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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

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L’arte nella rappresentazione di una trama teatrale

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 luglio 2018

Lo spettacolo teatrale o la trama di un film sono il frutto della produzione letteraria del romanziere che vi fissa i paletti e l’arricchisce di contenuti. Sin qui il discorso rientra nell’ovvietà. Quel che ne segue diventa un impegno più complesso dove entrano in gioco molti altri soggetti e progetti, dalle sceneggiature alle luci, dai costumi ai dialoghi.
Vi è poi quel popolo di personaggi dal protagonista al primario e per finire alla comparsa che so-no deputati ad esercitare un ruolo a interpretare e a rendere credibile una storia nata dalla penna di un scrittore e che non sempre il successo, da lui ottenuto con la pubblicazione del suo romanzo, riesce a conseguire lo stesso risultato a teatro o in un film. Similarmente si può dire, rovesciando le posizioni, quando un regista prende lo spunto da un libercolo di modestissime pretese letterarie e lo trasforma sullo schermo in un capolavoro. Sono i miracoli dell’arte, dell’intuizione, dell’intelligenza umana. Posso quindi arguire che nel suo insieme è un complesso problema a cui si potrebbe riallacciare tutto un sistema di estetica.
Ne consegue che ad accumunare uno scrittore, un poeta, un pittore, uno scultore, un musicista è quel comune denominatore che risuona dal profondo abisso dell’essere.
Quando Archi loco, il primo lirico dei greci, dichiara alle figlie di Ricamo il suo amore furibondo e il suo disprezzo insieme, non sono le sue passioni, avvolte in un vortice fumoso d’orgia, che noi ammiriamo, semmai vediamo Dioniso e le Menadi, vediamo Archi loco immerso in un sonno profondo precisamente come quello descritto da Euripide nelle Baccanti; il sonno che prende nelle alte vie delle montagne, sotto il sole di mezzogiorno, qui si avanza Apollo verso di lui e lo incorona del suo lauro, e l’incanto dionisiaco musicale del dormiente trabocca e sgorga con scintillanti immagini in poemi lirici e in trame teatrali che, all’apogeo della loro futura evoluzione, si chiameranno tragedie e diritambi drammatici.
In realtà Archiloco, l’essere dalle ardenti passioni pieno d’amore e di odio, è solamente una visione del genio, che non è più Archiloco, ma un genio della Natura, e simbolicamente esprime il suo dolore primordiale in questa figura allegorica dell’uomo Archiloco, come creatura volente e desiderante subbiettivamente non potrà mai essere un poeta.
Tutti questi intrecci che espongono la narrativa al suo primo proscenio si rendono sovente coniugabili personificando l’immaginario e la fantasia in costruzioni di personaggi reali con scenari adeguati e umori della natura giunta alla loro naturale maturazione.
Penso al Cid di Corneille. Egli affronta nel suo racconto una situazione complicata dando luminosa prova del suo valore di artista e di letterato: un figlio vendica l’onore del proprio padre con il sangue di quello della sua bella. S’intreccia storia di una fanciulla che dimentica il suo essere e il suo amore per perseguitare il suo amante assassino del padre.
Il Cid o l’Onore castigliano risale al 1636. Il tutto inizia allorché due grandi signori spagnoli hanno da ridire per una onorificenza accordata ad uno di loro dal re e di cui l’altro si sente immeritatamente defra-dato. A questo punto il conte di Gormas è vinto dall’ira e in un acceso battibecco schiaffeggia il rivale. Costui è troppo vecchio per potersi vendicare per cui affida al figlio Rodrigo l’impresa di prendere la degna rivincita. Rodrigo ama follemente Chimene, la figliola del conte di Gormas, e pur dovendo chiedere a lui, padre della sua innamorata, soddisfazione dell’onta inflitta al genitore, si decide risolutamente e sfida il conte e lo uccide in singolar tenzone. Chimene pazza di dolore, dimentica dell’amore che la lega a Rodrigo, si presenta al re e supplica che l’uccisore sia punito. Rodrigo giustifica in tutto il volere di Chimene e le offre la propria spada perché ella stessa gli trapassi il petto e compia giustizia. Ma la giovinetta, a questo punto, è dominata, più che dalla forza del dovere, da quella dell’amore e cede, lasciando che in Rodrigo ferva la persuasione che ella lo ami costantemente e fedelmente. Rodrigo parte allora sicuro e compie nobili e ardite imprese contro i Mori.
Dopo non molto tempo ritorna coperto di trionfi, ma Chimene è sempre combattuta tra l’amore per Rodrigo e il desiderio di vendicare la morte del padre. A questo punto decide di voler essere sposa al cavaliere che saprà uccidere in duello Rodrigo.
Rodrigo è disposto a lasciarsi uccidere e per appagarla e per provarle il suo amore. Chimene lo rianima facendogli comprendere come ella desideri che ne esca vincitore. Rodrigo nutrito di questa speranza, infiammato di grande amore, sostenuto dalla volontà di Chimene, si misura intrepido sul terreno, e ne esce vincitore compiendo il desiderio di Chimene, la quale ben gli consente di venire a una prossima unione, a quella unione da tanto tempo desiderata da Rodrigo. E’ una storia che ha avuto il suo irresistibile fascino nell’immaginario della gente di quel tempo e si presta, tra l’altro, a calcare le scene. Da qui l’intrigo letterario moltiplica il suo ruolo con i personaggi della finzione scenica che fa il paio con l’opera letteraria. Situazioni di questo genere si sono moltiplicate nel corso dei millenni e d’innumerevoli generazioni con possibili e praticabili varianti. Così il teatro è entrato nelle nostre menti e nei nostri cuori e ha toccato le sensibili corde della nostra emotività. (Riccardo Alfonso)

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Scrivere è una vocazione?

Posted by fidest press agency su martedì, 17 luglio 2018

Ricordo che il mio primo salto di qualità fu l’acquisto, con molti sacrifici, di una macchina da scrivere. Era una Olivetti portatile e, nonostante le sue caratteristiche, era pesante ed ingombrante. Insieme ci recammo da un capo all’altro del mondo: dall’Australia a Singapore, dall’Africa a Londra e sotto quei cieli, ora afosi ed ora freddi e nebbiosi, il ticchettio dei tasti divenne il mio più fedele ed insostituibile accompagnatore. E come accade ad un principiante che incomincia a strimpellare le prime note, i miei solfeggi segnavano i progressi che facevo nella tecnica narrativa e mi davano la misura del difficile cammino che avevo intrapreso posto davanti ad innumerevoli ostacoli che riguardavano la ricerca di uno stile e di una esposizione della trama al tempo semplice ed avvincente. Incominciai a sfornare una quantità enorme di argomenti e tra i più disparati. Mi cimentavo con fatti di costume e di politica, di cultura e di critica, di sport e di finanza internazionale, ma i destinatari ai quali indirizzavo tutto questo imponente materiale, e che erano di preferenza i quotidiani ed i periodici sia nazionali che italiani all’estero, sembravano indifferenti e poco interessati ad una eventuale pubblicazione. Alla fine la mia caparbietà veniva premiata anche se si trattava per lo più di qualche “trafiletto” ora firmato ed ora siglato o anonimo. Il tutto veniva compendiato solitamente con 20/25 righe tipografiche e per colonne striminzite. Per contro la mia produzione, su quel tema specifico, era 1000 se non 10mila volte superiore. Avrei dovuto trarne un bilancio scoraggiante ed invece mi sentivo stimolato a proseguire. Chiunque, al mio posto, avrebbe tirato i remi in barca e si sarebbe lasciato trascinare dalla corrente alla deriva. Sarebbe stata la cosa più ovvia da fare. In effetti di tanto in tanto venivo colto dallo scoramento, e in quell’istante avrei volentieri mollato ogni cosa, ma tutte le volte riuscivo a superare, tale momento critico, con una brillante ripresa. Era sufficiente immergermi in qualche buona lettura. Si trattava a volte di un libro o di articoli di giornale. Pure le conversazioni, con un amico o un semplice conoscente, diventavano uno stimolo per rinverdire la mia passione di sempre e ciò a prescindere dagli argomenti trattati. In questo modo riprendevo con inusitata vigoria i rapporti, così bruscamente interrotti per qualche… ora, con la tastiera della mia macchina.
Quel “mostro meccanico” rappresentava tutto per me. Potevo persino fare a meno di mangiare e di dormire e sovente saltavo un appuntamento con gli amici per non perdere il filo dei miei pensieri e di tradurli in lettere stampate, per dare ad essi un senso di concretezza. Oggi che uso il p.c., in luogo della vecchia portatile, l’antica passione non si è affievolita. Essa è rimasta ben radicata dentro di me fin dagli anni della fanciullezza e sembra non sia giunta ancora l’ora del tramonto. (Riccardo Alfonso)

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“Ciak si gira” a bordo delle navi gialle

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 Maggio 2010

Corsica sempre più gettonata dai turisti per le vacanze ma oggi ambita anche dai registi per l’ambientazione dei loro film. Le navi gialle e il terminal di Corsica Sardinia Ferries a Vado Ligure hanno ospitato oltre 200 comparse, arruolate come turisti, per le scene del nuovo film di Fausto Brizzi “Maschi contro femmine”. A bordo dei traghetti di Corsica Sardinia Ferries, diretti nell’isola francese sono, così, ambientate alcune storie di amori e tradimenti che animano la trama del film diretto dal famoso regista, autore di “Notte prima degli esami” e che vede un cast d’eccezione. Il giovane Nicolas Vaporidis ne è il protagonista insieme a Chiara Francini, Sarah Felberbaum, Nancy Brilli, Paola Cortellesi, Luciana Littizzetto, Ficarra e Picone, Fabio De Luigi, solo per fare qualche nome. Il film è prodotto dalla IIF Italian International Film di Fulvio Lucisano e porterà sugli schermi di tutta Italia a fine anno anche le navi gialle.  Le scelte di ambientazione a bordo dei traghetti di Corsica Sardinia Ferries del regista e della produzione italiana non sono rimaste isolate. Anche dalla Francia e dalla più lontana Olanda sono arrivate richieste di location. Le imbarcazioni della Compagnia, infatti, saranno anche il set nel quale, durante lo sbarco ad Ajaccio, saranno girate alcune delle scene principali di Itinéraire Bis, un film prodotto dalla francese Elia Films. In questo caso alla base della trama del film vi è una storia d’amore travagliata, che si svolge nella magnifica cornice naturale del mare e della terra della Corsica.
Dal 1968 Corsica Sardinia Ferries è la prima compagnia di navigazione privata per il numero di passeggeri trasportati che serve tutto l’anno Corsica e Sardegna. La Corsica è collegata da Tolone, Nizza, Savona, Livorno e Piombino e la Sardegna da Livorno e  Civitavecchia. Corsica Sardinia Ferries gestisce una flotta di 14 navi e si occupa direttamente di tutti i servizi all’utenza, dalla prenotazione, all’imbarco, all’accoglienza, al servizio di catering a bordo. A Savona Vado, in un’area di 50.000 mq in concessione alla compagnia, sono concentrate le attività organizzative, amministrative e logistiche della società che nel 2009 ha trasportato oltre 3.500.000 passeggeri.

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Francesco Zefferino: Uncover reality

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 aprile 2010

Genova fino al 15/5/2010 Via Garibaldi, 7 Lomellino artecontemporanea La mostra presenta una selezione antologica di circa 20 opere, oli su tela di grande formato, di Francesco Zefferino. La pittura di Zefferino attinge da internet come unica fonte iconografica, tutte le sue immagini sono tratte da questo immenso contenitore di memoria collettiva che secondo l’artista alimenta un vero e proprio delirio di ubiquità di massa.  Le opere in mostra alla Galleria Lomellino Arte Contemporanea appartengono alle serie piu’ conosciute dell’artista: ritraggono scene di vita metropolitana, scene di quotidiana attesa lungo i percorsi che portano le persone, anonimi personaggi di un dramma che non ha trama, nei luoghi di lavoro, a casa, in ospedale, incontro alla morte o alla vita.  Zefferino usa l’iperrealismo di una pittura nitida e fotografica per fissare un istante fuggevole, un momento infinitesimale.  Il suo post-realismo gioca sulla non convenzionalità di una ritrattistica che aspira a sondare le pieghe nascoste del soggetto, ma usa il soggetto come una cavia da laboratorio per sondare le pieghe nascoste della pittura. (da una sintesi di Nicola Davide Angerame)
Francesco Zefferino e’ nato a Bari nel 1969. Vive e lavora ad Acquaviva delle Fonti.Dopo aver conseguito la maturità artistica frequenta la Facoltà di Architettura al Politecnico di Bari. (zefferino)

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I sentieri della luna

Posted by fidest press agency su domenica, 6 settembre 2009

Di Benito Li Vigni Un ragazzino in fuga da Palermo piegata dalle bombe degli Alleati. È l’estate del 1943. I colpi dei nuovi conquistatori si mescolano a piaghe centenarie: la mafia, il latifondo, la fame, l’ignoranza. Il ragazzo trova rifugio in un piccolo paese dell’entroterra siciliano dove dovrà fare i conti con una realtà dura, spietata e arida, in cui crescerà e imparerà a conoscere il bene e il male in un vortice di ammazzamenti, sotterfugi e complotti, tra personaggi che sembrano balzati fuori da una tragedia antica: Don Totò, il capomafia che trama nell’ombra; la Calidda con il volto bianco scavato dalle rughe, che parla alla luna; Nené Lo Bianco, che vive solitario in una caverna sulla Collina del Vento. La storia di un mondo sospeso tra passato e futuro e quella di un  ragazzino che fatica a diventare grande si fondono in un racconto potente e affascinante che si snoda tra segreti e silenzi dominati dalla gelida luce della luna. (Pagine 288 Euro 18,00 EAN 978-88-425-4238-4)

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“Viaggio in Italia” con i turchi…

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 giugno 2009

Vicenza, sabato 6 giugno 2009 alle ore 20,00 (seguono altre due recite lunedì 8 e mercoledì 10 giugno, ore 20.00 ). Il Turco in Italia di Gioachino Rossini al Teatro Olimpico di Dopo Venezia e Roma, si conclude a Napoli il «Viaggio in Italia» delle Settimane Musicali: e dopo L’italiana in Algeri (Venezia, 1813) e Il barbiere di Siviglia (Roma, 1816) si conclude anche la trilogia rossiniana con Il turco in Italia, opera ambientata a Napoli. Specialissima la «versione» qui presentata, mai allestita in tempi moderni, ispirata alle prime recite napoletane del 1820 al Teatro Nuovo sopra Toledo, il cui libretto è stato «ripescato» alla biblioteca del Conservatorio San Pietro a Majella: tutti i dialoghi sono parlati, in una sorta di operetta buffa, ed uno dei protagonisti canta addirittura in… napoletano !Interessante e originalissima la costruzione dell’opera in cui la trama sembra  crearsi sotto gli occhi dello spettatore attraverso l’invenzione da parte del personaggio del poeta Prosdocimo.  Nei pressi di Napoli, un poeta di nome Prosdocimo, alla ricerca di un buon soggetto, s’imbatte in gruppo di zingari. Nel gruppetto, Zaida legge la mano a don Geronio, che vuole sapere quando la moglie donna Fiorilla si comporterà meglio. Dopo che il signore se ne è andato, Zaida confida al poeta che è fuggita dall’amato principe Selim, a causa delle ire gelose delle compagne. Prosdocimo la informa dell’arrivo del principe, che può intercedere per lei. Mentre Donna Fiorilla passeggia sulla spiaggia con le amiche, Selim entra in scena, si lascia sedurre da Fiorilla, e la corteggia. Prosdocimo incontra Narciso, servente di Fiorilla, che avvisa il poeta dell’indignazione del marito, a causa della moglie, che ha invitato a casa per un caffè il Principe turco. In casa di Fiorilla, la donna civetta con Selim, dove viene a stento sopportato da Geronio, che in segno d’omaggio deve baciargli la veste, e da Narciso. Invece, Prosdocimo si rallegra, perché può trovare spunto per la sua opera. Subito dopo Selim attende sulla spiaggia Fiorilla, ma incontra Zaida, e i due si riabbracciano, riconoscendosi, ma Fiorilla giunge furente, con Geronio e Narciso, e si scaglia sulla povera Zaida. I tre uomini cercando di fermare le due donne infuriate, mentre Prosdocimo se la ride. Selim propone a Geronio di vendergli Fiorilla, all’usanza turca, ma quest’ultimo indignato rifiuta l’offerta. Entrano Zaida e Fiorilla, che litigano con Selim: Fiorilla perché è offesa, Zaida per via degli amori discontinui di Selim. Prosdocimo viene a sapere che Selim vuole rapire Fiorilla ad una festa mascherata, e consiglia a Zaida di travestirsi da Fiorilla se vuole tornare con lui, a Geronio di sorvegliare la moglie vera vestito da gorilla. Narciso, che ha sentito tutto, decide di travestirsi da Selim per poter rapire Fiorilla, di cui è innamorato. Durante la festa si sosseguono una serie di equivoci: Geronio grida ad alta voce il suo sconcerto nel vedere due Fiorille e due turchi, facendo la figura del pazzo. Fiorilla scappa con Narciso, e Zaida con Selim. Entra Prosdocimo, che sa che Selim e Zaida si sono riconciliati, e consiglia a Geronio di fingere un divorzio da Fiorilla. Leggendo la lettera di ripudio, la donna fa per andarsene. Alla fine, però Prosdocimo fa in modo che Geronio e Fiorilla si rincontrino, e la donna si pente di ciò che ha fatto. Alla fine la coppia saluta Selim e Zaida che ritornano in Turchia. Nei panni del protagonista uno dei maggiori cantanti italiani attualmente sulla scena mondiale, Lorenzo Regazzo, ospite ormai affezionato delle Settimane Musicali. Di grande spessore la partecipazione di Silvia Dalla Benetta, in rentrée vicentina dopo i molti successi raccolti nei maggiori teatri italiani, di Filippo Morace, di Daniele Zanfardino, di Giulio Mastrototaro, di Concetta D’Alessandro, che tutti ricordiamo come Rosina nel Barbiere dello scorso anno. Le Settimane Musicali al Teatro Olimpico operano in convenzione con  la Regione Veneto, con il contributo del Ministero per i Beni ed attività Culturali (Dipartimento dello Spettacolo), del Comune di Vicenza (Assessorato ai Servizi Culturali), della Provincia di Vicenza, della Fondazione Cariverona, della Camera di Commercio di Vicenza, di San Paolo Intesa, di TDE Macno.
Il maestro Giovanni Battista Rigon, che nonostante sia sceso in buca da pochi anni ha collezionato già importantissimi riconoscimenti per la propria attività musicale e discografica,  guiderà  l’Orchestra di Padova e del Veneto,   che contribuirà in maniera decisiva all’avventura rossiniana, forte della rara esperienza cameristica e sinfonica   e il Coro Dodecantus, istruito da Marina Malavasi. La regia sarà di Francesco Micheli, in un allestimento in collaborazione con l’Accademia di Brera di Milano che ha realizzato i costumi. L’opera, in ciascuna delle tre serate, verrà presentata in una conferenza introduttiva da Giovanni Carli Ballola, Enrico Girardi e Michele Suozzo, tre importanti personalità del mondo musicale, che incontreranno il pubblico nell’Odeo del Teatro Olimpico un’ora prima dell’inizio dello spettacolo http://www.olimpico.vicenza.it

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