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Posts Tagged ‘tradimento’

Immigrati: Renzi da incriminare per alto tradimento?

Posted by fidest press agency su domenica, 16 luglio 2017

“Se la nave che sta per soccorre 1500 migranti batte bandiera norvegese è di tutta evidenza che – se vale il trattato di Dublino – la prima ‘terra’ su cui arrivano i 1500 migranti destinati a Crotone è la Norvegia. Li portassero direttamente a Oslo invece di ‘scaricarli’ come pacchi postali in Italia. A tutto c’è un limite. Se il ‘giullare fiorentino’ ha determinato il cambiamento peggiorativo del regolamento di Dublino, un trattato già capestro per l’Italia che tutti – maggioranza e opposizione – abbiamo chiesto di modificare per renderlo meno punitivo per noi, allora il problema si fa serio perché ci sono gli estremi per accusare Renzi di alto tradimento. La Procura apra un indagine”. È quanto ha dichiarato il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli.

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Dirsi comunista ha un senso?

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 giugno 2016

leninUn lettore scrive al nuovo Pci: Scusate ma con tutto sto popò di partiti comunisti che nascono tutti i giorni in Italia i comunisti (quelli veri), non ci stanno capendo più niente, chi non è in un gruppo ma in un altro viene accusato di oppurtunismo o tradimento, è la strada buona per far continuare a comandare questo paese a tristi figuri? E’ un interrogativo frequente tra coloro che guardano a sinistra e la risposta non si è fatta attendere: “Ottima domanda. Che nascano tanti partiti comunisti vuol dire due cose:
1. che tanti pensano, sentono o ricordano che da quando non c’è più un forte movimento comunista le cose per le masse popolari vanno peggio (ed è anche coerente con lo stato generale delle cose che alcuni speculatori cercano di fare carriera elettorale o d’altro genere su questo sentimento diffuso),
2. che c’è confusione su cosa fare, su come ricostruire un forte partito comunista.
La prima cosa è importante e positiva. Alla seconda c’è un solo rimedio: usare la propria testa e la propria esperienza per trovare la strada giusta e unirsi con quelli che seguono quella strada.
Nel Comunicato noi diciamo alcune poche cose ma precise. Qui ne riassumo solo tre.
– La storia la fanno le masse popolari. Sbagliano quelli che cercano di capire come sarà il futuro guardando solo o principalmente a quello che fa la borghesia e a quello che si propongono i suoi caporioni. Il nostro futuro dipende principalmente da quello che facciamo noi. La Rivoluzione d’Ottobre, la prima ondata della rivoluzione proletaria che ha sconvolto il mondo nella prima parte del secolo scorso, la fondazione della RPC e degli altri paesi socialisti le hanno fatte i comunisti, non la borghesia: fino agli anni ’70 la borghesia (compreso il Vaticano di Giovanni XXII e Paolo VI) non ha fatto che affannosamente rincorrere il movimento comunista per soffocarlo, contenerlo, corromperlo, disgregarlo.
– Il movimento comunista si è indebolito e la prima ondata della rivoluzione proletaria si è esaurita per limiti propri del movimento comunista: i comunisti non avevano ancora una comprensione abbastanza avanzata delle condizioni e delle forme della rivoluzione socialista nei paesi imperialisti, della natura della crisi del capitalismo, del sistema di controrivoluzione preventiva creato dalla borghesia nei paesi imperialisti, della lotta da condurre nei partiti comunisti contro l’influenza della borghesia e del clero nelle file del partito.
– L’Unione Sovietica ha dimostrato per quaranta anni (1917-1956) che il socialismo (gestione pubblica della produzione secondo un piano, dittatura del proletariato, promozione dell’accesso universale delle masse popolari alla cultura, alla politica e alle attività sociali) è possibile e fruttuoso. Ci sono voluti più di trenta anni, dalla svolta del 1956 al 1991, per demolire quello che i sovietici avevano costruito sotto la direzione di Lenin prima e di Stalin dopo: trenta anni durante i quali il partito comunista finito nelle mani dei revisionisti moderni alla Kruscev e Breznev ha promosso alla direzione dello Stato, dell’economia, della cultura e delle altre istituzioni sociali individui che si dicevano comunisti ma avevano i paesi imperialisti come modello e la competizione e collaborazione con essi come misura della propria opera.
Per passare da tanti partiti comunisti più o meno farlocchi a un partito comunista capace e forte, bisogna che tutti, compreso anche tu, usino la loro testa, riflettano su queste cose e si schierino. Chi non lo fa, continuerà a dire che non ci capisce niente. È quello che succede in ogni campo d’attività, di fronte a problemi nuovi. ( n.r.: E Allora che si fa? La risposta, ovviamente, corre lungo il filo delle nostre intelligenze.)

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Riforma del fisco e priorità

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2011

«Finalmente il dibattito politico, sia interno alla maggioranza che tra maggioranza ed opposizione, si sposta sui temi concreti ed in particolare su quello della riforma fiscale che è la madre di tutte le riforme» afferma Francesco Belletti, presidente del Forum che riunisce 50 associazioni nazioni ed oltre 400 locali. «Non vorremmo però che la promessa del ministro Tremonti e del presidente Berlusconi di arrivare ad una riforma nel giro di pochi mesi si tramutasse nell’ennesima occasione perduta. Nell’ennesimo tradimento di promesse fatte agli italiani in anni di campagne elettorali.
«E’ evidente che “non si può aumentare il deficit” e che “occorre diminuire il debito pubblico”; su questa priorità il governo troverà sempre disponibilità da parte del Forum e da parte delle famiglie italiane. Ma quello che ci preoccupa è che la progettata riduzione del carico fiscale – necessità condivisa da tutti, ministro Tremonti compreso – sembra oggi presentare criteri e modalità di applicazione che trascurano il sostegno alle famiglie. «La famiglia deve invece essere in testa a queste priorità perché:
è il vero elemento trainante dell’intero sistema economico nazionale,
la crisi ha messo a dura prova la tenuta di tantissime famiglie, erodendo spesso i risparmi di una vita,
la famiglia è l’unico attore sociale in grado di rimettere in moto i consumi,
Un’elementare logica di equità, che fuori dall’Italia prevale quasi dappertutto, richiede che i carichi familiari non siano più considerati un reddito tassabile.
«Il Forum» conclude Belletti «ha presentato la proposta del FattoreFamiglia, con una no tax area a misura di famiglia che, superando i limiti del quoziente familiare, costituisce la risposta ideale a tutte queste esigenze. Una proposta che ha raccolto consensi trasversali ed unanimi sia dentro che fuori i palazzi della politica. Ovviamente siamo pronti a proseguire col ministro Tremonti l’approfondimento di questa proposta che abbiamo avviato con i tavoli di semplificazione fiscale. Con le parole del ministro Maroni, questo è il momento del coraggio!».

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Fedeltà di coppia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 giugno 2011

Sei italiani su dieci non credono più alla fedeltà di coppia e con l’ormai prossimo inizio dell’estate, dopo un lungo e per molti monotono anno di lavoro, aumenta il desiderio di fare nuove esperienze e di provare nuove emozioni. L’infedeltà di coppia si sta infatti diffondendo in Italia: secondo i dati raccolti da Incontri-Extraconiugali.com, il portale web 100% italiano che si rivolge a tutti coloro che cercano un’avventura al di fuori della coppia, in Italia il 58% degli uomini e il 49% delle donne ha tradito almeno una volta il proprio partner. Sul portale Incontri-Extraconiugali.com (www.incontri-extraconiugali.com) gli iscritti sono già 120 mila di cui il 65% sono uomini, ma il numero delle donne che si iscrivono è in continuo aumento. Secondo il sondaggio di Incontri-Extraconiugali.com il 52% delle relazioni extraconiugali nasce proprio su Internet e non più sul posto di lavoro che attualmente si colloca alla seconda posizione con il 33%. In merito alla distribuzione geografica, la Città italiana in cui si tradisce di più è Roma (58,5%), seguita da Milano (56,5%) e da Napoli (54%). Il sondaggio di Incontri-Extraconiugali.com oltre a rivelare che il 60% degli italiani non crede più alla fedeltà di coppia, evidenzia anche che solo il 30% è soddisfatto del proprio partner.

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Calipari e discorsi di Berlusconi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 dicembre 2010

Lettera al direttore.  Gentile direttore, alla luce delle notizie recenti sulla morte di Calpari, mi piacerebbe che pubblicaste questa mia intitolata “Distrazione o tradimento?”,  apparsa su Liberazione il 3 maggio 2005, nella quale parlavo di tradimento e dei discorsi di Berlusconi. Eccola: “Riguardo alla uccisione di Calipari, ho l’impressione si cerchi di eludere il problema vero, e cioè per quale motivo ai militari del posto di blocco non giunse l’ordine di non sparare su quella macchina. E’ probabile che gli americani dicano la verità riguardo alla non colpevolezza dei militari che hanno sparato; colpevoli sono coloro che non hanno fatto giungere il contrordine al posto di blocco, vale a dire di non sparare su quella determinata macchina. Alcune cose appaiono abbastanza chiare: è da escludere che Calipari non fosse a conoscenza del pericolo che avrebbe corso se si fosse immesso sulla strada senza avvisare chi di competenza. Calipari certamente deve aver ricevuto assicurazione che avrebbe potuto percorrere tranquillamente la strada. Colui che doveva trasmettere l’ordine ai soldati di non sparare, e non lo ha fatto, o è un rimbambito, o è un traditore. E’ ovvio, considerate le caratteristiche dell’evento, che non si è trattato di un agguato, ma non è altrettanto ovvio che non si sia trattato di un incidente voluto. Un agguato avrebbe compromesso l’amicizia tra Italia e America; un “incidente” non avrebbe creato grossi problemi tra i due Paesi. I discorsi di Berlusconi lo dimostrano”. (Renato Pierri)

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Se devi dire una bugia dilla grossa

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 marzo 2010

San Maurizio d’Opaglio 26 e sabato 27 marzo alle ore 21, presso il Teatro degli Scalpellini sarà di scena La Compagnia delle Chiacchiere, formazione locale nata nel 2001 da un gruppo di appassionati. Da allora la compagnia ha messo in scena 5 spettacoli a scopo benefico, che hanno toccato anche Ancona e Firenze. Come è difficile tradire la moglie quando si è personaggi in vista, quando il tradimento si deve consumare in un albergo affollato e quando a complicare tutto concorrono le coincidenze… Sono questi, in sintesi, gli elementi della brillante trama di Se devi dire una bugia dilla grossa, in scena venerdì e sabato a San Maurizio d’Opaglio. Ray Cooney, autore del testo, si specchia nei vizi e nelle ipocrisie della società contemporanea, utilizzando trucchi, colpi di scena, gag e battibecchi tipici della più esilarante commedia.  La Compagnia delle Chiacchiere torna dunque protagonista tra le mura di casa. Il biglietto d’ingresso allo spettacolo è gratuito fino ai 5 anni, costa 5 euro dai 5 ai 10 anni e 7 euro dai 10 anni in su. Sul palcoscenico saliranno Alessio Atzeni, Chiara e Simone Caldognetto, Ilaria Chiabotti, Caterina Comoli, Anna Guidotti, Vilma Piralla, Paola Racis e Maurizio Zago. Dietro le quinte, a dirigere il tutto, ci saranno Mela e Mauro. Lo spettacolo sarà replicato al Teatro Nuovo di Borgomanero il 28 Maggio e al Borsa di Novara il prossimo 12 giugno. Il ricavato andrà a sostegno delle famiglie più bisognose di San Maurizio d’Opaglio. (compagnia delle chiacchiere)

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Verdi: Il tradimento dei padri e la fondazione di un partito

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 luglio 2009

Citiamo con ampi stralci l’interessante articolo di Vittorio Emiliani apparso il 4 luglio scorso su L’Unità sul fallimento elettorale dei verdi e dell’ambientalismo italiano. Perché, si chiede, l’articolista, “i Verdi in Paesi europei sviluppati spuntano consensi di massa e in Italia, Paese minacciato come pochi, stagnano all’1 %?” A suo avviso; a) i Verdi italiani sono nati lasciando da parte (con qualche iniziale eccezione, Fulco Pratesi) i loro “padri”: lo stesso Antonio Cederna non è stato mai eletto dai Verdi, altri sono stati lasciati a casa loro, Insolera, Amendola, Fazio, ecc. ; b) i Verdi sono stati via via egemonizzati da componenti extra-parlamentari di sinistra (Dp soprattutto) divenendo così un partitino militante della sinistra nel quale, se si era ambientalisti, bisognava essere contro l’intervento nel Kosovo, anti-capitalisti, ecc., mai trasversali; c) la decisione di trasformare il movimento in partito (lo dissi subito all’amico Luigi Manconi) era sbagliata in radice, bisognava rimanere movimentisti, presenti in tutte le formazioni democratiche, decidendo volta a volta liste “verdi”. Così abbiamo perso l’occasione d’avere un movimento per un partito privo della sua identità originaria e ben visibile nel resto d’Europa. E’ diventata tutta una questione di “posti & poltrone”. Restano i problemi di sempre “sul piano della conservazione attiva del patrimonio storico-artistico-paesaggistico, aggravati da un centrodestra che massacra il bilancio dei beni culturali, e quindi la tutela stessa, minaccia i parchi, non investe nel risanamento idrogeologico, nella prevenzione sismica, ecc.. Ma, a fronte di una vera tragedia epocale, abbiamo associazioni indebolite (Carlo Ripa di Meana presidente romano di Italia Nostra ha elogiato il piano casa Berlusconi…), Verdi ridotti ai minimi dal loro “suicidio” con Pecoraro Scanio, un ambientalismo vago o insufficiente nel centrosinistra”. Ma dove oggi in Italia si trovano gli ambientalisti? Per Emiliani non certo nell’Idv dove “nonostante Pancho Pardi e altri” Antonio Di Pietro già quando era ministro delle infrastrutture ha dimostrato di essere lontano dai progetti ambientalisti. Lo stesso dicasi con l’Ulivo prodiano e gli stessi ex-Ds. “Del resto – l’ha fatto notare Alberto Asor Rosa ad un convegno sul paesaggio – il marxismo stesso è stato sviluppista e industrialista, mentre i difensori della natura e del patrimonio storico (Zanotti Bianco, Bassani, Cederna, Detti, Rossi-Doria, Desideria Pasolini, ecc.) vengono dal pensiero liberale o liberalsocialista. Per molti anni, tuttavia, le elaborazioni della sinistra in materia di centri storici e di paesaggio (Cederna, Cervellati, Achilli, l’INU di Detti, Insolera, Gambi, ecc.) hanno positivamente influenzato le amministrazioni Pci-Psi e la sinistra dc”. Ma per quel che ci è dato di capire si è trattato di un fuoco di paglia. La comprova l’abbiamo “a Monticchiello, a Casole d’Elsa o a Urbino oggi di nuovo minacciata da “grandi lavori” e da centri commerciali vicino o dentro le mura stesse. I tempi del primo PRG di De Carlo voluto da un sindaco pci, il falegname Egidio Mascioli, sembrano preistoria”. E soggiunge Emiliani: “Nel Partito Democratico circola un “ambientalismo del fare” che poco affascina, poco incide e poco aggrega rispetto al “fare” berlusconiano. Sembra, a volte, che si “insegua” il modello della deregolazione, delle grandi opere cementizie, di passanti ferroviari sotterranei (vedi Firenze) quando ci sono già stazioni di superficie, di centri commerciali giganteschi a tutto spiano (a Roma, in pochi anni, da 2 a 28, in contrasto stridente col “piano del ferro” Tocci-Rutelli)”. Questa mancata coerenza che non lascia intravedere un modello alternativo tra il centro-destra e il centro-sinistra spinge l’articolista a chiedersi “perché mai consensi elettorali di massa dovrebbero piovere sul Pd? I voti di centro vanno alla Lega o all’Udc, quelli di sinistra si frantumano, o affogano nell’astensione. Adesso “va molto” l’”invidia della Lega” che “fa come il vecchio Pci, sta fra la gente, organizza le feste”, ecc. D’accordo, fra la gente bisogna starci, ma con un proprio programma, non con quello della Lega (dura difesa dall’immigrazione, sicurezza con le ronde, individualismo da padroncini, localismo, rifritture del solito qualunquismo). Nel Pd Giovanna Melandri, responsabile per la cultura, mi sembra avere incisivamente corretto la linea sbagliata della “produttività” dei beni culturali e ambientali, della loro “messa a frutto” abbracciata anni fa da Federculture, da Ermete Realacci e da non pochi ds. La giusta correzione di Giovanna Melandri va tradotta in strategia per una cultura rigorosa, attiva, moderna della tutela (anche a fini turistici, o suicidi!). In Maremma Nicola Caracciolo, pur presidente toscano di Italia Nostra, ha teorizzato che le aziende agricole si risanano dando loro modo di costruire. Un controsenso. Anche agricolo. Ma, guarda caso, nel Piano casa berlusconiano (per ora bloccato alla Conferenza Stato-Regioni), era previsto un 10 per cento, comunque, di “premio” nelle zone agricole. La Regione Toscana ha varato per prima la legge regionale di un Piano casa nazionale che…ancora non c’è. Non è confusione delle lingue, questa?” (fonte WWW.EDDYBURG.IT)

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Mezzogiorno a tradimento

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 marzo 2009

Napoli Venerdì 6 Marzo 2009 – ore 16,30 Camera di Commercio Sala del Parlamentino – Via S. Aspreno, 2 iniziativa della fondazione “Mezzogiorno Europa” per la Presentazione del volume di Gianfranco Viesti “Mezzogiorno a tradimento. Il Nord, il Sud e la politica che non c’è” Conversazione sul Mezzogiorno Intervengono Franco Cassano Mariano D’Antonio Massimo Lo Cicero Gianni Pittella Gianfranco Viesti Introduce Andrea Geremicca Partecipa Alfredo Reichlin.

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