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Posts Tagged ‘transazioni’

Pictet raccoglie EUR 700 milioni per il primo fondo real estate e completa due transazioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 febbraio 2020

Londra. Pictet Alternative Advisors SA (PAA), società del Gruppo Pictet dedicata agli investimenti alternativi, ha chiuso le sottoscrizioni a Elevation I, il suo primo fondo real estate diretto. Con un eccesso di richieste di sottoscrizione, questo veicolo è stato chiuso al suo hard cap di EUR 700 milioni, largamente al di sopra dell’obiettivo iniziale di EUR 400 milioni.Il fondo applica una strategia value add e ha già completato l’acquisizione di tre immobili di logistica «last mile» nell’area della Greater London e di un immobile pregiato a destinazione mista a Madrid. Il veicolo è focalizzato sulle principali gateway city in Germania, Spagna, Regno Unito e Paesi Nordici e si prefigge di migliorare la sostenibilità degli immobili acquisiti utilizzando i programmi PropTech in tutto il processo d’investimento. La base degli investitori è composta per circa due terzi da clienti privati titolari di patrimoni elevati e per un terzo da investitori istituzionali, compresi società di assicurazione e i fondi pensione europei e asiatici.A Madrid, Elevation I ha acquisito un immobile a destinazione d’uso mista sulla Castellana, una delle principali location nella città, con l’ottica di migliorare la sua impronta ambientale e successivamente di darlo in locazione.Nell’area della Greater London, il veicolo ha acquisito tre centri logistici last mile nel quadro di una strategia di costruzione di un portafoglio di hub simili in tutta Londra.
Zsolt Kohalmi, Global Head of Real Estate e CEO di Pictet Alternative Advisors, ha commentato: «Apprezziamo il forte supporto dei nostri partner d’investimento istituzionali e privati. L’investimento nel real estate sta attraversando una significativa trasformazione grazie a significativi a livello tecnologico, negli obiettivi di sostenibilità e dell’”hotelization” del real estate, che fornirà opportunità value add ai gestori attivi nei prossimi anni. Siamo fermamente convinti della crescita dei private assets nell’ambito di Pictet ed espanderemo significativamente la nostra attività d’investimento in quest’area nei prossimi anni». Elevation I è gestito da un team di 14 persone guidato da Zsolt Kohalmi, proveniente da Starwood Capital, dove era responsabile delle acquisizioni in Europa. Kohalmi vanta più di 20 anni di esperienza e ha chiuso transazioni per un valore di EUR 20 miliardi nella sua carriera.Il fondo si avvale del supporto locale dei responsabili Paese per il real estate in sei uffici nel Regno Unito, Germania, Svezia, Spagna, Lussemburgo e Svizzera.

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Dieselgate e transazioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 gennaio 2020

Nel maxiprocesso sul Dieselgate che si svolge in Germania, la Volkswagen ha annunciato di voler avviare una discussione per una transazione. “Una buona notizia, per i tedeschi. L’Italia continua ad essere trattata dalla casa automobilistica tedesca come la Cenerentola d’Europa. I consumatori tedeschi e americani godono di un trattamento privilegiato rispetto agli italiani, complice anche una normativa nostrana con le armi spuntate, sia perché a differenza degli Stati Uniti nella nostra class action non è previsto il danno punitivo sia perché le sanzioni comminabili dalle Authority sono sempre irrisorie, inferiori all’illecito guadagno o al danno subito dalla collettività” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Fino ad oggi, vedasi l’incontro che c’è stato nel 2016 presso il ministero dello Sviluppo Economico tra il CNCU, il Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti ed i vertici di Volkswagen Group Italia, c’è sempre stata una totale chiusura rispetto alle proposte dei consumatori” prosegue Dona. “Chiediamo ora che il Mise torni alla carica, convocando nuovamente la Volkswagen per un nuovo tentativo di transazione” conclude Dona.

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UNC, Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca presentano proposta di transazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 gennaio 2017

BANCA

“L’indennizzo proposto da Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca è irrisorio e francamente non si comprende come le due banche possano pensare di recuperare la fiducia dei propri clienti con simili proposte. Oltretutto, la richiesta di adesione di almeno l’80% dell’azionariato ha il sapore amaro del ricatto mentre l’offerta delle proposte commerciali, a latere dell’offerta di transazione, non può non essere interpretata come l’intento di recuperare nuovi fondi”. E’ quanto dichiara l’Avv. Valentina Greco, legale dell’Unione Nazionale Consumatori in merito all’offerta di transazione presentata a Padova dalla due banche.“È stato, infatti, previsto -continua l’Avv. Greco- un rimborso di soli 9 euro per azione per la Popolare di Vicenza, e fra i 4,5 ed i 6 euro ad azione per Veneto Banca. I soci che aderiranno alla proposta manterranno il possesso delle azioni ma dovranno obbligatoriamente rinunciare alle azioni legali nei confronti dei due istituti. L’offerta è, inoltre, accompagnata da una serie di proposte commerciali volte ad aumentarne l’entità come ad es. condizioni agevolate su mutui residenziali, depositi vincolati e conti correnti”.“Invitiamo quindi tutti gli azionisti che saranno contattati dalle due banche a valutare attentamente i termini della proposta -conclude l’Avv. Greco- anche perché una volta aderito, non sarà più possibile tornare indietro”.Per accettare l’offerta vi è tempo fino al 15 Marzo 2017 per Veneto Banca e 22 Marzo 2017 per Banca Popolare di Vicenza, con il vincolo che se non aderiranno alla proposta almeno l’80% dei soci interessati (in totale 169 mila azionisti delle due banche), la stessa perderà efficacia.

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Aumenta l’influenza dell’editoria italiana oltre confine

Posted by fidest press agency su domenica, 1 maggio 2016

Piulibripiuliberi2008, foto di Matteo MignaniCosì come la percentuale di titoli venduti. Al tempo stesso è in crescita anche il numero di titoli per cui sono stati acquistati i diritti. Nel 2015 le case editrici italiane hanno venduto all’estero i diritti di quasi 6mila titoli (5.914 per la precisione, +11,7% sul 2014) e ne hanno acquistati oltre 10mila (10.685 per la precisione, +2% sul 2014). L’Europa resta il riferimento sia per gli acquisti (55%) sia per le vendite (50,8%) ma gli altri mercati rappresentano la metà delle transazioni: Centro e Sud America in testa, seguiti da Asia e Nord America. È quanto emerge dall’e-book “Mercanti di storie. Rapporto sull’import/export di diritti 2016”, realizzato da Gianni Peresson dell’Ufficio Studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE) per conto di ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, in uscita oggi, 27 aprile, in occasione della partecipazione dell’Italia come Paese Ospite d’Onore alla XXVI Fiera Internazionale del Libro di Abu Dhabi (ADIBF) in programma fino al 3 maggio.
L’indagine (la sintesi è in allegato) ha coinvolto 870 case editrici e colma un vuoto di otto anni (l’ultima risale al 2007).
Si tratta di un’analisi complessiva di come il sistema editoriale italiano si muove in ambito internazionale, grazie alla rilevazione dei dati di vendita/acquisto 2014 e 2015 dei diritti per Paese dei segmenti Narrativa, Bambini, Saggistica, Illustrati e Altro (Manualistica, self help, guide).

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Direttiva Ue per i pagamenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 ottobre 2011

Cassa Depositi E Prestiti

Image by Matthewbrandonmiller via Flickr

La Commissione Bilancio della Camera ha cancellato, con il parere della maggioranza, la Direttiva 2011/7/Ue sui ritardi dei pagamenti nelle transazioni commerciali, inserita nella legge comunitaria 2011. Inutile dire che si tratta di un atto gravissimo, contro il quale ci siamo opposti, che avrà effetti devastanti sulla sorte di moltissime imprese di medie e piccole dimensioni”. E’ quanto afferma, in una nota, Renato Cambursano, capogruppo Idv in Commissione Bilancio alla Camera.
“La Direttiva – prosegue Cambursano – della quale solo ieri il commissario Tajani si vantava, prevede l’obbligo, anche per il nostro Paese, che il pagamento delle transazioni commerciali tra imprese avvenga entro i 60 giorni successivi all’emissioni delle relative fatture con riconoscimento dei relativi interessi. Per quanto riguarda le transazioni fra imprese e pubbliche amministrazioni poi, la direttiva prevede che il pagamento delle fatture avvenga entra 30 giorni e che vengano riconosciuti i dovuti interessi. I debiti delle Pubbliche Amministrazioni ammontano a circa 70 miliardi. Una situazione che sta mettendo in gravi difficoltà una miriade di piccole e medie imprese che, schiacciate dai debiti, rischiano il fallimento”. Ancora: “Il 15 febbraio scorso ho presentato una proposta di legge con la quale prevedevo l’istituzione di un fondo per consentire alla Cassa Depositi e Prestiti di anticipare il pagamento dei crediti vantati dalle piccole e medie imprese nei confronti della Pubblica Amministrazione. E proprio ieri il vicepresidente della Commissione Europea, l’on. Tajani, del gruppo Ppe-Pdl, a un’assemblea nazionale degli imprenditori, davanti alla Marcegaglia, ha ricordato di aver inviato una lettera ufficiale al presidente del Consiglio, al ministro dell’Economia e a quello dello Sviluppo Economico, per sollecitare il governo ad anticipare al primo gennaio 2012, anziché al 16 marzo 2013, l’effettiva efficacia della Direttiva Comunitaria citata. Come al solito siamo agli annunci ai quali non fanno seguito i fatti”.

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Tobin tax

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 settembre 2011

Durão Barroso

Image via Wikipedia

“La proposta ufficiale di adozione di una tassa sulle transazioni finanziarie annunciata ieri dal presidente Barroso è una notizia fondamentale, non solo dal punto di vista finanziario, ma anche riguardo il modo di concepire il ruolo dei mercati nel sistema economico. Il governo abbandoni ogni reticenza e, per una volta, si tenga al passo con il resto d’Europa”. E’ quanto chiedono in una nota Andrea Sarubbi e Silvana Amati, del Partito democratico, primi firmatari di due proposte di legge trasversali sulle transazioni finanziarie depositate rispettivamente alla Camera ed al Senato in sostegno alla Campagna ZeroZeroCinque promossa dall’associazionismo. “Sembra passata un’era geologica da quando, fra lo scetticismo generale, presentammo le nostre proposte di legge. In realtà, non è trascorso neanche un anno ma il mondo è completamente cambiato. Ci auguriamo che cambi anche l’ostinazione del governo, e del premier Berlusconi in particolare, verso l’adozione di questa misura. E’ possibile dare un segnale forte che valorizzi il lavoro fatto sin qui in Parlamento calendarizzando immediatamente il provvedimento: le firme raccolte nella maggioranza a sostegno delle nostre proposte di legge dimostrano che nel centrodestra l’argomento è tutt’altro che tabù”.

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Bilancio europeo

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 settembre 2011

Parlamento Europeo

Image by Naroh via Flickr

“Il bilancio dell’Unione Europea è fatto per il 95% di investimenti per lo sviluppo e per la coesione territoriale e non è gravato da debiti fuori controllo, invocare pesanti tagli in nome dell’austerità a cui sono costretti gli Stati Membri significa oggi colpire una delle pochissime leve rimaste per sostenere la crescita e l’innovazione nelle diverse realtà locali europee”. Così la Presidente del Comitato delle Regioni Mercedes Bresso, nel corso della riunione della commisione ad hoc sulle prospettive finanziarie, ha commentato la richiesta sottoscritta dal governo italiano insieme ad altri sette, di ridurre il budget dell’Unione Europea per il periodo 2014-2020 di una cifra tra i 50 e i 100 miliardi di euro. Secondo la Presidente del CoR “colpisce che Paesi tradizionalmente europeisti come Italia e Francia, si schierino accanto ai governi più euroscettici nell’invocare tagli agli investimenti sul futuro in nome di vantaggi immediati e marginali. Nel caso dell’Italia è evidente che tali presunti vantaggi non hanno nulla a che vedere con gli sforzi richiesti per rispettare l’impegno del pareggio di bilancio entro il 2013, visto che in discussione ci sono le risorse per il periodo 2014-2020.  Se la priorità, accanto alla crescita, è razionalizzare le spese, invece di togliere fondi alle politiche di sviluppo dei territori si proceda con determinazione nella revisione del sistema di finanziamento dell’Unione, puntando su strumenti come i project bond, la tassa sulle transazioni finanziarie, appoggiata anche da Francia e Germania, o quella sulle emissioni di anidride carbonica. Se proprio manca la capacità politica per fare questi fondamentali passi avanti, per risparmiare si affrontino nodi irrisolti come il rapporto tra la diplomazia europea e quelle dei Paesi membri, l’integrazione delle politiche di difesa e la cooperazione fiscale”. “Sarebbe gravissimo rivedere al ribasso – ha concluso Bresso –un bilancio che rappresenta la dotazione minima per non mortificare l’impegno dell’Europa al fianco di 500 milioni di cittadini colpiti dalla crisi”.www.cor.europa.eu

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Proposte per un fisco equo

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 giugno 2011

Per dare una sterzata al nostro sistema fiscale in direzione di una maggiore equità, sia semplificandolo che per andare a prendere i soldi dove sono, bisognerebbe, mutuando un po’ dagli altri Paesi evoluti ed adattando a noi gli strumenti, ridurre l’imposizione a solo quattro imposte. La Patrimoniale come imposta principale e federale (un po’ come in Svizzera la tassa cantonale), l’imposta sulle rendite e sulle transazioni finanziarie, le imposte sui redditi e l’Iva. Tutto il resto, dai canoni rai alle imposte governative, passando per accise e registro, si potrebbe tranquillamente eliminare. La Patrimoniale, progressiva dall’1 al 6 per mille, detraibile dalle altre imposte, tranne l’iva, potrebbe essere riscossa per le spa a livello nazionale, per le srl a quello regionale, per le società di persone a livello provinciale, per le persone fisiche a livello comunale. Le società di capitali, soprattutto quelle per azioni, vedrebbero perciò inutile il giochetto di presentare bilanci in perdita od in pareggio, dato che a tante azioni di tale valore corrisponderebbe comunque un’imposta… Ovviamente, qualora realizzassero utili, alle relative imposte sui redditi verrebbe detratta la patrimoniale già pagata. L’imposta sulle rendite finanziarie dovrebbe essere progressiva almeno come quella sui redditi (negli USA lo è di più), quella sulle transazioni sarebbe applicata con le modalità della tassazione separata, su quelle riguardanti azioni o partecipazioni possedute per oltre un anno, a tassazione ordinaria, sommando il valore della transazione alle altre rendite, su quelle acquistate e vendute entro l’anno, scoraggiando, così, operazioni speculative. La parametrazione delle aliquote, con gli strumenti informatici, potrebbe esser superata con estrema facilità, prevedendo un’equazione che, data un aliquota massima ed una minima, realizzi una progressività continua secondo una curva stabilita. L’iva potrebbe restare com’è ora. Ci preme, però, far rilevare che, nello spirito della Costituzione, meno un’imposta è progressiva e più è ingiusta, gravando soprattutto sulle fasce più deboli (le tre aliquote di Tremonti preoccupano non poco…). L’applicazione di quanto sopra, studiata in modo da mantenere inalterato il gettito, ed il carico, fiscale, fondandosi soprattutto proprio sulla progressività e riequilibrando il rapporto tra imposizione sui redditi e sulle rendite ed i patrimoni, si risolverebbe con un minor carico fiscale per pensionati, lavoratori ed imprese, agevolando l’economia reale a danno della speculazione finanziaria. (Lo ha dichiaro in un comunicato la Uil Csp Parma)

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Tassa sulle transazioni finanziarie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 febbraio 2011

Roma 17  febbraio 2011 – ore 12.00 piazza Montecitorio. La giornata globale di mobilitazione è stata indetta dal network delle campagne internazionali che chiedono ai leader europei di introdurre una tassa sulle transazioni finanziarie capace di moderare gli eccessi delle speculazioni finanziarie e di generare un gettito rilevante da utilizzare per finanziare le politiche sociali, il welfare, la cooperazione internazionale e la tutela dell’ambiente.  La tassa di importo molto contenuto – pari allo 0,05% sul valore di ogni transazione sui mercati finanziari – non scoraggerebbe chi investe sui mercati in un’ottica sana di medio – lungo periodo e a sostegno dell’economia reale, ma sarebbe in grado di arginare gli eccessi di chi acquista e vende titoli migliaia di volte in un solo giorno per guadagnare sulle piccole oscillazioni del loro valore. Un’imposizione dello 0,05% – se applicata su scala globale – sarebbe in grado di generare un gettito di 655 miliardi di dollari l’anno da destinare alle politiche per uscire dalla crisi, per gli obiettivi del millennio e per la salvaguardia dell’ambiente. La tassa sarebbe applicabile in modo efficace anche a livello regionale, per esempio nella sola area euro.

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Tassare le transazioni finanziarie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 ottobre 2010

Roma 20 ottobre, ore 13.45 Sala stampa della Camera dei deputati  conferenza stampa di presentazione della proposta di legge bipartisan n. 3740: “Istituzione di un’imposta sulle transazioni finanziarie in favore di interventi di solidarietà nazionale ed internazionale”  Introduce il primo firmatario: On. Andrea Sarubbi  saranno presenti i promotori appartenenti a diversi gruppi parlamentari e  rappresentanti delle ONG impegnate sul tema  una proposta, tre opportunità”
“L’idea di un’imposta minimale sulle transazioni finanziarie è ormai matura nel dibattito internazionale. L’Italia non può restare indietro. La nostra proposta ha un obiettivo triplice: stabilizzare i mercati, aiutare le categorie maggiormente colpite dalla crisi, perseguire gli Obiettivi del Millennio”.

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Nessun consenso al G20

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 giugno 2010

Le organizzazioni promotrici della campagna zerozerocinque (Acli, Adconsum, Arci, Attac, Azione cattolica, Sistema Banca Etica, Comitato Italiano per la Sovranità Alimentare, Cisl, Cittadinanza Attiva, Città dell’Altra Economia, Campagna per la riforma della Banca mondiale, Consorzio GOEL, Comunità di Vita cristiana, Fair, Fiba/Cisl, Focsiv-Volontari nel mondo, Coalizione Italiana contro la Povertà-GCAP, Legambiente, Lega Missionaria studenti, Lunaria, Microdanisma, Manitese, Reorient, Sbilanciamoci, Social Watch Coalizione Italiana, Ucodep, Un Ponte Per, WWF Italia) chiedono all’Europa di approvare al più presto una tassa sulle transazioni finanziarie.  Diverse ricerche hanno ampiamente dimostrato come tale misura sia realizzabile anche su scala europea o della zona euro, senza difficoltà tecniche e senza il rischio di elusione dell’imposta o di spostamento delle transazioni finanziarie in altri mercati. Il G20 non è stato in grado di coordinare le iniziative per uscire dalla crisi e regolamentare la finanza, ha dichiarato Farida Bena, di Oxfam e Ucodep, presente a Toronto, ora tocca all’Europa proseguire compatta per un’attuazione della tassa sulle transazioni finanziarie. Una misura che per frenare la speculazione senza impatti negativi sull’economia reale, e che potrebbe produrre un gettito fondamentale per ridare fiato ai conti pubblici e per risorse addizionali per le politiche sociali, la cooperazione internazionale, la lotta ai cambiamenti climatici. L’approvazione su scala europea, ha dichiarato Sergio Marelli, della Focsiv, sarebbe un segnale di grande importanza anche per un suo futuro allargamento a livello internazionale. La questione centrale qui al G20 è stata quella di come ridare fiato ai conti pubblici devastati dalla crisi e dai piani di salvataggio senza imporre tagli e sacrifici che mettono a rischio milioni di posti di lavoro e la ripresa dell’economia. La tassa sulle transazioni finanziarie è una soluzione in questa direzione, e uno strumento per limitare le attività speculative più dannose. La crisi greca e gli attacchi all’euro hanno dimostrato quanto sia necessario e urgente approvare misure efficaci contro la speculazione.  Se il G20 non è riuscito a dare una risposta univoca – ha concluso Andrea Baranes, di CRBM – ora tocca all’Europa, come suggerito dalla stessa Cancelliera Merkel, dare seguito alla decisione presa dal Consiglio europeo e alla risoluzione del Parlamento UE, entrambi favorevoli alla tassa sulle transazioni finanziarie. L’Italia, in questo percorso, è chiamata a fare la sua parte.

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G20: nessun sacrificio per le banche

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 giugno 2010

Il G20 ha perso un’occasione d’oro per affrontare la povertà globale, limitandosi a constatare che non c’è accordo su come far pagare il costo della crisi economica alle banche. “Dopo che il G8 ha lasciato cadere nel vuoto il suo impegno di aiutare i paesi più poveri, il G20 ha perso l’occasione di ridurre la povertà attraverso l’adozione di una tassa sulle banche”, commenta Farida Bena, portavoce di Oxfam e Ucodep. “Per usare un linguaggio calcistico, i difensori del Canada hanno impedito agli USA e e all’Unione Europea di fare goal nella partita più importante per l’Africa. Il G20 avrebbe dovuto applicare una tassa al settore finanziario per dare veramente una mano ai 64 milioni di persone impoverite dalla crisi economica”. Di fronte a Francia e Germania, che sostengono una tassa sulle transazioni finanziarie, e a Inghilterra e Stati Uniti, che già hanno adottato un’imposta sulle loro banche, per bloccare la misura il Canada ha dovuto convincere alcune economie emergenti. “E’ comprensibile che le economie emergenti non vedano di buon occhio una tassa che è stata pensata per tutelare Wall Street e gli altri mercati più ricchi ”, osserva Bena. “Ma sono pronta a scommettere che questi paesi sarebbero disposti ad adottarla per evitare che i paesi poveri, a causa della crisi, debbano tagliare la sanità, l’istruzione e altri servizi essenziali”.  Una minuscola tassa sulle transazioni finanziarie, applicata nei mercati dei paesi più ricchi, potrebbe generare centinaia di miliardi all’anno per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (OSM) e per aiutare i paesi poveri ad affrontare i cambiamenti climatici. “L’Italia dovrebbe sostenere una tassa del genere, che non causerebbe alcuna fuga di capitali né ricadrebbe sul consumatore medio” continua Bena. “Ci auguriamo che il Presidente Berlusconi appoggi le proposte del Consiglio e del Parlamento Europeo in merito”. Le popolazioni più povere, travolte dalla crisi economica causata da un settore finanziario impazzito, possono solo sperare in risultati più positivi al prossimo negoziato nella Corea del Sud, affermano Oxfam e Ucodep, che valutano in modo incoraggiante la decisione del G20 di assumere un ruolo più decisivo nel promuovere lo sviluppo del Sud del mondo, in vista della Presidenza G8 e G20 della Francia nel 2011.

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Tassa sulle transazioni finanziarie

Posted by fidest press agency su sabato, 19 giugno 2010

La campagna “zero zero cinque”, accoglie con favore la decisione del Consiglio UE di promuovere una tassa sulle transazioni finanziarie al prossimo G20 di Toronto, in Canada.  Un segnale importante e atteso da lungo tempo dalle organizzazione della società civile che da tempo chiedono l’introduzione di questa misura, considerata tra le più efficaci per contrastare la speculazione che è tra le principali cause della crisi e dell’instabilità dei mercati finanziari, e contemporaneamente in grado di generare un gettito stimato in 655 miliardi di dollari l’anno su scala mondiale. Risorse fondamentali per ridare fiato ai conti pubblici segnati dai piani di salvataggio di banche e finanza, per la cooperazione e la solidarietà internazionali, per la lotta ai cambiamenti climatici. Ora anche il governo italiano è chiamato a svolgere un ruolo di primo piano, impegnandosi concretamente per vincere le resistenze delle lobby finanziarie e per fare si che, già dal prossimo G20 del 26 e 27 giugno, si giunga a un accordo internazionale per una tassa sulle transazioni finanziarie. In questo senso, proprio in questi giorni sono state approvate tre diverse risoluzioni presentate in Parlamento  dagli Onorevoli Zacchera (PdL), Barbi (PD), Evangelisti (IdV) che hanno fatto proprie le istanze della società civile. http://www.zerozerocinque.it

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Parlamento europeo: piccole imprese

Posted by fidest press agency su domenica, 7 marzo 2010

Le micro-imprese potrebbero essere esentate da obblighi in materia d’informativa finanziaria grazie ad una modifica della legislazione UE in materia di diritto societario che sarà votata dai deputati mercoledì. Tali esenzioni, se approvate, dovrebbero comunque ricevere l’approvazione dei singoli Stati membri per entrare in vigore e le imprese dovrebbero in tutti i casi registrare leloro transazioni commerciali e la loro situazione finanziaria.

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Pacchetto finanziario di 100 miliardi di dollari

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 dicembre 2009

Copenhagen. Jeremy Hobbs, Direttore Esecutivo di Oxfam International: “È una buona notizia che le discussioni sui fondi per il clima stiano finalmente avanzando dopo due lunghi anni e numerosi ritardi. Questo deve essere il punto di partenza e non il traguardo finale delle trattative. Il pacchetto di 100 miliardi di dollari rappresenta solo la metà di quanto i paesi poveri hanno bisogno per ridurre le loro emissioni e adattarsi ai cambiamenti climatici”. Elisa Bacciotti, portavoce di Oxfam e Ucodep: “Questi fondi devono essere pubblici, non soggetti agli alti e bassi dei mercati e aggiuntivi a quelli già promessi per l’aiuto allo sviluppo. I paesi poveri non possono essere costretti a scegliere tra proteggersi da inondazioni e siccità in continuo aumento e costruire scuole e ospedali. Oxfam e Ucodep chiedono ai paesi più ricchi di fornire almeno 200 miliardi di dollari l’anno.  Questa somma può essere assicurata con fondi pubblici e tramite strumenti di finanza innovativa, come per esempio una tassa sulle transazioni finanziarie”.

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G20 Finanze: tre misure di finanza innovativa

Posted by fidest press agency su sabato, 5 settembre 2009

Tre misure per raccogliere 280 miliardi di dollari (196,3 miliardi di euro) e salvare vite umane senza costi aggiuntivi per i contribuenti. In occasione del G20 dei ministri delle Finanze, che si tiene  a Londra, Oxfam International e Ucodep avanzano tre proposte nel nuovo documento “Money for Nothing”. In primo luogo, le due Ong propongono una tassa sulle transazioni valutarie (Currency Transaction Tax) di almeno lo 0,005%. Se applicata sulle quattro maggiori valute di riserva (dollaro USA, Yen, Euro e Sterlina) questa tassa permetterebbe di raccogliere almeno 33 miliardi di dollari all’anno (23,1 miliardi di dollari) senza distorcere il mercato valutario.La seconda misura proposta è il trasferimento di almeno il 50% dei diritti speciali di prelievo dei paesi più ricchi ai paesi più poveri. I diritti speciali di prelievo (Dsp), detti anche “paper gold”, sono l’unità di conto valutaria utilizzata dal Fondo Monetario Internazionale per rimpiazzare l’oro nelle transazioni internazionali. Il G20 di aprile ha deciso di creare 285 miliardi di dollari (199,8 miliardi di euro) di Dsp per disporre di nuova liquidità a livello globale e impedire la recessione. Tuttavia , i diritti non sono stati distribuiti in modo equo, ma in modo direttamente proporzionale alla ricchezza del paese. Oxfam International e Ucodep chiedono di trasferire ai paesi in via di sviluppo la metà dei diritti dei paesi ricchi, equivalente a 89 miliardi di dollari (62,4 miliardi di euro). La terza misura prevede la riforma dei paradisi fiscali , che permetterebbe di raccogliere 160 miliardi di dollari (112,1 miliardi di euro) e farebbe recuperare ai paesi più ricchi le loro entrate fiscali. L’ultimo G20 ha già deciso di affrontare la questione in cooperazione con l’OCSE. Ma è ancora troppo poco. Oxfam International e Ucodep chiedono ai ministri delle Finanze del G20 un accordo multilaterale per lo scambio automatico delle informazioni tra autorità fiscali. “Il vantaggio di queste proposte è che permettono al G20 di salvare i più poveri senza mettere le mani nelle tasche del contribuente”, commenta Farida Ben a, portavoce di Oxfam International e Ucodep . “I paesi ricchi hanno speso 18 mila miliardi di dollari (12,63 mila miliardi di euro) per salvare le banche. Ora non possono usare le difficoltà di bilancio come scusa per non aiutare i paesi in via di sviluppo, specialmente quando ci sono fonti alternative di finanziamento che costano poco o niente”. Secondo la Banca Mondiale e le Nazioni Unite, solo quest’anno a causa della crisi economica ci saranno tra i 50 e i 100 milioni di nuovi poveri, costretti a vivere con meno di 1,25 dollari al giorno.

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IBM ha annunciato una nuova linea di soluzioni POS

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2009

E’ più potente e ricca, dotata di caratteristiche e funzionalità pensate per aiutare i venditori a creare operazioni di business più efficaci, veloci e dinamiche, in grado di contribuire a ridurre i costi, gestire il rischio e dare energia all’esperienza d’acquisto potenziando il customer service e accelerando il tempo di checkout dei consumatori.  Quest’ultima versione di IBM SurePOS 500 è tra i primi sistemi di vendita a utilizzare il  touch screen a infrarossi, con la nuova tecnologia del “tocco involontario”, che riduce il rischio di registrare tocchi non intenzionali. Questa soluzione innovativa non necessita di manutenzione per essere ricalibrato, migliorando così la precisione ed accelerando i tempi delle transazioni. Il display estremamente preciso garantisce poi la massima luminosità e riduce significativamente i riflessi per creare immagini della migliore qualità possibile, anche alla luce del sole. In più, il touch screen è completamente sigillato, per evitare danni in caso di rovesciamenti accidentali di liquidi. La soluzione, pensata da IBM per incontrare in particolare le esigenze delle piccole-medie imprese, oltre alla tecnologia innovativa del touch screen, offre anche garanzie di sicurezza elevata (biometric fingerprint technology) e interessanti soluzioni per il risparmio dell’energia impiegata (deep sleep technology).

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Il villaggio globale

Posted by fidest press agency su domenica, 12 aprile 2009

Edizioni Fidest. Autore Riccardo Alfonso. Man mano che le tecnologie ci permettono l’accesso a forme di comunicazione più diretta ed in tempo pressoché reale, ciò che era considerato un “villaggio globale”, sposta gli obiettivi su “interpretazioni” sempre più avanzate. E’ l’argomento sviluppato in questa pubblicazione. Su tale filone di considerazioni si cita, tra gli altri, il celebre sociologo canadese Marshall McLuban, allorché attribuì questo termine, diversi anni fa, pensando alla televisione. Oggi questo ruolo di comunicatore privilegiato già appartiene ad altri: è internet. In pochi anni abbiamo creato un mercato di concorrenza perfetta dopo che all’inizio del XX secolo e per decenni, economisti di fama mondiale, lo avevano studiato come un modello teorico per rappresentare un’organizzazione degli scambi dove prezzi e quantità d’ogni transazione fossero istantaneamente noti a tutti i partecipanti e che non vi fossero costi o limitazioni d’entrata e di uscita.

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