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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘trasporto’

Crescita del trasporto di container su rotaia tra la Cina e l’Europa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 luglio 2021

La diffusione del trasporto di container su rotaia tra l’Europa e la Cina sta aumentando e la crescita è ancora più importante di quanto previsto dagli operatori. Le ragioni del boom sono diverse: il trasporto marittimo ha subito diverse battute d’arresto nella prima metà dell’anno, il costo del trasporto via nave è quadruplicato, mentre quelli via ferrovia sono rimasti stabili. I fornitori di servizi ferroviari stanno sviluppando nuove soluzioni logistiche, incentivando la digitalizzazione e adattando l’infrastruttura alla crescita prevista. Il più grande fornitore di servizi per il trasporto di container a scartamento largo è UTLC ERA, una joint venture delle ferrovie di Bielorussia, Kazakistan e Russia, che è responsabile del 90% dei trasporti in transito tra Cina ed Europa. La società prevede un ulteriore aumento del 20% negli ultimi mesi del 2021. “Siamo due anni avanti rispetto alle nostre previsioni”, sostiene il CEO Alexey Grom. Nel 2020, UTLC ERA ha registrato guadagni del 64% su base annua, passando da 333.000 container standard (TEU) ai 547.000 di oggi, che equivale a 31,5 miliardi di dollari di merci, vale a dire il 5,5% del valore del commercio tra Europa e Cina. Cinque anni fa, nel 2016, l’azienda aveva movimentato 100.983 container standard. UTLC ERA impiega 5,5 giorni per trasportare merci sulla rotta di 5.430 chilometri dal confine cinese a quello europeo. Secondo Alexey Grom, l’azienda sta costantemente sviluppando nuove capacità di trasporto e riserve, mentre implementa nuove tecnologie insieme ai suoi partner. Tra queste, un nuovo terminale di trasbordo – Dostyk TransTerminal – che ha aperto all’inizio di giugno sul confine cinese-kazako, con un target di transito di 700.000 TEU, in cui UTLC ERA sta già testando la movimentazione di treni container dalla Cina all’Europa. “È un’ottima opportunità che i terminali alle frontiere vengano ampliati e non intendo solo quelli lungo il confine cinese. Stiamo assistendo, allo stesso tempo, ad un rapido sviluppo in Bielorussia e nella regione di Kaliningrad”, sottolinea l’amministratore delegato della società di trasporti eurasiatica. Al valico principale di Brest-Malashevichi, sul confine europeo, vengono utilizzate nuove tecnologie: i servizi multimodali, che includono la ferrovia di Kaliningrad, i porti della regione di Kaliningrad e le rotte UTLC ERA, integrano efficacemente anche le rotte terrestri dalla Cina all’Europa e ritorno. Nel complesso, la regione di Kaliningrad ha un notevole potenziale di transito ed è in grado di trasportare quattro volte il volume attuale di merci. Nel 2020, i volumi per l’Europa gestiti attraverso l’enclave russa di Kaliningrad sul Mar Baltico sono cresciuti del 320% su base annua. Le principali merci trasportate da est a ovest sono i prodotti elettrici (2020: 85.135 TEU), i prodotti di ingegneria (80.556 TEU) e le parti di automobili (57.796 TEU). Queste tre categorie di prodotti rappresentano il 40% delle merci trasportate; circa tre anni fa, invece, costituivano circa l’80%. Le nuove aggiunte includono gruppi di prodotti a basso prezzo come componenti in plastica (28.838 TEU), legno (14.859 TEU), tessili (12.825 TEU), articoli ottici (10.704 TEU), gomma e prodotti in gomma (7.509 TEU).

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Sostegno alle imprese attive nel trasporto passeggeri su strada

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 Maggio 2021

La Commissione europea ha approvato un regime italiano del valore di 20 milioni di € a sostegno delle imprese attive nel trasporto passeggeri su strada colpite dalla pandemia di coronavirus. Il regime è stato approvato a norma del quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato. Gli aiuti saranno erogati sotto forma di sovvenzioni dirette. Il regime è aperto alle imprese di autobus che gestiscono servizi di trasporto passeggeri su strada su tratte a medio e lungo raggio che non sono soggette a obblighi di servizio pubblico. Scopo della misura è attenuare l’improvvisa carenza di liquidità che le imprese colpite si trovano ad affrontare a causa della pandemia di coronavirus.La Commissione ha constatato che il regime è in linea con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo. In particolare, il sostegno i) non supererà 1,8 milioni di € per impresa; e ii) sarà concesso entro il 31 dicembre 2021. La Commissione ha concluso che la misura è necessaria, adeguata e proporzionata per porre rimedio al grave turbamento dell’economia di uno Stato membro, in linea con l’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del TFUE e con le condizioni del quadro temporaneo. Su queste basi la Commissione ha approvato le misure in conformità delle norme dell’Unione sugli aiuti di Stato.

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Scuola: Per settembre il Governo pensa al trasporto dedicato solo agli studenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 Maggio 2021

Un trasporto dedicato solo agli studenti, così da garantire la didattica in presenza a tutti a settembre: dell’ipotesi si è parlato oggi nel corso della riunione Governo-Regioni-Enti locali sulla scuola in vista del nuovo anno scolastico. Fonti che hanno assistono alla videoconferenza hanno anche però evidenziato che si tratterebbe di una scelta forse difficilmente praticabile, a causa della bene nota carenza di mezzi di trasporto da destinare a tale utilizzo.Secondo un’analisi delle rivista Orizzonte Scuola, “la persistenza di tali problematiche lascia presagire per il prossimo anno scolastico, che in alcune situazione la Dad possa persistere, laddove infatti non si riuscirà a risolvere i problemi di affollamento aule e di trasporto studenti, appare piuttosto possibile mantenere quantomeno un’alternanza fra lezioni in presenza e online. D’altronde lo stesso” ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi “ha più vuole ribadito che bisogna tenere la Dad, seppur in alcune occasioni e secondo utilizzi rimodulati”.Sempre Bianchi, nel corso della videoconferenza odierna sulla scuola Governo-Regioni-Enti locali ha voluto sottolineare che la data da considerare per il rafforzamento del trasporto pubblico locale deve essere necessariamente il 1° settembre 2021: secondo il Ministro, anche se le lezioni inizieranno dopo, proprio dal primo giorno di settembre inizieranno i recuperi a scuola. Dal canto suo, il ministro dei Trasporti Enrico Giovannini ha illustrato l’articolo 51 del Decreto Sostegni, che stanzia 450 milioni aggiuntivi proprio per il Trasporto pubblico locale.

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Trasporto animali vivi: Bisogna cambiare le leggi europee

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 Maggio 2021

Migliaia di animali vivi vengono trasportati ogni giorno sulle strade europee o via nave, e tutti sono vittime di maltrattamenti inauditi. Animal Equality, LAV, Essere Animali e Compassion In World Farming sostengono la campagna di Eurogroup for Animals per chiedere alla Commissione europea di agire contro questa ingiustizia e rivedere le norme su questo tema, costantemente violate su tutto il territorio europeo.Ogni anno, più di un miliardo di polli, pecore, capre, cavalli, maiali e bovini viene trasportato vivo all’interno dell’Unione europea, mentre tre milioni l’anno è invece il numero di animali esportati dall’Europa verso Paesi terzi. Le indagini condotte dai membri di Eurogroup for Animals – organizzazione con sede a Bruxelles che rappresenta 70 associazioni per la protezione degli animali in 26 Stati membri dell’Ue, Svizzera, Serbia, Norvegia, Australia e Stati Uniti – hanno ripetutamente rilevato gravi violazioni del regolamento sui trasporti dell’UE. Questo continua ad accadere anche a causa di lacune legislative che non tengono conto delle esigenze specifiche degli animali. In generale, le indagini condotte dalle organizzazioni per la protezione degli animali evidenziano che, nonostante le regole in vigore, i viaggi possono durare diversi giorni o addirittura settimane, esponendo gli animali a gravi sofferenze, disidratazione, lesioni, malattie e persino alla morte. Di recente, come denunciato proprio da Animal Equality e Animal Welfare Foundation, nel dicembre 2020 due navi hanno lasciato la Spagna e, dopo tre mesi di navigazione, la maggior parte degli animali era ancora a bordo oppure veniva scaricata in mare per essere uccisa, poiché il loro benessere e la loro salute erano seriamente compromessi. Essere ammassati in camion rumorosi e angusti guidati per ore, giorni, persino settimane è un’esperienza innaturale e altamente stressante per gli animali. Organismi scientifici ed esperti vi si oppongono, eppure ancora oggi gli animali sono costretti a sopportare lunghi periodi senza riposo, cibo e acqua, e molti arrivano a destinazione esausti e feriti. Miliardi di animali vengono trattati come semplici “oggetti” e vengono schiacciati e ammassati insieme come pezzi di una catena di montaggio. Il trasporto di animali vivi comporta anche gravi rischi per la salute pubblica a causa della possibile diffusione di malattie. Le evidenze scientifiche dimostrano infatti che lo stress associato ai maltrattamenti e al trasporto indebolisce il sistema immunitario degli animali, rendendoli più vulnerabili alle malattie.Attraverso la campagna No Animal Left Behind, Eurogroup for Animals e le organizzazioni che ne fanno parte anche in Italia – Animal Equality, LAV, Essere Animali e Compassion In World Farming – chiedono che la Commissione europea riveda il regolamento europeo sui trasporti per limitare il più possibile le sofferenze che il trasporto di animali vivi comporta. All’inizio di quest’anno, Eurogroup ha inoltre pubblicato il Libro Bianco sull’imminente revisione della legislazione circa il benessere degli animali, che delinea come il nuovo regolamento sui trasporti dovrebbe aderire ai principi di base della riduzione, del perfezionamento e della sostituzione del trasporto di animali vivi, ove applicabile, e specificare requisiti ben definiti per specie e categorie per tutti gli animali che verranno ancora trasportati.Come Animal Equality, LAV, Essere Animali e Compassion In World Farming supportiamo la campagna No Animal Left Behind chiedendo all’Ue di vietare tutti i viaggi di lunga distanza per gli animali allevati a scopo alimentare e di introdurre regole su misura per suini, bovini, pecore, conigli, polli e ogni altra specie al fine di limitare la loro sofferenza in tutti gli altri viaggi inevitabili.C’è tempo fino a settembre per convincere la Commissione europea a intraprendere una revisione completa di tutta la legislazione che riguarda gli animali d’allevamento in Europa ed evitare che i loro diritti siano ancora lesi o non tutelati da alcuna legge.

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Il Parlamento rafforza i diritti dei passeggeri del trasporto ferroviario

Posted by fidest press agency su sabato, 1 Maggio 2021

Il PE ha approvato giovedì in via definitiva l’accordo con i Paesi UE sulla revisione del regolamento sui diritti dei passeggeri ferroviari. Le nuove disposizioni garantiranno itinerari alternativi e assistenza per i passeggeri in caso di ritardi o cancellazioni. Miglioreranno l’accesso e l’assistenza per le persone con mobilità ridotta e ci sarà più spazo per le biciclette nelle carrozze.Nel caso di un ritardo di oltre 60 minuti, i passeggeri avranno il diritto di scegliere tra il rimborso totale del costo del biglietto e la continuazione o il reinstradamento verso la destinazione finale senza oneri aggiuntivi e a condizioni simili. I passeggeri dovranno poter viaggiare nella stessa classe del loro biglietto originale. Se l’operatore ferroviario non comunica le opzioni disponibili al passeggero entro 100 minuti dall’orario di partenza, quest’ultimo potrà ricorrere di propria iniziativa a una forma alternativa di trasporto pubblico terrestre e l’impresa ferroviaria sarà tenuta a rimborsargli le spese del caso.Gli obblighi in materia di itinerari alternativi si applicheranno anche in casi di forza maggiore. Se necessario, dovranno essere forniti pasti e bevande e rimborsate le spese di alloggio.Il nuovo regolamento chiarirà anche il concetto di forza maggiore, che esenterebbe le compagnie ferroviarie dal risarcimento per ritardo o cancellazione. Oltre a condizioni meteorologiche estreme e catastrofi naturali, le nuove regole includono ora crisi sanitarie gravi e attacchi terroristici. Gli scioperi del personale ferroviario non saranno contemplati da questa esenzione.I viaggiatori a mobilità ridotta avranno una maggiore flessibilità nell’organizzazione del viaggio, in quanto dovranno informare l’operatore dei propri programmi di viaggio solo con 24 ore di anticipo (secondo le norme attuali devono comunicarlo con 48 ore di anticipo).Se è richiesto un accompagnatore, questo viaggerà gratuitamente. Ai viaggiatori a mobilità ridotta che utilizzano un cane da assistenza dovrà essere garantito che l’animale possa viaggiare con loro.Nell’intento di fornire una mobilità più sostenibile e alternative confortevoli, tutti i treni dovranno essere dotati di appositi spazi e rastrelliere per le biciclette, con almeno quattro posti per biciclette su ogni treno.Il testo è considerato approvato senza votazione perché’ non sono stati presentati emendamenti, secondo la procedura legislativa ordinaria in seconda lettura.La regolamentazione riveduta si applicherà in linea di principio a tutti i viaggi e servizi ferroviari internazionali e nazionali in tutta l’UE, con la possibilità per gli Stati membri di esentare i servizi ferroviari nazionali per un periodo limitato. Le norme entreranno in vigore 20 giorni dopo la loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Inizieranno ad applicarsi due anni dopo, ad eccezione deli obblighi relativi agli spazi per le biciclette, che saranno applicabili quattro anni dopo l’entrata in vigore del regolamento.

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Alitalia, Fast Trasporto Aereo: “Serve un atto di coraggio del governo”

Posted by fidest press agency su domenica, 18 aprile 2021

“Continuano a parlare male di Alitalia, ma stavolta la colpa è della politica, che non ha controllato adeguatamente la gestione commissariale, ha accettato un piano industriale inadeguato e non ha saputo far valere gli interessi dell’Italia nella Ue”. Questa la denuncia di Fast Trasporto Aereo. “Siamo stufi – spiegano dal sindacato – di sentire accusare i lavoratori. Alitalia è una delle compagnie più puntuali e più sicure d’Europa. Ha il numero di dipendenti in rapporto agli aerei più basso e il costo del personale minore dei suoi competitor. E’ora che qualcun altro si assuma la responsabilità di questa situazione” “Il piano industriale presentato con una previsione di 45 aerei – prosegue Fast Trasporto Aereo – non serve a nessuno, perché oltre a generare 7-8mila esuberi non garantisce neanche il rilancio della compagnia. Neanche i 3 miliardi stanziati sono sufficienti. Per mantenere e sviluppare un asset strategico per il Paese serve una vera nazionalizzazione con almeno 5 miliardi di capitale iniziale”. “A questo punto – conclude il sindacato -serve un atto di coraggio di governo, che dovrà anche difendere gli interessi nazionali chiedendo immediate spiegazioni alla Commissione europea in merito al vice direttore generale dell’Antitrust Ue, che sta bloccando la nascita della nuova Alitalia, passato alle dipendenze, come legale, di Lufthansa. Fast Trasporto Aereo è disponibile a battersi per qualsiasi soluzione che garantisca la salvaguardia occupazionale e retributiva dei dipendenti”.

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Ai cittadini di Roma e Milano il trasporto piace pulito

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 aprile 2021

Anni di smog, aria malsana, continui blocchi del traffico e misure d’emergenza hanno probabilmente lasciato il segno. Il risultato? Circa tre quarti dei residenti nelle due principali città italiane si dicono favorevoli a vietare la vendita di nuove auto a benzina e diesel in Europa dopo il 2030. Il dato emerge da un sondaggio realizzato in 15 città europee da YouGov, commissionato dalla federazione europea Transport & Environment (T&E). Un’indagine imponente e unica nel suo genere. Ha infatti coinvolto oltre 10.000 persone in alcuni dei maggiori centri urbani europei di otto Stati: Belgio, Francia, Germania, Ungheria, Italia, Polonia, Spagna e Regno Unito. Particolarmente significativo il tasso di favorevoli alla messa al bando tra romani e milanesi, rispettivamente il 77% e il 73%. A livello europeo, il dato si ferma al 63% ma in tutti centri urbani i favorevoli superano comunque la maggioranza assoluta degli intervistati. La percentuale dei contrari nelle due città italiane si ferma al 16% e 19%. Il 61% dei romani e il 62% dei milanesi indicano la presenza di una rete capillare di infrastrutture di ricarica come fattore cruciale per far definitivamente decollare il mercato delle auto a zero emissioni. Altro aspetto considerato importante (dal 61% degli automobilisti di Roma e dal 56% di quelli di Milano) è che il costo dei veicoli “puliti” sia analogo a quello delle auto tradizionali.Il sondaggio YouGov ha anche indagato il fattore coronavirus nella propensione a sostenere lo stop alle auto alimentate da combustibili fossili. Diversi studi [2] hanno infatti indicato possibili legami tra l’inquinamento dell’aria, di cui il trasporto stradale è una causa primaria, e una maggiore mortalità legata al Covid. I risultati anche in questo caso sono altrettanto rilevanti: tra quanti sono stati infettati dal Covid-19 e tra i loro familiari il tasso di sostegno medio nelle 15 città europee è del 66% (a fronte del 56% fra chi invece non si è ammalato). I favorevoli ritengono infatti che la misura sarebbe un passo decisivo per ridurre l’inquinamento atmosferico. Una prima risposta concreta alla preoccupazione dei cittadini europei potrebbe arrivare a giugno prossimo: la Commissione europea, quando proporrà di inasprire i limiti di emissioni CO2 delle auto, potrebbe infatti fissare una data dopo la quale sarà vietato commercializzare auto diesel o benzina. La messa al bando dei motori tradizionali è una delle opzioni che i legislatori Ue hanno sul tavolo per centrare l’obiettivo di rendere l’Europa il primo continente climate-neutral entro il 2050. Dieci governi europei hanno già adottato questa misura a livello nazionale, ma rimangono dubbi sulla legalità di procedere in tal senso, senza aver stabilito un phase-out a livello europeo. Diverse case automobilistiche hanno già annunciato di voler abbandonare volontariamente la produzione di auto a combustibili fossili. Tuttavia, fissare una scadenza europea è necessario per vincolare l’intero comparto automobilistico.

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Il trasporto marittimo e crisi di cambio equipaggi

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 marzo 2021

Dalle ultime analisi del settore risulta che attualmente sono 200.000 i marittimi colpiti dalla crisi del cambio di equipaggio, una notevole riduzione rispetto al culmine della crisi in cui 400.000 marittimi dovevano essere rimpatriati.Tuttavia, i governi stanno reintroducendo controlli di frontiera più severi e restrizioni di viaggio a causa delle nuove varianti COVID-19 che rendono più difficile il trasferimento degli equipaggi da e verso le navi.Finora, solo 55 paesi e due membri associati dell’IMO hanno dichiarato i marittimi lavoratori chiave e occorre fare di più per garantire che gli equipaggi non diventino nuovamente un danno collaterale nella pandemia. In una sentenza storica del dicembre 2020, l’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) ha rilevato che i governi non sono riusciti a proteggere i diritti dei marittimi come stabilito dal diritto internazionale ai sensi della Convenzione sul lavoro marittimo del 2006.L’agenzia delle Nazioni Unite ha invitato gli stati a riconoscere i marittimi come chiave lavoratori “senza indugio”. Devono essere affrontate anche le preoccupazioni circa la definizione delle priorità per la vaccinazione per i marittimi. I passaporti per i vaccini presi in considerazione da alcuni Stati rappresentano un potenziale ostacolo al cambio dell’equipaggio poiché è improbabile che i marittimi dei paesi in via di sviluppo abbiano l’opportunità di ricevere vaccini prima di luglio.“La crisi del cambio di equipaggio non è stata risolta ma ha raggiunto una situazione in cui è stata più gestibile. Tuttavia, vi è grande preoccupazione per le maggiori restrizioni di viaggio imposte dai governi in risposta a nuove varianti. I marittimi devono essere designati come lavoratori chiave. La crisi è ancora in corso e non abbandoneremo i nostri sforzi. I governi non saranno in grado di vaccinare i loro cittadini senza l’industria marittima o, soprattutto, i nostri marittimi ”, ha affermato Guy Platten, Segretario generale ICS.

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Il trasporto marittimo europeo è fondamentale

Posted by fidest press agency su martedì, 2 marzo 2021

“Il trasporto marittimo rappresenta il 76% del commercio estero dell’UE, quindi il valore del trasporto marittimo per l’economia europea non può essere sottovalutato”, ha affermato Martin Dorsman, Segretario generale dell’ECSA. “Come principale vettore del commercio, il trasporto marittimo è molto interessato alla politica commerciale dell’Unione europea, un importante blocco economico e attore sulla scena internazionale anche presso il WTO, l’Organizzazione mondiale del commercio. Lo shipping ha bisogno del commercio globale e il commercio globale non può esistere senza shipping” (Shipping needs global trade and global trade cannot exist without shipping).Nonostante le sfide dell’attuale pandemia globale, il trasporto marittimo ha garantito il movimento delle merci, ma potrà continuare a servire il commercio mondiale solo nell’ambito di un giusto quadro politico. Mentre le economie e le industrie si riprendono dalla pandemia, la nuova strategia dell’Ue fornisce un ulteriore impulso per ripristinare un sistema commerciale globale aperto, equo e sostenibile.L’ECSA sostiene la priorità strategica di riformare il WTO al fine di garantire che rimanga il foro centrale per negoziare un’ulteriore liberalizzazione del commercio e risolvere le controversie. Ecsa si congratula con la Sinora Ngozi Okonjo-Iweala, nuovo direttore generale dell’organizzazione, e incoraggia i membri del WTO a riprendere i negoziati multilaterali sui servizi di trasporto marittimo.I servizi di trasporto marittimo sono il fattore abilitante del commercio mondiale e sebbene il settore goda di un alto grado di liberalizzazione, purtroppo non mancano forme di protezionismo. Le compagnie di navigazione devono contrattare e trasportare liberamente e commercialmente le merci operare in tutto il mondo senza discriminazioni o restrizioni locali.L’ECSA sostiene inoltre la rinnovata attenzione dell’UE sull’attuazione e l’applicazione degli accordi commerciali dell’UE che sono molto apprezzati dall’industria marittima dell’UE. Ancorando impegni chiari sul trasporto marittimo a strumenti giuridicamente vincolanti, l’UE crea la certezza che le compagnie di navigazione dell’UE possano cogliere nuove opportunità.In quanto industria impegnata nella decarbonizzazione, l’industria marittima europea riconosce anche l’ambizione dell’UE di contribuire al progresso globale sulla sostenibilità e sulle catene di approvvigionamento responsabili attraverso la sua politica commerciale. Affinché questi sforzi abbiano successo, è fondamentale che la sostenibilità nella politica commerciale sia ben bilanciata e non si traduca in ulteriore protezionismo o ostacoli al commercio.L’International Chamber of Shipping ha appena lanciato un nuovo rapporto, “Protectionism in Maritime Economies”, scritto in collaborazione con il professor Craig Van Grasstek della Harvard Kennedy School of Government. Il rapporto ha rilevato che la riduzione del protezionismo commerciale potrebbe far aumentare i guadagni del PIL per le economie nazionali fino al 3,4%. È quindi fondamentale che il settore marittimo sia posto al centro della politica commerciale dell’UE. L’ECSA invita le autorità di regolamentazione a coinvolgere da vicino il settore marittimo in queste discussioni future.

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Le scuole riaprono, ma il trasporto pubblico resta in balìa di provvedimenti emergenziali

Posted by fidest press agency su martedì, 5 gennaio 2021

Roma. La data della riapertura delle scuole è finalmente certa, il 7 gennaio elementari e medie, l’11 le superiori, ma il problema dell’affluenza sui mezzi del trasporto pubblico resta preoccupante. Le soluzioni messe in campo per poterla abbattere restano palliativi che non rappresentano la soluzione. Così si continua a dare linee di superficie in gestione temporanea alle aziende private, che specialmente a Roma non hanno dato un servizio efficiente e di qualità. Le uniche ad averne tratto giovamento sono infatti le società, che hanno incrementato i loro profitti.Tali scelte, lo ripetiamo, potevano essere giustificate nella prima fase emergenziale. A un anno di distanza constatiamo che c’era tutto il tempo per intervenire in maniera strutturale nelle aziende pubbliche, ma che questo non è stato fatto. Il progredire della pandemia evidenzia purtroppo l’importanza che avrebbe avuto un trasporto pubblico oggetto negli anni di giusti investimenti e giuste sinergie.L’azienda pubblica di Roma, l’Atac, con i fondi messi a disposizione da Governo e Regione avrebbe potuto dare fondo alle graduatorie dell’ultimo concorso per autisti (ancora 1500 persone in graduatoria) e acquistare altri autobus che dopo un anno sarebbero oggi sicuramente in consegna. Interventi strutturali che sarebbero stati utilissimi anche a fine pandemia, consegnando alle città un servizio veramente efficiente e di qualità. Invece si è scelta una volta di più la via dell’emergenza, affidando per tre mesi altre linee alle aziende private (070, 246, 246p, 515, 709, 731, 795, 118, 071, 061, 435, 443, 654, 500, 551, 021, 043, 319), pur sapendo che la pandemia non si esaurirà in un trimestre, motivo per cui a breve ci ritroveremo nuovamente a gestire una situazione in emergenza, con relativo sperpero di fondi.La soluzione è una sola e la pandemia lo ha dimostrato con tutta la sua crudeltà: bisogna implementare un servizio di trasporto pubblico efficiente, grazie a maggiori investimenti e più assunzioni. Unione Sindacale di Base – Lavoro Privato – Trasporti Roma e Lazio

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Lombardia: Le problematiche regionali del trasporto

Posted by fidest press agency su martedì, 5 gennaio 2021

Il Movimento 5 Stelle Lombardia, chiede che l’assessore ai Trasporti, Claudia Terzi, riferisca al più presto in Commissione regionale trasporti e infrastrutture sul coordinamento dei servizi di trasporto pubblico in vista della possibile ripartenza delle attività nel mese di gennaio.Il consigliere regionale del M5S Lombardia Nicola Di Marco dichiara: “Pensiamo sia necessaria la presenza in commissione dell’assessore competente per un momento di confronto, con tutte le forze politiche, in cui chiarire quali siano i piani per i trasporti, previsti per la ripresa.Infatti, nelle prossime settimane i lombardi torneranno all’operatività e vanno evitati alcuni degli errori fatti alla riapertura di settembre. L’offerta deve essere potenziata in modo omogeneo; la sicurezza dei pendolari deve essere considerata una delle priorità per evitare assembramenti e di conseguenza possibili nuovi aumenti dei contagi. Già a dicembre abbiamo depositato la richiesta di audizione ma senza ricevere risposta. Ora non vogliamo più sentire scuse”.

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Scuola: Inail pubblica un documento sul trasporto pubblico

Posted by fidest press agency su domenica, 20 dicembre 2020

L’Inail ha diramato il “Documento tecnico sulla gestione del rischio di contagio da Sars-Cov-2 nelle attività correlate all’ambito scolastico con particolare riferimento al trasporto pubblico locale”. In questo viene riportata un’interessante analisi sulla mobilità degli studenti: “nel 2019 11,1 milioni di studenti si sono mossi quotidianamente sul territorio nazionale per raggiungere i luoghi di studio; tra questi, 3,5 milioni di studenti si sono spostati fuori dal proprio Comune, soprattutto residenti dei piccoli centri, delle periferie, delle aree metropolitane e del Nord. La maggior parte degli spostamenti avviene nella fascia oraria tra le 7:30 e le 8:00 in cui si muove il 70% degli studenti. Sono 3,2 milioni gli studenti che si sono spostati a piedi o in bici. Per quanto riguarda i tempi, oltre la metà degli studenti che si muovono con i mezzi pubblici impiegano in media meno di 30 minuti per raggiungere il luogo di studio. Le percentuali dell’utilizzo di tutti i mezzi di trasporto pubblico negli ultraquattordicenni sono circa pari al 60%, tra i mezzi maggiormente utilizzati dagli studenti si registrano pullman e corriere con il 29,7% nella fascia di età 14-17 anni.” “Allo stato attuale – continua l’ingegnere Natale Saccone – le misure contenitive hanno riguardato prevalentemente la scuola del secondo ciclo con conseguente didattica a distanza che ha contribuito a ridurre il carico sul TPL. Nell’ottica di ipotesi di rilascio di tali misure, è necessaria un’analisi attenta del fenomeno, al fine di prevenire gli affollamenti, che sono una rilevante situazione di rischio”.Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, osserva che “l’avvio in presenza al 75% negli istituti della secondaria di secondo grado e in presenza al 100% per il primo ciclo potrà essere attuato se e solo se ci sarà una programmazione avviata dalle aziende locali dei trasporti, formalmente sottoscritta nelle sedute dei tavoli prefettizi, con l’impegno per tali uffici di garantire un accurato controllo del rispetto degli accordi ratificati.”

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Italia: trasporto intermodale opere autostradali

Posted by fidest press agency su sabato, 19 dicembre 2020

Nonostante l’Italia abbia la percentuale più elevata in Europa di piccole imprese che esportano direttamente, paradossalmente il nostro Paese esprime un indicatore di dotazione infrastrutturale inferiore del 19,5% alla media Ue: 41,8 contro 52.Ed ancora più paradossale è il fatto che l’Italia segna uno dei maggiori indici di intensità di trasporto merci su strada, calcolato rapportando le merci movimentate con trasporto su strada al valore aggiunto nazionale. Il Bel Paese raggiunge infatti un indice dello 0,79 (tonnellate per mille euro di valore aggiunto) ed in regioni come la Liguria questo valore sale addirittura allo 0,96. In definitiva, ottime performance.Ciò nonostante la Liguria—dove peraltro le piccole e medie imprese sono il 98% del totale del tessuto imprenditoriale— mostra un indicatore di dotazione infrastrutturale del 38,7, di molto inferiore non solo alla media nazionale ma anche a tutta quella di tutto il Nord Italia.Ulteriore aspetto preso in esame dal Rapporto sull’Efficienza Infrastrutturale di Sensoworks è la burocrazia. Effettivamente, sul divario infrastrutturale influiscono anche i procedimenti burocratici, che in Italia sono quasi sempre farraginosi.Per quanto riguarda i tempi di realizzazione, la media italiana è di 4,4 anni. Ma a livello territoriale si toccano valori ancora più elevati in Molise (5,7 anni), Basilicata (5,7 anni), Sicilia (5,3 anni) e Liguria (5,2 anni).Le regioni più virtuose sono invece Lombardia ed Emilia Romagna, dove le opere infrastrutturali sono terminate con maggior velocità. Le due regioni si posizionano prime a pari merito con 4,1 anni di tempo medio di realizzazione.A caratterizzare l’Italia anche inefficienze e sprechi, come quelli relativi alle 640 grandi opere incompiute (per un valore complessivo di 4 miliardi di euro) ed alle oltre 400 opere bloccate per motivi burocratico-autorizzativi o per contenziosi vari (per un valore di 27 miliardi di euro).L’attuale scenario è alquanto sconfortante, con investimenti pubblici in opere stradali e del genio civile che —peraltro— negli ultimi 10 anni in Italia hanno registrato un calo di oltre il 20%. L’Italia risulta così ultima in Ue per gli investimenti pubblici, con appena l’1,9% del Pil ed un divario di 0,9 punti rispetto al 2,8% della media europea.Quante sono le infrastrutture che andrebbero subito revisionate? Secondo il Consiglio Nazionale delle Ricerche sarebbero 12 mila. Ma la rete viaria nazionale si perde poi nelle complesse ed articolate competenze di Autostrade, Anas, Regioni, Province, Comuni e via dicendo.Non essendo mai stato funzionante il catasto delle strade non si può conoscere il numero esatto di ponti, viadotti e gallerie e non è possibile sapere quante di queste infrastrutture abbiano raggiunto livelli preoccupanti di degrado. Ma secondo le stime di Sensoworks in Italia i ponti sarebbero circa 1,5 milioni e calcolando poi le campate di ciascun ponte si arriverebbe già così a 4 milioni di strutture da revisionare.Quante sono quelle sotto monitoraggio? Appena 60 mila, monitorate con i vecchi sistemi delle ispezioni. «Eppure i controlli “statici” portano a creare situazioni di allarme ed anche gravi diseconomie molto spesso innecessarie» commentano gli ingegneri di Sensoworks (www.sensoworks.com).Di queste 60 mila infrastrutture qualcosa sappiamo ed è già una buona cosa. Delle altre, invece, non sappiamo quasi nulla. Qui le nuove tecnologie potrebbero dare un contributo risolutivo, consentono interventi su larga scala ed in continuo, con acquisizione automatica dei dati e gestione da remoto, permettendo di monitorare grandezze fisiche, 24 ore su 24, 7 giorni su 7.Per quanto riguarda più specificamente la Sensoworks, da maggio 2020 (prima i cantieri erano bloccati per via del Covid) la società ha iniziato a lavorare a nuovi importanti progetti di monitoraggio di diverse infrastrutture autostradali (Autostrade per l’Italia) e stradali (Anas).

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Scuola: nuove disposizioni per potenziare mezzi di trasporto e fare corsi di recupero dopo la DaD

Posted by fidest press agency su martedì, 15 dicembre 2020

Il Decreto Ristori si avvia all’arrivo in aula, al Senato, con alcune nuove misure per la scuola. La prima riguarda la possibilità, per Comuni e Regioni, di stipulare convenzioni con società private di bus e con titolari di licenze taxi e Ncc, in modo da aumentare i mezzi a disposizione del servizio di trasporto pubblico locale, che deve fare i conti con le norme anti-Covid e, forse già a gennaio, con il rientro in presenza nelle aule. La seconda novità riguarda le scuole primarie e medie, dove si potranno svolgere corsi extrascolastici in presenza, per sopperire a eventuali carenze formative legate alla didattica a distanza. Le ultime modifiche sono state votate in una seduta notturna dalle commissioni Bilancio e Finanze del Senato, che hanno licenziato il provvedimento. Il provvedimento dovrebbe arrivare “blindato” prima in Aula a Palazzo Madama e poi a Montecitorio dove arriverà il sì definitivo.Marcello Pacifico: “Va bene introdurre norme che agevolano la sicurezza per la salute in vista del ritorno in classe a gennaio. Come anche la possibilità di recuperare il gap formativo che si è venuto a determinare a seguito prima del lockdown e poi della chiusura ad intermittenza in alcune località di quest’anno scolastico. Rimane da capire perché per il personale scolastico, invece, si continui a non fare nulla per sopperire alle odiose discriminazioni verso i precari ed alcune categorie professionali, oltre che l’introduzione di disposizioni utili ai lavoratori con particolari esigenze”.

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Per riaprire le scuole il 7 gennaio serve trasporto pubblico, test rapidi, tutte cattedre coperte”

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2020

“Dal 7 gennaio, finalmente, anche gli studenti degli istituti secondari di secondo grado torneranno sui banchi di scuola con la didattica in presenza al 75%. Come specificato dal Dpcm, per decidere se ci sono le condizioni e quindi poter arrivare preparati alla data, presso ciascuna Prefettura deve essere istituito un tavolo di coordinamento. In Toscana a che punto siamo? Serve correre per aprire tra meno di un mese, perché a settembre quello che non ha funzionato sono stati trasporti pubblici, test rapidi e risposte rapide che non arrivavano e tanti docenti che ancora mancavano. I tavoli delle prefetture devono lavorare su questi nodi, altrimenti o la scuola non riapre e prosegue a distanza oppure rischia di riaprire e di chiudere nuovamente”, così Gabriele Toccafondi, deputato fiorentino di Italia Viva.”Non deve essere sprecato neanche un minuto. I Ragazzi Sono già stati pesantemente penalizzati dai troppi giorni lontani da scuola con la didattica a distanza. Dobbiamo lavorare presto e bene affinché tutto sia pronto il 7 di gennaio per poterli far tornare in classe in sicurezza e per poter fare in modo che possano rimanere in classe, svolgendo l’intero secondo semestre in presenza, a scuola, in classe e non più in DAD.” conclude Toccafondi.

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Trasporto pubblico: “Urgono interventi straordinari”

Posted by fidest press agency su domenica, 6 dicembre 2020

Si è svolto il Consiglio Nazionale della Faisa-Cisal in cui sono state affrontate compiutamente le tematiche contemporanee che riguardano il mondo della mobilità delle persone. Un settore fortemente condizionato dalla pandemia.Nel corso del dibattito, aperto dalla relazione del Segretario Generale, Mauro Mongelli, si è evidenziato come la contrazione della capienza massima dei mezzi di trasporto al 50%, misura evidentemente non contestabile considerato l’elevato orientamento alla salvaguardia della salute dei passeggeri e del personale in servizio, porta con sé la conseguenza di determinare un profondo cambiamento della struttura dei ricavi delle aziende dell’intero settore.Per la Faisa Cisal appare del tutto evidente che sia necessaria una imponente azione di ammodernamento ed implementazione delle risorse e degli investimenti da destinare al trasporto delle persone in Italia a meno che non si sia orientati a scaricare tali gravosi costi aggiuntivi sulle famiglie italiane fruitrici di tali servizi. L’intero sistema italiano delle mobilità delle persone, in particolare nelle città di medie/grandi dimensioni, sarà obbligato, pena il suo mantenimento in vita, a traguardare un cambiamento epocale, un nuovo paradigma riformatore che dovrà necessariamente prevedere il pieno coinvolgimento delle rappresentanze dei lavoratori.Risulta altrettanto determinante per la federazione come sia necessaria una nuova programmazione dei servizi, ripetutamente richiesta nel corso dei mesi, atta a determinare un effettivo miglioramento dell’offerta alla cittadinanza. Sotto questo punto di vista – ha spiegato Mongelli – “assistiamo a dichiarazioni di esponenti del governo che trattano materie di competenza di altri dicasteri, tralasciando magari quelle proprie; recenti le dichiarazioni, attribuite al Ministro dei Trasporti e Infrastrutture, che, esortando la riapertura degli istituiti scolastici anche il sabato e la domenica, proposta che non sta a noi commentare, hanno alimentato un vivace dibattito in previsione della riapertura delle scuole.Immaginando che il Ministro si riferisse al sistema dei trasporti quando ha sostenuto che, le scuole vanno riaperte quando ci sono le condizioni per riaprirle – ha sottolineato ancora Mongelli – crediamo fortemente, invece, che quelle condizioni vadano immediatamente ripristinate, con interventi finanziari straordinari tangibili, che consentano misure eccezionali programmate e risolutive, sicuramente anche con il concorso di altri dicasteri, Enti Locali e portatori di interessi». Per la Faisa Cisal i primi interventi, necessari ad un reale cambio di paradigma, sono certamente l’aggiornamento, di concerto con le organizzazioni sindacali firmatarie del CCNL di categoria, del Protocollo contro la diffusione del Covid-19 che dovrà prevedere anche l’inserimento di un controllo periodico, nonché la possibilità di accedere alla somministrazione gratuita del vaccino per i lavoratori che hanno il compito di garantire un servizio essenziale per i cittadini e per l’economia. Altresì importante risulta essere il rapido rinnovo del CCNL di settore, scaduto oramai già da tre anni, quale elemento funzionale ad un corretto assetto di relazioni industriali e regolatore dei miglioramenti che il settore necessita.

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Il 25 novembre sciopero nazionale di 4 ore del trasporto pubblico locale

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 novembre 2020

L’emergenza sanitaria non solo ha evidenziato quanto sia fondamentale il ruolo dei servizi pubblici essenziali, ma ha anche portato alla luce tutte le fragilità di un sistema deturpato dalle privatizzazioni che hanno permesso di assoggettare le funzioni del settore pubblico al conseguimento del profitto di pochi, che si parli di scuola, di sanità o di trasporti!Per questo non si può più aspettare. Non ci si può più permettere di navigare a vista attendendo gli eventi.È necessario un vero dibattito, scevro dai soliti giochi di potere e dai ricatti delle associazioni datoriali e dei sindacati gialli al seguito, con un unico obiettivo: ridiscutere e ristrutturare l’intero sistema del Trasporto Pubblico e quello dei servizi essenziali tutti!Non possiamo più permettere che le annose carenze di un sistema che non ha più alcuna capacità di tutela dei lavoratori e della collettività, siano risanate con provvedimenti emergenziali capaci solo di rimandare la soluzione del problema a data da destinarsi. Non possiamo più sottostare alle puerili imposizioni delle associazioni datoriali, dotate di grandi capacità quando si tratta di intercettare i finanziamenti ma con scarse o nulle competenze nella gestione e nella garanzia dei servizi essenziali. Trasporti, Sanità, Scuola e Nidi si uniscono in una giornata di mobilitazione comune per ricostruire il futuro, nell’interesse dei lavoratori e dei cittadini!

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Scuola: Trasporto e diffusione del contagio

Posted by fidest press agency su martedì, 17 novembre 2020

“Le dichiarazioni del premier Conte, ‘le scuole non sono focolai sulla diffusione del contagio, ma quello prima e dopo può costituire un focolaio’, confermano quanto poco e male abbia fatto il governo nell’agire sul sistema di trasporto pubblico locale. A ragione le scuole – se supportate da dati di minor contagio – devono restare aperte peccato che nell’ultimo Dpcm abbia prevalso la modalità della Didattica a distanza e non delle lezioni in presenza. Se contagi nelle scuole ci sono stati, e innegabilmente ce ne sono stati, si doveva subito attuare il piano alternativo di lezioni in presenza sottoscrivendo un patto educativo con le scuole paritarie e un piano trasporti con l’impiego dei pullman turistici, dei Taxi, degli Ncc e del car-sharing”. E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Decarbonizzazione del trasporto marittimo

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 novembre 2020

Nel nuovo studio, intitolato “Catalysing the Fourth Propulsion Revolution” ICS afferma l’esigenza che i governi sostengano la proposta dell’industria marittima mondiale di creare un fondo globale di R&S da 5 miliardi di euro per ridurre il rischio che 3 mila miliardi di dollari di investimenti siano destinati e utilizzati in modo improprio, rendendo impossibile la decarbonizzazione del settore.Il rapporto esamina diverse opzioni per facilitare la decarbonizzazione del trasporto marittimo e raggiungere gli obiettivi di riduzione dei gas a effetto serra (GHG) stabiliti dall’IMO, attraverso l’uso di ammoniaca, idrogeno, batterie e lo sviluppo delle relative tecnologie per alimentare la flotta mondiale.Tuttavia, il rapporto rileva che attualmente i combustibili a zero emissioni di carbonio non sono disponibili nelle quantità necessarie per giungere alla decarbonizzazione.Infatti, a fronte dei numerosi potenziali carburanti e tecnologie a zero emissioni di carbonio, la riduzione delle emissioni richiesta dalla comunità internazionale e dall’industria richiedono una enorme attività di ricerca e sviluppo prima che questi possano diventare delle opzioni praticabili.Ciò rappresenta quello che può essere definito un “iceberg finanziario” per lo shipping mondiale, in quanto la pressione per regolare le emissioni si sta attualmente muovendo più velocemente della capacità delle catene di approvvigionamento di tenere il passo. Senza innovazione e un massiccio aumento della ricerca e dello sviluppo, c’è un rischio significativo di attività bloccate che avranno un impatto sugli Stati nazionali, sulla comunità finanziaria e sull’industria marittima. Lo shipping internazionale, che trasporta circa il 90% dei volumi commerciali mondiali, è parte integrante dell’economia globale. Attualmente le navi devono anche utilizzare quattro milioni di barili di petrolio al giorno, – 4% della produzione globale di petrolio, o equivalente a un terzo della produzione giornaliera dell’Arabia Saudita. L’energia necessaria per alimentare una grande nave portacontainer che naviga attraverso l’oceano, è la stessa necessaria ad alimentare in un solo giorno 50.000 case. Gli armatori sono profondamente consapevoli della necessità di decarbonizzare, ma ciò si può fare solo con lo sviluppo di una nuova generazione di tecnologie e di nuovi combustibili a zero emissioni. È urgente sviluppare nuovi combustibili insieme a nuovi sistemi di propulsione, navi avanzate e una rete di rifornimento globale completamente nuova.

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Campidoglio, dal 9/11 più bus per trasporto pubblico

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 novembre 2020

Roma. Da lunedì 9 novembre a Roma più bus per potenziare il trasporto pubblico. Partirà un’ulteriore ripianificazione del Tpl locale che prevede l’utilizzo dei bus turistici per i collegamenti meno frequentati e il rafforzamento delle linee Atac più utilizzate. Roma Capitale è stata la prima amministrazione locale in Italia a impiegare i bus privati a sostegno delle linee metro già dal mese di maggio. La nuova programmazione, a differenza del precedente potenziamento, prevede l’utilizzo dei pullman privati sulle linee Atac a minor domanda, così da poter utilizzare i relativi mezzi e autisti dell’azienda pubblica sui collegamenti a maggior frequenza.“Da lunedì avremo più bus al servizio dei cittadini, soprattutto negli orari di punta. L’obiettivo è limitare al minimo i disagi ai passeggeri e garantire un servizio di trasporto pubblico efficiente per chi deve recarsi al lavoro o muoversi per motivi di necessità”, dichiara la Sindaca di Roma, Virginia Raggi. Intanto Atac ha pubblicato in sede europea il bando, che a breve verrà pubblicato anche sulla Gazzetta ufficiale italiana, tramite il quale sarà possibile invitare le aziende private a pre-qualificarsi per eventuali e successivi affidamenti tramite procedura negoziata, sulla base delle necessità che saranno di volta in volta individuate da Roma Capitale sulla base dei fondi messi a disposizione dagli enti di riferimento.

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