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Sabina Guzzanti: come ne venimmo fuori

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 settembre 2016

come-ne-venimmo-fuoriBarberino di Mugello (Fi) 16 ottobre 2016 ore 21 inaugurazione della stagione al teatro Comunale Corsini viale della repubblica, 3 con lo spettacolo “come ne venimmo fuori” di e con Sabina Guzzanti regia di Giorgio Gallione. Dopo la lunga tournèe della passata stagione e il nuovo impegno televisivo con “TG Porco”, il telegiornale satirico in onda su La7, Sabina Guzzanti torna in teatro per incontrare il pubblico con un monologo satirico esilarante. Uno spettacolo essenziale ed incisivo, nato da approfondite ricerche sul sistema economico post-capitalista o neoliberista su cui l’autrice sta lavorando già da qualche anno. Anche in questo testo, come nei suoi precedenti, l’intento è di affrontare questioni complesse e riflessioni importanti attraverso la comicità e la satira, mettendo il pubblico nella condizione di divertirsi e capire qualcosa in più.
Ci troviamo nel futuro. Un futuro finalmente armonico e civile, dove il denaro è tornato ad essere semplicemente un mezzo. Una donna, SabnaQƒ2, sale sul palco tremolante, emozionata per l’incarico che le è stato affidato. Tocca a lei quest’anno pronunciare il discorso celebrativo sulla fine del periodo storico più buio che l’umanità abbia mai fronteggiato: il periodo che va dal 1990 al 2041, noto a tutti come “il secolo di merda”.
Le celebrazioni della fine del secolo di merda, si svolgono ogni anno perché non si perda la memoria di quanto accadde in quegli anni terribili e si scongiuri il pericolo che la storia possa ripetersi. Il fatto è che dopo tanto tempo, nessuno ha più voglia di arrovellarsi a capire le ragioni che avevano spinto gli uomini e le donne dell’epoca a cadere tanto in basso: frustrazione, ignoranza, miseria, compensate da ore e ore trascorse a litigare su facebook e a guardare programmi demenziali, incapaci di reagire alle innumerevoli angherie a cui venivano continuamente sottoposti. In questo futuro felice, si è diffusa l’idea che gli esseri umani vissuti nel secolo di merda fossero semplicemente degli emeriti imbecilli e che studiarli sia una perdita di tempo. Per confutare questa spiegazione sbrigativa, SabnaQƒ2 ha invece preparato una ricerca accurata: ha esaminato la televisione dell’epoca, i suoi leader, le convinzioni economiche e politiche, i passaggi storici nodali: per restituirci una imperdibile conferenza spettacolo sull’attualità politica e sociale, anche attraverso l’interpretazione di una galleria di personaggi contemporanei… consentendo agli spettatori di farsi belle risate, salutari e liberatorie! Biglietti intero € 16,00 – ridotto € 14,00 (foto: come ne venimmo fuori)

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“40 Ladroni Records”

Posted by fidest press agency su martedì, 4 gennaio 2011

Louis Luigi Montanino, in arte G-LU, presenta la “40 Ladroni Records”, la prima etichetta discografica completamente dedicata al mondo dell’hip-hop e dell’r’n’b…  G-LU, nipote di COOLIO, nasce il 10 luglio del 1974 e come artista comincia ad affermarsi nel mondo dell’hip hop, del soul e dell’r’n’b. Dopo diverse esperienze nel mondo della musica con il suo gruppo, GOOD GUYZ, comincia ad accompagnare in tournée grandi artisti internazionali come SNOOP DOGG, BUSTARHYMES e gli OUTLAWZ. Ha collaborato a grandi produzioni artistiche con COOLIO (Returno of Da Gangsta, G-Walk) entrando in classifica in tutto il mondo.  Dopo molti anni di intensa attività all’estero G-Lu si trasferisce a Roma dove inizia a collaborare, con noti rapper dell’hinterland romano e ne rimane affascinato.  Crea così la sua label, la 40 LADRONI RECORDS, etichetta specializzata in hip-hop ed r’n’b con sede in Italia e Germania, della quale G-Lu oltre che fondatore è anche compositore ed editore  Moltissimi i progetti in cantiere ma, per iniziare, la prima produzione della 40 Ladroni Records, è proprio il progetto  40 Ladroni con il brano “Vita mia” dove il personalissimo canto di G-Lu si fonde abilmente con la grinta e la forza dei rapper Er Gitano, Saga e Mr.Cioni personaggi di spicco dell’underground romano e non.  La forza dei 40 Ladroni sta nel non essere semplicemente un gruppo ma un vero e proprio progetto dove, nei vari album che seguiranno quello di esordio, altri rapper si uniranno o si alterneranno a quelli presenti nel primo album dando così la possibilità ad artisti emergenti di potersi confrontare con personaggi già noti. Successivamente al  singolo “Vita mia”, uscirà a marzo in distribuzione nazionale l’album di esordio che sicuramente consacrerà i 40 Ladroni come una delle più importanti realtà dell’hip-hop italiano perché la loro musica, i loro testi e la loro interpretazione sono una vera fotografia di quel mondo sommerso delle metropoli, di durissime storie di periferia e di scomode realtà di cui pochi hanno il coraggio e la voglia di raccontare e i personaggi straordinari che G-Lu ha voluto con sé come ER GITANO, SAGA, Mr. Cioni ed altri danno credibilità al progetto perché la strada è stata veramente la loro maestra di vita.  “Vita mia” con musiche di G-Lu sarà disponibile dal 15 gennaio in tutti gli stores on line.(jmg)

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La tournée nei perimetri dell’assenza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 novembre 2010

I grandi delitti italiani fanno audience, costituiscono il piatto forte della nostra informazione, si parla della morte, dei contorcimenti delle vittime, delle meschinità innominabili dei carnefici, lo si fa soprattutto per sentito dire, per interpretazioni personali, per voglia di gogna, se ne parla senza alcuna compassione per le assenze eterne.  Scompaiono bambini, uomini e donne, ognuno di essi viene “liquidato”, con una tecnica senza preambolo, la morte sopraggiunge senza neppure concedere l’ultima volontà di un perdono. Neanche più gridare è permesso. Quando di mezzo ci sono costantemente i più  giovani, quando vanno a farsi male gli indifesi, uno stato e una società  coesi non mollano la presa, non arretrano di un passo, divengono radice profonda per sostenere il  carico che deriva dalla cultura universale che considera illegittimo, ingiusto e disumano appropriarsi con la forza e la violenza della vita altrui, soprattutto di donne e bambini. E morte che aggredisce le carni e le menti, che spedisce al Creatore senza tentennamenti, è morte che non bisogna rimuovere ma neppure renderla una danza, una gita turistica, una maniera nuova di passare il tempo. Di fronte ad accadimenti così indicibilmente cruenti, forse occorre meno parlottio da salotto, minore orecchio al ruminare di pancia, che confondono i percorsi dell’esistenza, anche quella più soggetta a torsioni e abbandoni della propria umanità. A che serve istituire la vacanza di fine settimana nei luoghi della morte, dove invece è necessario approfondire e riflettere sulle questioni più urgenti e dolorose, fatti eclatanti sconvolgono la speranza, il futuro dei bambini, che invece dovrebbero essere e rimanere simbolo di un rispetto inalienabile, che lega indissolubilmente le scelte più importanti, per un tempo che non è mai finito. Rispetto che non è paura, che nulla ha a che fare con il linguaggio mediatico che assorda, ammorba le coscienze, sino al punto da scambiare la disperazione circostante con la possibilità di partecipare a un film, a una esposizione virtuale delle proprie inadempienze personali, mimetizzate nell’incultura ridotta a disturbo psicologico. Lutti e tradimenti privano la vita di amore e fiducia, provocando nelle persone che le sopravvivono il bisogno di sfuggire la realtà, le responsabilità, soprattutto quando a osservare, ascoltare, ci sono i nostri figli, quelli che da soli rifanno il montaggio della pellicola. Il nuovo asse di coordinamento sociale è  basato sulla fiction, non è importante comprendere quanto accaduto, ma sapere tutto del misfatto, con una curiosità che non avvicina alla verità, ma rimanda indietro, alla iniziale paura di partecipare alla compassione che non fa sconti a chi gioca con la libertà degli altri, con la stessa ricerca della verità. La morte come uno show, il gioco delle percentuali sulla colpevolezza, delle statistiche sull’innocenza, fino ad arrivare a proporre con virulenza l’immagine del mostro, dei mostri, di quanti sono colpevoli, di alcuni che forse lo saranno, di altri che non lo sono, ma hanno tutte le caratteristiche per esserlo. Va in scena la tournee nei perimetri dell’assenza, e mentre la giustizia arranca nello sgomberare il campo dalle trappole dialettiche, i venditori della nuova era comunicazionale, sono gia alla ricerca di sangue fresco appena versato. (Vincenzo Andraous)

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Catalyst: Galileo, Papa şi Vrãjitoarea

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 ottobre 2010

Bucarest 21 ottobre h 19,00 Teatro Nazionale  con Paolo Santangelo e con Stefania Stefanin e Jacopo Gori testo e regia Riccardo Rombi
Per la I volta al Teatro Nazionale di Bucarest è  ospite Catalyst con Galileo, il papa e la fattucchiera, l’ultima tappa del progetto Il Dito di Galilleo con cui Riccardo Rombi ha raccontato attraverso il teatro la vita e l’opera di Galileo Galilei. La tournée della Compagnia teatrale Catalyst si inserisce all’interno di un programma di scambi culturali tra la città di Firenze e quella di Bucarest, all’interno della quale la troupe del TNB, lo scorso marzo, ha portato in scena, in Toscana, lo spettacolo Lectia, di Eugene Ionesco per la regia di Horatiu Malaele.
Nella sua personale rilettura della vita dello scienziato, Riccardo Rombi pone al centro della storia un Galileo inedito, magistralmente interpretato da Paolo Santangelo, che mescola la tempra burrascosa dello scienziato ai tratti istrionici del comico dell’arte, imbonitore, ma anche “rivoluzionario” del pensiero in lotta contro superstizione e ottusa ignoranza. Al suo fianco un servo (Jacopo Gori) e una misteriosa figura femminile (Stefania Stefanin), cantatrice, cortigiana, fattucchiera, costretti a spingere il carro dopo che Galileo, per vivere, si è dovuto vendere anche il cavallo.  Nella relazione tra lo scienziato e la “fattucchiera” si scontrano e si incontrano due mondi, quello legato alla superstizione, agli oroscopi, alle carte del cielo e al rifiuto della conoscenza scientifica degli avvenimenti, e l’altro, quello razionale, di chi le stelle le guarda solo con il cannocchiale.  Dai pensieri di Galileo e dalle cronache della sua vita, abbiamo ricavato questa storia, capace di unire “follia” scientifica, genio umanistico, veglie estenuanti trascorse a osservare il cielo e viaggi dal sapore picaresco. (Catalyst)

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Pino Daniele per “il Circuito del mito”

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 agosto 2010

Segesta 22 Agosto nell’Anfiteatro di Segesta, la nota rassegna di eventi musicali, teatro e spettacolo voluta dall’Assessore regionale al Turisimo Nino Strano e diretta da Giancarlo Zanetti, porta in scena la prima, attesissima tappa siciliana della tournée estiva di Pino Daniele con il suo “Electric Jam tour 2010”.  L’Electric Jam Tour 2010, partito il 14 luglio da Brescia, nella precedente edizione aveva varcato l’Oceano approdando in America e in Canada. Il cantautore italiano ha suonato nel leggendario Apollo Theatre di New York, tempio del soul americano, gia’ ‘teatro’ delle prime esibizioni di James Brown e di altri artisti di prima grandezza del panorama black e il 26 giugno scorso ha partecipato al festival “Crossroad Guitar 2010” organizzato da Eric Clapiton al Toyota Park di Chicago, suonando assieme a B.B. King, Joe Bonamassa e Robert Randolph.
L’Electric Jam Tour 2010 vede il bluesman interpretare brani del suo più classico repertorio come “Je so’ pazzo” e pezzi più recenti contenuti negli ultimi due dischi gemelli usciti lo scorso anno “Electric Jam”, e “Acoustic Jam”, primo fra tutti il singolo “il sole dentro di me” realizzato con il rapper Alessandro Aleotti in arte J-Ax, ex Articolo 31.  Questo tour estivo lo vede impegnato in una dimensione piu’ intimista e strumentale, che lascera’ grande spazio in scaletta all’improvvisazione e alla ricerca di nuove sonorità. Pino Daniele è accompagnato da Rino Zurzolo al basso e contrabbasso, Gianluca Podio al piano e alle tastiere, Agostino Marangolo alla batteria.

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Gabriele ed Eleonora. Una passione scarlatta

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 aprile 2009

daniela1daniela223 aprile, alle ore 18:00, al Caffe’ Letterario Brodjacija Sobaka Daniela Musini sarà in Russia, precisamente a San Pietroburgo, dove porterà in scena Pl. Iskusstv 5, il Recital /Concerto “Gabriele ed Eleonora. Una passione scarlatta”, mentre venerdì 24 aprile,alle ore 19, in collaborazione con l’Associazione per i rapporti culturali con l’Italia, a Litenij pr. 60, porterà in scena il Recital /Concerto dal titolo  “Amori e fulgori di Gabriele d’Annunzio”. In occasione dei Recital /Concerto verrà presentato anche il volume di Daniela Musini, edito da Ianieri Edizioni di Pescara, dal titolo  Mia divina Eleonora e dedicato alla Divina per eccellenza, ad Eleonora Duse, che tanto successo riscosse, nel 1891, in occasione di una sua trionfante tournée in terra di Russia. C’è grande attesa a San Pietroburgo per questi due eventi.  In particolare l’attesa è forte per il recital su Gabriele d’Annunzio, visto che il nostro Vate, a tutt’oggi, non è stato mai “messo in scena”… non ha mai varcato, con il suo genio e le sue opere, i confini delle “terre degli Zar”. Soprattutto c’è attesa perché queste due manifestazioni culturali mostrano che l’Abruzzo è ancora vitale, in particolare in ambito culturale, nonostante L’Aquila e i suoi dintorni siano stati così colpiti…anche nel patrimonio culturale, oltre a pagare un tributo altissimo in termini di vite umane e di devastazioni al territorio. La notizia del sisma che ha colpito il nostro Abruzzo e sconvolto le nostre popolazioni è giunta sin nella “Santa Madre Russia”, e questi eventi serviranno anche a testimoniare l’attenzione ed il legame “culturale” tra due realtà così lontane…ma anche così vicine, nell’attenzione e nel pensiero. (foto daniela)

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