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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘tracce’

Sulle tracce del dirigibile Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 17 luglio 2018

L’Università Europea di Roma parteciperà alla spedizione Polarquest2018 (www.polarquest2018.org) programmata per i prossimi mesi di luglio e agosto nella regione artica, sulle tracce del dirigibile ITALIA, scomparso nel 1928.
Il viaggio sarà compiuto a bordo del veliero NANUQ (“orso polare” in lingua Inuit). Il natante, della lunghezza di 18 metri, è stato progettato dall’architetto e skipper Peter Gallinelli e costruito dalla società svizzera Sailworks in base a criteri di architettura passiva ed elevata ecosostenibilità.
Project leader di PolarQuest 2018 è la Dott.ssa Paola Catapano, giornalista scientifica e responsabile della comunicazione audiovisiva del CERN di Ginevra; il coordinamento tecnico è svolto da Michael Struik, ingegnere del CERN.
Durante il suo viaggio, NANUQ sarà attrezzata come un vero e proprio laboratorio navigante, dotato di un’apposita strumentazione. A bordo saranno condotte osservazioni ed esperimenti: il primo, MANTANET, è organizzato dall’ISMAR-CNR e prevederà la raccolta di campioni di microplastiche galleggianti in 60 diversi punti della navigazione. Il secondo, POLARQUEEEST, è diretto dal Centro Fermi in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e col CERN; si tratta in questo caso di un programma di misure di raggi cosmici effettuate ad alte latitudini. Alla spedizione prenderà parte, fra gli altri, Gianluca Casagrande, professore dell’Università Europea di Roma e direttore del Geographic Research and Application Laboratory (GREAL) presso lo stesso ateneo. E’ lui il referente del programma AURORA (Accessible UAVs for Research and Observation in Remote Areas), che condurrà una serie di rilievi e osservazioni ambientali lungo le coste settentrionali delle Svalbard. “Per la nostra Università e per il GREAL – spiega il docente – è molto significativo partecipare a questo progetto. Sarà infatti possibile dar seguito a una serie di studi metodologici che abbiamo intrapreso negli anni scorsi, in un contesto geografico e ambientale di grande interesse. Inoltre, ci troveremo a collaborare con alcune importanti istituzioni scientifiche.”Un caso particolare, fra gli esperimenti scientifici che saranno svolti, consisterà nell’osservazione di un piccolo tratto di fondale marino mediante un sonar multibeamer di nuova concezione sviluppato dall’azienda norvegese NORBIT. La zona osservata rientra fra quelle meno studiate dell’area ed è appunto nella regione dove si suppone che sia scomparso il dirigibile ITALIA.La ragion d’essere di questa sperimentazione è sintetizzata dal Prof. Casagrande:
“L’utilizzo di questo sonar innovativo permetterà di ricavare informazioni inedite su una zona complessivamente nota, ma non in modo così dettagliato, del mare a nord-est delle Svalbard. Si tratterà quindi di una vera e propria esplorazione, benché limitata ad una piccola zona. Non sappiamo se in quell’area si trovi effettivamente il relitto dell’ ITALIA. Se così fosse, e i resti giacessero entro una profondità di 100-300 metri, sarebbe teoricamente possibile rilevarli. La leadership del progetto ha ritenuto quindi di dare a questa sperimentazione tecnlogica una connotazione di grande valore simbolico. PolarQuest 2018 è a tutti gli effetti la prima spedizione che dopo novant’anni di oblio affronterà il tema di cercare il relitto del dirigibile”. “Benché le probabilità di successo siano scarse” ha dichiarato la Dott.ssa Catapano “è un tentativo che vale la pena di essere fatto, se non altro per contribuire al ricordo di quella grande vicenda di esplorazione e ricerca scientifica”.
Gli organizzatori informano che la spedizione partirà il 21 luglio 2018 da Isafjordur, Islanda nord-occidentale, per una traversata del Mare di Groenlandia con un’eventuale sosta a Jan Mayen. NANUQ arriverà a Longyearbyen, capoluogo amministrativo delle Svalbard, la “capitale” più settentrionale del mondo, il 1° agosto. Ne ripartirà il 4 e nei due giorni successivi sarà presso Ny Ålesund, insediamento scientifico dove si trova anche la base “Dirigibile ITALIA” del CNR. In quella sede l’equipaggio di PolarQuest 2018 parteciperà a una cerimonia commemorativa alla presenza dei discendenti dell’equipaggio dell’aeronave italiana che nel 1928 sorvolò il Polo Nord precipitando poi sulla via del ritorno.
Il 6 agosto NANUQ salperà per tentare una circumnavigazione delle Svalbard. Da quel momento la spedizione si svolgerà, compatibilmente con lo stato dei ghiacci, lungo le coste settentrionali dell’isola di Spitsbergen e della Terra di Nord Est (Nordaustlandet). La rotta quindi tornerà a costeggiare Spitsbergen, isola maggiore dell’arcipelago, fino al rientro a Longyearbyen, previsto per il 24/8. Dal 26/8, infine, sarà effettuata la traversata del mare di Barents, fino a Tromsø, nella Norvegia continentale. In quella città portuale la spedizione si concluderà prevedibilmente il 4 settembre. (foto: gianluca casagrande)

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Pasqua delle orme e delle tracce

Posted by fidest press agency su sabato, 31 marzo 2018

Pasqua non è soltanto una preghiera, un sussurro, bensì è una intercessione, una spinta a fare un passo in avanti, in mezzo, dove la bufera imperversa.
Pasqua è qualcosa di più, è memoria storica di una ingiustizia rimasta a mezz’aria, come i legni e i chiodi stanno appesi alle pareti.
Pasqua è la compassione di una sofferenza, il riconoscimento di un grido che rimane strozzato in gola, la richiesta che sale alta da chi offeso, umiliato, ferito, ammazzato nella solitudine imposta.
Pasqua è giustizia per chi è rimasto senza giustizia, per chi è assente, per chi è presente più della sua lontananza.
Pasqua è finalmente il segno tangibile della speranza, della capacità di ognuno e ciascuno di appropriarsi di vista prospettica, di un progetto, di una strada in cui camminare al centro, non più ai bordi, non più con le spalle al muro.
Pasqua non è Gesù incontrato ieri, non è la Madonna vista oggi, neppure è sentiero di Damasco, ma tracce e orme sparse qua e là, di uomini spesso sconosciuti, ma impossibili da non vedere, seguire, fare proprie, passo dopo passo, in un mondo fatto di domani, domani, domani. (Vincenzo Andraous)

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Le tracce: riflessioni flash sui temi di attualità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 agosto 2017

pianeta terraIl mondo com’è! Se paragoniamo l’umanità tutta intera con un villaggio di 100 abitanti e se teniamo conto di tutti i popoli esistenti, questo villaggio virtuale sarebbe composto da: 57 asiatici, 21 europei, 14 americani (nord e sud), 8 africani, 52 sarebbero donne, 48 uomini, 70 non sarebbero bianchi, 30 bianchi, 70 non sarebbero cristiani, 30 cristiani, 89 sarebbero eterosessuali, 11 omosessuali, 6 abitanti possederebbero il 59 % della ricchezza totale, 6 verrebbero dalle USA, 80 non avrebbero l”abitazione, 70 sarebbero analfabeti, 50 sarebbero dipendenti di qualcuno, 1 morirebbe, 2 nascerebbero, 1 avrebbe un PC, 1 sarebbe diplomato. Se vediamo il mondo in questo modo, diventa chiaro che la comprensione, l’accettazione e l’istruzione sono necessari. Se ti sei svegliato questa mattina e non sei malato, allora sei più felice di 1 milione di persone che stanno per morire nei prossimi giorni. Se non hai mai vissuto la guerra, la solitudine, la sofferenza dei feriti o la fame, allora tu sei più felice di 500 milioni di persone al mondo. Se puoi andare in chiesa, senza paura delle minacce, dell’arresto e della morte, allora tu sei più felice di 3 miliardi di persone al mondo. Se si trova da mangiare nel tuo frigorifero, sei vestito, hai un tetto e un letto, allora tu sei più ricco di 75% degli abitanti di questo mondo. Se hai un conto in banca, un po’ di soldi nel tuo portafoglio o un po’ di monete in una cassettina, allora tu fai parte dell’8% delle persone più ricche del mondo. Quale fortuna per te!

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Antiossidanti orali in terapia anti-aging

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 maggio 2015

antiagingIl ruolo degli antiossidanti nutrizionali nella prevenzione delle patologie croniche e dell’aging, è un tema sempre più dibattuto e controverso. Il razionale del loro impiego si basa sulla capacità di tali sostanze di limitare o ridurre, a livello dell’organismo o di tessuti bersaglio, il danno ossidativo associato con la genesi di svariate patologie degenerative, e strettamente collegato ai fenomeni dell’invecchiamento. Non solo la ricerca scientifica non ha ancora espresso un parere univoco sull’effetto benefico degli antiossidanti, ma recentemente anche il nuovo regolamento della commissione europea ne ha ridimensionato l’importanza salutistica, ponendo dei dubbi anche sul significato intrinseco del termine “antiossidante”. Nello specifico l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), nell’ambito del processo di valutazione delle indicazioni salutistiche sostenibili per gli alimenti e gli integratori venduti nei paesi europei, ha stabilito che è scorretto vantare per un cibo o un integratore una azione “antiossidante”. L’EFSA ha ritenuto che al posto di questa rivendicazione si debba utilizzare quella più corretta di “protegge le cellule dallo stress ossidativo”, ribadendo in tal modo che la parola “antiossidante” non rispecchia necessariamente un beneficio salutare. Inoltre per la maggior parte dei composti considerati “antiossidanti”, l’EFSA non ha riscontrato una relazione di causa effetto tra assunzione della sostanza e attività antiossidante, promuovendo come sostanze in grado di difenderci dai danni dello stress ossidativo solo alcune vitamine (vit E, vit C e riboflavina) alcuni elementi in traccia (selenio, rame e zinco) e i polifenoli dell’olio di oliva, questi ultimi relativamente alla sola protezione dall’ossidazione delle LDL (situazione direttamente collegata al danno aterosclerotico). Bocciature eccellenti hanno incluso antiossidanti storici come il coenzima Q10 e i carotenoidi quali il beta-carotene e il licopene. Il parere dell’EFSA recentemente è stato ratificato dal regolamento della Commissione Europea in vigore dal 14 dicembre 2012. A partire da quella data, quindi, numerosi integratori non possono più vantare in etichetta e in comunicazione di essere “antiossidanti”. Questa decisione, che ha sollevato notevole scalpore, riversa ulteriore confusione su di un settore già di per sé complesso e denso di zone d’ombra. Eppure da un punto di vista commerciale gli antiossidanti hanno negli ultimi anni conquistato una fetta di mercato importantissima, spostandosi spesso dai banchi delle farmacie agli scaffali della grande distribuzione. Nella coscienza del consumatore i prodotti antiossidanti, non solo in un contesto alimentare, ma anche cosmetico, sono ormai fortemente percepiti come benefici rimedi contro l’invecchiamento e le patologie cronico/degenerative. La ricerca scientifica, dal canto suo, da un lato continua a sfornare promettenti studi che sostengono un enorme potenziale terapeutico/preventivo per molte sostanze antiossidanti, dall’altro spesso non riesce a dimostrarne la reale efficacia salutistica in studi nutrizionali condotti sull’uomo. Ma allora, se non si riesce a dimostrare un significativo beneficio clinico, per quale ragioni negli ultimi anni l’interesse scientifico e commerciale verso gli antiossidanti è cresciuto moltissimo? Si tratta realmente di prodotti utili alla salute? E soprattutto che ruolo possono avere nel rallentare l’invecchiamento e proteggerci dalle malattie cronico degenerative età correlate? Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza. Innanzitutto bisogna stabilire cosa si intende per composto antiossidante, anche perché il primo inghippo risiede proprio nel significato scientifico della parola “antiossidante”, che rispecchia fondamentalmente una proprietà chimica piuttosto che biologica. Da un punto di vista chimico, il termine “antiossidante” si riferisce “qualsiasi sostanza che, presente in concentrazione molto bassa rispetto a quella di un substrato ossidabile, è in grado di ritardare o inibire significativamente l’ossidazione di quel substrato” (Halliwell & Gutteridge,1989).. Questa proprietà dipende dalla capacità di un composto di donare elettroni, e in tal modo di stabilizzare molecole reattive (dell’ossigeno e dell’azoto) ed evitare così il processo ossidativo. Come spesso avviene in chimica, tale proprietà dipende dall’ambiente (temperatura, pH, concentrazione, presenza di altri composti) in cui avviene la reazione. Alcune sostanze che agiscono come antiossidanti in una determinata situazione possono trasformarsi in pro-ossidanti in un ambiente chimico differente. Già questa considerazione pone vaghezza sulla possibilità di classificare in maniera esatta gli antiossidanti. Se ci spostiamo in un contesto biologico la confusione cresce in maniera esponenziale, in quanto l’attività antiossidante di un composto in vitro non necessariamente corrisponde ad una sua efficacia in vivo. Infatti, i processi di ossido riduzione all’interno di una cellula o di un organismo rappresentano un fenomeno estremamente complesso, con diversi significati funzionali, e condizionato da elementi non necessariamente regolati da aspetti strettamente chimici. Il razionale dell’impiego degli antiossidanti in vivo si basa sulla presunta capacità di tali sostanze di limitare o ridurre i danni indotti dallo stress ossidativo. Per stress ossidativo si intende uno sbilancio tra produzione e livelli di molecole reattive ossidanti e livelli e efficienza delle difese antiossidanti, in favore dei processi ossidativi. Il corpo genera molecole reattive e radicali liberi, come inevitabili sottoprodotti del metabolismo energetico. Altri radicali liberi derivano dal cibo che mangiamo, dall’aria che si respira, dall’azione della luce solare sulla pelle. I radicali liberi non necessariamente costituiscono un pericolo per i sistemi biologici, anzi rappresentano importanti molecole di segnale e armi di difesa nei confronti di organismi patogeni. Quando però i livelli di radicali liberi diventano eccessivi, e/o le difese antiossidanti cellulari si riducono, si sviluppa un danno ossidativo a vari livelli (lipidi, proteine, DNA) che può portare a perdita di funzione, invecchiamento e morte cellulare. Per contrastare l’azione dei radicali liberi, le cellule e l’organismo hanno a disposizione una serie di meccanismi enzimatici o non-enzimatici, che costituiscono le difese antiossidanti endogene. Il glutatione, un piccolo tripeptide, nella sua forma ridotta, è ad esempio una molecola antiossidante endogena indispensabile per la difesa cellulare dai danni dello stress ossidativo. La nutrizione svolge un ruolo fondamentale nel mantenere l’efficacia delle difese enzimatiche antiossidanti. Con il cibo si assumono micronutrienti dotati di azione antiossidante intrinseca, elementi coinvolti nella struttura molecolare o nell’attività delle proteine antiossidanti, molecole in grado di stimolare la sintesi e la funzione del sistema antiossidante endogeno. Un grave errore, che spesso si ripropone anche nell’ambito di studi osservazionali o di intervento sull’uomo, è l’idea che gli antiossidanti siano intercambiabili, o che con tale definizione si intenda molecole simili o paragonabili tra loro. Non lo sono affatto. Ogni antiossidante ha comportamenti chimici unici e proprietà biologiche peculiari. Ci sono centinaia, probabilmente migliaia, di diverse sostanze che possono agire come antiossidanti. Si tratta quindi di una classe di composti estremamente eterogenea, che include molecole assai diverse l’una dall’altra. Si va dalle vitamine idrosolubili (vitamina C) o liposolubili (vitamina E), agli elementi in tracce (selenio), da singoli aminoacidi (cisteina) piccoli peptidi (glutatione) e complesse proteine (superossidodismutasi), a derivati metabolici (bilirubina e acido urico), fino ad arrivare a composti appartenenti alla biochimica delle piante e assunti con la dieta, come i carotenoidi o i polifenoli.I polifenoli comprendono un ampio gruppo (diverse migliai di composti) di metaboliti secondari delle piante, che include i flavonoidi, gli isoflavoni, gli acidi fenolici, le proantocianidine, i tannini e i lignani. Nell’uomo, frutta e verdura rappresentano la principale fonte alimentare di questi composti. Sebbene siano dei non nutrienti, cioè non servono a fare energia o strutture, una volta assimilati con il cibo i polifenoli sono in grado di interagire con la nostra biochimica, attivando e regolando numerosi aspetti funzionali. Tra le sostanze maggiormente studiate vi sono le antocianine e le procianidine del mirtillo, come la delfinidina, le catechine del tè, come l’epigallo-catechin-3-gallato, uno stilbene contenuto nell’uva e nelle arachidi, il resveratrolo, il pigmento giallo che dà il colore al curry derivato dal tumerico, la curcumina. A livello scientifico, sono note da anni le proprietà antinfiammatorie e antiossidanti di tali composti. Queste sostanze sono in grado di stimolare i sistemi di riparazione cellulare, di amplificare le difese antiossidanti endogene, di inibire in maniera specifica l’azione delle molecole infiammatorie. L’innesco di tale risposta difensiva è legata alla specifica capacità di alcuni polifenoli di modularespecifici meccanismi di segnale e fattori di trascrizione. Tra le azioni più rilevanti vi è quella di attivare un fattore di trascrizione fondamentale per la sopravvivenza cellulare allo stress, l’Nrf2, e parallelamente inibire l’Nfk-B, un segnale fondamentale nell’innescare i processi infiammatori e di morte programmata. L’Nrf2, è di per se in grado di aumentare in maniera specifica una pletora di segnali di sopravvivenza, difesa antiossidante e rigenerazione cellulare, ed è sempre più visto come una molecola chiave per la terapia e la prevenzione di numerosi disturbi cronici età-correlati, dalle malattie cardiovascolari, alle neurodegenerative e al fotoinvecchiamento cutaneo. Il nostro gruppo di ricerca negli ultimi anni, ha sviluppato numrose ricerche per verificare la possibilità che composti polifenolici di diversa derivazione vegetale, attraverso la modulazione di Nrf2, sortiscano effetti protettivi, agendo come induttori della capacità di difesa antiossidante cellulare, e possano essere utilizzati per la realizzazione di strategie nutraceutiche/nutrizionali, mirate alla prevenzione dell’invecchiamento patologico.

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“Il colore del vento” di Bruno Bigoni

Posted by fidest press agency su domenica, 17 luglio 2011

Torino da lunedì 18 a domenica 24 Luglio 2011 in programmazione presso la Sala 2 del Cinema Massimo, Via Verdi 18, ore 16,30 / 18,00 / 19,30 / 21,00 / 22,30 A partire dal disco di Fabrizio De André e Mauro Pagani Creuza de Mä nasce l’idea del documentario Il colore del vento del regista Bruno Bigoni. “Il disco – dice il regista – narra la favola del viaggio della gente genovese lungo i mari e dentro il cuore dell’irrequietezza primordiale. Le sette tracce che lo compongono restituiscono suono e parola al senso di questo viaggio, lo stesso che ancora oggi marinai originari di terre lontane compiono a bordo di centinaia di navi commerciali che tutti i giorni solcano il Mare Mediterraneo. “Il colore del vento” riprende questo tema e lo fa suo, narrando di uomini che vanno per mare, non per piantare bandiere o croci né aggiungere capitoli alla storia o nuove scoperte, ma per non lasciare mai spegnersi la febbre dell’inquietudine o più semplicemente perché non c’è possibilità di riscatto dalla miseria di certe vite, né riposo alla maledizione di quell’insofferenza arcaica, che è ‘l’andar per mare”. Bruno Bigoni – “Il colore del vento” di Bruno Bigoni (Italia 2011, 75’, col.) Prodotto da Minnie Ferrara & Associati, in collaborazione con Lumière & Co, con il patrocinio della Fondazione Fabrizio De André. Distribuzione: Teodora Film e Spazio Cinema

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“Igino Giordani: da Montecitorio al Mondo”

Posted by fidest press agency su sabato, 11 giugno 2011

Chiara Lubich, smiling, surrounded by other sm...

Image via Wikipedia

Roma 14 giugno 2011 – ore 14.30-15.45 Sala della Lupa – Palazzo Montecitorio Convegno promosso dalla Presidenza della Camera l’evento vuole ricordare la figura di Igino Giordani (1884-1980), ricca personalità del Novecento, deputato alla Camera del Parlamento Italiano dal 1946 al 1953, scrittore, giornalista, ecumenista e patrologo, che ha lasciato tracce profonde ed ha aperto prospettive profetiche a livello culturale, politico, ecclesiale, sociale. I lavori saranno presieduti dal Presidente della Camera Gianfranco Fini.
Il prof. Alberto Lo Presti, Direttore del Centro Igino Giordani, presenterà la figura politica e l’azione parlamentare di Igino Giordani. La Presidente del Movimento dei focolari, Maria Voce, traccerà l’apporto di Giordani al Movimento, di cui è considerato confondatore, e il profondo rapporto che lo ha legato a Chiara Lubich, fondatrice del Movimento (1920-2008). A riprova dell’influsso che il pensiero e l’azione di Giordani continuano ad avere, una serie di testimonianze chiuderanno il convegno. Tra le altre, quelle dell’on. Park Sang-don, deputato dell’Assemblea nazionale della Corea del Sud (contributo in video) e di alcuni giovani, italiani e di altri Paesi. Interverranno infine il sen. Giacomo Santini (PdL) e l’on. Letizia De Torre (PD) del Movimento politico per l’unità. Il Convegno sarà trasmesso in diretta sulla webtv della Camera dei Deputati http://webtv.camera.it/portal/portal/default/default

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Mazzini: utopista o visionario?

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 maggio 2011

Perugia, 19 maggio, alle ore 15:00, nella Sala Goldoniana di Palazzo Gallenga <<…Eloquente come la tempesta, ardente come un apostolo […], infaticabile come un innamorato […]. >> Le celebri parole del Metternich sono il più accattivante profilo biografico di Giuseppe Mazzini, la cui energia e fede ideale hanno di certo lasciato tracce indelebili in coloro che ne hanno conosciuto la persona e il progetto, tanto che ancor oggi, in quest’anno celebrativo dell’unità nazionale e dei suoi protagonisti, siamo ancora a domandarci se Mazzini fosse il più concreto degli idealisti, un pensatore illuminato e combattivo o uno spregiudicato avventuriero che istigava al combattimento dai suoi perenni ripari di fuga. Certo è che per due secoli generazioni di uomini si sono formati sui suoi scritti (ancora oggi straordinariamente attuali) e che le sue idee sull’Italia repubblicana e sull’Europa come matrice ed entità politica rappresentano oggi ancora un obiettivo da portare a pieno compimento.
Insieme al rettore dell’Università per Stranieri, Stefania Giannini, parteciperanno all’incontro la scrittrice Alessandra Oddi Baglioni, l’attore Roberto Mercandini, Giuliana Limiti, presidente della Mazzini Society e sovrintendente onorario dell’Archivio storico della Camera dei Deputati, e Gabriella Parodi, Presidente della sezione perugina dell’Associazione Mazziniana. In particolare, saranno i rapporti tra sostenitori del progetto mazziniano e carbonari e massoni ad essere oggetto di discussione, anche attraverso la drammatizzazione teatrale e la rielaborazione letteraria. Alessandra Oddi Baglioni racconterà infatti quanto di mazziniano vi è nel suo libro La dama ed il Compasso, dove la ‘battaglia’ massonica e mazziniana è narrata in chiave privata, attraverso l’intreccio delle vite di una nobildonna e di un patriota. L’attore Roberto Mercandini, infine, reciterà il monologo “Come educare alla tempesta. Vita e mente di Giuseppe Mazzini”, di cui è autore.

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Che fine ha fatto Gesù Bambino?

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 novembre 2010

Perugia 4 dicembre 2010. L’ora “X” è scoccata e c’è chi è già sulle tracce del “nostro” infante smarrito: l’Associazione Amici del Presepe di Città di Castello assicura che, prima del 25 dicembre, gli italiani, e il resto del mondo, potranno avere notizie certe su Gesù Bambino e, allo scopo, dà appuntamento alla “XI Mostra Internazionale dell’Arte Presepiale”, che, nella Cattedrale del paese perugino, dal 4 dicembre 2010 al 10 gennaio 2011, sarà il quartier generale  della campagna per il “ritorno al Natale della nostra tradizione” (però con un quid moderno).  Per la magica atmosfera della Festa più bella dell’anno, bambinello e presepe possono benissimo convivere con Babbo Natale e l’abete agghindato, ma i primi due non dovrebbero essere dimenticati e sostituiti con i secondi, che non appartengono alla nostra storia. Per scongiurare l’abbandono totale della nostra tradizione, l’Associazione  tifernate chiama a raccolta tutti gli uomini, e le donne, di buona volontà perché s’impegnino a far tornare Gesù Bambino e il presepe come rappresentanti del Natale all’italiana.

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L’olivicoltura in Piemonte

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 agosto 2010

Non è una scoperta recente, ma vanta profonde radici nel passato. In molte parti del Piemonte la toponomastica locale testimonia, tuttora, l’esistenza di quella antica realtà produttiva: Bric d’ulivo, Monte Oliveto, Oliveta, Olivè, Olivola, Colle d’olivo, per citarne alcuni. Vi sono inoltre cognomi quali Olivero ed Olearo, che richiamano l’attività svolta nel settore olivicolo nel corso dei secoli. Alcuni studiosi ritengono che l’introduzione dell’olivicoltura in Piemonte potrebbe risalire addirittura all’epoca dei legionari romani, che colonizzarono le nostre terre, lasciando molte tracce del loro passaggio per esempio in molti centri monferrini. Ma anche in altre aree del Piemonte, come nella Valle di Susa o nel Biellese, è molto probabile che gli olivi venissero coltivati già all’epoca degli antichi romani. La presenza certa di olivi è testimoniata per la prima volta in un atto di donazione del 515 dove Sigismondo, re di Borgogna, dona varie terre, tra le quali oliveti in Valle d’Aosta. Da allora la presenza dell’olivo è stata condizionata da tutta una serie di eventi, tra cui quelli climatici, che hanno giocato un ruolo primario. Di sicuro l’esistenza di qualche albero è stata sempre assicurata, in qualche giardino o nei terreni parrocchiali, dove hanno da sempre rappresentato una antica tradizione. La presenza di oliveti è testimoniata anche dove il clima ed il terreno non sembrano affatto rispondere alle esigenze della coltura; ciò pare fosse dovuto alle richieste provenienti in particolar modo dagli istituti ecclesiastici. La massima diffusione della coltivazione dell’olivo si verificò nella seconda metà del XIII secolo, in concomitanza con l’innalzamento delle temperature, fenomeno noto come “periodo caldo medievale” o “ottimo climatico medievale”. Gli olivi erano coltivati per lo più in associazione con i mandorli, ed altre colture arboree, e con lo zafferano, tra quelle erbacee, in quanto simili dal punto di vista delle esigenze pedoclimatiche. All’inizio del XIV secolo si verificò uno straordinario abbassamento termico in tutta l’Europa: alcuni ghiacciai arrivarono addirittura a lambire insediamenti abitativi e coltivi. Da allora si verificò l’alternanza tra periodi di innalzamento ed abbassamento delle temperature, durante i quali le coltivazioni con le maggiori esigenze  termiche ebbero la peggio, e dovettero subire continui rinnovi. Le condizioni climatiche avverse continuarono all’incirca fino all’Unità d’Italia; ma, nonostante intorno al 1860 il periodo dei grandi freddi abbia avuto termine, l’olivo non venne più rinnovato come coltura da reddito, a causa della ormai definitiva affermazione delle vite sulle pendici collinari piemontesi, il cui prodotto trovava ampi sbocchi commerciali. Inoltre, ottenuta l’Unità territoriale venne a diminuire la necessità di produrre olio di oliva al nord. I pochi ulivi sopravvissuti si concentrarono in alcuni giardini privati o intorno alle parrocchie, dove venivano coltivati con cura sia per tradizione, sia per poter avere a disposizione dei rami di olivo da benedire e distribuire in occasione della Domenica delle Palme. Nel 1919, ad Olivola Monferrato, furono estirpati gli ultimi oliveti e rimasero in produzione solo piante isolate; di conseguenza i frantoi operanti in Piemonte, per mancanza di materia prima, furono chiusi e definitivamente smantellati. Dal 2001 nei Comuni di Moncalvo, Olivola, Revello, Settimo Vittone e Vialfrè riprese, dopo 90 anni, la produzione di olio d’oliva piemontese. In Piemonte l’interesse per l’olivicoltura nasce dalla scarsità di manodopera e dalla ricerca di coltivazioni che richiedano minor dispendio di risorse umane, rispetto alla tradizionale coltivazione della vite. L’olivo può costituire un importante elemento di arricchimento del paesaggio, in quanto è una pianta adatta al recupero e alla valorizzazione dei versanti più soleggiati di aree abbandonate o degradate.

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I fitofarmaci contaminano gli alimenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 giugno 2010

Nei nostri piatti aumentano i prodotti contaminati da uno o più residui di pesticidi, passati dal 27,5% del 2009 al 32,7% nel 2010, e salgono anche i campioni irregolari che quest’anno crescono dall’1,2% del 2009 all’1,5%. Diminuiscono di conseguenza a 65,8% i prodotti ritenuti sani, cioè senza tracce di molecole chimiche (71,3% nel 2009), ma soprattutto scende anche il numero di campioni analizzati, che passano dagli 8.764 dello scorso anno agli attuali 8.560 (-204). Insomma, quest’anno solo il 50% della frutta risulta incontaminata mentre, a 32 anni dalla sua messa al bando, ricompaiono tracce di Ddt in un campione di insalata analizzato in Friuli. A rilevarlo è l’annuale “Rapporto sui residui di fitofarmaci nei prodotti ortofrutticoli e derivati commercializzati in Italia” di Legambiente, elaborato sulla base dei dati ufficiali forniti da Arpa, Asl e laboratori zooprofilattici di tutte le regioni italiane e diffuso a Roma durante una conferenza stampa. (fonte farmacista33)

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La morte di Enzo Fragalà

Posted by fidest press agency su domenica, 28 febbraio 2010

L’avvocato palermitano, come è noto, è stato vittima di un’aggressione selvaggia da uno sconosciuto che ha poi fatto perdere le sue tracce. Per tre giorni è rimasto in agonia. Gli Indipendentisti FNS nel rendere gli onori dovuti alla figura di gentiluomo e al ruolo di giurista svolto da Enzo Fragalà nella politica e nella professione, ribadiscono “l’esigenza che le indagini per individuare l’assassino (o gli assassini) vengano svolte a 360 gradi, anche con l’apporto dei Servizi Segreti, se necessario. La verità va cercata e trovata ad ogni costo”. “Quello di Enzo Fragalà – si precisa in una nota del Fns – è stato, infatti, un omicidio che offende e colpisce, oltre che i familiari, tutto il Popolo Siciliano ed anche tutta la Società civile. Un delitto efferato che, se dovesse rimanere impunito, aprirebbe la porta a tutta una serie di barbarie e di violenze intollerabili. E’ uno di quei delitti, questo, in cui la giustizia dovrebbe avere anche il requisito della esemplarità. A sua volta il Ministro Altero Matteoli ha rilasciato la seguente dichiarazione: ““Ci ha lasciato un galantuomo, un professionista stimato, un politico apprezzato che ha servito con passione gli ideali e i valori della destra politica”. “Auspico – aggiunge Matteoli – che la magistratura  e le forze dell’ordine riescano rapidamente ad assicurare alla giustizia il responsabile di questo incredibile assassinio. Alla moglie  e ai figli desidero far giungere le più sentite condoglianze e i sentimenti di vicinanza al loro dolore”. L’on.le Aldo Di Biagio dichiara: ““Enzo Fragala’ si è spento e la notizia ci ha colti  con profondo dolore. In questo momento terribile sono vicino alla famiglia, alla quale esprimo il mio sincero cordoglio”. Lo ha dichiarato Aldo Di Biagio, deputato del PdL. “Il rammarico assume dei toni ancora più forti ed insopportabili perché la tragedia di questo uomo è figlia della barbarie perpetrata da infami. L’auspicio è che gli inquirenti facciano luce su quanto accaduto e scovino i reali responsabili dell’accaduto dando giustizia ad una famiglia lacerata dal dolore”.

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“Sulle tracce del Futurismo”

Posted by fidest press agency su sabato, 27 febbraio 2010

Roma domenica 28 febbraio alle ore 20.45 Vicolo del Puttarello, 25 Cinema Trevi, documentario ideato e progettato da Marco Rossi Lecce in collaborazione con Enrico Crispolti Il Futurismo è esplorato attraverso un insieme di interviste effettuate nel 1979 all’ex VCA Gino Francioli, lo scultore Marco Bisi, l’aeropittore Tullio Crali, il critico d’arte Giuseppe Sprovieri e alla danzatrice e coreografa Giannina Censi. Le riprese, realizzate nell’intento di ricostruire le vicende del pittore Carlo Erba e la storia dell’Ottavo Plotone Battaglione Volontari Ciclisti e Automobilisti Lombardo (in cui partirono per il fronte i futuristi Filippo Tommaso Marinetti, Umberto Boccioni, Mario Sironi, Antonio Sant’Elia, Luigi Russolo, Carlo Erba e Ugo Piatti e il critico Mario Buggelli), sono state girate in video-tape in bianco e nero e, a seguito del restauro effettuato nel 2008, integrate con materiali d’archivio e nuovi filmati e interviste a Marco Rossi Lecce, Enrico Crispolti, Luigi Sansone e Silvana Barbarini. Il documentario è stato prodotto dall’Archivio Carlo Erba, la Galleria Altri Lavori in Corso, con il sostegno del Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione. L’evento si colloca, con la rassegna Un mondo agitato: il Futurismo e il cinema, nel progetto del Centro Sperimentale di Cinematografia dedicato al Futurismo in occasione del centenario. Ingresso libero (bisi rossit)

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Il Caravaggio trafugato

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 febbraio 2010

Roma 25 febbraio ore 18 presso il restaurato oratorio cinquecentesco dell’Arciconfraternita dei Bergamaschi (con accesso dalla chiesa in Piazza Colonna o del cortile in Via di Pietra 70),  -Il Caravaggio trafugato- Continua il dibattito presentando due libri. Interverranno gli autori. -Caro Vincenzo-, romanzo di Antonio Amato, che ricostruisce la storia del furto; -Caravaggio in Sicilia, il percorso smarrito-, di Alvise Spadaro, che ricostruisce l’iter della copia della Natività, eseguita dal pittore Paolo Geraci (1621-1631) che fu rubata al tempo per diatribe tra palermitani e catanesi, quasi fosse un triste presagio. In occasione dei 400 anni della morte di Caravaggio, la Venerabile -Arciconfraternita dei Bergamaschi in Roma- ha voluto ricordare il grande artista conterraneo esponendo per Natale nella propria chiesa dei Santi Alessandro e Bartolomeo in Piazza Colonna a Roma, detta appunto -dei Bergamaschi-, la riproduzione dell’opera -La Natività-, rubata 40 anni fa a Palermo e mai più ritrovata. L’iniziativa e’ promossa a Roma da Luce Monachesi curatrice e direttrice della -Galleria del Cortile e Archivio Sante Monachesi-, in collaborazione con la -Associazione Amici dei Musei Siciliani-. La -Galleria del Cortile- (Via del Babuino, 51) presenta inoltre -Pezzi di Caravaggio-, un’istallazione sulla Natività trafugata (dal 12 febbraio all’11 marzo, dal lunedi’ al venerdi’, dalle 15 alle 19.30) e dal 12 marzo -Rosso Italiano: Omaggio a Michelangelo Merisi detto il Caravaggio-, (a cura di Mirtilla Rolandi Ricci e Galleria del Cortile). Nel mese di marzo ai Musei Capitolini promuoverà un convegno sul tema: -Caravaggio: la luce dell’ombra-. Caravaggio morirà a Porto Ercole il 18 luglio 1610. L’opera fu trafugata nella notte tra il 17 e il 18 ottobre del 1969. Da allora se ne sono perse le tracce. Il giallo resta fitto sia per ricostruzioni giornalistiche, sia per allusioni fatte, anche se in contraddizione le une dalle altre, da alcuni pentiti di mafia. La Natività e’ tra le prime dieci opere d’arte rubate nella classifica mondiale stilata dalla FBI. La cornice vuota, a quarant’anni di distanza, resta ancora avvolta dal mistero. L’esposizione di una copia del Caravaggio trafugato, in questo quarto centenario della morte dell’artista, può servire a non cancellare la memoria di una grande opera. (Caravaggio)

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Federica Fornabaio: “liveMi un metro di musica”

Posted by fidest press agency su domenica, 20 dicembre 2009

Uscito a settembre il disco Federica Fornabaio (Warner Music) ha riscosso molto successo tra la critica e ad oggi ha raggiunto il 30° posto nella classifica di iTunes tra gli album più venduti.  Prodotto da Bruno Santori per Timanfaya l’album contiene 11 tracce tra composizioni originali e due omaggi a Ryuichi  Sakamoto e a Yann Tiersen (in esclusiva per il download digitale sono presenti altre 3 composizioni). È una sorta di diario intimo della compositrice dove le emozioni e le note corrono veloci. Tutti i brani testimoniano le doti della giovane Federica, capace di spaziare con impronta classica e accenti pop dalla forte emotività di alcune tracce, alle sonorità più agitate, proponendo anche divagazioni musicali nella contaminazione tra culture occidentali e orientali e nella versione pianistica della bossanova. Questa la tracks-list dell’album: “Il giorno più bello”; “Ora, Domani, Mai più”; “OrienTango”; “Sunderland”; “Coffee & Cigarette”; “Nevrasténja”; “L’ossessione del mare”; “Dreamin’Lady”; “Ricordi in fuga”; “Le valse d’Amélie (Yann Tiersen); “Merry Christmas Mr Lawrence” (Sakamoto).
Nata ad Andria (Bari) l’8 marzo 1985, Federica Fornabaio ha iniziato a studiare pianoforte in seconda elementare: a 6 anni ha chiesto a papà Mimmo e a mamma Ninì di essere iscritta alla scuola di musica Chopin di Andria. Dopo corsi internazionali di perfezionamento e concorsi di pianoforte Federica prosegue gli studi musicali da privatista sostenendo gli esami al conservatorio di Bari e di Foggia.  . Il percorso artistico e il talento naturale di Federica si sviluppano anche nel sorprendente e ambizioso progetto Lafè du Cafè ispirato al teatro Canzone di Giorgi Gaber nel quale collabora con l’attrice teatrale Laura Seragusa.

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Collettiva: Tracce tra modernità e contemporaneità

Posted by fidest press agency su sabato, 12 dicembre 2009

Palermo fino al 12/12/2010 Via Valdemone 35 BC, Galleria d’Arte Caffe’ Guerbois Artisti: Afro, Franco Angeli, Arman, Nicola Busacca, Giuseppe Capogrossi, Carlo Carra’, Giorgio Celiberti, Sandro Chia, Nicola De Daria, Lucio Del Pezzo, Tano Festa, Ennio Finzi, Giosetta Fioroni, Mimmo Germanà, Hans Hartung, Mark Kostabi, Jannis Kounellis, Renato Lipari, Mino Maccari, Enrico Manera, Mimmo Paladino, Marcello Palminteri, Maria Giovanna Peri, Michelangelo Pistoletto, Emilio Scanavino, Mario Schifano Una mostra che offre un panorama di ricerche complesse e variegate, che si intrecciano pur declinandosi attraverso stili e tecniche differenti. Risultati visivi dissimili e risvolti emozionali diametralmente opposti si rivelano attraverso opere originali e raffinate, dando la misura delle potenzialità del linguaggio artistico moderno e contemporaneo. (Immagine: Carlo Carrà, -Studio per il Lingotto-, 1937, carboncino sanguigna su carta, cm 36×48)

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Il prezzo della libertà

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 novembre 2009

Roma 10 dicembre alle ore 11.30 Accademia di Romania in (Valle Giulia) Piazza José de San Martin, 1 Forum di presentazione  alla stampa Tracce, eroi e frutti della rivoluzione romena del 1989. Una mostra ed un libro per ripercorrere i giorni della libertà della Romania e la sua attualità, per conoscere davvero l orgoglio di un popolo fratello Partecipano: Veronica Marica Presidente e Direttore Artistico Makenoise Giuseppe Rippa Direttore Quaderni Radicali Cornel Baicu Vice Direttore dell’Accademia di Romania in Roma Una testimonianza – Miruna Cajvaneanu, Giornalista Romena  dell agenzia HotNews e della Gazeta Romaneasca. L’iniziativa è promossa dall’associazione culturale Makenoise  sulle immagini del fotografo Manolo Cinti e realizzata grazie al contributo del Comune di Roma e del Consiglio Regionale del Lazio. La mostra gode, inoltre, del patrocinio del Parlamento Europeo.

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Concerto per don Antonio Mazzi

Posted by fidest press agency su domenica, 29 novembre 2009

Verona 30 novembre (inizio ore 21.00). Teatro Filarmonico di Verona   Federica Fornabaio, la compositrice e pianista che ha recentemente pubblicato il suo omonimo album d’esordio, si esibirà al Teatro Filarmonico per i 25 anni della Fondazione Exodus di don Antonio Mazzi  con alcune della sue composizione contenute in “Federica Fornabaio”(uscito il 18 settembre per Warner Music) : disco di 11 tracce con due omaggi a Ryuichi  Sakamoto e a Yann Tiersen.
L’album “Federica Fornabaio”  è una sorta di diario intimo della compositrice dove le emozioni e le note corrono veloci. Tutti i brani testimoniano le doti della giovane Federica, capace di spaziare con impronta classica e accenti pop dalla forte emotività di alcune tracce, alle sonorità più agitate, proponendo anche divagazioni musicali nella contaminazione tra culture occidentali e orientali e nella versione pianistica della bossanova.
E’ nata ad Andria (Bari) l’8 marzo 1985 Il percorso artistico e il talento naturale di Federica si sviluppano anche nel sorprendente e ambizioso progetto Lafè du Cafè ispirato al teatro Canzone di Giorgi Gaber nel quale collabora con l’attrice teatrale Laura Seragusa. Il talento della giovane compositrice e pianista non si esprime solo in musica: Federica si diletta anche nella fotografia, è un’eccellente disegnatrice e promette bene come stylist, è appassionata di moda oltre ad essere un’artista ai fornelli. (federica)

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“Cucina di storie”

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 ottobre 2009

Mestre 13 ottobre, ore 18, all’Osteria “La Vida Nova” Piazzale Candiani, Reading di Claudia Vio L’incontro sarà condotto da Annalisa Bruni.  La storia ruota intorno alla figura di Enrico il Navigatore, principe portoghese promotore delle prime audaci esplorazioni dell’Oceano Atlantico agli inizi del Quattrocento. Figura misteriosa, quella di Enrico, che ha lasciato poche tracce di sé. Da questa rarefazione terrena prende spunto il racconto-viaggio della Vio per cogliere la dimensione spirituale che muove l’essere umano verso la conoscenza. “Talent de bien faire” ha vinto nel giugno 2009 a 5ª edizione del Premio Letterario Internazionale “Le Culture del Mediterraneo” indetto dal Lions Club Genova “I Dogi”.Claudia Vio, autrice e editrice, ha pubblicato racconti e poesie in riviste e raccolte antologiche. Nel 2006 ha creato Unica Edizioni, destinata esclusivamente alla pubblicazione dei suoi racconti. Con Unica Edizioni ha prodotto “La vocazione delle donne” (2006). Nel 2008 ha iniziato la collana “Istantanee di anime in pena” e nel 2009 la collana “Sit-in”. Tra i suoi impegni principali, oltre all’insegnamento, l’organizzazione di “Note di Donne”, annuale staffetta di scrittura musica arte delle donne lungo la Riviera del Brenta, di cui è anche ideatrice.

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25° fiera regionale del tartufo nero estivo

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 luglio 2009

FurloAcqualagna 2. agosto 2009,  La cittadina  in   provincia  di Pesaro e Urbino che vanta il primato   italiano e mondiale nella commercializzazione  del  tartufo, ha una fiera per ogni tipologia del prelibato tubero e il 2 agosto celebrerà il tartufo nero estivo, che farà bella mostra di sé nella storica piazza Mattei, l’arena dove trova posto il tartufo di Acqualagna in ogni stagione dell’anno. Quest’anno sarà ancora più grande e ricca dato il crescente sviluppo  e partecipazione  che vede confermato annualmente.  Di facile impiego in cucina ed economicamente alla portata di tutti, il tartufo nero estivo è l’occasione per conoscere   e   vivere  una  delle  zone più affascinanti dell’Appennino.  Il Comune di Acqualagna infatti, organizza una serie di momenti di eccezionale interesse:  sarà infatti possibile vestire i panni di cercatore e mettersi sulle tracce del tartufo con tanto di ruscella, cane al seguito e con l’aiuto di un esperto cercatore locale. E ancora ci si potrà  avventurare per i canyon dell’Appennino dove avviene un processo naturalistico incredibile: qui infatti il clima è rovesciato e le piante che dovrebbero localizzarsi in altura, come le querce o il carpino, si trovano in basso, mentre viceversa leccio e altre piante si trovano sulle cime dei monti. Questo fenomeno unico è dovuto alle basse temperature della notte che all’interno di queste gole mantengono il fresco, consentendo  al passo del  Furlo  di essere una delle rare località dove si mescolano vegetazione mediterranea (corbezzolo, terebinto) e di tipo continentale come il carpino. Qui, dove i romani aprirono la storica galleria per accedere all’Adriatico, è possibile anche osservare il volo dell’ aquila, dalla suggestiva grotta del grano e ancora esplorare la riserva naturalistica del Furlo spingendosi sulle tracce di lupi, tassi, caprioli e daini, magari con una sosta nella baita di montagna del pastore che ancora lavora a mano un raro caprino da pascoli incontaminati.  Sei rifugi montani consentono anche escursioni di più giorni. Vengono inoltre organizzate serate enogastronomiche a tema su tartufo, formaggi a latte crudo, vini come Bianchello e Sangiovese.  Il vicino parco Le querce (www.parcolequerce.it) (furlo)

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I° Ostia FilmFest

Posted by fidest press agency su martedì, 2 giugno 2009

Ostia 3 giugno 2009 Conto alla rovescia per il I° Ostia FilmFest – Festival Internazionale del Cinema di Ostia. Ad inaugurare l’attesa kermesse diretta da Francesco Cinquemani (Direzione artistica) e Luca Lianza (Direzione organizzativa), mercoledì alle 21.30 al Multiplex Cineland di Ostia (Via dei Romagnoli 515), l’anteprima nazionale del film Visions di Luigi Cecinelli, prodotto dalla Baker Pictures e Cydonia e distribuito da Cinecittà-Luce Spa alla presenza del regista e del cast.  Visions è un thriller psicologico che racconta la storia di tre ragazzi Matt  (Henry Garret), Nick (Jakob Von Eichel) e Hope (Caroline Kessler) che decidono di partecipare ad un gioco più grande di loro, mettendosi sulle tracce di un serial killer noto come il Ragno fino all’inevitabile faccia a faccia, che nasconde un terribile segreto.  Il Festival è patrocinato da Presidenza del Consiglio Regionale del Lazio, Roma e Lazio Film Commission, Provincia di Roma, Assessorato alle Attività Produttive, al Lavoro e al Litorale, Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione, XIII Municipo del Comune di Roma, Biblioteche di Roma. Tutte le proiezioni sono gratuite. Per info: http://www.ostiafilmfest.com.

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