Gli USA e la Cina, da sempre indietro sul tema del clima, si sono impegnate a ridurre le emissioni e orientarsi verso l’energia pulita. Ovviamente rimane da vedere come manterranno questi impegni, ma la direzione è piuttosto chiara.Anche l’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA), che ha sempre sottostimato la crescita delle rinnovabili, sembra oggi aver realizzato la portata degli sforzi necessari per scongiurare un disastro climatico. All’inizio dell’anno, la IEA ha pubblicato un report che mette in luce la necessità di incrementare gli investimenti nelle rinnovabili di tre volte entro il 2030.L’Unione Europea, già leader globale nell’energia pulita con una penetrazione delle rinnovabili pari al 20% circa, è destinata a una crescita elevata. L’UE ha pianificato di trarre metà della sua energia dalle rinnovabili entro il 2030, e il tanto atteso quadro di riferimento “Green Deal” dovrebbe fornire un’ulteriore spinta, considerando che il blocco intende ridurre le emissioni di gas serra raggiungendo lo zero netto entro il 2050.Il Green Deal dell’UE richiederà enormi investimenti (EUR 7.000 miliardi entro il 2050) che saranno tratti da un mix di investimenti privati, prestiti pubblici e finanziamenti sovvenzionati. In definitiva, anche senza finanziamenti governativi, pochi fattori potrebbero far deragliare la rivoluzione dell’energia pulita. Le rinnovabili godono di una posizione privilegiata sul fronte economico, trainata da un calo dei costi destinato a proseguire. Il settore non necessita di sussidi, nemmeno in un contesto di prezzi dell’energia ridotti. Lo slancio atto alla decarbonizzazione dell’economia mondiale è potente e sufficientemente durevole da trainare un cambiamento epocale. Questo significa che è ora di smettere di pensare alle utility come a investimenti statici e datati che non possono produrre una crescita a doppia cifra. Queste aziende non sono più bond proxy a crescita zero, e a nostro avviso sono destinate a produrre risultati di investimento molto solidi. (abstract)

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“Il ritorno dei titoli value, ma solo se sostenibili”

Posted by fidest press agency su sabato, 20 marzo 2021

A cura di Marco Ghilotti, Senior Business Development Manager, e Gabriele Susinno, Senior Client Portfolio Manager di Pictet Asset Management. Gli istituzionali stanno progressivamente ruotando i portafogli verso titoli ciclici e value. Si tratterà di un trend che nel corso del 2021 si rafforzerà, con una forte attenzione verso la sostenibilità. Nelle ultime settimane sui mercati è tornata la volatilità mentre monta il timore di fiammate inflazionistiche e persiste l’incertezza sull’evoluzione della pandemia.La storia insegna che in questi frangenti, l’approccio da privilegiare è diversificazione e selezione attiva, ovvero scegliere con attenzione settori e società che sono esposti positivamente alla rotazione cyclical e Value garantendo al contempo gli aspetti ESG. Gli investitori istituzionali si stanno seriamente attrezzando in questa direzione, spinti non solo dai regolatori ma anche dall’impegno dei consigli di amministrazione che stanno trovando nell’engagement una delle soluzioni. Da parte nostra, si consolida sempre più la convinzione che non ci siano E e S senza G.Il 2020 ha esacerbato fattori sociali quali la capacità di sopravvivenza, la disillusione dei giovani e l’erosione della coesione sociale. La sostenibilità sta diventando l’opportunità di crescita del secolo. Diversi governi dell’OCSE stanno attivamente includendo misure a sostegno della transizione verso un’economia verde. I cambiamenti nei modelli di business e la fiducia dei consumatori accompagneranno l’ottimismo reflazionistico post-pandemico indotto dal policy mix in questa fase del ciclo. Le aspettative di maggiore crescita nominale, l’irripidimento della curva dei rendimenti, la maggiore leva operativa di alcuni favoriranno una rotazione della leadership rispetto alla precedente fase di mercato. Tutti alisei che sospingono favorevolmente i titoli ciclici, come industriali e materiali, esposti alla crescita attesa del Pil, e value, favoriti rispetto ai growth dalle aspettative di un aumento del rendimento reale. Caratteristiche che appaiono sempre più verificate nell’evoluzione che i mercati hanno mostrato da inizio anno. La ripresa degli utili rimane la chiave di lettura, in un contesto di valutazioni elevate e in presenza di un sentiment degli investitori saldamente rialzista.Durante il mese di febbraio, un portafoglio ponderato investito nei titoli più sottovalutati (ovvero nel quartile inferiore in termini di price to book ratio), ha battuto l’indice MSCI World del 6%. Dagli anni Novanta del secolo scorso, basandosi sulla stessa metrica, solo 5 mesi hanno assistito ad una sovra performance maggiore, il primo dei quali è novembre 2020. Per gli altri bisogna risalire al 2009 all’esplosione della bolla internet negli anni 2000-2001. Allora come oggi i settori value privilegiati sono l’Energy e i Financials. Il contesto resta favorevole per un’attenzione particolare alle valutazioni. Le ragioni sono diverse, la prima è la paura della recente forte corsa verso i risky assets, paura che segnala un potenziale cambiamento di paradigma nei modi di implementare l’ottimismo che le aspettative post-COVID ingenerano. Persistono comunque rischi in termini di potenziale ritorno di un’inflazione superiore alle attese o di un aumento della disoccupazione e di ulteriori difficoltà aziendali se la pandemia dovesse protrarsi più a lungo.Le ultime settimane hanno anche visto ritornare la volatilità sui mercati azionari con il movimento dei rendimenti obbligazionari. Ciò induce gli investitori a riconsiderare la composizione del proprio portafoglio. Ad esempio, il rendimento dei buoni del tesoro statunitensi a 10 anni è salito dallo 0,9% all’inizio dell’anno all’1,6% l’8 marzo, a causa delle preoccupazioni che un atteggiamento politico troppo espansivo e una forte ripresa economica possano scatenare pressioni inflazionistiche.Resta da capire come conciliare il ritorno del value con l’approccio ESG, dal momento che la maggior parte delle strategie di investimento ESG tende ad essere orientata verso settori in crescita come la tecnologia. L’intrinseca componente growth ha contribuito alla buona performance delle strategie ESG negli ultimi anni, poiché i titoli tecnologici growth e long duration hanno beneficiato dei bassi tassi di interesse e, più recentemente, delle perturbazioni causate dalla pandemia. La disparità di valutazione tra i settori è riportata nel grafico seguente.

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“L’importanza della selezione dei titoli nel mercato Europeo delle small cap”

Posted by fidest press agency su martedì, 19 gennaio 2021

A cura di Mine Tezgul, Gestore di portafoglio di Columbia Threadneedle Investments. La gestione del capitale nel bel mezzo di una crisi può rivelarsi impegnativa, ma il nostro approccio d’investimento di lungo termine e la nostra disciplina di valutazione ci hanno aiutati a sfruttare l’instabilità dei mercati. Le società europee di minori dimensioni hanno mostrato una buona tenuta durante la crisi pandemica. Nell’arco dei dodici mesi sino a fine settembre 2020, l’indice EMIX Europe ex UK Small Cap ha generato un rendimento totale del 5,7% in euro, mentre il rendimento in sterline è stato dell’8,4%, a fronte del -7,3% (in euro) dell’MSCI Europe, un indicatore attendibile delle performance delle large cap.Probabilmente, questi risultati non erano del tutto scontati all’inizio. Le imprese più piccole sono soggette a rischi maggiori e possono essere colpite più duramente in una fase di rallentamento economico perché sono meno diversificate e possono avere risorse minori su cui contare. Come ci approcciamo dunque a questo contesto d’investimento, specie durante una crisi? Innanzitutto, una crisi testa la capacità di tenuta del modello di business e dell’adeguatezza patrimoniale di un’azienda. La nostra filosofia d’investimento, che si concentra sulle imprese di alta qualità con fossati economici solidi, rendimenti appetibili e bilanci sani, ci ha aiutato a differenziarci durante questo periodo di maggiore incertezza. Le società con fondamentali deboli vedono il proprio valore patrimoniale dileguarsi durante le recessioni se vi entrano con una leva finanziaria eccessiva. Per contro, le aziende con modelli di business robusti che generano free cash flow e dimostrano di saper crescere senza indebitarsi oltremisura sono in grado di attraversare una turbolenza economica in maniera più efficace e di uscirne addirittura rafforzate. La selezione dei titoli è dunque di fondamentale importanza.La pandemia globale ha accelerato molti trend già individuati come fattori di crescita strutturali per le tipologie di aziende che noi prediligiamo. Ad esempio, la digitalizzazione e l’aumento del consumo di dati hanno continuato ad avallare la legge di Moore e ad alimentare la spesa per investimenti in semiconduttori, che favoriscono le imprese leader nei mercati di nicchia delle tecnologie per semiconduttori. Al contempo, le principali società di pagamenti europee, che hanno potenziato il proprio potere di fissazione dei prezzi attraverso il consolidamento, hanno registrato una crescita vigorosa grazie al continuo passaggio dai contanti ai pagamenti elettronici, sospinto dalle scelte dei consumatori e dalle normative. Le aziende che producono test diagnostici e tecnologie medicali hanno ampliato notevolmente le proprie basi, grazie agli investimenti nell’automazione e nell’innovazione nel settore sanitario, che sosterranno per molti anni la crescita dei loro ricavi ricorrenti. Le piattaforme tecnologiche che godono di un forte effetto di rete hanno rafforzato la propria posizione conquistando nuove categorie di clienti “vischiose” a fronte dell’accelerazione del passaggio alle transazioni online in settori come commercio elettronico, online banking, consegne alimentari e giochi online. Riteniamo che questi trend rimarranno intatti e che, abbinati ai vantaggi competitivi, decreteranno i vincitori nel lungo termine.D’altro canto, le aziende che abbiamo deciso di evitare in ragione delle criticità strutturali create dalle tecnologie dirompenti e dai rischi di sostenibilità hanno sofferto ulteriormente quest’anno a causa delle restrizioni legate alla pandemia e della maggiore attenzione ai fattori ESG. Il settore degli immobili commerciali, ad esempio, risente del deterioramento del potere di fissazione dei prezzi dovuto all’evoluzione della domanda, esacerbata dal telelavoro e dagli acquisti online. L’innovazione tecnologica nel campo della distribuzione dei contenuti video, al contempo, continua a rappresentare una sfida per i cinema. I rischi di sostenibilità e le passività ad essi associate rimangono elevati nei settori più inquinanti, come il petrolio e il gas. Valutare la sostenibilità è uno dei pilastri del nostro processo d’investimento e confermiamo il sottopeso sulle aziende esposte a tali rischi significativi.
Infine, il nostro approccio d’investimento di lungo termine e la nostra disciplina di valutazione ci hanno aiutati a sfruttare l’instabilità dei mercati innescata dai timori di breve termine legati alla crisi sanitaria. Durante l’ondata di vendite indiscriminata nella prima metà dell’anno abbiamo aperto e incrementato posizioni nelle società di elevata qualità a prezzi convenienti, che offrivano notevoli margini di rialzo rispetto al valore intrinseco.Destreggiarsi nelle fasi di volatilità dei mercati non è facile, ma per gli investitori pazienti esistono delle opportunità. L’universo small cap è particolarmente fertile in tal senso, perché le aziende che lo compongono sono più trascurate e meno comprese dagli analisti. Ciò conferisce a un gestore attivo un maggiore spazio di manovra per generare alfa investendo nelle idee d’investimento high-conviction oggetto di accurate ricerche. La nostra filosofia d’investimento orientata alla qualità e alla crescita, il nostro processo bottom-up di stampo fondamentale e l’approccio di lungo termine ci hanno consentito di ottenere buoni risultati sia nelle fasi rialziste sia in quelle ribassiste. Restando fedeli al nostro processo d’investimento siamo riusciti ad attraversare con successo i variegati contesti di mercato presentatisi nel 2020, e ci prefiggiamo di fare altrettanto in futuro.

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Fixed Income – Il momento giusto per i titoli high yield?

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2020

A cura di Prashant Agarwal e Audrey Laurencet di Pictet Asset Management. Il miglioramento delle prospettive economiche e per gli utili societari da un lato e bassi costi di servizio del debito dall’altro riducono il rischio di default. Ciò significa che le obbligazioni high yield dovrebbero continuare a essere una delle poche aree dell’universo del reddito fisso in cui gli investitori possono ancora trovare un rendimento positivo.Le prospettive per le società non investment grade paiono migliori anche alla luce delle politiche fiscali e monetarie. Il mercato del credito europeo ha beneficiato degli stimoli senza precedenti delle banche centrali e dei governi, che sono intervenuti tempestivamente per proteggere le aziende strategiche e limitare il numero di default societari. La portata e la velocità di tali interventi, compresi programmi come la cassa integrazione e i prestiti garantiti dal governo, sono state sorprendenti.Dal canto loro, le società hanno rafforzato le posizioni in liquidità e i bilanci, attingendo alle loro linee di credito, emettendo nuovo debito, tagliando costi e riducendo la spesa in conto capitale. Il rapporto cash/debito tra le società non investment grade in Europa è di conseguenza salito dal 10% dell’anno scorso al 19% di giugno 2020.Ovviamente, non tutte le società usciranno indenni da questa crisi, ma l’impatto sarà probabilmente inferiore a quello originariamente previsto. A marzo 2020, lo scenario centrale di Moody’s prevedeva tassi di default del 7-8% per gli emittenti high-yield. Da allora, tuttavia, le condizioni sono migliorate, inducendo Moody’s ad agosto a rivedere al ribasso le previsioni dei tassi di insolvenza al 4,9%. Esiste una concreta possibilità che le insolvenze abbiano già raggiunto il picco. La salute del credito societario europeo è in miglioramento. Le obbligazioni emesse dalle aziende francesi e tedesche, ad esempio. Tra i principali Paesi sviluppati, Francia e Germania sono in testa in termini di sostegno alle aziende con pacchetti rispettivamente da 16,2 e 14.3 miliardi di euro: più del doppio del Paese in terza posizione, l’Italia. Lo shock di quest’anno dovuto alla pandemia è stato diverso da quello della crisi finanziaria del 2008 in termini di impatto sui singoli settori. Nel 2008-2009, i titoli finanziari sono stati quelli più duramente colpiti; anche i titoli industriali sono stati penalizzati, come spesso succede durante i periodi di recessione. Questa volta, tuttavia, molte aziende sono state in grado di continuare a operare, in parte grazie alla sempre maggiore automazione. Le aziende chimiche e dei trasporti, per esempio, hanno affrontato la crisi molto meglio del periodo 2008-2009. Per contro, l’impatto economico è stato maggiormente avvertito nel terziario. A nostro avviso, i prezzi di mercato ancora non riflettono questa resilienza.Con l’impegno sia delle banche centrali che dei governi a fornire supporto finanziario destinato a durare mesi e non decenni, il credito a più breve scadenza è particolarmente interessante. La curva dei titoli high yield è praticamente piatta. Ad esempio, l’obbligazione con scadenza 2027 di Teva Pharmaceutical Industries è attualmente scambiata a soli 42 pb di rendimento in più rispetto all’omologa del 2023 (si veda la Fig. 2). Investendo in scadenze più brevi, gli investitori ottengono in questo modo rendimenti simili, assumendosi un rischio di duration inferiore.4Nel complesso, quindi, lo spread offerto dalle obbligazioni high yield a breve termine offre una ricompensa più che adeguata rispetto al rischio di default. Prevediamo che il credito europeo high yield a breve termine genererà rendimenti positivi del 3-5% nei prossimi 12 mesi. Rispetto ad altre alternative all’interno dell’universo del reddito fisso, questa è un’opportunità da non lasciarsi sfuggire. (abstract)

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Scuola: Graduatorie provinciali per le supplenze, migliaia di precari non si arrendono all’improvviso cambio dei titoli

Posted by fidest press agency su domenica, 6 settembre 2020

Boom di richieste di maggiore riconoscimento dei titoli conseguiti all’interno delle nuove domande per l’inserimento nelle nuove Gps. “A proposito delle Graduatorie provinciali per le supplenze – ha dichiarato Marcello Pacifico in una video-intervista rilasciata alla testata Teleborsa – migliaia di docenti precari hanno chiesto di ricorre per un motivo semplice: hanno riscontrato che i loro titoli di studio che erano stati sempre valutati nelle graduatorie d’istituto nella seconda e terza fascia, permettendo loro in questi anni di svolgere diverse supplenze e maturare quindi maggiore esperienza. Tutto ad un tratto, questi titoli non valgono più nella prima e seconda fascia Gps perché la nuova tabella di valutazione titoli e in base all’Ordinanza ministeriale” non sono più considerati allo stesso modo”.Anief ricorda che fino al 31 agosto è ancora possibile impugnare l’Ordinanza n. 60 del 10 luglio 2020 attraverso i ricorsi predisposti dal giovane sindacato per la a tutela dei docenti non di ruolo.Le penalizzazioni rivolte al personale docente precario sono un’ingiustizia. E tanti di loro lo hanno compreso aderendo ai ricorsi patrocinati dal giovane sindacato Anief. Il problema, ha spiegato il suo presidente nazionale Marcello Pacifico, è che con le regole imposte dall’amministrazione “si incrociano due principi, quello di affidamento e di ragionevolezza, che sono stati violati: è il caso di master e perfezionamenti, ma anche degli Insegnanti Tecnico Pratici e il mancato loro inserimento senza i 24 Cfu. E tanti altri”.

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Le famiglie italiane preferiscono la liquidità e i piccoli investimenti in progetti eco-sostenibili

Posted by fidest press agency su martedì, 21 luglio 2020

«Cala invece l’interesse per i titoli considerati più tradizionali, perché è aumentata la diffidenza verso le istituzioni che dovrebbero tutelare i risparmi». È questo il giudizio di GreenVestingForum, il forum della finanza alternativa green promosso da Ener2Crowd.com, la startup italiana che sta rivoluzionando gli investimenti nella sostenibilità ambientale ed energetica.
Certo è che l’86% degli italiani riesce a mettere qualcosa da parte ogni mese, rispetto ad una media europea pari al 75%. A sottolinearlo è proprio un’indagine Ener2Crowd.com. Ma i nostri connazionali non vogliono più investire in maniera tradizionale: a ricorrere ai Bpt Futura —ad esempio— non sono stati i piccoli risparmiatori come si è voluto far credere.Da un’analisi dei dati delle aste realizzata da Ener2Crowd.com si evince che la taglia media di ordine è stata pari ad oltre 36 mila euro. «In un Paese dove lo stipendio medio netto mensile dei 18 milioni di lavoratori dipendenti è pari a 1.600 euro, ci vorrebbero quasi 10 anni per poter disporre di una tale cifra» osservano gli analisti di Ener2Crowd.Su un campione di mille uomini e mille donne di età compresa tra i 18 ed i 64 anni distribuiti lungo tutto lo Stivale ed intervistati da Ener2Crowd, la propensione al risparmio è risultata essere pari al 12% del reddito.Ma il 64% degli intervistati si mostra insoddisfatto dai classici investimenti proposti dalle banche o dagli intermediari finanziari, sfiduciati dai crac del passato e scontenti dai tassi di interesse ormai irrisori.Il GreenVestingForum evidenzia —ad esempio— come il tasso di rendimento medio nei 10 anni del Btp Futura sia pari a circa l’1,29%. Ma nell’ultimo decennio l’inflazione è stata pari all’1,5% ed in quello precedente al 2%. I Btp Futura in concreto non proteggono gli investitori nemmeno dall’inflazione «obiettivo» e rischiano di vincolare capitali per alimentare l’economia in altri modi per 10 anni. Una “fregatura” che aumenterà il divario fra ricchi e poveri.«La stessa cifra di 5,7 miliardi di euro del totale obiettivo —reinvestita nei 10 anni tramite gli strumenti di finanza alternativa come quelli di Ener2Crowd direttamente su progetti green ad alto impatto sociale ed ambientale— sarebbe invece in grado di produrre 2,3 miliardi di euro di rendimenti per gli investitori ed un gettito di 600 milioni di euro per le casse dello Stato» commenta Niccolò Sovico, ceo, ideatore e co-fondatore di Ener2Crowd.com scelto da Forbes (bit.ly/3912W8I) come uno dei 30 talenti globali under-30 di quest’anno. (AJ-Com.Net). AJ/LL 16 LUG 2020 14:40 NNNN

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Il Mi ha indetto concorsi per titoli aggiornamento/inserimento graduatoria provinciale 24 mesi per tutti i profili

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 Maggio 2020

Possibile dal 5 maggio al 3 giugno 2020- Con la Nota n. 6969 del 24 Marzo 2020, il Ministero dell’Istruzione aveva sospeso le procedure concorsuali per soli titoli, entro la quale gli USR potevano indire bandi con le relative modalità di presentazione entro il 10 aprile 2020, al fine di predisporre procedura on line per la presentazione delle domande. Il MI con Nota 588 del 29/04/2020 ha informato gli USR che è stata ultimata la predisposizione della procedura informatica per la presentazione in via telematica delle domande e che le funzioni Polis (Istanze On line) saranno disponibili da 5 maggio p.v. fino al 3 giugno 2020.I bandi di indizione dei concorsi per soli titoli saranno pubblicati sui siti degli Ambiti Territoriali di pertinenza entro e non oltre la data del 4 maggio p.v.
La modalità delle domande di ammissione avverranno solo attraverso il servizio “Istanze On Line”, direttamente dalla home page del sito del Ministero nella sezione “Servizi” oppure tramite “Argomenti e Servizi” di seguito “Servizi online” sempre a seguire “lettera I” e infine “Istanze on line “. Le funzioni saranno aperte a decorrere dal 5 maggio 2020 dalle ore 8.00 al 3 giugno 2020 alle ore 23.59.Per accedere al servizio di “Istanze on line” i candidati devono essere in possesso delle credenziali oppure devono essere in possesso di una utenza valida per accesso all’area riservata del Ministero dell’Istruzione.Le informazioni necessarie ai fini della registrazione su “Istanze On Line” sono reperibili al seguente indirizzo.Resta da verificare se il Ministero dell’Istruzione ha preso in considerazione la revisione della tabella valutazione titoli dei collaboratori scolastici richiesta da ANIEF per quanto concerne il riconoscimento del punteggio per le certificazioni informatiche, peraltro riconosciute nella tabella valutazione titoli nella graduatoria terza fascia mentre non riconosciuta nella graduatoria provinciale 24 mesi per l’accesso ai ruoli. Anief ha predisposto su tutta la Penisola Italiana una task force di supporto Ata per la predisposizione e compilazione delle domande collegandosi al sito http://www.anief.org

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Istruzione: Concorsi per titoli, nuove graduatorie e assunzioni sostegno

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 Maggio 2020

Sono scaduti i termini per presentare gli emendamenti e tra questi sembra che la maggioranza dei parlamentari sia d’accordo a soluzioni diverse dagli attuali concorsi per reclutare nuovi insegnanti, mentre il M5S chiede la riapertura delle graduatorie di istituto provinciali. Intanto la petizione lanciata da Anief per estendere l’attuale doppio canale di reclutamento supera le 10 mila firme. Non bastano, pertanto, le 62 mila immissioni in ruolo autorizzate dal Governo e i quattro bandi di concorso, pieni, peraltro, di diversi profili di illegittimità rilevati dall’ufficio legale del giovane sindacato. Non bastano perché coprono soltanto un terzo dei posti vacanti e poi escludono migliaia di insegnanti con la sola procedura straordinaria così pensata: docenti di sostegno senza specializzazione, di religione cattolica, delle scuole paritarie e dei percorsi regionali di formazione, delle scuole dell’infanzia e primaria. L’idea poi che in 80 minuti con qualche crocetta si possa misurare un merito non convince nessuno, né quella di svolgere il test in piena estate mentre è appena iniziata la fase 2 della pandemia. A pensarla così è ormai la stragrande maggioranza dell’asse parlamentare. E nei prossimi giorni in VII commissione Cultura, se tutti saranno coerenti, si potrebbe creare su alcune proposte una strana nuova maggioranza. Marcello Pacifico (Anief): “Sarebbe il giusto epilogo, visto che si tratterebbe anche di dare il giusto merito a dei precari che da tempo hanno dimostrato tutto il loro merito sul campo e che non meritano di essere obbligatoriamente sottoposti all’ennesima batteria di prove concorsuali”.Pur di non procedere all’assunzione attraverso la valutazione dei titoli dei precari, di non trasformare le liste d’istituto in provinciali, poi da utilizzare per le immissioni in ruolo, e di tenere bloccate le immissioni in ruolo sul sostegno, il Governo si sta sempre più isolando. A chiedere questo genere di selezione è l’opposizione, a partire dal primo partito quale è la Lega. Il suo leader, Matteo Salvini, ha detto: “Invece di fare nuovi concorsi e smuovere migliaia di persone, suggeriamo alla ministra Azzolina di stabilizzare i precari che sono migliaia e mettere in cattedra chi insegna già da anni: mi sembra una scelta di buon senso”.Ma nell’ultimo giorno utile per la presentazione di emendamenti al Decreto Legge n. 22, sono stati anche i raggruppamenti politici della maggioranza a pensarla in questo modo: il Partito democratico, LeU e Autonomie del Senato, che hanno depositato degli emendamenti specifici per modificare la procedura di reclutamento dei docenti precari stabilito dalla ministra Azzolina.Secondo i parlamentari, “alla luce dell’emergenza sanitaria in atto, bisogna prevedere necessariamente un percorso per titoli e prova finale che assicuri la stabilizzazione dei precari e la partenza a pieno organico del prossimo anno scolastico il 1 settembre”. Pd, Leu e Autonomie chiedono al ministro Azzolina, con un emendamento al Dl scuola, di portare la platea delle assunzioni dalle 24mila previste fino a 40mila. Altri importanti emendamenti, affermano, sono previsti sulla stabilizzazione insegnanti di sostegno e sulla riapertura delle graduatorie.

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Emissione e collocamento di titoli obbligazionari

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2020

CRIF S.p.A. – azienda globale con headquarters a Bologna e specializzata in sistemi di informazioni creditizie e di business information, servizi di outsourcing e processing e soluzioni per il credito – ha completato l’emissione e il collocamento di titoli obbligazionari attraverso Pricoa Private Capital – facente parte del gruppo Prudential Financial, Inc. of the United States (NYSE:PRU), uno dei principali operatori nel mercato internazionale del private placement – per un valore di 30 milioni di euro all’interno di uno Shelf Facility che prevede la possibilità di collocare nuove emissioni fino ad un valore complessivo di 125 milioni di dollari USD (o equivalente in euro).
Questo nuovo private placement segue quello di 50 milioni di Euro realizzato nel luglio 2016 e si traduce nell’estensione per altri tre anni dell’attuale Shelf Facility. I titoli da 30 milioni di Euro sono stati emessi in un’unica tranche con un piano di ammortamento di 12 anni e un tasso di interesse fisso. Lo Shelf Facility offre a CRIF S.p.A. la possibilità di richiedere a Pricoa Private Capital di sottoscrivere nuove emissioni nei prossimi tre anni fino a un valore complessivo di 125 milioni USD (o equivalente in EUR). “Attraverso questo US private placement, CRIF continua a diversificare le proprie fonti di finanziamento ed estenderà il proprio profilo di indebitamento – commenta Carlo Gherardi, CEO di CRIF -. Le risorse derivanti da questa operazione saranno utilizzate per finanziare la strategia di espansione internazionale che viene confermata anche in questa fase di incertezza derivante dall’emergenza Covid-19, come testimoniato dalla recente acquisizione di Strands INC., società FinTech specializzata in soluzioni avanzate di digital banking e uffici negli USA, Spagna, Asia e Sud America. Lo Shelf Facility che CRIF ha sottoscritto con Pricoa Private Capital conferma la nostra elevata solidità, che ci consente di emettere un bond sui mercati internazionali, addirittura in quello Usa, anche in una fase così delicata”.Con un fatturato consolidato di quasi 560 milioni di Euro nel 2019, CRIF è attualmente il primo fornitore nel continente europeo di informazioni bancarie e creditizie e uno dei principali player mondiali nei sistemi integrati di informazioni commerciali e di business e alla gestione del credito e marketing. Greenberg Traurig Santa Maria ha affiancato CRIF come consulente legale mentre Akin Gump Strauss Hauer & Feld come consulente legale dell’investitore.

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La ministra Dadone apre ai concorsi per accedere nella PA con soli titoli e servizi

Posted by fidest press agency su sabato, 11 aprile 2020

La titolare dei comparti pubblici specifica che, nel periodo di emergenza da Covid-19, la valutazione dei candidati da assumere “può essere effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica”. Solo che per l’Istruzione il Governo non vuole seguire questa strada. Nella bozza del decreto Scuola, che entro oggi arriverà in CdM, è previsto che il ministro potrebbe infatti ricevere l’autorizzazione alla pubblicazione dei bandi ordinari e straordinari, anche non sottoponendo gli atti che riguardano la pubblicazione delle procedure selettive al parere del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. Tanto che, per il presidente dello stesso Cspi, si sta operando una sostanziale cancellazione delle “prerogative di organismi istituzionali investiti di una rilevante funzione di rappresentanza”.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “è evidente che il problema non è nella modalità della procedura selettiva, ma nella mancata volontà, in chi amministra la scuola, di procedere solo con concorsi per titoli e servizi. Nella scuola queste liste sono pronte, perché già abbiamo le graduatorie di istituto, composte proprio da titoli e servizi, così come le graduatorie Ata 24 mesi. Anziché puntare sui concorsi-lumaca e discriminanti, perché non ci si muove per assumere in ruolo e valorizzare il merito del personale precario, insegnanti e Ata, che da tanti anni sopperisce alla mancanza di decine e decine di migliaia di lavoratori di ruolo? Come Anief, su questo punto, abbiamo presentato un emendamento, assieme ad altri 14, alla V commissione del Senato: si modifichi il DL n. 18 del 17 marzo 2020 e si riveda un decreto scuola che esclude migliaia e migliaia di precari ad alto rischio impugnazione”.

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Coronavirus: 18.600 titoli in meno e circa 40milioni di copie stampate in meno nel 2020

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2020

18.600 titoli pubblicati in meno in un anno, 39,3 milioni di copie che non saranno stampate, 2.500 titoli che non saranno tradotti. Sono solo le prime evidenze dell’Osservatorio dell’Associazione Italiana Editori (AIE) sull’impatto che l’emergenza Covid-19 avrà in prospettiva 2020 sull’intera editoria italiana.“Una ricaduta -spiega il presidente di AIE Ricardo Franco Levi – che rende il settore del libro una delle prime vittime economiche dell’emergenza Coronavirus, al pari del mondo dello spettacolo, del cinema e dell’audiovisivo. Siamo allo stremo. Per questo chiediamo al governo di intervenire per sostenere l’intera filiera con strumenti di emergenza analoghi a quelli previsti per questi settori, perché non possiamo permetterci un Paese senza teatri e senza sale cinematografiche, ma neppure senza librerie, editori, promotori, distributori di libri, traduttori”.“Oggi – prosegue Levi – la filiera del libro rischia di essere stravolta e fortemente ridimensionata: la chiusura delle librerie fisiche ha privato gli editori del canale principale di vendita; le difficoltà di approvvigionamento delle librerie online stanno ulteriormente aggravando questa situazione. Non possiamo permettercelo: se si andasse verso la crisi più nera per il libro, il danno culturale all’intero Paese sarebbe gravissimo. Di qui la necessità di misure immediate d’emergenza e di interventi più specifici, come il credito d’imposta sulla carta, più sul medio – lungo periodo”.Dall’inizio della crisi sanitaria, AIE, consapevole degli effetti devastanti delle misure di contenimento del virus sul mondo del libro, ha avviato una newsletter quotidiana per informare gli editori su ogni decisione pubblica che potesse impattare sul loro lavoro e ha avviato un Osservatorio, che si ripete con cadenza settimanale, che ne monitorasse le difficoltà: in base a quanto emerge al 20 marzo, il 61% degli editori ha già fatto ricorso alla cassa integrazione o la sta programmando. L’Osservatorio rileva inoltre che già al 20 marzo gli editori hanno pesantemente rivisto i piani editoriali per il 2020, riducendo del 25% le novità in uscita. E l’88% degli editori esprime grande preoccupazione per la sorte delle sue attività.

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5 motivi per puntare sui titoli delle aziende innovative della Cina

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 dicembre 2018

Commento di Wenchang Ma, Assistant Portfolio Manager dell’All China Equity Fund di Investec AM. Quando si parla di investimenti in Cina, i commentatori fanno di solito riferimento alle prospettive macro sul tema e ai dati del PIL ma, ironicamente, la maggior parte di loro non riesce a cogliere il quadro d’insieme.Infatti, se da un lato si possono individuare alcuni fattori potenzialmente in grado di sostenere il processo di innovazione delle aziende del Paese, dall’altro c’è un ulteriore, ben preciso, driver a cui non si è ancora dedicata abbastanza attenzione, e cioè la guerra commerciale con gli Stati Uniti che, a nostro avviso, potrebbe presentare un’opportunità importante per la Cina e i suoi investitori.In generale, i principali driver della performance azionaria a lungo termine sono gli stessi che in qualsiasi altra parte del mondo: il tipo di opportunità di crescita che un’azienda può generare, la qualità del suo business, il suo momentum operativo e la valutazione. Tuttavia, anche se non si devono trascurare del tutto i fattori macro, c’è un forte rumore di fondo che fa passare in secondo piano le opportunità di investimento offerte dalle aziende innovative della Cina. Uno degli elementi chiave per la Cina è l’innovazione ad essa si aggiunge la stabilità dei livelli del debito corporate, la stessa guerra commerciale con gli Stati Uniti in quanto potrebbe offrire l’opportunità per la Cina e i suoi investitori. Con una tale minaccia per la crescita economica, il Paese potrebbe accelerare alcune delle sue riforme per sostenere gli sforzi di innovazione. Le aziende cinesi che vedono la potenziale minaccia di boicottaggio sono più che mai incoraggiate ad internalizzare le tecnologie chiave e a salire nella catena del valore. Va ad aggiungersi il fatto che la Cina nel complesso sembra molto a buon mercato. Dal punto di vista della valutazione, la Cina è al di sotto della sua media storica decennale e, se utilizziamo un sistema di misurazione del rapporto prezzo/utile di lungo periodo, è più economica rispetto all’Europa e agli Stati Uniti, nonostante il suo profilo di crescita più attraente. Al quarto punto è l’interesse mostrato dagli investitori globali che guardano con interesse alle azioni cinesi A-shares anche per la loro inclusione nei principali indici dei mercati emergenti, e questo trend non farà che aumentare. Per ultimo l’innovazione, le riforme e un mercato che si apre gradualmente verso l’esterno sono aspetti molto promettenti per gli investitori – ma aspettare troppo a lungo potrebbe significare doversi mettere in coda. Il colore rosso è il simbolo della felicità e della buona sorte in Cina. In questo momento, l’innovazione nel Paese è rosso fuoco – e sembra poco costosa per gli investitori.

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