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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘transizione’

Gestire la transizione dal carbonio

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 febbraio 2020

A cura di Ingrid Edmund, Gestore di portafoglio senior, investimenti in infrastrutture. Le opportunità d’investimento in infrastrutture sostenibili non includono solo gli attivi più ovvi, come i parchi eolici o solari generatori di energia pulita. Gli investitori possono investire anche in nuovi tipi di infrastrutture, come le stazioni di ricarica dei veicoli elettrici, l’efficienza energetica e il teleriscaldamento ecologico. Ma anche le imprese elettriche o di trasporto tradizionali impegnate a ridurre la loro impronta di carbonio rappresentano opportunità d’investimento allettanti.Nel 2019 la raccolta di capitali degli attivi infrastrutturali si è mantenuta vicina ai massimi storici del 2018 (USD 88 miliardi), in virtù dell’attrattiva di questi investimenti, che offrono rendimenti relativamente elevati in un periodo caratterizzato da tassi di interesse estremamente bassi se non negativi a livello globale. È inoltre cresciuto l’interesse per il tema della sostenibilità; i cittadini, tuttavia, non chiedono solo un mondo più pulito ma anche una società più equa, un argomento sempre più caldo dell’agenda politica. Si riscontra, in effetti, una maggiore consapevolezza del fatto che alcune infrastrutture essenziali come le aziende idriche necessitano di una licenza sociale per poter operare.
Eppure, nel 2019 gli investimenti nelle società di infrastrutture di medie dimensioni sono stati decisamente inferiori rispetto ai livelli record di un paio di anni prima, che trascinavano i prezzi al rialzo e i rendimenti al ribasso. In generale, i rendimenti medi degli attivi infrastrutturali di società di medie dimensioni nei settori core dei trasporti, dell’energia e dei servizi pubblici si attestano saldamente nel range del 7-9%. Fa eccezione il segmento operativo delle energie rinnovabili, dove si nota una maggiore pressione sui prezzi dovuta all’aumento della liquidità e al desiderio degli investitori di rafforzare le loro allocazioni sostenibili. Per contro, gli attivi più ricercati delle società di maggiori dimensioni, che richiedono investimenti azionari di almeno EUR 300 milioni, offrono spesso rendimenti inferiori, in quanto questi tipi di asset sono soggetti a un’accesa concorrenza tra i maggiori investitori in infrastrutture.
Nel 2020 l’interesse per le infrastrutture sostenibili può solo aumentare. Dopo aver dichiarato lo “stato di emergenza climatica”, l’UE sta introducendo un gold standard sugli investimenti verdi, un’iniziativa che non può che imprimere slancio agli investimenti, soprattutto tra gli investitori istituzionali. La “tassonomia” della finanza sostenibile, per usare il gergo di Bruxelles, dovrebbe essere integrata nel diritto dell’UE nel prossimo futuro.
Per quanto riguarda gli attivi infrastrutturali di medie dimensioni, il 2020 continuerà a offrire l’opportunità di acquistare attivi con tassi di rendimento interno target pari a circa l’8-10% annuo, ascrivibile per un buon 5-7% al reddito e per il resto dall’apprezzamento del valore dell’asset nel tempo. Il mezzo ideale per conseguire tale risultato è un fondo di tipo aperto a durata indeterminata che possa aumentare il proprio investimento sul lungo termine, spesso per finanziare la transizione verso una riduzione delle emissioni di CO2. Ad esempio, anche se Condor Ferries continuerà a utilizzare il diesel nel breve termine, la società fornisce un servizio essenziale alla comunità delle Isole del Canale e ha un notevole potenziale per ridurre la sua impronta di carbonio nel tempo sostituendo i vascelli obsoleti con imbarcazioni ibride ed elettriche nel medio-lungo termine.
Ma c’è anche una crescente consapevolezza del fatto che limitarsi a investire in infrastrutture sostenibili con una bassa impronta di carbonio non basta. Molti degli attivi infrastrutturali europei emettono notevoli quantità di CO2 ma la società non può funzionare senza di loro. Gestirne il passaggio verso una riduzione delle emissioni è senza dubbio più produttivo. In altre parole, non è sufficiente considerare l’impronta di carbonio, ma bisogna iniziare a gestirne la transizione.

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L’UE deve porre l’inclusività al centro della transizione digitale ed ecologica

Posted by fidest press agency su martedì, 15 ottobre 2019

In un dibattito con la ministra finlandese degli Affari europei Tytti Tuppurainen, i rappresentanti locali e regionali dell’UE hanno chiesto all’UE di garantire che tutte le regioni e i loro cittadini possano trarre vantaggio dalle transizioni digitale ed ecologica che stanno cambiando il volto delle nostre società. Il 9 ottobre il Comitato europeo delle regioni (CdR) ha adottato due pareri richiesti dalla presidenza finlandese del Consiglio dell’UE, incentrati su come colmare il divario digitale e garantire la coesione e la solidarietà per tutti i cittadini europei.Riferendosi all’obiettivo di raggiungere la neutralità in termini di emissioni di carbonio nell’UE entro il 2050, la ministra finlandese Tuppurainen ha dichiarato: “è compito dell’UE, insieme ad altre grandi economie, assumere un ruolo guida nel passaggio a un’economia digitale, sostenibile e climaticamente neutra. Questa transizione dovrebbe essere vista come un’opportunità. Dobbiamo abbracciare e plasmare i cambiamenti prodotti dalla transizione verde, dall’evoluzione tecnologica e dalla globalizzazione, in modo che nessuno sia lasciato indietro”.
Per parte sua, Karl-Heinz Lambertz , Presidente del Comitato europeo delle regioni, ha sottolineato che: “tutte le regioni e le città devono poter beneficiare dei vantaggi dell’economia digitale se vogliamo costruire un’Europa competitiva, inclusiva e sostenibile. La trasformazione digitale delle nostre economie va di pari passo con la coesione economica, sociale e territoriale dell’Europa. Essa contribuirà non solo a creare posti di lavoro, ma anche a sostenere le regioni e le città, in particolare nelle zone rurali e in quelle in fase di transizione, a compiere la conversione urgente verso un futuro neutro in termini di emissioni di carbonio, che l’Europa deve realizzare entro il 2050. Tuttavia, senza investimenti sufficienti, le regioni e le città non saranno in grado di produrre i risultati attesi. L’entità e la forma del prossimo bilancio dell’UE definiranno il nostro futuro comune per i prossimi anni. I tagli agli investimenti regionali e la centralizzazione dei fondi non faranno altro che ritardare l’Europa”.Il primo dei due pareri pone in evidenza che l’accesso e la partecipazione attiva alla società digitale sono fondamentali per il buon esito dello sviluppo futuro sul piano locale e regionale e sottolinea che la coesione digitale è un’importante dimensione aggiuntiva del tradizionale concetto di coesione economica, sociale e territoriale sancito nei Trattati dell’UE. Il CdR si rammarica tuttavia del fatto che le priorità dell’agenda politica della nuova Commissione europea non pongano un accento sufficiente su un mercato unico digitale inclusivo che vada a vantaggio di tutti i cittadini dell’Unione europea.Per garantire il diritto alla connettività a ogni cittadino dell’Unione, il CdR chiede un maggiore sostegno alla diffusione della banda larga ad alta velocità e delle reti 5G nelle comunità locali, indipendentemente dalle dimensioni e dalla densità demografica di queste ultime. Il parere elaborato dalla relatrice Karjalainen chiede inoltre maggiori investimenti nelle competenze digitali e nell’alfabetizzazione mediatica, nella cibersicurezza e nella protezione dei consumatori nel campo dell’economia digitale, e sottolinea il ruolo delle reti regionali quali poli di innovazione digitale nell’attuazione del nuovo programma Europa digitale. La digitalizzazione e l’introduzione di soluzioni intelligenti nei servizi pubblici, in particolare nel settore dei trasporti e dell’energia, sono fondamentali anche per accelerare lo sviluppo sostenibile a livello locale e regionale. Un parere di cui è relatore Andries Gryffroy (BE/AE), membro del Parlamento fiammingo, si concentra sul ruolo che le città intelligenti svolgono nel garantire una transizione giusta verso la neutralità climatica e nella realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile a livello locale.

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Partnership Anpal-Fieg per la transizione scuola-lavoro

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 luglio 2019

“Rendere i percorsi di transizione e alternanza scuola-lavoro quanto più connessi alle mutevoli esigenze del mondo produttivo per consentire ai giovani l’acquisizione di competenze coerenti e spendibili nel mercato del lavoro”.Con questo obiettivo Mimmo Parisi, presidente di Anpal, e Andrea Riffeser Monti, presidente di Fieg (Federazione italiana editori giornali), hanno sottoscritto un protocollo d’intesa che mira a rafforzare il rapporto tra scuola e mondo del lavoro.Le azioni prevedono la diffusione della cultura dell’alternanza e di altri strumenti della transizione (tirocini, apprendistato, etc.) tramite l’adozione di modelli e buone pratiche, l’organizzazione di eventi di sensibilizzazione (seminari, workshop, tavole rotonde), la creazione di partnership e il potenziamento delle reti tra gli associati e le istituzioni formative (scuole secondarie superiori, atenei, fondazioni ITS e centri di formazione professionale).Per Parisi “la firma della convenzione con Fieg aiuterà tanti giovani a prendere conoscenza delle competenze necessarie ad intraprendere attività editoriali anche attraverso esperienze dirette in contesti lavorativi”.Per Riffeser Monti “questo atto ribadisce l’attenzione delle aziende editoriali per i giovani e il loro impegno per lo sviluppo delle nuove professionalità che caratterizzeranno il settore nel futuro”.

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“DoloreInBellezza” si parla di “S-oggetti in transizione”

Posted by fidest press agency su martedì, 21 maggio 2019

Parma mercoledì 22 maggio Alle 14.30 nell’Aula F della Sede Centrale dell’Ateneo (via Università 12) terzo appuntamento con la nona edizione della rassegna DoloreInBellezza, ideata e coordinata da Maria Inglese, psichiatra dell’Azienda Usl di Parma e Vincenza Pellegrino, sociologa dell’Università di Parma, e organizzata da Dipartimento assistenziale integrato dell’Azienda Usl di Parma e dal Dipartimento di Giurisprudenza, Studî politici e internazionali dell’Università di Parma.
S-oggetti, il soggetto collettivo e la ricerca della felicità il tema complessivo della rassegna. Si parla di S-oggetti in transizione: la soggettività come viaggio. Intervengono Ciro Tarantino, sociologo dell’Università della Calabria (Disabilità, possibilità e retoriche dell’intransigenza) e Porpora Marcasciano, sociologa e Presidente MIT – Movimento Identità Trans (Transiti di liberazione Trans). Introduce Vincenza Pellegrino. La soggettività nasce dalla presenza, dalla reciprocità, dalla relazione, dall’interazione con le altre vite e si serve di tutto: il riflesso di cose, persone, animali sviluppa il costante dibattito interiore da cui sorge, appunto, la soggettività. Riflettere su questo tema aiuta ad allontanare il rischio di una individualità esasperata che genera competizione, diffidenza, contrapposizioni e compromette il rapporto con la felicità. L’antidoto è la via di un s-oggetto che si immagina come “altri” e come “mondo”, senza mantenere separati la sensibilità affettiva, il corpo, la ragione.
La rassegna si concluderà il prossimo martedì 18 giugno, alle 10, agli Istituti Penitenziari di Parma (S-oggetti collettivi: il carcere come castello dei destini incrociati).

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Transizione: la scomparsa della cultura contadina ungherese

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 aprile 2019

Roma 10 aprile – 2 giugno 2019 Inaugurazione 9 aprile 2019, ore 18.00 Museo di Roma in Trastevere, Piazza S. Egidio,1/b. Da martedì a domenica ore 10.00 – 20.00 La biglietteria chiude alle ore 19.0024 e 31 dicembre 10.00 – 14.00 Chiuso lunedì (ad eccezione di lunedì 22 aprile 2019, giorno di Pasquetta in cui il museo darà aperto al pubblico), 25 dicembre , 1 gennaio e 1 maggio.Tariffe non residenti: Intero: € 6,00 Ridotto: € 5,00 Gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente.
Considerato una delle personalità più significative della fotografia contemporanea ungherese, Péter Korniss approda a Roma con la mostra intitolata Transizione in programma al Museo di Roma in Trastevere dal 10 aprile al 2 giugno. L’esposizione, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e organizzata dall’Ambasciata di Ungheria, con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura, arriva a due anni di distanza dall’ottantesimo compleanno del fotografo e dalla retrospettiva monumentale a lui dedicata dalla Galleria Nazionale Ungherese.
La mostra curata da Krisztina Kovács, direttore della Galleria Várfok di Budapest, si concentra principalmente sulla scomparsa della cultura contadina tradizionale nell’Europa orientale e si compone delle più emblematiche fotografie realizzate dall’artista nella sua lunga carriera. Dai suoi prima scatti del villaggio transilvano Sic, realizzate nel 1967, alla più recente e concettuale serie Guest Worker Women a Budapest (2014-17), Korniss ha rappresentato con occhio attento i cambiamenti e i segni irreversibili che la globalizzazione ha lasciato sulla cultura e sulla vita familiare delle comunità dei villaggi rurali. Divisa in quattro sezioni, allestite in ordine cronologico, la mostra vuole mettere in risalto lo sforzo coerente e il lavoro coscienzioso che hanno caratterizzato la carriera di Korniss per cinquanta anni, sottolineando al contempo la sua forte sensibilità fotografica, costantemente ravvivata e rinnovata nel tempo. Si comincia con la sezione del chiostro in cui prende vita il primo capitolo della mostra dal titolo Il passato 1967 – 1978, per poi proseguire con la seconda parte intitolata Transizione 1989 – 2016. Il terzo capitolo, invece, è dedicato completamente alla nota serie The Guest Worker, incentrata sulla vita dei pendolari. Queste opere, realizzate tra il 1979 e il 1988, sono ormai pietre miliari della fotografia – come la celebre immagine degli Armadietti per alimenti degli operai – la cui potenza espressiva offre ancora oggi spunti validi per gli artisti contemporanei ungheresi. L’esposizione si conclude poi con la quarta e ultima parte dal titolo Guest Worker Women a Budapest 2012 – 2015, con le fotografie più recenti dell’artista dedicate alle donne transilvane provenienti da Szék, che lavorano a Budapest indossando ancora oggi gli abiti tradizionali rossi.
Korniss ha lavorato come fotoreporter per la stampa ungherese così come per altre riviste internazionali, tra cui il National Geographic, GEO Magazine, Airone, Fortune e Forbes. Dal 1977 è stato membro della giuria del World Press Photo per tre anni.

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La Medicina di Transizione in Pneumologia

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 febbraio 2017

polmoniNapoli 10-11 febbraio 2017 presso il Complesso Monumentale Villa Doria d’Angri (Via F. Petrarca, 80) convegno “La Medicina di Transizione in Pneumologia: La gestione dello stesso paziente in età diverse della vita” nell’ambito della collaborazione di SIMRI con AIPO (Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri), le due Società hanno organizzato questo meeting per affrontare alcune tematiche di interesse comune, come l’asma bronchiale, allo scopo di favorire una maggiore collaborazione culturale, la ricerca e l’interscambio operativo su patologie che riguardano lo stesso organo ma in diverse età della vita.
I bambini colpiti da asma nei primi anni di vita, se non trattati, hanno un rischio superiore del 51% di diventare obesi nell’adolescenza. Il legame fra la malattia respiratoria e l’eccesso ponderale è dimostrato da uno studio recentemente pubblicato sul Journal of Respiratory and Critical Care Medicine: 2.171 bambini americani (età media intorno ai 6,5 anni), che frequentavano asili nido o scuole primarie, sono stati seguiti per un decennio. I risultati sono stati confermati su altri 2.684 bambini e adolescenti tra i 10 e i 18 anni. “È un’osservazione importante – afferma Giorgio Piacentini, Professore Ordinario di Pediatria all’Università di Verona e Presidente Eletto della Società Italiana per le Malattie Respiratorie Infantili (SIMRI), – che può rispecchiare anche la situazione italiana. Lo studio americano ha evidenziato una maggiore probabilità di diventare obesi nei bambini che ricevevano una diagnosi di asma nei primi anni di vita. La ricerca ipotizza anche che un trattamento precoce agisca come preventivo sul rischio di sviluppare non solo obesità ma anche altre malattie metaboliche, come pre-diabete e diabete, in età adulta.” “Un tempo – aggiunge il professor Piacentini, – con una diagnosi di questo tipo si sconsigliava l’attività sportiva nei bambini per evitare l’asma da sforzo. Ora, invece, la appoggiamo caldamente perché un regolare esercizio fisico protegge dal peggioramento della malattia. La sedentarietà incide negativamente favorendo sovrappeso e obesità negli anni successivi. Invece il movimento aiuta anche la terapia perché potenzia la muscolatura e facilita la respirazione. Non solo. La mancanza di attività fisica e il consumo di merendine e cibo non adeguato, come spesso accade nei bambini che rimangono a casa, sono controproducenti. Meglio invitare i genitori a stimolare i figli a fare attività all’aria aperta che non solo impedisce l’accumulo di peso ma aiuta anche a produrre vitamina D, che è di per sé un fattore protettivo sull’asma.”
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) indica che nel 2010 nei 28 Paesi Europei erano almeno 78 milioni i bambini con asma da 0 a 14 anni, di questi ogni anno più di 167.000 sono ricoverati in ospedale e almeno 40 muoiono. In Italia, come in tutti i Paesi industrializzati, più del 10% della popolazione pediatrica, cioè circa 800 mila bambini, ha una diagnosi di asma. In totale, nel mondo erano circa 300 milioni le persone asmatiche e continueranno a crescere fino ad almeno 400 milioni nel 2025. (foto fonte: wikipedia)

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Birmania: Transizione democratica pacifica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 novembre 2015

birmania“La vittoria in Birmania di Aung San Suu Kyi e del partito di opposizione Ndl da lei guidato, è un’ottima notizia e un esempio da seguire. Una donna è riuscita, con la sua tenacia e la sua determinazione, affrontando e sopportando mille difficoltà, a portare dopo 25 anni il suo Paese verso la democrazia. Non si tratta, però, di una rivoluzione improvvisa avvenuta da un giorno all’altro ma di una transizione pacifica che produrrà di sicuro effetti strutturali e duraturi nel tempo”. A dirlo è Paolo Alli, Capogruppo Area Popolare (Ncd-Udc) in Commissione Affari Esteri e Vice Presidente dell’Assemblea Parlamentare Nato. “Sono stati evitati gli errori avvenuti, ad esempio, in Libia dove ancora a distanza di qualche anno dalla caduta di Gheddafi, siamo in una situazione complessa e dove la democrazia non è stata riportata. Ora la Birmania potrà, finalmente, uscire dal suo isolamento, tornare nella comunità internazionale e rilanciare la sua economia. Finora su di essa, per effetto del regime militare, hanno gravato le sanzioni Usa e quelle dell’Unione Europea”.

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Transizione energetica

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 marzo 2015

energyLa transizione energetica in atto – così come ha affermato oggi l’A.D. di Enel Francesco Starace, nel corso della presentazione del Piano Industriale nella cornice della City a Londra – dovuta alla crisi economica, causa del calo dei consumi, nonché alle trasformazioni tecnologiche, ha indotto l’Enel ad un riposizionamento strategico sia sul versante finanziario, sia su quello delle prospettive industriali. E’ quanto sottolinea il Segretario generale della FLAEI Cisl Carlo De Masi, a margine della presentazione del Piano strategico 2016 – 2019 dell’Enel. Ci preme sottolineare – aggiunge De Masi – gli intendimenti aziendali volti a sostenere la crescita industriale più che la conservazione. In particolare per ciò che riguarda le reti, le innovazioni tecnologiche, i nuovi contatori intelligenti, le energie rinnovabili, la generazione tradizionale rispetto ai 23 impianti in procinto di essere trasformati, oltre ai progetti di sviluppo nelle aree geografiche dell’America Latina e dell’Africa. Riteniamo questi – prosegue De Masi – gli elementi più significativi e, a prima vista, condivisibili del Piano illustrato oggi dall’A.D.. Per parte nostra, vogliamo porre la dovuta attenzione – evidenzia il Segretario generale della FLAEI Cisl – al fatto che l’Azienda può, in questo momento, affrontare in modo sereno l’impegnativa trasformazione, grazie al contributo rilevante offerto dal Sindacato e dai Lavoratori. Va a loro merito la stabilizzazione finanziaria dell’ENEL, ottenuta attraverso accordi innovativi e unici che hanno consentito di rafforzare l’Azienda, avviare un ricambio generazionale e contenere sensibilmente i costi. Accogliamo positivamente anche il disegno strategico dell’ENEL – conclude il Segretario Generale della FLAEI Cisl – riservandoci tuttavia un giudizio più ponderato sul versante preminentemente socio-industriale solo dopo l’incontro con le OO.SS. in corso di definizione.

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Iniziative del 19 luglio a Genova

Posted by fidest press agency su martedì, 19 luglio 2011

Entrano nel vivo a Genova le iniziative nazionali del Decennale del G8 “2001-2011: Loro la crisi. Noi la speranza”. Tra i tanti avvenimenti previsti nel programma generale per la giornata di domani (www.genova2011.org) vi segnaliamo:
ore 14: Circolo CAP, via AlbertazziPrima edizione del Laboratorio di formazione “La transizione ad un’altra economia e ad un’altra società” promossa da Arci, ASud, Banca Etica, Cgil, Fair, Flare, Fiom, Legambiente, Libera, Movimento Federalista Europeo, Rete della conoscenza (UdS – Link), Rete degli Studenti, Sbilanciamoci, Terra del Fuoco, UDU. Oltre 60 giovani studenti, lavoratori e attivisti si confronteranno con esperti su crisi energetica, impatto dei modelli produttivi e crescita senza occupazione. Aprono i lavori Paolo Beni (presidente Arci) e Enrico Panini(segretario confererale Cgil). Il laboratorio proseguirà fino al 22 luglio.
ore 16.00-19.00: Auditorium di Palazzo Rosso Verso Genova 2011: iniziativa collettiva: Assemblea Nazionale delle associazioni dei migranti e antirazziste – Verso una giornata di mobilitazione globale per i diritti dei migranti il 18 dicembre 2011
ore 17.00-19.00: Sottoporticato Palazzo Ducale/munizioni ere ISM Italia: Seminario in memoria di Vittorio Arrigoni
ore 20.00: piazza Posta Vecchia Verso Genova 2011: collettivo in piazza, reading, musica, teatro: ”Venti di cambiamento nel Mediterraneo: rivoluzioni e lotte per la dignità e i diritti. Beni comuni, accoglienza dei migranti, contro la guerra”

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Alfano nuovo segretario ma non premier

Posted by fidest press agency su sabato, 2 luglio 2011

“Sono certo che Alfano abbia il potenziale per prendere il posto di Berlusconi: ha l’età giusta e l’esperienza per ricoprire un ruolo delicato. Ma ovviamente bisogna capire che il Pdl è un un partito costruito intorno alla figura di Berlusconi, cosi’ come in passato lo era stato Forza Italia. Bisogna quindi vedere se Berlusconi favorira’ questo passaggio e se il nuovo segretario si assumera’ questa responsabilita’. Il Pdl è un partito personale e c’è la necessità di garantire una fase di passaggio, di transizione lì dove l’elemento delicato e’, in questo momento, la conservazione di un elettorato che ha un rapporto speciale con Berlusconi. Penso non sia facile sostituirlo, perche’ e’ parte di quegli stessi elettori”. L’ha detto il sondaggista Nando Pagnoncelli in un’intervista rilasciata al giornale online Clandestinoweb.com.

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Mediterraneo: quale futuro?

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 marzo 2011

Firenze, 7 marzo 2011 alle ore 16.30 a  presso il Circolo SMS Andrea Del Sarto in Via Manara, 12 Ingresso libero Ciò che accade nel Mediterraneo è fondamentale per il futuro dell’Italia e dell’Europa e non può lasciare indifferenti. L’Associazione Politica e Società.it vuole affrontare questo argomento così delicato con un incontro di discussione dal titolo Mediterraneo: quale futuro? . C’è bisogno che il Governo metta in campo una forte azione politica estera volta al sostegno e alla transizione democratica dei paesi al centro di questi avvenimenti? L’Italia non può restare a guardare una situazione politica di violenza e repressione accaduta in ultimo in Libia, ma che ha visto coinvolti uno dopo l’altro tutti i paesi del nord Africa? L’Europa deve impegnarsi da subito per il loro rilancio e per il processo di area di democrazia nel Mediterraneo perchè i flussi migratori e i rapporti in non possono essere! affront ati solo nell’emergenza, ma hanno bisogno anche di una politica attiva sulla quale l’Italia e l’Europa devono dimostrare di esistere? A queste domande e su queste tematiche discuteranno :
• Izzedin Elzir, Imam di Firenze – Presidente Comunità Musulmane d’Italia
• Alberto Tonini, Università di Firenze – Forum per i problemi della Pace e della Guerra
• Franco Rizzi, Presidente UNIMED
• Vannino Chiti, VicePresidente del Senato – Presidente “Politica e Società.it

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Nord Africa in cerca di transizione democratica

Posted by fidest press agency su sabato, 5 febbraio 2011

Di Domenico M. Ardizzone –  La drammatica rivolta in Nord Africa, dall’Algeria alla Tunisia, all’Egitto si è mossa, ovunque,  per una identica voglia di cambiamento, contro la disoccupazione, l’aumento dei prezzi dei generi alimentari, contro le precarie condizioni di vita, contro la corruzione. I veri motivi delle  proteste, secondo gli analisti, sono la sovrappopolazione e l’indigenza. Sin dai primi fermenti il  segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha invitato alla moderazione, alla non  violenza e al rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali esortando i governanti ad  “ascoltare con attenzione la voce del popolo, le sue aspirazioni, le sue sfide e le sue speranze per un futuro migliore”.  L’Onu sta monitorando l’evoluzione delle proteste e le tensioni nell’intera regione del Nord  Africa. La situazione è complessa e le condizioni per una transizione democratica appaiono  ancora incerte laddove possa esserci il rischio di un vuoto di potere. Esperienza insegna che il  vento di democratizzazione soffiato in Africa dopo la caduta del muro di Berlino, ha generato,  purtroppo, anche altre fonti di conflitto, perché non sempre il cambiamento si è svolto rispettando le regole. Al riguardo, in un recente rapporto si legge che “regimi a più partiti  rimpiazzano quelli a partito unico, ma questi partiti sono spesso costituiti su una base regionale o tribale. Perciò ogni operazione elettorale è l’occasione di violenze. I risultati  vengono truccati o i favoritismi tribali diventano talmente palesi che scoppiano i conflitti. Per  fare fronte, tra l’altro, a questo tipo di situazioni l’Onu ha creato nel 1994 la Divisione per  l’assistenza elettorale. Ma nelle guerre in Africa gli interlocutori sono difficili da individuare o  tengono poco conto degli impegni che hanno firmato”.  Nel continente africano le Nazioni Unite sono presenti con diverse strutture. In aggiunta alle  missioni di peace keeping, ci sono delle Agenzie del sistema Onu che hanno il compito di trovare delle soluzioni: l’Alto commissariato per i diritti dell’uomo a cui si possono rivolgere le  vittime di soprusi, l’Unicef per i problemi dell’infanzia, la Fao per le necessità alimentari, l’Unesco per la salvaguardia dei beni culturali, l’Unhcr per aiutare i rifugiati, e così via. Ma  l’azione di queste strutture viene spesso vanificata dall’insufficienza di finanziamento. Inoltre la loro dipendenza finanziaria da pochi paesi risulta dannosa, perché ci sono dei tentativi di strumentalizzare l’Onu per gli scopi politici di singoli membri.  Esistono anche strumenti europei che potrebbero sostenere la transizione democratica in Nord Africa, come l’Unione per il Mediterraneo, ma fin quando prevarranno le politiche tardo-coloniali di alcuni paesi, sarà pressoché impossibile fare dei passi in avanti. Intanto UnioneEuropea e Stati Uniti hanno dichiarato pieno sostegno al processo di transizione democratica,  in Tunisia e in Egitto precisando di non voler interferire sulle scelte del popolo che dovranno  compiersi attraverso libere elezioni. Ma la transizione sarà difficile nel caso in cui insorgessero  dei vuoti di potere. Sarebbe quindi da auspicare un intervento ad hoc delle Nazioni Unite nella  sponda sud del Mediterraneo.

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Tunisia: per una vera transizione democratica

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 gennaio 2011

Dichiara Il Vice Segretario Politico FNS( Fabio Cannizzaro): “Noi Indipendentisti du Frunti Nazziunali Sicilianu – “Sicilia Indipinnenti” seguiamo, con attenzione, speranza e comunque trepidazione, quanto accade in Tunisia. Superando la consunta retorica propria di certa “politica politicata” occorre dire che le società civili italiana ed anche siciliana devono ammettere di avere, per troppo tempo, infilato la “testa sotto la sabbia” riguardo la democrazia nel Nord Africa e dunque anche e soprattutto rispetto al regime autocratico guidato da Ben Ali. La Tunisia, per molti di centro, destra e sinistra, era considerata solo il backyard (il giardino dietro casa)dove fare le vacanze a bassi costi e basta! Finalmente i Tunisini, da soli come sempre accade, hanno trovato la forza disperata di alzarsi in piedi e ora si sentono lodare da tutti quegli stessi che amavano andare a Tunisi o ad Hammamet. Occorre però ora superare definitivamente i vecchi errori e in tal senso i Siciliani e la Sicilia ,anche quella politica, possono fare la loro parte. Chiediamo che l’Asssemblea Regionale Siciliana, il Parlamento più antico del Mondo, prenda ufficialmente, urgentemente posizione a favore della svolta democratica in Tunisia. E occorre che, insieme, al Parlamento Siciliano scendano in campo ufficialmente anche il Governo Regionale ed il suo Presidente. La Sicilia ha, del resto, interesse che nel Mediterraneo aumentino gli spazi di democrazia e quindi può fare pesare sulle attuali Autorità di transizione il suo peso di vicino mediterraneo i cui contatti umani, economici sono storicamente conclamati. Oggi non possiamo, non dobbiamo abbandonare le donne e gli uomini di Tunisia a un nuovo regime autocratico che finirebbe per consegnare molti, in breve, nelle braccia ottenebrate dell’estremismo religioso. Sosteniamo dunque la Tunisia vera, quella democratica, pacifica, laica, tollerante da sempre parte del Mediterraneo, insieme anche al Popolo Siciliano. Si riunisca immediatamente l’A.R.S.! Intervenga adesso il Governo e il suo Presidente.”

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Capitale umano e transizione dall’Università al lavoro

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 ottobre 2010

Parma giovedì 28 e venerdì 29 ottobre, a partire dalle ore 10, presso l’Aula Magna del Polo Didattico di Via del Prato (angolo B.go Carissimi), Dopo l’introduzione da parte del Rettore Gino Ferretti, dell’Assessore a Formazione e Politiche attive del lavoro della Provincia di Parma Manuela Amoretti, dell’Assessore al Welfare del Comune di Parma Lorenzo Lasagna e
del Direttore del Dipartimento di Scienze della Formazione e del Territorio Enver Bardulla, Renata Livraghi, Delegata del Rettore per l’Orientamento post laurea nonché responsabile scientifico del Progetto Europlacement, aprirà i lavori del convegno. Il Convegno, che vedrà l’avvicendarsi di numerosi docenti e professionisti del settore placement/post laurea provenienti da tutta Europa, rappresenta il momento finale del progetto Europlacement, e ha l’obiettivo di celebrare
e diffondere i risultati dei due anni di attività congiunte tra l’Ateneo di Parma e altri 13 tra Atenei e enti di tutta Europa. Durante i lavori del Convegno si porrà l’attenzione sul concetto di
“capitale umano”, sulle politiche per lo sviluppo, sugli strumenti di supporto per la valorizzazione in quanto elemento chiave per la transizione dei giovani dall’Università al mercato del lavoro. Sono previsti interventi da parte di rappresentanti di Università italiane e straniere, del mondo del
lavoro (tra cui esponenti di Assolombarda e di importanti imprese), del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e di Italia Lavoro.
Europlacement è un progetto biennale di collaborazione internazionale, di cui l’Università di Parma è capofila, per il trasferimento dell’innovazione, approvato nell’ambito del programma europeo Leonardo. Nella fattispecie l’esperienza Europlacement è stata finalizzata ad approfondire gli aspetti della transizione nei diversi paesi europei, e ad identificare strumenti per favorire le possibilità di occupazione dei giovani nel mercato del lavoro.

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Editoriale: Alle urne, alle urne

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 agosto 2010

Editoriale Fidest. Ci giungono in questi giorni numerose e-mail, per lo più di esponenti politici dell’area di centro-destra che chiedono a gran voce elezioni anticipate. Per gli altri la richiesta è più sfumata tra l’assicurare il cronista che non temono le elezioni ravvicinate ma al tempo stesso insistono ora su un governo di transizione ora di larghe intese ora tecnico. La verità, come abbiamo più volte sottolineato, è che convenga solo al Pdl e al suo capo Berlusconi andare a votare il più presto possibile e la stessa cosa la pensa Bossi che è forse quello che preme di più poiché dovrebbe essere il partito, con l’Idv e la sinistra radicale, ad essere esclusi da una futura coalizione Fini-Casini-Rutelli-Lombardo-Pd. Noi che pensiamo ai problemi del paese restiamo costernati da tanta frenesia che alla fine ci metterebbe nella condizione di rinviare le emergenze e le stesse riforme oggi all’esame del Parlamento. D’altra parte pensavamo d’essere usciti dal lungo tunnel della cosiddetta Prima repubblica nella quale impazzavano i governi balneari e bastava una manciata di parlamentari per far saltare una coalizione e portarci alla ingovernabilità o, peggio ancora, alla governabilità degli altri: poteri forti, lobby, ecc. Ora il rischio di una riedizione di questo scenario è possibile. Se riflettiamo, infatti, sulla possibilità che uno schieramento politico che vada da Fini al Pd per presentarsi agli elettori come maggioranza in luogo dell’attuale potrebbe anche avere un modesto successo elettorale ma, alla prova dei fatti, sul piano dei programmi da realizzare, si scioglierebbe come neve al sole. E allora? Credo che Fini abbia fatto male i conti e ora si trova ad un bivio e, purtroppo per lui, qualsiasi strada scelga non avrà che da leccarsi le ferite. Infatti dopo il duro attacco sull’appartamento di Montecarlo donato al suo partito e da questi venduto, pare ad una società di comodo ad un prezzo irrisorio, e oggi stranamente affittato al fratello della sua compagna, la conseguenza dovrebbe essere quella delle sue dimissioni da presidente della Camera. Se non lo fa entro novembre si andrà al voto e diventerà, di fatto, la palla di piombo ai piedi della coalizione portandola ad una possibile sconfitta. Ma se si dimette da Presidente il gruppo finiano si sfalderà e molti rientreranno nel Pdl con la coda tra le gambe e le elezioni anticipate saranno scongiurate. E la morale quale potrebbe essere? Che Berlusconi è un uomo chiacchierato ma gli elettori lo hanno scelto come male minore per evitare una opposizione solo litigiosa e incoerente, ma non sono disposti ad un’altra avventura senza essere certi che questa volta il male non c’è. Perseverare sarebbe diabolico (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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No numeri per un governo transizione

Posted by fidest press agency su martedì, 3 agosto 2010

“Parlare di campagna acquisti è improprio, è un momento in cui molti devono decidere dove collocarsi, non c’è nulla di male se Berlusconi invita alla coerenza chi è stato eletto nel Pdl”. Lo ha detto il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri intervenendo nel corso di “Trnews mattina”, programma dell’emittente regionale salentina TeleRama. Intervento disponibile al link: http://www.youtube.com/watch?v=MWw84OGnN8Y Gasparri ha detto che “non ci sono i numeri in Parlamento per un Governo di transizione e che sarebbe meglio andare a votare”. Sulla sfiducia a Caliendo: “non ci sono gli elementi per votarla”. Sul gruppo dei finiani al Senato dice: “è un problema soprattutto per chi fa questa scelta, contrariamente al mandato ricevuto dagli elettori. Conosco molti di loro e sono delle persone responsabili”. Infine Gasparri interviene sulla candidatura di Nichi Vendola alle primarie del centrosinistra: “una candidatura che crea più problemi al centrosinistra e non al centrodestra. Il Pd non l’ha accolta con molto entusiasmo. Ha spiazzato soprattutto Bersani e non Berlusconi.” Ma il centrodestra chi preferirebbe come sfidante di Berlusconi tra Bersani e Vendola? “Per noi meglio Vendola, perchè i settori moderati del centrosinistra avrebbero difficoltà a sostenerlo”.

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Cucinelli: giro d’affari

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 marzo 2010

Brunello Cucinelli ha chiuso il 2009 con un giro d’affari di 154.69 milioni di euro, in progresso del 7.53% rispetto ai 143.86 milioni dell’anno precedente e con utile di 8.82 milioni, in aumento del 11.22% rispetto al 2008. Giunti ormai quasi alla fine della campagna vendite Inverno 2010, si ipotizza, per l’anno in corso, una crescita pari a circa il 16.3%, con un fatturato di 180.00 milioni di euro. “Il 2008 e il 2009 hanno rappresentato un biennio di transizione e ridefinizione del panorama economico, morale e civile della nostra umanità. Due anni in cui tutti noi abbiamo dovuto rallentare, guardarci dentro, reinventarci”, -commenta Brunello Cucinelli.”Considero il 2010, il primo anno di un nuovo mondo. Un mondo in cui si è tornati a progettare con cautela.  Dopo aver affrontato l’incertezza, siamo forse un po’ meno sicuri di noi, un po’ più incerti ma, forse, un po’ più tolleranti, più solidali, più umani.” L’azienda di Solomeo prosegue il suo piano di investimenti. Ha inaugurato il nuovo anno con l’apertura di quattro nuovi punti vendita: a New York in Madison Avenue, in Belgio a Knokke, a Mosca nel Gum e infine nella storica Bologna, raggiungendo così il numero di 42 monobrands che, a fine anno, dovrebbe arrivare intorno ai 50.

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Digitale: ora rischiano le tv locali

Posted by fidest press agency su sabato, 23 maggio 2009

“L’avvio del digitale terrestre  richiede un intervento concreto del Ministero delle comunicazioni e dello Sviluppo economico per evitare che le Tv locali ne escano indebolite e di fatto azzerate”: lo hanno detto oggi in un incontro con le testate locali piemontesi il Segretario regionale del PD Gianfranco MORGANDO e l’On. Giorgio MERLO, Vice Presidente Commissione Vigilanza Rai.  “In Piemonte una serie di problemi tecnici devono essere affrontati e risolti prima della transizione definitiva dal sistema analogico a quello digitale previsto per il prossimo settembre. Ci sono asset industriali e livelli occupazionali da tutelare. Ci sono attività imprenditoriali storiche da salvaguardare. Occorre definire una road map dei problemi e degli inconvenienti tecnici riscontrabili sul territorio, dei possibili interventi che si richiederanno sugli impianti ripetitori per evitare che qualche Tv perda il segnale, o lo veda interferito da altri, o che gruppi di cittadini possa subire gravi disagi. Non si può procedere all’insegna del ‘fare presto e ad ogni costo’ che sembra essere la parola d’ordine dei Ministeri competenti. In particolare nella nostra Regione occorre pretendere che il Ministero renda pubblica questa road map con indicazione dettagliata dei problemi tecnici che si verificheranno affinché non ci siano rischi di oscuramento per nessuno. Insomma, in Piemonte l’avvio del digitale non può significare una riduzione del pluralismo né una potenziale crisi per le testate locali che restano una garanzia di professionalità, di ricchezza culturale ed informativa. Noi vigileremo e staneremo il Governo affinché intervenga per evitare il rischio di chiusura di molte testate giornalistiche locali”.

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