Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 330

Posts Tagged ‘tragedie’

Commedie e tragedie in odore di “antichità” rispolverate ai giorni nostri

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 luglio 2018

A questo punto apro una parentesi per fare una riflessione sul fatto che noi abbiamo colto molto del sapere e dell’inventiva degli autori greci e romani che scrissero innumerevoli commedie e tragedie come se volessimo semplicemente cambiare l’abito sdrucito per sostituirlo con un nuovo di zecca pur considerando che la materia prima è comunque la stessa. Un discorso che per estensione dovremmo fare a molte altre vicende umane che interessano il nostro vivere quotidiano, i nostri rapporti sociali, la politica e anche le relazioni tra popoli.
A volte sembra che talune circostanze si ripetano con il solo stratagemma d’apportarvi qualche piccola variante e facendo cambiare vestito agli autori e ai loro guitti tanto per confondere le idee e le mescolanze messe in cantiere. In questo gioco delle parti dove la finzione diventa realtà e la realtà finzione ne diede prova eccellente, ma anche tragica lo stesso Molière quando nel febbraio del 1673 mise in scena “L’ammalato immaginario” e si calò nella parte del protagonista e alla terza rappresentazione la sua salute precaria, essendo stato colto da un grave esaurimento, trasformò l’immaginario della commedia nel reale della vita avendo voluto dissimulare, al contrario del suo personaggio, il suo male fisico e la sua sofferenza che di lì a poco lo portò alla morte. Morì a cinquantuno anni e di lui si dice che “nacque per il teatro e soccombette, si può dire, in teatro circondato di applausi e di gloria”. Quale dipartita poteva essere più teatrale e vera di un uomo che ha amato osservare i suoi contemporanei e ne aveva avvertito il lato comico della vita facendoci ridere a crepapelle.
Potrei continuare a lungo seguendo il tempo percorso dei letterati francesi che in tutte le loro variegate manifestazioni dalla tragedia alla commedia, dalla narrativa alla poesia, hanno dato prova di un fervore artistico e di una creatività inesauribile. (Riccardo Alfonso)

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Tragedie che accadono nel Mar Mediterraneo

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2015

Mediterranean Sea“Le notizie delle tragedie che accadono nel Mar Mediterraneo – che lasciano dietro di loro centinaia di persone, compresi i bambini, morte o disperse – stanno diventando troppo frequenti e il costo umano troppo alto”.
“Due tragedie in soli due giorni nel Mar Mediterraneo evidenziano la necessità di un’azione rapida, collettiva e coraggiosa. Migliaia di persone hanno intrapreso viaggi disperati verso l’Europa – uomini e donne, a volte intere famiglie, adolescenti e bambini, in cerca di sicurezza e opportunità in Europa – fuggendo dai terribili conflitti di casa loro, come quello in corso in Siria. Almeno 1.600 persone sono morte dall’inizio dell’anno prima ancora di avere messo piede sul suolo europeo”.
“I bambini coinvolti in questi viaggi sono esposti ad abusi, sfruttamento e addirittura alla morte e, se sopravvivono, spesso sono collocati in condizioni non sicure e non idonee e/o criminalizzati. Questo rappresenta una violazione della Convenzione sui diritti dell’infanzia”.
“Chiediamo che tutte le azioni siano guidate dal superiore interesse di ognuno di questi bambini, in ogni fase della procedura. Non fa differenza se abbiano lo status di rifugiato o siano migranti, i bambini devono essere protetti in un luogo sicuro – e non in un centro di detenzione – e devono avere accesso all’istruzione, alla salute, ai servizi sociali e legali, con la piena attuazione delle misure di salvaguardia esistenti soprattutto per i più vulnerabili”.
“Con l’inizio della stagione calda in Europa, con il numero di migranti in prevedibile aumento, un’azione decisa potrebbe evitare altre morti senza senso. Questo significa: seguire le linee guida esistenti dell’UE per i minorenni non accompagnati, rafforzare le capacità di ricerca e salvataggio per salvare e proteggere le vite, perseguire i trafficanti di esseri umani e affrontare le cause alla radice della migrazione nei paesi di origine – quali i conflitti, la povertà e la discriminazione – per evitare altre tragiche perdite”.

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Nuovo naufragio nel mar Mediterraneo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 febbraio 2015

NUOVO DRAMMA DEI MIGRANTI, ANNEGANO DUE DONNE A PANTELLERIA“Troppe volte ormai abbiamo ribadito che è necessario garantire ai migranti accoglienza, a partire da un arrivo in condizioni di sicurezza nel nostro territorio. Drammi come questi sono prevenibili ed evitabili” ha dichiarato il Presidente dell’UNICEF Italia Giacomo Guerrera. “Tutti i bambini hanno diritto alla protezione, come sancito dalla Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, ed in particolare, più che mai, i bambini che fuggono da situazioni disperate”.“L’UNICEF continua a chiedere ai governi di garantire a questi bambini le stesse cure, servizi, dignità e protezione di tutti gli altri. Solo dando piena attuazione a quanto previsto dalla Convenzione si potrà evitare in futuro il ripetersi di tragedie come questa”, ha concluso il Presidente UNICEF.

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Migrazione: l’UE deve agire per evitare ulteriori tragedie

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 novembre 2013

Tragedie come l’annegamento dei migranti al largo di Lampedusa devono segnare un punto di svolta per l’Europa. Tali eventi possono essere evitati solo con sforzi coordinati a livello UE, ispirati dalla solidarietà e dalla responsabilità, ha dichiarato mercoledì l’Aula, nel dibattito sul Vertice UE del 24-25 ottobre. I deputati hanno reiterato che gli Stati membri hanno il dovere legale di assistere i migranti in difficoltà in mare e sottolineato che l’ingresso legale nell’UE è preferibile a quello più pericoloso da clandestino.Per il Parlamento, l’UE e i suoi Stati membri devono attivarsi maggiormente per evitare ulteriori perdite di vite umane in mare. I deputati esprimono profonda tristezza e rammarico per la tragica perdita di vite al largo di Lampedusa, indicando ancora una volta la necessità per gli Stati membri di rispettare i loro obblighi internazionali di soccorso in mare, per salvare la vita a persone in pericolo.Nel documento si ricorda che “Lampedusa deve rappresentare un punto di svolta per l’Europa” e “l’unico modo per evitare un’altra tragedia è di adottare un approccio coordinato, basato sulla solidarietà e sulla responsabilità, coadiuvato da strumenti comuni”. I deputati, inoltre, sottolineano che la ricollocazione dei richiedenti asilo “è una delle forme più concrete di solidarietà e di condivisione delle responsabilità”.Il Parlamento, inoltre, esorta i paesi terzi a rispettare il diritto internazionale per salvare vite in mare. Gli accordi per gestire la migrazione tra l’UE e i paesi di transito dovrebbero rappresentare “una priorità per l’Unione europea nel prossimo futuro” come pure l’assistenza ai paesi d’origine dei migranti. I deputati invitano l’UE a continuare a offrire assistenza umanitaria, finanziaria e politica nelle aree di crisi del Nordafrica e del Medio Oriente, per affrontare la migrazione e la pressione umanitaria alla radice.I deputati chiedono assistenza umanitaria per i sopravvissuti ed esortano l’UE e gli Stati membri a modificare o rivedere le normative per garantire che le persone non possano essere punite per aver prestato assistenza a migranti in difficoltà in mare.

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Misure per evitare tragedie in mare

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 ottobre 2013

Italiano: Il municipio di Lampedusa e Linosa n...

Italiano: Il municipio di Lampedusa e Linosa nell’isola di Lampedusa (AG) in Sicilia. (Photo credit: Wikipedia)

Il Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR) esprime profondo dolore per una delle più gravi tragedie del mare degli ultimi anni che ha visto scomparire tra le onde, se le stime saranno confermate, più di 80 persone, di cui moltissimi bambini. Dolore che si unisce però a profonda preoccupazione e indignazione.
“Quest’anno abbiamo visto un fortissimo intensificarsi degli sbarchi e l’aprirsi di nuove rotte migratorie, come quelle che stanno portando nel nostro paese i siriani. Rotte pericolose e percorse con barche inadeguate, guidate da trafficanti senza scrupoli. E la maggior parte di chi sta arrivando a Lampedusa, sulle coste della Sicilia e della Calabria sono persone in fuga da guerre e conflitti, sono siriani, eritrei e somali. Ormai è chiaro: o continuiamo ad assistere a questa carneficina o per evitare che i rifugiati continuino a mettere a rischio la loro vita per arrivare in Europa dobbiamo dare loro delle alternative di ingresso protetto” dichiara Christopher Hein direttore del CIR “Altrimenti l’unica possibilità che diamo loro è quella di attraversare un mare che continua a inghiottire vite. E non credo che questa sia una posizione ancora sostenibile per paesi democratici e civili”.I flussi di chi è costretto a fuggire dalle persecuzioni non si possono fermare, per questo è indispensabile gestirli. La possibilità di richiedere asilo in Italia e nell’Unione Europea ad oggi dipende dalla presenza fisica della persona nel territorio di uno Stato Membro. Ma le misure introdotte nell’ambito del regime dei visti e delle frontiere dell’UE hanno reso praticamente impossibile per quasi tutti i richiedenti asilo e rifugiati raggiungere i territori dell’UE in modo legale.“Ci sono diverse modalità con cui i richiedenti asilo e rifugiati potrebbero entrare in Europa in modo regolare, ma sono poco utilizzate dagli stati europei: il reinsediamento di rifugiati da un paese di primo asilo, le operazioni di trasferimento umanitario attivate nel contesto di emergenze umanitarie, l’uso flessibile dei visti e le procedure di ingresso protetto che consentono ad un cittadino di uno stato terzo di poter chiedere asilo già nel paese di origine o di transito. L’Italia e l’Europa devono dotarsi di questi strumenti: è un passaggio indispensabile per cercare di dare alternative alla lotteria della morte del Mediterraneo” conclude Christopher Hein.

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Prigionieri nel Sinai

Posted by fidest press agency su domenica, 13 novembre 2011

Sand dune on the Sinai Peninsula.

Image via Wikipedia

A che cosa servono le azioni dei difensori dei diritti umani? A che cosa servono azioni e campagne, rapporti e denunce, contatti con le istituzioni e i media, nel corso di tali operazioni? A volte, purtroppo, non sono sufficienti ad evitare tragedie umanitarie né a salvare vite umane. Non è questo il caso, però, della lunga campagna che il Gruppo EveryOne e le altre ong impegnate a tutelare i diritti dei profughi subsahariani hanno condotto a difesa dei migranti nel nord del Sinai. Grazie all’enorme mole di testimonianze, resoconti, fotografie, video e prove, i difensori dei diritti umani hanno salvato centinaia di vite, nel governatorato del Nord del Sinai. Grazie alla continua presenza mediatica, alle risposte sempre efficaci delle Nazioni Unite e dell’Unione Europea. Grazie al lavoro di organizzazioni preparate coraggiose come New Generation Foudation for Human Rights, ICER, Agenzia Habeshia, Ong Gandhi e di altre piccole e grandi organizzazioni, tanti esseri umani destinati al mercato nero degli organi, alle atrocità nei covi dei trafficanti, alla disumana condizione di detenzione nelle carceri egiziane, a una deportazione senza speranza sono stati salvati. Questa realtà non attenua il dolore per le tante vittime né per il calvario passato da tanti giovani rifugiati. Tuttavia, siamo convinti che ogni vita salvata sia un grande miracolo, un passo importante verso una società umana senza più violenze, prevaricazioni, discriminazioni e ingiustizie. Mercoledì 9 novembre 2011, anche se i media non ne hanno parlato, si è realizzato un altro miracolo. Dopo che la vicenda dei prigionieri del Sinai è stata diffusa dalla CNN, in un documentario che il network ha realizzato in collaborazione con EveryOne e New Generation Foundation for Human Rights; dopo la diffusione della realtà del traffico di esseri umani e organi, degli omicidi e degli stupri, dei crimini commessi dalle guardie di frontiera egiziane sui più importanti quotidiani del mondo e, finalmente, anche attraverso i media egiziani (dal Daily News Egypt alla TV di stato), si è concentrata una tale attenzione sul governatorato del Nord del Sinai da rendere davvero duro lo sporco lavoro dei trafficanti. Sono tutti lì, i media del mondo, ad Arish, Gorah, Rafah. Indagano, fanno domande, perlustrano le città, alla ricerca dei container sotterranei e dei gruppi di subsahariani nelle mani degli “smuggler”. I nomi dei criminali sono su mille labbra: Abu Kahled, Abu Ahmed, Abu Abdellah, la famiglia Sawarka. Nel contempo, l’Alto Commissario Onu per i Rifugiati, lo Special Rapporteur sul Traffico di Esseri Umani, il Commissario Ue per i Diritti Umani, il Comitato Europeo contro la Tortura e decine di parlamentari ed europarlamentari, di ong e intellettuali inviano lettere di protesta e denuncia alle autorità egiziane e internazionali. In questo clima, molti capi-trafficanti hanno avuto paura di essere perseguiti dalle autorità e – mercoledì 9 novembre 2011 – hanno deciso di liberare numerosi gruppi di profughi che detenevano. Li hanno liberati al confine con Israele: 100 da Arish, 200 da Rafah, 50 da Gorah e così via, fino a raggiungere il numero di 600, secondo i numeri diffusi dall’UNHCR. 600 esseri umani destinati a un futuro terribile, spesso alla morte, sono ora liberi, grazie all’attivismo umanitario e ai difensori dei diritti umani che non si arrendono mai, neanche di fronte a un silenzio e a un’indifferenza che sono durati anni. Ora il Gruppo EveryOne ha chiesto all’Alto Commissario per i Rifugiati di vigilare affinché questi profughi siano tutelati e reinsediati nell’Unione europea, senza che possano correre il pericolo di una deportazione. Non vi sarà sicurezza per loro, finché tale eventualità non sarà scongiurata. Tuttavia, anche se non dobbiamo allentare la guardia, possiamo essere soddisfatti per i risultati che il nuovo attivismo – quello che usa internet, ma si espone anche in prima persona, correndo gravi rischi per salvare vite umane – ottenga oggi in un mondo tormentato e ancora lontano da un ideale di pace e giustizia sociale.

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Le tragedie e le punizioni divine

Posted by fidest press agency su domenica, 10 aprile 2011

Lettera al direttore. Prima di parlare di punizione divina a proposito della tragedia avvenuta in Giappone, il grande scienziato Roberto De Mattei nello scorso mese di gennaio, sempre dagli ospitali microfoni di Radio Maria, se ne uscì con la trovata che l’impero romano sarebbe crollato per mano di Dio, giacché Cartagine era piena d’omosessuali. Ora, siccome un grande scienziato come il Roberto non può essere uno sciocco, è ovvio, sin troppo ovvio, che queste cosette le dice per burla. La gente lo prende sul serio, ma lui scherza. Come potrebbe, infatti, uno scienziato commettere errori così grossolani? Ammettiamo pure che Dio possa inviare punizioni sulla terra, cosa di cui non si fa il minimo cenno nel Vangelo, ma per quale motivo Dio per punire i colpevoli farebbe di ogni erba un fascio tormentando e uccidendo innocenti, bimbetti compresi? E’ ovvio che queste cosette il Roberto le dice per celia. Altro grossolano errore è immaginare che Dio consideri peccaminosi gli atti d’omosessualità. E’ ovvio che lo scienziato scherza. Ma vi pare? Volete scommettere che un giorno o l’altro se ne uscirà affermando  che coloro i quali mangiano bistecchine di maiale sono abominevoli peccatori (cf Levitico 11, 7), oppure che se un uomo giace con una donna che ha le mestruazioni, sarà impuro per sette giorni, e se tocca un mobile dove la povera impura si è seduta, sarà impuro fino a sera ( cf Lv 15 )? E’ ovvio che il Roberto queste cosette le dice per celia. (Elisa Merlo)

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Lavori recenti: Roberto Coda Zabetta

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 febbraio 2011

Pan  Palazzo delle Arti Napoli 2 – 25 aprile 2011 Inaugurazione 2 aprile ore 18.00  Anteprima per la stampa 1 aprile ore 11.30  a cura di Maria Savarese, Igor Zanti e Claudio Composti  Dopo lo straordinario successo di Nuvole Sacre nello scorso luglio al Palazzo Reale di Milano, Roberto Coda Zabetta espone al PAN | Palazzo delle Arti Napoli Lavori Recenti, mostra a cura di Maria Savarese, Igor Zanti e Claudio Composti. Pittore e scultore, l’artista biellese, sin dal suo esordio sulla scena espositiva nazionale con un ciclo di lavori sui bambini morti nel genocidio in Ruanda, e con un altro sulla discriminazione razziale subita dagli albini africani, ha come oggetto della sua riflessione artistica il tema della sofferenza umana. Nei primi anni del Duemila inizia a produrre opere pittoriche di grandi dimensioni, in cui il volto umano diviene protagonista della sua ricerca, attraverso pennellate dense e materiche. Nei lavori esposti lo scorso luglio a Milano, Coda Zabetta si confronta, invece, con la tremenda catastrofe provocata dall’esplosione della bomba atomica di Hiroshima: una riflessione sul destino  degli uomini quando, attraverso l’uso ed abuso della scienza e della tecnica, tentano di valicare i limiti della propria coscienza, generando tragedie. I Lavori Recenti di Coda Zabetta presentati al PAN sono la naturale evoluzione creativa del progetto milanese. Al Palazzo delle Arti di Napoli saranno esposti quindici dipinti, smalti su tela e per la prima volta la scultura, sia di medie che di grandi dimensioni, realizzata mischiando materiali poveri, ad altri tecnologicamente più evoluti: dalla gommapiuma, all’acciaio, fino alla resina.Completerà il percorso espositivo un video inedito girato da Ferdinando Vicentini Orgnani e Alessandra Minini sulla vita dell’ artista. In occasione dell’anteprima stampa sarà presentato il catalogo pubblicato da PAPARO Edizioni, con testi critici di Claudio Composti, Maria Savarese, Igor Zanti.  Roberto Coda Zabetta nasce a Biella nel 1975.

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Palermo: anniversario di una vittoria

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 novembre 2010

Nella giornata dedicata alle forze armate, che coincide anche con il 92° anniversario della fine della Prima Guerra Mondiale (4 Novembre 1918), gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu ricordano tutte le sofferenze, le tragedie e i danni morali e materiali provocati da quella Guerrra alla Sicilia, che pure era la “Regione” più lontana dal “Fronte” e dalle zone coinvolte più direttamente nel conflitto. Una guerra nella quale la Sicilia ebbe il più alto numero di morti: oltre cinquantamila. Su questo tragico “PRIMATO” l’FNS ha chiesto e continua a chiedere Verità e giustizia.  Non fu un caso, infatti, che le vittime più numerose di quella guerra fossero, in percentuale ed in assoluto, i Siciliani, seguiti dai Sardi e poi dai Meridionali. E non fu certamente casuale il fatto che le Regioni del Nord dalla Grande Guerra avessero tratto grossi profitti, concretizzatisi anche in forniture per le Forze Armate, in potenziamento delle INDUSTRIE esistenti e nella realizzazione di nuovi impianti industriali. Detto questo, gli Indipendentisti Fns colgono l’occasione per esternare la loro stima, l’ammirazione e la solidarietà per i numerosi Siciliani che oggi prestano servizio militare ovunque ve ne sia bisogno ed, in particolare, nei Paesi a rischio, nei quali svolgono le missioni di Pace sotto l’ègida dell’ONU. Senza nulla togliere ai colleghi di altre realtà geo-politiche, ci sia consentito di sottolineare che i “nostri” Soldati lavorano consapevoli di compiere il loro dovere, con senso di responsabilità; con sentimenti di solidarietà e di amicizia; con l’obiettivo di prevenire o di fermare le violenze, i genocidi i massacri, il dilagare del terrorismo e/o, addirittura, le guerre interne ed esterne ai territori nei quali, di volta in volta, vengono “comandati”. E sono, questi, i valori ed i sentimenti che definiscono e caratterizzano l’identità Nazionale del Popolo Siciliano. Anche a prescindere dai programmi dell’ONU o dei Governi che si sono succeduti in Italia negli ultimi decenni. E a prescindere anche dalla mancanza di lavoro in Sicilia.

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In Francia purga etnica?

Posted by fidest press agency su martedì, 3 agosto 2010

“In Francia è in corso una vera e propria purga etnica contro Rom, immigrati e francesi di origine straniera: aver intrapreso politiche repressive a imitazione di quelle messe in atto delle autorità italiane ha portato a lutti e gravi tragedie umanitarie”. Lo denuncia in una nota la presidenza del Gruppo EveryOne, organizzazione per i diritti umani che si occupa della tutela delle minoranze. “Il presidente Nicolas Sarkozy sta promuovendo una caccia al Rom e al clandestino che sempre più trova somiglianze nelle politiche anti-immigrazione portate avanti dalle autorità italiane: nelle ultime settimane sono giunte alla nostra organizzazione decine di segnalazioni di sgomberi, espulsioni immotivate, abusi giudiziari e persino cariche da parte delle forze dell’ordine contro uomini, donne e bambini. L’ultima proposta del Presidente francese è quella di togliere la cittadinanza ai francesi di origine straniera colpevoli di aggressioni nei confronti di agenti (vere o denunciate da agenti in cattiva fede: come stabilirlo?), nonché di riconsiderare i ‘troppi diritti’ degli extracomunitari, fra cui quello dei minori, figli di genitori stranieri, che una volta compiuti i diciott’anni acquisiscono la cittadinanza francese”. EveryOne rileva nell’azione della Francia la violazione degli articoli 2 e 5 della Costituzione francese, delle direttive europee 2000/43/CE sulla non discriminazione e 2004/38/CE sulla libera circolazione, nonché della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, della Carta di Algeri, del Patto internazionale sui diritti civili e politici e della Convenzione di Ginevra. “Si tratta di una deriva xenofoba senza controllo, per cui la Francia dei diritti umani – La Voix des Rroms in prima linea – ha protestato in ogni sede, nonostante una stampa sempre più politicizzata e prona al Governo giochi l’arma della cattiva informazione con l’opinione pubblica, tentando di giustificare la repressione e le discriminazioni messe in atto da autorità e istituzioni. Chiediamo un intervento urgente a Navanethem Pillay, Alto Commissario ONU per i Diritti Umani, ad Antonio Guterres, Alto Commissario ONU per i Rifugiati, e a Thomas Hammarberg, Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, affinché si prodighino per evitare nuove purghe etniche e un esodo dai risvolti tragici di famiglie Rom, nonché il prosieguo della persecuzione poliziesca nei confronti degli immigrati nelle banlieu. Rom, ‘sans-papier’ e francesi di origine straniera sono infatti privati oggi di ogni dignità e diritto: nessuna assistenza sociale e sanitaria, nessun piano di inserimento lavorativo, nessun sussidio economico, nessuna garanzia nei processi penali. Sulle orme del governo e delle amministrazioni locali in Italia, battistrada ancora una volta di pessime politiche sull’immigrazione e i Rom. E’ necessario un esame di coscienza da parte del Governo francese e dei suoi rappresentanti locali, che impunemente stanno minando il diritto alla libertà e alla vita di centinaia di migliaia di esseri umani vulnerabili: è necessario ritrovare i valori di libertà, eguaglianza e fraternità, motto della Repubblica francese, che sembra essere stato dimenticato a causa di una paura ossessiva dello straniero e del diverso. (libertè)

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Traffico e incidenti stradali

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 agosto 2010

<<Questo fine settimana è uno tra i più critici dell’estate. I  massicci spostamenti degli italiani verso le località di villeggiatura  non possono e non devono trasformarsi in tragedie. Occorre aumentare i controlli nelle strade, anche di montagna dove spesso in molti non rispettano le regole con la propria auto>>. Ad affermalo è Carmelo Lentino, portavoce di BastaUnAttimo la campagna nazionale sulla sicurezza stradale e contro le stragi del sabato sera, in merito all’aumento del traffico in questo weekend.   <<Oltre alle norme che vanno rispettate, serve tenere a mente le norme di buonsenso. Vogliamo ricordare, come abbiamo già fatto  – spiega il portavoce di BastaUnAttimo – che prima di mettersi in viaggi occorre  verificare l’efficienza del veicolo, evitare pasti abbondanti e alcool, essere riposati e informati sulla situazione del traffico oltre ad una adeguata sistemazione dei bagagli.   In viaggio serve tenere allacciate le cinture di sicurezza, ricordarsi gli appositi seggiolini per i bambini, evitare distrazioni alla guida, mantenere la distanza di sicurezza, fare soste frequenti, rispettare i limiti di sicurezza e la segnaletica e per gli utenti dei veicoli a due ruote usare sempre il casco e le adeguate protezioni>>. <<Siamo davanti  –  conclude Lentino – ad una situazione di traffico intensa e pericolosa e ognuno di noi deve sentirsi responsabile affinchè questa estate le nostre strade non si tramutino in cimiteri. L’appello più intenso lo rivolgo a tutti i giovani che si mettono sulla strada per raggiungere luoghi di vacanza e divertimento: evitate l’alcool prima di mettervi alla guida>>.

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Pioggia di euro per scuole più sicure

Posted by fidest press agency su sabato, 15 Mag 2010

E’ estremamente soddisfatto Mario Mantovani, Sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, nel commentare l’approvazione definitiva da parte del Cipe del programma straordinario dei lavori per la messa in sicurezza delle scuole italiane. Via dunque al primo stralcio di 358.000.000 di euro su un totale di un miliardo di euro che interesserà più di 1700 scuole italiane.  “Nel 2008 a Rivoli in provincia di Torino il giovane Vito Scafidi morì per il crollo del soffitto della sua scuola. Il Governo, a pochi mesi dal suo insediamento, decise di intervenire subito –sottolinea Mantovani che ha coordinato l’azione su incarico dei Ministri Gelmini e Matteoli- per impedire il ripetersi di tali tragedie”.  Fu così avviato un censimento straordinario degli edifici scolastici, realizzato dagli uffici dei due ministeri in collaborazione con gli Enti locali, che ha portato dopo nove mesi alla compilazione di una lista di interventi urgenti, approvata nei giorni scorsi dalla Conferenza Stato-Regioni e ratificata dal Cipe.  “Si tratta poi di vero federalismo perché si sostengono i nostri sindaci e i presidenti delle province chiamati in prima persona –continua Mantovani- a intervenire con celerità e concretezza sui bisogni del proprio territorio, in particolare in questo caso a favore della tranquillità dei giovani e delle loro famiglie, che certo non devono preoccuparsi per la sicurezza dei figli ma al solo fatto che studino e si preparino adeguatamente alle sfide della vita”.  “Inoltre è stato applicato per la prima volta un principio di equità sociale: la destinazione dei fondi è stata stabilita non solo tenendo conto della sismicità della zona, ma anche utilizzando criteri più oggettivi come l’età degli immobili, il numero di aule e di popolazione scolastica nelle singole regioni”.  “E’ infine un progetto di economia in chiave sociale perché in questo momento di difficoltà –conclude Mantovani- gli Enti Locali daranno lavoro ad imprese e lavoratori, con un’immissione nel sistema Paese, per ora, di 358.000.000 di euro”.

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Male fisico e male morale

Posted by fidest press agency su martedì, 26 gennaio 2010

Lettera al direttore. “C’era bisogno della catastrofe di Haiti per accorgersi del male immenso esistente nel mondo? E che cosa c’entra Dio, giacché gravi sono le responsabilità degli uomini in tante tragedie?”.  Queste le obiezioni che qualcuno fa a chi, davanti a tragedie immani, si chiede perché Dio permette tanto male. Alla prima obiezione si può rispondere che sì, è vero, il dolore nel mondo è tanto e continuamente presente, ma se per una vita siamo perseguitati da malanni, e improvvisamente ne arriva uno nuovo tremendo, è abbastanza naturale che rinnoviamo la domanda che già tante volte ci siamo posti: “Perché Dio permette questo?”. Alla seconda obiezione si può rispondere che il problema della Teodicea, vale a dire della sussistenza del male  nel mondo in rapporto alla giustificazione di Dio e del suo operato, riguarda il male fisico e il male morale. A Dio si chiede il perché del male nel mondo, compreso quello compiuto dall’uomo. Il Catechismo della Chiesa Cattolica parla appunto di male fisico e morale, e così recita al n. 324: “Che Dio permetta il male fisico e morale è un mistero che Dio illumina nel suo Figlio, morto e risorto per vincere il male. La fede ci dà la certezza che Dio non permetterebbe il male, se dallo stesso male non traesse il bene, per vie che conosceremo pienamente soltanto nella vita eterna”. Il che significa che il mistero resta, e quindi è naturale che rinnoviamo la domanda, soprattutto quando il dolore riguarda creature innocenti. (Miriam Della Croce)

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