Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘transizione’

Hitachi: così l’Italia può definire una transizione energetica sostenibile

Posted by fidest press agency su martedì, 5 ottobre 2021

Ad una settimana dal lancio del Pre-Cop26, Hitachi ha presentato, presso la sede di Boston Consulting Group (BCG) “Race to Zero: How to Define a Sustainability Plan for Italy”, iniziativa patrocinata dal Ministero della Transizione Ecologica. L’incontro è stato occasione per illustrare i risultati di un’analisi approfondita condotta in collaborazione con BCG, contenente una serie di azioni prioritarie per ridurre l’impronta di carbonio italiana attraverso l’applicazione di tecnologie innovative. In primo luogo, l’Italia dovrebbe consumare ed diminuire le emissioni migliorando l’efficienza dei processi esistenti, e in questo la tecnologia digitale è la chiave per raggiungere gli obiettivi. Entro il 2030, l’economia mondiale crescerà del 40% ma dovrà consumare il 7% in meno per essere in linea con l’obiettivo “net zero” entro il 2050. In secondo luogo, l’Italia dovrebbe aumentare l’energia primaria derivante da fonti rinnovabili, cambiando progressivamente il mix. Quasi 1 tonnellata di CO2 su 3 oggi deriva dal solo settore energetico, ma entro il 2050 il settore sarà dominato globalmente dalle rinnovabili e l’elettricità rappresenterà quasi il 50% del consumo totale di energia a livello globale – rispetto al 20% circa di oggi. Per citare una fonte, l’eolico offshore potrebbe diventare un’industria di produzione rinnovabile di 5 GW entro il 2040 – secondo l’ANEV Associazione Nazionale dell’Energia Eolica. La necessità di integrare risorse rinnovabili su larga scala nella rete elettrica aggiunge strati di complessità ai modelli di produzione e distribuzione dell’energia, e tre elementi principali sono necessari per gestire questa crescente complessità: ° Tecnologie di stoccaggio e loro diffusione ° Reti elettriche nuove e migliorate sia a livello di distribuzione che di trasmissione ° Ampia diffusione delle tecnologie digitali per assicurare l’affidabilità e l’efficienza energetica economica e operativa: La digitalizzazione può portare a impatti positivi dal punto di vista di una più facile gestione dei sistemi energetici e della loro ottimizzazione. In terzo luogo, una volta che il processo sarà efficiente e l’energia “pulita”, sarà necessaria l’elettrificazione del consumo quando possibile ed economicamente sostenibile. Questo significa utilizzare l’elettricità come principale fonte di energia: una scelta che il mondo ha già fatto, ma che deve accelerare. Tutti gli ambiti di utilizzo sono coinvolti, dal consumo energetico industriale, alla mobilità, dal riscaldamento alla cucina. Guardando alla mobilità, il settore dei trasporti (aerei, ferroviari, marittimi, autotrasporti pesanti e leggeri) è responsabile di circa il 16% delle emissioni globali di gas serra (GHG) e del 28,6% di quelle italiane (99,5 milioni di tonnellate di CO2 equivalente). Attualmente, il maggior contributo alle emissioni è dato dal trasporto su strada, principalmente auto e autobus (93%). I combustibili fossili rappresentano ancora la principale fonte di energia. Infine, quando l’energia non è un’opzione, per i settori cosiddetti “Hard-to-abate” si devono adottare nuove fonti a basso contenuto di carbonio come l’idrogeno, i biocarburanti, i syn-fuels.

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Transizione digitale per le PMI lombarde

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 settembre 2021

La transizione digitale, in particolar modo quella legata alle tecnologie di Industria 4.0, potrebbe essere nei prossimi 7 anni a costo zero per molte PMI lombarde. È quanto emerge dalla stima effettuata dal Centro Studi CNA Lombardia, che ha valutato il combinato disposto di PNRR e dei fondi strutturali di Next Generation EU, che copriranno in maniera sinergica sia investimenti in ricerca, tecnologia e macchinari grazie al FESR, sia gli investimenti in capitale umano grazie al FSE plus.In sintesi, nei prossimi 7 anni le imprese lombarde potranno contare su aiuti e sostegni nell’ambito 4.0 e crescita digitale pari a 9,8 miliardi di euro, pari a 5 volte il totale dei fondi strutturali spesi negli ultimi 7 anni da Regione Lombardia tramite il FESR e il FSE ovvero per ricerca, innovazione, sviluppo, formazione, istruzione e politiche sociali e politiche attive per il lavoro.Queste risorse, secondo le stime CNA, genereranno due mercati paralleli. Da una parte infatti crescerà il bisogno di esperti e consulenti esterni muovendo un volume d’affari nella sola Lombardia pari al 20% delle risorse, ovvero 1,98 miliardi di euro. Dall’altra si prevede che le imprese investano nel capitale umano ed in particolare nella formazione continua, creando un volume d’affari che tipicamente è pari al 10% dell’investimento, ovvero 0.98 miliardi di euro. In questo caso le risorse del POR FSE regionale non saranno sufficienti a coprire i fabbisogni di formazione continua del personale, ma le PMI potranno giocare due carte di assoluto rilievo: da una parte il rifinanziamento del Fondo Nuove Competenze (il MISE ha assicurato un miliardo di euro su base nazionale), dall’altra l’accesso alle risorse dei fondi interprofessionali.In questa direzione si muove l’intesa siglata tra CNA Lombardia, l’ente di formazione Ecipa Lombardia e il MADE, Competence Center per l’Industria 4.0 per la definizione e la costruzione di percorsi formativi a favore della digitalizzazione delle micro e piccole imprese del territorio.L’iniziativa punta a finanziare i percorsi formativi con le risorse di Regione Lombardia a valere sul Programma Operativo Regionale FSE. Le imprese troveranno inoltre risposte formative incardinate a 5 filoni tematici: prodotto 4.0 e processo 4.0; manutenzione 4.0; big data 4 small business; automazione, robot, cobot ed ottimizzazione di processo; transizione sostenibile ed economia circolare.

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Transizione dall’era fossile a quella rinnovabile nell’industria chimica

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 agosto 2021

I membri della Renewable Carbon Initiative (RCI) (www.renewable-carbon-initiative.com), fondata nel settembre 2020, hanno unito le forze per dare forma alla transizione dall’era fossile a quella rinnovabile nell’industria chimica e dei materiali. Questo significa diffondere il concetto di carbonio rinnovabile e sviluppare nuove catene di valore basate sul carbonio rinnovabile come materia prima.Nel frattempo, sono iniziate diverse attività di cui possono beneficiare anche i membri futuri. La prima e più importante è l’avvio di un’analisi politica ad ampio raggio. Quali saranno gli effetti della prossima regolamentazione dei prodotti chimici, della plastica e di altri materiali? Quando e dove è opportuno enfatizzare e citare l’idea del carbonio rinnovabile? L’analisi politica esaminerà le politiche attuali nell’Unione Europea – ed è prevista una successiva espansione anche in America e in Asia. Verrà posta un’attenzione particolare alle politiche e alle regolamentazioni in via di attuazione e sul loro impatto sul carbonio rinnovabile. I membri stanno attualmente decidendo da dove iniziare esattamente, ma le questioni che possono essere prese in considerazione sono: cosa significa la nuova legge sul clima e il “Fit for 55-Package” per le sostanze chimiche e i materiali? Cosa ci si può aspettare dal regolamento REACH e dalle restrizioni sulle microplastiche? Quanto è rilevante la “Sustainable Products Initiative” e le prossime restrizioni per i Green Claims? Economia circolare, inquinamento zero e finanziamento sostenibile sono parole chiave del futuro panorama europeo, che nei prossimi anni potrebbero diventare molto concrete per la chimica e i materiali. Fino a che punto il concetto di carbonio rinnovabile per i materiali è già stato considerato nelle politiche attuali e come potrebbe essere ulteriormente introdotto nella legislazione futura, sono due dei temi principali su cui indaga il gruppo di lavoro “Politica”.A questo gruppo di lavoro possono partecipare tutti i membri dell’RCI. Gli esperti di politica forniscono la loro analisi come base, organizzando discussioni tra i membri del gruppo di politica e pianificando incontri con i responsabili politici per introdurre il concetto di carbonio rinnovabile Sono stati creati altri gruppi di lavoro, uno dei quali si concentra sulla comunicazione e l’altro sullo sviluppo di un marchio per il carbonio rinnovabile. All’inizio di settembre verrà introdotta una comunità del carbonio rinnovabile come punto di partenza per un’interazione ancora maggiore tra i membri, per discutere strategie, creare nuove catene di valore e avviare consorzi di progetto. La Renewable Carbon Initiative (RCI) è un gruppo dinamico e ambizioso di parti interessate. Da quando è stato formato, quasi un anno fa, il numero dei membri è più che raddoppiato e ora fanno parte dell’RCI 25 membri, 6 partner e oltre 200 sostenitori. L’iniziativa accoglie tutte le aziende che hanno intrapreso il percorso di trasformazione della loro base di risorse da fossili a rinnovabili.

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“Il Superbonus al 110% è uno dei pilastri della transizione ecologica”

Posted by fidest press agency su martedì, 24 agosto 2021

Almeno per due ordini di motivi: il primo, perché va fatto un grande lavoro sull’efficientamento energetico (e sismico) degli edifici; il secondo, perché la sostenibilità ambientale va di pari passo con la sostenibilità sociale ed economica, e la riqualificazione ambientale produce utili e lavoro. Questo è un concetto che noi del MoVimento 5 Stelle abbiamo molto chiaro, ed è per questo che stiamo spingendo molto su questa misura.Il Superbonus sta funzionando e, grazie al grande lavoro Parlamentare, durante la conversione del Decreto Semplificazioni, ha avuto, proprio in queste ultime settimane, un’importante accelerazione. L’introduzione del modello unico ha, infatti, drasticamente semplificato gli adempimenti per accedere all’agevolazione. In un solo mese (da luglio ad agosto) abbiamo registrato un grande aumento dei cantieri avviati, che attualmente sono 32 mila, e i lavori nei condomini sono incrementati del 45%.Stiamo riuscendo così a garantire ad un maggior numero di cittadini la possibilità di ottenere, per i loro immobili, una maggiore efficienza da un punto di vista energetico e sismico. E da questo processo di transizione, con la riduzione delle emissioni ed una rigenerazione urbana, a trarne beneficio non saranno solo i singoli cittadini ma l’intera comunità. Questa resta una misura strategica”. Così, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Agricoltura: Processi di transizione ecologica e digitale

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 luglio 2021

Il Governo si è dichiarato pronto a valutare l’opportunità di introdurre misure di sostegno finalizzate ad accelerare i processi di transizione ecologica e digitale delle imprese agricole, come per esempio l’introduzione di un voucher destinato all’acquisto di servizi innovativi integrati per la smart agriculture, al fine di poter incrementare la trasformazione digitale del settore agricolo, migliorandone l’efficienza e la sostenibilità”. A dichiararlo è il deputato Luciano Cadeddu, esponente M5S in commissione Agricoltura e primo firmatario dell’ordine del giorno approvato nell’ambito della conversione in legge del decreto Sostegni-bis.“Nel 2020 – prosegue -, le start up agrifood hanno visto investimenti a livello globale per circa 30 miliardi di dollari, registrando una crescita di oltre il 30%. In Italia, il mercato della smart agriculture rappresenta circa il 10% delle start up nazionali. Nuovo sviluppo giungerà grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che stanzia 500 milioni di euro per l’innovazione e la meccanizzazione nel settore agricolo e alimentare. L’introduzione di tecniche di agricoltura di precisione e l’utilizzo di tecnologie, infatti, sono elementi imprescindibili per la riduzione delle emissioni e la sostenibilità ambientale nonché sono in grado di aiutare gli agricoltori a trasformare più rapidamente i propri metodi di produzione”.“La digitalizzazione del comparto agricolo, pertanto – aggiunge Cadeddu – gioca un ruolo fondamentale per ottenere migliori risultati ambientali, aumentare la resilienza climatica e ottimizzare i processi produttivi. La diffusione di nuove tecnologie digitali come Internet of Things, big data, intelligenza artificiale e blockchain possono contribuire al rilancio dell’agricoltura italiana, comparto strategico per il Paese, preparandolo alle grandi sfide su scala globale come la sostenibilità, i cambiamenti climatici e la povertà alimentare” conclude.

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L’Europa riconosce il nostro impegno verso la transizione energetica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 giugno 2021

“Grande soddisfazione per la risposta dell’Unione Europea sul Pnrr, soprattutto per quanto riguarda il tema ambientale: Bruxelles ha giudicato il programma presentato dall’Italia ben allineato al Green Deal, con il 37% di misure volte alla transizione climatica e attente a migliorare l’efficientamento energetico e l’impatto sull’ambiente. Con gli strumenti offerti dal Recovery Fund è stato fatto un percorso articolato per giungere a questo risultato di cui possiamo essere orgogliosi. Si tratta di un Piano che condurrà il Paese verso gli obiettivi internazionali di riduzione delle emissioni di gas serra del 55% nel 2030 e di un impatto zero sul clima entro il 2050”. Così la presidente della commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera, Alessia Rotta (Pd). “Dobbiamo proseguire su questa strada che è quella giusta. I prossimi anni – aggiunge Rotta – saranno caratterizzati dall’attuazione concreta delle proposte e al tempo stesso dalla definizione di politiche a lungo termine che pongano sempre più al centro la transizione dei sistemi produttivi verso un modello più sostenibile”.

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Governo. Economia di transizione o no?

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 giugno 2021

Uscire dalla pandemia e trasformare il nostro sistema economico da assistito a competitivo. Il problema l’ha posto Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia, al Festival dell’economia di Trento. I fondi del Recovery Plan dovrebbero promuovere la “transizione” ad una economia che non sia supportata dallo Stato, cioè dal contribuente, che, giustamente, lamenta l’eccessiva imposizione fiscale che va a coprire i buchi di una economia statalizzata. Facciamo un esempio. Che cosa vuole fare lo Stato dell’Alitalia? Cosa vuole fare il Comune di Roma di Atac, l’azienda dei trasporti locali? La domanda non è peregrina perchè in 12 anni queste due aziende sono costate 20 miliardi di soldi pubblici, cioè del contribuente. Dunque, occorre chiarire il concetto di “transizione”, vale a dire se si intenda mantenere uno Stato presente direttamente (si ricorre sempre più spesso ai fondi della Cassa depositi e prestiti), oppure uno Stato che definisce le regole ed affettua i controlli? Crediamo che questa sia la sfida dei prossimi anni. Le rendite di posizione statali o private per benevola concessione, non sono più sostenibili, perché alla fine il cerino rimane tra le dita del contribuente. Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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Continua l’impegno di Enerqos nella transizione energetica

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 Maggio 2021

In base alle stime del Rapporto, oltre 15 miliardi di euro sono stati destinati alla promozione della sostenibilità, dei quali 11,9 per l’incentivazione dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, 1,1 miliardi per l’efficienza energetica e per le rinnovabili nel settore termico, 1 miliardo dedicato ai biocarburanti.Questi i principali numeri relativi all’attività svolta nel 2020 dal Gestore dei Servizi Energetici, società del Ministero dell’Economia e delle Finanze che in Italia promuove lo sviluppo sostenibile attraverso l’incentivazione dell’efficienza energetica, delle fonti rinnovabili, ma anche tramite una capillare campagna di informazione e formazione rivolta a cittadini, Pubbliche Amministrazioni e imprese.In quest’ottica, il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima è divenuto la bussola per orientare le azioni tese a raggiungere i target 2030: riduzione delle emissioni dal 40% al 55%. In questo quadro si è inserita l’elaborazione del Piano Nazionale Italiano di Ripresa e Resilienza (PNRR), appena varato, nel solco delle traiettorie di decarbonizzazione individuate dal PNIEC.“Enerqos Energy Solutions opera da più di 15 anni con la missione di prendersi cura dell’ambiente, offrendo un vantaggio competitivo alle aziende italiane attraverso soluzioni di efficientamento energetico ed energie rinnovabili- dichiara il Presidente Giorgio Pucci-. I nostri interventi fanno leva sulle nostre competenze tecnologiche ed energetiche, generando risultati concreti in termini economici, riduzione dei consumi e delle emissioni. Siamo parte della transizione energetica”. Con una copertura da fonti rinnovabili stimata al 20% dei consumi energetici complessivi nei settori elettrico, termico e dei trasporti, l’Italia nel 2020 ha superato gli obiettivi fissati dall’Unione europea (17% al 2020 per l’Italia). Inoltre, nel settore elettrico il 37% dei consumi è stato soddisfatto da fonti rinnovabili, cui è associata una produzione di circa 116 TWh, grazie anche a nuovi impianti installati per oltre 900 MW di potenza (dei quali circa 750 di fotovoltaico) e all’incremento della produzione fotovoltaica dovuta al maggior irraggiamento solare. Il fotovoltaico sarà protagonista anche nel 2021 grazie all’avvio dei progetti relativi all’Autoconsumo collettivo e alle Comunità energetiche.

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Riforma Pac e transizione verde

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 Maggio 2021

Dopo mesi di discussioni, è giunto per l’Europa il momento di fornire le risposte che l’agricoltura attende da molto tempo – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Nel consiglio Agricoltura e Pesca (Agrifish), in programma a Bruxelles il 26 e 27 maggio, si parlerà della riforma della Pac e delle nuove tecniche agroalimentari. Altri temi sul tavolo sono il Piano di azione per l’agricoltura biologica e il vertice Onu sui sistemi alimentari di settembre. Al termine della riunione, dovrebbero emergere in modo più chiaro le reali intenzioni dell’Europa.I Paesi dell’Unione hanno ancora spazio di manovra per imprimere una svolta all’agricoltura, ma non si può ignorare il rischio che preferiscano restare ancorati al sistema produttivo agroindustriale – spiega Tiso. Gli interessi costituiti sono molti, così come forti sono le pressioni esercitate su Governi affinché lo scenario non cambi. Tra i pericoli, c’è anche quello che gli Ogm possano rientrare tra le coltivazioni consentite attraverso le cosiddette Nuove tecniche genomiche.Mentre il Governo italiano prepara una cabina di regia per la gestione delle risorse del Recovery Fund, è bene tenere alta l’attenzione non solo sull’ammontare dei fondi in arrivo, ma anche sulle priorità che l’Europa stabilirà per il settore primario. Non basta infatti avere a disposizione nuovi fondi. E’ altrettanto necessario saperli spendere nel migliore dei modi, identificando gli investimenti che possono permettere una reale transizione verde della nostra agricoltura e superando le inevitabili resistenze che ogni cambiamento porta con sé.

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PE: sì al fondo da 17,5 mld per una transizione giusta verso un’economia verde

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 Maggio 2021

Il pacchetto, approvato martedì in via definitiva, di investimenti comprende 7,5 miliardi di euro dal quadro finanziario pluriennale 2021-2027 e 10 miliardi supplementari dallo strumento europeo per la ripresa. Per essere ammissibili, i progetti devono concentrarsi su diversificazione economica, riconversione o creazione di posti di lavoro, oppure contribuire alla transizione verso un’economia europea sostenibile, circolare e climaticamente neutra.Il Fondo per una transizione giusta (JTF) finanzierà l’assistenza nella ricerca di lavoro, le opportunità di riqualificazione e miglioramento delle competenze, ma anche l’inclusione attiva dei lavoratori e delle persone in cerca di occupazione durante la transizione dell’economia europea verso la neutralità climatica. Sosterrà microimprese, incubatori di imprese, università e istituti di ricerca pubblici, investimenti nelle nuove tecnologie energetiche, efficienza energetica e mobilità locale sostenibile.Il Fondo per una transizione giusta esclude il sostegno a inceneritori e progetti di disattivazione o costruzione di impianti nucleari, oppure ad attività collegate ai prodotti del tabacco e investimenti relativi ai carburanti fossili.Nei loro piani nazionali per una transizione giusta, i Paesi UE dovranno identificare i territori maggiormente colpiti dalla transizione energetica e concentrare in quelle zone le risorse del Fondo. Particolare attenzione sarà dedicata alle specificità di isole, zone insulari e regioni ultraperiferiche.Su iniziativa del Parlamento, sarà introdotto un meccanismo di ricompensa ecologica, se il bilancio del Fondo sarà aumentato in seguito alla revisione di medio termine, dopo il 31 dicembre 2024. Queste risorse supplementari verranno distribuite tra gli Stati membri, e i paesi che riusciranno a ridurre le emissioni industriali di gas a effetto serra riceveranno maggiori finanziamenti.

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Convegno “Transizione ecologica in agricoltura è fare la scelta giusta”

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 Maggio 2021

“Avremo una vera transizione ecologica in agricoltura se al calcolo della sostenibilità ambientale delle aziende agricole sommeremo il rating economico degli investimenti. La politica e gli istituti di credito sono pronti a sostenere il cambiamento dei processi produttivi affinché il costo della transizione non si traduca in una perdita di reddito per le imprese. L’obiettivo è sfamare tutti in maniera adeguata e sostenibile e potremo raggiungerlo solo valutando il legame doppio tra impronta ecologica e guadagno economico degli agricoltori”. Lo dichiara Filippo Gallinella (M5S), presidente della commissione Agricoltura della Camera a margine del webinar “Transizione ecologica in agricoltura è fare la scelta giusta” a cui hanno partecipato la sottosegretaria al Ministero della Transizione Ecologica, Ilaria Fontana, il prof. Silvio Franco e il ricercatore Angelo Martella dell’Università della Tuscia, Maurizio Gambi (agronomo ET13), Giulietta Magagnoli (direttrice generale CAL Parma), e Claudia Pasquini, Responsabile Ufficio Rischi, Controlli e Sostenibilità ABI (Associazione Bancaria Italiana). “Oggi abbiamo visto come un modello di calcolo dell’impronta ecologica possa determinarsi a partire da semplici e puntuali input, dando un valore univoco che, se positivo, si traduce in un miglioramento per l’ambiente. Ciò andrà accompagnato – prosegue Gallinella – con un modello di rating in grado di valutare la redditività del cambiamento del processo produttivo. Nella transizione ecologica, un ruolo determinante e cruciale lo svolgeranno gli istituti di credito che stanno già operando con strumenti che vincolano i fondi ad un utilizzo sostenibile oppure come capitale circolante con un patto su indicatori di miglioramento delle performance ambientale. Un trattore fermo, infatti, non produce lavoro né cibo: dobbiamo far funzionare quel trattore nel modo più sostenibile possibile” conclude.

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Transizione verde e politiche industriali degli anni passati

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 Maggio 2021

Le misure per l’agricoltura all’interno del Piano nazionale di ripresa e resilienza sono frutto di un approccio che ricorda le politiche industriali degli anni passati. Si tratta di un’impostazione che è necessario superare se si vuole realizzare una vera transizione ecologica – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Prima ancora della quantità di fondi destinati al settore primario, è l’impianto generale a suscitare perplessità. Come alcuni osservatori hanno già sottolineato, nel piano non c’è infatti alcun riferimento all’agroecologia e all’agricoltura biologica. Un’omissione in aperta contraddizione con gli obiettivi del Green Deal europeo che non può passare inosservata.Per l’agroalimentare il Governo ha stanziato 6,8 miliardi di euro con lo scopo di migliorare le dotazioni logistiche, promuovere il fotovoltaico, ammodernare le macchine agricole e favorire i contratti di filiera – prosegue Tiso. Gli obiettivi, di per sé condivisibili, sono inseriti in un’agenda che non restituisce la dovuta centralità al cibo, all’ambiente e alla salute dei consumatori. Persiste la visione che considera l’agricoltura un settore accessorio all’industria, dimenticando le importanti ricadute che il primario ha su tutti gli aspetti della vita.La nuova consapevolezza che assegna all’agricoltura un ruolo centrale non solo nel sistema economico, ma anche nella lotta per la difesa dell’ambiente e nel contrasto al cambiamento climatico, non è rispecchiata se non in minima parte dal piano del Governo. Tale debolezza di visione conferma che il primo indispensabile cambiamento per realizzare una rivoluzione verde è di tipo culturale.

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Cia, bene apertura Ue a “genome editing” indispensabile per transizione green

Posted by fidest press agency su sabato, 1 Maggio 2021

Le nuove biotecnologie agrarie non hanno nulla a che vedere con gli Ogm e sono un importante passo in avanti dell’ingegneria genetica. Cia-Agricoltori Italiani commenta con favore il risultato storico dello studio della Commissione Ue sulle nuove tecniche di modificazione del genoma –genome editing-, che porteranno a nuovo quadro giuridico indispensabile alla transizione green del settore agricolo, come definito dalla strategia Farm to Fork.Con un appoggio rigorosamente scientifico, lo studio ribalta le conclusioni della Corte di Giustizia Europea del luglio 2018, che equiparavano le varietà ottenute con le più innovative tecnologie di miglioramento genetico agli Ogm tradizionali. La sentenza vincolava, dunque, le nuove biotecnologie alla legislazione obsoleta che norma gli Organismi geneticamente modificati, impedendo, di fatto, al settore rurale di affrontare con tempestività le sfide del mercato globale e di realizzare gli obiettivi di sostenibilità tracciati dal Green Deal. “Il genome editing –dichiara il presidente Cia, Dino Scanavino- non presuppone inserimento di Dna estraneo mediante geni provenienti da altre specie. Si opera, infatti, internamente al Dna della pianta, che rimane immutato e assicura la continuità delle caratteristiche dei nostri prodotti, garantendo anche l’aumento delle rese, insieme alla riduzione dell’impatto dei prodotti chimici e al risparmio di risorse idriche”.Le nuove biotecnologie premiate nel 2020 col Nobel della chimica, arrivano, infatti, a perfezionare il corredo genetico delle piante in maniera simile a quanto avviene in natura, ma con maggior precisione e rapidità, oltre ad avere il vantaggio di essere poco costose e di potersi facilmente adattare alle tante tipicità dei nostri territori.“L’agricoltura non può fare a meno del miglioramento genetico, che ha da sempre accompagnato la sua storia mediante le tecniche tradizionali di incrocio e innovazione varietale –ha spiegato Scanavino-. Oggi abbiamo bisogno di ulteriore miglioramento per adattare le nostre colture a un contesto ambientale trasformato dal cambiamento climatico e minacciato dalla Xylella e dai patogeni fungini che attaccano la vite”. “Un ultimo aspetto, riguarda la gestione di queste innovazioni –conclude Scanavino-. Non possiamo permetterci che il miglioramento genetico sia gestito solo da multinazionali lontane dalle esigenze reali del mondo agricolo. Dobbiamo, dunque, promuovere tutti gli strumenti che possano sviluppare nuove relazioni tra pubblico e privato e interazioni più strette tra mondo dell’impresa e mondo della ricerca”

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“Allevamenti bovini e transizione ecologica”

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 aprile 2021

Questo il titolo del webinar promosso da Cia-Agricoltori Italiani, in programma martedì 27 aprile, alle ore 10:30. Obiettivo raccontare un settore pieno di sfumature, che ogni giorno mescola tradizione e innovazione scientifica, e che vuole essere attivamente coinvolto e dare un forte contributo alla sfida della sostenibilità, come chiede l’Europa con il Green Deal.L’evento, in diretta streaming qui, si terrà in un’azienda specializzata nell’allevamento di bovini, la Società Agricola Vio Antonio e C. in località Valcasoni, Eraclea, nella provincia di Venezia.Dopo i saluti del presidente di Cia Veneto Gianmichele Passarini, il videomessaggio del ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli e quello del presidente della Regione Veneto Luca Zaia, ci sarà la relazione introduttiva “Traguardi raggiunti e obiettivi futuri” a cura di Bruno Ronchi, ordinario di Nutrizione e Alimentazione Animale dell’Università della Tuscia.A seguire, moderati dal giornalista Mimmo Vita, si terranno gli interventi di: Matteo Boso, presidente O.I.C.B. Organizzazione Interprofessionale Carne Bovina, su “Allevamenti in linea con la sostenibilità”; Tiziana Stallone, biologa nutrizionista, su “Consumo di carne e impatto su ambiente e salute”; Andrea Gavinelli, capo unità Benessere animale e Resistenza antimicrobica della DG Sante Commissione Ue, su “La produzione animale nel contesto del Green Deal”; Carlo Siciliani, presidente Uniceb, su “Esigenze del trasferimento tecnologico nella trasformazione delle carni”; Marcello Veronesi, presidente Assalzoo, su “Contributo dell’alimentazione animale nel processo di transizione ecologica”. Parteciperanno al webinar Jean Pierre Fleury, presidente Gruppo di Lavoro Carni Bovine del Copa-Cogeca, e Giampaolo Vallardi, presidente Commissione Agricoltura del Senato. A concludere i lavori sarà Dino Scanavino, presidente nazionale Cia-Agricoltori Italiani.

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Transizione ecologica del sistema agroalimentare italiano

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 aprile 2021

Una lettera al Presidente del Consiglio Draghi e al Ministro Patuanelli per chiedere di allineare l’Italia alle strategie di transizione ecologica dell’Unione europea. AIAB, Assobio, Associazione per l’Agricoltura Biodinamica e FederBio hanno inviato oggi una lettera al Presidente Mario Draghi e al Ministro Patuanelli per chiedere che lo sviluppo del biologico costituisca un elemento centrale della transizione ecologica del sistema agricolo e alimentare.Mentre l’Europa punta fortemente sulla conversione al biologico con il Green Deal e le strategie di attuazione Farm to Fork e Biodiversità, che hanno l’obiettivo ambizioso di triplicare le superfici agricole coltivate a biologico e ridurre l’uso dei pesticidi e degli antibiotici del 50% entro il 2030, l’Italia sta perdendo un’opportunità concreta per lo sviluppo di un settore che può contribuire alla ripresa economica del Paese. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza non prevede infatti investimenti strategici per favorire la conversione al biologico, settore che vede l’Italia fra i Paesi leader in Ue.Con oltre 80.000 imprese certificate e più di due milioni di ettari di superficie agricola coltivata o in conversione al biologico, il 16% della superficie agricola totale, l’Italia è un punto di riferimento non solo per la produzione ma anche per la trasformazione e l’esportazione, con quasi 7 miliardi di euro di fatturato complessivo.Il biologico è un settore che continua a crescere a ritmi decisamente elevati sia come consumi che come produzione, inoltre attrae imprenditoria giovanile, investimenti e genera nuova occupazione, inserendosi perfettamente nell’ambito di un’economia sempre più circolare e “verde”. Deluse dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che, a differenza delle strategie europee, non fa alcun riferimento al biologico, le principali Associazioni del bio hanno scritto al Presidente del Consiglio per sollecitare interventi finalizzati alla conversione al biologico, quale asset fondamentale per il rilancio del sistema agroalimentare.In particolare, nella lettera si auspica che nel percorso di stesura definitiva del PNRR possano essere accolte le proposte che le Associazioni avevano già avanzato nel corso dell’audizione presso la Commissione agricoltura della Camera, nessuna delle quali è stata inserita nel parere condizionato che è stato espresso.Nello specifico si fa riferimento alla digitalizzazione e innovazione del sistema del biologico per favorire la trasparenza delle filiere e la semplificazione per le imprese del settore, a interventi diretti a promuovere lo sviluppo dei distretti biologici e delle filiere di “Made in Italy Bio” e alla promozione di ricerca e innovazione per il biologico finalizzata alla transizione ecologica dei sistemi agricoli e alimentari.Infine, nelle riforme collegate al PNRR relative alla revisione del sistema della fiscalità ambientale per il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030, le Associazioni sollecitano l’inserimento del biologico come sistema produttivo con impatto positivo sull’ambiente e sulla salute anche al fine d’incentivarne i consumi in coerenza con le strategie europee del Green Deal.

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Transizione ecologica tra il dire e il fare

Posted by fidest press agency su martedì, 23 febbraio 2021

“Il tema ambientale cui Bruxelles ci chiede di dare massima attenzione, deve essere sviluppato dal governo Draghi seguendo le priorità e le esigenze del nostro territorio e della nostra economia. L’Ue dia i titoli, ma faccia fare lo svolgimento agli Stati nazionali.
L’Italia deve contrastare il dissesto idrogeologico, mettere in sicurezza le zone ad alto rischio sismico, varare un grande piano di adeguamento sismico di uno sterminato patrimonio edilizio che preveda anche la sostituzione edilizia e l’efficientamento energetico, realizzare le infrastrutture portando l’Alta velocità fino in Sicilia, proteggere coste e arenili dall’innalzamento delle acque derivato dai mutamenti climatici con investimenti e tecnologie appropriate, ripensare il nostro sistema industriale secondo i principi dell’economia circolare il cui significato è anche quello che indica in chi produce il responsabile dei materiali che immette in circolazione.Così come è necessario trasformare con i soldi dell’Europa l’Ilva in uno stabilimento siderurgico ecologicamente esemplare, una vera e propria cittadella dell’acciaio pulito”.E’ quanto ha dichiarato Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi, a margine della trasmissione ‘Omnibus’ su La7.

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L’agricoltura e la transizione ecologica

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2021

Per produrre un impatto misurabile sulla qualità dell’ambiente e sulla tutela del territorio, il ministero della Transizione ecologica dovrà lavorare in stretto coordinamento con quello delle Politiche agricole – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Con l’istituzione del nuovo ministero, il Governo Draghi ha lanciato un segnale preciso in tema di politica energetica e ambientale. Affinché non resti un’operazione di facciata, è però indispensabile che il mondo agricolo sia coinvolto sin dall’inizio nel processo di transizione.L’Europa ha già tracciato un percorso chiaro con le strategie ‘Biodiversità’ e ‘Farm to fork’, che stabiliscono traguardi ambiziosi per il sistema agroalimentare nel suo complesso – continua Tiso. E’ compito del Governo Draghi riprendere il lavoro laddove si era interrotto, facendo dell’Italia uno dei Paesi capofila della rivoluzione verde. Se siamo ai primi posti in Europa per valore aggiunto in agricoltura, siamo anche chiamati ad aprire la strada alla conversione agroecologica di tutto il Vecchio continente.

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Ministero della transizione ecologica ma con quali funzioni?

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 febbraio 2021

Secondo un’indagine commissionata da Facile.it agli istituti di ricerca MuP Research e Norstat, gli italiani si dicono molto attenti alle tematiche ambientali ed oltre il 50% di loro accoglie favorevolmente l’istituzione del nuovo Ministero; mentre risulta contrario appena il 3,1% del campione intervistato. Dai dati della medesima indagine, però, appare chiaro come la funzione del nuovo dicastero non sia stata finora adeguatamente spiegata tanto è vero che, alla domanda Il nuovo governo appena formato da Mario Draghi ha istituito un ministero denominato della transizione ecologica; cosa pensa della istituzione di questo nuovo ministero? ben il 31,5% dei rispondenti dichiara di non averne capito la funzione.

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Governo. Anief: bene al ministero della Transizione ecologica, allo sviluppo del digitale

Posted by fidest press agency su sabato, 13 febbraio 2021

Il Governo di Mario Draghi sta prendendo una forma sempre più europeista. Secondo il sindacalista autonomo Marcello Pacifico “è fondamentale andare a esaminare a fondo il tessuto sociale ed economico che c’è in ogni luogo di produzione o di ricerca del sapere: solo a seguito di uno studio analitico si può infatti attuare un programma definito ed efficace, le cui possibilità di riuscita sono decisamente più alte rispetto a quanto avviene oggi sulla base di parametri rigidi di tipo nazionale sganciati dalla realtà. Uno degli esempi più lampanti di questo sistema è la sempre più anacronistica assegnazione degli organici dei lavoratori della scuola in base al solo mero rapporto numerico con la popolazione studentesca”.“È chiaro – continua Marcello Pacifico – che non tenendo conto di altri fattori, anche endogeni alla scuola, come il supporto culturale e sociale del territorio e degli enti locali, si ottiene un risultato fortemente differenziato e penalizzante verso quegli studenti collocati in aree svantaggiate, con influenze dirette sia sulla ricezione dell’offerta formativa sia sull’abbandono scolastico. Come una logica da superare è quella dello stipendio comune, da ancorare al costo della vita e ai livelli europei, che tenga conto di specificità legate al burnout o al lavoro correlato o, come si è visto in tempo di pandemia, al rischio biologico, pure questo mai considerato ma evidente in un contesto lavorativo come quello scolastico”. Sempre per rimanere sulla scuola, Anief fa presente la necessità di cambiare il sistema di reclutamento, favorendo quelle logiche di assunzione di personale formato “sul campo”, adottate da tempo negli altri Paesi europei. Come dal Recovery Plan ci si aspetta che arrivino novità pure in fatto di digitalizzazione delle scuole, anche con l’introduzione di reti internet super veloci, e di mobilità del personale, “in particolare – dice il presidente Anief – quella transfrontaliera che interessa il settore della ricerca, e si concretizza nella rimozione di tutti i vincoli alla mobilità del personale docente e amministrativo. A partire dall’assurdo obbligo di permanere nel territorio di assunzione per almeno cinque anni, imposto ai docenti immessi in ruolo dallo scorso mese di settembre, e contro di esso il sindacato si sta battendo in tutte le sedi possibili”.

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Trump non ammette sconfitta ma cede a Biden sulla transizione del governo

Posted by fidest press agency su domenica, 29 novembre 2020

By Domenico Maceri, PhD. Laura Ingraham, conduttrice di un programma alla Fox News e grande sostenitrice di Donald Trump, ha recentemente accettato l’idea che Joe Biden sia stato eletto, ammettendo che “bisogna vivere nella realtà”. La realtà era già nota da parecchie settimane ma Ingraham e soprattutto Trump non la volevano accettare. Il presidente uscente, infatti, come ha fatto in tanti altri casi, ha tentato del tutto per ribaltare la realtà obiettiva, fabbricandosi una visione personale di vittoria nell’elezione del 2020. Trump è riuscito a mantenere viva questa sua visione con l’aiuto del suo partito, conducendo il Paese vicino a una crisi costituzionale e allo stesso tempo facendoci vedere la fragilità della democrazia americana. Alla fine però, poco a poco, i legislatori statali e locali repubblicani, molto più che quelli federali, si sono resi conto che la democrazia vale più del loro partito e hanno fatto il loro dovere.Trump da parte sua non ha ancora ammesso la vittoria di Biden ma ha dato il via libera alla transizione, accettando di procedere con le pratiche formali per il trasferimento di fondi federali e le informazioni necessarie alla nuova amministrazione. La sua riluttanza però di accettare la realtà nelle ultime settimane dopo l’elezione ci ha aperto gli occhi al pericolo di un individuo che dava chiari segnali di volersi prendere il potere, mettendo da parte la democrazia che esiste in America da più di tre secoli. Le cifre complete dell’esito elettorale non sono ancora disponibili al 100% ma vi erano già abbastanza dettagli per determinare il vincitore presidenziale.Trump aveva già preparato il terreno per contestare l’esito durante la campagna elettorale asserendo a destra e manca che i voti per corrispondenza avrebbero truccato l’elezione. Si tratta di una grande falsità ma anche di ipocrisia. Trump sa benissimo che il voto per corrispondenza non gli causa problemi come si vede chiaramente dallo Stato dell’Utah che ha una storia abbastanza lunga di condurre le elezioni quasi completamente per corrispondenza. Nessun broglio in Utah per Trump perché, dopotutto, si tratta di uno Stato affidabilmente “red”, ossia che sempre vota per i repubblicani. Nemmeno vi è stata alcuna critica sulla Florida dove molti elettori anziani votano per corrispondenza, e guarda caso, anche quest’anno ha dato la maggioranza dei suoi consensi al presidente uscente.Per Trump i brogli sono avvenuti in quegli Stati che lui ha perso, specialmente il Michigan, la Pennsylvania, la Georgia, il Wisconsin, l’Arizona e il Nevada che gli hanno negato la rielezione. Per cercare di ribaltare gli esiti annunciati dai media e poco a poco degli Stati che hanno certificato i risultati, Trump ha continuato la sua campagna di tweet velenosi in cui ha ripetuto (e continua a ripetere) che alla fine lui vincerà. Questo gli è stato utile per mantenere soddisfatta la sua base ma anche per fare richiesta di contributi per le spese legali che dovrebbero condurre alla vittoria. I suoi sostenitori però forse non avranno notato che il 60% di questi contributi possono essere usati anche per saldare i debiti della campagna elettorale invece di pagare gli avvocati assunti da Trump.Questi avvocati hanno offerto pochissimi successi all’attuale inquilino della Casa Bianca. In caso dopo caso i tentativi legali di Trump hanno fallito in parte per il contenuto fasullo delle denunce ma anche per l’incapacità dei rappresentanti, capitanati da Rudy Giuliani, ex sindaco di New York e grande sostenitore dell’ex tycoon. Giuliani, però, ha lavorato nell’ambito legale come se si trattasse di un reality per le televisioni via cavo e le sue asserzioni si sono squagliate proprio come è successo alla sua tinta di capelli in un video divenuto virale che ha fatto il giro del mondo. A completare il quadro irreale dei suoi sforzi giudiziari è stato l’ovvio complottismo di Sidney Powell, una dei suoi legali, la quale aveva dichiarato che l’elezione era stata truccata mediante il software usato per contare i voti. Secondo Powell, si tratta di un software di origine venezuelana sotto la guida di Hugo Chavez (morto nel 2013!). Queste asserzioni erano troppo esagerate persino per Trump che l’ha licenziata senza però essere preoccupato del modo in cui l’aveva assunta.Le azioni più pericolose di Trump per ribaltare l’elezione sono state quelle di mettere pressioni sui legislatori statali di dichiarare l’elezione illegale il che permetterebbe agli Stati di scegliere i grandi elettori che eleggono il presidente senza tenere conto del volere dei votanti. In effetti, Trump voleva che si bypassassero i voti dei cittadini per conquistarsi la maggioranza dei voti elettorali. Trump ha avuto successi limitati anche con questa strategia. Il 45esimo presidente si era incontrato alla Casa Bianca con leader repubblicani del Michigan per convincerli a bloccare la certificazione di Biden, vincitore dello Stato. Dopo l’incontro questi sono stati fotografati all’Hotel di Trump di Washington mentre bevevano champagne Dom Perignon, che secondo informazioni, costerebbe 800 dollari a bottiglia. Dei quattro responsabili per la certificazione dell’elezione nel Michigan, vinta da Biden con un margine di 155mila voti, uno dei due repubblicani ha votato con Trump ma l’esito gli è stato sfavorevole.Nel caso della Georgia, vinta da Biden con un margine di quasi 13mila voti confermati dal riconteggio, Trump aveva messo pressioni sul governatore repubblicano Brian Kemp per bloccare la certificazione per presunta frode elettorale. Kemp si è rifiutato nonostante gli aiuti ricevuti da Trump nella sua elezione a governatore due anni fa.Non c’è stata frode elettorale nell’elezione del 2020. Lo ha persino confermato la Cybersecurity and Infrastructure Security Agency, un’agenzia del governo federale, diretta da Chris Krebs, il quale era stato nominato da Trump. L’annuncio di Krebs non ha fatto piacere al presidente uscente e lo ha subito subito licenziato come spesso fa con subordinati che lo contraddicono.Nonostante il fallimento di Trump di ribaltare un’elezione che ha ovviamente perso, il danno fatto alla realtà condivisa e soprattutto alla democrazia americana è grave. Il presidente uscente ha tracciato la strada a futuri politici con simili tendenze autoritarie a seguire il suo esempio. Nel 2020 la democrazia ha vinto ma le azioni di Trump ci hanno rivelato che il sistema politico americano è fragile e un altro leader più abile di lui potrebbe in futuro giungere a esiti molto più pericolosi. Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California.

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