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Il Chianti viaggia nello spazio con “Spacelab”

Posted by fidest press agency su domenica, 19 Mag 2019

Domenica 26 maggio, presso l’Osservatorio Polifunzionale del Chianti, dalle ore 18:00 alle ore 23.30, si terrà un evento inaugurale della campagna, oltre alla presentazione, durante la serata, di un collegamento radio con la Stazione Spaziale Internazionale. Per chi lo desideri sarà possibile osservare il cielo, in via del tutto eccezionale, con il telescopio MARCON, il più grande della Toscana e uno dei maggiori in Italia. Il progetto è realizzato all’interno dell’iniziativa Social Crowdfunders: percorso di crescita delle organizzazioni non profit, ideato da Siamosolidali.it, progetto di Fondazione CR Firenze, in collaborazione con la cooperativa Feel Crowd; promosso da Università degli Studi di Firenze e Unione Comunale del Chianti Fiorentino ed ha come partner Kayser Italia.
L’iniziativa Social Crowdfunders prevede un supporto concreto alla realizzazione di nuovi progetti che aiutino la comunità sia mediante la leva finanziaria sia con l’erogazione di servizi ad hoc. La campagna di crowdfunding ha, infatti, come obiettivo economico, il raggiungimento della cifra di 16.000,00 euro. All’ottenimento del 50% del budget la Fondazione CR Firenze raddoppierà la cifra raccolta.
SPACELAB è un percorso educativo che unisce scienza, arte e natura, volto alla formazione di ragazzi, insegnanti e famiglie mediante l’apprendimento diretto. È uno strumento innovativo che produce un’esperienza emozionale e intellettiva, stimolante e creativa.
I fondi raccolti attraverso la campagna di crowdfunding saranno impiegati per l’acquisto di tutto il materiale necessario al collegamento video con la stazione spaziale internazionale utilizzabile anche da persone affette da disabilità (accesso con carrozzina, sottotitoli per non udenti, tastiere per domande da persone mute). Per l’occorrenza è disponibile una stampante 3-D per la realizzazione di piccoli progetti che coniughino creatività e comprensione degli strumenti tecnologici con lo sviluppo della capacità progettuale, comprensivi di esperimenti di fisiologia umana, di botanica e di etologia. Sono resi disponibili dalla Kayser Italia, leader europea nel campo della Life Science e degli strumenti per la Stazione Spaziale Internazionale, per renderli attuabili sia nel Parco Botanico, sede dell’OPC, sia all’interno delle scuole.
L’Osservatorio Polifunzionale del Chianti – OPC è una struttura pubblica per la ricerca scientifica di proprietà dell’Unione Comunale del Chianti Fiorentino ed è gestito dall’Università degli Studi di Firenze. L’OPC punta sul trasferimento della conoscenza scientifica in ambito astronomico, ambientale, geosismico, meteorologico dai ricercatori ai non addetti al settore. L’attività verso le scuole e i giovani è centrale, con i divulgatori dell’OPC formati per comunicare con bambini e ragazzi di ogni età. L’OPC ha inoltre inaugurato nel 2016 con Andrea Bocelli il primo percorso di astronomia per non vedenti.

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L’Ambasciatore Australiano incontra le imprese toscane

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 marzo 2019

ambasciatore australianoSi è svolto oggi a Firenze l’incontro tra l’Ambasciatore Australiano French e una delegazione di imprenditori di Confindustria Firenze e Confindustria Toscana Sud. A rappresentare le imprese della Toscana del Sud il Presidente Paolo Campinoti.
L’incontro è stato proficuo e vivace, l’Ambasciatore ha illustrato in particolare gli ambiti di forte interesse per una collaborazione tra le aziende dei due paesi; innescare un meccanismo di unione operosa tra le aziende italiane e quelle presenti nel territorio australiano è infatti la prima via maestra per costruire un primo approccio concreto.
Campinoti ha così sottolineato l’importanza dell’incontro:” Oggi siamo qua per legare forti ponti tra le opportunità economiche delle nostre aziende con il mercato australiano, vogliamo stabilire rapporti efficaci e proficui. Abbiamo individuato grazie agli uffici dell’Ambasciata alcuni settori nevralgici come l’agroindustria, il comparto pharma e la meccanica di precisione. Proprio l’eccellenza delle nostre imprese è il biglietto migliore di andata per aprire le porte in questo mercato che guarda con attenzione all’alta qualità e tecnologia del made in Italy”.
Varie le aziende della toscana del sud presenti, tra queste CAIM GROUP, azienda aretina che produce scaffalature metalliche presenti da oltre venti anni nel mercato australiano, i sui rappresentanti hanno ribadito come nonostante la lontananza concreta tra l’Italia e l’Australia, questa rappresenti un’ opportunità importante per le imprese, forte di una domanda interna costante e negli ultimi anni in crescita e strategico collegamento per sviluppi commerciali anche con il continente asiatico.

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Dalla Cina forte interesse turistico per Italia e Toscana

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 febbraio 2019

La Cina è in testa alle classifiche per il numero di viaggiatori nel mondo, e nel solo 2017 sono stati ben 129 milioni i turisti cinesi. Nei prossimi 5 anni saranno 700 milioni i turisti cinesi nel mondo, di cui si stima oltre 21 milioni arriveranno in Europa, e di questi oltre il 10-15 %, tra i 2 e i 3 milioni, saranno diretti in Italia, con un tempo di permanenza medio di 7/10 giorni per vacanza, con previsioni di crescita.L’Italia è quindi, per nostra fortuna, una delle mete da sogno dei nuovi facoltosi viaggiatori dell’oriente, di cui una buona parte con età compresa fra i 18 e 36 anni, con la Toscana, culla del Rinascimento, tra le regioni più ambite per arte e cultura.Altro dato interessante, diffuso dal Centro Studi di Firenze, evidenzia il fatto che in Italia il turismo per matrimoni genera circa 380 milioni di euro, un settore in forte crescita a cominciare proprio dai futuri sposi del “paese del Dragone”, che sognano nozze nel nostro paese, con in cima la Toscana tra le regioni.In alternativa gli sposi vengono in Italia per il pre-wedding, una sorta di luna di miele anticipata con servizio fotografico che faranno rivedere in grande stile al rientro in Cina durante il matrimonio.Dati molto interessanti, soprattutto calcolando che anni fa il paese più popoloso del mondo ospitava solo 16 miliardari, mentre oggi sono circa 380, quasi uno su cinque del totale mondiale.Le metropoli di provenienza di questa nuova classe emergente sono Pechino, Shanghai, Guangzhou e Tianjin.
Offrire quindi oggi soggiorni di prestigio con le peculiarità che contraddistinguono il nostro paese come il “Made in Italy”, il clima, il paesaggio, il capitale culturale e ambientale (in gran parte riconosciuto dall’UNESCO), il cinema, la musica e l’enogastronomia, che costituiscono le principali risorse e ragioni del successo dell’Italia come destinazione, di fatto rappresenta una grande opportunità per le nostre strutture turistiche.Un segmento di mercato in cui si sta, ad esempio, specializzando intelligentemente la TBA Holidays, acronimo di Tuscany Business Agency, tour operator specializzato nell’intermediazione turistica di dimore storiche e residenze di prestigio con il suo focus in Toscana. Una realtà che ha ripreso l’interesse crescente dei giovani colti e ricchi cinesi per la storia e cultura del Bel Paese e che concentra il suo business a chi privilegia la vacanza esclusiva e d’élite per famiglie e gruppi business.Tuscany Business Agency è proprietaria del marchio TBA Holidays per il settore turistico e di TBA Real Estate per la divisione immobiliare.
Il turista cinese vive oggi sullo smartphone, paga con il QR code, non entra in un locale se non è accettata la sua carta di credito UnionPay e va dove lo portano i suoi social come Tencent, Tuniu e Wechat.Gli operatori italiani devono quindi prepararsi a fare i conti con questa realtà, visto anche che in Italia le istituzioni che si fregiano del marchio “Welcome Chinese”, il prestigioso riconoscimento concesso da Pechino a chi incontra le esigenze dei turisti del dragone sono solo poche centinaia.”Urge quindi migliorare i servizi e adeguare l’accoglienza verso tali nuove fasce di pubblico. Solo così potremo confidare in un futuro fatto di crescita e grandi opportunità per il nostro turismo e la nostra economia” conclude Gottardo.www.tuscanybusinessagency.com.

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Migranti e arresti in Toscana

Posted by fidest press agency su domenica, 2 settembre 2018

“L’inchiesta di oggi coinvolge i soggetti in prima fila dell’accoglienza a Firenze e in Toscana: mentre noi denunciavamo un diffuso sistema di sprechi per far lucrare le cooperative sulla pelle degli immigrati, il Pd e la sinistra marciavano a braccetto con personaggi che sfruttavano i soldi pubblici e gli immigrati per fare affari sulla disperazione e sullo schiavismo”. E’ quanto afferma il parlamentare di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, commentando i provvedimenti emessi dalla Procura di Firenze nei confronti di soggetti coinvolti nell’accoglienza immigrati.
“Non possiamo certo dire di essere sorpresi da quanto emerso – sottolinea Donzelli – svariate volte abbiamo denunciato nei nostri sopralluoghi ai centri di accoglienza condizioni di indecenza e illegalità. I soggetti che per anni hanno fatto i maestrini buonisti e con presunzione pensavano di darci lezioni di moralità, nel frattempo usavano gli immigrati come merce umana: la sinistra è da tempo corresponsabile dello spreco di denaro pubblico e dello sfruttamento di queste persone usate per far guadagnare le cooperative. Due anni fa ho lanciato dalla Toscana la legge ‘Taglia-business immigrati’ per obbligare tutti i soggetti che si occupano di accoglienza alla rendicontazione di ogni centesimo di spesa: proposta da Fratelli d’Italia alla Camera è diventata legge grazie all’iniziativa di Giorgia Meloni e renderà più difficile la speculazione. Tuttavia, per interrompere davvero il nuovo schiavismo dei buonisti – conclude Donzelli – occorre abolire il sistema dei Cas che induce all’illegalità e alla criminalità: nessuno deve poter entrare e vivere in modo clandestino in Italia”.

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Eurosystem arriva in Emilia Romagna e in Toscana

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 luglio 2018

La società, leader in Veneto e Friuli Venezia Giulia nelle soluzioni IT, amplia il proprio raggio di azione: con l’aggregazione della start-up SDTeam di Figline e Incisa Valdarno (FI) e di Estecom di Ferrara si affaccia sul mercato emiliano e toscano per proseguire nel cammino di crescita.«Le aggregazioni con SDTeam ed Estecom rappresentano una copertura ed un rafforzamento aziendale a livello territoriale, la possibilità di estendere il nostro “business model” su parchi clienti di aziende radicate in altre aree geografiche, con forze commerciali e tecniche che presidiano localmente le esigenze del mercato, il tutto in una logica di interscambio dove il valore aggiunto è dato da un gruppo dalle competenze integrate», spiega Gian Nello Piccoli, presidente di Eurosystem.Attiva da 17 anni, Estecom ha nove risorse interne e l’anno scorso ha avuto un volume di affari superiore ai 2 milioni di euro. Opera nel settore dell’ICT, nella progettazione e realizzazione di sistemi informativi con l’obiettivo di costruire e migliorare le infrastrutture informatiche di aziende e pubbliche amministrazioni integrandole con servizi e soluzioni ad alto contenuto tecnologico. È invece giovanissima la realtà toscana. SDTeam è una start-up che ha mosso i primi passi quest’anno, forte però di un’esperienza decennale delle persone che la guidano nello sviluppo di software per la gestione del noleggio e, in particolare, del noleggio di macchinari industriali, un settore di nicchia nel quale può vantare un software gestionale specifico. «È un settore di grande interesse e in forte evoluzione. La specificità di SDTeam merita di essere valorizzata e potenziata all’interno del gruppo Eurosystem», continua Piccoli. «L’aggregazione deve però essere vista sempre all’interno di una rete dove Eurosystem, Nordest Servizi e la stessa Estecom, grazie alla struttura focalizzata sulla ricerca e sviluppo di piattaforme tecnologiche d’avanguardia, possono dare nuovi spazi al know how di SDTeam. A beneficio di tutti».Sul fronte ferrarese, prosegue il presidente di Eurosystem, «l’aggregazione di Estecom ci permette di sviluppare ulteriormente la nostra presenza sul territorio emiliano-romagnolo. Il gruppo ha già una presenza nella zona di Bologna, questo ulteriore presidio di Ferrara ci permette un maggiore investimento economico e relazionale con il territorio stesso – nuove assunzioni sul posto, collaborazione con associazioni di categoria e tessuto imprenditoriale locale -, fondamentale per una vera integrazione e un maggiore ritorno in termini di opportunità e crescita».Sia il mercato emiliano, sia quello toscano sono aree particolarmente interessanti per l’innovazione. «Sono territori con un tessuto aziendale ricco e dove certamente la competition non manca. La consapevolezza della qualità della nostra proposta e della soddisfazione nel merito palesata dai nostri clienti ci rende certi di poter fare un ottimo lavoro anche in Emilia Romagna e Toscana», afferma Piccoli. Del resto qui si colloca uno dei vertici del “triangolo economico” descritto dalla Fondazione Edison (gli altri due vertici sono nell’area di Milano e nel Nord Est). Conclude: «Nell’ambito software questi territori possono fungere anche da Hub, ovvero punti da dove poter esportare in altre regioni le competenze tecniche e funzionali sviluppate dal gruppo». http://www.eurosystem.it

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Eccellenze dell’enologia toscana

Posted by fidest press agency su martedì, 27 febbraio 2018

Lido di Camaiore (Lu) Domenica 4 marzo e lunedì 5 marzo 2018 Una Hotel Lido di Camaiore (Lu) torna uno degli eventi più attesi nel panorama nazionale, Terre di Toscana, la grande kermesse dedicata alle eccellenze dell’enologia toscana.Il 2018 segna la sua XI edizione, con un format vincente rimasto a caposaldo della manifestazione: 130 produttori personalmente presenti con le loro migliori etichette, schierati ai banchi di assaggio per raccontare la propria storia, il presente ed i progetti futuri. Due i giorni a disposizione per poter degustare gli oltre 600 vini presenti nei luminosi spazi dell’Una Hotel Versilia di Lido di Camaiore.
Le cantine partecipanti, accuratamente selezionate dall’organizzazione, andranno a formare una mappa chiara ed esaustiva della ricchezza enologica toscana, offrendo ad appassionati, giornalisti ed operatori l’opportunità di effettuare un viaggio davvero speciale alla scoperta dei più importanti distretti vitivinicoli regionali, vecchi e nuovi.Si potranno così scoprire denominazioni storiche come Brunello di Montalcino, Chianti Classico, Vino Nobile di Montepulciano, Vernaccia di San Gimignano, oppure assaporare le meraviglie di un lembo di terra che ha saputo spiccare il volo, Bolgheri, per poi scendere a sud per conoscere i vini e gli interpreti della Maremma.Spazio anche a denominazioni più piccole, ma non certo di minore appeal, come Montecucco, Val di Cornia, Val d’Orcia, Cortona, le Colline lucchesi, pisane e massesi, ed anche a quelle non comuni -e per questo ancora più intriganti- come Mugello, Casentino e Versilia.Non mancheranno neanche in questa edizione le new entry, così come le realtà biologiche e biodinamiche e le vecchie annate, queste ultime in calendario per la giornata di lunedì.
Terre di Toscana, con il Patrocinio del Comune di Camaiore, è un evento ideato e organizzato, con immutato entusiasmo, dalla squadra di Acquabuona.it (www.acquabuona.it), testata on-line che dal 1999 racconta -credendoci- l’enogastronomia e l’agroalimentare del nostro Paese. Ingresso €25.

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Daniela Moretti, la prima in Toscana con Milena Miconi

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 marzo 2017

Daniela MorettiMilena MiconiUn’ascesa continua, una corsa contro sé stessa per raggiungere traguardi impensabili solo fino a qualche mese addietro. Daniela Moretti, creatrice di gioielli di origine lucana, si prepara ad avviare la distribuzione su scala nazionale dei propri outfit, permettendo così alla Basilicata, sua terra natia, di farsi conoscere anche in altri ambiti.
«Da molto tempo – evidenzia la Moretti – lavoro ad un programma di sviluppo del brand per fare in modo che l’artigianalità che cerco di esprimere attraverso le collane, i bracciali e gli orecchini che produco possano misurarsi in altri contesti. Sono fermamente convinta del fatto che la crescita artistica si riesca ad ottenere paragonando la propria realtà con altre, traendo il meglio da ciò che i territori sono in grado di offrire. Nel dare seguito a questa visione ho conosciuto Corrado e Ambra Cavagnoli che, con la mia stessa passione, gestiscono una gioielleria a Montepulciano. Il centro della provincia senese, famoso nel mondo per le sue terme, presenta numerosi punti in comune con i luoghi e le atmosfere che hanno disegnato la mia infanzia e che possono riassumersi in due elementi, certo opposti, ma capaci anche di incontri quanto mai eleganti e raffinati: da un lato le acque, dall’altro il vino. In entrambi i casi è la natura che mostra il suo essere, il suo scorrere lento, il suo incidere la quotidianità. Ecco perché non ho avuto dubbi nel dare seguito ad una sinergia che fosse anche sinonimo di identità».
«Il frutto di questo studio – conclude la designer rionerese – si mostrerà al giudizio del pubblico nel corso di un particolare evento in programma proprio a Montepulciano. Martedì 11 aprile, a partire dalle ore 17.30, presso la Gioielleria Keller situata in via Calamandrei 8/b, verrà realizzata una mostra di questa particolare linea, dedicata all’uomo e alla donna, acquistabile in via esclusiva nello stesso punto vendita».
In questa nuova avventura la Moretti non sarà da sola. A suo fianco, infatti, ha voluto colei che in qualche modo l’ha tenuta a battesimo, facendole acquisire sicurezza e consapevolezza: l’attrice Milena Miconi che, in più di un’occasione, ha espresso apprezzamento per il lavoro e la ricercatezza posto in essere dall’artista potentina. La Miconi, del resto, anche in un suo recente tour teatrale ha indossato le creazioni realizzate ad hoc proprio da Daniela Moretti. Ma non è tutto. Saranno presenti anche Fiorella Stoia e Domenico Restaino, volti ufficiali dell’artista, che nelle scorse settimane hanno interpretato al meglio una serie di scatti fotografici realizzati a Rionero in Vulture (Pz), unitamente a Giulia Angotti e Dario Pastorino, pronti a mettersi in luce nel firmamento della passerella e della posa. Queste splendide fanciulle indosseranno gli abiti di Benedetto Talarico, astro nascente della moda che, seppur giovanissimo, si è già messo in luce in importanti concorsi di rilevanza internazionale.
L’appuntamento di Montepulciano sarà il primo di una lunga serie: lo scopo è far comprendere al grande pubblico come la lavorazione “handmade”, rigorosamente made in Italy, sia ancora possibile in una società globale che guarda verso l’orizzonte, ma dimentica molto spesso ciò che accade dietro l’angolo di casa. La partecipazione alla kermesse è del tutto gratuita. (foto: Daniela Moretti, Milena Miconi)

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Toscana: Confindustria unica

Posted by fidest press agency su domenica, 24 luglio 2016

confindustriaSiglato il protocollo d’intesa per la costituzione dell’Associazione industriali di Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno, Massa Carrara e Siena. Con la firma a Firenze, Massimo Messeri, presidente di Confindustria Firenze, Andrea Fabianelli, presidente di Confindustria Toscana Sud e Alberto Ricci, presidente di Confindustria Livorno – Massa Carrara hanno avviato il percorso di fusione delle tre associazioni territoriali “sentendo la necessità di affrontare insieme le sfide aperte dal processo di globalizzazione per realizzare economie di scala, mantenendo l’identità ed il radicamento nel territorio”.“Pur ritenendo”, si legge nell’accordo sottoscritto dai tre presidenti, “che la dimensione organizzativa ottimale per il sistema della rappresentanza imprenditoriale dovrebbe coinvolgere un perimetro regionale, considerano il presente progetto l’ulteriore tappa di un processo di evoluzione in tale direzione”. Spetterà adesso alle assemblee delle tre Confindustrie “deliberare in merito alla proposta di costituzione di una Associazione unica. L’obiettivo è quello di convocare, entro l’anno 2017, le Assemblee Straordinarie cui sottoporre il Progetto di fusione”. La firma del protocollo dà il via alla più grande associazione industriali della Toscana e una delle prime d’Italia che (con la fusione delle tre Confindustrie) conterà più di 3500 imprese iscritte per oltre 120mila dipendenti. (foto: confindustria)

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Confindustria Toscana Sud: tasse legate ai rifiuti e tante irregolarità e incoerenze

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2016

firenzeFirenze. Confindustria Toscana Sud si fa ancora una volta artefice di un importante studio riguardante la fiscalità in particolare concentrandosi sulla tassazione dei tributi locali legati ai rifiuti.
E’ stato presentato oggi alla presenza del Presidente Andrea Fabianelli, lo studio che mira ad evitare che le imprese siano sottoposte ad un duplice onere derivante dall’assoggettamento delle superfici aziendali e dal costo dello smaltimento dei rifiuti che si formano su dette aree.
Già il D.lgs. n. 507 del 1993 stabiliva l’intassabilità delle aree produttive dove di regola si formano rifiuti speciali, tossici, o nocivi al cui smaltimento provvedono a proprie spese i produttori stessi.
Recentemente la legge 27/12/2013 n. 147 (legge di stabilità 2014) ha riconfermato questo principio, ribadito successivamente anche in una risoluzione del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 9/12/2014 e avvalorato nel corso degli anni da un consolidato orientamento della Magistratura.
Confindustria Toscana Sud ha posto al centro della questione la disciplina dei Regolamenti comunali e la loro conformità alle norme nazionali vigenti soprattutto nella parte in cui definiscono la materia dell’assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani.
A questo proposito ha inoltre sollecitato, più di un anno fa, i Comuni dell’ATO Toscana Sud a verificare l’adeguatezza dei loro Regolamenti e la loro conformità alle norme nazionali, sul presupposto che tale aspetto influenza l’applicazione della tassa, producendo in molti casi effetti distorsivi nelle condizioni di tassabilità delle superfici aziendali.
Il quadro che è risultato in esito alla ricerca è caratterizzato da una forte diversificazione di situazioni sulla quale incide evidentemente la perdurante assenza a livello nazionale di linee guida sui criteri di assimilabilità chiari e definiti.
Soltanto un terzo dei Comuni che fanno parte di ATO Toscana Sud (Arezzo, Grosseto, Siena) risulta aver assimilato correttamente i rifiuti speciali non pericolosi agli urbani, in conformità alle disposizioni nazionali: solo il 28% risulta conforme, il 72% non conforme. Conseguenza delle difformità dei Regolamenti è un contesto di disparità di trattamento con effetti distorsivi sul mercato e sulla concorrenza per condizioni di tassabilità diverse, a parità di situazioni aziendali.
Contribuisce a rendere ulteriormente disomogenea l’applicazione, l’adozione delle riduzioni forfettarie delle superfici tassabili adottate autonomamente dai singoli Comuni, piuttosto che la loro integrale esclusione dalla tassazione.
Oggetto della ricerca è stato altresì il confronto sulla variazione tariffaria per le utenze non domestiche dal 2013 al 2016. L’esito rilevato è un incremento sensibilmente elevato; per tutte e tre le province si è verificato, nel periodo, un aumento medio, seppure diversificato, di +15%. Il confronto mette in evidenza il risultato non certo incoraggiante ottenuto dopo il passaggio al Gestore Unico.Per quanto riguarda i capoluoghi di Provincia, confrontando le tariffe in valore assoluto, Arezzo risulta avere le tariffe più basse per tutte e 30 le categorie di utenze non domestiche; Siena le più elevate per quasi tutte le categorie di utenze non domestiche; Grosseto si colloca in una posizione intermedia. Al contrario risultano conformi i Regolamenti Tari di Siena e Grosseto, non conforme Arezzo.A confermare l’incessante aumento dei costi per la gestione dei rifiuti è anche il confronto tra la relazione annuale di ATO Toscana Sud relativa al 2013 con quella del 2014: sia i costi del servizio per abitante [€/ab] che i costi del servizio per tonnellata [€/ton] sono cresciuti in media di +13% dal 2013 al 2014 e si collocano in un contesto, come quello toscano, che già risulta uno dei più elevati d’Italia. Confindustria Toscana Sud ha da tempo avviato una serie di iniziative a livello istituzionale, compreso l’Assessorato competente della Regione Toscana, per disporre di regolamenti che disciplinano la materia conformi ed omogenei e rendere uniforme ed equa sul territorio regionale l’applicazione della tassa.

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Nasce il Laboratorio tecnologico multidisciplinare della Toscana

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 marzo 2016

taglianastro

Taglianastro

La Maremma Toscana diventa punto di riferimento delle aziende del Centro Italia per la tecnologia avanzata. E’ stato inaugurato oggi, in provincia di Grosseto, a Borgo Santa Rita, CERTEMA, il Laboratorio tecnologico, multidisciplinare della Toscana che nasce da un consorzio di sei imprese, con la collaborazione della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa e il contributo della Regione Toscana e della Provincia di Grosseto.Certema è un Laboratorio tecnologico multidisciplinare ad accesso aperto, con un’area operativa di 1500 metri quadrati, all’interno della quale si trovano macchinari di ultima generazione per la sperimentazione di brevetti e prototipi, la ricerca e la consulenza nei settori strategici della chimica, meccanica, domotica e robotica, rinnovabili, nautica, materiali compositi, automazione, elettromeccanica.Un progetto che arriva dopo anni di impegno da parte degli Enti locali e delle aziende private: 5 milioni di euro è l’investimento pubblico per l’acquisto dei macchinari, di cui 3milioni e 800mila sostenuti dalla Regione Toscana, un milione e 187mila di Fondi Cipe e 12mila dalla Provincia. E’ invece interamente fornito dal privato il sito industriale così come il personale che vi opera. Per non gravare la struttura di costi fissi sono stati assunti un amministrativo e il direttore, Stefano Petrella, un ingegnere meccanico che viene da una multinazionale americana. Tutto il resto del personale è messo a disposizione direttamente delle 6 imprese che supportano il Laboratorio.CERTEMA nasce per promuovere lo sviluppo di progetti ad elevato contenuto tecnologico, per creare occasioni di crescita per le aziende della Toscana e favorire le reti con aziende provenienti da fuori regione. Oggi tutto questo è realtà.“Il Laboratorio tecnologico è già in funzione – spiega Fosco Tosti, presidente di Certema – abbiamo in corso importanti trattative con aziende che hanno dimostrato interesse per questa nuova realtà del Centro-Italia. Siamo appena partiti e le prospettive di crescita sono davvero interessanti e porteranno benefici al territorio. Certema non è un laboratorio di filiera, ma è un polo multidisciplinare con possibilità di applicazione nei più svariati settori: meccanica, chimica, informatica, robotica. E’ una struttura ad accesso aperto, significa certemache chiunque ne faccia domanda potrà usufruire delle attrezzature, noleggiare i laboratori e avere l’assistenza del personale specializzato. Alcuni macchinari sono solo una nostra prerogativa, come il microsopio a scansione molecolare: il primo ed unico ad oggi presente in Italia si trova a Certema. Questo strumento consente di fare analisi di immagine e chimica fino a risoluzioni nell’ordine del nanometro, su tutti i materiali solidi: dalle rocce ai metalli, ai prodotti alimentari fino alle analisi di tipo ambientale. L’Università di Roma La Sapienza ha chiesto di venire a fare ricerca qui, così come il dipartimento di Scienze della Terra di Pisa, che utilizzerà il microscopio per scoprire che tipo di minerali si trovano all’interno di alcuni campioni di roccia che hanno subito un impatto da un meteorite circa 20mila anni fa. Un altro macchinario su cui abbiamo avuto già richieste è il laser per la sinterizzazione: l’ingegner Bertinelli responsabile dell’officina meccanica generale del Cern di Ginevra, è a Certema in questi giorni per mettere a punto, insieme ad un suo collaboratore, un progetto che porti alla sinterizzazione del niobio, un materiale che diventa superconduttore vicino a due gradi kelvin, utilizzato per realizzare cavità di risonanza per la radiofrequenza. Da parte del mondo imprenditoriale siamo in trattativa con diverse società tra le quali un’azienda del gruppo industriale Finmeccanica, che si occupa della costruzione di missili, una nota casa automobilistica e la multinazionale per la produzione di energia elettrica Enel Greepower. La nostra forza è che possiamo costruire prototipi interi, dalla parte meccanica fino alla scheda elettronica. Ma ciò che è più importante è che dietro ai laboratori di analisi ci sono 6 aziende con un’esperienza pluriennale che danno lavoro a 250 persone di cui 200 della provincia di Grosseto. Un Laboratorio tecnologico che parte da basi solide”.
Un ruolo fondamentale sarà quello della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa: “Il nostro intento – commenta Paolo Dario, direttore dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna – è favorire e rafforzare la competitività dei comparti emergenti del settore manifatturiero, diffondendo la cultura dell’innovazione nel sistema produttivo locale. Creare lavoro per creare ricchezza, economica e sociale è l’obiettivo primario e crediamo di poterlo e doverlo fare innanzitutto attraverso l’impresa, soprattutto quella medio-piccola, e a cui vogliamo agevolare l’accesso alle attività di ricerca e sviluppo. CERTEMA è un brillante esempio di come si possano mettere a sistema competenze tecnologiche e produttive insieme a quelle di ricerca, per creare soluzioni innovative e applicare i risultati della ricerca a contesti reali. In tal modo speriamo anche di diventare un punto di riferimento regionale a disposizione delle piccole e medie imprese ad alta tecnologia (o che vogliano divenire tali) per attivarprocessi di innovazione che, oltre alle imprese, riguardino anche la definizione di nuove politiche di sviluppo”. (foto: taglianastro, certema)

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Stati Uniti e Toscana, è boom di scambi commerciali per 4,5 miliardi

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 giugno 2015

firenzeQuattro miliardi e mezzo di euro in scambi commerciali solo l’anno scorso, un incremento del valore dell’export dell’80,7% e un volume di importazioni aumentato del 67,7% dal 2009 al 2014: gli Stati Uniti sono per la Toscana il primo partner economico extraeuropeo e mai come in questi ultimi anni il rapporto è cresciuto e maturato, con un sempre maggior numero di imprese che trovano partnership Oltreoceano e scambi politici, educativi, culturali che si uniscono al business.
Proprio per sfruttare al massimo il potenziale di due aree geografiche molto legate fra loro si è svolto nel Salone de’ Dugento di Palazzo Vecchio lo USA Day, una mattina per conoscere meglio le opportunità commerciali con gli Stati Uniti, organizzata da Camera di Commercio di Firenze e PromoFirenze, in collaborazione con Comune di Firenze e Consolato Generale degli Stati Uniti d’America a Firenze. Presenti il console generale degli USA a Firenze Abigail M. Rupp, il presidente della Camera di Commercio di Firenze Leonardo Bassilichi, l’assessore allo sviluppo economico del Comune di Firenze Giovanni Bettarini, i rappresentanti di oltre cento imprese del territorio.«Sono convinto che gli ottimi rapporti fra USA e Italia possano agevolare ancora di più gli scambi economici nei prossimi anni – ha detto Leonardo Bassilichi -. Oggi gli investitori americani trovano un Paese più solido, positivo, che ha voglia di crescere e l’ottimo lavoro svolto con le imprese multinazionali presenti a Firenze per il progetto One Contact Point ne è un chiaro esempio, tanto da volerne stimolare altre a venire. Allo stesso tempo sappiamo benissimo che solo gli USA garantiscono tante opportunità avendo anche un patrimonio storico e culturale comune».«Maggiori opportunità commerciali e di investimento negli Stati Uniti per le aziende toscane proverranno dal T-TIP, il nuovo trattato fra Stati Uniti ed Unione Europea sul commercio e gli investimenti, ancora in fase di negoziazione – ha aggiunto il console generale Abigail M. Rupp -. Una volta completato, il trattato consentirà alle imprese toscane, soprattutto le piccole e medie imprese, di accedere più facilmente al mercato americano, grazie a una consistente riduzione delle barriere tariffarie e non tariffarie. Inoltre, il T-TIP fisserà degli standard internazionali per l’apertura ai mercati».
Nel 2014 la Toscana ha esportato negli USA merci e servizi per un valore di 3 miliardi di euro, pari al 9,5 per cento del totale e ne ha importate 1,48 miliardi pari al 7,4 per cento del totale (dati Istat elaborati dall’Ufficio Statistica di Camera di Commercio di Firenze). E la prospettiva è anche migliore. Secondo l’ultima indagine realizzata dal Servizio Studi di Intesa Sanpaolo per Banca CR Firenze, l’aumento del PIL americano e le condizioni di cambio euro/dollaro favorevoli stanno facilitando molti distretti toscani come la ceramica di Sesto Fiorentino, i vini del Chianti, la pelletteria e le calzature di Firenze e Arezzo, il tessile e l’abbigliamento di Prato e Arezzo, i mobili di Poggibonsi e l’agroalimentare di Lucca.«L’iniziativa di oggi intercetta l’interesse reale delle aziende che portano avanti l’economia della città – ha detto l’assessore allo Sviluppo economico e turismo del Comune di Firenze, Giovanni Bettarini –. La fortissima propensione all’internazionalizzazione dell’economia della nostra città è un plus che consente a Firenze di guardare con fiducia al futuro. Siamo portatori di una storia di creatività, talento e merito che possiamo ancora interpretare con grande orgoglio in giro per il mondo. Firenze è una realtà attrattiva, in grado di esportare all’estero molto del suo talento, con grande vantaggio per la propria economia. Dobbiamo essere capaci di leggere davvero le nostre potenzialità e metterle a sistema per essere più competitivi. In questo momento sono molto importanti i sistemi urbani di riferimento, in una competizione tra città capaci di esprimere economie, messaggi e senso di sé. In questa competizione Firenze è già molto forte. Siamo riconoscibili e conosciuti in tutto il mondo, ora dobbiamo riempire questa fama di contenuti di attualità e della creatività che ancora abbiamo».Durante la mattinata in Palazzo Vecchio sono state presentate alcune proposte per il mercato statunitense, con particolare riferimento al Texas, anche attraverso contributi e testimonianze di esperti e operatori dei diversi settori, mentre il pomeriggio è stato riservato a incontri bilaterali organizzati dai rappresentanti di Italy-America Chamber of Commerce Texas e PromoFirenze. Infine, maggiori informazioni sulle opportunità d’investimento negli Stati Uniti per le imprese italiane si trovano sul sito del Dipartimento per il Commercio Estero USA all’indirizzo: http://selectusa.commerce.gov/. (foto: scambi commerciali)

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Acquistare l’usato in Toscana

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 Mag 2012

Pistoia_0016

Pistoia_0016 (Photo credit: Doc Umibozu)

Scegliere tra una nuova costruzione e un immobile usato è una delle prime scelte da prendere quando si è in procinto di acquistare una casa. L’Osservatorio Casa.it ha preso in considerazione vantaggi e svantaggi per il mercato toscano. Le nuove costruzioni al metro quadro costano in media 200 euro in più rispetto all’usato. Firenze, con i suoi 4.550 euro medi al metro quadro è la provincia più cara in cui acquistare un immobile mentre Pistoia è la più conveniente con i suoi 2.300 euro mq.L’analisi svolta dal portale immobiliare ha messo in evidenza come sia Firenze la città toscana dove acquistare una soluzione immobiliare risulta più dispendioso. In particolare, una casa nuova richiede un esborso medio di 4.750 euro al metro quadro, a fronte dei 4.400 richiesti per una usata. Il mercato immobiliare di Pistoia risulta invece il più conveniente della regione: 2.450 euro al metro quadro è il costo delle nuove costruzioni, 2.200 quello delle usate.Il capoluogo toscano è seguito da Siena che fa registrare quotazioni medie di 3.800 euro per il nuovo, contro i 3.700 euro al metro quadro necessari per l’usato. Grosseto, Livorno e Pisa si posizionano invece in terza posizione: la spesa media di 3.100 euro al metro quadro per un appartamento di nuova costruzione supera di circa 100 euro quella necessaria per uno vecchio. Con un prezzo medio di 2.750 euro mq per le nuove costruzioni, seguono poi nella classifica Prato e Arezzo dove quelle usate si aggirano sui 2.550 euro. Infine, 2.450 euro al metro quadro è la spesa media necessaria per le nuove case a Massa-Carrara e Lucca, dove per quelle usate si spendono circa 2.350 euro.“Il nostro database, dove sono presenti oltre 93.000 annunci immobiliari della regione Toscana, ha permesso anche un’indagine approfondita dell’andamento della domanda del nuovo rispetto all’usato. In particolare essa risulta in rialzo per la provincia di Massa-Carrara.

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Toscana, la Regione studia la sanità “low cost”

Posted by fidest press agency su martedì, 24 aprile 2012

E se ora si mettono anche le Regioni a imitare Groupon? È quello che potrebbe accadere in Toscana, dove l’amministrazione ha in cantiere un provvedimento che, in sostanza, mira al convenzionamento della cosiddetta “Sanità low cost”. L’obiettivo è l’erogazione di cure odontoiatriche a prezzi “concordati”, attraverso accordi con poliambulatori privati dalle tariffe calmierate come quelli che, di solito, vanno su Groupon per pubblicizzare i loro servizi. Il progetto toscano mira di fatto a replicare su scala più larga il “modello Empoli”, provincia dove l’Asl ha concluso accordi con tre strutture odontoiatriche private che erogano cure a prezzi calmierati. In questo modo, è riuscita a snellire le liste d’attesa che invece si registrano in altre aziende sanitarie (che erogano direttamente nei loro ambulatori o in un unico centro convenzionato) e a fornire nel 2011 prestazioni a più di novemila assistiti. Di qui, come s’è detto, l’idea della Regione di replicare il modello nelle altre province. A giudicare dalle anticipazioni rilasciate alla stampa locale da alcuni funzionari, l’orientamento sarebbe quello di emanare una direttiva che inviti le altre Asl a stipulare accordi in stile empolese con gli studi e le strutture odontoiatriche private che assicurano tariffari e prezzi “calmierati”. Il provvedimento dovrebbe vedere la luce per maggio e a quanto pare non si limiterà soltanto alle cure dentali, ma dovrebbe ricomprendere anche quelle pediatriche. E se funzionasse, niente vieterebbe ulteriori allargamenti in altre aree della salute. Quali? Basta guardare su Groupon.(fonte: doctornews33)

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In Toscana fito-prevenzione contro la pollinosi allergica

Posted by fidest press agency su martedì, 6 marzo 2012

prato verde ravvicinato

prato verde ravvicinato (Photo credit: Gal3onn)

Una fitoterapia al contrario, si potrebbe definire fito-prevenzione il progetto toscano che si inserisce nella progettazione dei giardini di nuovi ospedali, pensati con una maggior attenzione a tutte quelle persone che soffrono di pollinosi allergica. Nelle aree verdi che nasceranno nei nuovi ospedali toscani di Prato, Pistoia, Apuane e Lucca, non ci saranno quelle piante più frequentemente responsabili della comparsa di allergie. Spariranno quindi arbusti ed alberi, caratteristici del paesaggio toscano, come il cipresso che produce troppo polline, ma anche la betulla, il nocciolo, l’ontano, le graminacee. È una decisione del Sior (Sistema integrato ospedali regionali), maturata sulla proposta della Asl 3 di Pistoia che indicava «nella progettazione delle quattro nuove strutture sanitarie di tenere conto della promozione della salute anche attraverso la scelta del verde». Alla lista delle piante vietate, si affianca però il via libera alla progettazione di giardini con gelsomini, magnolie, rose, platani, aceri, acacie, querce.(fonte famacista33)

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Toscana: Genitori in piazza contro i comprensivi

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 dicembre 2011

La notizia ci è giunta qualche tempo fa dal dirigente regionale all’istruzione: la Toscana è una regione virtuosa e non ha bisogno di razionalizzazione della rete scolastica, però gli istituti comprensivi si fanno lo stesso. Che scelte farà la Regione Toscana adesso che la Conferenza delle Regioni si è espressa a sfavore, i genitori scendono in piazza, lo stesso Ministero ha posticipato la scadenza di un mese e i sindacati si dichiarano contrari? Avremmo un paio di cose da dire come genitori, se non disturba: a noi genitori i comprensivi non piacciono per niente, perché riducono la nostra possibilità di scegliere la scuola più adatta per nostro figlio e per la nostra famiglia. Si commentano da sole certe proposte di razionalizzazione della rete che tolgono qui, aggiungono di là, dividono in due un edificio scolastico, in una mera ottica di numeri che non si preoccupa per nulla se i ragazzi in uscita dalle elementari troveranno o no una classe ad accoglierli alle medie, senza essere penalizzati da priorità, bacini d’utenza e altri ammennicoli burocratici che spediscono gli alunni a destra e a manca e altro non fanno se non rendere invivibile il quotidiano delle famiglie.
Non a caso a Grosseto i genitori, che hanno raccolto oltre 3.500 firme per protestare contro il taglio di cinque istituti scolastici nel solo territorio maremmano, oggi alle 17 scenderanno in piazza per una manifestazione alla presenza del sindaco.Nato da un’utopia, quella del ministro Berlinguer, e sopravvissuto all’onda anomala e al concorsone, l’istituto comprensivo rappresenta una ferita grande per un territorio. Se gli studenti sono tanti (si parla addirittura di un comprensivo in provincia di Firenze che supererebbe i 2000 alunni) la qualità dell’offerta formativa è destinata a perdersi: l’esperienza insegna che il dirigente e la segreteria non ce la fanno a dare risposte adeguate e che gli insegnanti restano comunque separati in due ordini scolastici radicalmente diversi -per legge- e non dialogano più di quanto non lo facciano fra scuole vicine. La continuità è un’illusione, alimentata dal fatto di iscrivere il figlio nella stessa segreteria per 8 o 11 anni. Adesso il Ministero ha fatto un passo indietro, rinviando “a seguito delle numerose richieste pervenute” la scadenza per la definizione della rete al 31 gennaio 2012 e soprattutto accogliendo un criterio di gradualità nell’attuazione e la tesi delle Regioni che sia sufficiente una media di 1.000 alunni a livello regionale (con deroghe fino a 600) invece di mille alunni per scuola. Copia di questa nota, rivolta in origine ai soli Direttori scolastici regionali, è stata inviata ai comuni e alle scuole soggette a dimensionamento a cura della nostra Associazione, insieme a un appello a mantenere l’attuale assetto della rete scolastica. La Toscana ha 356 scuole dell’obbligo contro i 348 istituti comprensivi auspicati dalla Gelmini, con uno scostamento del 2%: la migliore, in un panorama che vede una media nazionale di +18%, con regioni come Calabria, Sicilia e Puglia che superano di più del 30% il numero di scuole consentito. Basterebbe insomma razionalizzare alcune scuole più piccole, come certe del capoluogo toscano che sono sotto la soglia dei 1000, per fare il nostro dovere. La Conferenza delle Regioni ha motivato l’opportunità di non procedere all’imposizione degli istituti comprensivi là dove esistono motivate esigenze territoriali; alcuni comuni e province hanno scelto di soprassedere all’applicazione della legge finanziaria n. 111 del luglio 2011, che ha reso obbligatoria la verticalizzazione. Ci sono evidentemente ottimi motivi per non creare istituti comprensivi là dove finora non è stato fatto, e allora perché andare avanti a tutti i costi?

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In Liguria 470 chilometri ad elevato rischio idrogeologico”

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 ottobre 2011

“Ben 470 chilometri quadrati sono ad elevato rischio idrogeologico e manca un Servizio Geologico. Ancora una volta la Liguria e’ in ginocchio. Bisogna rendersi conto che questo territorio fragile non e’ più in grado di sopportare eventi meteorici di una certa portata. La tutela del territorio deve essere una priorità e dunque bisogna cambiare l’approccio, la prospettiva. La tutela del territorio è una questione culturale e bisogna essere consapevoli del fatto che il dissesto idrogeologico ha un costo enorme”. Affermazioni dure quelle del geologo ligure, Giuliano Antonielli , oggi Consigliere Nazionale dei Geologi . Ugualmente duro il Presidente Nazionale Gian Vito Graziano
“Nonostante tutte le emergenze in questo momento nessuna legge organica di governo del territorio vige sul territorio italiano. Oggi in Italia – ha affermato Graziano – sentiamo un ritardo politico-istituzionale, conseguenza del forte ritardo culturale, che si traduce nel rincorrere le emergenze, una dopo l’altra, ponendoci solo l’obiettivo di reperire le risorse economiche necessarie per ricostruire la zona colpita, dopo aver fatto il conteggio dei danni e purtroppo spesso anche quello dei morti”. I numeri parlano chiaro.
“Dal 1944 ad oggi in Italia sono stati spesi più di 213 MLD di Euro per dissesto idrogeologico e terremoti, di cui ben 27 MLD solo dal 1996 al 2008 . Oltre al fatto che 6 milioni di italiani abitano nei 29.500 chilometri quadrati del territorio considerati ad elevato rischio idrogeologico e ben 1.260.000 gli edifici a rischio frane e alluvioni. Di questi sono 6000 le scuole e 531 gli ospedali . Questi sono dati proprio del Consiglio Nazionale dei Geologi. Chiediamo dunque allo Stato italiano, una legge organica di governo del territorio – ha continuato Graziano – che ricostruisca lafiliera delle competenze, metta in campo azioni di manutenzione ordinaria e straordinaria dei nostri bacini idrografici, ponga le base di una riforma urbanistica e che faccia tesoro di quelle esperienze positive che in alcuni casi hanno visto il geologo impegnato a fronteggiare la difesa del suolo accanto alle istituzioni governative.Mi riferisco a quelle attività di presidio territoriale che hanno portato a fronteggiare situazioni di rischio idrogeologico prima del verificarsi dell’eventuale evento calamitoso, che poi spesso non si è verificato, e quindi non sempre e soltanto in fase emergenziale. Il problema investe, lo abbiamo visto, l’intero territorio nazionale ed anche Roma non è esente da rischi idrogeologici e da fenomeni di dissesto idrogeologico come le frane, anche se meno eclatanti, localizzate soprattutto lungo i margini occidentali dell’alto di Monte Mario – Gianicolo , o interessanti i versanti più acclini delle valli , approfondite dal reticolo fluviale , anche queste innescate spesso dall’intervento dell’uomo”.
Investire in prevenzione significa anche creare lavoro. “In un momento di crisi economica come questo non bisogna cedere alla tentazione di tagliare fondi, ma investire in un settore che e’ vitale per il Paese e che puo’ diventare una risorsa. Roosvelt – ha concluso il ligure Giuliano Antonielli – che non era sicuramente un ambientalista ma certamente un grande Presidente, rilancio’ gli USA dopo il ’29 con il New Deal passando dalla sistemazione idrogeologica del territorio in cui trovarono lavoro 300.000 disoccupati”.

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Toscana: La crisi e il Fondo sociale europeo

Posted by fidest press agency su domenica, 3 luglio 2011

La crisi non è ancora finita e non ha interessato in modo uniforme il tessuto sociale toscano: i giovani, le donne, i lavoratori precari sono i soggetti più a rischio. Da qui dobbiamo ripartire per rilanciare l´economia toscana e lo faremo anche grazie alle opportunità che ancora per i prossimi anni ci sono offerte dal Fondo Sociale Europeo. Dall’ultimo incontro del comitato di sorveglianza del Fse abbiamo avuto la conferma dell’efficacia di questo strumento, oltre che della buona capacità della Toscana nello spendere e orientare queste risorse verso obiettivi di sviluppo.
Il programma operativo toscano conta, dal 2007 al 2013, su risorse per 664 milioni di euro. Una dotazione di tutto rispetto che ne fa una leva fondamentale per investire sul capitale umano – vale a dire in politiche per la formazione, l’occupazione, l’inclusione sociale, l’istruzione e la mobilitàinternazionale – indispensabile per lo sviluppo della nostra regione. Nei primi anni di programmazione sono stati impegnati quasi 300 milioni, pari al 44% di quanto assegnato alla Toscana. Di questi, oltre 160 milioni, circa il 24%, sono stati anche già spesi. Grazie a queste risorse la Regione e le Province toscane hanno realizzato quasi 19 mila interventi, l´80 % dei quali già conclusi e hanno coinvolto oltre 43 mila persone, di cui più di 20 mila donne. Ma da quando siamo partiti è intervenuto un fatto nuovo, che ha cambiato e non poco le carte in tavola. A partire dal 2009, la crisi economica ha modificato sensibilmente il nostro contesto socio-economico. Per questo abbiamo modificato il programma operativo del fondo, nato in un momento completamente diverso, adattandolo alle nuove esigenze legate alla tenuta sociale e alla salvaguardia del tessuto produttivo, da una parte e, dall’altra, alla necessità di creare le condizioni per un nuovo duraturo sviluppo. Sono queste modifiche che ci hanno permesso, anche in sintonia con il piano regionale di sviluppo e con la strategia comunitaria Europa 2020, di destinare risorse al progetto regionale Giovani Sì, nonché di finanziare cassa integrazione e mobilità in deroga e avviare la riforma della formazione professionale. E´ in corso a livello europeo il negoziato sulla revisione del bilancio Ue, dal quale dipende il futuro dei fondi strutturali. Siamo dunque alla vigilia di un passaggio importante per la definizione delle prospettive finanziarie 2014-2020 e la Toscana non vuole farsi trovare impreparata. Per questo siamo al lavoro per mettere in campo interventi che mirino agli obiettivi ambiziosi individuati dalla strategia europea. Dovremo usare questa fase congiunturale per correggere ciò che non funziona e valorizzare quanto di buono è stato fatto. (Gianfranco Simoncini)

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Rapporto Censis sulla Toscana

Posted by fidest press agency su sabato, 18 giugno 2011

Firenze 20 giugno nella Sala degli Affreschi del Consiglio Regionale – via Cavour 4 – viene presentato il Rapporto sulla Toscana realizzato dal Censis. Il Rapporto costituisce il risultato di un progetto per offrire alla Regione Toscana uno strumento di interpretazione della realtà socioeconomica toscana e di supporto alle decisioni dell’ente. Il testo contiene, oltre all’analisi e all’interpretazione di processi, dinamiche e fenomeni trasversali ai settori, nonché raccomandazioni su possibili scelte di politiche e interventi pubblici, un quadro dettagliato di alcuni settori essenziali della realtà socioeconomica regionale: formazione, lavoro, protezione sociale, territorio, economia, comunicazione e cultura, ricerca e innovazione, sicurezza e cittadinanza.

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Rilanciare il manifatturiero in Toscana

Posted by fidest press agency su domenica, 27 marzo 2011

Attivare nuove produzioni, creare centri di eccellenza a servizio di grandi gruppi, consolidare attraverso il sostegno all’innovazione importanti presenze di multinazionali contribuendo a rafforzare i siti toscani nella concorrenza interna ai gruppi, creare nuova occupazione qualificata. L’economia to! scana riparte da qui. Sono questi, infatti, i risultati che si determineranno in Toscana grazie a 61 milioni di contributi regionali che si prevede attiveranno 120 milioni di investimenti in ricerca e sviluppo, che finanzieranno 18 grandi imprese, 4 medie, 13 piccole e 15 organismi di ricerca. Si tratta di progetti importanti, che quando saranno conclusi porteranno realtà della nostra regione all’avanguardia nello scacchiere della innovazione internazionale. (Gianfranco Simoncini)

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Rilanciare il sistema neve toscano

Posted by fidest press agency su sabato, 5 marzo 2011

Firenze 5 marzo alle ore 12 nella Sala Pegaso Palazzo Strozzi Sacrati Piazza del Duomo 10 Conferenza Stampa sull’intesa per rilanciare il sistema neve toscano. La sottoscrivono oggi a Firenze, a Palazzo Strozzi Sacrati, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, il Presidente di Uncem Toscana Oreste Giurlani e il presidente toscano di Anef (Associazione esercenti funiviari) Andrea Formento. L’intesa stabilirà un pacchetto di impegni e di iniziative volte a favorire un cambiamento di rotta per l’economia dei quattro comprensori sciistici regionali, che vivono una fase delicatissima.

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