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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 259

Posts Tagged ‘traduzione’

Maria Avino è la vincitrice della prima edizione del Premio biennale Mario Lattes per la Traduzione

Posted by fidest press agency su domenica, 19 luglio 2020

Lo è per la sua traduzione di Morire è un mestiere difficile (Bompiani, 2019) del siriano Khaled Khalifa. Il Premio è promosso dalla Fondazione Bottari Lattes in collaborazione con l’Associazione Arti Contemporanee Castello di Perno. La giuria specialistica premia all’unanimità Maria Avino in una rosa di cinque finaliste in gara per la prima edizione del Premio, dedicata alla narrativa in lingua araba tradotta in italiano. Le altre quattro finaliste erano: Samuela Pagani, traduttrice di Corriere di notte della libanese Hoda Barakat (La nave di Teseo, 2019); Nadia Rocchetti, traduttrice di Viaggio contro il tempo della libanese Emily Nasrallah (Jouvence, 2018); Monica Ruocco, traduttrice di Il suonatore di nuvole dell’iracheno Ali Bader (Argo, 2017); Barbara Teresi, traduttrice di Una piccola morte del saudita Mohamed Hasan Alwan (E/o, 2019).La cerimonia di premiazione si è svolta nel giardino del Castello di Perno (Cn) nel cuore delle Langhe, Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco. In questa occasione l’orientalista Fabrizio Pennacchietti ha tenuto la lectio magistralis L’arabo letterario moderno può dirsi una lingua “europea”?. L’appuntamento è stato condotto dalla giornalista e saggista Paola Caridi, studiosa di Medio Oriente e Nord Africa, e ha visto la partecipazione dei giurati del Premio: Anna Battaglia, Melita Cataldi, Mario Marchetti, Antonietta Pastore, lo stesso Fabrizio Pennacchietti, (membri della Giuria stabile che ha scelto la rosa elle cinque traduttrici finaliste) e Isabella Camera d’Afflitto, Manuela E.B. Giolfo e Claudia Maria Tresso (membri della Giuria specialistica, che ha decretato la vincitrice).Con il Premio Mario Lattes per la Traduzione la Fondazione Bottari Lattes pone l’attenzione sul fondamentale ruolo dei traduttori nella diffusione della letteratura e sull’impareggiabile contributo della traduzione nell’avvicinare popoli e culture differenti, abbattendo muri ideologici, creando ponti culturali e favorendo il dialogo. Con questa iniziativa la Fondazione intende promuovere la conoscenza di culture e autori meno noti al pubblico italiano e incoraggiare la traduzione in italiano delle loro opere letterarie più significative per qualità letteraria e profondità di contenuti, riflessioni, testimonianza. Il tutto nella piena consapevolezza che la traduzione non si risolve in una semplice trasposizione di parole da una lingua all’altra e nello spostamento di un segno linguistico da un codice all’altro, ma è una disciplina che sa trasferire pensieri e concezioni tra culture diverse, con le quali il traduttore instaura un profondo legame.Il Premio biennale Mario Lattes per la Traduzione è dedicato alla figura di un editore, pittore e scrittore che seppe confrontarsi con intellettuali di fama internazionale. È realizzato dalla Fondazione Bottari Lattes in collaborazione con l’Associazione Arti Contemporanee Castello di Perno e il Comune di Monforte d’Alba, con il contributo di Fondazione CRC e Banca d’Alba, con il patrocinio di Mibact, Regione Piemonte, Unione di Comuni “Colline Di Langa e Del Barolo” e S. Lattes & C. Editori.

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Commissione europea: concorso di traduzione per le scuole

Posted by fidest press agency su sabato, 7 settembre 2019

Le scuole di tutti gli Stati membri dell’UE potranno registrarsi online per consentire ai propri studenti di competere con i loro coetanei di tutta Europa. Quest’anno gli studenti partecipanti dovranno tradurre un testo su come i giovani possono contribuire a plasmare il futuro dell’Europa.I partecipanti potranno scegliere da quale a quale delle 24 lingue ufficiali dell’UE desiderano tradurre (le combinazioni linguistiche possibili sono 552). Nell’edizione dello scorso anno gli studenti hanno scelto ben 154 combinazioni linguistiche diverse.L’iscrizione delle scuole — la prima parte della procedura in due fasi — è aperta fino al 20 ottobre 2019 alle ore 12.00. Il modulo di iscrizione può essere compilato in una delle 24 lingue ufficiali dell’UE.La Commissione europea inviterà 751 scuole a partecipare alla fase successiva. Il numero delle scuole partecipanti di ciascun paese corrisponde al numero di seggi del paese al Parlamento europeo. La procedura di selezione delle scuole è automatizzata e casuale.Le scuole selezionate dovranno scegliere 2-5 studenti che parteciperanno al concorso. Gli studenti possono essere di qualsiasi nazionalità, ma devono essere tutti nati nel 2002.Il concorso si svolgerà il 21 novembre 2019 contemporaneamente in tutte le scuole partecipanti. A partire da quest’anno il concorso sarà online.I vincitori, uno per paese, saranno annunciati all’inizio di febbraio 2020 e saranno premiati nella primavera del 2020 nel corso di una cerimonia speciale che si terrà a Bruxelles.Durante la visita alla capitale belga, gli studenti avranno l’opportunità di incontrare i traduttori del servizio di traduzione della Commissione europea, ossia i professionisti che hanno valutato le loro traduzioni, e di parlare della professione del linguista.

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«La traduzione è un’opera creativa letteraria a volte impossibile ma necessaria»

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 marzo 2018

Perugia. Una conversazione speciale quella che si è svolta nell’Aula Magna di palazzo Gallenga dell’Università per stranieri di Perugia tra Snežana Milinkovic, studiosa dell’Università di Belgrado e Claudio Magris, studioso dell’Università di Trieste, tra i massimi scrittori italiani viventi, alla presenza del rettore Giovanni Paciullo che lo ha introdotto menzionando l’elevata statura culturale e il suo lungo percorso di studi che ha formato generazioni di studiosi e intellettuali.Qual è il punto di vista del traduttore quando affronta un testo letterario da tradurre, e qual è il ruolo che assume l’autore, il traduttore e lo scrittore, e come riuscire a farne una teoria se la traduzione è un fatto “puramente e squisitamente empirico? A queste domande poste da Snežana Milinkovic ha risposto Claudio Magris ribadendo l’importanza del ruolo culturale e scientifico del traduttore. «La traduzione è un’opera creativa letteraria a volte impossibile ma necessaria e per questo mi sono sempre battuto per la indegna sottovalutazione sia sotto il profilo economico e sia sotto quello del riconoscimento culturale dei traduttori. La nostra società – ha affermato Magris – ha un estremo bisogno della traduzione, eppure tende a svalutarla e a trascurarne il ruolo intellettuale. La traduzione è un’opera letteraria che può essere paragonata al rapporto di un direttore d’orchestra con il testo e questo lo sento molto perché ogni direttore d’orchestra è diverso da un altro: il Wagner di Furtwängler non è quello di Karaian e questo va tenuto conto, perché anche il tradurre è uno scrivere in proprio. John Dryden considerava la sua versione dell’Eneide il suo capolavoro. Vincenzo Monti appartiene alla storia della letteratura italiana molto di più per le sue traduzioni di Omero che non per l’opera originale».
Per Magris «Non bisogna dimenticare che la traduzione, come ha scritto Schlegel in un suo bellissimo passo, è la prima forma di critica letteraria, tanto è vero che scopre subito i punti deboli di un testo, sia quando si traduce sia quando si viene tradotti e si discute con chi traduce. È molto difficile imbrogliare i traduttori».E delle problematiche della traduzione sia dal punto di vista empirico che teorico Magris ha rimarcato l’importanza della fedeltà del testo nei confronti dell’autore, della lingua e dello scrittore. «È importante affrontare l’ambiguità del testo, che è necessario rispettare, senza spiegare, senza semplificare, perché la difficoltà – ha espresso – in qualche modo deve rimanere, bisogna correre il rischio di non essere capiti, proprio come nella vita.
Un libro non è il lavoro di un maestro che deve prendere per mano il lettore e portarlo ad apprezzare le meraviglie del suo animo e della sua della ricchezza, l’ideale – ha concluso Magris – è che il lettore ripercorra il suo stesso cammino. I grandissimi libri ti chiedono proprio questo e sono quelli che meno si prestano a una riduzione semplificata. Le difficoltà di un testo debbono restare difficoltà nella traduzione». Al termine dell’incontro il rettore Paciullo, insieme alla professoressa Giovanna Zaganelli, direttore del Dipartimento, ha consegnato il sigillo della Stranieri a Claudio Magris.

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Nona conferenza annuale sulla traduzione internazionale

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 ottobre 2017

TII Translation Conference (PRNewsfoto/Hamad bin Khalifa University)DOHA, Qatar/PRNewswire/ L’Istituto di traduzione e interpretariato (TII) del College of Humanities and Social Sciences (CHSS) dell’Hamad Bin Khalifa University (HBKU) sta ora accettando le richieste di partecipazione alla sua nona conferenza annuale sulla traduzione internazionale. L’evento, della durata di due giorni, si terrà il 27 e 28 marzo 2018, e sarà ospitato dal college presso il Qatar National Convention Center (QNCC). Il TII accoglie richieste di partecipazione da parte di accademici, professionisti e membri della comunità impegnati, a livello teorico o pratico, ad affrontare il tema della conferenza di quest’anno, ovvero la traduzione nell’era digitale: dagli strumenti di traduzione ai paradigmi in rapido mutamento.Le presentazioni dei sunti devono contenere almeno 300 parole, in inglese o in arabo, le lingue ufficiali della conferenza. I sunti devono inoltre includere l’affiliazione istituzionale del richiedente, le informazioni di contatto e una breve biografia di non più di 100 parole. Il termine ultimo per la presentazione delle pubblicazioni è il 12 novembre. I partecipanti selezionati avranno l’opportunità di presentare le pubblicazioni alla conferenza nel corso di 20 minuti e di rispondere alle domande poste dai colleghi e dall’audience per 10 minuti.Le aree tematiche per la nona conferenza annuale sulla traduzione internazionale includono, tra le altre, la traduzione in arabo nell’era digitale; il ruolo delle comunità di traduttori online nell’attivismo sociale e politico; progetti e iniziative di traduzione collaborativa; traduzione multimediale e ipermediale e traduzione nel campo delle scienze umane digitali. La conferenza inoltre invita i candidati a presentare delle pubblicazioni per esplorare l’evoluzione del settore della traduzione, tramite crowdsourcing e outsourcing, e per esaminare il crescente interesse nei confronti dell’uso di database online, corpora e traduzione automatica. Le pubblicazioni possono anche trattare argomenti come la censura e la manipolazione nell’era digitale, il transadattamento e la traduzione creativa.I settori della traduzione e dell’interpretazione fungono da blocchi di costruzione chiave che consentono il trasferimento di nozioni tra soggetti strategici, spianando la strada allo sviluppo sociale e al progresso verso un’economia basata sulla conoscenza. Il rapido progresso delle tecnologie digitali ha messo a disposizione un accesso senza eguali alle informazioni in tutto il mondo, ponendo così l’accento sul settore.Il Dott. Amal Al Malki, decano fondatore di CHSS, ha osservato: “Le enormi innovazioni tecnologiche hanno influenzato notevolmente il modo in cui comunichiamo nell’era digitale. Il mandato della nona conferenza annuale sulla traduzione internazionale comprende aree chiave di avanzamento, come il ruolo svolto dalle comunità di traduttori online nel campo dell’attivismo sociale e politico e dei progetti di traduzione collaborativi.”Nell’ambito della conferenza, invitiamo i traduttori professionisti a presentare pubblicazioni che esplorino l’evoluzione del mercato della traduzione, che si affida sempre più spesso a mezzi non tradizionali. I partecipanti selezionati avranno l’opportunità di presentare la propria ricerca alla conferenza”, ha aggiunto il Dott. Al Malki.Il college, inoltre, sponsorizzerà i relatori della conferenza. Ciò comprende la fornitura di biglietti aerei in classe economica, alloggio e trasporto solo da e per la conferenza. http://www.tii.qa/9th.
Hamad Bin Khalifa University (HBKU), membro della Qatar Foundation for Education, Science, and Community Development (QF), è stata fondata nel 2010 come università intensamente focalizzata sulla ricerca che funge da catalizzatore del cambiamento trasformativo in Qatar e nella regione, avendo al contempo un impatto globale. Situata a Education City, HBKU si impegna a costruire e coltivare le capacità umane attraverso un’esperienza accademica in grado di arricchire gli studenti, un ecosistema innovativo e partnership uniche. HBKU offre programmi d’istruzione liceale e universitaria tramite i suoi college, e offre opportunità di ricerca e borse di studio tramite i suoi istituti e centri. Per maggiori informazioni su HBKU, visitare http://www.hbku.edu.qa.

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Olav Hergel, L’Immigrato undefined

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 maggio 2012

Traduzione dal danese di Ingrid Basso pp: 456 – Prezzo: € 17,50 ” Perchè c’è bisogno che la rabbia esploda, la rabbia dei giovani è l’occasione dei politici. Solo che non l’hanno ancora capito ” Il libro – undefined undefined undefined undefined È una magnifica serata di giugno e l’estate danese spalanca lebraccia a chi è pronto a credere alle sue allettanti promesse d’amore efelicità. Come Zaki el Aziz, diciannovenne marocchino perfettamente integratoche ha appena superato a pieni voti l’esame di maturità realizzando il sogno diuna vita dei genitor i dopo anni di duri sacrifici. Zaki si prepara atrascorrere una serata in un club con gli amici, ma scopre nel corso dellanotte che ai musulmani è negato l’ingresso: la rabbia esplode in una rissa, eil buttafuori finisce morto accoltellato. Zaki si ritrova in carcere innocente,stretto tra la legge danese che ha sempre rispettato e che chiede il nome delcolpevole, l’omertà fraterna a cui lo richiamano gli amici come unica difesacontro una società ostile, e i Black Cobra, banda di criminali enarcotrafficanti immi­grati pronta a versare altro sangue per coprire ilcolpevole. Mentre politici e media cavalcano l’onda emotiva di quello chediventa uno scottante caso nazionale, le voci di un complotto razzista mettonoa ferro e fuoco i ghetti di tutto il paese, ed è ancora una volta Rikke Lyngviga entrare in scena. A quattro anni dall’ultima avventura narrata ne Il fuggiti­vo,dopo aver pagato a caro prezzo la sua battaglia etica in difesa di un giovaneafgano vittima degli eventi bellici che hanno devastato il suo paese, scomodocane sciolto del giornalismo con un’irriducibile passione per il volto umanodei fatti, Rikke si prende a cuore la storia di Zaki e decide di far luce sulleresponsabilità morali di una verità complessa, quella di una spirale di odio eviolenza, di un muro di pregiudizio eretto da entrambe le parti. Rikke nonesita a scendere di nuovo nel campo minato del pregiudizio e a sfidare l’accesodibattito sull’immigrazione nella piccola e “ordinata” Danimarca, per ricercarela verità. Scrittore e prestigiosa firma del giornalismo scandinavo, OlavHergel torna a mostrare gli artigli per farci riflettere con un graffiante thril­lersocio-politico che unisce alla suspense dell’indagine una tematica di scottanteattualità.
L’autore – undefined undefined undefined undefined Olav Hergel nascein Danimarca nel 1956. Noto giornalista, collabora con i più importantiquotidiani, tra cui il Politiken, e riceve nel 2006 il premio Cavling , il più altoriconoscimento della stampa nazionale, per un’inchiesta sui centri di ac­coglienzadanesi e il Premio Europeo per ilGiornalismo con Fabrizio Gatti per un’inchiesta sugli sbarchiclandestini. Il fuggitivo , il suo primo romanzo, pubblicato da Iperboreanel 2010, hascatenato un vespaio di polemiche, spingendo il governo danese a cambiare lapropria legge sull’immigrazione e diventando un bestseller da cui è statotratto un film di grande successo nel Nord Europa.

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Nuova versione della Bibbia dai testi antichi

Posted by fidest press agency su sabato, 19 novembre 2011

Bibbia (2/2)

Image by /Stef_ via Flickr

Due nuovi volumi della collana NVBTA, Cantico dei cantici ed Esdra e Neemia. Entrambi i volumi sono corredati di introduzione, traduzione e commento, oltre che del testo in lingua antica a fronte di una versione italiana attenta a quest’ultimo. Come di consuetudine, annotazioni e commenti sono scanditi secondo due livelli: il primo, filologico-testuale-lessicografico e il secondo, esegetico-teologico. Il testo viene commentato evidenziandone gli aspetti teologici e mettendo in evidenza, là dove lo si ritiene opportuno, il nesso tra Antico e Nuovo Testamento, rispettandone però la reciprocità.
CANTICO DEI CANTICI a cura di Luca Mazzinghi Edizioni San Paolo 128 pagine € 16,00
ESDRA E NEEMIA a cura di Francesco Bianchi Edizioni San Paolo 224 pagine € 27,00

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Due gare di traduzione

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 maggio 2010

Il Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere dell’Università degli Studi di Parma, nell’ambito del progetto Il Traduttore Visibile, ha indetto due gare di traduzione.  La prima è una gara di traduzione di un testo letterario inedito vs l’italiano dalle lingue francese, inglese, portoghese, russo, spagnolo e tedesco, rivolta a studenti che frequentano le Università della Regione Emilia Romagna, mentre la seconda è una gara di traduzione tecnica non editoriale dall’italiano vs francese, inglese, spagnolo e tedesco, oppure da queste vs l’italiano, rivolta a traduttori professionisti sempre della Regione Emilia Romagna.  La premiazione avrà luogo il 1 ottobre 2010 nella giornata conclusiva del V convegno “Il Traduttore Visibile – La traduzione a stringhe e strisce”, che si terrà il 30 settembre e il 1 ottobre 2010.  Il termine ultimo per la consegna delle traduzioni è il 31 agosto 2010.  I bandi sono scaricabili dalla pagina web del Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere dell’Università di Parma.

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Lancio in U.S.A.: The Quest for Paradise

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 marzo 2010

Atlantyca Entertainment, la nota società cross mediale con sede a Milano, annuncia il lancio negli Stati Uniti del secondo volume dell’edizione speciale in lingua inglese  di The Quest for Paradise di Geronimo Stilton, secondo titolo della serie  Nel Regno della Fantasia. Scholastic U.S , che detiene i diritti per la traduzione in lingua inglese  della popolarissima collana per ragazzi di Geronimo Stilton per i territori di Stati Uniti, Canada, Australia e Nuova Zelanda, pubblicherà il titolo negli Stati Uniti e in Canada nell’Ottobre del 2010. L’annuncio è stato dato da Claudia Mazzucco, Amministratore Delegato di Atlantyca Entertainment. Ad oggi Scholastic ha venduto oltre 17 milioni di copie dell’edizione economica della collana Geronimo Stilton negli Stati Uniti e in Canada.  Nel dicembre del 2009 Scolastic ha pubblicato il primo volume della collana Nel Regno della Fantasia in un’edizione speciale con copertina rigida. Visto il successo ottenuto dal primo lancio, Scholastic pubblicherà The Quest for Paradise    sempre in Edizione Speciale nell’ottobre 2010, oltre ad altri  7 titoli sia della Collana Geronimo Stilton che Tea Stilton previsti in lancio per il 2010.  L’accordo con Scholastic U.S. per questi ulteriori titoli di Geronimo Stilton si aggiunge alla crescente lista di contratti stipulati da Atlatyca Entertainment in numerosi paesi europei (Paesi Bassi, Spagna, Francia, Polonia e Belgio). In  Belgio Nel Regno della Fantasia è stato votato dai bambini come “Libro Più bello mai scritto ” nella storia del paese.  Oltre ai Paesi oltre oceano, Scholastic esporterà il libro nei Paesi di lingua inglese.
Geronimo Stilton nel The Quest for Paradise  è una nuova avventura del famoso topo scrittore. Prende i lettori e li trasporta, insieme a Geronimo, in un mondo di gnomi e folletti, streghe ed elfi dove vivere mille avventure per salvare Floridiana, la Regina delle Fate ! Di questa collana sono già stati pubblicati 4 volumi con oltre  un milione di copie vendute in Italia, il lancio del Quinto Viaggio Nel Regno della Fantasia è previsto in Settembre 2010.

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Andamento editoria cattolica

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2009

Tra il 2000 e il 2007 è cresciuta sensibilmente la domanda dei lettori di libri religiosi: all’ inizio del decennio erano 2,650 milioni (l’11,5% di chi si dichiarava lettore nel «tempo libero»), sette anni dopo passano a 3,015 milioni (il 12,5% dei lettori di «almeno un libro nei 12 mesi precedenti»). L’incremento è del 13,8%: molto superiore alla crescita media fatta registrare dalla lettura nel nostro Paese nello stesso periodo ( +4,7%). I dati disponibili si fermano al 2007,ma gli indicatori confermano il proseguimento del trend per quello che è uno  dei segmenti di domanda più dinamici in Italia nell’ultimo periodo: inferiore solo ad «attualità» (+23,6%) e «arte» (+14,7%); rafforzato anche dalla nuova traduzione della Bibbia Cei.  Nel 2008 sono stati pubblicati dalle case editrici italiane 4.125 titoli di libri religiosi ( il 9,7% della produzione editoriale di varia immessa nei canali di vendita) e sono 9,7 milioni le copie distribuite (il 14,8% del distribuito totale). Anche qui assistiamo a una crescita del «peso» dell’offerta di libri religiosi: nel 2000 erano il 6,8% di tutti i titoli di varia pubblicati, oggi sfiorano l’8% . Questa crescita di «peso» si traduce in un +10,8% come effetto della crescita di un’offerta che sta avvenendo attraverso processi di crescente segmentazione, effetto a sua volta di una domanda più complessa e articolata.   Tra editori religiosi (cattolici e non) e «laici» nel 2008 erano 483 le case editrici che avevano in catalogo «almeno un titolo» di argomento religioso. Di queste, 209 sono editori di varia («laici»), e 274 quelli propriamente religiosi. In larga parte, questi ultimi (242), appartengono al mondo cattolico (sono 32 gli editori riconducibili a religioni e filosofie orientali, evangelici, islam, ebraismo) anche se non tutti riconducibili a strutture d’impresa e con una produzione / distribuzione nazionale e centrata sulla libreria. L’editoria cattolica, a sua volta, esprime il 9% degli addetti delle case editrici italiane, in controtendenza (+2,4%) rispetto alla stabilità occupazionale (ma con segnali di flessione tra 2008/’09) del resto dell’editoria. È il 9,5% del mercato italiano del libro venduto nei canali trade (libreria, grande distribuzione, Internet, edicola, fiere e saloni). Un  valore che è il risultato di settori di mercato diversi: innanzitutto quello delle riviste,quello scolastico, gli  audiovisivi, i libri.

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Studere, studere, post quam valere?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 settembre 2009

Editoriale fidest. E’ il ritornello che almeno una generazione si è sentita di ripetere con insistenza nel corso dei propri studi. Lo dicevano i ragazzi delle medie alle prese con il latino ed il greco antico e persino con le lingue moderne condannati come erano a perdere intere giornate alla traduzione di versioni dove i programmi vi riservano tutte le possibili insidie grammaticali e sintattiche. E se oggi i programmi hanno cercato di prendere una fisionomia più rispondente alle attese della società dal mondo del lavoro a quello della ricerca universitaria, non vuol dire che l’interrogativo finisca con l’essere riposto nel cassetto della propria memoria come una situazione d’altri tempi e non più riconducibile all’attualità. La didattica continua ad essere carente per lo studio delle lingue parlate sia per le ore riservate al loro studio sia per la forma di impatto che si assegna ad esse e che continua a far annotare, nei vari curricoli professionali alla voce: conoscenza della lingua straniera, la parola “scolastica” ed il che vuol dire non saper parlare la lingua straniera. E tutto questo avendo spesso alle spalle ben otto anni di studi specifici. Ed oggi la diffusione dei master sono un’altra dimostrazione che la laurea è solo un primo passo per la conoscenza. E’ un titolo che sta perdendo del tutto la sua valenza professionale per diventare un semplice “tramite” per altri accessi di conformità. Ed intanto premono alle spalle necessità di vario genere e, soprattutto, di natura economica se consideriamo che almeno l’80% dei giovani proviene da famiglie titolari di modesti redditi. Dobbiamo, quindi, concludere che la società deve farsi carico di questo aspetto della formazione culturale e professionale dei giovani offrendo ad essi soluzioni più adeguate alle loro e nostre aspettative da genitori o datori di lavoro che siano e di farlo in tempi più rapidi e con programmi confacenti per le rispettive necessità e possibili sbocchi operativi. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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La visione di un Papa

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 luglio 2009

Scrive Rosario Amico Roxas: “Il cristianesimo genuino si rifugia nei cuori e nelle coscienze dei credenti genuini; fuori dalle coscienze e dai cuori c’è l’assedio minaccioso del “cattolicesimo dei politici” e “del cattolicesimo degli atei” che negano il diritto di cittadinanza al “cattolicesimo dei cattolici”. “A questo assedio – soggiunge Rosario –  oggi partecipa attivamente anche “il cattolicesimo di Ratzinger”, Vicario di Cristo mentre Cristo non c’entra niente, è stato emarginato. Dopo decenni di manovre svolte da cardinale inquisitore (condanna della teologia della Liberazione, elaborazione e stesura del Nuovo Catechismo, traduzione della Pacem in terris, storicizzazione della divinità di cristo nel “Gesù di Nazaret,  che ha iniziato a mostrare i suoi veri intendimenti con quel volumetto a quattro mani “Senza radici” nel quale ha coniugato il pensiero cattolico cristiano universale, con quello ateo, di Marcello Pera. In questo volume scritto nel 2004, il Cattolicesimo viene inteso come religione “europea”, non universale, così come le parole di Cristo vengono pietrificate dentro la cultura occidentale che dovrebbe nutrire le radici del cristianesimo, a prescindere dai frutti che tali radici hanno prodotto. Da parte di Ratzinger l’europeismo del cattolicesimo trae origine dalla cultura stessa dell’autore che risente profondamente di retaggi pangermanici, mentre l’avallo offerto da Pera offre il sostegno di un apparato laico che tale non è, perché inteso a servire la Chiesa per potersene servire, diventandone, abusivamente, il portavoce laico. Ne viene fuori un cattolicesimo monco della universalità, selettivo, dialettico, osservatore di una minima parte dell’umanità che sarebbe destinata a ergersi al di sopra del resto del mondo. Cadrebbe in errore anche Giovanni Paolo II quando afferma nuove e diverse interpretazioni dei Vangeli asserendo che non sono cambiati i Vangeli ma che solo adesso stiamo imparando a comprenderli. Non sono, queste, affermazioni  genuine del papa polacco, sembrano piuttosto scritte dallo stesso Ratzinger come custode estremo del radicalismo della Congregazione per la Fede, retaggio medievale della Controriforma e dell’Inquisizione”. “Così, per Rosario, il cristianesimo si autoreferenzia nella elaborazione della dottrina, rinnegando 2000 anni di storia che hanno visto la fede in Cristo mantenersi viva e vitale nel cuore dei popoli. Cercando la radice di un cristianesimo dialettico, si tacciono i frutti che tale cristianesimo ha prodotto; frutti amari, dolorosi, perché privati del nettare dell’umanesimo e della universalità. Non possiamo nemmeno attingere alla protezione dei santi, per capire e cercare la retta via; infatti  i santi sono diventati preda dei potenti che ne monopolizzano la protezione”. “Per ritrovare le radici di questo Occidente, – osserva Rosario –  esautorando le radici cristiane in quanto queste ultime non possono essere monopolio di genti o di razze, occorre ritrovare il perduto soggettivismo, trasformato in individualismo selettivo che si colloca ai vertici delle società, al di sotto del quale esiste la massa amorfa di quanti devono subire il loro destino di obbedienza, sia nella vita sacra e confessionale  che in quella profana, civile e sociale. La demolizione della soggettività operata da Benedetto XVI, fatta per esaltare la dipendenza dall’autorità finisce con l’annullare l’individuale distinzione tra “interno ed esterno”, in quanto aderente ad un meccanismo di rispondenza tra apparati sensoriali, che suggeriscono comportamenti positivisti, informazioni funzionali, tutti mirati alla sopravvivenza e all riproduzione; per tutto ciò che di interno potrebbe risultare desiderato, interviene il potere a indicare e risolvere il metodo.  La strada che Ratzinger vuole dare alla cultura della fede è quella indicata dal “pensiero nordico”, in senso geopolitico, che si contrappone alla tradizione mediterranea, quella delle grandi religioni monoteiste, che non si pone nemmeno il problema di perdere la trascendenza a vantaggio di una pagina di storia. Così si ripropone il problema di Dio e della sua configurazione, che nel pensiero nordico è scientista, probabilistico, pratico, mentre nella cultura mediterranea si è sempre nutrita del rapporto con il sacro, con il mistero. Proprio dentro questo equivoco si innesta anche l’ultimissimo incontro tra i due sovrani assoluti: Ratzinger e Berlusconi, che si ritrovano sul terreno del positivismo, delle apparenze, dove non è l’uomo a fare da sfondo. Sfugge, a entrambi i sovrani la profonda differenza che esiste tra l’essere umano e l’essere vivente. L’essere umano muore, ma spesso si tratta di morte provocata dai mali che l’uomo stesso provoca, mentre l’essere vivente non muore, si trasforma, senza possedere la rappresentazione della propria fine. L’uomo, invece, percepisce il senso della sua fine, o almeno dovrebbe, come momento supremo in cui è messo in discussione tutto ciò che ha fatto. Torna imperioso il problema di Dio, e non per chiarire se si tratta di superstizione o fantasia o invenzione, quanto piuttosto indagare se l’uomo può fare a meno del sacro, se può convincersi ad essersi autoprodotto, o di essere il frutto della emergenza di un processo naturalistico, financo storicizzato e in quanto tale, privato definitivamente del sacro”. (il testo originale, suddiviso in tre parti, è stato riassunto)

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