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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

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Un nuovo regolamento interno per un PE più trasparente ed efficiente

Posted by fidest press agency su domenica, 3 febbraio 2019

Bruxelles Le principali modifiche al regolamento del Parlamento adottate giovedì riguardano le norme di comportamento dei deputati (comprese le regole sulla trasparenza e le misure per prevenire le molestie psicologiche e sessuali), le interrogazioni parlamentari al Consiglio dei ministri dell’UE e alla Commissione europea e le condizioni da rispettare per costituire un gruppo politico.Il regolamento modificato è stato approvato con 496 voti favorevoli, 114 contrari e 33 astensioni. Era necessaria la maggioranza assoluta dei deputati.
Gli attori chiave del processo legislativo, ovvero i relatori, i relatori ombra e i presidenti di commissione, dovranno pubblicare online, per ogni relazione legislativa, tutte le riunioni programmate con i lobbisti che rientrano nell’ambito di applicazione del registro per la trasparenza. Gli altri deputati sono comunque incoraggiati a fare lo stesso.
Inoltre, il sito web del Parlamento dovrà essere aggiornato dal punto di vista tecnico per consentire ai deputati di pubblicare le informazioni sull’utilizzo dell’indennità per le spese generali.Le nuove norme prevedono che i deputati debbano astenersi da:
· “comportamenti scorretti” (ad esempio, esporre striscioni nelle sedute plenarie)
· “linguaggio offensivo” (ad esempio, un linguaggio diffamatorio, l’incitamento all’odio e l’incitamento alla discriminazione) e
· molestie psicologiche o sessuali.
Il codice di condotta del Parlamento sarà ora integrato al regolamento e i deputati dovranno impegnarsi a rispettarlo con una dichiarazione scritta. Qualora un deputato si rifiutasse di firmare tale dichiarazione, non potrà essere eletto a una carica in seno al Parlamento o ai suoi organi, né essere nominato relatore, far parte di una delegazione ufficiale o partecipare ai negoziati interistituzionali (triloghi). Una violazione di tali norme da parte di un deputato potrà portare a sanzioni.
Secondo i trattati, “i partiti politici a livello europeo contribuiscono a formare una coscienza politica europea e ad esprimere la volontà dei cittadini dell’Unione”. Un’organizzazione deve soddisfare condizioni specifiche per potersi qualificare come partito politico europeo o fondazione europea. Secondo le nuove regole, un gruppo di almeno cinquanta cittadini può presentare una richiesta motivata al Parlamento europeo per chiedere all’autorità per i partiti politici e le fondazioni europee di verificare se un determinato partito o fondazione politica europea soddisfi tali requisiti.La riforma comprende anche delle misure sulle interrogazioni parlamentari, in particolare al Consiglio UE e alla Commissione europea, le consultazioni delle commissioni parlamentari sulle informazioni riservate, le regole sulle commissioni permanenti, la votazione degli emendamenti e gli intergruppi parlamentari.

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Furti di metalli

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 ottobre 2011

Biella-Andorno-Modellino di locomotiva in meta...

Image via Wikipedia

Un indicatore che il costo delle materie prime, ed in particolare dei metalli, non solo preziosi fosse arrivato alle stelle è dato dall’aumento costante e su tutto il territorio nazionale dei furti di qualsiasi cosa in grado di reperirle.
Una vera e propria “epidemia” che ha colpito ogni angolo del Belpaese e gli oggetti più impensabili purché contengano, una volta rubati e ripuliti dai loro involucri plastici o di altri materiali un qualsiasi tipo di metallo rivendibile su un mercato non troppo “trasparente”. Non si parla solo di metalli preziosi, quali oro, platino e argento il cui mercato “nero” è alimentato dai famigerati “compro oro” e che sono già oggetto di indagini in svariate province del nostro Paese, ma la nuova frontiera dei furti dai facili e veloci guadagni sia per la semplicità di reperire acquirenti che per i costi di acquisto divenuti rilevantissimi, riguarda soprattutto rame, bronzo, ferro e ghisa che in quantità industriali vengono ogni giorno sottratti dai tombini stradali, dai cavi elettrici e telefonici, alle rampe per le sedie per disabili, dalle attrezzature dei parchi giochi, sino alle campane delle chiese, alle lampade dei loculi cimiteriali e persino alle statue in metallo dei santi. Per la verità, si tratta di un fenomeno su scala globale che coinvolge un po’ tutti gli altri stati, tant’è che nel Regno Unito, le stesse forze di polizia hanno di recente ammesso di non riuscire a tenere il passo con la miriade di furti che si verificano in tutto il paese, ed anche in conseguenza delle forti pressioni dovute anche ad una serie di ruberie eclatanti, come quello di una statua in bronzo che rappresentava un militare presso un memoriale dedicato alla seconda guerra mondiale, o intere province private della linea telefonica a seguito della sottrazione dei cavi per le telecomunicazioni, il governo ha pensato di riformare una legge del 1964 Scrap Metal Dealers, che regola il mercato della compravendita di metalli per tentare di porvi un argine. Proprio per tali ragioni il paese d’oltre Manica sta valutando di istituire apposite licenze per i concessionari dei rottami di metallo vietando loro di pagare in contanti i fornitori e aumentando i poteri di polizia che consentiranno il ritiro delle licenze e la chiusura delle rivendite che non rispettano la legge Per Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, alla luce di quanto accade anche in Italia,è necessario un giro di vite su tale settore sulla falsariga di quanto sta facendo la Gran Bretagna, ritenendo che le misure che si stanno adottando in quel paese possano costituire un deterrente efficace tale da limitare consistentemente il fenomeno.

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Pedaggi GRA e Salerno-Reggio Calabria

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 settembre 2010

“Con l’introduzione di nuovi pedaggi stradali e autostradali, il Governo adotta la solita tattica di colpire in modo indiscriminato e ingiusto i consumi quotidiani dei cittadini per fare cassa. In assenza di una seria politica di potenziamento del trasporto pubblico, la decisione ha tutta l’aria di essere il primo passo per una futura privatizzazione: infrastrutture costruite con soldi pubblici per ricavi destinati a privati.  Il risultato è che i cittadini sono costretti a pagare due volte, prima come contribuenti e poi come utenti, per far fronte all’incapacità delle Istituzioni di gestire le risorse pubbliche in modo efficace e trasparente”. Nelle parole del vicesegretario generale, Antonio Gaudioso, la contrarietà di Cittadinanzattiva in merito alla decisione di introdurre ennesimi balzelli sulle spalle dei cittadini, “a conferma di come la volontà del Governo di diminuire le tasse sia da tempo ferma al casello”.Per Cittadinanzattiva, i nuovi pedaggi rappresentano una misura ingiusta in quanto incidono profondamente sul diritto alla mobilità delle persone, come nel caso del Grande Raccordo Anulare di Roma, di fatto “strada cittadina” utilizzata ogni giorno da migliaia di lavoratori. Sono anche una misura iniqua, perché applicati in maniera indiscriminata anche in zone depresse economicamente, e senza garanzie sul rispetto di elevati standard di qualità del servizio.
Rasenta infine lo scandalo l’estensione del pedaggio alla Salerno-Reggio Calabria, l’autostrada perennemente incompleta che detiene tutti i primati negativi: pericolosità, ritardo nei lavori, inefficienza, illegalità.  A fronte di questa decisione, Cittadinanzattiva si dichiara pronta a tutelare in ogni sede gli interessi dei cittadini danneggiati.

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Oscar bilancio della P.A.

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 Maggio 2010

In occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, FERPI – Federazione Relazioni Pubbliche Italiana – rilancia l’Oscar di Bilancio della Pubblica Amministrazione 2010: il premio dedicato a Regioni, Comuni e Province che hanno presentato la migliore rendicontazione economica, sociale ed ambientale, attuando nel contempo efficaci politiche di comunicazione. Questo premio si affianca all’Oscar di Bilancio delle organizzazioni profit e nonprofit, a sua volta gestito e organizzato dalla FERPI da oltre 50 anni. L’obiettivo è di contribuire concretamente a migliorare la comunicazione tra le amministrazioni pubbliche e i loro referenti, a partire dai cittadini.  Oggi sono molti gli enti locali che utilizzano il bilancio come strumento efficace di comunicazione, riferendo non solamente in maniera trasparente della loro attività, ma soprattutto sforzandosi di illustrare nella maniera più chiara possibile come l’ente si è finanziato, dove e come ha speso le risorse acquisite, cosa ha prodotto, a favore di chi. L’Oscar di Bilancio della Pubblica Amministrazione vuole sostenere il lavoro di queste amministrazioni pubbliche che, sparse su tutto il territorio nazionale, meritano un riconoscimento e un incoraggiamento, in quanto costituiscono l’ossatura indispensabile della vita democratica del nostro Paese. Gli enti locali costituiscono la spina dorsale dello Stato unitario, e sono destinati ad acquisire un ruolo sempre più importante; l’Oscar vuole accompagnare questo processo, premiando le realtà più virtuose che hanno raggiunto l’obiettivo di sviluppare relazioni positive con il cittadino, le imprese e la società civile. Gli Oscar di Bilancio della Pubblica Amministrazione sono quattro: Oscar di Bilancio Regioni; Oscar di Bilancio Province; Oscar di Bilancio Comuni Capoluoghi di Provincia; Oscar di Bilancio Comuni non Capoluoghi di Provincia. Tutti i bilanci pervenuti saranno esaminati da una commissione di segnalazione, diversa per ciascun singolo Oscar, che segnalerà alla Giuria una rosa di 3/5 candidati. Una volta pervenute le segnalazioni la Giuria, presieduta da Dino Piero Giarda – Professore di Scienza delle Finanze dell’Università Cattolica di Milano – assegnerà in seduta plenaria i quattro Oscar. Componenti della Giuria, oltre al professore Giarda, sono: Mario Boella, Presidente ASSIREVI – Associazione Italiana Revisori Contabili; Domenico Bodega, Preside Facoltà di Economia dell’Università Cattolica di Milano; Giorgio Brosio, Presidente Società Italiana di Economia Pubblica; Gianluca Comin, Presidente FERPI – Federazione Relazioni Pubbliche Italiana; Nicola Mastropasqua, Presidente della Corte dei Conti della Lombardia; Biagio Mazzotta,  Capo Servizio Studi Ragioneria Generale dello Stato; Salvatore Messina, Direttore della Sede di Milano della Banca d’Italia; Mario Noera, Presidente AIAF – Associazione Italiana Analisti Finanziari; Giancarlo Pola, Preside della Facoltà di Economia dell’Università di Ferrara; Claudio Siciliotti, Presidente Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili; Gherarda Guastalla Lucchini, Segretario Generale Oscar di Bilancio PA.

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Gestione rifiuti in Campania

Posted by fidest press agency su sabato, 3 aprile 2010

“Indubbiamente la gestione della crisi dei rifiuti in Campania ha turbato tutti. A ciò si è aggiunto lo sgomento nell’apprendere che le consulenze per la risoluzione di tale problema non hanno ricevuto compensi trasparenti.” E’ questo il commento del Vice Presidente dell’Italia dei Diritti, Roberto Soldà, alla notizia del rinvio a giudizio di Bassolino, presidente uscente della Campania, con l’accusa di peculato al termine dell’udienza preliminare per la vicenda delle cosiddette ‘consulenze d’oro’ al Commissariato straordinario per la gestione dei rifiuti in Campania. “La vicenda dei rifiuti – continua Soldà – ha sconvolto molte persone sia in Campania che in Italia; è stata vissuta e sofferta da molti anche attraverso le immagini televisive. Ora sapere che per non aver risolto quella situazione tragica sono stati addirittura pagati profumatamente dei consulenti, fa scoraggiare molti.” L’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro termina aggiungendo: “I cittadini devono essere sempre essere informati e sicuri delle spese fatte dai loro amministratori: ciò migliora il controllo sui politici. Il risultato delle ultime elezioni non è stato sicuramente favorito dall’amministrazione bassoliniana dell’emergenza dei rifiuti; tale gestione della crisi non è stata molto trasparente.”

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L’agricoltura ed il cibo non sono merci…

Posted by fidest press agency su sabato, 5 settembre 2009

Shri Anand Sharma, Union Minister of Commerce & Industry indiano, ha accolto i colleghi ministri al commercio con un caldo saluto di benvenuto, affermando che “Ri-vitalizzare Doha è un impegno per lo sviluppo”. La presenza dei 35 ministri è stata letta da Anand Sharma come una “testimonianza del vostro impegno per una conclusione di successo del round di negoziati lanciato a Doha e sottolinea la vostra fiducia nella forza di quel sistema multilaterale commerciale trasparente, regolato e democratico che la Wto rappresenta”. In meno di un anno, ha ricordato il ministro, i leader del mondo hanno rinnovato a Washington, Londra, Bali, Parigi, L’Aquila, e Singapore. Un impegno per un sistema “giusto ed equo” che è crufiale per il benessere futuro sia delle economie sviluppate sia di quelle in via di sviluppo. IIl primo nemico del Doha Rond? Non la sua potenziale pericolosità, secondo il ministro, ma il revival protezionista in corso. E i vari G-gruppi sono, a suo avviso, non così rappresentativi come una mini-ministeriale che, a suo parere, e’ rappresentativa di tutte le sfumature presenti tra i Paesi membri. Un’affermazione abbastanza impegnativa, se si considera che i membri della Wto sono più di 150 e che quelli presenti a Delhi sono poco più di 30.  Rivolgendosi ai manifestanti, il segretario generale del CPI AB Bardhan ha sostenuto che “il ministro e il Governo hanno scavalcato il Parlamento e tradito il mandato elettorale che era chiaramente contro le politiche neoliberiste che hanno causato gravi sofferenze al popolo indiano”. Il membro dell’ufficio di presidenza del CPI Sitaram Yechury ha messo in discussione il fondamento stesso dell’iniziativa del ministro del Commercio indiano che ha lanciato ai colleghi arrivati a Delhi l’invito a superare lo stallo del Doha Round, suggerendo che lo abbia fatto sotto la pressione americana. In questi giorni 125 organizzazioni contadine, Ong, sindacati e movimenti sociali di 50 Paesi, tra i quali per l’Italia Fair, hanno inviato una lettera ai propri ministri al commercio e negoziatori alla WTO per chiedere loro di “rigettare ogni tentativo di spingere affrettatamente verso la conclusione del ciclo di negoziati lanciato a Doha nel 2001, perché le proposte in discussione inaspriranno, più che risolvere, quella crisi che sta colpendo la produzione agricola, i poveri e gli affamati di tutto il mondo”. Il testo è scaricabile da http://www.fairwatch.splinder.com

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