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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

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Ridare dignità al risparmio tradito delle banche venete e non solo”

Posted by fidest press agency su sabato, 11 agosto 2018

“Come tutti sanno – ha ricordato Giorgio GRANELLO – le principali banche venete (Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca) rappresentano uno dei casi più grandi e dolorosi di risparmio tradito nel nostro Paese, a prescindere dal successivo regalo al Gruppo Intesa San Paolo. Un buco di più di 15 miliardi di Euro solo per le banche venete a cui vanno aggiunti tutti i miliardi persi con le procedure di risoluzione della Banca Etruria, CariFerrara, Banca Marche e Carichieti. Circa 20 miliardi di Euro a carico del debito pubblico e di tutti i contribuenti senza aver trovato i colpevoli di tutti questi misfatti a cui chiedere conto. Almeno fin qui”. “E invece proprio in queste ultime settimane – ha continuato il Presidente di CONFASSOCIAZIONI Nord – sono maturate importanti novità perché le Procure, in particolare quella di Verbania, hanno iniziato a chiamare in causa insieme ai vertici (di Veneto Banca in questo caso) anche molti altri soggetti, quelli che seguivano i piccoli risparmiatori. L’indagine della Procura di Verbania sembra anticipare l’azione delle Procure di molte altre città, che sembra stiano già procedendo per fatti analoghi. L’accusa è quella importante di truffa aggravata in concorso per la vendita di azioni. Si tratta di accuse, importanti e dirimenti, che tendono a dimostrare che i risparmiatori siano stati convinti ad investire i propri risparmi in azioni o obbligazioni convertibili in azioni emesse da Veneto Banca senza essere stati informati dell’effettivo rischio che correvano”.“Possiamo aspettare l’attività delle Procure oppure – ha affermato il Presidente GRANELLO – possiamo chiedere un intervento della politica che si adoperi per il risarcimento delle parti lese (oltre 205mila tra imprenditori, dipendenti e risparmiatori solo nelle banche venete). Per poi accollarsi la denuncia e la conseguente giustizia nei confronti delle Banche. Stiamo facendo rete, com’è nelle nostre corde di CONFASSOCIAZIONI, con il Coordinamento Associazioni Soci Banche Popolari Venete Don Enrico Torta. E’ per questo che condividiamo le parole di Andrea ARMAN, Presidente del Coordinamento, che ha chiesto misure di risarcimento per tutti i risparmiatori al fine di risarcire coloro che sono stati imbrogliati in fase di vendita”.
“In questo momento – ha aggiunto il Presidente di CONFASSOCIAZIONI, Angelo DEIANA – si parla in tanti contesti di dignità come elemento per ridare giustizia ed equità ai cittadini. E certamente il mondo del lavoro è importante, ma altrettanto importante è il mondo del risparmio degli italiani. CONFASSOCIAZIONI con la propria struttura organizzativa e professionale sarà sempre a fianco dei cittadini ed in particolare non lascerà nulla di intentato nel farsi promotore di tutte le iniziative necessarie affinché sia resa giustizia e dignità ai risparmiatori”. “Noi ci siamo sempre perché fare rete è il DNA di CONFASSOCIAZIONI – ha concluso DEIANA -. E’ per questo che ci siamo fatti promotori di numerosi incontri sul tema delle banche venete e non solo. Incontri che, grazie alla capacità aggregativa di Giorgio GRANELLO, Presidente di CONFASSOCIAZIONI Nord, hanno visto riuniti attorno al tavolo tutte le parti coinvolte, dalle maggiori Associazioni dei consumatori e dei risparmiatori, i Sindacati, il Presidente del Consiglio Regionale Veneto, i Presidenti delle banche coinvolte nella crisi e il precedente Governo. Adesso è ora che il nuovo batta un colpo.”

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Il risparmio tradito

Posted by fidest press agency su martedì, 3 ottobre 2017

tasso-risparmio-famiglieIl susseguirsi di crisi nel sistema bancario, che ha visto coinvolti diversi istituti dal Nord, al Centro, al Sud del Paese ha lasciato sul campo una enorme massa di risparmiatori che hanno perso tutto e hanno visto ridimensionare in modo drammatico i loro risparmi e le loro condizioni di vita.
I risparmiatori come possono difendersi? Degli strumenti giudiziali e stragiudiziali a loro tutela si è parlato nei giorni scorsi presso la Sala Convegni della CCIAA di Bari, in un workshop organizzato dalla Camera Arbitrale della Camera di Commercio di Bari, in collaborazione con ministero delle Attività produttive, Regione Puglia, Confconsumatori e Ordine dei commercialisti e degli esperti contabili.
Oltre 150 azionisti hanno partecipato all’incontro dedicato ad approfondire i temi legati alla illiquidità dei titoli azionari di varie banche popolari pugliesi.I numeri del fenomeno sono rilevanti: circa 70mila azionisti della Popolare di Bari, 39mila della Banca Popolare di Puglia e Basilicata, 33mila soci della Banca Popolare Pugliese, circa 6mila azionisti di Veneto che hanno acquistato da Bancapulia. Il controvalore in euro complessivamente versato da questi risparmiatori è di oltre un miliardo e settecento milioni.I relatori hanno descritto, le ragioni e le vie giudiziali, nonché gli strumenti e le vie di carattere stragiudiziale ed economico per consentire agli azionisti di recuperare il proprio investimento, qualora effettuato in violazione delle norme che regolano il settore degli investimenti. È stato proposto alle banche di aprire ad una conciliazione paritetica, presso la Camera Arbitrale della CCIAA, che verifichi le modalità di collocamento dei titoli presso i piccoli azionisti e possa risolvere eventuali situazioni di criticità. Laddove si riscontrino eventuali violazioni della normativa, la banca dovrà provvedere a rimborsare l’investimento. Canio Trione, presidente Codici Puglia, ha sottolineato la necessità che gli azionisti si uniscano e si mantengano uniti, al fine di chiedere tre cose essenziali: che all’interno del CDA delle tre banche sia inserito un rappresentante espresso dai piccoli azionisti, senza diritto di voto, ma per poter verificare direttamente cosa succede e comunicarlo ai piccoli azionisti; che si lavori sulla solidità e redditività delle banche per renderle appetibili a nuovi soci, così da ridare liquidità ai titoli; che si costituisca un tavolo istituzionale, anche con gli enti pubblici dotati di poteri legislativi, per trovare soluzioni che rilancino l’economia locale dalla cui floridezza dipende la salute economica delle banche e di tutte le imprese a cominciare da quella più piccole. Rilancio possibile solo se si liberano le forze esistenti dalla prigionia della burocrazia.
Sono intervenuti anche Elbano De Nuccio, presidente Consiglio dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Bari, Roberto Voza, direttore del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Bari, Antonio Pinto, presidente della Camera arbitrale della CCIAA di Bari, Vincenzo Laudadio, responsabile Adusbef, Daniela Caterino, professore associato di Diritto commerciale Università di Bari, Alessandro Amato, presidente Codacons Puglia, Teresa Lisi, dirigente della Sezione attività economiche della Regione Puglia. Ha moderato l’incontro Franco Decanio – Presidente di Assoconsum Puglia.

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Risparmio tradito: Investimenti finanziari e bancari

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 agosto 2017

cassazioneLa banca non si sottrae dalla propria responsabilità ed è obbligata assieme alla società di intermediazione finanziaria a risarcire gli investitori nonostante il rapporto fiduciario intrattenuto con i clienti dal promotore finanziario che ha creato il danno: la consuetudine fra il professionista e i risparmiatori, che ad esempio non hanno mai contestato gli estratti conto, non costituisce una di quelle «anomalie» in grado di far ritenere l’operato del promotore del tutto estraneo alle mansioni affidategli dal preponente e dunque di escludere la condanna a carico dell’istituto. Sono questi i principi evidenziati dalla sentenza 18928/17, pubblicata il 31 luglio Cassazione che con un importante excursus anche giurisprudenziale sui livelli di responsabilità in capo ai soggetti coinvolti nelle operazioni d’investimento e intermediazione finanziaria, per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, rafforza la convinzione circa le tutele vigenti in materia in capo ad utenti bancari e investitori. Nella fattispecie, i giudici della terza sezione civile hanno rigettato i ricorsi di banca e dell’intermediaria finanziaria che devono pagare il danno subìto dagli investitori in solido con il promotore. Nel caso in questione istituto bancario e intermediaria devono rispondere anche per fatto proprio, la prima a titolo contrattuale in quanto con questa gli investitori intrattenevano il rapporto di conto corrente e deposito titoli e la s.im. a titolo extracontrattuale perché non risulta essere stata legata agli investitori da alcun rapporto contrattuale, essendo il promotore un agente senza rappresentanza. Tuttavia, il fatto che non vi fosse un vincolo contrattuale non vale, di per sé solo, ad escludere qualsivoglia responsabilità della s.i.m. per fatto proprio, in mancanza di apposita censura dell’accertamento fattuale. D’altronde, banca e società intermediatrice rispondono anche per il fatto altrui (del promotore finanziario), in concorso con la responsabilità per fatto proprio. Nel caso in questione, infatti, il promotore opera senza farsi rilasciare dai clienti né mandato con atto scritto né singoli ordini di acquisto e di vendita titoli per iscritto. Peraltro, evita di stabilire con gli investitori il profilo di rischio da rispettare nell’acquisto dei titoli e non consegna alcun prospetto informativo, effettuando operazioni allo scoperto senza autorizzazione. Ciò mentre gli investitori non contestano anche le posizioni dei conti deposito titoli. Non è emerso, però, che i clienti siano mossi dallo scopo di eludere la disciplina legale o di agire per finalità estranee ai contratti in essere con la banca. Né a loro l’operato del promotore appare estraneo alle mansioni affidate al professionista dalla banca. In tale ottica ed in definitiva, il danno risulta riconducibile anche alla preponente.

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Storia di un “cavaliere senza cavallo”

Posted by fidest press agency su domenica, 27 marzo 2011

Lettera al direttore. Silvio Berlusconi, poiché non è uno sciocco, sa che se incontrasse Gheddafi, come minimo rischierebbe d’essere sputato in faccia, per averlo tradito. E poiché non è uno sciocco, sa anche perfettamente che i traditori non sono ben visti neppure dai nemici del tradito. E’ in seria difficoltà, il nobile Cavaliere, e  non sa come rimediare, e cerca di far sapere all’amico tradito che gli dispiace per ciò che gli sta capitando. Non sa come rimediare e dice alla Markel: «Forse hai fatto bene tu a restare fuori dall’alleanza». Vuole far sapere all’amico tradito, che si è pentito, amaramente pentito. Nella politica estera il premier sembra smarrito, come un cavaliere senza cavallo. (Veronica Tussi)

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Lazio: La sinistra per candidatura Bonino

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 febbraio 2010

La Federazione della Sinistra ( PRC- PDCI – S.2000) annuncia il proprio sostengo, per le elezioni regionali del Lazio, al candidato del centro sinistra Emma Bonino. Questa scelta della Federazione che poco meno di un anno fa per la tornata elettorale delle europee si definiva anticapitalista ( oggi rimosso), rappresenta l’ennesima svolta opportunista. Non è ammissibile appoggiare per una forza di sinista un candidato atlantista, filosionista e ultraliberista come la Bonino. Dunque invitiamo, come Partito Comunista dei Lavoratori,  tutto il popolo della sinistra laziale a sostenere alle imminenti regionali le nostre liste. L’unica  lista di sinistra, l’unica lista con un programma organicamente anticapitalista e l’unica sinistra non disponibile a mercanteggiare i propri principi per un posto nella” stanza dei bottoni”. Perchè l’unico voto utile è il voto che non viene tradito.

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