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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

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Il coinvolgimento delle grandi banche in traffici illeciti

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2020

By Mario Lettieri e Paolo Raimondi. Il Consorzio internazionale di giornalisti investigativi (Icij) è al centro dell’attenzione dei media perché è entrato in possesso di 2.500 pagine di segnalazioni di attività sospette (SAR) riguardanti le banche. Trattasi di documenti riportati, tra il 1999 e il 2017, alla Financial Crimes Enforcement Network (FinCEN) del Departimento del Tesoro americano che li ha resi parzialmente pubblici. La FinCEN è l’agenzia governativa con il compito di combattere il riciclaggio di denaro.Sono gli stessi giornalisti che nel 2016 hanno pubblicato i cosiddetti “Panama Papers”, e hanno fatto emergere lo scandalo di vaste attività relative a evasioni fiscali e al riciclaggio dei soldi sporchi con il coinvolgimento di grossi personaggi e di banche internazionali. Adesso, emergerebbe, ancora una volta, una vastissima rete di traffici illegali e di movimenti di denaro riciclato per il traffico di droga e di armi e per evitare controlli e tasse attraverso società fittizie e finanche per il finanziamento del terrorismo. C’è di tutto e di più: coinvolgimento di discussi personaggi russi e ucraini, pericolose operazioni in Venezuela e in Malesia, finanche alcune operazioni per conto di Paul Manafort, l’ex manager della campagna elettorale di Donald Trump,attualmente in carcere per frode fiscale e bancaria. Sono tutte segnalazioni che, comunque, sarebbero dovuto essere indagate per arrivare a eventuali condanne. I documenti identificano le responsabilità di cinque banche globali: due americane, la JP Morgan, prima banca Usa, e la Bank of New York Mellon, due inglesi, la Hong Kong Shangai Bank Corporation (HSBC), la maggiore banca europea, e la Standard Chartered Bank e la tedesca Deutsche Bank. Le transazioni sospette di riciclaggio e per altre attività illegali ammonterebbero a oltre 2.000 miliardi di dollari! Sembra un ammontare stratosferico ma i file resi pubblici rappresenterebbero meno dello 0,02% degli oltre 12 milioni attività sospette che le differenti istituzioni finanziarie hanno riportato alla FinCEN nel periodo 2011-17. Sono molti gli aspetti inquietanti in questa scandalosa storia. Vorremmo evidenziarne due che, secondo noi, meriterebbero una particolare attenzione. In primo luogo c’è il ruolo della Deutsche Bank che, secondo i documenti, deterrebbe il peggior primato con ben 1.300 miliardi di dollari in transazioni sospette. E’ la seconda volta che la banca tedesca scala la piramide negativa: lo aveva già fatto quando è diventata il numero uno al mondo per i derivati finanziari over the counter, noti strumenti speculativi sempre più aleatori e di difficile, complicata e rischiosa gestione. La stampa tedesca torna a chiedersi cosa stia realmente succedendo da molti anni in questa banca che porta il nome della Germania nel suo logo. Anche secondo noi i continui riferimenti ai coinvolgimenti della DB in operazioni di vario tipo sono motivo d’imbarazzo e di vergogna per l’intera Europa, non solo per la Germania. Ci si chiede come sia possibile che, anno dopo anno e scandalo dopo scandalo, le autorità tedesche e quelle europee non siano ancora riuscite a costringere la banca a ripulire veramente i suoi comportamenti e tornare a essere una delle maggiori banche promotrici di grandi progetti industriali e di sviluppo reale, come ai tempi del presidente Alfred Herrhuasen, prima che fosse ucciso dai terroristi. Il secondo aspetto riguarda i comportamenti assai discutibili delle banche coinvolte. Da anni, nonostante fossero state pesantemente accusate, condannate e sanzionate dalle autorità di controllo, quasi sempre americane, esse hanno continuato indisturbate a fornire i propri servizi per operazioni sporche, illegali e di riciclaggio. Gli esempi non mancano. Secondo le analisi pubblicate, nel 2012 l’HSBC, per bloccare il procedimento criminale, ammise di aver riciclato 881 milioni di dollari per un cartello della droga latino-americano e pagò un’ammenda di 1,9 milioni. Le accuse sarebbero state cancellate definitivamente qualora la banca avesse dimostrato di partecipare alla lotta contro il riciclaggio nei successivi cinque anni. I file dell’Agenzia americana proverebbero, invece, che l’HSBC, violando il patteggiamento, non solo ha continuato nelle operazioni di riciclaggio di soldi sporchi ma sarebbe stata implicata in una grande “piramide finanziaria” che coinvolgeva parecchi Paesi. Lo stesso sarebbe avvenuto con la Standard Chartered, accusata di aver favorito transazioni finanziare verso gli Usa da parte di clienti dell’Arab Bank legati alle reti terroristiche. Sebbene multata per 670 milioni di dollari, avrebbe continuato con simili operazioni anche durante il “periodo di buona condotta”. Anche le altre banche menzionate, compresa la Deutsche Bank, hanno mantenuto lo stesso comportamento. Accusate di attività illecite hanno pagato le multe per bloccare le sanzioni penali continuando imperterrite a operare as usual.Certo è molto conveniente pagare la multa di 1dollaro per 100 incassati illegalmente. Ma, in merito, il controllo dei governi e delle agenzie preposte è indipendente e davvero stringente? Poiché la pandemia sta mettendo a soqquadro tutti i sistemi, economici, sociali e sanitari, non si capisce perché la grande finanza resti intoccabile. Naturalmente le banche hanno spesso dichiarato di non conoscere l’identità dei correntisti finali. E’ singolare che oltre il 20% dei rapporti inviati alla FinCEN abbiano un cliente con un indirizzo presso le Virgin Islands britanniche, uno dei più grandi paradisi fiscali al mondo. In conclusione, si ricordi che anche per l’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine (UNODC), non meno di 2.400 miliardi di dollari di denaro illecito sarebbero riciclati ogni anno. Sono dati sconvolgenti. Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista

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Traffici di mascherine e container di cocaina nei porti europei

Posted by fidest press agency su sabato, 4 aprile 2020

Ad alto livello le mafie continuano a muoversi sui porti della fasci tirrenica nazionale, su quelli spagnoli o quelli del nord Europa, come Anversa o Rotterdam. In quei porti i container con tonnellate di cocaina continuano ad arrivare e vengono poi immesse nel mercato” Lo ha detto il Procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho a 24Mattino di Simone Spetia e Maria Latella su Radio 24. “La criminalità del trasporto dei grandi quantitativi di stupefacenti in questo momento ha maggiore facilità a muoversi, laddove l’attenzione è tutta rivolta a contrastare i traffici di mascherine e materiale di protezione c’è probabilmente un allentamento sugli altri fronti. Su questo bisogna prestare attenzione se fino al mese scorso venivano sequestrate tonnellate di cocaina e oggi non vengono sequestrate evidentemente c’è qualcosa che non va. – conclude a Radio 24 – La criminalità ha continuato a importare e esportare sostanze stupefacenti e bisogna mantenere il controllo altissimo”.

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Rilancio dei traffici nel Mediterraneo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 dicembre 2010

Roma 15 dicembre conferenza stampa Farnesina – Sala Aldo Moro a partire dalle ore 13.45. Il Ministero degli Esteri, UniCredit e Maersk la organizzano sul progetto di creazione di una Piattaforma Logistica nell’Alto Adriatico per il rilancio dei traffici nel Mediterraneo e della portualità italiana. L’obiettivo è di creare una porta di accesso da e per l’Estremo Oriente approvvigionando sia i ricchi mercati del Nord di Italia, sud della Germania, Austria, Svizzera sia i mercati est europei di Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Slovacchia Serbia e Balcani Occidentali. Il progetto – finanziato tramite lo strumento del Project Finance e l’utilizzo di fondi pubblici – sarà completato in diverse fasi con diversi partner finanziari e industriali con  investimenti per circa 1 miliardo di Euro.  Alla Conferenza stampa interverranno il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, il Ministro degli Esteri Franco Frattini, l’Amministratore Delegato di Unicredit Federico Ghizzoni, il Vice Presidente di Unicredit Fabrizio Palenzona, il Responsabile Corporate e Investment Banking Italia di UniCredit Piergiorgio Peluso e Carlo Merli, Managing Director di APM Terminals Italia. La conferenza stampa offrirà anche l’occasione per presentare le iniziative del Gruppo UniCredit a favore di paesi dell’est europeo che hanno forti legami con l’Italia, in particolare la Romania e le rimesse degli immigrati rumeni verso il loro Paese.

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Il fumo che uccide

Posted by fidest press agency su martedì, 1 giugno 2010

“Negli ultimi cento anni il fumo di sigaretta ha ucciso 100 milioni di persone, 1  milione l’anno ma da qui al 2100 le vittime del tabacco potrebbero addirittura decuplicare. Secondo alcune stime, ogni anno 5 milioni le persone morirebbero per cause in qualche modo riconducibili al fumo di sigaretta”. Anche monsignor Ernesto Scirpoli, sacerdote piemontese, inviato della Santa Sede all’Onu e all’Oms, lancia l’allarme. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) sta monitorando la situazione con viva apprensione. “Gli stati che partecipano all’Oms – ricorda monsignor antifumo – hanno sottoscritto da tempo una convenzione-quadro contro il commercio illecito del tabacco, che consente tra l’altro di smerciare grossi quantitativi di sigarette nei paesi più poveri, dove non esistono iniziative di sensibilizzazione come in Occidente e dove, se non fosse per il contrabbando, in pochi potrebbero permettersi di fumare”. Purtroppo, ad oggi, sono ancora pochi i governi che adottano la linea dura contro traffici illeciti e contrabbando, anche se facendo leva sulla legalità e sulla lotta al contrabbando l’Oms è riuscita ad ottenere un primo appoggio dai paesi coinvolti, preoccupati per il danno erariale causato alle casse pubbliche. “Circa il 12% del commercio mondiale di tabacco sfugge ai controlli statali – spiega Scirpoli – si calcola che i governi perdano in media oltre 40 miliardi di dollari americani ogni anno, soldi che finiscono nelle tasche della criminalità organizzata”. I paesi più esposti sono quelli dell’area asiatica, africana e latino-americana, dove il commercio illecito del tabacco è più diffuso. (monsignor scirpoli)

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24° puntata lineablu

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 novembre 2009

Sabato 21 novembre 2009 alle 14.30 su RaiUno Lineablu affronterà le tortuosità della Costiera Amalfitana. In un comunicato si rende noto che: “partiremo da Cetara e, lungo impervie strade, giungeremo nella Penisola Sorrentina. Amalfi: fulcro della vita economica, sociale e culturale della zona, affonda le sue radici in una storia che ha visto il mare come protagonista assoluto da sempre. Il suo Codice Marittimo, meglio noto come le “Tavole di Amalfi”, fu stilato nella seconda metà del 1200: un compendio di usanze e regole relative ai commerci ed ai traffici che resero celebre la fiorente Repubblica Marinara e che ebbe grande influenza nei secoli successivi. Cetara, piccolo villaggio marinaro arroccato su di un costone di roccia, è oramai da tempo nota per il modo in cui è trattato il pesce azzurro: la sua particolarità consiste proprio nella maniera classica e tradizionale con cui ancora avviene il processo di colatura delle alici. Saliremo poi a Ravello, per ammirare uno splendido panorama e capire il sistema di torri costiere presenti lungo questo litorale: una trentina di fortificazioni, alcune con funzione di difesa, altre con finalità di allarme; questi celebri monumenti sono ancora tutti lì a sfidare lo scorrere del tempo ed a raccontarci la storia locale, dai Saraceni agli Angioini. Non possiamo lasciare le alture della costa senza fare tappa in uno degli agrumeti che fanno del limone il prodotto per eccellenza di questo territorio: in un tipico orto assaporeremo delizie autunnali ed invernali derivate dal famoso agrume, grazie ad una esposizione al sole che vede i suoi raggi battere qui tutto l’anno, anche fuori stagione. Travalicheremo i Monti Lattari, vera e propria linea di confine tra le Provincie di Salerno e Napoli, e giungeremo sul versante della Penisola Sorrentina. Visiteremo il nuovo porto di Piano di Sorrento e concluderemo il nostro viaggio tra le bellezze e le trasparenze dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella: qui le montagne bruscamente si interrompono e lasciano spazio a quel mare aperto che le separa dall’isola di Capri. Nell’angolo “Mare Mare Mare” Fabrizio Gatta continuerà le sue esplorazioni tra i vicoli dei più bei borghi marinari d’Italia. Il nostro vivace conduttore conoscerà i volti e le storie di Cefalù; in particolare ci mostrerà come l’arte del filè a modano sia simile al modo con cui i pescatori intrecciano le maglie delle proprie reti. Con il Professor Calabrese apprezzeremo prelibatezze a base di pesce seguendo le tradizioni culinarie della Costa Rei, in Sardegna.

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