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Libraccio: 50 mila volumi per i 350 metri quadrati di stand

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 maggio 2019

Torino giovedì 9 mag 2019 – lun 13 mag 2019 Hotel NH Torino Lingotto Congress. In occasione di questo rinnovato Salone del Libro, LIBRACCIO si appresta ad accogliere i suoi lettori con la sua formula vincente che propone: il nuovo, l’usato, i remainders, il modernariato, i pezzi da collezione, il tutto gestito da giovani librai e libraie che con passione guardano alle esigenze del lettore e lavorano ogni giorno per la diffusione della lettura.“Il 2019 è iniziato con i migliori presupposti – racconta Edoardo Scioscia, amministratore del Gruppo LIBRACCIO – abbiamo aperto una nuova libreria a Rovigo, dove siamo stati accolti con entusiasmo sin dalle prime ore, e stiamo lavorando per l’apertura di Castelletto Ticino. Abbiamo un obiettivo importante: raggiungere i 50 punti vendita a marchio Libraccio e stiamo lavorando in questa direzione senza dimenticarci delle nostre origini e dei nostri affezionati clienti. Negli ultimi anni diverse librerie hanno subito un rinnovo come Parma, che abbiamo trasferito e inaugurato con l’inizio della primavera. A giugno compiremo 40 anni e ci stiamo preparando per festeggiare a Milano, la città che ci ha visto nascere nel 1979.”A Torino Libraccio è pronto ad accogliere, meravigliare, smuovere il lettore, il collezionista, il curioso: un pubblico che sicuramente non mancherà alla kermesse in programma al Lingotto da giovedì 9 a lunedì 13 maggio.
Lo stand ospiterà oltre 45mila volumi usati e d’occasione con un settore di libri in offerta da 3 a 5 euro. Ci saranno poi 5mila volumi tra rari e introvabili, modernariato e prime edizioni per i collezionisti. LIBRACCIO è al Pad.2 Stand F26/H25
Nata nel 1979, Libraccio vanta 40 anni di esperienza e successi. Oggi è presente sul territorio con una delle più estese catene di librerie indipendenti in Italia: 47 punti vendita in 7 regioni.
Specializzata in libri nuovi e usati, testi scolastici, remainder, libri fuori catalogo, rarità editoriali e modernariato, completa l’offerta delle sue librerie con un ampio assortimento di cartoleria, dvd, cd, vinili, giocattoli e una linea di prodotti low cost, a brand Libraccio, dedicati al corredo scolastico. Dal 2009 è online con la sua offerta di nuovo e usato con il sito Libraccio.it leader in Italia nella vendita di scolastica, realizzato in partnership con IBS.it. (n.r. A nostro avviso manca un filone editoriale molto interssante costituito dagli inediti lasciati nei fondi di magazzino delle case editrici e da altri ma che possono riservare sorprese e interessi notevoli al popolo dei lettori in cerca di letture fuori dai soliti canali editoriali.)

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Un murale e un flash mob per la Festa dell’Europa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 maggio 2019

Torino Giovedì 9 maggio alle 9.30, lo Europe Direct della Città metropolitana di Torino, in corso Inghilterra 7, sarà lo spazio privilegiato per un evento speciale con cui festeggiare la ricorrenza della Festa dell’Europa.La data ricorda il giorno del 1950 in cui vi fu la presentazione da parte di Robert Schuman del piano di cooperazione economica, ideato da Jean Monnet ed esposto nella Dichiarazione Schuman, che segna l’inizio del processo d’integrazione europea con l’obiettivo di una futura unione federale.Quest’anno presso lo Europe Direct della Città metropolitana si svolgerà un flash mob che vede la partecipazione di oltre 120 studenti delle classi V del liceo europeo Altiero Spinelli.Alla loro presenza e con la partecipazione dei consiglieri della Città metropolitana, si inaugurerà anche un murale che Xel, noto street artist torinese, ha dipinto in questi giorni sui muri dello spazio Europe Direct, dipanando su tre pareti, a colori, un immaginario viaggio fra le capitali d’Europa, un omaggio alla bellezza e varietà di scenari e culture che l’Europa offre attraverso la sua architettura e i suoi monumenti e la libera circolazione.

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Festival della Tecnologia 2019

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

Torino 17 aprile 2019, ore 11.00 Sala d’Onore Circolo dei Lettori, Via Bogino 9 Festival della Tecnologia 2019 In occasione del 160° anniversario della sua fondazione il Politecnico di Torino organizza un Festival su tecnologia e società, una grande occasione di dialogo tra università, cittadini, imprese, pubblica amministrazione e terzo settore sulle grandi sfide di una società sempre più tecnologica. Presentano l’iniziativa: Guido SARACCO, Rettore Politecnico di Torino Juan Carlos DE MARTIN, Delegato del Rettore per Cultura e Comunicazione Intervengono: Assessora alla Cultura Regione Piemonte Assessora alla Cultura Città di Torino Introduce: Maurizia REBOLA, Direttrice Circolo dei Lettori

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Visite guidate a Palazzo Dal Pozzo della Cisterna

Posted by fidest press agency su martedì, 26 marzo 2019

Torino sabato 30 marzo ore 10 sede aulica della Città metropolitana di Torino (via Maria Vittoria 12) Saranno gli stessi Maria Vittoria e Amedeo di Savoia, I° Duca d’Aosta, rappresentati dal gruppo storico “Principi dal Pozzo della Cisterna 1843-1870” di Reano, ad accogliere i visitatori e ad accompagnarli tra i magnifici ambienti aulici.
L’associazione Principi dal Pozzo trae spunto dal ramo di Torino dei Principi Dal Pozzo della Cisterna il cui capostipite, Giovanni Ludovico Dal Pozzo, visse intorno al 1578 nel feudo di Reano. Ludovico primo Presidente del Senato Subalpino trasformò il castello reanese in palazzo nobiliare ed ebbe dal Papa la facoltà di coniare monete. Ultima erede delle sostanze della famiglia Dal Pozzo della Cisterna fu la Principessa Maria Vittoria, nata nel 1847 e andata in sposa nel 1867 al Principe Amedeo Di Savoia, Duca D’Aosta e poi Re di Spagna.Durante la visita, il gruppo farà rivivere gli episodi salienti della breve vita di Maria Vittoria, che amava trascorrere periodi di villeggiatura nel maniero reanese.
Le prossime visite a Palazzo Cisterna, tutte gratuite, sono previste sabato 13 aprile, 18 maggio e 15 giugno.Il complesso è anche visitabile, sempre su prenotazione, dal lunedì al venerdì per scolaresche, associazioni e gruppi di cittadini. Le visite si effettuano con un minimo di 10 adesioni.

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Steve McCurry: Leggere

Posted by fidest press agency su martedì, 26 febbraio 2019

Torino Dal 9 marzo al 1 luglio 2019 nella Corte Medievale di Palazzo Madama, è possibile visitare una nuova rassegna, dedicata a un tema specifico: la passione universale per la lettura.
Steve McCurry. Leggere è una mostra costituita da una selezione di scatti realizzati in oltre quarant’anni di carriera e comprende la serie di immagini che egli stesso ha riunito in un magnifico volume, pubblicato come omaggio al grande fotografo ungherese André Kertész. Con questa nuova rassegna Steve McCurry presenta le sue foto legate al tema universale della lettura in una città, Torino, che, anche in virtù del Salone del Libro, può essere considerata la “capitale italiana della lettura”.
Curata da Biba Giacchetti e, per i contributi letterari da Roberto Cotroneo, giornalista e scrittore, la rassegna presenta 65 fotografie che ritraggono persone di tutto il mondo, assorte nell’atto intimo e universale del leggere. Persone catturate dall’obiettivo di McCurry che svela il potere insito in questa azione, la sua capacità di trasportarle in mondi immaginati, nei ricordi, nel presente, nel passato e nel futuro e nella mente dell’uomo. I contesti sono i più vari: i luoghi di preghiera in Turchia, le strade dei mercati in Italia, dai rumori dell’India ai silenzi dell’Asia orientale, dall’Afghanistan a Cuba, dall’Africa agli Stati Uniti. Immagini vibranti e intense, che documentano momenti di quiete durante i quali le persone si immergono nei libri, nei giornali, nelle riviste. Giovani o anziani, ricchi o poveri, religiosi o laici: per chiunque e dovunque c’è un momento per la lettura.Le fotografie che rendono omaggio alla parola scritta sono accompagnate da una serie di brani letterari scelti da Roberto Cotroneo, in una sorta di percorso parallelo. Un contrappunto di parole dedicate alla lettura che affiancano gli scatti di McCurry, coinvolgendo il visitatore in un rapporto intimo e diretto con la lettura e con le immagini.
La mostra è completata dalla sezione Leggere McCurry, dedicata ai libri pubblicati a partire dal 1985 con le foto di Steve McCurry, molti dei quali tradotti in varie lingue: ne sono esposti 15, alcuni ormai introvabili, insieme ai più recenti, tra cui il volume edito da Mondadori che ha ispirato la realizzazione di questa mostra. Tutti i libri sono accompagnati dalle foto utilizzate per le copertine, che sono spesso le icone che lo hanno reso celebre in tutto il mondo.

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Scarcerati gli anarchici arrestati a Torino

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 febbraio 2019

Torino. “Purtroppo non è affatto una sorpresa che gli arrestati per i fatti accaduti a Torino siano stati rimessi in libertà. Sospettati di reati gravissimi tornano tranquillamente alle proprie ‘faccende’ certi, probabilmente, che nulla accadrà loro nonostante abbiano messo a ferro e fuoco una città attentando alla vita degli operatori delle Forze dell’ordine presenti. Così un lavoro di oltre venti ore filate portato faticosamente a termine dai colleghi in quella giornata di ordinaria follia viene praticamente vanificato, perché i danni sono stati fatti, la città, i cittadini perbene e i poliziotti hanno pagato un prezzo altissimo, ma il solito messaggio che purtroppo passa è quello di una risposta dell’ordinamento che sembra quasi non tenerne conto. Continuiamo a ripetere che bisognerebbe introdurre il reato di terrorismo di piazza, che inasprisca le pene, le misure cautelari, gli strumenti di prevenzione, perché quanto accaduto a Torino, come in molti altri luoghi, non è una semplice manifestazione di scalmanati che hanno tenuto un comportamento un po’ sopra le righe. Si è trattato di una delle consuete azioni di guerriglia organizzata, messa in atto per un fine chiaro e preciso: devastare le cose, fare male alle persone, assalire chi portava l’uniforme. Fintanto che non si assumeranno le necessarie ferme contromisure specifiche per situazioni come queste, in cui ci troviamo di fronte criminali pronti a tutto, e di cui abbiamo avuto fin troppe prove, tentare di tamponarne la violenza rimarrà un’azione fine a se stessa. I poliziotti continueranno a tornare a casa con le ossa rotte, i delinquenti si ripresenteranno alla prossima manifestazione più agguerriti che mai. E ora non ci resta che attendere di vedere cosa accadrà nelle prossime ore, perché violenti e sovversivi hanno talmente in conto autorità e autorevolezza dello Stato da aver già programmato una nuova protesta per oggi”. E’ quanto afferma Valter Mazzetti, Segretario Generale dell’Fsp Polizia di Stato, Federazione sindacale di Polizia, dopo la notizia della scarcerazione con il solo obbligo di firma per gli undici anarchici arrestati dalla polizia sabato scorso a seguito dei disordini scoppiati a Torino durante il corteo contro lo sgombero dell’Asilo di via Alessandria.

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Giuseppe Tipaldo: La società della pseudoscienza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 febbraio 2019

Torino Martedì 19 febbraio, ore 18 Circolo dei lettori, via Bogino, 9 con l’autore, Luca Ferrua, giornalista, e Riccardo Rossotto, avvocato. Letture di Ivo De Palma. Il ricercatore in Sociologia dei processi culturali e comunicativi nell’Università di Torino, già autore di L’analisi del contenuto e i mass media. Oggetti, metodi e strumenti (2014), prende in analisi diversi casi, da quello Bonifacio – il veterinario che negli anni Sessanta ideò un siero anticancro basato su escrementi di capra – al metodo Di Bella o Stamina, per indagare perché una parte dell’opinione pubblica italiana, istigata da alcuni media e opinion leader a interagire con tutti su qualunque argomento e alla pari, non cessa di subire il fascino delle spiegazioni pseudoscientifiche. Uno sguardo lucido sui motivi che alimentano tali cortocircuiti e insieme una ottima guida per discernere tra buone e cattive spiegazioni. La Società della Pseudoscienza si basa su un artificio retorico: la generica promessa di una libertà d’opinione senza freni, unica legge morale di un nuovo empireo del sapere, apparentemente mai prima d’ora così alla portata, nel quale tutti possono interagire con tutti su qualunque argomento e alla pari.

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Film “La casa delle mamme”

Posted by fidest press agency su domenica, 10 febbraio 2019

Torino lunedì 11 febbraio alle ore 21,00 presso il Cinema Massimo 3 (Via Verdi 18) l’anteprima de La casa delle mamme, opera prima di Eva Bearzatti e Giorgio Santise realizzata nell’ambito del Corso di Reportage Audiovisivo presso il Centro Sperimentale di Cinematografia con sede in Abruzzo all’Aquila; l’ingresso è unico di 4,00 Euro.
Sevda, Luana, Crystal, Miriam, Cristina e Besarta, sono sei ragazze descritte nella loro quotidianità durante un’estate trascorsa all’interno di una casa-famiglia. Ognuna di loro lotta per conquistarsi il diritto a tenere con sé i propri figli dimostrando – a sé stessa prima ancora che all’autorità – di essere all’altezza di questa sfida. Tutto parte dai sogni, dai ricordi, dalla mancanza di una famiglia e tende alla realizzazione di una propria. Di notte, quando tutto è tranquillo e i bambini sono a letto, le ragazze trovano lo spazio per ripensare alla loro storia e riflettere su sé stesse. Intervengono gli autori insieme alle mamme protagoniste del film Besarta e Luana che condivideranno con il pubblico la loro esperienza di vita; modera l’incontro Edoardo Peretti, critico e curatore del progetto Parole&Cinema. “La casa delle mamme – dichiarano Eva Bearzatti e Giorgio Santise – è girato interamente in una casa-famiglia della Giudecca, un’isola di fronte a Venezia. Volevamo fare questo film per raccontare una realtà sommersa e sconosciuta. Come in qualsiasi altra città ci sono condizioni di marginalità che gravano soprattutto su chi è solo e deve mantenere dei figli. Volevamo far conoscere un altro lato, non solo quello patinato di una delle città più turistiche del mondo, vista dai più solo come luogo incantato e fuori dal tempo. Le protagoniste del nostro documentario non sono solo delle mamme, ma donne forti, che con coraggio decidono di lasciarsi alle spalle la condizione familiare e sociale da cui sono state costrette a iniziare la loro vita: un viaggio a ritroso che punta dritto al cuore della nostra società: la famiglia, nucleo fondante e punto di partenza di ogni individuo. La voglia di crearsi un nucleo proprio è il centro del racconto, che lega il passato al futuro.”

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Dario Argento al circolo dei lettori di Torino

Posted by fidest press agency su martedì, 29 gennaio 2019

Torino Mercoledì 6 febbraio, ore 21 Circolo dei lettori, via Bogino, 9 Dopo Paura (Einaudi), biografia in forma di romanzo, Dario Argento torna alla scrittura con una raccolta di fiabe maledette, storie di demoni, streghe, dove il sovrannaturale si mescola col reale. È Horror. Storie di sangue, spiriti e segreti (Mondadori) che il maestro del brivido porta al Circolo dei lettori mercoledì 6 febbraio, ore 21 con Marco Peano, editor e scrittore. L’orrore fantastico di cui Dario Argento è capace giace sempre pronto a sorprendere sotto una verosimiglianza che sappiamo può, a sua volta, venire sconvolta. E verosimili sono infatti le storie che escono dalla sua penna: bambini e giovani donne, studiosi e personaggi storici, guerriglieri, demoni e creature chimeriche, che vivono vicende inquietanti e spaventose.La sua scrittura crea scene definite e nitide, ma anche emotivamente coinvolgenti, capaci di coniugare suspense, dilemmi etici e tormenti umani. Innumerevoli tracce del suo talento cinematografico si possono riconoscere in questi racconti dall’ambientazione più varia: il set delle storie sono infatti luoghi angoscianti e fantastici ma al tempo stesso reali, come la Villa dei Mostri di Palagonia, gli Uffizi di Firenze, un’isola indonesiana, la Biblioteca Angelica di Roma… Al lettore, mentre segue le vicende di personaggi che si muovono tra straordinari musei e diroccati palazzi barocchi, tra castelli del passato e grattacieli del futuro, viene unicamente lasciata la facoltà di tenere sotto controllo l’accelerazione del proprio battito cardiaco.Il lettore si trova così a vivere storie senza censura e situazioni che sono destinate a turbare e sorprendere. L’azione e il ritmo si fanno musica e ci trascinano in una dimensione onirica e fantastica e, come avviene nei suoi film, riconosciamo in questi racconti dalle trame inattese quel dialogo con la paura, con l’inquietudine, con le ombre dei paesaggi e dell’animo umano, con i bagliori irreali e con la tensione che formano la cifra più profonda del suo sentire artistico. E infatti del maestro del cinema italiano ritroviamo nello scrittore Argento tutti i dualismi della nostra folle natura, le contraddizioni che nutrono le nostre fantasie, i sotterranei movimenti dell’inconscio, l’eterno balletto tra pericolo e salvezza, tra sogno e realtà.
Dario Argento è nato e vive a Roma. I suoi film thriller e horror sono conosciuti in tutto il mondo, e considerati oggetti di culto da schiere di ammiratori. Fra i suoi fan più illustri ci sono Banana Yoshimoto, Quentin Tarantino e Stephen King. Nel 2014 ha pubblicato la sua autobiografia, Paura, con Einaudi. Del 2018 è Horror. Storie di sangue, spiriti e segreti (Mondadori).

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Tutta l’arte della Cina a Torino

Posted by fidest press agency su martedì, 29 gennaio 2019

Torino fino al 2 febbraio, (Aperture:Dal 7/01 al 2/02/2019 ore 11:00-18:00) presso lo spazio Panta Rei in via Mercantini 5 mostra China Art Now, organizzata da Panta Rei in collaborazione con Diffusione Italia e la galleria Madeinart gallery di Milano.La mostra vuole presentare una selezione di alcuni degli artisti più interessanti, sia dal punto di vista storico-culturale che collezionistico. Selezionati da Vincenzo Sanfo, esperto di arte cinese contemporanea, a cui si deve il lancio e l’affermazione di numerosi artisti cinesi nel mondo, è una occasione unica, per i torinesi e per chi si troverà a Torino, per entrare nel mondo del nuovo collezionismo internazionale.Tra le presenze significative, si segnala Song Yon Ping, artista storico che negli anni 80, assieme a Ai WeiWei e Xiao Lu, ha rivoluzionato l’arte cinese, con la storica occupazione del Museo di Belle Arti di Pechino, che diede il via ai fatti di Tiennammen , oppure Zhang Hongmei tra le artiste più interessanti della nuova generazione, ormai affermata e già consacrata a livello internazionale con una presenza al Centre Pompidou e mostre in ogni parte del mondo. E poi ancora Xu De Qi, maestro riconosciuto del nuovo Pop cinese.“La Cina sta dominando il mondo sotto il profilo economico e parimenti anche nell’arte il primato della Cina e ormai quasi indiscusso. Ne sono testimonianza i recenti premi Oscar vinti dai cineasti cinesi, i premi Nobel assegnati a letterati e scienziati , le straordinarie presenze nel campo della musica. Anche il mondo delle arti visive, a partire dagli anni novanta, ha scoperto l’arte cinese che ormai, da un decennio, sta lentamente appropriandosi del mercato dell’arte. Infatti, in pochi anni gli artisti cinesi sono entrati, stabilmente, tra i primi cento artisti al mondo e non c’è museo, a livello internazionale, che non abbia organizzato o stia organizzando mostre di artisti cinesi. – ha dichiarato Vincenzo Sanfo.
Gli artisti presenti saranno: Ming Liu, Fang Hui, Feng Zhengquan, Wang Lu Yan, Wang Xiaofang, Yin Kun,Wu Dewu, Ma Yuan, Luo Zhi Yi, Zhang Hong Mei, Xu De Qi,Song Yonping, Zheng Yi, Huang Kehua, Fengyun Ma.

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La storia della danza raccontata da Beatrice Belluschi

Posted by fidest press agency su domenica, 27 gennaio 2019

Torino Sala Consiglieri di Palazzo dal Pozzo della Cisterna ospita, venerdì 1 febbraio alle 18,00, la presentazione del libro di Beatrice Belluschi “Piccola storia della Danza” pubblicato da Neos Edizioni, casa editrice con la meritoria missione di dare voce alle molteplici realtà culturali torinesi. La grande sala al piano nobile della sede aulica della Città metropolitana di Torino, con l’antico parquet e gli imponenti lampadari di cristallo di Boemia, si trasforma per l’occasione in palcoscenico per la presentazione di questo libro che ha l’intento di informare e suggestionare appassionati curiosi dell’arte coreutica e di costituire un prezioso arricchimento per gli allievi delle scuole di danza. Alla presentazione, oltre all’autrice, saranno presenti la ballerina e insegnate Loredana Furno e l’editore Silvia Ramasso. Anna Maria Prina, storica direttrice della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro della Scala di Milano, nella prefazione del libro, sottolinea l’ammirevole intenzione dell’autrice di istruire gli aspiranti ballerini che, purtroppo, molto spesso ignorano le origini della Danza e il suo sviluppo nei secoli. Beatrice Belluschi, direttrice e anima della scuola di danza classica e della compagnia “Il Balletto di Torino”, per l’occasione, lascia momentaneamente le scarpe da punta in borsa e in punta di penna, con grazia e competenza, racconta quando e dove è nata la Danza, perché i nomi dei passi sono in francese, chi sono stati i grandi maestri e i ballerini del passato offrendo ai lettori quelle informazioni di base, le più significative e rilevanti, proprie della grande Arte di Tersicore. Nelle pagine si trovano cenni di tutte le forme di danza meno strutturate che caratterizzano i primi XV secoli per poi approdare alla corte di Versailles dove prendono forma, per la prima volta, rappresentazioni più complesse in cui si combinano musica, danza, costumi ed effetti scenografici. Si passa poi a spiegare il processo di codificazione di movimenti e gesti di braccia e gambe che diventeranno progressivamente l’ abc delle tecniche. Non mancano aneddoti e curiosità suoi grandi protagonisti della danza partendo da Petipa per toccare Diaghilev, Nijinsky, Balanchine, Martha Graham, Margot Fonteyn, Michail Barishnikov, Carla Fracci, senza tralasciare i modernissimi Fred Astaire e Ginger Rogers. Una pubblicazione che vuole essere un compendio indispensabile per tutti coloro che per lavoro o per passione si trovano ad aver a che fare con quest’arte, che è arte in movimento e dunque viva.
Beatrice Belluschi, ballerina, insegnante, coreografa. Inizia l’attività professionale nel Corpo di Ballo dell’Arena di Verona sotto la direzione di Giuseppe Carbone, danzando con Carla Fracci e George Jancu in ‘Giselle’ e ‘Excelsior’. Entra a far parte della Compagnia di Balletto del Teatro Regio di Torino, dove partecipa a tutte le produzioni teatrali con coreografi di fama internazionale (Joseph Russillo, Oscar Araiz, Janine Charrat, Robert North, Hans van Manen, ecc.) e ricoprendo ruoli da solista, tra gli altri, in ‘Raymonda’ accanto a Fernando Bujones e Noëlla Pontois e in ‘Paquita’ con Julio Bocca e Eleonora Cassano. Si diploma a pieni voti Maître de Ballet al Teatro alla Scala di Milano con la direzione di Robert De Warren, presentando una tesi su “Giselle e il Balletto Romantico “. Fonda e dirige dal 1994 una scuola di danza accademica a indirizzo professionale (Il Balletto di Torino) e una Compagnia di Balletto che porta il suo nome, con la quale mette in scena le proprie coreografie prettamente in stile classico e neoclassico. Da affermata professionista della Danza, crede fermamente nel bisogno di divulgare l’Arte di Tersicore nei suoi aspetti non solo tecnici, ma anche teorici, storici e educativi.

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Riprendono le conferenze degli Amici della Cultura a Palazzo Cisterna

Posted by fidest press agency su domenica, 27 gennaio 2019

Torino lunedì 28 gennaio alle ore 17,00 in via Maria Vittoria 12, presentazione del libro “L’inno di Mameli. Una storia lunga 170 anni per diventare ufficiale”, la storia del nostro inno nazionale e il percorso parlamentare fino all’ufficialità del 4 dicembre 2017, attraverso la voce dell’autore, il racconto diretto di quanti ci hanno creduto e la reazione di giornali e del web. L’autore, Umberto D’Ottavio, è il parlamentare che ha inoltrato e sostenuto la proposta di legge affinché l’inno potesse finalmente, dopo 170 anni, diventare il simbolo ufficiale del nostro Paese. L’opera costituisce una testimonianza importantissima del percorso storico e politico dell’inno di Mameli, un testo che si rivolge a un ampio pubblico attraverso un linguaggio volutamente divulgativo nei capitoli storici e impreziosito da una raccolta di curiosità sugli inni nazionali degli altri Paesi.
Umberto D’Ottavio, deputato nella XVII Legislatura,è nato a Cerignola (FG) nel 1961, laureato in Scienze dell’Educazione, ha ricoperto molte cariche pubbliche sul territorio: per due mandati sindaco di Collegno (TO), dove vive con la sua famiglia; assessore all’Istruzione, Formazione professionale ed Edilizia scolastica dal 2004 al 2013 alla Provincia di Torino; presidente della Lega delle Autonomie del Piemonte dal 2000 al 2016. Nella XVII Legislatura è stato membro della Commissione Istruzione e Cultura della Camera dei Deputati e della Commissione Bicamerale per la Semplificazione. Lavora presso l’ASL TO3 nella sede aulica della Certosa di Collegno come funzionario amministrativo. Collabora con il Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’educazione in qualità di cultore della materia in Storia dell’educazione presso l’Università di Torino.

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L’importanza di dire no: a cura di Giulio Biino

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 gennaio 2019

Torino Lunedì 28 gennaio, ore 21 Circolo dei lettori, via Bogino, 9 è Giulio Biino, notaio e presidente della Fondazione Circolo dei lettori, a raccontare la grande storia di chi, nello sport, ha avuto il coraggio di opporsi a ciò che credeva sbagliato. È L’importanza di dire no, spin-off di Torino Spiritualità 2018 – Preferisco di no. “No” è la parola più selvaggia che affidiamo al linguaggio, scrisse la poetessa Emily Dickinson, è la sillaba più piccola e banale, ma tremendamente potente, quella che ogni bambino pronuncia per prima. Spin-off di Torino Spiritualità 2018 Preferisco di no dedicato ai rifiuti pronunciati con gentilezza contro l’opacità dei tempi, una serata in forma di antologia sulle ribellioni nello sport, in un campo da calcio, su un podio olimpico, in una palestra o in palaghiaccio. È L’importanza di dire no, intreccio di quattro storie di atleti dissidenti ma soprattutto di uomini e donne che hanno creduto di poter cambiare il mondo esprimendo il proprio disaccordo a costo di sacrificare notorietà e ricchezza.
Protagonisti sono il calciatore austriaco Matthias Sindelar, la ginnasta ceca Věra Čáslavská, il velocista e giocatore di football Tommie Smith e la pattinatrice Surya Bonaly.
Sono proteste contro ogni forma di discriminazione, a opere di personaggi che hanno utilizzato il proprio status di popolari atleti internazionali per condividere la propria lotta a platee immense, pagando per la propria scelta di libertà, chi con l’emarginazione e chi addirittura con la vita. È il caso di Matthias Sindelar, uno dei più famosi giocatori degli Anni Trenta, capitano dell’Austria, all’epoca nazionale tra le più forti, con la quale vinse la Coppa Internazionale 1931-1932 e preso parte al Mondiale 1934. Quando l’Austria aveva ormai cessato di esistere, diventando una provincia del Terzo Reich, Sindelar e i compagni si trovarono a giocare quella che i nazisti chiamarono “Partita della riunificazione”, ultimo match per loro con la propria casacca da disputare contro la Germania, di cui avrebbero da lì in avanti dovuto vestire la divisa ai Mondiali di Francia. Potevano fregiarsi, ancora una volta, del proprio nome e dei propri colori, ma furono costretti a non vincere, sebbene la nazionale tedesca non fosse un granché. Un’amichevole, insomma, ma soprattutto una farsa, alla quale Sindelar si oppose, rifiutando di fare il saluto nazista, restando immobile prima del calcio d’inizio. La rappresaglia nazista non tardò ad arrivare e il giocatore venne trovato morto avvelenato in una fredda mattina di gennaio a Vienna, insieme alla sua compagna italiana, di religione ebraica.
Un’altra storia di “no” è quella dell’atleta ceca Věra Čáslavská, tra le cinque ginnaste più famose di tutti i tempi, diventata simbolo della ribellione della Cecoslovacchia invasa dall’Unione Sovietica. Nel 1968, durante i Giochi Olimpici di Città del Messico, il pubblico stravedeva per lei. Ma, durante la premiazione, manifestò il proprio dissenso distogliendo lo sguardo durante l’inno sovietico. La sua carriera terminò quel giorno.
Thomas C. Smith detto Tommie è stato velocista e giocatore di football, medaglia d’oro ai Giochi olimpici di Città del Messico 1968 e primo uomo al mondo a correre i 200 metri in meno di 20 secondi. Ma non solo per questi motivi è diventato celebre. Smith, infatti, insieme al compagno John Carlos, protestò contro la discriminazione razziale e a favore delle Pantere nere nella cerimonia di premiazione olimpica. Per tanti è un simbolo di gesta atletiche che muovono la coscienza, resta indimenticabile quel suo pugno chiuso.
Infine, Surya Bonaly, originaria di La Réunion, cinque volte campionessa europea di pattinaggio sul ghiaccio, ma spesso penalizzata nonostante le sue grandi capacità. È diventata celebre per il back flip, ovvero il salto mortale all’indietro con atterraggio su un piede solo. Era una delle poche donne a compiere questa acrobazia vietata dall’International Skating Union, ma la sua esecuzione scatenava l’ovazione del pubblico.
L’immagine guida scelta per la serata L’importanza di dire no rappresenta Colin Kaepernick, quarterback dei San Francisco 49ers, una delle più importanti squadre della lega di football americana. La sua è stata una recente protesta silenziosa, ma capace di cambiare la sua vita e quella di altri sportivi americani. Kaepernick, infatti, ha scelto di rimanere seduto durante l’esecuzione dell’inno americano. “Non mi alzo per mostrare orgoglio verso la bandiera di un paese che opprime i neri”, ha dichiarato, ribellandosi così a Trump e scelte della sua amministrazione.

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Nuova edizione dell’agenda letteraria più famosa, la Smemoranda

Posted by fidest press agency su martedì, 18 dicembre 2018

Torino Giovedì 20 dicembre, ore 18 Circolo dei lettori, via Bogino, 9 viene presentata la nuova edizione dell’agenda letteraria più famosa, la Smemoranda. Ospiti i direttori, Gino&Michele e Nico Colonna, e lo scrittore Fabio Genovesi. È dal lontano 1978 che la Smemoranda, meglio detta Smemo, riempie zaini e banchi, facendo sorridere e divertire studenti e studentesse, con articoli, notizie, poesie, quiz, disegni e vignette satiriche. Sempre anticonformista, la Smemo ha avuto subito un grande successo, diventando uno status symbol e mantenendo il suo primato fino a oggi. Originariamente venduta dai militanti di Democrazia Proletaria nelle scuole, si è diffusa in modo capillare, ospitando tra le sue pagine le migliori firme della cultura italiana, da Federico Fellini a Sergio Staino, da Roberto Benigni a Jovanotti, che anno dopo anno si confrontano su un tema, nel 2017 è stato Tema libero, nel 2015 Mi piace, sempre al passo con i tempi.Ma la Smemoranda, che quest’anno compie 40 anni, è anche da grandi, una bussola di carta per orientarsi nell’anno di impegni, appuntamenti e svaghi, con una dose di ironia e sogno, in perfetto stile Smemo.

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Libro: Non legare il cuore

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 dicembre 2018

Torino Martedì 18 dicembre, ore 18 Circolo dei lettori, via Bogino 9 Farian Sabahi. Non legare il cuore (Solferino) Con Margherita Oggero, scrittrice. Un viaggio nella memoria tra i mille colori di un racconto che intercala lessico persiano e dialetto piemontese, tessendo l’ordito e la trama di una vita che unisce Paesi ed epoche all’apparenza inconciliabili: l’Italia degli anni di piombo e l’Iran della Rivoluzione di Khomeini, e ancora, a ritroso il regno dello scià e l’Azerbaigian travolto dall’Armata rossa. È la storia di Farian Sabahi, giornalista e storica, testimonianza autobiografica di un’esistenza divisa tra due Paesi e tre religioni. È Non legare il cuore (Solferino), al centro del dialogo tra l’autrice e la scrittrice Margherita Oggero. Il genero iraniano si concede un caffè e la suocera piemontese ne approfitta per prendere la neonata, salire nella cappella al primo piano della clinica e farla battezzare all’insaputa dei genitori. È l’evento che segna la vita di Farian, figlia di uno dei primi matrimoni misti degli anni Sessanta. Dalle sponde del Tanaro alle rive del Mar Caspio, dai monti Elborz alle colline del Monferrato, Farian cammina su un filo teso tra Oriente e Occidente, scoprendosi discendente dal Profeta Maometto secondo la tradizione sciita, sentendosi bollare come «bastarda» dal professore di religione. Sempre straniera, nomade. Sarà la nascita del figlio Atesh a innescare le domande cruciali sulla fede: per lui, e per se stessa.

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Leo Ortolani: Cinzia (Bao)

Posted by fidest press agency su martedì, 11 dicembre 2018

Torino Giovedì 13 dicembre, ore 21 Circolo dei lettori, via Bogino 9, presentazione del volume di Leo Ortolani su uno dei personaggi più amati e memorabili: Cinzia (Bao).Di tutti i personaggi di Leo Ortolani, geniale fumettista inventore di Rat-Man, uno dei più amati e memorabili è senz’altro Cinzia, la transessuale platinata la cui storia è raccontata in un inedito romanzo grafico, da leggere per scoprire il suo carattere, i suoi amori, la consapevolezza che ha di sé, lo spregio che serba all’ipocrisia dei perbenisti, tra pathos, comicità e musical.Un volume slegato dal mondo di Rat-Man, come spiega la scrittrice Licia Troisi nell’introduzione: «Cinzia, uno dei personaggi più epici, più forti, più amati di Rat-Man, la saga ventennale sul supereroe ratto (…), innamorata perdutamente di quel ratto, destinata a non essere mai ricambiata, Cinzia la Lucciola della Quinta strada, come ci venne presentata in quelle indimenticabili prime vignette. Era nata così, da una boutade, per avere nient’altro che lo spazio di una battuta. Era il postino che consegnava all’Eroe una copia di Topolino, e a cui Deboroh La Roccia saltava al collo baciandolo. La visione di quelle inconfondibili orecchie da topo aveva indicato all’eroe la sua strada: avrebbe indossato il costume e sarebbe diventato Rat-Man, il supereroe molto sui generis della Città senza Nome». Sì, perché Cinzia è fondamentale nella storia eroica di Rat-Man, anche lei eroina, avvolta in una pelliccia sintetica e fasciata da pantaloni leopardati, il suo è uno sguardo fiero e sprezzante. E la sua è una bellissima, esilarante e commovente storia.

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Bebbe Severgnini al Circolo dei lettori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 dicembre 2018

Torino Venerdì 7 dicembre, ore 18 Circolo dei lettori, via Bogino 9. A distanza di vent’anni da Italiani si diventa, Beppe Severgnini torna in libreria con un’altra analisi guizzante, è Italiani si rimane (Solferino), viaggio dentro il cambiamento, personale, professionale, nazionale dell’Italia, libro che prova una cosa: qualunque lavoro si faccia, e qualsiasi cosa succeda, dall’italianità non si sfugge. L’incontro con il giornalista, direttore di 7 – Il settimanale del Corriere della Sera, è venerdì 7 dicembre, ore 18, occasione per esplorare il nostro paese in modo ironico, sentimentale e soprattutto istruttivo, leggendo la biografia di una generazione intera.
Dalla scuola di Montanelli al Corriere della Sera, dal primo articolo per La Provincia di Cremona al New York Times, dai libri alla radio, da Twitter al teatro (entrambi utili, il secondo più moderno). In Italia e in Europa, in America e in Australia, in televisione e sui treni del mondo. In ogni esperienza si nasconde una lezione. Beppe Severgnini prova a capire qual è, e condivide con noi le sue scoperte. Una narrazione intima e sorprendente, una scrittura nuova e appassionata. Italiani si rimane non spiega solo le trasformazioni nei media a cavallo tra due secoli: parla del tempo che passa, del legame con la terra e la famiglia, del piacere di insegnare e veder crescere nuovi talenti. Questo libro arriva vent’anni dopo Italiani si diventa, dove l’autore ripercorreva l’infanzia, l’adolescenza e la prima gioventù. La sua collaudata ironia ora diventa autoironia, l’autobiografia diventa biografia di una generazione. Serenità, intuizione, occhio prensile: a Beppe Severgnini i dettagli non sfuggono.
Beppe Severgnini è nato a Crema il 26 dicembre 1956 e vive fra Crema e Milano. Ha studiato all’Università di Pavia e poi ha lavorato come corrispondente a Londra, Mosca, Washington D.C. ed è stato inviato in Europa orientale, Cina, Medio Oriente. È direttore di 7, il settimanale del Corriere della Sera, di cui è editorialista dal 1995 (e vicedirettore dal 2017). Dal 2013 è un opinion writer per The New York Times. Ha lavorato per The Economist, il Giornale di Indro Montanelli e per la Voce. È autore di sedici libri, tra cui Inglesi (1990), Un italiano in America (1995), La testa degli italiani (2005), Signori, si cambia (2015). Per la TV, ha lavorato in Italians, cioè italiani, L’erba dei vicini, Luoghi comuni, un viaggio in Italia della Rai, poi per Sky Italia e per La7. In radio, ha lavorato per BBC Radio 4, Radio2 Rai, Radio Montecar-lo e Virgin Radio.

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Francesco Piccolo: L’animale che mi porto dentro

Posted by fidest press agency su martedì, 4 dicembre 2018

Torino mercoledì 5 dicembre, ore 18 Circolo dei lettori, via Bogino 9. La sua coraggiosa indagine nella profondità del maschio – sempre che esista – è racchiusa nel nuovo L’animale che mi porto dentro (Einaudi), che l’autore racconta al Circolo dei lettori in dialogo con Martino Gozzi. Non è detto che ci piaccia tutto quello che vedremo, leggeremo, ascolteremo. In questo romanzo serio, divertente, spietato, lo scrittore narra, come solo lui sa fare, la vita di molti attraverso una sola.«Se c’è qualcosa che mi dispiace molto, se ho un dolore fisico, se ho una scadenza, se devo risolvere un tarlo interiore, se ho dei dubbi, se ingrasso, se mi colpisce un lutto molto doloroso, se faccio un incidente per strada – ignoro; ignoro tutto. Vado avanti, non voglio intoppi. Continuo». Così scrive Francesco Piccolo, nel raccontare la formazione di un maschio contemporaneo, specifico e qualsiasi. Il tentativo fallimentare, comico e drammatico, di sfuggire alla legge del branco – e nello stesso tempo, la resa alla sua forza. La lotta indecidibile e vitale tra l’uomo che si vorrebbe essere e l’animale che ci si porta dentro.Perché esiste un codice dei maschi; quasi tutte le sue voci sono difficili da ripetere in pubblico, eppure non c’è verso di metterle a tacere. Tanti anni passati a cercare di spegnere quel ronzio collettivo per poi ritrovarsi ad ascoltarlo, nel proprio intimo, nei momenti più impensati. «Dentro di me continuerò sempre a chiedermi: siete contenti di me? sono come mi volevate?»In un mondo da sempre governato dai maschi, capirli è la chiave per guardare più in là. Per questo il racconto si nutre di tutto ciò che incontra – Sandokan e Malizia, i brufoli e il sesso, l’amore e il matrimonio, l’egoismo e la tenerezza – in un andamento vivissimo ma riflessivo, a tratti persino saggistico, che ci interroga e ci risponde, fino a ridisegnare il nostro sguardo.

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Libro: Michele Bravi Nella vita degli altri

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 novembre 2018

Torino Martedì 13 novembre, ore 21 Circolo dei lettori, via Bogino 9, presentazione del libro di Michele Bravi Nella vita degli altri (Mondadori).
Michele Bravi, musicista di grande talento, divide la sua espressione artistica tra musica, web e adesso scrittura. Il vincitore della settima edizione di X Factor, infatti, è in libreria con il romanzo d’esordio, Nella vita degli altri (Mondadori) che presenta al Circolo dei lettori martedì 20 novembre, ore 21.Attraverso cinque storie memorabili che si intrecciano, il musicista descrive il caos di un uomo smarrito nelle sue profondità. Più simile a una canzone da leggere a voce alta, scritto con una prosa ariosa, empatica, immaginifica e ritmica, racconta il viaggio di un uomo dentro la “vita degli altri” e all’interno della sua, attorcigliando narrazioni che si infrangono come uno specchio rotto e che infine si ricompongono in una progressione di azioni potenti.Quanto c’è degli altri nella nostra vita? Qual è la distanza che intercorre tra il modo in cui noi ci vediamo e quello con cui gli altri ci guardano? Domande che riguardano il gioco degli specchi e che prendono forma in questo romanzo, che racconta, con una consapevolezza e una poesia inedite, i temi dell’identità e dell’immedesimazione. Al piano terra di una palazzina di cemento squadrata c’è la panetteria del signor Bisacco. L’odore del suo pane si infiltra tra le fessure strette dell’intonaco crettato e gli spiragli degli infissi da sostituire, profumando e amalgamando la vita delle persone che abitano il condominio. L’edificio ha cinque piani e accoglie e racconta molte storie. Quella di Angelo, un uomo spaventato che vive la sua passione per la fotografia con gravità e sofferenza. Quella della signora Vera, che viene da Padova ma sogna Parigi e lussi impossibili. Di Achille, un uomo complesso che cerca nel cibo la sua vendetta contro il mondo. Quella della signorina Eco, la cui bellezza nasconde una sottile punta di coraggio verso la vita.

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Mostra fotografica di Massimiliano Camellini

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 ottobre 2018

Torino Opening giovedì 17 gennaio, ore 19, (18 gennaio – 17 febbraio 2019) Bookshop Fondazione Sandretto Re Rebaudengo via Modane, 16 mostra fotografica di Massimiliano Camellini Ore 18.00, l’orario è finito. E’ un progetto fotografico realizzato da Camellini all’interno degli spazi dell’ex Cotonificio Leumann di Collegno (Torino) dal 2010 al 2012, e curato da Lorand Hegyi; il lavoro è stato esposto, a partire dalla sua prima presentazione al MIA (Milan Image Art Fair) del 2013, nell’ambito del Festival Fotografico Europeo 2013 presso il Museo del Tessile di Busto Arsizio, all’interno della rassegna Italian Nostalgia presso il Museo della Fotografia di Seoul nel 2014 ed è stato oggetto della mostra “La suite du temps” organizzata dal MAMC – Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Saint Etienne nel 2015; il progetto ora finalmente approda a Torino, territorio di partenza di questa ricerca, da un punto di vista iconografico ma anche emotivo e storico. Il luogo all’interno del quale si è sviluppato il lavoro di Massimiliano Camellini è l’antico Cotonificio Leumann di Collegno, in provincia di Torino, al centro dell’innovativo villaggio operaio che l’industriale Napoleone Leumann fece costruire attorno all’opificio tra fine Ottocento e inizio Novecento: un esperimento imprenditoriale illuminato che si faceva carico della riproduzione delle stesse risorse sociali sulle quali la fabbrica incideva.Il progetto fotografico racconta la fine dell’era industriale in Europa, l’epilogo di un sogno basato sull’espansione manifatturiera e il suo welfare e che a suo tempo non aveva fatto i conti con la globalizzazione.Le immagini sono state realizzate dal 2010 al 2012, e raccontano la presenza dei lavoratori che hanno vissuto la fabbrica e che l’hanno lasciata varcando per l’ultima volta quei cancelli nell’aprile del 2007, quanto fu chiusa per sempre. Ogni cosa era stata lasciata al suo posto, quasi a significare che la cessazione dell’attività fosse stata improvvisa. Le immagini ricostruiscono l’ultimo giorno di lavoro, quel momento dove la fine dell’orario lavorativo (18.00) ha coinciso con la fine di un’epoca. http://www.massimilianocamellini.org

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