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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 15

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Roma con i topi e Torino con i serpenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 giugno 2019

Sono tre anni, oramai, che due città importanti come Torino e Roma sono amministrate da due donne pentastellate. E’ chiaro a tutti che si sono fatte carico di due pesanti responsabilità dove è stata messa in gioco non solo la loro personalità ma la stessa capacità di amministrare delle realtà molto complesse, in specie a Roma, mentre a Torino l’Appendino ha potuto ereditare una politica in cui prevaleva il buon governo.
In tale contesto la Capitale aveva bisogno di una marcia in più per uscire dall’angolo dove l’avevano cacciata i suoi predecessori e le carte in mano parevano buone se si pensa che la fiducia espressa dai romani è stata molto elevata (67% dei consensi). Se ben ricordo, agli inizi del suo mandato la raccomandazione più gettonata fu quella di costituire una consistente rete di collaborazioni capaci di coinvolgere associazioni, centri sociali et similia. Fece tutto il contrario e gli effetti si avvertirono subito. I romani, si sa, hanno molto pazienza e la concessero generosamente a questa sindaca anche per motivi “cavallereschi” trattandosi del primo sindaco donna della Capitale. Ma lei li ha fortemente delusi proprio dove la sensibilità popolare era più avvertita: la mobilità pubblica, la nettezza urbana e le buche stradali. Sono certo che se fosse riuscita non dico a risolverli in pieno ma ad avviarsi concretamente sulla strada buona molti le avrebbero perdonato il suo “balbettio” iniziale. Non solo. Sino ad oggi ha dato l’impressione di volersi rinchiudere a doppia mandata nella sua “campana di vetro” negandosi al popolo come se la politica da lei stessa osteggiata, quando era consigliera comunale, fosse quella delle élite di un certo tipo, a prescindere. In altri termini non l’ho vista scendere per strada, parlare alla gente fuori dagli incontri istituzionali e fare in modo da rendere concreto il suo amore per la città e a soffrire allo stesso modo di chi doveva avere a che fare con le buche stradali e i marciapiedi dissestati, ad attendere a lungo il passaggio del mezzo Atac e vederselo poi arrivare strapieno e in difficoltà nel procedere per via delle auto parcheggiate in doppia fila se non in tripla. E poi a “respirare” i miasmi che emanano i cassonetti che il caldo li rende ancora più nauseabondi e con i ratti che si contendono con i gabbiani un pasto di immondizie sparse per ogni dove. E questa storia di topi, per quanto seria, mi fa sorridere se penso che a Torino qualche anno fa furono trovati, in uno scarico del centro della città, dei serpenti, di quelli buoni, per intenderci, in quanto ci liberano dei ratti ed ebbi a scrivere, ironicamente, se non fosse stata la soluzione buona per combattere naturalmente quelli romani. Oggi, anche se considero la figura della Raggi gravemente compromessa mi guarderei bene di associarmi al coro di chi vorrebbe dimissionarla e la invito, sommessamente, di far sentire, con uno scatto d’orgoglio, la sua presenza in questi due anni che le mancano, per la fine del mandato, per cercare di ritornare se stessa, la grande passionaria delle lotte civili e popolari che in passato la distinguevano ed era amata dai romani. (Riccardo Alfonso direttore dei centri studi politici e sociali della Fidest)

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Una dieta ricca di fibre protegge i topi dal diabete

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 agosto 2013

La carenza di fibre che caratterizza la dieta occidentale può alterare la comunità microbica che vive nel nostro intestino e aumentare, di conseguenza, l’incidenza del diabete di tipo 1. Questo è il risultato del lavoro presentato oggi al 15° Congresso Internazionale di Immunologia di Milano da Eliana Marino, ricercatrice alla Monash University di Melbourne.Bambini con diabete di tipo 1 hanno un sistema immunitario intestinale alterato ed è stata avanzata l’ipotesi che le abitudini alimentari alterate tipiche dei paesi occidentali modifichino l’integrità intestinale e corrompano i normali processi di immunotolleranza. La microflora intestinale è nota per influenzare l’immunità e l’autoimmunità dell’organismo ma questa nozione non è stata presa sufficientemente sul serio. Il lavoro di Marino ha dimostrato che una dieta ricca di fibre ha un effetto positivo, grazie a un tipo di recettore accoppiato a proteine G, sulla microflora intestinale, che a sua volta migliora l’attività del sistema immunitario intestinale, portando così a una sua maggiore efficacia contro il diabete di tipo 1.

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