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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

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Piena applicazione della legge 194 e più investimenti per le vittime della tratta

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 dicembre 2018

Roma. Una delegazione di eurodeputate guidata dalla socialdemocratica Vilija Blinkevičiūtė si è recata a Roma e Napoli per fare il punto sull’implementazione della legislazione sull’aborto e sulle misure per proteggere le vittime di tratta e prostituzione.
L’obiettivo della delegazione è stato quello di verificare eventuali abusi e violazioni alla Legge 194, con particolare attenzione all’obiezione di coscienza fra i medici, e di prendere atto della situazione di donne migranti vittime di tratta per la prostituzione al fine di trovare delle soluzioni condivise per migliorare le loro vite.“La 194 – ha affermato oggi Blinkevičiūtė in conferenza stampa presso l’Ufficio del Parlamento europeo a Roma – è una buona legge ma che è implementata in maniera non adeguata. L’obiezione di coscienza – ha continuato la capodelegazione – coinvolge ginecologi ed anche anestesisti, con percentuali che arrivano in alcune regioni fino al 80%-90% dei medici, un livello che spesso impedisce alle donne di esercitare i propri diritti”.
Sul fronte del traffico di persone, Blinkevičiūtė ha sottolineato l’importanza della visita alle “case protette per le donne che riescono ad uscire dalla tratta e dalla prostituzione” a Mugnano (in provincia di Napoli), “siamo stati commossi – ha aggiunto – dalle loro testimonianze, da queste è emersa chiaramente la necessità di investire di più per l’inclusione e l’integrazione ad ogni livello, regionale, nazionale ed europeo”. I membri della delegazione hanno inoltre ribadito l’importanza che il governo continui a sostenere il piano anti-tratta.Durante la visita di tre giorni in Italia, i membri della delegazione hanno incontrato a Roma i medici e le ONG che si occupano di interruzione volontaria di gravidanza e, quindi, a Napoli, i rappresentanti locali e le Organizzazioni che affrontano il tema della tratta di donne migranti e del loro sfruttamento sessuale. In questo contesto si è inserita la visita a Casa Karabà e Casa Kirikù, due rifugi per donne vittime della tratta. La tre giorni si è conclusa nella Capitale con un incontro al Senato ed una visita alla Casa Internazionale delle Donne.

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Tratta e sfruttamento bambini e donne

Posted by fidest press agency su martedì, 31 luglio 2018

Si stima che quasi 10 milioni di bambini e adolescenti, nel mondo, solo nel 2016 siano stati costretti in stato di schiavitù, venduti e sfruttati principalmente a fini sessuali e lavorativi. Un numero che corrisponde al 25% del totale delle persone in questa condizione, oltre 40 milioni, di cui più di 7 su 10 sono donne e ragazze. Circa 1 milione, secondo le stesse stime, i minori vittime di sfruttamento sessuale nel 2016, mentre in cinque anni – tra il 2012 e il 2016 – 152 milioni di bambini e ragazzi tra i 5 e i 17 anni sarebbero stati coinvolti in varie forme di lavoro minorile, di cui oltre la metà in attività particolarmente pericolose per la loro stessa salute.
Per quanto riguarda il nostro Paese, tra le evidenze contenute nel rapporto di Save the Children significativa, alla frontiera di Ventimiglia, l’emersione del fenomeno del cosiddetto survival sex, ovvero delle minorenni in transito provenienti per lo più dal Corno d’Africa e dai Paesi dell’Africa-sub-sahariana che vengono indotte a prostituirsi per pagare i passeurs per attraversare il confine o per reperire cibo o un posto dove dormire. In Italia, quello della tratta e dello sfruttamento dei minori resta un fenomeno per lo più sommerso. Nel corso del 2017, secondo i dati del Dipartimento per le Pari Opportunità, nell’ambito della Piattaforma Nazionale Anti-Tratta, le vittime minorenni inserite in programmi di protezione sono state complessivamente 200 (quasi il doppio rispetto all’anno precedente, 111 vittime), di cui la quasi totalità – 196 – sono ragazze. In circa la metà dei casi (46%) si tratta di vittime di sfruttamento sessuale e in più del 93% delle situazioni si tratta di ragazze nigeriane tra i 16 e i 17 anni. Una tendenza che trova conferma anche nei rilevamenti delle unità di strada del programma “Vie d’uscita” di Save the Children per il contrasto allo sfruttamento sessuale dei minori, che tra gennaio 2017 e marzo 2018, in alcuni territori chiave nel fenomeno tratta e sfruttamento come le regioni Abruzzo, Marche, Sardegna, Veneto e la città di Roma, sono entrate in contatto con 1.904 vittime, di cui 1.744 neomaggiorenni o sedicenti tali e 160 minorenni, in netta prevalenza (68%) nigeriane, seguite dalle rumene (29%). Un numero nettamente cresciuto rispetto al periodo maggio 2016-marzo 2017, quando erano state contattate 1.313 vittime. In una sola notte, a ottobre 2017, la rete di organizzazioni riunite nella Piattaforma Nazionale Anti-Tratta ha inoltre rilevato 5.005 vittime in strada, tra cui 211 minori, registrando un incremento del 53% rispetto alla precedente rilevazione effettuata a maggio dello stesso anno.
Al 31 maggio 2018, 4.570 minori risultano irreperibili nel nostro Paese, hanno cioè abbandonato le strutture di accoglienza in cui erano stati inseriti, in particolare nelle regioni del sud. Si tratta per lo più di minori eritrei (14%), somali (13%), afgani (10%), egiziani (9%) e tunisini (8%). L’abbandono del sistema di accoglienza e l’ingresso nell’invisibilità, sottolinea il rapporto “Piccoli schiavi invisibili”, espone i minori in transito a rischi notevoli, in particolare per i più vulnerabili come le ragazze minorenni provenienti dal Corno d’Africa. Sebbene le comunità di accoglienza ospitino per lo più ragazzi, infatti, particolarmente significativa risulta la presenza di ragazze minorenni eritree (178) e somale (65), la cui propensione all’abbandono è molto alta e che una volta entrate nell’alveo dell’invisibilità rimangono esposte ad abusi e soprusi enormi.
Vittime di tratta e sfruttamento sessuale, nel nostro Paese, sono soprattutto le ragazze nigeriane e rumene. Tra le ragazze nigeriane che giungono via mare in Italia – emerge dal rapporto – 8 su 10 sarebbero potenziali vittime di tratta a fini di sfruttamento sessuale, un numero che ha fatto registrare, tra il 2014 e il 2016, un incremento del 600 per cento.
Secondo il rapporto di Save the Children, i casi emersi di lavoro minorile nel nostro Paese nel 2017, riguardanti sia minori italiani che stranieri, ammontano a 220 e anche in questo caso ci troviamo di fronte alla punta di un iceberg di un fenomeno per lo più sommerso. In particolare, oltre il 70% delle violazioni riguarda il settore terziario in cui si producono o forniscono servizi, in particolare nei servizi di alloggio e ristorazione, nel settore del commercio all’ingrosso e al dettaglio, in agricoltura e in attività manifatturiere.

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Giornata internazionale contro la tratta di esseri umani

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 luglio 2018

unicefSecondo quanto dichiarato per la Giornata internazionale contro la tratta di esseri umani (30 luglio), dall’UNICEF e dal Gruppo di Coordinamento Interagenzia contro la Tratta di esseri umani (ICAT), circa il 28% delle vittime di tratta identificate a livello mondiale sono bambini. In regioni come Africa Subsahariana e America Centrale e Caraibi, i bambini costituiscono una percentuale anche maggiore delle vittime di tratta identificate, rispettivamente il 64% e 62%.
L’UNICEF e l’ICAT stimano che il numero di bambini vittime di tratta sia maggiore rispetto a quanto suggeriscono i dati attuali. La realtà è che i bambini sono raramente identificati come vittime di tratta. Pochi si fanno avanti per paura dei trafficanti, mancanza di informazioni sulle opzioni disponibili, diffidenza nei confronti della autorità, paura di stigmatizzazione o per la possibilità di essere rimpatriati senza nessuna tutela e un supporto materiale limitato.
I bambini rifugiati, migranti e sfollati sono categorie particolarmente vulnerabili alla tratta. Sia che stiano scappando da guerre o violenze o che siano alla ricerca di migliori opportunità di formazione o sostentamento, un numero esiguo di bambini trova strade per spostarsi regolarmente e in sicurezza con le loro famiglie. Questo aumenta le probabilità che i bambini e i membri delle loro famiglie utilizzino percorsi irregolari e più pericolosi o che i bambini si spostino da soli, fattore che li rende più vulnerabili a violenze, abusi e sfruttamento da parte di trafficanti.
In molti contesti mancano soluzioni sostenibili per i bambini vittime di tratta – fra cui assistenza a lungo termine, riabilitazione e protezione. Molti sistemi di protezione dell’infanzia e dell’adolescenza non hanno risorse sufficienti e c’è un’estrema carenza di tutori legali e altri meccanismi di tutela alternativa. I bambini spesso vengono collocati in sistemazioni inadeguate, dove rischiano ulteriori traumi e di diventare ancora più vittime. I ragazzi vittime di tratta possono incontrare ulteriori ostacoli a causa degli stereotipi di genere che impediscono loro di ottenere o cercare l’aiuto di cui hanno bisogno, mentre le ragazze possono essere esposte anche al rischio di ulteriore sfruttamento e abuso a causa di discriminazione e povertà di genere.L’UNICEF e l’ICAT continuano a chiedere l’attuazione di politiche governative e soluzioni transfrontaliere per tenere questi bambini al sicuro, fra cui:
Aumentare vie sicure e legali per far sì che i bambini si possano spostare con le loro famiglie, anche accelerando la determinazione dello status di rifugiato e rispondendo agli ostacoli di legge e pratici che prevengono il ricongiungimento dei bambini con le loro famiglie;
Rafforzare i sistemi di protezione sociali e per l’infanzia e l’adolescenza per prevenire, identificare, orientare e rispondere ai casi di tratta, violenza, abusi e sfruttamento contro i bambini e rispondere ai bambini con bisogni specifici per età e genere;
Assicurare che le soluzioni sostenibili siano guidate da una valutazione individuale del caso del bambino e la determinazione del suo superiore interesse, a prescindere dallo status del bambino, e che la partecipazione del bambino a questo processo sia appropriata alla sua età e maturità;Migliorare la cooperazione transfrontaliera e lo scambio di informazioni tra i controlli di frontiera e le autorità incaricate per la protezione dei bambini e attuare delle procedure di ricerca e di ricongiungimento familiare e dei meccanismi di tutela alternativa per i bambini senza assistenza familiare. Evitare misure che potrebbero spingere i bambini a scegliere rotte più pericolose e di spostarsi da soli per evitare la detenzione da parte delle forze dell’ordine.

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Regione Piemonte: “Piemonte in rete contro la tratta”

Posted by fidest press agency su sabato, 3 settembre 2016

regione piemonteLa Regione Piemonte garantirà la continuità del progetto “Piemonte in rete contro la tratta”. «La priorità è che prosegua il servizio offerto dalle associazioni che da anni lavorano al contrasto della tratta di esseri umani e della prostituzione. Le donne che oggi sono seguite nella nostra regione devono poter continuare sul nostro territorio il loro percorso di emersione e di reinserimento sociale» – così Monica Cerutti, assessora all’Immigrazione e alle Pari Opportunità della Regione Piemonte.
Per raggiungere questo obiettivo la Giunta regionale si impegna a destinare 330.000 euro, dopo l’approvazione dell’assestamento di bilancio, per finanziare l’attività delle unità di strada e il lavoro di emersione finora realizzato dai soggetti di “Piemonte in contro la tratta” per il periodo che va dal 1° settembre al 31 dicembre 2016. Contemporaneamente gli uffici regionali stanno procedendo con la predisposizione di un atto di indirizzo ai fini dell’accesso ai finanziamenti del POR 2014-2020 (Obiettivo tematico 9) per un milione di euro, finalizzati al sostegno di progetti integrati di inclusione attiva, orientamento, formazione e inserimento lavorativo, rivolti alle vittime di tratta.
«Ieri, in un incontro con il Prefetto Mario Morcone, capo Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’Interno, abbiamo proposto di avviare in Piemonte un progetto sperimentale che, mettendo in stretto collegamento il sistema di accoglienza per richiedenti asilo e la rete antitratta, miri ad individuare tempestivamente le potenziali vittime di tratta tra chi richiede la protezione internazionale. Allo stesso tempo naturalmente auspichiamo di poter valutare il prima possibile insieme al Dipartimento per le Pari Opportunità come riprendere una progettualità comune ed un percorso condiviso per la definizione di modalità di sostegno agli interventi di prevenzione e di contrasto ad un fenomeno che riteniamo essere in aumento e sempre più preoccupante» – ha concluso Monica Cerutti, assessora all’Immigrazione e alle Pari Opportunità della Regione Piemonte.
(Monica Cerutti, Assessora all’Immigrazione e Pari Opportunità – Regione Piemonte)

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Tratta e sfruttamento minori

Posted by fidest press agency su domenica, 31 luglio 2016

I minori vittima di schiavitù e grave sfruttamento nel mondo sarebbero, secondo le stime, un milione e 200 mila. Una vittima di tratta su cinque è un bambino o un adolescente. Una realtà drammatica, che resta però fortemente sommersa, registrando, al di là delle stime e delle proiezioni, un numero molto inferiore di casi realmente identificati. Basti pensare che gli ultimi dati ufficiali disponibili parlano di 15.846 vittime di tratta accertate o presunte tali in Europa, di cui il 15% è un minore. In Italia, sono 1.125 le persone inserite in programmi di protezione e il 7% di loro ha meno di 18 anni. Sono questi i principali numeri che fotografano il fenomeno della tratta e dello sfruttamento in Italia e nel mondo che emergono dal Dossier 2016 “Piccoli schiavi invisibili – I minori vittime di tratta e sfruttamento: chi sono, da dove vengono e chi lucra su di loro” di Save the Children, l’Organizzazione dedicata dal 1919 a salvare i bambini in pericolo e a promuovere i loro diritti, diffuso oggi alla vigilia della Giornata mondiale contro la tratta di esseri umani che si celebra il 30 luglio. La maggior parte dei minori vittime tratta minoridi tratta, però, non rientra in queste statistiche: quello della tratta è un fenomeno estremamente complesso, soprattutto in Italia, che spesso coinvolge minori stranieri non accompagnati, cioè senza adulti di riferimento, molti dei quali sono in transito nel nostro Paese e si spostano da una città all’altra, non consentendone l’emersione e il tracciamento reale. Basti pensare che in Italia, tra gennaio e giugno 2016 sono arrivate via mare 70.222 persone in fuga da guerre, fame e violenze. Di queste 11.608 sono minori, il 90% dei quali (10.524) non accompagnati, un numero più che raddoppiato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (4.410 da gennaio a giugno 2015). In particolare, questi ultimi rappresentano un potenziale bacino di sfruttamento per coloro che cercano di trarre profitto dal flusso migratorio, speculando in vari modi sulla vulnerabilità dei più piccoli.Il profilo dei minori vittima di tratta e sfruttamento in Italia vede una presenza significativa di ragazze nigeriane, rumene e di altri Paesi dell’Est Europa, sempre più giovani, costrette alla prostituzione su strada o in luoghi chiusi. Attraverso le attività delle unità mobili e di outreach, Save the Children ha inoltre intercettato gruppi di minori egiziani, bengalesi e albanesi inseriti nei circuiti dello sfruttamento lavorativo e nei mercati del lavoro in nero, costretti a fornire prestazioni sessuali, spacciare droga o commettere altre attività illegali. A destare particolare preoccupazione sono i minori “in transito”, tra i quali spiccano eritrei e somali che, una volta sbarcati sulle nostre coste, in assenza di sistemi di transito legali e protetti, si allontanano dai centri di accoglienza e si rendono invisibili alle istituzioni nella speranza di raggiungere il Nord Europa, divenendo facili prede degli sfruttatori.Se da un lato è difficile dare un quadro numerico reale delle vittime di sfruttamento, dall’altro lo è ancora di più quantificare il numero degli sfruttatori. Nel nostro Paese, però, la tratta di persone costituisce la terza fonte di reddito per le organizzazioni criminali, dopo il traffico di armi e di droga. Il numero dei procedimenti a carico degli sfruttatori, e soprattutto quello delle condanne in via definitiva, rimane però piuttosto limitato, per la capacità delle organizzazioni criminali di agire adeguando le proprie strategie per aggirare gli interventi legislativi dei vari Paesi. In Italia, in particolare, dal 2013 al 2015, sono stati denunciati per reati inerenti la tratta e lo sfruttamento un totale di 464 individui, alla maggior parte dei quali viene contestato il reato di riduzione in schiavitù. Per lo specifico reato di tratta di persone sono stati arrestati più di 190 soggetti di nazionalità prevalentemente rumena, albanese e nigeriana. Secondo i dati riportati dal Ministero della Giustizia, il 12% degli autori di reati connessi alla tratta e allo sfruttamento sono di nazionalità italiana.“Sono tantissimi i minori che raccontano ai nostri operatori di essere vittime di drammatiche forme di sfruttamento, nella maggior parte dei casi assimilabili alla schiavitù, e che anche qui in Italia troppo spesso si affidano a persone senza scrupoli”, spiega Raffaela Milano, Direttore dei Programmi Italia-Europa di Save the Children. “È importante che questi ragazzi trovino punti di riferimento affidabili per decidere del loro futuro: per questo motivo, oltre alle nostre attività di protezione dei minori migranti in frontiera Sud, a Roma, Milano e Torino, abbiamo attivato un nuovo servizio di helpline[6] dedicato ai minori migranti, un numero gratuito che risponde in sei lingue, fornendo orientamento legale e psicologico, e che vuole essere un punto di riferimento per tutti i minori che possono trovarsi in situazioni di rischio e per tutti coloro che vogliono aiutarli.” (foto: tratta minori)

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Infinera sulla tratta Parigi-Lione

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 maggio 2011

Infinera (Nasdaq: INFN) ha annunciato che da oggi i clienti Infinera trasportano più di 2 Terabit/secondo di traffico in rete tra Parigi e Lione, una delle dorsali internet più congestionate. I service provider che trasportano grandi volumi di traffico o che si aspettano alti tassi di crescita utilizzano le reti Infinera per la scalabilità e l’affidabilità dell’architettura Digital Optical Networks Infinera. Interoute, carrier pan-europeo, e Covage, operatore francese, sono tra i service provider che utilizzano le reti Infinera per garantire questo servizio sulla tratta in questione…

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Tratta esseri umani

Posted by fidest press agency su sabato, 26 marzo 2011

Nella sua ultima riunione il Consiglio dei ministri europeo ha adottato la nuova direttiva contro la tratta degli esseri umani che va a sostituire la decisione quadro del 2002 e che sarà applicata a tutti gli Stati membri ad eccezione di Danimarca e Inghilterra. La direttiva costituisce la prima applicazione del nuovo Trattato di Lisbona per quanto attiene l’area giustizia, sicurezza e lotta alla criminalità perchè vede esplicate le nuove competenze del Parlamento a cui una direttiva non è più sottoposta solo per un parere ma ha svolto con grande determinazione il suo ruolo di co-legislatore insieme al Consiglio e alla Commissione. “La direttiva – spiega Silvia Costa – prevede pene che vanno dai 5 ai 10 anni di carcere con aggravanti che riguardano offese commesse su vittime particolarmente vulnerabili, come ad esempio i minori, l’offese commesse nell’ambito di organizzazioni criminali o nel caso in cui si registrino gravi negligenze che mettono a rischio la vita delle vittime, o se è stata usata una violenza particolarmente grave causa di serie conseguenze sulla vittima”.”Sono state ricepite alcune proposte importanti – aggiunge la parlamentare italiana – che con miei emendamenti e del gruppo S&D come, ad esempio, quella che non consente di perseguire penalmente la persona vittima di tratta se ha violato leggi migratorie come conseguenza del traffico. Inoltre, viene riconosciuto anche il principio, che però va più esteso, del soggiorno umanitario, che attualmente riguarda solo quanti collaborano con la giustizia. Noi, come già annunciato, vorremmo una nuova direttiva che preveda, come in Italia per effetto dell’art. 18 della legge Turco-Napolitano, che possano essere protette col soggiorno umanitario anche le persone che non hanno ancora la forza di collaborare con la giustizia ma che intendono semplicemente uscire dalla schiavitù”.

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Valorizzare la tratta Avellino-Rocchetta

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 dicembre 2010

“Presentata interrogazione ai Ministri delle infrastrutture e trasporti e del turismo per chiedere interventi di valorizzazione della tratta ferroviaria Avellino-Rocchetta, a propria firma e dell’On. Arturo Iannaccone” lo dichiara l’On. Americo Porfidia di Noi Sud “La tratta ferroviaria Avellino-Rocchetta Sant’Antonio – spiega Porfidia – ha una storia profonda, con radici nell’Italia preunitaria. E’ stata inaugurata nel 1895 e lungo i suoi 120 km di lunghezza  attraversa l’intera provincia di Avellino fino a giungere in Puglia. E’ di fatto l’unica cerniera tra Campania, Basilicata e Puglia e se meglio sfruttata potrebbe collegare il Mar Tirreno all’Adriatico. Purtroppo ancora oggi, a 150 anni dall’Unità d’Italia, il Meridione soffre di una situazione di assoluta arretratezza infrastrutturale, che certo non aiuta anzi ostacola le comunicazioni, il commercio locale, la vita economica dei territori, che spesso vivono in un profondo stato di isolamento, tra le prime ragioni della fuga di migliaia di giovani. Il terremoto del novembre 1980 ha inflitto all’Avellino-Rocchetta una ferita che non si è mai completamente rimarginata e ad oggi la linea è quasi in disuso. Il suo potenziamento – spiega  Porfidia – comporterebbe anche un decongestionamento del traffico su gomma, contenendo in tal modo anche la minaccia dell’inquinamento. La tratta ha anche una ricchezza sul versante turistico, infatti la linea attraversa luoghi e territori di straordinaria bellezza, costeggiando Comuni di grande interesse storico e culturale. L’associazione locale InLoco_Motivi, tramite convenzioni con Trenitalia propone da anni e con successo dei viaggi turistici per la scoperta dei luoghi visitati dall’antica ferrovia. Noi Sud crede fortemente nella ripresa del Meridione ed ha rivolo la sua interrogazione per sapere dai Ministri se non ritengano opportuno assumere iniziative per valorizzare la linea Avellino-Rocchetta  in vista di un rilancio complessivo del settore delle infrastrutture ferroviarie del meridione; se non ritengano necessario promuovere l’Avellino-Rocchetta, autentico «museo del viaggio e dei sapori irpini», all’interno di un calendario turistico di eventi, concordato con la Regione, i Comuni, gli Enti e le Associazioni interessate e proporre altresì lo sviluppo di una rete di collaborazioni di agenzie ed enti del Turismo, al fine di promuovere «giornate ecologiche» nel territorio dell’Irpinia tale da favorire ravvicinamento al binomio natura-cultura del territorio.”

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Lo schiavismo a fini sessuali

Posted by fidest press agency su sabato, 18 settembre 2010

Di Fabrizio Mastrofini. Secondo l’ultimo rapporto ONU 140 mila donne in Europa sono vittime della tratta di esseri umani finalizzata alla prostituzione. Un fenomeno che interessa tristemente anche l’Italia. L’autore, giornalista, traccia un quadro della situazione: racket presenti in Italia; i percorsi della tratta; il quadro normativo e le zone grigie della legge, le testimonianze delle vittime sfuggite agli sfruttatori e le azioni di contrasto delle associazioni di volontariato.  Donne costrette alla prostituzione in strade isolate o sotto lo sguardo indifferente dei passanti nelle grandi vie di comunicazione e nelle fermate degli autobus.  Soggiogate da un sistema di sottomissione articolato che va ben oltre la maman o il protettore, ma mescola il potere della criminalità internazionale alle minacce di ritorsioni verso la famiglia d’origine e l’asservimento psicologico provocato dall’ossessione dei riti vudu.
Mastrofini analizza la situazione, descrive il quadro legislativo di sostegno e rileva l’inefficacia delle misure di contrasto che colpiscono la vittima piuttosto che il carnefice. Raccoglie l’esperienza dei volontari che operano nel settore e rende merito alle numerose associazioni di volontariato che in collaborazione con la Caritas, ai centri comunali e parrocchiali sostengono l’attività delle procure ordinarie e antimafia nella lotta alla tratta.
Fabrizio Mastrofini è giornalista, specializzato sui temi dell’informazione religiosa e della comunicazione. Ha già pubblicato, tra gli altri titoli: Geopolitica della Chiesa cattolica (Laterza, 2006), Ratzinger per non credenti (Laterza, 2007), Comunicare l’impresa sociale (Carocci, 2009).

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La tratta di esseri umani in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 agosto 2010

Nel momento in cui l’Italia diventa paese di destinazione delle vittime, sta diventando una realtà sempre più complessa. Da una ricerca sulle diverse forme di sfruttamento in cui sono assoggettate le persone trafficate va considerato che si possono configurare due forme di tratta. La prima è a scopo di sfruttamento sessuale.  A partire dai primi anni ’90, in Italia si sono alternati o sovrapposti flussi di donne e giovani di diversa nazionalità (albanesi, nigeriane, moldove, ucraine, russe, latino-americane, rumene, cinesi), con un graduale aumento del numero di paesi di origine coinvolti, con l’affiancarsi allo sfruttamento in strada di quello in appartamenti e locali notturni e con il conseguente incremento dell’invisibilità e irraggiungibilità delle persone sfruttate. L’utilizzo di forme coercitive particolarmente violente ha ceduto il passo a strategie più sottili, basate anche sulla concessione alle vittime di un margine di contrattualità e alcune di esse sono state coinvolte nell’attività di controllo di altre persone sfruttate. I gruppi criminali semi-dilettantistici sono divenuti gruppi maggiormente organizzati, con collegamenti transnazionali e radicati nei paesi di destinazione. La tratta è stata progressivamete affiancata ad altre attività illecite (traffico di migranti, di droga e di armi) e lecite (es. riciclaggio di denaro sporco attraverso attività commerciali regolari), mentre gli ambiti di sfruttamento sono diventati sempre più diversificati.
L’altro aspetto è la tratta a scopo di lavoro forzato o para-schiavistico in fabbrica, nei campi, tra le mura domestiche, è un fenomeno poco conosciuto, distinto dal lavoro nero in quanto coloro che ne sono coinvolti ne rappresentano l’estremità maggiormente sfruttata ed impossibilitata a recedere dal “contratto” che li lega al datore di lavoro. L’indagine condotta da Equal-Osservatorio Tratta ha fatto emergere un panorama di sfruttamento di lavoratori stranieri occupati nelle aziende italiane, in cui il confine tra sfruttamento da lavoro nero e sfruttamento da lavoro para-schiavistico non risulta essere netto. Tuttavia, è stato possibile ricostruire i percorsi migratori, le modalità di ingresso in Italia dei lavoratori stranieri, i settori produttivi e gli attori che concorrono ad attivare relazioni lavorative basate sull’assoggettamento.
Tratta di minori finalizzata alla commissione di attività illecite. Ne emerge una realtà composita dove convivono la tratta dall’estero, la tratta interna, lo sfruttamento più o meno intenso e i percorsi irregolari autonomi di successo: fenomeni non nettamente separati, ma con significative interrelazioni.
Tratta finalizzata all’espianto di organi, non hanno finora permesso di provare l’esistenza di questa tipologia di tratta in Italia. È invece comprovata l’esistenza di un commercio internazionale di organi e di tessuti, sia sottoforma di compravendita di organi tra adulti consenzienti che di viaggi della speranza in paesi in via di sviluppo per effettuare un trapianto illegale.
Adozioni internazionali illegali sono state esaminate per verificare le possibili contiguità tra violazione della normativa pertinente e rischio di tratta, evidenziando come abusi e pratiche irregolari compiute in vari momenti del percorso di adozione internazionale riguardano anche l’Italia, ma il collegamento con la tratta risulta essere molto incerto.
Una maggiore e migliore conoscenza di questi fenomeni può permettere al legislatore e agli istituti preposti alla individuazione e repressione dei reati di combattere con più efficacia il fenomeno,

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Lotta alla tratta e allo sfruttamento della prostituzione

Posted by fidest press agency su martedì, 13 luglio 2010

Roma 14 luglio – ore 15.00-18,30 presso la sede del Partito Radicale, Via di Torre Argentina 76,  Presiede e modera:  Sergio Rovasio – Segretario dell’Associazione radicale Certi Diritti Interventi di: Donatella Poretti – Senatrice Radicale-PD; Giuseppe Rossodivita – Avvocato, Presidente Gruppo consiliare Lista Bonino Pannella, Federalisti Europei alla Regione Lazio; Marco Bufo – Responsabile interventi nazionali e transnazionali sulla tratta e sulla prostituzione – Associazione On the Road Emanuela Costa – Associazione Le Graziose, Comitato per i diritti civili delle prostitute,  Genova; Lucio Malan – Senatore PDL; Mario Staderini, Segretario di Radicali Italiani; Monica Del Bono – Presidente ‘La Strega da Bruciare’, Comitato per i diritti civili delle prostitute, Roma; Jean Baptiste Poquelin, studente, Coordinatore  Gruppo di Roma di Certi Diritti;
Leila Deianis  – Presidente Associazione Libellula, Roma; Alessandro Gerardi – Avvocato, Membro della Direzione di Radicali Italiani, Tesoriere Associazione Radicale Divorzio breve; Il fenomeno della prostituzione in Italia coinvolge centinaia di migliaia di persone tra prostitute/i, clienti, bande criminali, schiave sfruttate, forze dell’ordine, magistratura, avvocati, politici, cittadini comuni, famiglie eccetera. Il mercato nero della prostituzione produce  un giro d’affari di proporzioni enormi, alimentato dalle politiche proibizioniste e criminogene promosse ovunque nel paese in ambito locale, con iniziative demagogiche e populiste assai spesso stupide, ridicole e del tutto inutili, oltre che violente e gravemente lesive nei confronti delle persone.  La lotta alla tratta delle persone e al loro sfruttamento necessita di maggiori risorse e di un approccio politico completamente nuovo e alternativo. L’antiproibizionsimo e la regolamentazione della prostituzione sono la risposta necessaria per governare il fenomeno, contro l’illegalità diffusa, le ipocrisie e i tabù che sempre più si affermano nella società e nelle istituzioni italiane.

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Mondiali di calcio e tratta delle persone

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 maggio 2010

Roma 6 maggio,  ore 12 Radio Vaticana, Piazza Pia 3 L’Unione Internazionale delle Superiore Generali (UISG) e l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM),  in occasione dei Mondiali di Calcio in Sudafrica,  presentano una campagna internazionale contro la Tratta delle persone. In occasione della conferenza stampa verranno presentati i testi delle Lettere aperte che la rete internazionale Talitha-Kum / Religiose contro la tratta delle persone sta inviando ai tifosi, alle potenziali vittime, alle Chiese locali, ai potenziali facilitatori. Alla conferenza stampa partecipano:* dott.ssa Giulia Falzoi, funzionario OIM* Suor Bernadette Sangma, salesiana, UISG.* dott. Stefano Volpicelli, funzionario OIM * Suor Estrella Castalone, salesiana, UISG
L’UISG è l’Unione Internazionale delle Superiore Generali, è un ente di Diritto Pontificio al quale fanno rfierimento 1990 congregazioni religiose femminili di diritto pontificio e di diritto diocesano per un totale di oltre 700 mila suore in tutto il mondo.
L’OIM Organizzazione Internazionale per le Migrazioni è la principale organizzazione  intergovernativa in ambito migratorio. Fondata nel 1951, vi aderiscono 127 stati membri. L’OIM collabora attivamente con  governi, organismi internazionali, comunità dei migranti, enti locali e organizzazioni del volontariato. Il Quartier Generale è a Ginevra. La Missione di Roma è responsabile per le attività dei paesi dell’area mediterranea.

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Ferrovia Roma – Civita Castellana – Viterbo nel degrado

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 aprile 2010

“Apprendiamo che in seguito all’incidente di qualche giorno fa che ha visto il tamponamento di due convogli sulla tratta ferroviaria Roma – Civita Castellana – Viterbo il Comune di Roma e l’Atac, gestore del servizio, stanno portando avanti le loro indagini per far luce sull’accaduto. Quello che ci sorprende, ma neppure tanto, è che l’amministrazione comunale e l’azienda del trasporto pubblico giungano come al solito in ritardo”. Interviene così Oscar Tortosa, viceresponsabile per il Lazio dell’Italia dei Valori, sul degrado in cui versa il collegamento ferroviario tra la capitale e Viterbo, degrado confermato dalle continue lamentele e denunce dei pendolari. “E assolutamente necessario – continua l’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro – che la giunta Alemanno si adoperi per porre rimedio ad una situazione vergognosa. Mi stupisce come lo stesso Governo nazionale lasci a secco di fondi amministratori della propria parte politica. Forse – conclude Tortosa – a Milano o a Torino, dove la Lega in maniera attenta e prepotente rivendica certe problematiche, situazioni del genere non si verificano”.

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Incidente Roma-Viterbo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 aprile 2010

«In merito all’incidente occorso nelle prime ore della mattinata odierna e che ha visto coinvolti due treni delle ferrovie regionali concesse sulla linea Roma-Viterbo, all’altezza della stazione La Celsa, l’Amministrazione comunale ha chiesto all’Atac, azienda che gestisce il servizio del trasporto pubblico romano, di aprire una commissione interna perché vengano accertate cause e modalità dell’incidente». È quanto dichiara l’assessore alle Politiche della  Mobilità del Comune di Roma, Sergio Marchi. «Immediato l’intervento della Protezione civile e dei Vigili del Fuoco – prosegue l’Assessore – che hanno portato soccorso ai passeggeri contusi. Fortunatamente i feriti coinvolti, circa una cinquantina,  non risultano essere gravi. Per garantire all’utenza il servizio, attualmente sospeso nella sola tratta tra Grottarossa e Montebello  – conclude Marchi –  è stato istituito un servizio di 12 bus navette, che sarà implementato nelle ore di punta, fino al regolare ripristino dell’esercizio su rotaia». Si conferma che sono circa centoventi le persone ferite non in modo grave che sono state assistite e condotte presso il Policlinico Gemelli, l’Ospedale S. Andrea, l’Ospedale Sandro Pertini, Villa San Pietro, l’Ospedale di Monte Rotondo e l’Aurelia Hospital. Inoltre, le squadre della Protezione civile e il personale del volontariato, hanno distribuito coperte e bottiglie d’acqua ai passeggeri, collaborato con i Vigili del fuoco, con il personale sanitario del 118, coadiuvato la Polizia municipale per la fluidificazione del traffico locale, garantito l’immediata e puntuale organizzazione delle strutture di intervento del Campidoglio.

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Aumenti sulla tratta Roma – Fiumicino

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 aprile 2010

“In tempi di crisi come quelli attuali, gli aumenti tariffari fanno solo male al portafogli delle famiglie economicamente più in difficoltà”. E’ decisamente contrariato Paolo Leporati, viceresponsabile per i trasporti dell’Italia dei Diritti, nel commentare la notizia dell’aumento del prezzo del biglietto sulla tratta ferroviaria Roma – Fiumicino. Sia il Leonardo Express, treno diretto che dalla stazione Termini conduce direttamente all’aereoporto, sia il treno regionale che dopo aver tagliato la capitale termina la sua corsa al “Leonardo Da Vinci”, in concomitanza con le festività pasquali hanno visto lievitare il prezzo del biglietto. Nel primo caso si è passati da undici a quattordici euro, un rialzo di circa il 30%, mentre nel secondo il costo è salito da 5,50 a 8 euro.”Un ritocco dei prezzi verso l’alto che non ha motivazioni – prosegue l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – e che fa compiere all’Italia l’ennesimo passo indietro rispetto ad altri paesi europei, dove peraltro al costo del biglietto corrisponde la qualità del servizio. Andando avanti così, il treno non rappresenterà certo una valida alternativa all’automobile e ciò a discapito delle emissioni inquinanti di CO2 e PM10″. Leporati conclude evidenziando anche l’incidenza negativa che tali aumenti hanno sul turismo, auspicando “una tariffa giusta e agevolata per i trasferimenti da e per l’aeroporto che incoraggi l’utilizzo del treno da parte dei turisti”.

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Tratta ferroviaria Torino – Roma

Posted by fidest press agency su sabato, 12 dicembre 2009

Dichiarazione dell’On. Giorgio Merlo (Pd): Il Sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino ha risposto quest’oggi alla mia Interrogazione relativa ai collegamenti ferroviari Torino-Roma. Nell’Interrogazione, denunciando la scarsa sensibilità dei vertici delle Ferrovie nei confronti della nostra Regione dimostrata con la riduzione dei collegamenti, in particolare quelli notturni, chiedevo al Governo di sapere quali proposte concrete intendesse “mettere in campo per ripristinare collegamenti dignitosi ed utili per i cittadini” che si servono della tratta Torino-Roma.  Il Sottosegretario ha evidenziato come Trenitalia ha avviato un processo di riorganizzazione e razionalizzazione dei servizi di media/lunga percorrenza teso a migliorare nel suo complesso il sistema dell’offerta. Con il collegamento dell’Alta Velocità Torino-Salerno, a partire dal 13 dicembre, il servizio ferroviario diurno tra Torino e Roma verrà riorganizzato con 12 Frecciarossa. Tuttavia, il Sottosegretario ha aggiunto che “nessuna variazione è prevista per i collegamenti notturni e Intercity tra Torino e Roma”.  Dunque, resta il problema dei servizi maggiormente utilizzati dai pendolari, per i quali non si intravvedono rilevanti novità, anche se la nuova alta velocità contribuisce in modo significativo al collegamento Torino-Roma.

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Tratta esseri umani

Posted by fidest press agency su sabato, 5 dicembre 2009

Il Comitato delle Regioni dell’Unione europea (CdR) nella seduta plenaria del 3 dicembre ha approvato il progetto di parere presentato dal Sindaco della città slovacca di Sturovo, Jàn Oravec, relativo alla lotta contro l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pedopornografia, la prevenzione e repressione della tratta degli esseri umani e protezione delle vittime. Questa importante iniziativa politica è frutto anche della sinergia determinatasi all’interno del CdR, tra l’Aiccre e Graziano Melia, Presidente della Provincia di Cagliari, ed ha quindi legittimato l’impegno costante che l’Aiccre da anni conduce sul tema attraverso le molteplici attività realizzate di sensibilizzazione sul territorio di questi tristi fenomeni. Il provvedimento, istruito dalla commissione Const – affari istituzionali, è stato in più parti emendato e modificato da Graziano Melia, attraverso il contributo dell’Aiccre.  Il parere, sancisce per la prima volta all’interno del CdR il concreto impegno politico finalizzato alla repressione della tratta e dello sfruttamento sessuale, ed impegna la rete dei Poteri locali ad attivarsi concretamente sull’intero territorio europeo, affinché la decisione del CdR trovi concreta attuazione.  Il lungo, articolato e, ancora non concluso, lavoro dell’Aiccre, volto a sensibilizzare gli Enti locali italiani sul tema della tratta e dello sfruttamento sessuale, ha pertanto trovato all’interno una refluenza europea rendendo dunque possibile una ulteriore e fondamentale estensione agli altri Stati membri dell’Unione europea delle attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica.
L’Aiccre è la Sezione italiana del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa (Ccre), Associazione che raggruppa gli amministratori di oltre 100.000 enti territoriali in 26 paesi dell’Unione europea, dell’Europa centrale e orientale e di Israele. Il Ccre si è costituito a Ginevra nel gennaio 1951 ed è dal 5 maggio 2004 la Sezione europea della CGLU (Città e governi locali uniti)

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Treni Cisalpino II sulla tratta Ginevra – Venezia

Posted by fidest press agency su sabato, 3 ottobre 2009

Dal 20 luglio due dei collegamenti che uniscono Ginevra a Milano sono effettuati con i nuovi treni ETR 610. A partire da ora Cisalpino sostituirà il materiale ordinario attualmente in servizio con un treno di ultima generazione anche sulla tratta Ginevra – Venezia.  Alla luce dei riscontri positivi dati dall’entrata in servizio dei primi due treni Cisalpino II, la società mette in servizio commerciale un’altra composizione di ETR 610. Il treno sarà integrato nell’orario attuale sulla linea Ginevra – Venezia via Milano.  Il primo ETR 610 per Venezia è partito dalla stazione di Ginevra aeroporto alle 7.33 di oggi, giovedì 1 ottobre come CIS 37. Farà poi ritorno a Ginevra aeroporto nel pomeriggio come CIS 42 con partenza da Venezia alle 16.20.  Dopo una fase di pre-esercizio senza passeggeri che dura alcune settimane, le nuove composizioni ETR 610 vengono integrate nell’orario come CIS 35 e CIS 40 tra Ginevra e Milano. Questi collegamenti fungono da tratta di prova per verificare il livello di preparazione e di affidabilità di ogni composizione che viene introdotto in servizio commerciale. Se necessario vengono effettuati i dovuti adattamenti. I treni che hanno superato con successo questa fase di pre-esercizio vengono introdotti in servizio commerciale su altri collegamenti.  I treni Cisalpino II sono equipaggiati con una tecnologia all’avanguardia , che consente di aumentare sensibilmente la qualità di viaggio. Fino al 13 dicembre 2009 i collegamenti internazionali passeggeri tra l’Italia e la Svizzera saranno gestiti dalla società Cisalpino. A partire dal cambio d’orario, la corrispondente gestione tornerà alle due società madri FFS e Trenitalia.

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Aerei: è ora di fare chiarezza!

Posted by fidest press agency su martedì, 29 settembre 2009

Diatriba tra Catricalà e Matteoli sulla tratta Roma-Milano di Alitalia. Solo una distinzione chiara dei ruoli potrà permettere di ordinare un comparto colabrodo come quello del trasporto aereo Adiconsum chiede al Governo un vero ruolo di Autority Per Catricalà e l’Enac attraverso un piano dei trasporti Ancora una volta una “storia all’italiana”, dichiara Paolo Landi Segretario  Generale di Adiconsum, che manifesta quanto la confusione dei ruoli e delle  responsabilità finisca col penalizzare i consumatori. Un’economia liberale e una politica riformista, dichiara Pietro Giordano  Segretario Nazionale di Adiconsum, richiede distinzioni di ruoli. Il ruolo del Governo e’ quello di proporre leggi, quello del Parlamento di vararle  e quello delle Autority di operare il controllo su un’economia troppo spesso  portata alla privatizzazione degli utili ed alla socializzazione delle perdite. Adiconsum chiede al Governo di varare un piano dei trasporti che metta ordine  ad un comparto colabrodo evitando i monopoli, ma anche agendo per evitare i  mille disagi e raggiri che sopratutto in questa estate sono emersi con  dirompenza: perdita bagagli, ritardi, vacanze rovinate, ecc. Un’azione di Governo efficacie sarà quella che metterà in condizioni sia  Catricalà che l’Enac di assumere realmente il ruolo di vera Autority del comparto del volo. Solo così si eviteranno posizioni di monopolio, ma anche posizioni di vantaggio  espresse da compagnie low cost, non tutte, fori controllo che mascherano costi  aggiuntivi per i consumatori e finiscono col fallire con danni pesanti per turisti e passeggeri.

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La tratta di persone

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2009

Palermo, 21 maggio 2009 Collegio San Rocco, Università di Palermo Facoltà di Scienze Politiche – Via Maqueda, 324 22maggio 2009 Palazzo Chiaramonte Steri, Piazza Marina, 61 ore 9,00 L’OIM – Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, in collaborazione con l’UNICRI (l’Istituto Interregionale delle Nazioni Unite per la Ricerca sul Crimine e la Giustizia), l’Università di Palermo e l’AICCRE (Associazione Italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa) – presentano la Conferenza Internazionale “Tratta di persone:dieci anni dopo la costituzione del comitato intergovernativo ad hoc per l’elaborazione del protocollo di Palermo”, che si svolgerà il 21 e 22 maggio 2008 presso il Collegio San Rocco della Facoltà di Scienze Politiche in Via Maqueda 324 a Palermo. Nel 2000 la città di Palermo ospitò la Conferenza internazionale per l’apertura alla firma della Convenzione delle Nazioni Unite contro il Crimine Organizzato Transnazionale (UN TOC) e, in particolare, di uno dei tre Protocolli aggiuntivi, sulla Prevenzione, Repressione e Contrasto della Tratta di Esseri Umani. L’evento del 21 e 22 maggio – patrocinato dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri – intende celebrare il decimo anniversario dell’inizio delle negoziazioni che portarono all’elaborazione del Protocollo sulla Tratta, riunendo insieme coloro che nel 1999-2000 presero parte all’elaborazione della Convenzione e dei Protocolli aggiuntivi. Lo scopo è di accertare lo stato attuale della ratifica del Protocollo, analizzare le sfide che l’applicazione del Protocollo comporta e promuoverne il processo di ratifica. Si indagherà al contempo sul fenomeno della tratta nei suoi aspetti giuridici nazionali e internazionali.  Fenomeno complesso e “mimetico”, la tratta è spesso associata con fenomeni limitrofi ma distinti come l’immigrazione irregolare, la prostituzione o il lavoro sommerso e, dunque, presenta difficoltà di accertamento, riscontrabili nel fatto che su oltre 1 milione di vittime stimate solo un’esigua percentuale viene identificata, assistita e protetta e solo una media di 6mila perpetratori vengono perseguiti ogni anno.  In Italia, tra sfruttamento lavorativo, sessuale, servitù domestica e altre forme di sfruttamento le vittime di questo fenomeno sono migliaia: solo lo sfruttamento sessuale registrerebbe un numero di vittime compreso tra le 29.000 e le 38.000 persone. All’evento parteciperanno, tra gli altri, Giusto Sciacchitano, Sostituto Procuratore Nazionale, Direzione Nazionale Antimafia, Peter Schatzer Capo Missione dell’OIM in Italia, Sandro Calvani, Direttore dell’ UNICRI, il sen. Roberto Di Giovan Paolo, Segretario Generale dell’AICCRE, Tana De Zuleta, Esperta dell’OSCE e altri esperti, docenti universitari e rappresentanti di istituzioni governative, inter-governative e non governative nazionali ed internazionali.

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